4 La decostruzione. 4.1 Introduzione

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "4 La decostruzione. 4.1 Introduzione"

Transcript

1 4 La decostruzione 4.1 Introduzione Come visto nei capitoli precedenti, lo sviluppo di internet sta generando grandi cambiamenti nelle imprese. Operare in ottica di network in molti casi è ormai una necessità per poter competere. Per riuscire a godere di un vantaggio competitivo, bisogna interpretare il cambiamento in corso in modo ampio e completo, analizzando le implicazioni strategiche di quel processo di unbundling 1 già delineato da Hagel e Singer (1999). Si tratta, cioè, di comprendere la riorganizzazione a cui vanno incontro le industrie per effetto della diminuzione dei costi di interazione (o transazione secondo Coase). Le possibilità offerte dalle reti elettroniche, unite alla sempre maggiore capacità elaborativa dei computer, permettono alle imprese di comunicare in modo più rapido ed efficace. Attività considerate il fulcro del proprio business vengono esternalizzate per essere svolte da operatori specializzati in quella determinata funzione. La catena del valore viene riconfigurata per dare origine a nuove e originali fonti di vantaggio competitivo. 1 Letteralmente slegare, scartare. 121

2 4.2 I prerequisiti al cambiamento In questo paragrafo si vuole discutere di quei fenomeni, già in parte analizzati in precedenza, che stanno modificando sensibilmente l arena competitiva: - La legge di Moore e le sue implicazioni - L importanza delle osservazioni di Metcalfe - La sempre più accentuata diminuzione dei costi di transazione La legge di Moore Tra i concetti che danno dimensione al fenomeno digitale, la legge di Moore è sicuramente quello più affascinante. Negli anni 70 Gordon Moore, fondatore della Intel, osservò come fosse possibile da parte degli ingegneri che lavoravano per lui, progettare microchip di dimensioni sempre più ridotte. Ciò grazie alle evoluzioni delle tecniche di miniaturizzazione sempre più raffinate e che lasciavano presagire un proficuo futuro lungo quella strada. Disporre di processi produttivi di altissima precisione significa poter condensare sulla stessa superficie sempre più transistor, il cui numero aumenta secondo una ragione geometrica. Impianti produttivi all avanguardia permettono, poi, di ridurre i costi di produzione. Da queste considerazioni deriva la legge di Moore: ogni diciotto mesi la potenza di elaborazione dei processori raddoppia mentre il loro costo rimane costante. 122

3 Figura 4.1: la legge di Moore Fonte: Downes, Mui (1998) Ciò significa che la quantità di informazioni che possono essere elaborate cresce sempre di più, ma con costi comunque contenuti. Microprocessori sempre più piccoli vengono installati sulle apparecchiature più diverse; grazie al loro basso costo e alla loro versatilità, sono presenti in quasi tutti gli apparecchi sofisticati che oggi utilizziamo. Il funzionamento delle lavatrici che attualmente ci sono in commercio è governato da un microprocessore che coordina tutte le principali funzioni. Le automobili hanno una quantità tale di processori che, messi insieme, eguagliano la potenza di calcolo dei moderni computer. Gli esempi possono essere molti ma ciò che è alla base di tutto ciò è l enorme capacità elaborativa oggi a disposizione a basso costo. La legge di Moore si adatta, anche se con crescite differenti, ad altri aspetti connessi all era digitale. Le memorie su cui vengono immagazzinati i dati all interno di un computer hanno subito un decremento di prezzo simile a quello dei processori. Oggi è infatti possibile acquistare unità di memorizzazione di dati con capacità fino a cinque anni fa impensabile ed a prezzi sensibilmente inferiori. 123

4 Lo stesso discorso può essere esteso al trasferimento dei dati. La larghezza di banda 2 a disposizione degli utenti permette di condividere informazioni ed applicazioni molto complesse. Grande attenzione da parte del pubblico e delle società fornitrici di servizi di connessione, viene posta sulla diffusione dei collegamenti in fibra ottica che offre in modo esteso ed a costi contenuti l accesso alla banda larga. Questi collegamenti sono così veloci da permettere ad una fibra ottica delle dimensioni di un capello di trasmettere tutti i numeri del Wall Street Journal finora pubblicati in meno di un secondo [Negroponte, 1995]. 2 Quantità di informazioni trasmissibili nell unità di tempo. 124

5 4.2.2 L equazione di Metcalfe Secondo questa brillante intuizione elaborata da Robert Metcalfe 3, l utilità che deriva dall adottare una particolare tecnologia o una sua specifica applicazione, dipende dal numero di utenti che ne condividono l utilizzo. Più precisamente l utilità cresce in ragione quadrata rispetto agli utilizzatori. Per spiegare questo concetto si prenda l esempio del telefono per il quale, l utilità che se ne ricava, dipende dal numero di persone che lo usano. Più sono cioè i collegamenti possibili all interno di questo network comunicativo, maggiore è il beneficio che lo strumento offre. Se due sole persone avessero il telefono, io sarei restio ad installarne uno in casa poiché potrei mettermi in contatto con pochi altri individui. Oggi, invece, la diffusione del telefono è tale che è possibile comunicare con miliardi di persone in qualsiasi istante; l utilità che ne deriva è quindi enorme. La figura 4.2 schematizza quanto detto. Figura 4.2: la legge di Metcalfe Utilità Utilità =Utenti 2 Fonte: adattamento da Downes, Mui (1998) Utenti Punto di massa critica 3 Un aneddoto racconta che Robert Metcafe, fondatore della 3Com Corporation, ha elaborato queste conclusioni al fine di vendere periferiche per la connessione in rete. La sua intenzione era dunque quella di vendere schede di rete, e non quella di offrire una spiegazione ai fenomeni di diffusione delle tecnologie. 125

6 Queste osservazioni ci sono utili anche per giustificare il fenomeno della massa critica. Vi è un punto nella curva in cui il numero di utenti è tale che l utilità subisce una forte espansione: comunemente chiamato punto di massa critica, esso corrisponde al cambiamento di pendenza della curva. Accade qui che la diffusione dell innovazione è talmente elevata che lo svantaggio della non adozione è molto alto, condizionando ulteriori fenomeni espansivi. La storia di internet è stata notevolmente influenzata da questi aspetti. Quando, infatti, la rete ha raggiunto un livello tale di diffusione da diventare un efficace strumento di comunicazione, ha conosciuto un livello di espansione che nessuna nuova tecnologia aveva mai affrontato. 126

7 4.2.3 I costi di transazione L analisi dei costi di transazione, ci permette di dare una risposta al perché le imprese esistono. A questo problema si è dedicato Ronald Coase che nel 1937 pubblicò il celebre articolo The Nature of the Firm. In tale articolo l autore cerca di dare una spiegazione alla nascita delle imprese come soluzione alternativa al mercato. Il suo lavoro va però ben oltre, in quanto cerca di giustificare il perché diverse imprese abbiano dimensioni spesso completamente opposte, pur competendo nello stesso mercato. Coase trova risposta a queste domande nella scoperta dei costi di transazione. Questi rappresentano quei costi che l impresa deve sostenere nel caso decidesse di rivolgersi al mercato per l acquisto di un certo prodotto come alternativa alla produzione interna. Ve ne sono sei tipi principali: - Costi di ricerca: vengono sostenuti con lo scopo di trovare la controparte adeguata per una determinata transazione; - Costi di informazione: si riferiscono all ottenimento di informazioni relative alla controparte, quali situazione finanziaria, natura del prodotto venduto, etc; - Costi di contrattazione: venditore e compratore devono stabilire le condizioni di vendita attraverso incontri, telefonate, riunioni, etc., sostenendo cioè dei costi potenzialmente elevati; - Costi di decisione: riguardano la decisione ultima di vendita/acquisto e quindi di confronto tra differenti offerte; - Costi di verifica e sorveglianza: si sostengono affinché vi sia certezza che la controparte non venga meno agli accordi presi; 127

8 - Costi d esecuzione forzata: si hanno qualora una delle controparti non adempia completamente ai propri obblighi e l altra voglia far valere i propri diritti (attraverso, ad esempio, un azione legale). I costi di transazione variano molto in natura ma il concetto di base rimane sempre lo stesso: devono essere sostenuti affinché il mercato possa essere un alternativa alla produzione interna, caso nel quale tali costi sono contenuti poiché la finalità della transazione è univoca (ottimizzazione delle risorse dell impresa) e non doppia (venditore e compratore vogliono ottimizzare allo stesso momento le loro risorse). La decisione di rivolgersi al mercato può essere svolta comparando i costi di transazione con i costi che si dovrebbero sostenere per la produzione interna: se i primi sono maggiori dei secondi, si preferirà internalizzare la produzione; viceversa la soluzione del mercato sarà preferita. Da qui la seconda importante conclusione di Coase: l impresa raggiunge quella dimensione tale per cui i due costi si equivalgono. Internet è uno strumento potenzialmente molto importante nella riduzione dei costi di transazione: basti pensare alla quantità di informazioni che si riescono ad ottenere navigando in rete circa la controparte di una transazione; così facendo la decisione di concludere o meno un affare viene presa più facilmente e a minori costi. Se tali costi decrescessero, insieme a loro diminuirebbe necessariamente la dimensione ottima di un impresa. 128

9 4.3 I fondamenti dell economia digitale La legge di Moore, l equazione di Metcalfe e l analisi dei costi di transazione, permettono di delineare il quadro di grande cambiamento che internet sta generando: la sempre maggiore capacità di ottenere ed elaborare informazioni, l aumento esponenziale dell utilità dell interconnessione e la diminuzione dei costi di transazione stanno modificando sensibilmente il modo di fare business. Si parla così sempre più di economia digitale e dei fondamenti di base a tale economia. Valdani (2000) ne individua quattro: - Separazione tra economia fisica ed economia virtuale ; - Superamento del trade-off tra ampiezza e profondità; - Interconnessione elettronica; - Internet come protocollo standard, aperto ed universale. Figura 4.3: i fondamenti dell economia digitale Internet: protocollo standard, aperto e universale Superamento del trade-off reach/richness Fonte: Valdani (2000) Separazione dell economia delle cose dalle economie della conoscenza e dell informazione Interconnessione elettronica di cose, persone, istituzioni, paesi 129

10 4.3.1 Le catene del valore reale e virtuale Il flusso dei beni fisici e quello delle informazioni sono spesso stati interpretati come una sola entità: l oggetto fisico è stato per molto tempo il miglior veicolo per trasportare le informazioni ad esso collegate. Nell antichità per osservare le piramidi d Egitto, bisognava recarsi in quei luoghi, allora remoti. Attualmente è sufficiente osservare delle fotografie, o meglio ancora un filmato, per ottenere informazioni circa l aspetto e la magnificenza di quelle costruzioni. Oggi, quindi, la situazione è radicalmente mutata, tanto da riconoscere una netta distinzione tra flusso fisico e flusso informativo: si influenzano a vicenda ma seguono logiche profondamente diverse, dovute ai differenti vincoli che le caratterizzano. Un flusso logistico tradizionalmente inteso è visto come un susseguirsi ordinato e senza soluzione di continuità di fasi: l output di quella precedente è l input di quella successiva, e così via. Questa è una catena in cui la nostra attenzione si focalizza sull oggetto che in quel momento viene prodotto, relegando in secondo piano l insieme di informazioni che lo circondano. Evans e Wurster (2000) propongono un differente modo di intendere questa relazione: non bisogna focalizzarsi sull oggetto, ma sull informazione che con l oggetto viene trasmessa. Vengono infatti identificati due flussi ben distinti: quello informativo, che determina il susseguirsi ed il compiersi ordinato delle fasi, e quello fisico, con il vero e proprio intervento manipolativo sugli oggetti, in corrispondenza delle informazioni recepite. Come detto, questi due flussi sono da sempre stati strettamente legati: nel momento in cui si offre l output alla fase successiva, si trasferiscono le informazioni circa cosa, quanto e, soprattutto, come si è prodotto. La figura 4.4 mostra schematicamente questo rapporto simbiotico. 130

11 Figura 4.4: la catena del valore tradizionale Cose + conoscenza Cose + conoscenza Cose + conoscenza Fonte: Valdani (2000) La fase successiva a questo modo di intendere la catena del valore, nasce dalla possibilità di condividere parte delle informazioni con l esterno. L informazione, cioè, non è più esclusiva della fase a valle, ma può essere condivisa, in modo più o meno ampio, dall esterno. In questo caso l informazione si separa dal flusso fisico, che comunque continua a determinarne l esistenza, per poter essere manipolata al fine di garantire una ottimizzazione del flusso fisico stesso. Un esempio di questa possibilità è il servizio che viene offerto dai corrieri espressi, i quali monitorano una spedizione per conoscere con precisione lo stato di avanzamento della consegna. In figura 4.5 viene descritta questa possibilità. 131

12 Figura 4.5: catena fisica e virtuale dissociata ma integrata Cose Cose Cose Flusso fisico Informazioni Informazioni Informazioni Flusso informativo Fonte: adattamento da Valdani (2000) Divulgazione informazioni Oggi siamo abituati ad operare secondo questo schema. È il passo successivo che segna una rivoluzione imponente, i cui sintomi si sono manifestati da tempo ma che sono sempre passati inosservati; o meglio, non sono stati interpretati secondo un diverso punto di vista che ne avrebbe chiarito anzitempo il reale valore. Oggi si tende sempre più a gestire in modo separato le due catene del valore (figura 4.6); esse continuano infatti ad influenzarsi a vicenda, ma le regole competitive che le caratterizzano sono estremamente diverse e spesso incompatibili. Figura 4.6: catene reale e virtuale dissociate Flusso fisico Cose Cose Cose Informazioni Informazioni Informazioni Fonte: adattamento da Valdani (2000) Flusso informativo 132

13 4.3.2 Il trade-off tra ampiezza e profondità In un economia tradizionale in cui le informazioni sono incorporate nel mezzo fisico, queste seguono una legge da cui non si può prescindere: vi è un trade-off tra la profondità delle informazioni offerte e l ampiezza del pubblico raggiunto [Evans e Wurster, 1997]. Tale trade-off è facile da intuire: la profondità (in inglese richness) indica la qualità dell informazione percepita dall utente; l ampiezza (reach) indica quale è il numero di persone a cui tali informazioni sono destinate. In un economia in cui cose ed informazioni sono strettamente interconnesse, non è possibile offrire informazioni approfondite ad un numero ampio di persone a causa delle limitazioni che il mezzo fisico impone. Un mensile di attualità, non può contenere informazioni dettagliate su tutti gli avvenimenti accaduti; dovrà, infatti, effettuare dei compromessi tra notizie da inserire e dimensioni del giornale. A seconda del pubblico di riferimento, verranno fatte queste scelte. Questo trade-off vale anche per le catene logistiche. Il numero di potenziali controparti in una transazione è inversamente proporzionale alla qualità informativa che ci si attende. La figura 4.6 mostra la curva sulla quale effettuare compromessi tra reach e richness. 133

14 Figura 4.7: il trade-off tra profondità e ampiezza delle informazioni Profondità delle informazioni Trade-off tradizionale Richness Reach Fonte: Evans e Wurster (1997) Ampiezza dell audience raggiunta Il trade-off genera in qualsiasi contesto di riferimento delle asimmetrie informative: chi ha un accesso privilegiato ad una fonte informativa gode di un vantaggio competitivo molto elevato poiché può sfruttare a proprio favore il trade-off che si genera. Se però tale canale privilegiato viene reso accessibile a tutti, l asimmetria scompare e con lei il trade-off. Questo è ciò che sta cominciando ad avvenire: attraverso i canali informativi digitali si ha accesso ad una quantità tale di informazioni che l asimmetria informativa viene molto ridimensionata. Ne sono un esempio i numerosi negozi online 4 : l offerta di prodotti è ampia e virtualmente infinita (elevata reach), e le informazioni messe a disposizione dei clienti sono abbondanti e complete (elevata richness). 4 Si pensi ad esempio ad Amazon.com: considerando il solo reparto libri, gode di una varietà di titoli di molte volte superiore a quella del più grosso rivenditore off line (Barnes&Noble). Vengono, poi, messi a disposizione dei potenziali acquirenti strumenti per la valutazione dei titoli, quali ad esempio le recensioni. 134

15 La figura 4.7 mostra la nuova curva di riferimento del trade-off. Figura 4.8: la dissoluzione del trade-off Richness Profondità delle informazioni Nuova economia Reach Fonte: Valdani (2000) Ampiezza dell audience raggiunta Due sono le forze che permettono di dissolvere il trade-off: l esplosione dell interconnessione e l adozione di standard informativi comuni. 135

16 4.3.3 L interconnessione estesa Il fenomeno dell interconnessione è già stato affrontato nel primo capitolo. Internet, il principale strumento dell interconnessione, è estesa a tutto il pianeta e sono sempre di più le famiglie che si dotano di un computer per poter usufruire dei suoi servizi. Se da una parte la penetrazione della rete è sempre più elevata, dall altra le velocità di collegamento stanno aumentando sempre di più. Velocità ed interconnessione estesa permettono, inoltre, di ottenere informazioni sempre più complesse e personalizzate, riducendo in tal modo l asimmetria informativa di cui prima si parlava Gli standard universali Perché l interconnessione manifesti tutte le sue potenzialità, è necessario che esistano standard comuni. Il raggiungimento di questo obiettivo permette di modificare notevolmente il paradigma del trade-off: se gli utenti non hanno la possibilità di utilizzare strumenti comuni di comunicazione, l interconnessione viene ridimensionata nella sua importanza. I canali elettronici esclusivi sono sempre più soppiantati da sistemi aperti; le reti private cedono il passo a quelle pubbliche che, anche se inizialmente meno performanti, offrono piattaforme più solide per gli sviluppi futuri. La possibilità di condividere la stessa struttura comunicativa è essenziale affinché ampiezza e profondità vengano perseguite contemporaneamente. Nello sviluppo degli standard, il concetto di massa critica assume molta importanza. Rifacendoci alla legge di Metcalfe, nel momento in cui lo standard viene utilizzato da un numero sempre maggiore di persone, l utilità del suo utilizzo cresce esponenzialmente al superamento della massa critica. Sul concetto di standard si tornerà ampiamente nel seguito della trattazione. 136

17 4.4 La decostruzione La decostruzione consiste nella frammentazione e nella riformulazione delle strutture tradizionali di business. [Evans e Wurster, 2000] Viene determinata dall influsso di due forze precedentemente analizzate: la separazione tra la catena del valore reale e quella virtuale, e il superamento del trade-off tra profondità ed ampiezza, reso possibile dall interconnessione estesa e dall utilizzo di standard tecnologici e comunicativi. Il fenomeno decostruttivo coinvolge tutti gli aspetti di business tradizionali: la composizione delle catene del valore, le catene logistiche, le strutture organizzative, i rapporti con i consumatori. Nel momento in cui i vincoli di reach e richness vengono superati, non vi è più la necessità di accorpare nuove unità all interno della propria struttura, ma diventa maggiormente vantaggioso ridurla al fine di massimizzare la creazione del valore in quelle fasi che definiscono il core business. Le forze che tengono insieme l impresa vengono meno (i costi di transazione diminuiscono ), disaggregandola per poi ricombinarla diversamente in nuove strutture di business. Tutto ciò grazie al supporto tecnologico che rende possibile virtualizzare le catene del valore al fine di integrarle più liberamente tra di loro. Queste nuove realtà saranno espressione delle logiche distinte che governano cose e informazioni, non più soluzioni di compromesso. 137

18 4.4.1 Un esempio di decostruzione: il settore dell intermediazione finanziaria Non necessariamente tutti i settori saranno influenzati da questa rivoluzione in tempi brevi. Alcuni, comunque, già manifestano i sintomi del cambiamento. Tra questi, il settore dell intermediazione finanziaria è sicuramente quello in cui queste forze agiscono più pesantemente. Il modello di business tradizionale di una banca prevede un integrazione della catena del valore sia orizzontalmente che verticalmente: i beni/servizi offerti sono prodotti ed erogati secondo una comune base di riferimento. Ciò comporta notevoli investimenti con conseguenti forti economie di scala, da cui deriva il vantaggio competitivo. La condizione centrale affinché l intermediazione finanziaria sia redditizia è la creazione di un rapporto privilegiato con il cliente: alcuni prodotti vengono addirittura venduti sottocosto (ad esempio i conti bancari in cui il titolare versa pochi liquidi) al fine di garantirsi la fiducia della clientela; i margini elevati di altri tipi di prodotti (tipicamente d investimento) concorrono a creare gli utili. In questo quadro si inserisce l home banking. Attraverso questo strumento le banche possono tagliare quei costi fissi relativi alla creazione di una rete distributiva capillare sul territorio. Se ciò da una parte è vantaggioso, dall altra comporta dei rischi elevati per la banca stessa. Uno strumento di questo tipo, infatti, dà accesso ai clienti ad una serie di informazioni che prima la banca deteneva gelosamente e su cui costruiva il suo potere contrattuale 5. Non solo: oggi vi sono in commercio software 6 in grado di scavalcare completamente l interfaccia offerta dalla banca, offrendo una gestione della finanza personale integrata. Questo non piace alle banche perché vengono escluse da importanti fonti di reddito, quale appunto la gestione finanziaria personale. 5 Attraverso fenomeni di asimmetria informativa. 6 Software di questo tipo sono Money della Microsoft e Quicken della Induit. 138

19 Questo processo di decostruzione è alimentato dalla creazione di standard di riferimento per la descrizione dei servizi finanziari offerti. In questo modo la comparazione dei servizi bancari risulta ancora più veloce ed efficace ed avvicina sempre di più il cliente alle fonti informative a maggiore valore aggiunto. Il cliente si trova però a disposizione una quantità tale di servizi che risulta difficile scegliere quello più adatto alle proprie esigenze. Per questo motivo stanno già sorgendo degli agenti specializzati che offrono servizi di navigazione affinché il consumatore venga indirizzato verso la migliore soluzione possibile. La figura 4.9 mostra il modello di retail banking integrato mentre la 4.10 quello decostruito. Figura 4.9: retail banking tradizionale Strutturazione e confezionamento del prodotto (mutui, assicurazioni, investimenti, etc.) Svolgimento delle transazioni ed emissione degli estratti conto (mainframes) Vendita al dettaglio e distribuzione (sportelli automatici, numeri verdi, cassieri) Fonte: Evans, Wurster (1997) Clienti 139

20 Figura 4.10:retail banking decostruito Fonte: Evans e Wurster (1997) Nella figura 4.10 si nota come il cliente possa accedere ai servizi finanziari attraverso accessi differenti. La gestione dei propri fondi, ad esempio, può essere ottenuta attraverso un software installato sul proprio personal computer, come ad esempio Quicken della Intuit; questo, si connette automaticamente a siti di trading quali SchwabOne al fine di concludere le transazioni ritenute più opportune. In alternativa, il cliente potrebbe telefonare al proprio consulente finanziario il quale si occuperà di effettuare operazioni finanziarie. 140

21 4.4.2 La smediatura 7 del vantaggio competitivo In un economia tradizionale, il vantaggio competitivo di un impresa è ottenuto come media dei vantaggi competitivi delle singole fasi della catena del valore. Il processo di decostruzione invece, sgretolando queste catene, non permette più di competere su delle medie ma pone in risalto la competitività di ogni singola fase. Che questo sia un vantaggio o un pericolo per le aziende dipende da molti aspetti. Una fase che non produce valore, invece che rallentare l intera struttura, può ad esempio essere decostruita verso chi all esterno riesce a svolgerla a costi minori. Questo fenomeno è già presente da tempo: la pratica dell outsourcing è una realtà ormai consolidata. La decostruzione va però ben oltre il taglio dei costi e non coinvolge solo attività di supporto non considerate centrali all impresa. La decostruzione permette una separazione delle attività senza precedenti, incluse alcune che le imprese vedono come tasselli centrali della loro identità. Riduce in pezzi industrie con strutture tradizionali, distrugge vecchi business e ne crea di nuovi [Evans, 1998]. La smediatura impone grossi cambiamenti dal punto di vista strategico. Nei business tradizionali prosperano e sopravvivono imprese che in certe fasi della catena del valore raggiungono prestazioni poco competitive che vengono mascherate da altre che invece garantiscono vantaggi competitivi importanti. In ambiti decostruiti, al contrario, le imprese competono in mercati ben più definiti e ristretti che riducono necessariamente le fonti di vantaggio competitivo. Ci sono così meno opportunità per vincere. La smediatura non ha influenza solo sui singoli elementi della catena del valore. Essa coinvolge, infatti, il rapporto che in ogni fase s instaura tra la catena reale e quella virtuale. Grazie all avvento dell interconnessione e di standard universalmente accettati, questo rapporto viene sempre più sgretolato: 7 il termine smediatura è un neologismo che sta ad indicare il processo inverso dell effettuare una media tra degli elementi. 141

22 l economia delle cose e quella delle informazioni si separano per seguire logiche completamente diverse. Quella fisica vuole ottimizzare, ad esempio, le consistenze a magazzino. Quella informativa incrementa il più possibile l offerta. Soluzioni basate su internet consentono di ottenere questo risultato. Si ricordi ancora una volta Amazon: essa eccelle sia dal punto di vista logistico che dell offerta, grazie ad una netta separazione tra le due attività. I rischi della smediatura sono elevati: modificare radicalmente la fonte di vantaggio competitivo può avere delle conseguenze disastrose per chi non è rapido al cambiamento e per chi fa della media il suo vantaggio competitivo. Chi non riuscirà ad eccellere in ogni singola fase, sarà destinato ad affrontare una dura competizione su più fronti da parte di operatori altamente specializzati. Vi sono tre possibilità che le imprese hanno per evitare i rischi della decostruzione e per coglierne le opportunità [Evans, 1998]: - Possono riconoscere la fonte del loro vantaggio competitivo e di quello dei diretti o indiretti concorrenti; - Possono autonomamente e in anticipo sugli altri cercare risposte alle potenziali minacce; - Possono esaminare le loro barriere interne al successo. Se in passato ciò significava cannibalizzare i propri prodotti per dare maggiori opportunità ad altri, in un ambito decostruito ciò significa cannibalizzare interi business model. 142

23 4.4.3 Le strategie decostruttive 8 La separazione tra economia delle cose e delle informazioni sta dando vita a due strategie che le imprese in generale possono perseguire. La prima si riferisce alla possibilità di orchestrare le parti che compongono la catena del valore piuttosto che possederle. Questo approccio strategico va sotto il nome di orchestrator [Edelman, 1998]. Ciò è reso possibile in differenti modi: il godere di un brand molto forte, il controllo su informazioni critiche, la capacità di organizzare imprese secondo modelli di network. È possibile definire come interno (o anche verticale) questo modo di decostruire la catena del valore: attività precedentemente svolte internamente vengono esternalizzate per potersi concentrare su quelle a maggiore valore aggiunto o semplicemente per dedicarsi al coordinamento della catena del valore. Molte imprese leader mondiali nel proprio settore si sono avvalse di questo approccio: Nike, Dell Computer, Cisco System, sono solo alcuni dei molti esempi di aziende che eccellono a livello mondiale. Se orchestrare può essere estremamente vantaggioso, d altro canto comporta dei notevoli rischi, primo fra tutti quello di essere imitati dai concorrenti. Per questo motivo la forza trainante dell orchestrator deve essere la capacità di gestire efficacemente gli anelli di catene sempre più complesse. La possibilità di decostruirsi internamente va oltre le scelte di outsourcing, poiché è una precisa scelta strategica potenzialmente molto profittevole ma altrettanto difficile da mantenere e poiché non si riferisce solo ad attività poco determinanti ma anche a quelle che costituiscono il core business. La figura 4.11 mostra come l orchestrator opera. 8 Il punto centrale di riferimento nella trattazione di questi temi è la catena del valore. I termini interno ed esterno sono da intendersi, appunto, riferiti alla catena del valore. Una strategia interna ha per oggetto gli anelli che la compongono; quella esterna ha per oggetto, invece, le relazioni che si instaurano tra una catena del valore e delle altre all interno delle quali si integra. 143

24 Figura 4.11: orchestrator Orchestrator Partner esterni Catena del valore decostruita La seconda possibile strategia consiste nel governare al meglio una singola fase della catena del valore. Piuttosto che coordinare la catena del valore nel suo complesso, alcune imprese preferiscono specializzarsi nello svolgimento di una specifica attività che metteranno a disposizione di differenti orchestrator. Per questo motivo questa strategia può essere definita esterna (o orizzontale). Edelman (1999) la chiama governo di livello, esaltandone la caratteristica di essere trasversale nei confronti delle differenti catene del valore in cui si inserisce. Affinché sia possibile che uno di questi livelli si crei, un attività deve essere un input chiave di una o più catene del valore; deve inoltre essere altamente modulare per dare flessibilità di adattamento in contesti di applicazione potenzialmente molto diversi tra loro. 144

25 Per ottenere invece dei ritorni positivi, l impresa deve creare un vantaggio competitivo stabile nei confronti di concorrenti attuali e potenziali. Una delle possibili alternative è quella di creare degli standard di settore che mettano l impresa in una posizione di dominio informativo. Un altra alternativa è quella di creare nuovi mercati dove non ne esistono, alimentando nuova decostruzione e cambiando il modo in cui un intero settore opera. Una volta raggiunta una posizione di dominio nella gestione di quel livello, l impresa deve preoccuparsi di difenderla. L avvento di nuovi standard e la nascita di nuove killer app, possono minare posizioni ritenute più che solide. Il modo migliore per difendere un livello è estenderlo a più settori possibili al fine di godere di economie di scala sempre più consistenti. La figura 4.12 chiarisce questa scelta strategica. Figura 4.12: governo di livello Catena del valore impresa A Catena del valore impresa B Catena del valore impresa C Impresa che governa un livello 145

26 4.4.4 Oltre le strategie verticali ed orizzontali: l enhanced network Come visto le due scelte strategiche relative alla decostruzione, propongono due modi diversi di integrarsi nella catena del valore. Una, quella interna (o verticale), si riferisce al coordinamento di attività svolte da chi, invece, propone una decostruzione esterna (o orizzontale). La naturale evoluzione di tale situazione si ha qualora il governo di un livello venga ottenuto mediante un attività di coordinamento incentrata su una porzione della catena del valore che altri orchestrator si preoccuperanno di completare organizzando le relazioni tra i differenti livelli. Si configurano così dei network estesi (detti anche enhanced network) in cui gli operatori sono decostruiti sia verticalmente (ricostruiscono catene del valore al loro interno) che orizzontalmente (si integrano in modo modulare in più catene del valore). La figura 4.13 ne mostra una schematica rappresentazione. Figura 4.13: i network estesi Catena del valore impresa A Catena del valore impresa B Orchestrator 146

27 4.4.5 La decostruzione delle catene logistiche Le considerazioni finora fatte per le catene del valore, possono essere estese ai rapporti logistici che si instaurano tra fornitori e clienti. Il fatto che queste attività abbiano carattere prettamente fisico non comporta l assenza di contributi informativi. Anzi, governare flussi fisici necessita di saper gestire sopratutto informazioni: se le indicazioni in merito ad approvvigionamenti e forniture fossero imprecise od incomplete, l intero sistema logistico collasserebbe. Il tradeoff tra profondità ed ampiezza è quindi presente dando perciò adito a fenomeni decostruttivi. Per ciò che riguarda l interconnessione, i rapporti logistici godono da tempo di soluzioni di questo tipo come ad esempio l EDI, ed a questi sistemi chiusi si stanno inoltre affiancando connessioni più versatili ed estese basate su protocollo internet TCP/IP. Ciò che invece può condurre maggiormente alla decostruzione ha carattere prettamente strategico: utilizzare l interconnessione per creare degli standard [Evans e Wurster, 2000]. A livello industriale gli standard sono molto difficili da creare poiché richiedono investimenti consistenti e poiché il raggiungimento della massa critica è molto lento; una volta stabiliti, però, il vantaggio che se ne trae è elevato. Basti pensare alla facilità con cui si riuscirebbe a selezionare il partner più adeguato per una determinata fornitura se fosse possibile effettuare delle ricerche sfruttando database opportunamente strutturati mediante l utilizzo di standard condivisi. Si potrebbe venir meno alla necessità di instaurare comunicazioni di tipo gerarchico. Oggigiorno le informazioni scorrono secondo dei percorsi ben definiti tra fornitori e clienti: un fornitore difficilmente comunica con altri fornitori della stessa catena logistica a lui non prossimi. Invece, attraverso l interconnessione e, soprattutto, l utilizzo di standard, è possibile rompere la gerarchia informativa e dialogare con tutti coloro che concorrono alla 147

28 formazione di una catena logistica. Il sistema ANX 9 è un applicazione di questi concetti. In figura 4.14 è schematizzato il funzionamento di questo tipo di rete in opposizione ad approcci di tipo tradizionale. 9 Acronimo di Automotive Network Exchange, è un network sponsorizzato da importanti case automobilistiche americane, al fine di garantire maggiore efficienza nei rapporti di fornitura. 148

29 Figura 4.14: confronto tra interconnessione diretta e Anx Fornitori di III livello Fornitori di II livello Canali tradizionali di comunicazione gerarchica Fornitori di I livello Produttore Fornitore Produttore Comunicazione universale diretta tramite Anx Fornitore Fonte: Evans, Wurster (1997) 149

30 4.4.6 Le implicazioni della decostruzione Per concludere quanto detto circa la decostruzione, è utile schematizzare le implicazioni competitive che questa comporta. Stern (1998) ne individua otto: - Le definizioni tradizionali di business e settori diventano obsolete, e con queste anche quelle di concorrenti, fornitori e clienti; - Il vantaggio competitivo viene mediato ; - I vantaggi lungo l intera catena del valore cessano di avere significato per dare importanza a quelli tipici di ogni livello; - Le strategie orizzontali di livello diventano possibili alternative all integrazione verticale; - L allocazione delle risorse di livello richiede nuovi modi di valutazione degli investimenti; - I confini delle imprese diventano labili e più permeabili; - Il potere contrattuale dei clienti diventa maggiore a causa della condivisione sempre più estesa delle informazioni; - Gli intermediari che traggono valore dal controllo di un nodo nel flusso informativo sono vulnerabili alla disintermediazione. 150

31 4.5 La standardizzazione delle informazioni: un modello d analisi Come visto, la standardizzazione delle informazioni è uno degli aspetti che più incidono sulla decostruzione delle catene del valore e delle catene logistiche. Sono sempre di più gli sforzi che imprese ed organismi di standardizzazione fanno in questa direzione. Tutto questo interesse è giustificato dai ritorni positivi che l affermazione di strumenti condivisi di comunicazione significherebbe sia per chi li sviluppa, che può godere di un vantaggio conoscitivo degli stessi, sia per chi li implementa, per il potenziale abbattimento dei costi ed incremento dell integrazione coi partner. Il concetto di standardizzazione delle informazioni è però molto ampio. In senso allargato associamo al termine informazione un qualsiasi rapporto comunicativo. Se vogliamo invece affrontare più nel dettaglio l oggetto della comunicazione, ci accorgiamo di poterlo classificare secondo tre diverse dimensioni, a seconda dell ampiezza che si vuole dare alla comunicazione. Si potrà quindi parlare di trasmissione di dati, comunicazione di informazioni e condivisione di conoscenza La catena dati informazioni - conoscenza La natura di questi tre concetti e le relazioni che li legano sono di grande interesse in quanto adottati nei modelli di analisi che verranno proposti. Bisogna innanzitutto dire che tra questi sussiste un rapporto gerarchico: i dati sono alla base delle informazioni, e quest ultime della conoscenza. Altra precisazione riguarda il fatto che non vi è un univoca definizione adottabile, soprattutto per ciò che riguarda la conoscenza, a causa delle diverse interpretazioni a cui questi argomenti possono essere soggetti. 151

32 I dati. Quello dei dati è di sicuro l argomento di più facile trattazione. Possono essere definiti come la materia grezza con cui strutturare la comunicazione. I dati in sè hanno uno scarso significato; non ci danno spiegazioni dei fenomeni che vogliamo analizzare ma ci danno gli strumenti (la materia grezza) per farlo. Si prenda ad esempio il caso di una persona che si rechi a cena in un ristorante: i dati che si possono ottenere sono relativi a ciò che ha mangiato, in che ordine, come ha pagato il conto (se in contanti o con la carta di credito), a che ora, e via dicendo. Come è subito chiaro non si ottengono considerazioni in merito al fatto che il cliente abbia o meno gradito la cena poiché attraverso i dati così come vengono proposti (e cioè senza rielaborazione) non è possibile dedurlo. I dati possono essere suddivisi in due tipi: dati strutturati e non. I primi sono rappresentati generalmente dai database: vengono cioè proposti con una struttura ben precisa che ne favorisce la consultazione. Ma anche i documenti scritti e le pagine Web contengono dati (nella misura in cui si considerano le singole parole e non i concetti espressi) che però assumono una forma non strutturata Le informazioni Come visto i dati non hanno un grande significato presi singolarmente. Quando invece vengono messi in relazione tra di loro per trasmettere un significato allora diventano informazioni. Detto diversamente: le informazioni sono dati dotati di pertinenza e di scopo. Quindi dalla grande massa di dati che continuamente ci sommerge, noi, ponendo in relazione quelli che più ci interessano, riusciamo a generare informazione. Ritornando all esempio precedente, le informazioni saranno quelle descrizioni relative alla qualità della cena, al gradimento da parte del cliente, etc., che prima non si erano riuscite ad ottenere tramite la mera consultazione dei dati. 152

33 Ottenere informazioni non è un processo facile ed immediato poiché, la grande massa di dati (strutturati e non) a cui si ha accesso oggi grazie alle tecnologie informatiche, pone dei seri problemi di adeguata analisi per la produzione delle informazioni desiderate. Altra caratteristica fondamentale delle informazioni riguarda la rilevanza delle stesse a seconda del contesto di riferimento: per essere tali, infatti, le informazioni necessitano dell attributo di pertinenza per il destinatario. Senza tale attributo le informazioni sarebbero tali solo in minima parte. Anche le informazioni soffrono dello stesso problema che affligge i dati: la sovrabbondanza 10. Le imprese affogano in informazioni e dati ma scarseggiano in conoscenza La conoscenza Definire la conoscenza non è cosa facile poiché il suo significato è spesso molto soggettivo; ciononostante essa risulta riconoscibile non appena la si vede: ad esempio il parere di un consulente finanziario che consiglia come investire i risparmi, etc. Conoscenza diventa quindi l applicazione e l uso produttivo delle informazioni [Greis e Kasarda, 1997]. Le informazioni gestite nel migliore dei modi, propriamente catalogate e strutturate, accessibili alle giuste persone al momento giusto, diventano conoscenza. E ancora, Knowledge is a set of logical connection among pieces of information whose relationship is revealed through context and process familiarity (META Group). Quando si parla di conoscenza è opportuno suddividerla in due gruppi generati da momenti differenti: conoscenza esplicita e conoscenza tacita. Secondo ciò che Nonaka e Takeuchi (1995) affermano, è definita conoscenza esplicita ciò che può essere espresso in parole e numeri e può essere facilmente comunicato e condiviso nella forma di hard data, formule scientifiche, procedure codificate o 10 Nel gergo della rete detta infoglut. 153

34 principi universali. È quindi codificabile e può essere messa a disposizione degli altri in modo efficace. Un esperto che descrive una procedura per la risoluzione di un problema genera conoscenza esplicita. Il processo di esplicitazione, purtroppo, non è sempre facile. La conoscenza tacita è, sempre secondo Nonaka e Takeuchi (1995), altamente personale e difficile da formalizzare. Sensazioni personali e intuizioni ricadono all interno di questa categoria. Il concetto di conoscenza tacita è stato studiato da Polyani (1966) che scrive a proposito di questo argomento: noi sappiamo più di quello che riusciamo a dire. Per descrivere questo fenomeno, egli porta l esempio della bicicletta: impariamo ad utilizzarla attraverso l esperienza poiché non riusciremmo attraverso le parole scritte su di un libro. Generalmente la conoscenza tacita è la più preziosa per un organizzazione. Renderla però conoscenza organizzativa, e cioè aperta a tutti, non è cosa facile. Nonaka (1991) identifica quattro modi di conversione della conoscenza: - Da implicita a implicita (socializzazione): gli individui apprendono attraverso la condivisione di esperienza e l imitazione; - Da implicita a esplicita (esteriorizzazione): la conoscenza implicita viene formalizzata in modo da poter essere condivisa con altri soggetti; - Da esplicita a esplicita (combinazione): la conoscenza esplicita si cumula con altra conoscenza esplicita; - Da esplicita a implicita (interiorizzazione): l individuo utilizza la conoscenza esplicita e la fa sua attraverso i propri schemi cognitivi, creando così nuova conoscenza. La figura 4.15 mostra il processo di creazione di nuova conoscenza. 154

35 Figura 4.15: la diffusione della conoscenza Conoscenza esplicita Conoscenza implicita Conoscenza implicita Socializzazione Esteriorizzazione Conoscenza esplicita Interiorizzazione Combinazione Fonte: adattamento da Nonaka (1991) 155

36 4.5.2 Modelli d analisi Gli impegni verso la standardizzazione sono molti e nei capitoli successivi ne verranno analizzati i principali dal punto di vista delle possibili implicazioni future e dell attenzione che viene loro dedicata. Per dare continuità al lavoro, è necessario però sviluppare un modello d analisi da richiamare durante la discussione dei differenti approcci e senza il quale sarebbe difficile inquadrare con precisione gli argomenti trattati. L obiettivo di schematizzare attraverso una matrice gli attuali contributi alla standardizzazione non è cosa semplice poiché questi sono estremamente ampi ed eterogenei. Prima e fondamentale stringa di analisi riguarda l obiettivo in merito a cosa si voglia condividere con i singoli strumenti. Si parla qui di condivisione poiché l ampiezza delle implicazioni renderebbe inadeguato il termine standardizzazione: opportuno infatti quando ci si riferisce ai meri dati, esso diventa invece impreciso e limitante quando l oggetto dell analisi si sposta su informazioni prima, e su conoscenza poi. Del resto ciò che interessa in ultima istanza è che vi sia condivisione della stessa base conoscitiva, indipendentemente dalla sua natura. Standardizzazione deve essere quindi intesa come quella capacità di rendere fruibile, e nello stesso tempo recepibile, un corpus di flussi conoscitivi di qualsivoglia natura. La matrice che si vuole proporre è composta da due dimensioni di riferimento. Sulla prima non ci sono dubbi: classificazione a seconda che lo strumento porti alla condivisione di dati, informazioni, conoscenza. Circa la seconda si aprono due possibilità: suddivisione circa la natura tecnica dello strumento oppure circa il tipo di decostruzione che lo strumento comporterebbe. 156

37 Prima caratteristica: natura della condivisione Questa classificazione suddivide, come detto, rispetto all oggetto della condivisione. Si tratta delle caratteristiche della comunicazione che si instaura tra i soggetti interessati all adozione del sistema di standard. Come visto in precedenza questa può assumere tre livelli di profondità diversi: - trasferimento di dati: la standardizzazione dovrà occuparsi di omogeneizzare le capacità di sistemi informativi diversi di interfacciarsi tra di loro, identificando standard di presentazione dei dati di facile impiego; - condivisione delle informazioni: in questo caso l impegno è rivolto alla definizione di schemi di riferimento comuni attraverso cui lo scambio informativo possa avvenire senza la necessità di ridefinirne continuamente la semantica di base; - condivisione della conoscenza esplicita: questo è sicuramente il livello di analisi più delicato; non si tratterà del processo attraverso cui la conoscenza da implicita diventa esplicita, ma solo degli strumenti attraverso i quali quest ultima viene condivisa. Circa tale prima dimensione va detto che non sempre è possibile collocare con precisione gli oggetti dell indagine a causa delle ampie possibilità di utilizzo a cui essi si prestano. Va inoltre precisato che dati, informazioni e conoscenza sono uniti da rapporti gerarchici: la condivisione della conoscenza presuppone un intenso scambio informativo il quale, a sua volta, implica che vi sia un trasferimento di dati. 157

38 La figura 4.16 mostra tale rapporto gerarchico. Figura 4.16: il rapporto gerarchico tra dati, informazioni e conoscenza Conoscenza Informazioni Dati Seconda caratteristica: suddivisione circa i modi d interazione (A) I seguenti tipi d interazione si rifanno all approccio tipicamente usato nello sviluppo delle Enterprise Application Integration, soluzioni particolari in grado di garantire la compatibilità tra sistemi informatici differenti [Olsen, 2000]. Vengono identificati quattro modelli: - web/client acess: le imprese interagiscono attraverso l utilizzo di server web, accedendo cioè a pagine html (figura 4.17); - data exchange: l informazione viene estratta da un applicazione e trasformata in un formato neutrale che viene poi inviato al partner (figura 4.18); - direct application integration: in questo caso, mediante l utilizzo di soluzioni middleware, le applicazioni non necessitano di sistemi di traduzione per essere compatibili le une con le altre (figura 4.19); 158

39 - shared process: rappresenta un estensione del data exchange al fine di includere accordi su set di messaggi indipendenti. Due imprese, ad esempio, possono definire congiuntamente un processo di gestione degli ordini in modo tale che relazione instaurata sia gestita nella massima efficienza possibile. Figura 4.17: web/client access Fonte: Olsen (2000) 159

40 Figura 4.18: data exchange Fonte: Yee (2000) Figura 4.19: direct application integration Fonte: Yee (2000) 160

41 Figura 4.20: shared process Fonte: Yee (2000) 161

Groupware e workflow

Groupware e workflow Groupware e workflow Cesare Iacobelli Introduzione Groupware e workflow sono due parole molto usate ultimamente, che, a torto o a ragione, vengono quasi sempre associate. Si moltiplicano i convegni e le

Dettagli

Marketing e web. Fac Economia - mktg Internazionale. Unicità della tecnologia digitale è dovuto principalmente a:

Marketing e web. Fac Economia - mktg Internazionale. Unicità della tecnologia digitale è dovuto principalmente a: Marketing e web Fac Economia - mktg Internazionale 1 1 Unicità della tecnologia digitale è dovuto principalmente a: 2 2 3 3 Legge di Moore Ogni 18 mesi i transistor inseriti in un chip raddoppiano = La

Dettagli

Indice. pagina 2 di 8

Indice. pagina 2 di 8 LEZIONE SOURCING, PROCUREMENT E METODOLOGIE PER L'OTTIMIZZAZIONE DELLA CATENA DEL VALORE DOTT.SSA ROSAMARIA D AMORE Indice 1 Catena del valore e creazione del valore --------------------------------------------------------------

Dettagli

Lezione 1 Impresa e scelte strategiche

Lezione 1 Impresa e scelte strategiche Lezione 1 Impresa e scelte strategiche Economia e Organizzazione Aziendale Modulo 3 - La strategia aziendale Unità didattica 1 - Strategia: contenuti, oggetti, finalità Antonio Dallara Caratteristiche

Dettagli

LE CINQUE STRATEGIE COMPETITIVE DI BASE

LE CINQUE STRATEGIE COMPETITIVE DI BASE Corso di Strategie d impresa A.A. 2009/2010 Prof. Tonino Pencarelli - Dott. Simone Splendiani LE CINQUE STRATEGIE COMPETITIVE DI BASE A cura di: Fausto Chironi, Andrea Panichi Cap. 5, Thompson A., Strickland

Dettagli

Figura 1 - Home page del sito www.tecnofer85.it. Politecnico Innovazione 1

Figura 1 - Home page del sito www.tecnofer85.it. Politecnico Innovazione 1 TECNOFER 85 S.R.L. 1. PROFILO DELLA SOCIETÀ Tecnofer 85 è un azienda commerciale che tratta prodotti di ferramenta, nasce nel 1985 come fornitore di aziende artigiane per iniziativa dell attuale titolare

Dettagli

CRESCITA DELLA DISTRIBUZIONE COMMERCIALE E NASCITA DI NUOVE TIPOLOGIE DI MARKETING

CRESCITA DELLA DISTRIBUZIONE COMMERCIALE E NASCITA DI NUOVE TIPOLOGIE DI MARKETING CRESCITA DELLA DISTRIBUZIONE COMMERCIALE E NASCITA DI NUOVE TIPOLOGIE DI MARKETING Dalla fine degli anni 70 la distribuzione commerciale italiana è stata protagonista di un imponente processo di cambiamento

Dettagli

KNOWLEDGE MANAGEMENT. Knowledge Management. Knowledge: : cos è. Dispense del corso di Gestione della Conoscenza d Impresa

KNOWLEDGE MANAGEMENT. Knowledge Management. Knowledge: : cos è. Dispense del corso di Gestione della Conoscenza d Impresa KNOWLEDGE MANAGEMENT Pasquale Lops Giovanni Semeraro Dispense del corso di Gestione della Conoscenza d Impresa 1/23 Knowledge Management La complessità crescente della società, l esubero di informazioni

Dettagli

Marketing- Unità Didattica 4 L analisi delle forze conìcorrenziali

Marketing- Unità Didattica 4 L analisi delle forze conìcorrenziali ANALISI DELLE FORZE CONCORRENZIALI Un impresa detiene un vantaggio competitivo sui concorrenti quando ha una redditività più elevata (o, a seconda dei casi, quando può conseguire una maggiore quota di

Dettagli

CONCLUSIONI. Nel presente lavoro si è concentrata l attenzione sul knowledge broker che opera. it Consult 2005. Conclusioni

CONCLUSIONI. Nel presente lavoro si è concentrata l attenzione sul knowledge broker che opera. it Consult 2005. Conclusioni CONCLUSIONI Nel presente lavoro si è concentrata l attenzione sul knowledge broker che opera all interno di un network. Si è svolta un attenta analisi della letteratura sui network, sulle conoscenze, sulla

Dettagli

L azienda di fronte all e-business

L azienda di fronte all e-business L azienda di fronte all e-business Opportunità per le imprese Il cambiamento portato dalla Rete produce opportunità e benefici: ma l ottenimento dei risultati positivi è frutto di una revisione degli stili

Dettagli

BIBLIOGRAFIA. A. Mandelli, Internet Marketing, Mc Graw-Hill, 1998. P. Seybold, R. Marshak, Customers.com, Business International, 1998

BIBLIOGRAFIA. A. Mandelli, Internet Marketing, Mc Graw-Hill, 1998. P. Seybold, R. Marshak, Customers.com, Business International, 1998 BIBLIOGRAFIA A. Mandelli, Internet Marketing, Mc Graw-Hill, 1998 P. Seybold, R. Marshak, Customers.com, Business International, 1998 D. Peppers, M. Rogers, B. Dorf, Marketing One To One, Il Sole 24 Ore,

Dettagli

Universal Description, Discovery and Integration (UDDI) 1

Universal Description, Discovery and Integration (UDDI) 1 Universal Description, Discovery and Integration (UDDI) 1 Il progetto UDDI è un ambiziosa proposta finalizzata all integrazione businessto-business, che ha in Microsoft Corp, IBM e Ariba Inc, i suoi principali

Dettagli

END-TO-END SERVICE QUALITY. LA CULTURA DELLA QUALITÀ DAL CONTROLLO DELLE RISORSE ALLA SODDISFAZIONE DEL CLIENTE

END-TO-END SERVICE QUALITY. LA CULTURA DELLA QUALITÀ DAL CONTROLLO DELLE RISORSE ALLA SODDISFAZIONE DEL CLIENTE END-TO-END SERVICE QUALITY. LA CULTURA DELLA QUALITÀ DAL CONTROLLO DELLE RISORSE ALLA SODDISFAZIONE In un mercato delle Telecomunicazioni sempre più orientato alla riduzione delle tariffe e dei costi di

Dettagli

Introduzione. Capitolo 1

Introduzione. Capitolo 1 Capitolo 1 Introduzione Che cos è un azienda lean? Sono molte, al giorno d oggi, le imprese che stanno trasformandosi in azienda lean, convertendo i loro sistemi di produzione di massa ormai obsoleti in

Dettagli

Le attività generatrici di valore nelle e-company: dalla catena alla rete del valore nelle relazioni intersistemiche

Le attività generatrici di valore nelle e-company: dalla catena alla rete del valore nelle relazioni intersistemiche Le attività generatrici di valore nelle e-company: dalla catena alla rete del valore nelle relazioni intersistemiche 1. La e-company: definizione e caratteristiche 2. Le tre direttrici di sviluppo del

Dettagli

Capitolo 7 TECNOLOGIE PER LA PRODUZIONE MANIFATTURIERA E PER I SERVIZI

Capitolo 7 TECNOLOGIE PER LA PRODUZIONE MANIFATTURIERA E PER I SERVIZI Capitolo 7 TECNOLOGIE PER LA PRODUZIONE MANIFATTURIERA E PER I SERVIZI Per TECNOLOGIA si intendono i processi, le tecniche, i macchinari e le azioni utilizzati per trasformare gli input organizzativi (materiali,

Dettagli

ISO 9001: 2000 E L APPROCCIO PER PROCESSI (Giorgio Facchetti)

ISO 9001: 2000 E L APPROCCIO PER PROCESSI (Giorgio Facchetti) ISO 9001: 2000 E L APPROCCIO PER PROCESSI (Giorgio Facchetti) Tra le novità della UNI EN ISO 9001: 2000 il più aggiornato standard di riferimento per la certificazione della qualità non sono tanto il monitoraggio

Dettagli

,17(59(172 'U*LXVHSSH=$'5$ 'LUHWWRUH*HQHUDOH $VVRFLD]LRQH%DQFDULD,WDOLDQD

,17(59(172 'U*LXVHSSH=$'5$ 'LUHWWRUH*HQHUDOH $VVRFLD]LRQH%DQFDULD,WDOLDQD ,17(59(172 'U*LXVHSSH=$'5$ 'LUHWWRUH*HQHUDOH $VVRFLD]LRQH%DQFDULD,WDOLDQD La capacità di crescere e creare valore per le banche nell ambito della new economy passa attraverso una serie di scelte strategiche

Dettagli

Estratto dell'agenda dell'innovazione e del Trade Padova 2011. Speciale: I casi. Introduzione dell'area tematica IL CASO ARTELECTRA

Estratto dell'agenda dell'innovazione e del Trade Padova 2011. Speciale: I casi. Introduzione dell'area tematica IL CASO ARTELECTRA Estratto dell'agenda dell'innovazione e del Trade Padova 2011 Speciale: I casi Introduzione dell'area tematica IL CASO ARTELECTRA Innovare e competere con le ICT: casi di successo - PARTE II Cap.2 Gestire

Dettagli

Figura 1 - Alcuni esempi di macchine distribuite da Selettra. Politecnico Innovazione 1

Figura 1 - Alcuni esempi di macchine distribuite da Selettra. Politecnico Innovazione 1 SELETTRA S.R.L. 1. PROFILO DELLA SOCIETÀ Selettra distribuisce macchine ad alto contenuto tecnologico per la produzione di circuiti stampati; le macchine sono prodotte in USA, Giappone, Francia, Germania,

Dettagli

I mass-media. di Roberto Cirone

I mass-media. di Roberto Cirone I mass-media di Roberto Cirone I mass-media, conseguenza dello sviluppo tecnologico, condizionano ormai tanta parte del nostro vivere quotidiano. Analizziamo gli effetti socialmente positivi e quelli negativi.

Dettagli

Capacità dell impresa di ottenere (o ha la possibilità di conseguirla) nel medio-lungo periodo una redditività superiore a quella dei suoi

Capacità dell impresa di ottenere (o ha la possibilità di conseguirla) nel medio-lungo periodo una redditività superiore a quella dei suoi Capacità dell impresa di ottenere (o ha la possibilità di conseguirla) nel medio-lungo periodo una redditività superiore a quella dei suoi concorrenti. IL VANTAGGIO COMPETITIVO NASCE DA FONTI ESTERNE E/O

Dettagli

L analisi dell integrazione verticale

L analisi dell integrazione verticale UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI URBINO CARLO BO L analisi dell integrazione verticale ( CAP 13 GRANT ) A cura di: Luca Fraternali Indice Definizione di integrazione verticale Fattori da considerare per effettuare

Dettagli

DIGITAL ASSET MANAGEMENT DAI SILOS AL CLOUD COMPUTING UN PERCORSO CHE MIGLIORA L ESPERIENZA DEI CLIENTI. Luca Leonardini

DIGITAL ASSET MANAGEMENT DAI SILOS AL CLOUD COMPUTING UN PERCORSO CHE MIGLIORA L ESPERIENZA DEI CLIENTI. Luca Leonardini DIGITAL ASSET MANAGEMENT DAI SILOS AL CLOUD COMPUTING UN PERCORSO CHE MIGLIORA L ESPERIENZA DEI CLIENTI Luca Leonardini Digital Asset Management: dai silos al Cloud Computing, un percorso che migliora

Dettagli

La funzione dell imprenditore è proprio quella di controllare e di guidare questa costante evoluzione, queste continue influenze sulla vita

La funzione dell imprenditore è proprio quella di controllare e di guidare questa costante evoluzione, queste continue influenze sulla vita PREMESSA L evoluzione dell Industria italiana nel secondo dopoguerra può essere suddivisa in tre fasi distinte: la prima si colloca nel periodo compreso tra gli anni cinquanta e gli anni sessanta, la seconda

Dettagli

CUSTOMERIZATION: THE NEXT REVOLUTION IN MASS CUSTOMIZATION

CUSTOMERIZATION: THE NEXT REVOLUTION IN MASS CUSTOMIZATION I. INTRODUZIONE Un nuovo tipo di mass customization sta ridefinendo le strategie di business e di marketing. Molte aziende offrono prodotti altamente personalizzati in una vasta gamma di categorie. Queste

Dettagli

Capitolo 5 RELAZIONI INTERORGANIZZATIVE

Capitolo 5 RELAZIONI INTERORGANIZZATIVE Capitolo 5 RELAZIONI INTERORGANIZZATIVE Il successo delle aziende, oggi, dipende dalla collaborazione e dalle partnership con altre organizzazioni. Emergono sempre di più le reti di organizzazioni. Oggi

Dettagli

La classificazione delle reti

La classificazione delle reti La classificazione delle reti Introduzione Con il termine rete si intende un sistema che permette la condivisione di informazioni e risorse (sia hardware che software) tra diversi calcolatori. Il sistema

Dettagli

Reti e sistemi informativi II Il ruolo delle IT nell organizzazione

Reti e sistemi informativi II Il ruolo delle IT nell organizzazione Reti e sistemi informativi II Il ruolo delle IT nell organizzazione Prof. Andrea Borghesan & Dr.ssa Francesca Colgato venus.unive.it/borg borg@unive.it Ricevimento: mercoledì dalle 10.00 alle 11.00 Modalità

Dettagli

Collaborative Planning, Forecasting and Replenishment (CPFR) 1

Collaborative Planning, Forecasting and Replenishment (CPFR) 1 Collaborative Planning, Forecasting and Replenishment (CPFR) 1 Il Collaborative Planning, Forecasting and Replenishment (CPFR) è uno approccio di gestione a disposizione delle imprese che ha lo scopo di

Dettagli

Gestione della conoscenza

Gestione della conoscenza Gestione della conoscenza Prof.ssa Enrica Gentile a.a. 2011-2012 Automazione del lavoro d ufficio Chiunque può avvalersi di un computer allo scopo di snellire ed ottimizzare il proprio lavoro Voler fare

Dettagli

Strategie di web-marketing

Strategie di web-marketing Strategie di web-marketing Prima di iniziare il web-marketing Prima di iniziare una strategia di web-marketing, è necessario comprendere se questo possa essere veramente utile alla propria azienda: Cosa

Dettagli

CASO DI STUDIO IWBAnk LA FAmOSA BAnCA OnLIne InCremenTA LA SICUrezzA per GArAnTIre migliori ServIzI AL CLIenTe

CASO DI STUDIO IWBAnk LA FAmOSA BAnCA OnLIne InCremenTA LA SICUrezzA per GArAnTIre migliori ServIzI AL CLIenTe IWBank La Famosa Banca Online Incrementa la Sicurezza per Garantire Migliori Servizi al Cliente Efficienza e Sicurezza: Vantaggi Competitivi per la Banca Online. Grazie al marchio VeriSign e alle sue tecnologie,

Dettagli

Come cambia la distribuzione in rete

Come cambia la distribuzione in rete E-COMMERCE Come cambia la distribuzione in rete Ruolo degli intermediari commerciali: trasferire prodotti e servizi secondo le modalità preferite dal cliente e al prezzo per lui accessibili CRITICITA DELLA

Dettagli

Video Comunicazione su Rete Internet

Video Comunicazione su Rete Internet Video Comunicazione su Rete Internet 1 Introduzione alla comunicazione video su rete Internet. La rapida evoluzione dell Information Technology negli ultimi anni ha contribuito in maniera preponderante

Dettagli

IL CRM NELL ERA DEL CLIENTE. modi in cui un CRM moderno può aiutarti a deliziare i tuoi clienti e contribuire alla tua crescita.

IL CRM NELL ERA DEL CLIENTE. modi in cui un CRM moderno può aiutarti a deliziare i tuoi clienti e contribuire alla tua crescita. IL CRM NELL ERA DEL CLIENTE modi in cui un CRM moderno può aiutarti a deliziare i tuoi clienti e contribuire alla tua crescita ebook 1 SOMMARIO Introduzione Allineare meglio le vendite e il marketing Creare

Dettagli

L attività tipica è la vendita attraverso negozi on-line (amazon, cdnow) e-mall o cybermall aste elettroniche (ebay) (B2C) (B2B)

L attività tipica è la vendita attraverso negozi on-line (amazon, cdnow) e-mall o cybermall aste elettroniche (ebay) (B2C) (B2B) Conoscere l e-commerce Fare e-commerce significa condurre affari su Internet Fra le attività principali vendita di prodotti e servizi marketing on-line collaborazione con aziende esterne gestione della

Dettagli

Novell ZENworks Configuration Management in ambiente Microsoft * Windows *

Novell ZENworks Configuration Management in ambiente Microsoft * Windows * Guida GESTIONE SISTEMI www.novell.com Novell ZENworks Configuration Management in ambiente Microsoft * Windows * Novell ZENworks Configuration Management in ambiente Microsoft Windows Indice: 2..... Benvenuti

Dettagli

The new outsourcing wave: multisourcing

The new outsourcing wave: multisourcing EVOLUZIONE DEI MODELLI DI OUTSOURCING La pratica dell outsourcing, cioè del trasferire all esterno dell azienda singole attività, processi o infrastrutture è in voga da tempo, e negli anni ha dimostrato

Dettagli

SISTEMI INFORMATIVI AZIENDALI

SISTEMI INFORMATIVI AZIENDALI SISTEMI INFORMATIVI AZIENDALI Prof. Andrea Borghesan venus.unive.it/borg borg@unive.it Ricevimento: Alla fine di ogni lezione Modalità esame: scritto 1 Sistema informativo. Prima definizione Un sistema

Dettagli

Per quanto riguarda l attenzione alla qualità del prodotto è stato necessario far capire alle persone quale fosse l enorme costo della non qualità.

Per quanto riguarda l attenzione alla qualità del prodotto è stato necessario far capire alle persone quale fosse l enorme costo della non qualità. Anzitutto volevo ringraziare per l opportunità che mi è stata data di presentare qui oggi la mia azienda. Noi imprenditori di solito siamo orgogliosi delle nostre creature, e quindi siamo contenti quando

Dettagli

I SISTEMI INFORMATIVI INTERORGANIZZATIVI (ios) (appunti integrativi)

I SISTEMI INFORMATIVI INTERORGANIZZATIVI (ios) (appunti integrativi) 1. DEFINIZIONE I SISTEMI INFORMATIVI INTERORGANIZZATIVI (ios) (appunti integrativi) Gli IOS sono sistemi che supportano tramite le ICT, e in alcuni casi rendono automatici, i flussi di messaggi, dati,

Dettagli

Sistemi Informativi e WWW

Sistemi Informativi e WWW Premesse Sistemi Informativi e WWW WWW: introduce un nuovo paradigma di diffusione (per i fornitori) e acquisizione (per gli utilizzatori) delle informazioni, con facilità d uso, flessibilità ed economicità

Dettagli

Figura 1 - Evoluzione del fatturato (dati in mln ) Politecnico Innovazione 1 4,5 4 3,5 3 2,5 2 1,5 1 0,5. 2000 2001 2002 2003 (prev)

Figura 1 - Evoluzione del fatturato (dati in mln ) Politecnico Innovazione 1 4,5 4 3,5 3 2,5 2 1,5 1 0,5. 2000 2001 2002 2003 (prev) FANTONI ADRIANO S.A.S. 1. PROFILO DELLA SOCIETÀ L azienda è stata fondata nel 1962 da Fantoni Adriano a San Giorgio su Legnano (MI), mettendo a frutto l esperienza maturata negli anni nel campo delle fusioni

Dettagli

Il Gruppo Esea Strumentazione di processo

Il Gruppo Esea Strumentazione di processo Il Gruppo Esea Strumentazione di processo Apparecchiature da campo e di analisi per l automazione di processo dalla A alla Z, tutto da un unico partner. Misura ciò che è misurabile, e rendi misurabile

Dettagli

Corso di Informatica per la Gestione Aziendale

Corso di Informatica per la Gestione Aziendale Corso di Informatica per la Gestione Aziendale Anno Accademico: 2008/2009 DOCENTI: Prof.ssa Cecilia Rossignoli Dott. Gianluca Geremia Università degli Studi di Verona Dipartimento di Economia Aziendale

Dettagli

Politecnico Innovazione 1

Politecnico Innovazione 1 IPM S.R.L. 1. PROFILO DELLA SOCIETÀ IPM opera nel settore dei sistemi di filtrazione per usi industriali in particolare per il settore farmaceutico, alimentare, elettronico e chimico. L azienda è nata

Dettagli

Sistemi Informativi Aziendali I

Sistemi Informativi Aziendali I Modulo 4 Sistemi Informativi Aziendali I 1 Corso Sistemi Informativi Aziendali I - Modulo 4 Modulo 4 Il Sistema Informativo per la gestione della catena di fornitura: Supply Chain Management; Extended

Dettagli

PREMESSA. B2B vs B2C PERCHÉ B QUADRO?

PREMESSA. B2B vs B2C PERCHÉ B QUADRO? PREMESSA PERCHÉ B QUADRO? Se per alcuni aspetti c è una convergenza delle soluzioni di e-commerce B2B e B2C - come ad esempio l esperienza di utilizzo e la fruizione da dispositivi mobile - le finalità

Dettagli

PIANIFICAZIONE E REALIZZAZIONE DI UN SISTEMA INFORMATIVO 147 6/001.0

PIANIFICAZIONE E REALIZZAZIONE DI UN SISTEMA INFORMATIVO 147 6/001.0 PIANIFICAZIONE E REALIZZAZIONE DI UN SISTEMA INFORMATIVO 147 6/001.0 PIANIFICAZIONE E REALIZZAZIONE DI UN SISTEMA INFORMATIVO ELEMENTI FONDAMENTALI PER LO SVILUPPO DI SISTEMI INFORMATIVI ELABORAZIONE DI

Dettagli

ERP Commercio e Servizi

ERP Commercio e Servizi ERP Commercio e Servizi Sistema informativo: una scelta strategica In questi ultimi anni hanno avuto grande affermazione nel mercato mondiale i cosiddetti sistemi software ERP. Tali sistemi sono in grado

Dettagli

Il nuovo codice della PA digitale

Il nuovo codice della PA digitale Il nuovo codice della PA digitale 1. Cosa è e a cosa serve Le pubbliche amministrazioni sono molto cambiate in questi ultimi anni: secondo i sondaggi i cittadini stessi le vedono mediamente più veloci

Dettagli

Appl. di emissione PKCS#11. API (Metacomandi) Resource Manager Windows. Drivers PC/SC dei lettori

Appl. di emissione PKCS#11. API (Metacomandi) Resource Manager Windows. Drivers PC/SC dei lettori Roma, 30 gennaio 2003 La realtà della carta di identità elettronica (nel seguito CIE) e della carta nazionale dei servizi (nel seguito CNS) rende ineluttabile l individuazione di servizi da erogare in

Dettagli

METODO_ SOLUZIONI_ DIALOGO_ MANAGEMENT_ COMPETENZE_ ASSISTENZA_ SERVIZI_ MISSION_ TECNOLOGIE_

METODO_ SOLUZIONI_ DIALOGO_ MANAGEMENT_ COMPETENZE_ ASSISTENZA_ SERVIZI_ MISSION_ TECNOLOGIE_ DIALOGO_ METODO_ SOLUZIONI_ COMPETENZE_ MISSION_ TECNOLOGIE_ ASSISTENZA_ MANAGEMENT_ SERVIZI_ GEWIN La combinazione di professionalità e know how tecnologico per la gestione aziendale_ L efficienza per

Dettagli

Reti di INDUSTRIA 4.0

Reti di INDUSTRIA 4.0 DALLA DIGITALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ALLA DIGITALIZZAZIONE DELLA SUPPLY CHAIN LA COMPETITIVITÀ DELLA SUPPLY CHAIN Bologna, 27 novembre 2015 Questa presentazione Imprese e competizione globale Supply Chain,

Dettagli

POSSONO ESISTERE COMUNITA DI PRATICA VIRTUALI?

POSSONO ESISTERE COMUNITA DI PRATICA VIRTUALI? CAPITOLO 5 POSSONO ESISTERE COMUNITA DI PRATICA VIRTUALI? Dopo aver delineato sia le comunità di pratica che le comunità virtuali, dato per assodato che nelle prime si realizza un reale apprendimento e

Dettagli

NOTE E.R.P. (ENTERPRISE RESOURCE PLANNING) LA PIANIFICAZIONE DELLE ATTIVITÀ AZIENDALI STRATEGIA E FUNZIONALITÀ

NOTE E.R.P. (ENTERPRISE RESOURCE PLANNING) LA PIANIFICAZIONE DELLE ATTIVITÀ AZIENDALI STRATEGIA E FUNZIONALITÀ LA PIANIFICAZIONE DELLE ATTIVITÀ AZIENDALI E.R.P. (ENTERPRISE RESOURCE PLANNING) STRATEGIA E FUNZIONALITÀ L INTEGRAZIONE DELLE ATTIVITÀ LA COMUNICAZIONE TRA LE UNITA AZIENDALI I PROCESSI DECISIONALI RILEVANZA

Dettagli

1 IL SISTEMA DI AUTOMAZIONE E TELECONTROLLO

1 IL SISTEMA DI AUTOMAZIONE E TELECONTROLLO 1 IL SISTEMA DI AUTOMAZIONE E TELECONTROLLO Quello che generalmente viene chiamato sistema di automazione d edificio si compone di diverse parti molto eterogenee tra loro che concorrono, su diversi livelli

Dettagli

Capitolo 2 STRATEGIA, PROGETTAZIONE ORGANIZZATIVA ED EFFICACIA

Capitolo 2 STRATEGIA, PROGETTAZIONE ORGANIZZATIVA ED EFFICACIA Capitolo 2 STRATEGIA, PROGETTAZIONE ORGANIZZATIVA ED EFFICACIA Il ruolo della direzione strategica nella progettazione organizzativa Un organizzazione viene creata per raggiungere un determinato scopo.

Dettagli

CLOUD COMPUTING. Che cos è il Cloud

CLOUD COMPUTING. Che cos è il Cloud CLOUD COMPUTING Che cos è il Cloud Durante la rivoluzione industriale, le imprese che si affacciavano per la prima volta alla produzione dovevano costruirsi in casa l energia che, generata da grandi macchine

Dettagli

ALLEGATO B ALLA DELIBERA N. 4/06/CONS. a. ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE

ALLEGATO B ALLA DELIBERA N. 4/06/CONS. a. ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE ALLEGATO B ALLA DELIBERA N. 4/06/CONS a. ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE b. ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE L analisi dell impatto regolamentare richiede di valutare: 1. l ambito di

Dettagli

NUMERO 1O l esperienza migliora il business

NUMERO 1O l esperienza migliora il business NUMERO 1O l esperienza migliora il business Dal 1986 al vostro fianco NUMERO 1O, a più di vent anni dalla sua nascita, rappresenta il polo di riferimento nell esperienza informatica legata al business.

Dettagli

> LA TECNOLOGIA Per noi è una professione. Per voi sarà un gioco.

> LA TECNOLOGIA Per noi è una professione. Per voi sarà un gioco. > LA TECNOLOGIA Per noi è una professione. Per voi sarà un gioco. Perché investire in innovazione 2 Perché scegliere MediaNET 4 A chi si rivolge MediaNET 6 I numeri 7 Soluzioni e servizi 8 L identità MediaNET

Dettagli

Store.Valtellina.it. Descrizione iniziativa

Store.Valtellina.it. Descrizione iniziativa Store.Valtellina.it Descrizione iniziativa Sondrio, 28 Maggio 2010 1 STORE.VALTELLINA.IT - INFORMATIVA ALLE IMPRESE 1.1 Introduzione Store.Valtellina.it nasce per promuovere i prodotti di eccellenza del

Dettagli

Estratto dell'agenda dell'innovazione e del Trade Bologna 2011. Speciale: I casi. Introduzione dell'area tematica IL CASO PRIMA INDUSTRIES

Estratto dell'agenda dell'innovazione e del Trade Bologna 2011. Speciale: I casi. Introduzione dell'area tematica IL CASO PRIMA INDUSTRIES Estratto dell'agenda dell'innovazione e del Trade Bologna 2011 Speciale: I casi Introduzione dell'area tematica IL CASO PRIMA INDUSTRIES Innovare e competere con le ICT: casi di successo - PARTE I Cap.8

Dettagli

Capitolo 12. La strategia di espansione globale. Caso di apertura

Capitolo 12. La strategia di espansione globale. Caso di apertura EDITORE ULRICO HOEPLI MILANO Capitolo 12 La strategia di espansione globale Caso di apertura 12-3 La Wal-Mart si è rivolta verso altri paesi per tre ragioni - Le opportunità di crescita interna stavano

Dettagli

Corporate Social Responsibility & Retailing Una ricerca di SymphonyIRI Group e SDA Bocconi

Corporate Social Responsibility & Retailing Una ricerca di SymphonyIRI Group e SDA Bocconi 1 Introduzione Nel contesto attuale tutte le organizzazioni, nello svolgimento della propria attività, dovrebbero tener conto delle esigenze espresse dai differenti interlocutori sociali (stakeholder)

Dettagli

Reti di calcolatori. Condivisione di risorse e comunicazione con gli altri utenti

Reti di calcolatori. Condivisione di risorse e comunicazione con gli altri utenti Reti di calcolatori Condivisione di risorse e comunicazione con gli altri utenti Reti di calcolatori Anni 70: calcolatori di grandi dimensioni, modello time-sharing, centri di calcolo Anni 80: reti di

Dettagli

Tecnica Bancaria (Cagliari - 2015)

Tecnica Bancaria (Cagliari - 2015) Tecnica Bancaria (Cagliari - 2015) prof. Mauro Aliano mauro.aliano@unica.it mauro.aliano@unica.it 1 La gestione della raccolta In termini generali l espressione politica della raccolta è sinonimo dell

Dettagli

il modello Nokana e Takeuchi

il modello Nokana e Takeuchi www.librishop.it il modello Nokana e Takeuchi Considerazioni sul processo di creazione e condivisione della conoscenza indice il processo di creazione e condivisione il modello di creazione e condivisione

Dettagli

Introduzione ai processi aziendali

Introduzione ai processi aziendali Introduzione ai processi aziendali Introduzione Negli ultimi tempi si è cercato di vedere l'azienda anche come insieme di processi oltre che come insieme di funzioni, si è cercato di vedere ad esempio

Dettagli

Appunti sulle ricerche per l analisi delle performance di mercato del prodotto e della marca

Appunti sulle ricerche per l analisi delle performance di mercato del prodotto e della marca Appunti sulle ricerche per l analisi delle performance di mercato del prodotto e della marca La valutazione delle performance competitive di un prodotto rappresenta una fase centrale del processo di decision

Dettagli

GESTIONE MAGAZZINO E SCORTE

GESTIONE MAGAZZINO E SCORTE GESTIONE MAGAZZINO E SCORTE Nozioni di base In questo modulo: La logistica aziendale Il magazzino Le scorte di magazzino La logistica integrata e la supply chain 2 1 La logistica aziendale Qualsiasi impresa

Dettagli

Guida pratica alle applicazioni Smart Process

Guida pratica alle applicazioni Smart Process Guida pratica alle applicazioni Smart Process Aprile 2014 Kemsley Design Limited www.kemsleydesign.com www.column2.com Panoramica La qualità delle interazioni con clienti e partner è vitale per il successo

Dettagli

10 argomenti a favore dell over IP

10 argomenti a favore dell over IP Quello che i fornitori di telecamere analogiche non dicono 10 argomenti a favore dell over IP Le telecamere di rete non sono certo una novità, infatti il primo modello è stato lanciato nel 1996. Nei primi

Dettagli

SVILUPPO LOCALE E RETI DI CONOSCENZA ED INNOVAZIONE

SVILUPPO LOCALE E RETI DI CONOSCENZA ED INNOVAZIONE SVILUPPO LOCALE E RETI DI CONOSCENZA ED INNOVAZIONE Riccardo Cappellin OS.E.L.R. - Osservatorio sulle Economie Locali e Regionali Dipartimento di Economia e Istituzioni Università di Roma "Tor Vergata"

Dettagli

Gestione delle relazioni con il Cliente

Gestione delle relazioni con il Cliente Customer Relationship Management Cos è il Customer Relationship Management? Proviamo a tradurlo in italiano, sarà più facile da capire Gestione lle relazioni con il Cliente Ma perché è diventato così importante

Dettagli

IL CODICE DELL AMMINISTRAZIONE DIGITALE

IL CODICE DELL AMMINISTRAZIONE DIGITALE IL CODICE DELL AMMINISTRAZIONE DIGITALE SCHEDA Il Codice è il risultato di oltre due anni di lavoro, di continue interazioni con tutti i livelli istituzionali, con le Regioni e le Autonomie Locali. È stato

Dettagli

Pianificazione. e controllo. Gestire i ricavi per incrementare la redditività aziendale

Pianificazione. e controllo. Gestire i ricavi per incrementare la redditività aziendale Gestire i ricavi per incrementare la redditività aziendale di Massimo Lazzari (*) Molti settori industriali si trovano oggi a dover operare in contesti estremamente competitivi, caratterizzati, da un lato,

Dettagli

CICLADI. Gestione delle dosature e della produzione. per il settore della gomma e delle mescole

CICLADI. Gestione delle dosature e della produzione. per il settore della gomma e delle mescole Come disporre di un sistema gestionale costantemente aggiornato con le informazioni provenienti dal processo produttivo? La risposta è in un sistema MES CICLADI Gestione delle dosature e della produzione

Dettagli

Lezione 1. Introduzione e Modellazione Concettuale

Lezione 1. Introduzione e Modellazione Concettuale Lezione 1 Introduzione e Modellazione Concettuale 1 Tipi di Database ed Applicazioni Database Numerici e Testuali Database Multimediali Geographic Information Systems (GIS) Data Warehouses Real-time and

Dettagli

Una storia di successo: Alpitel

Una storia di successo: Alpitel Una storia di successo: Alpitel La suite applicativa People Talent conquista l'azienda italiana, leader nello sviluppo e nella realizzazione di reti ed impianti per le telecomunicazioni. L esigenza La

Dettagli

Laboratorio di Informatica. Alfonso Miola. Reti di calcolatori. Dispensa C-01 Settembre 2005. Laboratorio di Informatica. C-01- Reti di Calcolatori

Laboratorio di Informatica. Alfonso Miola. Reti di calcolatori. Dispensa C-01 Settembre 2005. Laboratorio di Informatica. C-01- Reti di Calcolatori Alfonso Miola Reti di calcolatori Dispensa C-01 Settembre 2005 1 Nota bene Il presente materiale didattico è derivato dalla dispensa prodotta da Luca Cabibbo Dip. Informatica e Automazione Università degli

Dettagli

ICT: le leve nella creazione del valore

ICT: le leve nella creazione del valore ICT: le leve nella creazione del valore di Alessio Piccioni Consulente Mondaini Partners Srl Le soluzioni ICT rappresentano un investimento sempre più di rilevanza strategica, che incide profondamente

Dettagli

Le sfide future per il Facility Management: l open facility management come nuova soluzione

Le sfide future per il Facility Management: l open facility management come nuova soluzione CHE COS È IL FACILITY MANAGEMENT Il Facility Management è una disciplina in continua evoluzione ed infatti in un contesto altamente dinamico, tipico della società odierna, si trova a dover interpretare

Dettagli

LINEE GUIDA PER L APPLICAZIONE DELLA NORMA UNI EN ISO 9001:2008 IN ORGANIZZAZIONI CHE EROGANO SERVIZI E OPERANO PER PROGETTI, PRATICHE O COMMESSE

LINEE GUIDA PER L APPLICAZIONE DELLA NORMA UNI EN ISO 9001:2008 IN ORGANIZZAZIONI CHE EROGANO SERVIZI E OPERANO PER PROGETTI, PRATICHE O COMMESSE LINEE GUIDA PER L APPLICAZIONE DELLA NORMA UNI EN ISO 9001:2008 IN ORGANIZZAZIONI CHE EROGANO SERVIZI E OPERANO PER PROGETTI, PRATICHE O COMMESSE ottobre 2010 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE Scopo delle

Dettagli

Lezione 3. La macro struttura organizzativa: la struttura funzionale e le sue modifiche; la struttura divisionale; la struttura a matrice.

Lezione 3. La macro struttura organizzativa: la struttura funzionale e le sue modifiche; la struttura divisionale; la struttura a matrice. Lezione 3 La macro struttura organizzativa: la struttura funzionale e le sue modifiche; la struttura divisionale; la struttura a matrice. 1 LA STRUTTURA FUNZIONALE ALTA DIREZIONE Organizzazione Sistemi

Dettagli

MANTENERE LE RELAZIONI CON I CLIENTI FINALI

MANTENERE LE RELAZIONI CON I CLIENTI FINALI MANTENERE LE RELAZIONI CON I CLIENTI FINALI Il mantenimento delle relazioni con i clienti finali e il processo mediante il quale il fornitore soddisfa nel tempo le esigenze del cliente definite di comune

Dettagli

4. I RICAVI DA SERVIZI DELLE BANCHE ITALIANE

4. I RICAVI DA SERVIZI DELLE BANCHE ITALIANE 48 4. I RICAVI DA SERVIZI DELLE BANCHE ITALIANE Il basso livello dei tassi d interesse che caratterizza ormai da parecchi anni i mercati finanziari in Italia e nel mondo sembra avere determinato una riduzione

Dettagli

GESTIONE DELLA CONOSCENZA ED APPRENDIMENTO COLLETTIVO BRUNO LAMBORGHINI

GESTIONE DELLA CONOSCENZA ED APPRENDIMENTO COLLETTIVO BRUNO LAMBORGHINI VERSIONE PROVVISORIA GESTIONE DELLA CONOSCENZA ED APPRENDIMENTO COLLETTIVO BRUNO LAMBORGHINI ABSTRACT La gestione della conoscenza nelle organizzazioni diviene il fattore sempre più qualificante attraverso

Dettagli

A cura di: Dott. Ing. Elisabetta Visciotti. e.visciotti@gmail.com

A cura di: Dott. Ing. Elisabetta Visciotti. e.visciotti@gmail.com A cura di: Dott. Ing. Elisabetta Visciotti e.visciotti@gmail.com Il termine generico rete (network) definisce un insieme di entità (oggetti, persone, ecc.) interconnesse le une alle altre. Una rete permette

Dettagli

L analisi Competitiva

L analisi Competitiva L analisi Alessandro De Nisco Università del Sannio COSA E L ANALISI COMPETITIVA? Affinchè l impresa possa svolgere con successo la propria attività, è fondamentale che essa svolga un monitoraggio costante

Dettagli

Basi di Dati. Introduzione ai sistemi di basi di dati. K.Donno - Introduzione ai sistemi di basi di dati

Basi di Dati. Introduzione ai sistemi di basi di dati. K.Donno - Introduzione ai sistemi di basi di dati Basi di Dati Introduzione ai sistemi di basi di dati Introduzione ai sistemi di basi di dati Gestione dei Dati Una prospettiva storica File system verso DBSM Vantaggi di un DBMS Modelli dei dati Utenti

Dettagli

Elementi di Informatica

Elementi di Informatica Reti di calcolatori Febbraio 2007 1 Contenuti Accesso al World Wide Web Reti di calcolatori scambio di dati tra calcolatori connessione in rete di calcolatori reti di reti di calcolatori architettura a

Dettagli

Introduzione ai sistemi di basi di dati

Introduzione ai sistemi di basi di dati Basi di Dati Introduzione ai sistemi di basi di dati Alessandro.bardine@gmail.com alessandro.bardine@iet.unipi.it Introduzione ai sistemi di basi di dati Gestione dei Dati Una prospettiva storica File

Dettagli

GESTIONE AZIENDALE/GESTIONE DELL INNOVAZIONE E DEI PROGETTI

GESTIONE AZIENDALE/GESTIONE DELL INNOVAZIONE E DEI PROGETTI GESTIONE AZIENDALE/GESTIONE DELL INNOVAZIONE E DEI PROGETTI a.a. 2009-10 Prof. Corrado lo Storto DIEG, Dipartimento di Ingegneria Economico-gestionale Facoltà di Ingegneria, Università di Napoli Federico

Dettagli

Camp for Company. Business Model Generation La tela

Camp for Company. Business Model Generation La tela Camp for Company Business Model Generation La tela marzo 2013 Mario Farias 1 Business Model Generation Come creare un Business Model 2 Business Model Generation 3 Business Model Generation 4 I segmenti

Dettagli