LE AFFEZIONI NON INFETTIVE DELL ETA SCOLARE

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1 LE AFFEZIONI NON INFETTIVE DELL ETA SCOLARE

2 CARIE DENTALE MIOPIA SCOLIOSI OBESITA

3 CARIE DENTALE La carie dentale nasce come processo erosivo e si evolve come processo destruente del dente che perde così parzialmente o totalmente la sua integrità. Il principale fattore eziologico è rappresentato dalla placca muco-batterica che si accumula sulla superficie dentale, soprattutto nelle zone dove lo spazzolamento meccanico è meno efficace.

4 CARIE DENTALE La placca si forma per l aderenza di uno strato di batteri alla superficie dentale e si accresce per proliferazione ed accumulo di prodotti degli stessi batteri. La velocità di formazione della placca non dipende dalla quantità di cibo ma dalla qualità. Cibi con alto contenuto di zucchero, specie se raffinato, ne favoriscono l insorgenza e l accrescimento.

5 CARIE DENTALE L azione destruente sullo smalto è secondaria all acidità prodotta dall attività batterica. Alla formazione della placca sono interessate diverse specie batteriche. Il principale responsabile è lo Streptococco mutans. La sintomatologia dolorosa compare solo se oltre al coinvolgimento dello smalto e della dentina si realizza anche quello pulpare, con marcata perdita di sostanza del dente.

6 CARIE DENTALE Di solito una carie non trattata evolve in quadri clinici più importanti sino all ascesso. Nelle fasi iniziali è possibile la terapia conservativa, mentre nelle forme più avanzate, l unica terapia è rappresentata dall escissione chirurgica del dente affetto.

7 CARIE DENTALE La carie dentale, quindi, è una malattia che determina la distruzione dei tessuti duri del dente. L eziologia è multifattoriale e prevede l interazione di 3 componenti: l ospite suscettibile, dieta ricca di carboidrati fermentabili e microrganismi ad attività cariogena. L alimentazione gioca un ruolo importante nel determinismo della malattia attraverso numerosi fattori: assunzione di carboidrati fermentabili, carenza di vitamine A,C e D, carenza di minerali come fluoro ecc.

8 CARIE DENTALE I fattori determinanti della carie dentale sono: -la ridotta igiene del cavo orale -eccessivo consumo di prodotti dolciari -carenza di vitamine, minerali, proteine -tipologia flora batterica -ambiente di vita e di lavoro -fattori genetici e costituzionali -rapporto fluoro/smalto

9 CARIE DENTALE La carie è una malattia ubiquitaria, sicuramente la più diffusa al mondo. È importante una buona prevenzione con il fluoro che riduce l incidenza della carie del 30-80%. Il fluoro è presente nell acqua, nei vegetali, nei pesci e nei frutti di mare. La prevenzione deve tenere sempre conto delle quantità somministrate perchè un eccesso di fluoro può essere nocivo.

10 CARIE DENTALE Il fluoro può essere assunto, oltre che con l acqua potabile, con applicazioni locali (dentifrici e paste) o forme farmaceutiche (compresse). Le abitudini alimentari devono, inoltre, consentire l apporto di substrati necessari allo sviluppo ed al mantenimento delle normali strutture di tutto l apparato masticatorio (vitamine, proteine, minerali).

11 CARIE DENTALE Cibi molli e con alto contenuto zuccherino favoriscono l insorgenza e l accumulo della placca batterica. Sono da preferire i cibi contenenti zucchero di tipo naturale, quale il fruttosio, e di una certa consistenza, in modo da attivare il sistema masticatorio e sfruttare al meglio il processo di autodetersione che si realizza per effetto della saliva e con il movimento delle labbra, delle guance e della lingua.

12 CARIE DENTALE La prevenzione può avvenire anche riducendo l apporto di carboidrati con la dieta, visite periodiche specialistiche, accurata e costante igiene orale. L igiene orale mira prevalentemente all eliminazione della placca batterica che si forma continuamente a livello dei denti. La placca si riforma normalmente ogni 24 ore; occorre rimuoverla 3 volte al giorno, dopo i pasti. L eliminazione della placca è necessaria non solo per prevenire la carie bensì anche infiammazioni e patologie delle mucose.

13 MIOPIA Possiamo distinguere due varietà di miopia: una lieve, in cui il difetto raggiunge al massimo le 5-6 diottrie arrestando la sua progressione verso i 25 anni, ed una progressiva o maligna in cui la patologia non si arresta ma progredisce. Il sintomo più tipico della miopia è la difficoltà di vedere nitidamente gli oggetti lontano, mentre da vicino la visione è sempre buona.

14 MIOPIA Nella maggior parte dei casi la miopia è un vizio acquisito che si sviluppa in soggetti con predisposizione ereditaria. Le cause scolastiche rappresentano il fattore principale nel determinismo di tale patologia che si sviluppa in maniera direttamente proporzionale alla durata degli studi.

15 MIOPIA La miopia in età scolastica riconosce una genesi nella scarsa illuminazione degli ambienti di studio, nella non adeguatezza dei banchi o delle aree di studio, nella lettura di libri con caratteri di stampa di corpo ridotto ed in uno scorretto atteggiamento posturale che inducono ad avvicinare troppo l occhio al lavoro. Ciò è causa di uno sforzo prolungato di accomodazione che a lungo andare determina una serie di alterazioni delle strutture oculari, sino a causare la miopia. La prevenzione si realizza con le visite oculistiche periodiche e con la rimozione delle cause favorenti.

16 SCOLIOSI La scoliosi è una deviazione permanente della colonna vertebrale sul piano frontale con la presenza di una rotazione dei corpi vertebrali. Quando l effetto rotatorio è accentuato esso provoca una deformità del torace che si manifesta con la formazione di un gibbo. Le scoliosi si classificano in congenite ed acquisite. Le ultime comprendono sia le forme infantili che compaiono nei primi anni di vita e le forme adolescenziali che compaiono verso i 10 anni. Con la fine dell accrescimento vertebrale (ossificazione) si arresta il progredire della patologia.

17 SCOLIOSI La scoliosi rappresenta la più importante deformazione che può colpire il sistema scheletrico dei bambini ed è tanto più grave in relazione alla sua precocità per la notevole plasticità che tende a fissare le attitudini scorrette. L atteggiamento scoliotico, invece, è rappresentato da una deviazione laterale transitoria che scompare con l eliminazione delle cause che lo hanno determinato, quali, ad esempio, temporanee asimmetrie di sviluppo, comuni nell accrescimento.

18 SCOLIOSI La principale causa di scoliosi idiopatica è rappresentata dalle posizioni assunte dai bambini a scuola o durante lo studio. La prevenzione si realizza con visite ortopediche periodiche e con la sorveglianza dell ambiente scolastico (adeguatezza dei banchi ed uso di cartelle e/o zaini con razionale distribuzione del carico), controllo dell alimentazione (apporto corretto di vitamine e minerali), educazione motoria ed attività fisica.

19 OBESITA Si intende per obesità un abnorme aumento del peso e della massa corporea dovuto ad eccessivo accumulo di grasso nei depositi adiposi dell organismo. Si distingue una obesità essenziale dalle varie forme di obesità somatiche o endocrine secondarie ad altre patologie.

20 OBESITA L obesità si sviluppa ordinariamente tra i 40 e i 55 anni ma non è raro che si manifesti sin dall infanzia; la patologia è generalmente più frequente nel sesso femminile e può avere carattere familiare ereditario.

21 OBESITA Nel determinismo dell obesità essenziale il fattore alimentare assume notevole importanza perchè l obesità è sempre legata ad uno squilibrio di bilancio, in senso positivo, tra rapporto calorico alimentare e quantità di calorie consumate quotidianamente dall organismo. Quando l apporto alimentare supera il dispendio calorico, l equilibrio, tra entrate ed uscite, del ricambio energetico ne risulta alterato ed una parte più o meno notevole degli alimenti (grassi e zuccheri in particolare) introdotti in eccesso e non consumati. Possono sotto forma di grassi andare ad aumentare i depositi tissutali.

22 OBESITA Non è necessario che l eccesso alimentare sia notevole perchè si determini un aumento dei depositi adiposi ma è sufficiente che tale eccedenza, ancorchè modesta, sia continua e prolungata; lo stesso risultato può ottenersi con la limitazione dell attività fisica. La prevenzione si realizza con visite pediatriche periodiche, con l alimentazione corretta per il fabbisogno energetico e con l attività fisica.

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