IL RIDISEGNO DEL SISTEMA NAZIONALE DI FORMAZIONE CONTINUA NELL OTTICA DI UNA STRATEGIA DI LIFELONG LEARNING

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "IL RIDISEGNO DEL SISTEMA NAZIONALE DI FORMAZIONE CONTINUA NELL OTTICA DI UNA STRATEGIA DI LIFELONG LEARNING"

Transcript

1 IL RIDISEGNO DELLA FORMAZIONE IN UN OTTICA DI LIFELONG LEARNING PARTE II - CAPITOLO 8 IL RIDISEGNO DEL SISTEMA NAZIONALE DI FORMAZIONE CONTINUA NELL OTTICA DI UNA STRATEGIA DI LIFELONG LEARNING Il processo evolutivo in corso, che coinvolge tutti gli attori del sistema (Amministrazioni centrali, Regioni Province, parti sociali, strutture dell offerta formativa), può essere sintetizzato anche attraverso la considerazione di alcune delle sue principali componenti, tra cui emerge: l adozione degli obiettivi strategici di Lisbona in materia di Lifelong Learning; l avvio dei nuovi Fondi Paritetici Interprofessionali per la formazione continua; la crescita della formazione continua a domanda individuale attraverso l erogazione di voucher; la svolta strategica degli interventi finanziati dalla legge 236/93 in senso equitativo; la crescente rilevanza del cofinanziamento delle iniziative formative da parte dei lavoratori e delle imprese; la focalizzazione dell attenzione verso i problemi della validazione delle competenze comunque acquisite dai lavoratori; l integrazione delle policy, realizzata soprattutto dalle Regioni, che unifica strategicamente i vari strumenti di intervento superando così la divisione semplificata per fonti di finanziamento. Particolare importanza assume il primo degli elementi menzionati. La nuova Strategia Europea per l Occupazione (SEO) prevede infatti tre Obiettivi complessivi (piena occupazione; qualità e produttività del lavoro; coesione e integrazione sociale) che vengono declinati in alcuni orientamenti specifici e, soprattutto, in una serie di target operativi formulati in termini quantitativi con l indicazione di scadenze temporali cogenti. In tal senso le politiche nazionali dovranno garantire: 1) un tasso medio di occupazione complessiva del 67% entro il 2005 e del 70% entro il 2010; 2) una tasso medio di occupazione femminile del 57% entro il 2005 e del 60% entro il 2010; 3) un tasso medio di occupazione per i lavoratori anziani (con età compresa tra i 55 e i 64 anni) del 50% entro il 2010; 7) la disponibilità di servizi per l inserimento lavorativo dei giovani entro i primi 6 mesi dal loro ingresso sul mercato del lavoro; 5) la disponibilità di servizi per il reinserimento lavorativo degli adulti entro i primi 12 mesi dal momento dell uscita dal precedente lavoro; 6) il coinvolgimento in misure attive di almeno il 25% dei disoccupati di lunga durata entro il 2010; 7) l offerta da parte degli SPI di servizi informativi (in interazione con il livello comunitario) entro il 2005; 8) l aumento, antro il 2010, di 5 anni dell età media di uscita dal lavoro; 9) una sostanziale riduzione delle disparità di genere in termini di occupazione e retribuzione entro il 2010; 7 RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

2 PARTE II - CAPITOLO 8 IL RIDISEGNO DELLA FORMAZIONE IN UN OTTICA DI LIFELONG LEARNING 10) una significativa riduzione del divario in termini di disoccupazione tra cittadini non UE e cittadini UE entro il 2010; 11) una significativa riduzione del divario in termini di disoccupazione delle persone svantaggiate entro il 2010; 12) un livello medio di partecipazione a forme di apprendimento lungo tutto l arco della vita pari al 12,5 della popolazione di età compresa tra i 25 e i 64 anni; 13) un tasso di abbandono scolastico inferiore al 10% entro il 2010; 14) il conseguimento di un titolo di scuola superiore per l 85% dei ventiduenni entro il 2010; 15) l aumento di almeno il 15% dei laureati in materie scientifiche (accompagnato da un riequilibrio di genere) entro il 2010; 16) la disponibilità di servizi per almeno il 90% dei bambini tra i 3 anni e il conseguimento dell obbligo scolastico entro il 2010; 17) la disponibilità di servizi per almeno il 33% dei bambini sotto i 3 anni entro il Si tratta, per il nostro Paese, di traguardi molto impegnativi, soprattutto per quanto riguarda il punto 12. Non solo perché il tasso di partecipazione degli adulti alle attività di formazione permanente risulta nel 2002 inferiore al 5% (anche se, sulla rilevazione del dato, esistono elementi ancora controversi), ma perché sull intera popolazione adulta incidono i ritardi dei processi di scolarizzazione e i limiti sia strutturali che di funzionamento del sistema. Non a caso attualmente, meno del 40% della popolazione della fascia d età considerata possiede titoli di istruzione secondaria e superiore; nella fascia d età centrale (30-59 anni), il 53% delle forze di lavoro maschili e il 42% di quelle femminili non supera la licenza media e una persona su 10 ha raggiunto solo la licenza elementare; nella fascia dei giovani adulti (18-29 anni), oltre il 30% si presenta sul mercato del lavoro senza diplomi e senza qualificazioni professionali; nel 2002 è ancora il 4,8% la quota dei ragazzi tra i 15 e i 19 anni priva di licenza media. L area di possibile intervento è, dunque, molto vasta e non è pensabile che possa essere solo la formazione continua a farsene carico. I ritardi incidono poi significativamente sulla propensione della popolazione a rientrare, in età adulta, in formazione, ad assumere quindi, come auspicato a livello comunitario, un atteggiamento responsabile e attivo rispetto al miglioramento e all aggiornamento delle proprie conoscenze e competenze. Tutte le indagini sulla domanda di formazione, così come sugli utenti degli interventi formativi per gli adulti, confermano che la partecipazione alla formazione è in strettissima correlazione, oltre che con l età, la residenza, il genere e la collocazione professionale, anche e soprattutto con il livello dei titoli di studio posseduti. Avvicinarsi alla formazione, soprattutto per volontà propria, è un attitudine all apprendimento formale e strutturato che si costruisce fin dai primi anni di scuola: l esito delle esperienze scolastiche è strettamente correlato alla motivazione a rientrare in aula. Sono tuttavia evidenti gli sforzi compiuti negli ultimi anni per sviluppare nuove tipologie di offerta formativa per gli adulti, sia nell ambito dell istruzione e della formazione professionale, sia in quello della promozione e dell accrescimento culturale per iniziativa di soggetti pubblici, privati e del privato sociale, quindi nel campo del formale e del non formale. La più importante tipologia di offerta formativa è quella erogata dai RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 2003

3 IL RIDISEGNO DELLA FORMAZIONE IN UN OTTICA DI LIFELONG LEARNING PARTE II - CAPITOLO 8 Centri Territoriali Permanenti per l educazione degli adulti (CTP). Erano già 546 nel 2002 e assicuravano l erogazione di circa corsi che avevano coinvolto, nell anno, più di iscritti. Inoltre, negli ultimi anni sta vivendo una fase di sviluppo anche l offerta di tipo informale, attivata da una pluralità di soggetti pubblici, privati e del privato sociale in evidente collegamento con l incremento della domanda di formazione che proviene da alcuni settori del mondo adulto. Si tratta per lo più di corsi, in presenza o a distanza, attivati (in particolare nei grandi centri urbani) dalle Università popolari e della terza età, dalle reti civiche di promozione culturale (istituti civici di educazione degli adulti, biblioteche comunali, musei, ecc.), da agenzie, Enti, associazioni del privato sociale, spesso in convenzione con le Regioni e gli Enti locali o titolari di progetti realizzati con risorse del FSE. Anche in questo settore, che conta un numero sempre maggiore di utenti nel 2002 le Università popolari avevano oltre iscritti la maggior parte degli iscritti appartengono alle fasce di età più giovani e, in prevalenza, sono in possesso di titoli di studio medio-alti. Strategie di potenziamento del Lifelong Learning sono perseguite anche dai Programmi operativi nazionali Obiettivo 1 e , attraverso azioni di sistema dedicate e attraverso specifiche misure individuate nei Programmi operativi regionali. Si ricorda inoltre quanto stabilito nel campo dell educazione degli adulti dalla Conferenza unificata Stato, Regioni e Autonomie locali (Accordo del 2 marzo 2000) che, nel quadro dei processi di decentramento delle competenze, confermati e ulteriormente sviluppati con la riforma del Titolo V della Costituzione, attribuisce importanti responsabilità in questo settore a Regioni, Province e Comuni. Si tratta, quindi, di: dar luogo a sistemi locali coordinando e integrando le diverse risorse, con il coinvolgimento degli attori pubblici, privati e del privato sociale; realizzare analisi dei fabbisogni formativi della popolazione adulta, anche in raccordo con i fabbisogni professionali del territorio; mettere in campo adeguate misure di accompagnamento per la sollecitazione e l orientamento della domanda di formazione; monitorare e verificare i risultati dei processi. Tra gli obiettivi a cui le istituzioni competenti stanno lavorando per la realizzazione di un vero e proprio sistema di formazione permanente ci sono quelli relativi alla riconoscibilità delle competenze comunque e dovunque acquisite (nei percorsi di educazione degli adulti, nel lavoro, in altri contesti). Le molteplici iniziative regionali, ad esempio, sperimentano diversi strumenti di intervento, pur tenendo presente che la validazione ha un valore strettamente legato all affidabilità dell organismo validante e assume un valore effettivo qualora sia indirizzato al conseguimento di un titolo riconosciuto e non ad una semplice attestazione. Inoltre, non è uno strumento in genere gradito dalle imprese nel caso in cui vi sia la connessione con progressioni di carriera (in mancanza delle quali, per converso, si deprime la motivazione del lavoratore alla validazione stessa) e acquista un senso pieno se ha il riconoscimento, più ampio possibile, in termini anche puramente territoriali. In questa direzione si stanno muovendo alcuni contesti regionali (all interno di leggi quadro) che 7 RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

4 PARTE II - CAPITOLO 8 IL RIDISEGNO DELLA FORMAZIONE IN UN OTTICA DI LIFELONG LEARNING integrano la formazione permanente e continua con iniziative di certificazione delle competenze acquisite, a prescindere dai percorsi di lavoro e non-lavoro. In alcune realtà regionali (ad esempio Emilia-Romagna) ciò si concretizzerà anche attraverso la creazione di un libretto formativo personale in cui vengono riportati i crediti acquisiti e validati secondo un modello condiviso dalle istituzioni e dalle parti sociali. Per quanto riguarda in particolare la formazione continua, che nell ottica della strutturazione del sistema nazionale di Lifelong Learning assume un importanza fondamentale, alle attività tradizionali finanziate dal FSE, dalle legge 236/93 e dalla legge 53/00, si aggiungono attualmente le attività formative organizzate e finanziate dai nuovi Fondi Paritetici Interprofessionali. Fin d ora ne sono stati costituiti dieci: FOTTE, promosso da Confcommercio, ABI, ANIA, CONFETRA, CGIL, CISL e UIL; FONDIRIGENTI promosso da Confindustria e Federmanager; FONDO DIRIGENTI PMI promosso da CONFAPI e Federmanager; FONDIR promosso, tra l altro da Confcommercio; FONDOPROFESSIONI promosso dalle organizzazioni di rappresentanza dei professionisti e dai sindacati; FONDOIMPRESA, promosso da Confindustria, CGIL, CISL e UIL; FON.TER, promosso da Confesercenti, CGIL, CISL e UIL; FONCOOP promosso da AGCI, Confcooperative, LEGACOOP, CGIL, CISL E UIL; FONDO ARTIGIANATO FORMAZIONE promosso da Confartigianato, CNA, Casartigiani, CLAAI, CGIL, CISL e CIL; Fondo formazione PMI, promosso da CONFAPI, CGIL, CISL, e CIL. La creazione di organismi gestiti direttamente dalle parti sociali (nella loro espressione bilaterale), che si propongono come strumenti di gestione delle risorse versate loro dalle imprese per la programmazione, l indirizzo ed il controllo dei processi di formazione continua, non sono una novità nel panorama europeo: già da tempo in altri Paesi operano organismi simili che fondano la propria legittimazione sulla base di accordi interconfederali, sussunti in genere in leggi dello Stato, nonché sulla scelta delle imprese che liberamente aderiscono versando agli organismi stessi risorse finanziarie variamente determinate e calcolate. Nel nostro Paese i Fondi avranno un connotato settoriale (o di comparto) e volontaristico, nel senso che ogni singola impresa potrà scegliere il Fondo Paritetico cui aderire e verso il quale saranno convogliate, tramite l INPS, parte delle risorse finanziarie derivanti dal contributo che le imprese versano obbligatoriamente, come prevede la legge, a titolo di assicurazione contro la disoccupazione involontaria. Da ciò discende che i Piani formativi da loro finanziati saranno necessariamente rivolti ai lavoratori delle imprese tenute al versamento del contributo lasciando scoperti alcuni target di utenza importanti e numericamente rilevanti, come ad esempio: i lavoratori autonomi e i titolari delle piccole imprese; le tipologie di lavoratori trascurate dalle normali progettazioni formative aziendali (quelli in età avanzata o con basso livello di scolarità o non già in possesso di una qualificazione); i lavoratori flessibili complessivamente intesi RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 2003

5 IL RIDISEGNO DELLA FORMAZIONE IN UN OTTICA DI LIFELONG LEARNING PARTE II - CAPITOLO 8 Tutto ciò, come già ampiamente auspicato, sta inducendo a disegnare strategie di riorientamento degli strumenti esistenti in senso sociale ed equitativo a integrazione del lavoro svolto dai Fondi Interprofessionali. Il recente provvedimento del Ministero del Lavoro, in attuazione della legge 236/93, sembra adeguarsi già a tali esigenze, introducendo un principio di integrazione delle iniziative regionali con i nuovi interventi dei Fondi. È previsto, infatti, che le Regioni dovranno, nell ambito delle scelte operative relative all utilizzo dei Fondi ex legge 236/93, favorire l integrazione con le omologhe azioni cofinanziate con il FSE e valorizzare le diverse linee del sostegno pubblico alla formazione continua tenendo conto del contestuale avvio dei Fondi interprofessionali. Ma la novità più importante consiste nell indicazione dei destinatari. Il 70% delle risorse dovrà, infatti, rivolgersi a: lavoratori delle imprese private con meno di 15 dipendenti; lavoratori di qualsiasi impresa privata con contratti di lavoro a tempo parziale, a tempo determinato o di collaborazione coordinata e continuativa nonché inseriti nelle tipologie contrattuali a orario ridotto, modulato o flessibile e a progetto previste dalla legge n. 30 del 23 febbraio 2003; lavoratori di qualsiasi impresa privata collocati in cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria; lavoratori di qualsiasi impresa privata con età superiore a 45 anni; lavoratori di qualsiasi impresa privata in possesso del solo titolo di licenza elementare o di istruzione obbligatoria. È agevole identificare in questi target di utenza le preoccupazioni del Ministero del Lavoro circa il raggiungimento degli Obiettivi di Lisbona, soprattutto per quanto riguarda i destinatari più anziani e quelli con basso titolo di studio. I risultati del monitoraggio consentiranno a breve di verificare quanto e con quali modalità questi soggetti saranno raggiunti dalle iniziative. Dal canto suo la legge 53/00 (recante Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città ) riconosce il diritto del lavoratore alla formazione durante tutto l arco della vita offrendo la possibilità di utilizzare congedi specifici per la formazione continua (articoli 5 e 6). I relativi stanziamenti (pari a circa 15 milioni di Euro annui da suddividere tra le Regioni, responsabili della programmazione e gestione delle attività) possono essere destinati al finanziamento di due tipologie di intervento: 1) progetti di formazione dei lavoratori che, sulla base di accordi contrattuali, prevedano quote di riduzione dell orario di lavoro; 2) progetti di formazione presentati direttamente dagli stessi lavoratori. La seconda tipologia di intervento rappresenta la manifestazione più limpida di un fenomeno che ha assunto una portata indubbiamente ampia e che si è posto all attenzione degli operatori sopratutto nell ultimo triennio. Si tratta della cosiddetta Formazione continua a domanda individuale (FCI) sperimentata massicciamente anche nel FSE e sopratutto nella legge 236/93, in cui è stata per prima sperimentata. Con ciò si intende la 7 RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

6 PARTE II - CAPITOLO 8 IL RIDISEGNO DELLA FORMAZIONE IN UN OTTICA DI LIFELONG LEARNING formazione cui i lavoratori accedono non a seguito di scelte aziendali, ma in base a progetti elaborati individualmente. La FCI in genere prevede: la concessione di voucher; il cofinanziamento da parte del lavoratore (con una quota minima variabile del 20%- 30% sul costo dell iniziativa di formazione scelta); la frequenza alla formazione fuori dell orario di lavoro; la scelta del corso attraverso un catalogo dell offerta organizzato, secondo i casi, dalla Regione o dalla Provincia. Diverse sono le motivazioni che spingono i lavoratori verso queste opportunità: acquisire competenze utili per praticare possibili percorsi di carriera; aspirare, attraverso un miglioramento/aggiornamento delle competenze, a situazioni lavorative migliori in altri altre imprese; prevenire l obsolescenza professionale; passare dal lavoro dipendente al lavoro autonomo; apprendere competenze funzionali ormai indispensabili come le lingue straniere e l informatica. Emergono inoltre evidenti connessioni con la responsabilità individuale del lavoratore rispetto alla propria occupabilità che viene auspicata dal Memorandum sull istruzione e sulla formazione permanente della Commissione europea (ottobre 2000). A testimonianza del successo di questa tipologia di formazione si evidenzia come spesso le Regioni hanno integrato le risorse ex legge 236/93 con risorse del FSE e con quelle previste dalla legge 53/2000 per il finanziamento dei progetti e dei Piani formativi individuali. Essendo lasciata al lavoratore autonomia assoluta circa la scelta del percorso, sembra indispensabile, anche per non riprodurre i ben noti meccanismi di esclusione delle fasce deboli, l attivazione di misure di accompagnamento efficaci (informazione, orientamento) e la costruzione di un offerta caratterizzata da una flessibilità di orario adeguata alle caratteristiche e alle esigenze della vita adulta. Passiamo ora brevemente in rassegna le realizzazioni dei diversi strumenti citati allo scopo di fornire una dimensione quantitativa sintetica dei fenomeni in atto. Per quanto riguarda gli interventi del FSE, dalla lettura dei Rapporti nazionali di valutazione curati da Agenzie centrali e regionali, emergono dati di sicuro interesse. A fronte di uno stanziamento complessivo (relativo alle Misure D1 e D2) pari a circa 900 milioni di Euro risultano coinvolti dagli interventi gestiti dalle Regioni, nel corso del triennio , circa lavoratori, sia pubblici che privati. All interno di questa platea sono preponderanti le tipologie di destinatari relativamente forti. Da uno studio specifico contenuto nei rapporti citati si evince, infatti, una struttura per età dei destinatari con una forte concentrazione dei lavoratori collocati nella classe compresa tra i 30 e i 44 anni (53,%) seguita da quella con meno di 30 (24%). Solo l 11% ha un età superiore ai 50 anni. Anche per quanto riguarda il titolo di studio, la composizione si caratterizza per una partecipazione preponderante di lavoratori con titolo di studio medio-alto: la quota di destinatari in possesso di diploma è pari a circa il 62%. Inoltre, a fronte di una quota generale RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 2003

7 IL RIDISEGNO DELLA FORMAZIONE IN UN OTTICA DI LIFELONG LEARNING PARTE II - CAPITOLO 8 di lavoratori con sola licenza media pari al 45,8%, la quota di destinatari raggiunti dalla formazione cofinanziata dal FSE in possesso dello stesso titolo di studio è pari al 27,8%. Diversa è la composizione per quanto riguarda i dipendenti pubblici, dove le donne costituiscono più della metà del totale (56%) e gli over cinquanta si attestano al 19% circa, evidenziando quindi in questo comparto, almeno in apparenza, maggiori opportunità di accesso alla formazione per le fasce più deboli. In realtà i dati rispecchiano il naturale andamento socio-demografico dei dipendenti pubblici e non sono la manifestazione di una politica ad hoc a favore delle fasce deboli. Non a caso incidono in misura maggiore i formati in possesso di laurea. Quanto detto fin d ora si riferisce in sostanza alle aree dell Obiettivo 3 (le Regioni del nord e del centro), diversa è la situazione delle Regioni del sud dove gli interventi per la formazione degli occupati sono stati trascurati a beneficio degli interventi per il contenimento e l uscita dalla condizione di disoccupazione. Queste considerazioni, molto sommarie, circa l attuazione delle Misure per la formazione continua finanziate dal FSE inducono ad una certa (e giustificata) preoccupazione soprattutto considerando l avvio dei nuovi Fondi Interprofessionali. Questi nuovi organismi, infatti, per ovvie ragioni, non potranno non concentrarsi, almeno in prevalenza, su interventi formativi per le tipologie di destinatari forti, alimentando il trend segnalato in precedenza. Di più difficile quantificazione sono gli interventi finanziati negli ultimi anni attraverso la legge 236/93. Periodicamente (dal 1997 ad oggi) il Ministero del Lavoro ha suddiviso tra le Regioni i proventi derivanti dalla terza parte del contributo dello 0,30% ed ha lasciato alle Regioni stesse la responsabilità attuativa. Così come per il FSE, le Amministrazioni regionali hanno proceduto per bandi e avvisi con cui concretizzavano le chiamate a progetto. Si stima che, nel complesso, circa lavoratori siano stati formati nell ultimo triennio (un po meno che con il FSE ma con costi unitari sensibilmente minori). La caratteristica saliente degli interventi è il finanziamento di Piani formativi concordati tra le parti sociali (a differenza quindi dei semplici progetti formativi dove la partecipazione delle parti sociali non è affatto contemplata). Questa particolarità è il tratto fondamentale della futura attività dei Fondi Interprofessionali che finanzieranno esclusivamente Piani formativi, iniziative, quindi, nelle quali l apporto delle organizzazioni di rappresentanza sociale sotto il profilo delle scelte strategiche ed operative è predominante. Mancano purtroppo approfondimenti specifici e attendibili sull utenza che si è avvalsa dei Piani formativi della legge 236/93 anche se la predominanza di Piani formativi aziendali induce a ritenere che anche in quest ambito si siano riprodotte quelle logiche che hanno condotto a privilegiare le risorse umane con maggiori prospettive e potenzialità (almeno apparenti) e quindi giovani e con titolo di studio medio-alto. Per quanto riguarda la legge 53/2000, attraverso il provvedimento del giugno 2001 con cui il Ministero del Lavoro ha distribuito tra le Regioni i primi 30 milioni di Euro stanziati, sono stati coinvolti complessivamente circa lavoratori (non considerando 7 RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

8 PARTE II - CAPITOLO 8 IL RIDISEGNO DELLA FORMAZIONE IN UN OTTICA DI LIFELONG LEARNING una quota di Regioni che non hanno attivato lo strumento per una serie di ragioni organizzative legate alle difficoltà di avvio). Tuttavia in questo caso, più che i dati di realizzazione, sono rilevanti le scelte operate dalle Amministrazioni regionali che si sono concentrate prevalentemente nella concessione di voucher individuali. Persistono alcuni nodi problematici legati all attuazione della legge, a partire dalla insufficienza delle risorse fino ad ora limitate a 30 milioni di Euro per tutto il territorio nazionale; per non parlare dell uso spesso distorto del meccanismo, che si era già palesato a partire dalla sperimentazione 236/93. Al proposito, sul versante dei comportamenti delle aziende, cominciano a profilarsi degli elementi nuovi, di cui tenere conto nella valutazione complessiva dell esperienza e della sua possibile evoluzione. In qualche caso, infatti, l accesso dei lavoratori alla FCI è promosso dall azienda, che in questo modo evita le complicazioni organizzative e i costi economici connessi con l attivazione di Piani formativi aziendali. In altri, si segnalano accordi (di fatto) tra le parti con cui l azienda assume l onere di coprire con proprie risorse le quote a carico dei lavoratori. Più raramente si ritrovano accordi per l utilizzo ai fini della frequenza dei corsi di dispositivi contrattuali (conto-ore individuale, banca delle ore) che configurano la possibilità di mini-congedi per la formazione. Sono, evidentemente, fattispecie molto diverse: se nella seconda e nella terza si tratta di prime esperienze di contrattazione della FCI, nella prima si profila un uso improprio dello strumento. Tale circostanza appare molto grave visto che toglie al lavoratore l autonomia nella scelta che è poi la caratteristica maggiormente apprezzabile della normativa. Un ulteriore problema riguarda l accesso, probabilmente maggioritario, anche qui, delle figure forti del mercato. Per l ottenimento del voucher, infatti, è necessario essere adeguatamente informati sulle opportunità offerte, essere coscienti del proprio bisogno formativo e della natura del bisogno stesso ed essere nelle condizioni di poter cofinanziare l iniziativa. Se la scarsità delle risorse è stata attenuata dal fatto che la pratica del voucher in questi ultimi anni si è estesa anche agli interventi finanziati dalla legge 236/93 e dal FSE (specialmente negli Assi C, D ed E) e se un intervento ed un controllo maggiore delle Autorità pubbliche centrali e regionali potrebbe eliminare o limitare l uso distorto che si fa dello strumento, uno sforzo maggiore e probabilmente lungo dovrà essere prodotto per strutturare servizi di orientamento in grado di anticipare la domanda, nel senso di intervenire prima che, ad esempio, l obsolescenza delle competenze possedute da un lavoratore abbia prodotto i suoi effetti in termini di perdita del posto di lavoro RAPPORTO SULLA FORMAZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE 2003

Formazione, Animazione, Ricerca, per la costituzione di un Osservatorio sulla Formazione Continua

Formazione, Animazione, Ricerca, per la costituzione di un Osservatorio sulla Formazione Continua Formazione, Animazione, Ricerca, per la costituzione di un Osservatorio sulla Formazione Continua 1 I FINANZIAMENTI PER LA FORMAZIONE CONTINUA Alessandra Nironi Responsabile Progettazione e Sviluppo Know

Dettagli

FORMAZIONE FINANZIATA Un opportunità da cogliere

FORMAZIONE FINANZIATA Un opportunità da cogliere FORMAZIONE FINANZIATA Un opportunità da cogliere Tipologie di Fondi 1/1 Fondi strutturali Strumenti finanziari definiti tramite regolamenti approvati dal Consiglio della UE. L Unione Europea persegue obiettivi

Dettagli

I FONDI INTERPROFESSIONALI PER LA FORMAZIONE CONTINUA

I FONDI INTERPROFESSIONALI PER LA FORMAZIONE CONTINUA 66/FOP 13/03/2012 I FONDI INTERPROFESSIONALI PER LA FORMAZIONE CONTINUA AMBIENTE - SICUREZZA - QUALITA - FORMAZIONE AMBIENTE - SICUREZZA - QUALITA - FORMAZIONE WISE CONSULTING S.r.l. Via Consorzio n. 21-60015

Dettagli

CONFINDUSTRIA - CGIL, CISL, UIL TAVOLO SU FORMAZIONE E VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE UMANE

CONFINDUSTRIA - CGIL, CISL, UIL TAVOLO SU FORMAZIONE E VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE UMANE Premessa CONFINDUSTRIA - CGIL, CISL, UIL TAVOLO SU FORMAZIONE E VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE UMANE La formazione è una delle leve cardine per il rilancio di un'efficace politica di sviluppo, dei diritti

Dettagli

Interazione tra Regioni e Fondi Paritetici Interprofessionali in materia di formazione continua

Interazione tra Regioni e Fondi Paritetici Interprofessionali in materia di formazione continua Master in Analisi delle Politiche Pubbliche (MAPP) COREP - C.so Trento 13-10123 Torino Tel. 011 19703730 - Fax 011 5645110 - E-mail mapp@corep.it VI Edizione 2004-2005 TESI DI MASTER Denise Secchieri Interazione

Dettagli

I finanziamenti per la formazione

I finanziamenti per la formazione I finanziamenti per la formazione Tipologie di fondi Fondi strutturali Fondi interprofessionali Strumenti finanziari definiti tramite regolamenti approvati dal Consiglio della UE L Unione Europea persegue

Dettagli

Fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua: un opportunità per l azienda

Fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua: un opportunità per l azienda Fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua: un opportunità per l azienda CHI SIAMO Progetto Formazione è una società di consulenza e formazione il cui staff è specializzato: - nell

Dettagli

Politiche del lavoro: la formazione continua

Politiche del lavoro: la formazione continua Politiche del lavoro: lavoro la formazione continua Uno dei capitoli di maggiore condivisione tra le Organizzazioni sindacali di Pietro Nocera Responsabile Comunicazione UILCA Gruppo UBI Banca Sono trascorsi

Dettagli

I FONDI INTERPROFESSIONALI PER LA FORMAZIONE CONTINUA IL FONDO FOR.AGRI

I FONDI INTERPROFESSIONALI PER LA FORMAZIONE CONTINUA IL FONDO FOR.AGRI I FONDI INTERPROFESSIONALI PER LA FORMAZIONE CONTINUA IL FONDO FOR.AGRI PREMESSA: Commentando la frase di Nelson Mandela che individua nell educazione una delle armi più potenti che possono apportare significativi

Dettagli

Piano per l accesso dei giovani al lavoro, la continuità dei rapporti di lavoro, il sostegno e la promozione del fare impresa

Piano per l accesso dei giovani al lavoro, la continuità dei rapporti di lavoro, il sostegno e la promozione del fare impresa Piano per l accesso dei giovani al lavoro, la continuità dei rapporti di lavoro, il sostegno e la promozione del fare impresa 1. Premessa Le criticità e le difficoltà che incontrano i giovani ad entrare

Dettagli

Formazione gratuita. attraverso i Fondi. Interprofessionali

Formazione gratuita. attraverso i Fondi. Interprofessionali Formazione gratuita attraverso i Fondi Interprofessionali Cosa sono i fondi I Fondi Paritetici Interprofessionali nazionali per la formazione continua sono organismi di natura associativa promossi dalle

Dettagli

L integrazione delle politiche e degli strumenti per la formazione continua 1

L integrazione delle politiche e degli strumenti per la formazione continua 1 L integrazione delle politiche e degli strumenti per la formazione continua 1 1 A cura di Davide Premutico e Pierluigi Richini, Struttura Sistemi e Servizi Formativi dell ISFOL 1 L integrazione delle politiche

Dettagli

Le opportunità di finanziamento per la formazione continua I FONDI PARITETICI INTERPROFESSIONALI

Le opportunità di finanziamento per la formazione continua I FONDI PARITETICI INTERPROFESSIONALI Le opportunità di finanziamento per la formazione continua I FONDI PARITETICI INTERPROFESSIONALI Legge 845 del 1978 Legge Quadro in materia di formazione professionale Art. 25 Istituzione di un Fondo di

Dettagli

> finanziamenti servizi consulman: finanziamenti per la formazione

> finanziamenti servizi consulman: finanziamenti per la formazione > finanziamenti servizi consulman: finanziamenti per la formazione Il Gruppo Consulman progetta piani formativi e interventi di assistenza tecnica volti alla richiesta di finanziamento per Aziende, Enti

Dettagli

ACCORDO DI COLLABORAZIONE TERRITORIALE PER LA PROMOZIONE DELLA CONCILIAZIONE FAMIGLIA-LAVORO NEL MERCATO DEL LAVORO DELLA PROVINCIA DI PORDENONE

ACCORDO DI COLLABORAZIONE TERRITORIALE PER LA PROMOZIONE DELLA CONCILIAZIONE FAMIGLIA-LAVORO NEL MERCATO DEL LAVORO DELLA PROVINCIA DI PORDENONE ACCORDO DI COLLABORAZIONE TERRITORIALE PER LA PROMOZIONE DELLA CONCILIAZIONE FAMIGLIA-LAVORO NEL MERCATO DEL LAVORO DELLA PROVINCIA DI PORDENONE Visto: - la L. 10 aprile 1991, n. 125 Azioni positive per

Dettagli

Oggi l Rsu conta di più

Oggi l Rsu conta di più ademecum Vper delegati sindacali Cisl Contrattare la formazione in azienda Oggi l Rsu conta di più Fondi Paritetici Interprofessionali L O M B A R D I A Perché fare formazione? A cura del dipartimento

Dettagli

Consorzio Innopolis. La nostra Missione, il nostro Approccio, i nostri Servizi

Consorzio Innopolis. La nostra Missione, il nostro Approccio, i nostri Servizi Consorzio Innopolis La nostra Missione, il nostro Approccio, i nostri Servizi Qualità è soddisfare le necessità del cliente e superare le sue stesse aspettative (D. W. Edwards) Sviluppiamo le vostre idee

Dettagli

La formazione continua e i fondi paritetici interprofessionali in Liguria

La formazione continua e i fondi paritetici interprofessionali in Liguria Il convegno La formazione continua e i fondi paritetici interprofessionali in Liguria A cura della Redazione Si e svolto a settembre scorso un convegno promosso dalla Cisl per fare il punto sulla formazione

Dettagli

1. Quadro generale delle strategie implementate e degli investimenti finanziari

1. Quadro generale delle strategie implementate e degli investimenti finanziari CAPITOLO I QUADRO GENERALE 1. Quadro generale delle strategie implementate e degli investimenti finanziari 1.1. Aspetti generali L'attuazione delle strategie di lifelong learning tende ad assumere in Italia

Dettagli

Consorzio Italbiotec

Consorzio Italbiotec Consorzio Italbiotec Università e Industria insieme per lo sviluppo delle Biotecnologie I FONDI PARITETICI INTERPROFESSIONALI PER LA FORMAZIONE CONTINUA LE SEDI DEL CONSORZIO ITALBIOTEC SEDE LEGALE E UNITÀ

Dettagli

Progetto PON Supporto alla Transnazionalità Azioni transnazionali in tema di qualità delle politiche attive del lavoro per i giovani

Progetto PON Supporto alla Transnazionalità Azioni transnazionali in tema di qualità delle politiche attive del lavoro per i giovani Progetto PON Supporto alla Transnazionalità Azioni transnazionali in tema di qualità delle politiche attive del lavoro per i giovani Il sistema dell apprendistato in Italia (Scheda di presentazione rivolta

Dettagli

SCHEMA DI ACCORDO PER LA DISCIPLINA E LA DURATA DELL APPRENDISTATO PER LA QUALIFICA E PER IL DIPLOMA PROFESSIONALE NELLA REGIONE ABRUZZO

SCHEMA DI ACCORDO PER LA DISCIPLINA E LA DURATA DELL APPRENDISTATO PER LA QUALIFICA E PER IL DIPLOMA PROFESSIONALE NELLA REGIONE ABRUZZO ALLEGATO A GIUNTA REGIONALE D ABRUZZO DIREZIONE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, FORMAZIONE ED ISTRUZIONE, POLITICHE SOCIALI REGIONE ABRUZZO GIUNTA REGIONALE D ABRUZZO DIREZIONE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO

Dettagli

CGIL CISL UIL. Gli Enti Bilaterali emanazione delle parti sociali (alle quali resta la competenza delle politiche. 00198 Roma Corso d Italia, 25

CGIL CISL UIL. Gli Enti Bilaterali emanazione delle parti sociali (alle quali resta la competenza delle politiche. 00198 Roma Corso d Italia, 25 Particolare rilievo è posto alla questione della formazione professionale continua che si evidenzia come un importante strumento per il rafforzamento del patrimonio di conoscenze dei lavoratori, per il

Dettagli

Il sistema Il sistema IL SISTEMA DI MONITORAGGIO DEI FONDI PARITETICI INTERPROFESSIONALI. progetto

Il sistema Il sistema IL SISTEMA DI MONITORAGGIO DEI FONDI PARITETICI INTERPROFESSIONALI. progetto Il sistema Il sistema IL SISTEMA DI MONITORAGGIO DEI FONDI PARITETICI INTERPROFESSIONALI progetto progetto ll progetto Monitoraggio Fondi Paritetici Interprofessionali Per realizzare il sistema di monitoraggio

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA. tra

PROTOCOLLO D INTESA. tra PROTOCOLLO D INTESA tra L AUTORITÀ DI GESTIONE DEL PROGRAMMA OPERATIVO INTERREGIONALE ATTRATTORI CULTURALI, NATURALI E TURISMO (POIN) e LE PARTI ECONOMICHE E SOCIALI ED IL PARTENARIATO ISTITUZIONALE 1

Dettagli

26/8/2014 www.uffstampa.provincia.tn.it/csw/c_stampa.nsf/comunicatiperstampa/74a75c0d6e3f2040c1257d3c0024d6a9?opendocument

26/8/2014 www.uffstampa.provincia.tn.it/csw/c_stampa.nsf/comunicatiperstampa/74a75c0d6e3f2040c1257d3c0024d6a9?opendocument 26/8/2014 www.uffstampa.provincia.tn.it/csw/c_stampa.nsf/comunicatiperstampa/74a75c0d6e3f2040c1257d3c0024d6a9?opendocument Approvati i criteri per i beneficiari e la durata REDDITO DI ATTIVAZIONE: 28 MILIONI

Dettagli

ITALIA LAVORO SPA PON ENTI BILATERALI 2012-14

ITALIA LAVORO SPA PON ENTI BILATERALI 2012-14 INDICE 13.1 AZIENDE TERMALI... 515 13.1.1 DATI DI SCENARIO... 518 13.1.2 ELEMENTI SULLA CONTRATTAZIONE... 519 13.1.3 IL WELFARE CONTRATTUALE: QUADRO D INSIEME... 521 13.1.3.1 L Ente Bilaterale mutualistico...

Dettagli

concrete per i del settore

concrete per i del settore le TUTELE concrete per i LAVORATORI del settore ARTIGIANATO Contributi per i lavoratori previsti da e.l.b.a. Cassa integrazione disoccupazione Aiuti familiari Formazione Contratti salario Sicurezza sul

Dettagli

LA NORMATIVA SULLA FORMAZIONE CONTINUA:

LA NORMATIVA SULLA FORMAZIONE CONTINUA: EQUAL II FASE PARTNERSHIP DI SVILUPPO GEOGRAFICA CAMPANIA IT-G2-CAM 50 NETWORK PER LO SVILUPPO LOCALE LA NORMATIVA SULLA FORMAZIONE CONTINUA: LA PROGRAMMAZIONE IN REGIONE CAMPANIA Premessa Parte I LA NORMATIVA

Dettagli

La Regione Toscana. Premesso che

La Regione Toscana. Premesso che Allegato A PROTOCOLLO D INTESA TRA REGIONE TOSCANA, UNIVERSITA E PARTI SOCIALI PER DEFINIRE I PROFILI FORMATIVI NEI PERCORSI DI ALTA FORMAZIONE FINALIZZATI AL CONSEGUIMENTO DEL TITOLO DI DOTTORE DI RICERCA

Dettagli

Schema del PON Competenze per lo Sviluppo

Schema del PON Competenze per lo Sviluppo UNIONE EUROPEA Direzione Generale Occupazione e Affari Sociali MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE Dipartimento dell Istruzione Direzione Generale per gli Affari Internazionali Uff. V PROGRAMMA OPERATIVO

Dettagli

PROVINCIA DI MANTOVA. Tavolo Orientamento al Lavoro 16 aprile 2015

PROVINCIA DI MANTOVA. Tavolo Orientamento al Lavoro 16 aprile 2015 PROVINCIA DI MANTOVA Tavolo Orientamento al Lavoro 16 aprile 2015 Apre i lavori l Assessore con delega alla Formazione Professionale, Coesione Sociale e Pari Opportunità della Provincia di Mantova, Elena

Dettagli

Accordo Quadro Regionale Ammortizzatori sociali in deroga 2011

Accordo Quadro Regionale Ammortizzatori sociali in deroga 2011 DIPARTIMENTO FORMAZIONE, LAVORO, CULTURA E SPORT UFFICIO LAVORO E TERRITORIO Via Vincenzo Verrastro, 8 85100 Potenza Tel. +39 0971 666105/ Fax +39 0971 666146 Accordo Quadro Regionale Ammortizzatori sociali

Dettagli

La Formazione Finanziata. Fondi Interprofessionali - FSE

La Formazione Finanziata. Fondi Interprofessionali - FSE & La Formazione Finanziata Fondi Interprofessionali - FSE Come ottenere formazione a costo zero tramite i fondi interprofessionali ed il FSE Per far formazione all interno delle aziende si possono chiedere

Dettagli

Tavolo. Crescita ed equità

Tavolo. Crescita ed equità Tavolo Crescita ed equità Roma 19 giugno 2007 Le Organizzazioni dell artigianato e del commercio, preso atto delle linee di intervento indicate nella relazione del Ministro del Lavoro e della Previdenza

Dettagli

IL PERCORSO DI DEFINIZIONE DEL POR MARCHE FESR 2014/2020

IL PERCORSO DI DEFINIZIONE DEL POR MARCHE FESR 2014/2020 IL PERCORSO DI DEFINIZIONE DEL POR MARCHE FESR 2014/2020 Paola Giorgi, Assessore regionale alle Politiche Comunitarie Evento di lancio Por Fesr 14/20 Macerata, 25/03/2015 Le novità del POR Marche FESR

Dettagli

Accordo Quadro tra Regione Abruzzo e Italia Lavoro S.p.A.

Accordo Quadro tra Regione Abruzzo e Italia Lavoro S.p.A. Accordo Quadro tra Regione Abruzzo e Italia Lavoro S.p.A. La Regione Abruzzo, rappresentata dal componente la Giunta preposto alle Politiche attive del lavoro, Formazione ed Istruzione, Politiche Sociali,

Dettagli

La tutela dei soggetti deboli sul mercato del lavoro. Ammortizzatori sociali Giovani Donne

La tutela dei soggetti deboli sul mercato del lavoro. Ammortizzatori sociali Giovani Donne La tutela dei soggetti deboli sul mercato del lavoro Ammortizzatori sociali Giovani Donne AMMORTIZZATORI SOCIALI La riforma punta al rafforzamento degli ammortizzatori sociali ed alla estensione delle

Dettagli

Info Fondi. Formazione Finanziata Facile

Info Fondi. Formazione Finanziata Facile 9 Cosa sono i Fondi Paritetici Interprofessionali per la Formazione Continua? Chi sono i beneficiari della formazione finanziata? Da dove provengono i soldi dei Fondi? Quanti e quali sono i Fondi? Cosa

Dettagli

PROGRAMMA OPERATIVO REGIONALE SICILIA FONDO SOCIALE EUROPEO 2007-2013

PROGRAMMA OPERATIVO REGIONALE SICILIA FONDO SOCIALE EUROPEO 2007-2013 UNIONE EUROPEA REGIONE SICILIANA REPUBBLICA ITALIANA REGIONE SICILIANA Assessorato regionale del Lavoro, della Previdenza Sociale, della Formazione Professionale e dell Emigrazione Dipartimento regionale

Dettagli

Rete per il Lavoro. Piano esecutivo. Modello Sperimentale di Collaborazione Pubblico-Privato per la Gestione delle Politiche del Lavoro

Rete per il Lavoro. Piano esecutivo. Modello Sperimentale di Collaborazione Pubblico-Privato per la Gestione delle Politiche del Lavoro Convenzione Italia Lavoro S.p.A. Agenzia per l Inclusione Sociale per la sperimentazione di modelli di collaborazione pubblico-privato nelle politiche attive del lavoro e la costituzione della Rete Locale

Dettagli

Indirizzi per la regolamentazione dell Apprendistato per la Qualifica e per il Diploma Professionale ai sensi del Regolamento 47/R del 2003 e s.m.i.

Indirizzi per la regolamentazione dell Apprendistato per la Qualifica e per il Diploma Professionale ai sensi del Regolamento 47/R del 2003 e s.m.i. Allegato A Indirizzi per la regolamentazione dell Apprendistato per la Qualifica e per il Diploma Professionale ai sensi del Regolamento 47/R del 2003 e s.m.i. Indirizzi per la regolamentazione dell apprendistato

Dettagli

PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE Diritto all apprendimento permanente

PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE Diritto all apprendimento permanente PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE Diritto all apprendimento permanente Articolo 1 (Principi generali) 1. Ogni persona ha diritto all apprendimento permanente. 2. Per apprendimento permanente si

Dettagli

NEWSLETTER PON AGOSTO 2015. In questo numero... La programmazione 2007-2013. La programmazione 2014-2020. L avviso LAN/WLAN

NEWSLETTER PON AGOSTO 2015. In questo numero... La programmazione 2007-2013. La programmazione 2014-2020. L avviso LAN/WLAN AGOSTO 2015 NEWSLETTER PON In questo numero... La programmazione 2007-2013 La programmazione 2014-2020 L avviso LAN/WLAN LA PROGRAMMAZIONE 2007-2013 Nel 2007 la Commissione Europea ha approvato per l Italia

Dettagli

Un agenda di lavoro PROPOSTE E CONCLUSIONI

Un agenda di lavoro PROPOSTE E CONCLUSIONI Un agenda di lavoro PROPOSTE E CONCLUSIONI PROGETTO SPRING Soggetto referente Zona Ovest di Torino srl Tel. 011 405 06 06 www.zonaovest.to.it patto@zonaovest.to.it Hanno collaborato alla realizzazione

Dettagli

FONDO PARITETICO INTERPROFESSIONALE NAZIONALE PER LA FORMAZIONE CONTINUA NEGLI STUDI PROFESSIONALI E NELLE AZIENDE COLLEGATE AVVISO 01/06

FONDO PARITETICO INTERPROFESSIONALE NAZIONALE PER LA FORMAZIONE CONTINUA NEGLI STUDI PROFESSIONALI E NELLE AZIENDE COLLEGATE AVVISO 01/06 FONDO PARITETICO INTERPROFESSIONALE NAZIONALE PER LA FORMAZIONE CONTINUA NEGLI STUDI PROFESSIONALI E NELLE AZIENDE COLLEGATE AVVISO 01/06 1. PREMESSA Fondoprofessioni, Fondo Paritetico Interprofessionale

Dettagli

Analisi del caso italiano e scenario europeo

Analisi del caso italiano e scenario europeo I FONDI INTERPROFESSIONALI E FABBISOGNI FORMATIVI Analisi del caso italiano e scenario europeo Linee generali dei Fondi interprofessionali sulla formazione continua A) Cosa sono I FONDI I Fondi interprofessionali

Dettagli

DIPARTIMENTO POLITICHE GIOVANILI. Piano straordinario per il lavoro in Sicilia: Opportunità Giovani

DIPARTIMENTO POLITICHE GIOVANILI. Piano straordinario per il lavoro in Sicilia: Opportunità Giovani Piano straordinario per il lavoro in Sicilia: Opportunità Giovani Il Piano straordinario per il Lavoro in Sicilia: Opportunità Giovani è parte integrante di una strategia di ampio respiro di rilancio e

Dettagli

Piano d'azione nazionale per l'occupazione 2004

Piano d'azione nazionale per l'occupazione 2004 Piano d'azione nazionale per l'occupazione 2004 Allegati Piano d'azione nazionale per l'occupazione 2004 INTRODUZIONE Il Piano Nazionale d Azione per l Occupazione (NAP) rappresenta il documento programmatico

Dettagli

Il piano di rafforzamento amministrativo A cura della redazione

Il piano di rafforzamento amministrativo A cura della redazione Bollettino mensile N. 9 ottobre 2014 Ultime da fuori Il piano di rafforzamento amministrativo A cura della redazione Migliore capacità di spesa e maggiore efficacia di FESR e FSE: questi i principali obiettivi

Dettagli

PROGETTO PROVINCIA DI TORINO FORMA.TEMP DESCRIZIONE DEL PROCESSO

PROGETTO PROVINCIA DI TORINO FORMA.TEMP DESCRIZIONE DEL PROCESSO PROGETTO PROVINCIA DI TORINO FORMA.TEMP DESCRIZIONE DEL PROCESSO Questo documento descrive le principali fasi del progetto congiuntamente promosso dalla Provincia di Torino e da Forma.Temp nei termini

Dettagli

ALLEGATO SUB A) Metodologia di Valutazione delle performance del Comune di San Martino Buon Albergo

ALLEGATO SUB A) Metodologia di Valutazione delle performance del Comune di San Martino Buon Albergo ALLEGATO SUB A) Metodologia di Valutazione delle performance del Comune di San Martino Buon Albergo Indice 1. Premessa 3 2. Il sistema di misurazione e valutazione delle performance 4 3. Criteri per la

Dettagli

OT 10 - INVESTIRE NELL ISTRUZIONE, FORMAZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE, PER LE COMPETENZE E L APPRENDIMENTO PERMANENTE

OT 10 - INVESTIRE NELL ISTRUZIONE, FORMAZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE, PER LE COMPETENZE E L APPRENDIMENTO PERMANENTE La formazione continua nella programmazione FSE 2014-2020 di Franco Silvestri Insieme con i Fondi Interprofessionali è il Fondo Sociale Europeo la principale fonte di finanziamento per gli interventi di

Dettagli

1 - CODICE PROGETTO 2 - TIPOLOGIA DI INTERVENTO/AREA FUNZIONALE DEL PPL

1 - CODICE PROGETTO 2 - TIPOLOGIA DI INTERVENTO/AREA FUNZIONALE DEL PPL 1 - CODICE PROGETTO 2 - TIPOLOGIA DI INTERVENTO/AREA FUNZIONALE DEL PPL 4.1.2 - ASSISTENZA TECNICA AL TERRITORIO PER L I N D I V I D UAZIONE DI STRUMENTI DI POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO NELL AMBITO DELLE

Dettagli

PROTOCOLLO D'INTESA TRA REGIONE TOSCANA E PARTI SOCIALI REGIONALI PER L ATTIVAZIONE DI TIROCINI E STAGE DI QUALITA IN REGIONE TOSCANA TRA

PROTOCOLLO D'INTESA TRA REGIONE TOSCANA E PARTI SOCIALI REGIONALI PER L ATTIVAZIONE DI TIROCINI E STAGE DI QUALITA IN REGIONE TOSCANA TRA PROTOCOLLO D'INTESA TRA REGIONE TOSCANA E PARTI SOCIALI REGIONALI PER L ATTIVAZIONE DI TIROCINI E STAGE DI QUALITA IN REGIONE TOSCANA L'anno il giorno La Regione Toscana CIA Regionale CNA Regionale Coldiretti

Dettagli

Sfide e prospettive nella risposta ai nuovi bisogni sociali: lavoro, sviluppo e secondo welfare

Sfide e prospettive nella risposta ai nuovi bisogni sociali: lavoro, sviluppo e secondo welfare Sfide e prospettive nella risposta ai nuovi bisogni sociali: lavoro, sviluppo e secondo welfare Franca Maino Dipartimento di Studi del Lavoro e del Welfare Università degli Studi di Milano Laboratorio

Dettagli

Dal welfare al workfare il nuovo ruolo del sistema pubblico dei servizi per l impiego

Dal welfare al workfare il nuovo ruolo del sistema pubblico dei servizi per l impiego Dal welfare al workfare il nuovo ruolo del sistema pubblico dei servizi per l impiego Il workfare (o welfare to work), termine derivante dalla fusione di work e welfare, é un modello alternativo al classico

Dettagli

Metodologie e strumenti. Il sistema di accreditamento e gli standard minimi dei Servizi per il lavoro in Lombardia

Metodologie e strumenti. Il sistema di accreditamento e gli standard minimi dei Servizi per il lavoro in Lombardia Metodologie e strumenti Il sistema di accreditamento e gli standard minimi dei Servizi per il lavoro in Lombardia Lombardia (pag. 1/5) Al fine di perseguire gli obiettivi dichiarati dalla Strategia europea

Dettagli

POR FSE SARDEGNA 2007 2013 INVESTIAMO NEL VOSTRO FUTURO

POR FSE SARDEGNA 2007 2013 INVESTIAMO NEL VOSTRO FUTURO POR FSE SARDEGNA 2007 2013 INVESTIAMO NEL VOSTRO FUTURO 1 Di cosa parliamo! 1. Il FSE nella Politica di Coesione 2. Cos è il Fondo Sociale Europeo? 3. Il FSE in Sardegna 4. Le priorità del FSE 2 1. Il

Dettagli

Appunti di lavoro. 1. La Formazione Continua nella costruzione di un nuovo welfare attivo

Appunti di lavoro. 1. La Formazione Continua nella costruzione di un nuovo welfare attivo Appunti di lavoro Luglio 2011 Sommario: 1. La Formazione Continua nella costruzione di un nuovo welfare attivo. 2. I Fondi paritetici interprofessionali 3. Fondimpresa e Fondartigianato in Lombardia. 1.

Dettagli

ai giovani 18 24 anni che non hanno conseguito il diploma di scuola media superiore al 10%.

ai giovani 18 24 anni che non hanno conseguito il diploma di scuola media superiore al 10%. COMUNE di SASSARI UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SASSARI PROTOCOLLO D INTESA INTERISTITUZIONALE FINALIZZATO ALLA CONOSCENZA DEL FENOMENO DELLA DISPERSIONE SCOLASTICA E ALLA PRIMA INDIVIDUAZIONE DI MISURE DI

Dettagli

Validazione e certificazione delle competenze in dieci domande

Validazione e certificazione delle competenze in dieci domande www.bollettinoadapt.it, 18 febbraio 2013 Validazione e certificazione delle competenze in dieci domande di Andrea Simonicini Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo 16 gennaio

Dettagli

La formazione tecnica per il lavoro Come cambia e quanto è efficace

La formazione tecnica per il lavoro Come cambia e quanto è efficace La formazione tecnica per il lavoro Come cambia e quanto è efficace Istituito nel 1999 con la legge n. 144/99, il canale della formazione tecnica superiore ha vissuto un articolato processo di adeguamento

Dettagli

Sintesi dei risultati

Sintesi dei risultati 1 Sintesi dei risultati Il presente documento sintetizza i principali risultati ottenuti dall attività di ricerca e di intervista sviluppata dallo Studio GMB per conto dell Associazione Territorio e Cultura

Dettagli

Regione Autonoma Valle d Aosta

Regione Autonoma Valle d Aosta Allegato alla deliberazione della Giunta regionale Regione Autonoma Valle d Aosta Disciplina in materia di tirocini 1 SEZIONE A Art. 1 Finalità, tipologie e destinatari 1. Con il presente provvedimento,

Dettagli

Progetto PON FSE Supporto alla Transnazionalità. Nota informativa: Il programma sperimentale italiano Staffetta Generazionale.

Progetto PON FSE Supporto alla Transnazionalità. Nota informativa: Il programma sperimentale italiano Staffetta Generazionale. Progetto PON FSE Supporto alla Transnazionalità Nota informativa: Il programma sperimentale italiano Staffetta Generazionale Maggio 2013 Indice Premessa 1. Il Programma sperimentale Staffetta Generazionale

Dettagli

LA FORMAZIONE PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE FINANZIATA DAL FONDO SOCIALE EUROPEO 1

LA FORMAZIONE PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE FINANZIATA DAL FONDO SOCIALE EUROPEO 1 LA FORMAZIONE PER LA PA FINANZIATA DAL FSE PARTE II - CAPITOLO 2 LA FORMAZIONE PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE FINANZIATA DAL FONDO SOCIALE EUROPEO 1 LA PROGRAMMAZIONE DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME

Dettagli

IL SISTEMA ARTIGIANATO: COMPETENZE E SERVIZI A SUPPORTO DELLE IMPRESE. Opportunità per la Opportunità per la formazione aziendale

IL SISTEMA ARTIGIANATO: COMPETENZE E SERVIZI A SUPPORTO DELLE IMPRESE. Opportunità per la Opportunità per la formazione aziendale + IL SISTEMA ARTIGIANATO: COMPETENZE E SERVIZI A SUPPORTO DELLE IMPRESE Opportunità per la Opportunità per la formazione aziendale + FORMAZIONE FORMA la dimensione delle regole, dei criteri di un percorso

Dettagli

ACCORDO PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO 5 DICEMBRE 2007 PER I DIRIGENTI DELLE PICCOLE E MEDIE AZIENDE INDUSTRIALI

ACCORDO PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO 5 DICEMBRE 2007 PER I DIRIGENTI DELLE PICCOLE E MEDIE AZIENDE INDUSTRIALI ACCORDO PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO 5 DICEMBRE 2007 PER I DIRIGENTI DELLE PICCOLE E MEDIE AZIENDE INDUSTRIALI Addì, 22 dicembre 2010, in Roma CONFAPI FEDERMANAGER e Premesso

Dettagli

ALLEGATO B. D.I. n. 436/2000 artt. 1 e 4 I PERCORSI FORMATIVI PER ADULTI OCCUPATI

ALLEGATO B. D.I. n. 436/2000 artt. 1 e 4 I PERCORSI FORMATIVI PER ADULTI OCCUPATI ALLEGATO B D.I. n. 436/2000 artt. 1 e 4 I PERCORSI FORMATIVI PER ADULTI OCCUPATI 2 I PERCORSI FORMATIVI PER ADULTI OCCUPATI Le caratteristiche strutturali dei percorsi dell IFTS (modularità, unità capitalizzabili,

Dettagli

Avviso n. 2/2013 - Internazionalizzazione Sostegno alla formazione per l internazionalizzazione delle PMI aderenti.

Avviso n. 2/2013 - Internazionalizzazione Sostegno alla formazione per l internazionalizzazione delle PMI aderenti. Avviso n. 2/2013 - Internazionalizzazione Sostegno alla formazione per l internazionalizzazione delle PMI aderenti. Avviso n. 2/2013 Internazionalizzazione 1 1 Finalità Il Fondo paritetico interprofessionale

Dettagli

Il progetto OIRA (Online Interactive Risk Assesment Valutazione interattiva dei rischi online)

Il progetto OIRA (Online Interactive Risk Assesment Valutazione interattiva dei rischi online) Convegno Nazionale Gestiamo la prevenzione in modo efficace e semplificato Il progetto OIRA (Online Interactive Risk Assesment Valutazione interattiva dei rischi online) Grazia Nuzzi e Pierpaolo Masciocchi

Dettagli

IL SISTEMA DEGLI INCENTIVI ALL OCCUPAZIONE. A cura del Servizio Politiche Territoriali e Coesione UIL (febbraio 2015)

IL SISTEMA DEGLI INCENTIVI ALL OCCUPAZIONE. A cura del Servizio Politiche Territoriali e Coesione UIL (febbraio 2015) IL SISTEMA DEGLI INCENTIVI ALL OCCUPAZIONE A cura del Servizio Politiche Territoriali e Coesione UIL (febbraio 2015) Jobs Act non solo contratto a tutele crescenti, razionalizzazione delle tipologie contrattuali,

Dettagli

FORMAZIONE PER I DIRIGENTI (imprese fino a 20 dirigenti)

FORMAZIONE PER I DIRIGENTI (imprese fino a 20 dirigenti) FORMAZIONE PER I DIRIGENTI (imprese fino a 20 dirigenti) Le piccole e medie imprese svolgono un ruolo molto importante nell economia italiana e ne costituiscono una ricchezza fondamentale. Spesso il rapporto

Dettagli

2012-2014. Indirizzi per la programmazione della formazione di base e trasversale

2012-2014. Indirizzi per la programmazione della formazione di base e trasversale APPRENDISTATO PROFESSIONALIZZANTE O CONTRATTO DI MESTIERE (art. 4 - D.Lgs. n. 167/2011) 2012-2014 Indirizzi per la programmazione della formazione di base e trasversale Provvedimento attuativo dell art.

Dettagli

Le risorse per la formazione dei lavoratori in Italia I Fondi interprofessionali

Le risorse per la formazione dei lavoratori in Italia I Fondi interprofessionali Le risorse per la formazione dei lavoratori in Italia I Fondi interprofessionali Come funziona Fondimpresa I 1 Come viene finanziata la formazione per i lavoratori: lo e il Fse Le imprese private e, dal

Dettagli

6 IL RUOLO DEL FINANZIAMENTO PUBBLICO

6 IL RUOLO DEL FINANZIAMENTO PUBBLICO 6 IL RUOLO DEL FINANZIAMENTO PUBBLICO Nel comprendere le strategie formative adottate dalle grandi imprese assume una particolare rilevanza esaminare come si distribuiscano le spese complessivamente sostenute

Dettagli

FORMATI PER IL TUO FUTURO

FORMATI PER IL TUO FUTURO FORMATI PER IL TUO FUTURO Curriculum Aziendale PER IL TUO FUTURO accresci le tue attitudini e potenzialità è lo slogan promosso dal centro studi della Scuola la Tecnica. Un moderno centro studi e progettazione

Dettagli

L ITALIA VISTA DALL EUROPA Verso i traguardi di Lisbona: i risultati dell Italia 4a edizione - Marzo 2007

L ITALIA VISTA DALL EUROPA Verso i traguardi di Lisbona: i risultati dell Italia 4a edizione - Marzo 2007 L ITALIA VISTA DALL EUROPA Verso i traguardi di Lisbona: i risultati dell 4a edizione - Marzo 2007 SINTESI Confindustria pubblica per la quarta volta L vista dall Europa, documento annuale che fa il punto

Dettagli

Investimento in formazione e inserimento nel mercato del lavoro

Investimento in formazione e inserimento nel mercato del lavoro Investimento in formazione e inserimento nel mercato del lavoro Le Linee guida per la formazione nel 2010 e il rilancio dei contratti a contenuto formativo Roma, 6 maggio 2010 Emmanuele Massagli Ricercatore

Dettagli

APPRENDISTATO DI ALTA FORMAZIONE RICERCA VADEMECUM PER LE AZIENDE

APPRENDISTATO DI ALTA FORMAZIONE RICERCA VADEMECUM PER LE AZIENDE APPRENDISTATO DI ALTA FORMAZIONE RICERCA VADEMECUM PER LE AZIENDE A cura dell Ufficio Job Placement dell Università degli Studi Roma Tre Il testo di seguito proposto costituisce una sintesi delle norme

Dettagli

L Assessore all Istruzione, Formazione Professionale e Lavoro della Regione Piemonte Gianna Pentenero e i rappresentanti dei seguenti organismi:

L Assessore all Istruzione, Formazione Professionale e Lavoro della Regione Piemonte Gianna Pentenero e i rappresentanti dei seguenti organismi: AMMORTIZZATORI SOCIALI IN DEROGA ACCORDO QUADRO FRA LA REGIONE PIEMONTE E LE PARTI SOCIALI PIEMONTESI DEFINIZIONE DELLE MODALITA GESTIONALI 2014-2015 A SEGUITO DELL EMANAZIONE DEL DECRETO INTERMINISTERIALE

Dettagli

Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale per la Formazione Continua nelle imprese cooperative costituito da AGCI, Confcooperative, Legacoop e

Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale per la Formazione Continua nelle imprese cooperative costituito da AGCI, Confcooperative, Legacoop e 2014 Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale per la Formazione Continua nelle imprese cooperative costituito da AGCI, Confcooperative, Legacoop e CGIL, CISL, UIL Siamo il Fondo della formazione delle

Dettagli

Formazione, Animazione, Ricerca, per la costituzione di un Osservatorio sulla Formazione Continua

Formazione, Animazione, Ricerca, per la costituzione di un Osservatorio sulla Formazione Continua Formazione, Animazione, Ricerca, per la costituzione di un Osservatorio sulla Formazione Continua Gli OBIETTIVI del PROGETTO Creare le migliori condizioni per favorire l integrazione tra le diverse fonti

Dettagli

DALL INTUIZIONE DELL OCCUPABILITA ALLA MISURAZIONE DELL OCCUPABILITA : ALCUNI ESPERIMENTI REALIZZATI IN PROVINCIA DI TORINO

DALL INTUIZIONE DELL OCCUPABILITA ALLA MISURAZIONE DELL OCCUPABILITA : ALCUNI ESPERIMENTI REALIZZATI IN PROVINCIA DI TORINO DALL INTUIZIONE DELL OCCUPABILITA ALLA MISURAZIONE DELL OCCUPABILITA : ALCUNI ESPERIMENTI REALIZZATI IN PROVINCIA DI TORINO A cura dell Osservatorio sul mercato del lavoro della Provincia di Torino e del

Dettagli

MISTER - AV/29/S12II Relazione Finale

MISTER - AV/29/S12II Relazione Finale MISTER - AV/29/S12II Relazione Finale Il Programma formativo MISTER - AV/29/S12II, è stato realizzato dall ente attuatore Consorzio TecFor. Il consorzio TecFor è stato fondato nel 1990 con l obiettivo

Dettagli

Report di monitoraggio trimestrale Piani formativi promossi dai Fondi Paritetici Interprofessionali N. 6

Report di monitoraggio trimestrale Piani formativi promossi dai Fondi Paritetici Interprofessionali N. 6 Servizio Assistenza tecnica e supporto al funzionamento Osservatorio Regionale per la Formazione Continua Rif.to contratto rep. n. 1236 del 24.09.2013 1.b) Implementazione periodica del monitoraggio trimestrale

Dettagli

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Schema di regolamento recante norme generali per la ridefinizione dell assetto organizzativo didattico dei centri d istruzione per gli adulti,

Dettagli

I beni culturali come volano della crescita economica e sociale. del territorio. 4. I beni culturali come volano della crescita economica e sociale

I beni culturali come volano della crescita economica e sociale. del territorio. 4. I beni culturali come volano della crescita economica e sociale I beni culturali Il problema I beni culturali un elemento di estremo rilievo per la crescita della cultura e della qualità della vita dei cittadini - possono favorire lo sviluppo di alcune iniziative economiche

Dettagli

PROPOSTA DI PROGETTO DI LEGGE. Qualità, innovazione ed internazionalizzazione nei sistemi di istruzione, formazione e lavoro in Regione Lombardia

PROPOSTA DI PROGETTO DI LEGGE. Qualità, innovazione ed internazionalizzazione nei sistemi di istruzione, formazione e lavoro in Regione Lombardia PROPOSTA DI PROGETTO DI LEGGE Qualità, innovazione ed internazionalizzazione nei sistemi di istruzione, formazione e lavoro in Regione Lombardia Art. 1 (Innovazione nel sistema educativo di istruzione

Dettagli

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE LINEE DI INDIRIZZO PER UNA NUOVA PROGRAMMAZIONE CONCERTATA TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO IN MATERIA IN.F.E.A. (INFORMAZIONE-FORMAZIONE-EDUCAZIONE AMBIENTALE) VERSO

Dettagli

1. Il welfare locale. 1. 1 Contesto normativo

1. Il welfare locale. 1. 1 Contesto normativo 1. 1 Contesto normativo L evoluzione normativa, avvenuta negli ultimi trentanni a livello nazionale in materia sanitaria e sociale e a livello regionale (dalle Leggi Regionali n. 78/1979, n. 13/ 1980,

Dettagli

Borsa Lavoro Edile Nazionale (BLEN.it)

Borsa Lavoro Edile Nazionale (BLEN.it) Borsa Lavoro Edile Nazionale (BLEN.it) Lo strumento delle Parti Sociali per la buona occupazione www.blen.it Iscrizione Formedil all Albo del Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali-Agenzie per

Dettagli

Garanzia Giovani: Piani Esecutivi regionali e ruolo delle Agenzie Formative Focus sulla Regione LOMBARDIA

Garanzia Giovani: Piani Esecutivi regionali e ruolo delle Agenzie Formative Focus sulla Regione LOMBARDIA Governance Regionale e sviluppo dei servizi per il lavoro Linea 2. Network degli operatori del mercato del lavoro Garanzia Giovani: Piani Esecutivi regionali e ruolo delle Agenzie Formative Focus sulla

Dettagli

Numeri del Sud. Indicatori regionali del QCS 2000-2006. Bollettino statistico a cura dell'unità di Valutazione degli Investimenti Pubblici DPS - MEF

Numeri del Sud. Indicatori regionali del QCS 2000-2006. Bollettino statistico a cura dell'unità di Valutazione degli Investimenti Pubblici DPS - MEF Numeri del Sud Indicatori regionali del QCS 2-26 Bollettino statistico a cura dell'unità di Valutazione degli Investimenti Pubblici DPS - MEF Aprile 26 I Numeri del Sud segnalano le disparità esistenti

Dettagli

IL GLOSSARIO QUALE SUPPORTO METODOLOGICO PER LA COMPRENSIONE E L UTILIZZO DELL E LEARNING

IL GLOSSARIO QUALE SUPPORTO METODOLOGICO PER LA COMPRENSIONE E L UTILIZZO DELL E LEARNING I N T R O D U Z I O N E IL GLOSSARIO QUALE SUPPORTO METODOLOGICO PER LA COMPRENSIONE E L UTILIZZO DELL E LEARNING Il presente Glossario e learning costituisce il risultato di un attività di ricerca condotta

Dettagli

la restante parte, pari a euro 1.275.670,86, graverà sulle risorse del Por Fse 2014/2020.

la restante parte, pari a euro 1.275.670,86, graverà sulle risorse del Por Fse 2014/2020. Oggetto: Programmazione e finanziamento percorsi formativi per il rilascio della qualifica di Operatori Socio Sanitari (OSS). Revoca parziale delle Delib.G.R. n. 47/43 del 14.11.2013 e n. 5/37 dell'11.2.2014.

Dettagli

Il giorno XX, presso la sede della Provincia di Lecco, P.zza Lega Lombarda, 4 Lecco, TRA

Il giorno XX, presso la sede della Provincia di Lecco, P.zza Lega Lombarda, 4 Lecco, TRA PROTOCOLLO D INTESA TRA LA PROVINCIA DI LECCO, LA CAMERA DI COMMERCIO DI LECCO E L ASSOCIAZIONE NETWORK OCCUPAZIONE PER LA REALIZZAZIONE DI PERCORSI FORMATIVI PROGETTATI SULLA BASE DELL ANALISI DEI FABBISOGNI

Dettagli

CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME

CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME Obbligo di istruzione Linee guida per le agenzie formative accreditate ai sensi del DM del 29/11/2007 (MPI/MLPS) Premessa 1. Il contesto di riferimento

Dettagli

PIANO DI AZIONI POSITIVE PER IL TRIENNIO 2012 2014. Premessa

PIANO DI AZIONI POSITIVE PER IL TRIENNIO 2012 2014. Premessa PIANO DI AZIONI POSITIVE PER IL TRIENNIO 2012 2014 Premessa Nell ambito delle finalità espresse dalla L. 125/1991 e successive modificazioni ed integrazioni, ossia favorire l occupazione femminile e realizzare

Dettagli