dell International Classification of Functioning,

Save this PDF as:
 WORD  PNG  TXT  JPG

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "dell International Classification of Functioning,"

Transcript

1 PROGETTO IO TI CONOSCO Presentazione dell International Classification of Functioning, Disability and Health (ICF) A cura di Giovanni Viganò - Synergia Aosta, 14 Aprile 2012

2 COS È L ICF Il 22 maggio 2001: l O.M.S. perviene alla stesura di uno strumento di classificazione innovativo, multidisciplinare e dall approccio universale: La Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (l ICF). DESCRIVE - lo stato di salute delle persone in relazione ai loro ambiti esistenziali (sociale, familiare, lavorativo) al fine di cogliere le difficoltà che nel contesto socioculturale di riferimento possono causare disabilità; - non le persone, ma le loro situazioni di vita quotidiana in relazione al loro contesto ambientale, sottolineando l individuo non solo come persona avente malattie o disabilità, ma soprattutto evidenziarne l unicità e la globalità; - le situazioni adottando un linguaggio standard ed unificato, cercando di evitare fraintendimenti semantici e facilitando la comunicazione fra i vari utilizzatori in tutto il mondo. 2

3 3 LA FAMIGLIA OMS DELLE CLASSIFICAZIONI INTERNAZIONALI/2 Scopo Principale: comparabilità internazionale di informazioni sulla salute Principi base: scientifici e transculturali Uso correlato: coerente, accettato e appropriato Versatilità: risponde ai bisogni informativi sulla salute, attuali o emergenti, di utilizzatori diversi Classi fondanti: categorie di equivalenza concettuale e metrica Codifica: trasparente e affidabile Standards: uniformi, in accordo con gli standards ISO

4 4 ICIDH 1980: sequenza semplice ICIDH (International Classification Impairment Diseases Handicap) Malattia o disturbo MENOMAZIONE DISABILITA HANDICAP Riguarda un organo o un apparato funzionale Si manifesta a livello di persona Si manifesta a seguito dell interazione con l ambiente Ogni perdita o anomalia strutturale o funzionale, fisica o psichica Ogni limitazione della persona nello svolgimento di un attività secondo i parametri considerati normali per un essere umano Svantaggio che limita o impedisce il raggiungimento di una condizione sociale normale (in relazione all età, al sesso e ai fattori sociali e culturali)

5 5 ICF 2001: sistema complesso Condizioni di salute (disturbo/malattia) Funzioni e strutture corporee (Menomazione) Attività (Limitazione) Partecipazione (Restrizione) Fattori Ambientali Fattori Personali

6 6 ASPETTI INNOVATIVI ICF Passaggio da descrizione di malattie e stati di deficit (accezione negativa) ad analisi della salute dell individuo in chiave positiva (Funzionamento e Salute): disabilità = condizione di salute in un ambiente sfavorevole. Modello universale: la disabilità non è un problema di un gruppo minoritario, ma un esperienza che tutti possono sperimentare nell arco della vita. Approccio integrato: t analisi i dettagliata t di tutte tt le dimensioni i i esistenziali i dell individuo, poste sullo stesso piano, senza distinzioni sulle possibili cause. Continuum multidimensionale: presa in considerazione degli aspetti sociali della disabilità.

7 7 SCOPI Fornire una base scientifica per classificare le conseguenze delle condizioni di salute; stabilire un linguaggio comune per migliorare la comunicazione; permettere un raffronto dei dati fra: o Paesi o discipline i sanitarie i o servizi o periodi fornire uno schema di codifica sistematica per i sistemi informativi sulla salute.

8 8 FONDAMENTI DELL ICF Funzionamento Umano -non la sola disabilità Modello Universale -non modello per minoranze Modello Integrato -non solo medico o sociale Modello Interattivo -non progressivo-lineare Equivalenza -non nesso eziologico Inclusivo del contesto - non la sola persona Applicabilità Culturale - non concezione occidentale Operazionale - non solo teorico Per tutte le classi di età - non centrato sull adulto

9 Funzionamento umano non solo disabilità Funzioni Corporee vs menomazioni Strutture Corporee Attività vs disabilità Partecipazione i vs handicap linguaggio neutrale - politically correct - uso corretto - intervento - opportunità - aspetti positivi 9

10 Modello Universale vs. Modello per Minoranze Ognuno può avere disabilità Gruppi con specifiche menomazioni Valutazione analogica Valutazione categoriale Continuum Uni-dimensionale 10

11 11 Modello vs. Modello medico sociale problema PERSONALE vs problema SOCIALE cura medica vs integrazione sociale trattamento individuale vs azione sociale aiuto professionale vs responsabilità individuale e collettiva intervento sulla persona vs modificazione ambientale comportamento vs atteggiamenti prendersi cura vs diritti umani politica sanitaria vs politiche adattamento individuale vs cambiamento sociale

12 12 Equità/Equivalenza q Perdita di un arto mine = diabete = talidomide Giorni i persi per attività ità abituali influenza = depressione = mal di schiena = angina Stigma lebbra = schizofrenia i = epilessia i = HIV

13 13 Fattori contestuali Persona sesso età condizioni di salute stili di coping retroterra sociale educazione professione esperienze passate carattere Ambiente tecnologie vicinato istituzioni norme sociali cultura ambiente fattori politici natura

14 Applicazione transculturale Equivalenzadella classificazione: - concettuale (simile comprensione/significato dei concetti) - funzionale (simili domini) - metrica (simile caratteristiche di misura) Traducibilità Utilizzabilità Pubblicazioni internazionali 14

15 Checklist ICF Una sola componente- Una sola pagina con un occhiata Categorie Principali (169 su 1494) Menomazioni delle: - Funzioni Corporee - Strutture Corporee Attività e Partecipazione Fattori Ambientali Altre informazioni sul contesto Disponibile per: Clinici & Fornitori di Servizi 15

16 STRUTTURA ICF Classificazione Parte 1: Parte 2: Funzionamento Fattori contestuali e disabilità Parti Funzioni e strutture corporee Attività e partecipazione Fattori ambientali Fattori personali Componenti Cambio nelle funzioni Cambio nelle strutture Capacità Performance Facilitatori/ barriere Costrutti o qualificatori Item levels: 1 st 2 nd 3 rd th Item levels: 1 st 2 nd 3 rd th Item levels: 1 st 2 nd 3 rd th Item levels: 1 st 2 nd 3 rd th Item levels: 1 st 2 nd 3 rd th Domini e categorie a differenti livelli 16

17 17 Componenti Funzioni e Attività e Fattori Strutture Corporee Partecipazione Ambientali Funzioni Strutture Capacity Performance Barriere Facilitatori

18 Funzioni e strutture corporee Funzioni mentali Funzioni sensoriali e dolore Funzioni della voce e dell eloquio Strutture del sistema nervoso Occhio, orecchio e strutture correlate Strutture coinvolte nella voce e nell eloquio Funzioni i dei sistemi i cardiovascolare, Strutturett dei sistemi it icardiovascolare, ematologico, immunologico e immunologico e dell apparato dell apparato respiratorio respiratorio Funzioni dell apparato digerente e dei sistemi metabolico e endocrino Funzioni genitourinarie e riproduttive Funzioni neuromuscoloscheletriche e correlate al movimento Strutture correlate all app app. digerente e ai sistemi metabolico e endocrino Strutture correlate al sistema genitourinario e riproduttivo Strutture correlate al movimento Funzioni i della cute e delle strutture tt Cute e strutture tt correlate correlate 18

19 Attività e partecipazione p Comprende la gamma completa dei domini indicanti gli aspetti del funzionamento da una prospettiva sia individuale che sociale. 1 Apprendimento e applicazione delle conoscenze 2 Compiti generali e richieste 3 Comunicazione 4 Movimento 5 Cura della propria persona 6 Attività domestiche 7 Interazioni interpersonali 8 Attività di vita fondamentali 9 Vita sociale, civile il e di comunità 19

20 20 Fattori ambientali 1. Prodotti e tecnologie 2. Ambiente naturale e cambiamenti effettuati dall uomo 3. Relazioni e sostegno sociale 4. Atteggiamenti, valori, convinzioni 5. Servizi, sistemi e politiche I fattori personali sono il background personale della vita e dell esistenza di un individuo id che possono giocare un certo ruolo nella disabilità ma non vengono classificati nell ICF.

21 Visione d insieme dell ICF Componenti Parte 1: Funzionamento e disabilità Funzioni e strutture corporee Attività e partecipazione Parte 2: Fattori contestuali Fattori ambientali Fattori personali Domini i Funzioni corporee Aree di vita Influenze esterne Influenze interne su Costrutti Aspetto positivo Aspetto negativo Strutture corporee Cambiamento nelle funzioni Cambiamento nelle strutture corporee Integrità funzionale e strutturale Menomazione Funzionamento Disabilità (compiti, azioni, etc.) Capacità Performance Attività Partecipazione Limitazione dell attività Restrizione della partecipazione su funzionamento e disabilità Impatto facilitante o ostacolante Facilitatori Barriere/ Ostacoli funzionamento e disabilità Impatto delle caratteristiche della persona Non applicabile Non applicabile 21

22 22 Applicazioni dell ICF Salute Sicurezza Sociale Educazione Lavoro Economia e sviluppo Legislazione e leggi Altro.

23 ICF nella pratica clinica e management Assessment dei bisogni Valutazione degli outcomes Comparazione di differenti interventi Soddisfazione del cliente Performance dei servizi -outcomes - efficienza Terminologia i clinica i 23

24 24 ICF nelle politiche Assessment della salute di popolazioni impatto della disabilità - economico - sociale dati basati su evidenza per differenti interventi politici - risposte dei servizi - efficienza - assessment delle performances

25 Dall ICF alla S.Va.M.Di. S.Va.M.Di. è costruita sulla struttura e sull organizzazione concettuale dell ICF Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute, dove le abilità e le disabilità di una persona sono concepite come l interazione dinamica tra le condizioni di salute e i fattori ambientali, vista in termini di processo o di risultato. In questo senso S.Va.M.Di. costituisce una checklist, lista di controllo, delle principali categorie dell ICF della Organizzazione Mondiale della Sanità. IMPORTANTE S.Va.M.Di., in quanto mezzo per la raccolta coerente di informazioni e per la conseguente stesura del progetto individuale per le persone con disabilità in età adulta o comunque post-scolare, 1. non prevede l abbandono dei sistemi di lavoro e di valutazione propri di ciascuna professione, 2. ma chiede a ciascun professionista di sintetizzare nella scheda le informazioni in suo possesso.

26 Il modello concettuale 2. Menomazioni 1. Condizio one di salu ute Persona 5. Attività e partecipazione 4. Funzionamento 6. Fattori Ambientali Contesto Pers sone 3. Sostegni

27 Condizione di salute/1 Nel contesto della classificazione ICF la condizione di salute è il termine ombrello che indica un alterazione dello stato di salute di una persona: una malattia (acuta o cronica), un disturbo, una lesione o un trauma, o altre circostanze come la gravidanza, l invecchiamento, lo stress, un anomalia congenita o una predisposizione genetica, che pur non essendo malattie, tuttavia hanno un particolare impatto sulla salute delle persone. Le condizioni di salute vengono codificate con la classificazione ICD-10 dell OMS. Nell ICF e quindi anche in S.Va.M.Di. lo stato di salute è il livello ottimale di funzionamento all interno di un dato dominio di salute, cioè delle aree di vita che sono direttamente correlate alla nozione di salute. Nella classificazione vengono distinti gli stati di salute veri e propri dagli stati correlati alla salute. Questi ultimi sono i livelli di funzionamento che riguardano le aree correlate alla salute, cioè quelle che pur essendo collegate alle condizioni di salute non trovano la loro realizzazione nell esclusivo esclusivo ambito sanitario, ma nella interazione con altri sistemi che contribuiscono al benessere generale, come per esempio l istruzione e il lavoro.

28 Condizione di salute/2 Viene quindi introdotta una visione innovativa di salute: caratterizzata dalla multidimensionalità, legata all interazione tra più variabili e di più fattori (fisici, biologici, chimici, culturali, sociali, etici, eccetera). La salute viene dunque intesa: come un concetto positivo, poiché si caratterizza non più come un obiettivo da perseguire ma come una risorsa personale e sociale da valorizzare; viene considerata come un concetto attivo, perché implica l appropriazione ed il controllo dell individuo sulla propria salute; viene definita come un concetto dinamico e relazionale, poiché il potenziale di ogni persona è diverso, così come sono diversi i suoi bisogni; sia bisogni che potenziale si esprimono non solo a livello personale ma soprattutto nelle interazioni che quella persona ha con il suo ambiente.

29 o una deviazione (per esempio la scorretta posizione della schiena in una persona con scoliosi). Menomazione/1 Nell ICF le menomazioni sono problemi nella funzione o nella struttura del corpo, oppure nell eseguire un attività. Si tratta di deviazioni significative dalle norme biomediche della popolazione, e i livelli di menomazione (lieve, medio, grave, completo) sono basati su standard fisiologici determinati da esperti. La deviazione da una norma biomedica include: la perdita o l assenza di una funzione (per esempio la perdita della funzione della vista in una persona cieca); una riduzione (per esempio ridotte funzioni della memoria in una persona che ha subito trauma cranico o la ridotta capacità respiratoria di una persona con bronchite o con asma); un aggiunta o un eccesso (per esempio l eccesso di sonno in una persona depressa, o l eccesso di peso in un obeso, o la presenza di un sesto dito nella mano di un bambino con una malformazione congenita);

30 Menomazione/2 Una menomazione può essere: l espressione di una malattia o di una lesione, ma non è necessario sapere la causa di una menomazione (la sua eziologia) i per descriverla e determinare la sua gravità. la causa di una o più menomazioni, nello stesso o in altri domini. Per esempio le menomazioni nelle funzioni cardiache (un insufficienza della forza di contrazione del cuore ad esempio) possono portare a menomazioni nelle funzioni respiratorie. le menomazioni, i infine, possono essere lievi i o gravi, temporanee o permanenti, transitorie o fluttuanti, possono migliorare, peggiorare o restare uguali. Tutte queste caratteristiche nell ICF e nella S.Va.M.Di. sono descritte dal Tutte queste caratteristiche nell ICF e nella S.Va.M.Di. sono descritte dal qualificatore, un indicatore che con una semplice scala numerica attribuisce un peso, in termini appunto di gravità, durata, frequenza e persistenza della menomazione.

31 Funzionamento È il vocabolo per il quale si è optato per la traduzione italiana della parola inglese functioning. Il termine funzionamento è stato scelto dai traduttori della classificazione ICF perché è quello che meglio si avvicina al concetto di salute definito dall OMS come uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale, e non soltanto assenza di malattia e di infermità. Nella classificazione i il termine funzionamento rappresenta la prima parte della struttura dell ICF; è definito come termine ombrello che comprende le funzioni corporee, le strutture corporee, l attività e la partecipazione. Esso indica gli aspetti positivi dell interazione tra l individuo (con una condizione di salute) e i fattori contestuali dello stesso individuo (fattori ambientali e personali). Nella sigla ICF, è stato t scelto di puntare sul concetto di funzionamento per invitare it ad utilizzare il meno possibile il termine disabilità. Entrambi i processi sono il risultato di interazioni complesse tra l individuo e l ambiente. Classificare il funzionamento di una persona vuol dire descriverla nella sua globalità, a prescindere dall eziologia (la scienza che in medicina studia le cause delle malattie), dalla patologia o dal problema che la riguarda.

32 Attività e partecipazione Per attività si intende l esecuzione di un compito o di un azione da parte di un individuo. Essa rappresenta la prospettiva individuale del funzionamento. L attività è difficilmente separabile dalla partecipazione, e quindi è difficile individuare ambiti di vita nei quali un individuo opera solo a livello di individuo (quindi con delle attività ) ed ambiti di vita nei quali la persona opera solo mediante l interazione con altri individui, attraverso mediazioni e relazioni sociali (quindi realizzando la partecipazione ). Quindi, anche se alcuni ambiti di questa componente, ed in particolare: 1. apprendimento e applicazione di conoscenze 2. compiti e richieste generali 3. comunicazione 4. mobilità raccolgono aree nelle quali la persona si muove prevalentemente a livello individuale, mentre le aree descritte dai domini: 5. cura della propria persona 6. vita domestica 7. interazioni interpersonali 8. aree di vita principali 9. vita sociale, civile e di comunità sembra descrivano aree nelle quali la persona agisce a livello più sociale, entrambe le modalità di agire (attività e partecipazione) possono appropriatamente applicarsi a tutti i

33 Fattori ambientali I fattori ambientali rappresentano la prima componente della seconda parte dell ICF. Essi indicano tutti quei fattori contestuali correlati al contesto ambientale in cui le persone vivono e conducono la loro esistenza. I fattori ambientali sono costituiti dall ambiente ambiente fisico e sociale in cui le persone vivono le loro esperienze di vita. Nell ICF vengono considerati non solo aspetti concreti e reali dell ambiente fisico (ad esempio prodotti quali il cibo, tecnologia come il telefono o l automobile, il clima, la temperatura) e sociale (per esempio la famiglia, gli amici, gli operatori, le leggi, le politiche) ma anche elementi, quali gli atteggiamenti, che, seppur non tangibili, possono avere un impatto molto forte sul funzionamento della persona. La descrizione dei Fattori Ambientali permette quindi di dare un peso al ruolo che l ambiente può avere sul rendere più facile (ruolo facilitatore) o più difficile (costituire una barriera) l attività e la partecipazione di una persona. I Fattori Ambientali sono codificati dal punto di vista della persona della quale viene descritta la situazione: un marciapiede può essere considerato come barriera per una persona in carrozzina mentre può essere visto come facilitatore per un non vedente. Questa componente è composta da cinque capitoli: 1. Prodotti e Tecnologia 2. Ambiente naturale e cambiamenti effettuati dall uomo 3. Relazioni e sostegno sociale 4. Atteggiamenti

34 Struttura di S.Va.M.Di./1 Copertina (quattro facciate): contiene i quadri per la raccolta dei dati identificativi della persona, unitamente ad alcune notizie di carattere generale e alla codifica diagnostica delle attuali principali condizioni di salute della persona con disabilità, la definizione del giudizio complessivo per singolo item, la sintesi i dei bisogni i rilevati, il verbale dell UVMD con valutazione complessiva in ordine all autosufficienza, la codifica del progetto individuale, il referente del progetto e il termine temporale indicato per la verifica del progetto individuale; Parte 1a Menomazioni delle funzioni corporee (due facciate): raccoglie informazioni sintetiche sullo stato di salute; Parte 1b Menomazioni delle strutture corporee (una facciata): raccoglie informazioni sintetiche sulla struttura corporea;

35 Struttura di S.Va.M.Di./2 Parte 2 Limitazioni dell attività e restrizioni della partecipazione (cinque facciate): sintetizza le difficoltà di azione ed interazione della persona; Parte 3 Fattori ambientali (cinque facciate): sintetizza l azione dell ambiente sulla persona; Parte 4 Altre informazioni sul contesto (una facciata). contiene gli elementi di relazione con la famiglia, anche allargata, e con la comunità di appartenenza e i fattori personali ritenuti significativi; Valutazione Sociale (quattro facciate): contiene elementi sullo stato civile, la scolarità/il livello di istruzione, l esperienza/la situazione lavorativa, le certificazioni, le restrizioni della capacità giuridica, la situazione familiare, le persone attive, i servizi attivati, la domanda di intervento, la persona di riferimento, la situazione abitativa e la situazione economica.

36 Confronto S.Va.M.Di ICF I.C.F. S.Va.M.Di I.C.F. Copertina (P1a) Menomazioni delle funzioni corporee (P1b) Menomazioni delle strutture corporee (P2) Limitazioni dell attività e restrizioni della partecipazione (P3) Fattori ambientali (P4) Altre informazioni sul contesto Valutazione Sociale Altri Allegati Mutuati da ICF

37 Operatori coinvolti Gli operatori competenti per la compilazione delle diverse dimensioni di S.Va.M.Di sono i seguenti: Parte 1a e Parte 1b Parte 2 Medico di medicina i generale o medico specialista fisiatra o psichiatra o neuropsichiatra Psicologo o educatore professionale Parte 3 e Parte 4 Assistente sociale o educatore professionale (queste due parti vanno compilate dallo stesso professionista Valutazione Sociale Assistente sociale Copertina (sintesi diagnostica e progetto individuale) Stesura di competenza dell UVMD al completo

38 Modalità attivazione UVMD e compilazione scheda Ogni parte fotografa lo stato della persona nel suo ambiente, in base alle conoscenze del compilatore, alla documentazione acquisita e agli esiti della visita e/o dei colloqui effettuati, negli ultimi trenta giorni che precedono la compilazione. E fondamentale che, pure avvalendosi anche di informazioni assunte da altri operatori, sia uno soltanto il professionista incaricato della compilazione di ogni singola parte e, di conseguenza, l unico firmatario della parte assegnata. L attivazione dei singoli professionisti per la compilazione delle diverse parti di S.Va.M.Di. rientra nei compiti del responsabile dell UVMD. L UVMD può decidere il coinvolgimento di altre figure professionali per effettuare ulteriori indagini, esami, approfondimenti, qualora li ritenesse necessari per una migliore definizione del progetto individuale.

39 Compilazione della scheda e integrazione fra S.Va.M.Di. e I.C.F. Come detto, S.Va.M.Di. è una checklist delle principali categorie dell ICF. La Checklist dovrebbe essere usata assieme all ICF, anche nella sua versione breve. Nel compilare la Checklist devono essere utilizzate tutte le informazioni disponibili. Devono sempre essere compilate tutte le quattro componenti previste dalla scheda (funzioni, strutture, attività e partecipazione, fattori ambientali), devono essere codificate le informazioni rilevanti, in modo esplicito e senza ricorrere a inferenze. Nel caso di problema rilevato ma non quantificato o non quantificabile, si raccomanda l uso del qualificatore 8, non specificato. N l di t i f i l ti t ( il l t ib it Nel caso di categoria funzionale non pertinente (es. il lavoro retribuito per una casalinga, l istruzione scolastica per un adulto che ha completato il corsi di studi), si raccomanda l attribuzione del qualificatore 9, non applicabile.

40 La cartella UVMD di S.Va.M.Di. La peculiarità della scheda SVaMDi sta, come detto, nell aver affiancato alle schede di valutazione monodimensionali e monoprofessionali mutuate dall ICF una scheda multidisciplinare denominata cartella UVMD che sintetizza le informazioni delle schede monodimensionali ma permette anche di variarne gli esiti sulla base di una valutazione complessiva multidimensionale e multidisciplinare effettuata appunto in sede di UVMD. Nella compilazione della cartella la UVMD ha infatti la possibilità di modificare i profili emergenti dalle schede monodimensionali per migliorare la valutazione complessiva sulla base del confronto e dell integrazione delle informazioni. In tal senso lo strumento SVaMDi non produce un risultato valutativo deterministico, ma si propone come un metodo strutturato per guidare la valutazione multidimensionale e multidisciplinare effettuata dalla UVMD sulla base di un set certo e standardizzato di informazioni e secondo una procedura condivisa.

41 Dall ICF all ICF-CY L ICF-CY, Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute per i Bambini e gli Adolescenti, è una derivazione dell ICF per ottenere una classificazione che descriva le modificazioni dello stato di salute di un BAMBINO o ADOLESCENTE di età inferiore a 18 anni. L ICF-CY è diretto all uso di clinici, educatori, policy-makers, famigliari e ricercatori per valutare in modo univoco e universale i problemi che si possono manifestare in età infantile e adolescenziale. Come per l ICF attraverso la selezione delle specifiche categorie in una lista di controllo (checklist) è possibile ottenere una descrizione del tutto neutrale di quelli che vengono chiamati il funzionamento e la disabilità di una persona, ovvero gli elementi che determinano la sua condizione di salute.

42 Rationale dell ICF-CY RATIONALE PRATICO: l attuazione dei diritti dei bambini sottoforma di accesso alle cure sanitarie, educazione e servizi sociali richiede un SISTEMA UNICO DI CLASSIFICAZIONE delle caratteristiche fisiche, sociali e psicologiche riferite ai bambini e agli adolescenti, in ragione del fatto che la manifestazione a e di funzioni, disabilità e condizioni di salute dei bambini sono differenti per natura, intensità e impatto da quelle degli adulti. RATIONALE FILOSOFICO: è essenziale che una classificazione definisca la salute e il funzionamento di bambini e adolescenti incorporando i DIRITTI UMANI FONDAMENTALI definiti da UN Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità (UN, 2007). Tutti i contenuti dell ICF-CY sono perciò conformi con la convenzione internazionale riguardo i diritti dei bambini.

43 Temi chiave per l ICF-CY Particolare attenzione è stata posta a 4 temi chiave nella derivazione dell ICF-CY: 1. IL BAMBINO NEL CONTESTO FAMILIARE: la crescita e lo sviluppo, che portano il bambino all indipendenza, riguardano dinamiche che coinvolgono la famiglia e altre figure comprese nello stretto ambiente sociale del bambino. Così le sue funzioni i non possono essere valutate isolatamente, ma tenendo in considerazione il contesto famigliare in cui si trova a crescere. 2. RITARDI NELLO SVILUPPO: nei giovani ci possono essere ritardi nella manifestazione di funzioni o strutture corporee, così come nell acquisizione di capacità a causa di differenze nella crescita e nello sviluppo. Identificare questi ritardi è utile per poter individuare id i soggetti a rischio di disabilità. L ICF-CY per cui si propone di valutare la gravità e la dimensione dei problemi manifestati.

44 Temi chiave per l ICF-CY/2 3. PARTECIPAZIONE: con lo sviluppo le situazioni di vita del bambino cambiano drammaticamente in complessità rispetto a quelle primarie. i Le opportunità apartecipare sono definite it principalmente i dai genitori e il ruolo della famiglia anche in questo caso è fondamentale per capire la partecipazione, specialmente nell infanzia e l ambiente sociale in generale è un fattore significativo nel periodo di passaggio dall infanzia all adolescenza. 4. FATTORI AMBIENTALI: comprendono gli ambienti fisici e sociali in cui il soggetto vive la suavita. I cambiamenti nei fattori ambientali per bambini e adolescenti dipendono ancora una volta dal percorso di sviluppo e crescita in quanto correlati all aumento delle loro competenze e dell indipendenza indipendenza. L infante Linfante dipende dall ambiente immediatamente circostante, fino all adolescente inserito in modo più o meno complesso nella società. Così fattori ambientali fisici e sociali hanno un impatto significativo sulle funzioni del soggetto.

45 Scopo dell ICF-CY L ICF-CY è destinato all uso di clinici, educatori, policy-maker e ricercatori che entrano in contatto e sono interessati ad analizzare lo stato di salute e disabilità nei bambini e negli adolescenti. Usando una cornice concettuale, un linguaggio e una terminologia comuni per la catalogazione di problemi manifesti durante tutti i primi anni di vita, licf-cy l ICF CY può essere utilizzato in contesti multidisciplinari per la definizione di documenti sulla salute, in quanto i soggetti possono meglio contribuire a delineare il funzionamento e la disabilità nello sviluppo dei bambini e degli adolescenti.

46 Grazie per l attenzione l attenzione SYNERGIA Milano ((20124)) Via Mauro Macchi,, 44 Tel Fax e mail: net it Ente certificato UNI EN ISO 9001:

L ICF - Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute

L ICF - Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute L ICF - Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute CHE COS È È una classificazione della salute e dei domini ad essa correlati che aiuta a descrivere i cambiamenti

Dettagli

TFA Università degli Studi G. d Annunzio Chieti Pescara A.A. 2014 / 2015. Pedagogia Speciale

TFA Università degli Studi G. d Annunzio Chieti Pescara A.A. 2014 / 2015. Pedagogia Speciale TFA Università degli Studi G. d Annunzio Chieti Pescara A.A. 2014 / 2015 Pedagogia Speciale etdoraz@tin.it Prof. Ettore D Orazio TESTI DI RIFERIMENTO Marisa Pavone, L' inclusione educativa. Indicazioni

Dettagli

A cura del Prof. Antonio Pignatto. ANTIFORMA S.r.l. Via M. Aurelio, 55 Milano Tel: 02 28.97.02.49 www.antiforma.it

A cura del Prof. Antonio Pignatto. ANTIFORMA S.r.l. Via M. Aurelio, 55 Milano Tel: 02 28.97.02.49 www.antiforma.it I BISOGNI DEL PAZIENTE AUDIOLESO, TRA SALUTE E DISABILITA A cura del Prof. Antonio Pignatto ANTIFORMA S.r.l. Via M. Aurelio, 55 Milano Tel: 02 28.97.02.49 www.antiforma.it ICF Un nuovo membro della famiglia

Dettagli

ICF ed INCLUSIONE PROF.SSA EMANUELA D AMBROS LICEO STATALE C. PORTA ERBA

ICF ed INCLUSIONE PROF.SSA EMANUELA D AMBROS LICEO STATALE C. PORTA ERBA ICF ed INCLUSIONE PROF.SSA EMANUELA D AMBROS LICEO STATALE C. PORTA ERBA La scuola oggi presenza sempre più diffusa di alunni con Bisogni Educativi Speciali. SEN SPECIAL EDUCATIONAL NEEDS Occorre ripensare

Dettagli

ICF-CY. Uso dell'icf-cy Come strumento di valutazione

ICF-CY. Uso dell'icf-cy Come strumento di valutazione ICF-CY Uso dell'icf-cy Come strumento di valutazione Dott.ssa Marianna Piccioli Supervisore Scienze della Formazione Primaria Università degli Studi di Firenze Che cosa è l ICF? Si tratta della classificazione

Dettagli

1. Background. Introduzione

1. Background. Introduzione Introduzione 13 1. Background In questo volume viene presentata la versione breve 1 della Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute, nota come ICF. 2 Lo scopo generale

Dettagli

ICF CLASSIFICAZIONE INTERNAZIONALE DEL FUNZIONAMENTO DELLA DISABILITÀ E DELLA SALUTE

ICF CLASSIFICAZIONE INTERNAZIONALE DEL FUNZIONAMENTO DELLA DISABILITÀ E DELLA SALUTE ICF CLASSIFICAZIONE INTERNATIONAL CLASSIFICATION OF FUNCTIONING, DISABILITY AND HEALTH INTERNAZIONALE DEL FUNZIONAMENTO DELLA DISABILITÀ E DELLA SALUTE COMMISSIONE DISAGIO E DISABILITÀ A. S. 2010- PREMESSA

Dettagli

ICF DALLA CONDIVISIONE DEL LINGUAGGIO, ALL OSSERVAZIONE PARTECIPATA

ICF DALLA CONDIVISIONE DEL LINGUAGGIO, ALL OSSERVAZIONE PARTECIPATA La rivoluzione dell ICF: ogni persona, in qualunque momento della vita, può avere una condizione di salute che in un contesto sfavorevole diventa disabilità. M. Leonardi ICF DALLA CONDIVISIONE DEL LINGUAGGIO,

Dettagli

CLASSIFICAZIONI E DIAGNOSI IN NEUROPSICHIATRIA INFANTILE

CLASSIFICAZIONI E DIAGNOSI IN NEUROPSICHIATRIA INFANTILE CLASSIFICAZIONI E DIAGNOSI IN NEUROPSICHIATRIA INFANTILE Dott.ssa Luisa Calliari Rovereto, 9 ottobre 2008 1 REGOLAMENTO PER FAVORIRE L INTEGRAZIONE E L INCLUSIONE DEGLI STUDENTI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

Dettagli

Dal profilo dell'alunno alla progettazione del contesto e delle. di qualità

Dal profilo dell'alunno alla progettazione del contesto e delle. di qualità Dal profilo dell'alunno alla progettazione del contesto e delle azioni per un'inclusione scolastica di qualità Chiara Carabelli I.C. S. Fedele Intelvi Carabelli Chiara 1 indice Dalla diagnosi al profilo

Dettagli

ICF a scuola Indicazioni operative

ICF a scuola Indicazioni operative UST Cremona In collaborazione con CTS Cremona ICF a scuola Indicazioni operative Paola Romagnoli a.s. 2013-2014 Che cos è l ICF? È un sistema di classificazione multidisciplinare, innovativo per impostazione,

Dettagli

IL PERCORSO EVOLUTIVO, I CRITERI E GLI ASPETTI FONDAMENTALI DELL I.C.F.

IL PERCORSO EVOLUTIVO, I CRITERI E GLI ASPETTI FONDAMENTALI DELL I.C.F. IL PERCORSO EVOLUTIVO, I CRITERI E GLI ASPETTI FONDAMENTALI DELL I.C.F. A cura del Sociologo E-Mail: salvogarofalo1@libero.it DA HANDICAPPATO (ICIDH-1980) a PERSONA con disabilità (ICF 2001) livello Intern.

Dettagli

Dr Matilde Leonardi Co-Chair WHO-ICF children group Coordinatore Scientifico Progetto ICF in Italia Responsabile Progetto Disabilità INN CB

Dr Matilde Leonardi Co-Chair WHO-ICF children group Coordinatore Scientifico Progetto ICF in Italia Responsabile Progetto Disabilità INN CB L ICF e la sua filosofia Bolzano 18 novembre 2004 Dr Matilde Leonardi Co-Chair WHO-ICF children group Coordinatore Scientifico Progetto ICF in Italia Responsabile Progetto Disabilità INN CB IRCCS Istituto

Dettagli

IL PROGETTO PERSONALIZZATO PER IL BAMBINO CON DISABILITA ALLA LUCE DELLA CLASSIFICAZIONE ICF E ICF-CY. Matilde Leonardi*, Daniela Ajovalasit

IL PROGETTO PERSONALIZZATO PER IL BAMBINO CON DISABILITA ALLA LUCE DELLA CLASSIFICAZIONE ICF E ICF-CY. Matilde Leonardi*, Daniela Ajovalasit IL PROGETTO PERSONALIZZATO PER IL BAMBINO CON DISABILITA ALLA LUCE DELLA CLASSIFICAZIONE ICF E ICF-CY Matilde Leonardi*, Daniela Ajovalasit * Direttore SSD Neurologia, Salute Pubblica, Disabilità, Direzione

Dettagli

L APPLICAZIONE DELL ICF NEGLI STRUMENTI DI DOCUMENTAZIONE

L APPLICAZIONE DELL ICF NEGLI STRUMENTI DI DOCUMENTAZIONE ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA International Classification of Functioning, Disability and Health L APPLICAZIONE DELL ICF NEGLI STRUMENTI DI DOCUMENTAZIONE Dott.ssa Monica Pradal Pedagogista,, IRCCS

Dettagli

ICF : approccio educativo. Elisabetta Ghedin Facoltà di Scienze della Formazione

ICF : approccio educativo. Elisabetta Ghedin Facoltà di Scienze della Formazione ICF : approccio educativo Elisabetta Ghedin Facoltà di Scienze della Formazione LINEE GUIDA PER L INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI CON DISABILITA L ICF sta penetrando nelle pratiche di diagnosi condotte

Dettagli

PRESENTAZIONE. On. Antonio De Poli Assessore Regionale alle Politiche Sociali, Programmazione Socio Sanitaria, Volontariato e Non Profit

PRESENTAZIONE. On. Antonio De Poli Assessore Regionale alle Politiche Sociali, Programmazione Socio Sanitaria, Volontariato e Non Profit PRESENTAZIONE Lo scenario sulla disabilità è interessato da un processo di profonda trasformazione che negli ultimi anni ha sollecitato l attenzione dei Governi, delle loro strutture operative, delle associazioni

Dettagli

APPLICAZIONI OPERATIVE DI ICF. Prof.ssa Emanuela D Ambros LICEO STATALE C. PORTA, ERBA

APPLICAZIONI OPERATIVE DI ICF. Prof.ssa Emanuela D Ambros LICEO STATALE C. PORTA, ERBA APPLICAZIONI OPERATIVE DI ICF Prof.ssa Emanuela D Ambros LICEO STATALE C. PORTA, ERBA Il punto di partenza Studio della documentazione (Scheda di segnalazione; Diagnosi Funzionale; Profilo Dinamico Funzionale;

Dettagli

COMPETENZE DIGITALI. Le digital Competence Framework mi permettono di : Esplorare nuovi contesti tecnologici in modo flessibile.

COMPETENZE DIGITALI. Le digital Competence Framework mi permettono di : Esplorare nuovi contesti tecnologici in modo flessibile. COMPETENZE DIGITALI Competenze digitali o digital skills. Un approccio in 3D, un mutamento in corso. L immersività generata dagli ambienti multimediali ci sollecitano un esigenza nuova e educabile: sviluppare

Dettagli

ICF. Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute. Dott.ssa GABRIELLA COI

ICF. Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute. Dott.ssa GABRIELLA COI ICF Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute Dott.ssa GABRIELLA COI Il concetto di salute promosso dall OMS L Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è l agenzia

Dettagli

Dott.ssa Licia Ponticello Neuropsichiatra Infantile Referente medico settore età evolutiva Centro di riabilitazione accreditato CMPH Roma

Dott.ssa Licia Ponticello Neuropsichiatra Infantile Referente medico settore età evolutiva Centro di riabilitazione accreditato CMPH Roma Dott.ssa Licia Ponticello Neuropsichiatra Infantile Referente medico settore età evolutiva Centro di riabilitazione accreditato CMPH Roma Il modello descritto nell ICF riflette i cambiamenti di prospettiva

Dettagli

DEFINIZIONE DI MENOMAZIONE, DISABILITÀ E HANDICAP

DEFINIZIONE DI MENOMAZIONE, DISABILITÀ E HANDICAP DEFINIZIONE DI MENOMAZIONE, DISABILITÀ E HANDICAP E enorme la confusione nella terminologia relativa all handicap. Per questo negli ultimi 20 anni l OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha diffuso

Dettagli

B.E.S. Anno 2014. Fortunata Daniela Vetri. Daniela Vetri

B.E.S. Anno 2014. Fortunata Daniela Vetri. Daniela Vetri B.E.S. Anno 2014 Fortunata La didattica inclusiva per il I DESTINATARI ALUNNI CON B. E. S. BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI E più facile rompere un atomo che un pregiudizio A. Einstein Gli studenti con B. E.

Dettagli

Centro Territoriale per l Integrazione di Garda

Centro Territoriale per l Integrazione di Garda Centro Territoriale per l Integrazione di Garda CORSO DI FORMAZIONE: Strategie didattiche e organizzative per una didattica inclusiva Le applicazioni in ambito educativo del modello ICF. Relatore: Dr.ssa

Dettagli

ICF per gli adulti e ICF CY per minori

ICF per gli adulti e ICF CY per minori ICF per gli adulti e ICF CY per minori La Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF, dall'inglese International Classification of Functioning, Disability and

Dettagli

Dispensare o educare? I Bisogni Educativi Speciali a Scuola Di Roberto Franchini Nel passato la disabilità era compresa a partire da modelli

Dispensare o educare? I Bisogni Educativi Speciali a Scuola Di Roberto Franchini Nel passato la disabilità era compresa a partire da modelli Dispensare o educare? I Bisogni Educativi Speciali a Scuola Di Roberto Franchini Nel passato la disabilità era compresa a partire da modelli concettuali di natura medica o di natura sociale, secondo visioni

Dettagli

Approfondimenti su I C F C Y: Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute

Approfondimenti su I C F C Y: Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute Approfondimenti su I C F C Y: Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute La funzione generale della classificazione ICF è quella di fornire un linguaggio standard

Dettagli

ALCUNE SIGLE. PDV= PROGETTO DI VITA si basa sulla

ALCUNE SIGLE. PDV= PROGETTO DI VITA si basa sulla DAL PEI AL PDV ALCUNE SIGLE PDV= PROGETTO DI VITA si basa sulla CLASSIFICAZIONE INTERNAZIONALE DEL FUNZIONAMENTO, DELLA DISABILITA' E DELLA SALUTE LUNGO TUTTO L ARCO DELLA VITA (ICF) rivolto ai bambini

Dettagli

Definizione di SALUTE O.M.S.

Definizione di SALUTE O.M.S. Definizione di SALUTE O.M.S. Non solo assenza di malattia ma stato di completo benessere fisico, psicologico e sociale. Non basta quindi curare ma anche prevenire, informare, sensibilizzare, promuovere

Dettagli

Pescara 2 dicembre 2011 Dott.ssa Monica Pradal - pedagogista

Pescara 2 dicembre 2011 Dott.ssa Monica Pradal - pedagogista VERSO UNA SCUOLA INCLUSIVA DALL ICF AL PEI Pescara 2 dicembre 2011 Dott.ssa Monica Pradal - pedagogista CHE COS E L ICF? Un modello concettuale di approccio globale al funzionamento della persona, che

Dettagli

Utilizzo della Classificazione ICF Esperienza della Regione Lazio

Utilizzo della Classificazione ICF Esperienza della Regione Lazio Utilizzo della Classificazione ICF Esperienza della Regione Lazio ICF, OUTCOME e RIABILITAZIONE Perugia, 24 giugno 2011 Gabriella Guasticchi - Rita De Giuli Perché l ICF nel Sistema Informativo per l Assistenza

Dettagli

Capitolo 14 - Sostegno Scolastico

Capitolo 14 - Sostegno Scolastico Capitolo 14 - Sostegno Scolastico 14.1 Il diritto all istruzione Il diritto allo studio degli alunni con disabilità si realizza, secondo la normativa nazionale vigente, attraverso l integrazione scolastica,

Dettagli

APPUNTI DI ICF. Com è rappresentato il modello biopsicosociale nell ICF?

APPUNTI DI ICF. Com è rappresentato il modello biopsicosociale nell ICF? APPUNTI DI ICF Il dibattito fra modello medico e sociale di disabilità è continuato per quasi 40 anni. I due modelli differiscono in molti aspetti: caratterizzano che tipo di problema sia la disabilità;

Dettagli

ATTIVITA DI FORMAZIONE IN TEMA DI INTEGRAZIONE ALUNNI DISABILI

ATTIVITA DI FORMAZIONE IN TEMA DI INTEGRAZIONE ALUNNI DISABILI A.S. 2010/2011 ATTIVITA DI FORMAZIONE IN TEMA DI INTEGRAZIONE ALUNNI DISABILI Modalità di svolgimento del corso 1 FASE 14 ORE 6 INCONTRI 1. Principi di integrazione: come essere nella relazione educativa

Dettagli

I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI POLITICHE SUI BES/SEN IN INGHILTERRA THE EDUCATION ACT, 1944 11 CATEGORIE DI DISABILITÀ WARNOCK REPORT, 1978 INTRODUCE IL TERMINE SPECIAL EDUCATIONAL NEEDS (SEN) ANNI 2000

Dettagli

Progetto GSK «TUTTI DIVERSI, TUTTI UGUALI» Non c'è nulla di più ingiusto che fare parti uguali fra diseguali (Don Milani)

Progetto GSK «TUTTI DIVERSI, TUTTI UGUALI» Non c'è nulla di più ingiusto che fare parti uguali fra diseguali (Don Milani) Progetto GSK «TUTTI DIVERSI, TUTTI UGUALI» Non c'è nulla di più ingiusto che fare parti uguali fra diseguali (Don Milani) L ICF-CY e l approccio biopsicosociale ai problemi dell educazione speciale Incontro

Dettagli

IL PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO

IL PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO IL PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO NODI CRITICI DEL P.E.I. Conoscenza dell alunno (diagnosi funzionale) Progettualità (profilo dinamico funzionale progetto di vita) Risorse (strategie, attività e interventi:

Dettagli

ICF CLASSIFICAZIONE INTERNAZIONALE DEL FUNZIONAMENTO DELLA DISABILITA E DELLA SALUTE. Prof. Emanuela D Ambos. Liceo Statale C.Porta.

ICF CLASSIFICAZIONE INTERNAZIONALE DEL FUNZIONAMENTO DELLA DISABILITA E DELLA SALUTE. Prof. Emanuela D Ambos. Liceo Statale C.Porta. ICF CLASSIFICAZIONE INTERNAZIONALE DEL FUNZIONAMENTO DELLA DISABILITA E DELLA SALUTE Prof. Emanuela D Ambos. Liceo Statale C.Porta.Erba Parte I. Integrare ed includere sono sinonimi? Integrazione e Inclusione

Dettagli

L INTEGRAZIONE SCOLASTICA DALLA DIAGNOSI FUNZIONALE AL PEI- PROGETTO DI VITA. IL RUOLO DELL ICF

L INTEGRAZIONE SCOLASTICA DALLA DIAGNOSI FUNZIONALE AL PEI- PROGETTO DI VITA. IL RUOLO DELL ICF L INTEGRAZIONE SCOLASTICA DALLA DIAGNOSI FUNZIONALE AL PEI- PROGETTO DI VITA. IL RUOLO DELL ICF Dott.ssa Federica Bartoletti federica.bartoletti@unibo.it Tratto da un lavoro della Dott.ssa Adriana De Luca

Dettagli

ISIS Città di Luino-Carlo Volontè LINEE GUIDA PER IL DIRITTO ALLO STUDIO DEGLI ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI

ISIS Città di Luino-Carlo Volontè LINEE GUIDA PER IL DIRITTO ALLO STUDIO DEGLI ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI ISIS Città di Luino-Carlo Volontè LINEE GUIDA PER IL DIRITTO ALLO STUDIO DEGLI ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI PREMESSA Gli alunni in difficoltà costituiscono da sempre un problema educativo di grande

Dettagli

La prescrizione di ausili : momento terapeutico o momento burocratico?

La prescrizione di ausili : momento terapeutico o momento burocratico? Università Cattolica del Sacro Cuore Facoltà di Scienze della Formazione Milano Fondazione Don Carlo Gnocchi ONLUS Polo tecnologico Milano La prescrizione di ausili : momento terapeutico o momento burocratico?

Dettagli

Variabile Ecologica Costrutto teorico Strumento / Unità di Misura

Variabile Ecologica Costrutto teorico Strumento / Unità di Misura La Matrice Ecologica a Scuola: utilizzo estensivo dell ICF CY per la definizione degli Obiettivi di Miglioramento della Qualità di Vita a Scuola e la Pianificazione Educativa Personalizzata Luoghi della

Dettagli

ICF e INCLUSIONE. Heidrun Demo, PhD Libera Università di Bolzano. Erba 20 ottobre 2011

ICF e INCLUSIONE. Heidrun Demo, PhD Libera Università di Bolzano. Erba 20 ottobre 2011 ICF e INCLUSIONE Heidrun Demo, PhD Libera Università di Bolzano Erba 20 ottobre 2011 CHE COS E L INCLUSIONE? Quali alunni riguarda? Che interventi richiede? Che risorse chiede di attivare? E diversa dall

Dettagli

M1. Le definizioni di menomazione, disabilità ed handicap

M1. Le definizioni di menomazione, disabilità ed handicap L ICF è la classificazione internazionale del funzionamento della disabilità e della salute. La famiglia delle classificazioni internazionali dell OMS fornisce un modello di riferimento che consente di

Dettagli

(PRIMA BOZZA) Milano, 15 Aprile, 2011

(PRIMA BOZZA) Milano, 15 Aprile, 2011 RETE LOMBARDA DELLE SCUOLE CHE PROMUOVONO SALUTE CORNICE METODOLOGICA (PRIMA BOZZA) Milano, 15 Aprile, 2011 PREMESSA Il presente documento è il frutto di un percorso di elaborazione a cui hanno partecipato

Dettagli

NUOVE TECNOLOGIE E DISABILITÀ: DAL DIRE AL FARE

NUOVE TECNOLOGIE E DISABILITÀ: DAL DIRE AL FARE NUOVE TECNOLOGIE E DISABILITÀ: DAL DIRE AL FARE Dir. Min.27/12/2012 STRUMENTI D INTERVENTO PER ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI E ORGANIZZAZIONE TERRITORIALE PER L INCLUSIONE SCOLASTICA Fondandosi

Dettagli

Il ruolo dei determinanti di salute nella progettazione in cooperazione internazionale

Il ruolo dei determinanti di salute nella progettazione in cooperazione internazionale Il ruolo dei determinanti di salute nella progettazione in cooperazione internazionale Mariano Giacchi U.O.C. Promozione della salute AOUS CREPS Dip. Fisiopatologia, Medicina Sperimentale e Sanità Pubblica

Dettagli

Introduzione alla disabilità

Introduzione alla disabilità ASPHI Fondazione Onlus Introduzione alla disabilità Sommario 1. La disabilità: definizione, numeri e domande 2. Tecnologia e approccio alla disabilità 3. La classificazione della disabilità 4. ICF: Classificazione

Dettagli

L attività riabilitativa estensiva e di mantenimento nel Lazio Progetti avviati nel 2004

L attività riabilitativa estensiva e di mantenimento nel Lazio Progetti avviati nel 2004 Sistema Informativo per l Assistenza Riabilitativa L attività riabilitativa estensiva e di mantenimento nel Lazio Progetti avviati nel 2004 Roma, 15 luglio 2005 La Classificazione Internazionale del Funzionamento,

Dettagli

LA DIAGNOSI FUNZIONALE SECONDO L ICFL

LA DIAGNOSI FUNZIONALE SECONDO L ICFL LA DIAGNOSI FUNZIONALE SECONDO L ICFL Dario Ianes Centro Studi Erickson Università di Bolzano www.darioianes.it 2005 Dario Ianes - www.darioianes.it VALUTAZIONE O DIAGNOSI? 1. Diagnosi come corretto riconoscimento

Dettagli

I.C.F. IL PENSARE PEDAGOGICO DEGLI ALUNNI DISABILI* I- PREMESSE PER L INCLUSIONE SCOLASTICA. a- CARATTERISTICHE. del PERCORSO FORMATIVO

I.C.F. IL PENSARE PEDAGOGICO DEGLI ALUNNI DISABILI* I- PREMESSE PER L INCLUSIONE SCOLASTICA. a- CARATTERISTICHE. del PERCORSO FORMATIVO IL PENSARE PEDAGOGICO I.C.F. PER L INCLUSIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI DISABILI* (Dimensioni I.C.F. per il PEI) Isp. Luigi FAVRO a.s. 11/12 I- PREMESSE a- CARATTERISITCHE, FINALITA e SCANSIONI del PERCORSO

Dettagli

LE COMPETENZE DEL TERAPISTA OCCUPAZIONALE

LE COMPETENZE DEL TERAPISTA OCCUPAZIONALE LE COMPETENZE DEL TERAPISTA OCCUPAZIONALE COMPETENZE GENERALI Competenze strumentali: Capacità di analisi e sintesi Programmazione e gestione del proprio tempo Conoscenze generali di base nel campo di

Dettagli

WP7 Predisposizione strumenti condivisi da utilizzare: protocollo ICF PEI

WP7 Predisposizione strumenti condivisi da utilizzare: protocollo ICF PEI WP7 Predisposizione strumenti condivisi da utilizzare: protocollo ICF PEI Premessa: la necessità di sviluppare strumenti di valutazione basati su ICF Il livello di partecipazione alle attività scolastiche

Dettagli

ICD-10. 1 ins. nora angela Magni

ICD-10. 1 ins. nora angela Magni ICD-10 La ICD-10 è la decima revisione della classificazione ICD, ossia la classificazione internazionale delle malattie e dei problemi correlati, proposta dall'oms. Sono classificate oltre 2000 malattie.

Dettagli

La Carta di Ottawa per la Promozione della Salute

La Carta di Ottawa per la Promozione della Salute La Carta di Ottawa per la Promozione della Salute The Ottawa Charter for Health Promotion 1 Conferenza Internazionale sulla promozione della salute 17-21 novembre 1986 Ottawa, Ontario, Canada La 1 Conferenza

Dettagli

ICF. Attività e partecipazione nella Persona con disabilità da Mielolesione SEZIONI RICLASSIFICATE PER CONDIZIONI DI SALUTE, DISTURBO O MALATTIA

ICF. Attività e partecipazione nella Persona con disabilità da Mielolesione SEZIONI RICLASSIFICATE PER CONDIZIONI DI SALUTE, DISTURBO O MALATTIA ICF SEZIONI RICLASSIFICATE PER CONDIZIONI DI SALUTE, DISTURBO O MALATTIA delle Sezioni : Produzione documenti di Consenso - Percorsi di presa in carico per una Attività e Partecipazione (*) Attività e

Dettagli

DAL ICD AL ICF I MODELLI DI CLASSIFICAZIONE INTERNAZIONALI COME ESPRESSIONE DELL APROCCIO ALLA DISABILITA

DAL ICD AL ICF I MODELLI DI CLASSIFICAZIONE INTERNAZIONALI COME ESPRESSIONE DELL APROCCIO ALLA DISABILITA CORSO DI FORMAZIONE RIVOLTA AI DOCENTI AFFERENTI AL CTRH DI CEFALU - CAMPOFELICE CASTELBUONO Modello ICF e integrazione in classe DAL ICD AL ICF I MODELLI DI CLASSIFICAZIONE INTERNAZIONALI COME ESPRESSIONE

Dettagli

Attività Adattata. Lezione 1. a.a. 2013-2014. Monica Emma Liubicich

Attività Adattata. Lezione 1. a.a. 2013-2014. Monica Emma Liubicich Attività Adattata Lezione 1 a.a. 2013-2014 Monica Emma Liubicich Secondo le Nazioni Unite i disabili nel mondo sono 650 milioni: 10% della popolazione In Italia circa 3.000.000, il 4,8% della popolazione

Dettagli

Prof.ssa Emanuela D Ambros Docente di sostegno Liceo Statale C.Porta, Erba. ICF.

Prof.ssa Emanuela D Ambros Docente di sostegno Liceo Statale C.Porta, Erba. ICF. Prof.ssa Emanuela D Ambros Docente di sostegno Liceo Statale C.Porta, Erba. ICF. PARTE I: modelli culturali di riferimento e principi ispiratori. PARTE II:tre parole chiave per comprendere ICF PARTE III:

Dettagli

Italia @ Europa Analisi comparata dell infermieristica di area critica. QUESTIONARIO DI VALUTAZIONE DELL APPRENDIMENTO

Italia @ Europa Analisi comparata dell infermieristica di area critica. QUESTIONARIO DI VALUTAZIONE DELL APPRENDIMENTO 23 Congresso Nazionale Aniarti Jesolo, 03 05 novembre 2004 Italia @ Europa Analisi comparata dell infermieristica di area critica. QUESTIONARIO DI VALUTAZIONE DELL APPRENDIMENTO (La risposta corretta è

Dettagli

Cosa sono i Disturbi Specifici di Apprendimento?

Cosa sono i Disturbi Specifici di Apprendimento? Cosa sono i Disturbi Specifici di Apprendimento? Considerati parte della famiglia dei Disturbi Evolutivi Specifici, i Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) affliggono alcune specifiche abilità che

Dettagli

ASSE STORICO SOCIALE

ASSE STORICO SOCIALE ASSE STORICO SOCIALE 1 ASSE STORICO SOCIALE competenze attese d asse indicatori descrittori Competenze di asse Indicatori Descrittori 1. Comprendere il cambiamento e la diversità dei tempi storici in una

Dettagli

ROMA, 6 e 7 marzo 2013. Applicazione di ICF nella scuola inclusiva, orientata alla qualità della vita

ROMA, 6 e 7 marzo 2013. Applicazione di ICF nella scuola inclusiva, orientata alla qualità della vita Centro Studi Psico Medico Pedagogico della Mediazione formazione - applicazione ricerca - sperimentazione - psicopedagogico e clinica Eboli Via San Berardino, 28/a - Brescia Via Cipro, 96 CSPDM Onlus ROMA,

Dettagli

PROGETTO CINQUE PETALI

PROGETTO CINQUE PETALI PROGETTO CINQUE PETALI RESPONSABILE DIRETTORE DSMDP-UONPIA DR. GIULIANO LIMONTA Dott.ssa R. Baroni, Dott. L. Brambatti, Dr. M. Rossetti Piacenza, 1 ottobre 2014 I cinque petali Famiglia UONPIA - AUSL Scuola

Dettagli

Dott.ssa Elena Filippini

Dott.ssa Elena Filippini SCUOLA-ASL: ASL: CHI SEGNALARE? Criteri e valutazioni Dott.ssa Elena Filippini Accordo quadro di programma provinciale per l integrazione scolastica degli alunni con disabilità (2011-2016) 2016) (artt.12

Dettagli

INDICATORI, ABILITA /CAPACITA, CONOSCENZE

INDICATORI, ABILITA /CAPACITA, CONOSCENZE BIENNIO BIENNIO 5 ANNO Competenza storico-sociale n. Comprendere il cambiamento e la diversita dei tempi storici in una dimensione diacronica attraverso il confronto fra epoche e in una dimensione sincronica

Dettagli

Offerta formativa sperimentale d istruzione e formazione professionale nelle more dell emanazione dei decreti legislativi di cui alla legge 28 marzo

Offerta formativa sperimentale d istruzione e formazione professionale nelle more dell emanazione dei decreti legislativi di cui alla legge 28 marzo Offerta formativa sperimentale d istruzione e formazione professionale nelle more dell emanazione dei decreti legislativi di cui alla legge 28 marzo 2003, n.53 Criteri e procedure per la certificazione

Dettagli

BMB 1 Supporto 2. Servizio Civile. Il concetto di salute funzionale e il modello biopsicosociale. Autrice: Jasmina Merkli-Müller

BMB 1 Supporto 2. Servizio Civile. Il concetto di salute funzionale e il modello biopsicosociale. Autrice: Jasmina Merkli-Müller BMB 1 Supporto 2 Servizio Civile Il concetto di salute funzionale e il modello biopsicosociale Autrice: Jasmina Merkli-Müller "Una persona è funzionalmente sana quando partecipa attivamente, nel modo più

Dettagli

QUESTIONARIO ICF-CY DI Versione 1.A, 4-6 anni*

QUESTIONARIO ICF-CY DI Versione 1.A, 4-6 anni* QUESTIONARIO ICF-CY DI Versione 1.A, 4-6 anni* (Copyright Italy, Netherlands, Sweden, Switzerland, USA) Questa scheda è composta da una selezione di codici della Classificazione Internazionale del Funzionamento,

Dettagli

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA E DI INTEGRAZIONE DI ALUNNI DISABILI

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA E DI INTEGRAZIONE DI ALUNNI DISABILI Istituto Comprensivo A. Gramsci di Campalto PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA E DI INTEGRAZIONE DI ALUNNI DISABILI Si tenga conto che il Protocollo è un documento che propone delle linee guida generali per gli

Dettagli

PSICOLOGIA DELL HANDICAP E DELLA RIABILITAZIONE

PSICOLOGIA DELL HANDICAP E DELLA RIABILITAZIONE PSICOLOGIA DELL HANDICAP E DELLA RIABILITAZIONE DISABILITÀ E ICF PROF. FINO BUONO SVILUPPO DEL CONCETTO DI DISABILITA DA MODELLI BASATI SUL DEFICIT A MODELLI ECOLOGICI I MODELLI MEDICI ERANO CENTRATI SULLE

Dettagli

I CARE Imparare Comunicare Agire in una Rete Educativa Piano Nazionale di formazione e ricerca

I CARE Imparare Comunicare Agire in una Rete Educativa Piano Nazionale di formazione e ricerca I CARE Imparare Comunicare Agire in una Rete Educativa Piano Nazionale di formazione e ricerca ANALISI ESPERIENZE PREGRESSE (da compilare on line entro il 30 marzo 2008) I CARE Imparare Comunicare Agire

Dettagli

L EDUCAZIONE AFFETTIVA SESSUALE NELLA SCUOLA PRIMARIA

L EDUCAZIONE AFFETTIVA SESSUALE NELLA SCUOLA PRIMARIA L EDUCAZIONE AFFETTIVA SESSUALE NELLA SCUOLA PRIMARIA FINALITA L educazione all affettività rappresenta per l alunno un percorso di crescita psicologica e di consapevolezza della propria identità personale

Dettagli

CHECKLIST ICF Scheda per il Clinico per la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (O.M.S.

CHECKLIST ICF Scheda per il Clinico per la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (O.M.S. CHECKLIST ICF Scheda per il Clinico per la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (O.M.S. settembre 03) Questa è una Checklist delle principali categorie della

Dettagli

Corso di Laurea Magistrale in Scienze riabilitative delle professioni sanitarie

Corso di Laurea Magistrale in Scienze riabilitative delle professioni sanitarie Corso di Laurea Magistrale in Scienz delle professioni sanitarie Il corso di Laurea Magistrale in Scienze della Riabilitazione comprende unità didattiche in numero non inferiore a 0 crediti. Sono ammessi

Dettagli

Riflessione sulla norm ativa. Prof.ssa Olmo Serafina

Riflessione sulla norm ativa. Prof.ssa Olmo Serafina Riflessione sulla norm ativa Prof.ssa Olmo Serafina Direttiva del 27/12/12 STRUMENTI D INTERVENTO PER ALUNNI CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI E ORGANIZZAZIONE TERRITORIALE PER L INCLUSIONE SCOLASTICA C.M.

Dettagli

Ordinanza del DFI sull entità e l accreditamento dei cicli di perfezionamento delle professioni psicologiche

Ordinanza del DFI sull entità e l accreditamento dei cicli di perfezionamento delle professioni psicologiche Ordinanza del DFI sull entità e l accreditamento dei cicli di perfezionamento delle professioni psicologiche (OEAc-LPPsi) Modifica del 18 novembre 2015 Il Dipartimento federale dell interno (DFI) ordina:

Dettagli

1. L analisi statistica

1. L analisi statistica 1. L analisi statistica Di cosa parleremo La statistica è una scienza, strumentale ad altre, concernente la determinazione dei metodi scientifici da seguire per raccogliere, elaborare e valutare i dati

Dettagli

DISABILITA E CONTESTI. a cura di Stefania Barbaro psicopedagogista

DISABILITA E CONTESTI. a cura di Stefania Barbaro psicopedagogista DISABILITA E CONTESTI a cura di Stefania Barbaro psicopedagogista obiettivi e contenuti dell incontro Considerare l importanza del contesto nella professione docente e non docente L incontro delle professionalita

Dettagli

PSICOLOGIA GENERALE ED APPLICATA

PSICOLOGIA GENERALE ED APPLICATA Terzo Anno PSICOLOGIA GENERALE ED APPLICATA COMPETENZE ABILITA CONOSCENZE TEMPI S1. atteggiamento individuando i diversi approcci teorici che hanno caratterizzato la storia della psicologia. S1. Realizzare

Dettagli

LA FORMAZIONE DEGLI OPERATORI NELLA PRESA IN CARICO DELLE FRAGILITA

LA FORMAZIONE DEGLI OPERATORI NELLA PRESA IN CARICO DELLE FRAGILITA UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II DIPARTIMENTO DI SCIENZE SOCIALI CONVEGNO PER UN WELFARE SOSTENIBILE LEA E LIVEAS: MODELLI REGIONALI A CONFRONTO TAVOLA ROTONDA LEA E LIVEAS NELLA PRESA IN CARICO

Dettagli

Disciplina: SCIENZE MATEMATICHE UNITÀ DI APPRENDIMENTO 1

Disciplina: SCIENZE MATEMATICHE UNITÀ DI APPRENDIMENTO 1 Disciplina: SCIENZE MATEMATICHE UNITÀ DI APPRENDIMENTO 1 OBIETTIVO FORMATIVO Comprendere come gli strumenti matematici siano necessari per operare nella realtà. L alunno si muove con sicurezza nel calcolo

Dettagli

L INCLUSIONE SCOLASTICA DALLA DIAGNOSI FUNZIONALE AL PEI PROGETTO DI VITA. IL RUOLO DELL ICF

L INCLUSIONE SCOLASTICA DALLA DIAGNOSI FUNZIONALE AL PEI PROGETTO DI VITA. IL RUOLO DELL ICF L INCLUSIONE SCOLASTICA DALLA DIAGNOSI FUNZIONALE AL PEI PROGETTO DI VITA. IL RUOLO DELL ICF San Remo 21 22 Dicembre 2009 Dott.ssa Federica Bartoletti federica.bartoletti@unibo.it Tratto da un lavoro della

Dettagli

Osservare: sembra facile!

Osservare: sembra facile! Milano 7 maggio 2011 Strumenti di valutazione funzionale nei percorsi di vita delle persone con autismo. Introduzione Susanna Villa IRCCS Eugenio Medea Associazione La Nostra Famiglia Conegliano (TV).

Dettagli

Prove Esame di Stato

Prove Esame di Stato Prove Esame di Stato 2012 SEZ. A 1 Prova L Assistente Sociale specialista responsabile di un servizio sociale riceve dal proprio riferimento politico (Assessore alle politiche sociali) l incarico di redigere

Dettagli

DOMINI / AREE PRINCIPALI CLASSIFICAZIONE ICF-CY (OMS, 2007)

DOMINI / AREE PRINCIPALI CLASSIFICAZIONE ICF-CY (OMS, 2007) DOMINI / AREE PRINCIPALI CLASSIFICAZIONE ICF-CY (OMS, 2007) Capitolo 1 Funzioni mentali FUNZIONI CORPOREE Funzioni mentali globali (b110-b139) b110 Funzioni della coscienza b114 Funzioni dell orientamento

Dettagli

Convenzione ONU e sistema di indicatori statistici per il monitoraggio della condizione delle persone con disabilità

Convenzione ONU e sistema di indicatori statistici per il monitoraggio della condizione delle persone con disabilità Convenzione ONU e sistema di indicatori statistici per il monitoraggio della condizione delle persone con disabilità Le fonti del sistema statistico nazionale e il problema della definizione della disabilità

Dettagli

SCUOLA PRIMARIA STATALE 3 CIRCOLO G. CAIATI

SCUOLA PRIMARIA STATALE 3 CIRCOLO G. CAIATI SCUOLA PRIMARIA STATALE 3 CIRCOLO G. CAIATI Analisi dei dati relativi al questionario di valutazione sulla qualità dell integrazione scolastica degli alunni con disabilità. Progetto ICF Dal modello ICF

Dettagli

CURRICOLO SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO con riferimento alle Indicazioni Nazionali 2012 COMPETENZE SOCIALI E CIVICHE

CURRICOLO SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO con riferimento alle Indicazioni Nazionali 2012 COMPETENZE SOCIALI E CIVICHE CURRICOLO SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO con riferimento alle Indicazioni Nazionali 2012 DISCIPLINA DI RIFERIMENTO: Storia, Cittadinanza e Costituzione DISCIPLINE CONCORRENTI: tutte Le competenze

Dettagli

PROGETTO SCUOLA SPORT E DISABILITA UN OCCASIONE DI INCONTRO E CRESCITA

PROGETTO SCUOLA SPORT E DISABILITA UN OCCASIONE DI INCONTRO E CRESCITA PROGETTO SCUOLA SPORT E DISABILITA UN OCCASIONE DI INCONTRO E CRESCITA PRESENTAZIONE Il presente progetto costituisce un iniziativa volta a promuovere un percorso di crescita dei ragazzi nel confronto,

Dettagli

ICF Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute

ICF Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute ICF Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute Versione breve O.M.S. ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITÀ ICF SHORT VERSION: INTERNATIONAL CLASSIFICATION OF FUNCTIONING,

Dettagli

III CONVEGNO NAZIONALE D.M.S.A Profilo professionale del dottore in scienze motorie ILLASI 2 DICEMBRE 2006 Profilo professionale del dottore in scienze motorie LAUREE IN SCIENZE MOTORIE LAUREA TRIENNALE

Dettagli

Lezione 1 Identificazione dei bisogni della persona

Lezione 1 Identificazione dei bisogni della persona Corso di Formazione per Operatore Socio-Sanitario Complesso Integrato Columbus- Anno 2014 Lezione 1 Identificazione dei bisogni della persona Docenti: Claudia Onofri Ivana Palumbieri Concetto di persona

Dettagli

Le indicazioni della regione Emilia Romagna per la certificazione della disabilità intellettiva in età evolutiva

Le indicazioni della regione Emilia Romagna per la certificazione della disabilità intellettiva in età evolutiva Le indicazioni della regione Emilia Romagna per la certificazione della disabilità intellettiva in età evolutiva Bologna 13 dicembre 2014 Definizione del concetto di disabilità cognitiva La normativa relativa

Dettagli

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER ALUNNI CON DISABILITA

PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER ALUNNI CON DISABILITA PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA PER ALUNNI CON DISABILITA PREMESSA L Istituto opera con particolare attenzione per l integrazione degli alunni disabili, favorendo la socializzazione, l acquisizione di autonomia

Dettagli

APPRENDIMENTO COOPERATIVO E METODO DELLA RICERCA DI GRUPPO. 5.1. La ricerca di gruppo

APPRENDIMENTO COOPERATIVO E METODO DELLA RICERCA DI GRUPPO. 5.1. La ricerca di gruppo APPRENDIMENTO COOPERATIVO E METODO DELLA RICERCA DI GRUPPO. 5.1. La ricerca di gruppo La ricerca di gruppo è un metodo attraverso il quale gli studenti collaborano tra di loro a piccoli gruppi per esaminare

Dettagli

U.V.D. (Unità Valutativa Distrettuale) Valuta, Organizza e Coordina interventi Stabilisce case manager Verifica interventi

U.V.D. (Unità Valutativa Distrettuale) Valuta, Organizza e Coordina interventi Stabilisce case manager Verifica interventi Medici di Medicina Generale e Pediatri C.A.D. U.V.D. (Unità Valutativa Distrettuale) Valuta, Organizza e Coordina interventi Stabilisce case manager Verifica interventi Medici Specialisti Servizio Farmaceutico

Dettagli

SINTESI SUL TEMA DELL ICF

SINTESI SUL TEMA DELL ICF STRUMENTI E TECNICHE DI INTERVENTI RIABILITATIVI Corso di Laurea in EDUCATORE PROFESSIONALE SANITARIO a.a. 2011/2012 - TERZO ANNO Facoltà di Scienze Cognitive Corso Bettini, 84 - Rovereto SINTESI SUL TEMA

Dettagli

La norma UNI EN ISO 14001:2004

La norma UNI EN ISO 14001:2004 La norma COS È UNA NORMA La normazione volontaria Secondo la Direttiva Europea 98/34/CE del 22 giugno 1998: "norma" è la specifica tecnica approvata da un organismo riconosciuto a svolgere attività normativa

Dettagli

MIO FIGLIO VA A SCUOLA! Un percorso guida

MIO FIGLIO VA A SCUOLA! Un percorso guida Via Brogeda, 21 22100 Como Tel. 031.541180/Fax 031.532927 comprensivocomonord@tiscali.it MIO FIGLIO VA A SCUOLA! Un percorso guida A cura del Gruppo di Lavoro per l integrazione degli alunni diversamente

Dettagli