Scheda 4 «Territorio e Turismo sostenibile» IL TERRITORIO CULTURALE ED ECONOMICO. GREEN JOBS Formazione e Orientamento

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1 Scheda 4 «Territorio e Turismo sostenibile» IL TERRITORIO TERRITORIO CULTURALE ED ECONOMICO GREEN JOBS Formazione e Orientamento

2 L uomo è il principale agente di trasformazione del territorio sia direttamente, attraverso una azione di modificazione fisica (città, strade, bonifiche, ecc.), che indirettamente, fino alla più volte citata accelerazione di fenomeni emissivi che hanno portato al cambiamento climatico. 1,200 milioni di fa anni fa gruppi di ominidi intagliarono nella pietra i primi perfezionati strumenti a carattere bifacciale. 400 mila anni fasidiffuse l uso del fuoco eda 400 mila anni, secondo glistudi genetici, a 200 mila, secondo le vestigia ritrovate, si diffonde la specie chiamata Homo Sapiens. Appaiono così le categorie simboliche, la decorazione, l ornamento, l universo dei segni, la doppia articolazione del linguaggio, l arte delle caverne, la nascita della cultura. Le prime forme di alleanza familiare, il vicinato, la comunità, sono state le strutture sociali su cui si è basato questo continuo cammino verso la connessione e la comunicazione; l arte, la spiritualità e il simbolo ne sono stati icustodi. Con la condivisione culturale la storia si accelera in modo vertiginoso attraverso l agricoltura, le prime città, la rivoluzione scientifica e tecnologica fino alla attuale invasività e espansione globale. In un tempo relativamente rapido si è passati dalla comunicazione effettuata a gruppi di iniziati tramite l arte delle caverne alla nuvola di dati accessibili contemporaneamente a tutta l umanità su internet e dagli attrezzi di pietra alle nano tecnologie. Oggi la crisi globale, che è climatica, ambientale ed economica, e i drammi sociali della povertà, le migrazioni e la distruzione delle diversità culturali e biologiche rendono sempre più evidenti i limiti del modello di sviluppo che crea distruzione di risorse, estremi metereologici e collasso degli ecosistemi. Per capire il processo di trasformazione del territorio ad opera dell uomo, guardiamo al caso dell area meridionale italiana, con forte influenza iniziale greca, dove la campagna venne organizzata in proprietà delimitate da muretti odasiepi. La cultura romana imprime al territorio un nuovo assetto che rimarrà visibile per oltre due millenni: tracciati stradali, ponti, acquedotti, bonifiche e le centuriazioni, sistema con cui i Romani organizzavano il territorio agricolo, caratterizzato da strade, canali e appezzamenti agricoli in reticolo ortogonale. In epoca romana il forte disboscamento delle aree interne fece aumentare in maniera significativa i fenomeni erosivi: i detriti trasportati dai fiumi a valle finoalmaredeterminaronolospostamentodellalineadicostadiben2km. 2

3 Ecco perché gli antichi porti di Roma, quello di Claudio e quello di Traiano, si trovano oggi sulla terra ferma. Con la caduta dell impero romano, venendone meno l organizzazione politica ed economica, al graduale calo degli scambi commerciali fece seguito una riduzione della produzione agricola. Nell alto Medioevo, nei territori ad amministrazione bizantina prevalse il latifondo, con culture estensive e pascoli e il trasferimento in città dei proprietari; mentre ove erano presenti i Longobardi regredirono i commerci e furono messe a coltura nuove terre con la fondazione di nuovi villaggi. Tali insediamenti venivano collocati in base a esigenze difensive oppure sorgevanosuunnododitrafficoopressounmonasteroounapieve. Con il monachesimo benedettino l agricoltura ebbe un nuovo impulso grazie alla bonifica dei terreni vallivi inselvatichiti nei secoli precedenti: tra l VIII e il X secolo l abbazia di Montecassino bonificò circa ettari, riorganizzando territori in abbandono. Furono questi anche i secoli del Feudalesimo e della fondazione di nuovi insediamenti nelle aree collinari: i castelli erano posti lontano dalle vie principali per ragioni di difesa ed erano a queste collegati da vie secondarie. Tra il XI e il XIII secolo fu l iniziativa delle abbazie cistercensi, a dare ulteriore impulso alle bonifiche di terreni incolti e impaludati. La specializzazione dei monaci giunse a realizzare opere di irrigazione e marcite con notevole produttività tali da essere utilizzate fino agli ultimi decenni del XX secolo. Agli stessi monaci è altresì dovuta una grande ripresa della pastorizia, anche transumante, per cui Ruggero il Normanno, con la dogana di Puglia, riorganizzò il sistema dei tratturi su base fiscale. In questo periodo vi fu una ripresa dei commerci che portò a risistemare antiche strade, a restaurare o ricostruire ponti, a tornare a percorsi di fondovalle: e la nuova viabilità fu anche legata ad esigenze politiche e di pellegrinaggio. Condizione per l ampliamento delle colture anche sui pendii collinari era, sempre in età comunale, il disboscamento e di conseguenza fu necessario ricorrere a opere di difesa idrica e, talvolta, anche alla difesa dei boschi. A partire dal primo Rinascimento la proprietà borghese e la mezzadria si estesero e, con i disboscamenti in collina, fu incrementata la coltivazione della vite; caratteristica del paesaggio italiano divennero i campi a lati rettilinei. 3

4 Agli inizi del cinquecento in Italia era un fiorire di opere idrauliche: vaste zone di pianura vennero bonificate per dar posto ad ampie coltivazioni di mais e nella seconda metà del XVI si ripresero i disboscamenti e le sistemazioni delle aree montane. Il terrazzamento dei terreni in pendenza veniva realizzata con muriccioli a secco. Se le trasformazioni agricole costituiscono l impronta più diffusa dell azione umana sul paesaggio, non sono le sole; come nell età romana strade e acquedotti avevano segnato il territorio naturale e rurale così nel Medioevo, ed ancor più nel Rinascimento, torri e fortificazioni ne distinsero i luoghi di interesse strategico. Le torri costiere, ad esempio, furono costruite ad intervalli regolari lungo il mar Tirreno e l Adriatico, tanto che nel 1590 ben 339 controllavano i litorali del regno di Napoli. Sul finire del XVI la cultura del riso si diffuse rapidamente nelle regioni centrosettentrionali e le risaie stabili furono spesso impiantate in terreni acquitrinosi. Tra Settecento e Ottocento il paesaggio solcato da canali della pianura padana era in espansione e si diffusero rapidamente la coltivazione del gelsi e del granoturco, di canapa e lino: nello stesso periodo in Toscana, per limitare il degrado di monti e coline furono realizzati nuovi terrazzamenti con colture arboree e arbustive. Diversa la situazione nel Mezzogiorno, dove il territorio non mutò molto rispetto ai secoli precedenti. Nella prima metà dell ottocento si avvia lo sviluppo del trasporto su rotaie: se nel 1861 solo 2136 km di strade ferrate erano in esercizio, nel giro di pochi decenni ferrovie e stazioni avrebbero modificato e caratterizzato in modo nuovo il territorio italiano, segnando l avvio ad una nuova fase di modernizzazione. 4

5 CREDITI Materiale a cura del progetto La.Fem.Me Lavoro Femminile Mezzogiorno Italia Lavoro S.p.A. Rielaborazione a cura del progetto Increase Fonti: Symbola Fondazione per le Qualità Italiane Immagini: - Foto copertina: 1. James Monkeyyatlarge; 2. Fil.al; 3. Simada 2009 Aggiornamento Gennaio 2014 Per informazioni

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