VILLA FIGOLI DES GENEYS PROGETTO DEFINITIVO RELAZIONE DI CALCOLO DELLE STRUTTURE 5 SETTEMBRE 2014 AZV_A1_S3_9.002_01

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1 VILLA FIGOLI DES GENEYS PROGETTO DEFINITIVO RELAZIONE DI CALCOLO DELLE STRUTTURE 5 SETTEMBRE 2014 AZV_A1_S3_9.002_01

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3 VILLA FIGOLI DES GENEYS PROGETTO DEFINITIVO RELAZIONE DI CALCOLO DELLE STRUTTURE 5 SETTEMBRE 2014 AZV_A1_S3_9.002_01 Indice PARTE II - RELAZIONE DI CALCOLO DELLE STRUTTURE PREMESSA CLASSIFICAZIONE DEGLI INTERVENTI NORMATIVA DI RIFERIMENTO LEGGI, DECRETI E CIRCOLARI NORMATIVA TECNICA ITALIANA NORMATIVA TECNICA EUROPEA ED INTERNAZIONALE MATERIALI CALCESTRUZZI Magrone Fondazioni: basamento montacarichi, basamenti scale e rampe Solette: rinforzo solette lignee, cordoli zona montacarichi ACCIAIO Acciaio per c.a. ad armatura lenta Acciaio per strutture in carpenteria metallica Collegamenti bullonati LEGNO Pannelli X-LAM per nuovo solaio Legno strutturale massiccio per coperture in legno MALTE E PRODOTTI SPECIALI TASSELLI E ANCORAGGI ANALISI DEI CARICHI VITA NOMINALE, CLASSI D USO CASI ELEMENTARI DI CARICO Peso proprio Carichi permanenti Sovraccarichi variabili di esercizio Azione della neve COMBINAZIONI DI CARICO SLU - Stati Limite Ultimi SLE - Stati Limite di Esercizio VERIFICA ELEMENTI STRUTTURALI RINFORZO SOLAI IN LEGNO Rinforzo del solaio con inserimento di profili metallici all intradosso PROGETTO DEFINITIVO - RELAZIONE TECNICA DELLE STRUTTURE 1

4 6.2. SOLAIO IN X-LAM STRUTTURE PER MONTACARICHI COPERTURE DI NUOVA REALIZZAZIONE SCALA METALLICA Verifica cosciali Verifica colonna Fondazione PROGETTO DEFINITIVO - RELAZIONE TECNICA DELLE STRUTTURE 2

5 PARTE II - RELAZIONE DI CALCOLO DELLE STRUTTURE 1. PREMESSA La relazione di calcolo delle strutture integra la Relazione Tecnica delle strutture, documento AZV_A1_S3_9.001_00, riportando le analisi dei carichi, le assunzioni di calcolo, le modellazioni e le verifiche dei principali elementi strutturali. Figura 1 - Prospetto principale di Villa Figoli des Geneys. Per la descrizione degli interventi strutturali si rimanda alla Relazione Tecnica delle strutture, Capitolo CLASSIFICAZIONE DEGLI INTERVENTI Il Capitolo 8 delle NTC2008 disciplina gli interventi sulle strutture esistenti definendo i casi in cui è prevista l obbligatorietà della Valutazione globale dell edificio considerando le azioni previste dalla Normativa, tra cui l azione sismica. Il medesimo capitolo definisce inoltre le tipologie di intervento classificandole in interventi di adeguamento sismico, miglioramento sismico e rinforzo localizzato. Nel caso in esame non sussiste l obbligatorietà di effettuare la valutazione della sicurezza né quindi di applicare interventi di miglioramento o adeguamento sismico, in quanto: - non vi sono sopraelevazioni o ampliamenti; - non vi sono interventi che modificano significativamente l apparato strutturale; - non vi sono cambi di destinazione d uso né incrementi significativi dei carichi. Tutti gli interventi considerati assumono quindi carattere di riparazione o intervento locale, in quanto riguardano singole parti o elementi della struttura e interessano porzioni limitate della costruzione. Pertanto il progetto e la valutazione della sicurezza sono riferiti unicamente alle sole parti o elementi interessati, che in ogni caso non producono sostanziali modifiche alo comportamento delle altre parti e della struttura nel suo insieme, ma comportano un miglioramento delle condizioni di sicurezza esistenti. 017 PROGETTO DEFINITIVO - RELAZIONE TECNICA DELLE STRUTTURE 3

6 3. NORMATIVA DI RIFERIMENTO 3.1. LEGGI, DECRETI E CIRCOLARI [1] Legge n Norme per la disciplina delle opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica; [2] D.P.R n Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia [3] D.M Norme tecniche per le costruzioni (NTC2008); [4] Circolare n.617, Istruzioni per l applicazione delle Nuove Norme Tecniche per le costruzioni di cui al D.M. 14 gennaio 2008; 3.2. NORMATIVA TECNICA ITALIANA [5] UNI 11104: Calcestruzzo - Specificazione, prestazione, produzione e conformità - Istruzioni complementari per l'applicazione della EN NORMATIVA TECNICA EUROPEA ED INTERNAZIONALE [6] UNI EN : Eurocodice 1: Azioni sulle strutture - Parte 1-1: Azioni in generale - Pesi per unità di volume, pesi propri e sovraccarichi per gli edifici (aggiornamento Errata Corrige 2010); [7] UNI EN : Eurocodice 2: Progettazione delle strutture in calcestruzzo Parte 1-1: Regole generali e regole per gli edifici (aggiornamento Errata Corrige 2012); [8] UNI EN : Eurocodice 3: Progettazione delle strutture in acciaio Parte 1-1: Regole generali e regole per gli edifici (aggiornamento Errata Corrige EC-2010); [9] UNI EN : Eurocodice 3: Progettazione delle strutture in acciaio Parte 1-4: Regole generali Regole supplementari per acciai inossidabili [10] UNI EN : Eurocodice 4 - Progettazione delle strutture composte acciaiocalcestruzzo - Parte 1-1: Regole generali e regole per gli edifici (aggiornamento Errata Corrige EC ) [11] UNI EN : Eurocodice 5 - Progettazione delle strutture di legno - Parte 1-1: Regole generali - Regole comuni e regole per gli edifici [12] UNI EN 206-1: Calcestruzzo - Parte 1: Specificazione, prestazione, produzione e conformità 017 PROGETTO DEFINITIVO - RELAZIONE TECNICA DELLE STRUTTURE 4

7 4. MATERIALI Seguono le prescrizioni per la qualità dei materiali strutturali previsti nel progetto definitivo CALCESTRUZZI Tutti i calcestruzzi devono essere confezionati a prestazione garantita secondo UNI EN Magrone Classe di esposizione X0 Classe di resistenza del calcestruzzo C12/15 Dimensione massima dell inerte Dmax = 31,5 mm Contenuto minimo di cemento - kg/m 3 Rapporto massimo a/c 0, Fondazioni: basamento montacarichi, basamenti scale e rampe Classe di esposizione XC2 Classe di resistenza del calcestruzzo C25/30 Dimensione massima dell inerte Dmax = 31,5 mm Contenuto minimo di cemento 300 kg/m 3 Rapporto massimo a/c 0,55 Resistenza cubica caratteristica a 28 gg Rck 30 MPa Resistenza cilindrica caratteristica a 28 gg fck 25 MPa Resistenza di calcolo allo S.L.U. fcd = 14,2 MPa Resistenza di calcolo a trazione semplice fctd = 1,45 MPa Modulo di elasticità normale E = 31,5 GPa Solette: rinforzo solette lignee, cordoli zona montacarichi Classe di esposizione XC3 Classe di resistenza del calcestruzzo C30/37 Dimensione massima dell inerte Dmax = 16 mm Contenuto minimo di cemento 320 kg/m 3 Rapporto massimo a/c 0,5 Resistenza cubica caratteristica a 28 gg Rck 37 MPa Resistenza cilindrica caratteristica a 28 gg fck 30 MPa Resistenza di calcolo allo S.L.U. fcd = 17 MPa Resistenza di calcolo a trazione semplice fctd = 1,42 MPa Modulo di elasticità normale E = 33,0 GPa 4.2. ACCIAIO Acciaio per c.a. ad armatura lenta Il progetto prevede l uso di acciaio per calcestruzzo armato ordinario tipo B450C. 017 PROGETTO DEFINITIVO - RELAZIONE TECNICA DELLE STRUTTURE 5

8 Tensione caratteristica di snervamento fyk 450 N/mm² Tensione caratteristica di rottura ftk 540 N/mm² Allungamento minimo a rottura Agt,k 7,5% Acciaio per strutture in carpenteria metallica Acciaio per strutture in carpenteria metallica classe S275. Tensione caratteristica di snervamento fyk 275 N/mm² Tensione caratteristica di rottura ftk 430 N/mm² Collegamenti bullonati Bulloni per giunzioni ad attrito, conformi alle norme UNI EN ISO 4016:2011, UNI EN ISO 898-1:2013, UNI EN :2005. Bulloni - viti classe 8.8 Tensione di snervamento fyb 649 N/mm² Tensione di rottura ftb 800 N/mm² Bulloni - dadi classe 8 Rosette Acciaio C50 - UNI EN : LEGNO Pannelli X-LAM per nuovo solaio Caratteristiche pannelli X-LAM: - certificazione CE e Benestare Tecnico Europeo; - tipo essenza: abete rosso, pino, colore uniforme; - larghezza fughe: massimo 2 mm; - nodi: limitazione in funzione della resistenza; - danni da insetti: non ammessi; - inclusioni di corteccia: non ammesse; - fessurazioni: limitazione in funzione della resistenza; - marciume e danni da vischio: non ammessi; - umidità: 11% ±2% - stabilità dimensionale: tolleranze secondo DIN : Opere di ingegneria civile - Parte 3: Elementi di costruzione in legno e materiali in legno - classe di resistenza delle lamelle: C24 - caratteristiche meccaniche del pannello Modulo di elasticità E0,mean N/mm² Modulo di taglio G090,mean 690 N/mm² Flessione perpendicolare al pannello fm,k 26,4 N/mm² Sollecitazione a scorrimento strati trasversali fv,k 0,80 N/mm² Compressione trasversale al pannello fc,90,k 2,5 N/mm² Trazione in direzione del pannello ft,0,k 14 N/mm² Peso specifico apparente medio ρmean = 420 kg/m³ Legno strutturale massiccio per coperture in legno Legno massiccio da costruzione Classe di resistenza C24. Flessione fm,k 24,0 N/mm² 017 PROGETTO DEFINITIVO - RELAZIONE TECNICA DELLE STRUTTURE 6

9 Trazione parallela ft,0,k 14,0 N/mm² Trazione perpendicolare ft,90,k 0,4 N/mm² Compressione parallela fc,0,k 21,0 N/mm² Compressione perpendicolare fc,90,k 2,5 N/mm² Taglio fv,k 2,0 N/mm² Modulo di elasticità parallelo E0,mean N/mm² Modulo di elasticità perpendicolare E90,mean 370 N/mm² Modulo di taglio Gmean 690 N/mm² Massa volumica ρmean = 350 kg/m³ 4.4. MALTE E PRODOTTI SPECIALI Per il risanamento delle sezioni di calcestruzzo ammalorato si prevede l utilizzo di malte a ritiro compensato fibrorinforzate tipo Mapei Mapegrout Tissotropico o similari. In funzione dello spessore e delle dimensioni della sezione da ripristinare, potrebbe essere necessario aggiungere all impasto ghiaietto 3 8 mm in modo da ridurre lo sviluppo di calore di idratazione della malta. Seguire scrupolosamente le prescrizioni riportate nella scheda tecnica del Produttore TASSELLI E ANCORAGGI Per ancoraggi chimici nella muratura e nel calcestruzzo si prevede l uso di resine epossidiche bicomponente tipo HILTI HIT-RE 500 o similari. I prodotti devono avere la Certificazione CE. Seguire scrupolosamente le prescrizioni e le modalità di posa indicate dal Produttore nella Scheda tecnica. 017 PROGETTO DEFINITIVO - RELAZIONE TECNICA DELLE STRUTTURE 7

10 5. ANALISI DEI CARICHI 5.1. VITA NOMINALE, CLASSI D USO La vita nominale V N di un opera strutturale è intesa come il numero di anni nel quale la struttura, soggetta a manutenzione ordinaria, deve poter essere usata per lo scopo al quale è destinata. Per l edificio in questione si assume: - Tipo di costruzione: Tipo 2: Opere ordinarie - Classe d uso: Classe II: normali affollamenti cui corrisponde il seguente valore di Vita Nominale: V N = 50 anni. Si precisa che, trattandosi di edificio esistente per il quale non sussiste l obbligatorietà della Valutazione della sicurezza, non viene effettuata analisi sismica CASI ELEMENTARI DI CARICO La progettazione e la verifica degli elementi strutturali seguono il metodo semiprobabilistico degli Stati Limite. Le condizioni elementari di carico sono cumulate secondo combinazioni di carico tali da risultare le più sfavorevoli ai fini delle singole verifiche, determinando quindi le azioni di calcolo da utilizzare per le verifiche allo Stato Limite Ultimo (SLU), Stato Limite di Salvaguardia della Vita (SLV), Stato Limite di Danno (SLD) e Stato Limite di Esercizio (SLE) per ciascun elemento. I casi di carico elementari sono peso proprio, carichi permanenti, carichi accidentali, neve. Nei paragrafi seguenti è determinata l entità di ciascuno dei carichi elementari Peso proprio I pesi propri degli elementi strutturali sono funzione delle dimensioni degli elementi e del peso specifico del materiale: γacciaio = 78,5 kn/m 3 ; γcalcestruzzo = 25,0 kn/m 3 γlegno = 3,70 kn/m 3 ; γxlam = 4,20 kn/m Carichi permanenti Solai rinforzati - piano secondo (locali 201, 202, 208, 224) Carichi permanenti G2= 0,30 kn/m 2 Strato di finitura g2,1 = 0,30 kn/m 2 Solaio rinforzato - piano terzo (locale 301) Carichi permanenti G2= 1,30 kn/m 2 Finitura in seminato, sp. 20 mm g2,1 = 0,50 kn/m 2 Sottofondo, sp. 40 mm g2,2 = 0,80 kn/m PROGETTO DEFINITIVO - RELAZIONE TECNICA DELLE STRUTTURE 8

11 Solaio ripristinato - piano terzo (locale 304) Carichi permanenti G2= 0,10 kn/m 2 Finitura in linoleum g2,1 = 0,10 kn/m 2 Solaio zona montacarichi - piano primo (locale mensa) Carichi permanenti G2= 7,90 kn/m 2 Coperture Finitura in marmettoni g2,1 = 0,40 kn/m 2 Solaio in latero-cemento, sp. 500 mm g2,1 = 7,20 kn/m 2 Intonaco a soffitto, sp. 15 mm g2,1 = 0,30 kn/m 2 Carichi permanenti G2= 1,0 kn/m 2 Orditura minuta e manto di copertura g2,1 = 1,00 kn/m Sovraccarichi variabili di esercizio I sovraccarichi d esercizio sono prescritti dalla Normativa vigente e sono correlati alla destinazione d uso dei locali. I valori dei carichi verticali e orizzontali uniformemente distribuiti sono indicati in tabella 3.1.II del DM , di seguito riportata: 017 PROGETTO DEFINITIVO - RELAZIONE TECNICA DELLE STRUTTURE 9

12 La tabella successiva riassume le assunzioni di progetto per i carichi variabili adottati per le diverse tipologie di intervento. Tutti solai cat. C1 qk = 3,00 kn/m² Coperture non praticabili cat. H1 qk = 0,50 kn/m² Scale cat. C2 qk = 4,00 kn/m² 017 PROGETTO DEFINITIVO - RELAZIONE TECNICA DELLE STRUTTURE 10

13 Azione della neve 017 PROGETTO DEFINITIVO - RELAZIONE TECNICA DELLE STRUTTURE 11

14 5.3. COMBINAZIONI DI CARICO SLU - Stati Limite Ultimi Si adottano le combinazioni prescritte dalla normativa vigente ed espresse simbolicamente come segue: F d G g k P p k q Q i n 1k 0 i i 2 Q ik per le azioni statiche con il seguente significato dei simboli: G k valore caratteristico delle azioni permanenti P k valore caratteristico della forza di precompressione Q ik valore caratteristico dell azione variabile i-esima γ G1 = 1,3 (1,0 se il suo contributo aumenta la sicurezza) γ G2 = 1,3 (0,0 se il suo contributo aumenta la sicurezza) γ q = 1,5 per sovraccarichi di esercizio, neve, vento, temperatura γ 0i = 0.0 γ 0i = 0,5 γ 0i = 0,6 per coperture accessibili per sola manutenzione per neve (q < 1000 m slm) per vento e variazioni termiche SLE - Stati Limite di Esercizio Si adottano le combinazioni prescritte dalla normativa vigente ed espresse simbolicamente come segue: Fd Gk Pk Qk1 02 Qk 2... combinazione rara Fd Gk Pk 11Qk 1 22Qk 2... combinazione frequente Fd Gk Pk 21 Q21 22 Q22... combinazione quasi permanente con il seguente significato dei simboli: G k valore caratteristico delle azioni permanenti P k valore caratteristico della forza di precompressione valore caratteristico dell azione variabile i-esima Q ik γ 0i = 0,0 γ 0i = 0,5 γ 0i = 0,6 γ 1i = 0,0 γ 1i = 0,2 γ 1i = 0,5 γ 2i = 0,0 per coperture accessibili per sola manutenzione per neve (q < 1000m slm) per vento e variazioni termiche per coperture accessibili per sola manutenzione per neve (q < 1000m slm), vento per variazioni termiche per coperture, neve, vento e variazioni termiche 017 PROGETTO DEFINITIVO - RELAZIONE TECNICA DELLE STRUTTURE 12

15 6. VERIFICA ELEMENTI STRUTTURALI Si riportano i principi di dimensionamento e calcolo dei principali interventi strutturali in progetto RINFORZO SOLAI IN LEGNO Il rinforzo dei solai in legno avviene per mezzo di connettori a taglio a piolo e ramponi, tipo Tencaria CTL Maxi, fissati ai travetti con viti autofilettanti direttamente sopra l assito in legno. Il principio di funzionamento è la formazione di una sezione resistente mista legno-calcestruzzo, dotata di elevata rigidezza flessionale, in cui rispetto alla sezione con solo legno l asse neutro si sposta verso l alto: pertanto il calcestruzzo risulterà prevalentemente compresso e il legno prevalentemente teso. Lo scorrimento tra i due materiali è impedito dalla presenza dei connettori che, opportunamente dimensionati, garantiscono la connessione tra i materiali. I criteri di calcolo dei solai misti acciaio-legno deve considerare la deformabilità della connessione, utilizzando metodi di comprovata affidabilità, come quelli previsti nell EuroCodice 5 o nella norma DIN Come anticipato nella Relazione Tecnica, le dimensione e posizione dei travetti dovrà essere rilevata in fase esecutiva, così come il dimensionamento effettivo dell intervento di rinforzo Rinforzo del solaio con inserimento di profili metallici all intradosso Il solaio del locale 301 presenta elevata deformabilità e richiede intervento di rinforzo. Per il rinforzo di questo solaio la scelta è ricaduta su un intervento all intradosso, costituito dall inserimento di profili metallici ancorati nella muratura, finalizzati a ridurre le luci dei travetti esistenti in legno e, nel contempo, ridurre il carico agente sui profili esistenti. Il progetto prevede l inserimento di due profili metallici IPE160 ancorati direttamente nella muratura. In corrispondenza di un punto di ancoraggio, che risulterebbe sull architrave di una finestra, risulta necessario inserire un profilo di ripartizione, UPN160. Per la verifica a compressione dei profili metallici IPE160 si considerano le seguenti assunzioni: - Interasse massimo tra i profili: i = 1,1 m - carichi permanenti: g k = 1,3 kn/m² - carichi variabili: q k = 3 kn/m² - lunghezza del profilo: L = 4,7 m 017 PROGETTO DEFINITIVO - RELAZIONE TECNICA DELLE STRUTTURE 13

16 Verifiche di resistenza allo S.L.U. - Flessione Il momento flettente massimo risulta: M Ed = 19,6 knm < M Rd = 32,45 knm Figura 2 Diagramma del momento e del taglio del profilo IPE160. Verifiche di deformazione allo S.L.E. Figura 3 Deformazione del profilo IPE160. La freccia massima risulta: f = 16,5 mm L/289, compatibile con le limitazioni previste da Normativa. 017 PROGETTO DEFINITIVO - RELAZIONE TECNICA DELLE STRUTTURE 14

17 6.2. SOLAIO IN X-LAM La verifica del solaio x-lam è effettuata sulla base delle schede di dimensionamento di più produttori, in modo da verificarne in via preliminare la correttezza del dimensionamento. Si rimanda alla fase di progettazione esecutiva la verifica puntuale dei pannelli x-lam sulla base delle effettive dimensioni di produzione. Nel caso in esame sono state fatte le seguenti assunzioni: - schema di calcolo: trave continua su tre appoggi, due campate; - luce di calcolo: L = 2,50 m - carico: Q = 0,10 + 3,00 = 3,10 kn/m² Si riporta un estratto di una tabella di dimensionamento di solai in pannelli X-LAM Figura 4 - Dimensionamento dei solai in pannelli X-LAM STRUTTURE PER MONTACARICHI Si riporta la verifica delle colonne in acciaio poste a sostegno del solaio nel quale è stata ricavata l apertura per il passaggio della struttura del montacarichi. Per la verifica a compressione dei profili metallici HEA120 si considerano le seguenti assunzioni: - area di influenza dei carichi: A = 5,16 m² - carichi permanenti: g k = 7,9 kn/m² - carichi variabili: q k = 3 kn/m² - lunghezza di libera inflessione: L 0 = 3,8 m L azione assiale sollecitante di calcolo alla base della colonna risulta pertanto: N Ed = 76,21 kn L azione assiale resistente, considerati gli effetti di instabilità vale: N Rd = 306,27 kn 017 PROGETTO DEFINITIVO - RELAZIONE TECNICA DELLE STRUTTURE 15

18 6.4. COPERTURE DI NUOVA REALIZZAZIONE La verifica delle strutture di copertura interessa l orditura secondaria della copertura del locale lavanderia al piano quarto. Figura 5 - Struttura di copertura interessata. I travetti dell orditura secondaria vengono studiati come travi continue su più appoggi soggette ai carichi di progetto. Nel calcolo viene inoltre considerata la natura dei carichi, se temporanei o permanenti, secondo le prescrizioni di Normativa. Figura 6 - Schema di calcolo dei travetti secondari. Si riportano le principali verifiche dei travetti a sezione 80 x 140 mm. Flessione Si riporta il calcolo delle tensioni in condizioni di carico permanente o a breve termine: 017 PROGETTO DEFINITIVO - RELAZIONE TECNICA DELLE STRUTTURE 16

19 Condizione a lungo termine: M Ed = 0,46 knm σ Ed = 1,23 N/mm 2 σ Rd = 9,6 N/mm 2 verificata I.R. = 0,128 Condizione a breve termine: M Ed = 0,46 knm σ Ed = 1,23 N/mm 2 σ Rd = 14,4 N/mm 2 verificata I.R. = 0,085 Deformazioni: Si riporta il calcolo delle deformazioni nelle condizioni a breve e lungo termine. Figura 7 - Deformazioni dei travetti a breve termine. Figura 8 - Deformazioni dei travetti a lungo termine. 017 PROGETTO DEFINITIVO - RELAZIONE TECNICA DELLE STRUTTURE 17

20 La freccia massima risulta: f = 2,28 mm pari a L/745, compatibile con le limitazioni previste da Normativa SCALA METALLICA Si riportano le verifiche della struttura della scala metallica esterna a servizio dell uscita di sicurezza del piano secondo. Figura 9 - Scala esterna - uscita di sicurezza del piano secondo Verifica cosciali Per la verifica a compressione dei profili metallici UPN160 si considerano le seguenti assunzioni: - carichi permanenti: g k = 0,5 kn/m² - carichi variabili: q k = 4 kn/m² In Figura 10 sono riportati i diagrammi del taglio e del momento flettente. Figura 10 - Schema di calcolo dei cosciali della scaletta esterna. 017 PROGETTO DEFINITIVO - RELAZIONE TECNICA DELLE STRUTTURE 18

21 Il valore massimo del momento sollecitante: M Ed = 6,23 knm < M Rd = 36,14 knm Figura 11 - Deformazioni dei cosciali della scaletta esterna. La Figura 11 indica le deformazioni dei cosciali della scala: f= 2,49 mm = L/ Verifica colonna Le colonne della scala sono realizzate tramite profili HEA120. Verifica di resistenza Dalla Figura 10 si possono ricavare i valori delle forze agenti: N Ed = 7,51 kn < N Rd = 697 kn Verifica di instabilità N Ed = 7,51 kn < N cr = 271,48 kn Fondazione Si verifica la pressione sul terreno alla base del plinto di fondazione che sorregge due colonne. L azione assiale agente sul piano di posa delle fondazioni risulta: N Ed,1 = 2 x 7,72 kn = 15,44 kn reazione colonne N Ed,2 = 0,36 x 0,30 x 2,27 x 25 x 1,3 = 7,97 kn peso cordolo di fondazione N Ed = 23,4 kn La pressione media sul terreno risulta quindi: σ Ed = 23,4 / (0,36 x 2,27) = 28,6 kpa La pressione è molto modesta e quindi ritenuta ammissibile per il terreno. 017 PROGETTO DEFINITIVO - RELAZIONE TECNICA DELLE STRUTTURE 19

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