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1 I principali riflessi del Libro bianco sulla mobilità regionale, locale e urbana in Italia Carlo Carminucci, Isfort Roma, 17 giugno 2011

2 Dove eravamo rimasti: la mobilità locale nella programmazione europea. Il filo rosso di una rinnovata attenzione per le città e per la mobilità urbana sostenibile nella programmazione comunitaria. Le iniziali esperienze (di successo) dei Progetti Pilota Urbani e del programma Urban (anni novanta). E poi le iniziative Urban II, CIVITAS e CIVITAS-Plus. Si affermano gli obiettivi della sostenibilità e dell innovazione, accompagnati da un approccio integrato e partecipato la strategia di Lisbona (2000) e di Göteborg (2001) la nuova politica di coesione la Strategia Tematica sull Ambiente Urbano (2006) L elaborazione di indirizzi specifici per il trasporto urbano la pubblicazione del Libro verde Verso una nuova cultura della mobilità urbana (settembre 2007) il conseguente Piano d azione sulla mobilità urbana (settembre 2009) La c

3 e le aperture progressive del Libro bianco su questi temi Il Libro bianco del 2001 La politica europea dei trasporti fino al 2010: il momento delle scelte lascia un po ai margini i temi della mobilità urbana e locale. Una sezione è comunque dedicata alla razionalizzazione del trasporto urbano Nel rispetto del principio di sussidiarietà e consapevole che gran parte delle misure suggerite sono di competenza nazionale, regionale e locale, la Commissione intende promuovere le seguenti iniziative sostegno a CIVITAS, maggior ricorso a veicoli puliti, trasporti pubblici accessibili, diffusione buone pratiche La revisione del Libro bianco (giugno 2006) dedica uno spazio specifico ai trasporti urbani nell ambito del capitolo relativo alla mobilità sostenibile per il cittadino si sottolinea l autonomia di iniziativa delle città, si citano i positivi esempi della STAU e dell iniziativa CIVITAS si cita la legislazione in preparazione sui servizi di trasporto pubblico, nonché futuri investimenti di qualità sul trasporto collettivo urbano ecologico ed efficiente si suggerisce di pubblicare un Libro verde sul trasporto urbano per determinare il valore aggiunto potenziale di un intervento europeo rispetto ad un azione locale

4 I principi ispiratori del Libro bianco, potenziale base di riferimento per le politiche dei trasporti nazionali e locali La sostenibilità ambientale e sociale (sicurezza) come architrave della strategia proposta Il motore dell innovazione e dello sviluppo tecnologico La centralità dell integrazione multimodale e della pianificazione L affermazione dei principi chi usa paga e chi inquina paga (entro il 2020) procedere alla piena e obbligatoria internalizzazione dei costi esterni nel trasporto stradale e ferroviario qualche principio che invece è potenzialmente meno favorevole La riduzione della mobilità non è un opzione praticabile L assoluta centralità del nodo energetico (dipendenza dal petrolio) nella strategia proposta, ma il problema della congestione per le politiche dei trasporti è altrettanto cruciale, soprattutto a scala locale e urbana (come aggredirlo?) Il principio di co-modalità (vs riequilibrio modale ) va interpretato con cautela in realtà, come quella italiana, dove la quota modale del Tpl è molto bassa

5 Le priorità per il governo della mobilità locale e urbana in Italia: le opportunità da e oltre il Libro bianco Sei temi prioritari da leggere attraverso il Libro bianco 1) La riduzione dell impatto inquinante del trasporto locale (propulsioni e carburanti alternativi) 2) Lo sviluppo delle modalità alternative al mezzo privato (Tpl, mobilità ciclopedonale, gestione della domanda) 3) Il governo degli accessi (persone e merci) e le nuove forme di logistica urbana 4) Le innovazioni tecnologiche e le applicazioni dell infomobilità 5) Il coordinamento e la pianificazione degli interventi 6) Il sistema dei finanziamenti

6 1) La riduzione dell impatto inquinante del trasporto locale (propulsioni e carburanti alternativi) Nel Libro bianco E un tema-chiave del documento, di livello generale: ridurre del 70% le emissioni dei trasporti entro il 2050 (rispetto al 2008). Tra i dieci obiettivi prioritari: dimezzare entro il 2030 nei trasporti urbani l uso delle auto alimentate con carburanti tradizionali ed eliminarlo del tutto entro il Nell elenco di iniziative è al cuore della tabella di marcia tecnologica. Livello di sviluppo/posizione strategica Molto alto Punti di attenzione per la mobilità locale/urbana in Italia Nel 2010 in Italia le immatricolazioni di autovetture con alimentazione a metano, GPL, elettriche o ibride sono state pari al 18% del totale, contro il 22% del 2009 (effetto incentivi). Le sole autovetture elettriche o ibride immatricolate nel 2010 sono state appena 5000 circa I veicoli almeno euro 4 costituiscono in Italia circa il 30% del parco autovetture, il 20% dei veicoli industriali leggeri e l 8% dei veicoli industriali pesanti Secondo i dati EEA riferiti al 2008 sono italiane 19 delle 35 città europee con il livello più basso di qualità dell aria complessivamente intesa. Tra queste diverse aree urbane del Centro-Nord (Torino, Brescia, Milano, Padova, Venezia, Bologna, Firenze, Genova) a cui si aggiungono Napoli e Pescara al Sud. Roma inoltre è ultima nella graduatoria delle capitali (181esima su 221 città considerate)

7 La qualità dell aria delle città europee (2008)

8 2) Lo sviluppo delle modalità alternative al mezzo privato (Tpl, mobilità ciclopedonale, gestione della domanda) Nel Libro bianco Si ribadisce, ma non come obiettivo specifico, l importanza di incrementare gli spostamenti con il Tpl, anche in vista di altri obiettivi (inquinamento, sicurezza). Attenzione alle regole (appalti pubblici per il trasporto ferroviario) più che alle politiche di crescita del settore. Poco sviluppata la mobilità ciclopedonale. Circa le misure di gestione della domanda si sollecitano i piani spostamenti per le grandi aziende Livello di sviluppo/posizio ne strategica Basso Punti di attenzione per la mobilità locale/urbana in Italia Opzione largamente minoritaria tra i mezzi di trasporto, seppure in recupero negli ultimi anni; la quota modale è attorno al 13% in totale, al 27% nelle grandi città Il parco mezzi del Tpl sta invecchiando, anche a causa del venir meno dei contributi pubblici Necessità di più investimenti nelle infrastrutture urbane dedicate, soprattutto ferroviarie (e tempi certi di realizzazione) La quota modale della bicicletta in città è attorno al 5%, ma con differenze enormi tra territori e tra ambiti urbani; imparare dagli esempi eccellenti di cultura diffusa del pedale in molte medie città soprattutto nel Nord-Est Potenziale di crescita molto ampio per la mobilità ciclopedonale: il 30% degli spostamenti inferiori a 2km si effettuano in auto o in moto Bisogna rendere l ambiente urbano più amico del pedone e del ciclista: azioni di accompagnamento per la sicurezza e per la piacevolezza dell ambiente Incoraggiare le iniziative ancora marginali di car sharing e car pooling, soprattutto per contrastare la cultura diffusa del possesso dell auto

9 3) Il governo degli accessi (persone e merci) e le nuove forme di logistica urbana Nel Libro bianco Il tema è rilevante e strettamente interconnesso all infomobilità e ai veicoli puliti. Per i passeggeri, l enfasi è posta più sui possibili pedaggi che sui divieti, in applicazione ai principi chi inquina paga e chi usa paga. Una delle iniziative sollecitate riguarda la definizione di un quadro convalidato per i sistemi di pedaggio e di restrizione dell accesso alle aree urbane. La logistica urbana a zero emissioni entro il 2030 è uno degli obiettivi prioritari ed è destinataria di iniziative specifiche: buone pratiche, raccordo con la pianificazione urbana, appalti pubblici congiunti Punti di attenzione per la mobilità locale/urbana in Italia Livello di sviluppo/posizione strategica Alto Molto diffuse le misure di limitazione della circolazione (ZTL), con estensione progressiva dei sistemi di controllo elettronico, e di regolamentazione della sosta nei centri urbani, ma negli ultimi anni si registra qualche passo indietro Sperimentazione di nuove forme di limitazione, come ZTL Ambientali (anche vaste) e Notturne, ticket di ingresso (Ecopass a Milano; progetti Crediti/Diritti di mobilità a Genova e Torino); faticano però a consolidarsi Diversi limiti da superare: città del Sud in ritardo, platea troppo ampia dei veicoli ammessi a circolare e sostare, ampiezza contenuta delle ZTL, poca diversificazione tariffaria nella sosta, quadro regolatorio frammentato Nella logistica urbana diverse esperienze stanno prendendo piede, con approcci diversi: transit point per collettare le merci e far entrare pochi mezzi oppure lasciare ad una platea di mezzi la possibilità di entrare, purché con orari, percorsi e standard ecologici definiti Indispensabile la cooperazione pubblico-privato per la sostenibilità economica dei progetti Necessità di rafforzare i poteri locali in materia di accessi e sosta

10 4) Le innovazioni tecnologiche e le applicazioni dell infomobilità Per il Libro bianco Ampio spazio dedicato alle nuove tecnologie da applicare al trasporto urbano, guardando sia allo sviluppo delle motorizzazioni meno inquinanti e a risparmio energetico, sia all infomobilità. Gli obiettivi sono molteplici: basse emissioni, più sicurezza (persone e merci), integrazione modale più efficace, migliore sfruttamento delle infrastrutture esistenti, maggiore utilizzazione del Tpl (affidabilità e integrazione dei servizi), promozione dei diritti dei passeggeri (biglietto elettronico) Livello di sviluppo/posizione strategica Molto alto Punti di attenzione per la mobilità locale/urbana in Italia Le innovazioni tecnologiche sui motori sono positive, ma vanno verificate sui risultati effettivi Il potenziale dell intermodalità in Italia è alto: cresce la quota di spostamenti combinati; cresce il numero dei parcheggi scambiatori I progetti di infomobilità devono inserirsi nel quadro di una migliore organizzazione generale della mobilità urbana, attraverso l integrazione tariffaria, dei servizi (orari), delle reti (interoperabilità, gestione dei nodi di scambio); attraverso il controllo e la gestione degli accessi (rilevazione infrazioni), delle flotte autobus e delle flotte merci; attraverso l informazione ai conducenti e l ecodriving. Qualche esempio in Italia di questo approccio integrato a Torino e Roma

11 5) Il coordinamento e la pianificazione degli interventi Per il Libro bianco E fortemente sottolineata l opportunità di promuovere una pianificazione integrata delle politiche a scala urbana. Una delle iniziative specifiche fa riferimento ai Piani di mobilità urbana e sollecita la definizione di procedure e meccanismi finanziari per la costruzione dei piani stessi, lo studio di possibili regimi obbligatori per le città maggiori e l esame della possibilità di sostegni finanziari per la loro attuazione Livello di sviluppo/posizione strategica Medio-Alto (al netto del principio di sussidiarietà!) Punti di attenzione per la mobilità locale/urbana in Italia Sul tema l Italia vanta una sorta di primogenitura: il Piano Urbano della Mobilità (PUM) è stato istituito già nel 2000, con una forte focalizzazione sulla programmazione per obiettivi, l integrazione tra le misure, il riferimento costante alla sostenibilità (e quindi alla riduzione dell uso dell auto e al cambio modale) I PUM non hanno avuto un sostegno finanziario e hanno perso i caratteri originari, in particolare nel profilo della sostenibilità ambientale; proprio in Italia sono stati applicati poco e con poca qualità progettuale Questo tassello qualificato della programmazione della mobilità urbana, va recuperato inserendolo in un più ampio approccio di pianificazione integrata territorio-trasporti che in Italia è molto carente

12 6) Il sistema dei finanziamenti europei Per il Libro bianco Lo spazio dedicato al quadro dei finanziamenti è ampio e articolato, ma non c è nulla di specifico per la mobilità locale. Si raccomandano la diversificazione dei finanziamenti (pubblici e privati), un migliore sfruttamento dei fondi strutturali e di coesione per i trasporti, la messa in campo di strumenti innovativi per gli investitori privati. Un ruolo specifico, che sta nel gruppo dei 10 obiettivi prioritari, è assegnato all internalizzazione dei costi esterni le cui entrate dovrebbero garantire i finanziamenti per investimenti futuri nel settore dei trasporti. Livello di sviluppo/posizione strategica (dipende dai punti di vista ) Punti di attenzione per la mobilità locale/urbana in Italia Il fabbisogno di risorse per finanziare servizi e investimenti per il trasporto urbano pulito (Tpl in particolare) è molto ingente, in un quadro peraltro di disponibilità calanti La proposta già avanzata qualche anno fa da diverse sedi è quella di creare un Fondo europeo per la mobilità urbana sostenibile e assegnare le risorse in co-finanziamento incentivando la pianificazione integrata delle politiche di mobilità urbana sostenibile

13 Spunti conclusivi Il Libro bianco riafferma la progressiva presa di consapevolezza delle politiche europee dei trasporti sull importanza della mobilità locale e urbana, anche se nell economia del Documento lo spazio riconosciuto a questi temi resta minoritario In generale c è quindi un problema di alzare il livello di attenzione strategica sulla scala locale e urbana dei trasporti (vale per l Europa e forse di più per i governi nazionali, almeno per l Italia) ma il Libro bianco offre comunque importanti stimoli e opportunità, oltre che sponde di legittimazione istituzionale, che gli Enti locali possono cogliere per promuovere modelli di mobilità più sostenibili, a partire dalle iniziative specifiche sollecitate dal Documento senza tuttavia precludere diversi e ulteriori sviluppi e in questo senso proprio dalle politiche (locali) dei trasporti potrebbe arrivare un forte contributo al Paese per il raggiungimento degli obiettivi energetico-ambientali ( ) indicati dall Europa

14 Grazie per l attenzione! Carlo Carminucci

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