Microbiologia della carie e misure di immunoprofilassi

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Microbiologia della carie e misure di immunoprofilassi"

Transcript

1 Microbiologia della carie e misure di immunoprofilassi Vol. II N o 3 GIMMOC Giornale Italiano di Microbiologia Medica Odontoiatrica e Clinica Vol. II, N o p Organo ufficiale della S.I.M.M.O.C. Copyright Riassunto. Lo Streptococcus mutans è considerato il microrganismo prevalente nell insorgenza ed evoluzione della carie dentale. Esso svolge la propria azione tramite fattori di patogenicità e virulenza, che sono fondamentalmente la capacità di produrre acidi dagli zuccheri, la possibilità di aderire a proteine salivari che ricoprono i denti e la produzione di glucosiltransferasi, che consente a questo microrganismo di formare dei polisaccaridi dotati di forti proprietà adesive sui tessuti dentali. La protezione attiva anticarie consiste quindi essenzialmente nello stimolare un immunità attiva contro lo S. mutans o contro i suoi fattori di virulenza. Si è cercato di raggiungere questo risultato in due modi: con l inoculazione di cellule intere di S. mutans o con frazioni purificate di esso. La via di inoculazione parenterale deve essere esclusa, per la frequente comparsa di reazioni avverse (anticorpi anti-cuore). Gli antigeni somministrati per via orale sono scarsamente immunogeni. Per ovviare a questo inconveniente antigeni purificati sono stati coniugati alla subunità B della tossina colerica, che ha uno spiccato tropismo per le cellule dell epitelio intestinale. In questo modo si è potuto indurre un attiva immunità, costituita soprattutto da IgA salivari, contro lo S. mutans che perdurava per quasi un anno nell animale da esperimento. Anche l immunizzazione passiva, con la somministrazione orale di IgA anti- S. mutans ha dato risultati promettenti. L uso di un vaccino attivo anti-carie nell uomo è comunque condizionato da un non ancora ottimale rapporto costo/beneficio. Summary. The immunoprophylaxis against dental caries is essentially the prophylaxis against the oral microorganism Streptococcus mutans. The stimulation of specific salivary anti-mutans IgA is the best way to fight the colonization of this microorganism onto the oral tissues and the consequent enamel decay. This goal can be accomplished in two ways: 1) by the inoculation of whole S. mutans cells and 2) by the injection of subcellular bacterial components. In the first case harmful reactions may intervene, due to the cross-reactivity of anti-mutans antibodies with the heart muscle. In the second case the immunogenic properties of purified bacterial polypeptides were found too weak. Binding the bacterial proteins to the B subunit of the cholera toxin enhances their immunogenic potency. Passive immunization with preformed specific IgA has shown a good capacity of blocking oral tissues colonization by S. mutans. R. Pompei *, A. Desogus, G. Lampis Dipartimento di Scienze Mediche, Sezione di Microbiologia Applicata, Università di Cagliari *Autore di riferimento: R. Pompei INTRODUZIONE La carie dentaria è un processo degenerativo dello smalto dei denti e della dentina, in cui la componente microbica del cavo orale svolge un ruolo determinante [Hamada and Slade, 1980]. L eziopatogenesi della carie è stata in buona parte chiarita: l acido lattico che si origina dal metabolismo dei glucidi ad opera di microrganismi orali svolge un azione disgregatrice sulla struttura cristallina dell idrossiapatite, che forma lo smalto dei denti, determinandone prima una diminuzione della compattezza, poi uno sfaldamento vero e proprio con formazione di fessure, cavità o erosioni, a seconda delle zone e dei denti colpiti [Hamada and Slade, 1980]. Perché l acido lattico possa svolgere la sua azione solubilizzante sullo smalto, occorrono alcune condizioni favorenti: a) l acido deve essere prodotto in discreta quantità, come avviene in seguito ad ingestione di un pasto ricco di glucidi e b) deve concentrarsi nella sede della lesione; questo è favorito dalla formazione di una placca dentale adesa al dente, formata da glicoproteine salivari, che fanno da matrice per l adesione di varie specie di microrganismi orali [Loesche, 1986]. In questo senso misure dietetiche che comportano una minore introduzione di glucidi fermentabili e una assidua igiene orale, che provoca una eliminazione meccanica della placca dentale, si sono dimostrate molto valide nel limitare l insorgenza della carie dentale senza altri trattamenti immunologici o terapeutici mirati.

2 42 GIMMOC Vol. II N o 3 Pompei et al. MICRORGANISMI COINVOLTI NELLA CARIE DENTARIA Di volta in volta sono stati considera - ti diversi microrganismi come responsabili dell induzione della carie denta - ria. Nella Tabella I sono indicati i microrganismi più spesso pr esi in con - siderazione: gli str eptococchi orali e i lattobacilli sono tipici micr organismi acidogeni e alcune specie sono state coinvolte nella cariogenesi, special - mente S. sanguis, S. mutans e S. lactis. I lattobacilli, pur essendo acidogeni, si è visto che in gener e si insediano nelle lesioni cariose già for mate, contribuendo forse alla lor o evoluzione e cr onicizzazione, ma non alla lor o insorgenza [Loesche, 1986]. Lo S. lactis non è un tipico micr organismo del cavo orale, ma può esser e introdotto con i cibi e può pr odurre acido lattico a livello di placca dentale. Comunque la sua pr esenza nel cavo orale è solo occasionale. Actinomyces viscosus e simili, sono molto spesso presenti nella placca dentale e possono essere presenti anche nelle lesioni cariose, ma sono ceppi poco acidoge - ni e la lor o relazione con la carie è dubbia. È comunque importante notar e che tutti questi micr organismi sono in grado di causare lesioni cariose in ani - mali gnotobiotici. Tabella I Microrganismi chiamati in causa nell etiopatogenesi della carie Streptococchi Enterococchi Lattobacilli Actinomiceti S. mutans S. sanguis S. lactis STREPTOCOCCUS MUTANS L. casei L. acidophilus Già dagli anni 70 l attenzione dei ricercatori si è rivolta pr evalentemente alla specie S. mutans, quale maggiore responsabile della cariogenesi [Hamada and Slade, 1980]. Questo è scaturito da una serie di osservazioni empiriche e di studi epidemiologici. Lo S. mutans è isolabile nella quasi totalità delle lesioni cariose floride; esso viene isolato con minor frequenza da soggetti privi di carie rispetto a soggetti con carie in evoluzione, anche se è possibile isolarlo anche da soggetti con denti sani. È un forte acidogeno, fer menta diversi zuc - cheri, con produzione di acido lattico; ha una forte tendenza ad aderir e allo smalto dei denti e pr oduce dal metabolismo degli zuccheri (in particolar e sac- Tabella II Caratteristiche differenziali degli streptococchi del gruppo mutans Caratteristiche Specie Cariogenicità Sierotipo Carboidrati della resistenza glucano parete cellulare alla prevalente bacitracina Animali Uomo S. mutans + + c, e, f glucosio, ramnosio + D>M S. sobrinus +? d, g, h glucosio, galattosio, + M>D ramnosio S. cricetus + - a glucosio, galattosio, - M>D ramnosio S. rattus + - b galattosio, ramnosio + D>M S. ferus - - c? -? S. macacae?? c glucosio, ramnosio -?

3 Vol. II N o 3 GIMMOC 43 carosio) dei polisaccaridi che gli con - sentono una facile e persistente adesi - vità allo smalto dei denti (destrani solu - bili e mutani insolubili). La T abella II indica i vari sier otipi e biotipi in cui è divisa questa specie. Nell uomo il sier o- tipo c, biotipo I è il maggior e responsabile di carie. Lo S. sobrinus biotipi d, g, h, ha un a - zione cariogena dubbia nell uomo, men - tre è certa sugli animali da esperimento, come pure gli altri sier otipi S. ferus, S. rattus, S. cricetus, S. macacae. FATTORI DI PATOGENICITÀ E VIRULENZA Cosa rende lo S. mutans il più pr obabile candidato al titolo di agente eziolo - gico della carie dentaria? In T abella III sono indicati alcuni dei fattori di pato - genicità e virulenza, che possono aver e importanza nel pr ocesso di cariogenesi. La cosa deter minante è lo spiccato tr o- pismo dello S. mutans per il tessuto dentale. Questo si attua attraverso un sistema specifico di adesione, mediato dall antigene I/II di superficie (sinonimi Pac, B, IF,SR,USL-1), che lega una glicoproteina salivare, e dalla pr oduzione di un polisaccaride insolubile a par - tire dal saccar osio, il mutano, che pr o- voca una tenace adesione delle cellule di S. mutans allo smalto. Lo S. mutans produce anche una for ma solubile di polisaccaride, indicato come un destra - no, che è importante nei fenomeni di aggregazione batterica e di for mazione della placca dentale [Hamada and Slade,1980]. Tabella III Fattori di patogenicità e virulenza di Streptococcus mutans Acidi prodotti da glucidi Adesine specifiche per idrossiapatite e proteine salivari (Antigene I/II) Glucosiltransferasi Fructosiltransferasi AZIONE ANTICARIE DELLA SALIVA L incidenza della carie dentaria è molto più bassa di quanto la dif fusione e l isolamento dello S. mutans non potrebbe fare pensare. In ef fetti la sali - va possiede un azione anticarie e anti - microbica in genere abbastanza ef ficace. L azione meccanica dilavante della saliva provoca la continua eliminazione dei microrganismi del cavo orale; que - sto vale anche per il continuo sfalda - mento delle cellule super ficiali delle mucose orali. Inoltr e vi sono nella sali - va sostanze con azione antibatterica specifica (Tabella IV). In particolar e il lisozima e la lattoferrina, che sono sem - pre presenti in concentrazioni variabili, svolgono azioni lesive sulle struttur e e sul metabolismo dei micr organismi orali. Lo stesso si può dir e della latto - perossidasi. Inoltre esistono sostanze aggreganti, come le mucine, le glico - proteine salivari e anche la fibr onectina, che favoriscono l aggr egazione e l eliminazione dei batteri; polipeptidi quali istatine e cistatine sembrano anch essi avere un importante ruolo antibatterico nel cavo orale. Una menzione a parte meritano le IgA salivari, la cui quantità e specificità varia naturalmente in seguito a trattamenti immunizzanti più o meno mirati. Tabella IV Fattori anticarie nella saliva Antibatterici Sostanze aggreganti Regolatori del ph Regolatori della funzione ionica Lisozima Perossidasi Lattoferrina Mucine Glicoproteine salivari Fibronectine IgA Peptidi ricchi di arginina Peptidi ricchi di istidina Peptidi ricchi di prolina Statherin Immunoprofilassi anticarie

4 44 GIMMOC Vol. II N o 3 Pompei et al. IMMUNITÀ ANTI-CARIE: LE IGA SECRETORIE L immunità specifica a livello salivar e è rappresentata prevalentemente dalle IgA secretorie. Queste sono pr odotte a livello di ghiandole salivari da plasmacellule affluite attraverso le vie linfatiche e sti - molate da antigeni pervenuti o per via parenterale (di minore importanza) o attraverso le mucose e i tessuti linfatici ad esse annessi (via pr evalente). Le IgA agiscono a livello di mucosa, a livello di saliva e anche sui tessuti duri dei denti e nella placca dentale [Mar cotte and Lavoie, 1998]. Le IgG e le IgM sono in gener e confinate negli spazi cr evicolari, dove si tr o- vano in piccola quantità; così pur e macrofagi e linfociti, che hanno scarsa rilevanza nella saliva, sono confinati negli spazi cr evicolari, e non partecipa - no attivamente alla pr otezione specifica anticarie. Dunque, le IgA salivari sono lo strumento deter minante per poter affrontare una prevenzione della carie dentaria specifica e mirata. Ciò significa che una terapia anticarie mirata comporta l uso di misure atte a stimolare nel miglior modo possibile, sia quantitativamente che qualitativamente, la produzione di IgA salivari specifiche contro lo S. mutans. METODI DI IMMUNIZZAZIONE CON S. MUTANS Uso di cellule intere Sono stati studiati due metodi di pr otezione specifica anticarie: a) immunizzazio - ne attiva con cellule di S. mutans o loro frazioni e b) immunizzazione passiva con anticorpi preformati [Mandell, 1996]. Nel primo caso si è fatto ricorso a metodi di immunizzazione che utilizzavano cellule intere di S. mutans uccise con formalina o a frazioni specifiche di S. mutans. La somministrazione di cellule di S. mutans per via parenterale ha dimostrato di indurr e la produzione di anticorpi in grado di cr ossreagire con antigeni del miocardio, in quanto sembra che antigeni di S. mutans, come quelli di Str eptococchi di gruppo A, abbiano epitopi in comune con la miosina. L alternativa è stata quella di sommini - strare le cellule di S. mutans per bocca. In questo caso non si hanno r eazioni sfavorevoli, ma la stimolazione immunitaria, intesa come produzione di IgA salivari, è alquanto modesta. Uso di frazioni cellulari L alternativa all uso di cellule inter e è la purificazione di fattori di virulenza e l immunizzazione con essi. Anche in questo caso si sono pr esentati problemi importanti: a) la purificazione di antigeni di parete è dif ficile e laboriosa ; b) la purezza degli antigeni isolati non dà garanzia di evitar e reazioni avverse come la produzione di anticorpi anti-miocar - dio; c) la quantità di antigeni purificabili con i sistemi biochimici è modesta. Le prove sin qui eseguite con antigeni puri - ficati (glucosiltransferasi, GTF o antigene di adesività, AgI/II) hanno dato risul - tati modesti, in ter mini di praticità e di efficacia della risposta immune. Due vie di immunizzazione molto pr o- mettenti sono l uso di batteri avirulenti trasformati con l inserimento di geni di S. mutans [Jagusztyn-Krynicka, 1993] o l uso di frazioni attive di fattori di viru - lenza coniugate a sostanze adiuvanti. Iwaki et al. [1990] hanno pr eparato un ceppo di S. lactis ricombinante, contenente il gene pac per l antigene di adesività I/II di S. mutans. Il ceppo, ucciso con for malina ha mostrato di indurr e la produzione di IgA se somministrato per via orale in ratti. Simili risultati sono stati ottenuti da Jagusztyn-Krynicka et al. [1993] con un ceppo attenuato di Salmonella typhimurium, trasformato con geni di S. mutans. Dato per bocca, questo ceppo colonizza - va l intestino di animali da esperimento e induceva una immunità attiva, sotto forma di IgA salivari e IgG sieriche, contro S. mutans. Antigeni legati a componenti adiuvanti Il problema forse più importante con l uso di pr oteine purificate è la dif ficoltà di suscitare una risposta anticorpale abbastanza forte e duratura. Per questo motivo alcuni ricercatori hanno pensato di coniugare antigeni, o polipeptidi sinte - tici derivati dai siti attivi di GTF o Antig.

5 Vol. II N o 3 GIMMOC 45 Figura 1 Struttura schematica dell antigene I/II Immunoprofilassi anticarie I/II di S. mutans, con adiuvanti o con sostanze particolari quali la tossina cole - rica, che, limitatamente alla subunità B, presenta uno spiccato tr opismo per le cellule delle mucose e la capacità di sti - molare potentemente il sistema immuni - tario [Toida et al., 1997]. La Figura 1 mostra schematicamente la struttura dell antigene I/II di S.mutans. Smith et al. [1997] hanno preparato un polipeptide sintetico di 19 amminoacidi, identificabile con la r egione reattiva della GTF di S. mutans, che è stato iniettato nella mucosa a livello delle ghiandole salivari in ratti. Gli autori hanno osservato una risposta immune attiva sotto for ma di IgA specifiche in grado di inibir e la carie dei ratti e di bloccar e l azione di GTF in vitro. La presenza di una immunità cellu - lare attiva era garanzia di una maggior e durata nel tempo della stimolazione. Antigeni solubili Toida et al. [1997] hanno pr eparato un antigene costituito dalla r egione legante la saliva (SBR) dell antigene I/II di S. mutans, coniugata alla tossina colerica, detossificata della frazione A1 ( SBR-CTB). Questo antigene somministrato per via intragastrica induceva nei topi la compar - sa di IgA e IgG specifiche nella saliva e protezione dalla carie. In un esperimento analogo, Hajishengallis et al. [1996] hanno usato una pr oteina derivata dall Ag I/II coniugato con la tossina cole - rica (fraz. B) per immunizzar e dei ratti per via orale. Hanno osservato una rispo - sta immune attiva fino a 11 mesi dopo il trattamento. Yu et al. [1997] hanno pr eparato una pr oteina di fusione contenente la frazione r eattiva dell antigene AgI/II e la frazione che lega il glucano di GTF (GB) o quella che lega il saccar osio (SB). Le proteine così costituite date per via orale a animali da esperimento bloccava - no l adesione di S. mutans ai denti. Immunità passiva L uso di sistemi di immunità passiva comporta minori pr oblemi di trattamento rispetto a quelli descritti prima. Il compi - to principale di una immunizzazione pas - siva efficiente è quello di bloccar e l adesività dello S. mutans mediante l introduzione nel cavo orale di anticorpi specifici preformati e di favorir ne quindi l eliminazione con la saliva. Questo tipo di tratta - mento è stato sperimentato da Michalek et al. [1987], Loimaranta et al. [1997] con l uso di latte e sier o di vacche attivamen - te immunizzate con cellule uccise di S. mutans. Il latte è risultato ricco di IgA secretorie che erano in grado di diminui - re l insorgenza di carie in ratti gnotobioti - ci infettati con S.mutans. Risultati analoghi sono stati ottenuti con l uso di anti - corpi monoclonali da Smith et al. [1997] L ultima ricerca in questo campo pr opone

6 46 GIMMOC Vol. II N o 3 Pompei et al. l uso di anticorpi pr odotti da piante tran - sgeniche [Ma et al., 1990]. Il vantaggio della immunizzazione passiva è la facilità di produzione degli anticorpi e di tratta - mento dei soggetti. Naturalmente la dura - ta della proteina è limitata al periodo di trattamento (pochi minuti o poche or e), che però può esser e ripetuto diverse volte anche nella stessa gior nata e, al limite, gli anticorpi così pr odotti possono essere inclusi in collutori o dentifrici. È difficile pensare un vaccino anticarie da somministrare a tutta la popolazione indiscriminatamente. Questo comporte - rebbe un rapporto costo/beneficio tr oppo elevato per esser e accettabile. È inve - ce pensabile di individuar e una popolazione a rischio, da sottoporr e a vaccinazione periodica. In particolar e pazienti affetti da xerostomia, pazienti con gravi malformazioni orali, pazienti sottoposti a terapie radianti e chemioterapia, soggetti con handicaps fisici e psichici. Anche i bambini in età di prima dentizione, ed eventualmente le lor o madri, potr ebbero trarre vantaggi da una immunizzazione attiva contro lo S. mutans. CARATTERISTICHE OTTIMALI DI UN VACCINO ANTICARIE La carie dentaria è una malattia infetti - va cronica non grave e pertanto l uso di un vaccino può esser e accettabile solo se è del tutto privo di ef fetti collaterali. La Tabella V elenca una serie di caratteristi - che che dovrebbe avere un vaccino anti - carie ideale per esser e accettabile e pr o- ponibile alla popolazione. T enendo anche conto che i fruitori principali di un tale vaccino dovr ebbero essere i bambini e i giovani, una assunzione durante le abituali pratiche di igiene orale gior naliera dovrebbe rendere tale sistema pr eferibile e più accettabile rispetto a immuniz - zazioni sistemiche. Tabella V Qualità desiderabili in un vaccino anticarie Assoluta assenza di effetti collaterali Assunzione per via orale (possibilmente inserito in materiali abitualmente usati per l igiene orale) Buona efficacia e durata nel tempo Costo contenuto PER CHI È UTILE UN VACCINO ANTICARIE? PROSPETTIVE FUTURE E CONCLUSIONI Molti ricercatori hanno dimostrato che è possibile indurr e una immunità attiva contro lo S. mutans in grado di conferi - re un buon grado di pr otezione contro la carie dentaria. T uttavia è ancora pr e- maturo prevedere l introduzione a livello generale di un vaccino ef ficace. Questo perché ancora mancano suf ficienti sperimentazioni sull uomo che dimostrino la r eale efficacia dei metodi proposti e perché mancano delle chiar e indagini sui rapporti costi/benefici che ne deriverebbero per la popolazione. È possibile che la pr oduzione di anticorpi con sistemi molto economici (piante transgeniche, per es.) possa r endere fattibile l introduzione di anticorpi spe - cifici anti S. mutans in colluttori o den - tifrici speciali. L uso su vasta scala di una immunizzazione attiva con S. mutans o frazioni di esso richiederà probabilmente ulteriori verifiche e spe - rimentazioni prima di esser e approvata per l uso nell uomo. BIBLIOGRAFIA Hajishengallis G., Michalek S.M. and Russell M.W. Persistence of serum and salivary antibody response after oral immunization with a bacterial protein antigen genetically linked to the A2/B subunit of cholera toxin. Infect. Immun. 64: , Hamada S. and Slade H. Biology, Immunology, and Cariogenicity of Streptococcus mutans. Microbiol. Rev. 44: , Jagusztyn-Krynicka E.K., Clark-Curtiss J.E., and Curtiss III R. Escherichia coli heat-labile toxin subunit B fusion with Streptococcus sobrinus anti-

7 Vol. II N o 3 GIMMOC 47 gens expressed by Salmonella typhimurium oral vaccine strains: importance in the linker for anti - genicity and biological activities of the hybrid pr o- teins. Infect. Immun. 61: , Iwaki M., Okahashi N., T akahashi I. et al. Oral immunization with r ecombinant Streptococcus lactis carrying the Streptococcus mutans surface protein antigen gene. Infect. Immun. 58: , Loesche WJ. Role of Streptococcus mutans in human dental decay. Micr obiol. Rev. 50: , Loimaranta V., Tenovuo J., Virtainen S. et al. Generation of bovine immune colostrum against Streptococcus mutans and Streptococcus sobrinus and its ef fect on glucose uptake and extracellular polysaccharide formation by mutans str eptococci. Vaccine 15: , Ma J.K., Hunjan M., Smith R., Kelly C. and Lehner T. An investigation into the mechanism of pr otection by local passive immunization with monoclo - nal antibodies against Streptococcus mutans. Infect. Immun. 58: , Mandel I.D. Caries pr evention. Current strategies, new directions. JADA 127: , Marcotte H. and Lavoie M.C. Oral micr obial ecology and the r ole of salivary immunoglobulin A. Microbiol. Mol. Biol. Rev. 62: , Michalek S.M., Gr egory R.L., Har mon C.C et al. Protection of gnotobiotic rats against dental caries by passive immunization with bovine milk antibo - dies to Streptococcus mutans. Infect. Immun. 55: , Smith D.J., Shoushtar B., Heschel R., King W.F. and Taubman M.A. Immunogenicity and pr otective immunity induced by synthetic peptides asso - ciated with a catalytic subdomain of mutans gr oup streptococcal glycosyltransferase. Infect. Immun. 65: , Toida N., Hajishengallis G., W u H., and Russel M.W. Oral immunization with the saliva-binding region of Streptococcus mutans AgI/II genetically coupled to the colera toxin B subunit elicits T-hel - per-cell response in gut-associated lymphoid tis - sues. Infect. Immun. 65: , Yu H., Nagano Y., Yamashita Y., Oho T., and Koga T. Effects of antibodies against cell sur face protein antigen PAc-glucosyltransferase fusion protein on glucan synthesis and cell adhesion of Streptococcus mutans. Infect. Immun. 65: , Immunoprofilassi anticarie

EZIOPATOGENESI DELLA CARIE

EZIOPATOGENESI DELLA CARIE STORIA DELLA CARIE Numerose sono le teorie formulate a proposito della etiologia e patogenesi della carie dentaria. Le teorie ESOGENE considerano l agente eziologico responsabile della patologia cariogena

Dettagli

EDUCAZIONE ALIMENTARE

EDUCAZIONE ALIMENTARE EDUCAZIONE ALIMENTARE E uno dei pilastri fondamentali per la prevenzione della carie, insieme alla: sigillatura dei solchi Fluoroprofilassi Igiene orale Controlli periodici CARIE E ALIMENTAZIONE PLACCA

Dettagli

EZIOPATOGENESI DELLA CARIE

EZIOPATOGENESI DELLA CARIE EZIOPATOGENESI DELLA CARIE saliva Flusso Potere tampone Lisozima, lattoferrina perossidasi Mucine, glicoproteine, lipidi Iga, IgG smalto Ipoplasia Permeabilità Composizione chimica Contenuto di fluoro

Dettagli

I virus vegetali nella formulazione di un vaccino contro il virus HIV-1

I virus vegetali nella formulazione di un vaccino contro il virus HIV-1 "Molecular Farming: produzione di cibi funzionali, di nutraceutici e biofarmaceutici" ENEA - Casaccia 4 Dicembre 2003 I virus vegetali nella formulazione di un vaccino contro il virus HIV-1 Carla Marusic

Dettagli

La parte Fc delle Ig regola la vita media delle Ig, e quindi la quantità di Ig presenti in circolo e nei tessuti.

La parte Fc delle Ig regola la vita media delle Ig, e quindi la quantità di Ig presenti in circolo e nei tessuti. La parte dell Ig che non lega l antigene (la parte Fc, viola chiaro nel disegno) è responsabile delle funzioni effettrici dell Ig e quindi ne determina l attività biologica. Quando un Ig ha legato un antigene,

Dettagli

- All inizio, la carie può essere solo visibile, senza dare sintomi particolari. Man mano che la lesione cariosa progredisce fino a giungere alla

- All inizio, la carie può essere solo visibile, senza dare sintomi particolari. Man mano che la lesione cariosa progredisce fino a giungere alla LA CARIE La carie è una malattia degenerativa dei tessuti duri del dente (smalto dentina) e che origina dalla superficie e procede in profondità fino alla polpa dentale. CAUSE: Le cause della carie sono

Dettagli

Abstract: Diagnosi e gestione della xerostomia

Abstract: Diagnosi e gestione della xerostomia Abstract: Diagnosi e gestione della xerostomia Autore: Dott.ssa Caterina Ardito Razionale La xerostomia è definita come una denuncia soggettiva di secchezza della bocca derivante da una diminuzione della

Dettagli

Utilizzo dei vaccini in oncologia

Utilizzo dei vaccini in oncologia L E G U I D E Utilizzo dei vaccini in oncologia Fondazione Federico Calabresi Utilizzo dei vaccini in oncologia Michele Maio Luana Calabrò Arianna Burigo U.O.C. Immunoterapia Oncologica Azienda Ospedaliera

Dettagli

Fase efferente Meccanismi effettori Anticorpi

Fase efferente Meccanismi effettori Anticorpi Fase efferente Meccanismi effettori Anticorpi I termini gamma globuline o immunoglobuline e anticorpi NON sono sinonimi In questa frazione delle proteine del siero è contenuta la maggior parte degli anticorpi

Dettagli

Prevenzione della carie dentaria

Prevenzione della carie dentaria Studio Medico Dentistico Prestigiacomo s.n.c. Via B. Mattarella, 30 90011 Bagheria (Pa) Tel. 091.903448 Cell. 320.7104860 E-mail: studioprestigiacomo@yahoo.it Campagna di: Prevenzione della carie dentaria

Dettagli

Prevenzione delle malattie da infezione

Prevenzione delle malattie da infezione Prevenzione delle malattie da infezione Obiettivi della prevenzione allungare la vita; ridurre l'invalidità (disabilità) 3 livelli di prevenzione Primaria: pre-malattia; adozione di specifiche protezioni,

Dettagli

«I DENTI E L IGIENE ORALE» Lunedì 14 Dicembre 2015 Scuola media statale Padre Pio Torremaggiore Dott. Antonio Recchia

«I DENTI E L IGIENE ORALE» Lunedì 14 Dicembre 2015 Scuola media statale Padre Pio Torremaggiore Dott. Antonio Recchia «I DENTI E L IGIENE ORALE» Lunedì 14 Dicembre 2015 Scuola media statale Padre Pio Torremaggiore Dott. Antonio Recchia IL DENTE CORONA RADICE SMALTO DENTINA CEMENTO RADICOLARE POLPA OSSO ALVEOLARE GENGIVA

Dettagli

a cura di Giovanni Sammarco Francesca Manfrini Quaderno di aggiornamento odontoiatrico Analisi del paziente cariorecettivo e metodiche mini-invasive

a cura di Giovanni Sammarco Francesca Manfrini Quaderno di aggiornamento odontoiatrico Analisi del paziente cariorecettivo e metodiche mini-invasive a cura di Giovanni Sammarco Francesca Manfrini Quaderno di aggiornamento odontoiatrico Analisi del paziente cariorecettivo e metodiche mini-invasive INDICE INTRODUZIONE...9 1 - LA CARIE:...11 DEFINIZIONE

Dettagli

Vaccini di origine vegetale contro i tumori associati al virus del papilloma umano (HPV)

Vaccini di origine vegetale contro i tumori associati al virus del papilloma umano (HPV) Workshop ENEA, 4 dicembre 2003 Molecular farming: produzione di cibi funzionali, di nutraceutici e biofarmaceutici Vaccini di origine vegetale contro i tumori associati al virus del papilloma umano (HPV)

Dettagli

Agenda. Immunizzazione. Vaccini. Antisieri. Anticorpi monoclonali

Agenda. Immunizzazione. Vaccini. Antisieri. Anticorpi monoclonali Agenda Immunizzazione Vaccini Antisieri Anticorpi monoclonali Agenda Immunizzazione Vaccini Antisieri Anticorpi monoclonali IMMUNIZZAZZIONE ATTIVA Vaccinazione: Pratica di profilassi immunitaria cioè di

Dettagli

Tossinfezioni alimentari, Salmonellosi e il vaccino antitifico

Tossinfezioni alimentari, Salmonellosi e il vaccino antitifico Tossinfezioni alimentari, Salmonellosi e il vaccino antitifico dott.fulvio Zorzut U.F.Profilassi Malattie Infettive e Vaccinazioni Dipartimento di Prevenzione di Trieste La Salmonella è uno dei batteri

Dettagli

LE AFFEZIONI NON INFETTIVE DELL ETA SCOLARE

LE AFFEZIONI NON INFETTIVE DELL ETA SCOLARE LE AFFEZIONI NON INFETTIVE DELL ETA SCOLARE CARIE DENTALE MIOPIA SCOLIOSI OBESITA CARIE DENTALE La carie dentale nasce come processo erosivo e si evolve come processo destruente del dente che perde così

Dettagli

PREVENZIONE DELLE COMUNI PATOLOGIE RESPIRATORIE DEL BAMBINO

PREVENZIONE DELLE COMUNI PATOLOGIE RESPIRATORIE DEL BAMBINO PREVENZIONE DELLE COMUNI PATOLOGIE RESPIRATORIE DEL BAMBINO DR.ANTONELLO ARRIGHI Specialista in Pediatria Professore a Contratto Università di Parma, Facoltà di Medicina Docente A.I.O.T. Associazione Medica

Dettagli

- Polimeri biodegradabili

- Polimeri biodegradabili POSSIBILI PRODOTTI - Anticorpi - Proteine di interesse farmaceutico - Vaccini edibili - Metaboliti secondari - Polimeri biodegradabili Produzione di Anticorpi SISTEMI DI ESPRESSIONE - Cellule di mammifero

Dettagli

Elementi di immunologia

Elementi di immunologia Elementi di immunologia La guarigione è una questione di tempo, tuttavia è a volte anche una questione di fatalità Ippocrate, 460-377 a.c. Complesso.. Naturalmente il sistema immunitario è complesso. Se

Dettagli

Immunochimica: il rapporto antigene-anticorpo

Immunochimica: il rapporto antigene-anticorpo Immunochimica: il rapporto antigene-anticorpo L immunologia è lo studio della risposta immunitaria, ciò del processo tramite il quale un animale si difende dall invasione di organismi estranei. Le risposte

Dettagli

Tipi di immunità acquisita. www.uniroma2.it/didattica/immunotlb

Tipi di immunità acquisita. www.uniroma2.it/didattica/immunotlb Tipi di immunità acquisita Caratteristiche dell immunità acquisita Espansione clonale Fasi della risposta immunitaria acquisita Specificità, memoria, risoluzione delle risposte immunitarie acquisite Immunità

Dettagli

3M ESPE. Comfortable Oral Care. Il concetto di. sorriso sano. Clinpro Gel Clinpro Fluid

3M ESPE. Comfortable Oral Care. Il concetto di. sorriso sano. Clinpro Gel Clinpro Fluid 3M ESPE Comfortable Oral Care Il concetto di sorriso sano. Clinpro Gel Clinpro Fluid Profilassi sistematica con un programma di prodotti completo All avanguardia nel progresso scientifico Aroma gradevole

Dettagli

TERAPIE BIOLOGICHE PER IL TRATTAMENTO DEL MORBO DI CROHN (CD). Studente: Di Savino Augusta Corso di Immunologia Molecolare A.

TERAPIE BIOLOGICHE PER IL TRATTAMENTO DEL MORBO DI CROHN (CD). Studente: Di Savino Augusta Corso di Immunologia Molecolare A. TERAPIE BIOLOGICHE PER IL TRATTAMENTO DEL MORBO DI CROHN (CD). Studente: Di Savino Augusta Corso di Immunologia Molecolare A.A 2007/2008 LE TERAPIE BIOLOGICHE: possono avere una maggiore efficacia terapeutica;

Dettagli

La risposta immunitaria di tipo umorale

La risposta immunitaria di tipo umorale La risposta immunitaria di tipo umorale Linfociti B, Plasmacellule ed Anticorpi 1 2 L IMMUNITA UMORALE (mediata da anticorpi) Questo tipo di immunità protegge dagli antigeni circolanti, quali: batteri

Dettagli

MISURA 215 ANNATA 2015/2016

MISURA 215 ANNATA 2015/2016 Prevenzione delle mastiti infettive degli ovini e dei caprini: Immunologia della mammella, antibiotico resistenza e ruolo della profilassi immunizzante MISURA 215 ANNATA 2015/2016 L'ANTIBIOTICO

Dettagli

Cavo orale Più di 200 diverse specie di microrganismi

Cavo orale Più di 200 diverse specie di microrganismi Cavo orale Più di 200 diverse specie di microrganismi Batteri Funghi Virus Protozoi Cavo orale Varietà di siti Superfici mucose desquamazione Varietà di batteri Superfici dure Varietà di nutrienti Comunità

Dettagli

Classi e sottoclassi di anticorpi

Classi e sottoclassi di anticorpi Classi e sottoclassi di anticorpi Anticorpi: classi e sottoclassi In base alla catena pesante gli anticorpi sono divisi in classi e sottoclassi Classi o isotipi IgA, IgD, IgE, IgG, IgM Sottoclassi IgA1

Dettagli

ITIS ENRICO MEDI. Individuare l organizzazione strutturale, le funzioni e classificare i virus

ITIS ENRICO MEDI. Individuare l organizzazione strutturale, le funzioni e classificare i virus UDA UDA N. 1 I Virus UDA 2 Attività patogena dei microrganismi ITIS ENRICO MEDI PIANO DELLA DISCIPLINA: Biologia, Microbiologia e Tecnologie di controllo Ambientale Classe 4Ab PIANO DELLE UDA ANNO 2013-2014

Dettagli

UNIVERSITÀ - OSPEDALE di PADOVA MEDICINA NUCLEARE 1. Medicina Nucleare in Vitro o metodiche radionuclidiche non imaging.

UNIVERSITÀ - OSPEDALE di PADOVA MEDICINA NUCLEARE 1. Medicina Nucleare in Vitro o metodiche radionuclidiche non imaging. UNIVERSITÀ - OSPEDALE di PADOVA MEDICINA NUCLEARE 1 Medicina Nucleare in Vitro o metodiche radionuclidiche non imaging Lezione 7: Generalità à sul RIA D. Cecchin, F. Bui Diverse tipologie di RIA? 1) DOSAGGIO

Dettagli

Il Rondoflex Plus agisce con tutta la sua forza per aprire con precisione le cavità, nel rispetto della sostanza sana del dente.

Il Rondoflex Plus agisce con tutta la sua forza per aprire con precisione le cavità, nel rispetto della sostanza sana del dente. PREVENZIONE INFANTILE L'infanzia è sicuramente il terreno più fertile per una corretta educazione sanitaria odontoiatrica. In queste fasce di età la prevenzione primaria è di particolare interesse. Essa

Dettagli

ZUCCHERI E FERMENTAZIONI RUMINALI IL RUMINE HA BISOGNO DI ZUCCHERI

ZUCCHERI E FERMENTAZIONI RUMINALI IL RUMINE HA BISOGNO DI ZUCCHERI ZUCCHERI E FERMENTAZIONI RUMINALI IL RUMINE HA BISOGNO DI ZUCCHERI Micropopolazione Ruminale Nel rumine si trovano microrganismi: 1.BATTERI (10 9-10 10 /ml), 2.MICETI (LIEVITI) (10 7 /- 10 8 /ml), 3.PROTOZOI

Dettagli

DR. MARIO BUCCIARELLI MEDICO DENTISTA DANILO AVOLIO MEDICO DENTISTA

DR. MARIO BUCCIARELLI MEDICO DENTISTA DANILO AVOLIO MEDICO DENTISTA 1 DR. MARIO BUCCIARELLI MEDICO DENTISTA Denti e dentizioni DANILO AVOLIO MEDICO DENTISTA 2 A seconda della loro morfologia distinguiamo quattro tipi di denti: - Gli incisivi - I canini - I premolari -

Dettagli

Il microbiota intestinale e il sistema immunitario

Il microbiota intestinale e il sistema immunitario Milano, 16 ottobre 2015 Il microbiota intestinale e il sistema immunitario Annamaria Castellazzi Dipartimento di Scienze Clinco-chirurgiche, Diagnostiche e pediatriche Università degli Studi di Pavia Vice-Presidente

Dettagli

Le vaccinazioni Lezio i ni i d i i i g i ie i ne e d e ducazio i ne s anit i a t ri r a i Anno a ccademi m c i o: : 2 008-20 2 0 0 9 0

Le vaccinazioni Lezio i ni i d i i i g i ie i ne e d e ducazio i ne s anit i a t ri r a i Anno a ccademi m c i o: : 2 008-20 2 0 0 9 0 Le vaccinazioni Lezioni di igiene ed educazione sanitaria Anno accademico: 2008-20092009 Le vaccinazioni Costituiscono un intervento per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive Cos è un

Dettagli

Biotecnologie ed OGM. Prima parte: DNA ricombinante e microorganismi geneticamente modificati.

Biotecnologie ed OGM. Prima parte: DNA ricombinante e microorganismi geneticamente modificati. Biotecnologie ed OGM Prima parte: DNA ricombinante e microorganismi geneticamente modificati. COSA SONO LE BIOTECNOLOGIE? Si dicono Biotecnologie i metodi tecnici che permettono lo sfruttamento di sistemi

Dettagli

Via Lanino, 42 Saronno - Varese - Tel. 02.96280323 02.9622799 - Fax 02.96709243 e-mail: info@curaden.it MATERIALE RISERVATO AL PERSONALE SANITARIO

Via Lanino, 42 Saronno - Varese - Tel. 02.96280323 02.9622799 - Fax 02.96709243 e-mail: info@curaden.it MATERIALE RISERVATO AL PERSONALE SANITARIO Via Lanino, 42 aronno - Varese - Tel. 02.96280323 02.9622799 - Fax 02.96709243 e-mail: info@curaden.it MATERIALE RIERVATO AL PERONALE ANITARIO Perché prescrivere la normale Clorexidina?! Attenzione Pigmenta

Dettagli

DOMANDE E RISPOSTE 1. Che cos è un vaccino? 2. Che cosa si intende con i termini immunità, risposta immune e risposta immunitaria?

DOMANDE E RISPOSTE 1. Che cos è un vaccino? 2. Che cosa si intende con i termini immunità, risposta immune e risposta immunitaria? DOMANDE E RISPOSTE 1. Che cos è un vaccino? Un vaccino è un prodotto la cui somministrazione è in grado di indurre una risposta immunitaria specifica contro un determinato microrganismo (virus, batterio

Dettagli

L alunno dovrà: Comprendere le principali caratteristiche del carbonio;

L alunno dovrà: Comprendere le principali caratteristiche del carbonio; Obiettivi minimi di apprendimento, area chimico biologica, da raggiungere al termine dell'a.s. da parte degli alunni per l'ammissione alla classe successiva L alunno dovrà: Comprendere le principali caratteristiche

Dettagli

DOTT. ROBERTO FERRO. DOTT.SSA GIOVANNA LANDI Zendium Global Technical Project Leader Unilever R&D Oral Care - Casalpusterlengo

DOTT. ROBERTO FERRO. DOTT.SSA GIOVANNA LANDI Zendium Global Technical Project Leader Unilever R&D Oral Care - Casalpusterlengo DOTT. ROBERTO FERRO Responsabile Tecnico regolatorio Oral Care - Unilever Italia DOTT.SSA GIOVANNA LANDI Zendium Global Technical Project Leader Unilever R&D Oral Care - Casalpusterlengo LA SALIVA, UNA

Dettagli

LE PIANTE COME BIOREATTORI

LE PIANTE COME BIOREATTORI LE PIANTE COME BIOREATTORI POSSIBILI PRODOTTI - Anticorpi - Proteine di interesse farmaceutico - Vaccini edibili - Metaboliti secondari - Polimeri biodegradabili Produzione di Anticorpi SISTEMI DI ESPRESSIONE

Dettagli

ODONTOIATRIA INFANTILE

ODONTOIATRIA INFANTILE ODONTOIATRIA INFANTILE IGIENE ORALE E PREVENZIONE NELLE NOSTRE STRUTTURE ODONTOIATRICHE SI APPLICANO PROTOCOLLI CHE PREVEDONO L APPLICAZIONE DI TECNOLOGIE AVANZATE PER OTTENERE UN ODONTOIATRIA PREVENTIVA

Dettagli

Domande frequenti sulle vaccinazioni in generale

Domande frequenti sulle vaccinazioni in generale Dipartimento federale dell'interno DFI Ufficio federale della sanità pubblica UFSP Malattie trasmissibili Versione: 09.10.2013 Domande frequenti sulle vaccinazioni in generale 1. Cos è il sistema immunitario?

Dettagli

Medical & Scientific Affairs Manager

Medical & Scientific Affairs Manager Battaini Fabio Medical & Scientific Affairs Manager L importanza dell allattamento al seno Il latte materno rappresenta l alimento migliore per il lattante e va favorito fino a quando è possibile: contiene

Dettagli

VACCINAZIONI IMMUNITA ED INFEZIONI

VACCINAZIONI IMMUNITA ED INFEZIONI LEZIONE DI PEDIATRIA VACCINAZIONI Prof.ssa Fiorina Casale IMMUNITA ED INFEZIONI Immunità naturale o innata Fattori di difesa di prima linea Barriere anatomiche e fattori protettivi locali Superfici cutanee

Dettagli

ANTICORPI. Il termine anticorpo si riferisce alla proprietà di riconoscere in maniera specifica i corpi estranei (antigeni).

ANTICORPI. Il termine anticorpo si riferisce alla proprietà di riconoscere in maniera specifica i corpi estranei (antigeni). ANTICORPI Il termine anticorpo si riferisce alla proprietà di riconoscere in maniera specifica i corpi estranei (antigeni). H L Fab Fab H L Fc Vari frammenti proteici degli anticorpi possono essere utilizzabili

Dettagli

Nuove frontiere: la terapia enzimatica

Nuove frontiere: la terapia enzimatica 23 Febbraio 2008 INCONTRO PKUINSIEME Nuove frontiere: la terapia enzimatica Elisabetta Salvatici Clinica Pediatrica, Ospedale San Paolo, Università degli Studi di Milano Nuovi sviluppi nella terapia delle

Dettagli

Zuccheri. Zuccheri, dolci e bevande. zuccherate: nei giusti limiti

Zuccheri. Zuccheri, dolci e bevande. zuccherate: nei giusti limiti 4. Zuccheri Zuccheri, dolci e bevande zuccherate: nei giusti limiti 4. Zuccheri, dolci e bevande zuccherate: nei giusti limiti 36 1. ZUCCHERI E SAPORE DOLCE Tutti gli zuccheri sono fonti di energia e non

Dettagli

IL LATTE CRUDO. Il latte crudo può essere definito come:

IL LATTE CRUDO. Il latte crudo può essere definito come: IL LATTE CRUDO Il latte crudo può essere definito come: «Latte prodotto mediante secrezione della ghiandola mammaria di vacche, pecore, capre e bufale, non sottoposto ad una temperatura superiore a 40

Dettagli

Profilassi immunitaria

Profilassi immunitaria Profilassi immunitaria Dott.ssa Pamela Di Giovanni Profilassi immunitaria passiva Sieroprofilassi Possono essere divisi in 3 categorie: antibatterici antivirali antitossici I primi sono stati completamente

Dettagli

Scienze Motorie Corso di Igiene ed Educazione Sanitaria. Le vaccinazioni

Scienze Motorie Corso di Igiene ed Educazione Sanitaria. Le vaccinazioni Scienze Motorie Corso di Igiene ed Educazione Sanitaria Le vaccinazioni Università degli Studi di Pavia Dipartimento di Sanità Pubblica e Neuroscienze Sezione Igiene LE VACCINAZIONI 1 Introduzione ARTICOLAZIONE

Dettagli

PLASMIDI puc ALTRI TIPI DI VETTORI. VETTORI λ 17-06-2010

PLASMIDI puc ALTRI TIPI DI VETTORI. VETTORI λ 17-06-2010 PLASMIDI puc ALTRI TIPI DI VETTORI VETTORI λ (15-20 Kb) = vettori ottenuti apportando delle modifiche al genoma del batteriofago λ. COSMIDI (40-45 Kb) = plasmidi che contengono i siti cos di λ utili per

Dettagli

Attività ospedaliera con pazienti autistici

Attività ospedaliera con pazienti autistici Attività ospedaliera con pazienti autistici DIRIGENTE DR ARRIGONI CARLO RESPONSABILE DR TEALDI RODOLFO COLLABORATORI DR FIORELLINO MARIO MEDICO FREQUENTATORE INFERMIERE BONGIOVANNI ISABELLA GIRAUDI CARMEN

Dettagli

Controllo microbiologico degli alimenti: metodi a confronto

Controllo microbiologico degli alimenti: metodi a confronto Fiera di Cremona, venerdì 17 aprile 2009 Controllo microbiologico degli alimenti: metodi a confronto Valerio Giaccone Facoltà di Medicina veterinaria Università di Padova Dal 1 gennaio 2006 è entrata in

Dettagli

IL RISCHIO BIOLOGICO

IL RISCHIO BIOLOGICO LA SICUREZZA E LA SALUTE SUL LAVORO cominciamo a SCUOLA IL RISCHIO BIOLOGICO protocollo d intesa 5 febbraio 2015 ASL Brescia ASL Vallecamonica Sebino - Direzione Territoriale del Lavoro Ufficio Scolastico

Dettagli

Le profilassi del lattante: la vitamina D, la vitamina K e la carie?

Le profilassi del lattante: la vitamina D, la vitamina K e la carie? L allattamento al seno esclusivo è il nutrimento ideale per il bambino, sufficiente per garantire un adeguata crescita per i primi 6 mesi; il latte materno è unanimemente considerato il gold standard in

Dettagli

Alimentazione e salute dell intestino: siamo quello che mangiamo

Alimentazione e salute dell intestino: siamo quello che mangiamo Alimentazione e salute dell intestino: siamo quello che mangiamo La dieta, il microbiota intestinale e la salute digestiva sono intrecciati fra loro. Questi legami e il potenziale benefico dei probiotici

Dettagli

Immunità umorale = immunità mediata dagli anticorpi ADCC

Immunità umorale = immunità mediata dagli anticorpi ADCC Immunità umorale = immunità mediata dagli anticorpi ADCC 1 2 Necessari 2 segnali per attivare i linfociti B Primo segnale: BCR Secondo segnale = - Antigeni timo-dipendenti (TD):. cellule T adiuvanti (T

Dettagli

Requisiti generali per la produzione di latte alimentare

Requisiti generali per la produzione di latte alimentare Il latte alimentare Requisiti generali per la produzione di latte alimentare Il latte crudo per essere ammesso all'alimentazione umana non condizionata deve provenire: da allevamenti ufficialmente indenni

Dettagli

Prevenzione e terapie odontoiatriche

Prevenzione e terapie odontoiatriche Prevenzione e terapie odontoiatriche Silvia Pizzi Università degli Studi di Parma Dipartimento SBiBiT Polo Odontostomatologico Servizio Sanitario Regionale Emilia-Romagna Azienda Ospedaliero-Universitaria

Dettagli

NEUROPATIE AUTOIMMUNI. Autoanticorpi diretti contro i gangliosidi come risultato di neuropatie autoimmuni

NEUROPATIE AUTOIMMUNI. Autoanticorpi diretti contro i gangliosidi come risultato di neuropatie autoimmuni NEUROPATIE AUTOIMMUNI Autoanticorpi diretti contro i gangliosidi come risultato di neuropatie autoimmuni Rilevanza delle neuropatie autoimmuni Di recente, ha destato interesse presso i neurologi la disponibilità

Dettagli

Motilità interdigestiva: Il Complesso Motorio Migrante (MMC)

Motilità interdigestiva: Il Complesso Motorio Migrante (MMC) 1 2 3 4 Motilità interdigestiva: Il Complesso Motorio Migrante (MMC) Origine dell MMC nello stomaco distale (contrazioni da fame) o nel duodeno Aumento della contrazione dello sfintere esofageo inferiore

Dettagli

Citotossicità mediata dai linfociti T CD8 + nell eziologia eziologia di patologie neurodegenerative. Manuele Ongari

Citotossicità mediata dai linfociti T CD8 + nell eziologia eziologia di patologie neurodegenerative. Manuele Ongari Citotossicità mediata dai linfociti T CD8 + nell eziologia eziologia di patologie neurodegenerative Manuele Ongari Esame di Immunologia Scuola di specializzazione in Biochimica clinica I LINFOCITI T CD8

Dettagli

Il sistema immunitario utilizza strategie diverse di difesa che operano in tempi e con meccanismi diversi. Ci sono numerosi e complessi meccanismi

Il sistema immunitario utilizza strategie diverse di difesa che operano in tempi e con meccanismi diversi. Ci sono numerosi e complessi meccanismi Il sistema immunitario utilizza strategie diverse di difesa che operano in tempi e con meccanismi diversi. Ci sono numerosi e complessi meccanismi che impediscono agli invasori di entrare dentro all organismo

Dettagli

Terapie immunoncologiche nel trattamento del Tumore del Polmone

Terapie immunoncologiche nel trattamento del Tumore del Polmone Terapie immunoncologiche nel trattamento del Tumore del Polmone Cosa è importante sapere ONCHQ14NP07519 Introduzione: L Immunoncologia sfrutta l attività del sistema immunitario per aggredire le cellule

Dettagli

che cos è la cariologia?

che cos è la cariologia? che cos è la cariologia? La cariologia promuove la salute dell individuo attraverso la prevenzione, la diagnosi e la terapia delle patologie che colpiscono i tessuti duri dei denti (smalto, dentina), la

Dettagli

La presenza di microrganismi negli alimenti

La presenza di microrganismi negli alimenti La presenza di microrganismi negli alimenti Contaminazione primaria: dovuta a microrganismi naturalmente presenti nell alimento Contaminazione secondaria: proviene dal contatto con Aria acqua suolo Piante

Dettagli

IGIENE DENTALE E PREVENZIONE

IGIENE DENTALE E PREVENZIONE IGIENE DENTALE E PREVENZIONE Dispensa n.3 Introduzione Secondo l Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l origine di molte patologie organiche sono dovute ai rapidi cambiamenti dello stile di vita

Dettagli

Campylobacter: ancora un patogeno emergente?

Campylobacter: ancora un patogeno emergente? Campylobacter: ancora un patogeno emergente? Ludovico DIPINETO Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali Università degli Studi di Napoli Federico II Campylobacter Batteri appartenenti

Dettagli

Tossinfezioni alimentari e HACCP

Tossinfezioni alimentari e HACCP Tossinfezioni alimentari e HACCP INTOSSICAZIONI ALIMENTARI Cosa sono? Le intossicazioni alimentari sono manifestazioni patologiche che si determinano in seguito al consumo di alimenti contenenti tossine

Dettagli

LE BIOMOLECOLE DETTE ANCHE MOLECOLE ORGANICHE; CARBOIDRATI PROTEINE. sono ACIDI NUCLEICI. molecole complesse = POLIMERI. formate dall'unione di

LE BIOMOLECOLE DETTE ANCHE MOLECOLE ORGANICHE; CARBOIDRATI PROTEINE. sono ACIDI NUCLEICI. molecole complesse = POLIMERI. formate dall'unione di LE BIOMOLECOLE LE BIOMOLECOLE DETTE ANCHE MOLECOLE ORGANICHE; CARBOIDRATI LE BIOMOLECOLE sono LIPIDI PROTEINE ACIDI NUCLEICI molecole complesse = POLIMERI formate dall'unione di molecole semplici = MONOMERI

Dettagli

SALIVARY DHEA ELISA. Saggio immunoenzimatico per la determinazione quantitativa di Deidroepiandrosterone (DHEA) nella saliva. DEIDROEPIANDROSTERONE

SALIVARY DHEA ELISA. Saggio immunoenzimatico per la determinazione quantitativa di Deidroepiandrosterone (DHEA) nella saliva. DEIDROEPIANDROSTERONE Cod. ID: Data: Paziente: SALIVARY DHEA ELISA Saggio immunoenzimatico per la determinazione quantitativa di Deidroepiandrosterone (DHEA) nella saliva. DEIDROEPIANDROSTERONE COS E IL SALIVARY DHEA ELISA?

Dettagli

terapia della carie con ozono.

terapia della carie con ozono. Il vostro dentista consiglia: terapia della carie con ozono. "Per tutti quelli che danno importanza ad un trattamento delicato e approfondito!" 99,9% senza carie indolore 100% "Salve, io sono il Dott.

Dettagli

ELISA (Enzyme-Linked. ImmunoSorbent Assay)

ELISA (Enzyme-Linked. ImmunoSorbent Assay) LISA (nzyme-linked ImmunoSorbent Assay) Tecnica immunoenzimatica che utilizza un enzima come marker dell anticorpo specifico o dell anti-gammaglobulina L antigene o l anticorpo l possono essere legati

Dettagli

Regione cerniera monomero regione cerniera

Regione cerniera monomero regione cerniera Regione cerniera Tutte le Ig, sia quelle secrete che quelle presenti sulla membrana plasmatica dei linfociti B, sono costituite da quattro catene proteiche, due pesanti (H, da heavy, in rosso nel disegno)

Dettagli

Prevenzione e sicurezza:l impiego delle biotecnologie nei laboratori e sue applicazioni cliniche

Prevenzione e sicurezza:l impiego delle biotecnologie nei laboratori e sue applicazioni cliniche Dipartimento Installazioni di Produzione e Insediamenti Antropici Prevenzione e sicurezza:l impiego delle biotecnologie nei laboratori e sue applicazioni cliniche Dott.ssa Barbara Ficociello 27 novembre

Dettagli

La prevenzione primaria e secondaria delle malattie allergiche

La prevenzione primaria e secondaria delle malattie allergiche La prevenzione primaria e secondaria delle malattie allergiche Negli ultimi decenni la frequenza delle malattie allergiche in Italia e nel mondo ha subìto un continuo aumento, dando luogo a quella che

Dettagli

IL LATTE. Le femmine dei mammiferi cominciano a produrre latte al termine della gravidanza in seguito a stimoli neuroendocrini.

IL LATTE. Le femmine dei mammiferi cominciano a produrre latte al termine della gravidanza in seguito a stimoli neuroendocrini. IL LATTE DEFINIZIONE GENERALE Per latte alimentare si intende il prodotto ottenuto dalla mungitura regolare, ininterrotta e completa di animali in buono stato di salute e di nutrizione. Le femmine dei

Dettagli

Dottore in Medicina e Chirurgia. Università La Sapienza -Roma. Specializzazione in Microbiologia e Virologia ( 4 anni)

Dottore in Medicina e Chirurgia. Università La Sapienza -Roma. Specializzazione in Microbiologia e Virologia ( 4 anni) F ORMATO EUROPEO PER IL CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI Nome GONZALES ROSANNA Indirizzo Telefono 0984402478 Fax E-mail VIA A.VOLTA 36 87036 RENDE Nazionalità italiana Data di nascita 29/08/1962

Dettagli

U.O.S. Pediatria di Comunità

U.O.S. Pediatria di Comunità U.O.S. Pediatria di Comunità U.O. C. Materno Infantile come avere denti da campione prevenzione primaria della carie anno scolastico 2012-2013 classi seconde della scuola primaria aggiornato al 25.07.2012

Dettagli

Indice. Traduttori. Ringraziamenti PRIMA SEZIONE TESSUTI DURI E TESSUTI MOLLI DEL CAVO ORALE 1

Indice. Traduttori. Ringraziamenti PRIMA SEZIONE TESSUTI DURI E TESSUTI MOLLI DEL CAVO ORALE 1 Indice Prefazione Traduttori Ringraziamenti XIII XV XVII PRIMA SEZIONE TESSUTI DURI E TESSUTI MOLLI DEL CAVO ORALE 1 1. Metabolismo del calcio e del fosfato 3 L importanza del calcio nell organismo 3 Bilancio

Dettagli

Lo svezzamento è l evento più significativo

Lo svezzamento è l evento più significativo STRATEGIE PER MIGLIORARE LA FUNZIONALITÀ INTESTINALE Da vari studi emergono indicazioni per ridurre il più possibile lo stress di tipo nutrizionale, immunologico e psicologico a cui sono soggetti i suinetti

Dettagli

SCONFIGGERE LA CARIE DENTALE OGGI SI PUO! COME FARE CE LO SVELA L IGIENISTA DENTALE

SCONFIGGERE LA CARIE DENTALE OGGI SI PUO! COME FARE CE LO SVELA L IGIENISTA DENTALE ARTICOLO CASTELLETTO TICINO SCONFIGGERE LA CARIE DENTALE OGGI SI PUO! COME FARE CE LO SVELA L IGIENISTA DENTALE Esiste un miglior biglietto da visita di un bel sorriso? La nostra epoca è sicuramente dominata

Dettagli

LE MALATTIE INFETTIVE

LE MALATTIE INFETTIVE LE MALATTIE In base alla loro eziologia (cioè alle loro cause) le malattie possono essere distinte in e NON. Le malattie infettive sono causate da microrganismi, specialmente batteri e virus. Le malattie

Dettagli

ISTITUTO GERIATRICO VILLA DELLE QUERCE. Prevenzione delle infezioni nel paziente di area critica: l igiene orale

ISTITUTO GERIATRICO VILLA DELLE QUERCE. Prevenzione delle infezioni nel paziente di area critica: l igiene orale Prevenzione delle infezioni nel paziente di area critica: l igiene orale L Igiene orale La cura della bocca e dell igiene orale è una corretta pratica assistenziale E una funzione di cura che deve essere

Dettagli

La DIGESTIONE. I principi nutritivi sono: le proteine, i glucidi, i lipidi, le vitamine, i sali minerali e l acqua.

La DIGESTIONE. I principi nutritivi sono: le proteine, i glucidi, i lipidi, le vitamine, i sali minerali e l acqua. La DIGESTIONE Perché è necessario nutrirsi? Il corpo umano consuma energia per muoversi, pensare, mantenere la temperatura costante, ma anche solo per riposarsi. Il consumo minimo di energia è detto metabolismo

Dettagli

Tolleranza Immunologica

Tolleranza Immunologica Tolleranza Immunologica Il nostro Sistema Immunitario possiede la capacitàdi reagire selettivamente SOLO nei confronti di antigeni estranei. In condizioni normali, non si scatena nessun tipo di risposta

Dettagli

Le Malattie alimentari

Le Malattie alimentari Le Malattie alimentari Valerio Giaccone Dipartimento di Sanità pubblica, Patologia Comparata e Igiene veterinaria - Padova Sono quelle forme morbose che l uomo può contrarre per ingestione o manipolazione

Dettagli

Opuscolo informativo per i pazienti. I fluoruri per prevenire la carie

Opuscolo informativo per i pazienti. I fluoruri per prevenire la carie Opuscolo informativo per i pazienti I fluoruri per prevenire la carie Tutto quello che dovete sapere sui fluoruri Negli ultimi decenni, in Svizzera e in molti paesi industrializzati, si è assistito a una

Dettagli

Alterazioni della flora intestinale?

Alterazioni della flora intestinale? Alterazioni della flora intestinale? Una gamma di prodotti per una microflora intestinale bilanciata ed efficiente. Qualità, Efficacia, Garanzia. Think Green. Live Green. PER IL MANTENIMENTO DI UN INTESTINO

Dettagli

PREVENZIONE PRIMARIA del carcinoma del collo dell utero. 1. Stile di vita 2. Vaccino anti-hpv

PREVENZIONE PRIMARIA del carcinoma del collo dell utero. 1. Stile di vita 2. Vaccino anti-hpv PREVENZIONE PRIMARIA del carcinoma del collo dell utero 1. Stile di vita 2. Vaccino anti-hpv La Prevenzione Primaria basata sullo stile di vita non è immediata e ancora poco convincente Astinenza Abitudini

Dettagli

IMMUNITA = CAPACITA DI DIFENDERSI (particolarmente sviluppata nei Mammiferi)

IMMUNITA = CAPACITA DI DIFENDERSI (particolarmente sviluppata nei Mammiferi) SISTEMA IMMUNITARIO INSIEME DI ORGANI E CELLULE CHE CONTRIBUISCONO ALLA RISPOSTA IMMUNITARIA: capacità di conoscere le proprie cellule (self) e di riconoscere come estranee le cellule di un altro organismo

Dettagli

Il sistema immunitario

Il sistema immunitario 1 Il sistema immunitario COMPONENTI MOLECOLARI E CELLULARI. Meccanismi e caratteristiche delle risposte immunitarie; Risposte umorali e cellulari; Teoria della selezione clonale; Versatilità, specificità

Dettagli

L IMMUNODEFICIENZA FELINA (FIV) E LA LEUCEMIA FELINA (FeLV)

L IMMUNODEFICIENZA FELINA (FIV) E LA LEUCEMIA FELINA (FeLV) L IMMUNODEFICIENZA FELINA (FIV) E LA LEUCEMIA FELINA (FeLV) Nel panorama delle patologie che interessano i nostri amici gatti risultano particolarmente degne di nota l Immunodeficienza Felina (FIV) e la

Dettagli

SPORCHICINI NASCOSTI TRA I DENTINI

SPORCHICINI NASCOSTI TRA I DENTINI Daniela Batisti SPORCHICINI NASCOSTI TRA I DENTINI Guida per mamme e papà alla prevenzione della carie Daniela Batisti, Sporchicini nascosti tra i dentini Copyright 2014 Edizioni del Faro Gruppo Editoriale

Dettagli

Stomodine. Results. Utilizzo ed efficacia di Stomodine e Stomodine LP in 18 cani con malattie infiammatorie e infettive del cavo orale.

Stomodine. Results. Utilizzo ed efficacia di Stomodine e Stomodine LP in 18 cani con malattie infiammatorie e infettive del cavo orale. Evoluzione della Conoscenza Stomodine Results Utilizzo ed efficacia di Stomodine e Stomodine LP in 18 cani con malattie infiammatorie e infettive del cavo orale. Pasquale D Urso Dr. Med. Vet. Giovanni

Dettagli

Ricerca farmacologica priclinica e clinica

Ricerca farmacologica priclinica e clinica Ricerca farmacologica priclinica e clinica SPERIMENTAZIONE PRECLINICA DURATA MEDIA?? ANNI Consente di isolare, dalle migliaia di sostanze sottoposte al primo screening di base farmacologico e biochimico,

Dettagli

L olio di semi di canapa è un alimento che si ricava dalla spremitura a freddo dei semi della pianta di canapa. Il seme di canapa è l alimento

L olio di semi di canapa è un alimento che si ricava dalla spremitura a freddo dei semi della pianta di canapa. Il seme di canapa è l alimento L o l i o d i c a n a p a n e l l a l i m e n t a z i o n e L olio di semi di canapa è un alimento che si ricava dalla spremitura a freddo dei semi della pianta di canapa. Il seme di canapa è l alimento

Dettagli

"Utilizzazione di flore microbiche selezionate per la produzione di latti fermentati con effetto probiotico"

Utilizzazione di flore microbiche selezionate per la produzione di latti fermentati con effetto probiotico Dagli atti del convegno AITA Probiotici: scienza ed applicazioni industriali Milano, 6 giugno 1996 "Utilizzazione di flore microbiche selezionate per la produzione di latti fermentati con effetto probiotico"

Dettagli