TURCHIA: LA GUIDA PER LE IMPRESE ITALIANE

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1 Attenzione: la Guida che state stampando è aggiornata al 29/10/2009. I file allegati con estensione.doc,.xls,.pdf,.rtf, etc. non verranno stampati automaticamente; per averne copia cartacea è necessario aprire il singolo allegato e stamparlo. File PDF creato in data 18/02/2010 Per maggiori informazioni rivolgersi: Servizio Commercio Estero Piazza Castello, Vicenza tel fax TURCHIA: LA GUIDA PER LE IMPRESE ITALIANE Introduzione Capitolo n. 0. Background Capitolo n. 1. L'impresa e la società Sotto Capitolo n Introduzione Sotto Capitolo n La normativa sugli investimenti esteri Sotto Capitolo n Le società: inquadramento generale Sotto Capitolo n Gli altri veicoli per gli investimenti Sotto Capitolo n La disciplina della concorrenza tra imprese Capitolo n. 2. Il sistema bancario e finanziario Sotto Capitolo n Premessa Sotto Capitolo n La Banca Centrale Sotto Capitolo n La Banking Regulation and Supervision Agency Sotto Capitolo n L'esercizio dell'attività bancaria Sotto Capitolo n La vigilanza bancaria Sotto Capitolo n La tutela dei depositanti e la ristrutturazione del sistema bancario Sotto Capitolo n Il sistema bancario turco: caratteri strutturali e performance Capitolo n. 3. Il regime valutario Capitolo n. 4. Il mercato dei capitali Sotto Capitolo n Premessa Sotto Capitolo n La disciplina delle public companies Sotto Capitolo n La sollecitazione del pubblico risparmio Sotto Capitolo n La dematerializzazione degli strumenti finanziari Sotto Capitolo n La disciplina delle deleghe Sotto Capitolo n La disciplina dei dividendi Sotto Capitolo n La prestazione di servizi d'investimento e la disciplina degli intermediari Sotto Capitolo n La gestione collettiva del risparmio Sotto Capitolo n La disciplina dei mercati regolamentati Sotto Capitolo n La borsa di Istanbul Capitolo n. 5. Il sistema fiscale in generale Sotto Capitolo n L'amministrazione delle imposte Capitolo n. 6. L'imposizione sui redditi delle persone fisiche Sotto Capitolo n Soggetti passivi e base imponibile Sotto Capitolo n Aliquote Sotto Capitolo n Deduzioni, detrazioni ed esenzioni Sotto Capitolo n Plusvalenze e minusvalenze Sotto Capitolo n Compensi ad amministratori Sotto Capitolo n Adempimenti dichiarativi e riscossione dell'imposta Capitolo n. 7. L'imposizione sui redditi societari Sotto Capitolo n Soggetti passivi Sotto Capitolo n Periodo d'imposta Sotto Capitolo n L'imposizione sulle società residenti Sotto Capitolo n L'imposizione sulle società non residenti

2 Sotto Capitolo n Incentivi fiscali agli investimenti Sotto Capitolo n La disciplina fiscale sui gruppi e le riorganizzazioni societarie Sotto Capitolo n Transfer pricing Sotto Capitolo n Operazioni straordinarie d'impresa Sotto Capitolo n Dichiarazione e liquidazione dell'imposta Sotto Capitolo n Accertamento e sanzioni Capitolo n. 8. Aspetti di fiscalità internazionale Sotto Capitolo n I trattati in vigore contro le doppie imposizioni sui redditi Sotto Capitolo n La Convenzione Italia - Turchia contro le doppie imposizioni sul reddito Sotto Capitolo n Il credito per le imposte assolte all'estero Capitolo n. 9. Altre principali imposte Sotto Capitolo n Imposta sul valore aggiunto Sotto Capitolo n Special Consumption Tax - Imposta di fabbricazione/importazione Sotto Capitolo n Real Estate Tax - Imposta sul patrimonio immobiliare Sotto Capitolo n Altre imposte minori Capitolo n. 10. Italia - Turchia: riflessi fiscali di alcuni percorsi operativi - Distribuzione commerciale diretta Sotto Capitolo n Imposte dirette Sotto Capitolo n Imposte indirette e dazi doganali Capitolo n. 11. Distribuzione commerciale indiretta: il franchising Sotto Capitolo n Il contenuto essenziale dei contratti di franchising nella prassi internazionale e nella recente legge 129/2004 Sotto Capitolo n I caratteri del rapporto di franchising Sotto Capitolo n Le forme del franchising internazionale Sotto Capitolo n I riflessi fiscali dei contratti di franchising stipulati dalle imprese italiane per la distribuzione e/o la produzione in Turchia dei beni o dei servizi da loro prodotti Capitolo n. 12. Accordi ed operazioni relativi a diritti industriali Sotto Capitolo n Regime legale Sotto Capitolo n Regime fiscale Capitolo n. 13. Produzione con presenza in Turchia Sotto Capitolo n Acquisizione di partecipazioni di una società turca già esistente Sotto Capitolo n Costituzione di unità locali e sedi secondarie Sotto Capitolo n Costituzione di società controllate Sotto Capitolo n Joint Ventures Capitolo n. 14. Prospetti di sintesi Capitolo n. 15. Elenco zone franche Capitolo n. 16. Principali riferimenti normativi Capitolo n. 17. Alcuni siti di interesse Capitolo n. 18. Indice abbreviazioni e acronimi principali Capitolo n. 19. Principali aggiornamenti 2009 Introduzione Turchia: La guida per le imprese italiane Il panorama del commercio internazionale sta profondamente cambiando. Lo sviluppo dei commerci mondiali si è già spostato, in Asia e nei paesi emergenti dell est europeo. In questo contesto la Turchia, ponte ideale tra l Europa e l Asia, è destinata a svolgere un ruolo sempre più significativo ed importante. A dimostrarlo basterebbero i dati più recenti, sull import-export italiano: nel 2004 le nostre esportazioni sono cresciute di quasi il 21% ed un più 19% hanno segnato le importazioni. Un trend proseguito anche nel 2005 dove la Turchia si è segnalato come uno dei pochi mercati in crescita, per l export delle nostre imprese, con un più 11%, nel primo semestre. Sono dati che si spiegano con la dinamicità dell economia turca e delle sue esportazioni. Un dinamismo che potrebbe avere impulsi ulteriori se, come ci pare ineluttabile, proseguirà l integrazione della Turchia in Comunità Europea, fino alla sua formale adesione alla UE. Va inoltre sottolineato un dato empirico ma importante, la complementarietà delle nostre due economie, non solo per la comune appartenenza all area mediterranea ma per la vocazione forzatamente manifatturiera dei nostri due paesi, poveri di materie prime e costretti perciò a specializzarsi nella trasformazione industriale di quanto importano.

3 Anche per la Turchia si propone un tema comune a tutti i mercati del mondo: non è più il tempo delle vendite occasionali ma è il tempo dell internazionalizzazione, del radicamento delle aziende nel mercato, per meglio assistere la clientela, per gestire e non subire la distribuzione, per attuare politiche di diversificazione produttiva in grado di restituire concorrenzialità al Made in Italy. Per tali motivi l Associazione ha deciso di dedicare anche alla Turchia uno studio approfondito, unico nel suo genere, capace, almeno nelle nostre speranze, di offrire ai nostri imprenditori tutte quelle informazioni che è importante conoscere, prima di affrontare, in modo strutturato, un grande mercato. Dei risultati sono personalmente grato ai nostri Vice Presidenti che coordinano l Area Commercio Estero e l Area Fiscale, Adamo Dalla Fontana e Michele Amenduni. Un ringraziamento va poi rivolto alla Banca Popolare di Vicenza, nostro affezionato partner in questi progetti, e a tutto il team del Centro di Ricerca sulla Finanza e Fiscalità Internazionale, responsabile del coordinamento scientifico del progetto.

4 Capitolo n. 0 Background Il territorio dell odierna Turchia (Türkiye Cumhuriyeti) occupa circa chilometri quadrati (oltre considerando i laghi; all incirca come l Italia e la Spagna messe assieme) che si estendono in una delle zone a più alto rischio sismico del mondo, posta tra l Europa - nella quale si trova il 3% del territorio turco e il 10% della popolazione - e l'asia. Le parti europea e asiatica sono separate, nel nord-ovest del Paese, dal Mar di Marmara e dagli stretti dei Dardanelli e del Bosforo, che collegano il Mar Nero con il Mar Egeo e il Mediterraneo. La Turchia asiatica occupa la Penisola dell Anatolia (o Asia Minore), enorme altopiano, culla di civiltà millenarie, che si estende per chilometri in longitudine e per 650 in latitudine ad un altezza media di circa metri sul livello del mare, confinante a Est con la Georgia, l Armenia, la Repubblica Autonoma di Nakhcevan (parte dell Azerbaigian) e l Iran; a Sud-Est con l Iraq e la Siria. La parte Europea del paese (nella Tracia orientale), invece, confina a Ovest con la Grecia e la Bulgaria. Se i confini terrestri si estendono per oltre chilometri, la maggior parte del Paese circa chilometri è circondata dal Mare: a nord il Mar Nero, che separa la Turchia dalla Romania, dall Ucraina e dalla Russia mentre a sud il Mediterraneo, che separa la Turchia dall Isola di Cipro. Il territorio della Turchia può essere suddiviso in sette regioni fisiche (cui peraltro corripondono sette regioni amministrative): la Tracia e le terre affacciate sul mar di Marmara, la regione costiera mediterranea e quella egea; la regione del Mar Nero; l Anatolia centra-occidentale; le zone montuose dell Anatolia orientale; l Anatolia sud-orientale. La Tracia e le terre bagnate dal mar di Marmara comprendono un fertile altopiano centrale, in parte coltivato, che a est trova nel monte Olimpo (Ulu Dağ) la sua cima più elevata, con un altitudine di metri sul livello del mare. La fascia costiera bagnata dal mar Egeo e dal Mar Mediterraneo è stretta e collinare; coltivata solo in prossimità del confine con la Siria, si apre sulla pianura solcata dal fiume Ceyhan; quest ultima, coltivata estesamente a cotone, è collegata ai monti del Tauro (Toros Sýradaðlarý) dalle Porte di Cilicia, passo montano noto già nell antichità. La regione del Mar Nero include i monti Pontici (Karadeniz Sýradaðlarý), che si innalzano da ovest verso est a ridosso della costa con versanti scoscesi, raggiungendo altitudini superiori ai metri. L Anatolia occidentale è costituita da rilievi irregolari e vallate interne che separano la costa egea dall altopiano centrale anatolico. L altopiano centrale, che occupa gran parte del territorio turco, è interamente chiuso da rilievi, la cui vetta più alta è il monte Argeo (Erciyes Daðý, metri), in Cappadocia. La regione orientale, corrispondente alla storica Armenia, è più aspra e montuosa, culminante nella vetta del monte Ararat (Aðrý, m), di biblica tradizione. La sezione orientale del paese comprende inoltre numerosi rilievi di origine vulcanica, che determinano l elevata sismicità della regione, e ospita le sorgenti dei fiumi Tigri ed Eufrate, i due maggiori fiumi del Medio Oriente. L Anatolia sudorientale è costituita da un altopiano collinare, circondato da montagne a nord, est e ovest. L aridità dell interno e la struttura ad altopiano, chiuso da catene montuose, fanno sì che la rete idrografica del Paese sia di scarso rilievo (mentre al contrario il Paese è ricco di laghi, molti dei quali occupano i crateri di vulcani ormai spenti). Quasi tutti i fiumi della Turchia sono a regime torrentizio e non sono quindi navigabili. Il fiume più lungo, con oltre 1180 chilometri di corso, è il Kizilirmak, che sfocia nel Mar Nero, come il Sakarya. Il Büyük Menderes (l antico Meandro) scorre dall Anatolia occidentale fino al mare Egeo con il percorso tortuoso che ne ha reso celebre il nome. Il Tigri e l Eufrate attraversano le regioni orientali della Turchia e sfociano nel golfo Persico, dopo aver percorso in territorio turco rispettivamente 520 e 970 km; di rilievo è inoltre il Ceyhan (l antico Piramus), che scende invece da nord est da un elevato e selvaggio altopiano interno praticamente disabitato e sfocia nel Mediterraneo. Infine, in Tracia, il fiume Meriç (Marizza) segna parte del confine tra Grecia e Turchia.

5 Il maggiore lago turco è il Van (con una superficie di circa chilometri quadrati), le cui acque sono salate, così come quelle del lago Tuz. Tra i laghi di acqua dolce, tutti situati nella sezione sudoccidentale del paese, meritano di essere menzionati il Beyþehir, l Eþridir e il Burdur. La Turchia comprende tre grandi zone climatiche : le zone costiere sul Mar Nero e sul Mar di Marmara a nord, presentano un clima temperato, con piogge distribuite lungo tutto l arco dell anno e temperature miti sia d inverno che d estate; le zone costiere occidentali e meridionali, godono di un clima mediterraneo, con estati calde e secche e inverni miti; la zona centrale dell Anatolia ha un clima più continentale ed aspro, con estati molto calde (le temperature superano spesso i 40 ), ed inverni rigidi, caratterizzati da intense precipitazioni nevose a causa delle elevate altitudini. La popolazione del Paese, assai giovane (oltre il 70% ha meno di 35 anni), ammonta a oltre 70 milioni di abitanti, con un tasso di crescita annuo stimato attorno al 1,1% 1,2% ed un elevato tasso di urbanizzazione, considerato che circa il 60% degli abitanti vive in aree metropolitane o urbane; in effetti la sola Istanbul ospita circa 10 milioni di persone, Ankara (la capitale) oltre 4 milioni, Izmir (Smirne) circa 3,3 milioni; Bursa e Konya superano entrambe i due milioni di abitanti, altre nove (tra cui Antalya e Diyarbakir) superano il milione. Circa il 90% della popolazione è di etnia turca; vi sono tuttavia numerose minoranze, tra cui Greci, Armeni, Circassi, Albanesi, Arabi e, soprattutto, Curdi. A dire il vero, quello della convivenza con le minoranze etniche, ed in particolari con gli Armeni e i Curdi, costituisce uno degli aspetti più controversi della politica turca, ed un notevole ostacolo sulla via dell adesione della Turchia all Unione Europea. L etnica curda è concentrata nella quattro province sudorientali del Paese, che costituiscono nel loro insieme la porzione di Kurdistan sotto il controllo di Ankara (il resto è prevalentemente in territorio iracheno). La lingua ufficiale dello Stato è il turco, usato perlopiù nella forma standard stabilita negli anni Trenta del XX secolo nel corso della riforma linguistica della lingua turca, e le forme dialettali da questa derivate; più rare, ma ancora presenti e variamente comprese, le varianti dialettali dell Ottomano. La lingua turca, peraltro, è parlata anche in molte delle Repubbliche caucasiche, resesi indipendenti dopo il crollo dell Unione Sovietica. Nelle relazioni d affari sono molto diffusi il francese e soprattutto l inglese. Sebbene la Turchia sia stata secolarizzata fin dal cioè dall epoca della fondazione della Repubblica di Turchia sulle ceneri dell impero ottomano, ad opera del padre della patria ed eroe di guerra Mustafa Kemal, passato alla storia con il nome di Atatürk ( padre dei Turchi ) - la religione riveste un ruolo di fondamentale importanza nella vita e nella società turca: il 98% della popolazione appartiene alla religione islamica, e di questa due terzi circa è di rito sunnita, la restante prevalentemente di rito sciita, ma si deve aggiungere, specie fra la popolazione di etnia curda, un discreto numero di aleviti (l Alevismo, o Kizil Nash, è un gruppo religioso sincretista particolarmente devoto alla figura di Alì, cugino e genero di Maometto, quasi al punto di deificarlo; gli aleviti non sono considerati ortodossi, o anche solo musulmani, da molti altri gruppi musulmani; non impongono il divieto dell alcol; hanno una forte devozione per Gesù e Maria; la loro fede è inoltre ricca di elementi animisti). Il residuo 2% comprende piccoli gruppi di comunità di ebrei sefarditi, ortodossi di rito greco e armeno, cattolici di rito bizantino e protestanti. La Costituzione turca, la cui ultima versione è stata adottata nel 1982, stabilisce la forma repubblicana dello Stato, (art. 1 Cost.) proclamandone la natura laica, democratica e sociale (art. 2 Cost.). La struttura dello Stato presenta la tradizionale tripartizione di poteri tipica delle democrazie occidentali: legislativo, esecutivo e giudiziario. Il potere legislativo è affidato ad un organismo monocamerale, la Grande Assemblea Nazionale (Türkiye Büyük Millet Meclisi), composta di 550 membri eletti a suffragio universale (art. 75 Cost.) fra i cittadini turchi di età superiore ai 30 anni (art. 76) purché abbiano determinati requisiti di onorabilità e non si trovino in condizioni di incompatibilità a causa di altri incarichi ricoperti nell amministrazione dello Stato. La legislatura dura cinque anni anche se la camera può essere sciolta anticipatamente; i deputati possono essere rieletti. In generale, le funzioni e i poteri dell Assemblea comprendono (art. 87 Cost.); l adozione, la modifica e l abrogazione delle leggi (le quali possono derivare sia da proposte presentate dai deputati che dall iniziativa del Governo);

6 la supervisione sull attività dei Ministri; la delega al Consiglio dei Ministri per l adozione di decreti aventi forza di legge in determinate materie; la discussione e l approvazione del bilancio dello Stato e della legge finanziaria; la dichiarazione di guerra e la ratifica di trattati internazionali; la concessione di amnistie e la conferma di sentenze capitali emesse dai Tribunali. L Assemblea Nazionale, inoltre, elegge fra i suoi membri con più di quaranta anni, il Presidente della Repubblica (Cumhurbaskani; art. 101 e ss. Cost.), che rimane in carica per sette anni e non può essere rieletto. La scelta del Presidente può ricadere anche al di fuori dei membri del parlamento, purché si tratti di cittadini turchi dotati dei requisiti di eleggibilità previsti per i deputati e dell età minima richiesta; in tal caso, pero, la proposta di nomina deve provenire per iscritto da almeno un quinto dei deputati. L elezione del Presidente deve avvenire con maggioranza qualificata dei due terzi del totale dei deputati; nel caso in cui la maggioranza richiesta non sia raggiunta per due votazioni, la terza votazione sarà effettuata a maggioranza semplice; qualora anche in questo caso nessun candidato raccolga voti sufficienti, si procederà ad una quarta votazione, sempre a maggioranza assoluta dei deputati, tra i due candidati maggiormente votati nella terza. Il presidente della Repubblica è dotato sia di poteri in ambito legislativo che in ambito esecutivo (art. 104 Cost.). Sotto il primo profilo, il presidente, tra le altre cose: promulga le leggi approvate dall Assemblea; rinvia le leggi all Assemblea affinché siano oggetto di un nuovo dibattito (in caso di nuova approvazione senza modifica, la promulgazione da parte del Presidente diventa un atto dovuto); indice referendum su proposte di modifica della Costituzione, se lo ritiene necessario (anche nei casi in cui il referendum non è obbligatorio, per essere stata la modifica costituzionale approvata da due terzi del Parlamento); può adire la Corte Costituzionale, ove ritenga che una disposizione di legge sia contraria alla Costituzione; indice le elezioni per l Assemblea Nazionale. In ambito esecutivo, il Presidente: nomina il Primo Ministro e ne accetta le dimissioni, e su indicazione di questi nomina i Ministri; presiede il consiglio dei ministri e lo convoca quando lo ritiene necessario; presiede e convoca il Consiglio Nazionale di Sicurezza; proclama la legge marziale e lo stato di emergenza, ed emette decreti aventi forza di legge in accordo con il consiglio dei ministri; concede la grazia a singoli individui, in ragione del loro stato di salute o della loro età; nomina i membri della Corte Costituzionale, un quarto dei membri del Consiglio di Stato, il procuratore generale dello Stato il sostituto procuratore nelle Alte Corti dello Stato, nonché i membri del Consiglio Superiore della Magistratura. Il potere esecutivo è condiviso dal Presidente con il Consiglio dei Ministri, organo composto dal Primo Ministro (Basbakan) e dai Ministri, nominati, il primo, come detto, dal Presidente della Repubblica fra i deputati, i secondi dall'assemblea su proposta del Primo Ministro. Il Primo Ministro assicura la cooperazione tra i Ministri nell ambito delle linee politiche stabilite nel programma di governo. La Costituzione turca (art. 138) sancisce l indipendenza del potere giudiziario da qualsiasi altro potere dello Stato. La costituzione prevede diversi organi di tipo giurisdizionale, tra cui in particolare, meritano di essere menzionati i seguenti. La Corte costituzionale (art. 146 e ss. Cost.). Composta di undici membri effettivi e 4 sostituti, giudica della costituzionalità delle leggi e dei decreti aventi forze di legge; il giudizio davanti alla corte può essere instaurato su richiesta dei tribunali di merito, del Presidente della Repubblica, o di un quinto dei deputati. I membri sono scelti dal Presidente fra i membri delle Alte Corti d Appello (due effettivi e due sostituti), del Consiglio di Stato (due effettivi e un sostituto), dell Alta Corte d Appello Militare, dell Alta Corte Amministrativa Militare e della Corte dei Conti (un effettivo ciascuna) e di altri organi di alto rango istituzionale; Le Alte Corti di Appello (art. 154 Cost.). Rappresentano l ultimo grado di giudizio nei procedimenti

7 penali e civili; Il Consiglio di Stato (art. 155 Cost.). E la corte di ultima istanza per i procedimenti amministrativi; L Alta Corte d Appello Militare (art. 156); L Alta Corte Amministrativa Militare (art. 157); La Corte per i conflitti giurisdizionali (art. 158); La Corte dei Conti (art. 160). Nel 2004, la Turchia ha registrato una poderosa crescita economica, che, seppure in linea con i costanti incrementi registrati nel biennio precedente, risulta ancora più rilevante in quanto testimonia la decisa reazione tanto negli ambienti governativi, quanto in quelli dell imprenditoria alla durissima crisi che aveva rischiato di minare le fondamenta dell economia nazionale turca nel corso del Nel febbraio del 2001, infatti, la Turchia sembrava essere sprofondata in una delle crisi più nere della sua storia, di cui basta riportare alcuni dati macroeconomici per rendere l idea dell effettiva gravità della situazione. In tale periodo, si registrò una caduta del Prodotto Interno Lordo del 7,4%, del PIL procapite da a dollari ed una crescita dell inflazione pari al 68,5%. La ripresa economica è per lo più imputabile ad una ritrovata stabilità politica che, con l aiuto determinante del Fondo Monetario Internazionale, ha avuto il merito di aver restituito credibilità ad un sistema che spesso in passato si era caratterizzato per un elevato livello di instabilità ed inefficienza. Dai dati sull economia turca nel corso del 2004, diffusi dall Istituto Statistico di Stato turco, ciò che più colpisce è il tasso di crescita economica, che, attestandosi ad un livello del 9,9% nel 2004, ha consolidato il trend favorevole avviatosi nel 2002 con una crescita del 7,8% e proseguito nel 2003 ad un ritmo del 5,9% innalzando così il valore del PIL pro-capite a dollari. Si è registrata inoltre una notevole diminuzione del tasso annuo di inflazione, che, per la prima volta dopo un trentennio, si è attestata al di sotto del 10%. Tale risultato, tanto più sorprendente se paragonato al 70% registrato all inizio del 2002, è stato frutto di attente politiche governative che, forzando la svalutazione della lira turca (YTL) sui mercati internazionali, hanno, da un lato, posto un freno alla spirale inflazionistica e, dall altro, permesso una sensibile riduzione dei tassi di interesse, della quale hanno beneficiato soprattutto gli investimenti. La politica fiscale che ha accompagnato tale processo dimostra come le prestazioni dell economia turca non abbiano pesato sui conti pubblici attraverso politiche di espansione del debito, ma, al contrario, esse siano state accompagnate da provvedimenti fiscali restrittivi volti a razionalizzare il tessuto economico nazionale. Tale processo di razionalizzazione ha riguardato vari settori e comparti dell economia turca; in particolare, si è assistito al taglio dei sussidi in favore dell'inefficiente ed arretrato settore agricolo (dai 6 milioni di dollari del 2002 agli attuali 1,5 milioni). Ma forse la decisione più convincente operata dal governo di Ankara è stata quella di introdurre, a partire dal 1 gennaio 2005, la Nuova Lira Turca (d ora innanzi YTL, ma indicata, a livello internazionale, anche con TRY o YTR), Legge 5083 G.U. 31/01/2004. L inflazione aveva infatti portato a spropositati incrementi nel valore nominale della valuta nazionale turca, attestatasi ad un rapporto di cambio con il dollaro di 1 a (dicembre 2004). Da qui la decisione, salutata con favore tanto dal mondo economico quanto dalla generalità dell opinione pubblica turca, di eliminare 6 zeri dal valore nominale della stessa, facilitando notevolmente le transazioni economiche tanto interne quanto internazionali. Il cambio medio YTL/EUR accertato dall Agenzia delle Entrate per il mese di agosto 2005 (Provv. 12/09/2005, in GU n. 222 del 23/09/2005) è stato pari a 1,6532 nuove lire turche per un euro. Bisogna comunque sottolineare come il processo di modernizzazione politica ed economica della Turchia sia ben lontano dal potersi considerare concluso. Tra le varie questioni che dovranno essere affrontate, appare necessario innanzitutto un più deciso intervento per ridurre le numerose partecipazioni statali nelle imprese e nel sistema creditizio nazionale. Il processo di privatizzazione è infatti proceduto, fino ad oggi, con eccessiva timidezza. Troppo spesso considerazioni politiche, tanto di ordine interno quanto internazionale, hanno impedito che venissero offerte, agli investitori, possibilità di intervento nei settori chiave dell economia. Un altra delle riforme annunciate

8 riguarda la riforma del sistema giudiziario il cui elevato grado di corruzione finisce per disincentivare quegli stessi investitori stranieri il cui apporto all economia turca appare di fondamentale importanza in vista della stabilizzazione della stessa. La crescita economica, d altro canto, non ha comportato un incremento nel livello di occupazione, né in quello della ridistribuzione della ricchezza. Al di là infatti dei dati ufficiali sulla disoccupazione un irrealistico 10% notevoli differenze permangono nella distribuzione della ricchezza, tanto da un punto di vista geografico le sole Istanbul ed Ankara pesano per un 30% sul PIL quanto etnico in alcune zone sud-orientali del Paese, la disoccupazione tra i curdi sfiora il 70% mettendo a rischio lo stesso sostegno socio-politico alle riforme. Resta, inoltre, da razionalizzare l inefficiente sistema di riscossione delle tasse la cui riforma, oltre a poter permettere una nuova legislazione per la sicurezza sociale, consentirebbe di far emergere un sommerso, quello della economia in nero della Turchia, che è stimato essere pari ad un 30% del PIL. In conclusione, si segnala che il 3 ottobre 2005, giornata storica per i turchi, sono stati avviati i negoziati che dovrebbero portare la Turchia ad entrare nell Unione Europea entro il L adesione implicherà l accettazione del complesso delle norme e dei principi alla base del diritto dell Unione da parte della Turchia ( acquis comunitario). Tra le principali questioni che la Turchia dovrà affrontare e risolvere per poter definitivamente entrare nell UE vi è la risoluzione dei conflitti con Cipro iniziati nel 1974 allorché metà dell isola fu occupata dai Turchi. Il Consiglio dell Unione Europea ha infatti posto come prerequisito essenziale per la prosecuzione dei negoziati il proseguimento degli sforzi della Turchia per giungere a un regolamento globale della questione cipriota nel quadro dell'onu e la registrazione di progressi nella normalizzazione delle relazioni bilaterali fra la Turchia e tutti gli Stati membri dell UE, compresa la Repubblica di Cipro.

9 Capitolo n. 1 L'impresa e la società

10 Sotto Capitolo n. 1.1 Introduzione A seguito di una serie di riforme attuate negli ultimi vent anni circa, l ordinamento turco ha radicalmente cambiato aspetto al fine di incentivare la crescita economica e lo sviluppo del Paese. In particolare, dagli anni Ottanta in poi, c è stato un progressivo smantellamento dell originario sistema economico caratterizzato da un forte intervento diretto dello Stato che si esercitava nelle forme delle State Economic Enterprises e delle State Pubblic Enterprises e che riduceva ad un ruolo marginale l iniziativa imprenditoriale privata imbrigliata da una serie di controlli e limitazioni. L avvicinamento ai principi dell economia del libero mercato attuato tramite mirate riforme strutturali volte a ridurre l'ingerenza statale e una nuova politica liberale e favorevole nei confronti degli investimenti stranieri ha determinato l'instaurazione di un nuovo sistema più flessibile ed aperto verso l esterno che, nonostante la pesante crisi economica del 2001, ha dimostrato notevoli potenzialità. Tra le diverse innovazioni che sono state introdotte si possono ricordare la completa riorganizzazione del sistema bancario, l affermata indipendenza della Banca Centrale, una nuova politica fiscale, la liberalizzazione dei trasferimenti di capitale e l instaurazione di efficiente mercato finanziario per favorire gli scambi con l estero. Occorre anche citare il vasto programma di privatizzazioni che, sotto la conduzione dell Alto consiglio di privatizzazione (Privatization High Council) e della Direzione della Privatizzazione (Privatization Administration ÖÝB), ha ridotto notevolmente la presenza statale sia nel settore manifatturiero che in quello dei servizi. I maggiori obiettivi di tale programma sono stati individuati dal governo turco nel ridurre il coinvolgimento dello Stato nelle attività industriali e commerciali nell economia, nel fornire un ambiente legale e strutturale per far operare la libera impresa, nel diminuire il peso finanziario delle imprese economiche di Stato sul budget nazionale, nel trasferire le entrate della privatizzazione ai più importanti progetti delle infrastrutture, nell allargare e aumentare l esistente mercato capitale promuovendo una più ampia partecipazione proprietaria e nel fornire un efficiente distribuzione delle risorse. La privatizzazione è intesa come una limitazione del ruolo dello Stato in diversi settori dell economia (salute, sicurezza sociale, difesa nazionale, investimenti su larga scala delle infrastrutture), al fine di dare spazio alla libera impresa in un contesto di libero mercato e sviluppo della concorrenza. Lo Stato turco ha cercato di instaurare un clima favorevole per gli investimenti esteri con diversi interventi specifici. In quest ottica, oltre alla nuova legge sugli investimenti esteri n del 2003 (per la quale si rimanda al par ), si può ricordare come il governo abbia istituito con decreto un comitato intergovernativo di coordinazione per il miglioramento del clima di investimento (YOIKK) composto da rappresentanti ad alto livello dei ministeri competenti, e del settore privato per contribuire a rimuovere gli ostacoli burocratici all investimento. Il governo inoltre intende installare simultaneamente una nuova agenzia per la costituzione di un fondo di promozione per l investimento in grado di funzionare all interno del governo stesso e di effettuare una strategia di multi-anno per promuovere l investimento in Turchia. Nel capitolo che segue particolare attenzione viene prestata all analisi dei diversi veicoli per gli investimenti che uno straniero può utilizzare per avviare un attività imprenditoriale in Turchia. Saranno quindi esaminati, accanto agli aspetti fondamentali della normativa sugli investimenti esteri, le seguenti alternative di investimento che possono essere intraprese: costituire una società di persone; costituire una società di capitali; costituire una joint ventures; stabilire uffici di rappresentanza e sedi secondarie. Oltre a ciò si accennerà ad altri veicoli per l investimento quali associazioni, cooperative, trust, società e

11 fondi di investimento. Verranno anche esaminate le principali disposizioni in materia di concorrenza tra imprese, con particolare riferimento agli interventi anti-dumping. Le fonti normative di riferimento sono il Turkish Commercial Code (di seguito TCC) ed il Code of Obbligation. Importanti disposizioni sono poi contenute nei seguenti provvedimenti normativi: - la legge sugli investimenti esteri n in data 05/06/2003 (cfr. infra par. 1.2.); - la legge sul lavoro n del 22/05/2003; - la legge sui lavoratori stranieri n del 06/03/2003; - la legge per la privatizzazione n del 1994; - la legge relativa alle zone franche n del 1994; - il decreto sui marchi d impresa n. 556 del 1995; - il decreto n del 07/06/1995 in materia di accordi di licenza che necessitano dell autorizzazione del General Directorate of Foreign Investments (GDFI); - la legge che regola l arbitraggio n del 21/06/2001. L analisi dei diversi modelli societari turchi risulta ancor più interessante alla luce dei rapporti commerciali Italia - Turchia che si presentano assai importanti e vivaci. Basti evidenziare come analizzando l export italiano per paese di destinazione la Turchia sia il paese, escludendo Cipro, che ha fatto registrare il più alto tasso di crescita (+20,6% rispetto al 2003), seguita dalla Siria (+17%). Anche in termini d incidenza la Turchia risulta il primo partner, in termini assoluti, assommando una quota di circa il 33% dell export totale italiano verso l area del Mediterraneo, seguita dalla Tunisia che raggiunge una quota del 12% circa. Si può aggiungere, per avere un quadro un poco più completo come, analizzando le quote di mercato in termini di export che ciascun paese UE detiene per paese di destinazione, l Italia risulti leader in ben cinque mercati del Mediterraneo: Libia, Libano, Cipro, Malta e Siria, seguita dalla Germania (leader in Turchia, Egitto e Giordania) e dalla Francia (leader in Algeria, Tunisia e Marocco). In Tunisia, Egitto, Giordania e Turchia, l Italia è il secondo Paese fornitore.

12 Sotto Capitolo n. 1.2 La normativa sugli investimenti esteri La normativa turca in materia di investimenti presenta un carattere di forte apertura all investimento estero, visto quale mezzo imprescindibile in un ottica di sviluppo del sistema economico domestico. Entro il contesto delineato, le linee di politica economica seguite dalle autorità turche in materia di investimenti esteri presentano caratteri di flessibilità e sono parte essenziale del processo di liberalizzazione del sistema economico La situazione prima della riforma del 2003 L apparato normativo in materia di investimenti esteri è stato oggetto di particolare attenzione da parte del legislatore turco negli ultimi venti anni nel tentativo di attirare quanto più possibile gli investitori. Per avere un corretto e completo quadro della situazione occorre ricostruire l evoluzione della normativa in esame, analizzando l originaria disciplina contenuta nella legge n in data 18 gennaio 1954, così come modificata dal decreto in materia di investimenti stranieri n. 6990/1995 e dai successivi comunicati ministeriali pubblicati in data 24 agosto 1995 e 27 giugno La previgente normativa, che all epoca si presentava come una delle più avanzate e liberali, si basava sui seguenti aspetti principali, in parte tuttora validi (cfr. par ): Principio del trattamento nazionale : le società straniere costituite secondo quanto stabilito dal TCC e registrate presso il Turkish Trade Registry sono equiparate alle società turche. Tipologia di investimento: la legislazione turca ammette l investimento estero mediante apporto di capitale secondo una pluralità di forme, tra cui le seguenti: a) Valuta estera convertibile; b) Impianti, macchinari, attrezzatura e beni simili approvati dal Sottosegretariato al Tesoro, Direttorato Generale per gli investimenti esteri (GDFI); c) Altri asset; d) Proprietà intellettuali quali, ad esempio, diritti di brevetto, marchi ed altri approvati dal GDFI. Quote di partecipazione : la legge non pone limiti specifici alle quote di partecipazione detenute da investitori stranieri in iniziative imprenditoriali in Turchia. Conseguentemente, un soggetto economico operante nel paese può essere pure controllato al 100% da soggetti non residenti. Capitale minimo richiesto: l apporto dei soggetti esteri almeno pari a dollari. Campi di attività ed investimento: gli investitori stranieri possono operare in tutti i settori commerciali e merceologici in cui operano i soggetti turchi. Forme d impresa: l esercizio di attività d impresa o di altra attività commerciale è consentito agli investitori stranieri mediante la costituzione di una società per azioni (nella fattispecie sono necessari almeno cinque soci), una società a responsabilità limitata (nel qual caso il numero minimo di soci è due) ovvero l apertura di filiali di aziende estere. E consentita, altresì, l apertura di uffici di rappresentanza. Trasferimento di partecipazioni : un soggetto straniero che intende acquistare azioni di una società turca necessita dell autorizzazione del GDFI; il prezzo di cessione può essere liberamente determinato dalle parti ed in caso di trasferimento da parte di un socio straniero ad un altro socio straniero non sono necessarie autorizzazioni ulteriori.

13 Investimenti finanziari: Gli investitori stranieri, tra i quali sono ricompresi trusts e fondi di investimento, possono liberamente acquistare titoli e tutti gli altri strumenti finanziari tramite banche oppure intermediari autorizzati in base alla legislazione in materia di mercato di capitali (cfr. capitolo 4), senza alcuna ulteriore autorizzazione da parte del GDFI. Qualora però l investitore straniero sia titolare di una partecipazione in una società turca pari ad almeno il 10% del capitale sociale ed intenda partecipare all assemblea degli azionisti o alle riunioni del consiglio di amministrazione, è necessario che tale presenza sia comunicata al GDFI. Aumenti di capitale: Gli aumenti di capitale devono essere notificati al Ministero dell industria e del commercio; qualora vengano modificati i rapporti tra la quota di partecipazione degli investitori locali e quella degli investitori stranieri, occorre l approvazione da parte del GDFI. Trasferimento di dividendi e profitti. Gli investitori esteri possono liberamente rimpatriare, attraverso il sistema bancario, i proventi sotto forma di dividendi corrisposti dalle società nelle quali partecipino. Nel momento in cui l investitore estero ceda, totalmente o parzialmente la propria quota di partecipazione ovvero la società sia posta in liquidazione, le somme conseguite dalla cessione (o liquidazione) possono pure essere rimpatriate purché sia stata ottenuta l'autorizzazione del GDFI alla cessione (o liquidazione). Dal lato fiscale, i dividendi azionari non sono esenti dalle tasse; il prelievo fiscale sugli stessi è fissato nella misura del 10%. Peraltro la distribuzione di dividendi a soggetti residenti e filiali di imprese non residenti non è soggetta a prelievo alla fonte (cfr. par ) La Riforma del 2003: le nuove procedure per la costituzione di un impresa a capitale straniero e per la partecipazione in una societ à locale A seguito delle grandi riforme strutturali volte a liberalizzare l economia turca, nel 2003 è stata promulgata la nuova legge n sugli investimenti esteri che ha introdotto ulteriori e fondamentali innovazioni nella situazione sopra descritta, nel tentativo di creare un clima più favorevole agli investimenti con una generale semplificazione delle procedure burocratico-amministrative. I principi ispiratori di questa riforma possono essere così riassunti: eliminazione di ogni preventiva autorizzazione o approvazione per la costituzione di una società; eliminazione del capitale minimo pari a dollari per gli apporti dei soci esteri; valorizzazione dei diritti degli investitori; utilizzo di un sistema di monitoraggio successivo delle attività piuttosto che di un sistema autorizzativo preventivo. In sintonia con gli obiettivi della riforma, sono state eliminate tutte le autorizzazioni da parte del GDFI per costituire in Turchia una società a capitale straniero equiparando in tutto e per tutto tali società a quelle locali. Conseguentemente le società a capitale straniero dovranno ottenere esclusivamente le autorizzazioni locali, esattamente come le società turche. Più in particolare, oltre alle sopra menzionate autorizzazioni per costituire una società, sono state eliminate anche le seguenti: - le autorizzazioni per la partecipazione sociale da parte di soci stranieri; - le autorizzazioni per gli investimenti; - le autorizzazioni per gli aumenti di capitale; - le autorizzazioni riguardanti la modifica del tipo di attività svolta da parte di società straniere; - le autorizzazioni per le partecipazioni indirette; - l autorizzazione per il trasferimento di know-how, gli accordi di assistenza tecnica ed altri accordi simili e la registrazione di licenze. Alla luce di quanto sopra, pare opportuno esporre in sintesi i diversi adempimenti che devono essere effettuati per giungere alla costituzione di una società di capitali a partecipazione interamente straniera ovvero di una società, sempre di capitali, con soci sia stranieri che turchi. Nel primo caso, occorre stipulare un contratto sociale per atto notarile che deve essere presentato per la registrazione al Trade Registry Office competente per la provincia dove si colloca la sede della costituenda società, il tutto entro 15 giorni dalla stipula. La registrazione viene poi pubblicata sulla Trade Registry Gazzette. Tale registrazione viene recepita automaticamente dal General Directorate of Foreign Investment del

14 Sottosegretariato al Tesoro. Una volta ottenuta la registrazione, la società acquista la propria personalità giuridica. Nel caso invece in cui si voglia costituire una società a partecipazione sia straniera che turca, è richiesta la predisposizione di un contratto sociale sia in inglese che in turco e di una lettera di intenti dei soci stranieri autenticata da un notaio nel proprio Paese di residenza. Qualora il socio straniero sia una società, devono essere inviate al General Directorate of Foreign Investment le copie dei bilanci degli ultimi 5 esercizi ed una relazione dettagliata sull attività svolta. Infine sono necessarie le copie dei documenti di identità dei soci turchi e dei passaporti dei soci stranieri autenticati da un Notaio turco. Occorre poi l autenticazione della firma degli amministratori stranieri sia nel paese di residenza che in Turchia. Tale documentazione deve essere inviata al Trade Registry Office per la registrazione. Prima della registrazione, a fini semplicemente statistici (registrazione dell investimento) è richiesta l approvazione del General Directorate of Foreign Investment, che si limita alla verifica della regolarità e della completezza della documentazione presentata. Dopo la registrazione, e questo vale sia per la società a partecipazione interamente straniera che per quella mista, devono essere espletati i seguenti adempimenti principali: - registrazione presso i competenti uffici periferici dell Amministrazione Finanziaria e degli enti previdenziali, in relazione al domicilio della società; - registrazione presso il Ministero dell Industria qualora la società svolga un attività industriale; - registrazione presso il Ministero del Lavoro; - registrazione presso il Ministero delle Finanze. Inoltre, per costituire un impresa in una c.d. zona franca - particolari aree che offrono notevoli vantaggi per gli investimenti - occorrono ulteriori autorizzazioni per le quali si rinvia al successivo par Nelle pagine che seguono si approfondiranno più nel dettaglio gli elementi essenziali dei diversi tipi societari Gli incentivi agli investimenti esteri in generale Particolarmente articolata è la politica degli incentivi agli investimenti in Turchia. Diverse, infatti, sono le fattispecie tipologiche, rispondenti a specifiche finalità, che possono beneficiare degli incentivi: dall omogeneizzazione delle condizioni di sviluppo attraverso il superamento degli squilibri regionali agli incentivi all'export; dalla ricerca e sviluppo all ambiente. La tabella seguente schematizza, nel dettaglio, i settori ammessi a beneficiare delle politiche di incentivo. Tabella 7 Le tipologie di incentivo a) Incentivi all investimento forniti dallo stato b) Investimenti concernenti zone prioritarie o a basso livello di sviluppo c) Incentivi relativi alle Zone Franche d) Esenzioni fiscali all export e) Incentivi doganali Gli incentivi forniti dallo stato rispondono a diverse logiche e finalità: oltre al superamento degli squilibri territoriali, ci si propone di supportare attività suscettibili di produrre impatti positivi sui livelli di occupazione, di promuovere l ingresso di capitali esteri nel paese e l acquisizione di tecnologie innovative. Gli strumenti principalmente utilizzati sono: Fiscali (esenzioni dall IVA e dalle tasse doganali, esenzione dalle imposte di bollo ed altre agevolazioni); Non fiscali, quali fornitura di terra per la realizzazione degli investimenti e contributi a valere sul fondo per gli incentivi (Investment Incentives Fund). In linea generale, gli incentivi statali presuppongono l ottenimento di un apposito certificato (Investment Incentive Certificate IIC); trattasi di un documento rilasciato all investitore dal Sottosegretariato al Ministero del Tesoro che

15 garantisce il diritto a beneficiare degli incentivi previsti. Il rilascio dell IIC è subordinato alla realizzazione di investimenti per un controvalore minimo (cfr. par. 7.5) pari a: YTL, nelle regioni ad elevata priorità; YTL nelle zone sviluppate. Gli incentivi relativi alle cosiddette zone prioritarie o a basso livello di sviluppo si caratterizzano per una maggiore limitatezza degli obiettivi e finalità: l incremento dei livelli occupazionali attraverso strumenti quali esenzioni fiscali ovvero fornitura di terreni per la realizzazione degli investimenti Le zone franche Alla luce di quanto visto sopra, pare utile accennare alla legislazione sugli incentivi agli investimenti sia locali che esteri con particolare riferimento alle zone franche. L approfondimento dei vantaggi che tali zone offrono appare molto rilevante per la localizzazione di una eventuale attività imprenditoriale da parte di un investitore straniero. La legislazione turca sulle zone franche, infatti, come anche quella sugli incentivi statali agli investimenti, sia esteri che nazionali, è difforme da quella dell Unione Europea che si ispira alla protezione della libera concorrenza. Pertanto, quando la Turchia - Paese candidato ma tuttora ancora distante dai requisiti per l ammissione - dovesse accedere all Unione Europea, i benefici previsti verrebbero a decadere, anche se il governo di Ankara tenterà probabilmente di negoziare una gradualità. La logica di funzionamento delle Zone Franche, costituite con la legge 3218 del 15/06/1985, risiede nella promozione degli investimenti e delle attività produttive, con particolare attenzione alla diffusone delle tecnologie. Le aree rientranti nelle Zone Franche sono considerate extraterritoriali ai fini doganali. I movimenti di merci dalla Turchia a tali zone sono trattati come operazioni di import/export. Il diritto ad operare nelle Zone Franche consegue all ottenimento di apposita licenza, concessa dal Sottosegretariato al commercio estero, Direzione Generale delle Zone Franche, sulla base di talune priorità: in particolare, progetti ad alto valore aggiunto, iniziative economiche suscettibili di incrementare l export turco (e di produrre effetti positivi sulla bilancia dei pagamenti) o l occupazione, di favorire l ingresso di nuove tecnologie, l afflusso di capitali e, soprattutto, che non si pongano in competizione negativa con i potenziali esportatori turchi. A partire dall anno della loro costituzione (1987), le free trade zones hanno raggiunto l attuale numero di ventuno. Esse sono: Adana-Yumurtalýk Free Zone, Aegean FZ, Antalya FZ, Bursa FZ, Denizli FZ, East Anatolian FZ, Europe FZ, Gaziantep FZ, Istanbul Ataturk Airport FZ, Istanbul Thrace FZ, Kayseri FZ, Mardin FZ, Mersin FZ, Rize FZ, Samsun FZ, Trabzon FZ,, nonché quelle specializzate per settore, quale quella della Pelletteria e dell Industria di Istanbul (Istanbul Leather and Industry FZ), della Pelletteria di Smirne (Izmir Menemen Leather FZ) e l ISE FZ (Istanbul Stock Exchange FZ), cui si aggiungono le due più recenti, istituite rispettivamente nel 2001 e nel 2002, Kocaeli FZ e Tübitak-Marmara Research Center Technology FZ (cfr. in appendice Elenco zone franche ). I non residenti sono ammessi a lavorare nelle Zone Franche previo ottenimento di un permesso di lavoro, di un permesso VISA e di un permesso di residenza. Dal lato delle procedure, il permesso di lavoro è richiesto al Sottosegretariato per il commercio estero, Direttorato Generale per le Zone Franche. Ottenuto il permesso di lavoro, è necessario inoltrare richiesta all ambasciata turca per la VISA. La VISA ed il permesso di lavoro consentono di ottenere dal Ministero per gli affari interni il permesso di soggiorno. I principali vantaggi offerti dall operare nelle zone franche sono i seguenti: - i redditi generati al loro interno sono esenti da imposte. Tale agevolazione è destinata a restare in vigore solo fino alla fine del periodo di imposta nel quale la Turchia entrerà (in ipotesi) a far parte dell Unione Europea. Va comunque precisato che per quanti già operano nelle FZ in base a licenze per attività diverse da quelle produttive/manifatturiere rilasciate prima del 6/2/2004, l esenzione continuerà a valere fino alla eventuale scadenza di cui sopra, mentre per quanti operano in base a licenze per attività diverse da quelle produttive/manifatturiere rilasciate dopo il 6/2/2004, l esenzione non è più fruibile; - la licenza ha una durata di 10 anni per gli affittuari, di 20 per chi intende costruire propri fabbricati; se la

16 licenza riguarda attività produttive/manifatturiere - le uniche a godere dell esenzione da imposizione sui redditi per le licenze rilasciate dopo il 06/02/2004 -, tali termini si allungano, rispettivamente, a 15 ed a 30 anni; - i redditi prodotti possono essere trasferiti senza alcuna restrizione; - i prodotti possono essere venduti anche all interno della Turchia, con una tassa dello 0,5% sul valore; - i beni importati nella zona franca sono esenti da imposte doganali e dall imposta sul valore aggiunto; - è possibile prendere in affitto uffici e magazzini a prezzi inferiori a quelli di mercato; - le infrastrutture sono conformi agli standards internazionali; - le procedure burocratiche sono semplificate e vi è un unica agenzia competente; - non ci sono restrizioni riguardanti prezzi o qualità di ciò che viene prodotto all interno delle aree; - per i primi dieci anni, serrate e scioperi sono vietati e per ogni controversia riguardante la contrattazione collettiva è competente il Consiglio di Arbitrato Supremo; - non c è alcun limite alla quota di capitale straniero nell investimento; - sono utilizzabili tutte le valute accettate dalla banca centrale turca. Le imprese con capitale italiano presenti nelle zone franche, essenzialmente in joint-venture con imprese turche, risultano essere 14 secondo la relativa Direzione Generale del Sottosegretariato al Tesoro (in linea di massima confermate da rilevazioni consolari), di cui: 8 nella Aegean FZ; 2 nella z.f. Pelletteria di Istanbul; 2 nella z.f. di Antalya; 1 nell Aeroporto Ataturk di Istanbul; 1 nella z.f. di Mersin. La maggioranza è dedita ad attività di magazzinaggio/distribuzione, ma almeno cinque imprese risultano operare nel comparto manifatturiero. L investimento più importante (USD 20 milioni) è della comasca ELDOR, che nella zona franca Egea produce microprocessori per TV e GSM.

17 Sotto Capitolo n. 1.3 Le società: inquadramento generale Il diritto commerciale turco divide in due fondamentali categorie i fenomeni associativi: - le ordinary partnerships disciplinate dal Code of Obbligation; - le società commerciali disciplinate dal TCC. La differenza essenziale è che le seconde sono dei soggetti giuridici autonomi rispetto ai soci e dotati di personalità giuridica mentre le prime sono forme di associazioni non soggettivizzate e prive di autonomia rispetto ai soci. Più specificamente, l ordinary partnerships consiste essenzialmente in un accordo tra imprenditori. È sufficiente un accordo orale dal momento che comunque non ha rilevanza verso i terzi. Non occorre la registrazione presso la camera di commercio né è necessaria una ragione sociale propria. I soci, o forse meglio gli associati, hanno tutti eguali diritti ed obblighi e responsabilità illimitata per i debiti sociali. Non sono previste norme vincolati per l amministrazione e la gestione dell attività sociale. Le società commerciali si distinguono in società di persone e società di capitali. Sono società di persone la società collettiva (kollektif sirket) e la società in accomandita semplice (adi komandit sirket). Le società di capitali si distinguono in: - società per azioni (anonim sirket, AS); - società a responsabilità limitata (limited sirket, LS); - società in accomandita per azioni (sermayesi paylara bölünmüs komandit sirket). Le principali differenze tra le società di persone e le società di capitali, anticipando quanto sarà meglio analizzato successivamente, consistono nel fatto che i soci delle seconde godono del beneficio della responsabilità limitata all entità della propria partecipazione per i debiti sociali mentre i soci delle prime rispondono illimitatamente con il proprio patrimonio personale per i debiti della società. Per costituire una società di capitali il legislatore ha fissato dei precisi requisiti che devono essere soddisfatti quali ad esempio un capitale sociale minimo ed ha stabilito delle precise regole per il funzionamento della struttura societaria, mentre le società di persone sono meno rigidamente disciplinate. Infine, dal punto di vista fiscale le società di capitali sono soggetti passivi d imposta autonomi sottoposti all imposta sul reddito delle società, mentre il reddito delle società di persone, secondo il principio di trasparenza, è imputato direttamente ai soci Le società di persone: la società collettiva e la società in accomandita semplice Secondo quanto stabilito dall art. 153 TCC, la società collettiva è una società di persone costituita da persone fisiche al fine di svolgere un attività commerciale sotto una ragione sociale. Non possono essere soci le persone giuridiche. Tutti i soci sono illimitatamente e solidalmente responsabili per i debiti sociali. Responsabilità illimitata significa che un socio, se la società non è in grado di pagare i creditori, risponde

18 personalmente con tutto il suo patrimonio, naturalmente dopo che i creditori della società abbiano fatto valere le proprie pretese sul patrimonio sociale, senza essere stati interamente soddisfatti. Responsabilità solidale significa che un socio, quando la società non è in grado di far fronte ai propri impegni, ne risponde pienamente e non solo in proporzione alla sua quota di partecipazione. Non è previsto un capitale sociale minimo per la costituzione. La quota di partecipazione dei singoli soci può essere trasferita per atto scritto ed esclusivamente con il consenso anche degli altri soci. Ai sensi dell art. 201 TCC, il trasferimento deve essere registrato presso il Trade Registry Office e deve essere pubblicato sulla Trade Registry Gazzette. Tutti i soci hanno poteri di controllo e di gestione. L atto costitutivo, ex art. 160 TCC, può attribuire ad uno o più soci l'amministrazione e la rappresentanza della società. L assemblea dei soci decide a maggioranza semplice dei voti mentre per le modifiche dei patti sociali occorre l unanimità (art. 168 TCC). I poteri ed i diritti di controllo che spettano ai soci non possono essere soppressi o trasferiti e possono essere esercitati solo personalmente e non per delega. Caratteristica peculiare della società in accomandita semplice è l esistenza di due categorie di soci: i soci accomandanti (komandite ortak) che rispondono limitatamente alla quota conferita per i debiti sociali, ed i soci accomandatari (komanditer ortak) che rispondono invece illimitatamente. Possono essere soci accomandatari esclusivamente persone fisiche mentre possono essere accomandanti anche persone giuridiche così come stabilito dall art. 243 TCC. Anche in questo caso non è previsto un capitale minimo. Per il trasferimento delle partecipazioni, entrambi i tipi possono essere trasferiti per atto scritto ed esclusivamente con il consenso anche degli altri soci. I poteri di gestione e di controllo dei soci accomandatari sono simili a quelli visti per i soci di società collettiva. I soci accomandanti, invece, non partecipano alla gestione della società, non hanno poteri di rappresentanza né possono compiere atti di amministrazione. Tale disciplina non può essere derogata dall atto costitutivo attesa l inscindibilità del binomio responsabilità illimitata/amministrazione della società. I soci accomandanti, ai sensi degli artt. 248 e 249 TCC, hanno il diritto di opporsi a tutte quelle operazioni che esulano dalla normale gestione e amministrazione della società. Per quanto riguarda il procedimento di formazione di entrambi i tipi societari in esame occorre un atto costitutivo redatto per atto notarile. Tale atto deve indicare: - i nomi dei soci con l indicazione delle rispettive residenze; - la ragione sociale; - la sede sociale; - le quote di partecipazione al capitale sociale di ciascun socio; - i soci cui viene attribuita la rappresentanza della società; - l indicazione della qualifica di accomandatario o di accomandante per i soci della società in accomandita (art. 245 TCC). L atto costitutivo deve essere registrato presso il Trade Registry Office entro 15 giorni dalla stipula e deve essere pubblicato sulla Trade Registry Gazzette. A seguito della registrazione la società ottiene la propria personalità giuridica. Circa le cause di scioglimento e la procedura di liquidazione l art. 185 TCC stabilisce che le società di persone si estinguono per: - il decorso del termine previsto nell atto costitutivo;

19 - il raggiungimento dell oggetto sociale; - decisione unanime dei soci; - perdita del capitale; - per fusione con un altra società; - bancarotta; - bancarotta di uno dei soci a meno che vi sia una diversa decisione dei soci; - decisione del tribunale. La liquidazione (artt. 221 ss. e 267 ss. TCC) che segue al verificarsi di una delle cause di scioglimento è affidata a dei liquidatori che possono essere anche soggetti esterni e quindi non soci. I liquidatori devono raccogliere le documentazioni contabili, incassare i crediti della società, pagare i debiti, vendere i beni sociali e predisporre un bilancio finale di liquidazione. I soci possono proporre osservazioni ed opporsi al bilancio di liquidazione. Qualora entro un mese non vi sia l opposizione di nessun socio, i liquidatori provvedono alla distribuzione delle eventuali attività rimanenti e devono comunicare la fine del procedimento di liquidazione al Trade Registry Office per la cancellazione della società dal registro. Avvenuta la cancellazione si estingue la personalità giuridica della società Le società di capitali: osservazioni per l investitore straniero Le società di capitali costituiscono sicuramente il veicolo privilegiato per gli investimenti esteri date le loro caratteristiche strutturali che consentono anche un più facile accesso al credito bancario. La responsabilità limitata alla propria quota di partecipazione, caratteristica principale dei modelli in esame (ad eccezione del socio accomandatario nella società in accomandita per azioni), consente di gestire al meglio l attività d impresa con la consapevolezza di un rischio comunque limitato. L assenza di autorizzazioni preventive per la costituzione, l attribuzione di personalità giuridica, la strutturazione e le funzioni dell organo amministrativo nonché la soggettivizzazione ai fini fiscali costituiscono ulteriori elementi che rendono tali modelli particolarmente apprezzabili. Un potenziale investitore straniero sostanzialmente può scegliere, a seconda delle proprie esigenze, tra il modello organizzativo della società per azioni e quello della società a responsabilità limitata. La società in accomandita per azioni infatti, date le proprie caratteristiche peculiari che saranno esaminate, può forse risultare meno adatta per soddisfare le esigenze degli investitori. Si esaminano ora nel dettaglio le caratteristiche strutturali ed il funzionamento dei tre modelli di società di capitali Le società di capitali: la società per azioni La disciplina generale della società per azioni (AS - Anonim Sirket) è prevista dal Turkish Commercial Code agli artt Tali disposizioni sono poi integrate da alcune leggi speciali riferite a specifici settori quali quello bancario e assicurativo. La società per azioni è definita dall art. 269 TCC come una società: - che opera sotto una propria ragione sociale; - il cui capitale è diviso in azioni; - i cui creditori possono esclusivamente rivalersi sul patrimonio sociale e (conseguentemente); - i cui soci rispondono esclusivamente entro i limiti della propria partecipazione al capitale sociale. L art. 277 TCC stabilisce che per la costituzione occorrono almeno cinque soci che possono essere sia persone fisiche che persone giuridiche. Qualora la compagine sociale sia costituita da più di 250 soci la

20 società è considerata come pubblic corporation e quindi soggetta al controllo ed alla supervisione del Capital Market Council. Tale organismo di natura ministeriale ha poteri di vigilanza e controllo per i mercati finanziari e azionari ed inoltre ha funzione di protezione dei profitti degli azionisti. Per quanto riguarda l oggetto sociale e gli obiettivi della società, che ai sensi dell art. 271 TCC devono essere chiaramente indicati nello statuto, non sono previste limitazioni di sorta. Sono quindi consentite tutte le attività fatta eccezione per quelle vietate dalla legge. Gli organi sociali fondamentali sono: - l assemblea degli azionisti; - il consiglio di amministrazione; - gli auditors (sindaci), organo con funzioni di controllo. L assemblea degli azionisti L assemblea degli azionisti svolge un ruolo essenziale nella vita della società. In tale sede infatti gli azionisti esercitano il proprio diritto di voto e decidono sulle richieste che vengono loro sottoposte da parte del consiglio di amministrazione e da parte dei revisori. L assemblea si riunisce in sede ordinaria almeno una volta all anno entro tre mesi dalla fine dell anno finanziario ed in sede straordinaria tutte le volte in cui devono essere prese decisioni urgenti ed essenziali per la vita sociale. L assemblea ha competenze fondamentali che la rendono l organo più importante della società. Rientrano infatti tra le competenze esclusive ed inderogabili dell assemblea: - le modifiche allo statuto sociale; - l elezione e la rimozione dei componenti del consiglio di amministrazione e degli auditors o degli special auditors; - l approvazione del bilancio d esercizio e delle relazioni degli amministratori e degli auditors; - le decisioni circa le proposte degli amministratori o dei soci fondatori circa la distribuzione degli utili e le riserve; - l emissione di titoli di credito. Per quanto riguarda i quorum costitutivi, ai sensi dell art. 372 TCC, l assemblea è validamente costituita con la presenza di almeno un quarto degli aventi diritto al voto salva diversa disposizione dello statuto. Qualora si debba deliberare su particolari materie quali l aumento o la riduzione del capitale sociale, ovvero la liquidazione della società o l emissione di titoli di credito, ai sensi dell art. 388 TCC, l assemblea è validamente costituita con la presenza di almeno un mezzo degli aventi diritto. Circa i quorum deliberativi, le decisioni dell assemblea sono validamente prese a maggioranza semplice dei presenti (art. 378 TCC). È prevista l unanimità qualora si debba decidere circa la nazionalità della società ovvero quando si debbano incrementare gli obblighi a carico degli azionisti, con l eccezione, per quest ultimo caso, dell aumento di capitale. Il Consiglio di amministrazione L organo amministrativo è costituito da un consiglio di amministrazione costituito da almeno tre membri. Lo statuto può fissare il numero dei membri per il quale comunque non è fissato un limite massimo. I consiglieri possono essere nominati nell atto costitutivo ovvero essere eletti dall assemblea degli azionisti. La qualità di socio rappresenta un requisito necessario per essere nominati amministratori. Qualora fosse nominato un soggetto esterno, questo assume la propria funzione soltanto dopo essere divenuto anche

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