BOLLETTINO UFFICIALE SOMMARIO REPUBBLICA ITALIANA. Serie Ordinaria - Venerdì 04 marzo 2011 A) CONSIGLIO REGIONALE

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1 Anno XLI N. 056 Iscritto nel registro Stampa del Tribunale di Milano (n. 656 del 21 dicembre 2010) Proprietario: Giunta Regionale della Lombardia Sede Direzione e redazione: p.zza Città di Lombardia, Milano Direttore resp.: Marco Pilloni Informazioni: tel. 02/6765 int ; 9 Serie Ordinaria - Venerdì 04 marzo 2011 BOLLETTINO UFFICIALE REPUBBLICA ITALIANA SOMMARIO A) CONSIGLIO REGIONALE Deliberazione Consiglio regionale 8 febbraio n. IX/140 Ordine del giorno concernente la fusione dei comuni di Consiglio di Rumo, Germasino e Gravedona. 2 Deliberazione Consiglio regionale 15 febbraio n. IX/143 Regolamento contabile del Consigio Regionale della Lombardia. 3 Deliberazione Consiglio regionale 15 febbraio n. IX/146 Risoluzione in merito agli effetti della direttiva 123/2006/CE, cosiddetta direttiva servizi, sull attività di commercio al dettaglio su aree pubbliche. 8 Deliberazione Consiglio regionale 15 febbraio n. IX/147 Mozione concernente le condizioni di sicurezza del consigliere Giulio Cavalli. 9 D) ATTI DIRIGENZIALI Giunta Regionale D.G. Commercio, turismo e servizi Decreto dirigente unità organizzativa 1 marzo n Approvazione del 4 bando «Distretti del Commercio» - D.g.r. 993 del 15 dicembre D.G. Infrastrutture e mobilità Decreto dirigente struttura 28 febbraio n Manifestazione di interesse per la presentazione di proposte per la fruibilita e l utilizzo delle stazioni e fermate ferroviarie in Lombardia. 38

2 2 Bollettino Ufficiale A) CONSIGLIO REGIONALE D.c.r. 8 febbraio n. IX/140 Ordine del giorno concernente la fusione dei comuni di Consiglio di Rumo, Germasino e Gravedona Presidenza del Presidente BONI IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA LOMBARDIA Visto l Ordine del giorno n presentato in data 8 febbraio 2011, collegato al progetto di legge n concernente istituzione del Comune di Gravedona ed Uniti, mediante fusione dei Comuni di Consiglio di Rumo, Germasino e Gravedona, in provincia di Como; visto l art. 85 del Regolamento generale; a norma dell art. 79 del Regolamento generale, con votazione a scrutinio segreto, che dà il seguente risultato Consiglieri presenti: n. 69 Consiglieri votanti: n. 69 Voti favorevoli: n. 37 Voti contrari: n. 31 Astenuti: n. 1 DELIBERA di approvare l Ordine del giorno n concernente la fusione dei Comuni di Consiglio di Rumo, Germasino e Gravedona, nel testo che così recita: «Il Consiglio regionale della Lombardia preso atto che il progetto di fusione dei Comuni di Consiglio di Rumo, Germasino e Gravedona, in provincia di Como, è maturato dall esperienza degli amministratori circa le crescenti difficoltà nell amministrazione e gestione di tre piccoli comuni; scopo dichiarato della fusione è razionalizzare le risorse finanziarie, economiche, patrimoniali, strumentali e umane per dare luogo ad una migliore e più efficiente gestione complessiva; considerato che la fusione dei tre comuni, in conclusione, oltre a determinare una riduzione dei costi di gestione e a garantire ai cittadini una amministrazione più efficiente mediante l erogazione di un maggior numero di servizi, può portare ad un incremento della qualità di quelli attualmente offerti; considerato, inoltre, che il progetto di fusione tra i Comuni di Consiglio di Rumo, Germasino e Gravedona, è in linea con gli indirizzi di finanza locale per il contenimento della spesa pubblica e risponde agli obiettivi del D.lgs. 267/2000 (TUEL); atteso che si sottolinea inoltre che il Consiglio provinciale di Como e la Comunità montana Valli del Lario e del Ceresio hanno espresso parere favorevole sulla fusione; atteso, inoltre, che i sindaci, pur consapevoli dell esito referendario e nel massimo rispetto della volontà popolare, hanno ribadito l opportunità di procedere alla fusione dei tre comuni, anche in linea con le politiche regionali e nazionali che vanno nella direzione della semplificazione; tra qualche mese tali comuni saranno chiamati al voto amministrativo; invita il Presidente della Regione e la Giunta regionale a valutare gli strumenti più idonei affinché il regime di incompatibilità in ambito elettorale rimanga quello previsto per i comuni prima della fusione.». Il presidente: Davide Boni Il consigliere segretario Carlo Spreafico Il consigliere segretario provvisorio Renzo Bossi Il segretario dell assemblea consiliare Mario Quaglini

3 Bollettino Ufficiale 3 D.c.r. 15 febbraio n. IX/143 Regolamento contabile del Consigio Regionale della Lombardia Presidenza del Presidente Boni IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA LOMBARDIA A norma dell art. 14, comma 3, lettera a) dello Statuto d autonomia e degli articoli 92 e seguenti del Regolamento generale: previa votazione articolo per articolo e con votazione finale per appello nominale che dà il seguente risultato, Consiglieri presenti n. 62 Consiglieri votanti n. 62 voti favorevoli n. 58 Voti contrari n. 4 Astenuti n. = DELIBERA di approvare il «Regolamento contabile del Consiglio regionale della Lombardia» nel testo che si allega, quale parte integrante della presente deliberazione. Il presidente: Davide Boni Il consigliere segretario Carlo Spreafico Il consigliere segretario provvisorio Renzo Bossi Il segretario dell assemblea consigliare Mario Quaglini

4 4 Bollettino Ufficiale Regolamento contabile del Consiglio regionale della Lombardia Approvato nella seduta del 15 febbraio 2011 Capo I AMMINISTRAZIONE E CONTABILITÀ DEL CONSIGLIO Art Per l esercizio dell autonomia di cui all articolo 22 dello Statuto d autonomia della Regione Lombardia, fatti salvi gli atti di competenza dell assemblea, l Ufficio di presidenza del Consiglio regionale: a) sovraintende all amministrazione del Consiglio regionale quantificando le risorse economico - finanziarie in relazione alle diverse finalità; b) assegna le quote di bilancio alle strutture organizzative previste dalla normativa vigente; c) verifica la rispondenza dell attività gestionale e dei risultati raggiunti dalla dirigenza agli obiettivi e agli indirizzi stabiliti. 2. L amministrazione consiliare è rappresentata dal Presidente, fatti salvi gli atti a rilevanza esterna attribuiti ai direttori generali ed ai dirigenti dal presente regolamento e determinati dall Ufficio di presidenza. 3. Il Presidente rappresenta il Consiglio regionale anche agendo e resistendo nei giudizi davanti alla magistratura di ogni ordine e grado previa deliberazione dell Ufficio di presidenza. Art Nell ambito del Regolamento s intendono per: a) Consiglio, il Consiglio regionale della Lombardia; b) Ufficio di presidenza, l Ufficio di presidenza del Consiglio regionale della Lombardia; c) Presidente, il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia; d) L.r. 20/2008, la legge regionale 7 luglio 2008, n. 20 (Testo unico delle leggi regionali in materia di organizzazione e personale); e) bilancio, il bilancio annuale di previsione del Consiglio costituito dalla previsione delle entrate e dalla previsione delle spese; f) segretario generale, il segretario generale ovvero, in sua mancanza o per decisioni organizzative dell Ufficio di presidenza, il direttore generale responsabile delle attività gestionali ed amministrati vo-contabili. Capo II BILANCIO Art L esercizio finanziario ha la durata dell anno solare. Art Per l esercizio delle proprie funzioni il Consiglio utilizza le risorse finanziarie stanziate nel bilancio della Regione per il funzionamento dello stesso. Art Il bilancio è predisposto dal segretario generale, tenendo conto dei vincoli di finanza pubblica e all interno degli equilibri finanziari del bilancio regionale, secondo le indicazioni formulate dai direttori generali, ovvero, in mancanza, dai dirigenti per le materie di competenza, con riferimento alle esigenze funzionali e di gestione del Consiglio, ai progetti e agli obiettivi da attuare. 2. Il bilancio, corredato da una relazione illustrativa del segretario generale, è deliberato dall Ufficio di presidenza, sentiti i presidenti dei gruppi consiliari ed i presidenti delle commissioni permanenti, ed è approvato dal Consiglio entro il 25 settembre di ogni anno. 3. Della deliberazione consiliare di cui al comma 2 il Presidente dà immediata comunicazione alla Giunta regionale ai fini della iscrizione degli stanziamenti necessari nel bilancio preventivo della Regione ai sensi dell articolo 4. Art In concomitanza con l approvazione del bilancio del Consiglio e comunque entro i successivi sessanta giorni, l Ufficio di presidenza esplicita, con specifico provvedimento, gli obiettivi e i progetti da attuare con le relative priorità e gli indirizzi generali. Entro lo stesso termine l Ufficio di presidenza assegna al segretario generale o ai direttori generali o ai dirigenti di altre strutture assimilabili per autonomia decisionale ed operativa una specifica quota di bilancio individuando i capitoli e gli articoli di spesa e di entrata. 2. Fino all assegnazione delle quote di bilancio, il segretario generale o i direttori generali o i dirigenti sono autorizzati ad utilizzare i fondi del bilancio in ragione di un dodicesimo al mese della spesa annua prevista, ovvero nei limiti della maggiore spesa necessaria, ove si tratti di spese regolate da norme, obbligazioni e contratti non suscettibili di impegno e/o di pagamento frazionati in dodicesimi. 3. Una volta assegnate le quote di bilancio, di cui al comma 1, gli assegnatari possono indicare ai dirigenti subordinati le risorse da impegnare e liquidare in relazione alle competenze attribuite, individuando capitoli ed articoli di spesa e di entrata. Art Le variazioni di bilancio che comportino aumento o diminuzione del fabbisogno di ogni singolo capitolo sono deliberate dal Consiglio su proposta dell Ufficio di presidenza, tenuto conto delle indicazioni formulate dal segretario generale o dai direttori generali. 2. In caso di necessità ed urgenza le variazioni di bilancio possono essere deliberate, su proposta del segretario generale o dei direttori generali, dall Ufficio di presidenza all unanimità, e comunicate al Consiglio nella prima seduta successiva alla relativa deliberazione; qualora manchi l unanimità delibera il Consiglio. 3. L Ufficio di presidenza dispone direttamente le variazioni di bilancio derivanti dall applicazione immediata e diretta di disposizioni di legge, dandone comunicazione al Consiglio nella prima seduta successiva alla relativa deliberazione. 4. I provvedimenti di variazione sono comunicati alla Giunta regionale per eventuali procedure di variazione al bilancio della Regione, secondo le norme vigenti in materia di contabilità regionale. Art Le variazioni fra articoli dello stesso capitolo sono disposte dall Ufficio di presidenza, su proposta del segretario generale secondo le indicazioni formulate dai direttori generali o dai dirigenti per le materie di competenza. 2. L Ufficio di presidenza, su proposta del segretario generale, può altresì disporre variazioni inerenti alle partite di giro. Capo III RENDICONTO Art Il rendiconto del Consiglio è predisposto dal segretario generale, che lo trasmette all Ufficio di presidenza con una relazione sui risultati raggiunti nell attività gestionale complessiva.

5 Bollettino Ufficiale 5 2. Il rendiconto è sottoposto ogni anno alla commissione competente in materia di programmazione, bilancio e tributi, la quale, esaminati gli atti e le scritture contabili della gestione conclusa, ne riferisce al Consiglio. 3. Il Consiglio approva il rendiconto entro il 30 giugno e comunque prima della approvazione del rendiconto generale della Regione. 4. Intervenuta l approvazione, il rendiconto è comunicato alla Giunta regionale con le risultanze finali. 5. L Ufficio di presidenza verifica, secondo quanto previsto dall articolo 37, comma 1, lettera d), della I.r. 20/2008, la corrispondenza dell attività di gestione e dei risultati ottenuti, con le modalità definite dal sistema di misurazione e valutazione della performance. Capo IV TESORERIA Art Il servizio di tesoreria è affidato dall Ufficio di presidenza in conformità alle vigenti disposizioni di legge. Di norma viene affidato all istituto di credito al quale la Giunta regionale affida il proprio servizio di tesoreria a seguito di una gara comune. 2. La vigilanza sulla regolare esecuzione del servizio di tesoreria è esercitata dal segretario generale. Art Il tesoriere del Consiglio provvede alla riscossione delle entrate, al pagamento delle spese e ad ogni altra operazione derivante dal maneggio di denaro prescritta da norme legislative e regolamentari; è tenuto altresì a fornire ogni altro servizio bancario. 2. Il tesoriere è responsabile dei valori affidatigli e delle operazioni di cassa e deve accertare la regolarità dei mandati di pagamento. Art Il tesoriere tiene il registro di cassa sul quale annota le riscossioni ed i pagamenti effettuati giornalmente. 2. Al primo giorno di ogni mese il tesoriere trasmette al dirigente della struttura organizzativa competente in materia di contabilità un estratto delle singole operazioni compiute nel mese precedente, corredato dai mandati estinti e dalle reversali delle riscossioni effettuate. Capo V ENTRATE Art Il Presidente della Giunta regionale mette a disposizione del Presidente, con cadenza mensile e comunque sulla base del fabbisogno, le risorse finanziarie stanziate per il funzionamento del Consiglio. 2. L importo corrispondente è versato dalla Giunta regionale presso l istituto di credito che gestisce il servizio di tesoreria del Consiglio in conto corrente intestato al Presidente. 3. In caso di esercizio provvisorio l importo da versare è proporzionale alla durata dell esercizio autorizzato. 4. Nel bilancio del Consiglio confluiscono entrate diverse, tra cui i proventi derivanti da vendita di beni, atti di liberalità, corrispettivi per contratti e convenzioni, sponsorizzazioni. 5. Dei versamenti il tesoriere dà immediata comunicazione al dirigente della struttura organizzativa competente in materia di contabilità per le necessarie registrazioni contabili. Art Gli ordini di incasso sono disposti a mezzo di reversali firmati dal dirigente della struttura organizzativa competente in materia di contabilità o, in caso di assenza o impedimento, da suo delegato. 2. Gli ordini di incasso devono contenere le seguenti indicazioni: a) la data di emissione; b) l esercizio finanziario di riferimento; c) il numero progressivo; d) il capitolo cui è imputata l entrata; e) il debitore e la causale; f) l importo della riscossione, distinto se in conto competenza o in conto residui; g) la situazione del capitolo al quale è riferita l entrata Capo VI SPESE Art Gli impegni di spesa sono determinati ed adottati dai direttori generali o dai dirigenti, per le materie di competenza, nei limiti degli stanziamenti dei capitoli di bilancio e delle relative assegnazioni. 2. Ogni provvedimento che comporti impegno di spesa deve essere adottato, previa verifica della disponibilità di fondi sul relativo capitolo di bilancio, da parte del dirigente della struttura organizzativa competente in materia di contabilità o, in caso di assenza od impedimento, da suo delegato. 3. Se il capitolo è esaurito o insufficiente, il dirigente della struttura organizzativa competente in materia di contabilità, sentito il segretario generale o i direttori generali interessati, formula proposte in ordine all applicazione di quanto previsto dall articolo Il dirigente della struttura competente in materia di contabilità verifica, per ogni impegno di spesa, l esattezza dell imputazione, nonché l idoneità della documentazione di corredo e provvede alla registrazione degli impegni medesimi. Art I direttori generali o i dirigenti dispongono con apposito atto la liquidazione delle spese, in esecuzione e nei limiti degli impegni adottati da loro stessi ai sensi dell articolo Prima della liquidazione, la struttura competente in materia di contabilità effettua, secondo i principi e le procedure della contabilità, i controlli ed i riscontri amministrativi contabili e fiscali sui documenti giustificativi e sugli atti di liquidazione, e acquisisce: a) nel caso di beni, servizi e lavori, l attestazione, da parte della struttura che gestisce il contratto, di regolare esecuzione delle forniture di beni e servizi e dei lavori, nei tempi, modi e quantità pattuiti; b) negli altri casi, il nulla osta al pagamento della struttura di competenza.

6 6 Bollettino Ufficiale Art Al pagamento delle spese, liquidate ai sensi dell articolo 16, si provvede con mandati individuali o collettivi ovvero a mezzo ruoli di spesa fissa, firmati dal dirigente della struttura organizzativa competente in materia di contabilità o, in caso di assenza od impedimento, da suo delegato. 2. I mandati di pagamento devono contenere le seguenti indicazioni: a) la data di emissione; b) l esercizio cui si riferisce la spesa; c) il numero d ordine progressivo per esercizio; d) il numero e la denominazione del capitolo e dell articolo cui va imputata la spesa; e) la denominazione del creditore o dei creditori e di chi per loro è legalmente autorizzato a darne quietanza; f) la causale di pagamento, con gli estremi dell atto di liquidazione; g) la somma da pagare (in cifre ed in lettere) con l indicazione di eventuali ritenute; h) la modalità di pagamento. 3. I mandati devono essere emessi in ordine cronologico; con lo stesso mandato non possono essere disposti pagamenti inerenti a più capitoli o a più articoli della previsione di spesa. 4. I mandati emessi sono registrati con le modalità indicate nell articolo I mandati sono trasmessi al tesoriere accompagnati da un elenco in duplice copia firmato dal dirigente della struttura organizzativa competente in materia di contabilità. 6. I mandati inestinti a fine esercizio sono commutati in assegno di bonifico non trasferibile. L assegno restituito per irreperibilità del beneficiario viene trasformato dal tesoriere in libretto di risparmio. 7. Il dirigente della struttura organizzativa competente in materia di contabilità, ricevuti a fine esercizio i mandati estinti, in ordine cronologico, vi allega i titoli di impegno e di liquidazione con ogni altro documento giustificativo della spesa e ne cura la conservazione ai fini del rendiconto. Capo VII SPESE DI RAPPRESENTANZA Art Le spese di rappresentanza sono tutte le spese utili ad assolvere alle funzioni di rappresentatività del Consiglio all esterno. Esse devono: a) rispondere ad effettive esigenze del Consiglio di intrattenere pubbliche relazioni in rapporto ai propri fini istituzionali ed alla sfera di autonomia costituzionalmente attribuita ai consigli regionali e risultare idonee a soddisfare un pubblico interesse ovvero a mantenere o ad accrescere il prestigio del Consiglio; b) riguardare forme di ospitalità ed atti di cortesia che si svolgono per consuetudine affermata o per motivi di reciprocità in occasione di rapporti di carattere ufficiale tra soggetti aventi espressa veste rappresentativa del Consiglio e soggetti esterni anch essi dotati di analoga rappresentatività; c) essere effettuate di norma in circostanze temporali e modalità estranee all ordinaria attività del Consiglio; d) essere prive di intenti e di connotazione di mera liberalità non giustificata dai fini istituzionali del Consiglio. 2. Le spese di rappresentanza devono essere motivate e sostenute da idonea documentazione giustificativa in ordine alle circostanze, alla causa ed alla natura delle erogazioni. Restano fermi i controlli previsti dall articolo 16, comma 2, del presente regolamento. 3. Le spese previste dal presente articolo fanno capo al Presidente, ai sensi dell articolo 15 dello Statuto d autonomia e dell articolo 14, comma 3, lettera d), del Regolamento generale del Consiglio. Il Presidente può autorizzare gli altri componenti dell Ufficio di presidenza ad usufruire dei fondi per le spese di rappresentanza. 4. Il Presidente dispone l erogazione delle spese di rappresentanza mediante ordinazione all economo o al dirigente della struttura organizzativa competente in materia di contabilità. La medesima struttura conserva la documentazione relativa. Capo VIII CONTRATTI Art Prima dell inizio dell esercizio finanziario, il segretario generale sottopone all approvazione dell Ufficio di presidenza uno specifico programma nel quale sono individuate le forniture di beni e di servizi necessari al funzionamento del Consiglio, completi della stima dei valori. 2. La struttura organizzativa competente in materia di contratti provvede agli adempimenti istruttori connessi alle procedure per l acquisizione, l alienazione di beni e di servizi e l affidamento di lavori, nonché agli adempimenti necessari per l esecuzione dei lavori, per l acquisto e l alienazione di beni e la prestazione di servizi riguardanti l attività del Consiglio, nell ambito del programma definito ai sensi del comma Il segretario generale o i direttori generali, in relazione alle competenze loro riservate, determinano, secondo le disposizioni vigenti, la procedura per l individuazione degli offerenti ed approvano il capitolato speciale d oneri predisposto dalla struttura competente in materia di contratti, sulla base delle indicazioni della struttura organizzativa destinataria del lavoro o della fornitura di beni o servizi. 4. I contratti di appalto dei lavori, forniture e servizi sono stipulati con le imprese aggiudicatarie dal segretario generale, dai direttori generali o dal dirigente della struttura competente in materia di contratti se delegato. 5. Le disposizioni previste dall articolo 125, comma 10, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE) e successive modifiche ed integrazioni, in materia di servizi e forniture in economia sono adottate con decreto del segretario generale. Art I contratti sono stipulati, di norma, in forma privata, salvo i casi in cui l atto pubblico o la scrittura privata autenticata siano richiesti dalla legge quale condizione di validità o di efficacia del contratto nei confronti dei terzi. 2. Qualora si ricorra alla stipulazione in forma pubblica amministrativa funge da ufficiale rogante il dirigente della struttura organizzativa competente in materia di contratti. Art Ai contratti di cui all articolo 19 si applicano le disposizioni della normativa vigente. 2. Quando è richiesta una commissione di gara, ferme restando le norme vigenti, questa è nominata dal segretario generale e composta:

7 Bollettino Ufficiale 7 a) da un presidente nella persona del dirigente della struttura organizzativa destinataria della fornitura o del servizio posto in appalto ovvero, nel caso in cui la fornitura riguardi più destinatari, del dirigente della struttura organizzativa in materia di contratti; b) da un componente nella persona di un dirigente o di un incaricato di posizione organizzativa; c) da un componente in qualità di esperto, anche esterno al Consiglio, con specifica competenza. 3. Qualora non sia prevista una commissione, alla gara presiede il responsabile del procedimento. 4. Alle procedure per servizi e forniture in economia per l acquisizione di beni o servizi, è preposto il responsabile della struttura organizzativa competente in materia di contratti o il funzionario da questi delegato. 5. Per l acquisizione di beni e servizi sotto i euro è responsabile del procedimento il dirigente della struttura che utilizza il bene o il servizio, che può avvalersi dell assistenza dell ufficio competente in materia di contratti. Sono salve le competenze economali. Art Prima di procedere alla gara possono essere effettuate, anche in via informale, indagini di mercato, al fine di acquisire informazioni ed elementi circa le caratteristiche e i modi di esecuzione delle prestazioni, lo stato della tecnica, i prezzi correnti e ogni altro elemento utile per stabilire i termini della gara o del contratto. L indagine è svolta, di norma, dal dirigente della struttura organizzativa competente in materia di contratti. Capo IX FUNZIONI CONTABILI ED ECONOMALI Art La situazione delle entrate e delle spese è trasmessa all Ufficio di presidenza a cura del dirigente della struttura organizzativa competente in materia di contabilità e comunque entro il 30 ottobre di ogni anno. Art La struttura competente in materia di contabilità registra con strumenti informatici tutti gli atti di entrata e di uscita in modo che la situazione degli articoli e dei capitoli sia costantemente in evidenza. Art Con le disposizioni organizzative di cui all articolo 27, comma 1, l Ufficio di presidenza, su proposta del direttore generale competente, affida l incarico di economo ad un dipendente regionale con qualifica non inferiore ad incaricato di posizione organizzativa. 2. L economo: a) gestisce il fondo economale di cassa di cui all articolo 26; b) provvede alla tenuta delle seguenti scritture contabili: 1) giornale di cassa relativo alla gestione del fondo di cui all articolo 26; 2) bollettario delle ordinazioni per le spese effettuate sul fondo economale; 3) registro di carico e scarico dei magazzini; 4) inventario dei beni mobili del Consiglio dei quali è il consegnatario. c) vigila sulla regolare esecuzione dei servizi appaltati da eseguirsi a carico del fondo economale; d) cura la gestione dei magazzini, il carico e lo scarico dei beni e la relativa contabilità; e) cura la messa fuori uso e la dismissione del materiale inventariato e non più utilizzabile, previo nulla osta del segretario generale. Art L Ufficio di presidenza, su proposta del segretario generale, stabilisce la misura, le modalità di funzionamento e il reintegro del fondo economale, nonché le categorie di beni e dei servizi acquistabili con il fondo medesimo. 2. L erogazione di ogni spesa sul fondo economale è disposta mediante ordinazione dei dirigenti competenti per materia, escluse le spese di rappresentanza che sono disposte dal Presidente. 3. Per spese correnti di funzionamento i componenti dell Ufficio di presidenza possono effettuare ordinazioni all economo per esigenze proprie e della propria segreteria. Con apposita deliberazione l Ufficio di presidenza detta disposizioni regolamentari riguardo alle medesime spese. 4. Per l acquisto di materiale di immediata necessità, nonché per i lavori da eseguirsi in economia, l economo può procedere direttamente. 5. L economo presenta periodicamente il rendiconto documentato delle spese erogate sul fondo economale. Capo X DISPOSIZIONI FINALI Art Le funzioni previste dal presente regolamento sono attribuite al dirigenti dall Ufficio di presidenza. 2. Con l attribuzione ai direttori generali e ai dirigenti delle competenze di cui all articolo 15, comma 1, l Ufficio di presidenza individua le competenze che, ai sensi delle norme vigenti, spettano allo stesso Ufficio di presidenza. 3. L Ufficio di presidenza risolve eventuali conflitti di competenza tra le direzioni generali. Art È abrogato il regolamento contabile del Consiglio regionale approvato con deliberazione 1 aprile 1998, n. VI/844.

8 8 Bollettino Ufficiale D.c.r. 15 febbraio n. IX/146 Risoluzione in merito agli effetti della direttiva 123/2006/CE, cosiddetta direttiva servizi, sull attività di commercio al dettaglio su aree pubbliche Presidenza del Presidente Boni premesso che: IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA LOMBARDIA la direttiva 123/2006/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno, con la quale l'unione europea ha inteso fornire un contributo decisivo al processo di liberalizzazione e semplificazione del mercato dei servizi, è stata recepita nell'ordinamento italiano con il decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59, le disposizioni sono entrate in vigore l'8 maggio 2010; le Regioni, per consentire il completo adeguamento dell'ordinamento interno a quello comunitario, sono chiamate ad adottare la normativa di attuazione della direttiva 2006/123/CE nel rispetto dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dei principi fondamentali desumibili dal d.lgs.59/2010; per effetto della norma di cui all'articolo 84, comma 1, del d.lgs. 59/2010, le disposizioni in esso contenute, nella misura in cui incidano su materie di competenza esclusiva regionale o su materie di competenza concorrente, si applicano fino all'entrata in vigore della normativa di attuazione della direttiva 2006/ l23/ce adottata da ciascuna regione; l'articolo 16 del d.lgs. 59/ disciplinando, in via generale, le ipotesi in cui il numero di titoli autorizzatori disponibili per una determinata attività di servizi sia limitato per ragioni correlate alla scarsità delle risorse naturali o delle capacità tecniche disponibili - prevede che le autorità competenti applichino una procedura di selezione tra i candidati potenziali, curando di predeterminare e di rendere pubblici i criteri e le modalità atti ad assicurarne l'imparzialità; il successivo articolo 70 disciplina, tra le altre, l'attività di commercio al dettaglio su aree pubbliche, introducendo alcune novità di rilievo, quali la possibilità per le società di capitali regolarmente costituite e le cooperative di esercitare tale tipo di commercio, l'applicabilità della disciplina vigente nel luogo in cui si intende avviare l'attività, la competenza delle Regioni a stabilire i criteri generali che i comuni devono adottare per la determinazione delle aree e del numero di posteggi da destinare allo svolgimento del commercio su aree pubbliche; il comma 5 dell'articolo 70, infatti, dispone che "Con intesa in sede di Conferenza unificata, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n.131, anche in deroga al disposto di cui all'articolo 16 del presente decreto, sono individuati, senza discriminazioni basate sulla forma giuridica dell'impresa, i criteri per il rilascio e il rinnovo della concessione dei posteggi per l'esercizio del commercio su aree pubbliche e le disposizioni transitorie da applicare, con le decorrenze previste, anche alle concessioni in essere alla data di entrata in vigore del presente decreto ed a quelle prorogate durante il periodo intercorrente fino all'applicazione di tali disposizioni transitorie; tale comma 5 dell'articolo 70 è stato introdotto nel testo deliberato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri accogliendo parzialmente il parere parlamentare, il quale, in considerazione della possibile applicazione in combinato disposto con l'articolo 16, ha osservato l'opportunità di demandare ad una apposita intesa in sede di conferenza Stato-Regioni la definizione dei criteri per il rilascio e il rinnovo della concessione dei posteggi, in modo da consentire, nel rispetto della direttiva n. 2006/123/CE, "... l'equilibrato contemperamento degli interessi pubblici e privati assicurando anche un'omogenea assegnazione dei posteggi a prescindere dalla forma i giuridica dell'operatore richiedente."; la Conferenza unificata di cui l'art. 70, comma 5, del d.lgs. 59/2010 non è stata ancora convocata da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri, ancorchè, sin dall'entrata in vigore del d.1gs. 59/2010, gli operatori, tramite le loro associazioni, abbiano sottolineato anche nei confronti del Governo l'urgenza di un atto di indirizzo complessivo; le associazioni di settore, ascoltate in audizione dalla IV Commissione consiliare "Attività produttive e occupazione" nella seduta del 17 gennaio 2011, hanno espresso due esigenze: la prima che il d.lgs. 59/2010, venga modificato nel senso di escludere espressamente l'equiparazione dei posteggi in aree di mercato alle "risorse naturali" di cui all'articolo 16; la seconda che la Conferenza unificata sancisca tempestivamente l'intesa di cui all'articolo 70, comma 5, del d.lgs. 59/2010, individuando i criteri per il rilascio e il rinnovo della concessione dei posteggi; la maggior parte delle concessioni dei posteggi per il commercio itinerante in Regione Lombardia, attualmente di durata decennale, scadranno nel prossimo mese di marzo; ritenuto che: la Conferenza unificata debba individuare urgentemente i criteri per la concessione dei posteggi per l'esercizio dell'attività di commercio al dettaglio su aree pubbliche, nonché le di disposizioni transitorie da applicare alle concessioni in essere alla data di entrata in vigore del d.lgs. 59/2010 ed a quelle prorogate ai sensi dell'articolo 70, comma 5, del predetto decreto; il ritardo nella determinazione dei predetti criteri potrebbe dar vita ad una situazione di grave incertezza sia con riferimento ai comuni cui sono demandate le funzioni autorizzatorie, sia con riferimento agli operatori che, in una congiuntura economica peraltro difficile e nell'imminenza dello scadere delle concessioni in essere, necessitano di essere destinatari di misure tempestive e coerenti rispetto al tessuto imprenditoriale che rappresentano; debba essere realizzata, nell'ambito della determinazione dei criteri di cui all'articolo 70, comma 5, del d.lgs. 59/2010, l'esigenza di salvaguardia dei livelli occupazionali, emersa anche durante i lavori parlamentari per l'espressione del parere sullo schema di decreto del Governo, nonché l'adeguatezza della durata del titolo autorizzatorio; debba essere verificata la possibilità, nel rispetto dei principi contenuti nella direttiva 123/2006/CE relativa ai servizi nel mercato interno, di una modifica del d.lgs. 59/2010 nella parte in cui estende il concetto di risorsa naturale limitata al suolo pubblico; visto l'articolo 38 del Regolamento generale del Consiglio regionale; con votazione palese, per alzata di mano impegna la Giunta regionale a) a promuovere, nelle sedi più appropriate e nel rispetto delle competenze del Presidente del Consiglio dei Ministri, i lavori della Conferenza unificata di cui all'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n.131 ai fini del raggiungimento dell'intesa cui l'articolo 70, comma 5, del d.lgs. 59/2010 demanda la definizione dei criteri per il rilascio e il rinnovo della concessione dei posteggi per l'esercizio del commercio su aree pubbliche; b) a sostenere, nell'ambito della propria competenza, la individuazione da parte della Conferenza unificata di criteri per il rilascio e il rinnovo della concessione dei posteggi per il commercio itinerante ispirati ad uno sviluppo equilibrato e sostenibile del settore ed alla tutela dei livelli occupazionali, garantendo, nel contempo, l'adeguatezza della durata del titolo autorizzatorio; si impegna tramite la Commissione consiliare competente a verificare la legittimità e la coerenza rispetto alla direttiva 123/2006/CE di una modifica del d.lgs. 59/2010 nella parte in cui estende il concetto di risorsa naturale limitata al suolo pubblico, al fine di promuovere, se del caso, le iniziative più opportune volte a escludere espressamente, nell'ambito delle previsioni del d.lgs. 59/2010, l'equiparazione dei posteggi in aree di mercato alle risorse naturali. 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