LA SICUREZZA NEI MAGAZZINI INDUSTRIALI USO, MANUTENZIONE ED ANTISISMICA SU SCAFFALATURE NUOVE ED ESISTENTI

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1 LA SICUREZZA NEI MAGAZZINI INDUSTRIALI USO, MANUTENZIONE ED ANTISISMICA SU SCAFFALATURE NUOVE ED ESISTENTI UNINDUSTRIA BOLOGNA Azienda: ROSSS S.P.A.

2 INTRODUZIONE Le scaffalature industriali, sulla base di un parere del Ministero del Lavoro Direzione generale dei Rapporti di Lavoro emesso nell anno 1993, sono state equiparate ad attrezzature di lavoro. SCAFFALATURE AUTOPORTANTI (classe 1 secondo classificazione ACAI-CISI) Costruzioni L.1086/71 L.64/74 SCAFFALATURE DA INTERNI (classe 2 secondo classificazione ACAI-CISI) D. Lgs. 81/2008

3 INTRODUZIONE Le scaffalature industriali sono strutture metalliche particolari e sono solo in parte riconducibili alle tradizionali costruzioni in carpenteria metallica. Per la progettazione statica della scaffalatura porta pallet è possibile affidarsi alle norme UNI/EN ed UNI/EN 15620, le quali riprendono molti dei principi e criteri proposti dall Eurocodice 3 parte 1.3. Per la progettazione antisismica della scaffalatura porta pallet i riferimenti sono costituiti dalla FEM e dalla UNI/TS L obbligatorietà della progettazione antisismica discende dalla legislazione vigente in Italia: (1) In materia di sicurezza negli ambienti di lavoro (D.Lgs. N.81 del 2008) (2) In materia di sicurezza delle strutture (D.M. 14/01/2008)

4 QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO POST SISMA 1. Decreto Legislativo 74 del 6 giugno Legge 1 agosto 2012, n.122: conversione in legge, con modificazioni, del Decreto Legislativo Linee Guida emesse dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici: Valutazione della vulnerabilità e interventi per le costruzioni ad uso produttivo in zona sismica 4. Linee di Indirizzo emesse dalla Protezione Civile: Linee di indirizzo per interventi locali e globali su edifici industriali monopiano non progettati con criteri antisismici Gruppo di Lavoro Agibilità Sismica dei Capannoni Industriali Protezione Civile, reluis, CNI, ASSOBETON

5 QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO POST SISMA Il Decreto Legislativo 74 del 6 giugno 2012 art. 3 comma 8 individua le seguenti 3 carenze delle attività produttive: 1) Mancanza di collegamenti tra elementi strutturali verticali e elementi strutturali orizzontali e tra questi ultimi; 2) Presenza di elementi di tamponatura prefabbricati non adeguatamente ancorati alle strutture principali; 3) Presenza di scaffalature non controventate portanti materiali pesanti che possano, nel loro collasso, coinvolgere la struttura principale causandone il danneggiamento e il collasso.

6 SCAFFALATURE INDUSTRIALI INDICAZIONI GENERALI POST SISMA Linee Guida emesse dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici 2.3. Carenze legate alla presenza di scaffalature non controventate portanti materiali pesanti che possano, nel loro collasso, coinvolgere la struttura principale causandone il danneggiamento e il collasso..prescrizioni generali (1) Le scaffalature ( ) devono essere obbligatoriamente scollegate dagli elementi portanti ( ) (2) I collegamenti con gli impianti del magazzino devono essere di tipo flessibile ( ) (3) Tutti I livelli di carico in uso devono essere dotati di traverse di supporto delle UDC, collegate ai correnti, o di altri dispositivi anticaduta.

7 SCAFFALATURE INDUSTRIALI INDICAZIONI GENERALI POST SISMA Linee Guida emesse dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici Controlli (1) Fuori piombo di uno scaffale deve essere minore di 1/100 della sua altezza. (2) Le unità di carico ruotate o traslate devono essere riposizionate. (3) Gli scaffali devono essere attentamente ispezionati; i punti principali di ispezione sono mostrati schematicamente nella figura seguente.

8 SCAFFALATURE INDUSTRIALI INDICAZIONI GENERALI POST SISMA Linee di Indirizzo della Protezione Civile 3.3. Principi generali per la messa in sicurezza degli edifici industriali monopiano: deve essere garantita la stabilità delle scaffalature interne con opportuni sistemi di controvento sia in elevazione che in pianta, ma evitando di vincolarle alle strutture dell edificio. Va verificato il franco libero tra sistemi di scaffalatura e struttura portante per evitare fenomeni di martellamento. Laddove sia difficoltoso in questa fase intervenire con provvedimenti di tipo strutturale, va ridotto l effetto della massa oscillante delle scaffalature riducendo complessivamete il carico portato ed abbassando il suo baricentro.

9 SCAFFALATURE INDUSTRIALI INDICAZIONI GENERALI POST SISMA Linee di Indirizzo della Protezione Civile 3.9. Interventi su scaffalature: nel caso in cui non si abbia l evidenza che il dimensionamento sia in accordo alle vigenti leggi dello stato e tenendo conto della zonizzazione sismica, sussite una situazione di potenziale pericolo, che nel tempo deve essere rimosso..nell immediato periodo, in attesa della verifica sismica delle portate è necessario ridurre immediatamente la portata al 60% di quella nominale (riduzione del 40%), dichiarata dai cartelli di portata, scaricando le zone dell impianto maggiormente distanti dai vincoli a terra.

10 SCAFFALATURE INDUSTRIALI INDICAZIONI GENERALI POST SISMA DOCUMENTAZIONE DI PROGETTO SCHEDA TECNICA ISPEZIONE RILIEVO DEI DANNI CARENZE VEDI LINEE GUIDA CSLP VERBALE DI CONTROLLO VEDI NORMA UNI/EN PROGRAMMA DI INTERVENTI

11 SCAFFALATURE INDUSTRIALI INDICAZIONI GENERALI POST SISMA 1) Scaffalature con danni strutturali: riparazione o sostituzione; 2) Scaffalature collegate con l edificio: vanno scollegate oppure va riverificata la struttura principale considerando l interazione. Nell immediato ridurre la portata partendo dall alto; 3) Adottare accorgimenti anticaduta del carico (inclinazione dei ripiani, dispositivi anticaduta quali rompitratta, reti, ecc..)

12 SICUREZZA STRUTTURALE CONNESSA ALL USO E ALLA MANUTENZIONE D.Lgs 9 aprile 2008 n.81: Art.71 comma 4 prescrive che le attrezzature di lavoro siano oggetto di idonea manutenzione al fine di garantire nel tempo la permanenza dei requisiti di sicurezza e che siano curati la tenuta e l aggiornamento del registro di controllo delle attrezzature di lavoro. Il controllo viene effettuato conformemente a quanto prescritto dalla norma UNI EN al cap.9 ed il suo esito viene verbalizzato al termine della verifica. (tenuta dei registri delle attrezzature di lavoro) Segue la rimessa a norma della scaffalatura comprensiva del rilascio di una Dichiarazione di Conformità delle strutture ai requisiti originari di progetto. (permanenza dei requisiti di sicurezza)

13 SICUREZZA STRUTTURALE CONNESSA ALL USO E ALLA MANUTENZIONE Norma UNI/EN 15635: Introduzione 1. Scopo 2. Riferimenti normativi 3. Termini e definizioni 4. Requisiti operativi 5. Dati importanti rilevanti per l utente 6. Assemblaggio e installazione 7. Modifiche alla configurazione della scaffalatura 8. Uso della scaffalatura 9. Sicurezza delle scaffalature in uso e valutazione dei componenti danneggiati

14 SICUREZZA STRUTTURALE CONNESSA ALL USO E ALLA MANUTENZIONE (8) USO DELLA SCAFFALATURA 8.1. Sicurezza generale Norma UNI/EN 15635: 2009 Addetto alla sicurezza dell attrezzatura di immagazzinaggio (PRSES) Cartelli di carico Addestramento 8.2. Movimentazione delle Unità di Carico (Handling) Requisiti dei pallet (Peso, Stabilità, Distanze) Sequenze di carico/scarico

15 SICUREZZA STRUTTURALE CONNESSA ALL USO E ALLA MANUTENZIONE (9) SICUREZZA DELLE SCAFFALATURE IN USO E VALUTAZIONE DEI COMPONENTI DANNEGGIATI 9.1. Procedure Norma UNI/EN 15635: 2009 Utilizzo del sistema secondo le sue specifiche Nomina di un PRSES Esecuzione delle ispezioni Esecuzione della manutenzione Contenimento dei danni

16 SICUREZZA STRUTTURALE CONNESSA ALL USO E ALLA MANUTENZIONE Norma UNI/EN 15635: 2009 (9) SICUREZZA DELLE SCAFFALATURE IN USO E VALUTAZIONE DEI COMPONENTI DANNEGGIATI 9.3. Riduzione del livello di sicurezza a causa di un danno Gli utilizzatori dovrebbero essere consapevoli che un danno riduce i fattori di sicurezza di progetto specificati e la capacità di carico. Un attento e regolare regime di monitoraggio e manutenzione contribuisce a sorvegliare e mitigare i problemi che ne derivano. Un crollo di tutto o parte dello scaffale danneggiato può non essere necessariamente immediato, ma può verificarsi in un periodo di parecchie ore o persino giorni.

17 SICUREZZA STRUTTURALE CONNESSA ALL USO E ALLA MANUTENZIONE Norma UNI/EN 15635: 2009 (9) SICUREZZA DELLE SCAFFALATURE IN USO E VALUTAZIONE DEI COMPONENTI DANNEGGIATI 9.4. Ispezione dell attrezzatura di immagazzinaggio L ispezione dovrebbe essere eseguita sistematicamente su base regolare e normalmente eseguita partendo da terra. La frequenza delle ispezioni dipende da una serie di fattori e dovrebbe essere specificata da PRSES in base alle condizioni operative Resoconto immediato (personale dipendente) Ispezioni visive (PRSES) Ispezioni di un perito (almeno una volta ogni 12 mesi)

18 SICUREZZA STRUTTURALE CONNESSA ALL USO E ALLA MANUTENZIONE (9) SICUREZZA DELLE SCAFFALATURE IN USO E VALUTAZIONE DEI COMPONENTI DANNEGGIATI 9.5. Regole per la valutazione dei danni Norma UNI/EN 15635: 2009

19 LA SCAFFALATURA E DANNEGGIATA CLASSIFICAZIONE DEL DANNO Def.>2xlimiti limiti<def.<2xlimiti Def.<limiti RISCHIO ROSSO Scaricare immediatamente tutte le campate interessate dal danno e procedere alla sostituzione degli elementi danneggiati. RITORNARE AL SERVIZIO RISCHIO GIALLO Ordinare il materiale per la sostituzione ed assicurarsi che dopo aver tolto le merci stivate lo scaffale non venga ricaricato. Effettuare la riparazione. RITORNARE AL SERVIZIO VERDE Registrare e rivalutare dopo 12 mesi Se non esiste cambiamento continuare a monitorare CONTINUARE IN SERVIZIO

20 LE SCALERE PER LO STOCCAGGIO DEL FORMAGGIO IN FORME Gli eventi sismici del 20 e 29 maggio 2012 hanno avuto un rilevante impatto sulle costruzioni ad uso produttivo e sulle scaffalature industriali in essi collocate. In particolare anche in aree distanti dall epicentro si sono verificati numerosi crolli e danneggiamenti di scaffalature industriali. I magazzini per la stagionatura del parmigiano reggiano e del grana padano hanno registrato danni gravi, anche in termini economici, a causa del collasso delle scalere, con conseguente caduta delle forme.

21 LE SCALERE PER LO STOCCAGGIO DEL FORMAGGIO IN FORME Il martellamento L assenza del collegamento alla pavimentazione La carenza di controventi

22 IL TREE CHEESE DI ROSSS SPA LA PROGETTAZIONE

23 IL TREE CHEESE DI ROSSS SPA LA REALIZZAZIONE

24 IL TREE CHEESE DI ROSSS SPA ALCUNI DETTAGLI La distribuzione dei controventi verticali La solidità del collegamento alla base

25 IL TREE CHEESE DI ROSSS SPA ALCUNI DETTAGLI I controventi orizzontali in sommità La robustezza del collegamento superiore

26 IL TREE CHEESE DI ROSSS SPA LO STOCCAGGIO (SU PIANI INCLINATI)

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