LA FASE POST CONTRATTUALE

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1 LA FASE POST CONTRATTUALE E LE RELATIVE OBBLIGAZIONI Avv. Davide Boffi Milano, 21 ottobre

2 TRE TEMI: 1. le provvigioni maturate successivamente alla cessazione del rapporto e le trattative in essere 2. il patto di non concorrenza 3. la transazione

3 LE PROVVIGIONI MATURATE SUCCESSIVAMENTE ALLA CESSAZIONE DEL RAPPORTO

4 Direttiva 86/653/CEE del 18 dicembre 1986 relativa al coordinamento dei diritti degli Stati Membri concernenti gli agenti commerciali (G. U. n. L 382 del 31/12/1986) Art. 8 - Per un operazione commerciale conclusa dopo l estinzione del contratto di agenzia, l agente commerciale ha diritto alla provvigione: a) se l operazione è dovuta soprattutto al risultato dell attività da lui svolta durante il contratto di agenzia e se l operazione è conclusa entro un termine ragionevole dopo l estinzione del contratto, o b) se, conformemente alle condizioni di cui all art. 7 [condizioni per la maturazione del diritto alla provvigione in costanza di rapporto, n.d.r.], l ordinazione effettuata dal terzo è stata ricevuta dal preponente o dall agente commerciale prima dell estinzione del contratto di agenzia. Art. 9 - L agente commerciale non ha diritto alla provvigione di cui all art. 7, se questa è dovuta all agente precedente a norma dell art. 8, a meno che non risulti dalle circostanze che sia equo dividere la provvigione tra gli agenti commerciali.

5 Agente A Agente B X Y IPOTESI 1: a) attività di A fino a X b) ordine del cliente ricevuto da preponente o da A prima di X c) conclusione dell affare dopo X IPOTESI 2: a) attività prevalente di A fino a X b) periodo XY sia «ragionevole» cessazione del contratto conclusione dell operazione commerciale (accettazione della proposta d ordine da parte del preponente)

6 Art. 1748, comma 3, cod. civ. L agente ha diritto alla provvigione sugli affari conclusi dopo la data di scioglimento del contratto se la proposta è pervenuta al preponente o all agente in data antecedente o gli affari sono conclusi entro un termine ragionevole dalla data di scioglimento del contratto e la conclusione è da ricondurre prevalentemente all attività da lui svolta; in tali casi la provvigione è dovuta solo all agente precedente, salvo che da specifiche circostanze risulti equo ripartire la provvigione tra gli agenti intervenuti. Cosa si intende per «termine ragionevole»?! Alcuni ordinamenti europei hanno fissato limiti temporali, ad esempio: " Spagna (3 mesi, L. 27/5/1992) " Belgio (6 mesi, L. 13/4/1995)! Italia? NO. Quindi, giurisprudenza: il Giudice deve tenere conto delle circostanze concrete del rapporto, ed in particolare della tipologia di affari che forma oggetto dell attività di promozione dell agente

7 Il «termine ragionevole» secondo la giurisprudenza:! Trib. Salerno, 10 maggio 2002: nell ambito di un rapporto tra un agente ed una casa editrice, il Giudice ha valutato che l agente, una volta cessato il rapporto, lascia alla preponente non solo il portafoglio clienti ed il monte prenotazioni, ma «anche un certo numero di abbonati, molti dei quali non hanno disdettato l abbonamento né lo faranno in un futuro prossimo». Pertanto appare equo quantificare il termine «ragionevole» nella metà del periodo massimo di indennità ex art c.c., e quindi 6 mesi dopo la cessazione del rapporto! Trib. Rimini, 24 settembre 2004: in questo caso il Giudice ha invece valutato che, in caso di proroga dei contratti di fornitura procacciati dall agente uscente, a quest ultimo spettino le provvigioni sugli affari conclusi dopo la cessazione del rapporto, ma non quelle che derivano dalle successive vendite effettuate dalla preponente in caso di proroga, per le quali deve ritenersi escluso un intervento preponderante dell ex agente

8 Questione risolta dagli A.E.C.: A.E.C. Settore Industria 30 luglio 2014 (art. 6 co. 12) L agente ha diritto alla provvigione sugli affari proposti e conclusi anche dopo lo scioglimento del contratto, se la conclusione è effetto soprattutto dell attività da lui svolta ed essa avvenga entro un termine ragionevole dalla cessazione del rapporto. A tal fine, all atto della cessazione del rapporto, l agente relazionerà dettagliatamente la preponente sulle trattative commerciali intraprese, ma non concluse, a causa dell intervenuto scioglimento del contratto di agenzia. Qualora, nell arco di sei mesi dalla data di cessazione del rapporto, alcune di tali trattative vadano a buon fine, l agente avrà diritto alle relative provvigioni. Decorso tale termine, la conclusione di ogni eventuale ordine, inserito o meno nella relazione dell agente, non potrà più essere considerata conseguenza dell attività da lui svolta e non sarà quindi riconosciuta alcuna provvigione. Sono fatti comunque salvi gli accordi fra le parti ( ). CONDIZIONI PER IL RICONOSCIMENTO DELLE PROVVIGIONI POSTUME: 1)attività dell agente decisiva per la conclusione dell affare 2)redazione di una dettagliata relazione sulle trattative in corso alla cessazione 3)limite temporale di 6 MESI (prima: 4 MESI - novità) - dopo: no provvigioni

9 Problemi connessi ai contratti di lunga durata: Gestione delle provvigioni nei casi in cui l agente promuova contratti di lunga durata (es. contratti di somministrazione pluriennali, di subfornitura, etc.) Salvo diverso accordo tra le parti, Se il contratto promosso l agente ha diritto alle provvigioni su dall agente è un contratto di tutte le forniture effettuate in relazione vendita a consegne ripartite al contratto procacciato, in quanto atti di esecuzione di un contratto concluso nel corso del rapporto di agenzia Se le forniture sono contratti di vendita indipendenti, ma conclusi nell ambito di un «contratto quadro» Occorre valutare la prevalenza dell attività dell agente nella conclusione del «contratto quadro» ed in ogni caso il limite temporale «ragionevole» IN OGNI CASO: ESSENZIALE DISCIPLINARE LA GESTIONE DELLE PROVVIGIONI POSTUME CONTRATTUALMENTE

10 Cass. 16 gennaio 2013, n. 894! Vicenda: agente di una società di idrocarburi che promuove la vendita di carte di fidelizzazione e di credito per flotte aziendali (carte carburante)! Thema decidendum: diritto alle provvigioni sugli utilizzi delle carte carburante, anche dopo la cessazione del rapporto di agenzia ex art. 1748, comma 3, c.c. e sino al termine di durata delle carte (2 anni)! Tesi della società: il diritto alle provvigioni cessa per l agente uscente in quanto esso matura, riguardo ai futuri utilizzi delle carte, in ragione dell attività di informazione e promozione svolta dall agente subentrante per indurre i clienti ad utilizzarle, e comunque 2 anni è un termine irragionevole! Tesi dell agente: la regolamentazione contrattuale non esclude il diritto alle provvigioni postume sulle forniture successive ma relative alle carte la cui vendita è procacciata dall agente uscente! La Corte di Cassazione accoglie la tesi dell agente

11 IL PATTO DI NON CONCORRENZA POST CONTRATTUALE

12 Limiti all attività dell agente In costanza di rapporto: Dopo la cessazione del rapporto: Art c.c.: l agente non può «assumere l incarico di trattare nella stessa zona e per lo stesso ramo gli affari di più imprese in concorrenza tra loro» Limite generale: concorrenza sleale (es. utilizzo di notizie riservate o documenti interni, divulgazione di notizie confidenziali, sviamento clientela) Limite speciale: patto di non concorrenza ex art bis c.c. (necessità di previo accordo scritto tra le parti)

13 Divieto di concorrenza sleale: casistica! Trib. Torino, 25 gennaio 2008 e Cass. Sez. Lav. 18 agosto 2004, n : costituisce concorrenza sleale (ai sensi dell art. 2598, n. 3 c.c.) lo sviamento di clientela realizzato attraverso la sistematica utilizzazione di informazioni riservate acquisite nel precedente rapporto, come la lista della clientela e l offerta a quest ultima di condizioni contrattuali più favorevoli, o realizzato comunque con modalità tali da non potersi giustificare alla luce dei principi di correttezza professionale, costituisce atto di concorrenza sleale ai sensi dell art n. 3 c.c.! Trib. Bologna 8 giugno 2006: compie atto di concorrenza sleale ex art n. 3 c.c., l ex agente di una società di assicurazione che dopo aver iniziato a lavorare per una società concorrente induce numerosi clienti assicurati con la prima società ad abbandonarla con metodi non conformi alla correttezza professionale (es. l invio ai clienti le cui polizze stavano per scadere di una lettera dal contenuto ambiguo; l elevato numero di disdette pervenute alla compagnia attrice; il fatto che le lettere di disdetta fossero del tutto simili tra loro)

14 Patto di non concorrenza ex art bis c.c. Evoluzione normativa complessa! Codice civile 1942: inizialmente non prevede alcun patto di non concorrenza per il contratto di agenzia! Direttiva 86/653/CEE (art. 20): patto valido se: (a) per iscritto; (b) riguarda stesso settore geografico o gruppo di clienti; (c) solo per 2 anni! D. Lgs. n. 303/1991: introdotto l art bis c.c.: patto valido se: (a) per iscritto; (b) riguarda stessa zona, clientela e genere di beni e servizi; (c) durata non superiore a 2 anni. NESSUN CORRISPETTIVO (COERENTEMENTE CON LA DIRETTIVA): SITUAZIONE FAVOREVOLE AI PREPONENTI! L. n. 422/2000: introdotto 2 comma, art bis c.c.: necessaria previsione di un corrispettivo per l obbligo post-contrattuale di non concorrenza dell agente. SITUAZIONE OGGI FAVOREVOLE AGLI AGENTI (novella legislativa introdotta «in attuazione della Direttiva 86/653», che però nulla prevede al riguardo. Tema inserito nell originaria proposta di Direttiva presentata in Commissione nel 1979, ma poi definitivamente eliminato

15 Limiti di zona del patto di non concorrenza Il patto di non concorrenza deve essere circoscritto alla «medesima zona, clientela e genere di beni o servizi» indicati nel contratto di agenzia Cosa succede se il patto non contiene limiti di zona, clientela od oggetto?! Trib. Milano, 23 maggio 2003: la mancata indicazione di tali elementi non inficia la validità del patto in quanto possono ricavarsi per relationem dalle clausole del contratto di agenzia Cosa succede se il patto eccede i limiti indicati nel contratto di agenzia?! Cass. 16 settembre 2010, n e Cass. 30 dicembre 2009, n : si applica la nullità parziale ex art. 1419, comma 1, c.c.: «ne consegue che, in caso di patto di non concorrenza inserito in un contratto di agenzia, esso può ritenersi operante ai sensi dell art bis, comma 1, soltanto per la medesima zona e clientela per la quale era stato concluso il contratto di agenzia, mentre deve essere ritenuto nullo per la parte eccedente»

16 Misura del corrispettivo nel patto di non concorrenza Art bis, secondo comma, c.c.! Indennità «di natura non provvigionale»! In caso di accordo tra le parti: determinazione convenzionale commisurata a: # durata del patto di non concorrenza # natura del contratto di agenzia (agente mono/plurimandatario?) # indennità di fine rapporto (e se non dovuta? art. 8 A.E.C. Commercio?) # «tenuto conto degli accordi economici nazionali di categoria» (art. 39 Cost.?)! In caso di mancato accordo tra le parti: determinazione rimessa al Giudice in via equitativa, con riferimento a: # media dei compensi riscossi e loro incidenza sul volume d affari totale # cause di cessazione del rapporto # ampiezza della zona # esistenza o meno di un vincolo di esclusiva per un solo preponente

17 Art. 14, A.E.C. Settore Industria del 30 luglio 2014! Nessuna sostanziale modifica rispetto all A.E.C. Industria del 2002! Ambito soggettivo: agente operante in forma: (a) individuale; (b) di società di persone; (c) di società di capitali con un unico socio AMMONTARE TOTALE DELL INDENNITÀ Durata del rapporto Monomandato Plurimandato Oltre 10 anni 12 mensilità 10 mensilità Tra 5 e 10 anni 10 mensilità 8 mensilità Fino a 5 anni 8 mensilità 6 mensilità! Base di calcolo: media provvigioni degli ultimi 5 anni! Se il patto ha durata <2 anni: indennità ridotta (40% I anno; 60% II anno)! In caso di recesso dell agente (senza giusta causa od altra causa ostativa): indennità ridotta al 70% per l agente plurimandatario con mandato inferiore al 25% del totale dei suoi introiti! Monomandatario «di fatto»: se il rapporto cessato vale l 80% degli introiti! Violazione patto: restituzione indennità e penale non >50% dell indennità

18 LA TRANSAZIONE

19 A.E.C. Settore Industria 30 luglio 2014 (art. 19) «In relazione alle previsioni di cui agli artt. 410 e segg. c.p.c. ed alle vigenti disposizioni in materia, che specificano le regole concernenti la composizione delle controversie nelle materie di cui all art. 409 c.p.c., le parti stipulanti convengono sull utilità e sull importanza delle procedure stragiudiziali di conciliazione, che si propongono l obiettivo di ridurre il ricorso agli interventi della giurisdizione statuale. Le parti stipulanti convengono pertanto sull esigenza di contenere l area della conflittualità giudiziale, favorendo il ricorso alla conciliazione. Le parti convengono di costituire una commissione per definire, con apposito regolamento, una procedura di conciliazione da proporre alle parti firmatarie per le determinazioni di competenza entro 6 mesi dalla firma dell A.E.C. [quindi 30 gennaio 2015, n.d.r.]. Fino al momento in cui non entreranno in vigore le nuove disposizioni, restano valide le disposizioni contenute nell art. 17 dell A.E.C. del 16 Novembre 1988»

20 Transazione quietanza liberatoria PRASSI: l agente rilascia alla fine del rapporto, o al momento di ricevimento di quanto dovuto, una dichiarazione di non aver più nulla a pretendere. Cosa dice la giurisprudenza? ORIENTAMENTO CONSOLIDATO:! Cass. 12 gennaio 2011, n. 578: «Il rapporto di agenzia è soggetto al regime sulle transazioni e rinunzie ex art c.c., e dunque anche rispetto ad esso opera il principio per cui generiche quietanze a saldo non hanno natura transattiva, né possono integrare una rinunzia a tutti gli eventuali diritti connessi al rapporto ed alle relative azioni esercitabili, in difetto del necessario presupposto che l agente abbia avuto l esatta rappresentazione dei diritti che intendeva dismettere» (v. Trib. Milano, 21 settembre 2012; Trib. Cassino 31 gennaio 2012 e Trib. Bari 21 gennaio 2007)! Cass. 16 giugno 2003, n. 9636: «le generiche quietanze a saldo e transazione di ogni avere non hanno natura transattiva né sono dichiarazioni di una volontà abdicativa di specifici diritti ( ), ma unicamente dichiarazioni di scienza e cioè del convincimento dell interessato di essere stato soddisfatto dei suoi diritti, e quindi non ostative di una successiva richiesta di tutela giurisdizionale di ulteriori diritti non ancora soddisfatti»

21 Transigibilità dei diritti nel rapporto di agenzia Agente persona fisica (art. 409, n. 3, c.p.c.) Si applica l art c.c. Impugnabilità entro 6 mesi o firma in sede protetta ex IV co. Agente in forma societaria o con s t r u t t u r a organizzativa prevalente sull attività personale dell agente Non si applica l art c.c. Inimpugnabilità immediata (salvo errore, violenza o dolo)

22 Transigibilità dei diritti nel rapporto di agenzia CASISTICA: Corte App. L Aquila, 11 aprile 2014:! un rapporto di agenzia tra un agente ed una S.a.s. non è riconducibile all art. 409, n. 3, c.p.c., con conseguente non applicabilità dell art c.c.! «Ove l agente abbia organizzato la propria attività di collaborazione in forma di società, anche di persone, o comunque si avvalga di una autonoma struttura imprenditoriale, non è ravvisabile un rapporto ai sensi dell art. 409, 1 comma, n. 3, c.p.c.»! «Deve escludersi che una s.a.s. che assume la qualità di agente possa adempiere l incarico affidatole con una prestazione prevalentemente personale, a prescindere dal numero e dalla qualità dei soci. Una tale società ( ) costituisce comunque un centro autonomo di imputazione di rapporti giuridici, onde l eventuale attività personale del singolo socio viene mediata dalla società e perde il carattere di personalità nei confronti del preponente»! CONCLUSIONE DELLA CORTE: no impugnabilità della transazione ex art c.c.

23 Transigibilità dei diritti nel rapporto di agenzia Provvigioni Indennità di cessazione del rapporto

24 Transigibilità del diritto alle provvigioni! Si discute del quantum, ossia della «misura» delle provvigioni! Sull an: elemento essenziale del rapporto di agenzia (art c.c.)! Possibilità di trovare un accordo sulla «misura» delle provvigioni: ammessa in quanto:! le provvigioni non rientrano tra i diritti indisponibili dell agente in quanto la loro «misura» è rimessa alla libera disponibilità delle parti! no applicazione art. 36 Cost.! no misura minima ed inderogabile delle provvigioni QUINDI: accordo tra le parti sulla «misura» delle provvigioni sempre valido e al di fuori dei limiti dell art c.c.

25 Transigibilità del diritto alle provvigioni (segue) CASISTICA:! SU ART. 36 COST. Cass. 12 dicembre 2001, n : «Il principio costituzionale relativo al diritto del lavoratore ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro prestato, oltre che sufficiente rispetto alle esigenze minime personali e familiari ( ) appare senza dubbio non compatibile con quelle attività -pur non sfornite di quegli elementi di prevalente personalità e di coordinazione- le quali siano caratterizzate da una spiccata imprenditorialità ( ). Questo è senza dubbio il caso dei rapporti di agenzia, nei quali il risultato utile può essere ampiamente condizionato ( ) sia dalla non sempre prevedibile idoneità in concreto degli strumenti adottati, sia da variabili fattori di mercato poco o per niente condizionabili da parte dall agente stesso»! SU ART C.C. Trib. Monza, 16 maggio 2013: «Nei rapporti di agenzia sono valide -e non sono assoggettate al regime d impugnazione di cui all art c.c.- le rinunzie e transazioni aventi ad oggetto la misura delle provvigioni spettanti all agente, la cui determinazione è rimessa alla libera disponibilità delle parti» (in senso conforme: Cass. 8 gennaio 1988, n. 6 e più recentemente Trib. Trieste, 2 gennaio 2001; parzialmente contra: Trib. Perugia, 25 giugno 2013)

26 Transigibilità del diritto all indennità di cessazione Direttiva 86/653/CEE (art. 19): «Le parti non possono derogare, prima della scadenza del contratto, agli artt. 17 e 18 a detrimento dell agente commerciale» Art c.c.: «Le disposizioni di cui al presente articolo sono inderogabili a svantaggio dell agente» Quindi, dopo la fine del contratto: libera derogabilità per le parti (anche in pejus) Omissione del legislatore nazionale Nessun limite temporale POSSIBILE SOLUZIONE (tesi prevalente): interpretazione dell art c.c. in armonia con la disposizione comunitaria. Quindi: dopo la fine del rapporto la norma è derogabile ed un eventuale transazione successiva alla cessazione del contratto relativa all indennità è valida

27 Transigibilità del diritto all indennità di cessazione (segue) CASISTICA:! Cass. 7 febbraio 2004, n. 2383: «l art. 19 della direttiva CEE n. 86/653 vieta alle parti del contratto di agenzia di derogare, prima della sua scadenza, ai precedenti art. 17 e 18 a detrimento dell agente commerciale, ma non impedisce una modificazione pattizia che non sia pregiudizievole per l agente medesimo e, a fortiori, non impedisce una deroga non peggiorativa della disciplina legale in sede di conclusione del contratto»! In senso conforme: Corte App. Catania, 9 febbraio 2006, Cass. 20 dicembre 2002, n e Cass. 30 agosto 2002, n

28 Grazie

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