Abitudini alimentari e indice DMFT in un gruppo di adulti giovani

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1 Abitudini alimentari e indice DMFT in un gruppo di adulti giovani FOOD HABITS AND DMFT INDEX IN A GROUP OF YOUNG ADULTS ANTONIO D ALESSANDRO PAOLA CERASO* ANNALISA AGGIO** ANTONELLA BARONE* MARIO GIANNONI Università degli Studi dell Aquila Clinica Odontostomatologica Responsabile: Prof. Mario Giannoni Dipartimento di Scienze della Salute *Laureato in Igiene Dentale **Dipartimento di Medicina Interna e Sanità Pubblica Direttore: Prof. Claudio Ferri Biologo, Specialista in Scienza dell Alimentazione PAROLE CHIAVE DMFT FFQ igiene orale nutrizione RIASSUNTO Scopo del lavoro Per operare correttamente ai fini del miglioramento dello stato di salute orale della popolazione è necessario conoscere non solo le abitudini di igiene orale, ma anche il comportamento alimentare. Scopo del lavoro, pertanto, è stato quello di verificare la correlazione esistente tra alimentazione, igiene orale e indice DMFT (Decayed Missing Filled Teeth). Materiali e metodi L indagine è stata condotta presso la Clinica Odontoiatrica dell Università degli Studi dell Aquila, nell anno accademico , su 272 studenti iscritti a corsi di laurea a indirizzo sanitario. È stato somministrato un questionario a risposta chiusa, il Food Frequency Questionnaire (FFQ), e rilevato l indice DMFT. Risultati Il DMFT medio rilevato era molto più elevato di quello di riferimento per la popolazione italiana. Gli studenti in odontoiatria presentavano valori di DMFT significativamente inferiori rispetto a quelli di Igiene Dentale i quali, a loro volta, li avevano inferiori a quelli degli altri corsi di laurea. L educazione alimentare, comunque, era carente in tutti i gruppi esaminati. Discussione e conclusioni Elevati valori di DMFT sono il primo effetto clinico di una scarsa igiene orale e di un alimentazione non corretta. In quest ultimo senso rappresentano il prodromo di una varietà di squilibri metabolici e patologie sistemiche che possono influenzare sfavorevolmente la prevalenza di morbilità e di mortalità di ampie fasce di popolazione. ABSTRACT Aim of the work In order to improve oral health it is necessary to investigate both oral hygiene habits and nutrition behavior. The aim of this work is to verify the correlations among food habits, oral hygiene and DMFT index (Decayed Missing Filled Teeth). Materials and methods A group od 272 students of health-related courses at the University of L Aquila were investigated during their class year. A Food Frequency Questionnaire (FFQ) was administered them and their DMFT was recorded. Results The average DMFT recorded was higher than expected for Italian people. DMFT was lower in dental students vs Oral Hygiene one; the latter revealed a DMFT lower vs remainder students. Nutritional assessment was poor in all the students examined. Conclusion High DMFT value is the first effect of an incorrect oral hygiene and bad nutrition habits. In the latter way they represent the first sign of a large number of metabolic diseases that may unfavourably affect morbidity and mortality prevalence in large parts of the population. KEY WORDS DMFT FFQ oral hygiene nutrition rivista italiana igiene dentale 2008 set-dic; 4 (3): 115

2 Introduzione Le abitudini alimentari influenzano non solo lo stato di salute generale, ma anche quello orale (1). è ampiamente dimostrato, infatti, come carie, malattia parodontale e neoplasie presentino una prevalenza inferiore laddove l apporto di nutrienti sia corretto nel tempo (2). Nella prevenzione della patologia cariosa, in particolare, un alimentazione adeguata gioca un ruolo determinante (3). La corretta assunzione di alimenti carioprotettivi, come frutta, verdura E latticini, è, di fatto, determinante per il mantenimento dell integrità degli elementi dentari. Ogni gruppo di alimenti agisce a un livello diverso: alcuni di essi stimolano il flusso salivare e ottimizzano il ph intraorale contribuendo, in tal modo, all integrità dei prismi dello smalto; altri, invece, esplicano una vera e propria azione detergente meccanica, che ha il suo massimo effetto quando vengono assunti al termine del pasto; altri ancora hanno un azione francamente battericida e batteriostatica e riducono la flora cariogena orale (4). Cibi di scarsa consistenza, molli e a elevata adesività aderiscono più facilmente e più a lungo ai denti, non solo a livello delle superfici occlusali, ma anche degli spazi interdentali. Ciò facilita la comparsa della carie dal momento che, all aumentare del tempo di contatto tra residui alimentari e dente, aumenta la crescita dei microrganismi cariogeni (5). Oltre all aspetto legato alla prevenzione della carie, la masticazione di frutta, verdura e, in generale, di cibi con elevata consistenza e ricchi in fibre, rafforza il legamento parodontale ed incrementa la densità dell osso alveolare, condizione che rappresenta un importante fattore di prevenzione parodontale (6). Infine, non è da sottovalutare come l alimentazione sia legata anche alla prevenzione delle neoplasie in generale, e di quelle del cavo orale in particolare, sia perché alcune carenze nutrizionali possono avere un effetto pro-cancerogeno, sia perché un buono stato di nutrizione è legato a una minore mortalità e morbilità postoperatoria e dopo radio e chemioterapia (7, 8, 9). Per il paziente oncologico l obiettivo è raggiungere e mantenere un peso corporeo corretto, tenendo presente che anche un eccesso di peso è legato a una maggiore frequenza di recidive neoplastiche. A tal fine, l alimentazione per os è indicata in pazienti che possono alimentarsi con alimenti naturali o formulati, mentre, ove ciò non fosse possibile, la nutrizione enterale (NE) è la scelta di elezione in presenza di transito e assorbimento intestinale conservato (10). Nell ambito della prevenzione oncologica, la promozione di corrette abitudini alimentari è determinante, come lo è l astensione dal fumo (11, 12). è necessaria, pertanto, un adeguata conoscenza delle proprietà dei cibi assunti quotidianamente e, in particolare, del ruolo dei nutrienti principali come proteine, lipidi, glucidi, vitamine e sali minerali. Le proteine svolgono un compito importante nello sviluppo dei tessuti del cavo orale durante lo sviluppo dell apparato stomatognatico durante il periodo fetale, perinatale e pediatrico e, in caso di un carente apporto, lo smalto si presenta più suscettibile all insorgenza della carie (13). Una carenza proteica può, inoltre, provocare atrofia delle papille linguali, degenerazione del tessuto connettivo gengivale e delle strutture parodontali, rallentata deposizione di cemento ed osteoporosi (14). Per quanto riguarda i lipidi, essi non solo forniscono un elevato apporto energetico (9 kcal/g), ma rappresentano un indispensabile costituente delle membrane cellulari e delle strutture nervose dell organismo in generale e del cavo orale in particolare. La loro carenza è in grado di determinare anche ridotta mineralizzazione della dentina (15). Il ruolo dei glucidi nel determinismo della malattia cariosa è da tempo noto, dal momento che essi rappresentano il nutriente maggiormente utilizzato dai microrganismi ad attitudine cariogena (16). I più attivi in tal senso, per le loro caratteristiche di diffusività nella placca e di permeabilità, sono i monosaccaridi, come glucosio e fruttosio, e i disaccaridi, come saccarosio e lattosio. È importante ricordare come il rapporto esistente fra quantità di zucchero ingerito e potenzialità cariogena non sia proporzionalmente diretto, ma dipenda anche da altre variabili, come la frequenza di assunzione, lo stato fisico dell alimento (adesività) e le abitudini di igiene orale (17). Ogniqualvolta i carboidrati vengono introdotti nel cavo orale si determina un abbassamento rapido del ph orale, fino a raggiungere il valore critico, al di sotto del quale inizia la demineralizzazione dello smalto. Ciononostante, al di là della maggiore o rivista italiana igiene dentale 2008 set-dic; 4 (3): 116

3 minore cariogenicità dei vari tipi di zuccheri, non ha alcun senso metabolico e nutrizionale limitare indiscriminatamente l apporto di carboidrati, mentre è opportuno razionalizzare la frequenza di assunzione e la loro tipologia (18). Ciò significa cercare di concentrare l assunzione dei carboidrati, prevalentemente complessi, in un numero di volte limitato nell arco della giornata, facendo seguire, a distanza di circa minuti dalla fine pasto, un accurata igiene orale. Per quanto riguarda le vitamine, alcune sono di elevato interesse odontoiatrico. La vitamina C (acido ascorbico), è senz altro quella la cui carenza evoca la più grave risposta a carico dei tessuti molli del cavo orale, che si manifesta con il quadro clinico dello scorbuto (19). Una sua carenza conclamata induce sanguinamento a vaso integro, per alterata produzione di collagene, nonché grave danno parodontale, con perdita di elementi dentari altrimenti sani. Esistono, poi, anche quadri di carenza marginale di acido ascorbico, con sanguinamento, infiammazione gengivale e difficoltà nella cicatrizzazione delle ferite chirurgiche (20). Altrettanto importante è il ruolo della vitamina D (calciferolo) che, insieme al paratormone e alla calcitonina, regola il metabolismo calcio-fosforo. Una sua carenza in età pediatrica determina incompleta calcificazione della dentina e osteoporosi dell osso alveolare con sostituzione dell osso con tessuto fibroso; a carico dello smalto si rileva ipoplasia e degenerazione degli ameloblasti, con ritardo nell eruzione dei denti, malocclusioni, gengiviti e difetti della lamina dura (21). Quando la carenza di calciferolo si manifesta negli adulti, si ha perdita della lamina dura alla radice dei denti. In caso di un suo insufficiente apporto con la dieta, il processo carioso decorre in maniera più rapida, poiché le zone areolari dello smalto, determinate dalla carenza della vitamina, oltre a rappresentare zone a minore resistenza, favoriscono la ritenzione batterica e la formazione di placca (22). La carenza di vitamina A (retinolo) si manifesta con una maggiore suscettibilità alle infezioni orali, gengiviti, ipoplasia dello smalto, ipercheratosi, leucoplachia, ipercheratinizzazione della mucosa orale e delle gengive, nonché proliferazioni epiteliali dei dotti salivari o atrofia delle ghiandole salivari (23). Deficit alimentari di vitamina B2 (riboflavina) inducono cheilosi angolare, con screpolature e fissurazioni anche profonde e dolorose, complicate da infezioni batteriche causate da batteri o miceti e lingua infiammata, di colore rosso Magenta (24). Difetti di vitamina B6 (piridossina) possono favorire l insorgenza di glossite, caratterizzata da edema e dolore, con riduzione delle papille filiformi, mentre le fungiformi, ipertrofiche, emergono come punti arrossati (25). Infine, la carenza di vitamina K (menadiolo) può indurre emorragie e sanguinamento gengivale, anche in assenza di stimolo meccanico, a causa del suo determinante ruolo nei meccanismi di coagulazione del sangue (26). Anche i minerali come calcio, fosforo e fluoro, svolgono un ruolo determinante nella formazione di smalto e dentina e contribuiscono all integrità del dente e alla calcificazione degli alveoli dentari (27). Il fluoro, in particolare, è strettamente legato alla corretta formazione e al mantenimento dell integrità dello smalto dentario: in tal senso, nella fase di formazione della struttura minerale dello smalto, forma fluoroapatite al posto dell'idrossiapatite, più resistente all'attacco acido della placca batterica (28). Inoltre il fluoro presente nella saliva è in grado di promuovere la remineralizzazione dello smalto già aggredito dagli acidi e inibisce il metabolismo della placca. I consigli per un alimentazione volta a ridurre il rischio di patologie odontoiatriche rientrano in un piano di prevenzione dentale che dovrebbe essere costantemente promosso dall Igienista Dentale, dall Odontoiatra e dal Medico, in linea con gli obiettivi dell Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che definisce la salute come benessere fisico, psichico e sociale, che può essere realizzato anche attraverso la prevenzione delle più frequenti patologie, comprese quelle odontoiatriche. Il raggio d azione dell Igienista Dentale, pertanto, non dovrebbe essere limitato alle sole manovre strumentali ed ai consigli di igiene orale volti al mantenimento di una corretta igiene orale, ma si estendono anche alle attività formative ed informative che hanno come obiettivo non solo la prevenzione delle malattie odontoiatriche ma, ove possibile, anche di quelle sistemiche, e tra queste vi è la corretta educazione alimentare del paziente. Educazione alimentare che, pur legata ad un complesso insieme di fattori culturali, socio-economici, geografici e mediatici è, comunque, indispensabile per modificare positivamente le condizioni di salu- rivista italiana igiene dentale 2008 set-dic; 4 (3): 117

4 te orale. In tal senso, la patologia cariosa, che rappresenta l indicatore attualmente più utilizzato di salute orale, può essere valutata con l indice DMFT. Il DMFT è l indice epidemiologico descritto per la prima volta da Klein e Palmer nel 1937 e il suo principale vantaggio è rappresentato dal fatto che, grazie alla sua diffusione mondiale, ha permesso di standardizzare le modalità di rilevamento della carie dentale, consentendo di confrontare in modo rapido e affidabile i risultati conseguiti nei diversi studi (31). Il suo limite risiede nel fatto che viene eseguita una stima dell incidenza di patologie che portano alla perdita degli elementi dentari, a prescindere dalle cause. Inoltre, non è possibile escludere che, all interno di una popolazione con un indice DMFT medio, si trovi un gruppo di individui con valori di DMFT più elevati, che necessitano di piani di intervento sanitario di tipo diverso. Per questi motivi è stato recentemente proposto un nuovo indice, il SiC Index (Significant Caries Index), che ha lo scopo di individuare, all interno di una popolazione, i soggetti maggiormente a rischio, sui quali è necessario concentrare gli interventi, sia preventivi che terapeutici (32). Negli ultimi decenni, in Italia, si è registrato un netto miglioramento della salute orale, legato anche alla maggiore attenzione dedicata all igiene orale, sia domiciliare che professionale. In considerazione di questo trend positivo, l OMS si pone come obiettivo il raggiungimento, per l anno 2010, di un indice DMFT pari o inferiore a 1 (33). Per il raggiungimento di questo scopo, però, è necessario valutare non solo le abitudini di igiene orale, ma anche il comportamento alimentare. Scopo del presente lavoro è verificare la correlazione esistente tra alimentazione, igiene orale e indice DMFT. Arruolati Esaminati Età media 24,2 ± 2,6 23,7 ± 3,3 Maschi Femmine Totale Materiali e metodo L indagine è stata condotta presso la Clinica Odontoiatrica dell Università degli Studi dell Aquila, nell anno accademico Sono stati reclutati per l esperimento 272 studenti, iscritti a corsi di laurea ad indirizzo sanitario. Le caratteristiche del campione sono riportate nella tabella 1. I soggetti partecipanti all esperimento erano iscritti a diversi corsi di laurea ed anni di corso, come descritto nella tabella 2. Ciascun soggetto ha espresso il proprio consenso informato scritto all esperimento e al trattamento dei dati personali, ai sensi del D. Lgs. 196/03 Codice in materia di protezione dei dati personali. Dopo la raccolta dell anamnesi generale, è stato somministrato ai soggetti il questionario a risposta chiusa Food Frequency Questionnaire (FFQ), integrato con la richiesta di notizie relative alle abitudini di igiene orale. È stato, quindi, rilevato il diametro vita, fianchi e polso, il peso corporeo e l altezza. È stata poi effettuata una visita odontoiatrica da parte di personale medico abilitato, ai fini del rilevamento dell indice DMFT. La lesione dello smalto è stata considerata carie quando era specillabile e con fondo dentale rammollito, oppure quando lo smalto si presentava sottominato. In caso di dubbio diagnostico la lesione non veniva considerata patologica e non venivano eseguite radiografie. Corso di laurea Anno Acc. Maschi Femmine Igiene Dentale I 5 12 Igiene Dentale II 3 8 Igiene Dentale III 1 5 Odontoiatria e Protesi D. I 10 5 Odontoiatria e Protesi D. II 5 7 Odontoiatria e Protesi D. III Odontoiatria e Protesi D. IV 14 6 Odontoiatria e Protesi D. V 18 9 Scienze Psicologiche II 5 40 Ostetricia II 0 8 Medicina e Chirurgia V Tec. Radiologia e Radioterapia III 7 5 Tab. 1 Soggetti arruolati ed esaminati. Tab. 2 Provenienza del campione dai diversi Corsi di Laurea. rivista italiana igiene dentale 2008 set-dic; 4 (3): 118

5 Risultati Il DMFT totale per corso di laurea è riportato nella figura 1. Tra i gruppi di alimenti indagati con il FFQ ne sono stati scelti due a prevalente azione procariogena (dolci e bevande zuccherate) e due a prevalente azione carioprotettiva (frutta e verdura). L assunzione settimanale dei diversi gruppi di alimenti è riportata, rispettivamente, nelle figure 2; 3; 4 e 5. La prima evidenza rilevata è stata quella relativa all esistenza di una discrepanza numerica tra soggetti arruolati ed esaminati, nel senso che alcuni studenti, pur avendo correttamente compilato il FFQ e riportato le abitudini di igiene orale, hanno rifiutato di sottoporsi alla visita odontoiatrica. Tale comportamento era, prevalentemente, legato a scarsa fiducia verso la sterilizzazione dello strumentario (nonostante tutti gli strumenti utilizzati per la visita odontoiatrica fossero regolarmente sterilizzati in autoclave di classe B ed imbustati), oppure alla mancata volontà di far accertare le proprie condizioni di salute orale da parte dell Operatore, per motivi di riservatezza. Dalla valutazione dei risultati, poi, è stato possibile trarre tre interessanti considerazioni. La prima, è che il valore del DMFT è molto più elevato di quello medio di riferimento per la popolazione italiana. Discussione e conclusioni Fig. 1 DMFT totale per corso di laurea. Fig. 2 L assunzione settimanale dei dolci. Fig. 3 L assunzione settimanale delle bevande zuccherate. Fig. 4 L assunzione settimanale di frutta. Fig. 5 L assunzione settimanale di verdure. rivista italiana igiene dentale 2008 set-dic; 4 (3): 119

6 La seconda, è che gli studenti in odontoiatria presentano dei valori significativamente inferiori rispetto a quelli di Igiene Dentale i quali, a loro volta, li hanno inferiori a quelli degli altri corsi di laurea. Ciò può essere spiegato con il fatto che i fattori culturali che influenzano il DMFT esercitano la loro influenza dalla nascita in poi e, pur venendo acquisiti dagli studenti delle materie odontoiatriche durante il corso degli studi, non sono in grado di variare il DMFT precedente all accesso all Università. È possibile, quindi, che tale risultato sia legato a fattori socio-economici che, pur rappresentando un importante fattore nel determinismo del DMFT, presenta difficoltà di indagine per comprensibili motivi di riservatezza. La terza, infine, è come l educazione alimentare sia decisamente carente in tutti i gruppi di studenti universitari esaminati, almeno per quanto se ne può dedurre dagli indicatori di comportamento alimentare. Infatti, solo il 41% di essi utilizza frutta tutti i giorni e solo il 21% verdura, mentre ben un terzo assume giornalmente alimenti ad elevato indice glicemico. Tali abitudini alimentari, oltre a favorire l insorgenza della carie dentale, incrementano notevolmente il rischio di sindrome metabolica e di neoplasie (34, 35). Questa allarmante evidenza, se confermata da studi di più ampio respiro, dimostrerebbe come vi è una seria carenza nell educazione alimentare dei giovani, che non viene assolutamente colmata dalla scuola e difficilmente può esserlo dall Università, anche in considerazione del fatto che solo una piccola parte di studenti frequenta corsi ad indirizzo sanitario in generale ed odontoiatrico in particolare. Tale situazione ha negli elevati valori di DMFT il primo effetto clinico che, purtroppo, non è che il prodromo di una varietà di squilibri metabolici e patologie sistemiche atte ad influenzare sfavorevolmente gli indici di morbilità e di mortalità di ampie fasce di popolazione. Bibliografia 1. Seri S, Cocchi M. Nutrizione in odontoiatria. Milano: Ed. Masson; Morio KA, Marshall TA, Qian F, Morgan TA. Comparing diet, oral hygiene and caries status of adult methamphetamine users and nonusers: a pilot study. J Am Dent Assoc 2008; 139: Ismail AI, Sohn W, Tellez M, Willem JM, Betz J, Lepkowski J. Risk indicators for dental caries using the International Caries Detection and Assessment System (ICDAS). Community Dent Oral Epidemiol 2008; 36: Jenson L, Budenz AW, Featherstone JD, Ramos- Gomez FJ, Spolsky VW, Young DA. Clinical protocols for caries management by risk assessment. J Calif Dent Assoc 2007; 35: Moynihan P. The interrelationship between diet and oral health. Proc Nutr Soc. 2005; 64: Moynihan P, Petersen PE. Diet, nutrition and the prevention of dental diseases. Public Health Nutr 2004; 7: Norman HA, Go VL, Butrum RR. Review of the International Research Conference on Food, Nutrition, and Cancer, J Nutr 2004; 134: Petridou E, Zavras AI, Lefatzis D, Dessypris N, Laskaris G, Dokianakis G, Segas J, Douglas CW, Diehl SR, Trichopoulos D. The role of diet and specific micronutrients in the etiology of oral carcinoma. Cancer 2002; 94: Chainani-Wu N. Diet and oral, pharyngeal, and esophageal cancer. Nutr Cancer. 2002; 44: Loprinzi Cl, Goldberg RM, Burnham NL. Cancer-associated anorexia and cachexia. Drugs 1992;43: De Stefani E, Boffetta P, Ronco AL, Correa P, Oreggia F, Deneo-Pellegrini H, Mendilaharsu M, Leiva J. Dietary patterns and risk of cancer of the oral cavity and pharynx in Uruguay. Nutr Cancer 2005; 5: Lissowska J, Pilarska A, Pilarski P, Samolczyk-Wanyura D, Piekarczyk J, Bardin-Mikollajczak A, Zatonski W, Herrero R, Munoz N, Franceschi S. Smoking, alcohol, diet, dentition and sexual practices in the epidemiology of oral cancer in Poland. Eur J Cancer Prev 2003; 12: Nowjack-Raymer RE, Sheiham A. Numbers of natural teeth, diet, and nutritional status in US adults. J Dent Res 2007 Dec;86(12): Shimazaki Y, Shirota T, Uchida K, Yonemoto K, Kiyohara Y, Iida M, Saito T, Yamashita Y.Intake of dairy products and periodontal disease: the Hisayama Study. J Periodontol 2008; 79: D Alessandro A, Barone A, Aggio A, Capogreco M, Giannoni M. Food related oral diseases in pregnant women. International Journal Maxillo Odontostomatology 2006; 1: Seri S, D'Alessandro A, Seri M. Variations of the enzymatic activity of the rat's gum glycolytic cycle following administration of sweeteners. J Biol Res 1995, 71: D'Alessandro A, Grilli B, Seri M, Seri S. I glicidi e la flora batterica orale. Nuovo metodo di valutazione. Dent Cad 1996, 5: Randolph PM, Dennison CI. Diet, Nutrition and Dentistry. St Louis: CV Mosby Co; p Holmes LG. Effect of smoking and/or vitamin C on rivista italiana igiene dentale 2008 set-dic; 4 (3): 120

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