RASSEGNA STAMPA CGIL FVG venerdì 12 giugno 2015

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1 RASSEGNA STAMPA CGIL FVG venerdì 12 giugno 2015 (Gli articoli di questa rassegna, dedicata prevalentemente ad argomenti locali di carattere economico e sindacale, sono scaricati dal sito internet dei quotidiani indicati. La Cgil Fvg declina ogni responsabilità per i loro contenuti) Indice articoli ATTUALITÀ, ECONOMIA, REGIONE (pag. 2) Posti fissi, il primato va al Fvg (+75%) (Piccolo) I fari dell Antimafia su Fincantieri (Piccolo) «Seimila euro, Isee troppo basso» (Gazzettino) Ok dal commissario al piano: ai prestatori fino al 36% del capitale (M. Veneto) Le navi trainano l export regionale (M. Veneto) Esauriti i posti per minori. I sindaci devono arrangiarsi (M. Veneto) Bonus studi agli stranieri fino alla laurea (Piccolo) I dubbi di sindacati e onlus sugli assegni anti povertà (Piccolo) CRONACHE LOCALI (pag. 10) Cassa integrazione per un anno alla Vetroresina (M. Veneto Udine) Lavinox, l offerta non arriva e cresce l ansia (M. Veneto Pordenone) I reclami dei pazienti. Le "pagelle" ai reparti (Gazzettino Pordenone) Pensionati, i sindacati mobilitati per le scadenze (M. Veneto Pordenone) Cgil, vademecum anti-visite fiscali (Gazzettino Pordenone) Roma congela il via libera al rigassificatore (Piccolo Trieste) Giovani e politica, Belci presenta il libro Tra padri e figli (Piccolo Trieste) La protesta dei docenti manda in tilt gli scrutini (Piccolo Trieste) Detroit di Ronchi sul web per 6,5 milioni (Piccolo Gorizia-Monfalcone) Petizione alla Serracchiani: «Basta carbone dopo il 2017» (Piccolo Gorizia-Monfalcone)

2 ATTUALITÀ, ECONOMIA, REGIONE Posti fissi, il primato va al Fvg (+75%) (Piccolo) di Piercarlo Fiumanò TRIESTE Effetto Jobs Act sull economia del Friuli Venezia Giulia con oltre 4mila assunzioni in più a tempo indeterminato nei primi quattro mesi dell anno. Il dato, che addirittura proietta il Fvg al primo posto nella classifica delle regioni più virtuose, è contenuto nell Osservatorio sul precariato diffuso dall Inps che per la prima volta contiene una mappa del lavoro su scala regionale sulla base delle segnalazioni delle aziende. Dall Osservatorio emerge anche una ripresa delle assunzioni a termine (da a ). Risultati tutti da decifrare ma che sembrano confermare un venticello di ripresa. Secondo il rapporto, su scala nazionale, nel primo quadrimestre del 2015 aumentano le assunzioni a tempo indeterminato ( ) e i contratti a termine ( ) mentre diminuiscono le assunzioni in apprendistato ( ). Il Friuli Venezia Giulia, a sorpresa, si conferma così la regione più dinamica, primo in valori assoluti con nuovi contratti stabili (+75,3%) ben oltre la media nazionale. In ripresa anche le assunzioni a termine (da a ). Se consideriamo invece il complesso delle assunzioni nel periodo (comprese quindi quelle a termine e in apprendistato) l aumento è pari a posti. Il Friuli Venezia Giulia batte regioni come Umbria (+59,4%), Marche (+50,6%), Piemonte (+48,3%) ma soprattutto allunga il passo rispetto alle roccaforti del Nordest che pure hanno registrato buone performance come il Veneto (+40%) e il Trentino (+41%). Tornando allo scenario nazionale nel quadrimestre le nuove assunzioni a tempo indeterminato sono state e se si considerano anche le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine comprese le trasformazioni degli apprendisti (+23,4%), la quota di assunzioni con rapporti stabili è passata dal 35,51% del primo quadrimestre 2014 al 40,93% dei primi 4 mesi del In particolare, ad aprile la quota di nuovi rapporti stabili ha raggiunto la misura del 45% e sul complesso delle assunzioni e trasformazioni a tempo indeterminato oltre il 61% fruisce dell'esonero contributivo triennale introdotto dalla legge di stabilità Per l assessore regionale al Lavoro, Loredana Panariti è una buona base di partenza per cavalcare la nascente ripresa: «Possiamo guardare al futuro con fiducia per arrivare a un nuovo modello di uscita dalla crisi. Vogliamo che il Fvg sia una regione innovativa nella quale sostenibilità e competitività possano essere raggiunti con la valorizzazione del lavoro competente e stabile». Per la Cgil regionale non c è solo l effetto Jobs Act. Orietta Olivo, responsabile lavoro, sottolinea come «sui dati incidono sicuramente gli sgravi contributivi introdotti dalla Finanziaria 2015, come testimonia il forte aumento dei contratti a tempo indeterminato e la crescita di quelli a tempo determinato». Per Olivo c è anche un effetto voucher con un tetto annuo che il governo aumenta da 5mila a 7mila euro. Il fatto che crescano anche i posti a termine potrebbe però essere interpretato come un sintomo di ripresa: «Restiamo prudenti anche alla luce dei recenti dati Istat, che parlano di una diminuzione di occupati in regione nel confronto tendenziale col primo trimestre 2014». Questa ripresa del lavoro in regione arriva peraltro all indomani della presentazione del rapporto sull economia regionale di Bankitalia che fotografa l andamento del 2014, come un anno di stagnazione per l occupazione seppur con minore intensità rispetto al 2013 soprattutto per meccanica, legno e mobili e edilizia.

3 I fari dell Antimafia su Fincantieri (Piccolo) TRIESTE Claudio Fava, il vicepresidente della commissione parlamentare antimafia, oggi in missione a Trieste, aveva anticipato il confronto anche con le parti sociali. Ma la sessione serale della giornata di Rosy Bindi e dei colleghi di Camera e Senato promette scintille: dopo non poche polemiche, uno dopo l altro arriveranno in Prefettura Franco Belci e Giuseppe Bono. Il tema, visto l interlocutore, sarà proprio quello che ha diviso il segretario della Cgil e il presidente di Confindustria regionale, amministratore delegato di Fincantieri, vale a dire le presunte infiltrazioni mafiose in Fvg. Belci ha più volte invitato il colosso dei cantieri navali a sottoscrivere il protocollo sulla legalità con i sindacati e il prefetto di Gorizia. Bono ha replicato di recente chiamando la controparte a essere «più responsabile e costruttiva». Nel tardo pomeriggio i due si confronteranno con la cinquantina di parlamentari attesi a Trieste. E Belci affila già le armi: «La presidente Bindi ha accolto la richiesta di audizione della parti sociali e non ci faremo sfuggire l occasione di trasmettere alla commissione quello che sosteniamo da tempo». Il segretario della Cgil Fvg non cambia idea: «Le infiltrazioni mafiose, certo non solo a Fincantieri, sono presenti purtroppo anche in regione. Lo hanno ulteriormente confermato i risvolti dell inchiesta Apocalisse della Procura di Palermo con chiari riferimenti a uno spostamento delle attività malavitose pure verso la portualità del Nord Est». Bono? «Da lui non mi aspetto niente, racconterà il suo punto di vista dice ancora Belci. Ma alla commissione farò presente che non sarebbe male dare un occhiata dentro il cantiere alla presenza delle forze dell ordine. Magari senza preavviso». La visita dell antimafia inizierà a mezzogiorno in Prefettura, presente anche il prefetto di Gorizia. Si inizierà con i colloqui con questore, carabinieri, Finanza e Direzione investigativa antimafia. Dopo la pausa pranzo si riprenderà alle con la sfilata dei responsabili di Procura, Capitaneria di porto, Autorità portuale, Consorzio per lo sviluppo industriale di Monfalcone, Cgil, Cisl, Uil e Confindustria. (m.b.) «Seimila euro, Isee troppo basso» (Gazzettino) TRIESTE - L'Isee che la maggioranza di Centrosinistra in Consiglio regionale ha fissato in 6mila euro netti all'anno per accedere al sostegno al reddito non va bene. La posizione della Cisl regionale, espressa durante l'audizione in 3.Commissione consiliare, trova sponda anche nelle altre forze sociali. «Ci lascia perplessi - afferma Luciano Bordin - perchè colpisce una fascia importante di famiglie che hanno una gestione complicata del reddito, auspichiamo una misura che deve essere equa e un testo unico per evitare il rischio di una guerra tra poveri». La Cisl chiede anche «una verifica in corso d'opera delle politiche messe in campo» mentre sul patto di inclusione sociale avverte: «Funziona solo se rispettato da entrambe le parti». Ma le osservazioni si sono focalizzate soprattutto sulla soglia Isee: si tratterà di trovare una mediazione tra la proposta della maggioranza, quella del Movimento 5 Stelle che lo indicano in 8mila euro (la proposta dei grillini è stata la prima in tal senso e risale ad aprile dello scorso anno) mentre Ncd fissa la soglia in 9mila euro. «Le forze sociali - riferisce il grillino Cristian Sergo - chiedono che l'isee venga fissato tra gli 8mila e i 9mila euro reputando troppo basso il paramentro della maggioranza». Convince poco anche l'entità dell'assegno pari a 500 euro mensili. Il capogruppo del Pd Diego Moretti assicura: «Stiamo ragionando e verificando le compatibilità finanziarie». L'obiettivo è uscire dal comitato ristretto, che si riunirà il 17 giugno, con un'unica proposta che faccia sintesi tra le tre prendendo come testo base quello del centrosinistra. Obiettivo del gruppo pentastellato è cambiare la proposta della maggioranza puntando sulla condizionalità della ricerca di un lavoro, restituzione del beneficio svolgendo lavori socialmente utili e su un sistema di controllo per non cadere nell'assistenzialismo. E.B.

4 Ok dal commissario al piano: ai prestatori fino al 36% del capitale (M. Veneto) di Domenico Pecile UDINE Disco verde del commissario giudiziale, Fabiola Beltramini, al piano di concordato preventivo di CoopCa. L ok al documento - che segue di poche ore la decisione del cda della Banca popolare di Cividale di acquisire il Cedi di Amaro per 10,8 milioni - è contenuto nella relazione di 145 pagine che la stessa Beltramini ha provveduto a inoltrare immediatamente ai soci prestatori. Quest ultimi, nell adunata dei chirografi già programmata per il prossimo 20 di giugno, a Udine, decideranno se avallare o respingere il Piano. Per il commissario giudiziale non ci sono dubbi nella scelta tra la convenienza della proposta di concordato rispetto all alternativa del fallimento e/o di amministrazione straordinaria. La stessa Beltramini nella parte conclusiva della sua relazione sottopone all attenzione dei creditori il fatto che qualora «ad esito delle indagini su alcuni componenti del cda e del collegio sindacale emergessero fatti di bancarotta, i reati connessi rileverebbero, anche, nell ambito della procedura concordataria, così come è anche riconosciuto al commissario giudiziale il diritto di costituirsi parte civile nel procedimento penale per i reati predetti». Non solo, ma nella stessa relazione viene sottolineato il fatto che un elemento di sicura rilevanza è rappresentato dal fatto che tute le offerte di acquisto fin qui pervenute (fatta eccezione per l offerta di due uffici «di modestissimo valore») sono subordinati all approvazione della procedura di concordato. «L interruzione di questa procedura - ricorda la Beltramini - comporterebbe il venire meno delle offerte di acquisto dei 14 punti vendita e di una parte cospicua del patrimonio immobiliare direttamente o indirettamente riferibile a CoopCa oltre a quota parte del consistenze del magazzino». Insomma, secondo le previsioni «appare realizzabile il pagamento integrale delle spese di procedura, dei crediti in prededuzione e dei crediti privilegiati e la soddisfazione dei creditori chirografi». Ma ecco nel dettaglio le cifre fornite. L attivo concordatario (vale a dire la somma che si presume di incassare da tutto il patrimonio di CoopCa) ammonta stando alla relazione del commissario - a 48 milioni 610 mila 684 euro, da cui si deve sottrarre il pagamento degli oneri dovuti ai professionisti di 2 milioni 274 mila 622 euro. Per cui il residuo attivo per i creditori privilegiati e quelli chirografari sarà di 45 milioni 886 mila 62 euro. Di questi, ai privilegiati spetteranno 31 milioni 159 mila 324 euro. Il residuo per i chirografari è di 14 milioni 726 mila 738 euro così suddivisi: l 1 per cento agli istituti bancari, il 32 per cento ai fornitori e il restante 67 per cento ai soci privilegia. Dunque, a quest ultimi spetterebbe la somma di 9 milioni 866 mila 914,46 euro sui complessivi 27 milioni 157 mila 702 euro di depositi complessivi. Dunque, se tutto dovesse verificarsi come prospettato dal commissario giudiziale - stante che si tratta ovviamente di ipotesi tutte da verificare sul campo - ai soci prestatori verrebbe riconosciuto il 36 per cento dei loro depositi. A questo presunto credito si dovrebbe aggiungere il 50 per cento del prestito promesso dal Legacoop Fvg e dal Distretto Adriatico e che dovrebbe essere formalizzato se ci sarà l ok al piano concordatario. Ma si tratta - giova ripetere - di calcoli ancora teorici. In realtà la stima è che i rimborsi dal piano oscillino tra il 5 e il 36 per cento a seconda dei risultati delle gare per la vendita del patrimonio.

5 Le navi trainano l export regionale (M. Veneto) di Elena Del Giudice UDINE Grazie alla cantieristica l export del Friuli Venezia Giulia vola nel primo trimestre Realizza infatti un incremento del 31,83 per cento, prima tra le regioni italiane. Disaggregando il dato per province, Udine flette di -2,13 per cento, Pordenone cresce dello 0,51 per cento, Gorizia realizza +269,03 per cento, e Trieste +92,56 per cento. Udine Nella provincia friulana crescono le esportazioni del settore primario, dei prodotti da forno, degli altri prodotti alimentati e delle bevande. Cede la chimica (-25,3), la plastica e il vetro. Ma soprattutto flette la siderurgia, da 254,2 milioni del 1 trimestre 2014 ai 238,7 di quest anno (6 per cento). Incerta la meccanica dove crescono le macchine di impiego generale ma scendono quelle speciali (da 184,5 a 136,2 milioni, -26,2 per cento). Modesto incremento per i mobili, +1,4 a 110 milioni. Pordenone Nel Friuli occidentale le piante vive (soprattutto barbatelle) incrementano di quasi il 50%; +15,1 per cento la gomma, +2,5 la plastica, - 1,3 il vetro. Bene le coltellerie, +18% a 24,9 milioni, e stabili (+0,9) gli altri prodotti in metallo a 25,5 milioni. I motori salgono di +14 per cento a 29 milioni, mentre l elettrodomestico cede il 6,5 per cento (da 82,8 a 77,5 milioni). L aggregato macchine cede il 9,4 per cento, da 291 a 264 milioni. Brillante il mobile che passa da 146,4 a 170,6 milioni, +16,5 per cento. Trieste Nel capoluogo regionale ottimo l incremento degli altri prodotti alimentari, +12,9 per cento, da 33,7 a 38 milioni; l industria cartaria segna -21,2 per cento, da 32,7 a 25,7 milioni. Gli elementi da costruzione in metallo passano da 890 mila euro a 18,9 milioni ( per cento), mente le macchine cedono il 32,6 per cento. Navi e imbarcazioni passano da 81 mila euro a 273 milioni. Gorizia Uno stratosferico ,5 per cento per le navi e imbarcazioni a Gorizia, salite da 5,7 a 538,5 milioni di euro, Nel capoluogo isontino bene anche la meccanica e il mobile (+0,6).

6 Esauriti i posti per minori. I sindaci devono arrangiarsi (M. Veneto) di Mattia Pertoldi UDINE Abolire o sospendere il trattato di Schengen non risolverà il problema degli arrivi dei profughi in Italia e, quella di Maroni, è mera propaganda. L assessore regionale Gianni Torrenti boccia la proposta avanzata dal governatore della Lombardia nel corso dell audizione che l ex ministro degli Interni ha svolto al Comitato parlamentare di controllo sull attuazione degli di Schengen. In Regione, intanto, resta viva la problematica dei minori stranieri non accompagnati perché se i 25 arrivati a Romans d Isonzo nei giorni scorsi hanno trovato una collocazione, lo stesso non si può dire per i tre di Tarvisio dove il sindaco Renato Carlantoni ha, per il momento, sospeso la minaccia di portarli in Prefettura, ma ha scritto direttamente al ministro Angelino Alfano. La richiesta di bloccare la libera circolazione delle persone all interno dei confini comunitari era stata già avanzata dal segretario regionale del Sap Olivio Comelli e, ieri, è stata reiterata da Roberto Maroni a Montecitorio. Una proposta abbinata alla richiesta di bloccare le partenze intervenendo direttamente sulle coste del nord Africa, ma che Torrenti rispedisce al mittente bollandola come inutile e populista. «Da un punto di vista prettamente cinico ha spiegato l assessore regionale, visto che l Italia è il principale luogo in cui sbarcano queste persone, la chiusura dei confini penalizzerebbe soltanto il nostro Paese. Ma al di là di questo, accettare le richieste di Maroni rappresenterebbe un grave errore politico, nonché una forte contraddizione, rispetto alla richiesta che tutte le forze politiche continuano a porre all Europa per gestire congiuntamente una crisi umanitaria di queste dimensioni e complessità. La realtà è che Maroni fa la solita e mera propaganda». Le schermaglie politiche non cancellano, però, i problemi che Regione ed enti locali si trovano a dover affrontare in Fvg. Il più impellente, al momento, è quello legato alla reperibilità di nuove strutture di accoglienza per i minori stranieri non accompagnati dopo che i cinque centri di accoglienza attualmente convenzionati risultano essere ormai saturi. Ieri 25 minori arrivati a Romans d Isonzo hanno trovato una sistemazione, ma resta in piedi il nodo di Tarvisio dove Renato Carlantoni, per il momento, ha preso tempo posticipando la minaccia di trasferire i profughi in Prefettura. Ma il primo cittadino di Tarvisio non getta la spugna e, ieri, ha scritto ad Alfano oltre che a Serracchiani e al prefetto di Udine Provvidenza Delfina Raimondo - ponendo come dead line per la risoluzione il fine settimana. «Il prefetto mi ha chiamato alle 13 dicendomi che la soluzione era trovare un adulto maggiorenne al quale affidarli o cercare altre strutture convenzionate in Fvg e fuori Regione, ma al momento non le ho trovate, sono tutte occupate. Ho replicato al prefetto che non si affrontano così i problemi: qui c è un evidente scarica barile nel quale io mi sono assunto la responsabilità di mandarli in albergo. Le ho anche chiesto cosa farebbe se le portassi i minori in Prefettura e la risposta è stata che avrebbe provveduto a rimandarli a Tarvisio. Sono basito e senza parole. Se entro questo fine settimana non verranno trovate soluzioni, prenderò gli opportuni provvedimenti. Siamo di fronte alla totale incertezza giuridica e alla responsabilizzazione dei sindaci. Non stiamo giocando al casinò, ma stiamo parlando di vite umane e di un emergenza nazionale che dev essere affrontata dal Governo e dai prefetti».

7 Bonus studi agli stranieri fino alla laurea (Piccolo) di Gianpaolo Sarti TRIESTE Mediatori culturali in scuole e ospedali. Spazi pubblici da usare come centri di aggregazione. Assistenza sanitaria. Formazione professionale e tirocini. Insegnamento dell italiano, ma anche fondi per l apprendimento delle lingue d origine degli stranieri. E, ancora, alloggi sociali e sostegno per la casa, l arredamento e il pagamento dell affitto. Il tutto con contributi regionali ad associazioni e onlus. Il centrosinistra che siede in Consiglio regionale prepara la svolta sull immigrazione con una nuova legge. Primo firmatario il Pd Franco Codega. Il poderoso provvedimento si rivolge all intera popolazione straniera in Fvg, compresi richiedenti asilo e rifugiati: 107mila persone, il 9% dei residenti. «Assieme al Molise siamo rimasti gli unici in Italia ad essere privi di una norma», si fa notare nel testo depositato in questi giorni in piazza Oberdan. «Della presenza degli stranieri va fatta una lettura seria», anche perché «un esame approfondito evidenzia caratteristiche molto diverse dalla percezione corrente». Il centrosinistra punta così a realizzare in Fvg «una società plurale e coesa, tale da favorire la valorizzazione delle culture di origine», contrastando «fenomeni di razzismo e discriminazione». I numeri immigrati in Fvg per un totale di occupati, il 10,6% del totale, per un gettito fiscale stimabile in milioni di euro. Quasi il 50% lavora in alberghi, ristoranti, commercio al dettaglio, servizi alle imprese e alla persona badanti. «Una risorsa per la comunità», osserva la legge. Il testo si richiama ai principi del «pluralismo delle culture, del reciproco rispetto e dell integrazione partecipe» per «rimuovere gli ostacoli che si oppongono all esercizio dei diritti civili e sociali da parte dei migranti». La legge Il provvedimento è firmato dai gruppi di maggioranza: Pd, Sel e Cittadini. La legge intende normare «le relazioni e le opportunità culturali degli immigrati presenti sul territorio, al fine di garantire una loro integrazione con la comunità». Integrazione, si precisa, «è sinonimo di sicurezza sociale». Anche perché, «negli ultimi mesi al problema immigrazione si è sovrapposta la questione profughi». E «una trattazione disinvolta di questa emergenza, soprattutto da parte dei media, ha creato non poca confusione e ha contribuito a gettare un allarme che non ha motivo di esistere». Il provvedimento nasce dopo un lungo iter di elaborazione assieme a prefetti, sindacati, amministratori locali, associazioni, Caritas ed enti di formazione. L obiettivo è chiaro: garantire parità di accesso ai servizi e l effettivo esercizio dei diritti, guardando «al primato della persona indipendentemente dalla cittadinanza». Gli interventi La Regione promuoverà progetti di prima accoglienza per le persone alle quali è stato riconosciuto il diritto alla protezione internazionale. Saranno invece i Comuni ad attuare misure di aiuto per la ricerca del lavoro e di una casa, ma anche iniziative per l integrazione. Una sottolineatura è riservata alle politiche abitative, da favorire anche «con appositi fondi di rotazione e alloggi sociali». La Regione, attraverso associazioni e onlus, si affiancherà per il pagamento dei lavori di manutenzione, l arredamento e per gli affitti. L istruzione, inoltre, sarà sostenuta pure dopo il raggiungimento della maggiore età, dunque anche l università. Ma la Regione intende anche accompagnare il rientro degli immigrati nei Paesi di origine e il loro reinserimento. Il capitolo corsi di formazione spunta un po dappertutto nella legge, a cominciare dai mediatori culturali e dall aggiornamento di chi lavora nella pubblica amministrazione e nelle associazioni che operano con immigrati. Le onlus Particolare rilievo, per le finalità della norma, viene assegnato al ruolo di associazioni, onlus e cooperative. Che la Regione intende supportare per le attività di informazione, sensibilizzazione, dialogo interculturale, assistenza nelle pratiche amministrative per il rilascio e rinnovo dei titoli di soggiorno, oltre che la prima accoglienza. In Fvg sorgerà un organismo apposito: la Consulta regionale per l integrazione, con compiti di proposta per la stesura dei Piani per l integrazione, oltre che di coinvolgimento in studi sui fenomeni migratori e sulle condizioni di vita e lavoro degli stranieri.

8 I dubbi di sindacati e onlus sugli assegni anti povertà (Piccolo) di Diego D Amelio TRIESTE La crisi è pesante e si fa sentire. Servono allora misure che intercettino il bisogno di una parte della cittadinanza, messa in ginocchio dalla povertà o a rischio di trovarvisi invischiata. Una povertà dai tanti volti, a volte temporanea, a volte prolungata, ma sempre caratterizzata dalla compresenza di più problematiche, fra cui il dato economico è solo uno degli elementi in gioco. Una misura anti-povertà, che tenga conto di questa multifattorialità, è ritenuta dunque urgente da tutti gli intervenuti all'audizione organizzata ieri dalla terza commissione, per aprire un confronto sulle forme di sostegno al reddito in discussione in Consiglio. C erano tutti: amministratori locali, sindacati, associazioni, consumatori, disabili, terzo settore e cooperative, che hanno comunque rimandato il giudizio a un testo più definito, frutto dell'annunciato tentativo di fare sintesi tra la proposta della maggioranza e quelle presentate da M5S e Ncd. A serpeggiare in aula è anzitutto il dubbio sull'efficacia che il provvedimento avrà nel difficile quadro socio-economico attuale. Le osservazioni hanno riguardato in particolare la possibilità di avviare percorsi lavorativi stabili, in un momento di grave crisi economica e occupazionale. Per tale ragione si è molto insistito sulla necessità di definire natura e modalità dei corsi di formazione e dei tirocini previsti. Fra le questioni difficilmente ignorabili c'è inoltre la possibilità di garantire una copertura finanziaria adeguata alla legge, senza sottrarre fondi ad altre voci di bilancio e dando nel contempo respiro a una platea di circa 10mila nuclei familiari. Tali sarebbero infatti i potenziali richiedenti, nel caso la soglia Isee rimanesse fissata a 6mila euro, limite che tutti gli enti hanno però chiesto di innalzare. Alle considerazioni di ordine economico, si sono sommate quelle di carattere gestionale, con l'invito a chiarire le modalità burocratiche degli interventi e a scongiurare aggravi per i Comuni che erogheranno i servizi. L'accento è stato posto ancora sulla necessità di verifiche costanti, sia sul piano generale sia su quello dei percorsi individuali, che dovranno essere necessariamente personalizzati e maggiormente incentrati, a seconda dei casi, sugli aspetti sociali o su quelli occupazionali. Non solo danaro a pioggia, insomma, ma erogazione di servizi, che prendano in carico il disagio sociale e psicologico, i problemi sanitari, il sostegno familiare, le necessità educative, le difficoltà linguistiche: soltanto risolvendo o attutendo simili problemi, i richiedenti potranno infatti rispettare il patto di inserimento sociale, coniugando diritti e responsabilità individuali. Molti fra gli intervenuti hanno infine rimarcato la necessità di accorpare i provvedimenti assistenziali attualmente in funzione a livello regionale, al fine di coordinare le misure anti povertà e porre sotto un unico ombrello le categorie potenzialmente colpite: disoccupati, pensionati, disabili, giovani, divorziati e cosiddetti working poors, cioè lavoratori a redditi minimi. L'impegno è stato assunto senza titubanze dal presidente di commissione, Franco Rotelli, che ha assicurato che la proposta di legge punta ad essere la base per riorganizzare il comparto. I sindacati hanno elogiato la centralità che tutte e tre le proposte hanno tributato al tema del lavoro. Più critico il ragionamento della Cgil, secondo cui la proposta della maggioranza si discosta dall'idea di workfare avanzata dalla Cgil nei mesi scorsi. L'importanza del lavoro non emergerebbe a sufficienza dal disegno dell'attuale maggioranza, troppo legato ad assistenza e servizi sociali: secondo la Cgil il percorso di avviamento al lavoro va invece battuto con convinzione per tutte le persone in grado di venire occupate. Luciano Bordin della Cisl ha di contro ricordato che la legge vedrà il coinvolgimento di nuclei familiari in grande difficoltà sociale, che non sempre trovano nel lavoro la soluzione della propria fragilità. A margine dell'incontro, Orietta Olivo (Cgil) ha poi evidenziato l'importanza di aumentare la durata del beneficio che il suo sindacato ritiene dover essere di almeno 24 mesi, eventualmente rinnovabili, per garantire un reale inserimento lavorativo. Pienamente condivisa, invece, la scelta dei 12 mesi di residenza, su cui l'audizione ha fornito chiavi di lettura anche molto diverse: dai 24 mesi di Cittadinanzattiva ai ben 72 proposti dall'ugl. Quest'ultima sigla ha sposato quasi in toto la proposta del Ncd, rimarcando la necessità di innalzare l'isee a euro, inserire correttivi per le famiglie con disabili e prevedere la restituzione del beneficio economico dopo l'avvenuta occupazione, aspetto che la maggior parte delle altre organizzazioni ha ritenuto poco praticabile in tempi di crisi.

9 CRONACHE LOCALI Cassa integrazione per un anno alla Vetroresina (M. Veneto Udine) di Barbara Cimbaro POVOLETTO È stato siglato ieri a Trieste l accordo relativo alla Cigs per 12 mesi per i 60 lavoratori della Vetroresina Ap. Per i 4 di Vetroresina Enginia, invece, l ammoritzzatore sociale individuato come unico possibile è stato quello della Naspi. L intesa di ieri è stata sottocritta dalle Rsu aziendali e dalle segreterie di Cgil, Cisl e Uil. Erano presenti i segretari territoriali, nell ordine Modotto, Salvador e Melloni. Lunedì, alle 9, nello stabilimento di Povoletto, è prevista l assemblea generale che permetterà di illustrare alle maestranze i contenuti dell accordo siglato. Da quanto si è appreso, ci sarebbe già una manifestazione di interesse e in breve è quindi prevedibile che possa essere avanzata una proposta per l affitto di ramo d'azienda. Appena questo passo fosse perfezionato, lo step successivo sarebbe un incontro congiunto, come previsto dall'articolo 47 della legge 428 del 90, dove si potrebbero discutere molti aspetti del futuro dell'attività dell azienda di Povoletto, come, per esempio, il numero dei lavoratori che potrebbero passare all azienda subentrante e le condizioni dello stesso passaggio. «È positivo che ci sia la possibilità di aprire un percorso commenta Augusto Salvador : sarà compito delle parti, sindacati, curatela, subentranti, Confindustria e istituzioni sostenere il salvataggio di questa azienda, pur con le mille difficoltà che ci sono. Si dovrà infatti velocemente ricostruire l'apparato commerciale e soprattutto un portafoglio ordini che possa convincere anche il credito, che a sua volta possa dare un aiuto incisivo e concreto». Alla fine di maggio il tribunale di Udine aveva decretato il fallimento dell azienda di Povoletto, facendo tramontare le speranze, a lungo accarezzate da più parti, di un concordato. Vetroresina, lo ricordiamo, ha dalla sua parte un know how raro e consolidato, frutto di una lunga esperienza maturata, anche in contesti internazionali, fin dall epoca della sua fondazione, avvenuta alla fine degli anni Sessanta. Lavinox, l offerta non arriva e cresce l ansia (M. Veneto Pordenone) Non è stata ancora depositata un offerta di acquisizione dell ex Lavorazioni Inox di Villotta di Chions: nel tavolo di mercoledì in Regione, Lavinox aveva annunciato che avrebbe presentato una nuova proposta a stretto giro, ma sino a ieri nulla è stato messo nero su bianco. Sono ore di attesa e preoccupazione per i 209 dipendenti, che continueranno a riunirsi in presidio fuori dello stabilimento sino a quando non si registrerà una svolta concreta. Ieri, inoltre, stando almeno a quanto annunciato al tavolo regionale, ci sarebbe dovuto essere un incontro tra Electrolux Professional, principale cliente dell azienda di Villotta, e Regione, per capire gli intendimenti della multinazionale. Vero è che esiste un accordo tra l impresa di Villotta e il Professional, che garantisce volumi sino al 2017, ma l intenzione del vicegovernatore Sergio Bolzonello è capire le intenzioni future della multinazionale. Da quanto si è appreso però, non c è stato un incontro, ma solamente un giro di telefonate. Intanto, i lavoratori attendono di capire anche se il potenziale acquirente di cui ha parlato la Regione durante il confronto intenda farsi avanti. «Non possiamo fermarci ai proclami: serve concretezza commenta Angela De Marco (Rsu Fiom). Siamo in difficoltà e l auspicio è che possa concretizzarsi a stretto giro una proposta di acquisizione seria, anche sul fronte occupazionale. L'atteggiamento di Lavinox, invece, ci lascia perplessi: in Regione annuncia che per il deposito dell'offerta era questione di ore, ma stanno passando giornate». Giulia Sacchi

10 I reclami dei pazienti. Le "pagelle" ai reparti (Gazzettino Pordenone) Loris Del Frate Le "pagelle" a Servizi del territorio e reparti dell ospedale. I "voti", pur indirettamente, li hanno dato gli stessi pazienti che hanno compilato il bollettino dei reclami. Ma anche quello degli encomi. E non mancano le sorprese. Modalità di erogazione delle prestazioni, tempi di attesa troppo lunghi ed eccessivo peso della burocrazia. Ancora: aspetti relazioni con il personale, logistica, vetustà delle strutture e poca soddisfazione sul fronte della prestazione sanitaria ricevuta. Sono queste a grandi linee le lamentele degli utenti - pazienti che hanno avuto contatto con l ospedale Santa Maria degli Angeli (ricoveri, prestazioni in day hospital o semplici visite ed esami) e i Servizi territoriali che ora dipendono dall Azienda unica 5. A mettere nero su bianco i reclami che vengono visionati, discussi e commentati prima all Urp, poi setacciati ai raggi X dal Servizio programmazione e controllo dell ospedale. L ultimo report è relativo al Cosa non funziona. Secondo le segnalazioni (reclami, segnalazioni ed encomi scritti sono stati oltre 300) sono gli aspetti amministrativi. In pratica sono le modalità di erogazione dei servizi che devono essere migliorate. Troppa burocrazia, troppo tempo di attesa anche per consegnare le carte, ricevere informazioni o chiedere le cartelle cliniche. Subito dietro, però, sono gli aspetti relazionali a essere segnalati come carenti. Per carità, i numeri di chi si lamenta sono limitati rispetto alle migliaia di accessi e contatti, ma tenerne conto diventa importante. I pazienti (e i familiari) hanno segnalato che spesso c è difficoltà a parlare con i medici e a volte mancano cortesia e gentilezza. Subito dietro c è un altro aspetto che si lega: l umanizzazione carente. Ultimo, ma non certo per importanza, l aspetto professionale di chi opera anche se molto spesso manca la qualifica per mettere in discussione l operato di medici e infermieri. Si tratta, insomma, di sensazioni. I reparti. La statistica su questo fronte è un po meno aggioranta, ma resta significativa. I due reparti maggiormente coinvolti dai reclami sono Ortopedia e Traumatologia e del Servizio di emergenza, in particolare il Pronto soccorso dove il reclamo principale è legato al tempo di attesa. Limitatissime, invece, le lamentele legate al tipo di prestazione e alla qualità delle cure ricevute. Parecchie le lamentele, invece, per il pagamento del ticket. Ogni anno al pronto soccorso, però, ci sono circa 75 mila accessi e lo stesso servizio è tra quelli che ha ricevuto il maggior numero di elogi. Territorio. In questo caso il report è stato realizzato con i dati del 2014 quando ancora c era l Ass 6. Ebbene, sono arrivate complessivamente 220 segnalazioni di cui il 30 generiche, il 68% reclami con precisi indirizzi rispetto ai Servizi e il 2% sono invece elogi. Tra i più bersagliati il Dipartimento di prevenzione, mentre sul territorio la palma dei maggiori reclami spetta al Distretto Est e nello specifico ai poliambulatori specialistici di San Vito. Sette le segnalazioni al Nord, 12 all Ovest, 7 al Sud e 23 al distretto Urbano dove l assistenza protesica, il servizio infermiersitico, la Continuità assistenziali e il poliambulatorio di Cordenons sono quelli più contrastati dagli utenti. Restano comunque numeri indicativi anche se c è sempre da calcolare il grande numero di prestazioni che vengono erogate nei distretti e negli ambulatori del territorio.

11 Pensionati, i sindacati mobilitati per le scadenze (M. Veneto Pordenone) SACILE Lo chiamano ingorgo di scadenze fiscali allo sportello Cisl di Sacile: tanti cittadini sono in fila tutti i giorni per calcolare Tasi, Imu e Irpef. «Prima scadenza il 16 giugno hanno ricordato ieri i sindacalisti Cisl Michele Campanile e Adriano Paoluzzi -. Ma tanti pensionati forse non lo sanno». Lo sportello Cisl. «Una cosa è certa: sul pagamento della Tasi e Imu poi 730 è il caos di rito valutano gli anziani allo sportello in vicolo Dal Fabbro. Ma Tasi e Tari non sono la stessa cosa? Siamo tutti rassegnati al salasso continuo». Sono frasi così a fotografare il caos che regna in questi giorni nei Caf cittadini. Tasi, Tari, Imu, 730, conguagli: l ingorgo fiscale è servito e questo martedì sarà il giorno della scadenza unica. Le sanzioni per i ritardatari saranno anche blande, ma in tempi di crisi dei salari e delle pensioni, bruciano i risparmi. «I cittadini vanno più informati Campanile dice che a Sacile va molto meglio che in altre città. C è chi confonde il nome delle singole tasse, chi pensa di non dover pagare, chi addirittura crea acronimi inediti, e inesistenti». Quello che la gente, in fila, sa? «Entro martedì so che dovrò sborsare un sacco di soldi, ma non so esattamente per cosa confida un pensionato iscritto alla Cisl. La mia pratica e più calda del sole accecante fuori». I sindacalisti volontari lo dicono. «I calcoli sono diventati complessi come le detrazioni dice Campanile e il recupero del Cud online. Tanti anziani non hanno il computer allacciato a Internet». Lo sportello Cgil. Sono giorni di passione anche alla Cgil in via Carli: qui troviamo tanti cittadini convinti che i bollettini dell Imu non esistano più, o ancora che il Cud arrivi via posta dall Inps. «Ci diamo da fare al massimo dice Ezio Vendruscolo vertice Cgil-Spi per dare una mano agli iscritti. A centinaia arrivano nei nostri uffici per farsi fare il calcolo esatto delle detrazioni». La novità è la detrazione Irpef per le case popolari come l Ater. «Nel territorio vasto di Sacile e Comuni dell Ambito sono quasi 800 ha calcolato Vendruscolo gli inquilini che hanno diritto alla detrazione. Anche con reddito sotto i euro (incapienti): così creano un credito di imposta. Devono compilare il Modello 730 o l Unico. La detrazione spettante è pari a: 900 euro se il reddito dell inquilino non supera ,71 euro. Di 450 euro se il reddito dell inquilino è maggiore di ,71 euro ma non supera ,41 euro».(c.b.)

12 Cgil, vademecum anti-visite fiscali (Gazzettino Pordenone) Valentina Silvestrini Se per gran parte degli studenti pordenonesi le vacanze sono iniziate ieri, ultimo giorno di lezione, l impegno non finisce per gli allievi e i docenti interessati dagli esami di maturità. Da mercoledì prossimo 17 giugno, data della prima prova scritta, inizierà infatti l'ultimo e più impegnativo periodo dell'anno scolastico, soprattutto per gli insegnanti impegnati nelle commissioni. Attenzione però, per chi dovesse, "causa malattia", saltare questa sessione di esami, anticipando di fatto la pausa estiva, perchè non scamperà ai controlli delle visite collegiali, ovvero gli accertamenti medici con cui si verifica l'inidoneità a prestare servizio. A ricordare che i lavoratori saranno sottoposti a rigidi controlli è il sindacato Flc Cgil, il quale raccomanda ai dipendenti della scuola di osservare rigidamente orari e modalità previste per le visite collegiali, in caso dovessero saltare la maturità per sopraggiunti problemi di salute. Tanto più, aggiunge, se si pensa «che per essere "bollati" come assenti ingiustificati è sufficiente che manchi per esempio il proprio nome sul citofono di casa: perchè il controllo diventa impossibile a causa dell incuria o della negligenza del lavoratore». Le raccomandazioni della Cgil trovano giustificazione nel crescente numero di ricorsi presentati al Comitato provinciale dell'inps da parte di insegnanti in malattia che si sono visti negare l'indennità per assenza ingiustificata durante le visite fiscali. «Occorre informarsi in modo scrupoloso ed evitare così sia di perdere l'indennità sia di incorrere in sanzioni disciplinari» sottolinea Gianfranco Dall'Agnese della Flc Cgil. Si stima che in un anno scolastico, dei circa lavoratori della scuola in provincia di Pordenone (numero che comprende gli insegnanti e il personale ausiliario tecnico amministrativo), circa il 17% usufruisca delle giornate di malattia: quasi 1500 persone. Le visite fiscali scattano obbligatoriamente nel caso in cui uno dei giorni di malattia sia precedente o successivo una festività. Nelle altre situazioni dipende dai dirigenti scolastici. Quanto alle visite fiscali richieste dai presidi si stima ne vengano effettuate solo un terzo e nel 10% dei casi viene constatata l'assenza ingiustificata. Che siano imputabili a falsi malati o a episodi negligenza (occorre segnalare l'assenza da casa anche se per una visita ambulatoriale, così come il cambio di domicilio. La giustificazione del campanello rotto non salva dalla penalizzazione) il rischio è il medesimo: perdita di indennità a seconda del numero di visite in cui si risulta assenti, fino addirittura a sanzioni se si certifica il dolo.

13 Roma congela il via libera al rigassificatore (Piccolo Trieste) di Massimo Greco Novanta giorni di sospensione per ottenere la documentazione ancora mancante: non è evidentemente il verdetto, ma è la tregua che il ministero dello Sviluppo Economico ha accordato prima di riconvocare la conferenza dei servizi sul rigassificatore di Zaule, che ieri a Roma ha visto la sua prima e interlocutoria riunione. Iter bloccato, ha dunque deciso la responsabile ministeriale del procedimento Concetta Cecere, che al dicastero di via Molise ha moderato l ampio dibattito tra i numerosi convenuti, pubblici e privati (tra questi ultimi, ovviamente, la proponente Gas Natural), durato dalla tarda mattinata alle 15. La Regione Friuli Venezia Giulia, rappresentata dall assessore all Ambiente Sara Vito, ha eccepito che all appello delle carte non risultavano tre atti determinanti per decidere: al ministero dell Ambiente pendono ancora i pareri tecnici sulla valutazione d incidenza dell Area marina di Miramare e sull elettrodotto interrato di collegamento tra il terminal Gnl e la rete elettrica. E, sempre all Ambiente, non si è ancora conclusa la procedura di Via (valutazione impatto ambientale) relativa al metanodotto Sealine, progettato da Snam. Senza contare - ha incalzato l assessore Vito - che Italia e Slovenia non hanno definito l accordo sull ubicazione del rigassificatore nell alto Adriatico. Comunque, nella sostanza, la Regione ha ribadito che il terminal Gnl a Zaule è «incoerente» rispetto al modello di sviluppo elaborato dall Autorità portuale triestina, in quanto il traffico container e ro-ro assume rilevanza prioritaria rispetto alle infrastrutture energetiche come il rigassificatore con relative gasiere. Argomenti questi sui quali ha insistito Zeno D Agostino, commissario straordinario dell Autorità portuale, che proprio sulla gestione del traffico nel Canale sud ha sollevato questioni di incompatibilità operativa. Sul coordinato-disposto tra ragioni proceduraliportuali-ambientali sono tornati gli assessori provinciale e comunale all Ambiente, rispettivamente Vittorio Zollia e Umberto Laureni, per ribadire il no alla costruzione del rigassificatore, del resto già evidenziato nella raffica di ricorsi al Tar Lazio contro il parere di compatibilità espresso dalla commissione Via all inizio dello scorso febbraio. Sia Zollia che Laureni hanno polemicamente sottolineato come alla riunione avessero dato forfait sia il ministero dell Ambiente che quello dei Beni Culturali. Ma, a fronte del muro unanimemente eretto dalle istituzioni territoriali, ci sono anche pubblici organi che non si sono opposti al progetto: è il caso dei Vigili del fuoco e della Capitaneria di nporto, sia pure con prescrizioni. Secondo quanto ufficiosamente raccolto, anche AcegasApsAmga (controllata dal gruppo Hera) avrebbe manifestato un parere favorevole. Giovani e politica, Belci presenta il libro Tra padri e figli (Piccolo Trieste) Politica e partiti sono profondamente cambiati negli ultimi tre decenni, perdendo per strada molti degli ideali e dei valori che avevano contrassegnato il ritorno alla democrazia dopo il 45. Come reagiscono le nuove generazioni a questi mutamenti? Che lettura dare al crescente astensionismo? E come recuperare l interesse e l impegno - dei giovani in primo luogo - per una cittadinanza consapevole ed attiva? Il libro del segretario regionale della Cgil Franco Belci Tra padri e figli. Incontri e scontri di generazioni - che sarà presentato martedì alle 18 all Impact Hub di via Cavana 14 - intreccia la riflessione del suo rapporto con la generazione precedente, quella dei genitori, e con quella successiva, dei propri figli. Considerato l impegno attivo di Belci nel mondo del lavoro, e il ruolo avuto da Corrado, suo padre, personalità di primo piano della politica locale e nazionale, il libro non poteva limitarsi alla sfera personale e finisce per misurarsi con la disaffezione odierna verso la politica. Ne deriva più di uno spunto per individuare possibili vie d uscita, scongiurando il pericolo di una democrazia senza popolo. La presentazione sarà introdotta da Giorgio Rossetti, presidente di Dialoghi Europei. Interverranno Debora Serracchiani, presidente della Regione e vicesegretario nazionale del Pd, il sindaco Roberto Cosolini, lo scrittore Pino Roveredo e lo stesso Belci. Coordinerà il dibattito Paolo Possamai, direttore del Piccolo.

14 La protesta dei docenti manda in tilt gli scrutini (Piccolo Trieste) di Giulia Basso Adesione molta alta anche a Trieste al blocco degli scrutini indetto a livello nazionale per protestare contro il decreto Buona Scuola, con punte del 100% in alcuni istituti superiori cittadini. E i giochi non sono chiusi, perché per ora si vedono soltanto i risultati dello sciopero indetto dai sindacati confederali (Cgil,Cisl, Uil, Snals e Gilda) per i primi due giorni di scrutinio nelle singole scuole, mentre oggi e domani sarà la volta, per il Friuli Venezia Giulia, dello sciopero indetto dai Cobas con le stesse modalità. Dopo lo svolgimento degli scrutini per le classi quinte, che per legge non si potevano bloccare, mercoledì al liceo Petrarca c'è stato uno stop completo di tutti gli scrutini, mentre ieri si sono svolti regolarmente. Blocchi anche al liceo Carducci-Dante dove, a parte le quinte, degli altri 17 scrutini convocati tra mercoledì e giovedì se ne sono svolti regolarmente soltanto 3. Al liceo Oberdan mercoledì sono saltati 7 scrutini su 9, ieri ci sono stati dei blocchi e per oggi e domani si prevede un'adesione alla protesta del 70%. Al Max Fabiani ci sono state defezioni martedì, mercoledì e giovedì, con un 60% di scrutini andati a vuoto. Al Galilei, dopo due giorni d'interruzione ora procede tutto liscio, dice la dirigente scolastica, anche perché gli scrutini sono stati anticipati sul calendario per cercare di ridurre al minimo l'incidenza dello sciopero. Qualche defezione c'è stata anche al Nautico e al Carli-da Vinci-Sandrinelli, mentre al Volta gli insegnanti si sono organizzati per far saltare tutti gli scrutini sia mercoledì sia giovedì. «Che non si dica che i nostri insegnanti non sanno organizzarsi - commenta la preside Clementina Frescura, ricordando che basta un solo docente assente per far saltare uno scrutinio -: la settimana prossima ci toccherà fare le ore piccole per riuscire a recuperare, senza contare che da lunedì prossimo iniziano anche gli esami di maturità». Nessuno per ora minaccia di far lavorare gli insegnanti di domenica e i docenti stessi ci tengono a sottolineare che questo sciopero è un sacrificio anche per loro, perché gli scrutini non fatti saranno comunque da recuperare, per legge, entro i cinque giorni successivi. Esultano i sindacati che, nel registrare un'adesione massiccia in tutta la regione, parlano di uno sciopero pienamente riuscito, grazie all'auto-organizzazione dei lavoratori. «Erano 40 anni che il mondo della scuola non si mobilitava così - commenta Daniela Antoni, dei Cobas -: per la manifestazione dello scorso mese contro il ddl Buona scuola abbiamo registrato un'adesione al 70% e anche questo blocco degli scrutini sta funzionando molto bene. Ci ricattano dicendo che se non passa il ddl non passerà neppure la prevista assunzione di precari, ma è l'europa che l'ha chiesta e se non verrà messa in atto il nostro Paese rischia di essere multato dall'ue. Vogliamo infine ricordare agli insegnanti che l'unica a decidere in merito alla legittimità di uno sciopero è la Commissione di garanzia, che ha già dichiarato pienamente legittimo lo sciopero indetto dai Cobas per oggi e domani».

15 Detroit di Ronchi sul web per 6,5 milioni (Piccolo Gorizia-Monfalcone) di Luca Perrino RONCHI DEI LEGIONARI Nel giorno in cui il presidente della Provincia corre a Trieste per un tavolo dal quale, purtroppo, escono solo auspici, ecco che, navigando in rete esce la vera novità sulla Detroit. Sul sito della Gabetti immobiliare, agenzia di Udine, accanto alle case, agli appartamenti, ai terreni salta fuori anche una vendita importante, quella dello dello stabilimento che, sino a poche settimane fa, ospitava, a Ronchi dei Legionari, proprio la sede della Detroit Refigeration. La descrizione del grande capannone di via Redipuglia è impeccabile e spicca anche il prezzo dell affare: 6 milioni e 500mila euro che, evidenzia l agenzia, sono trattabili. Viene da pensare, a questo punto, che la proprietà, il gruppo veneto De Rigo, non abbia all orizzonte proposte concrete e credibili per il passaggio del vasto complesso industriale, metri quadrati complessivi, e che, forse ultima spiaggia, voglia tentare anche questa carta. Mattone è mattone e chi, meglio di un agenzia specializzata, può pensare di piazzarlo. Tutto ciò, come detto, mentre ieri mattina, a Trieste, il presidente della Provincia, Enrico Gherghetta, ha incontrato i funzionari regionali (nessun assessore era presente), l assessore comunale ronchese, Riccardo Aviani e i vertici della Fiom. Dal vertice il numero uno di corso Italia è uscito solo con delle speranze e con un arrivederci fra dieci giorni, quando si potrà, forse, fare il punto della situazione. «C è un interesse spiega Gherghetta ma non sappiamo ancora quella che sia la sua bontà. Certo è, l ho detto in tante occasioni, il prezzo indicato non è qualcosa di poco conto, ma a questo punto non ci resta che aspettare. La situazione è fluida, ci sono delle speranza all orizzonte e non molleremo la presa». Ma intanto i dipendenti superstiti sono in mobilità, lo stabilimento desolatamente vuoto e i banchi frigoriferi che hanno reso Detroit famosa in tutto il mondo si producono in Veneto e in Serbia. Quale effetto produrrà la messa in vendita on line del sito di via Redipuglia? Non è certo come acquistare una villetta con giardino. Si punta su alcune peculiarietà per fare breccia su eventuali acquirenti. Il capannone industriale, infatti, in prossimità della bretella di raccordo con il casello autostradale dell A4, perfettamente servito dalla viabilità ad alto scorrimento. «Dal casello autostradale si legge - si può velocemente raggiungere il confine di Tarvisio per l'austria ed i Paesi del nord Europa, il confine di Fernetti o quello di Nova Goriza per la Slovenia e i Paesi dell Est, oppure si può prendere la direttrice Venezia-Milano. La struttura industriale inoltre è vicinissima all aeroporto di Ronchi dei Legionari». La palazzina uffici, ancora, è strutturata su due piani di circa 500 metri quadrati ciascuno, davanti alla stessa è stata realizzata una grande area asfaltata destinata a parcheggio privato, spazi di manovra e passaggi pedonali, dove possono trovare spazio di sosta ben 110 autovetture. Sul tetto dell immobile è stato installato nel 2011 un impianto fotovoltaico formato da 3420 moduli "Solarworld", che annualmente può produrre KW i cui benefici fiscali possono essere contabilizzati fino al Arriverà il compratore?

16 Petizione alla Serracchiani: «Basta carbone dopo il 2017» (Piccolo Gorizia-Monfalcone) di Laura Borsani I cinque Comitati di quartiere assieme all Associazione Rione Enel si mobilitano chiamando in causa la voce dei cittadini in merito al futuro della centrale termoelettrica. Questa volta si tratta di una petizione popolare, a carattere mandamentale, per dire no al carbone dopo il 2017, data di scadenza dell Autorizzazione integrata ambientale per l impianto cittadino. Un iniziativa, viene subito sottolineato, apolitica e apartitica. Le firme che verranno raccolte saranno inviate direttamente alla presidente della Regione, Debora Serracchiani. Dopo, dunque, la petizione già avviata da parte del Comitato Monfalcone Pulita, con la partecipazione attiva dell ex assessore all Ambiente, Gualtiero Pin, volta a promuovere un referendum consultivo contro la realizzazione del mini-rigassificatore proposto da SmartGas, all attenzione della comunità si profila il destino della centrale, con il coinvolgimento dei cittadini. Il tutto mentre A2A sta procedendo all installazione dei denitrificatori utili all abbattimento degli ossidi di azoto, secondo le prescrizioni ministeriali, che andranno a regime commerciale nel gennaio Un intervento da 25 milioni di euro. L Associazione Rione Enel e i cinque Comitati di rione stanno lavorando al progetto. Il presidente Adriano Bernardel è stato incaricato di mettere a punto il volantino per la raccolta delle firme, che sarà poi sottoposto ai direttivi dei Comitati ai fini della supervisione, delle eventuali modifiche da apporre e alla relativa approvazione. Contestualmente, si sta valutando la modalità per la raccolta delle sottoscrizioni, nel rispetto, viene precisato, delle normative. Con la petizione si punta a formare un movimento di opinione popolare, al fine di dire basta al carbone dopo il Il che presuppone automaticamente fermare il rinnovo dell Autorizzazione integrata ambientale necessaria per l impianto termoelettrico al fine di garantire la produzione a carbone per altri anni. La petizione non prevede il ricorso al referendum consultivo che, secondo la giurisprudenza e in base alle sentenze già pronunciate a più livelli giudiziari, non sarebbe ritenuto ammissibile, trattandosi di una procedura autorizzatoria che per un impianto come la centrale, coinvolge più enti pubblici, quindi non è di esclusiva competenza del Comune. È, insomma, lo stesso principio valido anche per impianti come i rigassificatori. Il presidente dell Associazione Rione Enel, Adriano Bernardel, osserva: «Voglio su tutto chiarire che l iniziativa alla quale stiamo lavorando non ha alcuna connotazione politica o partitica, partendo esclusivamente dal basso e dai quartieri, nel porre sul tappeto e all attenzione della comunità tutta una questione che attiene alla tutela della salute pubblica e dell ambiente, una sensibilità che abbiamo sempre sostenuto per il bene e la tranquillità del territorio». Quindi, Bernardel spiega: «Ci siamo informati sulla fattibilità di un referendum consultivo e abbiamo constatato l impossibilità di percorrere questa strada. Abbiamo, pertanto, pensato assieme ai Comitati di rione di organizzare la petizione popolare coinvolgendo non solo i cittadini di Monfalcone, ma anche quelli dell intero mandamento, per dire basta al carbone dopo il Le firme verranno inoltrate alla presidente della Regione, Debora Serracchiani, la quale, peraltro, nell ambito del suo programma elettorale, aveva indicato chiaramente la sua posizione in merito proprio alla chiusura della centrale». Bernardel ricorda anche la posizione dichiarata dal presidente della Provincia, Enrico Gherghetta: «In un incontro pubblico avvenuto circa un anno e mezzo fa - dice -, il presidente Gherghetta aveva affermato che, se fosse stato il caso, si sarebbe andati a referendum per dire no al carbone dopo il Anche il sindaco Silvia Altran pubblicamente si è schierata in tal senso, così come altri esponenti politici». Il presidente aggiunge: «Confidiamo di avere un incontro con l assessore regionale all Ambiente, Sara Vito, che peraltro s è impegnata a fornire i dati completi del 2014 in ordine allo stato di inquinamento del territorio, per avere contezza sulla situazione complessiva».

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