IL TRASFERIMENTO DI RAMO DI AZIENDA, I BENI IMMATERIALI

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1 IL TRASFERIMENTO DI RAMO DI AZIENDA, I BENI IMMATERIALI E LA CONCORRENZA Quando si configura la cessione di un unità economica organizzata in maniera stabile che in occasione del trasferimento conservi la sua identità (RAMO DI AZIENDA) si applica la la disciplina generale dettata per la cessione di azienda. I crediti e i debiti riconducibili al ramo di azienda seguono il ramo. Si realizza quale effetto naturale del negozio anche la cessione dei contratti per l esercizio dell attività del ramo. Le vicende traslative del ramo di azienda investono non solo beni materiali ma anche immateriali: i cd. diritti di proprietà intellettuale e industriale. L impresa contemporanea, se vuole sopravvivere alla competizione globale, deve concentrarsi sulla ricerca, lo sviluppo e la tutela di diritti di proprietà intellettuale, quali marchi, brevetti, opere (tecniche) dell ingegno, design, segreti aziendali e know how. Uno solo di questi beni immateriali, potenzialmente, può valere molto più di tutti i beni materiali tradizionali che fanno parte del ramo di azienda. Oppure può nascondere in sè come un novello Cavallo di Troia l insidia della contraffazione e rivelarsi un tragico fattore virale per la salubrità dell azienda incorporante. Possibili oggetti di diritti di proprietà intellettuale: progetti architettonici fotografie disegni dellae cartine geografiche banche dati software disegni sul prodotto slogan segni distintivi dell impresa e dei relativi prodotti (coca cola, ferrari, samsung) forma del prodotto (la forma della FIAT 500; la bottiglia della coca cola) prodotti tecnologici, chimici, meccanici (strumenti per la fabbricazione), biotecnologici prodotti realizzati mediante procedimenti tecnologici, chimici, meccanici, biotecnologici forma del prodotto, design nome geografico (salame di Varzi) know-how (comprese le liste di clienti e fornitori) varietà vegetale (agricoltore o vivaista)

2 Per cogliere meglio l ampiezza dei possibili oggetti di tutela, si consideri ad esempio che possono costituire oggetto di registrazione come marchio d impresa tutti i segni suscettibili di essere rappresentati graficamente. Ad esempio: le parole compresi i nomi di persone, i disegni, le lettere, le cifre, i suoni, la forma del prodotto o della confezione di esso, le combinazioni o le tonalità cromatiche purché in ogni caso siano atti a distinguere i prodotti o i servizi di un'impresa da quelli di altre imprese.

3 L innovazione è uno dei momenti centrali dell attività di impresa L idea nuova è vantaggio concorrenziale L esclusiva sull innovazione: il segreto e i suoi rischi Non basta essere il primo a realizzare un innovazione, occorre essere l unico. Il vantaggio concorrenziale è perso ove sia condiviso e l innovazione sfruttata dai concorrenti, che possono copiarla o migliorarla. La ricerca dell esclusiva può condurre al segreto. Il segreto è una risposta soddisfacente? No: non copre ogni innovazione (struttura del prodotto nuovo: per cui è possibile smontaggio e copiatura); è pericoloso per la collettività (la sua lunga conservazione porta ad un monopolio). L esclusiva sull innovazione: il brevetto Il diritto di utilizzare (anche economicamente) l invenzione per un certo periodo di tempo contro la completa discolsure del nuovo insegnamento: è necessaria una corretta e completa descrizione dell invenzione. Una sorta di contratto tra inventore e collettività. La funzione di stimolo del progresso tecnico: incentivo ad inventare per ottenere la privativa; incentivo a superare le soluzioni già esistenti. Per innovare è necessario mantenere il segreto? Sperimentazione e messa a punto legge Obbligo di fedeltà. Art c.c. Il prestatore di lavoro non deve trattare affari, per conto proprio o di terzi, in concorrenza con l imprenditore, nè divulgare notizie attinenti all organizzazione e ai metodi di produzione dell impresa, o farne uso in modo da poter recare ad essa pregiudizio contratto consegna a terzi del prodotto in prova oppure di documenti pertinenti l invenzione, con obbligo di segretezza

4 Fattispecie costitutive: opere dell ingegno: creazione ed esteriorizzazione marchi: registrazione nazionale (UIBM); comunitaria (UAMI); internazionale (accordo di Madrid) domain name: registrazione brevetti: registrazione nazionale; registrazione europea (brevetto cd. europeo, European Patent Office a Monaco di Baviera 1 ) indicazioni geografiche: procedura comunitaria; concorrenza sleale per appropriazione di pregi know-how e marchi di fatto: i cd. diritti non titolati di proprietà industriale 1 CBE: Convenzione di Monaco; l inventore può depositare una domanda di brevetto all Ufficio europeo brevetti, che dopo un esame preventivo rilascia il titolo. In realtà si tratta di un fascio di brevetti nazionali

5 È TUTTO ORO QUEL CHE LUCCICA? LA PRESENZA DI UN TITOLO DI PROPRIETÀ INDUSTRIALE (RILASCIATO DALL UIBM, DALL EPO O DALLO UAMI) NEL RAMO CEDUTO PUÒ FAR SUPPORRE LA SUA LEGITTIMITÀ? No.

6 QUALI PERICOLI CORRE DUNQUE IL CESSIONARIO DEL RAMO DI AZIENDA, SE LA REGISTRAZIONE (FACENTE PARTE DEI BENI AZIENDALI DEL RAMO) CELA LA CONTRAFFAZIONE? Il caso paradigmatico del cessionario del ramo di azienda che cita il concorrente per violazione del titolo di proprietà industriale appena acquisito e viene fatto oggetto di domanda riconvenzionale di nullità e contraffazione. IL DIRITTO PENALE La responsabilità penale è personale. Di regola non si estende al terzo estraneo al reato. Attenzione però ai seguenti casi: cd. CONCORSO OMISSIVO NEL REATO COMMISSIVO CONCORSO MORALE RICETTAZIONE che punisce chiunque, fuori dai casi del concorso nel reato, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto, acquista, riceve od occulta, denaro o cose provenienti da un qualsiasi delitto. La pena è la reclusione da due ad otto anni e la multa da 516 euro a euro. Recente sentenza della Cassazione a Sezioni Unite secondo cui la ricettazione può essere integrata anche dal solo dolo eventuale. Tuttavia, acclarato il rischio di coinvolgimenti sul piano penale, possibili strategie sono: la continuazione nel reato (cumulo giuridico, non materiale) le attenuanti generiche (fino ad un terzo della pena) il patteggiamento (una pena detentiva quando questa, tenuto conto delle circostanze e diminuita fino a un terzo, non supera cinque anni soli o congiunti a pena pecuniaria) la sanzione sostitutiva la sospensione condizionale LA TUTELA CIVILE, UNO STRUMENTO INSUFFICIENTE NELLE CAUSE DI DIRITTO COMUNE, UNO STRUMENTO MICIDIALE NELLE CAUSE DI DIRITTO INDUSTRIALE LA SPECIALIZZAZIONE DEI GIUDICI LA RICERCA DELLE PROVE L Autorità giudiziaria sia nei giudizi cautelari che di merito può ordinare che vengano fornite informazioni sull origine e sulle reti di distribuzione di merci o di

7 prestazione di servizi. L ordine può essere rivolto non solo al convenuto, ma ad ogni persona che: a) sia stata trovata in possesso della merce; b) sia stata sorpresa a fornire la merce; c) sia stata indicata dai soggetti di cui alle lettere a) o b) come persona implicata. INIBITORIA PROVVISORIA è l ordine con cui il giudice vieta al contraffattore la prosecuzione o la ripresa dell attività di fabbricazione, commercializzazione e/o uso di ciò che costituisce violazione del brevetto ha natura cautelare ha natura oggettiva solo per le violazioni attuali o anche per quelle potenziali i presupposti: il fumus boni iuris ed il periculum in mora cosa accade in caso di inosservanza dell inibitoria? INIBITORIA DEFINITIVA non ha natura cautelare: è disposta dalla sentenza che accerta la contraffazione attenzione ai titoli in corso di brevettazione: solo inibitoria provvisoria irrilevanza dei profili soggettivi cosa accade in caso di inosservanza dell inibitoria? ORDINE DI RITIRO DAL COMMERCIO applicabilità anche nei confronti delle cose detenute da terzi estranei alla contraffazione DISTRUZIONE natura restitutoria: mira a eliminare lo stato di fatto contrario al diritto e a ricostituire lo status quo ante natura oggettiva della sanzione legittimazione passiva: anche i terzi salvo quelli che ne fanno uso personale in buona fede limiti: economia nazionale ASSEGNAZIONE IN PROPRIETA oggetto: sia i prodotti contraffatti sia i «mezzi specifici» necessari per la contraffazione su richiesta del proprietario e tenuto conto della residua durata del titolo, il giudice può disporre, invece dell'assegnazione in proprietà, il sequestro ART 125 CPI. Risarcimento del danno e restituzione dei profitti dell'autore della violazione.

8 1.- Il risarcimento dovuto al danneggiato è liquidato secondo le disposizioni degli articoli 1223, 1226 e 1227 del codice civile, tenuto conto di tutti gli aspetti pertinenti, quali le conseguenze economiche negative, compreso il mancato guadagno, del titolare del diritto leso, i benefici realizzati dall'autore della violazione e, nei casi appropriati, elementi diversi da quelli economici, come il danno morale arrecato al titolare del diritto dalla violazione. 2.- La sentenza che provvede sul risarcimento dei danni può farne la liquidazione in una somma globale stabilita in base agli atti della causa e alle presunzioni che ne derivano. In questo caso il lucro cessante è comunque determinato in un importo non inferiore a quello dei canoni che l'autore della violazione avrebbe dovuto pagare, qualora avesse ottenuto una licenza dal titolare del diritto leso. 3. In ogni caso il titolare del diritto leso può chiedere la restituzione degli utili realizzati dall'autore della violazione, in alternativa al risarcimento del lucro cessante o nella misura in cui essi eccedono tale risarcimento. PUBBLICAZIONE DELLA SENTENZA ARTT. 144 SS. CPI: LA PIRATERIA Sono atti di pirateria le contraffazioni evidenti dei marchi, disegni e modelli registrati e le violazioni di altrui diritti di proprietà industriale realizzate dolosamente in modo sistematico. L autorità giudiziaria può disporre, il sequestro conservativo dei beni mobili ed immobili del preteso autore della violazione, compreso il blocco dei suoi conti bancari e di altri beni. IL REGOLAMENTO COMUNITARIO DOGANALE: LE MERCI SOSPETTATE DI CONTRAFFAZIONE E IL F.A.L.S.T.A.F.F. Acronimo di «Fully Automated Logical System To Against Forgery & Fraud». Il cavaliere grasso e vanaglorioso?

9 QUANDO UNA REGISTRAZIONE PUÒ CELARE L INSIDIA? Esempi: 1. acquisto del ramo di azienda in cui vengono realizzati prodotti contrassegnati da marchio di proprietà; 2. acquisto del ramo di azienda in cui vengono realizzati prodotti brevettati (il titolo fa parte del ramo di azienda); 3. acquisto del ramo di azienda che produce magliette su cui sono raffigurate immagini; 4. acquisto del ramo di azienda che produce l output in base ad accori di licenza; 5. acquisto del ramo di azienda che comprende uno stock di merci in arrivo dalla Cina. In materia di marchi occorre fare particolare attenzione alle seguenti questioni: MARCHIO FORTE vs. MARCHIO DEBOLE MARCHI DIFENSIVI (ancorchè non usati in commercio) FORMA NON REGISTRATA (fiat 500) Normale tutela del marchio e tutela del marchio che gode di rinomanza: art. 20 cpi Art. 20 cpi. I diritti del titolare del marchio d'impresa registrato consistono nella facoltà di fare uso esclusivo del marchio. Il titolare ha il diritto di vietare ai terzi, salvo proprio consenso, di usare nell'attività economica: a) un segno identico al marchio per prodotti o servizi identici a quelli per cui esso è stato registrato; b) un segno identico o simile al marchio registrato, per prodotti o servizi identici o affini, se a causa dell'identità o somiglianza fra i segni e dell'identità o affinità fra i prodotti o servizi, possa determinarsi un rischio di confusione per il pubblico, che può consistere anche in un rischio di associazione fra i due segni; c) un segno identico o simile al marchio registrato per prodotti o servizi anche non affini, se il marchio registrato goda nello stato di rinomanza e se l uso del segno senza giusto motivo consente di trarre indebitamente vantaggio dal carattere distintivo o dalla rinomanza del marchio o reca pregiudizio agli stessi. Caso Mila e Armando: VOGUE Caso Ingegneri e Disign: ARTEMIDE Caso tipografia e moda: ARMANI Caso palloni con le stelline: CHAMPIONS LEAGUE Caso telo mare con pesciolini: NEMO

10 In materia brevettuale occorre prestare attenzione in particolare alle seguenti questioni. Un invenzione è brevettabile se presenta i seguenti requisiti: 1. Novità (cd. novità estrinseca) 2. Attività inventiva 3. Industrialità 4. Sufficienza di descrizione La novità. Art. 46 cpi. Un invenzione è considerata nuova se non è compresa nello stato della tecnica. Lo stato della tecnica è costituito da tutto ciò che è stato reso accessibile al pubblico nel territorio dello Stato o all'estero prima della data del deposito della domanda di brevetto, mediante una descrizione scritta od orale, una utilizzazione o un qualsiasi altro mezzo. Un invenzione è nuova se non è compresa nello stato della tecnica Lo stato della tecnica: nozione su cui ruota la novità Configura la novità in termini assoluti ed universali Comprende qualsiasi conoscenza o fatto messo a disposizione del pubblico in qualsiasi modo prima del deposito della domanda La sua stensione territoriale è assoluta (nel territorio dello Stato o all Estero) La sua estensione temporale arriva fino al giorno precedente la data di deposito della domanda di brevetto.

11 Le cause di esclusione della novità: le anteriorità le predivulgazioni Divulgazione: Qualsiasi comunicazione al pubblico fatta con qualsiasi mezzo Esempi: Notizie per mezzo della radio, della televisione o di mezzi di registrazione Libri, articoli e pubblicazioni sia a stampa sia on-line Comunicazioni stampate (es. volantini pubblicitari) Brevetti Comunicazioni a congressi (orali, poster, diapositive ecc.) Tesi di laurea Informazioni a terzi Prodotto o metodo reso disponibile al pubblico prima della data di deposito per esempio mediante esposizione in fiera (solo le caratteristiche visibili) Comunicazione ad un solo destinatario (anche colleghi)? La possibilità meramente astratta di conoscenza Vendita di un solo esemplare (o di pochi esemplari) incorporante l invenzione? Semplice offerta del prodotto in vendita? Campioni in prova? La divulgazione abusiva? Gli indizi di originalità. Il giudizio di originalità presenta inevitabilmente margini ampi di discrezionalità Esigenza di ancorare il giudizio a dati concreti e verificabili, rendendolo il più possibile oggettivo Evitare che esso sia condotto in maniera retrospettiva, con il senno del poi Indizi positivi e negativi a seconda che suggeriscano la presenza o l assenza dell originalità del trovato. Positivi: i) il progresso tecnico; ii) la cd. mano felice nell ambito delle invenzioni di selezione (riguardanti tipicamente il settore chimico) che ricorre ove l inventore individui subito fra le molte soluzioni di un dato problema tecnico astrattamente prospettabili quella praticabile e così consenta di evitare la lunga, complessa e costosa sperimentazione di tutte le possibili soluzioni alternative;

12 iii) il superamento di particolari difficoltà (App. Milano ) o di effettivi ostacoli tecnici (Trib.Milano ); iv) l esistenza di precedenti tentativi rimasti infruttuosi; v) il successo commerciale conseguito dall invenzione che con sicurezza sia riconducibile alle caratteristiche tecniche del prodotto e non a spese pubblicitarie o politiche di prezzo Negativi: i) la semplice sostituzione di materiali; ii) le mere modifiche di parti, i mutamenti di forma e di proporzioni, le inversioni di fasi iii) il mero adattamento dell invenzione altrui ad un campo diverso iv) le ipotesi di equivalenza, che si verificano quando al posto di uno o più elementi di un invenzione se ne pongono altri, che siano già noti come equivalenti, senza con ciò spostare né tecnicamente né economicamente il risultato tipico della prima, onde qui un idea inventiva, anche se solo derivata, esula del tutto CASI CONCRETI Cass. 5112/2003 Trib. Milano Corte di appello di Milano Una società svedese, AKTIEBOLAGET HASSLE, è titolare di un brevetto europeo (CBE) avente ad oggetto l OMEOPRAZOLO (principio attivo usato in alcuni farmaci per la cura delle affezioni gastrointestinali). HASSLE conviene in giudizio la società italiana BETA s.r.l., cessionaria del ramo di azienda GAMMA, con sede a Milano, per contraffazione. HASSLE allega che la convenuta era INTERMEDIATRICE per l acquisto del trovato di produzione NON europea da parte di acquirenti cinesi in Cina. Il prodotto non transita in Italia. Né nel Paese di produzione né in Cina HASSLE ha alcun brevetto.

13 DIFESA DI BETA s.r.l. Il principio di territorialità del brevetto Il prodotto non è fabbricato, né importato, né venduto in Italia LA DECISIONE DEI GIUDICI Solo il titolare ha la facoltà di ATTUARE l invenzione Questa facoltà va intesa in senso ampio Qualunque utilità dall invenzione brevettata L illecito profitto è ottenuto in Italia perché il ramo di azienda (contraffattore) è situato in Italia e tanto basta. Non rileva in questo caso il luogo di produzione e/o inserimento nel mercato. In materia autorale occorre prestare attenzione in particolare alle seguenti questioni. Il cessionario del ramo di azienda e l inesistenza di un registro pubblico esaustivo e neppure una banca dati. Il cessionario del ramo di azienda che realizza prodotti contrassegnati da un marchio figurativo. Il cessionario del ramo di azienda che subentra nel contratto di licenza relativo ad immagini reperite su internet. ALFA offre in licenza (esclusiva o non esclusiva) una serie di opere dell ingegno. Queste opere dell ingegno raffigurano anche autoveicoli PIAGGIO, FIAT e VW. ALFA nei contratti di licenza dichiara espressamente di essere il titolare dei diritti d autore sulle opere dell ingegno. ALFA è dunque legittimata a licenziarne l uso. Quanto ai marchi i contratti di licenza prevedono che l Utente Scaricante accetta di indennizzare, di difendere e di liberare da ogni responsabilità ALFA ed i suoi affiliati, per ogni responsabilità dovuta alla trasgressione da parte dell Utente «per tutte le utilizzazioni dell Opera, ivi compreso e senza limitazione, i reclami o domande in giustizia seguenti: infrazione o violazione dei

14 diritti della proprietà intellettuale». Inoltre, l Utente scaricante accetta e riconosce che ALFA non è in possesso di liberatorie per proprietari di beni, di titolari di marchi registrati, loghi o altre proprietà intellettuali di terze parti che potrebbero essere rappresentate in un'opera. Questo significa che se un immagine (interferisce con diritti IP diversi da quelli autorali la liceità dell uso commerciale NON è garantita. Sarà responsabilità dell Utente ottenere l autorizzazione dei terzi titolari ad esempio di diritto di marchio. Addirittura, il contratto di licenza inserisce poi la clausola secondo cui «L' OPERA È FORNITA TALE E QUALE E, SALVO STIPULAZIONE ESPRESSA IN QUESTO CONTRATTO, NESSUNA PARTE EFFETTUA NE' DICHIARAZIONI NÉ GARANZIE, ESPRESSE O IMPLICITE, COME LE GARANZIE IMPLICITE DI QUALITÀ COMMERCIALE O DI ATTITUDINE AD UN IMPIEGO PARTICOLARE». Il quadro deve essere completato alla luce di altre due disposizioni del contratto di licenza. Questo, infatti, prevede che il foro competente a dirimere ogni controversia tra le parti è quello di New York e che la legge applicabile è parimenti quella dello Stato di New York, senza tenere conto dei principi del diritto internazionale privato. Dunque, nei rapporti tra le parti, ogni aspetto legato alla possibile contraffazione (realizzata in Italia o in Europa) da parte dell Utilizzatore per avere usato le immagini ALFA va valutato in base alla legge federele USA e a quella statale di New York. Ebbene, la legislazione dello stato di New York appare ancora più permissiva di quella generale federale ( Uniform commercial code) circa la possibilità di derogare la responsabilità del licenziante (ALFA). Il New York Uniform Commercial Code (che si applica al contratto con ALFA) prevede, nella Section 2-312, la Warranty of Title and Against Infringement. Vero è che secondo questo articolo il venditore garantisce che il «transfer» sia «rightful» e che «the goods shall be delivered free from any security interest or other lien or encumbrance»; ma intanto la garanzia (analogamente a quanto avviene nel generale UCC) può essere derogata da una clausola che «give the buyer reason to know that the person selling does not claim title in himself or that he is purporting to sell only such right or title as he or a third person may have». E poi «a seller who is a merchant regularly dealing in goods of the kind warrants that the goods shall be delivered free of the rightful claim of any third person by way of infringement» solo se non «otherwise agreed». In sintesi quindi ALFA licenzia solo diritti d autore. Non licenzia diritti diversi di IP (quali marchi o design, ad esempio). L uso commerciale delle immagini sui teli mare sarebbe dunque contraffazione dei diritti di marchio FIAT, PIAGGIO e VW. A meno di ottenere la licenza d uso da parte di queste case automoblistiche. L eventuale licenza ALFA, il successivo uso non autorizzato dai titolari dei marchi delle immagini relative e quindi la contraffazione realizzata

15 dall Utente sarebbero, alla luce del contratto di licenza, sia dal punto di vista penale che civile, nella responsabilità esclusiva dell Utente. E nel contratto di licenza, per effetto dell art c.c., subentra il cessionario del ramo di azienda (cessione di tutti i contratti per l esercizio del ramo di azienda).

16 ABBIAMO VISTO CHE IL CESSIONARIO DEL RAMO DI AZIENDA SUBENTRA NEL LATO ATTIVO E PASSIVO DEI RAPPORTI GIURIDICI ESISTENTI. PER I DEBITI VALE LA REGOLA CHE ESSI DEVONO RISULTARE DAI LIBRI CONTABILI OBBLIGATORI. MA CIÒ NON VALE ANCHE PER I RAPPORTI CON I DIPENDENTI, PER I QUALI SEMPLICEMENTE L ART C.C. PREVEDE CHE IL CESSIONARIO È (CO)OBBLIGATO (SOLIDALE) PER TUTTI I DEBITI NEI CONFRONTI DEI DIPENDENTI ESISTENTI AL MOMENTO DELLA CESSIONE. EBBENE, DI QUALI DIRITTI DI CREDITO GODONI I DIPENDENTI CHE HANNO CREATO L INNOVAZIONE? L art. 64 cpi si occupa delle invenzioni dei dipendenti Si tratta di una norma chiave ritenuta il punto di riferimento anche per gli altri diritti di proprietà intellettuale. Norme specifiche per alcune opere dell ingegno sono previste nella legge sui diritti d autore (l. 633/1941). Art. 64 cpi. 1. Quando l'invenzione industriale è fatta nell'esecuzione o nell'adempimento di un contratto o di un rapporto di lavoro o d'impiego, in cui l'attività inventiva è prevista come oggetto del contratto o del rapporto e a tale scopo retribuita, i diritti derivanti dall'invenzione stessa appartengono al datore di lavoro, salvo il diritto spettante all'inventore di esserne riconosciuto autore. 2. Se non è prevista e stabilita una retribuzione, in compenso dell'attività inventiva, e l'invenzione è fatta nell'esecuzione o nell'adempimento di un contratto o di un rapporto di lavoro o di impiego, i diritti derivanti dall'invenzione appartengono al datore di lavoro, ma all'inventore, salvo sempre il diritto di essere riconosciuto autore, spetta, qualora il datore di lavoro o suoi aventi causa ottengano il brevetto o utilizzino l'invenzione in regime di segretezza industriale, un EQUO PREMIO per la determinazione del quale si terrà conto dell importanza dell'invenzione, delle mansioni svolte e della retribuzione percepita dall'inventore, nonche' del contributo che questi ha ricevuto dall'organizzazione del datore di lavoro. Al fine di assicurare la tempestiva conclusione del procedimento di acquisizione del brevetto e la conseguente attribuzione dell'equo premio all'inventore, puo' essere concesso, su richiesta dell'organizzazione del datore di lavoro interessata, l'esame anticipato della domanda volta al rilascio del brevetto. 3. Qualora non ricorrano le condizioni previste nei commi 1 e 2 e si tratti di invenzione industriale che rientri nel campo di attività del datore di lavoro, quest'ultimo ha il diritto di opzione per l'uso, esclusivo o non esclusivo dell'invenzione o per l'acquisto del brevetto, nonché per la facoltà di chiedere od acquisire, per la medesima invenzione, brevetti all'estero verso corresponsione del canone o del prezzo, da fissarsi con deduzione di una somma corrispondente agli aiuti che l'inventore abbia comunque ricevuti dal datore di lavoro per pervenire all'invenzione. Il datore di lavoro potrà esercitare il diritto di opzione entro tre mesi dalla data di ricevimento della comunicazione dell'avvenuto deposito della domanda

17 di brevetto. I rapporti costituiti con l'esercizio dell'opzione si risolvono di diritto, ove non venga integralmente pagato alla scadenza il corrispettivo dovuto. 4. Ferma la competenza del giudice ordinario relativa all'accertamento della sussistenza del diritto all'equo premio, al canone o al prezzo, se non si raggiunga l'accordo circa l'ammontare degli stessi, anche se l'inventore è un dipendente di amministrazione statale, alla determinazione dell'ammontare provvede un collegio di arbitratori, composto di tre membri, nominati uno da ciascuna delle parti ed il terzo nominato dai primi due, o, in caso di disaccordo, dal Presidente della sezione specializzata del Tribunale competente dove il prestatore d'opera esercita abitualmente le sue mansioni. Si applicano in quanto compatibili le norme degli articoli 806, e seguenti, del codice di procedura civile. 5. Il collegio degli arbitratori può essere adito anche in pendenza del giudizio di accertamento della sussistenza del diritto all'equo premio, al canone o al prezzo, ma, in tal caso, l'esecutività della sua decisione è subordinata a quella della sentenza sull'accertamento del diritto. Il collegio degli arbitratori deve procedere con equo apprezzamento. Se la determinazione è manifestamente iniqua od erronea la determinazione è fatta dal giudice. 6. Agli effetti dei commi 1, 2 e 3, si considera fatta durante l'esecuzione del contratto o del rapporto di lavoro o d'impiego l'invenzione industriale per la quale sia chiesto il brevetto entro un anno da quando l'inventore ha lasciato l'azienda privata o l'amministrazione pubblica nel cui campo di attività l'invenzione rientra. Art. 65. Invenzioni dei ricercatori delle università e degli enti pubblici di ricerca 1. In deroga all'articolo 64, quando il rapporto di lavoro intercorre con un università o con una pubblica amministrazione avente tra i suoi scopi istituzionali finalità di ricerca, il ricercatore è titolare esclusivo dei diritti derivanti dall'invenzione brevettabile di cui è autore. In caso di più autori, dipendenti delle università, delle pubbliche amministrazioni predette ovvero di altre pubbliche amministrazioni, i diritti derivanti dall'invenzione appartengono a tutti in parti uguali, salvo diversa pattuizione. L'inventore presenta la domanda di brevetto e ne dà comunicazione all'amministrazione. 2. Le Università e le pubbliche amministrazioni, nell'ambito della loro autonomia, stabiliscono l'importo massimo del canone, relativo a licenze a terzi per l'uso dell'invenzione, spettante alla stessa università o alla pubblica amministrazione ovvero a privati finanziatori della ricerca, nonché ogni ulteriore aspetto dei rapporti reciproci. 3. In ogni caso, l'inventore ha diritto a non meno del cinquanta per cento dei proventi o dei canoni di sfruttamento dell'invenzione.

18 Nel caso in cui le università o le amministrazioni pubbliche non provvedano alle determinazioni di cui al comma 2, alle stesse compete il trenta per cento dei proventi o canoni. 4. Trascorsi cinque anni dalla data di rilascio del brevetto, qualora l'inventore o i suoi aventi causa non ne abbiano iniziato lo sfruttamento industriale, a meno che ciò non derivi da cause indipendenti dalla loro volontà, la pubblica amministrazione di cui l'inventore era dipendente al momento dell'invenzione acquisisce automaticamente un diritto gratuito, non esclusivo, di sfruttare l'invenzione e i diritti patrimoniali ad essa connessi o di farli sfruttare da terzi, salvo il diritto spettante all'inventore di esserne riconosciuto autore. 5. Le disposizioni del presente articolo non si applicano nelle ipotesi di ricerche finanziate, in tutto o in parte, da soggetti privati ovvero realizzate nell'ambito di specifici progetti di ricerca finanziati da soggetti pubblici DIVERSI dall'università, ente o amministrazione di appartenenza del ricercatore.

19 In ogni caso di invenzione del dipendente, il diritto morale ad essere riconosciuto inventore resta in suo capo Se l inventore è dipendente di un ente privato o di un ente pubblico senza fini di ricerca la regola è la medesima: il diritto patrimoniale AL RILASCIO del brevetto è tendenzialmente attribuito al datore di lavoro; al lavoratore spetta però una remunerazione Se l inventore è dipendente di un UNIVERSITA o di un ENTE PUBBLICO DI RICERCA il diritto al rilascio del brevetto è attribuito all inventore, ma l ente ha diritto ad una partecipazione ai proventi. L art. 64 cpi co. 1 e 2 presuppone che in costanza del rapporto di lavoro sia stata realizzata la PARTE DECISIVA dell invenzione. E non anche il suo momento terminale. Può il lavoratore recedere (dimissioni) dal contratto di lavoro appena realizzata l invenzione e depositare a proprio nome la domanda di brevetto? Art. 64 co. 6 cpi. Si discute se questa norma sancisca una presunzione assoluta o relativa. In caso di invenzione di azienda (art. 64 co. 2), l invenzione si innesta casualmente sull attività del dipendente. Spetta un equo premio. Occorre tenere conto del valore dell invenzione in quanto brevettata, delle mansioni del lavoratore, della sua retribuzione, del contributo dell organizzazione aziendale. Per determinare l equo premio i giudici solitamente usano la cd. formula tedesca secondo cui: I = percentuale P del valore V I è l indennità per il dipendente V è prezzo del consenso per il brevetto (canone di licenza, profitto effettivo, profitto stimato) P è il risultato di tre indici: 1. un valore da uno a sei che cresce al decrescere dell autonomia del dipendente nella posizione del problema 2. un valore da uno a sei che cresce con il decrescere del contributo dell impresa all invenzione 3. un valore da uno ad otto che cresce con lo scendere del dipendente nella scala delle funzioni aziendali di ricerca. Sommando i tre indici si arriva ad un valore compreso tra tre e venti. Tale valore è poi convertito in una percentuale compresa tra 2 e 100.

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