Riflessioni sulle linee strategiche per il PSR Marche

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2 Riflessioni sulle linee strategiche per il PSR Marche Andrea Bonfiglio Direttore editoriale Agrimarcheuropa Dipartimento di Scienze economiche e sociali Università Politecnica delle Marche VENERDÌ 9 NOVEMBRE 2012 CENTRO CONGRESSI SAN MARTINO - FERMO

3 Progetto STUDIO SPECIFICO SU LA NUOVA PROGRAMMAZIONE REGIONALE PER LO SVILUPPO RURALE. ANALISI DEI FABBISOGNI PER L IDENTIFICAZIONE DELLE LINEE STRATEGICHE OAM (Regione Marche), Associazione «Alessandro Bartola», Università Politecnica delle Marche, INEA (sede Marche) Costruire un quadro conoscitivo per l identificazione delle strategie di sviluppo rurale regionale per il nuovo periodo di programmazione Raccolta dei fabbisogni degli stakeholder delle Marche

4 Stakeholder Beneficiari attuali e potenziali del PSR, università, istituti di ricerca pubblici, amministratori pubblici, organizzazioni agricole, centrali cooperative, ordini professionali, associazioni ambientaliste Strumenti Questionario online PSR Brevi sondaggi Interviste scritte e audio-video Rivista scientifica a carattere divulgativo (4 numeri) Gruppi di discussione Sistema e-learning sperimentale

5 RISULTATI 14 Aree di intervento/ Criticità e corrispondenti strategie Aree svantaggiate Burocrazia Capitale umano Credito Divario territoriale Frammentazione delle strutture Informazione Modello organizzativo Qualità Ricambio generazionale Ricerca e sperimentazione Semplificazione produttiva Sostenibilità ambientale Uso delle risorse In parte, confermano gli strumenti già attivati e le linee seguite dall attuale PSR In parte, chiedono un rafforzamento degli strumenti già presenti In parte, propongono strumenti nuovi e nuove linee strategiche

6 RISULTATI Aree svantaggiate Specializzazione in produzioni altamente meccanizzabili a svantaggio delle aree più interne e montane, dove quelle produzioni trovano maggiori difficoltà di applicazione. (a) Zootecnia biologica (b) Costituzione di reti di allevatori finalizzata alla vendita diretta. La trasformazione e la certificazione delegate ai laboratori esterni. Vendita in locali gestiti dagli allevatori in aree urbane. (c) Gestione e valorizzazione forestale, supportando forme di aggregazione, rimuovendo vincoli produttivi (es. taglio) troppo stringenti e veicolando informazione corretta. Abbandono montagna ha generato riforestazione spontanea e rischio di incendi e inondazioni. 80% delle risorse sfruttabili in abbandono.

7 RISULTATI Burocrazia Tempi di istruttoria troppo lunghi, richiesta eccessiva di documentazione, ritardi nei pagamenti, difficoltà nel comprendere il contenuto dei bandi. - Sentimenti di avversione - Esclusione di progetti potenzialmente innovativi (riduzione efficacia interventi PSR) (a) Ridurre documentazione (b) Tempi di valutazione exante (la qualità e non la formalità). (c) Tempi di erogazione dei contributi (principio di buona fede e correttezza) (d) Premialità (come stimolo al raggiungimento degli obiettivi) (e) Sportelli online

8 RISULTATI Capitale umano Livello formazione professionale inadeguato per assicurare competitività, affrontare le nuove sfide e produrre beni pubblici (a) Corsi di alfabetizzazione informatica (b) Corsi pratici direttamente sul campo (c) Contributi assoggettati al possesso di qualifiche professionali (d) Formazione in modalità mista (e) Assistenza tecnica

9 RISULTATI Credito Difficile accesso al credito - Rinvio delle scelte di investimento - Ostacolo all ingresso (a) Prestazione di garanzie per agevolare l accesso ai finanziamenti mediante attivazione di fondi di garanzia gestiti da consorzi di garanzia collettiva di fidi (b) Contributi in conto capitale o in forma mista

10 RISULTATI Divario territoriale Aree rurali sono un patrimonio storico artistico, artigianale, paesaggistico, culturale, enogastronomico e vanno pertanto difese e valorizzate. La mancanza di servizi spinge all abbandono e al rifiuto all insediamento. Indagine sui giovani: aree rurali garantiscono una vita sana e rilassante ma la carenza di servizi è visto come uno ostacolo all insediamento Sviluppo dei servizi principali: (a) Banda larga (b) Servizi sociali dedicati all infanzia (agrinido), agli anziani e ai disagiati.

11 RISULTATI Frammentazione delle strutture Piccole dimensioni prevalenti - Scarsa competitività di mercato - Scarso potere negoziale nei rapporti di filiera Far fronte ai limiti dimensionali e ai problemi conseguenti puntando su: integrazione (accordi di filiera e filiere corte) e aggregazione (associazionismo e cooperazione) (a) Premiare e/o vincolare i sussidi alla scelta dell integrazione e dell aggregazione (soglie dimensionali più alte) (b) Promuovere i vantaggi dell aggregazione (aggregazione è meglio di protezionismo)

12 RISULTATI Informazione Scarsa informazione per aziende agricole dovuta a: - Difficoltà di accesso - Livello di formazione professionale - Frammentazione ed eterogeneità dell informazione (a) Creare un sistema organico ed unificato di raccolta e diffusione di informazioni che aggreghi, rielabori e reindirizzi verso risorse informative esistenti (b) Rivista periodica (risultati ricerca e dialogo), newsletter settimanale (cronaca agricola, bandi, tendenze, eventi, ecc.) (c) Comunità di pratica per lo scambio di idee e conoscenze (d) Allestire sistemi di supporto e monitoraggio fitopatologico, fenologico, pedologico, ecc.

13 RISULTATI Modello organizzativo Modello gestionale inadeguato per competere efficacemente sul mercato. Aziende spesso prive di strumenti per la gestione e la pianificazione dell impresa. Difficoltà di accesso al credito Spingere le aziende ad adottare modelli gestionali più avanzati. (a) Corsi di formazione sulla gestione dell impresa (b) Strumenti online per l analisi e la simulazione gestionale (lezioni, modelli di calcolo, servizi web, risposte di esperti, ecc.) (c) Vincoli o Premi nella partecipazione ai bandi connessi alla presenza e all uso di strumenti gestionali (d) Stage presso realtà agricole più avanzate per acquisire conoscenze gestionali

14 RISULTATI Qualità I consumatori non sono in grado di riconoscere la qualità dei prodotti. Le imprese non sono in grado di comunicare la qualità dei loro prodotti. Implementare una adeguata strategia di marketing del prodotto e del territorio. (a) programmi di educazione e informazione a favore dei consumatori (b) Sussidi per l attività di marketing (c) programmi di formazione professionale rivolti alle imprese per diffondere la cultura del marketing (d) allestimento di una vetrina online dei prodotti agricoli alimentari e dei servizi offerti dalle aziende agricole liberamente consultabile.

15 RISULTATI Ricambio generazionale Problema di invecchiamento della componente agricola comune ad altre realtà ma più evidente (riduzione quota giovani e quota conduttori con potenziali subentranti) Fattori: tendenza demografica, scarse prospettive reddituali, alti prezzi della terra e restrizioni creditizie (incubo start-up). Sostenere le giovani imprese e favorire l insediamento. (a) Assoggettare premi all insediamento a veri progetti di impresa e possesso di qualifiche (b) Corsi di orientamento per l identificazione dei mercati in crescita (c) Iniziative di affiancamento (d) Corsi aggiornamento professionale durante lo sviluppo dell impresa (e) Premi e riconoscimenti (f) Dismissione e attribuzione di terreni pubblici alle giovani imprese (g) Promozione dell attività di agricoltore e delle prospettive occupazionali

16 RISULTATI Ricerca e sperimentazione Investimenti in ricerca e sperimentazione in calo e inferiori a quelli delle regioni del centro-nord a causa della riduzione dei trasferimenti statali e di scelte politiche che hanno attribuito minore importanza al settore agricolo rispetto ad altri. Il progresso dell agricoltura marchigiana si affida ai risultati di ricerche concernenti territori aventi specificità diverse da quelle locali. Investire maggiori risorse nella ricerca e sperimentazione in campo agricolo e trasferire i risultati della ricerca alle aziende agricole con l ausilio di tecnici e formatori.

17 RISULTATI Semplificazione produttiva Il sistema produttivo marchigiano specializzato nella produzione di seminativi (colture a basso valore aggiunto) non è competitivo in quanto non consente un adeguato livello di differenziazione dei prodotti e subisce la concorrenza di sistemi produttivi più efficienti. Puntare sulla diversificazione produttiva (ampliamento delle attività, approfondimento lungo la filiera, riduzione di input esterni e recupero di efficienza). Imprese abbisognano di conoscenze e capacità tecnico-produttive. (a) Corsi di specializzazione e orientamento sulle strategie di diversificazione (b) Guide alla diversificazione (c) Sistemi di simulazione reddituale online (d) Promozione della diversificazione (e) Sostegno ai giovani imprenditori (coloro che diversificano maggiormente)

18 RISULTATI Sostenibilità ambientale La specializzazione in produzioni a medio-alto impatto ambientale (sebbene i dati censuari mostrino un rallentamento del processo di intensivizzazione) ha generato diversi danni ambientali specie nelle zone morfologicamente meno adatte a produzioni intensive (aree montane e collinari). Favorire la sostenibilità ambientale (a) Agricoltura biologica. Effetti positivi in termini ambientali e qualitativi. Aumento della domanda interna non compensato da aumento offerta interna (importazioni e industria trasformazione). Occorrono: programmi di educazione, corsi accademici sul biologico, assistenza per imprese biologiche, redistribuzione risorse (b) Estendere accordi agroambientali per modelli produttivi a basso impatto ambientale. Occorrono: fondi per il monitoraggio dei residui; eventi di divulgazione dei risultati; promuovere i benefici tra agricoltori; assistenza tecnica

19 RISULTATI Uso delle risorse Distribuzione sbilanciata tra 1 e 2 pilastro della PAC. Risorse limitate per il mantenimento e lo sviluppo di aree rurali e svantaggiate. Correggere lo sbilanciamento, concentrando le risorse sulle aree montane e interne dove i costi produttivi e dell abbandono sono molto elevati, tenendo conto degli effetti di livellamento derivanti dalla regionalizzazione dei pagamenti diretti

20 RISULTATI Uso delle risorse (continua) Erogazione non selettiva di risorse a favore di aziende passive e vere imprese (aziende attive). Sottrae risorse alla vera agricoltura, ostacolando lo sviluppo del sistema agricolo marchigiano. Impresa: dimensione, impegno professionale, proiezione al mercato, assunzione del rischio, qualifiche professionali, strategia Concentrare risorse sulle imprese, basando la valutazione per l accesso alle risorse sugli attributi dell impresa convertiti in parametri qualitativi e quantitativi misurabili e verificabili. Innalzare la soglia dimensionale di accesso alle risorse (da 1 UDE ad almeno UDE) con la possibilità di raggiungere tale soglia attraverso l aggregazione.

21 RISULTATI Uso delle risorse (continua) Squilibrio di risorse per la competitività a favore dei trasferimenti di capitale fisico rispetto a servizi strategici. Prima, logica sensata in relazione al costo del denaro e agli obiettivi della food security e meccanizzazione. Ora, costo del denaro più basso, obiettivi ambientali e qualitativi e rischio deadweight effect. Spostare le risorse dal finanziamento al capitale fisico a quello al capitale umano, organizzativo, relazionale e ambientale, supportando servizi di formazione, informazione, ricerca, assistenza tecnica, commerciali, promozione, educazione, ecc. Destinare prioritariamente risorse per trasferimenti di capitale a giovani imprese non capitalizzate e aziende in difficoltà

22 Grazie per l attenzione! Andrea Bonfiglio Direttore editoriale Agrimarcheuropa Dipartimento di Scienze economiche e sociali Università Politecnica delle Marche VENERDÌ 9 NOVEMBRE 2012 CENTRO CONGRESSI SAN MARTINO - FERMO

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