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1 LA MODA FEMMINILE ITALIANA NEL Nota a cura di SMI SISTEMA MODA ITALIA Il commercio con l estero nei primi dieci mesi del 2014 Secondo i dati ISTAT ad oggi disponibili, relativi al periodo gennaio-ottobre 2014, l interscambio con l estero di moda donna (nella presente accezione comprensiva di vestiario esterno, maglieria, camiceria e abbigliamento in pelle) registra un riallineamento dell andamento di import ed export, così come riscontrato con riferimento alla moda maschile. L export vede, infatti, proseguire il trend positivo già sperimentato a partire dal 2013, mettendo a segno un ulteriore aumento del +3,8, per un totale di 6,6 miliardi circa. Parallelamente l import torna interessato da una dinamica di crescita, che nel periodo monitorato si traduce in una variazione del +7,9. Nel periodo gennaio-ottobre 2014 l export di moda donna archivia una crescita del +3,8, mentre l'import recupera il +7,9 Di conseguenza, il surplus commerciale di settore ad ottobre risulta prossimo ai 2,7 miliardi di euro, in lieve calo, dunque, a confronto con il gennaio-ottobre 2013 (-45 milioni di euro). Analizzando le performance per macro-aree geografiche, si rileva una crescita delle esportazioni sia con riferimento alla UE (+4,6) sia con riferimento all extra-ue (+3); guardando al dato cumulato ad ottobre, le due aree assorbono esattamente il 50 dell export totale di comparto. Nel caso dell import, mentre l approvvigionamento extra-europeo, che assicura il 55,7 del totale, cresce del +6,2, quello intra-ue supera il +10. La dinamica positiva, in termini sia di import sia di export, accomuna UE ed extra-ue, anche se il mercato comunitario si rivela più dinamico Al di là del dato medio per macro-aree, si rende opportuno analizzare i risultati evidenziati dai singoli Paesi, in grado di rispecchiare meglio l andamento di ciascun mercato.

2 Tabella 1 La Moda Femminile(*): analisi del commercio italiano con l estero per Paese (gennaio-ottobre 2014) Le importazioni Le esportazioni Paesi di origine Mil. di Euro Var. Quota Paesi di destinazione Mil. di Euro Var. Quota TOTALE ,9 100,0 di cui: Intra UE ,2 44,3 Extra UE ,2 55,7 I primi 15 fornitori Cina ,9 26,0 Francia ,2 8,9 Romania 283 3,2 7,3 Bangladesh ,4 6,2 Germania ,2 5,1 Belgio 169 3,6 4,4 Turchia 163-6,5 4,2 Spagna ,1 3,8 Tunisia 145-7,1 3,7 India 119 3,2 3,1 Bulgaria 112-8,0 2,9 Paesi Bassi ,8 2,6 Regno Unito 89 22,8 2,3 Croazia 77 21,4 2,0 Cambogia 71 34,4 1,8 TOTALE ,8 100,0 di cui: Intra UE ,6 50,0 Extra UE ,0 50,0 I primi 15 clienti Francia 756-0,2 11,5 Germania 666 6,9 10,1 Russia ,6 8,9 Stati Uniti ,7 7,1 Svizzera (**) 441-1,0 6,7 Hong Kong ,5 6,4 Regno Unito ,3 5,9 Spagna 301 3,0 4,6 Giappone 296-3,4 4,5 Belgio 190-0,3 2,9 Paesi Bassi ,2 2,8 Cina ,7 2,8 Austria 147 0,2 2,2 Corea del Sud ,0 1,6 Grecia 87-5,0 1,3 Fonte: SMI su dati ISTAT (*) - Ci si riferisce anche ai prodotti Junior Tra i mercati UE, mentre la Francia, primo mercato di sbocco della moda femminile made in Italy con una quota dell 11,5, frena al -0,2, la Germania presenta un evoluzione del +6,9. Sempre in ambito UE, si sottolinea la performance del Regno Unito, in crescita del +14,3, mentre la Spagna registra un +3. Relativamente ai mercati extra-europei, la Russia - passata in terza posizione - nel periodo monitorato presenta un arretramento del -11,6; di contro, l export verso gli Stati Uniti, quarto sbocco dello womenswear italiano, cresce del +10,7 per un totale di 468 milioni di euro. Mentre la Francia frena al -0,2, la Germania cresce del +6,9 L export di moda donna in Russia, terzo mercato, ha ceduto il -11,6, mentre crescono del +10,7 le vendite in USA Guardando al Far East, Hong Kong, Cina nonchè Corea del Sud, pur su livelli sensibilmente differenti, mostrano crescite molto vivaci, rispettivamente pari al +26,5, al +34,7 e al +12. Al contrario, le vendite destinate al mercato nipponico accusano una flessione del -3,4.

3 Passando all analisi dei principali supplier, si riscontra un ritorno alla crescita da parte della Cina (+2,9); tale supplier copre il 26 dell import totale di comparto, staccando di quasi 700 milioni di euro gli altri principali fornitori. Tra questi, evidenziano variazioni positive sia i paesi più vicini come Francia (+11,2), Romania (+3,2), Germania (+17,2) piuttosto che Spagna (+16,1), sia i più lontani come il Bangladesh (+18,4). Peraltro, scorrendo l elenco dei primi quindici partner, si rilevano contrazioni dei capi donna d importazione limitatamente a Turchia (-6,5), Tunisia (-7,1) e Bulgaria (-8). Disaggregando il dato per linea di prodotto (cfr. Fig. 1), da gennaio a ottobre 2014 il fatturato estero delle merceologie qui monitorate risulta caratterizzato da una generalizzata dinamica positiva. Il comparto preponderante, ovvero il vestiario esterno femminile, registra un incremento dell export pari al +2,4, mentre la maglieria cresce del +4,5. Sia la camiceria sia la confezione in pelle sperimentano un aumento double-digit, rispettivamente del +11,6 e del +10,8. Sul fronte dell import la Cina, che assicura il 26 della moda donna d oltreconfine, torna a crescere del +2,9 L aumento delle vendite estere risulta generalizzato a tutte le merceologie qui considerate Relativamente all import di moda donna dall'estero, maglieria e confezione in pelle crescono nell intorno del +9, la camiceria evidenzia un aumento del +7,2, infine il vestiario del +6,8. Figura 1 La Moda Femminile(*): analisi del commercio italiano con l estero per linea di prodotto (gennaio-ottobre 2014) Le importazioni (Var. tendenziali) Le esportazioni (Var. tendenziali) 12,0 12,0 8,0 8,0 4,0 4,0 0,0 Vestiar io Ester no Maglier ia Camicer ia Abb. in pelle Totale 0,0 Vestiar io Ester no Maglier ia Camicer ia Abb. in pelle Totale Fonte: SMI su dati ISTAT

4 Consumi e distribuzione sul mercato italiano I dati consuntivi relativi al sell-out della collezione Autunno/Inverno si riferiscono alla stagione Così come nelle ultime stagioni invernali (archiviatesi sempre con dinamiche negative), in Italia i consumi di moda donna sono rimasti interessati da cedimenti di un certo rilievo. In particolare, secondo le rilevazioni di Sita Ricerca effettuate per conto di SMI, nell A/I , il segmento femminile ha archiviato una flessione media pari al -5,8, in lieve peggioramento, dunque, rispetto al -5,4 registrato nell A/I Nell A/I , il sellout di moda donna in Italia si mantiene in flessione, arretrando del -5,8 Figura 2 - Moda Femminile: consumi e distribuzione sul mercato italiano (Stagione Autunno/Inverno ) Figura 2.1 L andamento del sell-out: analisi per prodotto (Var. tendenziali dei consumi in valore per ciascun prodotto) Figura 2.2 La struttura del sell-out: analisi per prodotto ( sui consumi complessivi in valore) Totale Confezioni in pelle C amicer ia 36 Maglieria ester na Vestiario esterno Vest iario est erno Camiceria Maglieria est erna Confezioni in pelle Figura 2.3 L andamento del sell-out: analisi per canale distributivo (Var. tendenziali dei consumi in valore in ciascun canale) Figura 2.4 La struttura distributiva: analisi per canale ( sui consumi complessivi in valore) Totale Altr i canali Sito Internet/On-line Shop 15 Outlet/Negozio Stokkista Am bulante 40 GDO C atene/franchising Totale Dettaglio Totale Dettaglio GDO Outle t/negozio Sto kkista Altri canali Caten e/franchising Ambulante Sito Interne t/on-line Shop Fonte: SMI su dati Sita Ricerca (*) I dati si riferiscono ai soli acquisti delle famiglie italiane, scorte e consumi extra-familiari esclusi

5 Guardando alle singole linee di prodotto, come indicato in Fig. 2.1, il comparto preponderante (57,5 del sell-out di comparto) ovvero il vestiario presenta un decremento più accentuato della media settoriale, corrispondente al -8,1. Di contro, la maglieria femminile fa registrare il risultato migliore tra i comparti qui monitorati, contenendo la flessione al -1,8, mentre la camiceria cede il -2,2. Al contrario di quanto rilevato sul fronte export, la confezione in pelle evidenzia una marcata flessione nel caso del consumo interno (-16,1). Sul fronte retail, si trova riflesso del mutamento in atto nel comportamento d acquisto delle consumatrici nazionali. Il dettaglio indipendente, sceso a quota 28 nel comparto donna, accusa, ancora una volta, le perdite di maggior entità (-12,7), mentre le catene lasciano sul campo un -5,4, forti comunque di un 40 di quota di mercato. Anche un format come l outlet sembra aver perso smalto, arretrando del -7,4. In controtendenza, si registra una crescita del sell-out intermediato dalla GDO (sospinta in particolare dai grandi magazzini), pari al +3,7, mentre l ecommerce, pur ancora confinato al 3 di share, mette a segno un +30,4. Sul fronte retail, lo scorso A/I ha visto crescere GDO e e-commerce Milano, 9 febbraio Pubblicazione a cura di Tessile & Moda Service soc. Unipersonale La presente pubblicazione (in seguito Documento) è opera esclusiva ed originale di SMI - Sistema Moda Italia (Federazione tessile e moda, aderente a Confindustria) per conto di Tessile & Moda Service soc. Unipersonale. SMI - Sistema Moda Italia è impegnata in numerose attività aventi ad oggetto la tutela e la promozione degli interessi di categoria delle imprese tessilimoda. Il Documento è destinato ad essere distribuito via posta, elettronica o ordinaria, e non può essere ridistribuito, riprodotto, pubblicato o alterato in alcuna delle sue parti da soggetti non espressamente autorizzati. Tutti i diritti di autore sono riservati. Il Documento ha finalità puramente informative e non rappresenta né un offerta né una sollecitazione ad effettuare alcuna operazione. Le informazioni, le opinioni, le valutazioni e le previsioni contenute del Documento sono state ottenute o derivano da fonti che SMI - Sistema Moda Italia ritiene attendibili, ma che non costituiscono in alcun modo una forma di garanzia, sia implicita sia esplicita e di cui, pertanto, SMI - Sistema Moda Italia e Tessile & Moda Service soc. Unipersonale non si ritengono responsabili.

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