Flash Car. Rivista Ufficiale del Ferrari Club Italia 1 Quadrimestre 2002 Anno 2 - n 1

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1 ilclub Rivista Ufficiale del Ferrari Club Italia 1 Quadrimestre 2002 Anno 2 - n 1 Flash Car Editoriale A proposito di Club Formula 1 La macchina meravigliosa Ferrari 360 Challenge Signori, accendente i motori! Archivio Storico Mille Miglia 52 Uomini e Piloti Il ciclone Gilles Historic Challenge Di nuovo in pista Cronache Passioni da gentleman Personaggi Ernesto Colnago Eventi Sotto il sole della Florida Ferrari Idea Shopping in Rosso In diretta In pista a Montecarlo Dealer Story Rossocorsa/Radicci Clubeventi

2 FERRARI HA SCELTO MARSH Marsh ha progettato, per Ferrari Personal Services, un sistema di soluzioni assicurative dedicate alle automobili più esclusive del mondo. Il programma, che consente la massima personalizzazione, offre ai Ferrari Owners garanzie e servizi adeguati alle loro esigenze per ottenere una copertura assicurativa unica, come uniche sono le loro automobili. Marsh S.p.A. è una società del gruppo MMC- Marsh & McLennan Companies, Inc., del quale fanno parte Marsh Inc., il broker assicurativo più grande del mondo, leader dei servizi di risk management, Putnam Investments, Inc., una delle più grandi società di gestione di fondi statunitense, e Mercer Consulting Group, Inc., tra le maggiori società di consulenza aziendale. & PERSONAL SERVICES Servizi Assicurativi

3 ilclub ilclub Rivista ufficiale riservata ai soci del Ferrari Club Italia Pubblicazione Quadrimestrale 1 Quadrimestre 2002 Anno 2 - n 1 Presidente Luca Matteoni Direttore Responsabile Alessandro Giudice Art director Alessandro Migliorini Hanno collaborato Riccardo Andreoni, Renzo Beltrami, Roberto Boccafogli, Keith G. Bluemel, Paolo D Alessio, Giancarlo Marchesi, Joanne Marshall, Stefania Martinelli, Francesco Scaletti, Marco Vitali In questo numero Tante le novità di cui si parla in questo primo, corposo numero del Da Maranello arrivano i riflessi delle vittorie della monoposto F1, i bagliori della straordinaria tecnologia della nuova 575 M Maranello, i rombi delle sfide del Challenge 360, sempre più avvincente e combattuto. In questo numero si parla anche di storia, con la Mille Miglia del 52 e un ricordo di Gilles Villenevue; di uomini, come Ernesto Colnago il Ferrari delle due ruote ; di luoghi, come il nuovo Ferrari Store e, un po più lontana, la Florida ferrarista. Ancora tanti argomenti prima di arrivare alle pagine gialle, la sezione strettamente riservata alla vita di club. Sommario 2 Editoriale A proposito di Club 4 Formula 1 La macchina meravigliosa 10 Granturismo 575M Maranello: Flash car 18 Ferrari 360 Challenge Signori, accendete i motori! 24 Archivio storico Mille Miglia Uomini e piloti Il ciclone Gilles 34 Historic Challenge Di nuovo in pista 36 Cronache Passioni da gentleman 40 Personaggi Ernesto Colnago 44 Eventi Sotto il sole della Florida 48 Ferrari Idea Shopping in rosso 52 In diretta In pista a Montecarlo 54 Dealer story Rossocorsa 56 Dealer story Radicci 57 Clubeventi La sezione del giornale dedicata alle attività del Ferrari Club Italia e degli Owners Club Fotografie Renzo Beltrami, Callo, Ercole Colombo, Centro Documentazione Ferrari, Dino Eisele, Giancarlo Marchesi, Flavio Mazzi, Alessandro Migliorini, Rolly Marchi, Arturo Mari (L Osservatore Romano), Gabriela Noris, Roberto Viva, Jerry Wyszatycki Editore Golinelli Industrie Grafiche SpA Stampa e confezione Golinelli Industrie Grafiche SpA Testata di proprietà del Ferrari Club Italia Via Abetone Inferiore, Maranello (Modena). La copertina La 575 M Maranello rappresenta il meglio della tecnologia Ferrari, la felice e riuscitissima unione tra il motore a 12 cilindri e il cambio F1. Possederla è un privilegio, guidarla un piacere senza fine. È una autentica first-lady: impossibile non dedicarle la copertina. Tutti i diritti riservati. Il materiale contenuto in questa pubblicazione non può essere riprodotto, nè integralmente, nè parzialmente senza preventiva autorizzazione del Ferrari Club Italia. Le opinioni espresse non rispecchiano necessariamente quelle dell editore e del proprietario della testata. Analogamente, nessuna responsabilità è assunta per le inserzioni pubblicitarie contenute nella rivista. Autorizzazione richiesta al Tribunale di Modena.

4 editoriale Una chiacchierata tra amici e colleghi di lavoro. Un tema interessante e pieno di spunti nuovi e stimolanti. Luca Matteoni, presidente del Ferrari Club Italia, incontra Giulio Zauner, responsabile per il mercato Italia di Ferrari e Maserati. Decano del Cavallino rampante il primo, di più recente esperienza il secondo, sono entrambi coinvolti nell universo Ferrari a tutto tondo. Si sono incontrati a tavola, immancabile luogo dove - soprattutto in Emilia - si raggiungono accordi importanti e ci si lascia andare a digressioni più o meno filosofiche, ed hanno iniziato a parlare di Club, inteso come Ferrari Club Italia ma anche come titolo della sua rivista ufficiale. Ne sono nate alcune riflessioni che, per amore di cronaca, riportiamo (quasi) fedelmente. Zauner: Caro Luca, ti vedo molto indaffarato in questi giorni Matteoni: Non me ne parlare; il Ferrari Club Italia è stato in parte coinvolto nella organizzazione della mostra di Tokio. Gli amici giapponesi sono dei veri appassionati, precisi e competenti: nessun dettaglio, anche il più insignificante, è stato lasciato al caso. Mi sono trovato a gestire scritte in giapponese e documenti d archivio da tradurre... Z: Da quello che ho sentito, mi pare che l evento si sia risolto in un grande successo. Il Giappone, tra l altro, non aveva mai ospitato una manifestazione Ferrari così importante. Complimenti! E il Club come và? Ho visto gli ultimi numeri della rivista e mi sembrano piacevoli M: Anche il Ferrari Club Italia è un grande impegno. Ti confesserò che, all inizio, la carica di presidente l accettai di buon grado pensando che, comunque, la mia sarebbe stata una presenza soprattutto rappresentativa. Neanche per sogno! È un vero e proprio lavoro e, lo devo ammettere, di grande soddisfazione. Tranne alcuni problemi, che capitano qui come in una qualsiasi "famiglia", il Club è in crescita, sia come numero di soci che come qualità degli eventi. Z: Sono abbastanza d accordo. La volontà di migliorare l immagine è evidente: a partire dalla rivista, che ora ha un aspetto più aderente alla qualità del prodotto Ferrari, per arrivare ad alcune iniziative sociali. Per quanto riguarda le manifestazioni, è giusto avere sempre come riferimento valori importanti del mondo Ferrari, come la qualità, la discrezione, l eleganza. Come sai, il mio lavoro mi porta a contatto con le concessionarie e, spesso, con i clienti, con i loro desideri e le loro aspettative. Il Club deve essere l incarnazione dell esclusività, deve rappresentare il meglio nell organizzazione degli eventi, nei luoghi scelti, nella qualità di quanto offerto. M: Caro Giulio, hai perfettamente ragione, ed è in questo senso che stiamo lavorando negli ultimi mesi. Passami l espressione, ma trovo che il Club stia A proposito

5 Nuovi contenuti ed una veste grafica in linea con l immagine del Marchio: l evoluzione del Ferrari Club Italia passa anche attraverso la sua rivista "cambiando pelle": la passione vera dei soci ed il loro piacere di appartenere ad un gruppo privilegiato viene fuori dalla voglia di fare cose straordinarie, di essere più vicino alla Scuderia, ad esempio nei gran premi del Mondiale, e al mondo delle corse, del Challenge, delle autostoriche. Sono tutte cose che cerchiamo di sostenere anche se, a volte, è difficile realizzare subito tutto ciò che si desidera. Z: È vero, sono d accordo. Ciò che, al momento, più mi sta a cuore è che anche i clienti nuovi, quelli che ancora non sono soci del Club, si iscrivano e siano coinvolti nelle attività legate al mondo Ferrari. Anche la rivista potrebbe aiutare a comunicare certi valori di appartenenza e il desiderio di condividerli con qualcuno. Un po come succede in alcuni circoli inglesi, club esclusivi e molto selettivi. Questo, in fondo, significa essere proprietari di una Ferrari. Ad esempio, perché non distribuire il giornale anche tramite le concessionarie, così che tutti i potenziali soci siano messi al corrente delle iniziative del Club? M: Mi sembra un ottima idea ed un passo importante. Tra l altro, proprio da quest anno, abbiamo portato a tre le uscite del nostro notiziario, di cui abbiamo anche aumentato il numero di pagine. Le novità non si fermano qui. Mentre i soci continueranno a riceverla a casa gratuitamente, la rivista sarà anche messa in vendita alla Galleria Ferrari di Maranello e nel nuovo Store aperto davanti alla fabbrica; alcune librerie specializzate, in Italia e nel mondo, avranno delle copie disponibili, così come tutti i Ferrari Club ufficiali all estero, per i quali stiamo preparando un inserto allegato al giornale con tutti i testi tradotti, per ora, solo in inglese. Z: Benissimo, mi sembra che stiate lavorando sodo! Vuoi dire che la rivista potrà anche ospitare articoli sui servizi che offriamo ai clienti, sulle iniziative delle concessionarie, sulle collezioni private o sui risultati sportivi dei soci, tanto per fare qualche esempio? M: Certo, anche perché in questo modo il Club diventa anche una vera emanazione dell azienda, così come Enzo Ferrari desiderava quando ne autorizzò la fondazione. Lo spirito è uno e unico. Spetta a noi renderlo al meglio perché, come spesso ricorda il presidente Montezemolo, quando si viaggia con una Ferrari, si porta in giro l immagine e il simbolo di una leggenda. di Club

6 Formula 1 Con la F2002 la Ferrari propone soluzioni d avanguardia che possono riscrivere il futuro delle corse Testo Alessandro Giudice Foto Callo Ercole Colombo Nella sequenza, la scoperta da parte di Schumacher e Barrichello della nuova monoposto Ferrari. Seguono le foto di rito. Presenti, oltre ai piloti, Piero Ferrari, Luca di Montezemolo, Ross Brawn, Paolo Martinelli, Jean Todt, Rory Byrne, Paolo Fresco, e Paolo Cantarella Maranello, 6 febbraio Ore 10,45. Negli spazi della Nuova Meccanica, l avanzatissima costruzione sorta in tempi record all interno della Ferrari, si sta per consumare un rito, ogni anno uguale, ogni anno nuovo. Oltre 500 i giornalisti arrivati da tutto il mondo per partecipare, decine le televisioni presenti, milioni gli appassionati collegati in rete. La presentazione della monoposto Ferrari destinata a correre la ormai prossima stagione di Formula 1, è un evento mediatico di proporzioni sensazionali, come sensazionali sono i risultati che la squadra corse del Cavallino ha ottenuto negli ultimi anni. L attesa sembra infinita, il vociare aumenta. Ad un tratto, da un corridoio laterale al palco, occupato da una sagoma coperta da un panno rosso, appare una 550 Maranello, la GT di punta della gamma Ferrari. Anzi no, è una 575 M, la versione evoluta, che il presidente Montezemolo ha voluto offrire in anteprima agli addetti ai lavori: A guidarla, naturalmente, Michael Schumacher. Al posto del passeggero, Rubens Barrichello. Fa quasi effetto vederli in tuta da pilota su una macchina stradale, stradale per modo di dire. Pochi passi, un paio di battute ed ecco che, con un gesto quasi erotico, la F2002 viene scoperta, liberata da ogni protezione allo sguardo attento di esperti, curiosi, tecnici, semplici appassionati. L applauso libera dalla tensione. Tutti sorridono di felicità anche se sanno che non sarà una passeggiata, che gli avversari hanno affilato le armi, che è quasi più difficile mantenere la leadership che essere in corsa per ottenerla. Quante speranze, quante aspettative gravano su un cavallo di razza. Oggi sappiamo come è incominciata ma non come finirà. La strada è ancora lunga, anche se promette bene: la F2002 è una macchina vincente, difficile da battere. Vediamo come è fatta, come và e come s è comportata nelle prime corse della stagione. Cosa accadrà in futuro, invece, potrà dirlo solo la pista, il confronto, la corsa. La macchina 4 Formula 1

7 meravigliosa Formula 1 5

8 Formula 1 La tecnica della F2002 Restare ai vertici, si sa, è spesso più difficile che raggiungere il successo. Per questo nel 2002 la Ferrari ha costruito un modello...tra i più innovativi e sofisticati in tutta la storia della Scuderia, come hanno più volte sottolineato i tecnici del Cavallino. Ma cos ha di tanto rivoluzionario la monoposto con la quale Michael Schumacher ha sbaragliato la concorrenza in Brasile, Imola ed in Spagna? Quali i segreti dell ultima rossa da Gran Premio. Vediamolo con l ausilio di uno spaccato tecnico della F2002. Fulcro della nuova Ferrari di F.1 l esasperata ricerca aerodinamica. Se la conformazione del musetto (1) e del telaio (2) non si discostano eccessivamente dalla vettura campione del mondo 2001, il disegno delle fiancate e l intero retrotreno della neonata F2002 sono veramente innovativi. Rispetto allo scorso anno sono stati ridisegnati i pontoni laterali (3), più bombati e corti dei precedenti, e rivista la fluidodinamica interna. Le masse radianti (4) sono sempre disposte a ventaglio, ma inclinate in avanti, al fine di ottimizzare il raffreddamento ed opporre minore resistenza all avanzamento. L elemento più caratterizzante del progetto F2002 è tuttavia rappresentato dal disegno della carrozzeria in corrispondenza dell asse posteriore (5). Mai in F.1 si era vista una rastremazione tanto accentuata. Merito del continuo lavoro di miniaturizzazione cui sono state sottoposte tutte le principali componenti meccaniche della I segreti della Rossa Testo e Disegni di Paolo D Alessio 6 Formula 1

9 F2002 e, naturalmente, del nuovo cambio in titanio (6). Le dimensioni della nuova trasmissione sono veramente ridottissime. All interno del nuovo cambio sono inoltre contenuti numerosi elementi della sospensione posteriore (bilancieri, ammortizzatori e barre di torsione). Per ottimizzare ulteriormente l aerodinamica posteriore i progettisti del Cavallino hanno lavorato anche sugli scarichimotore alti. La Ferrari, che nel 1998 aveva introdotto per prima questa soluzione, ha compiuto un ulteriore passo in avanti, utilizzando condotti a periscopio (7). L aria calda, espulsa da questi ultimi, velocizza il flusso che investe l ala posteriore (8), contribuendo ad incrementare la deportanza in corrispondenzea del retrotreno. Per lo stesso motivo fin dai primi test sono comparse inedite pinne laterali (9) e piccoli profili alari (10) montati in mezzeria della carrozzeria. Rispetto alla vettura dello scorso anno la F2002 monta inoltre una diversa presa d aria motore (11), di sezione triangolare e nuovi deviatori di flusso laterali (12), leggermente più grandi e sciancrati. Solo affinamenti di dettaglio invece per le sospensioni anteriori (13) e per le famose carenature a cestello dell impianto frenante (14). Il motore, infine. Il nuovo 10 cilindri Ferrari, siglato 051 (15) deriva del propulsore campione del mondo 2001 ma, rispetto a quest ultimo, ha dimostrato di essere ancor più competitivo e di consumare meno del vecchio 050. Formula 1 7

10 Vecchia e nuova Ferrari a confronto. Come si può osservare nella vista dall alto, la F2002 presenta una rastremazione posteriore record. Due elementi hanno consentito il drastico restringimento della carrozzeria in corrispondenza del retrotreno: la riduzione degli ingombri trasversali di numerosi organi meccanici, primi tra tutti il nuovo cambio in titanio e la diversa disposizione delle masse radianti. La Ferrari F2002 diversa dal modello precedente anche nel diverso disegno delle fiancate. I pontoni laterali della F2002 sono più bombati e alti nella parte anteriore, ma decisamente più spioventi verso il retrotreno, al fine di velocizzare ulteriormente lo scorrimento del flusso d aria che lambisce la parte superiore della carrozzeria. Subito dopo la presentazione statica dello scorso Febbraio, i tecnici del Cavallino hanno modificato l aerodinamica posteriore della F2002. Per aumentare la deportanza in corrispondenza del retrortreno e per schermare (parzialmente) le ruote motrici, sono stati montati due lunghi flap laterali. Sulla F2002 si sono inoltre riviste le piccole appendici laterali, che avevano esordito lo scorso anno sulla F Formula 1

11 Formula 1 Dal debutto ad oggi di Roberto Boccafogli Come sembrano lontane le polemiche e le paure legate al ritardo della F2002 nel Mondiale F.1. Ma a fine febbraio, quando fu chiaro che la Ferrari avrebbe affrontato il Gran Premio d apertura in Australia con la F2001 dello scorso anno, le reazioni furono di stupore. Perché?, ci si chiese. Se era vero che la nuova monoposto presentava caratteristiche tecniche e tecnologiche tali da descriverla come " la più raffinata F.1 mai realizzata dalla Ferrari" (trascrizione fedele di uno dei discorsi pronunciati alla presentazione del 6 febbraio a Maranello), perché aspettare? La risposta è semplice: perché tutto questo concentrato di ultra-tecnologia non era ancora abbastanza sperimentato. Grazie al suo propulsore 051, al nuovo cambio quasi miniaturizzato e alla diversa sistemazione di buona parte della componentistica nascosta dal cofano motore, la F2002 è davvero una monoposto del futuro. Sembra la logica evoluzione della monoposto che nel 2001 ha dato il quarto titolo a Schumacher, e alla Ferrari l 11 trionfo fra i Costruttori. Ma rappresenta un taglio con il passato, e lancia un ponte verso il futuro della tecnica da corsa. Le prime gare di campionato l hanno testimoniato senza dubbi possibili. La F2002 era superiore già in Brasile, dove arrivò pronta in extremis (la riprova sta nel fatto che non si fece in tempo ad averne una seconda pronta per Barrichello) e si consentì comunque il lusso di vincere al debutto, su un circuito tradizionalmente ostico alle Rosse e nonostante la grande forma tecnica della Bmw-Williams e dei suoi pneumatici Michelin. Dalla gara successiva, poi, il dominio. Imola, Spagna, Austria: vittoria, vittoria, vittoria. Sempre con Micheal Schumacher imprendibile, eccetto che in Austria dove la grande giornata di Barrichello lo mise momentaneamente in ombra. Ma se questo strapotere è stato possibile, Schumi e i tifosi devono ringraziare anche la tattica Ferrari, che decise di non forzare i tempi e sottoporre a lunghi test quei particolari (vedi proprio il cambio) che avevano, sì, un grande potenziale, ma ancora non era abbastanza affidabili per rischiare un esordio alla prima gara stagionale. Una scelta difficile, ma lungimirante. E che promette ora sviluppi eccezionali, per una stagione iridata iniziata nel segno del dominio del Cavallino. Michael Schumacher al GP del Brasile. Sul podio assieme a Ross Brawn per un debutto promettente Formula 1 9

12 Ridurre l evoluzione della 575 M Maranello alla introduzione del cambio elettroattuato tipo F1 sarebbe ingiusto. A sei anni dalla presentazione, la granturismo Ferrari dimostra (se mai ce ne fosse bisogno ) la freschezza e l attualità di un modello classico, la più recente declinazione delle berlinette a motore anteriore tanto care alla tradizione del Cavallino. La sigla del modello, passata da 550 a 575 seguendo l aumento di cilindrata, si è arricchita di una M che, a dispetto della stretta ed apparente parentela con la MM di Mille Miglia, significa invece modificata, sintesi perfetta delle innumerevoli migliorie che la splendida realizzazione di Pininfarina mostra nell aspetto esteriore ma anche, e soprattutto, che nasconde sotto la carrozzeria. Più bella di come era nata difficilmente poteva diventare. Il centro stile di Cambiano Grugliasco ha allora puntato sull asciugatura delle forme, ora più compatte specie nel muso, con lo spoiler Testo Alessandro Giudice Foto Dino Eisele Gabriela Noris 10 Granturismo

13 Gran Turismo La Maranello cambia il nome, e non solo. Diventa 575, per l aumento di cilindrata ed M per le modifiche estetiche e tecniche. Prima fra tutte il cambio F1 per velocissimi passaggi di marcia Flash Car Granturismo 11

14 sempre più integrato sotto la griglia a bocca di pesce, anzi di squalo. I fari anteriori, sublime proseguimento delle linee del cofano, ospitano sotto la cupola trasparente i più moderni sistemi di illuminazione allo xeno disponibili sul mercato, accentuando la grinta e l espressione frontale di una GT che tanto tenera non è mai stata, specie a detta di chi se la trova riflessa nello specchietto retrovisore. L aumento dei flussi di raffreddamento, incrementati non solo grazie al sovradimensionamento della calandra ma anche a quello della caratteristica presa d aria incastonata nel cofano, hanno richiesto una ridefinizione del sottoscocca, al fine di assicurare un ottimale carico aerodinamico. Le doti della Maranello ne sono così uscite maggiormente esaltate, sia in termini di tenuta alle alte velocità che di maneggevolezza e neutralità del comportamento in curva. La maggiore erogazione del motore a 12 cilindri, portato a 5748 cc ed allo sviluppo di 515 cv a 7250 giri/min, offre valori di coppia massima ai vertici della categoria, con 60 kgm a 5250 giri/min. Il risultato è di una fruibilità completa già dai bassi regimi, dai quali la "M" sale con una progressione impressionante. Gli interventi sul V12 non si sono limitati all incremento della cilindrata. Tra i tanti, notevole è il disegno dei nuovi pistoni in lega d alluminio forgiato, che hanno portato ad un aumento del rapporto di compressione a 11.1; la fluidodinamica di aspirazione, che sfrutta al meglio il maggiore apporto d aria garantito dalla presa sul cofano; le nuove fasature degli assi a camme di aspirazione e scarico; il più efficiente sistema di raffreddamento delle teste, maggiormente sollecitate a livello termico dall aumento delle prestazioni; un nuovo ed efficacissimo sistema di iniezione Bosch Motronic a doppia centralina. Ma, come dicevamo, è nel cambio tipo F1 che la 575 trova la sua più alta espressione tecnologica. Frutto delle esperienze maturate in Formula 1 ed adottato già da qualche anno - a partire dalla F355 F1 - sui modelli ad 8 cilindri, il cambio elettroidraulico è una delle espressioni più complete della filosofia Ferrari che prevede il travaso tecnologico dalle corse alla produzione di serie. Con il suo utilizzo sul motore di punta della Casa, l alta tecnologia viene messa al servizio del cliente più appassionato, senza che l eliminazione di un elemento classico come la leva del cambio sia vissuta come rinuncia. Anzi. Con il cambio F1 adottato da una GT a 12 cilindri, il cerchio dell eccellenza si chiude. Una decisione ponderata, quella dei vertici di Maranello, perché la tecnologia più raffinata non può essere trasferita da una potenza ad un altra senza un adeguata sperimentazione. Il raggiungimento della più completa affidabilità del sistema ha inesorabilmente coinciso con l adozione sul modello più significativo dell attuale produzione Ferrari. Ne esce un mix esplosivo, dove le doti velocistiche e prestazionali della Maranello vengono esaltate dalla velocità ed efficacia di un sistema d avanguardia, che non trova eguali in vetture di caratteristiche se non uguali, perlomeno simili. Il cambio F1 esalta il piacere di guidare la 575. Sfruttare appieno la potenza della berlinetta 12 Granturismo

15 Tecnologia nella sua massima espressione estetica. La 575 M Maranello la esprime nella forma del volante, nei comandi del cambio F1, nei gruppi ottici anteriori, nel nuovo disegno dei cerchi Granturismo 13

16 14 Granturismo

17 Granturismo 15

18 diventa una questione abbordabile nell impostazione "comfort" e un po più impegnativa in quella "sport", dove la rabbiosità del motore è meno filtrata dalle barriere elettroniche. La missione principale del sistema è quella di garantire la cambiata più veloce in assoluto, rispetto soprattutto al cambio azionato dalla leva. Con una semplice azione tirante sulle due leve ad ala di farfalla poste dietro il volante, si può azionare il cambio: agendo sulla destra si sale di marcia, con la sinistra si scala, azionandole entrambe si mette il folle. Semplice ed efficace. Come si può facilmente immaginare, i vantaggi procurati da questo sistema sono innumerevoli. A parte il divertimento che deriva dall originalità dell azione, simile quasi a quella di un video game, la sicurezza di cambiare senza staccare le mani dal volante è impagabile: il controllo della macchina è sempre totale perché non c è nessun agente esterno a distrarre il pilota dalla guida. I tempi di reazione si riducono al minimo: basta pensare di cambiare e, mantenendo le mani ben salde sullo sterzo, l operazione si svolge senza perdita di tempo, di presa, senza alcuna azione diversiva. E, se proprio si sbaglia, il sistema "legge" l errore e lo corregge, ad esempio innestando la marcia più adeguata alla situazione o salvaguardando il motore e la trasmissione da indesiderati, quanto dannosi, fuori giri. La scelta di una modalità piuttosto che di un altra, diventa una questione personale, anzi di personalizzazione: sulle proprie esigenze, prima di tutto, ma anche sul proprio stile di guida, sulle condizioni atmosferiche e, di conseguenza, del fondo stradale. Avere la possibilità di scegliere quando sfruttare appieno e in totale sicurezza i 515 cv della Maranello diventa così un "must" impagabile, che rende la berlinetta un auto davvero quotidiana, capace di sopportare con la stessa "nonchalance" il traffico cittadino o la tirata in montagna, la strada asciutta e veloce o il percorso viscido e insidioso. Oltre agli utilizzi manuali del cambio, la Maranello prevede anche due modalità automatiche: la prima, inseribile mediante un pulsante sulla consolle centrale, proprio di fianco alla piccola leva a T con la quale si innesta la retromarcia, trasforma la 575 in una vettura completamente automatica, mentre la seconda, indispensabile nella marcia su fondi estremamente scivolosi, ad esempio innevati, modifica il rapporto di partenza (all incirca corrispondente alla seconda marcia) e limita la velocità. Il perfetto compendio di un sistema tanto sofisticato è costituito dall assetto adattativo prestazionale, una novità basata sul controllo indipendente su ognuno dei quattro ammortizzatori. Grazie a questo tipo di assetto, la 575 legge ogni variazione dell asfalto in termini di asperità e scivolosità, tarando l ammortizzatore interessato nel modo ottimale e di concerto con gli altri. Se nella modalità "sport" i risultati più evidenti riguardano la motricità e l aumento dei livelli di accelerazione laterale, in "comfort" viene privilegiata la silenziosità di marcia e l assorbimento delle asperità. La 575M Maranello merita qualche considerazione sugli interni, completamente ridisegnati sia a livello di cruscotto, più compatto ed ergonomico, con il grande contagiri che, evidenziato da una cornice in metallo satinato, domina la parte centrale della strumentazione, sia di rivestimenti e sedili, ora di tono più sportivo ed ergonomico, questi ultimi disponibili anche in versione racing con scocca in carbonio, secondo le possibilità offerte dall apprezzatissimo programma di personalizzazione "Carrozzeria Scaglietti". Un ultima segnalazione per i più appassionati amanti delle sensazioni forti: la 575M Maranello permette, grazie al Launch Control, di effettuare partenze da fermo brucianti, anche con il cambio F1. Con taratura delle sospensioni "sport", la disabilitazione dell ASR ed il pedale del freno premuto, è possibile portare il motore al numero di giri desiderato e, al rilascio del freno, gestire lo spunto come si preferisce, anche con lunghe sgommate. Poco efficaci, forse, ma molto, molto spettacolari. 16 Granturismo

19 CREIAMO PIETRE PREZIOSE. I nostri marmi e graniti hanno la stessa bellezza, solidità e durata per una semplice ragione: sono fatti con le stesse terre nobili. LEADER MONDIALE DI LASTRE IN GRÈS PORCELLANATO DI ALTA GAMMA. GranitiFiandre S.p.A. - Via Radici Nord, Castellarano (R.E.) - Italy Tel Fax Numero Verde 17 Abcd

20 Ferrari 360 Challenge Dalle premiazioni del Challenge dello scorso anno alle prime gare dell edizione 2002, un campionato all insegna della simpatia e della competitività Testo Marco Vitali Foto Roberto Viva Centro documentazione Ferrari Le premiazioni del Challenge 2001 Atmosfera da grande "prima" quella che aleggiava a Maranello e Fiorano in occasione delle premiazioni dei partecipanti al Challenge L Auditorium di Maranello ha offerto un colpo d occhio davvero suggestivo con tutti i protagonisti della serie italiana, oltre ai vari vincitori delle divisioni straniere e dell Historic Challenge. A rendere effervescente la cerimonia, con Antonio Ghini e Claudio Berro nel ruolo di gran cerimonieri, Paolo Leopizzi e Sandro Donatogrosso, voci ufficiali del Challenge Ferrari oltre che della Formula 1 per Tele+ che, con le loro interviste ai tanti personaggi saliti sul podio, hanno saputo cogliere le aspettative e le emozioni dei protagonisti in vista della nuova stagione. Cosi, dopo aver rivissuto attraverso le spettacolari immagini il 2001, sul palco si sono alternati i tanti vincitori, molti dei quali hanno colto l occasione per ringraziare il team con il quale si è vinto. Come Pierangelo Masselli, premiato per il "mondialino" conquistato con la 355 di Daytona a Monza nello scorso ottobre, mentre Claudio Turrini, vincitore dell ultima serie italiana 355, ha esaltato ancor più la gestione della sua vettura da parte del Team diretto da Sauro Mingarelli. Meritati applausi per Giovanni Zonzini, premiato con il "Trofeo Fair-Play", dedicato al ricordo di Rita Trapanese, grande amica del Challenge e personaggio di spicco della Saima, oltre che pattinatrice di livello mondiale: un riconoscimento al carattere sportivo ed Signori, acc 18 Ferrari 360 Challenge

21 umano dimostrato in pista nel corso della stagione. Il premio fedeltà, offerto da RDS, è andato invece a Karl Baron, costante ed affezionata presenza "straniera" nel Challenge di casa nostra, oltre che vincitore in numerose occasioni della divisione Europa Centro. Grande premiazione del Challenge 2001, ma non solo. A Maranello, a salire sul palcoscenico dell Auditorium, anche altri piloti che con i loro trionfi hanno contribuito a rendere straordinaria la stagione del Cavallino. È il caso di Christian Pescatori, vincitore con Terrien del Campionato Gt-Fia con la 360 Modena del Team JMB, e di Marco Zadra, capace di conquistare con la 333 SP l ennesimo Campionato Sport patrocinato dalla FIA. Come tradizione da quattro anni a questa parte, la premiazione del Challenge ha avuto il suo epilogo con una gara mini-endurance di kart disputata sul tracciato di Fiorano appositamente adattato per l occasione. Una ventina di squadre con equipaggi misti si sono sfidate all ultima curva. Tra i piloti, personaggi come il campione di kart Thomas Biagi, schierato dalla Motor, oppure Andrea Bertolini, eccellente kartista ed ora collaudatore Ferrari. Battagliera la formazione schierata da RDS che tra le proprie fila ha voluto due firme famose come Alberto Sabbatini e Guido Schittone, capaci di strappare in extremis la seconda posizione al Team Rossocorsa con il Campione 2001 Emanuele Moncini, e la grinta del giovane Stefano Gai, figlio di Gigi, amministratore delegato della concessionaria milanese. Per la cronaca ad aggiudicarsi la gara di kart è stato il Team CDP capace di sorprendere gli agguerriti rivali grazie ad una tattica azzeccata. Parte il Challenge 2002 Che il Ferrari Challenge 360 fosse uno dei Campionati più attesi quest anno lo si era capito già alla vigilia, ma che i tre primi appuntamenti potessero rivelare tanti colpi di scena ed un debuttante scatenato come Gianniberti, non era certamente nelle più ottimistiche previsioni degli stessi organizzatori. Dopo le prime tre tappe del Mugello, di Magione e di Misano Adriatico, in cima alle classifica del Trofeo Pirelli regna solitario Gianniberti, mentre nella Coppa Shell è il rientrante Vincenzo Sauto a mantenere la endete i motori! Ferrari 360 Challenge 19

22 testa della classifica, nonostante la rincorsa di Thomas Kemenater che appare sempre più nelle vesti dello sfidante ufficiale alla leadership del pilota siciliano. Mugello L edizione 2002 del monomarca in rosso prende dunque il via dal Mugello, pista di casa della Ferrari, oltre che tradizionale teatro di tante sfide del Challenge nelle scorse stagioni. Gara uno dice Livio, anche se a vivacizzare la frazione è proprio Gianniberti, al debutto nel Challenge con una vettura gestita dal team DrSportEquipe di Massimo Di Risio. Il pilota piacentino, già campione del mondo di karting, sin dalle prove del sabato mette in luce il proprio talento conquistando la "pole" al fianco di Montani, come sempre a proprio agio sul tracciato toscano. Come spesso accade tra i due litiganti, è il terzo ad approfittarne. Così Livio, "solo" quarto al via, proprio nel corso dell ultimo giro, dopo una gara "tutta grinta", riesce a sopravanzare con uno splendido sorpasso all esterno Gianniberti, il quale regola sul traguardo Montani e Medici, autori entrambi di una buona gara con le vetture schierate dalla concessionaria milanese Rossocorsa. Andrea Belluzzi, Campione del Mondo in carica, condizionato in tutto il week-end da un fastidioso mal di schiena, giunge quinto incamerando punti preziosi per la classifica, mentre Santaniello, con la vettura gestita della Motor, chiude al sesto posto. Lo schieramento di partenza di gara due, fissato dall ordine d arrivo della prima manche, vede affiancati in prima fila proprio Livio e Gianniberti, mentre Montani e Medici si dividono la seconda fila. Livio, con uno scatto perentorio, prende il comando delle operazioni già dalla prima curva, ma la sua leadership dura ben poco. Alla Biondetti, infatti, nel corso del secondo giro Livio compie un testacoda e si insabbia. Gara finita per il pilota di Forza Service, mentre Gianniberti s invola verso la sua prima vittoria nel Ferrari Challenge. Interessante la lotta alle spalle di Gianniberti che vede Montani, Medici e Belluzzi, giungere nell ordine sul traguardo. Buona la seconda frazione di Scalera giunto quinto con la vettura di CDP, mentre Benaduce, al rientro dopo una lunga assenza nel Challenge, chiude al sesto posto. Tra i gentleman, doppietta di Sauto, anch egli al rientro dopo un anno sabbatico. A cercare di tener testa al simpatico dentista di Butera, Solieri e Marco Menegatto nel corso della prima frazione, mentre nella seconda il più vicino al portacolori di Ineco è stato D Incalci, con Menegatto a confermare con un altra prova convincente il terzo posto conquistato nella prima frazione. Magione Se il Mugello ha messo in evidenza il talento di Gianniberti, Magione applaude il ritorno alla vittoria di due grandi protagonisti come Cadei e Belluzzi. Cadei, reduce da un fine settimana problematico al Mugello, conquista la "pole" ed una perentoria vittoria nel corso della prima manche, mentre Belluzzi, liberatosi a fatica del "tappo" di Sebasti Scalera, conquista la seconda piazza. A disputarsi il terzo gradino del podio sono lo stesso Scalera e Max Mugelli, alla sua seconda uscita con la 360 del team CDP. Dopo qualche contatto poco amichevole è Scalera a prevalere, mentre Mugelli precede Papini, a sua volta abile nel regolare Montani. E Livio? Il week-end dell alfiere di Forza Service è proprio di quelli da dimenticare. Solo quindicesimo in griglia di partenza della prima manche, il pilota di Parma nel corso di gara 1 con una condotta giudiziosa e regolare è riuscito a rimontare sino al settimo posto finale. Duello serrato tra Gianniberti e Moccia con quest ultimo forse un po troppo vivace su di un tracciato che lascia davvero poco spazio all aggressività ed alle manovre spettacolari. Il corpo a corpo tra i due si conclude con il testacoda di Gianniberti e l inevitabile "stop and go" affibbiato a Moccia, reo secondo la direzione gara di averlo causato. Su un tracciato tortuoso come Magione i contatti, specialmente in partenza, sono all ordine del giorno, e con tanti protagonisti a caccia della migliore posizione nella gara endurance, che garantisce tanti punti in classifica, il "botto" alla prima curva era prevedibile. 20 Ferrari 360 Challenge

23 A farne le spese in gara 2 sono stati Cadei, Mugelli e Livio, eliminati dal contatto multiplo innescato forse da Sebasti Scalera, ma anche Gianniberti che, nonostante il terzo posto conquistato con una strepitosa rimonta finale, porta i segni tangibili della lotta sulla carrozzeria della propria vettura. A cogliere la vittoria nella gara endurance è così Andrea Belluzzi con la 360 di Daytona. Apparso in grande forma in tutto il weekend di Magione, Belluzzi ha preceduto sul traguardo Dario Caso, che alla sua seconda stagione nel Ferrari Challenge sia in prova che in gara, mostra interessanti progressi ad ogni uscita, affacciandosi sempre più frequentemente ai vertici delle classifiche. Il post-gara riserva però ancora delle sorprese e non del tutto piacevoli per Belluzzi e la Daytona. A seguito di verifiche tecniche vengono riscontrate alcune irregolarità tecniche sulla vettura di Belluzzi, al quale vengono levati i punti conquistati nella seconda gara di Magione, mentre i punti conquistati in precedenza dal pilota e dalla concessionaria vengono dimezzati. Un brutto colpo per Belluzzi e per la Daytona, che si ritrovano alla vigilia della gara di Misano con un bottino di punti assai misero, mentre ad avvantaggiarsi della situazione è proprio Gianniberti che prende il largo nella graduatoria generale. Classifiche nelle quali tentano di farsi largo piloti sempre più agguerriti come Montani, Moccia e Papini, mentre Francesca Pardini, risolti alcuni problemi tecnici, ha dato prova del proprio talento precedendo personaggi dal "piede pesante" come Medici, Baron e lo stesso Linossi. Tornando ai gentleman, ad emergere a Magione è stato D Incalci, capace di conquistare una prestigiosa doppietta che lo ha proiettato ad una sola lunghezza dal leader Sauto. Proprio grazie alla doppietta colta in terra umbra, D Incalci è stato ammesso d ufficio dalla Ferrari al Trofeo Pirelli, che così vede aggiungersi tra le proprie fila un altro pilota agguerrito ed in grado di lottare per la vittoria. Misano E con le gare di Misano Adriatico ai vincitori sin ora espressi se ne sono aggiunti altri due. In gara uno della Coppa Shell è stato Daniele Medici a cogliere la vittoria, precedendo su di un asfalto reso viscido dalla pioggia Perazzini e Moccia, mentre Gianniberti ha chiuso al quarto posto. Ancora una volta lontano dalle posizione di vertice si è classificato Stefano Livio, apparso in difficoltà in prova con la sua 360, mentre Belluzzi dopo essersi qualificato nelle ultime posizioni della griglia di partenza per la rottura del motore, non è neppure riuscito a schierarsi complici grossi problemi di frizione che hanno afflitto la sua vettura. Gara due invece ha premiato i tanti sforzi che la Motor ha compiuto in questi anni con la 360 Modena. Luigi Moccia al primo anno nel Ferrari Challenge è riuscito finalmente a regalare alla squadra dell Ingegner Vincenzi quella soddisfazione sfiorata, ma mai colta nelle scorse stagioni, anche quando sembrava li a portata di mano, come lo scorso anno a Vallelunga con Beppe Schenetti. Moccia primo dunque nella gara endurance, a precedere uno Scalera sempre battagliero e Gianniberti, che grazie ad una tattica molto prudente nei primi giri di gara, riesce anche in questa occasione ad intascare ben venti punti che proiettano in vetta alla classifica assoluta con ventisette lunghezze di distacco sul suo più immediato inseguitore, Sandro Montani. Anche nella divisione riservata ai gentlemen la leadership di Sauto non pare al momento in discussione, ma è ancora presto per trarre ora delle conclusioni sul futuro dei due campionati. La doppietta di Kemenater a Misano, lancia l ex nazionale di sci all inseguimento di Sauto nella Coppa Shell, ma Kemenater non è l unico pilota ad essersi messo particolarmente in mostra nel fine settimana romagnolo con due nomi sopra tutti. Klaus Engelhorn combattivo come sempre, ed in lotta costante per le prime posizioni e Giovanni Zonzini, che nelle ultime uscite ha messo in mostra notevoli progressi soprattutto in gara, ed il quarto posto conquistato in gara uno a Misano è solo un piccolo anticipo di quello che il pilota sanmarinese potrà ottenere nel corso della stagione. Magari già a partire da Imola, il 16 giugno, al quarto appuntamento stagionale del Ferrari Challenge. Ferrari 360 Challenge 21

24 Coppa Ferrari Challenge Trofeo Pirelli Trofeo Endurance Coppa Shell Ferrari Challenge Trofeo Pirelli Mugello Magione Misano Imola Adria Vallelunga Misano Totale Mugello Magione Misano Imola Adria Vallelunga Misano Totale Gianniberti Nicola Montani Sandro Scalera Alessandro Medici Daniele Moccia Luigi D Incalci Marco Papini Roberto Caso Dario Livio Stefano Cadei Nicola Baron Karl Perazzini Piergiuseppe Santaniello Fabio Belluzzi Andrea 19, ,5 Benaduce Ivan Mugelli Massimiliano Linos Pardini Francesca Rossetto Claudio Nicolodi Lucio Prinoth Erich Turrini Claudio Sauto Vincenzo Kemenater Thomas Engelhorn Klaus Menegatto Marco Solieri Glauco Insigne Salvatore Francescon Christian Battocchi Armando Frosinini Duilio Reichegger Peter Zonzini Giovanni Tringali Giovannino Cappelletti Giovanni Marchi Sergio Mantovani Massimo Massaro Daniele Giannoccaro Gianbattista Coppa Concessionari Toro Assicurazioni Mugello Magione Misano Imola Adria Vallelunga Misano Totale Ineco Rossocorsa Motor Maranello Forza CDP Denzel Daytona 36, ,5 Samocar Ferrari 360 Challenge

25 Trofeo Endurance Ferrari Challenge Trofeo Pirelli Coppa Shell Ferrari Challenge Trofeo Pirelli Mugello Magione Misano Imola Adria Vallelunga Misano Totale Mugello Magione Misano Imola Adria Vallelunga Misano Totale Gianniberti Nicola Scalera Alessandro Montani Sandro Moccia Luigi Papini Roberto Medici Daniele Caso Dario Santaniello Fabio Baron Karl Belluzzi Andrea Benaduce Ivan Linos Rossetto Claudio Mugelli Massimiliano Nicolodi Lucio Pardini Francesca Prinoth Erich Turrini Claudio Sauto Vincenzo Kemenater Thomas Engelhorn Klaus Solieri Glauco Menegatto Marco Battocchi Armando Francescon Cristian Mantovani Massimo Insigne Salvatore Frosinini Duilio Cappelleti Giovanni Zonzini Giovanni Reichegger Peter Tringali Giovannino Verzelli Marco Masselli Pierangelo Marchi Sergio Menegatto Marcello Verlato Giovanni Massaro Daniele Ferrari 360 Challenge 23

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27 MM: due lettere che Circuito delle Terme di Caracalla indicano una distanza e a Roma. Un mese più tardi la una corsa, la mitica Mille stagione agonistica prevedeva Miglia, sul percorso Brescia- l'appuntamento più importante, Roma-Brescia da compiere la XIV Mille Miglia, la prima dopo tutto d'un fiato a velocità la fine della guerra. Ma la gara vertiginosa. Una gara su strade durò poco: la 125 S di Cortese e passi montani impervi che ha venne purtroppo bloccata da un caratterizzato la storia e guasto a Fano, poco dopo l'evoluzione dello sport Pesaro. automobilistico a cavallo della 2ª guerra mondiale. La fine del Dopo questa sfortunata partecipazione, nella corsa bresciana conflitto aveva portato in tutta la società uno spirito di rinascita la casa di Maranello inanellò una e di ricostruzione ed anche serie di prestigiosi successi. Ferrari, nel suo campo, si A partire dal 1948 con presentò come una nuova Clemente Biondetti, alla guida realtà, coraggiosa ed della 166 S berlinetta Allemano, intraprendente. Così, nel 1947, il quale riuscì nel bis l anno la Scuderia del Cavallino aveva seguente con la splendida portato al debutto a Piacenza, barchetta 166 MM. l 11 maggio, la sua prima vettura, la 125 S, centrando dopo la modalità di gara, risultava La Mille Miglia, per il percorso e appena 14 giorni la vittoria sul senz altro un severo banco di MilleMiglia 52 prova per le vetture ma anche una corsa dal grande fascino, esaltato da imprese come l indimenticabile arrivo, nell edizione 50, del vincitore Giannino Marzotto in doppiopetto sull'elegantissima berlinetta Touring 195 S. La Scuderia Ferrari, dopo tre successi consecutivi, affidò una 340 America a Gigi Villoresi per la corsa del '51 nel tentativo di realizzare uno storico poker; il pilota milanese, riuscendo a domare l'esuberante potenza del propulsore 4100, regalò a patron Enzo un'altra splendida vittoria. I continui successi delle rosse ponevano naturalmente le vetture del Cavallino in un ruolo primario anche per l'edizione '52, anche se la concorrenza A sinistra: piazza della Vittoria, a Brescia, gremita di concorrenti e di pubblico per le verifiche pre-gara della Mille Miglia. È il 3 maggio La mattina successiva, all alba, partiranno le prime vetture. A destra, la Ferrari 250S di Bracco- Rolfo che si aggiudicherà la corsa. Nella pagina successiva, l arrivo trionfale Archivio storico La fantastica cavalcata di un Cavallino al debutto fra nebbia e pioggia Testo Francesco Scaletti Foto Fotowall Pubblifoto appariva temibile. Oltre alla presenza della Jaguar di Stirling Moss e delle Alfa Romeo di Fangio e Sanesi, infatti, un altra partecipante impensieriva gli uomini Ferrari: la squadra ufficiale Mercedes. La Casa tedesca iniziò una preparazione accuratissima delle berlinette 300 SL, iniziata circa 3 mesi prima della Mille Miglia con l'arrivo di numerosi camion, attrezzati e di notevoli dimensioni, con all interno centi- Archivio Storico 25

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30 naia di casse contenenti parti metalliche. I piloti Mercedes effettuarono numerose uscite studiando approfonditamente tratti parziali del percorso e compilando quaderni con riportati ostacoli, curve e le relative velocità di percorrenza; l ingegner Neubauer, mitico direttore tecnico della stella a tre punte, redasse successivamente un testo unico dopo aver raffrontato i vari appunti scritti dai ricognitori. Dopo aver complessivamente ripetuto il percorso per almeno 13 volte, la Mercedes si sentiva pronta alla grande prestazione, con le tre 300 SL pilotate da Hermann Lang, Rudolf Caracciola e Karl Kling. In un atmosfera quasi leggendaria, può avvenire che un incontro non pianificato, casuale, fra due uomini dalla forte personalità, dia il senso del duello sportivo, della ricerca continua dell'evoluzione, fra la genialità ed intuizione italiana e la programmazione teutonica. Così il sabato precedente la gara, l ingegner Neubauer, trovandosi di fronte al commendator Ferrari, gli disse: Caro vecchio amico, noi tentiamo domani di vincere con una vettura competizione derivata da una macchina sportiva; se perdiamo, il prossimo anno partiremo dal motore della nuova formula uno per costruire una vettura sport capace di vincere. La casa di Maranello rispondeva alla sfida delle Frecce d Argento allineando numerose spider 225 S affidate a Vittorio e Paolo Marzotto, Clemente Biondetti, Piero Scotti ed Eugenio Castellotti; ufficialmente la scuderia del Cavallino schierava una spider Vignale di 4,1 litri, la 340 America, per Piero Taruffi, e la berlinetta sperimentale 250 S destinata, vista l indisponibilità di Villoresi, al biellese Giovanni Bracco. Il 4 maggio, giorno della gara: dopo le 6 cominciarono le partenze delle vetture di punta, le Sport oltre 2000 cc. Ore 6.11: Bracco, sotto una pioggia battente, lasciò Brescia, dopo 2 minuti Caracciola e dopo 3 Taruffi, mentre alle 6.23 fu la volta di Kling. Giovanni Bracco, da subito, impresse un notevole ritmo alla competizione transitando per primo a Verona, a Ferrara, quindi a Ravenna e precedendo di 5 Kling, terzo transitava Vittorio Marzotto mentre Taruffi si poneva in 7ª posizione. Dopo la città emiliana, però, la splendida corsa di Bracco veniva rallentata da problemi di pneumatici, le coperture Michelin: Quelle accidenti di gomme commentava il biellese al termine della gara, incappando in due dechappamenti a Giulianova ed a Roseto,...meno male che a Pescara mi decisi a sostituirle con altre di marca italiana. Infatti giunto al rifornimento di fortuna pescarese, la casa di Maranello decise il cambio delle posteriori con coperture Pirelli non ancorizzate. Bracco ripartì deciso ma le prestazioni della vettura, equipaggiata anteriormente ancora con pneumatici Michelin, non si mostravano esaltanti. Al rifornimento dell Aquila, il ritardo di Bracco sul leader Kling appariva pesante, più di 13 e 5ª posizione assoluta. La Mercedes conduceva quindi la gara ma le rosse erano degne della aspettative con il 4 posto di Biondetti, il 3 di Taruffi e lo straordinario 2 assoluto dello appena ventunenne pilota della Scuderia Guastalla, autentica stella nascente dell automobilismo italiano, Eugenio Castellotti. Il percorso puntava quindi sulla Capitale ma, purtroppo, il sogno del giovane pilota di Lodi svaniva con una uscita di strada; l offensiva dei piloti del Cavallino proseguiva comunque sia con Bracco, che guadagnava più di 1 30 transitando a Roma al 3 posto, sia soprattutto con Taruffi, capace di recuperare su Kling quasi 3, occupando al giro di boa della capitale la 2ª posizione a poco più di 6' dal leader. Ma proprio nel tratto successivo Taruffi si esaltò, spingendo al massimo dopo una prima parte di gara prudente: La macchina era perfetta. La strada mi era amica. Il percorso mi piaceva. Curvoni veloci fino a Bolsena, la salita di Radicofani, il misto di San Quirico d'orcia e poi Siena. Al rifornimento della Ferrari c era l ingegner Lampredi: mi disse che conducevo la corsa. Ed infatti nei 227 chilometri di questa tratta, Taruffi rifilò 8 04 a Kling raggiungendo Siena con quasi 2 di vantaggio sul pilota Mercedes; Bracco, autore anch'egli di un impresa, ridusse di 4 lo svantaggio su Kling, occupando nella città toscana la 3ª posizione a 7 46 da Kling e 9 35 da Taruffi. Quest ultimo, nel rifornimento, decise di sostituire per l ennesima volta, la terza (!), le gomme posteriori e ripartì con l intento di conservare la testa della corsa: Da Siena riparto fiducioso, senza neanche scendere dalla macchina. Dopo alcuni chilometri, a Castellina in Chianti, nel superamento di un dosso, nella ricaduta, uno schianto! ; la rottura del giunto di trasmissione poneva così fine alle speranze del pilota romano. La Scuderia di Maranello, perso Taruffi, riponeva tutte le speranze su Bracco che, avendo sempre nel mirino Kling, ridusse nel settore Siena- Firenze lo svantaggio di 3 minuti, mentre un altro giovane di grandi speranze si stabiliva al 3 posto assoluto, il recente vincitore del Giro di Sicilia, Paolo Marzotto. Ma fu tra Firenze e Bologna, sui passi della Futa e della Raticosa, che Bracco scrisse una pagina leggendaria. Partito dal capoluogo toscano con 4 40 di svantaggio, Bracco fu capace di un impresa incredibile in pessime condizioni con pioggia e nebbia, come ricordava il co-pilota Rolfo al termine della gara: Che razza! Ovatta sporca, sembrava; ma lui l andava da matt!. Con questa andatura la 250 S n. 611 raggiunse Bologna con ben 1 10 di vantaggio sull avversario tedesco, guadagnando addirittura Ricorderà il commendator Ferrari: Una scalata indimenticabile. Per chi la vide e per chi la visse. A Bologna, quando Kling seppe dei minuti perduti, il vantaggio che aveva a Firenze e il distacco accusato a Bologna, spalancò gli occhi stupefatto. Tutta l attenzione del pubblico si rivolgeva naturalmente al duello a distanza Bracco-Kling ma il vantaggio del biellese andava aumentando: 1 30 a Modena, 2 minuti a Parma, 2 25 a Piacenza. Nel tratto finale, Paolo Marzotto dovette purtroppo rinunciare allo splendido terzo posto per rottura meccanica, ma tutti gli occhi erano per la rossa 611 che, in un uragano di applausi, raggiunse il traguardo finale di Brescia. Quando l equipaggio scese dalla berlinetta, il pubblico si strinse con entusiasmo al pilota biellese mentre il suo co-pilota Rolfo sveniva per le troppe emozioni provate. La Scuderia Ferrari centrava così la 5ª vittoria consecutiva nella Mille Miglia grazie alla berlinetta sperimentale 250 S, vettura per la quale Bracco non riuscì a spendere che parole esaltanti: Siamo partiti da Brescia in 5ª marcia e siamo arrivati a Brescia in 5ª marcia, senza alterare il cambio. L acceleratore, sì, lavorava nelle curve più impegnative. Che macchina!. 28 Archivio Storico

31 Con il numero 611, la Ferrari 250S di Bracco-Rolfo alle verifiche tecniche precedenti la Mille Miglia. Si trattava di una berlinetta Vignale equipaggiata con un motore sperimentale da 3 litri. Nella pagina a fianco, Giovanni Bracco e Alfonso Rolfo, provati dalla fatica dopo la cavalcata vittoriosa

32 Uomini e Piloti Vent anni fa perdeva la vita Gilles Villeneuve, uno dei piloti Ferrari di Formula 1 più amati dal grande pubblico Il ciclone Testo Alessandro Giudice Fotografie Archivio Ferrari Ripensare oggi alle polemiche che accompagnarono l arrivo di Gilles Villenevue alla Ferrari, viene da sorridere. L Italia non lo voleva; il mondo (tranne, presumibilmente, il Canada) trovava la scelta quantomeno bizzarra. Tutti si chiedevano chi fosse quel piccoletto con la faccia da angelico discolo e, soprattutto, quale esperienza potesse mettere sul piatto di Maranello per poter aspirare a guidare una monoposto del Cavallino. Nessuno poteva concepire che un pilota che aveva iniziato gareggiando con le motoslitte e ottenuto successi in formule minori come l americana Atlantic potesse, non tanto correre, ma nemmeno salire su una Formula 1. Nessuno, tranne Enzo Ferrari e lo stretto giro dei suoi osservatori, amici che, in giro per i circuiti del mondo, segnalavano al Commendatore i giovani più promettenti, quelli con qualcosa in più. Nel caso di Gilles, nel 1977 parlarono di lui Walter Wolf, patron dell omonima scuderia, ed il suo pilota/manager Chris Amon, già sotto contratto a Maranello 10 anni prima, entrambi molto ascoltati e tenuti in considerazione da Ferrari, che rilevarono il suo grande talento in occasione del primo ed unico Gran Premio di F1 (Silverstone 1977) che il canadese corse con una scuderia diversa dalla Ferrari, la McLaren. Villenevue era una sorta di ragazzino terribile, uno scugnizzo del Quebec capace di saltare su una motoslitta o su una monoposto, su un off-shore o una dune-buggy seguendo sempre e solo un impulso: andare il più forte possibile, anche sfidando le leggi della fisica e quelle della paura. E questo suo coraggio a Ferrari piaceva molto. Gilles aveva una sensibilità particolare nella guida e dal mezzo pretendeva sempre il massimo, spesso oltre le reali possibilità tecniche. Oltre ad un paio di passaggi sul circuito di 30 Uomini e Piloti

33 Poco più di quattro anni in Formula 1 possono costruire un mito? Non furono i 69 Gran Premi disputati né le 7 vittorie conquistate a portare Gilles Villeneuve nella leggenda dello sport automobilistico. Fu il grande cuore che portava in pista a farne un idolo Gilles Uomini e Piloti 31

34 Montecarlo, con la sua 312 T4 di traverso a lambire il guardrail, ce lo ricordiamo uscire indenne da una macchina accartocciata, raggiungere i box su tre ruote o con l alettone anteriore svirgolato, a coprirgli completamente la visuale. Ma soprattutto, ricordiamo i suoi duelli epici, come quello, grandissimo, a Digione, nel 1979, quando, per un paio di interminabili giri, si prese a ruotate con la Renault turbo di Arnoux per la conquista del secondo posto. Gilles ci mise poco per far cambiare il vento delle polemiche. Incidenti che avrebbero fatto liquidare la maggior parte dei piloti come incapaci, esaltarono invece il suo disprezzo per il pericolo, creandogli intorno un alone quasi epico che lui, istintivamente grande comunicatore, provvide ad alimentare di continuo, grazie all innata capacità di coinvolgere emotivamente intere folle, Enzo Ferrari compreso. Il Commendatore non si premurò mai di nascondere, lui chiuso e tormentato, l affetto quasi filiale che provava per il piccolo canadese, anche se nel tempo furono in molti a far trapelare il dubbio che il rapporto si stava guastando, con Villenevue che già pensava ad altre strade, come fondare un team di Formula 1 che gli avrebbe consentito di restare fedele alla sua innata indipendenza. Vent anni fa, l 8 maggio 1982, Gilles morì. E tutto successe in un momento inaspettato, durante gli ultimi 8 minuti di prove di un Gran Premio, quello del Belgio a Zolder, che l anno prima l aveva visto sfiorare il podio. A due settimane dal grande tradimento di Didier Pironi, a Imola, quando il francese beffò il suo compagno di squadra soffiandogli la vittoria in una corsa che Gilles aveva dominato, furono in molti a dire che quello evento aveva cambiato il canadese, ora meno affabile e spesso corrucciato. L incidente portò una ventata di tristezza in tutta la Formula 1 e gettò nello sconforto anche l incolpevole Pironi che, lasciate le corse per un terribile incidente incorsogli tre mesi dopo a Hockenheim, perirà cinque anni più tardi al timone di uno scafo da competizione. Gilles Villenevue è di diritto entrato nella leggenda dell automobilismo sportivo: il cuore che metteva al volante della sua Ferrari n 27 poté più che i risultati, comunque lusinghieri. La gente, anche i più scettici detrattori, alla fine erano dalla sua parte. Vederlo correre era un piacere: osava più di chiunque, attirandosi spesso le ire dei suoi avversari che, sempre e comunque, ne apprezzavano la lealtà. L anno che morì avrebbe potuto essere quello buono, visto che nel 1979 si decise che il prescelto al titolo sarebbe stato Jody Scheckter: tanto tu sei giovane e di tempo per vincere il Campionato del Mondo ne hai. Di tempo non ce ne fu abbastanza. Gilles non invecchierà mai: nei nostri ricordi rimarrà sempre con la sua faccia da ragazzino e quel modo assolutamente personale di entrare in controsterzo nel cortile della Gestione Sportiva, con la sua 308 rossa tutta di traverso. Villeneuve e la Ferrari. Dall alto: con Jody Scheckter a Fiorano, in pista a Monza e Imola, mentre si sfila indenne da quello che resta della sua monoposto dopo un pauroso incidente 32 Uomini e Piloti

35 Un rapporto quasi filiale portava Enzo Ferrari ad assumere atteggiamenti inusuali con Gilles Villeneuve. Di lui scrisse: Gli volevo bene. Uomini e Piloti 33

36 Historic Challenge Un calendario più ricco e maggiore competitività. L Historic Challenge 2002 promette spettacolo fin dal debutto sulla pista di Spa-Francorchamps Di nuovo Testo Joanne Marshall Fotografie Roberto Viva Centro documentazione Ferrari La stagione 2002 dell Historic Challenge si apre con alcune novità. Una su tutte quella che l accomuna all altro Challenge di Maranello, riservato alle 360: la loro organizzazione unificata sotto la gestione di Corse Clienti, l organizzazione Ferrari nata con lo scopo di seguire i propri clienti sportivi. Ne abbiamo parlato con il responsabile della nuova struttura - la Corse Clienti Ferrari, nonché la Maserati Corse - Claudio Berro, ex capo ufficio stampa sportiva Ferrari e con un passato da copilota nei rally, dove collaborò con Jean Todt. "Al pari del Challenge 360 e delle vetture da corsa riservate ai clienti Ferrari (come ad esempio la 360 GT, da realizzare in circa 30 esemplari nel corso del triennio ), anche i due campionati Historic Challenge nella stagione 2002 rientrano nell ambito della nuova direzione Corse Clienti Ferrari conferma Berro. Dopo la collaborazione esterna degli anni passati, la decisione di unificare la gestione a Maranello è nata dalla volontà dell azienda di avvicinarsi maggiormente ai suoi clienti e collezionisti. In Europa abbiamo organizzato per i nostri appassionati possessori di vetture storiche cinque appun- tamenti nel corso del uno in più rispetto alla passata stagione - a Spa, Digione, Brands Hatch, Nürburgring e Misano, dove si svolgeranno le finali. Dal punto di vista della organizzazione sportiva e tecnica - continua Berro - non si registrano particolari cambiamenti, proseguendo nel consueto rigido controllo nell ammissione delle vetture, che devono mantenere inalterate le originali caratteristiche storiche. Per il 2003 e gli anni successivi sono invece in cantiere grosse novità che verranno definite e sviluppate nel corso del L idea è quella di organizzare eventi particolari appositamente per i clienti Ferrari e le loro vetture, dove troverà spazio, oltre all elemento sportivo delle manifestazioni, anche quello estetico, attraverso, ad esempio, Concorsi d Eleganza. E conclude: Allargare in Europa l organizzazione, privilegiando 34 Historic Challenge

37 in pista maggiormente il lato del collezionismo, così come avviene in America anche grazie alla collaborazione con Ferrari Nord America, è uno degli obiettivi che ci prefiggiamo di raggiungere nel prossimo futuro. Preservazione del valore storico delle vetture più importanti e promozione di un maggior numero di eventi dedicati, sono dunque gli obiettivi perseguiti dalla nuova struttura. Per chi già corre in pista con il proprio gioiello da collezione non cambia per ora molto. Per chi invece è ancora indeciso, dalla Ferrari viene un grande segnale di collaborazione. Oltre che dal punto di vista puramente economico, le auto da competizione rappresentano anche un patrimonio culturale e tecnico: nate per la pista, in pista dovrebbero tornare. Anche senza rischiare troppo: giusto per far loro respirare un po d aria di casa! Spa- Francorchamps, 26/4/ /4/2002 In un weekend contraddistinto dalla variabilità delle condizioni atmosferiche, ha preso il via la prima prova dello Shell Historic Ferrari Maserati Challenge. Le prove di qualificazione hanno visto prevalere, nella categoria freni a tamburo, Thomas Bscher su Maserati 250 F che ha distanziato di oltre cinque secondi Stefan Schollwoeck su Maserati 6CM. Al terzo e quarto posto si sono classificati William Binnie e Peter Wuensch, entrambe su Maserati 300 S. Nella categoria freni a disco, il miglior tempo è stato segnato da William Binnie su Ferrari 312 P, in seconda posizione John Bosch su Ferrari 512 M. Terzo posto per Peter Hardman su Dino 246 S mentre il quarto tempo è stato segnato da Thomas Bscher su Maserati Tipo 61. Un timido sole ha permesso di disputare le gare del sabato su pista asciutta. In Gara 1 freni a tamburo si è imposto Thomas Bscher, la seconda posizione è stata conquistata da William Binnie mentre al terzo posto si è classificato Carlos Monteverde, su Ferrari 250 Testa Rossa. La Gara 1 della categoria freni a disco è stata vinta da John Bosch, al secondo posto William Binnie mentre la terza piazza è andata Calendario gare /4/ /4/2002 Spa Francorchamps 6/7/2002 7/7/2002 Digione Digione 3/8/2002 4/8/2002 Brands Hatch Fawkham, Longfield - Kent 7/9/2002 8/9/2002 Nürburgring Nürburg/Eifel 16/10/ /10/2002 Misano Misano (Rimini) a Thomas Bscher. Tribune gremite nella giornata di domenica, nonostante l inclemenza del tempo. Le due competizioni previste, infatti, si sono svolte sotto la pioggia. In Gara 2 freni a tamburo Thomas Bscher, partito in pole position, è costretto al ritiro per la rottura del cambio. Via libera quindi per William Binnie che vince la corsa. Grande battaglia tra Robert Fink su Alfa Romeo Tipo B P3 e Christian Traber su Ferrari 250 MM: sul bagnato Fink è davvero bravo e conquista la seconda piazza, entusiasmando il pubblico con la sua guida. Traber conclude quindi in terza posizione. La Gara 2 freni a disco è un assolo di John Bosch: parte subito molto forte e stacca di netto gli avversari andando a vincere con facilità. Solo William Binnie pare resistergli, ma deve accontentarsi del secondo posto. Terza posizione per Peter Hardman. Bel duello tra la Ferrari 250 GTO di Kroymans e la 250 Berlinetta Passo Corto di Vincent Gaye: la spunta Kroymans che riesce passare l ottimo Gaye alla staccata dell Eau Rouge. Carlos Monteverde è invece protagonista di un uscita di pista che danneggia il posteriore: riesce in ogni modo a concludere la gara al settimo posto. Historic Challenge 35

38 Cronache Il Tour visto da vicino Passioni 36 Cronache

39 Giancarlo Marchesi con un concorrente d eccezione: Stirling Moss da gentleman Il Tour de France è stato ed è tuttora una delle più impegnative ed affascinanti corse automobilistiche a tappe. Dal 1898 fino al 1984, con alterne vicende, è stata una splendida corsa, un rallye che alternava a lunghi trasferimenti attraverso la Francia su strade aperte al traffico con medie imposte, prove di velocità in circuito e prove su strada chiuse al traffico. Dalla combinata di queste tre tipologie di gara emergeva la classifica assoluta. Essendo una corsa massacrante, avevano buon gioco, dal 1951 al 1973, le Berlinette del cavallino rampante che, nelle varie successive versioni, potevano primeggiare per le prestazioni velocistiche in circuito e, grazie alla loro affidabilità, consentivano di giungere al traguardo dopo tanti chilometri di gara. Queste caratteristiche hanno consentito di dominare in Francia alla 250 GT passo lungo (ribattezzato Berlinetta "Tour de France") alla 250 GT passo corto (la così detta S.W.B.) e, poi alle G.T.O. e 365 GTB/4 (le Daytona gruppo 4), nonchè alla 308 in versione Michelotto. Dal 1992 la rievocazione per auto storiche ripete lo stesso schema, ma con l'aggiunta della regolarità: due classifiche distinte; auto concorrenti nella velocità, un centinaio circa e auto concor-renti nella regolarità veloce, 150 circa, ed è riservato a vetture costruite tra il 1951 ed il 1973, che abbiano effettivamente partecipato al Tour de France (lista chiusa). A differenza della rievocazione della nostra "1000 Miglia", che è una lunga passerella attraverso l'italia con prove di regolarità pura, un meraviglioso museo viaggiante, le corse "alla francese" sono un misto di velocità e regolarità, con prove in salita su strade chiuse al traffico e sulle piste più famose d'europa. Testo e foto Giancarlo Marchesi I concorrenti possono scegliere tra la velocità pura e la regolarità veloce. A differenza della regolarità italiana che prevede la possibilità di soste prima del cartello giallo in prossimità del traguardo, con passaggi lenti di precisione, al centesimo di secondo, la regolarità "alla francese" prevede prove speciali a media oraria elevata con passaggi veloci, sul traguardo, con precisione al secondo (a volte, al decimo). Occorre passare lanciati, senza frenare o rallentare; all'ultima curva, prima del traguardo, un giudice inappellabile ("juge de fait") penalizza pesantemente ogni infrazione alle regole (non deve trattarsi di "velocità anormalmente lenta"). Dopo la prova di velocità, si effettua la prova di regolarità su strada chiusa. I concorrenti devono scegliere un tempo tra un minimo ed un massimo e firmarlo. È la cosiddetta "Fourchette", ottenuta maggiorando del 20% il miglior tempo della prova di velocità. È sostanzialmente una prova di media veloce senza conoscere il percorso, che può variare da 4/5 Km a un massimo di 10/12 Km. Sono spesso i percorsi di famose prove in salita (come il Mount Ventoux ecc.). Si tratta comunque di corse lunghe, impegnative con tappe anche di 600 Km, più le prove speciali in pista, cui partecipano autovetture degli anni sessanta e settanta e relativamente poche degli anni Cinquanta, in quanto handicappate dalla velocità delle prove e, soprattutto, dai trasferimenti tra un controllo orario e l'altro con medie imposte e tempi molto stretti (medie di 60 Kmh su stradine di montagna, campagna, attraversamenti di abitati dove potrebbe esserci un radar predisposto dagli organizzatori). In circuito, sempre dopo la prova di velocità, si entra in pista a gruppi di 30/40 vetture. Per dieci/quindici minuti si gira liberamente, dopodichè il direttore di gara, sulla linea di cronometraggio, abbassa una bandiera verde per segnalare che si tratta del cosiddetto "giro di riferimento" cronometrato. Ciascun concorrente deve poi effettuare altri tre giri nello stesso tempo del giro di riferimento (nello spazio di 15 minuti totali), che anche in pista, deve essere contenuto tra un minimo ed un massimo, calcolato sui tempi ottenuti dai concorrenti nella velocità; non si può frenare nè rallentare sul rettilineo d'arrivo. Nelle prove speciali, sia su strada che in pista, i concorrenti devono essere dotati di tuta ignifuga con casco e cinture regolarmente allacciati. Per la prove di velocità, le regole sono quelle standard delle gare F.I.A., Cronache 37

40 con particolari limitazioni (gomme, roll-bar ecc.). I controlli orari che scandiscono la marcia dei concorrenti con partenze di buon mattino ed arrivi, a volte, in tarda serata, lasciano poco spazio per soste e rifornimenti o, semplicemente per ammirare il paesaggio, anche se le zone attraversate sono spesso suggestive e ricche di bellezze monumentali ed artistiche. I ritmi incalzanti, pur provocando molti ritiri, fanno nei pressi della Tour Eiffel, partenza da Parigi il martedì mattina ed arrivo il sabato dopo cinque tappe (2000 Km circa), un anno a Cannes ed un anno a Biarritz, sulla costa atlantica, alternativamente. Buona l'organizzazione, curata dalla "Peter Auto" di Parigi, detentrice del marchio "Tour Auto", particolarmente apprezzato dai concorrenti è il servizio bagagli che vengono trasportati non sulle vetture in gara, come Alcuni passaggi della 250 GT Boano di Giancarlo Marchesi nelle diverse edizioni del Tour Auto cui ha partecipato. Al di là delle prove in circuito, le esperienze francesi hanno compreso, in un paio d occasioni, anche prove su neve! però la delizia dei concorrenti per i quali la velocità su strada (nel rispetto del codice stradale), su strade chiuse ed in pista, costituisce l'aspetto più affascinante ed il principale motivo di attrazione di questa grande corsa a tappe. Altra attrazione del Tour, è la partecipazione di grandi piloti del passato come Stirling Moss, Jack Brabham, Roy Salvadori, i rallysti Ragnotti ecc. nel 2001, ed è veramente emozionante scambiare quattro chiacchiere con loro o partire ravvicinati in una prova speciale. Il Tour Auto si svolge di solito in aprile, nell'arco di una settimana; al lunedì le verifiche tecniche purtroppo accade in Italia, ma a cura degli organizzatori con propri automezzi, da albergo ad albergo, durante le varie tappe. L'iscrizione al Tour 2002 ammonta ad Euro 4950,00 e copre l'ospitalità completa dal martedì alla domenica mattina, rimane a carico del concorrente l'albergo di domenica e lunedì prima della gara. La domanda va presentata entro ottobre dell'anno precedente. Gli organizzatori, tra i tantissimi aspiranti, selezionano 250 macchine circa, tra le più significative. Importante è disporre di adeguata assistenza tecnica durante la lunga corsa, nonchè di un trasporto a Parigi 38 Cronache

41 e, dopo l'arrivo, da Biarritz o da Cannes, fino a casa. Ciò comporta costi elevati ed è pertanto opportuno consociarsi con altri concorrenti per organizzare un trasporto multiplo. Personalmente ho avuto la fortuna di partecipare a quattro Tour, però essendo praticamente l'unico italiano iscritto, ho preferito recarmi direttamente con armi e bagagli col mio 250 GT Boano del 1956 a Parigi; fortunatamente potendo ritornare a casa dopo la gara con la stessa vettura, anche se a volte con qualche problema. Identico in tutto al Tour de France è il Tour d'espana; pure organizzato dalla Peter Auto di Parigi in collaborazione con l'automobil Club d'andalusia. Si svolge in novembre in cinque tappe lungo le affascinanti strade del sud della Spagna, sulle piste di Jerèz, Tabernas, Guadiz. Circa 2000 Km. da Cordoba a Jerèz o viceversa. Altra "copia" del Tour è la Modena 100 Ore Classic organizzata in maggio da un gruppo di appassionati modenesi Km, circa, attraverso Emilia Romagna e Toscana e sulle piste di Fiorano, Mugello e Imola. È una splendida gara pur con qualche concessione alla regolarità all'italiana. Cronache 39

42 Personaggi Ernesto Colnago L uomo che ha messo i pedali al vento Testo Alessandro Giudice Foto Archivio Colnago Rolly Marchi Arturo Mari L Osservatore Romano Ci sono storie che nascono come molte altre e che all improvviso, per quella incredibile combinazione di caso e talento che si chiama opportunità, diventano uniche, emblematiche, straordinarie. Nel caso di Ernesto Colnago, classe 1932, l opportunità prese il bizzarro e doloroso aspetto di una frattura tibia-perone che, neppure ventenne, lo costrinse a casa per quasi due mesi. Per quel giovane che il padre avrebbe voluto contadino, ma che aveva preferito la fabbrica, la convalescenza significava inattività, noia, solitudine. Montava ruote, l Ernesto, ruote di bicicletta per una piccola fabbrica vicino casa e, costretto a star seduto dalla mattina alla sera col gambone ingessato, volle continuare a montare ruote, a centrarle e bilanciarle, ché tanto per quel lavoro le mani gli restavano libere. E quando, alla fine di una settimana di lavoro, scoprì che aveva guadagnato quanto in un mese di fabbrica, capì che il suo avvenire sarebbe stato di lavorare in proprio, di fare l imprenditore: "Piccolo precisa ancora oggi che la sua azienda fattura una quarantina di miliardi -, al limite dell artigiano". In effetti la Colnago ha numeri che farebbero sorridere un capitano d industria, se non fosse che le 30 persone che ci lavorano (50 con l indotto) realizzano biciclette talmente tecnologiche e sofisticate da non temere confronti nel resto del mondo. Dopo anni dedicati all alluminio, da qualche tempo l alta tecnologia ciclistica parla solo il linguaggio del carbonio, come in Formula 1. "Che il nostro fornitore sia lo stesso della Ferrari è un caso dice Colnago ma, d altra parte, è il migliore sul mercato e noi pretendiamo sempre il massimo della qualità". Proprio come la Ferrari, per la quale l azienda di Cambiago ha realizzato la CF2, una mountain bike che riassume l eccellenza del mondo della bici. "Con 40 Personaggi

43 Ernesto Colnago con la CF2, la mountain bike prodotta in esclusiva per la Ferrari (sotto) Luca di Montezemolo ho una amicizia di lunga data; lui è un atleta che, anche nella pratica hobbistica di uno sport, mette la grinta e la determinazione che impiega nel lavoro: nelle nostre pedalate nei dintorni di Cortina non troviamo quasi il tempo per ammirare il paesaggio". La CF2 segue di qualche anno la CF1 (500 esemplari esauriti in due mesi) che, sempre con i colori della Casa di Maranello, era invece una bici da corsa. "Schumacher ne ha un esemplare di entrambe i modelli, distribuiti tra la casa e il motor home, nel paddock. Michael lo conosco fin dai tempi in cui correva con la Benetton. Un mio campione, Tony Rominger, recordman dell ora, un giorno mi chiese due biciclette per fare un regalo di nozze ad una coppia di amici che vivevano a Montecarlo: erano Schumacher e signora che, da quel momento, hanno sempre usato solo Colnago". E il campione tedesco non è l unico della Gestione sportiva a pedalare Colnago: anche Barrichello e Todt, infatti, si tengono in forma con le iper-tecnologiche bici dell "asso di fiori", il simbolo che, dopo la vittoria di Dancelli alla "Milano- Sanremo" del 73, fu adottato dalla Colnago in onore della "città dei fiori". I primi contatti con il Cavallino rampante, Colnago li ebbe però alla fine degli anni 80, quando conobbe Enzo Ferrari ed iniziò una collaborazione con la Ferrari Engineering, con cui costruì la "Concept", un prototipo in carbonio con un rivoluzionario cambio desmodromico: "un lavoro di alta ingegneria ma troppo pesante per l uso agonistico". "Spesso, quando andavo da Ferrari, mi facevo accompagnare da Beppe Saronni: ci mettevamo tutti a parlare in brianzolo perché il Commendatore aveva a lungo lavorato con l Alfa Romeo a Milano e il dialetto lombardo lo capiva e lo parlava". "Da quell amicizia nacque la C35, una bici da corsa pura, per la quale Enzo Ferrari in persona suggerì di utilizzare le ruote in carbonio a tre razze". La CF2 è un oggetto di straordinaria bellezza e tecnologia d avanguardia: è l unica mountain bike con telaio, manubrio e Personaggi 41

44 42 Personaggi

45 Uno dei fan più affezionati, Papa Woijtila, riceve da Colnago una speciale bici da passeggio. Da destra si riconoscono: Saronni, Piazesky, Lang e la signora Vincenzina Colnago. In basso, con Luca di Montezemolo e la CF2, a Cortina Ferrari Owners Site Mountain bike CF2 Ferrari Owners La mountain bike Colnago-Ferrari 2 (CF2) rappresenta la naturale evoluzione del modello da strada CF1 realizzato nell autunno del 2000 in 500 esemplari ed esaurito in poche settimane. La versione presente nel Ferrari Owners' Site, prodotta in 199 esemplari numerati, è una bicicletta con ammortizzatore anteriore e posteriore, entrambi regolabili nella loro escursione o con l opzione di esclusione. La parte anteriore è in fibra di carbonio, mentre il carro posteriore è in alluminio con attacco CNC per forcella senza filetto. Per i Clienti Ferrari è stata realizzata una versione colore giallo Modena, un manubrio in carbonio e delle manopole speciali sempre in carbonio da utilizzare sulle salite più impegnative. A corredo della bicicletta verrà fornito un elegante espositore. La produzione di ogni CF2 è fatta su richiesta e su misura delle caratteristiche fisiche del Cliente. Peso e altezza sono infatti i dati necessari a determinare la misura del telaio e la regolazione degli ammortizzatori, per un prodotto completamente tailor-made. successo notevole, sia in Italia che all estero: all ultima presentazione, in Giappone, ha suscitato un interesse incredibile". Un uomo semplice, Ernesto Colnago, legato al suo lavoro da una passione totale e coinvolgente. Quando mostra le differenze tra la qualità dei suoi materiali e quella dei concorrenti, quasi si infervora: "perché le cose bisogna farle bene se si vuole che arrivino i risultati!". L Albo d Oro dell azienda, con decine tra titoli mondiali, record e vittorie nelle "classiche" del ciclismo di tutti i tempi, è la prova più lampante di una filosofia vincente. Ma Colnago quando si emoziona? "Quasi sempre, quando gli sforzi e i sacrifici sono premiati. Ma anche quando vedo persone importanti che amano i miei prodotti. Ne ho incontrati a decine re, industriali, artisti, scienziati - ma uno dei ricordi più cari riguarda il Santo Padre. A lui ho fatto dono di due biciclette: una da corsa e un altra da passeggio, che papa Woijtila usava nei giardini di Castel Gandolfo". Leggera, filante e, naturalmente, bianca. reggisella in carbonio. Il carro posteriore, la forcella sulla quale è montata la ruota e il cambio, è invece in alluminio arricchito da raccordi lavorati in CNC, ed è realizzato con un sistema di leveraggi che assicura il massimo comfort sui terreni accidentati ed un comportamento neutrale sull asfalto. La CF2 è una full-suspension, quindi con ammortizzatori anteriori e posteriori. Il sistema frenante è idraulico, dotato di freni a disco forati. "Come per la CF1, il colore rosso della Ferrari è sfumato nel nero del carbonio che, con la sua trama originale, sarebbe un peccato nascondere".la tiratura è limitata a 999 esemplari, tutti rossi tranne le 190 gialle realizzate per il Ferrari Owners site: "Abbiamo da poco iniziato le consegne e già facciamo fatica a tenere dietro agli ordini. Sta avendo un Info Colnago Ernesto & C. srl v.le Brianza, 7/9 - Cambiago (Milano) Tel Personaggi 43

46 Eventi È giunto all undicesima edizione il classico concorso americano all insegna del Cavallino Sotto il sole 44 Eventi

47 della Florida Testo Keith G. Bluemel Foto Alessandro Migliorini Jerry Wyszatycki Il giardino del Breakers Hotel di Palm Beach, Florida, sede del prestigioso concorso Cavallino Classic. Sopra, un giudice esamina una vettura iscritta. A destra, memorabilia della 275 GTB La Cavallino Classic ha festeggiato il secondo decennio di vita nella sede ormai consueta, il lussuoso Breakers Hotel di Palm Beach, con la partecipazione di una incredibile varietà di modelli Ferrari. Questo raduno costituisce una vacanza ideale per gli appassionati Ferrari che vivono in climi invernali rigidi, visto che, a gennaio, il clima della Florida equivale a quello estivo di molte altre nazioni. Tra i partecipanti in fuga dal gelo dell inverno c erano Stuart Robinson, presidente della Ferrari North America, e lo storico della Maserati, nonché nipote dell ex proprietario, Adolfo Orsi, volato da una Modena sottozero per partecipare alla Cavallino Classic per la prima volta. Dopo la registrazione delle vetture, avvenuta mercoledì 23 gennaio, si è svolto il primo evento della manifestazione: un galà, La Bella Macchina, svoltosi in uno degli hangar della Jet Aviation all aeroporto internazionale di Palm Beach. È stato decisamente singolare passeggiare sull asfalto all esterno dell hangar, chiacchierando, gustando tartine e sorseggiando cocktail mentre gli aerei di linea decollavano e atterravano a poche centinaia di metri di distanza. Un appassionato è arrivato a bordo del suo turboelica Piaggio, che sfoggiava orgogliosamente il cavallino della Ferrari sul muso e sulla coda. Il prezzo di alcuni dei velivoli in vendita avrebbe messo a dura prova le finanze di chiunque non fosse un nababbo, però è comunque interessante vedere cosa sia possibile acquistare se si dispone di un budget praticamente illimitato. La serata, tanto interessante quanto godibile, è stata organizzata dalla Jet Aviation in collaborazione con la Dassault Aerospace e la Showboats International. Il giovedì e il venerdì sono stati dedicati quasi interamente alle corse, svoltesi nel Moroso Motorsports Park, con i primi due turni del Historic Challenge USA ed una gara speciale dedicata al quarantesimo anniversario della 250 GTO. I partecipanti all evento generale che hanno comunque avuto ampio spazio per gareggiare divisi in vari gruppi in base alla loro esperienza. Giovedì mattina, invece, si è tenuto il rally Tour di Palm Beach, per coloro che preferivano uno stile di guida più rilassato. Una delle attrazioni maggiori del paddock al Moroso Motorsposts Park è stata l esposizione di vetture organizzata dal JMB Giesse Team, che ha fatto giungere per via aerea dalla Francia apposta per questo evento una delle sue vetture 360 N-GT vincitrici del campionato del mondo e una 333 SP. Nel corso del raduno, Christian Pescatori e Max Papis hanno provveduto più volte a dimostrare la bellezza delle due vetture. Un altra attrazione è stata l esposizione delle vetture Bonhams in vendita, incluse una rara Maserati 5000 GT con carrozzeria Allemano, telaio , una 500 Mondial PF Spider, telaio 0408MD, e una 275 GTB/C, telaio I concorsi svoltisi sabato sui prati del Breakers hanno goduto di un ampia partecipazione, con una vasta gamma di modelli risalenti a tutti i periodi di produzione, oltre a un paio di monoposto e ad alcuni prototipi sportivi, che sono serviti a ricordare a tutti il glorioso passato della casa. Per commemorare il quarantesimo anniversario della 250 GTO, gli o rganizzatori hanno radunato un totale di otto esemplari, che andavano dalla seconda vettura prodotta, la 3387GT, dipinta in un magnifico colore blu metallizzato solcato da strisce bianche, a bordo della quale la coppia P. Hill/Gendebien Eventi 45

48 ottenne il secondo posto, vincendo la classe GT, nella 12 ore di Sebring del 1962, a un esemplare ancora in fase di restauro, la 3987GT, fino all ultima vettura della serie, la 5575GT. Tra le vetture precedenti, la 342 America appartenuta a Re Leopoldo del Belgio, telaio 0234AL, alla sua prima apparizione post-restauro dal Pebble Beach Concours d Elegance dello scorso agosto, era semplicemente fantastica grazie alla sua carrozzeria nera e agli interni color crema. Altre vetture degne di nota sono state la spider 212 Inter Vignale, 0090E, la coppia di coupé 410 SA, la cabriolet 400 SA di colore blu metallizzato con il tettuccio rigido, telaio 2331SA, e la coupé 250 GT Speciale, telaio 0725GT. Tra gli esemplari più moderni c erano la 412 P gialla ex Ecurie Francorchamps, telaio 0850, l epitome della vettura sportiva d epoca. Erano in mostra anche altre vetture del JMB Giesse, come la 348 LM, unica nel suo genere, costruita dalla Simpson Engineering sul telaio e dipinta con i colori del Totip, bianco, arancione e verde. Una Dino F2, telaio 0004, e una 312 F1, telaio 0019, rappresentavano le monoposto Ferrari, mentre, all estremità opposta dell esposizione, spiccava una fila di otto 550 Barchetta Pininfarina. A chiusura dell evento si è svolto l ormai tradizionale brunch presso l esclusivo Mar- A-Lago Club, di proprietà di Donald Trump, situato a sud di Palm Beach. È qui che, in una splendida giornata di sole, i partecipanti, radunatisi con le loro vetture sui prati curati alla perfezione che circondano la piscina, hanno potuto assaporare gli ultimi istanti del raduno immersi in un ambiente incredibilmente lussuoso. Cavallino Classic: i premi assegnati Cavallino Cup - Vincitrice assoluta: 250 GTO 64, telaio 5575GT, Carlos Hank Gran Turismo Ferrari Cup - La migliore Ferrari GT: 342/375 America Cabriolet, telaio 0234AL, Art Zafiropoulo Scuderia Ferrari Cup - La migliore Ferrari da Competizione: 290 MM Spider, telaio 0628M, Jon & Mary Shirley Coppa 12 Cilindri - La migliore Ferrari 12 cilindri: 250GT Coupe Speciale, telaio 0725GT, Lee Herrington Coppa 8 Cilindri - La migliore Ferrari 8 cilindri: 288 GTO, telaio 57697, Charles & Cheryl Scardina Coppa 6 Cilindri - La migliore Ferrari 6 cilindri: 246 GTS, telaio 08514, Jim & Debbie Pyle GTO CUP - La più bella: 250 GTO, telaio 3387GT, Bernie Carl Preservation Cups - La Ferrari meglio conservata: Pre-1975: 246 GTS, telaio 08514, Jim & Debbie Pyle : 308 GTB, telaio 25021, Russell Glace Excellence Cups - Il miglior restauro: 212 Export Spider, telaio 0090E, Jeffrey & Frances Fisher; 400 Superamerica Cabriolet, telaio 2331SA, Peter Kalikow Ferrari Spirit Cups - Le più rappresentative dello spirito Ferrari: 225 Sport Spider, telaio 0160ED, Kari & Michael Yedor; 250 GTO 64, telaio 4091GT, Peter Sachs Judges Cup - La Ferrari più meritevole secondo i giudici onorari: 275 GTB/4S NART Spider, telaio 10709, E.C. Eddie Smith, Sr. Coppa Bella Macchina : 212 Export Spider, telaio 0090E, Jeffrey & Frances Fisher; 225 Sport Spider, telaio 0160ED, Kari & Michael Yedor; 400 Superamerica Cabriolet, telaio 2331SA, Peter Kalikow; 250GT PF Cabriolet Series II, telaio 2737GT, Michael Schaad; 250GT Berlinetta Lusso, telaio 5593GT, Watts Hill; 288 GTO, telaio 57697, Charles & Cheryl Scardina; Testarossa, telaio 61219, Gerry & Connie Hudson 46 Eventi

49 Se il rosso è il colore più amato dai fan americani della Ferrari, sulla personalizzazione delle targhe la fantasia non conosce limiti, neppure grammaticali... Eventi 47

50 Ferrari Idea Apre a Maranello il primo Ferrari Store al mondo Shopping Testo Alessandro Giudice Foto Santi Caleca Callo Se lo scopo era quello di rievocare le sensazioni che si provano a contatto del mondo Ferrari, dalle corse alla tecnologia, dall esclusività del marchio alla passione, l obiettivo è stato sicuramente centrato. Il Ferrari Store, primo negozio ufficiale del Cavallino al mondo, offre tutta una serie di sensazioni tipiche del grande mondo dell automobilismo sportivo e non solo. Gli spazi, l impianto sonoro, i colori, ma anche i prodotti proposti al pubblico rimandano ai concetti che fanno della Ferrari il marchio più affascinante dell automobile. A guidare questa impresa, Alberto Crippa, 43 anni, milanese, con significative esperienze nell entertainement, dalla CBS Sony alla Disney, che, insieme all architetto Massimo Iosa Ghini, ha realizzato uno spazio tutto dedicato alla Ferrari, situato proprio di fronte allo storico ingresso dell azienda, nel centro di Maranello. Inaugurato il 14 marzo scorso alla presenza di Todt, dei quattro piloti della F1, Schumacher, Barrichello e i collaudatori Badoer e Burti, e di Piero Ferrari, vice presidente dell azienda, il Ferrari Store rappresenta la convivenza ideale tra le due anime dei ferraristi: i fan, con la loro smisurata passione ed il desiderio di appartenere ad un mondo dalla forte propensione alla competizione ai massimi livelli, e gli owner, i clienti Ferrari, che, dopo aver acquistato un auto del Cavallino, ricercano gli oggetti che permettano loro di godere dell esclusività del marchio anche quando non sono al volante della loro vettura, come stile di vita. "Lo Store offre oggetti di diversa importanza, tutti naturalmente legati a doppio filo al mondo Ferrari: l acquisto "minimo" è quello del block notes, che costa poco meno di 5 euro, per arrivare ai di un motore completo" dice Crippa, che sottolinea come il negozio offra articoli per tutti i gusti e tutte le tasche. Già all ingresso, lo Store "racconta" subito l immersione ferrarista che seguirà: una Pubblico e personaggi delle grandi occasioni all inaugurazione del Ferrari Store: Piero Ferrari taglia il nastro assistito da Todt. Dietro si riconoscono, da sinistra, Schumacher, Barrichello, il sindaco di Maranello Bertacchini, Burti e Badoer seminascosti, Ghini e Crippa. Sopra, i piloti impegnati alla consolle dei videogame 48 Ferrari Idea

51 in Rosso monoposto di Formula 1, posta in una vetrina circolare a destra dell entrata, dà un benvenuto visivo che viene poi completato dal sibilo del 10 cilindri in corsa: "il comando audio è azionato da un sensore che rileva il passaggio di una persona". Spiega Crippa: "Tutta l area espositiva sfrutta la gestione di suoni e immagini (trasmesse dai numerosi monitor al plasma disseminati per le sale) garantita dal sistema VAMB, realizzato appositamente per la Ferrari. Per offrire la sensazione nel modo più realistico possibile, è stato registrato il passaggio della F2002 sulla Parabolica di Monza con cinque differenti microfoni e poi riproposto in sequenza: i clienti spesso si voltano istintivamente a cercare la macchina!". Proseguendo la visita in senso antiorario, a sinistra si trova l area dedicata agli oggetti di lusso (orologi, modellini di alto collezionismo, preziosi, pelletteria, etc.), racchiusa in uno spazio a sviluppo circolare rivestito di cuoio e legni laccati, quindi quella riservata alle GT, con tutta la serie dell abbigliamento "vintage", giacche e accessori che riportano all epoca d oro dell automobilismo sportivo. Segue la parte dedicata ai bambini "i più sensibili destinatari di oggetti Ferrari", che comprende orsetti di pelouche, tutine "Schumacher style" e una quantità di gadget a quattro ruote. Proprio di fronte, leggermente rialzato, una specie di box riconduce alle esperienze dirette, grazie all utilizzo di computer, di videogame di ultimissima generazione (che saranno presto sostituiti da veri e propri simulatori) e di un maxischermo, che propone filmati di Gran Premi. Al centro, il motore della F399 mentre, appena fuori, una serie di pezzi originali, dalle parti meccaniche a pezzi di carrozzeria fino alle tute di meccanici e piloti, sono posti in vendita completi di "certificato di autenticità". Segue, a chiusura del giro e immediatamente prima delle casse, la parte dedicata agli appassionati ed ai turisti che Ferrari Idea 49

52 proprio non possono lasciare Maranello senza un ricordo del Cavallino. Partito alla fine del 1998, il progetto Ferrari Store ha avuto una lunga e complessa gestazione. L obiettivo di creare uno spazio multimediale e non un semplice negozio, è stato perseguito da subito dal team di progetto che, tra l altro, aveva il compito di creare un "format" da utilizzare per altri spazi analoghi sparsi per il mondo. "Potrebbero essere dai tre ai sei spiega Crippa nell arco dei prossimi tre anni; le città candidate sono Las Vegas, New York, Londra, Tokio, Hong Kong e una città tedesca che stiamo ancora individuando". Perché la passione non conosce latitudini e quella per la Ferrari è addirittura "planetaria". Info Ferrari Store via Abetone Inferiore, Maranello (MO) Telefono mail: Aperto tutti i giorni, con orario continuato dalle alle Ferrari Idea

53 Alcune vedute del Ferrari Store: da sinistra, in senso orario, la monoposto F1 all ingresso, il banco ovale dell oggettistica, la sezione dedicata ai libri, due vedute del reparto GT con l abbigliamento Vintage, il kid store con i prodotti orientati ai tifosi più giovani Ferrari Idea 51

54 In diretta Un breve reportage fotografico per commentare la terza edizione del Grand Prix Historique di Monaco In pista a Monte Testo e foto Renzo Beltrami Alla Rascasse l Alfa Romeo 8C 2300 ex-scuderia Ferrari precede una Delage ed altre due Alfa. In alto, vetture Sport sulla salita del Casino Per molti si è trattato di un aperitivo di qualità a quello che sarebbe accaduto sulle strade del Principato il week end successivo. Ed effettivamente vedere circa 300 auto storiche da competizione destreggiarsi tra la Rascasse, le Piscine ed la discesa del Loewe, non poteva che riportare immediatamente al GP di Monaco di F1 che, non a caso, era programmato per la settimana dopo, sullo stesso tracciato cittadino già arricchito e protetto da guard rail, recinzioni, postazioni TV. Giunto alla sua terza edizione, il Grand Prix Historique di Monaco non è solo un appuntamento mondano, anche se le vetture ammesse (solo su invito) sono fra le più belle rappresentanti delle competizioni di tutti i tempi. I concorrenti, divisi in sette gruppi, hanno gareggiato contro macchine analoghe, divise per tipo, categoria ed età, secondo il seguente criterio: sono scese in pista per prime le bi-posto da Gran Premio e vetturette fino al 1934; quindi le monoposto da Gran Premio fino al 1952, le vetture Sport con freni a tamburo fino al 1959; le auto da Gran Premio a motore anteriore fino al 1961; le monoposto Formula Junior a motore posteriore; le monoposto F1 o Tasmania a motore posteriore fino al 1966; infine, le monoposto F1 3 litri fino al Le corse hanno occupato il Principato nei giorni 17, 18 e 19 maggio, richiamando a Montecarlo i nomi più famosi dei collezionisti e dei piloti del passato, come Phil Hill, Stirling Moss, Paul Frère. Delle 13 Ferrari impegnate, dalla 212 del 1951 alla 312 T2 del 76 (la palma della più interessante spettava alla 555 Supersqualo del 1955) solo tre avevano piloti italiani alla guida: Marco Pelizzari, Roberto Crippa e Umberto Camellini. Vincitore assoluto, Martin Stretton che pilotava una Tyrrell P34, l originale Formula 1 a 6 ruote del Entrambi in splendida forma, a Montecarlo c erano anche l americano Phil Hill, campione del mondo su Ferrari nel 1961(a destra) e il pilota e giornalista belga Paul Frère, vincitore della 24 Ore di Le Mans del 1960 in coppia con Olivier Gendebien 52 In diretta

55 Il Principe Alberto di Monaco visita il paddock del Grand Prix Historique in compagnia di Phil Hill Sopra, in un momento di pausa, alcune Ferrari del Club monegasco percorrono il circuito. A destra, la Ferrari 250 TR di Carlos Monteverde carlo La Ferrari 750 Monza di David Franklin vincitore della categoria C Sport. Sotto, la Ferrari 312 B3-74 di Guikas all ingresso della Rascasse Stirling Moss su Frazer Nash schierato sulla griglia di partenza; sullo sfondo, Umberto Camellini a bordo della sua Ferrari 340 MM In diretta 53

56 Dealer Story Rossocorsa Un nome, un destino. Rossocorsa non è infatti solo il simbolo del colore delle auto italiane da competizione, ma anche la concessionaria Ferrari che più ha onorato la partecipazione dei suoi clienti al Challenge, mietendo un numero infinito di vittorie e titoli, italiani e internazionali. Con due personaggi del calibro di Giorgio Schoen, gentleman driver e industriale, e Piero Mocarelli, concessionario storico di Lancia e Alfa a Milano, rispettivamente nel ruolo di presidente e vicepresidente, Rossocorsa vede nell amministratore delegato Pier Luigi Gai un instancabile presenza sui circuiti come nelle tre sedi lombarde, alle serate del FOC ed alle manifestazione dedicate ai clienti, con un entusiasmo ed una competenza sempre ai massimi livelli. Con queste premesse, Rossocorsa, concessionaria Ferrari per la Lombardia dal 1994, diventa non solo un punto di riferimento obbligato per i clienti del Cavallino, ma anche un luogo di ritrovo e di cultura automobilistica, dove anche i collezionisti possono trovare la più qualificata assistenza anche per i loro preziosi gioielli. Forte delle due sedi di Cormano e di Milano città, Rossocorsa ha recentemente acquisito la totalità della organizzazione di vendita e assistenza bresciana, rendendo la sua presenza regionale ancora più capillare ed efficiente. Sopra, la sede di Cormano. Sotto: il marchio della concessionaria riprende in parte le vecchie targhette d identificazione delle auto Ferrari; da sinistra a destra, Mocarelli, Schoen e Gai; lo shop della sede milanese Rossocorsa Milano Vendita e assistenza Via Po, 75 - Cormano (MI) Tel Vendita Viale di Porta Vercellina, 16 Tel Bergamo Vendita e assistenza Via Borgo Palazzo, 193 Tel Brescia Vendita e assistenza Via Triumplina, 93 Tel Dealer Story

57 Come è fatto il circuito di Brands Hatch? I gruppi meccanici della mia 275 GTB sono originali? Quali sono i concessionari Ferrari della California? Cosa è la Carrozzeria Scaglietti? Posso assicurare online la mia 550 Barchetta? Dove posso trovare i pezzi di ricambio per la mia 308? Chi sono gli istruttori del corso Pilota Ferrari? Dove posso trovare la sacca da golf personalizzata per la mia 360 Modena? Che risultato ha ottenuto la Ferrari al debutto in Formula 1? Che sospensioni montava la 330 America? Come posso assistere al GP di Hockenheim? Dove posso trovare il manuale d uso e manutenzione della mia Dino 246 GT? Cosa succede nella galleria del vento? Come faccio a contattare altri appassionati dell Historic Challenge? Cosa è il cambio Sofast? Dove posso trovare la palestra come quella di Schumacher? A chi posso raccontare i miei viaggi più belli con la mia 250 GT cabrio? Quali sono le differenze tra la 360 Modena e la versione Challenge? News, anteprime, interviste e prodotti in esclusiva per i clienti Ferrari. Entra nel Club più prestigioso del web.

58 Dealer Story Radicci Automobili In alto e a destra, due vedute della sede barese della Radicci Automobili. Nelle foto in basso, alcuni momenti delle manifestazioni organizzate dal FOC Levante La Radicci Automobili, concessionaria Ferrari per Puglia e Calabria, è stata costituita nel 1989, ma il capostipite Vittorio rappresenta la Casa del Cavallino rampante fin dal È una lunga tradizione, che colloca di diritto la famiglia Radicci nella storia del marchio automobilistico più famoso al mondo. La struttura della Radicci Automobili srl trova nella seconda generazione guidata dal figlio Vito, titolare con suo padre dell azienda, l entusiasmo che ne ha caratterizzato, fin dalle lontane origini, la costante vicinanza alle esigenze della clientela, con un assistenza sempre pronta e attenta ed una serie di servizi dedicati. La sede di Bari si avvale dell esperienza di personale qualificato, presente da anni nell organico aziendale. Grazie a questi uomini fidati, Radicci ha potuto aderire con professionalità alle richieste dei clienti che, in passato, hanno animato le prime edizioni del Challenge Ferrari e che, oggi, richiedono un servizio all altezza delle aspettative. A supportare le attività della concessionaria, contribuisce in maniera determinante l Owners Club Levante, organizzatore di eventi di grande prestigio ed elevata qualità, compreso il Motor Show del Levante, manifestazione motoristica che non conosce eguali nell Italia del Sud. Radicci Automobili Via Stoppelli, 6 _ Bari Tel Dealer Story

59 Clubeventi Raduni, manifestazioni, iniziative dei Ferrari Owners Club italiani con un occhio particolare rivolto al grande mondo degli appassionati del Cavallino Sommario 58 Clubnews I programmi dei prossimi raduni del Nord, Centro e Sud Italia: una dettagliata proposta degli appuntamenti organizzati dai FOC dalle vette austriaci alle bellezze romane, fino alle calde ed ospitali spiagge pugliesi. Un modo per programmare le vacanze all insegna del Cavallino rampante. E, in più, i calendari sociali degli Owners Club Mediterraneo e di Roma. 59 Vita di Club Notizie di interesse ferraristico per tutti i soci del Ferrari Club Italia. Dalle nuove norme del Gran Criterium all iniziativa delle autostoriche in pista con il Ferrari 360 Challenge, passando per il Futurshow e l attesa della Mille Miglia. 60 Gli amici della Ferrari Ferrari Club of America Con 4800 soci, la più importante realtà ferrarista al mondo. Passione vera ed eventi esclusivi caratterizzano il grande sodalizio Made in USA. 62 Clubraduni Con la prima manifestazione del neonato FOC Emilia Romagna si inagura la stagione dei raduni nazionali Modellismo Altissima qualità e un prezzo da collezionisti. Non è certo un giocattolo l Alfa Romeo B P3 della Scuderia Ferrari in scala 1: In libreria Momenti di lettura e di svago. I libri più interessanti degli ultimi mesi per arricchire (o iniziare) una biblioteca di qualità. E, in più, un offerta davvero straordinaria ed esclusiva. A Clubeventi hanno collaborato per i testi: Giuseppe Adamo, Lorenzo Beltrami, Jorge Carnicero, Serena Chiama, Leonardo Giardina, Andreas Kerschbaumer, Yoshikuni Okamoto, Rick Race, Sofia Spanou, Adriano Zocca per le foto: Alessandro Migliorini, Marco Passaniti, Kodokan Club, Jerry Wyszatycki Clubeventi 57

60 Clubnews La stagione dei raduni ufficiali del Ferrari Club Italia ha preso il via già dal mese di aprile, con la manifestazione organizzata dal neonato FOC Emilia Romagna in occasione del GP di San Marino di Formula 1, come descritto più oltre, a pagina 62. Si tratta di una stagione, per così dire, di transizione, dove, anche allo scopo di assicurare un buon livello delle manifestazioni, gli incontri ufficiali sono stati contenuti nel numero, secondo il calendario che segue, arricchito con le informazioni di massima sul programma. 9 giugno Raduno Centro Italia con la partecipazione dei FOC Roma e Centro Italia venerdì 7 giugno Arrivo dei partecipanti all hotel Terme di pompeo a Ferentino, nei pressi di Frosinone. Cocktail di benvenuto. Cena tipica, gastronomia locale al ristorante "Le vasche". sabato 8 giugno Trasferimento a Cassino. Breefing e prova del Gran Criterium sul percorso della cronoscalata Cassino Montecassino: Visita guidata all Abbazia di Montecassino. Pranzo alla Villa della Meridiana. Pomeriggio a disposizione per trattamenti termali e di fitness alle Terme di Pompeo. In alternativa, visita al Palazzo di Bonifacio VIII, ad Anagni. Cena di gala al ristorante "delle Feste". domenica 9 giugno Percorso turistico scortato. Lago di Canterno, Fiuggi, Anagni (Città dei Papi), Paliano (visita al centro storico e degustazione enologica), Roma. In città: EUR, Caracalla, Circo Massimo, Lungotevere, Castel S. Angelo, Ponte Flaminio. Arrivo al Centro Reggimento Carabinieri di Tor di Quinto: cocktail, visita scuderie, pranzo e, a seguire, carosello equestre e premiazioni. Scorta al casello autostradale per chi lo desidera luglio Raduno Sud Italia con la partecipazione del FOC Levante giovedi 11 luglio Arrivo dei partecipanti alla tenuta Cardigliano, in provincia di Lecce. Cena di benvenuto al club Gibò di S. Maria di Leuca. venerdì 12 luglio Partenza 1 a tappa di regolarità: litoranea salentina, Castro, Otranto, Lecce. Arrivo residenza storica Borgo Ducale di Cerano (BR), bagno in piscina e pranzo. Partenza 2 a tappa con prove di regolarità: Ostuni, Valle d Itria, Cisternino, Alberobello, Locorotondo, Bari Borgo Antico. Sistemazione alberghiera al Palace Hotel di Bari. Sabato 13 luglio Partenza 3 a tappa con prove di regolarità: Bari, Autodromo di Binetto, Trani, Castel del Monte, Barletta, Manfredonia, Mattinata, Vieste, Pugnochiuso con pranzo lungo il percorso a S. Giovanni Rotondo. Arrivo al centro turistico Pugnochiuso del Gargano e sistemazione alberghiera. Cena di gala. Domenica 14 luglio Escursione in barca. Rientro in albergo, pranzo e premiazioni. 31 agosto/1 settembre Raduno Nord Italia con la partecipazione di tutti I FOC del Nord Italia Sabato 31 agosto Ritrovo a Bolzano, in piazza Walther. Partenza alla volta della val Pusteria e pranzo presso il Grand hotel, sul laghetto di Braies. Arrivo a Kitzbuehel (Austria) ed all hotel Tenne e Reischer. Cena di gala in albergo e serata danzante. Domenica 1 settembre Fruenshoppen (colazione bavarese) con wurstel bianchi e birra. Partenza per Vipiteno, via Brennero. Tradizionale merenda tirolese e visione del Gran Premio di F1. Il raduno previsto in Sicilia per il 25/27 ottobre è ancora in sospeso a causa di intoppi burocratici. È invece confermata la manifestazione nelle Marche per il 28/29 settembre. Su entrambi gli avvenimenti daremo ulteriori e più approfondite notizie sul prossimo numero della rivista. Programmi FOC Abbiamo ricevuto i programmi di massima delle iniziative sociali previste da alcuni Ferrari Owners Club che volentieri pubblichiamo. Foc Mediterraneo Sardegna 29 giugno Incontro al Club. Cena al ristorante Sa Cardiga e Su Schironi, località La Maddalena, spiaggia Capoterra. 7 settembre Incontro al Club. Cena al ristorante Ottagono, lungomare Poetto, Cagliari. 5 ottobre Riunione Direttivo per visione Bilancio Consuntivo 2002 e Bilancio Preventivo 2003: Programma provvisorio Delibera acquisto regali di Natale ai soci del Club. 6 ottobre Partenza dalla sede del Club per visita Grotte Is Zuddas, a Santadi. Pranzo al delizioso ristorante della cooperativa. Escursione alla foresta di Pantaleo. 9 novembre Partenza dal piazzale hotel Mediterraneo per passeggiata a Villasimius attraverso strada panoramica. Aperitivo al bar Centrale. Pranzo a Solanas, al ristorante da Barbara. 7 dicembre Solo se non in concomitanza con il pranzo sociale del Ferrari Club Italia, incontro presso la sede del Club per auguri di Natale e cena sociale. Foc Roma 22/23 giugno 3 a prova Torneo sociale: raduno Cascia-Amatrice-Leonessacronoscalata Monte Terminillo. 7 luglio 4 a prova Torneo sociale: cronoscalata Lago di Bolsena- Montefiascone luglio 5 a prova Torneo sociale: raduno Sulmona-Rocca di Cambio 29 settembre Raduno a Cerreto Laziale 5-6 ottobre Raduno Bomarzo-Soriano del Cimino-Vitorchiano 13 ottobre Manifestazione "Ferrari- Aeronautica" Aeroporto Vignadivalle 10 novembre Raduno Tolfa-La Farnesiana 24 novembre Raduno Magliano Sabina 7 dicembre Maranello Pista di Fiorano: prove cronometrate 13 dicembre Golf Club "le Querce": premiazioni Trofeo Sociale FOC Roma e cena sociale di fine anno. 58 Clubnews

61 Vita di Club Le novità del Gran Criterium Il Gran Criterium, tradizionale campionato sociale di regolarità che prevede una classifica finale stilata in base ai risultati ottenuti nelle varie prove che, quasi sempre, fanno da contorno ai raduni ufficiali, cambia faccia. O, meglio, la aggiorna rendendola più professionale, sempre nel rispetto della natura dilettantistica dell iniziativa. Il nuovo regolamento stilato da Leonardo Adessi e Carlo Lastrucci, della CSAI e da Francesco Maiocco, del Ferrari Club Italia prevede, infatti, che l organizzatore si avvalga dell assistenza della CSAI, la Commissione Automobilistica Sportiva Italiana. L assistenza tecnica si concretizzerà tramite la presenza di un direttore di gara ufficiale e di un team di cronometristi della federazione. Il Torneo di Roma Il FOC Roma ha indetto un torneo sociale diviso in cinque appuntamenti a carattere agonistico che consistono in prove di abilità cronometrata in pista o circuito stradale. La partecipazione al Torneo è riservata ai soci del Club ed ha lo scopo di affinare la tecnica sportiva in un clima di amicizia e competitività al fine di preparare agonisticamente I piloti alle gare nazionali e internazionali, come recita il testo sul sito del FOC (www.ferrariroma.com). Il calendario del Torneo, iniziato in maggio, è il seguente: - 12 maggio: circuito dei Tre Laghi (VT) - 8 giugno: cronoscalata Cassino/Montecassino - 23 giugno: Leonessa/Monte Terminillo - 7 luglio: Lago di Bolsena/Montefiascone - 21 luglio: cronoscalata Rocca di Cambio consente di effettuare giri liberi in autodromo con tali vetture, in concomitanza degli appuntamenti del Challenge. La prima uscita è stata a Misano, sul circuito Santamonica, in occasione della giornata di gare dello scorso sabato 18 maggio. Le macchine iscritte erano una quindicina: hanno effettuato alcuni giri di pista e partecipato ad un concorso d eleganza. Gli equipaggi hanno pranzato all hospitality Ferrari e sono stati premiati. Le vetture partecipanti non devono avere dotazioni particolari ma è fatto obbligo all equipaggio di indossare il casco. Il costo per la partecipazione, comprensivo di ospitalità in pista per due persone e l ingresso dell auto in circuito è di euro160,00. Le adesioni possono essere effettuate direttamente presso la segreteria del Ferrari Club Italia o presso i consiglieri De Marco ( ), Poggi ( ), Beltrami ( ). Il Club al Futurshow Il Ferrari Club Italia ha presenziato con un proprio spazio espositivo al Futurshow dal 19 al 22 aprile scorso. La manifestazione bolognese, una delle vetrine più esclusive a livello europeo per tutto ciò che ha a che fare con la comunicazione e la tecnologia d avanguardia, ha voluto espressamente la presenza del Cavallino rampante che, con tre In attesa della Mille Miglia Giovedì 2 maggio, 46 Ferrari, tra le quali una F50 e diverse storiche, si sono date appuntamento in piazza Garibaldi a Bondeno (FE) per raggiungere Ferrara in occasione del passaggio della Mille Miglia storica, partita da Brescia in serata. Giunte nella città estense, le auto hanno sfilato su una passerella in via Trento e Trieste e quindi esposte lungo corso della Giovecca, in attesa dei primi concorrenti della Mille Miglia, giunti a Ferrara intorno a mezzanotte. All organizzazione dell evento hanno collaborato il Ferrari Owners Site, il FOC Emilia Romagna e il Ferrari Club Maranello. macchine notevoli, era rappresentato dal Ferrari Club Italia e dall Owners Site. Nello stand erano esposte la prima vettura costruita, la 125 S, la prima a motore posteriore, la rara 250 Le Mans, e l ultima nata, la 575M Maranello. In esclusiva, sono state inoltre trasmesse le immagini della prossima FX, la supercar erede delle mitiche F40 ed F50. Le Storiche al Challenge 360 Facendo seguito a specifiche richieste dei soci possessori di modelli anteriori al 1975 e grazie alla disponibilità di Antonello Coletta, coordinatore del Challenge 360, e di Giulio Zauner e Adalberto Cattabriga del Commerciale Ferrari, ha preso il via un iniziativa che Vita di Club 59

62 Gli amici della Ferrari Il più grande Club del Cavallino al mondo. Una passione immensa per le rosse di Maranello, vissuta con incontri esclusivi da una parte all altra degli USA Ferrari Club Testo Serena Chiama Foto Alessandro Migliorini Ferrari Club of America Come non potrebbe essere altrimenti: se il Nord America rappresenta il principale mercato di vendita per Ferrari c era da aspettarsi che anche il Ferrari Club of America fosse in assoluto il Club più numeroso al mondo di appassionati del Cavallino. Nato nel 1961 nello stato dell Indiana, grazie alla passione di un gruppo di Owners con l obiettivo di istituire una associazione di riferimento per quanti volessero condividere informazioni su un mito che, all epoca, non era ancora ufficialmente rappresentato sul territorio americano dalla casa madre di Maranello, oggi conta più di iscritti in tutto il Paese. Per i primi anni successivi alla sua fondazione l attività del FCA era incentrata quasi esclusivamente sul supporto ai propri soci per la compravendita e il mantenimento dei modelli anche storici in circolazione, il reperimento di pezzi di ricambio originali, e la segnalazione di tecnici ed esperti Ferrari particolarmente affidabili su cui poter contare. A partire dal 1964, anno del primo raduno nazionale a Detroit, capitale dell automobile, ha inizio la vera e propria attività sociale che da allora in poi sarà contraddistinta da eventi annuali di sempre maggior richiamo e prestigio. Nel frattempo il numero dei soci aumenta andando a rappresentare l intero territorio nazionale. L elemento che contraddistingue tutti i raduni del FCA sono i track event, competizioni su pista di vetture storiche e non, dove finalmente si può godere appieno delle performance motoristiche delle rosse di Maranello. Rimane storico il primo di questi eventi organizzato nel 1970 a Lime Rock: anche se non molte furono le vetture che vi parteciparono, a detta di chi c era, fu la prima 60 Gli Amici della Ferrari

63 vera occasione per misurarsi anche con altre case automobilistiche di grande tradizione sportiva. A questa attività di tipo corsaiolo si affiancano, ormai da più di 10 anni, i prestigiosi Concorsi d Eleganza come quello di Pebble Beach in California, o il rinomato Cavallino Classic di Palm Beach in Florida, dove gli Owners fanno a gara mettendo in mostra dei veri e propri gioielli in termini di conservazione estetica e di funzionalità meccanica. Se nel primo caso lo spirito agonistico di leale sportività diventa il tratto caratteristico di of America comunanza fra i gentlemen drivers d oltreoceano, in quest ultimo l occasione diventa anche di natura mondana. L occhio dello spettatore che indugia volentieri sulle lucenti carrozzerie d altri tempi, non può non apprezzare la naturale eleganza delle ladies che accompagnano i compassati proprietari di tali bellezze. Ai suoi iscritti il FCA invia mensilmente un bollettino informativo contenente il calendario degli eventi sociali e una serie di news direttamente da Maranello, riguardanti sia l attività sportiva di F1 che la produzione industriale. A questa pubblicazione si affianca il prestigioso magazine Prancing Horse, che abbonda di articoli sulle Ferrari del presente e del passato, di interviste con personaggi del mondo Ferrari in generale, di resoconti di visite alla fabbrica di Maranello e di raduni di altri Club, informazioni sulle ultime pubblicazioni dedicate al mito della rossa, il tutto condito da fotografie molto spesso realizzate dagli stessi soci. L attività editoriale del Club si completa con un aggiornato sito internet (www.ferrariclubofamerica.org) che fra l altro ospita una vivacissima chat dove potersi scambiare le ultime sul mondo Ferrari. Un grande Club, dunque, per un grande e importante mercato, che negli ultimi anni ha contribuito in maniera significativa al successo commerciale delle ultime nate di casa Ferrari. A un europeo in visita negli States non possono non rimanere impresse le enormi highway a 4, 5 e più corsie che attraversano in lungo e in largo il paese (ben diverse dalla nostre affollatissime autostrade!), dove però, il pensiero corre molto più velocemente rispetto a quanto non facciano gli americani con le loro vetture, dati i rigidissimi limiti di velocità e gli altrettanto severi controlli da parte della locale polizia stradale. A questo proposito sorge un interrogativo: in un paese così attento alla sicurezza stradale dove mai si potrà veramente fare esprimere al meglio la potenza di tutti quei cavalli e assaporare il rombo seducente degli 8 e 12 cilindri? Se lo chiedi a un americano l unica risposta che puoi ottenere sarà un sorriso di complicità, a coprire chissà quali fulminee quanto brevi escursioni nelle zone alte del contagiri della propria Ferrari, magari aiutati dalla sensibilità di un dispositivo anti-radar Gli Amici della Ferrari 61

64 Clubraduni Le Ferrari nelle terre del Cavallino È stata una vera prima, in tutti i sensi. Perchè era la manifestazione d apertura della stagione 2002 del Ferrari Club Italia e poi, fatto non proprio trascurabile, perchè si trattava del debutto del neo-costituito Ferrari Owners Club Emilia Romagna. Gli ingredienti di una manifestazione vincente c erano tutti, a partire dal Gran Premio di San Marino, che ha visto l autodromo di Imola ospitare nella giornata di sabato 13 aprile la quarantina di equipaggi iscritti al raduno. Tra loro, ad assistere dalla tribuna di fronte al box del Cavallino alle prove ufficiali del GP, Tristan Simpson, un ferrarista inglese che, con la sua 355 spider ha raggiunto il circuito del Santerno dopo aver contattato l Owners Site e, successivamente, il Ferrari Club Italia. Ma la giornata di raduno del sabato aveva avuto un prologo già il venerdì pomeriggio, con l arrivo delle vetture all hotel Capo Est di Gabicce Monte, nei pressi di Pesaro, e la disputa di una piccola prova di regolarità che arrivava alla piazza di Gabicce Mare, dove era previsto un aperitivo. Giusto il tempo per parcheggiare le vetture in albergo, e si raggiungeva un tipico locale romagnolo dove, tra tornate danzanti a base di liscio, veniva consumata la cena a base di piadine ed altre prelibatezze regionali. Della giornata di sabato abbiamo già detto, tranne della sua conclusione con la cena di gala in hotel. La domenica i partecipanti lasciavano Gabicce alla volta di Predappio, Rocca delle Caminate, Lugo per approdare al Centergross di Funo di Argelato. Gli spazi del parcheggio dell enorme centro commerciale erano l ideale per la disputa di una prova di abilità seguita da centinaia di appassionati. Il pranzo e la visione su megaschermo del GP, terminato con la doppietta Ferrari, non potevano che chiudere in bellezza il primo raduno del FOC Emilia Romagna, un debutto che, a dispetto di qualche inevitabile contrattempo, si è risolto in un successo. Per la cronaca, nella prova valida per il Gran Criterium del Ferrari Club Italia, i primi dieci classificati sono stati, nell ordine, Bongiovanni, De Marco, Zocca, Scaglione, Pinzani, Roseto, Perfetti, Norbedo, Lamera e Romano. 62 Clubraduni

65 modellismo Vintage model collection: Alfa Romeo Tipo B P3 Scuderia Ferrari L'Alfa Romeo Tipo B del 1933 è l evoluzione della vettura che aveva esordito a Monza nel 1932 e in seguito ribattezzata P3 uno dei capolavori di Vittorio Jano. Il motore, un 8 cilindri in linea con due compressori Roots e cilindrata di 2654 cm 3 sviluppa 215 CV a 5600 giri al minuto; sospensioni anteriori e posteriori ad assale rigido e balestre ma con una originale soluzione per la trasmissione consistente in due alberi divergenti che partono dal differenziale posto di seguito al cambio ed azionano una ruota posteriore ciascuno; passo 2,65 m, peso 700 kg e velocità massima 275 km/h. Il comando dei freni è meccanico e verrà sostituito Vintage model collection: Alfa Romeo Tipo B P3 Scuderia Ferrari Una serie limitata di modelli in scala 1:20 già montati. Tutte le Ferrari che hanno trionfato nei Campionati del Mondo Piloti e Costruttori. Apre la collezione la leggendaria Alfa Romeo Tipo B P3, con la quale piloti del calibro di Tazio Nuvolari e Luigi Fagioli vinsero le più epiche gare del periodo anteguerra. Codice articolo: ; Fornitore: Revival International Srl; Produzione totale: limitata a 399 esemplari; Tempo medio di consegna: 8 gg dall ordine; Prezzo netto: 480,00 Euro. L articolo è disponibile sul sito riservato ai Clienti Ferrari: Formula 1. Il suo ultimo Gran Premio, disputato a 53 anni, fu il G.P. di Francia nel 1951 quando, alternandosi al volante con Fangio, divenne il più anziano vincitore di un Gran Premio del di tutti i tempi. leghe dalle elevate caratteristiche di resistenza sono i materiali scelti per realizzare carrozzeria, telaio, motore, cambio e sospensioni dei vari modelli, mentre per pneumatici ed altri elementi si ricorre a mescole di gomma o a plastica da quello idraulico l'anno successivo insieme con le sospensioni anteriori indipendenti. Il 1933 è stato l'anno d'oro per questa vettura che ha vinto tutte le gare cui ha preso parte. A metà della stagione 1933 Tazio Nuvolari lasciava la Scuderia Ferrari (che gestiva le Alfa Romeo) e per sostituirlo come prima guida venne chiamato Luigi Fagioli: questi si impose subito al G.P. d'italia (correva col n.12) battendo proprio Nuvolari dopo una lunga e serrata battaglia e stabilendo il miglior tempo sul giro. Grazie a questa ed altre vittorie e piazzamenti, Fagioli si laureò Campione d'italia per il Corse nuovamente con l'alfa Romeo nel 1950 e, con sei podi, colse un eccezionale 3 posto finale nel primo Campionato del Mondo di Il modellino Riprodotto in scala 1:20, richiede una lavorazione particolare ed articolata, che ne rispetta fedelmente le caratteristiche. Il punto di partenza per la realizzazione di questi modelli - in uscita a cadenza regolare - sta in un accurato e voluminoso archivio fotografico. Ciò permette di definire, nel dettaglio, le parti di vetture ricreate in maniera pressoché perfetta. La fase operativa inizia con la costruzione delle maquette, i classici modelli in legno. Queste maquette vengono sezionate per preparare le cibe, cioè parti concave e a rilievo, interamente in resina. Il tutto andrà poi pantografato, per una corretta riduzione in scala. Gli stampi, tutti in acciaio, presentano molti particolari eseguiti al tornio. Zama pressofusa ed altre abs. Fra i tanti dettagli, le ruote meritano particolare attenzione. Il cerchio infatti non è stampato, ma costruito ricorrendo a un particolare macchinario artigianale brevettato da Revival, che permette di assemblare i diversi componenti: un cerchio esterno, un cerchio interno, un anello centrale e un raggio di filo d acciaio di 0,20 mm di spessore. A regalare un illusione perfetta agli appassionati, sulle gomme è riprodotto il disegno originale del battistrada. Il passaggio artigianale finale è una attenta e minuziosa verniciatura a fuoco. Questi modelli, lunghi 20 cm e composti da 250 pezzi, sono preassemblati esclusivamente per i Clienti Ferrari, in modo da garantire una assoluta precisione di montaggio e una pressoché perfetta rispondenza con l originale. Modellismo 63

66 in libreria Ferrarissima vol. 11 Autori vari 2001, Automobilia Testo: italiano/inglese/francese Prezzo: euro 43,90 Un appuntamento ormai consueto con la storia e gli avvenimenti del mondo Ferrari. Ogni sei mesi, grazie ad un team di collaboratori appassionati, Automobilia propone un mix molto calibrato tra passato e presente, sempre alla ricerca di spunti nuovi per la trattazione di un tema senza tempo. Il numero attualmente in libreria, contiene una lunga disamina dei modelli della serie 250, senz altro la più gloriosa del Cavallino rampante, che annoverò modelli come la GTO, la Le Mans, la California e molti altri ancora. L occasione è il mezzo secolo dalla presentazione della prima vettura con il V12 da 3 litri, la 250 S coupé Vignale che partecipò alla Mille Miglia del Altri argomenti spaziano dalle biografie sportive, come quelle dedicate al duello tra Phil Hill e Taffy Von Trips e a Froilan Gonzalez, alla cronaca di eventi particolari, quali il celebratissimo "festival of speed" di Goodwood e i "Ferrari days" durante I quali l autodromo di Monza ha ospitato l annuale festa Ferrari e le finali del Challenge. Tutti i libri recensiti in questa pagina possono essere acquistati alla Libreria dell Automobile (Corso Venezia 43, Milano tel ) usufruendo dello sconto del 15% riservato ai soci del Ferrari Club Italia. Gli acquisti possono essere anche fatti per corrispondenza contattando lo o collegandosi al sito Gli indisciplinati Luca Delli Carri 2001, Fucina Testo: italiano Prezzo: euro 17,56 Al suo primo libro, Luca Delli Carri, giornalista trentunenne, ha voluto raccontare la storia di quella che, nel dicembre del 1956, fu battezzata dalla stampa "Ferrari Primavera". Era la squadra ufficiale che il Cavallino rampante metteva in pista per la stagione successiva: il nome "Primavera" derivava dalla giovane età dei suoi cinque componenti: belli, spensierati, vincenti e indisciplinati. L epilogo di quell avventura fu, purtroppo, tragico. In pochi anni, dal 1957 al 1959, quei giovani corridori morirono tutti, al volante della loro auto da corsa. I loro nomi erano Eugenio Castellotti, Alfonso Portago, Luigi Musso, Peter Collins, Mike Hawthorn ed oggi appartengono alla storia dell automobilismo sportivo. Coadiuvato dalla preziosa testimonianza di Romolo Tavoni che, dapprima come segretario di Ferrari poi come direttore sportivo, quella avventura poetica e tragica visse in prima persona, Delli Carri, ha scritto un saggio che sembra un romanzo, nella lucida interpretazione dei sentimenti, delle passioni e dello approccio alla vita e alle corse di un gruppo ragazzi che trasformarono la fortuna di essere approdati alla più forte squadra del mondo nell ultimo Dopo la recensione dell opera Formula Ferrari sullo scorso numero della nostra rivista, sono arrivate al Club una serie di richieste di informazioni che ci hanno indotto a contattare l Editore, con cui abbiamo concordato un trattamento di assoluto riguardo riservato, solo ed esclusivamente, ai soci del Ferrari Club Italia. L opera, dedicata alle monoposto Ferrari che hanno disputato 50 anni di campionato mondiale di Formula 1, è costituita da un cofanetto rivestito in lino rosso di cm 41x56 e alto cm 6 che contiene un volume (cm 30x31,5) di 504 pagine, illustrato con oltre 800 foto, molte delle quali inedite, ed un cofanetto con 30 litografie (cm 34x49), riprodotte a 5 colori su carta speciale da 200 g. La tiratura è limitata a 1000 esemplari numerati. Per i soci del Club l edizione viene offerta al prezzo di 650 USD (euro 708,00), spese postali comprese, invece degli 850 di copertina. Desidero ricevere n copie dell opera a tiratura limitata Formula Ferrari Alla consegna, pagherò al postino, la somma di 650 USD (euro 708,00), prezzo speciale riservato ai soci del Ferrari Club Italia invece del prezzo di copertina di 850 USD. Nome Cognome Via Cap Città Prov Tel. N Tessera Club Per questioni di disponibilità, l offerta scade alla fine del mese di settembre 2002 ed è valida solo se la prenotazione è accompagnata da una fotocopia della presente cedola, debitamente compilata in tutte le sue parti. Il pagamento avverrà contrassegno alla consegna dell opera. Da inviare, in originale o in fotocopia, a: Ferrari Club Italia, via Abetone Inferiore, Maranello (MO) oppure via fax al n In libreria

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