PROGETTO SPERIMENTALE DI PREVENZIONE E INTERVENTO PER LE DIFFICOLTA SCOLASTICHE E DSA NELLE SCUOLE DELL INFANZIA DEL TERRITORIO BELLUNESE

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1 FormArte Centro Studi e Ricerche in collaborazione con il CNR modulo di ricerca metodologie e tecnologie didattiche per i DSA PROGETTO SPERIMENTALE DI PREVENZIONE E INTERVENTO PER LE DIFFICOLTA SCOLASTICHE E DSA NELLE SCUOLE DELL INFANZIA DEL TERRITORIO BELLUNESE.

2 L'evoluzione interna dell individuo fornisce soltanto un numero più o meno grande, a seconda delle attitudini di ciascuno, di abbozzi suscettibili di essere sviluppati, distrutti o lasciati ad uno stadio incompleto. Ma non sono che degli abbozzi, e soltanto le interazioni sociali e educative li trasformeranno in condotte efficaci. Il diritto all educazione è dunque, né più né meno, il diritto dell individuo a svilupparsi normalmente, in funzione delle possibilità di cui dispone, e l obbligo, per la società, di trasformare queste possibilità in realizzazioni effettive e utili. (J. Piaget) PREMESSA Il Centro Studi e Ricerche FormArte, in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche-ISAC- modulo di ricerca metodologie e tecnologie didattiche per i Disturbi Specifici dell Apprendimento, intende promuovere nella provincia di Belluno un PROGETTO SPERIMENTALE DI PREVENZIONE E INTERVENTO PER LE DIFFICOLTA SCOLASTICHE E DSA NELLE SCUOLE DELL INFANZIA. Il progetto prevede uno screening attraverso l uso di un questionario rivolto ai genitori e agli insegnanti degli alunni dell ultimo anno della scuola dell infanzia. Attraverso lo screening è possibile avere un analisi dettagliata QUANTITATIVA E QUALITATIVA di ciascun alunno sulle diverse aree di sviluppo prese in esame (cognitiva, attentivo-comportamentale, motorioprassica, percettiva, linguistica e degli apprendimenti). In seguito alla fase di screening, è prevista una restituzione classe per classe sui dati emersi dai questionari con proposta di attività mirate al superamento delle difficoltà. Inoltre sono previste delle attività di formazione teorica e laboratoriale rivolte agli insegnanti per la prevenzione e il potenziamento delle abilità pre-scolastiche. L approccio metodologico e culturale che l associazione sta adottando è quello della diffusione di nuove ed aggiornate metodologie di osservazione, rilevazione e individuazione degli alunni con difficoltà scolastiche secondo un modello di tipo integrato. Tale scelta è determinata dal fatto che sempre più la comunità scientifica, educativa e clinica chiede (anche alla scuola) di avvicinarsi ad un modello integrato come quello proposto dall Organizzazione Mondiale della Sanità. Il 22 maggio 2001, infatti, L Organizzazione Mondiale della Sanità perviene alla stesura di uno strumento di classificazione innovativo, multidisciplinare e dall approccio universale: La Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute, denominato ICF. L ICF si delinea come una classificazione che vuole descrivere lo stato di salute delle persone in relazione ai loro ambiti esistenziali (sociale, familiare, lavorativo) al fine di cogliere le difficoltà che nel contesto socio-culturale di riferimento possono causare disabilità. Tramite l ICF non si vuole quindi descrivere il deficit, ma l individuo non solo come persona avente malattie o disabilità, ma soprattutto evidenziarne l unicità e la globalità.

3 L approccio integrato dell ICF e il concetto di disabilità, preso in considerazione dall Organizzazione Mondiale della Sanità, vuole evidenziare non i deficit e gli handicap, ma vuole essere un concetto inserito in un continuum multidimensionale. Il Centro Studi e Ricerche FormArte, sta sperimentando nel territorio un modello di intervento multidimensionale che prevede sia nella fase di osservazione che di intervento un approccio rivolto alla globalità e all unicità di ciascun bambino non in un ottica di deficit, ma di funzionamento che possa cogliere, integrare evidenziare e potenziare i molteplici aspetti della crescita e dello sviluppo di ciascuno. Perché è importante una prevenzione e apprendimento e DSA un individuazione precoce delle difficoltà di S econdo recenti indagini epidemiologiche i disturbi dell apprendimento scolastico riguardano il 5 10% della popolazione in età scolare. In media in ogni classe ci sono uno o due bambini con queste difficoltà. Gli apprendimenti scolastici fin dalle prime classi della scuola primaria richiedono l integrazione di numerose funzioni cognitive e percettivo-motorie: visione, udito, motricità, lateralizzazione, memoria, elaborazione delle informazioni, processi associativi, ecc di poca e inefficace applicazione allo studio. Nella scuola primaria il bambino si avvia al processo di apprendimento della letto-scrittura, è quindi importante individuare prima i processi che caratterizzano queste acquisizioni e le problematiche ad esse inerenti, quali: la Dislessia (disturbo della lettura), la Disortografia e la Disgrafia (disturbi relativi alla scrittura, negli aspetti linguistici e negli aspetti di tipo motorio-esecutivo) e la Discalculia (difficoltà ad eseguire calcoli e a manipolare numeri), ossia i Disturbi Specifici dell Apprendimento, convenzionalmente identificati con la sigla DSA. Tali disturbi rappresentano un fattore di rischio primario per la dispersione scolastica e possono incidere complessivamente sul benessere della persona comportando, quindi, non solo uno svantaggio scolastico, ma anche ripercussioni sullo sviluppo emotivo e sociale del bambino, la perdita dell autostima e della motivazione a studiare. La scuola dell infanzia rappresenta il luogo privilegiato per cogliere le modalità di espressione delle difficoltà di apprendimento; il terreno più fecondo per la prevenzione e la progettazione di interventi educativi e didattici strettamente legati alle specifiche problematiche individuali. Che cosa può fare la scuola dell infanzia Alla scuola materna non si possono fare diagnosi di DSA ma è necessario che il bambino possa costruire le abilità indispensabili per gli apprendimenti ed è importante identificare precocemente le possibili difficoltà di apprendimento e riconoscere i segnali di rischio (segnali predittivi DSA). La rilevazione precoce delle difficoltà non può, però, limitarsi alla segnalazione o all attribuzione di etichette [diagnostiche] con tutte le conseguenze negative che potrebbero derivarne, ma costituisce, piuttosto, il primo passo per la progettazione e la realizzazione del programma di recupero riabilitativo e adeguamento delle strategie didattiche al fine di attivare le risorse del bambino. Sembra dunque fondamentale cominciare già dalla scuola dell infanzia ad intercettare queste difficoltà in modo da potenziare le competenze implicate, sostenere un corretto e sereno approccio agli apprendimenti.

4 La recente normativa Legge 170/2010 e le Linee Guida per il diritto allo studio di alunni e studenti con DSA** Il decreto attuativo della L.170/2010 esplicita le indicazioni contenute nella Legge riguardo alle modalità di formazione dei docenti e dei dirigenti scolastici, alle misure educative e didattiche di supporto, nonché alle forme di verifica e di valutazione, per garantire il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con diagnosi di DSA, delle scuole di ogni ordine e grado del sistema nazionale di istruzione, a partire dalla Scuola dell Infanzia sino alle università. Questa è da considerare la base su cui la Scuola italiana potrà iniziare ad attivare percorsi didattici mirati per gli alunni e gli studenti con DSA. Per quanto riguarda la scuola dell infanzia la Legge precisa: [ ] E compito delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell infanzia, attivare, previa apposita comunicazione alle famiglie interessate, interventi tempestivi, idonei ad individuare i casi sospetti di DSA degli studenti, sulla base dei protocolli regionali di cui all articolo 7, comma1. L esito di tali attività non costituisce, comunque una diagnosi DSA Nelle Linee guida si legge: Un alunno con DSA potrà venire diagnosticato solo dopo l ingresso nella scuola primaria, quando le difficoltà eventuali interferiscono in modo significativo con gli obiettivi scolastici o con le attività della vita quotidiana che richiedono capacità formalizzate di lettura, di scrittura e di calcolo. Tuttavia, durante la scuola dell infanzia l insegnante potrà osservare l emergere di difficoltà più globali, ascrivibili ai quadri DSA, quali difficoltà grafo-motorie, difficoltà di orientamento e integrazione spazio-temporale, difficoltà di coordinazione oculo-manuale e di coordinazione dinamica generale, dominanza laterale non adeguatamente acquisita, difficoltà nella discriminazione e memorizzazione visiva sequenziale, difficoltà di orientamento nel tempo scuola, difficoltà nell esecuzione autonoma delle attività della giornata, difficoltà a orientarsi nel tempo prossimale (ieri, oggi, domani). [ ] Si dovrà privilegiare l uso di metodologie di carattere operativo su quelle di carattere trasmissivo, dare importanza all attività psicomotoria, stimolare l espressione attraverso tutti i linguaggi e favorire una vita di relazione caratterizzata da ritualità e convivialità serena. Importante risulterà la narrazione, l invenzione di storie, il loro completamento, la loro costruzione, senza dimenticare la memorizzazione di filastrocche, poesie e conte, nonché i giochi di manipolazione dei suoni all interno delle parole (www.lineeguidadsa.it).

5 PERCHÉ LO SCREENING, LA FORMAZIONE E UN INTERVENTO SPECIFICO? 1) Permette una rapida individuazione nell ultimo anno di scuola dell infanzia di bambini a rischio di difficoltà scolastiche; 2) Permette un osservazione sistematica che non coinvolge direttamente il bambino ma l ambiente che interagisce con il bambino; 3) È rivolto a tutti i bambini per cui è possibile avere un analisi precisa di ciascun gruppo classe; 4) Gli insegnanti acquisiscono uno strumento per l osservazione diretta del bambino nelle diverse aree di sviluppo: area della motricità: coordinazione, equilibrio, postura, motricità fine e prensione, prassie; area linguistica: fonetica, fonologia, metafonologia; area apprendimento area percettivo-cognitiva: attenzione sostenuta, autoregolazione, organizzazione spaziale e temporale, pianificazione. 5) Ogni insegnante avrà un analisi quantitativa e qualitativa non solo delle difficoltà ma anche delle abilità e delle capacità emergenti di ciascun bambino [Per essere efficacie un intervento deve partire da ciò che il bambino sa già fare]. 6) Ogni componente viene codificata facendo riferimento a codici alfanumerici e a qualificatori che denotano le capacità del bambino e il rischio di difficoltà scolastiche. 7) Il questionario rivolto ai genitori diventa l occasione per osservare e riflettere sulle abilità e le caratteristiche del proprio bambino. 8) La restituzione classe per classe da parte anche dei ricercatori che elaborano i dati ( CNR) permette agli inseganti di acquisire strategie specifiche e di attivare interventi mirati. 9) La formazione pre screening consente una conoscenza approfondita e fornisce competenze per la rilevazione dei segnali predittivi e delle difficoltà di apprendimento nella scuola dell infanzia. 10) La formazione post screening, che vedrà coinvolte logopedistaneuropsicomotricista-esperto in didattica-psicopedagogistapsicologo, permetterà l attivazione di un programma educativodidattico mirato per ciascun bambino. 11) Lo strumento del questionario descrive le diverse funzioni adottando un linguaggio standard ed unificato, cercando di evitare fraintendimenti semantici e facilitando la comunicazione fra i vari utilizzatori ( scuola famiglia).

6 SCHEDA PROGETTO Titolo del progetto Progetto sperimentale di prevenzione e intervento per le difficoltà scolastiche e DSA nelle scuola dell infanzia del territorio bellunese NOTE E stato inserito nel Piano di Zona 2011/15 dell'ulss n.1 di Belluno, nell'ambito dell'area Famiglia, Infanzia, Adolescenza, minori giovani in condizione di disagio e, approvato dalla Conferenza dei Sindaci il FormArte con il progetto "Sto bene a scuola" Il Cigno Nero - inoltre, partecipa ed ha sottoscritto l Accordo Quadro per affrontare i DSA (disturbi specifici dell'apprendimento) e le difficoltà di apprendimento nel territorio dell' ULSS n.1 del Piano di Zona che realizza il coordinamento tra gli enti, le istituzioni scolastiche e gli altri soggetti del territorio che promuovono interventi ed azioni di sostegno all'apprendimento. Referente responsabile del progetto Referente responsabile della scuola Nadia Sala-Psicopedagogista Le scuole aderenti individuano un referente (disagio o continuità o DSA o H) Tipologia Progetto in rete sulla prevenzione, formazione e intervento precoce nella scuola dell infanzia. Tempi Anno scolastico Obiettivi Sperimentazione di nuovi strumenti per l Individuazione precoce degli alunni con difficoltà scolastiche; Formazione specifica per la conoscenza e l intervento didattico in classe sulle aree degli apprendimenti e dei prerequisiti della scuola primaria; Coinvolgimento delle famiglie nel riconoscimento precoce delle difficoltà

7 scolastiche e nel processo educativo in collaborazione con la scuola; Diffusione di metodologie didattiche e condivisione di buone prassi; Presentazione di profili quantitativi e qualitativi specifici per ciascuna area osservata alla scuola primaria di tutti i bambini Soggetti coinvolti (Enti, Istituzioni, Privati ) Azioni pre-screening Screening FormArte, CNR, istituzioni scolastiche, enti locali e Bim 3 ore di formazione iniziale per gli insegnanti; 2 ore di formazione iniziale per i genitori Compilazione dei questionari sulle abilità e sugli atteggiamenti cognitivi e restituzione dei dati per ciascun alunno di 5 anni Numero di scuole coinvolte: 10 di cui una capofila Azioni post-screening formazione/laboratori con neuropsicomotricista, logopedista psicologo, esperto in comunicazione didattica per sostenere le aree delle abilità fino-motorie-linguistiche e cognitivo-percettive e degli apprendimenti. Restituzione scritta del risultato dello screening ai genitori con eventuali attività di rinforzo specifiche per ciascun bambino. FormArte Coordinamento Figure previste e ruoli Psicopedagogista: responsabile e coordinatrice del progetto; CNR (equipe modulo di ricerca) Logopedista: docente e consulente per l area del linguaggio; Psicologa: docente e consulente ed esperta nella diagnosi e nell intervento delle difficoltà scolastiche; Neuropsicomotricista: docente e consulente per l area psicomotoria; Descrizione dei costi per scuola Esperto in didattica e counseling: docente -Coordinamento del progetto -Formazione pre screening

8 -Screening -Elaborazione e restituzione dei dati -Formazione teorica e laboratori post screening Iscrizione entro il 29/06/ ,00 Iscrizione dopo il 29/06/ ,00 * In Appendice - Bozza dei questionari Tempi e costi per l adesione Info Sala Nadia Conferma di adesione e versamento di quota di partecipazione saranno definite al raggiungimento del numero minimo di scuole. Il termine ultimo per l iscrizione è il 15/09/2012 Nel mese di settembre 2012, saranno definiti e condivisi tempi e modalità delle azioni di progetto. Gli interessati dovranno inviare entro il 15/09/2012 con richiesta di adesione seguente indirizzo: al indicando la scuola e l Istituto o il Circolo di appartenenza, il numero di insegnanti che intendono partecipare, un indirizzo e un recapito telefonico. Con il contributo del Consorzio dei Comuni del Bacino Imbrifero Montano del Piave appartenenti alla Provincia di Belluno

9 FormArte Centro Studi e Ricerche FormArte Associazione Culturale di Promozione Sociale C.F Sede legale Via Piaia 37/G Ponte nelle Alpi (BL) Affiliata A.I.C.S n Informativa sulla tutela del Copyright Il materiale contenuto nel presente documento è da considerarsi strettamente riservato. E vietata la riproduzione cartacea o digitale a qualsiasi scopo effettuata. Ogni utilizzo del materiale non autorizzato da F o r m A r t e è punibile a norma di legge.

10 APPENDICE

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