Chiave di campo per il riconoscimento delle specie più comuni di funghi agenti di carie su piante in piedi

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1 Chiave di campo per il riconoscimento delle specie più comuni di funghi agenti di carie su piante in piedi Paolo GONTHIER e Giovanni NICOLOTTI Università di Torino, Dipartimento di Valorizzazione e Protezione delle Risorse Agroforestali - Patologia Vegetale Abstract A field key to species is presented for the most important and widespread European wood-rotting basidiomycetes on standing trees. Sixty four fungal taxa belonging to Agaricales, Hymenochaetales, Polyporales, and Russulales are included in the key, that was mostly based on macroscopic features of the basidiomata. The key allows for easy recognition of wood decay fungi in the field. Introduzione I funghi agenti di carie svolgono un importante ruolo ecologico negli ecosistemi forestali in quanto, come decompositori della sostanza organica, partecipano ai processi di ricircolo del carbonio e dell azoto. Essi degradano ceppaie, residui legnosi e anche legname in opera. Molti di questi funghi sono in grado di attaccare anche piante vive, potendosi comportare sia come agenti di marciume radicale o cancri sia come agenti di carie di alburno o durame. Le carie ed i marciumi radicali sono particolarmente importanti per gli alberi con funzione ornamentale in contesti urbani e nei parchi poiché possono determinare l instabilità delle piante con gravi conseguenze. Fatta eccezione per pochi ascomiceti (Ustulina, Xylaria, Chaetomium), tutti i funghi agenti di carie del legno sono basidiomiceti appartenenti agli ordini Agaricales, Hymenochaetales, Polyporales e Russulales [10]. Chiavi di riconoscimento dicotomiche sono disponibili per le Aphyllophorales lignivore europee [3], o per gruppi specifici all interno delle Aphyllophorales, come ad esempio le Corticiaceae e le Polyporaceae senso lato [2, 6]. Queste chiavi di riconoscimento analitiche si basano sulle caratteristiche macroscopiche del basidioma ma soprattutto sugli aspetti microscopici relativi ad esempio al sistema ifale, alle spore, alle strutture imeniali, oltreché sulla reazione delle strutture fungine a particolari sostanze. Tutto questo ovviamente sta ad indicare che l identificazione dei funghi richiede micologi specializzati ed equipaggiati con strutture da laboratorio ma soprattutto che l identificazione difficilmente può andare a buon fine con la sola osservazione in campo. Chiavi d identificazione delle Polyporaceae sono disponibili sulla rete (http://biologi.uio.no/bot/ascomycetes/norskepores_key.htm) o su appositi software [1]. Inoltre, schede di descrizione di funghi agenti di carie su piante in piedi, spesso corredate da chiavi semplificate per il loro riconoscimento, sono fornite assieme a manuali di campo di patologia delle piante urbane o di valutazione della stabilità delle piante [9, 11]. Queste chiavi semplificate, tuttavia, permettono di giungere a livello di genere oppure sono basate su caratteristiche ecologiche dei funghi, come la preferenza d ospite, cosa abbastanza aleatoria in quanto soltanto pochissimi funghi cariogeni sono caratterizzati da una spiccata preferenza d ospite [12]. Per contro, esistono svariate buone ragioni che imporrebbero, anche nell arboricoltura urbana e nel VTA un identificazione accurata dei funghi che si possono riscontrare su piante in piedi. Questo perchè il comportamento degli agenti di carie, in termini di aggressività, può variare considerevolmente anche tra specie appartenenti allo stesso genere [14]. Una corretta diagnosi può aiutare a formulare una corretta prognosi, ad impostare adeguate strategie di contenimento e a definire, con maggior cognizione, i tempi di ricontrollo dell albero e quindi la classe di rischio in cui deve essere inserito. É importante inoltre ricordare che l identificazione dei funghi a livello specifico molto spesso è resa difficile dalla corrispondenza di molti caratteri morfologici tra specie diverse e dal cambiamento di questi caratteri a seconda della fase di accrescimento del fungo. Questo lavoro propone una chiave di campo per l identificazione a livello specifico dei più importanti e diffusi basidiomiceti agenti di carie e marciume radicale su piante in piedi, basata sulle sole caratteristiche macroscopiche dei basidiomi. Una versione in inglese della chiave è oggetto di un altra pubblicazione [7]. Materiali e metodi I funghi da includere nella chiave di riconoscimento sono stati scelti sulla base della loro frequenza e/o pericolosità su alberi in piedi [2, 3, 11, 12, 13]. Per la costruzione della chiave sono stati scelti solamente i caratteri evidenti da osservazioni macroscopiche dei basidiomi o dal loro sezionamento oppure il colore della massa di spore che a maturità il fungo lascia cadere. I caratteri selezionati sono: presenza, assenza e punto d inserzione del gambo o stipite (es. laterale o centrale), la forma del basidioma (a mensola, resupinato, applanato, ungulato), il tipo di imenoforo (liscio, con pori o lamelle) e il suo colore, la forma dei pori e, in generale, le caratteristiche della superficie sterile, l odore e il colore della carne del basidioma o contesto (osservato anche attraverso sezioni longitudinali del corpo fruttifero). 1

2 Ciascuna specie fungina scelta è stata descritta sulla base dei summenzionati caratteri confrontando attentamente le descrizioni disponibili in letteratura [2, 3, 4, 5, 9, 11] e campioni freschi d erbario. La chiave di riconoscimento è stata affidata a 8 studenti universitari del Corso di Laurea in Scienze Forestali e Ambientali che hanno svolto un importante attività di monitoraggio su alberate. Dopo l identificazione in campo, i basidiomi venivano raccolti e sottoposti, in laboratorio, ad un identificazione con chiavi micologiche analitiche. La chiave veniva considerata validata se, per ciascuna specie o taxon fungino, il numero dei basidiomi identificati correttamente sul totale dei basidiomi raccolti superava il 70% (rapporto di validazione superiore a 0,7). Risultati Nella chiave d identificazione, riportata in tabella 2, sono stati inclusi i 64 taxa fungini elencati in tabella 1. I basidiomi raccolti in campo per la validazione della chiave appartenevano a 55 dei 64 taxa. Per ciascun taxon sono stati raccolti 2-3 basidiomi per un totale di 992 casi di studio (124 basidiomi x 8 operatori addetti all identificazione). L identificazione con la chiave di campo era corretta in 893 casi di studio (rapporto di validazione = 0,9). I risultati della validazione sono riassunti in tabella 1. Discussione L elenco delle specie contemplate dalla chiave include, oltre a funghi strettamente saprofiti agenti di carie, anche patogeni radicali (Armillaria spp., Heterobasidion spp., Inonotus dryadeus, Ganoderma adspersum), patogeni dei rami (Chondrostereum purpureum, Phellinus pini, Inonotus hispidus), e funghi associati al fusto e ai contrafforti radicali (Climacocystis borealis e Perenniporia fraxinea). La chiave proposta, che è valida per campioni freschi, considera ben 17 famiglie appartenenti a tutti e 4 gli ordini di basidiomiceti cariogeni, Agaricales comprese. In generale questo rappresenta un grosso vantaggio per l utilizzatore finale le cui conoscenze micologiche potrebbero non consentirgli la distinzione dei basidiomi a livello di ordine o famiglia, come di norma viene richiesto, a priori, dalle chiavi di identificazione analitiche. Tra tutte le specie contemplate dalla chiave, Ganoderma adspersum è stato quello con il rapporto di validazione più basso (0,708), in quanto spesso è stato confuso con G. applanatum. A giustificazione di questa sovrapposizione vi è il fatto che tra le specie esistono pochi caratteri morfologici e genetici distintivi [3, 8]. Tuttavia nel contesto della valutazione del rischio sul verde urbano, questa confusione può considerarsi accettabile in quanto funghi egualmente pericolosi per la stabilità degli alberi [11]. Occorre puntualizzare che la chiave non riporta la descrizione delle specie trattate e che l utilizzatore, per fare una determinazione accurata, dovrebbe consultare monografie per verificare non solo la descrizione della specie determinata ma anche di eventuali specie che potrebbero essere con essa confuse, deducibili dalla tabella 1. La chiave proposta può avere una sua validità pratica per gli arboricoltori e i forestali che si apprestano ad effettuare una diagnosi in campo o un V.T.A. ma non potrà mai sostituirsi a chiavi micologiche analitiche. Bibliografia [1] Adaskaveg J.E., Dunlap M.R., Gilbertson R.L., Butler E.E., Development of a computerized, synoptic key for polyporoid, wood-rotting fungi of North-America, Mycotaxon 52 (1994) [2] Bernicchia A., Polyporaceae s.l., Candusso edn., Alassio, Italy, [3] Breitenbach J., Kränzlin F., Champignons de Suisse, champignons sans lames, Tome II, Mykologia edn., Luzern, Switzerland, [4] Breitenbach J., Kränzlin F., Champignons de Suisse, bolets et champignons à lames, Tome III, Mykologia edn., Luzern, Switzerland, [5] Breitenbach J., Kränzlin F., Champignons de Suisse, champignons à lames, Tome IV, Mykologia edn., Luzern, Switzerland, [6] Hjortstam K., Larsson K.H., Ryvarden, L., The Corticiaceae of North Europe. Vol. 1, Fungiflora, Oslo, Norway, [7] Gonthier P., Nicolotti G., A field key to identify common wood decay fungal species on standing trees, Arboriculture and Urban Forestry, Vol. 33(6) (in stampa). [8] Guglielmo F., A molecular approach for the detection and early identification of wood rotting fungi as useful tool in tree stability assessment, Ph.D. thesis, University of Florence, Florence, Italy, 2005, pp [9] Intini M., Panconesi A., Parrini C., Malattie delle alberature in ambiente urbano, CNR-IPAF edn., Florence, Italy, [10] Kirk P.M., Cannon P.F., David J.C., Stalpers J., Ainsworth and Bisby s Dictionary of the Fungi. 9th edn., CAB International, Wallingford, UK, [11] Lonsdale D., Principles of tree hazard assessment and management, Forestry Commission, London, UK, pp. 388, [12] Nicolotti G., Pecollo D., Gonthier P., Ecologia e grado di preferenza d ospite dei funghi agenti di carie, I parte. Il Verde Editoriale, Milano, Acer 1/04 (2004) [13] Nicolotti G., Pecollo D., Gonthier P., Ecologia e grado di preferenza d ospite dei funghi agenti di carie, II parte. Il Verde Editoriale, Milano, Acer 2/04 (2004) [14] Schwarze F.W.M.R., Baum S., Mechanisms of reaction zone penetration by decay fungi in wood of beech (Fagus Sylvatica), New Phytol. 146 (2000)

3 Tabella 1 Chiave delle specie Tra parentesi le dimensioni (cm) del basidioma. * e ** indicano rispettivamente la dimensione complessiva di basidiomi multipli e lo sbalzo del pileo dei basidiomi con margine superiore ripiegato (da Gonthier e Nicolotti, 2007). 1. basidioma stipitato 1.1. stipite laterale, da rudimentale a distinto imenoforo poroide, con pori rotondi e di piccolo diametro superficie sterile lucida, laccata, crostosa, rossastra, con zonature concentriche su conifere Ganoderma carnosum (4-20) su latifoglie Ganoderma lucidum (3-10) superficie sterile lucida ma senza zonature concentriche superficie sterile glabra con crosta rossastra Ganoderma resinaceum (15-50) superficie sterile ispida; pileo di consistenza gelatinosa o carnosa Fistulina hepatica (7-20) ( ) imenoforo poroide, con pori ampi, irregolari, per lo più allungati Polyporus squamosus (<50-60) imenoforo lamellato Pleurotus ostreatus (4-20) 1.2. stipite centrale stipite con anello; imenoforo lamellato spore in massa (impronta) chiare; pileo umbonato; superficie sterile con o senza squame Armillaria spp. (3-13) spore in massa (impronta) brune lamelle dapprima biancastre, poi brunastre; pileo non umbonato Agrocybe cylindracea (3-12) lamelle dapprima giallo zolfo, poi verdastre; ampio ambone talvolta presente sul pileo Hypholoma fasciculare (2-6) stipite senza anello; imenoforo da poroide a lamellato imenoforo poroide, con pori rotondi e di piccolo diametro Polyporus ciliatus (<6-8) ( ) imenoforo poroide, con pori esagonali o da angolosi ad allungati superficie sterile con piccole squame Polyporus arcularius (<3-5) superficie sterile senza squame Polyporus brumalis (<5-8) imenoforo lamellato Hypholoma fasciculare (2-6) 2. ( ) basidiomi con una base comune, con stipite ripetutamente ramificato, o imbricato, raramente pseudostipitato; imenoforo poroide 2.1. superficie sterile da gialla a rosata, da giallastra ad aranciata; imenoforo giallo zolfo; odore sgradevole Laetiporus sulphureus (10-30) 2.2. basidioma con altre caratteristiche stipite biancastro con base spessa; superficie sterile grigio-nocciola Griphola frondosa (40-50* / 5-10) ( ) stipiti corti e tozzi originati da una base comune; superficie sterile bruna o bruno-rossiccia Meripilus giganteus (<100* / 10-30) stipite (pseudostipite) corto e tozzo, ricoperto di pori decorrenti; superfice sterile bruna, rugosa e tomentosa Phaeolus schweinitzii (<30) 3. basidioma sessile o resupinato 3.1. imenoforo da liscio ad irregolarmente ondulato o verrucoso; basidioma resupinato o con margine superiore leggermente ripiegato basidioma resupinato, sottile, bruno e tenace, generalmente con margini biancastri spesso sfrangiati Coniophora puteana (cm o dm) basidioma con margine superiore leggermente ripiegato, resupinato esclusivamente quando cresce sul lato inferiore di rami o tronchi posti orizzontalmente; margini del basidioma non sfrangiati imenoforo che si colora di rosso sangue quando scalfito su conifere Stereum sanguinolentum (<15 / <1.5**) su latifoglie Stereum rugosum (<15 / <2-3**) imenoforo che non si colora o che si colora ma non in rosso quando scalfito imenoforo grigio-giallastro che si colora di giallo quando scalfito Stereum subtomentosum (3-7) imenoforo che non si colora in seguito a sfregamento imenoforo violetto o da bruno a lilla; linea nera visibile al taglio nel contesto in prossimità del tomento Chondrostereum purpureum (cm o dm / 2-4**) imenoforo da grigiastro a giallastro; linea gialla visibile al taglio nel contesto in prossimità del tomento Stereum hirsutum (cm o dm / 0.5-3**) 3.2. ( ) imenoforo poroide, con pori allungati, sinuosi, da dedaloidi a lamellati; basidioma resupinato, con margine superiore ripiegato o pileato pileo a forma di conchiglia; superficie sterile irsuta, ispida, grigiastra; imenoforo lamellato con sfumature rosate Schizophyllum commune (1-4) basidioma con altre caratteristiche su conifere; incluso legno in opera basidioma tenace, di consistenza legnosa o coriacea imenoforo lamellato, con lamelle brune Gloeophyllum sepiarium Gloeophyllum abietinum (2-5) imenoforo poroide, con pori da regolari ad allungati basidioma con intenso odore di anice Gloeophyllum odoratum (5-20) basidioma senza odore di anice Phellinus pini (15-20) Gloeophyllum trabeum (raro) (3-8) basidioma di consistenza carnosa; imenoforo poroide con pori angolosi Phaeolus schweinitzii (<30) 3

4 su latifoglie basidioma di consistenza carnosa; imenoforo poroide con pori angolosi Phaeolus schweinitzii (<30) basidioma di consistenza dura, legnosa o suberosa imenoforo poroide, con pori da sinuosi a dedaloidi pileo ed imenoforo color crema, grigiastri o giallo-brunastri; su Quercus spp. Daedalea quercina (<15-20) ( ) superficie sterile irsuta, bruno-grigia, o verde quando sono presenti alghe epifite; imenoforo grigiastro che non muta di colore quando scalfito; contesto duplice con i due strati separati da una sottile linea scura Cerrena unicolor (10-15 / 0.5**) ( ) superficie sterile tomentosa di colore da cremea a bruna, generalmente azonata; imenoforo grigio, che inscurisce quando scalfito; lo strato di tubuli è separato dal contesto da una sottile ma ben visibile linea scura Bjerkandera adusta (2-6) ( ) superficie sterile concentricamente zonata, di color bruno fino a nerastro; imenoforo da ocraceo a bruno che inscurisce quando scalfito; strato nero presente nel contesto in prossimità del tomento Datronia mollis (cm o dm/ <1.5**) ( ) basidioma di color crema fino a bruno-giallastro; su Quercus spp. e Betulla spp. Lenzites betulina (<8-10) superficie sterile tomentosa, di colore da cremeo ad ocraceo, o verde quando sono presenti alghe epifite; imenoforo di color cremeo; margine del pileo ottuso Trametes gibbosa (10-15) ( ) imenoforo lamellato superficie sterile con colorazione da bruna a rosso-brunastra, glabra Daedaleopsis confragosa (5-15) superficie sterile con colorazione da cremea fino a bruno-giallastra, irsuta, tomentosa Lenzites betulina (<8-10) imenoforo poroide, con pori a sezione da rotonda ad allungata, stirata superficie sterile concentricamente zonata, di color bruno fino a nerastro; imenoforo da ocraceo a bruno che inscurisce quando scalfito; contesto di color bruno con uno strato nero in prossimità del tomento Datronia mollis (cm o dm/ <1.5**) ( ) contesto di colore da bruno rossastro a bruno cannella Gloeophyllum trabeum (raro) (3-8) ( ) superficie sterile irsuta, bruno-grigia, o verde quando sono presenti alghe epifite; imenoforo grigiastro che non muta di colore quando scalfito; contesto di color crema o bruno, duplice, con i due strati separati da una sottile linea scura Cerrena unicolor (10-15 / 0.5**) ( ) superficie sterile tomentosa di colore da cremeo a bruno, generalmente azonata; imenoforo grigio, che inscurisce quando scalfito; contesto di colore da biancastro a grigiastro; lo strato di tubuli è separato dal contesto da una sottile ma ben visibile linea scura Bjerkandera adusta (2-6) superficie sterile tomentosa, di colore da cremeo ad ocraceo, o verde quando sono presenti alghe epifite; imenoforo di color cremeo; contesto di color bianco; margine del pileo ottuso Trametes gibbosa (10-15) 3.3. imenoforo poroide, con pori rotondi o arrotondati; basidiomi resupinati o pileati imenoforo di color bianco o crema basidioma pileato o con margine superiore ripiegato, su conifere superficie sterile concentricamente solcata, di color grigio, bruno, nerastro o rosso porpora, ricoperta da uno strato resinoso che diventa appiccicoso quando a contatto di una fiamma; margine del pileo ottuso Fomitopsis pinicola (<30-40) ( ) basidioma applanato o con margine superiore ripiegato; superficie sterile di color bruno tabacco; margine del pileo acuto Heterobasidion annosum (3-35) ( ) superficie sterile lucida, laccata, crostosa, rossastra; margine del pileo acuto Ganoderma carnosum (4-20) Ganoderma valesiacum (6-10) ( ) superficie sterile di colore da bianco a bruno, lievemente tomentosa; basidioma che si inscurisce assumendo una colorazione rossastra quando scalfito Postia fragilis (cm o dm) ( ) superficie sterile con colorazione da grigiastra a blu, lievemente irsuta; basidioma che si inscurisce assumendo una colorazione blu scura quando toccato o scalfito Postia caesia (2-4) superficie sterile biancastra, irsuta Climacocystis borealis (<10) ( ) basidioma pileato o con margine superiore ripiegato, su latifoglie superficie sterile di color bruno tabacco o lucida, laccata, rossastra superficie sterile di color bruno tabacco basidioma applanato; superficie sterile concentricamente zonata e ricoperta da una dura cuticola; polvere bruna, che rappresenta la massa di spore, spesso presente sul pileo e nelle vicinanze del basidioma; imenoforo che inscurisce quando toccato, spesso provvisto di protuberanze (galle di insetti); gli strati di tubuli sono separati da sottili strati di contesto Ganoderma applanatum (40-60) basidioma applanato; superficie sterile solcata, tubercolata, zonata, ricoperta da una dura crosta, difficile da scalfire con le unghie; imenoforo che inscurisce quando toccato; gli strati di tubuli non sono separati da contesto Ganoderma adspersum (40-50) superficie sterile laccata, rossastra Ganoderma resinaceum (15-50) ( ) superficie sterile lievemente irsuta, di colore da grigiastro a blu, che inscurisce se toccata; basidioma applanato o con margine superiore ripiegato Postia caesia (2-4) ( ) superficie sterile vellutata, di colore da ocraceo a cremeo; basidioma applanato o con margine superiore ripiegato (poco frequente) Antrodiella semisupina (0.5-2 / **) ( ) superficie sterile di colore da cremeo a bruno, con cuticola papiracea che spesso si sfalda; su Betula spp. Piptoporus betulinus (<20-25) ( ) superficie sterile di colore da grigiastro a brunastro, concentricamente zonata; contesto separato dal tomento da un sottile strato nero superficie sterile irsuta Trametes hirsuta (<10) superficie sterile vellutata, talvolta di colore verde e/o blu per la presenza di alghe epifite Trametes versicolor (<10) superficie sterile di color crema ocraceo con sfumature grigiastre, solcata; margine del pileo ispessito; imenoforo con sfumature rosate Rigidoporus ulmarius (<20-30) basidioma resupinato, su conifere e/o latifoglie imenoforo che inscurisce diventando rossastro o brunastro quando toccato o scalfito; su conifere Postia fragilis (cm o dm) imenoforo che non muta di colore quando scalfito strato di tubuli di consistenza cartilaginea, moderatamente spesso (2-3 mm circa); odore poco intenso; su latifoglie, raramente su conifere Antrodiella semisupina (0.5-2 / **) ( ) strato di tubuli di consistenza non cartilaginea, spesso da 1 a 6 mm; debole odore di anice; su latifoglie, raramente su conifere Trametes hirsuta (<10) 4

5 strato di tubuli di consistenza non cartilaginea, spesso da 3 a 6 mm; intenso odore di fungo; su conifere, raramente su latifoglie Heterobasidion annosum (3-35) ( ) imenoforo di color grigio o grigiastro basidioma pileato imenoforo che inscurisce se toccato o scalfito pileo ungulato; superficie sterile di colore da grigio a bruno, glabra, con un crosta dura e spessa Fomes fomentarius (<30-40) pileo di varia forma, ma non ungulato basidioma con ampia superficie di attacco al substrato; superficie sterile glabra, tubercolata, ricoperta da una evidente crosta, di colore da grigio ocraceo a nero; imenoforo con sfumature rosate Perenniporia fraxinea (30-40) ( ) superficie sterile tomentosa di colore da cremeo a bruno; contesto di colore da biancastro a grigio; lo strato di tubuli è separato dal contesto da una sottile ma ben visibile linea scura Bjerkandera adusta (2-6) superficie sterile tomentosa, nodulare, di colore da giallo bruno a bruno fulvo; margine del pileo sottile, giallastro; imenoforo con sfumature brune e ricoperto da una pruina grigio argentea Inonotus radiatus (5-10) imenoforo che non inscurisce se toccato o scalfito pileo ungulato; superficie sterile di colore da grigio a bruno, glabra, con una crosta dura e spessa Fomes fomentarius (<30-40) pileo applanato o con superficie superiore ripiegata; superficie sterile irsuta, bruno-grigia, o verde quando sono presenti alghe epifite; contesto di color cremeo o bruno, duplice, con i due strati separati da una sottile linea scura Cerrena unicolor (10-15 / 0.5**) basidioma resupinato imenoforo che inscurisce se toccato o scalfito Bjerkandera adusta (2-6) imenoforo che non muta di colore se toccato o scalfito Cerrena unicolor (10-15 / 0.5**) ( ) imenoforo, margini del pileo e superficie sterile di colore da rosso arancio a rosso Pycnoporus cinnabarinus (<10-15) ( ) imenoforo di colore da rosa a rosa bruno; superficie sterile di color crema ocraceo con sfumature grigiastre, solcata; margine del pileo ispessito Rigidoporus ulmarius (<20-30) imenoforo di colore da bruno cannella a bruno tabacco generalmente su conifera basidioma pileato, con pileo da rudimentale a distinto superficie sterile rugosa, concentricamente zonata, talvolta rimosa, solcata, di color bruno; generalmente su Abies Phellinus hartigii (<30) ( ) superficie sterile solcata, zonata, radialmente rimosa, di color bruno rossiccio; assenza di una linea nera nel contesto in prossimità del tomento; generalmente su Pinus Phellinus pini (15-20) superficie sterile irsuta, tomentosa, zonata, solcata, di colore bruno; sottile linea nera presente in prossimità del tomento; generalmente su Picea e Pinus Phellinus chrysoloma (cm o dm) basidioma resupinato imenoforo con pori rotondi e di piccolo diametro; generalmente su Abies Phellinus hartigii (<30) imenoforo con pori da angolosi a sinuosi; generalmente su Picea e Pinus Phellinus chrysoloma (cm o dm) generalmente su latifoglia pileo ungulato basidioma di consistenza legnosa; superficie sterile nodulosa, zonata, solcata di color bruno rossiccio; margine del pileo ampio, arrotondato, di color giallo bruno Phellinus robustus (10-20) ( ) basidioma di consistenza legnosa; superficie sterile crostosa, solcata, di colore da grigio a grigio bruno; margine del pileo sottile, di color grigio Phellinus ignarius (10-15) ( ) superficie sterile solcata, rimosa, di colore bruno, grigiastro o nerastro Phellinus tuberculosus (cm o dm) superficie sterile glabra o vellutata, zonata, di colore da bruno ambrato a bruno rugginoso; margine del pileo sottile, di colore più chiaro della superficie sterile Inonotus dryophylus (10-15) ( ) basidioma applanato basidioma di consistenza coriacea, suberosa o legnosa superficie sterile tomentosa, zonata, solcata, di colore bruno margini del pileo ampi, ottusi, rotondeggianti, ondulati, di colore bruno cannella Phellinus torulosus (<40-50) margini del pileo acuti, ondulati, bruni Phylloporia ribis (15-20) superficie sterile azonata, solcata, tomentosa, di colore da bruno a nerastro; imenoforo di colore da giallo bruno a bruno, su cui possono formarsi gocce di liquido brunastro Inonotus dryadeus (30-50) basidioma di consistenza da spugnosa a carnosa superficie sterile tomentosa ma non irsuta, azonata, solcata, di colore da bruno a nerastro; imenoforo di colore da giallo bruno a bruno, su cui possono formarsi gocce di liquido brunastro Inonotus dryadeus (30-50) superficie sterile ispida, irsuta, di colore bruno, bruno scuro fino a nerastro; imenoforo di colore da giallo a bruno fulvo, su cui possono formarsi gocce di liquido trasparente Inonotus hispidus (30-50) basidioma resupinato, noduloso o pulvinato basidioma noduloso o pulvinato; superficie sterile, se presente, rudimentale, solcata, rimosa, di colore da grigiastro a nerastro Phellinus pomaceus (cm o dm) ( ) basidioma pulvinato; superficie sterile, se presente, ispida, irsuta, di colore da rosso bruno a bruno scuro Inonotus hispidus (30-50) ( ) basidioma da resupinato a pulvinato, talvolta rimoso, spesso fuso con altri basidiomi; imenoforo color bruno cannella con pori rotondi; margine del pileo sottile, tomentoso, di color brunastro Phellinus punctatus (20-40) basidioma resupinato, noduloso; imenoforo di color bruno cannella con pori angolosi; margine del pileo sottile ma distinto, di colore giallastro Phellinus hastifer (8-10) 5

6 Tabella 2 - Elenco dei taxa fungini e risultati della validazione della chiave Taxa fungini casi di studio (n.) 1 Identificazioni corrette (n., rapporto di validazione) Taxon più frequente nelle identificazioni non corrette (frequenza) Taxa fungini casi di studio (n.) 1 Identificazioni corrette (n., rapporto di validazione) Taxon più frequente nelle identificazioni non corrette (frequenza) Agrocybe cylindracea (DC.) Gillet (0,937) H. fasciculare (0,063) Lenzites betulina (L.) Fr (0,812) D. confragosa (0,012) Antrodiella semisupina (Berk. & M.A. Curtis) Ryvarden Meripilus giganteus (Pers.) P. Karst (0,812) G. frondosa (0,012) Armillaria spp (0,937) P. ostreatus (0,063) Perenniporia fraxinea (Bull.) Ryvarden (0,812) G. adspersum, G. resinaceum, R. ulmarius (0,063) Bjerkandera adusta (Willd.) P. Karst (0,812) C. unicolor (0,125) Phaeolus schweinitzii (Fr.) Pat (0,938) M. giganteus (0,062) Cerrena unicolor (Bull.) Murrill (0,875) B. adusta (0,063) Phellinus chrysoloma (Fr.) Donk Chondrostereum purpureum (Pers.) Pouzar (0,875) S. rugosum (0,063) Phellinus hartigii (Allesch. & Schnabl) Pat (0,875) P. pini (0,125) Climacocystis borealis (Fr.) Kotl. & Pouzar (1,000) - Phellinus igniarius (L.) Quél (0,875) F. fomentarius, P. robustus (0,062) Coniophora puteana (Schumach.) P. Karst (0,750) S. rugosum (0,063) Phellinus pini (Brot.) Bondartsev & Singer (0,875) P. chrysoloma (0,125) Daedalea quercina (L.) Pers (0,917) D. confragosa (0,083) Phellinus pomaceus (Pers.) Maire (0,812) P. punctatus (0,188) Daedaleopsis confragosa (Bolton) J. Schröt (0,937) L. betulina (0,063) Phellinus punctatus (Fr.) Pilát (0,917) P. pomaceus (0,083) Datronia mollis (Sommerf.) Donk Phellinus robustus (P. Karst.) Bourdot & Galzin Fistulina hepatica (Schaeff.) With (1,000) - Phellinus torulosus (Pers.) Bourdot & Galzin Fomes fomentarius (L.) J.J. Kickx (0,917) F. pinicola, P. igniarius (0,042) (0,875) P. igniarius (0,125) (0,875) P. ribis (0,083) Phylloporia ribis (Schumach.) Ryvarden (0,812) P. torulosus (0,125) Fomitopsis pinicola (Sw.) P. Karst (1,000) - Piptoporus betulinus (Bull.) P. Karst (1,000) - Ganoderma adspersum (Schulzer) Donk (0,708) G. applanatum (0,250) Pleurotus ostreatus (Jacq.) P. Kumm (0,937) A. cylindracea (0,063) Ganoderma applanatum (Pers.) Pat (0,750) G. adspersum (0,250) Polyporus arcularius Rostk (0,875) P. brumalis (0,125) Ganoderma carnosum Pat (1,000) - Polyporus brumalis (Pers.) Fr (0,812) P. auricularius (0,125) Ganoderma lucidum (Curtis) P. Karst (0,937) G. resinaceum (0,063) Polyporus ciliatus Fr (0,875) P. auricularius, P. brumalis (0,063) Ganoderma resinaceum Boud (0,917) G. adpersum, G. lucidum (0,042) Polyporus squamosus (Huds.) Fr (1,000) - Ganoderma valesiacum Boud Postia caesia (Schrad.) P. Karst Gloeophyllum abietinum (Bull.) P. Karst. or G. sepiarium (Wulfen) P. Karst (0,906) G. trabeum (0,063) Postia fragilis (Fr.) Jülich Gloeophyllum odoratum (Wulfen) Imazeki (0,812) G. abietinum (0,125) Pycnoporus cinnabarinus (Jacq.) Fr (0,937) D. confragosa (0,063) Gloeophyllum trabeum (Pers.) Murrill Rigidoporus ulmarius (Sowerby) Imazeki (0,875) P. fraxinea (0,125) Grifola frondosa (Dicks.) Gray (1,000) - Schizophyllum commune Fr (1,000) - Heterobasidion spp (0,958) G. valesiacum (0,042) Stereum hirsutum (Willd.) Pers (0,875) S. subtomentosum (0,083) Hypholoma fasciculare (Huds.) P. Kumm Stereum rugosum Pers (0,875) C. purpureum (0,125) Inonotus dryadeus (Pers.) Murrill (0,937) I. hispidus (0,062) Stereum sanguinolentum (Alb. & Schwein.) Fr (1,000) - Inonotus dryophilus (Berk.) Murrill (0,937) G. valesiacum (0,062) Stereum subtomentosum Pouzar (0,875) S. rugosum (0,125) Inonotus hastifer Pouzar (0,812) P. punctatus (0,125) Trametes gibbosa (Pers.) Fr (0,937) B. adusta (0,063) Inonotus hispidus (Bull.) P. Karst (0,875) I. dryadeus (0,083) Trametes hirsuta (Wulfen) Pilát (1,000) - Inonotus radiatus (Sowerby) P. Karst Trametes versicolor (L.) Lloyd (0,875) T. hirsuta (0,083) Laetiporus sulphureus (Bull.) Murrill (1,000) - total (0,900) 1) Un caso di studio indica una identificazione. Il numero di casi di studio è dato dal prodotto tra il numero dei basidiomi e il numero di studenti che li ha identificati 6

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