Formazione dei lavoratori ex Accordo Stato Regioni n 221/CSR del 21/12/2011 Modulo rischi specifici 4 ore

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1 Formazione dei lavoratori ex Accordo Stato Regioni n 221/CSR del 21/12/2011 Modulo rischi specifici 4 ore Rumore Vibrazioni Rischio meccanico Carrello elevatore Rischio chimico 1

2 Rumore Rumore Cos è il suono? È un onda effetto di vibrazioni emesse da una sorgente sonora e trasmessa da un mezzo elastico, sia esso solido liquido o gassoso, che ne consente la propagazione sotto forma di variazioni di pressione (onde sonore). Tale vibrazione viene interpretata dal complesso meccanismo dell orecchio come una sensazione "uditiva" direttamente correlata alla naturadella vibrazione. 2

3 Rumore Suono e rumore Generalmente i fenomeni sonori (suoni iin senso lt) lato) vengono distinti i suoni propriamente detti e rumori. I primi sono caratterizzati da una (suoni puri) o più oscillazioni sinusoidali (suoni complessi), mentre i secondi consistono in vibrazioni del tutto irregolari, senza alcun carattere di periodicità Suono e rumore Rumore Dal punto di vista pratico il rumore assume una caratteristica del tutto soggettiva: Rumore = suono sgradevole Suono sgradevole a chi lo percepisce e che impedisce l'ascolto di informazioni sonore utili, necessarie o piacevoli 3

4 Rumore Suono e rumore Rumore valutazione soggettiva Fenomeno Caratteristiche distintive Suono Gradevole Utile Necessario Rumore Sgradevole Inutile Da Evitare Fenomeno Suono Rumore Rumore valutazione oggettiva (tendenziale) Caratteristiche distintive Intensità sonora bassa o media Intensità sonora elevata Periodicità Aperiodicità Componenti tonali irrilevanti Componenti tonali rilevanti Rumore La propagazione La propagazione del suono e del rumore nello spazio libero avviene in tutte le direzioni, sotto forma di onde sferiche Il suono non si propaga nel vuoto ma solo attraverso dei mezzi in relazione al materiale e alla temperatura dello stesso cambia velocità di propagazione (aria 340 m/s, acqua 1480 m/s) 4

5 Caratteristiche del suono Rumore Ampiezza Vl Valore che assume la pressione e quindi didirettamente t proporzionale all intensità percepita del suono Frequenza Numero di oscillazioni compiute dall onda in un secondo, che influenza la percezione della tonalità Unità di misura Rumore Il rumore viene misurato in decibel (db), scala logaritmica derivante dalla pressione dell onda sonora misurata in Pascal. Per adeguare la scala di misurazione alla percezione umana del rumore viene utilizzata la scala ponderata A, che attenua le frequenze meno udibili dall uomo. Viene utilizzata anche la scala ponderata C che ha una risposta piatta cheè utile pervalutare il piccoe l efficacia deidpi DPI, haunarisposta molto più sensibile alle basse frequenze. 5

6 Rumore Unità di misura Il livello che ci viene restituito da schede tecniche e dagli strumenti è il cosiddetto Leq, livello equivalente, che identifica livello di un ipotetico rumore costante avente la stessa energia sonora del rumore reale rilevato. Altro valore fondamentale è la pressione acustica di picco (ppeak) che identifica il valore massimo della pressione acustica istantanea ponderata in frequenza C. Percezione del rumore Rumore L'orecchio umano non è ugualmente sensibile a tutte le frequenze, ma è più g q, p sensibile nel campo compreso fra 2 KHz e 5 KHz, ed è molto meno sensibile alle frequenze estremamente elevate o estremamente basse. Questo fenomeno è molto più pronunciato ai bassi livelli di pressione sonora che non agli alti livelli. 6

7 Percezione del rumore Rumore Un segnale a 50 Hz con un livello di pressione onora di 85 db dà luogo alla stessa intensità soggettiva di un segnale di 70 db a Hz. Affinché uno strumento per la misura del rumore reagisca nella stessa maniera dell'orecchio umano, si deve dotarlo di un filtro di ponderazione che ne simuli la risposta. Questo filtro, definito dalla norma CEI è denominato "A". Soglia di udibilità Rumore 7

8 Rumore Rumore Effetti sulla salute Gli effetti nocivi del rumore possono distinguersi in effetti uditivi ed effetti extrauditivi, a seconda che incidano in senso deteriore sull'udito ovvero comportino alterazioni e anomalie a carico di apparati diversi da quello uditivo attraverso l'influenza sul sistema nervoso centrale. 8

9 Rumore Effetti uditivi Il rumore può essere fonte di un vero è proprio danno dell'udito con esposizione continuata a livelli di rumore elevati. Sordità temporanea: perdita temporanea recuperabile in una notte di riposo acustico, provocata da 8 ore a rumore >85 db Fatica uditiva: perdita recuperabile in meno di 10 giorni di riposo, causata da alcune settimane di esposizione a rumore >85 db Ipoacusia: perdita permanente che inizia i i dopo circa due anni Effetti uditivi Rumore Tali effetti si manifestano soltanto a seguito di prolungata sottoposizione a rumori intensi; pertanto si tratta di patologie a carico dell'orecchio che sono riscontrabili soprattutto in ambiente lavorativo e riguardano principalmente quei lavoratori che si trovano ad operare con macchine utensili e apparecchiature appartenenti alla cd "industria pesante". L'ipoacusia da rumore è una delle principali malattie professionali riscontrabili in ambito INAIL. Tuttavia un quadro sintomatologico simile può rinvenirsi anche in chi si sottopone volutamente e a lungo a livelli sonori elevati per ragioni ludicoricreative: è il caso dei frequentatori abituali delle discoteche. 9

10 Rumore Effetti extra uditivi E' inquinamento acustico non solo quello da cui derivano danni uditivi o vestibolari, ma lo sono anche tutte quelle emissioni sonore che incidono negativamente sul benessere psicofisico dell'individuo in relazione all'ambiente in cui lo stesso opera sia in contesti lavorativi che in ambito domestico Tali effetti nocivi sulla salute fisica e mentale, non interessando l'organo dell'udito prendonoil nome di effetti extrauditivi chea sua volta possono distinguersi in effetti non specifici e disturbi psico sociali Effetti extra uditivi Rumore Si distinguono effetti non specifici di breve termine ed effetti specifici di lungo termine a seconda che si associno rispettivamente ad esposizione a rumore di breve periodo ovvero di lungo periodo Tra gli effetti di breve termine vanno annoverati: tensione muscolare e nervosa, palpitazioni, irritabilità, difficoltà di concentrazione etc. Gli effetti di lungotermine possono classificarsi in neurologici psichici ed Gli effetti di lungo termine possono classificarsi in neurologici, psichici ed endocrini 10

11 Rumore Effetti extra uditivi Gli effetti neurologici sono rappresentati da variazioni dell'elettrocardiogramma, aumento della pressione intracranica, cefalee, emicranie Gli effetti psichici consistono in aggressività e nell'insorgenza di sindromi ansioso depressive Effetti endocrini si hanno con alterazioni funzionali della ghiandola tiroidea e aumento della produttività surrenale Gli effetti aspecifici del rumore sono da correlare maggiormente ad emissioni rumorose di frequenza più bassa (come nel rumore urbano) rispetto alle frequenze che determinano effetti specifici (rumore nell'ambiente di lavoro) Rumore Definizioni del D.Lgs. 81/2008 Pressione acustica di picco (Ppeak) Valore massimo della pressione acustica istantanea in scala C Livello di esposizione giornaliera al rumore (Lex,8h) Valore medio ponderato in funzione del tempo dei livelli di esposizione al rumore per una giornata lavorativa nominale di 8 ore Livello di esposizione settimanale (Lex w) Livello di esposizione settimanale (Lex,w) Valore medio ponderato in funzione del tempo dei livelli di esposizione giornaliera al rumore per una settimana nominale di 5 giornate lavorative di 8 ore 11

12 Rumore Valori e limiti Valore inferiore di azione: LEX 80 db(a) e Ppeak135 db(c) Valore superiore di azione: LEX 85 db(a) e Ppeak 137 db(c) Valore limite di esposizione: LEX 87 db(a) e Ppeak 140 db(c) Strumentazione Rumore La misura deve essere effettuata nelle condizioni più vicine al normale utilizzo e avviene attraverso l utilizzo del fonometro Dopo la misura restituisce tutti i parametri del suono 12

13 Grafici di misurazione Rumore Motosega.cmg ID Famiglia Tipo dati Pesatura Ubicazione Inizio Fine Durata Valore Unit 0 Leq Leq A #34 19/05/ /05/ ,7 db[2.000e-05 Pa] 0 Leq Max A #34 19/05/ /05/ ,2 db[2.000e-05 Pa] 0 Leq Min A #34 19/05/ /05/ ,7 db[2.000e-05 Pa] 0 Leq Sel A #34 19/05/ /05/ ,8 db[2.000e-05 Pa] 0 Leq Leq C #34 19/05/ /05/ ,6 db[2.000e-05 Pa] 0 Leq Max C #34 19/05/ /05/ ,0 db[2.000e-05 Pa] 0 Leq Min C #34 19/05/ /05/ ,5 db[2.000e-05 Pa] 0 Leq Sel C #34 19/05/ /05/ ,7 db[2.000e-05 Pa] 0 Leq Slow Max A #34 19/05/ /05/ ,1 db[2.000e-05 Pa] 0 Leq Slow Min A #34 19/05/ /05/ ,6 db[2.000e-05 Pa] 0 Leq Picco C #34 19/05/ /05/ ,1 db[2.000e-05 Pa] Grafici di misurazione Rumore [ID=1] Medio G1 #34 Hz;(dB[2.000e-05 Pa], PWR) k 2 k 4 k 8 k 16 k 13

14 Grafici di misurazione Rumore #34 Leq 1s A GIO 19/05/11 14h12m dB GIO 19/05/11 14h13m dB Spettro 12m40 12m50 13m00 13m10 13m20 13m30 Rumore La valutazione È obbligatoria quando si superano i valori inferiori di azione Vanno misurate le attrezzature e ricostruita la giornata tipo del lavoratore indicando le esposizioni ai vari tipi di rumore Nella valutazione va indicato: Il livello in db(a) Il livello in db(c) Il picco in db(c) Il DPI utilizzato È utile che venga indicato anche: Eventuale presenza simultanea di vibrazioni Eventuale utilizzo di prodotti ototossici Eventuale natura impulsiva del rumore 14

15 Rumore La valutazione Riferimento misura Attività Tempo di misura (minuti) LAeq in LCeq in ppeak in db(a) db(c) db(c) Indice SNR Esposizione Esposizione Rumore di DPI simultanea simultanea tipo utilizzati a vibrazioni i i a ototossici t i impulsivo i 1 Macchina da cucire 1 76,3 77,6 106,4 no no no 2 Taglierina pneumatica 1 83,2 82,1 101,6 si no no 3 Sparagraffe 1 89,5 88,5 114,1 28 si no si 4 5 Macchina stenditrice e taglio automatico Incollaggio con pistola a spruzzo 2 79,5 86,8 110,9 no no no 1 84,2 86,4 103,6 no no no 6 Rotopressa 1 76, ,7 no no no 7 Fisiologico e pause tecniche 1 65,2 68,2 96,6 no no no 8 Fondo produzione 1 66, ,4 no no no 9 Assemblaggio manuale 1 71,1 73,3 113,7 no no no 10 Ufficio 2 63, ,2 no no no La valutazione Rumore Attività Reparto Produzione Esposizione i Livello massima continuo giornaliera equivalente (%) (db(a)) Mansione Addetti montaggio e cucitura Valore Pressione attenuato Esposizione Esposizione Indice SNR sonora di pressione simultanea a simultanea a DPI utilizzati picco (db(c)) sonora vibrazioni ototossici (db(a)) Rumore di tipo impulsivo Macchina da cucire 35 76,3 106, no no no Sparagraffe 25 89,5 114, si no si Rotopressa 1 76,7 103, no no no Fisiologico e pause tecniche 5 65,2 96, no no no Fondo produzione 14 66,7 101, no no no Assemblaggio manuale 20 71,1 113, no no no Fascia di esposizione dei lavoratori 1 Lex,8h con DPI 73 Lex,8h senza DPI 84 15

16 Rumore Gli ototossici Gli ototossici sono sostanze tossiche nei confronti dell orecchio interno che aumentano la suscettibilità a danni provocati dal rumore e che in alcuni casi possono causare danni senza esposizione a rumore Possono causare: Vertigini Acufeni Perdita uditiva Gli ototossici Rumore Principali ototossici in ambito industriale: Stirene Toluene Xilene Piombo Manganese Mercurio 16

17 Rumore Gli ototossici Principali ototossici in ambito farmaceutico: Mucolitici (carbocisteina) Antinfiammatori (aspirina, paracetamolo, etc.) Anti ipertensivi Determinati tipi di antibiotici Sorveglianza sanitaria Rumore Obbligatoria quando vengono superati i valori superiori di azione (85 db(a)) Su richiesta del lavoratore se vengono superati i valori inferiori di azione ma non quelli superiori (80 db(a)) 17

18 Rumore Prevenzione Riduzione del rumore alla fonte: macchinari o processi meno rumorosi, manutenzione regolare Riduzione della propagazione: basamenti anti vibranti, segregazione o insonorizzazione di macchine, installazione pannelli assorbenti nell ambiente di lavoro Rumore Prevenzione Ambiente di lavoro senza assorbimento acustico Inserimento di elementi fonoassorbimenti Segregazione e isolamento acustico della fonte 18

19 Rumore Protezione È obbligatorio l uso di otoprotettori quando il rumore supera il valore superiore di azione (85 db(a)) Il rumore effettivo percepito dal lavoratore non deve mai superare questo valore Rumore Dispositivi di Protezione Individuale Esistono varie tipologie di DPI antirumore: Inserti Archetti Cuffie La scelta del DPI adatto va fatta in base al livello sonoro da attenuare Il livello effettivo all orecchio, L Aeq, non deve superare gli 85 db(a) e non deveessere essere inferiore ai 70dB(A) 19

20 Rumore Dispositivi di Protezione Individuale Livello effettivo all orecchio L Aeq in db(a) Stima della protezione Maggiore di L act Maggiore di 85 Insufficiente Tra L act e L act 5 Tra 80 e 85 Accettabile Tra L act -5 e L act 10 Tra 75 e 80 Buona Tra L act - 10 e L act 15 Tra 70 e 75 Accettabile Minore di L act 15 Minore di 70 Troppo alta (iperprotezione) Stima della protezione Rumore Metodo SNR (simplified noise reduction) Si basa sull attenuazione media sull intero spettro; è necessaria la conoscenza del LCeq. Per ottenere L Aeq è sufficiente sottrarre dal LCeq l indice SNR del DPI L Aeq=LCeq SNR LAeq LCeq 20

21 Rumore Valori medi di attenuazione Tipologia di DPI Fascia di attenuazione (SNR) Inserti Archetti Cuffie Etichettatura DPI Rumore 21

22 Come indossare gli inserti Rumore Come indossare l archetto Rumore 22

23 Come indossare l archetto Rumore Vibrazioni 23

24 Vibrazioni Vibrazioni Tipi di vibrazioni Vibrazioni al sistema mano braccio (HAV) Vibrazioni meccaniche che, se trasmesse al sistema mano braccio, comportano un rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare disturbi vascolari, osteoarticolari, neurologici o muscolari Vibrazioni al corpo intero (WBV) Vibrazioni meccaniche che, se trasmesse al corpo intero, comportano un rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare lombalgie e traumi del rachide. 24

25 Vibrazioni Unità di misura Per valutazioni in ambito lavorativo le vibrazioni vengono misurate come accelerazione in m/s 2 Effetti sulla salute Vibrazioni Vibrazioni al sistema mano braccio possono provocare lesioni vascolari, deformazioni muscolo scheletriche, lesioni neurologiche Sono da annotare due particolari sindromi La sindrome di Raynaud, o dello sbiancamento delle dita, che a causa della rottura dei capillari causa la diminuzione dell irrorazione sanguigna e perdita di sensibilità La sindrome del tunnel carpale, che è costituita da una deformazione muscolo scheletrica a livello del polso che comprime i tendini 25

26 Vibrazioni Effetti sulla salute Vibrazioni al corpo intero possono causare lombalgie e traumi alla colonna vertebrale (ernie) Vibrazioni Definizioni del D.Lgs. 81/2008 Esposizione giornaliera a vibrazioni trasmesse al sistema mano braccio A(8):[m/s 2 ] Valore mediato nel tempo, ponderato in frequenza, delle accelerazioni misurate per una giornata lavorativa nominale di 8 ore Esposizione giornaliera a vibrazioni trasmesse al corpo intero A(8):[m/s 2 ] Valore mediato nel tempo, ponderato, delle accelerazioni misurate per una giornatalavorativa nominale di 8 ore 26

27 Vibrazioni Valori e limiti Vibrazioni al sistema mano braccio: Valore di azione: 2,5 m/s 2 normalizzato sulle 8 ore Valore limite: 5 m/s 2 normalizzato sulle 8 ore e 20 m/s 2 su brevi periodi Vibrazioni al corpo intero: Valore di azione: 0,5 m/s 2 normalizzato sulle 8 ore Valore limite: 1 m/s 2 normalizzato sulle 8 ore e 1.5 m/s 2 su brevi periodi Strumentazione Vibrazioni Come per il rumore la misura deve essere effettuata nelle condizioni più vicine al normale utilizzo. Lo strumento è l analizzatore di vibrazioni con l ausilio di due sensori per le vibrazioni al mano braccio e al corpo intero 27

28 Grafici di misurazione Vibrazioni File Motosega.cmg Ubicazionei Inizio 19/05/ Fine 19/05/ Mano-braccio Macchinario Macchinario Luogo di misura Impugnatura Tipo ahw Asse X Y Z Globale Globale Esposizione Pesatura Wh Wh Wh ahv A(8) Livello (m/s²) 2,46 2,73 1,30 3,90 0,40 5m Livello di allarme (m/s²) 2,50 3h17m Livello massimo (m/s²) 5,00 13h10m il livello di esposizione A(8) è inferiore al livello di allarme Grafici di misurazione Vibrazioni XYZ Sessione #38 ahv 5s GIO 19/05/11 13h00m dB GIO 19/05/11 13h00m dB m10 00m20 00m30 00m40 00m50 01m00 28

29 Vibrazioni Valutazione Analogamente a quanto detto per il rumore viene fatta quando vengono superati i valori di azione Viene ricostruita la giornata lavorativa tipo misurando macchine e attrezzature nelle condizioni più vicine al normale utilizzo Si suddivide in una parte di valutazione delle vibrazioni trasmesse al sistema mano braccio e in una per il corpo intero Valutazione Vibrazioni Reparto Officina Mansione Operaio addetto alle lavorazoni meccaniche Attività Esposizione massima giornaliera (ore) A(w)sum (m/s2) Livello di allarme (minuti) Livello massimo (minuti) Trapano 1 2, Smerigliatrice 0,17 4, Mola 05 0, , A(8) (m/s2) 1,75 Fascia di esposizione 0 29

30 Vibrazioni Valutazione Reparto Cantiere Mansione Allacciamenti metano e idirici Attività Esposizione massima giornaliera (ore) A(w)sum (m/s2) Livello di allarme (minuti) Livello massimo (minuti) Miniescavatore con martello demolitore 1 0, Miniescavatore con benna 1 1, Mini pala meccanica 1 1, Autocarro 2 0, A(8) (m/s2) 0,94 Fascia di esposizione 1 Prevenzione Vibrazioni Riduzione alla fonte: sostituzione di macchine, sostituzione processi. Manutenzione macchine e attrezzature: supporti antivibranti, utensili, etc. Rispetto dei tempi massimi e turnazione personale 30

31 Sorveglianza sanitaria Vibrazioni Viene fatta quando vengono superati i valori di azione Vibrazioni Dispositivi di Protezione Individuale Vengono prodotti guanti antivibranti marcati CE N10819; per essere certificati: La trasmissione in medie frequenze TRM (31.5/200Hz) deve essere inferiore a 1 La trasmissione in alte frequenze TRH (200/1250Hz) deve essere inferiore a

32 Vibrazioni Rischio meccanico 32

33 Rischio meccanico Definizioni Sono tutti quei rischi derivanti dal contatto con parti meccaniche in moto quali: Taglio Cesoiamento Schiacciamento Urto Tipicamente si verificano durantel utilizzo utilizzo dimacchine Definizioni Rischio meccanico Macchina Un insieme di parti o di componenti, di cui almeno uno mobile, collegati fra loro con appropriati azionatori, circuiti di comando e di potenza, ecc.., connessi solidalmente per una applicazione ben determinata Il termine macchinario comprende, inoltre, un insieme di macchine che, per raggiungere uno stesso risultato, sono disposte e comandate in modo da avere un funzionamento solidale 33

34 Rischio meccanico Definizioni Sicurezza di una macchina La capacità, della stessa, di svolgere la sua funzione, di essere trasportata, installata, regolata, mantenuta, smantellata ed eliminata nelle condizioni d uso previsto specificate nel manuale di istruzioni (e, in alcuni casi, in un dato periodo di tempo indicato nel manuale stesso) senza provocare lesioni o danni alla salute Definizioni Rischio meccanico Zona pericolosa Qualunque zona all interno e/o in prossimità di una macchina nella quale una persona è esposta a rischio di lesioni o danni alla salute Il pericolo che provoca il rischio considerato è presente in modo permanente durante l uso previsto della macchina (movimento degli elementi mobili pericolosi, arco elettrico durante la fase di saldatura, ecc..) o può manifestarsi in modo inatteso (avviamento imprevisto/inatteso, ecc..) 34

35 Rischio meccanico Pericoli di natura meccanica Alcuni pericoli di natura meccanica possono essere generati da parti di macchina e pezzi in lavorazione per esempio: Forma delle parti accessibili della macchina compresi i ripari (elementi taglienti, spigoli vivi, superfici rugose tali da causare lesioni, pezzi di forma aguzza Massa e stabilità (energia potenziale di elementi che possono muoversi per effetto gravitazionale) Massa e velocità (energia cinetica dielementi in movimento controllato e non controllato) Insufficiente resistenza meccanica Bloccaggio improvviso degli elementi mobili di lavoro Rischio meccanico Pericoli di natura meccanica Altri pericoli di natura meccanica possono essere legati all accumulo di energia all interno della macchina, nelle sue parti o pezzi in lavorazione per esempio: Elementi elastici (molle) Liquidi e/o gas sotto pressione Effetti del vuoto (depressione) 35

36 Rischio meccanico Pericoli di natura meccanica Il pericolo di schiacciamento si presenta quando un elemento in moto chiude un apertura in cui è possibile venga a trovarsi una parte del corpo dell operatore Il pericolo di cesoiamento si presenta quando parti in movimento si avvicinano a parti fisse quando due parti sono dotate di moto opposto Pericolo di taglio o di sezionamento Pericolo di impigliamento Pericolo ditrascinamento o diintrappolamento intrappolamento Rischio meccanico Pericoli di natura meccanica Il pericolo di schiacciamento si presenta quando un elemento in moto chiude un apertura in cui è possibile venga a trovarsi una parte del corpo dell operatore Pericolo di urto Pericolo di perforazione o di puntura Pericolo di attrito o di abrasione Pericolo di eiezione/iniezione di un fluido ad alta pressione Pericolo dicaduta o proiezione diparti (della macchina e/o materiali/pezzi lavorati, rottura di parti rotanti ad alta velocità) Pericolo di perdita di stabilità/ribaltamento (della macchina e/o di parti della macchina, attrezzature comprese) 36

37 Rischio meccanico Pericoli di natura meccanica Pericolo di urto Pericolo di perforazione o di puntura Pericolo di attrito o di abrasione Pericolo di eiezione/iniezione di un fluido ad alta pressione Pericolo di caduta o proiezione di parti (della macchina e/o materiali/pezzi lavorati, rottura di parti rotanti ad alta velocità) Pericolo di perdita di stabilità/ribaltamento (della macchina e/o di parti della macchina, attrezzature comprese) Rischio meccanico Pericoli di natura meccanica Pericolo di scivolamento, di inciampo e di caduta in relazione alla macchina (a causa della loro natura meccanica o della necessità di stazionamento delle persone su parti della macchina per motivo di produzione o manutenzione) Pericoli di natura termica, che causano bruciature o scottature, provocate da possibile contatto di persone con oggetti o materiali aventi una temperatura estrema (elevata o bassa), fiamme o esplosioni, irraggiamento dafonti di calore, proiezione di materiali o liquidi caldi o freddi 37

38 Rischio meccanico Pericoli di natura meccanica Mancato uso di mezzi personali di protezione (o dpi non adeguati) Illuminazione inadeguata della zona di lavoro, degli organi interni che devono essere ispezionati frequentemente o delle zone di manutenzione e regolazione Eccessivo o scarso impegno mentale, tensione, difficoltà di impiego, software di difficile utilizzo, ecc.. Errori umani, comportamento umano Inadeguataprogettazione progettazione, posizionamento o identificazione dei comandi manuali o dispositivi di segnalazione Rischio meccanico Pericoli di natura meccanica Pericoli generati da guasti o disfunzioni Pericoli generati da assenza di misure di sicurezza 38

39 Rischio meccanico Esempi di pericoli meccanici Parti sporgenti in rotazione Parti dentate o taglienti Parti lisce rotanti Rischio meccanico Esempi di pericoli meccanici Elementi con parti vuote Imbocco di elementi circolari Elemento circolare associato a elemento rettilineo tangenziale 39

40 Rischio meccanico Esempi di pericoli meccanici Elementi contrapposti in avvicinamento Elementi collegati con cerniere Rischio meccanico Requisiti minimi delle macchine Tutte le macchine prodotte dal 21 Settembre 1996 devono essere certificate CE e rispondono alle norme tecniche specifiche che ne determinano la costruzione Le macchine costruite antecedentemente devono comunque rispondere ai Requisiti Essenziali di Sicurezza 40

41 Rischio meccanico Requisiti minimi delle macchine Il via del tutto generale gli elementi principali di sicurezza che troviamo in tutte le macchine sono: Pulsante emergenza Sistema di protezione contro il riavvio automatico in caso di mancanza dell alimentazione elettrica Ripari e protezioni degli organi meccanici Ci sono poi regole tecniche (norme UNI) che individuano requisiti specifici applicabili a singole categorie di macchine Pulsante di emergenza Rischio meccanico È il classico pulsante a fungo che, una volta premuto, arresta completamente la macchina Il riavvio può essere solamente volontario in quanto è necessario ruotare il pulsante per sbloccarlo 41

42 Pulsante di emergenza Rischio meccanico Deve essere collocato in una zona della macchina facilmente raggiungibile dalla postazione di lavoro abituale Rischio meccanico Protezione contro il riavvio automatico È un sistema elettrico, collegato al quadro della macchina, che, in caso di interruzione della corrente elettrica, blocca la macchina in modo tale che, in caso la corrente venga ripristinata, la macchina non si riavvii autonomamente Per poterla riavviare è necessario agire sul pulsante di emergenza In generale ogni intervento che blocca la macchina (es. apertura di una protezione con interblocco) agisce attraverso il pulsante di emergenza 42

43 Rischio meccanico Ripari In linea di massima l'operatore lavorerà in condizioni di sicurezza se la distanza di lavoro dalla macchina è sufficiente e se risulta impedito il contatto fra l operatore e le zone pericolose del dispositivo Occorre impedire fisicamente l accesso alle zone pericolose e, quando non sia possibile, prevedere un sistema di blocco di emergenza ad azione immediata Tutti gli organi delle macchine che possono generare una eventuale condizione di pericolo devono risultare protetti, sia durante il normale funzionamento, sia in caso di anomalia Ripari Rischio meccanico I ripari per proteggere da: Contatto, accidentale o volontario, con organi meccanici in moto Proiezione di corpi quali frammenti di materiale in lavorazione Proiezione di corpi quali frammenti di materiale in lavorazione (trucioli, sfridi, schegge), schizzi, o eventuali parti o elementi che si possono rompere 43

44 Rischio meccanico Ripari I ripari possono essere Fissi: protezioni ancorate in modo permanente alla macchina che possono essere rimossi solo con uno strumento dedicato Ripari Rischio meccanico Mobili: protezioni che possono essere rimosse semplicemente a mano e che richiedono l intervento di ciascun lavoratore per riposizionarlo prima del funzionamento della macchina; devono essere interconnessi In caso sia necessario intervenire spesso in una determinata zona della macchina devono essere scelti ripari mobili 44

45 Rischio meccanico Ripari Ci possono essere anche delle barriere immateriali costituiti da raggi infrarossi o laser; la macchina si blocca quando la barriera viene attraversata Ripari Rischio meccanico Questo tipo di barriere va bene per proteggere dal rischio di contatto con organi in modo ma ovviamente non protegge dal rischio di proiezione 45

46 Utilizzo delle macchine Rischio meccanico Le macchine, gli impianti e le attrezzature non devono essere utilizzate dal lavoratore senza autorizzazione Prima di iniziare il lavoro è buona regola controllare che le protezioni e gli schermi previsti siano al loro posto ed integri, e che i dispositivi di sicurezza siano funzionanti Qualora siano predisposti impianti di aspirazione o ventilazione, controllarne il funzionamento Le protezioni ed i dispositivi disicurezza nondevonoessere essere rimossi, se non per esigenze di manutenzione, prendendo precauzioni supplementari; le stesse dovranno essere rimesse a posto non appena possibile Utilizzo delle macchine Rischio meccanico È È vietato pulire, oliare o ingrassare gli organi ed elementi in moto di macchine o impianti, a meno che non sia richiesto da particolari esigenze tecniche; in questo caso si deve far uso di mezzi idonei ad evitare ogni pericolo È vietato compiere su organi in moto qualsiasi operazione di riparazione o di registrazione 46

47 Utilizzo delle macchine Rischio meccanico È vietato rimuovere le protezioni Nei casi particolari in cui esigenze di lavorazione comportino la necessità di operare su organi in moto sarà il caporeparto ad autorizzare l operazione e ad individuare misure di protezione sostitutive Manutenzione Rischio meccanico Nelle operazioni di manutenzione vengono in genere rimosse le protezioni e si accede a zone pericolose È necessario impedire assolutamente che vi siano avviamenti accidentali della macchina che possano avvenire quando un operatore si trovi all interno delle zone pericolose L avviamento inatteso può essere causato da: Un guasto del sistema di comando Comando di avviamento generato da azione inopportuna su organo di comando o da altro operatore ignaro della manutenzione in corso Ripristino dell alimentazione di energia dopo una interruzione (non possibile con macchina a norma) 47

48 Manutenzione Rischio meccanico Prima di intervenire sulla macchina è necessario isolare e dissipare qualsiasi fonte di energia comprese rete elettrica, pneumatica, idraulica, elastica o gravitazionale di eventuali componenti caricati (es. molle, pistoni) Prima di effettuare l intervento bisogna verificare che i blocchi abbiano sortito gli effetti desiderati Infine è necessario impedire lazionamento l azionamento della macchina mediante blocco e segnalare la manutenzione in corso Principali macchine Rischio meccanico Da controllare: Corretto funzionamento dell interruttore di comando Corretto posizionamento dell impugnatura laterale (se presente) Fori/asole di raffreddamento pulite e libere da sedimenti Cavo e relativo isolamento privo di parti logore Corretta affilatura delle punte 48

49 Principali macchine Rischio meccanico Principali macchine Rischio meccanico 49

50 Principali macchine Rischio meccanico Principali macchine Rischio meccanico 50

51 Principali macchine Rischio meccanico Principali macchine Rischio meccanico 51

52 Principali macchine Rischio meccanico Principali macchine Rischio meccanico 52

53 Principali macchine Rischio meccanico Principali macchine Rischio meccanico 53

54 Principali macchine Rischio meccanico Carrello elevatore 54

55 Carrello elevatore Definizione Dispositivo atto a sollevare, trasportare, accatastare, immagazzinare in scaffalature carichi di qualsiasi genere Il carrellista Carrello elevatore La conduzione deve essere affidata esclusivamente a persone qualificate che hanno ricevuto formazione sull utilizzo e la manutenzione ordinaria del carrello elevatore; i requisiti minimi sono: Patente B Condotta lavorativa adeguata Assenza di problemi accertati di alcool e sostanze stupefacenti Capacità di giudizio su posizionamento, capacità di sollevamento, condizioni del carico, aree di manovra tenuto conto del contesto del reparto 55

56 Elementi costruttivi Carrello elevatore Elementi costruttivi Carrello elevatore Il carrello elevatore deve essere provvisto di appropriati dispositivi acustici e luminosi di segnalazione e di avvertimento, nonché di illuminazione del campo di manovra se è previsto l uso all esterno 56

57 Elementi costruttivi Carrello elevatore È obbligatoria la presenza e l utilizzo della cintura di sicurezza Rischi Carrello elevatore I rischi connessi all utilizzo del carrello elevatore sono: Ribaltamento del mezzo o del carico durante la movimentazione Ribaltamento delle cataste durante prelevamento o deposito Incidente alla guida (urti contro strutture o mezzi in transito) Investimento pedoni Ustioni o esplosioni durante la carica o il rabbocco delle batterie 57

58 Carrello elevatore Rischi Il pericolo di ribaltamento è maggiore quando: Si affrontano curve a velocità sostenuta Si affrontano svolte repentine Ci si sposta con il carico sollevato Raccomandazioni Carrello elevatore Nell affrontare le rampe: Mantenere una traiettoria rettilinea lungo la linea di massima pendenza ed evitare le pendenze laterali Mantenere, sia in saluta che in discesa, il carico a monte (salita in avanti, discesa in retromarcia) 58

59 Raccomandazioni Carrello elevatore La viabilità dei mezzi all interno dell azienda deve essere regolata da apposita segnaletica orizzontale Raccomandazioni Carrello elevatore La circolazione Rispettare viabilità e segnaletica Mantenere una velocità moderata Procedere a passo d uomo in passaggi con scarsa visibilità e impiegare il segnalatore acustico Mantenere una distanza sufficiente da parti di struttura, materiali, passaggi pedoni o postazioni di lavoro Neipassaggi obbligati verificare che ci siano almeno 70cm di scarto per parte 59

60 Raccomandazioni Carrello elevatore La circolazione i Rispettare le norme generali del Codice della Strada Usare i carrelli elevatori a gasolio solo in ambienti adeguatamente ventilato Affrontare le pendenze a carrello carico con il carico a monte, con il carrello scarico con le forche a valle Circolare con le forche abbassate (20 cm da terra) Trasportare i carichi tenendo i montanti inclinati all indietro Non curvare o affrontare di sbieco una pendenza Raccomandazioni Carrello elevatore La presa dei materiali Usare pallet di dimensioni adeguate ai materiali da trasportare Controllare la capacità di carico e l integrità del pallet Assicurarsi della stabilità del carico Posizionare i carichi in modo uniforme, evitando sbilanciamenti (particolare attenzione a barre o altri carichi molto lunghi) Non sollevare mai un carico quando il carrello si trova su una superficie inclinata (specie se trasversale) 60

61 Raccomandazioni Carrello elevatore Il ricovero a fine giornata Ricoverare il carrello nel luogo designato Abbassare fino a terra le forche Portare a zero l avviamento e rimuovere la chiave Tirare il freno a mano Raccomandazioni Carrello elevatore È un processo che può dar luogo a inneschi per esplosioni o incendi in caso di cortocircuito o surriscaldamento degli elementi della batteria Mettere in carica il carrello all esterno o in ambiente ventilato Lasciare aperto il vano delle batterie durante la carica Controllare l assenza di materiali combustibili o infiammabili nei pressi della postazione di carica 61

62 Carrello elevatore Segnali gestuali Carrello elevatore 62

63 Rischio chimico Rischio chimico Definizione Si intende per rischio chimico il rischio derivante dall esposizione ad agenti chimici. Vengono classificati agenti chimici pericolosi: Sostanze o preparati impiegati nel ciclo lavorativo classificati come tossici, irritanti, nocivi, etc; Sostanze non classificate come pericolose ma che comportano dei rischi per le loro proprietà (es. fumi di saldatura, fumo di sigaretta, rifiuti, farmaci, etc.); Agenti chimici di per sé non pericolosi ma che rappresentano un rischio per come sono utilizzati (acqua bollente, azoto compresso, etc.). 63

64 Valutazione del rischio Rischio chimico Viene calcolato sulla base di due fattori: La pericolosità di un agente chimico La probabilità di essere esposti ad esso Pericolosità Rischio chimico La prima indicazione della pericolosità è presente direttamente sull etichetta di sostanze e preparati attraverso i pittogrammi 64

65 Rischio chimico Pericolosità Rischio chimico Pericolosità 65

66 Rischio chimico Pericolosità Indicazioni più approfondite vengono date sulla scheda di sicurezza, documento a corredo di ogni prodotto chimico che indica: Pericoli a cui espone la sostanza Proprietà chimico fisiche Composizione Misure di primo soccorso, antincendio e per lo sversamento accidentale Indicazioni per uso, immagazzinamento, trasporto e smaltimento Esposizione Rischio chimico L esposizione può avvenire attraverso tre forme: Il contatto cutaneo L inalazione L ingestione 66

67 Prevenzione e protezione Rischio chimico La prevenzione si ottiene: Utilizzando prodotti non pericolosi o poco pericolosi Limitando le quantità utilizzate Limitando l esposizione La protezione collettiva è ottenuta con l organizzazione del ciclo lavorativo: Utilizzo in ciclo chiuso Aspirazione localizzata Ventilazione generale Diluzione dell inquinante al di sotto di concentrazioni pericolose Rischio chimico Dispositivi di Protezione Individuale I DPI specifici proteggono da inalazione e contatto cutaneo: Mascherine per le vie respiratorie Guanti contro la permeazione delle sostanze utilizzate Tute Occhiali 67

68 Rischio chimico Norme d uso Consultare l etichetta per identificare i rischi Ridurre al minimo indispensabile la quantità di prodotto utilizzato Non fumare, mangiare o bere durante l uso e nei pressi del luogo d uso o di immagazzinamento Non mescolare prodotti chimici diversi Non mescolare indumenti lavorativi sporchi con indumenti personali La sicurezza sul lavoro non è e non può essere una attenzione occasionale 68