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1 CorsoWeb HOME Particelle Linux Mac Mix Glossario Link Download Appunti Modulo 01 Configurazione Rete Aula 12 Parametri Attivazione Rete Aula 12 Le Distribuzioni Modulo 02 Le Directory del file-system Equivalenze Windows/Linux I browser Le password del CD Live Modulo 03 La Linea di Comando I Dispositivi Le Partizioni Montare il disco rigido da Live Modulo 04 Il settore MBR L'installazione di Linux Le finestre di Linux Clonazione di dati Hacker, Cracker,... Modulo 05 GRUB Menu.lst La tastiera Linux Modulo 06 Bash Completition & Triks Script Repository Pacchetti Modulo 07 Aggiungere un Utente Installare Plugin Flash Installare youtube-dl Il Diario di Bordo Standard Input/Output /Error Modulo 08 Quanta Plus Rimuovere un Utente I permessi sui file Modulo 09 Telaio HTML Entity Guide HTML Modulo 10 Client Server HTML Impaginazione Triplette Colore Fonts HTML Modulo 11 gftp e FileZilla Elaborazione Lato Client Elaborazione Lato Server Guide Javascript e Php Modulo 12 Web Server Apache Gestire piu' siti Sviluppo Collaborativo Open Source for Win Modulo 13 Form Login 1 Form Login 2 Hosting Gratuito Modulo 14 Form Login 3 CMS Connessione FTP Addenda Modulo 01 Configurazione Rete Aula 12 Desidero tranquillizzare tutti i colleghi che si sono trovati a lavorare nelle postazioni in cui si e' verificato l'inconveniente relativo alla mancata visualizzazione della finestra di selezione della scheda di rete. Tutti i CD distribuiti sono stati masterizzati correttamente. Non c'e' pertanto nessun errore su di essi. L'inconveniente rilevato e' stato semplicemente causato dal fatto che in alcune macchine una delle due schede di rete e' disabilitata, pertanto il configuratore di rete utilizzando immediatamente l'unica scheda di rete rilevata, passa automaticamente alla finestra successiva. Quindi la finestra iniziale: su alcune macchine puo' non apparire e viene visualizzata immediatamente la finestra successiva: 1

2 Parametri Attivazione Rete Aula 12 a - (Se si apre la finestra di scelta: Selezionare la scheda 8139 e premere OK) b - Rifiutare DHCP premendo Annulla c - Impostare l'indirizzo IP nel formato xx e premere OK. (Il valore xx e' riportato sull'etichetta del computer.) d - Accettare la maschera di rete ( ) e premere OK e - Accettare l'indirizzo di broadcast ( ) e premere OK f - Impostare l'indirizzo di Gateway e premere OK g - Accettare i 2 indirizzi DNS ( ) e premere OK h - Confermare l'abilitazione all'avvio premendo sul pulsante OK i - Selezionare la casella Exit e premere OK j - Prendere atto dell'esito positivo e premere OK Le Distribuzioni Una distribuzione Linux e' costituita da uno o piu' CD (o da un DVD) contenenti: kernel + programmi di supporto + interfaccia utente. Attualmente tutte le distribuzioni non solo prevedono il kernel e gli strumenti base per l'interfaccia grafica, ma cercano di venire incontro alle esigenze di semplicita' e completezza attraverso programmi di installazione quanto piu' intuitivi possibile. Le tre famiglie Linux, da cui discendono tutte le distribuzioni attuali, sono: Slackware, Debian, RedHat. La prima distribuzione Live e' stata realizzata da Klaus Knopper, si chiama Knoppix, ed e' di derivazione Debian. La distribuzione usata per il nostro corso e' una Live: Debian => Knoppix => Sidux => Sidux Special e si amministra, quindi, come una Debian. Maggiori informazioni si possono trovare nel Seminario n. 3, consultabile dal seguente link. Modulo 02 Le Directory del file-system Il materiale didattico relativo all'argomento si trova nel Seminario n. 4 che, per maggiore comodita', si puo' consultare dal seguente link. Equivalenze Software Windows/Linux Le maggiori difficolta' nel cambiare sistema operativo sono determinate dalla difficolta' a cambiare le proprie abitudini. Anche i nomi degli applicativi, all'inizio, costituiscono un ostacolo e sembrano strani: 2

3 kwrite (notepad), kolourpaint (paint), firefox (Internet Explorer), iceweasel (Internet Explorer), openoffice (Office), writer (word), calc (excel), impress (Power Point),... Per maggiori informazioni consultare il seguente link, attivabile anche dal Seminario n. 2. I browser I browser per navigare in Internet inclusi nella distribuzione usata per il corso (Sidux special) sono konqueror e iceweasel. Il primo funziona anche per navigare all'interno del file-system e si attiva automaticamente cliccando sull'icona (home). Il secondo e' una versione modificata del piu' classico firefox. Tutti questi browser derivano dal codice di netscape. Ma mentre iceweasel contiene esclusivamente codice open source, all'interno di firefox e' invece contenuta una piccola percentuale di codice legato al progetto Mozilla. Sostanzialmente iceweasel e firefox sono equivalenti. Le password del CD Live Normalmente il CD Live del corso funziona senza la necessita' di password, ne' per l'utente normale (sidux), ne' per l'amministratore (root). Si possono presentare delle situazioni nelle quali e' necessario poter disporre di opportune password. Ecco come impostare le password per l'utente sidux e per l'amministratore root. Aprire una console e digitare i comandi indicati in rosso: Cosi' si risolve il problema occorso con l'attivazione della funzione Blocca Sessione che al ripristino richiede la password per l'utente sidux. Modulo 03 La Linea di Comando In Linux, anche usando l'interfaccia grafica, e' basilare saper padroneggiare il sistema anche da terminale a linea di comando, ossia da console. Un comando e' formato almeno dal suo nome seguito dal tasto invio, ma spessissimo e' necessario aggiungergli una serie di parametri e/o opzioni separati dal carattere spazio. Ecco alcuni esempi: su mkdir /mnt/sda7 mount /dev/sda7 /mnt/sda7 ls -l richiesta passaggio modalita' amministratore creazione della directory /mnt/sda7 montaggio della partizione /dev/sda7 nel punto /mnt/sda7 dell'albero delle directory lista il contenuto della directory corrente 3

4 ls -l /mnt man mkdir cp file1 file2 cp -r dir1 dir2 kwrite & lista il contenuto della directory /mnt visualizza la pagina di manuale relativa al comando mkdir copia file1 in file2 copia dir1 in dir2 (da notare l'opzione -r che attiva la ricorsione) avvia kwrite (da notare il parametro & che disimpegna la console per altri comandi) Per maggiori approfondimenti seguire il link. I Dispositivi C'e' un principio guida in Unix che e' stato ereditato anche da Linux: ogni cosa e' un file. Non si sottraggono a questa regola nemmeno i dispositivi: dischi, stampanti, etc. Infatti, a questo scopo, esiste una directory di nome /dev (devices) che contiene tutti i riferimenti file dei vari dispositivi. In Windows abbiamo A: per indicare la prima unita' floppy, B: per la seconda unita' floppy, C: per il primo hard-disk o per la prima partizione del primo hard-disk. I nomi dati da Linux a dischi e partizioni sono diversi e, facendo riferimento alla directory /dev, ecco i nomi di alcuni dispositivi: /dev/fd0 primo dispositivo floppy /dev/fd1 secondo dispositivo floppy /dev/hda1 primo hard-disk IDE (con interfaccia parallela) /dev/sda1 primo hard-disk SATA (con interfaccia seriale) Per maggiori approfondimenti seguire il link. Le Partizioni Un singolo hard disk puo' essere diviso in diverse partizioni, ciascuna delle quali funziona come se fosse un disco separato. Un disco rigido puo' avere, al massimo, 4 partizioni primarie. Supponiamo che sia identificato con il nome sda, le sue 4 partizioni primarie saranno allora sda1, sda2, sda3, sda4. Per ottenere un maggior numero di partizioni si ricorre allora all'introduzione della cosiddetta partizione estesa. Una delle partizioni primarie, connotata con questa etichetta, diviene, a tutti gli effetti, un contenitore di altre partizioni. Le partizioni contenute all'interno della partizione estesa vengono numerate a partire da 5, e quindi nel nostro caso: sda5, sda6. Le partizioni contenute dentro la partizione estesa vengono denominate logiche per distinguerle dalle primarie. Le partizioni primarie e le partizioni logiche sono del tutto equivalenti per Linux, mentre Windows puo' essere installato solo su partizioni primarie. Montare il disco rigido da Live Una volta montato il disco rigido da Live ci si accorge che navigando con konqueror viene evidenziato un lucchetto sulla directory appena montata. Questo dipende dal fatto che mentre l'operazione di montaggio e' stata fatta da root, noi vorremmo, invece, navigare da utente normale. Per aggirare l'ostacolo basta utilizzare File Manager SuperUtente, attivabile dal menu': Sistema-Altri Programmi-File Manager Si tratta in effetti di una copia di konqueror con i diritti di root.. 4

5 Modulo 04 Il settore MBR Ciascun disco rigido inizia con un settore di 512 byte chiamato MBR (Master Boot Record). Il contenuto di questi 512 byte è costituito da: - Parte iniziale del codice di boot (scritto in assembly, per evidenti motivi di compattezza) - Tabella delle Partizioni (4 slot di 16 byte ciascuno) - Codice di terminazione AA55h (2 byte) La figura seguente ne illustra meglio la situazione: Anche l'inizio di ogni partizione ha un suo settore di boot di 512 byte, che contiene solo codice iniziale di boot. Si noti come nella parte iniziale di sda1 ci siano contigui MBR dell'hard-disk e boot della prima partizione, sono chiaramente 2 cose distinte. L'installazione di Linux L'installazione di Linux è ormai una operazione piuttosto semplice, grazie al fatto che molte distribuzioni hanno migliorato moltissimo la facilità d'uso. Nonostante questo ci sono pero' alcune informazioni di base che devono essere tenute presenti, in particolare quando si intende installare Linux su un computer dove è già installato, e si vuole mantenere, Windows. Prima di procedere è bene assicurarsi di avere informazioni precise riguardo a: Hardware disponibile - Di solito, durante l'installazione, l'hardware viene rilevato automaticamente, ma possono esserci rari casi in cui questo non accade, ed allora occore intervenire manualmente usando le informazioni apptropriate. Hard Disk - Sapere quanti ne sono presenti, come si chiamano, come sono partizionati, quali sono cancellabili. Queste informazioni sono visualizzabili durante l'installazione, ma si deve essere certi di sapere dove sono i dati che non si vogliono cancellare (per esempio, una installazione di Windows preesistente). Configurazione di rete - Indirizzo IP, subnetmask, nome macchina, server DNS. Tipo di attività - L'uso come workstation (fissa o portatile) o come server comporta diverse esigenze, anche sul tipo di software che si vorrà usare. 5

6 Gli scenari possibili sono vari, dipendono dalle singole situazioni, e possono generalmente riguardare un Computer: Esclusivamente dedicato a Linux (con o senza dati presenti sull'hard disk, che comunque si intende cancellare). Questo è il caso più semplice e se si ha a che fare con hardware non particolarmente esotico (normale PC, di marca, o assemblato, con processore Pentium o superiore) non dovrebbe creare alcun problema con una distribuzione recente. Con 2 hard-disk, uno con Windows gia' installato, e uno libero. In questo caso l'installazione può procedere senza particolari problemi: durante le sue fasi verranno gestite le partizioni sul secondo hard disk e sarà possibile decidere autonomamente come utilizzare Linux, senza toccare l'hard-disk in cui si trova Windows. Con 1 hard-disk con Windows gia' installato, ed una partizione libera. Anche in questo caso l'installazione può procedere senza particolari problemi: durante le sue fasi verranno evidenziate le partizioni presenti sull'hard disk e sarà possibile decidere di utilizzare per Linux quella libera, senza toccare quella in cui si trova Windows. Con 1 hard-disk occupato tutto da Windows - Questo purtroppo, oltre ad essere il caso più ostico, per un normale computer domestico, è anche il più comune. In queste situazioni si possono seguire diverse strade: Provare Linux con un CD Live, come Knoppix o Sidux, che permette di usare Linux senza installarlo sull'harddisk, eseguendo il boot direttamente dal CDROM. Non è una soluzione definitiva (un simile approccio ha degli inevitabili limiti e minori performance) ma può essere un ottimo modo per iniziare a familiarizzare con Linux senza alcun bisogno di installarlo e in completa sicurezza. Procurarsi un secondo hard disk ed aggiungerlo al proprio PC (indicativamente come Secondary Master, e lasciando Windows sul Primary Master) per poterlo usare liberamente con Linux. Creare dello spazio sull'hard disk esistente. Se si hanno partizioni quasi vuote, spostare i dati presenti, in altre partizioni Windows e "sacrificare" la partizione semi-vuota per l'installazione Linux; alternativamente considerare la possibilità di usare strumenti come Partition Magic per Windows o GParted per Linux (lanciato da un Live CD) per ridurre la dimensione delle partizioni esistenti e creare spazio per Linux. Oltre a raccomandare la deframmentazione preventiva per la partizione di Windows, e' necessario procedere con la massima attenzione in simili operazioni, che se fatte in modo scorretto o interrotte (per esempio da un blackout) possono definitivamente compromettere i dati presenti sul proprio hard disk. Un backup preventivo dei propri file, seppur di solito non necessario, è generalmente consigliato, se non obbligatorio in caso di dati particolarmente importanti. Ma oggi gli hard-disk costano relativamente poco e, potendolo fare, e' meglio dedicarne uno tutto per Linux. Le finestre di Linux Linux e' un sistema operativo nato per interfacciarsi in maniera naturale alle reti ovvero c'e' sempre qualche programma client che usufruisce dei servizi offerti da un programma server. L'interfaccia grafica non fa eccezione e per capirla bisogna innanzitutto definire tre punti: - Server X: il programma che gestisce la GUI (Graphical User Interface) e permette a quelli di tipo client di utilizzare le funzioni messe a disposizione da X - Client X: tutti i programmi che sfruttano le funzioni messe a disposizione dal server X - Protocollo X: il protocollo usato da server X e client X per poter dialogare ed interagire Il gestore di finestre, Window Manager, e' quel programma client, che si occupa di incorniciare le superfici degli altri programmi client, di gestire la messa a fuoco, e di offrire l'opportunita' di accedere a funzioni piu' o meno utili e complesse. Segue un elenco dei piu' noti. Twm e' il gestore di finestre tradizionale, il piu' semplice e l'unico che venga 6

7 fornito assieme ad X. Non e' particolarmente amichevole, ma utilizza poche risorse, adattandosi anche agli elaboratori piu' lenti, inoltre e' semplice da configurare. Fvwm e' una derivazione di twm piu' evoluta che mette a disposizione un semplice desktop virtuale e cornici tridimensionali; esistono altre reiterpretazioni di fvwm in particolare fvwm2 che permette di poter usufruire di qualche opzione piu' avanzata; mentre ulteriori implementazioni tendono a garantire un aspetto simile a quello di altri sistemi operativi (es. Windows95). Icewm e' un window manager abbastanza completo e potente che puo' emulare il look di Windows95, OS2 ed altri sistemi operativi. Probabilmente come gestore di finestre e' un buon compromesso tra configurarabilita' e leggerezza. BlackBox e' molto apprezzato da chi non ha disposizione computer veloci ma vuole un ambiente potente, altamente configurabile e non e' disposto a rinunciare ad una interfaccia moderna. WindowMaker e' sicuramente il window manager piu' apprezzato e conosciuto in assoluto; si promette di emulare NextSTEP e risulta essere molto veloce ma anche facilmente configurabile. Forse in generale e' quello che bilancia meglio leggerezza, aspetto e facilita' di utilizzo. Potrebbe in linea di massima risultare in ogni caso una buona scelta sia se si e' in possesso di un computer vecchiotto sia nel caso opposto. Sawfish e' praticamente il window manager di riferimento per Gnome. Infatti se volessimo usare Sawfish da solo, come i window manager sopra elencati, il panico prenderebbe facilmente il sopravvento perche' questo gestore di finestre fa una sola cosa... gestire le finestre :-) ed e' quindi abbastanza scomodo da usare. La piacevole conseguenza di questo modo di fare e' ovviamente una irreale velocita' anche con hardware obsoleto ma data la sua estrema integrazione con Gnome i suoi pregi risultano chiari proprio quando lo usiamo insieme a quest'ultimo. L'ambiente desktop, Desktop Environment, intimamente legato con il window manager, mette a disposizione del software aggiuntivo per gestire al meglio sia l'ambiente di lavoro sia lo stesso sistema operativo. KDE e Gnome sono i due ambienti desktop principali. Gnome (Gnu Network Object Model Environment) nacque in contrapposizione a KDE (K Desktop Environment), come risposta della comunita' open source allo sviluppo di un desktop che faceva uso di librerie non libere (le QT). Nonostante il loro successivo cambio di licenza il progetto Gnome ormai aveva raggiunto dimensioni e importanza tali da potersi confrontare ad armi pari. KDE fornisce un proprio gestore di finestre invece Gnome si appoggia ad altri; Sawfish e' diventato il window manager ufficiale, ma cio' non preclude la possibilita' di usarne altri. La stessa cosa e' ottenibile anche con KDE ma presuppone qualche smanettamento mentre Gnome offre una esplicita opzione nel proprio pannello di controllo. Gnome fa uso di file manager differenti appositamente studiati per interfacciarsi con il suo ambiente; stiamo parlando del pesantissimo (ma ricco di funzioni) Nautilus e del leggero ed essenziale GMC (Gnome Midnight Commander); anche in questo caso sarebbe utile scegliere l'uno o l'altro in base alla potenza del proprio elaboratore. KDE invece adotta una soluzione piu' Windows-like utilizzando il proprio web browser di default (il prodigioso Konqueror) come file manager facendogli ricoprire lo stesso ruolo di Internet Explorer sui sistemi operativi della Microsoft. Gnome e KDE si differenziano anche (e sopratutto) per le librerie grafiche; il primo utilizza le GTK mentre il secondo le QT ma cio' non toglie che sia possibile far girare programmi scritti appositamente per KDE su Gnome e viceversa, l'importante e' avere installato i pacchetti giusti e aver soddisfatto le opportune dipendenze. Xfce e' un desktop environment proprio come Gnome e KDE ma con l'obiettivo di essere piu' leggero e quindi di poter essere utilizzato con maggiore sollievo anche su computer piu' vecchi. Lo stesso autore afferma che il progetto e' nato perche' si sentiva il bisogno di poter usufruire di un ambiente desktop pratico, leggero ed efficiente, e criticando l'eccessiva pesantezza degli altri desktop environment parla dell'utilita' di avere a disposizione qualcosa di facile da configurare e da usare che sia allo stesso tempo affidabile e performante senza tuttavia trascurare l'estetica. Siccome gli ambienti desktop devono incrementare la produttivita' dell'utente e' preferibile avere un desktop environment che non consumi da solo tutta la 7

8 memoria o che occupi eccessivamente l'uso della CPU e Xfce cerca di fare proprio questo migliorando di release in release e diventando un'alternativa valida e comoda anche se un po' piu' di nicchia rispetto ai blasonati avversari. Clonazione di dati dd (data duplicator) e' un comando di basso livello utilissimo per la duplicazione di dati. Lavora, purtroppo, in silenzio e se la duplicazione richiede tempo puo' essere irritante ritrovarsi con la console che non indica lo stato di avanzamento del lavoro. La sintassi base del comando e' la seguente: dd [if=file] [of=file] [bs=bytes] [count=blocks] - Tutte le opzioni sono della forma variabile=valore, ma non si puo' mettere nessuno spazio ne' prima ne' dopo il segno di uguale. - Tutti i valori che accettano bytes possono essere seguiti da un moltiplicatore: b per blocco (512), k per kilobyte (1024), w per word (2). - if=filein e of=fileout specificano rispettivamente cosa leggere e dove scrivere. - bs=nn indica contemporaneamente quanti byte vengono letti e scritti per volta. - count=nn fa copiare solo nn blocchi dall'input. Ecco alcuni esempi (da provare con molta cautela e verificando i nomi dei dispositivi): dd if=/dev/fd0 of=fileimage.bin dd if=/dev/fd0 of=bootimage.bin bs=512 count=1 dd if=/dev/sda2 of=/dev/sda3 dd if=/dev/sda1 gzip > /home/sidux /winbak.img.gz gzip -dc /home/sidux /winbak.img.gz dd of=/dev/sda1 dd if=/dev/sda of=mbr.bin count=1 dd if=mbr.bin of=/dev/sda count=1 dd if=/dev/hdc of=/home/sidux /mycd.iso bs=2048 conv=notrunc dd if=/dev /urandom of=filerandom.bin bs=1024 count=10 dd --help Crea il file immagine del floppy Crea il file immagine del settore di boot del floppy Clona la partizione sda2 nella sda3 (di uguali dimensioni!) Crea l'immagine compressa di sda1, contenente Windows Ripristino della partizione sda1 dal file compresso di backup Esegue il backup del Master Boot Record del disco /dev/sda Ripristino di MBR (boot loader + tabella delle partizioni) Conversione in file tipo ISO a partire da: CD-ROM, CD-Audio, DVD. Genera un file contenente byte casuali. Schermata di aiuto. Hacker, Cracker,... Un hacker e' una persona che si impegna nell'affrontare sfide intellettuali per aggirare o superare creativamente le limitazioni che gli vengono imposte, non limitatamente ai suoi ambiti d'interesse (che di solito comprendono l'informatica o l'ingegneria elettronica), ma in tutti gli aspetti della sua vita. Esiste, purtroppo, un luogo comune, usato soprattutto dai media, a partire dagli anni '80, per cui il termine hacker viene associato ai criminali informatici, la cui definizione corretta e', pero', cracker. 8

9 Un cracker e' colui che entra abusivamente in sistemi altrui e li manipola allo scopo di danneggiarli (cracking), lasciare un segno del proprio passaggio, utilizzarli come teste di ponte per altri attacchi oppure per sfruttare la loro capacita' di calcolo o l'ampiezza di banda di rete. I cracker possono essere spinti da varie motivazioni, dal guadagno economico (tipicamente coinvolti in operazioni di spionaggio industriale o in frodi) all'approvazione all'interno di un gruppo di cracker (come tipicamente avviene agli script kiddie, che praticano le operazioni di cui sopra senza una piena consapevolezza ne' delle tecniche ne' delle conseguenze). I media, come dicevamo, hanno purtroppo l'abitudine di definire hacker i cracker, mentre, sebbene alcune tecniche siano simili, i primi hanno scopi sostanzialmente costruttivi mentre i secondi sostanzialmente distruttivi. Un newbie (in italiano neofita, novellino o novizio e talvolta scritto nelle forme newb, noob, nab, nabbo nub, nib o n00b oppure italianizzato con niubbo e nubbio) e' un nuovo arrivato in una comunita' virtuale (community) di utenti online, come ad esempio un forum, un blog, un newsgroup o altri punti d'incontro e aggregazione. Sebbene il termine possa indicare affettuosamente un utente ancora poco esperto, il piu' delle volte e' utilizzato in senso dispregiativo. Il termine deriva dalla crasi delle parole inglesi new beginner. Si pronuncia n(i)ubi e non, come spesso si sente, niubai. Un lamer e' un aspirante cracker con conoscenze informatiche limitate. Il termine inglese, usato in genere in senso dispregiativo, significa letteralmente "zoppo" ma si potrebbe rendere in italiano come imbranato o sfigato. Modulo 05 GRUB GRUB (GRand Unified Bootloader) e' un boot loader semplice da usare, perche' configurato attraverso un normale file di configurazione (chiamato menu.lst e situato nella directory dove e' presente grub, normalmente /boot/grub). GRUB utilizza una nomenclatura dei device diversa rispetto a quella cui siamo abituati ad utilizzare all'interno di Linux, ed e' un aspetto normale considerando il fatto che non e' un bootloader dedicato esclusivamente a Linux. Le unita' cui si fa riferimento devono essere indicate fra parentesi tonde, e deve essere specificato sia il tipo di unita' che il numero cardinale progressivo (iniziando a contare da zero) ed, eventualmente, la partizione utilizzata. Qualche esempio chiarira' meglio la situazione: (hd0,1) indica che ci si sta riferendo ad un hard disk (hd), e tra tutti i dischi fissi presenti sul computer, si indica proprio il primo della catena (hd0). GRUB non fa alcuna differenza tra IDE, SCSI, o SATA: tutto dipende dalla catena di riconoscimento del BIOS. Il secondo numero dopo la virgola indica la partizione del disco alla quale ci si sta riferendo: le partizioni primarie vengono identificate come 0, 1, 2 e 3 mentre le partizioni logiche iniziano sempre da 4, indipendentemente dal numero di primarie presenti. Quindi (hd0,1) indica la seconda partizione primaria, mentre (hd0,4) indica la prima partizione logica sempre dello stesso disco. Nel caso ci si stia riferendo ad un disco EIDE, secondo la convenzione Linux, (hd0,1) corrisponde a hda2, mentre (hd0,4) corrisponde a hda5. Menu.lst Questo file, che si trova nella directory /boot/grub, contiene delle direttive usate nella fase di avvio ed in particolare il menu' presentato da GRUB per la selezione del sistema operativo da attivare. E' strutturato come un semplice file di testo e come tale si puo' modificare con un normale editor (kwrite, mcedit, vim,...). Naturalmente, data la posizione del file, solo l'amministratore puo' editarlo. Le righe che iniziano con il carattere # sono da considerarsi dei commenti e vengono ignorate durante l'elaborazione. Le altre righe specificano delle azioni e vanno modificate con cognizione di causa, ma e' meglio crearsi una copia di riserva di un menu.lst funzionante per il proprio sistema da utilizzare per emergenza. timeout nn timeout 30 indica per quanti secondi verra' visualizzato il menu' prima di avviare il sistema con le condizioni di default. per impostare il ritardo a 30 secondi. 9

10 default n default 0 title msg title Sidux 4.5, at sda10 indica quale sistema operativo avviare di default (i sistemi disponibili vengono numerati con 0, 1, 2,...) per impostare di default il primo sistema della lista. messaggio indicatore come appare nel menu' di boot visualizzera' Sidux 4.5, at sda10. La lista per avviare i sistemi operativi e' costituita da una successione di blocchi di righe. Un blocco per ogni sistema operativo. Ogni blocco inizia con una riga title (messaggio indicatore che apparira' sul video) seguita da alcune righe di comandi necessari per l'avvio del sistema operativo. Ecco alcuni esempi: title root kernel initrd title root kernel initrd title root kernel title root kernel initrd title root kernel Debian GNU/Linux, kernel slh-smp-1 (hd0,1) /boot/vmlinuz slh-smp-1 root=uuid=52990d22-ed8b-43a5-92e8-7ba9f9866b50 ro qui /boot/initrd.img slh-smp-1 Sidux , at sda2, kernel slh-smp-1 (hd0,1) /boot/vmlinuz root=uuid=52990d22-ed8b-43a5-92e8-7ba9f9866b50 ro quiet vga=791 /boot/initrd.img Debian GNU/Linux, kernel memtest86+ (hd0,1) /boot/memtest86+.bin Vector Linux 5.9, at sda5. Home at sda6. (hd0,4) /boot/vmlinuz root=/dev/sda5 ro vga=791 splash=silent /boot/initrd Zenwalk 4.8, at sda7. Home at sda8. (hd0,6) /boot/vmlinuz root=/dev/sda5 nomce quiet vga=791 resume2=swap:/dev/sda3 title Windows 95/98/NT/2000 root (hd0,0) makeactive chainloader +1 Nel caso in esame Sidux sara' identificato dal numero 1, e Windows dal numero 5. Basta numerare progressivamente i blocchi title partendo da zero. La tastiera Linux Le tastiere dei computer vengono identificate dalle prime 6 lettere in alto a sinistra, per cui le tastiere che usiamo in Italia si chiamano QWERTY. In Linux, come in Windows, configurando la tastiera italiana si ottengono tutti i caratteri presenti sulla tastiera. In Linux ad ogni tasto sono associate 4 lettere o caratteri, purtroppo abbastanza difficili da memorizzare visto che non sono presenti sulle tastiere standard. 10

11 Conviene farne una copia stampata e tenerla vicino al computer. Puo' allora essere utile disporre di una immagine con piu' alta risoluzione, come quella visualizzabile cliccando qui ed ingrandendola cliccandoci ancora sopra. I quattro caratteri di ogni tasto si ottengono con le combinazioni indicate nella figura seguente: La combinazione AltGr+Shift e' meglio effettuarla con la mano destra. Ad esempio per ottenere il carattere basta premere AltGr+Shift+r, mentre per il carattere (tilde) basta premere AltGr+^. Le parentesi graffe si ottengono invece con le combinazioni di tasti AltGr+7 e AltGr+0, ricordando mnemonicamente che sono i tasti rispettivamente a sinistra e a destra delle parentesi tonde. Per l'euro AltGr+e, per il resto con un po' di pazienza e la mappa a disposizione dovrebbe risultare presto abbastanza agevole. Un'ultima chicca, osservate bene la figura della tastiera in alto, alcuni caratteri sono rappresentati in colore blu: la loro combinazione e' additiva. Per esempio digitando prima AltGr+Shift+^ e poi la lettera u si ottiene la û, cioe' i due caratteri si sovrappongono. Quando possibile, attivando il blocco delle maiuscole (caps-lock) o il tasto shift, si ottengono anche i corrispondenti maiuscoli, ad esempio digitando prima AltGr+Shift+^ e poi Shift+u si ottiene Û. Modulo 06 Bash Completition & Triks Una CLI (Command Line Interface) senza alcun supporto aggiunge ulteriore scomodita' al fatto di dover ricordare molti nomi di comandi e parametri. La bash completition, quando viene attivata, consente il completamento automatico del comando in corso di digitazione, basta farsi aiutare dal tasto TAB. apt-get i[tab] produrra' apt-get install apt-[tab][tab] produrra' la visualizzazione di una serie di alternative tra cui scegliere apt-cache apt-config apt-ftparchive apt-key apt-show-versio apt-cdrom apt-extracttemplates apt-get apt-mark apt-sortpkgs I tasti freccia (Nord/Sud) consentono, invece, di richiamare comandi gia' digitati in precedenza e che vengono conservati in un'apposita memoria. Questa memoria dei comandi puo' essere visualizzata con il comando history che numerera' progressivamente tutte le linee comando presenti in cache, piu' o meno cosi': ls -la 429 rm * 430 cd cd sdc1 432 ls -la 433 cd mount /dev/sdc1 /mnt/sdc1 435 cd sdc1 11

12 ... Un utilizzo appropriato del filtro grep consente di evitare l'output di una lista troppo lunga e di trovare piu' facilmente quello che si sta cercando: history grep "mount /dev/sdc2" presentera' una lista come la seguente: mount /dev/sdc2 /mnt/sdc2 483 mount /dev/sdc2 /mnt/usb umount /dev/sdc2... Mentre il comando!483 eseguira' mount /dev/sdc2 /mnt/usb40 come se lo avessimo digitato carattere per carattere. Script Quando si lavora con la console viene attivato un interprete di comandi chiamato shell. L'interprete utilizzato di default nella distribuzione Sidux si chiama bash ed e' molto piu' che una semplice interfaccia tra il kernel e l'utilizzatore, e' anche un vero e proprio linguaggio di programmazione che incolla assieme chiamate di sistema, strumenti, utility e file binari con l'ausilio di una potente struttura di costrutti di verifica e di cicli. Gli script sono quindi realizzati con normali file di testo contenenti comandi e costrutti bash. Il loro utilizzo si presta eccezionalmente bene per compiti di amministrazione di sistema e lavori ripetitivi e di routine. Un semplice script base per aprire un documento di testo con kwrite potrebbe avere il seguente aspetto: #!/bin/bash kwrite prova.txt & # La prima riga e' obbligatoria e serve per attivare l'interpre # Comando da eseguire Il file deve essere salvato, dandogli un nome, ad esempio: kw.sh quindi deve essere reso eseguibile attivandone l'attributo x, e questo si realizza con il comando: chmod +x kw.sh A questo punto si puo' utilizzare lo script kw.sh avviandolo con:./kw.sh Si noti che l'attributo x attivato in precedenza non preclude ulteriori modifiche al file kw.sh da effettuarsi con un semplice editor. Ormai kw.sh e' un eseguibile interpretato a tutti gli effetti. #!/bin/bash echo "Verranno avviati: kwrite, kcalc, iceweasel." kwrite prova.txt & kcalc & iceweasel 1>nul 2>nul & 12

13 Da notare, nell'ultima riga, il redirect di StandardOut (1>) e di StandardErr (2>) sul file nul, un autentico buco nero, per evitare che la console venga impegnata da messaggistica indesiderata prodotta durante l'utilizzo di iceweasel. Con gli script bash si possono scrivere anche complesse procedure di amministrazione con cicli, condizioni, input/output, messaggistica e molto altro ancora. Quello che segue e' un semplice esempio di ciclo for: #!/bin/bash for i in {1..10} do echo -n "$i " done echo Per maggiori approfondimenti consultare l'ottima Guida avanzata di scripting Bash scritta e curata da Mendel Cooper. Repository Il software disponibile per una distribuzione della famiglia Debian proviene da collezioni garantite chiamate Repository che si trovano in rete e che vengono tenute aggiornate dai responsabili della distribuzione stessa. Gli indirizzi di queste collezioni si trovano nel file /etc/apt/sources.list e nella cartella /etc/apt/sources.list.d/. Occorre essere certi della provenienza delle liste dei repository da cui attingere i pacchetti, puo' essere pericoloso per la sicurezza del sistema scaricare da repository sconosciuti. I repository teoricamente piu' sicuri sono quelli rilasciati dagli autori della distribuzione stessa, ma anche quelli ufficiali Debian o di altre distribuzioni della stessa famiglia possono andar bene. Tuttavia, se possibile, e' meglio non mischiare arbitrariamente pacchetti di distribuzioni diverse. Generalmente esistono quattro tipi di repository: - Main (software supportato ufficialmente) - Restricted (software supportato ma non disponibile nei termini del software libero) - Universe (mantenuto dalla comunita', non ufficialmente supportato) - Multiverse (software non libero) Talvolta, per aumentare la sicurezza dei repository, esiste un sistema di chiavi che vengono fornite dal manutentore dei repository, e che sono necessarie per recuperare il software da queste collezioni. E' il caso del programma Adobe Reader (lettore di file PDF), per scaricare il quale occorrono alcune operazioni, svolte da amministratore: - creare il file di testo added.list contenente le seguenti 2 righe: # Added by ME deb sid main - inserirlo nella cartella /etc/apt/sources.list.d/, dove si trovano gia' debian.list e sidux.list - eseguire da amministratore i seguenti comandi: # apt-get update notare il messaggio W: GPG error:... NO_PUBKEY 07DC563D1F41B90 # apt-get -f install # apt-get install debian-multimedia-keyring # apt-get update notare: il messaggio d'errore non c'e' piu'! # apt-get install acroread acroread-plugins L'aggiunta del repository debian-multimedia non solo ha consentito l'installazione di Adobe Reader, ma come conseguenza immediata sono adesso disponibili molti altri pacchetti di tipo multimediale. Pacchetti Un pacchetto software binario, riconoscibile per il suffisso.deb, contiene tutto cio' che serve ad installare/rimuovere un determinato software. Il lavoro viene portato a termine dai cosiddetti installatori in modo efficiente, senza danneggiare il sistema, senza lasciare file inutili ad occupare spazio su disco, senza entrare in conflitto con 13

14 altri componenti software, le cosiddette dipendenze. Strumenti di gestione dei pacchetti dpkg Interfaccia a basso livello, a Linea di Comando (CLI) apt-get Installatore (Advanced Package Tool) CLI adept Interfaccia grafica interattiva per APT dpkg (Debian PacKaGe) pur avendo la limitazione di non risolvere automaticamente le dipendenze offre tuttavia delle funzionalita' uniche di accesso a basso livello al contenuto dei pacchetti. Ecco alcuni esempi: dpkg -l dpkg -l >lista.txt dpkg -l grep "stringa" dpkg -l grep "stringa" >listaf.txt dpkg -i pacchetto.deb dpkg -r pacchetto.deb dpkg -h (lista), visualizza l'elenco completo dei pacchetti installati nel sistema (lista rediretta), crea un file contenente l'elenco completo dei pacchetti installati nel sistema (lista filtrata), visualizza un elenco ridotto di pacchetti installati (solo le righe contenenti "stringa") (lista filtrata rediretta), crea un file con un elenco ridotto di pacchetti installati (le righe con "stringa") installa il pacchetto.deb se sono soddisfatte le dipendenze rimuove il pacchetto.deb (help) visualizza una schermata sintetica di aiuto apt (Advanced Package Tool) e' lo strumento principe di gestione delle installazioni, e' costituito da vari programmi a linea di comando (CLI), utilizza dpkg, ma risolve automaticamente il problema delle dipendenze. Ecco alcuni esempi: apt-get update apt-get install pacchetto apt-get remove pacchetto apt-get --purge remove pacchetto apt-get -h apt-cache search pacchetto apt-cache show pacchetto apt-cache -h aggiorna l'elenco locale dei pacchetti disponibili installa (da internet) pacchetto e tutte le sue eventuali dipendenze rimuove pacchetto rimuove pacchetto ed i file di configurazione generati in fase di installazione (help) visualizza una schermata sintetica di aiuto cerca pacchetto fornisce informazioni dettagliate su pacchetto (help) visualizza una schermata sintetica di aiuto adept e' una comoda interfaccia grafica di apt e come tale si appoggia agli stessi repository (depositi ufficiali dei pacchetti) e risolve automaticamente il problema delle dipendenze. Si attiva dal menu' Sistema o da console con il comando adept &, se non fosse presente sul proprio sistema basta installarla con apt-get install adept. Modulo 07 Aggiungere un Utente L'aggiunta di un nuovo utente puo' essere fatta sia in modalita' grafica, sia in modalita' 14

15 CLI. Prendiamo in considerazione la seconda. Attiviamo una console e diventiamo amministratori, quindi per creare l'utente pippo eseguiamo il comando: adduser pippo ci verra' chiesto di inserire una password e di confermarla Adding user `pippo'... Adding new group `pippo' (1001)... Adding new user `pippo' (1001) with group `pippo'... Creating home directory `/home/pippo'... Copying files from `/etc/skel'... Enter new UNIX password: Retype new UNIX password: quindi tutta una serie di informazioni a cui possiamo rispondere semplicemente con un invio: passwd: password updated successfully Changing the user information for pippo Enter the new value, or press ENTER for the default Full Name []: Room Number []: Work Phone []: Home Phone []: Other []: ed infine rispondere y e confermare con invio: Is the information correct? [y/n] y Se l'utente cosi' creato dovesse avere pochi privilegi (accessi alle risorse) o troppi privilegi e' possibile regolamentarli, con molta cautela, utilizzando il file /etc/group modificandolo opportunamente con un normale editor. La presenza di un messaggio Error while initializing the sound server dopo l'accesso dell'utente pippo indica che egli non e' autorizzato all'uso delle risorse audio. Il problema si risolve abilitandolo all'uso delle risorse audio con la modifica seguente al file /etc/group: audio:x:29:docente audio:x:29:docente,pippo prima dopo 15

16 Installare Plugin Flash Adobe Flash (ex Shockwave Flash) e' un software per uso prevalentemente grafico che consente di creare animazioni vettoriali, giochi, o interi siti web. Una sua sottosezione, Plugin Flash, viene utilizzata dai browser per la restituzione delle animazioni nei siti. L'installazione avviene con modalita' non standard in quanto i pacchetti relativi non sono disponibili nei repository ufficiali Debian. Il tutto in 4 mosse. a) Colleghiamoci, via internet, al sito del produttore e clicchiamo sul pulsante Get Flash Player, quindi selezioniamo e scarichiamo il pacchetto nel formatotar.gz usando il link corrispondente. b) Supponiamo di averlo salvato nella cartella docente vi troveremo un file di nome install_flash_player_9_linux.tar.gz, clicchiamoci sopra con il pulsante destro del mouse e selezioniamo la voce Apri con Ark, quindi estraiamone il contenuto selezionando il menu' Azione.Estrai e confermando sul pulsante OK. c) Apriamo una console ed eseguiamo: su cd install_flash_player_9_linux./flashplayer-installer per diventare amministratore per spostarsi nella cartella con il software per avviare l'installatore seguiranno delle informazioni... To install Adobe Flash Player 9 now, press ENTER. To cancel the installation at any time, press Control-C. a cui risponderemo con il tasto invio, quindi verremo invitati a chiudere tutte le finestre con il browser attivo (iceweasel): NOTE: Please exit any browsers you may have running. Press ENTER to continue... con la certezza di aver chiuso tutti i browser risponderemo ancora con il tasto invio, subito dopo ci verra' chiesto di indicare il path del nostro browser: Please enter the installation path of the Mozilla, Netscape, or Opera browser (i.e., /usr/lib/mozilla): anche se viene proposto, di default, /usr/lib/mozilla noi dovremo indicare invece /usr/lib/iceweasel e premere il tasto invio. Quindi alla schermata: Browser installation directory = /usr/lib/iceweasel Proceed with the installation? (y/n/q): rispondere y e invio. Installation complete. Perform another installation? (y/n): Completare l'installazione rispondendo n e invio. d) Verifichiamo il corretto funzionamento collegandoci ad internet al sito attivando uno dei filmati per vedere se tutto e' ok. Oppure, piu' semplicemente, apriamo il browser e digitiamo nella riga indirizzi about:plugins. Dovrebbe essere elencato il plugin Shockwave Flash. Installare youtube-dl youtube-dl e' un semplice programma per scaricare i filmati presenti sull'omonimo sito, e' di tipo CLI ed e' scritto in python. Essendo disponibile nei repository ufficiali, si scarica semplicemente con: apt-get install youtube-dl Ad installazione avvenuta si usa da console con una riga del tipo: youtube-dl o preparando uno script nel caso si debbano scaricare molti filmati: 16

17 #!/bin/bash youtube-dl youtube-dl youtube-dl... Chi volesse curiosare nel listato sorgente puo' trovarlo in /usr/bin/youtube-dl. Essendo scritto in python, dovrebbe funzionare anche su macchine Windows o Mac, purche' vi sia installato l'interprete python, attivandolo con: python youtube-dl... Nella nostra distribuzione si puo' infatti avviare anche con: python /usr/bin/youtube-dl Per rivedere localmente i filmati, in formato.flv, occorre disporre anche dei plugin mplayer che si possono scaricare con i comandi: apt-get install mplayer apt-get install mozilla-mplayer quindi basta cliccare sopra l'icona del filmato, con il tasto destro, e scegliere di visualizzare con il browser iceweasel, firefox, mozilla, o con altri software specifici. Il Diario di Bordo E' opportuno tenere, almeno inizialmente, un diario dove segnare i passaggi piu' significativi effettuati nel condurre l'installazione della propria LinuxBox. Conservare il diario, scritto in modo testo, in una chiave usb o in un supporto esterno al computer, potrebbe tornare comodo in caso di ripristino o duplicazione del sistema. A titolo di semplice esempio, si puo' consultare uno dei miei diari, raggiungibile dal sito: Linux.Monografie.Diario. Mentre Windows o Mac sono sistemi operativi molto standardizzati e chiusi, rivolti principalmente ad un pubblico non necessariamente informatizzato, Linux al contrario sconta l'estrema liberta' offerta all'utente con la necessita' di coesistenza di procedure non sempre omogenee, e ogni tanto ci si trova a dover riflettere se vivere inquadrati o vivere liberi. O tutte e due le cose. Standard Input/Output/Error I programmi che si attivano da riga di comando (CLI) hanno tre canali predefiniti per ricevere e trasmettere dati da e verso i dispositivi di input e output: standard input standard output standard error canale per ricevere i dati di ingresso (tastiera) canale per emettere il risultato dell'elaborazione (console) canale per comunicare eventuali errori nel corso dell'esecuzione (console) Gli operatori che gestiscono questi canali sono: < redirige lo standard input prelevandolo da un altro canale > redirige lo standard output verso un file scelto dall'utente 2> >> 2>&1 redirige lo standard error, che normalmente è la shell dove viene eseguito il comando redirige lo standard output verso un file aperto in modalità append, ovvero l'output viene aggiunto in coda al file, se esiste, altrimenti il file viene creato; operatore pipe, concatena standard output e standard input di due programmi redirige lo standard error sullo stesso canale dello standard output Modulo 08 Quanta Plus 17

18 Quanta Plus e' un ambiente di sviluppo integrato (IDE) per il Web che cerca di essere neutrale e trasparente a tutti i linguaggi markup, supportando allo stesso tempo popolari linguaggi di scripting basati sul web, CSS ed altre raccomandazioni emergenti del W3C. Dispone di un ottimo manuale in linea, in italiano, consultabile dal menu' Aiuto. Rimuovere un Utente Attiviamo una console e diventiamo amministratori, quindi per rimuovere l'utente pippo dal sistema eseguiamo il comando: deluser pippo mentre per eliminare anche la cartella /home/pippo, bisogna usare il comando ricorsivo: rm -rf /home/pippo I permessi sui file Tutti i sistemi Unix hanno una gestione standard dei permessi sui file, che rispecchia la natura di sistema operativo multiutente. I permessi possono essere di lettura, scrittura, esecuzione e vengono differenziati sulla base del tipo di utente per ogni file/directory: user: il proprietario del file. group: il gruppo di utilizzatori del file, al limite coincidente con user. others: tutti gli altri (diversi da user e group). Per visualizzare i permessi di un file basta usare il comando ls -l produce un output simile a: che per ogni file -rwxr-xr-- 1 docente admins feb 16:15 retep.sh La prima colonna, composta da 10 caratteri, descrive i permessi sul file retep.sh. Il primo carattere (nell'esempio: -, file normale) identifica il tipo di file (file normale, directory, pipe, block o char device, symlink,...); I successivi 3 caratteri identificano i permessi in lettura/scrittura/esecuzione dell'user di retep.sh (in questo caso l'user docente ha tutti i permessi sul file: rwx ); I successivi 3 identificano i permessi del gruppo su retep.sh (in questo caso il gruppo admins ha permesso di lettura ed esecuzione sul file: r-x ); I successivi 3 identificano i permessi di tutti gli altri utenti del sistema (in questo caso hanno solo il permesso di lettura: r-- ). Le successive colonne nell'output di ls -l indicano l'user, il gruppo, la dimensione in byte, la data di ultima modifica e il nome del file. Ad ogni file si possono assegnare/cambiare i permessi di scrittura lettura ed esecuzione tramite il comando chmod. r w x per il permesso di lettura per il permesso di scrittura per il permesso di esecuzione Inoltre si puo anche scegliere chi puo' usufruire di tali permessi u g o a user, solo al proprietario del file group, al gruppo others, a tutti gli altri utenti all, a tutti gli utenti Esempi: Se si vuole assegnare il permesso di esecuzione di un file a tutti gli utenti del sistema chmod a+x file Se si vuole assegnare il permesso di lettura di un file solo al proprietario del file chmod u+r file e cosi via con tutti gli altri parametri. Nota: l'accesso (attraversamento) delle directory e' regolato dal permesso di 18

19 esecuzione. Per cambiare il proprietario di un file bisogna usare il comando chwon file utente:gruppo Per maggiori informazioni segui il link. Modulo 09 Telaio HTML La struttura di una pagina html si puo' schematizzare come segue: <html> Inizio pagina <head> Inizio intestazione... <title>titolo della finestra</title> altri tag specifici dell'intestazione... </head> Fine intestazione <body> Inizio corpo... questo è l'inizio del testo del documento, e qui ci sono anche i comandi di formattazione, per le immagini, per i collegamenti, etc </body> Fine corpo </html> Fine pagina Entity Oltre i normali caratteri, talvolta occorre utilizzare dei caratteri speciali, che in html vengono denominati entity. Per conoscerne alcuni utilizzare il seguente link. Guide HTML In internet ci sono moltissime guide, e per fortuna anche in italiano. Per cominciare usate questa, anche se non modernissima e' scritta bene e gli esempi si possono portare con il taglia/incolla dentro l'editor in uso, per esempio quanta. Una lista piu' estesa di documentazione per HTML la trovate qui, dove segnalo in particolare il sito della W3 Schools. Modulo 10 Client-Server HTML Quando si lavora con i siti web si utilizzano spesso le espressioni Lato Client e Lato Server. Vediamo allora come funziona, in maniera estremamente semplificata, la richiesta di una pagina Web. L'utente apre il suo browser e digita un indirizzo Internet, ad esempio a questo punto il browser collegandosi al server effettua la richiesta della pagina pag3.html. Il server cerca tale pagina, contenente esclusivamente codice HTML, e ne spedisce una copia, cosi' com'e', al browser insieme ad eventuali file allegati, ad esempio le immagini. Il nostro utente quindi avra' la possibilita' di visualizzare questa pagina. 19

20 Il server in questo caso si comporta come un semplice archivio statico, reagendo con l'invio della pagina richiesta o con un errore di not found a seconda che la pagina sia presente in archivio oppure no. Impaginazione Le tabelle possono essere anche utilizzate per realizzare facilmente l'impaginazione, basta sapere giocare con alcuni parametri: colspan (accorpa un certo numero di colonne), rowspan (accorpa un certo numero di righe), border (visualizza/nasconde il bordo), align (gestisce l'allineamento), bgcolor (colore di sfondo), width (larghezza degli elementi), height (altezza degli elementi), ed altri ancora. Segue un semplice esempio di codifica per una home page. <html> <head><title>prova HTML</TITLE></head> <body> <table cellpadding="2" cellspacing="0" width="100%" border="1"> <!-- Sezione Testa --> <TR><TD colspan="3" align="center" bgcolor="#f0f0f0"><font size="7" color="#900000"> <b><i>titolo di testa</i></b></font></td></tr> <!-- Sezione Sinistra --> <tr><td width="150" bgcolor="#f0fff0"><font size="2"><b>lato Sx</b> <br> <br>puo' trovare posto <br>il menu' principale </font> </TD> <!-- Sezione Centrale --> <TD bgcolor="#fff0f0"> Corpo Centrale <br>qui possiamo mettere tutte le informazioni che costituiscono il corpo della pagina <br>immagini, Tabelle, etc. <br><br> <div align="center"><img src="tux.jpg" border="0"><br><i>il Pinguinetto Tux</i></div> <br><br><br> </TD> <!-- Sezione Destra --> <TD width="150" bgcolor="#f0fff0" align="right"><font size="2"><b>lato Dx</b> <br> <br>possiamo inserire delle rubriche, <br>calendari, <br>pubblicita', <br>elementi per il login, etc... </font> </TD></tr> <!-- Sezione Pie' di Pagina --> <TR><TD colspan="3" align="center" bgcolor="#f0f0ff"><font size="1"> <b><i>pie' di Pagina</i></b> - Informazioni sul Copyright</font></TD></TR> 20

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