Smarter Thinking. Simpler Design. Genesis. Manuale Protesico

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1 Smarter Thinking. Simpler Design. Genesis Manuale Protesico

2 Indice dei contenuti INTRODUZIONE 2 Connessione 2 Descrizione delle icone 3 Diametri delle piattaforme 3 PIANIFICAZIONE DEL TRATTAMENTO 4 Modelli diagnostici 4 Guide chirurgiche 4 Esecuzione di una guida chirurgica 4 Cuffie di guarigione 5 PROFILI ANATOMICI 6 Procedure con chiave dinamometrica 7 OPZIONI PROTESICHE 8 Protesi cementata 8 Protesi avvitata 9 Protesi con overdenture ancorata su impianti 10 Protesi con overdenture ancorata su barra 11 PROCEDURE DI PULIZIA E STERILIZZAZIONE 12 TECNICHE DI IMPRONTA 13 Transfer per impronta pick-up diretta (cucchiaio aperto) 13 Transfer per impronta indiretta (cucchiaio chiuso) 14 Procedura della tecnica d impronta pick-up diretta (cucchiaio aperto) 15 Procedura della tecnica d impronta indiretta (cucchiaio chiuso) 16 Esecuzione del modello da laboratorio 17 TECNICHE PER LA REALIZZAZIONE DI PROTESI PROVVISORIE 18 Applicazioni previste 18 Realizzazione di protesi provvisorie avvitate In studio 18 Realizzazione di protesi provvisorie cementate In studio 19 PROTESI CEMENTATA 21 Pilastro in Ti con profilo estetico 21 a. Preparazione in laboratorio del pilastro in Ti con profilo estetico 22 b. Preparazione in studio del provvisorio da parte del medico 25 Pilastro personalizzato UCLA oro/plastica 28 Sistema di pilastri SureConnect 33 PROTESI AVVITATA 41 Sistema di pilastri UCLA oro/plastica 41 PROTESI CON OVERDENTURE 46 Opzioni di restauro 46 Considerazioni preliminari 47 SISTEMA DI PILASTRI LOCATOR 48 Come usare lo strumento 3 in 1 49 Posizionamento in studio del pilastro Locator Nuova protesi 51 Posizionamento in studio del pilastro Locator Protesi già esistente 54 SISTEMA DI PILASTRI SNAP 57 Posizionamento in studio del pilastro Snap Nuova protesi 58 Posizionamento in studio del pilastro Snap Protesi già esistente 61 Posizionamento e ribasatura degli inserti ritentivi del pilastro Snap 63 OVERDENTURE ANCORATA SU BARRE 63 Esecuzione di un overdenture ancorata su barre 63 Overdenture su barre utilizzando il sistema di pilastri UCLA oro/plastica 64 PROTESI FISSA/MOBILE CON SISTEMA DI PILASTRI MULTI-UNIT 69 Posizionamento e tecnica d impronta del pilastro Multi-Unit 70 Simbologia =Attenzione =Note =Suggerimento

3 2 Introduzione INTRODUZIONE Questo manuale serve da riferimento per i protesisti e gli odontotecnici nelle procedure riabilitative con impianti conici o cilindrici e componenti protesiche del Sistema Implantare Genesis di Keystone Dental. Non ha lo scopo di descrivere i metodi o le procedure per la diagnosi, la pianificazione dei trattamenti, il posizionamento o la riabilitazione. Keystone Dental raccomanda vivamente di seguire una formazione appropriata come pre-requisito per il posizionamento/la riabilitazione di impianti e trattamenti associati. Le procedure descritte in questo manuale rispecchiano rappresentazioni idealizzate dei pazienti all inizio della riabilitazione. Connessione Gli impianti conici e cilindrici del Sistema Implantare Genesis condividono piattaforme protesiche identiche dotate di una connessione interna brevettata a 6 lobi (TiLobe ), che permette una perfetta compatibilità tra le due tipologie di impianti. Entrambe possono essere utilizzate in piani terapeutici a una o due fasi chirurgiche. La connessione TiLobe utilizza lo stesso diametro della vite protesica con tutti i diametri degli impianti. Gli impianti conici di diametro 5.5 e 6.5 mm condividono la stessa componentistica protesica. Caratteristiche della connessione TiLobe : a. Connessione protesica medializzata sugli impianti di tutti i diametri b. 8.5 Conicità c. Connessione interna a 6 lobi d. Guida Pilota a. Connessione protesica medializzata { b. 8.5 Conicità c. Connessione a 6 lobi { d. Guida Pilota Design Conico Design Cilindrico Keystone Dental, Inc (U.S.A.) (International)

4 3 Descrizione delle icone Queste icone rappresentano il diametro della connessione protesica del Sistema Implantare Genesis. Si trovano su tutte le etichette delle confezioni per identificare le componenti corrispondenti ad ogni piattaforma protesica. Può utilizzare componenti protesiche 4.0mm e 5.0mm che si abbinano all impianto da 3.8mm Ø. Può utilizzare componenti protesiche 5.0mm e 6.0mm che si abbinano all impianto da 4.5mm Ø. Può utilizzare componenti protesiche 5.0mm che si abbinano all impianto da 5.5mm Ø. Può utilizzare componenti protesiche 6.0mm che si abbinano all impianto da 5.5/6.5mm Ø. Diametri delle piattaforme Gli impianti Genesis sono disponibili con piattaforme dei seguenti diametri e lunghezze: 3.8mm Ø Cilindrico e Conico Lunghezze disponibili da 8.5, 10, 11.5, 13 e 16mm Diametro piattaforma 4.5mm Ø Cilindrico e Conico Lunghezze disponibili da 8.5, 10, 11.5, 13 e 16mm 5.5mm Ø solo Conico Lunghezze disponibili da 8.5, 10, 11.5 e 13mm 6.5mm Ø solo Conico Lunghezze disponibili da 8.5, 10, 11.5 e 13mm

5 4 Pianificazione del trattamento PIANIFICAZIONE DEL TRATTAMENTO La riuscita di un trattamento richiede gli sforzi coordinati del chirurgo, del protesista e dell odontotecnico. Le discussioni pre-chirurgiche tra questi individui sulle opzioni terapeutiche permettono di determinare la strategia riabilitativa appropriata e consentono di raggiungere un equilibrio tra gli obiettivi chirurgici, estetici, fonetici e funzionali della protesi definitiva. Inoltre, questo approccio coordinato, assicura che il trattamento risulti completo, senza l omissione di aspetti tecnici fondamentali, quali l utilizzo di una guida chirurgica per il posizionamento dell impianto e la conservazione della biomeccanica della protesi definitiva. Modelli diagnostici Il chirurgo, il protesista e l odontotecnico, dovrebbero concorrere nel produrre modelli diagnostici in cera e guide chirurgiche appropriate. I montaggi diagnostici e i modelli in cera rappresentano le basi per il corretto posizionamento dell impianto. Guide chirurgiche Le guide chirurgiche si utilizzano per indicare i limiti ideali per il posizionamento degli impianti e per impedire che essi vengano inseriti in posizione troppo buccale/linguale o mesiale/distale. Questo procedimento aiuta ad assicurare il posizionamento funzionale degli impianti e un buon risultato estetico. Il chirurgo dovrebbe comunicare all odontotecnico eventuali condizioni che potrebbero influenzare il design della guida (quali il tipo di incisione che verrà utilizzato, il riassorbimento previsto del tessuto, ecc.). La guida chirurgica fornisce informazioni anche sulla forma ideale del dente e delle strutture ossee di supporto che sono state perse. Keystone Dental offre il sistema di pianificazione EasyGuide per il posizionamento corretto degli impianti. Questo software consente una pianificazione virtuale dell intervento chirurgico in base ai dati acquisiti sul paziente mediante tomografia computerizzata (TC) e offre un servizio in cui la guida radiografica, indossata dal paziente durante la scansione, viene trasformata in una guida chirurgica. Quando si acquista il programma è utile consultare la letteratura relativa a Easy Guide inclusa nella confezione del software per ottenere informazioni dettagliate su prodotti e procedure. Esecuzione di una guida chirurgica Esistono diversi metodi per eseguire una guida chirurgica e uno dei più comuni è descritto di seguito. una volta completato il montaggio diagnostico in cera, creare una replica in gesso e realizzare uno splint acrilico trasparente nell area dell impianto e nei denti adiacenti. Per migliorare la stabilità estendere lo splint includendo il maggior numero di denti possibile e le eventuali flange. demarcare sulla guida chirurgica la zona ideale in cui posizionare il centro dell impianto. Gli impianti sono progettati per un carico assiale. La demarcazione sulla guida chirurgica deve replicare la posizione ottimale che consenta il carico assiale. Per i denti posteriori il carico deve avvenire attraverso il tavolato occlusale del dente. Per i denti anteriori, la posizione ideale è sul margine incisale del dente. praticare dei fori nel modello, nei punti in cui è stata eseguita la demarcazione. Keystone Dental, Inc (U.S.A.) (International)

6 5 NOTA: : in caso di arcate totalmente edentule, la guida chirurgica deve estendersi alle zone in cui il tessuto molle non provochi riflesso (cioè al palato, alle tuberosità mascellari o ai trigoni retromolari nella mandibola). Ciò garantisce stabilità alla guida durante l intervento. Cuffia di guarigione La cuffia di guarigione è costituita da un unico elemento studiato per ottenere ottimi risultati estetici. Questo tipo di componente viene utilizzato per condizionare i tessuti molli durante la fase di guarigione e può essere utilizzato sia negli interventi a una fase che a due fasi chirurgiche. Interventi a una fase Posizionare l impianto a livello dell osso e lasciare che la cuffia di guarigione emerga dal tessuto molle. Una volta completata la guarigione dell impianto e il condizionamento del tessuto, sostituire la cuffia di guarigione con un pilastro provvisorio o definitivo. Interventi a due fasi NOTA: sebbene l impianto non abbia una funzione occlusale durante la guarigione, alcune forze possono esservi trasmesse attraverso la parte esposta della cuffia di guarigione. Si raccomanda pertanto di rimuovere dalla protesi provvisoria eventuali materiali che potrebbero sovraccaricare la cuffia durante la fase di guarigione. Posizionare una vite di copertura subito dopo l inserimento dell impianto e suturare il tessuto molle. Dopo un adeguato periodo di osteointegrazione, inserire la cuffia di guarigione con una seconda procedura chirurgica. Applicazioni previste Per tutti i settori della bocca Solo per uso temporaneo Torque consigliato: 10Ncm Sulle cuffie di guarigione sono incisi con il laser i numeri identificativi del diametro dell impianto, della svasatura e dell altezza della cuffia. 3.8Ø identifica il diametro dell impianto 5.0 identifica la svasatura della cuffia di guarigione 3 identifica l altezza della cuffia di guarigione

7 6 Profili anatomici SVASATURE COSTANTI Il Sistema Implantare Genesis offre una linea completa di componenti protesiche con profili anatomici, dalle cuffie di guarigione, ai pilastri per provvisori, dai transfer per impronta, ai pilastri definitivi per ogni piattaforma protesica. Se il chirurgo ha inserito una cuffia di guarigione con una svasatura specifica è importante utilizzare componenti con la stessa svasatura durante tutto il piano terapeutico. In questo modo si garantisce un facile posizionamento delle componenti protesiche e il sostegno dei margini del tessuto molle per ottenere un emergenza naturale su tutta la gengiva. Per ogni piattaforma protesica sono disponibili due diverse svasature. La tabella sottostante visualizza le svasature corrette per ogni piattaforma protesica. Cuffia di guarigione Pilastro Provvisorio Transfer per impronta svasato Pilastro estetico Ti Pilastro SureConnect Diametro dell impianto Svasature disponibili 3.8Ø 4.0mm 5.0mm 4.5Ø 5.0mm 6.0mm 5.5Ø 5.0mm 6.0mm 6.5Ø 6.0mm 7.0mm I pilastri personalizzati non sono dotati di un collare specifico in quanto la parte emergente sarà determinata dalla svasatura del restauro finale. Keystone Dental, Inc (U.S.A.) (International)

8 7 Procedura con chiave dinamometrica La misurazione del torque è estremamente importante per il successo delle procedure protesiche. L avvitamento dei pilastri e delle viti ai valori di torque raccomandati permette l integrità dell interfaccia pilastro/impianto quando viene ripristinata la piena funzionalità. Le viti dei pilastri definitivi Genesis hanno un torque consigliato di 30 Ncm. Posizionare i pilastri sull impianto e stringere a mano con la vite del pilastro definitivo in posizione; inserire l avvitatore specifico sulla chiave dinamometrica ; inserire la vite del pilastro con l avvitatore e applicare una forte pressione apicale per garantire l appropriato posizionamento dello strumento. Se non si inserisce correttamente la vite del pilastro si può causare una deformazione all avvitatore o al componente. Per garantire che sia applicato il torque corretto, impostare la chiave sul valore desiderato e ruotare lentamente in senso orario finché il perno si rompe. Ciò garantisce che è stato utilizzato il valore corretto di torque. Ruotare fino a quando viene visualizzato il torque desiderato sull impugnatura della chiave dinamometrica. Allineare i valori di torque su entrambe i lati della chiave. Per applicare il torque impostato alla vite del pilastro ruotare la chiave dinamometrica. NOTA: ruotare la chiave dinamometrica in senso orario fino a quando compare la scritta IN sulla parte superiore della stessa. Continuare a ruotare la chiave dinamometrica fino al click per ottenere il torque desiderato. Ciò garantisce che è stato raggiunto il valore corretto di torque.

9 8 Opzioni protesiche OPZIONI PROTESICHE Protesi cementata Le protesi cementate sono molto simili alle protesi convenzionali composte da corona e ponte. Viene preparato un pilastro che in seguito verrà avvitato sull impianto. Il foro di accesso alla vite è protetto in modo da poter recuperare il pilastro, se necessario. La corona o il restauro sono cementati al pilastro preparato in modo molto simile a come viene cementata una corona a un dente naturale. a. Applicazioni previste Protesi singole o multiple Arcate totalmente o parzialmente edentule Denti situati in ogni settore della bocca b. Vantaggi Uso delle tecniche convenzionali impiegate per corone e ponti Mantenimento dell integrità occlusale ottimale attraverso la superficie intatta del restauro cementato Flessibilità per ottenere risultati estetici ottimali. c. Svantaggi Difficoltà nel recupero della protesi, se necessario. Keystone Dental, Inc (U.S.A.) (International)

10 9 Protesi avvitata La protesi avvitata è indicata quando lo spazio tra le arcate è limitato e/o si decide di eseguire tale tipologia di riabilitazione. In questo caso, la sottostruttura personalizzata e la corona costituiscono un unico pezzo, avvitato sull impianto e ancorato con una vite che passa attraverso la superficie occlusale della protesi. a. Applicazioni previste Protesi singole o multiple Protesi fisse/mobili (di tipo ibrido) Arcate totalmente o parzialmente edentule Spazio ridotto tra le arcate Denti situati in ogni settore della bocca b. Vantaggi Facilità di reintervento per il mantenimento dell igiene Spazio ridotto tra le arcate c. Svantaggi Protesi di tipo splintato su impianti con angoli divergenti superiori a 10 I fori per le viti occlusali possono risultare poco estetici

11 10 Opzioni protesiche Protesi con overdenture ancorata su impianti La protesi è ancorata in bocca con un sistema di connessione, supportato dal tessuto molle, che contiene una cuffia metallica ed un inserto ritentivo che fissano la protesi ai pilastri degli impianti. I pilastri si avvitano direttamente agli impianti e sono possibili diverse opzioni ritentive. a. Applicazioni previste Pazienti insoddisfatti della protesi o che non si sono abituati ad essa e che necessitano di una maggiore ritenzione e di un maggiore comfort orale Pazienti che desiderano una protesi più stabile Pazienti parzialmente edentuli con dentizione seriamente compromessa (che stanno per diventare totalmente edentuli) che non possono mantenere o supportare con successo una protesi mobile non supportata da impianti Posizione ideale sul laterale o sul canino per ridurre la tendenza della protesi a basculare b. Vantaggi La protesi è removibile per consentire l igiene orale quotidiana Si può utilizzare una protesi già esistente Investimento economico contenuto per il paziente c. Svantaggi Nessuno quando non sono presenti controindicazioni Keystone Dental, Inc (U.S.A.) (International)

12 11 Protesi con overdenture ancorata su barra Le protesi avvitate vengono anche utilizzate per overdenture ancorate su barre e/o su impianti. La protesi può venire ancorata alle connessioni della barra, mediante clip ritentive o connessioni snap, oppure fissata direttamente alla barra e avvitata agli impianti (tipo fisso/mobile o ibrido). NOTA: è indicato l uso di una protesi collegata all impianto e supportata dal tessuto quando vi sono meno di quattro impianti nella mandibola e meno di sei nella mascella. a. Applicazioni previste Protesi multiple Settori in cui si è verificato un riassorbimento osseo importante Spazio inter-occlusale eccessivo Pazienti totalmente edentuli nel mascellare/mandibola b. Vantaggi Overdenture ancorata su barre - Facilmente removibile da parte del paziente - Semplice mantenimento dell igiene orale Overdenture ancorata su impianti - Fissa, non mobile c. Svantaggi Lo spazio inter-occlusale tra la mascella e la mandibola è limitato d. Numero di impianti Nella mandibola si consigliano da quattro a sei impianti per protesi ancorata. Nella mascella si consigliano da sei a dieci impianti per protesi ancorata.

13 12 Procedure di pulizia e sterilizzazione PROCEDURE DI PULIZIA E STERILIZZAZIONE Alcune componenti della protesi sono fornite in confezioni sterili, trattate con raggi gamma. Consultare l etichetta della confezione in questione per determinare se la componente protesica è sterile. Prima dell installazione, i pilastri non sterili devono essere sottoposti a una procedura di pulizia e sterilizzazione. Tale procedura dovrebbe, preferibilmente, essere eseguita in un apparecchio ad ultrasuoni con una miscela costituita da detergente specifico ed acqua. Per le procedure di sterilizzazione, seguire le seguenti istruzioni: PILASTRO Pilastro UCLA in oro/plastica* Pilastro provvisorio in Ti PROCEDURA DI STERILIZZAZIONE Sterilizzazione a vapore: 134 C (273 F) 20 minuti d esposizione/40 minuti tempo di asciugatura Sterilizzazione a vapore sotto vuoto: 134 C (273 F) 4 minuti d esposizione/40 minuti tempo di asciugatura Cuffia di guarigione Non richiesta. Consegnati sterili. Pilastro provvisorio Vite definitiva del pilastro Pilastro Locator Pilastro Snap Pilastro in Ti con profilo estetico Pilastro SureConnect Transfer per impronta *ATTENZIONE: non sterilizzare in autoclave i componenti in plastica. Il pilastro UCLA realizzato dal laboratorio odontotecnico deve essere sterilizzato seguendo le stesse procedure indicate nello schema sovrastante per i pilastri UCLA oro/plastica. Keystone Dental, Inc (U.S.A.) (International)

14 Tecniche di impronta 13 TECNICHE DI IMPRONTA Esistono tre tipi di tecniche di impronta utilizzate in implantologia: Con pilastro preparabile: il pilastro viene posizionato e preparato in bocca. La vite del pilastro viene serrata utilizzando il valore di torque raccomandato. Viene eseguita un impronta di tale pilastro. A livello dell impianto: il pilastro di guarigione viene rimosso e sull impianto viene posizionato un transfer per impronta. Viene eseguita un impronta per trasferire la posizione dei lobi, l angolo di emergenza, la svasatura del transfer per impronta e la profondità del collare mucoso. A livello del pilastro: il pilastro di guarigione viene rimosso e sull impianto viene posizionato un pilastro non preparabile. Su questo viene posizionato un transfer per impronta o una cappetta per impronta del pilastro. Le impronte a livello dell impianto e a livello del pilastro possono essere eseguite con una delle seguenti tecniche: Tecnica d impronta pick-up diretta (cucchiaio aperto) o tecnica d impronta indiretta (cucchiaio chiuso). La scelta della tecnica dipende dal piano di trattamento e dal grado di precisione necessario per produrre il manufatto protesico finale. La tecnica diretta è considerata più accurata ed è consigliata nei restauri multipli. I transfer per impronta del Sistema Implantare Genesis sono confezionati con una vite corta ed una lunga per consentire l applicazione di entrambe le tecniche. Transfer per impronta pick-up diretta (cucchiaio aperto) Questa tecnica richiede l utilizzo di un transfer per impronta e di una vite lunga. L impronta diretta trasferisce la posizione dei lobi, l angolo di emergenza, la svasatura del transfer per impronta e la profondità del collare mucoso. Tali informazioni sono fondamentali per il successo della riabilitazione e trasferiscono ad un modello da laboratorio le informazioni relative alla bocca del paziente. In questa tecnica, il transfer per impronta è collegato all impianto e viene svitato quando il materiale da impronta solidifica. Esso rimane all interno dell impronta quando quest ultima viene rimossa dalla bocca del paziente. L utilizzo della tecnica per impronta diretta è raccomandata quando si esegue una riabilitazione multipla. 3.8mm Ø 4.5mm Ø 5.5mm Ø 6.5mm Ø Svasatura da 4.0mm Codice G71100 Svasatura da 5.0mm Codice G71102 Svasatura da 5.0mm Codice G71104 Svasatura da 6.0mm Codice G71105 Svasatura da 5.0mm Codice G71101 Svasatura da 6.0mm Codice G71103 Svasatura da 6.0mm Codice G71105 Corpo del transfer per impronta Vite lunga NOTA: i transfer per impronta diretta possono essere difficili da utilizzare nei settori posteriori dove lo spazio fra le arcate può essere limitato.

15 14 Tecniche di impronta Transfer per impronta indiretta (cucchiaio chiuso) Questa tecnica richiede l utilizzo di un transfer per impronta e di una vite corta. L impronta indiretta trasferisce la posizione dei lobi, l angolo di emergenza, la svasatura del transfer per impronta e la profondità del collare mucoso. Tali informazioni sono fondamentali per il successo della riabilitazione e trasferiscono ad un modello da laboratorio le informazioni relative alla bocca del paziente. Il transfer per impronta è collegato all impianto e viene svitato quando il materiale da impronta solidifica. Esso rimane all interno della bocca del paziente quando l impronta viene rimossa. Viene poi rimosso dalla bocca del paziente e trasferito nell impronta. I transfer per impronta indiretta sono ideali nei settori posteriori dove lo spazio fra le arcate può essere limitato. 3.8mm Ø 4.5mm Ø 5.5mm Ø 6.5mm Ø Svasatura da 4.0mm Codice G71100 Svasatura da 5.0mm Codice G71101 Svasatura da 5.0mm Codice G71102 Svasatura da 6.0mm Codice G71103 Svasatura da 5.0mm Codice G71104 Svasatura da 6.0mm Codice G71105 Svasatura da 6.0mm Codice G71105 Corpo del transfer per impronta Vite corta NOTA: i transfer per impronta indiretta non sono consigliati quando si esegue un impronta di impianti multipli divergenti. Il rischio è di non riuscire a rimuovere il cucchiaio dalla bocca del paziente quando il materiale da impronta solidifica. Per selezionare il diametro corretto della piattaforma del transfer per impronta diretta o indiretta, selezionare il transfer con il codice colore dell impianto corrispondente. La scelta della svasatura corretta dovrebbe essere coerente con la svasatura della cuffia di guarigione. NOTA: i transfer per impronta Genesis sono confezionati e venduti sterili. Keystone Dental, Inc (U.S.A.) (International)

16 15 Procedura della tecnica di impronta pick-up diretta (cucchiaio aperto) rilevare un impronta in alginato del sito implantare e realizzare un cucchiaio individualizzato per arcate complete. perforare la parte superiore del cucchiaio individualizzato al di sopra del sito implantare per permettere alla vite del transfer di fuoriuscire. rimuovere la cuffia di guarigione con l avvitatore Quad manuale. NOTA: quando vengono inseriti più transfer per impronta, si raccomanda di rimuovere una cuffia di guarigione alla volta e di posizionare un transfer per impronta per evitare il collasso del tessuto. Si consiglia inoltre di procedere dai settori posteriori verso quelli anteriori. Fase 4: Fase 5: Fase 6: Fase 7: Fase 8: Fase 9: verificare che sul tavolato protesico dell impianto non siano presenti residui ossei o mucosi. inserire la vite lunga nel corpo del transfer per impronta e avvitarlo all impianto stringendo con forza a mano la vite. eseguire una radiografia per verificare che il transfer per impronta sia inserito correttamente (la radiografia deve essere effettuata trasversale all impianto). posizionare il cucchiaio individualizzato nella bocca del paziente e verificare che la vite lunga sporga di circa 2 mm dalla sua superficie. riempire il foro nella parte superiore del cucchiaio con una cera morbida. iniettare con una siringa il materiale per l impronta (polivinilsilossano di densità da moderata a elevata o polietere) attorno a tutto il corpo del transfer per impronta lasciando esposta solo la sommità della vite. Fase 10: riempire il cucchiaio individualizzato ed inserirlo nella bocca del paziente coprendo il transfer. Fase 11: una volta che il materiale si è perfettamente solidificato, usare l avvitatore Quad manuale per rimuovere la vite dal transfer per impronta ed estrarre il cucchiaio individualizzato dalla bocca del paziente. Il transfer per impronta resterà inglobato nel materiale. Fase 12: sostituire con la cuffia di guarigione. Fase 3 Fase 5 Fase 7 Fase 9

17 16 Tecniche di impronta Fase 13: verificare la precisione dell impronta. Fase 14: connettere l analogo dell impianto al transfer per impronta e serrare la vite del transfer a mano. Fase 15: inviare al laboratorio l impronta con l analogo dell impianto inserito, l impronta del modello antagonista, la cera di masticazione e la scelta del colore. Fase 11 NOTA: la fase 14 può essere effettuata dall odontotecnico. Fase 12 Fase 14 Procedura della tecnica d impronta indiretta (cucchiaio chiuso) rilevare un impronta in alginato del sito implantare e realizzare un cucchiaio individualizzato per arcate complete rimuovere la cuffia di guarigione con l avvitatore Quad manuale. Fase 2 Fase 4: NOTA: quando vengono inseriti più transfer per impronta, si raccomanda di rimuovere una cuffia di guarigione alla volta e di posizionare un transfer per impronta per evitare il collasso del tessuto. Si consiglia inoltre di procedere dai settori posteriori verso quelli anteriori. verificare che sul tavolato protesico dell impianto non siano presenti residui ossei o mucosi. inserire la vite corta nel corpo del transfer per impronta e avvitarlo all impianto stringendo con forza a mano la vite. Fase 4 Keystone Dental, Inc (U.S.A.) (International)

18 17 Fase 5: Fase 6: Fase 7: Fase 8: Fase 9: eseguire una radiografia per verificare che il transfer per impronta sia inserito correttamente (la radiografia deve essere effettuata trasversale all impianto). iniettare con una siringa il materiale per l impronta (polivinilsilossano di densità da moderata a elevata o polietere) attorno a tutto il corpo del transfer per impronta. riempire il cucchiaio individualizzato ed inserirlo nella bocca del paziente coprendo il transfer. una volta che il materiale si è perfettamente solidificato, estrarre il cucchiaio individualizzato dalla bocca del paziente. Il transfer per impronta resterà avvitato sull impianto. verificare la precisione dell impronta. Fase 10: svitare il transfer per impronta e connettere l analogo dell impianto. Sostituire con la cuffia di guarigione. Fase 11: inserire nell impronta il transfer connesso all analogo d impianto, allineando il lato piatto del transfer al lato piatto dell impronta. Fase 12: inviare al laboratorio l impronta con l analogo dell impianto inserito, l impronta del modello antagonista, la cera di masticazione e la scelta del colore. Fase 6 Fase 7 Fase 10.1 Esecuzione del modello da laboratorio una volta che il laboratorio odontotecnico ha ricevuto impronta, modello antagonista, cera di masticazione, scelta del colore e istruzioni, esaminare la precisione dell impronta. si consiglia di costruire un modello del tessuto molle adiacente all impianto. Verificare che gli analoghi siano inseriti correttamente prima di isolare la zona e replicare il tessuto molle. sviluppare con gesso extraduro a espansione minima un modello di precisione e procedere alla messa in articolatore secondo le normali procedure. Fase 10.2 Fase 11

19 18 Tecniche per la realizzazione di protesi provvisorie TECNICHE PER LA REALIZZAZIONE DI PROTESI PROVVISORIE Genesis offre due tipi di pilastri provvisori: il primo include un PMMA (polimetilmetacrilato) acrilico con una sottostruttura metallica che semplifica il processo di realizzazione di protesi provvisorie in studio. È prodotto con un polimero di colore simile al dente, facilmente modificabile, che si lega ai comuni materiali provvisori quali acrilico e composito. La seconda opzione è un pilastro provvisorio in Ti (titanio), costituito da una lega di metallo che può essere modificata per realizzare un provvisorio. L acrilico si lega meccanicamente alla sottostruttura metallica. Entrambe le opzioni sono disponibili in versioni con o senza ingaggio. Applicazioni previste Protesi cementate e avvitate Protesi singole o multiple, in pazienti parzialmente o totalmente edentuli Denti situati in ogni settore della bocca Le protesi provvisorie dipendono dal piano di trattamento, delle esigenze del paziente e dalla protesi finale programmata. Sono descritte di seguito due delle tecniche più comuni di realizzazione di protesi provvisorie. Pilastro provvisorio Pilastro provvisorio in Ti Realizzazione di protesi provvisorie avvitate In studio Fase 4: sul modello master, effettuare una ceratura diagnostica dell area edentula e quindi realizzare una mascherina stampata sotto vuoto usando materiale specifico. posizionare il pilastro provvisorio (PMMA o Ti) con l avvitatore Quad e la vite da laboratorio. preparare il pilastro in modo che vi sia spazio sufficiente per ribasare l acrilico tra lo stesso e la mascherina. riempire il foro di accesso della vite del pilastro per impedire la penetrazione dell acrilico. Fase 1.1 Fase 1.2 Keystone Dental, Inc (U.S.A.) (International)

20 19 Fase 5: Fase 6: Fase 7: Fase 8: Fase 9: rimuovere la mascherina e separarla dal pilastro provvisorio realizzato. rimuovere il pilastro provvisorio ribasato con l avvitatore Quad e rimodellare l acrilico in modo che l emergenza e il profilo anatomico siano ottimali. registrare l occlusione in modo che sia svincolata e lucidare il pilastro provvisorio. inserire il provvisorio finalizzato utilizzando l avvitatore Quad per chiave dinamometrica e serrare la vite a 30 Ncm. incluso al pilastro provvisorio è fornito un tappo occlusale per proteggere l accesso alla vite, che viene modificato in funzione delle altezze verticali. Riempire la parte rimanente del foro di accesso della vite con composito. Registrare l occlusione, rifinire e lucidare con un materiale specifico per il composito. Fase 4 Fase 6 Fase 8

21 20 Tecniche per la realizzazione di protesi provvisorie Realizzazione di protesi provvisorie cementate - In studio Fase 4: Fase 5: Fase 6: rimuovere la cuffia di guarigione dal paziente. posizionare il pilastro provvisorio sull impianto. Utilizzare l avvitatore Quad per serrare la vite del pilastro. Modificare l altezza del pilastro e i profili gengivali per creare lo spazio necessario alla ribasatura dell acrilico. utilizzare il tappo occlusale, incluso nella confezione del pilastro provvisorio, per evitare che l acrilico penetri nel canale d accesso alla vite. Selezionare una corona, appropriata per dimensioni e colore, e adattarla alle caratteristiche del pilastro e dei denti adiacenti. isolare il pilastro provvisorio con un materiale specifico che eviti al composito/acrilico di aderire chimicamente al pilastro provvisorio. Ribasare la corona con composito/acrilico e posizionarla sul pilastro provvisorio. rimuovere la protesi provvisoria dalla bocca del paziente. Seguire le normali procedure da laboratorio per la rifinitura e lucidatura della protesi provvisoria. Verificare l occlusione, i contatti prossimali e l integrità della cuspidazione in occlusione centrica. finalizzare la protesi temporanea con un cemento provvisorio che consenta in futuro, se necessario, l accesso alla vite del pilastro. Fase 2 Fase 3 Fase 4 Fase 5 Fase 6 Keystone Dental, Inc (U.S.A.) (International)

22 Protesi cementata 21 PROTESI CEMENTATA Informazioni aggiuntive si possono trovare nel capitolo OPZIONI PROTESICHE. Pilastro in Ti con profilo estetico Il pilastro in Ti con profilo estetico offre un opportunità per creare soluzioni individuali relative alla funzionalità ed all estetica seguendo i principi di riabilitazione cementate convenzionali utilizzate nei denti naturali. Il pilastro è pre-formato e presenta profili anatomici che riproducono il bordo gengivale. È ingaggiato all impianto con una vite definitiva inclusa nel pilastro. La superficie del pilastro è rosa per migliorare l estetica a lungo termine fornendo una tonalità naturale a tutto il tessuto gengivale. Applicazioni previste Arcate totalmente o parzialmente edentule Denti situati in ogni settore della bocca. Caratteristiche Design diritto o angolato a 15 Altezze del collare da 0.5 mm, 1.0 mm, 1.5 mm e 3.0 mm. Considerazioni tecniche Tra il tavolato protesico e il piano occlusale è necessaria una distanza minima inter-occlusale di 4.5 mm più lo spessore del restauro Si raccomanda di usare la vite specifica durante le procedure di laboratorio per non danneggiare la vite definitiva Torque consigliato: 30Ncm Pilastri in Ti con profilo estetico e strumenti necessari: Pilastri in Ti con profilo estetico (diritto e angolato a 15 ) Vite del pilastro definitiva Vite da laboratorio Avvitatore Quad manuale Avvitatore Quad per chiave dinamometrica Chiave dinamometrica

23 22 Protesi cementata Esistono due tecniche per preparare i pilastri cementati: a. Si rileva un impronta a livello dell impianto; l odontotecnico prepara il pilastro e lo invia al medico con la protesi definitiva. Vedere il paragrafo successivo sulla Preparazione in laboratorio del pilastro in Ti con profilo estetico. b. Si prepara in studio il pilastro protesico, vedere il paragrafo Preparazione in studio del provvisorio da parte del medico. a. PREPARAZIONE IN LABORATORIO DEL PILASTRO IN TI CON PROFILO ESTETICO NOTA: quando i pilastri vengono preparati in laboratorio è necessaria un impronta a livello dell impianto rilevata con tecnica diretta o indiretta. Fare riferimento al paragrafo: TECNICHE DI IMPRONTA SEZIONE RELATIVA AL LABORATORIO Realizzazione di un modello da laboratorio NOTA: connettere l analogo dell impianto al transfer per impronta. Si consiglia di costruire un modello del tessuto molle per ottenere una copia accurata della gengiva del paziente. posizionare il silicone che replica il tessuto molle attorno all analogo dell impianto. Quando il materiale si è solidificato, sviluppare con gesso extraduro ad espansione minima un modello di precisione. Scelta e modifica dei pilastri in Ti diritti o angolati con profilo estetico. quando si sceglie l altezza corretta del collare estetico del pilastro in Ti, misurare la profondità del tessuto dalla piattaforma dell analogo dell impianto alla sommità del tessuto molle. Fase 1 Fase 3 Fase 4: NOTA: a fini estetici, il margine del profilo estetico del pilastro diritto o angolato a 15, dovrebbe trovarsi 1-2 mm al di sotto della sommità del tessuto molle. posizionare il pilastro in Ti con profilo estetico utilizzando la vite da laboratorio e l avvitatore Quad. Verificare e, se necessario, modificare l altezza del pilastro e/o del collare. Evidenziare sul pilastro con un pennarello la riduzione verticale richiesta e il bordo gengivale. modificare il pilastro in Ti con profilo estetico. NOTA: per migliorare la stabilità durante la modifica del pilastro in Ti con profilo estetico, connettere un analogo dell impianto al pilastro. Fase 4 Keystone Dental, Inc (U.S.A.) (International)

24 23 NOTA: nelle riabilitazioni singole si consiglia di marcare con una fresa il lato buccale del pilastro per aiutare l orientamento in bocca. NOTA: nelle riabilitazioni multiple, il laboratorio può confezionare una guida di posizionamento con una resina specifica. Con l ausilio della guida di posizionamento, il medico può trasferire il pilastro dal modello master alla bocca, semplificando la procedura di inserimento. Fase 5: una volta ultimata la preparazione, utilizzare il tappo occlusale per evitare che il cemento da fissaggio penetri nel canale d accesso della vite. Realizzazione della struttura metallica Fase 6: Fase 7: progettare e realizzare la struttura metallica seguendo le procedure convenzionali. Si consiglia di utilizzare una sottostruttura finale di dimensione vestibolo-linguale sottodimensionata rispetto alla dentatura naturale. imperniare, rivestire e fondere la struttura metallica seguendo le tecniche tradizionali per corone e ponti. Fase 8: togliere il rivestimento e rifinire la struttura metallica. Fase 6 Fase 9: NOTA: se il medico ha optato per una riabilitazione multipla, si consiglia di utilizzare una prova metallo intra-orale, per verificare che la struttura sia precisa e passiva. eseguita la prova metallo procedere nella ceramizzazione seguendo le procedure standard di laboratorio. Restituire al medico la riabilitazione definitiva sul modello master. Fase 8 SEZIONE CLINICA Valutazione dell adattamento della struttura metallica togliere la struttura metallica dal modello master. Prima di collocarla in bocca, annotare i segni di orientamento marcati dall odontotecnico sul modello e sui pilastri in Ti con profilo estetico. Fase 9 NOTA: nel caso di riabilitazioni multiple si consiglia di rimuovere una cuffia di guarigione alla volta e di posizionare il rispettivo pilastro in Ti con profilo estetico ( per evitare il collasso del tessuto). Si consiglia inoltre di procedere dai settori posteriori verso quelli anteriori. Se l odontotecnico ha realizzato una guida di posizionamento sarà necessario rimuovere tutte le cuffie di guarigione ed inserire i pilastri in Ti con profilo estetico utilizzando la guida stessa.

25 24 Protesi cementata Fase 4: Fase 5: togliere la/le cuffia/e di guarigione usando l avvitatore Quad. posizionare i pilastri in Ti con profilo estetico nella bocca del paziente. Verificare che i punti di orientamento abbiano in bocca la stessa posizione che avevano sul modello master oppure usare una guida di posizionamento, se fornita. usare l avvitatore Quad e la vite da laboratorio per serrare a mano i pilastri. eseguire una radiografia di controllo per verificare che i pilastri siano inseriti completamente. La radiografia deve essere effettuata trasversale all impianto. ATTENZIONE: se la struttura non si adatta passivamente quando viene inserita, si deve tagliare il ponte, posizionarla con il giusto orientamento nella bocca del paziente ed inviarla nuovamente al laboratorio per la saldatura. Si può utilizzare uno spray/pasta indicatrice per determinare se internamente il ponte può essere scaricato e riadattato. Fase 6: Fase 7: se la struttura metallica non si adatta passivamente e completamente il clinico può alternativamente cercare di riposizionare la struttura già realizzata o prendere una seconda impronta di posizione. se la struttura metallica si è adattata passivamente e completamente, è possibile rimuoverla e restituirla al laboratorio per la ceramizzazione. In seguito rimuovere i pilastri in Ti con profilo estetico uno alla volta, sostituendoli immediatamente con le relative cuffie di guarigione per impedire il collasso del tessuto. NOTA: potrebbe essere utile registrare l occlusione con la struttura metallica inserita per verificare che l articolazione dei modelli sia pienamente funzionale. Keystone Dental, Inc (U.S.A.) (International)

26 25 SEZIONE RELATIVA AL LABORATORIO Applicazione della ceramica Passare all applicazione della ceramica seguendo le procedure standard di laboratorio. Restituire al medico la riabilitazione finale sul modello master. SEZIONE CLINICA Cementazione finale Fase 4: rimuovere la/e cuffia/e di guarigione o la protesi provvisoria dalla bocca del paziente. Posizionare il/i pilastro/i in Ti con profilo estetico nella bocca del paziente usando l avvitatore Quad e la vite definitiva del pilastro. usando l avvitatore Quad da manipolo e la chiave dinamometrica, serrare la vite definitiva del pilastro con un torque consigliato di 30Ncm. eseguire una radiografia per verificare che i pilastri siano inseriti completamente. La radiografia deve essere effettuata trasversale all impianto. posizionare la protesi definitiva sui pilastri prima di cementarli. Registrare l occlusione e i contatti interprossimali in occlusione centrica. Una volta verificata l occlusione, utilizzare il tappo occlusale per evitare che il cemento di fissaggio penetri nel canale d accesso alla vite. L utilizzo del cemento provvisorio o definitivo è a discrezione del medico. Si consiglia l uso di cemento provvisorio se si prospetta la necessità di intervenire nuovamente sul pilastro. Fase 4.1 Fase 4.2 ATTENZIONE: al fine di prevenire eventuali irritazioni tissutali o il fallimento dell impianto, assicurarsi che venga rimosso ogni residuo di cemento dal solco che circonda la connessione impianto-pilastro. b. PREPARAZIONE IN STUDIO DEL PROVVISORIO DA PARTE DEL MEDICO SEZIONE CLINICA Preparazione in studio NOTA: la preparazione dei pilastri estetici diritti e angolati segue un procedimento simile. In questo paragrafo saranno evidenziate le piccole variazioni relative alla preparazione dei pilastri angolati. ATTENZIONE: quando è necessario eseguire una modifica intraorale di un pilastro, fare un uso abbondante dell irrigazione per evitare l eccessivo surriscaldamento del tessuto osseo circostante, che potrebbe compromettere l osteointegrazione dell impianto. togliere la cuffia di guarigione usando l avvitatore Quad. per scegliere il pilastro in Ti con profilo estetico dell altezza corretta, misurare la profondità del tessuto dalla piattaforma dell impianto alla sommità del tessuto molle.

27 26 Protesi cementata Fase 4: NOTA: per un estetica ottimale, il margine del pilastro diritto o angolato a 15 con profilo estetico dovrebbe trovarsi 1-2 mm al di sotto della sommità del tessuto. posizionare il pilastro in Ti con profilo estetico utilizzando la vite da laboratorio e l avvitatore Quad. Verificare se è necessario modificare il pilastro evidenziando con un pennarello la riduzione verticale e il profilo gengivale. rimuovere il pilastro dalla bocca del paziente e posizionare immediatamente la cuffia di guarigione per impedire al tessuto molle di collassare. SUGGERIMENTO: si consiglia di connettere il pilastro all analogo dell impianto prima di eseguire le modifiche assicurandosi così una maggior stabilità. Fase 3 Fase 5: Fase 6: Fase 7: Fase 8: Fase 9: modificare il pilastro con frese al carburo di tungsteno, con dischi o punte premontate specifiche. Per definire i profili si può usare una fresa diamantata. Eseguire un segno per indicare la superficie buccale aiutando l orientamento del pilastro in bocca. Se la parte piatta del pilastro viene rimossa durante la preparazione, definire sul pilastro una nuova sfaccettatura anti-rotazione. una volta eseguite le modifiche necessarie rimuovere la cuffia di guarigione. utilizzando l avvitatore Quad, connettere il pilastro modificato con la vite protesica definitiva. utilizzando l avvitatore Quad e la chiave dinamometrica serrare la vite definitiva con un torque consigliato di 30Ncm. eseguire una radiografia per verificare che i pilastri siano inseriti completamente. La radiografia deve essere effettuata trasversale all impianto. Fase 10: quando si prepara il profilo di un pilastro è importante, per ottimizzare la cementazione, rispettare i margini del tessuto molle. Per eseguire piccole modifiche intraorali si può utilizzare una fresa in carburo di tungsteno con un manipolo ad alta velocità, mentre per definire i margini si può usare una fresa diamantata. Si consiglia un abbondante irrigazione. Fase 11: utilizzare il tappo occlusale per evitare che il cemento da fissaggio penetri nel canale d accesso della vite. Riempire la parte rimanente del foro di accesso con composito. Fase 12: per la protesi definitiva si utilizzano tecniche d impronta convenzionali (rilevare sempre un impronta dell intera arcata). Se il margine è sottogengivale può essere necessario un filo retrattore per evidenziare il margine preparato. Fase 5 Fase 7 Fase 12 Keystone Dental, Inc (U.S.A.) (International)

28 27 Fase 13: preparare una protesi provvisoria per sostenere i tessuti molli seguendo i profili del pilastro. Cementare la protesi provvisoria con materiale specifico. SEZIONE RELATIVA AL LABORATORIO Realizzazione della protesi NOTA: per evitare che l impronta sviluppata si scheggi o si rompa, si consiglia di realizzare il modello master con una resina epossidica. progettare e modellare la struttura in metallo seguendo le procedure convenzionali per le corone e i ponti. Si consiglia di realizzare una protesi definitiva con dimensione bucco-linguale sottodimensionata rispetto alla dentatura naturale. imperniare, rivestire e fondere la struttura metallica seguendo le tecniche tradizionali per corone e ponti. togliere il rivestimento e rifinire la struttura metallica. NOTA: se necessario, si può inviare la struttura metallica al dentista per la prova. Fase 4: Fase 5: opacizzare la struttura metallica e applicare la ceramica seguendo le procedure standard di laboratorio. pulire e consegnare la protesi definitiva sul modello master al medico per la cementazione definitiva. SEZIONE CLINICA Cementazione finale rimuovere la protesi provvisoria dalla bocca del paziente e verificare che il cemento provvisorio sia completamente rimosso dal pilastro. posizionare la protesi definitiva sui pilastri prima di cementarla. Registrare l occlusione e i contatti interprossimali in occlusione centrica. Una volta verificata l occlusione, utilizzare il tappo occlusale per evitare che il cemento di fissaggio penetri nel canale d accesso alla vite. L utilizzo del cemento provvisorio o definitivo è a discrezione del medico. Si consiglia l uso di cemento provvisorio se si prospetta la necessità di intervenire nuovamente sul pilastro. ATTENZIONE: al fine di prevenire eventuali irritazioni tissutali o il fallimento dell impianto, assicurarsi che venga rimosso ogni residuo di cemento dal solco che circonda la connessione impianto-pilastro. Fase 2

29 28 Protesi cementata Pilastro personalizzato UCLA oro/plastica Il pilastro UCLA oro/plastica del Sistema Genesis è consigliato per realizzare pilastri personalizzati per protesi avvitata o cementata, si ottiene mediante le convenzionali tecniche di ceratura e sovra fusione. E progettato per garantire un miglior risultato estetico nella riproduzione dei profili e delle emergenze dei tessuti gengivali. Questo tipo di pilastro unisce la precisione dell interfaccia realizzata industrialmente alla flessibilità e convenienza di un componente calcinabile. Sulla parte calcinabile è evidenziato un codice colore che consente un facile abbinamento alle piattaforme implantari. Sono disponibili in versione bloccante per la riabilitazione singola e non-bloccante per la riabilitazione multipla. Applicazioni previste Protesi singole o multiple Denti situati in ogni settore della bocca Protesi singole avvitate Riabilitazioni con Overdenture su barra Correzioni angolari superiori a 15 Considerazioni tecniche La distanza inter-occlusale minima richiesta tra il tavolato protesico dell impianto e la testa della vite protesica è di 4.5mm Pilastro UCLA e accessori: Pilastro UCLA (bloccante e non-bloccante) Vite del pilastro definitiva Vite da laboratorio Avvitatore Quad manuale Avvitatore Quad per chiave dinamometrica Chiave dinamometrica NOTA: quando i pilastri sono preparati in laboratorio è necessario prendere un impronta a livello dell impianto con una tecnica diretta o indiretta. Fare riferimento al paragrafo TECNICHE DI IMPRONTA. Keystone Dental, Inc (U.S.A.) (International)

30 29 SEZIONE RELATIVA AL LABORATORIO Realizzazione di un modello da laboratorio NOTA: connettere l analogo dell impianto al transfer per impronta. Si consiglia di costruire un modello del tessuto molle per ottenere una copia accurata della gengiva del paziente. Fase 4: Fase 5: posizionare il silicone che replica il tessuto molle attorno all analogo dell impianto. Quando il materiale si è solidificato, sviluppare con gesso extraduro ad espansione minima un modello di precisione. posizionare il pilastro UCLA oro/plastica sul modello da laboratorio. determinare le modifiche necessarie che garantiscano una distanza adeguata tra i denti adiacenti e l antagonista. Ridurre il pilastro con un disco separatore per ottenere la corretta dimensione verticale ed inter-prossimale. Regolare l angolazione ideale del pilastro mantenendo una ritenzione sufficiente. lubrificare leggermente la vite da laboratorio in modo che la cera e/o l acrilico non vi aderiscano quando viene rimossa/o dal pilastro. Modellare con cera e/o resina acrilica calcinabile il pilastro per definire le dimensioni appropriate. NOTA: riempire con della cera la porzione che unisce la base in oro o titanio alla parte calcinabile del pilastro per garantire una sovrafusione ottimale. imperniare, rivestire e fondere la struttura metallica seguendo le tecniche tradizionali per corone e ponti. Consultare le istruzioni d uso del pilastro UCLA oro/plastica per i dati tecnici sulle temperature di pre-riscaldamento e fusione. NOTA: si consiglia di versare molto lentamente il rivestimento nel cilindro di fusione verificando che lo stesso vada a riempire completamente la modellazione del pilastro. Fase 2 Fase 3 Fase 5 NOTA: il pilastro UCLA oro/plastica assorbe calore durante il pre-riscaldamento e fusione. Assicurarsi di compensare ciò: Aumentando la durata delle procedure di preriscaldamento Innalzando lentamente la temperatura di fusione di circa 100 C. NOTA: è consigliato l utilizzo di un prodotto chimico specifico per rimuovere il rivestimento e preservare l interfaccia pilastro/ impianto. Quando si rimuove il rivestimento e si rifinisce la struttura metallica è importare non sabbiare l interfaccia impianto/pilastro per non pregiudicare la precisione e l adattamento dell ingaggio.

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