Relazione del Presidente di ESA Giovanni Frangioni

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1 Relazione del Presidente di ESA Giovanni Frangioni La nostra aspettativa è creare le condizioni di una autonomia del nostro territorio riguardante il ciclo dei rifiuti, attraverso una azienda di chiaro profilo comprensoriale. Vogliamo che ESA si affermi compiutamente attraverso il consenso della comunità, mettendo al centro di tutto il cittadino. Le azioni che abbiamo già in parte sviluppato, in un modello ancora imperfetto del sistema dei rifiuti all Elba, testimoniano questa nostra e doverosa attenzione verso chi è Cliente, Utente,Elettore e Socio. La carta dei servizi non solo come atto burocratico e non solo come puro e semplice atto amministrativo, la realizzazione del bilancio sociale nel quale abbiamo motivato le ricadute positive degli sforzi organizzativi e dei costi sostenuti negli interventi aziendali, l impegno formale a fare comunicazione e informazione istituzionale, ma più in generale tutto il lavoro come Consiglio di Amministrazione, sostenuto con professionalità e responsabilità dai lavoratori di ESA, hanno messo al centro il Cittadino, sia esso residente, sia esso ospite. Per un rapporto più concreto con i Cittadini riteniamo che la novità, in futuro, possa essere l allargamento del Consiglio di Amministrazione ad un rappresentante delle Associazioni dei Consumatori. E chiaro che il governo dei servizi è decisivo per rendere vantaggiosamente competitivo un territorio. Lo è, e per ovvi motivi, ancora di più in un Isola. In un area economica come la nostra legata al turismo l organizzazione del ciclo dei rifiuti diventa uno dei fattori determinanti per: 1. la pulizia, l igiene, l accoglienza; 2. il sistema tariffario; 1

2 3. le pressioni che esercita sull ambiente; 4. l abitudine che tendenzialmente il turista ha di fare e trovare i servizi di raccolta differenziata, di vedere che si lavano le piazze e le strade, etc. Se questi aspetti non sono curati il giudizio è scontato. ESA terrà vincolate le sue scelte aziendali, tenendo conto del contesto in cui opera, sollecitando le Istituzioni e i soggetti più rappresentativi a non separare, nella fase di determinazione delle scelte urbanistiche, sul turismo, sull ambiente etc, tali azioni, dall organizzazione del ciclo dei rifiuti. E doveroso che la Società faccia queste riflessioni per tracciare, insieme alla analisi, alla progettazione, alla gestione degli impianti, alla indicazione delle soluzioni del governo dei rifiuti, in un rapporto di leale collaborazione con i Soci e le Istituzioni, un profilo aziendale più maturo e più utile al territorio. Su questo aspetto dobbiamo dire che ha contribuito in maniera significativa l Accordo del gennaio scorso tra i Comuni e la Provincia, con la nostra attiva collaborazione, che ha creato una serie di condizioni per affermare la centralità ESA. Altre condizioni le ha promosse e le sta promuovendo il Consiglio di Amministrazione, in collaborazione con la Struttura Tecnico e Amministrativa della Società e con i lavoratori impegnati nei servizi esterni. Ecco, vorremmo chiudere questa prima parte di carattere generale affermando, con la dovuta modestia, che ESA vuol offrire un suo pensiero, un suo orientamento alle Istituzioni e alla politica che crediamo debbano esercitare un ruolo puntuale per far crescere attenzione e dare risposte alla Comunità in termini di servizio dei rifiuti. ************** 2

3 Si è iniziata la ristrutturazione dell Impianto di Buraccio acquistato e gestito dalla nostra Società. Ciò sta a significare almeno due cose (oltre all ovvio passaggio da una gestione privata ad una gestione pubblica). Primo: un maggiore ruolo di controllo per le Istituzioni riguardante il funzionamento generale dell Impianto; secondo: la garanzia di investire puntualmente in tecnologie sempre più moderne e sicure per migliorare l efficienza impiantistica. Ci aspettiamo alla fine del Revamping una ovvia maggiore efficienza dell Impianto, l abbattimento delle emissioni odorigene, ricadute indirette sulla riduzione del costo del trasporto marittimo, sulla Tariffa e sulla TARSU. Su questo ultimo aspetto specifico riteniamo, sia in via straordinaria (attraverso la Regione Toscana vista la criticità fino ad oggi dell Impianto non in grado di trattare i rifiuti e la discarica di servizio non ampliata), sia in via ordinaria (attraverso una soluzione che deve passare dall ATO 4), di trovare le legittime contromisure per non creare disuguaglianze, nel sistema tariffario, tra Cittadini di un Isola con il resto della popolazione dello stesso ambito provinciale. Precondizione perché questo approfondimento trovi legittimo spazio all interno dell ATO, sarà la determinazione di una tariffa d area del nostro territorio, al fine di individuare una soluzione tesa a spalmare i maggiori costi dell Elba sulla futura tariffa di ambito. Per questo abbiamo proposto ai Comuni di passare tutti a Tariffa e concordato con loro che entro dicembre 2005 si arrivi ad una simulazione tariffaria e a una decisione in merito al passaggio da TARSU a TIA, sollecitando l ATO ad accompagnare questo processo. Noi pensiamo ad un ATO non solo come sede dove ci si misura per rendere più efficiente il sistema di gestione dei rifiuti, ma anche come luogo di riferimento territoriale, dove i Comuni si confrontano in una visione di insieme provinciale, non rinunciando a dare 3

4 dignità al rapporto tra il territorio elbano e gli altri Comuni della provincia riguardante le diversità tariffarie, le specificità territoriali, oltre che il controllo dell uso del territorio. Sul governo del territorio nel luglio scorso è stato sottoscritto un Protocollo d Intesa tra Regione, Provincia e Comuni Elbani per la redazione e aggiornamento dei piani strutturali e dei regolamenti urbanistici. Su quell accordo saranno chiamate a partecipare alla costruzione di un sistema di gestioni associate anche le Autorità di Ambito. C è attesa per l ulteriore aggiornamento del piano provinciale sui rifiuti e il conseguente piano industriale di ATO. Con la Provincia di Livorno, dal punto di vista delle relazioni istituzionali e dei rapporti tecnico-amministrativi, c è piena sintonia nell affrontare le emergenze e gli aspetti legati alla programmazione. Il già citato Accordo del 7 gennaio 2005 tra Provincia e Comuni è la dimostrazione di una crescita di rapporti istituzionali incentrati sull assunzione di responsabilità comuni in una fase, come quella attuale, impegnativa e delicata del governo del ciclo dei rifiuti all Elba. ESA sta rispettando gli impegni di quell intesa e sta accompagnando l attuazione dell accordo sottoscritto tra le Istituzioni. Quell intesa può essere integrata oggi da altri punti, primo fra tutti quello di creare le condizioni per diventare piattaforma CONAI. Su questa necessità di prospettiva la Società ha aperto un confronto con le Amministrazioni Comunali visto anche l Accordo ANCI- CONAI che sarà valido fino al 31 dicembre 2008 prevedendo incentivi, anche per le Isole Minori, per il potenziamento delle raccolte differenziate. ************** 4

5 Siamo di fronte ad una situazione finanziaria e del capitale della Società, nota ovviamente ai Soci, che ci fa esporre economicamente e agisce negativamente sulla programmazione, condizionando negativamente le prospettive dell Azienda. Su questi aspetti i Soci sanno quanta serietà, capacità di attesa e analisi propositiva ESA ha avuto e sta avendo per far fronte a situazioni delicatissime di rapporti con i nostri fornitori, per rispettare le scadenze dei mutui, per la chiusura della transazione con Daneco, etc. Più si vanno a stringere con i Comuni i servizi da attivare, più cresce per ESA la responsabilità sociale, dentro un modello di sviluppo sostenibile verso i Cittadini e i Soggetti Organizzati. Per la nostra Società la responsabilità Sociale è un elemento primario di un sistema moderno e responsabile ed un aspetto che rafforza l intero territorio. Il riferimento territoriale, visto come sistema di gestione integrata dei rifiuti, rimane comunque l elemento decisivo, così come è ormai consolidato che le efficienze, le economie di scala nell organizzazione di raccolta e recupero, hanno bisogno, sempre più, di aree più vaste per organizzare tecnicamente, con efficacia, un servizio, oltre a garantire più forza contrattuale con il mercato del recupero. Se in un territorio ci sono più punti di direzione per scelte che riguardano il servizio dei rifiuti (vedi i Comuni di Porto Azzurro e Campo nell Elba), è evidente che questa netta separazione, da una direzione comprensoriale che invece offre ESA, complica l affermarsi del ciclo unitario dei rifiuti all Elba. E vero che stiamo parlando di un settore, quello dei rifiuti, che è regolato dal pubblico. E vero che un Comune deve proporre le sue scelte, ma è anche vero che va vista l organizzazione del ciclo dei rifiuti anche dal punto di vista economico che va governato con logiche industriali. 5

6 Il governo del ciclo dei rifiuti, la sua prospettiva, passa attraverso una gestione industriale dove l elemento della qualità complessiva del servizio deve essere un punto fermo, condiviso e partecipato dalle istituzioni attraverso costi socialmente sostenibili. Se condividiamo questa impostazione si può affermare che ESA si sta attrezzando, non solo a rafforzare un sistema integrato dei rifiuti, ma a ricercare aziendalmente efficienza e produttività, per fronteggiare il sistema dei prezzi e delle tariffe. Quando si parla di costi per una società di rifiuti si pensa ad uscite e a spese ormai consolidate che riguardano il sistema delle imprese in generale, vedi i costi tecnici (per l organizzazione dei servizi di raccolta e gestione impianti, di programmazione, di strategie, etc..). Nel caso di ESA, però, è evidente come la logistica, il trasferimento dei rifiuti in continente, la mancanza di aree per lo stoccaggio, selezione e pressatura delle raccolte differenziate diventano, insieme ad altre voci di uscita già consolidate come nel caso della qualità, la sicurezza, informazione per gli utenti, etc, costi nuovi da sostenere. E meccanico, quindi, che il prezzo del servizio complessivo, su questo territorio sia condizionato dagli aspetti prima elencati. Questo dovuto approfondimento sui costi che deve sostenere ESA e sui prezzi da determinare per i servizi, ci porta a fare una brevissima ma opportuna riflessione sul passaggio, Portoferraio è stato il primo, da tassa a tariffa che dovrà avvenire negli altri sette Comuni Elbani. La Società, come già detto in precedenza, ha proposto che tutti i Comuni passino da tassa a tariffa in modo da costruire, sul nostro territorio, attraverso criteri omogenei, una tariffa unica tale da prevenire tariffazioni diverse, soprattutto per le utenze non domestiche, in un unico contesto territoriale. 6

7 Concludendo, riteniamo che su questo quadro d insieme e con gli impegni che tutti ci siamo assunti, ci stanno dimostrando una loro puntuale attenzione la Regione Toscana, la Provincia di Livorno e la Cispel Toscana. Sta alla Società e ai Comuni meritarsi gli impegni della Regione e della Provincia. L ambizione, la scommessa è di misurarsi su una seria e praticabile prospettiva di crescita del servizio dei rifiuti urbani. Nel sistema dei rifiuti c è una domanda sociale sempre più attenta ed impegnata nella difesa della qualità della vita che però, purtroppo, è condizionata, nella migliore delle ipotesi, dalla non diminuzione della quantità dei rifiuti e nella peggiore dall aumento dovuto agli imballaggi. Questo ultimo diventa l aspetto, non solo all Elba, determinante per non far immettere nell ambiente quantità di rifiuti tali da non essere più sopportati. Stiamo più attenti a tutto ciò che non ad un cestino svuotato in ritardo. ************** 7

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