Leggi&Regioni - (Supplemento al Notiziario R01) 04/10/2011 SOMMARIO

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1 SOMMARIO IN VETRINA...3 => TV: INTRONA, FAR WEST DIGITALE, I CONSIGLI CHIEDONO INCONTRO A ROMANI => VENETO: SPRINT FINALE PER L'APPROVAZIONE DEL NUOVO STATUTO IN PRIMO PIANO...7 => LOMBARDIA: AL VIA ITER PER RIDUZIONE INDENNITA' E VITALIZI CONSIGLIERI => LOMBARDIA: BONI, IN DUE ANNI RISPARMIATI 8 MLN DA CONSIGLIO => PIEMONTE: PRONTA PDL PER RIDUZIONE CONSIGLIERI E ASSESSORI => LAZIO: ABBRUZZESE, STOP ANCHE A MISSIONI E GIORNALI => TOSCANA: MONACI, DA CONSIGLIO SOBRIETA' E RISPARMIO RIFORME...10 => MANOVRA BIS: CONFERENZA CONSIGLI REGIONALI, SERVE INCONTRO CON GIUNTE => MANOVRA BIS: BREGA, SOPPRIMERE ART. 14 DEL DECRETO PERCHE' INCOSTITUZIONALE LA LEGGE...11 => TOSCANA: AL VIA ITER PER RIFORMA AUTONOMIE LOCALI LA PROPOSTA...12 => REGIONI: PAGANO (CALRE), PIU' DIALOGO CON PARLAMENTI NAZIONALI ED UE LA NOVITA'...13 => LAZIO: CONVOCAZIONI CONSIGLIO SEDUTE SOLO VIA MAIL, ADDIO TELEGRAMMI TOP NEWS...14 => LAZIO: COMMISSIONE FEDERALISMO FISCALE DISCUTE SU DECRETO ROMA CAPITALE => CARCERI: SEDUTA SPECIALE CONSIGLIO TOSCANA, 'E' TEMA ESPLOSIVO' => PUGLIA: CONSIGLIO APPROVA LEGGE SU SERVIZI PER L'IMPIEGO => REGIONI: PAGANO (ABRUZZO), SFIDA PIU' GRANDE E' LA CAPACITA' DI SPESA => UMBRIA: SI' UNANIME A DDL SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA IL LAVORO DELLE COMMISSIONI...17 => LOMBARDIA: OK COMMISSIONE A NUOVO REGOLAMENTO PER ACCONCIATORI => VENETO: OK IN COMMISSIONE SANITA' A CRITERI FONDI PER STRUTTURE => VENETO/MONTAGNA: OK IN COMMISSIONE A RIPARTO FONDI PER COMUNI => LIGURIA: GARIBALDI NOMINATO PRESIDENTE COMMISSIONE CONTROLLI => FIAT: DDL PARLAMENTO SICILIA, 200 MLN PER RILANCIARE TERMINI IMERESE => CALABRIA: OK REGIONE A TRACCIABILITA' PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI - 1 -

2 ASSEMBLEE REGIONALI IN PILLOLE...20 => PIEMONTE: OK A LEGGE PER RISARCIRE PROFUGHI 2* GUERRA MONDIALE => LOMBARDIA: VALMAGGI ELETTA AL POSTO DI PENATI A VICEPRESIDENZA CONSIGLIO => VENETO: ON LINE QUESTIONARIO SU EFFICACIA COMUNICAZIONE SITO CONSIGLIO => CALABRIA: TALARICO, REGIONE CON PIU' ALTO NUMERO GIOVANI AMMINISTRATORI => PUGLIA: ALLUNGATE LE SESSIONI DELL'ATTIVITA' CONSILIARE => ABRUZZO/CONSIGLIO: SI' A REFERENDUM ORTONA-FRANCAVILLA AL MARE - 2 -

3 IN VETRINA TV: INTRONA, FAR WEST DIGITALE, I CONSIGLI CHIEDONO INCONTRO A ROMANI Chiesto un confronto anche all'agcom ''Truffa delle frequenze tv, Far West dell'etere, mancati incassi per lo Stato, canali impacchettati e munificamente donati a Rai e Mediaset a spese dei contribuenti, tagli dei fondi alle emittenti locali, attacco al pluralismo: la transizione verso il digitale terrestre non e' rosea, faccio mia la denuncia del saccheggio dell'etere espressa dalla stampa nazionale''. Ad affermarlo con determinazione e' il referente per i Corecom nella Conferenza dei presidenti delle Assemblee regionali e delle Province autonome e presidente del Consiglio Regionale della Puglia, Onofrio Introna, che rinnova a nome dei Consigli regionali la richiesta di un incontro urgente al ministro Romani e all'agcom, per discutere insieme ai Corecom non solo del passaggio al digitale per le regioni ancora in attesa di risposte sui numerosi problemi irrisolti, ma anche e soprattutto del futuro delle emittenti locali, del regolamento per la destinazione dei fondi della 448 e del ruolo delle Regioni''. ''Le preoccupazioni si aggiungono ai dubbi e ai problemi tecnici che stanno ritardando lo switch off nelle ultime aree non ancora digitalizzate'', fa notare il responsabile nazionale per la comunicazione nel coordinamento dell'organismo che riunisce i presidenti delle Assemblee elettive. Introna lamenta le ''incertezze che stanno accompagnando l'intera transizione'', insistendo nella denuncia. ''Le Regioni non intendono rimanere alla finestra'' e proprio nel giorno in cui il Consiglio di Stato conferma il ruolo dei Corecom nell'assegnazione della numerazione dei canali, vogliono ''dire la loro sull'asta e sui regali che il governo si accinge a dare ai piu' forti''. ''In un periodo di vacche magre - aggiunge - omaggiare i soliti noti (Rai e Mediaset) di frequenze che valgono 3 miliardi, significa non solo pugnalare alle spalle il sistema radiotelevisivo locale e il pluralismo, ma anche disconoscere i diritti elementari dei cittadini, gia' chiamati a grandi sacrifici per salvare il Paese, in questo momento difficile''. Nel momento in cui si apprende che le offerte per l'attribuzione dei canali dal 61 al 69 ammontano a 2,3 miliardi prima dell'asta, ''l'assegnazione gratuita di 6 multiplexer DTT nazionali non fa che rafforzare il duopolio e affossare il pluralismo'', a scapito delle emittenti locali. Queste perdono le frequenze migliori senza poter nemmeno ricorrere al Tar, che riconoscerebbe loro solo un ristoro economico''. ''In tempo di crisi, quando il mancato introito anche di pochi euro da parte dello Stato si scarica sulle famiglie e sull'italiano medio - osserva Onofrio Introna - poniamo con forza il problema politico al Ministero e all'agcom: l'assegnazione delle nuove frequenze digitali tv a Mediaset e Rai avviene a titolo gratuito (un simpatico cadeau per le aziende), perche' invece non mettere a bando le 6 frequenze che si vanno a regalare? Un'asta regolare sarebbe in grado di garantire tre miliardi di euro, in tal modo difenderemmo non solo le casse dello Stato ma anche il pluralismo e i cittadini stessi. Sono loro, gli italiani, i veri ''azionisti' del Governo e delle Autorita' indipendenti ed e' nostro dovere intervenire''. Secondo il referente nazionale dei Corecom, potrebbe essere destinato alle emittenti locali ''una parte del tesoretto delle frequenze digitali ritagliato da Agcom per aumentare il pluralismo tv in ossequio agli impegni assunti dal governo italiano con l'ue e quello che eventualmente si ricaverebbe dalla nuova asta del beauty contest. L'emittenza, infatti, vede aggiungere al danno la beffa, ovvero l'esproprio coatto delle frequenze per regalarle a Rai e Mediaset''. Molte regioni italiane hanno gia' messo a disposizioni risorse notevoli per aiutare le antenne locali nella transizione al digitale, ''ma non sappiamo ancora come i problemi saranno risolti. Uno slittamento non inferiore a sei mesi per il processo di assegnazione del - 3 -

4 digital dividend interno sembra piu' che probabile, per non parlare del contenzioso gia' in atto e che potrebbe esplodere''. ''Portero' problemi e proposte - conclude il presidente Introna - al centro di incontri nazionali con i vertici dei Corecom e con i colleghi dei Consigli regionali, in programma gia' nei prossimi giorni''. VENETO: SPRINT FINALE PER L'APPROVAZIONE DEL NUOVO STATUTO Cominciato il confronto in Aula sulla nuova Carta ''Con soddisfazione mista a preoccupazione'', Carlo Alberto Tesserin (Pdl), presidente della commissione Statuto, ha aperto la sua relazione, che ha dato avvio al dibattito sul nuovo Statuto in aula, presente anche il presidente del veneto Luca Zaia. Prima di passare alla presentazione vera e propria Tesserin ha voluto 'scongiurare' il pericolo di un nuovo fallimento, dopo dieci anni di insuccessi. ''Mi sono vestito in bianco e nero - ha ironizzato - perche' gli uomini di mare si vestono cosi' quando vanno ai funerali. E viste le profezie ascoltate ieri in aula, mi sono preparato all'ultimo atto. Noi veneti veniamo da lontano nella sommatoria dei fallimenti, nonostante la nostra regione sia stata la prima in Italia ad aver presentato tra ottobre 2000 e gennaio 2001 due splendide proposte di nuova carta statutaria, una a firma del presidente Galan e l'altra a firma dell'allora leader dell'opposizione Massimo Cacciari''. ''Oggi, il Veneto e' rimasta l'ultima Regione a non avere ancora un nuovo statuto - ha ricordato Tesserin - il Molise l'ha gia' approvato e la Basilicata lo sta discutendo in questi giorni. Alla Lombardia sono bastati tre giorni, nel 2009, per approvare il nuovo statuto, votato da 71 consiglieri su 80''. Tesserin ha poi ripercorso i lavori della commissione veneta, citando il clima di responsabilita' e collaborazione che ha unito tutti, l'apporto dei consulenti, la solidarieta' della presidenza del Consiglio e l'atteggiamento di ''rispetto'' e ''non ingerenza'' adottato dal presidente della Giunta Luca Zaia. ''Lo ringrazio, inoltre - ha aggiunto Tesserin - per averci voluto aiutare sgrombando il campo dalla questione del voto di fiducia. Poi ci ha complicato la vita proponendo il dimezzamento a 30 del numero dei consiglieri, ma questa e' un'altra questione, legata al divenire delle cose''. ''Certo non possiamo illuderci che lo Statuto possa offrire una risposta ai nuovi ordini di problemi e sollecitazioni che vengono dalle mutazioni in atto negli scenari internazionali e in quello nazionale, eppure esso non ignora il contesto in divenire in cui e' stato elaborato'', ha avvertito il presidente della commissione Statuto entrando nel merito della presentazione della bozza licenziata il 1* agosto scorso, pressoche' all'unanimita' (con un solo voto di astensione). Ripercorrendo i 64 articoli che compongono il testo della nuova legge statutaria veneta Tesserin ha sottolineato, tra i principi generali, l'importanza dell'affermazione del Veneto ''Regione autonoma'' nel contesto di lealta' costituzionale e le ''forme e condizioni particolari di autonomia'' in numerose materie che vengono attribuite alla Provincia di Belluno in quanto confinante con due Regioni a Statuto speciale e un altro Stato. Per quanto riguarda le funzioni legislative dell'assemblea regionale il relatore ha evidenziato la significativa novita' delle commissioni consiliari in funzione ''redigente'', in modo che i testi di legge da esse elaborati e approvati possano giungere in aula solo per il voto finale con conseguente snellimento dei tempi. Altra novita' riguarda il sistema di controlli preventivi da mettere in atto per garantire che le leggi siano chiare, scritte bene e, soprattutto, effettivamente applicabili. Quanto alla forma di governo Tesserin ha ricordato che la bozza in discussione indica in 60 il numero dei consiglieri, in 12 il numero massimo degli assessori, di cui il 50 per - 4 -

5 cento di possibile nomina esterna, e precisi poteri di indirizzo e controllo in capo all'assemblea legislativa. ''La storia di questa Regione - ha concluso Tesserin - avrebbe portato la commissione Statuto ad osare di piu', a rivendicare con voce chiara un'autonomia che essa e' conquistata in decenni di buongoverno e di lavoro. Ecco allora che la commissione ha scelto una via forse meno ardimentosa, ma senz'altro piu' prammatica: rivendicare e occupare tutti gli spazi di autonomia che l'ordinamento, cosi' come interpretato dalla giurisprudenza costituzionale, oggi le consente di occupare''. ''Il testo statutario da oggi in discussione in aula ha fatto sintesi di un grande lavoro di approfondimento e di mediazione e credo - ha concluso Tesserin - che i veneti dopo dieci anni si meritino di avere una nuova carta dei principi di questa regione. L'attuale stagione di crisi ci impegna ad assumerci piena responsabilita' e a dimostrare che le istituzioni sanno adempiere al loro ruolo''. Soddisfazione e preoccupazione sono i sentimenti con cui anche Sergio Reolon, vicepresidente della commissione Statuto, ha dichiarato di assolvere al proprio compito di relatore di minoranza. ''Sono preoccupato - ha spiegato - per le tensioni e le polemiche che hanno accompagnato in queste settimane l'approdo in aula della bozza statutaria''. ''Sicuramente non riusciremo a fare il migliore degli statuti possibili - ha spiegato - perche' a livello nazionale e regionale non c'e' il clima adatto, manca la voglia di un confronto funzionale a una sintesi, prevale invece il confronto funzionale alla ricerca del consenso. Non riusciremo inoltre a fare uno statuto che duri quarant'anni come l'attuale, perche' manca un sistema istituzionale collaudato e stabile e non c'e' un progetto condiviso di Paese''. ''E' necessario essere consapevoli di questi limiti - ha avvertito - per avere l'umilta' e il senso di responsabilita' necessari'' per elaborare un nuovo statuto. Che, comunque - ha ribadito - deve essere fatto al piu' presto. ''Lo statuto e il regolamento vigenti sono dei 'ferri vecchi' e vanno cambiati perche' sono legati a un sistema proporzionale che ora non esiste piu'; non possono piu' funzionare in un sistema maggioritario, a elezione diretta''. Dopo aver criticato l'''irresponsabilita''' dei consiglieri regionali delle precedenti legislature ''che per dieci anni non sono riusciti a dare al Veneto un nuovo Statuto'', Reolon ha auspicato che l'iter ora avviato non sia affossato e possa arrivare a conclusione. In riferimento alla proposta del presidente Zaia di dimezzare il numero dei consiglieri, Reolon ha detto ''che il numero e' un fatto solo strumentale'', un espediente per evitare che si faccia lo Statuto. ''Mi appello quindi a tutte le forze politiche, anche all'udc e alla Sinistra veneta, perche' riconsiderino le loro posizioni e consentano di concludere il percorso statutario in un clima di ampia condivisione''. ''Il risultato finale partorito dalla commissione Statuto - ha sottolineato Reolon - puo' essere definito un buon punto di equilibrio, un prodotto valido, anche tenendo conto della delicata e incerta situazione politico-istituzionale che il nostro paese sta attraversando''. Reolon ha dato atto al buon lavoro di mediazione condotto in commissione tra le quattro diverse proposte iniziali (una di maggioranza e tre di opposizione, Pd, Idv, e Udc) grazie anche alla decisione di affrontare in modo contestuale Statuto, regolamento e legge elettorale. Una scelta strategica - ha riconosciuto Reolon - ''che ha consentito ad ognuno di trovare i motivi per far prevalere le ragioni dell'accordo rispetto a quelle della divisione e della rottura''. Il rappresentante dei partiti di opposizione ha poi sottolineato come, con il nuovo statuto, la Regione possa recuperare ''un grande ruolo di governo assente ormai da decenni'', superare l'''attuale politichetta'' di sovvenzioni e contributi a pioggia, ''valorizzare le autonomie'', ''mettere a sistema i diversi pezzi istituzionali'' e ''gestire l'apertura internazionale del Veneto''. Reolon non ha nascosto che nel testo statutario le opposizioni avrebbero preferito una formulazione diversa dell'articolo 5 sui principi fondamentali e affermare meglio l'idea di un ''Veneto accogliente'', capace di affermare che ''chi nasce in - 5 -

6 Veneto e' veneto''. Cosi' come avrebbero preferito che la questione della rappresentanza di genere fosse affrontata in modo piu' adeguato (''auspichiamo che la questione sia affrontata nella nuova legge elettorale'', ha specificato), che nello statuto ci fosse ''con piu' forza e convinzione una formulazione piu' precisa e rispondente sull'area metropolitana veneta, compresa tra Verona e Venezia''. ''Avremmo preferito - ha aggiunto - una formulazione che facesse fare un passo indietro agli apparati regionali e al neocentralismo regionale, valorizzando le autonomie locali''. ''Avremmo voluto che ci fosse, inoltre, un esplicito riferimento alla costituzione del Consiglio delle autonomie locali e che il principio della specificita' territoriale, oltre che a Belluno, fosse riconosciuto anche al Polesine e alla provincia di Rovigo''. ''Un ulteriore punto che non ci soddisfa - ha aggiunto Reolon - e' la mancata previsione di strumenti atti a perseguire un rafforzamento dei corpi intermedi'', dalle imprese ai sindacati, dal volontariato alla cooperazione sino alle organizzazioni culturali. ''Pur con questi limiti - ha concluso Reolon - riteniamo che il lavoro svolto dalla Commissione sia da considerare in modo positivo''. E tra gli aspetti positivi della nuova bozza Reolon ha ricordato il riconoscimento di apposite garanzie per i partiti di opposizione, il riequilibrio delle funzioni e dei poteri tra potere esecutivo e potere legislativo, la valorizzazione del ruolo di indirizzo e di controllo affidato al Consiglio. ''E' nostro preciso dovere - ha concluso - approvare il nuovo statuto dopo dieci anni di rinvii, di negligenze e di incapacita' del Consiglio di assumere una responsabilita' costituente che sapesse andare oltre le ristrette aspettative di parte''

7 IN PRIMO PIANO LOMBARDIA: AL VIA ITER PER RIDUZIONE INDENNITA' E VITALIZI CONSIGLIERI Eletto un comitato di lavoro ristretto Le commissioni Affari istituzionali e Bilancio-Programmazione della Regione Lombardia si sono riunite in seduta congiunta per dare il via all'iter riguardante l'adozione di un provvedimento per la riduzione di indennita', vitalizi e diaria dei consiglieri regionali. Durante la seduta e' stato eletto un Comitato di lavoro ristretto, presieduto dal capogruppo del Pdl Paolo Valentini, che avra' il compito di predisporre un provvedimento da portare all'attenzione dell'aula. Del Comitato fanno parte due commissari per i gruppi che hanno oltre dieci consiglieri; un rappresentante per i gruppi che hanno meno di dieci consiglieri. ''C'e' in tutti la volonta' - hanno detto i presidenti delle due commissioni Sante Zuffada e Fabrizio Cecchetti - di fare presto e bene e di predisporre un documento condiviso. In tempi stretti siamo convinti che la Lombardia potra' dare ai propri cittadini un segno tangibile della forte determinazione di ridurre, senza scadere nella demagogia, i costi della politica''. LOMBARDIA: BONI, IN DUE ANNI RISPARMIATI 8 MLN DA CONSIGLIO Pesano i vitalizi di 280 ex consiglieri ''Nessun aumento dei costi della politica, anzi, il Consiglio Regionale della Lombardia ha tagliato e risparmiato negli ultimi due anni quasi 8 milioni di euro e quest'anno, nonostante i costi del trasloco a Palazzo Pirelli, spendera' ancora meno degli anni precedenti''. E' quanto riferisce il Presidente del Consiglio regionale, Davide Boni, che ha incontrato la stampa per fare il punto sulla 'Variazione di Bilancio del Consiglio regionale'. ''Nel ha spiegato Boni - il bilancio del Consiglio regionale lombardo era stato di 79 milioni di euro, nel 2010 c'e' stato un risparmio di circa 6 milioni con un preventivo assestato pari a 73 milioni e 50mila euro. Ora, da una previsione di partenza di 70 milioni e 50 mila euro, ci poniamo come tetto massimo 71 milioni e 232 mila euro, garantendo cosi' un ulteriore risparmio di almeno 1 milione e 800 mila euro, che a consuntivo sono sicuro sapra' essere ancora maggiore. Questo- ha aggiunto Boninonostante quest'anno si aggiungano anche le spese per il trasferimento e il trasloco di tutto il Consiglio nella nuova sede di Palazzo Pirelli''. Da Boni anche una precisazione sui costi della politica regionale: ''Abbiamo 280 ex Consiglieri regionali -ha evidenziato ancora Boni- ed e' la legge che ci costringe a pagare loro i vitalizi. Fosse per me, chi prende gia' altri vitalizi, non dovrebbe avere diritto a percepirne uno pure dalla Regione, e ho gia' avanzato in questo senso una precisa proposta di modifica della legge''. In generale, ''sono convinto -ha concluso il presidente del consiglio regionale lombardo - che da qui a fine anno risparmieremo un ulteriore milione di euro: intanto con questa variazione di bilancio abbiamo messo a disposizione del Consiglio regionale soldi che sarebbero altrimenti stati spesi dalla Giunta regionale, consapevoli di come in questi ultimi anni il Consiglio regionale lombardo abbia intrapreso un percorso che gia' adesso ne fa il piu' virtuoso e il meno costoso d'italia''

8 PIEMONTE: PRONTA PDL PER RIDUZIONE CONSIGLIERI E ASSESSORI i MEMBRI DELL'ASSEMBLEA DOVREBBERO SCENDERE DA 60 A 50 Il presidente dell'assemblea legislativa del Piemonte Valerio Cattaneo e tutti i componenti dell'ufficio di Presidenza (i vicepresidenti Riccardo Molinari e Roberto Placido, i consiglieri segretari Lorenzo Leardi, Gianfranco Novero e Tullio Ponso) hanno presentato una proposta di legge di modifica dello Statuto regionale per ridurre i consiglieri da 60 a 50 e gli assessori da 14 a un massimo di 11. ''A pochi giorni dall'entrata in vigore della legge che approva la manovra di stabilizzazione - dice Cattaneo - come Ufficio di Presidenza abbiamo voluto depositare una proposta di legge che si adegua alle previsioni di legge, rispettando i parametri per definire la 'virtuosita'' della Regione. La modifica statutaria, che entrera' in vigore a partire dalla prossima legislatura, e' il primo passo per avviare la modifica della legge elettorale, che a questo punto diventa in pratica obbligata. Credo che nel definire le nuove regole elettorali regionali si debba puntare ad assicurare governabilita' e rappresentanza di tutti i territori''. ''Con la prevista riduzione di consiglieri e assessori - aggiunge Cattaneo - si puo' stimare un risparmio per le casse regionali di circa 12 milioni di euro nell'arco dei cinque anni di legislatura''. La procedura di modifica statutaria prevede che la proposta di legge sia approvata dal consiglio, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, quindi con 31 voti, per due volte, la seconda a distanza di non meno di due mesi dalla prima approvazione. LAZIO: ABBRUZZESE, STOP ANCHE A MISSIONI E GIORNALI Previsti risparmi anche da ltre tagli alla spesa L'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale del Lazio, nel corso dell'ultima riunione, ha stabilito di eliminare il rimborso delle spese sostenute per l'acquisto di quotidiani e riviste e i rimborsi per le missioni dei consiglieri. Da oggi il presidente del Consiglio regionale, tutti i componenti dell'ufficio di Presidenza, i presidenti delle Commissioni consiliari, il presidente di Controllo Contabile ed i presidenti dei Gruppi consiliari dovranno provvedere a sostenere tali spese autonomamente. Le due proposte, vagliate nel corso dell'ultima riunione dell'udp, portano la firma del presidente Mario Abbruzzese. In futuro le missioni, secondo quanto previsto dal Regolamento, saranno senza alcun onere di spesa per le casse del Consiglio. In sintesi, il costo di taxi, biglietti aerei, pranzi, pernottamenti, utilizzo dell'auto propria e tutto quello che fino ad oggi era previsto nei rimborsi per le missioni, dovra' essere interamente a carico del singolo consigliere. ''Con questi ulteriori provvedimenti - ha sottolineato Abbruzzese - sono stati recuperati, rispetto al 2010, oltre 140 mila euro: 100mila per l'acquisto di giornali e riviste e 40mila per le missioni. Cio' significa che, fino alla fine della Legislatura, si riuscira' a risparmiare una cifra al di sopra dei 500mila euro. Tutto questo - ha continuato - dimostra ancora una volta l'impegno che stiamo portando avanti per razionalizzare la spesa pubblica e per recuperare risorse finanziarie. Ma entrando nel merito - ha aggiunto il presidente dell'assemblea regionale del Lazio - si tratta di due provvedimenti che andranno a legarsi a quelli che gia' hanno permesso a questa Amministrazione, nei primi nove mesi di governo, di risparmiare 6-8 -

9 milioni di euro. Ben 4 milioni sono stati recuperati grazie all'ottimizzazione di servizi ed uffici del Consiglio; 150mila con il taglio del 10% degli stipendi di direttori e dirigenti; 700mila euro sono rientrati per effetto della riduzione del 30% delle cosiddette ''auto blu'; altri 300mila con la rescissione del contratto di locazione della sede decentrata di via Poli; oltre 700mila grazie alla riduzione del 50% delle spese di rappresentanza e la restante parte con l'eliminazione della rassegna stampa cartacea che veniva distribuita giornalmente in oltre duecento copie. Sono consapevole del fatto - ha concluso Mario Abbruzzese - che c'e' ancora molta strada da percorrere. Ritengo pero' che l'udp si e' gia' impegnato molto, e forse per la prima volta, per giungere ad una razionalizzazione di costi e spese degna di essere chiamata tale''. TOSCANA: MONACI, DA CONSIGLIO SOBRIETA' E RISPARMIO Il Consiglio regionale della Toscana rivendica il ''percorso di sobrieta' che con questa legislatura'' l'assemblea ''ha avviato ed efficacemente perseguito'' con ''risparmi realizzati e posti a regime''. Lo ha detto Alberto Monaci, presidente del Consiglio regionale, aprendo la seduta speciale dedicata agli effetti della manovra del Governo sulla Toscana. L'assemblea toscana, ha ricordato Monaci, gia' prima della pausa estiva ''ha avviato il percorso per affrontare passaggi riformatori importantissimi'' riferiti a procedure della programmazione, legge elettorale, status di consiglieri ed assessori. Un percorso su cui si innestano le misure adottate dal Governo - previste nel decreto legge del 13 agosto, in specie agli articoli 13 e 14 -, con aspetti che piu' direttamente riguardano le Regioni e le loro prerogative di autonomia costituzionale. Monaci richiama le disposizioni con ricaduta sulle indennita' di consiglieri e assessori, e l'obbligo di riduzione del numero dei consiglieri, commisurando il trattamento economico all'effettiva partecipazione ai lavori consiliari. C'e' poi la previsione di un collegio dei revisori dei conti come ''organo di vigilanza sulla regolarita' contabile, finanziaria ed economica della egstione dell'ente regione'' e anche, in tema di vitalizio dei consiglieri, il passaggio al sistema previdenziale contributivo per gli eletti regionali. Le assemblee elettive sono quindi chiamate, in un lasso di tempo ''oggettivamente breve, all'adozione di atti di forte impatto sulla stessa istituzione'', chiosa il presidente. Al quale ''non sfugge la necessita' non tanto di caratterizzare la nostra esperienza di una qualche stravagante primazia come forse e' successo in passato'', quanto di affrontare nodi ''frutto di politiche del passato oggi non piu' sostenibili, politiche di cui ci troviamo a dover rendere conto ai cittadini''. Infatti, secondo Monaci, ''ci sono anomalie strutturali in alcune condizioni, una per tutte il vitalizio nel regime attuale, la cui correzione prescinde da qualunque imposizione mediatica, ma che attiene alla loro stessa sostenibilita'''. Di qui l'auspicio che il presidente rivolge all'assemblea, perche' ''sappia e voglia proseguire nell'azione di rafforzamento della propria funzione e dei propri strumenti di lavoro all'insegna di quella sobrieta' che i tempi, le condizioni date e le nostre convinzioni, soprattutto, ci impongono''

10 RIFORME MANOVRA BIS: CONFERENZA CONSIGLI REGIONALI, SERVE INCONTRO CON GIUNTE In discussione la riforma dei vitalizi I presidenti dei consigli regionali, riuniti in assemblea plenaria a Roma, hanno deciso di incontrare in tempi rapidi i presidenti delle giunte regionali per una riflessione condivisa sulla manovra e la istituzione di un tavolo congiunto per l'elaborazione di una riforma complessiva della Istituzione regionale; con particolare attenzione a una riforma totale dei costi compreso l'istituto del vitalizio. Lo riferisce la Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative, delle Regioni e delle Province autonome. La Conferenza ha ribadito, inoltre, il proprio giudizio sulla incostituzionalita' delle disposizioni contenute nell'art.14 del dl. 138/2011 in corso di conversione. I presidenti dei Consigli regionali fanno propria la preoccupazione espressa oggi dal Presidente della Repubblica nell'udienza concessa alla Conferenza nell'ambito delle celebrazioni del 150* dell'unita' d'italia in merito all'invito rivolto a tutti i livelli istituzionali a farsi carico, ciascuno per la propria parte, di questo momento di particolare gravita', nel quale e' richiesto a tutti sobrieta' ed una scatto d'orgoglio unitario. MANOVRA BIS: BREGA, SOPPRIMERE ART. 14 DEL DECRETO PERCHE' INCOSTITUZIONALE E' la posizione espressa dal vice coordinatore della Conferenza delle Assemblee regionali Il presidente del Consiglio regionale dell'umbria Eros Brega e Vice Coordinatore nazionale della Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali e delle Province autonome ritiene che l'art. 14 della manovra ''debba essere soppresso perche' palesemente incostituzionale''. L'articolo 14 infatti - sottolinea il Vice Coordinatore della Conferenza - ''pur rubricando gli interventi per le Regioni in merito al contenimento dei costi degli organi delle Regioni come misure premiali di fatto interviene, come sottolineato anche nella relazione delle Commissioni competenti del Senato, su materie in cui sussiste ai sensi degli art. 122 e 123 della Costituzione una riserva di competenza statutaria e legislativa regionale. L'art.14 persegue, dunque, un surrettizio ripristino della disciplina statale previgente alla riforma del Titolo V della Costituzione. Ci stiamo attivando - ha concluso il Presidente Brega - con tutti i Colleghi presso gli organi parlamentari competenti a tal fine. Non sfugge a nessuno che occorra rivedere alcuni istituti e venire incontro ad uno sforzo di con tenimento dei costi degli apparati. Infatti tutte le Assemblee regionali da piu' di un anno stanno intervenendo in modo consistente su tutti i capitoli di spesa: indennita', gruppi politici, spese di rappresentanza, auto blu. Continueremo a farlo e proprio il 13 settembre a Roma presso la Conferenza nazionale avremmo una plenaria sulla questione dei vitalizi. Detto questo non si puo' abrogare un principio costituzionale che regola la natura stessa delle Regioni per decreto. Occorre una discussione istituzionale nazionale e complessiva ma di tutto questo non se ne vede l'ombra''

11 LA LEGGE TOSCANA: AL VIA ITER PER RIFORMA AUTONOMIE LOCALI La Toscana si dotera' di una legge per riformare il proprio sistema delle Autonomie locali favorendo l'unificazione dei piccoli Comuni. L'iter della nuova normativa regionale ha preso il via in commissione Affari istituzionali del Consiglio regionale, presieduta da Marco Manneschi (Idv), alla presenza dell'assessore ai Rapporti istituzionali, Riccardo Nencini, il quale ha ricordato che ''sulla riforma incombe la manovra finanziaria del Governo che detta tempi ristretti'' e che dunque ''occorre mettersi al lavoro se si vogliono rispettare i sessanta giorni indicati per la definizione del limite demografico al di sotto del quale vanno favorite le unificazioni''. Manneschi, da parte sua, ha annunciato che ''la commissione tornera' a riunirsi per entrare nel merito della riforma''. La proposta della Giunta attua la legislazione nazionale sull'esercizio associato delle funzioni dei Comuni e delle Province, sul riordino degli Enti e sullo sviluppo dei territori montani e disagiati. Essa individua tre aree vaste di livello sovraprovinciale, ovvero Toscana centrale, Toscana meridionale e Toscana occidentale, ed intende favorire le unioni di Comuni. Nel corso del dibattito Vittorio Bugli (capogruppo Pd) ha inviato a ''mettersi al tavolo e lavorare per fare il miglior lavoro possibile''. Il vicepresidente di commissione, Alessandro Antichi (Pdl), ha detto che ''in ogni caso i tempi tecnici per portare a termine quanto richiesto dal Governo ci sono'' e che ''meno male che sono intervenute le norme statali le quali costringono le Regioni a muovere con decisione verso una politica di risparmio e razionalizzazione''. La commissione Affari istituzionali ha ritenuto opportuno procedere a consultazioni con il sistema della rappresentanza delle autonomie (Anci, Upi e Uncem)

12 LA PROPOSTA REGIONI: PAGANO (CALRE), PIU' DIALOGO CON PARLAMENTI NAZIONALI ED UE Chiesto un coinvolgimento nell'esame delle procedure di early warning ''I Parlamenti nazionali devono coinvolgere sistematicamente le Assemblee regionali nella procedura di early-warning, quando sono in gioco materie di competenza legislativa regionale''. E' l'invito lanciato dal presidente della Conferenza delle Assemblee legislative regionali europee (Calre) e del Consiglio regionale dell'abruzzo, Nazario Pagano, ai rappresentanti delle Assemblee regionali a potesta' legislativa e membri delle Istituzioni europee, che stamane hanno partecipato, a Barcellona, presso il Parlamento della Catalogna (Spagna), al seminario ''Le relazioni tra i parlamenti regionali con competenze legislative e la Commissione europea nella fase iniziale del processo legislativo dell'ue''. ''Mi preme ricordare - ha aggiunto il presidente Pagano - come la cosiddetta 'procedura Barroso' invita i Parlamenti nazionali al dialogo politico con la Commissione europea sul processo di elaborazione delle politiche europee e che la stessa Commissione ha affermato che il meccanismo di controllo della sussidiarieta' e il dialogo politico costituiscono due facce della stessa medaglia, poiche' il principio di sussidiarieta' e' parte di una relazione politica piu' estesa tra la Commissione e i Parlamenti nazionali''. ''In tale processo - ha sottolineato Pagano - le Assemblee legislative regionali nelle materie di loro competenza potrebbero fornire ai rispettivi Parlamenti nazionali osservazioni ed indicazioni utili non solo attraverso l'esame di sussidiarieta', ma anche entrando nel merito degli atti''. Per il Presidente Calre ''il rafforzamento del dialogo su tali temi tra i parlamenti regionali e quelli nazionali non puo' che giovare nella direzione di una maggiore democratizzazione dell'unione europea''. ''Occorre altresi' rafforzare - ha suggerito - le relazioni tra le Assemblee legislative regionali ed il Comitato delle Regioni, utilizzando gli strumenti messi a disposizione da quest'ultimo per esprimere la voce delle Regioni in ordine al rispetto del principio di sussidiarieta' da parte delle proposte di atti legislativi europei. Mi riferisco - ha concluso - alla rete di sussidiarieta' attivata ormai da tempo dal Comitato delle Regioni''

13 LA NOVITA' LAZIO: CONVOCAZIONI CONSIGLIO SEDUTE SOLO VIA MAIL, ADDIO TELEGRAMMI Abolite anche le raccomandate, si punta sulla Pec Niente piu' telegrammi o lettere raccomandate. Sara' la Pec, la posta elettronica certificata, l'unico strumento che gli uffici del Consiglio regionale del Lazio utilizzeranno per convocare consiglieri e Giunta alle sedute dell'aula, delle commissioni e degli altri organismi consiliari. Un taglio ai costi legati al consumo della carta e alle spese di spedizione, nonche' una semplificazione delle procedure attraverso una sensibile riduzione dei tempi di trasmissione. Dopo una sperimentazione di tre mesi, infatti, in cui l'invio telematico ha affiancato quello cartaceo, dal 1* settembre le convocazioni vengono inviate esclusivamente con posta elettronica certificata. Uno strumento che ha lo stesso valore legale dei mezzi tradizionali. Questo e' quanto ha deciso l'ufficio di presidenza del Consiglio regionale del Lazio nella riunione del 5 aprile 2011, con deliberazione n. 29 (pubblicata sul Burl n. 17 del 7 maggio 2011) ed e' quello che, a seguito del buon esito della sperimentazione, gli uffici stanno applicando con regolarita' dal 1* settembre. ''Credo che l'introduzione della PEC - ha dichiarato il presidente del Consiglio, Mario Abbruzzese - oltre a venire incontro alle esigenze di sostenibilita' e salvaguardia ambientale, attraverso l'eliminazione della documentazione cartacea, garantisca un risparmio considerevole in termini di risorse economiche e sia da considerarsi come il preludio all'avvio di un processo di sviluppo che ci consentira' di avere presto una pubblica amministrazione finalmente moderna, digitale e meno burocratizzata. Voglio ricordare, infatti, che l'introduzione della PEC e' solo uno degli stadi iniziali del lungo percorso di modernizzazione previsto dal nuovo CAD, il Codice dell'amministrazione Digitale che, insieme al decreto legislativo n. 150 del 2009, la cosiddetta ''Riforma Brunetta'', costituisce il pilastro su cui si basa il processo di rinnovamento della pubblica amministrazione''. ''Sono dunque fermamente convinto - ha aggiunto Abbruzzese - che anche questa innovazione possa incidere concretamente sui comportamenti e sulle prassi dell'amministrazione, migliorando la qualita' del lavoro e riducendo i costi, come gia' avvenuto in occasione dell'eliminazione delle centinaia di copie stampate ogni giorno per la rassegna stampa interna, che da circa un anno e' consultabile esclusivamente on line''

14 TOP NEWS LAZIO: COMMISSIONE FEDERALISMO FISCALE DISCUTE SU DECRETO ROMA CAPITALE Si punta ad esprimere un parere entro il 21 novembre La Commissione consiliare speciale, Federalismo fiscale e Roma capitale, presieduta da Marco Di Stefano (Pd), ha discusso sul secondo decreto attuativo su Roma capitale, ai sensi del comma 5 articolo 24 della Legge 42/09 concernente: ''Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione''. Affollata la sala riunione ''Latini'' che, oltre a vedere presenti i membri della commissione, ha registrato la presenza dell'assessore regionale e vice presidente della Giunta Luciano Ciocchetti (Udc), del presidente della commissione Affari costituzionali Pietro Sbardella (Udc), del capogruppo Francesco Storace (La Destra). Hanno partecipato anche il presidente della Commissione riforme istituzionali della Provincia di Roma Piero Cucunato; il presidente riforme istituzionali per Roma Capitale del Comune di Roma Francesco Smedile; il presidente della Legautonomie Bruno Manzi; Il vice presidente dell'anci Fabio Refrigeri; rappresentanti del Cal; il vice presidente dell'uncem Giuseppe De Righi; il presidente dell'aiccre Donato Robilotta. ''Di fronte alla scadenza del prossimo 21 novembre - ha affermato Marco Di Stefano - data in cui il Governo approvera' il 2* decreto attuativo su Roma Capitale, come Regione siamo ad un bivio: essere passivi o protagonisti di quello che sta accadendo, personalmente non voglio restare impassibile e va posto il problema a livello istituzionale''. Alla premessa Di Stefano ha fatto seguire la decisione di riconvocare la Commissione fra dieci giorni, tempo che sara' utile a riflessioni tra i Consiglieri e i Gruppi consiliari per preparare una bozza di proposta, da parte della Regione Lazio, da presentare al Governo. CARCERI: SEDUTA SPECIALE CONSIGLIO TOSCANA, 'E' TEMA ESPLOSIVO' Nelle strutture della regione c'e' un'eccedenza di 1241 detenuti ''Siamo qui riuniti per avviare, con l'audizione del recentemente nominato Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della liberta' personale, meglio conosciuto come ''garante dei detenuti', una nostra riflessione sul tema, esplosivo, della situazione delle carceri anche nella nostra regione''. Con queste parole il presidente del Consiglio regionale della Toscana Alberto Monaci ha aperto la seduta speciale dell'assemblea dedicata alla situazione carceraria. ''Una riflessione richiesta anche dallo stesso presidente Rossi, che fra i primi atti del suo mandato onoro' proprio un impegno preso con i detenuti - ha continuato il presidente - con un piccolo ma significativo intervento teso a migliorare le condizioni di vita nelle celle toscane'', per rispondere al variegato mondo che vive non solo all'interno, ma anche al di qua e al di la' delle sbarre. Quindi, in primis gli stessi detenuti ma anche l'associazionismo di assistenza e tutela, gli operatori della polizia penitenziaria, gli addetti sanitari, gli educatori, i cappellani, ''chi insomma e' strumento di quel processo di ''rieducazione del condannato' cui costituzionalmente deve tendere la pena''. ''Processo difficile, se non impossibile, quando le minime condizioni di vivibilita' degli spazi e dei luoghi della pena non sono garantite'', ha sottolineato Monaci con dati alla mano. Al 31 agosto 2011 la

15 Toscana registra un'eccedenza di 1241 detenuti rispetto ai posti letto regolari degli istituti di pena, ovvero il 39,5% in piu' di quelli che si potrebbero ospitare. Da qui il riferimento all'autorevole intervento svolto nel luglio scorso dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ha definito ''allarmante'' il sovraffollamento delle carceri, per non parlare poi dell'''estremo orrore degli ospedali psichiatrici giudiziari'', ''situazione che ci umilia in Europa''. PUGLIA: CONSIGLIO APPROVA LEGGE SU SERVIZI PER L'IMPIEGO La legge favorisce l'integrazione tra il pubblico e il privato E' stato approvato a maggioranza il disegno di legge 'Norme in materia di autorizzazione e accreditamento per i servizi al lavoro' con cui la Regione Puglia assicurera' in futuro il miglior funzionamento dei servizi per il lavoro, attraverso una piu' intensa collaborazione interistituzionale e tra le parti sociali. La legge favorisce l'integrazione tra sistema pubblico e privato riguardo la gestione del mercato del lavoro. I 6 articoli ribadiscono la centralita' dei servizi pubblici per l'impiego (che continueranno a svolgere in maniera esclusiva le funzioni amministrative), ma affianca ad essi soggetti con compiti di intermediazione, ricerca e selezione del personale. Integrandosi ai Centri per l'impiego, questi soggetti miglioreranno la qualita' e la gamma dei servizi sul territorio, offrendo anche interventi specializzati per determinate categorie di utenti. Alla giunta regionale il compito di decidere quali saranno gli organismi preposti ad offrire i servizi aggiuntivi. REGIONI: PAGANO (ABRUZZO), SFIDA PIU' GRANDE E' LA CAPACITA' DI SPESA La difefrenza e' legata alla capacita' di utilizzare i fondi ''Oggi, la sfida piu' importante per le Regioni e' rappresentata dalla capacita' di spesa dei fondi e, soprattutto, dalla qualita' degli investimenti programmati sul territorio''. Lo ha detto il presidente del Consiglio regionale dell'abruzzo, Nazario Pagano, intervenendo, a Roma, palazzo Giustiniani, alla presentazione del rapporto annuale 2010 sugli interventi nelle aree sottoutilizzate. Lo studio e' stato illustrato alla presenza del presidente del Senato, Renato Schifani. Al termine, Pagano ha incontrato il ministro Raffaele Fitto e il Segretario della Commissione Bilancio del Senato, Paolo Trancredi, con i quali ha affrontato l'argomento Fas. ''E' stato un incontro interessante - ha riferito - Si e' fatta chiarezza sul grave ritardo che hanno le Regioni del sud rispetto a quelle del nord. Inoltre, il presidente Schifani e il ministro Fitto hanno spiegato i motivi della differenza che, al momento, esiste tra le cinque Regioni del 'Piano Sud', fra le quali non c'e' l'abruzzo, che, avendo un Pil migliore, rientra nel cosi' detto 'obiettivo competitivita''''. In ogni caso, per Pagano ''la sfida piu' grande delle Regioni e', e resta, la capacita' di spesa dei fondi messi a disposizione''. ''Bisogna migliorare e concentrare la qualita' degli investimenti sul territorio - ha esortato infine - ed evitare le divisioni politiche che impediscono la crescita economica''

16 UMBRIA: SI' UNANIME A DDL SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA E' composto da 145 articoli e 2 allegati Il Consiglio regionale dell'umbria all'unanimita' ha approvato il ddl ''Semplificazione amministrativa e normativa dell'ordinamento regionale e degli enti locali territoriali'' predisposto dalla Giunta, composto da 145 articoli e due allegati. Il provvedimento detta nuove norme soprattutto in campo edilizio introducendo novita' come la Scia (segnalazione certificata di inizio attivita') e l'autocertificazione dei progettisti; fissa i tempi massimi di risposta degli uffici; concentra ogni decisione operativa sulla conferenza di servizio e, sopratutto, affida alla Giunta il compito di redigere testi unici di leggi regionale in tutti i settori entro il Prima del voto finale ed al termine di una lunga interruzione dei lavori del Consiglio sono stati di fatto ritirati tutti gli emendamenti presentati, ad eccezione di quelli tecnici presentati dalla Giunta e fatti proprio dal Consiglio. Pareri favorevoli sulla legge sono stati espressi da tutte le parti politiche. Fra le variazioni dell'ultimo momento la legge anticipa di un anno al 2013 invece che al 2014, anche i tempi per la approvazione dei testi unici di agricoltura, sanita' e servizi sociali

17 IL LAVORO DELLE COMMISSIONI LOMBARDIA: OK COMMISSIONE A NUOVO REGOLAMENTO PER ACCONCIATORI D'ora in poi parrucchieri e acconciatori dovranno riferirsi a un regolamento che semplifica e chiarisce doveri e adempimenti relativi alla loro attivita'. Obbligo di presenza di un responsabile tecnico durante lo svolgimento dell'attivita', requisiti minimi di igiene e sicurezza, adeguatezza dei luoghi (con esclusione di esercitare l'attivita' in forma ambulante), sospensione in caso di inottemperanza delle norme. Sono queste alcune delle nuove disposizioni previste dal regolamento di attuazione della legge regionale di disciplina dell'artigianato lombardo, approvato dalla Commissione Attivita' produttive. ''E' un provvedimento atteso -ha detto il presidente Mario Sala (PdL)- che consente di esercitare la professione in un quadro di regole semplici e precise; recepisce le esigenze espresse dagli operatori del settore e allo stesso tempo tutela i consumatori; garantisce una libera concorrenza corretta e stabilisce orari e requisiti di igiene e sicurezza sul lavoro''. Il regolamento che e' stato approvato col parere positivo del PDL, la Lega Nord e l'udc (astenuto il PD), e' stato votato con la segnalazione alla Giunta di valutare le osservazioni allegate e presentate dal Pd, dal Carroccio e dalla Confartigianato. Durante il dibattito sono intervenuti diversi consiglieri: Arianna Cavicchioli ed Enrico Brambilla (PD), Massimiliano Orsatti e Angelo Ciocca della Lega Nord. Ai Comuni viene chiesto di emanare i regolamenti, garantendo l'uniforme applicazione in tutta la Regione, e di occuparsi delle funzioni amministrative relative ad avvio, svolgimento, modifica e cessazione dell'attivita'. Proprio sui poteri concessi ai Comuni sia Cavicchioli (Pd) che Ciocca (LN) ne hanno sollecitato una piu' precisa definizione, per evitare eccessiva discrezionalita' o confusione. Richieste tradotte in osservazioni che saranno valutate dalla Giunta per un loro eventuale accoglimento. Viene definita in modo chiaro la prestazione professionale di acconciatore (che comprendera' anche lo svolgimento di manicure e pedicure estetico) e per esercitarla sara' necessario possedere un titolo di abilitazione rilasciato dalle commissioni provinciali dell'artigianato. Introdotta anche una differenzazione di orari di apertura e chiusura, diversi da centro a periferia, e l'obbligo di esporre in vetrina del listino prezzi. Responsabile tecnico - Il regolamento istituisce questa figura, che dovra' essere sempre presente negli orari di aperture e durante tutto lo svolgimento dell'attivita' e possedere i requisiti professionali. Se ci sono piu' sedi della stessa impresa, un responsabile tecnico dovra' essere presente in ciascuna sede e in caso di malattia o impedimento, il titolare dovra' designare un sostituto. Avvio, Sospensione, Cessazione, Subingresso - Tutte queste attivita' sono soggette alla presentazione della SCIA allo sportello unico per le Attivita' produttive (SUAP) del Comune interessato. In caso di subingresso, il subentrante dovra' adeguare i locali alle disposizioni della normativa. Luogo di svolgimento - I locali destinati all'attivita' di parrucchiere dovranno rispettare i vincoli urbanistici, edilizi, sanitari ed essere dotati di specifica destinazione d'uso. Vietato l'esercizio in forma ambulante o con l'uso di parcheggio su area aperta al pubblico, sara' invece possibile svolgere l'attivita' fuori dal negozio, in caso di malattia del cliente, in occasioni di eventi sportivi, fieristici o manifestazioni legate alla moda o allo spettacolo, presso case di cura o caserme o in altri luoghi coi quali siano stipulate convenzioni. Vincoli anche per l'attivita' nel proprio domicilio, che sara' consentito solo se i locali sono a norma dal punto di vista urbanistico e sanitario e siano dotati di servizi igienici autonomi. Qualsiasi attivita' didattica o dimostrativa non potra' essere effettuata nei negozi a meno che non si tratti di corsi di

18 aggiornamento professionale riservati al personale dipendente. Requisiti igienico-sanitari - I parrucchieri dovranno operare nel rispetto delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza, evitando pericoli ai clienti, sottoponendo gli impianti tecnologi a verifiche periodiche e prevedendo all'interno del locale presidi di primo soccorso. Competente a vigilare sara' la ASL. Sanzioni - Rigido anche il sistema sanzionatorio che prevede la sospensione dell'attivita' nel caso di inottemperanza degli obblighi fino al divieto di esercizio nel caso di reiterazione delle violazioni. VENETO: OK IN COMMISSIONE SANITA' A CRITERI FONDI PER STRUTTURE La commissione Sanita' del consiglio veneto ha approvato i criteri guida per l'erogazione del fondo di rotazione di 50 milioni di euro, istituito con la legge finanziaria 2011, per la realizzazione e la ristrutturazione di strutture sociosanitarie. Si tratta di un nuova formula di finanziamento delle iniziative pubbliche e private in campo sociosanitario, che prevede finanziamenti a tasso zero da restituire entro 25 anni prevista da una delibera presentata dall'assessore Remo Sernagiotto. Lo riferisce una nota del consiglio regionale Veneto. Dei 50 milioni del fondo, 25 sono destinati a interventi di acquisto, costruzione, manutenzione, arredo e adeguamento alle norme di sicurezza per servizi e realta' assistenziali gia' esistenti per disabili e non autosufficienti; gli altri 25 milioni saranno destinati a progetti e strutture innovative, capaci di autofinanziarsi nel lungo periodo, improntate ai modelli della casa-famiglia e della vita indipendente, con particolare attenzione alle categorie dei parzialmente non autosufficienti (come le persone down e autistiche). VENETO/MONTAGNA: OK IN COMMISSIONE A RIPARTO FONDI PER COMUNI La commissione Affari istituzionali e Bilancio del Consiglio veneto, presieduta da Costantino Toniolo (Pdl), ha espresso parere favorevole, a maggioranza (astenuti i rappresentanti dell'opposizione), al riparto del fondo di 200 mila euro a favore dei comuni delle aree svantaggiate di montagna. Le risorse disponibili quest'anno per i 171 comuni considerati 'svantaggiati' per indice spopolamento, tasso di invecchiamento e superficie agricola utilizzabile consentiranno di integrare le spese correnti di appena 14 comuni: Laghi, Lastebasse, Gosaldo, Colle Santa Lucia, Danta di Cadore, Vallada Agordino, Tonezza del Cimone, Rivamonte Agordino, San Tomaso Agordino, Voltago Agordino, Posina, Zoppe' di Cadore, Sovramonte e Lamon. Dal 2007 (anno in cui e' stato istituito il fondo per i comuni svantaggiati) al 2010 l'intervento finanziario volto a contrastare la 'fuga' di comuni di confine verso le Regioni autonome e' ammontato a 32 milioni di euro, di cui 31,3 per spese di investimento e 675 mila euro per spese di gestione e di funzionamento. Nel dettaglio, nei primi tre anni di attivazione del fondo sono stati erogati 9 milioni di euro l'anno finanziando 47 comuni nel 2007, 65 nel 2008 e 71 nel Lo scorso anno le disponiblita' del fondo sono state ridimensionate a 5 milioni di euro per spese di investimento (56 i comuni finanziati) e a 200 mila euro per spese di gestione (14 i comuni beneficiari). Quest'anno, viste le ristrettezze di bilancio e i tagli ai trasferimenti statali, il fondo per i comuni svantaggiati si riduce a 200 mila euro per finanziamenti di sola spesa corrente, vale a dire servizi sociali, trasporto scolastico, manutenzione strade, sgombero

19 neve e riscaldamento edifici pubblici. LIGURIA: GARIBALDI NOMINATO PRESIDENTE COMMISSIONE CONTROLLI Gino Garibaldi e' stato eletto presidente della commissione Controlli della Regione Liguria subentrando ad Alessio Saso. Sia il presidente uscente che il neoeletto sono del Pdl visto che la presidenza della commissione Controlli e' attribuita ad un rappresentante delle opposizioni. Vicepresidente e' stato confermato Lorenzo Basso (Partito Democratico). Nuova nomina anche in commissione Attivita' produttive dove Raffaella Della Bianca, del Pdl e' stata eletta vicepresidente. Alla presidenza della commissione e' stata confermato Sergio Scibilia del Partito Democratico. FIAT: DDL PARLAMENTO SICILIA, 200 MLN PER RILANCIARE TERMINI IMERESE ''La Regione siciliana contribuira' con la somma di 200 milioni di euro, che non integrano aiuti di Stato, al superamento della crisi della area industriale di Termini Imerese e per rilanciare i livelli occupazionali del dopo Fiat, attraverso un fondo di garanzia che integrera' le somme destinate dal Governo nazionale, oltre alle somme gia' previste in precedenza''. E' quanto dichiara Salvino Caputo, presidente della Commissione parlamentare Attivita' produttive dell'assemblea regionale siciliana e primo firmatario di un relativo disegno di legge che e' gia' sul tavolo della stessa Commissione legislativa per poi approdare a Sala d'ercole. CALABRIA: OK REGIONE A TRACCIABILITA' PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI ''D'ora in poi ogni procedimento amministrativo di competenza della Regione Calabria dovra' essere dotato di adeguati supporti informatici allo scopo di renderne conoscibile agli interessati ogni atto''. E' quanto ha stabilito la Commissione ''Affari istituzionali - Affari generali'' del Consiglio regionale della Calabria, presieduta da Giuseppe Caputo, approvando all'unanimita' la ''tracciabilita' informatica del procedimento amministrativo e misure per la trasparenza, il controllo e la legalita' dell'attivita' amministrativa''. Sul testo unificato - che tiene conto di tre proposte di legge in materia presentate dal vicepresidente del Consiglio Alessandro Nicolo' e dal consigliere Salvatore Magaro'- ha relazionato il presidente dell'organismo Caputo. ''E' un provvedimento - ha spiegato quest'ultimo - che va nella direzione di garantire efficienza, efficacia, imparzialita' e trasparenza nella pubblica amministrazione. E cio' anche in rapporto a sovvenzioni, contributi, sussidi e vantaggi economici di qualsiasi genere erogati dalla Regione in favore di persone fisiche e enti pubblici e privati. Pertanto a carico del beneficiario della provvidenza economica, c'e' l'obbligo di esibire idonea relativa documentazione bancaria riguardante la destinazione della somma ricevuta''

20 ASSEMBLEE REGIONALI IN PILLOLE PIEMONTE: OK A LEGGE PER RISARCIRE PROFUGHI 2* GUERRA MONDIALE Una legge per risarcire, anche se tardivamente, i profughi che dopo la seconda guerra mondiale decisero di rimanere a vivere in Italia. E' questo lo spirito del provvedimento sull'alienazione degli alloggi di edilizia sociale riservati ai profughi, presentato dalla Giunta e approvato in Aula il 14 settembre all'unanimita'. ''La nuova legge si pone l'obiettivo di risolvere questo problema, dando piena attuazione alla legge nazionale esistente'', ha affermato il capogruppo della Lega Nord, Mario Carossa, relatore del provvedimento. ''Avevamo un debito verso i nostri connazionali che circa 60 anni fa - ha spiegato - hanno dovuto lasciare le loro terre e abbandonare le loro case. Oggi abbiamo raggiunto un risultato importante e bipartisan''. Il nuovo provvedimento ribadisce quindi che le due tipologie di sistemazione abitativa dei profughi previste dall'art. 18 e dall'art. 17 della legge n. 137 del '52 sono assimilabili. Cio' significa che, anche ai profughi a cui e' stato assegnato un alloggio delle case popolari, non avendo potuto scegliere, devono poter esercitare il diritto di acquisto dell'abitazione. LOMBARDIA: VALMAGGI ELETTA AL POSTO DI PENATI A VICEPRESIDENZA CONSIGLIO Sara Valmaggi (Pd) prende il posto di Filippo Penati alla vicepresidenza del consiglio regionale della Lombardia. L'elezione, avvenuta con 27 voti a favore dell'esponente democratico al suo secondo mandato al Pirellone, si e' resa necessaria dopo il passo indietro di Filippo Penati, che si e' autosospeso dall'incarico di vicepresidente del consiglio regionale dopo essere stato indagato con l'ipotesi di concussione, corruzione e finanziamento illecito ai partiti dai magistrati di Monza titolati dell'inchiesta sulla riqualificazione dell'ex area Falck di Sesto San Giovanni. Grande soddisfazione dal capogruppo del Pd al Pirellone, Luca Gaffuri: ''Sara Valmaggi - ha commentato - e' una consigliera regionale capace e apprezzata oltre i confini dell'opposizione. Particolarmente piacere ci ha fatto l'attestazione di stima, pur nella differenza di vedute e posizioni politiche, fatta in Aula dalla presidente della commissione sanita' e assistenza Margherita Peroni, del Pdl. Anche gli avversari le riconoscono il rigore, la competenza e l'impegno costante, doti che, siamo certi, le permetteranno di svolgere al meglio il ruolo di vicepresidente dell'assemblea''. Dello stesso parere Maurizio Martina, segretario regionale del Pd: ''Sara Valmaggi sapra' rappresentare ottimamente tutto il Consiglio regionale lombardo. E' una donna competente e da sempre stimata al di la' delle appartenenze politiche. Siamo certi che il suo impegno appassionato sara' riconosciuto nello svolgimento del suo nuovo incarico. Le auguriamo buon lavoro''

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