Il Divulgatore n 1/2009 ACTINIDIA Le avversità da controllare in campo

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Il Divulgatore n 1/2009 ACTINIDIA Le avversità da controllare in campo"

Transcript

1 Il Divulgatore n 1/2009 ACTINIDIA Le avversità da controllare in campo Fra le coltura frutticole l actinidia è una delle meno suscettibili agli attacchi di fitofagi e patogeni. Alcune malattie, però, come la carie e l elefantiasi, sono oggetto di specifiche ricerche riguardanti i microrganismi responsabili e in ultima analisi le migliori strategie di difesa. Paola Nipoti, Antonio Prodi, Stefano Tonti, Silvia Sandalo, Annamaria Pisi, Rino Credi Università di Bologna, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroambientali Patologia Vegetale Dal punto di vista sanitario l actinidia si può considerare una specie piuttosto resistente, anche se può essere interessata da diverse malattie crittogamiche e batteriche e dall attacco di fitofagi. Fra le avversità fungine le principali sono il marciume dei frutti o muffa grigia (Botrytis cinerea), il marciume del colletto (Phitophtora cactorum) e il marciume radicale (Armillaria mellea). MALATTIE FUNGINE La muffa grigia si conserva da un anno all altro ad opera del micelio sui rami infetti, sulle foglie cadute a terra e sui residui della vegetazione spontanea. Le infezioni sui frutti si evidenziano durante il periodo di conservazione, ma la loro contaminazione avviene a partire dalla fase post-fiorale fino alla raccolta. L incidenza della malattia varia di anno in anno e da frutteto a frutteto in relazione all andamento climatico e alle condizioni colturali. Le infezioni più gravi si hanno sui frutti prodotti in zone umide e su piante rigogliose. Determinanti risultano essere le misure preventive: vanno evitate le concimazioni eccessive e le potature verdi a partire dalla pre-fioritura e occorre effettuare un razionale apporto idrico. Durante la potatura asportare per quanto possibile gli organi colpiti. Il marciume del colletto colpisce le radici e il decorso della malattia può protrarsi per molti mesi. Si possono applicare interventi agronomici consistenti nella sistemazione idraulica del terreno e nell asportazione delle radici delle colture precedenti. Abbastanza efficaci i trattamenti al colletto con preparati rameici. Il marciume radicale è causa di morie a decorso veloce, che spesso interessano buona parte dell impianto. Importante è la sistemazione idraulica dell impianto. Una malattia a carico del tessuto legnoso oggetto di specifiche ricerche è la carie dell actinidia, - diffusa sul territorio italiano e riscontrata anche in altri paesi come approfonditamente riportato più avanti. Fra le forme di deperimento del legno, inoltre, è stata segnalata in questi ultimi anni anche un altra patologia, l ipertrofia del tronco, per la quale sono state svolte particolari indagini per evidenziare gli agenti fungini coinvolti (si veda sotto). FITOFAGI Fra i fitofagi che interessano la coltura si ricordano la cocciniglia bianca, l eulia e i nematodi. La cocciniglia bianca (Pseudalacaspis pentagona) colpisce soprattutto gli impianti più vecchi, nei quali è necessario spazzolare il tronco ed effettuare una potatura di pulizia eliminando i tralci posti all interno o mal posizionati. I danni consistono nella sottrazione di linfa. In caso di forti attacchi, oltre a colonizzare tronchi e rami, la cocciniglia può colonizzare anche i frutti. Il contenimento delle popolazioni deve essere effettuato mediante l eliminazione, durante la potatura, dei rami colpiti, la spazzolatura per eliminare gli scudetti, l aumento della luminosità all interno della chioma ottenuto attraverso potature verdi. Generalmente i trattamenti vengono effettuati alla ripresa vegetativa contro le forme svernanti; i prodotti più usati sono il polifosfuro di calcio e l olio bianco. Gli oli minerali estivi possono essere impiegati anche nel periodo vegetativo contro le neanidi. Alcuni antagonisti naturali, come Encarsia berlesei, ne limitano efficacemente la diffusione. L eulia (Argyrotaenia pulchellana) è un lepidottero che compie tre generazioni all anno ed è in grado di arrecare in determinate situazioni lesioni più o meno profonde ai frutti. Le larve infatti danneggiano le foglie e compiono erosioni sui frutti. Su actinidia sono pericolose le larve di seconda generazione presenti dall inizio di luglio fino a fine agosto, che possono essere controllate con preparati a base di Bacillus thuringiensis. È importante effettuare una buona bagnatura della vegetazione e ripetere il trattamento dopo 7-8 giorni. La metcalfa (Metcalfa pruinosa) sverna allo stadio di uovo,deposto nella corteccia delle piante ospiti.compie una generazione all'anno, la schiusa della uova ha inizio a metà maggio e prosegue per circa due mesi; sono soggetti all attacco rami, foglie, germogli. I danni sono per lo più indiretti, dovuti alla grande quantità di melata zuccherina prodotta e secrezioni cerose biancastre che imbrattano la vegetazione e la frutta con conseguente annerimento provocato dallo sviluppo di fumaggini e riduzione dell'attività fotosintetica. La frutta imbrattata perde in qualità.

2 I nematodi che attaccano l actinidia (Meloidogyne hapla) producono galle a carico delle radici più giovani, provocando un generale indebolimento della pianta. Occorre un attento controllo del materiale vivaistico utilizzato scartando le piante le cui radici presentano tracce di galle. BATTERIOSI Tra le batteriosi colpiscono l actinidia i seccumi rameali (Pseudomonas spp.). I batteri si conservano durante l inverno nelle gemme. Le infezioni su fiori e foglie avvengono in condizioni ambientali caratterizzate da elevata umidità (pioggia, nebbia, irrigazione) e temperatura mediamente intorno a 16 C. Una concimazione equilibrata rende la pianta meno aggredibile.è da evitare l irrigazione per aspersione e occorre asportare gli organi colpiti mediante la potatura per ridurre l inoculo svernante. Negli impianti in cui la batteriosi è stata osservata si può intervenire con prodotti a base di rame nelle fasi di caduta foglie e di ingrossamento delle gemme.

3 ELEFANTIASI, UN PROBLEMA EMERGENTE L elefantiasi o ipertrofia del tronco non interessa al momento più del 10% delle piante nelle aree di coltivazione dell actinidia, ma la malattia è stata particolarmente indagata per accertare meglio gli agenti fungini responsabili. Gli unici interventi di lotta sono attualmente di tipo preventivo, come l impiego di materiale vivaistico sano. Paola Nipoti, Antonio Prodi, Stefano Tonti, Silvia Sandalo, Annamaria Pisi, Rino Credi Università di Bologna, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroambientali - Patologia Vegetale Dall alto, pianta di actinidia affetta da elefantiasi e confronto fra i frutti di piante asintomatiche (a sinistra) e ammalate (a destra). In questo ultimo decennio, negli impianti di actinidia di Italia, Francia, Grecia e Nuova Zelanda, sono state segnalate alcune manifestazioni patologiche riconducibili a forme croniche di deperimento del legno. Per approfondirne le conoscenze, in Emilia Romagna nell ambito di Progetti coordinati dal Centro Ricerche Produzioni Vegetali, è stata avviata una specifica attività di ricerca. A seguito di questa, sono state distinte due malattie: carie e ipertrofia del tronco o elefantiasi. Scopo della presente nota è riassumere i peculiari aspetti sintomatologici e la complessa natura eziologica di quest ultima. I sintomi e gli effetti sulla produzione L elefantiasi è caratterizzata da un abnorme ingrossamento diametrale del tronco, distribuito più o meno uniformemente in tutta la sua lunghezza. Confrontando una pianta sana con una malata della stessa età, usualmente si riscontra una differenza di sviluppo diametrale di circa il 60%. Inoltre la corteccia si presenta molto suberificata e con tipiche spaccature longitudinali. Le piante colpite spiccano in maniera molto appariscente, distinguendosi nettamente da quelle sane. In Emilia Romagna, tale manifestazione è generalmente osservabile nella porzione basale del tronco (elefantiasi basale), nel Lazio è prevalentemente confinata alla sua parte superiore (elefantiasi apicale), mentre in Veneto si rilevano entrambe le tipologie. L ipertrofia del tronco può essere associata o preceduta da sintomi meno specifici a carico della vegetazione, quali scarsa attività vegetativa, foglie più clorotiche e di dimensioni ridotte. La produzione è quantitativamente inferiore alla media e i frutti, in molti casi, assumono forma rotondeggiante rispetto a quelli delle piante asintomatiche. Le osservazioni di campo, principalmente condotte nel Faentino, dove la coltivazione di actinidia è particolarmente diffusa, hanno consentito di raccogliere dati e informazioni riguardo agli aspetti sintomatologici, di incidenza, e diffusione della malattia. I sopralluoghi sono stati effettuati in impianti della cv. Hayward di diversa età e, in molti casi, si è proceduto alla valutazione della sintomatologia interna a livello del colletto. Questi rilievi hanno riguardato circa mille piante.di queste, il 20% mostrava un imbrunimento marcato del legno e/o tacche necrotiche ben definite, le prime cerchia annuali erano configurate regolarmente, mentre le più esterne presentavano un caratteristico andamento irregolare e sinuoso. Circa il 15%, invece, era interessato da imbrunimenti meno marcati a cui non sempre corrispondeva l irregolarità delle cerchia di accrescimento. Procedendo a sezionare trasversalmente a vari livelli i tronchi delle piante con evidente ipertrofia, risultava che l intensità dell alterazione cromatica era sempre costante. In sezione longitudinale, le aree necrotiche diminuivano diametralmente assumendo una forma conica.tale imbrunimento era rilevabile anche a livello delle radici primarie; nelle branche, invece, appariva meno evidente fino a scomparire completamente nei rami più giovani.a volte, nelle piante colpite veniva rilevata anche la presenza di carie del legno. In generale, in base ai dati finora raccolti, l incidenza media di piante con sola elefantiasi è stata stimata attorno al 10%. Gli effetti dell elefantiasi sulla produzione sono stati valutati considerando i frutti prodotti da piante sintomatiche e da piante sane. I dati raccolti hanno evidenziato differenze significative nella pezzatura, soprattutto per quanto riguarda il parametro altezza che, risultando minore, conferisce a tali frutti una forma più arrotondata. Tuttavia, la significativa perdita di produzione nelle piante ammalate sembra maggiormente indotta dal numero inferiore di frutti prodotti. Coinvolte numerose specie fungine Le prime indagini eziologiche su piante con i tipici sintomi hanno escluso la presenza di virus, citoplasmi e batteri fitopatogeni. Gli studi sono così proseguiti indirizzando le analisi di laboratorio alla ricerca dell eventuale presenza di agenti fungini. Queste sono state effettuate su porzioni di tronchi sezionati trasversalmente a vari livelli, branche di diversa età, radici e polloni. I miceti collezionati sono stati classificati sia mediante osservazione al microscopio ottico

4 delle strutture riproduttive, sia molecolarmente con la tecnica PCR (polymerase chain reaction) e successivo sequenziamento degli amplificati ottenuti. I generi fungini, associati alla malattia e maggiormente riscontrati, sono stati in ordine decrescente: Fusarium, principalmente della specie solani (21,9%), Phialophorasimili (14,1%), Cylindrocarpon (2,8%) e Phomopsis (0,4%). Oltre a questi, è risultata pure una presenza media del 6,5% di basidiomiceti. I dati ottenuti hanno anche evidenziato che i funghi del gruppo Phialophora-simili veniva no isolati in tutte le parti vegetali, ad eccezione delle radici. Il genere Fusarium non veniva riscontrato nei polloni, mentre Phomopsis spp. era occasionalmente presente solo a livello delle varie ramificazioni. Gli isolati di Phialophora-simili, analizzati molecolarmente, sono stati identificati in tre generi: Phaeoacremonium, Cadophora e Lecythophora. Nell ambito del genere Phaeoacremonium sono state classificate le specie aleophilum e mortoniae; nel genere Cadophora, le specie luteo-olivacea e melinii; in quello Lecythophora, la specie luteoviridis. I ceppi di F. solani sono stati caratterizzati sotto l aspetto filogenetico per stabilire la loro eventuale appartenenza a forme speciali. L allineamento delle sequenze ha evidenziato un ampia variabilità fra i ceppi; tuttavia il 21% degli isolati non rientrava in nessuna forma specialis di riferimento.analisi biochimiche sono state inoltre effettuate mediante tecniche chimico-fisiche, quali la gascromatografia associata alla spettrometria di massa (GC-MS), per evidenziare la presenza di sostanze ormoniche stimolanti la crescita come l acido indolacetico (IAA). Queste sono state condotte su 14 isolati di F. solani diversi sotto l aspetto morfo-biologico. I risultati hanno confermato una loro variabilità pure nella produzione di tale ormone. Recentemente sono state effettuate analisi micologiche anche su materiale di propagazione. Molti degli astoni (85%) risultavano esenti dai miceti implicati nell elefantiasi, mentre il 15% evidenziava la stessa micoflora associabile a piante adulte con le manifestazioni della malattia. Dal punto di vista quali-quantitativo, il gruppo dei funghi Phialophora-simili è stato riscontrato con la stessa incidenza (1%) negli astoni e nelle piante adulte, mentre la presenza di F. solani è risultata differente: 7% e 22%, rispettivamente. Negli astoni tali miceti non sono mai stati isolati assieme, mentre negli impianti produttivi erano Sez ioni trasversali di un tronco ipertrofico con evidente imbrunimento e irregolarità delle cerchia annuali di accrescimento. frequentemente associati nella stessa pianta ammalata. Infine, Cylindrocarpon é stato isolato in entrambe le tipologie di materiale con valori inferiori al 10%. Alcuni funghi appartenenti al genere Phaeoacremonium, gruppo Phialophora-simili, sono segnalati quali agenti debilitanti in piante di vite con mal dell esca e in piante di actinidia con carie. Su queste basi, si è ipotizzato l insediamento di questi funghi nelle fasi iniziali di sviluppo delle piante, riducendone la vigoria e facilitando così la successiva infezione da parte di altri miceti, quali Fusarium e Cylindrocarpon. La loro penetrazione potrebbe avvenire attraverso ferite prodotte da tagli di potatura o altre soluzioni di continuità presenti nelle piante, sia sulla parte aerea che radicale. Su tale ipotesi sono state allestite specifiche prove di patogenicità su piante di 1-2 anni allevate in vaso. Dopo 3 mesi dall inoculazione artificiale sono stati prelevati frammenti di tessuto dalla zona d inoculo e a circa 3 cm sopra e sotto questa. Le analisi di laboratorio hanno consentito di accertare la vitalità dei funghi inoculati. Alcune piante, suddivise in diverse tesi, sono state poi trasferite in pieno campo per verificare, nel corso degli anni, l eventuale espressione dell ipertrofia del tronco. La lotta è preventiva L elefantiasi dell actinidia si configura come una fitopatia ad eziologia complessa e, seppure presente nelle aree di coltivazione con valori medi di incidenza generalmente inferiori al 10%, c è stato un forte interessamento al fine di approfondirne gli aspetti che la caratterizzano. Le ricerche condotte hanno riguardato in maniera particolare i funghi maggiormente isolati da piante adulte. La loro presenza è stata stabilita anche in giovani astoni, facendo supporre un possibile ruolo epidemiologico dei materiali di propagazione. La reale eziologia del fenomeno fitopatologico resta comunque ancora da accertare. Riguardo a ciò, si ritiene che l ipertrofia del tronco possa essere messa in relazione alla capacità di alcuni isolati di F. solani di produrre ormoni promotori della crescita, come IAA. Infatti, in letteraura è noto che alte concentrazioni di IAA possono indurre manifestazioni simili a quelle associate all infezione di alcuni funghi fitopatogeni, fra queste la formazione di tumori e anomalie a danno di organi della pianta. Precise strategie di intervento per contrastare la malattia non sono ancora proponibili, per cui al momento è consigliabile solamente l adozione di misure di lotta di tipo preventivo; fra queste rientrano sicuramente l utilizzo di materiali di moltiplicazione sani e una corretta conduzione agronomica degli impianti.

5 LA CARIE CONTINUA A COLPIRE La malattia è molto diffusa e la stima della sua presenza è resa difficoltosa dal possibile mascheramento dei sintomi. Il danno sulla produzione è rappresentato non solo dalla minor quantità di frutti commercializzabili, ma anche dall alterata maturazione di quelli destinati alla conservazione. Fabio Osti, Stefano Di Marco Istituto di Biometeorologia - CNR, Bologna La carie dell actinidia è una malattia cronica ad eziologia complessa che provoca deperimento del legno. Le prime segnalazioni sono scaturite nella seconda metà degli anni Novanta, da impianti emiliano-romagnoli dove la distribuzione si è rivelata subito importante. Tali osservazioni sono state motivo di immediata preoccupazione nei confronti della malattia, tanto da renderla oggetto di progetti di ricerca promossi dal Crpv e finanziati dalla Regione Emilia-Romagna. Grazie all attività di ricerca, è stato possibile evidenziare un processo patogenetico complesso che in tutti i casi vede un alterazione del legno attraverso la partecipazione di funghi vascolari, quali Phaeoacremonium aleophilum, Phaeoacremonium parasiticum e Cadophora malorum e del basidiomicete Fomitiporia mediterranea. La molteplicità dei microrganismi fungini coinvolti si riflette anche in una varietà di alterazioni del legno, dalla carie bianca, di norma diffusa e prevalente, alle necrosi brune e dure, che possono essere presenti anche su piante giovani. Attualmente gli sforzi della ricerca sono volti a meglio definire il ruolo e l importanza dei microrganismi coinvolti, al pari di alcuni aspetti dell epidemiologia. Lo scopo scopo ultimo è quello di giungere allo sviluppo di una strategia di contenimento della malattia e dei suoi effetti, che possa rivelarsi efficace nella salvaguardia sia della qualità e quantità della produzione, sia della sanità e longevità degli impianti. Come si espande la malattia L esordio stagionale nell impianto dei sintomi di carie dell actinidia è di norma regolare e può essere posizionato a inizio estate, circa 30 giorni dopo la piena fioritura. La manifestazione è piuttosto aspecifica ed era stata inizialmente confusa con alterazioni della nutrizione (carenza di potassio): su alcune foglie compaiono piccole decolorazioni clorotiche sparse per la lamina fogliare; successivamente la decolorazione necrotizza formando un areola poligonale dal contorno definito. Nel corso della stagione le areole possono fondersi tra loro e interessare l intera foglia, che si accartoccia, dissecca e cade prematuramente. Nei casi più gravi i tralci colpiti si defogliano completamente e possono subire fenomeni di disseccamento. Durante la stagione vegetativa la manifestazione sintomatologica si espande in campo, interessando sempre più piante nell impianto e sempre più tralci nell ambito di una stessa pianta sintomatica (fig. 1). Generalmente i frutti mostrano mostrano una pezzatura inferiore alla norma pur essendo privi di sintomi esterni e spesso commercializzabili, dunque sottoposti al regolare processo di conservazione. I frutti provenienti da piante sintomatiche sono tuttavia soggetti a uno sviluppo anomalo e presentano un processo di maturazione differenziato rispetto a quanto avviene per i frutti da piante non sintomatiche, con possibili alterazioni di caratteristiche legate alla qualità del prodotto finale (tab. 1). Tab. 1 EVOLUZIONE BIOCHIMICA DEI FRUTTI DI PIANTE SANE Provenienza dei frutti Valori alla raccolta Valori dopo la frigoconservazione Acidità totale Pianta apparentemente sana 1,64 0,71 Pianta con sintomi di carie 1,49 1,09 Zuccheri riducenti (%) Pianta apparentemente sana 2,8 7,70 Pianta con sintomi di carie 3,1 3,93 Tale danno non manifesto si aggiunge alla perdita di produzione derivante dai frutti che non raggiungono una pezzatura commercialmente accettabile. L esistenza di un ampio periodo stagionale in cui la condizione dell impianto peggiora a causa della malattia, porta a una riflessione più generale sulla gravità del problema, soprattutto in termini di uniformità della produzione proveniente da piante con tralci colpiti a diversi livelli di gravità.

6 Alterazioni a carico del legno I sintomi che la pianta manifesta esteriormente sono il risultato di processi promossi dai microrganismi fungini responsabili della carie. Tali processi hanno origine nel legno, zona di elezione dell infezione, e si protraggono nel tempo senza che la pianta palesi alcuna sintomatologia. L alterazione più evidente all interno del cordone permanente o del tronco della pianta è la carie bianca (da cui il nome attribuito alla malattia), dovuta a F. mediterranea, in cui il legno deteriorato si presenta di colore chiaro e di consistenza spugnosa. Sezioni longitudinali del tronco o del cordone permanente hanno permesso di evidenziare che il processo di alterazione del legno prende generalmente avvio dai tagli di potatura e si espande in senso basipeto con un fronte spesso cuneiforme di avanzamento continuo. Il completo deterioramento dei vasi conseguente alla carie è tale da compromettere la corretta funzionalità degli organi attaccati. L area cariata appare spesso separata dal tessuto sano da una sottile zona di confine bruno-nerastra, verosimilmente dovuta alla reazione della pianta nei confronti dell infezione. Strie longitudinali visibili in sezione trasversale sotto forma di punteggiature più o meno estese sono dovute all azione dei funghi vascolari, che, nonostante la limitata area colonizzata, possono rivestire un ruolo molto importante, al pari di quanto accade nel mal dell esca della vite, per molteplici aspetti assai simile alla carie dell actinidia. Il pericolo dei sintomi mascherati Le segnalazioni di carie di actinidia in Italia e all estero si susseguono con preoccupante frequenza. In Italia, in particolare, sono recenti il caso particolarmente grave del Veneto e segnalazioni che giungono dalla Basilicata. Un indagine realizzata nel 2003 in un centinaio di impianti romagnoli con un età variabile dagli 8 ai 24 anni ha mostrato che la malattia era presente pressoché in tutti gli impianti monitorati, con valori di incidenza piuttosto variabili. In Emilia Romagna la carie si rende visibile in impianti di oltre 9-10 anni e presenta decorso cronico poliennale, caratterizzato da manifestazione erratica del sintomo sulla singola pianta, nell ambito di un progressivo e costante aggravamento delle condizioni dell impianto. Il monitoraggio avviato nel 2003 è proseguito per un quinquennio su una dozzina di impianti di circa 10 anni, evidenziando una crescente diffusione negli anni della malattia nell impianto. La carie è inoltre parsa caratterizzata dal fenomeno di mascheramento dei sintomi, per cui piante attaccate in un dato anno possono non manifestare alcun sintomo nell anno successivo, pur rimanendo, ovviamente, malate. La malattia si rivela così assimilabile al mal dell esca della vite, con cui la carie dell actinidia condivide, peraltro, anche buona parte degli agenti eziologici. Il fenomeno del mascheramento risulta molto pericoloso per la stima della presenza della malattia in campo. Infatti ad ogni rilievo ciascuna pianta mascherante apparirà completamente non sintomatica e, pur essendo malata, non sarà considerata tale, inducendo una sottostima della reale presenza e pericolosità della malattia. Solamente la registrazione puntuale dello stato patologico di ciascun individuo e la conservazione di tale informazione negli anni, ad esempio attraverso bandellature o annotazioni in mappe di campo, può permettere di giungere alla miglior stima delle condizioni dell impianto, attraverso il calcolo della percentuale di piante malate, indipendentemente dal loro stato sintomatologico. Per il contenimento mastici e capitozzature Un efficace lotta contro questa malattia è al momento di difficile attuazione a causa della complessità eziologica, della permanenza dei patogeni all interno del tessuto legnoso della pianta e, infine, dell andamento cronico e della erraticità del sintomo fogliare. La possibilità di giungere a strategie di lotta veramente efficaci dipende strettamente dal progredire delle conoscenze sugli aspetti eziologici ed epidemiologici fondamentali della malattia. Le ferite di potatura rappresentano una fondamentale via di penetrazione, particolarmente nei centri vegetativi dei cordoni permanenti, caratterizzati da numerose e ravvicinate superfici di taglio. La protezione di tali superfici con mastici risulterebbe perciò fondamentale, pur se resa difficoltosa da pratiche agronomiche che prevedono operazioni di potatura protratte lungo l intera stagione fredda ed ulteriormente ripetute in piena stagione vegetativa. La pratica della capitozzatura del tronco di soggetti infetti e la successiva ricostruzione della pianta a partire da getti dell anno sembra, al momento, fornire risultati interessanti, anche se l attuazione di tale pratica andrebbe valutata di volta in volta in funzione dello stato generale dell impianto su cui effettuare la capitozzatura, della possibilità di gestire l impianto dopo l operazione, della sostenibilità economica dell operazione, ecc. In alcuni casi, infatti, la capitozzatura dell intero imfunghi pianto può essere consigliata, al fine di avere un risultato più facilmente gestibile, in termini di fertirrigazione e altri interventi agronomici, con piante paragonabili per età. Ulteriori ricerche sono volte alla verifica dei seguenti aspetti: l applicazione di prodotti biologici per la protezione di ferite fresche di potatura, il ruolo di alcuni nutrienti, ferro in particolare, sulla malattia e sullo sviluppo dei deterioramenti del legno, l eventuale effetto di alcuni parametri del suolo sulla manifestazione della malattia e infine la comprensione degli effetti della malattia sulla produzione. Fine ultimo di tali sforzi sarà quello di conseguire il contenimento della manifestazione della malattia e il danno alla produzione, fornendo utili strumenti decisionali per la gestione dell impianto in presenza della malattia. In conclusione, i risultati ottenuti in questi anni nello studio della carie dell actinidia hanno delineato un quadro di preoccupante espansione della malattia. Indicazioni importanti sono scaturite circa un effetto della malattia sulla qualità e sulla omogeneità della produzione, così come su aspetti epidemiolgici e ambientali. Queste ultime indicazioni sono meritevoli di ulteriori approfondimenti finalizzati a una più attenta gestione del frutteto dall impianto alla commercializzazione del frutto, al fine di migliorare le condizioni dell impianto e di garantire la qualità della produzione anche in presenza di carie dell actinidia.

MALATTIE E TECNICHE DI CONTENIMENTO

MALATTIE E TECNICHE DI CONTENIMENTO Le prospettive del vivaismo viticolo europeo MALATTIE E TECNICHE DI CONTENIMENTO Elisa Angelini CRA VIT Centro di Ricerca per la Viticoltura Conegliano (TV) 1. Giallumi (Flavescenza dorata e Legno nero):

Dettagli

GLERA E PINOT GRIGIO: NUOVE PREOCCUPAZIONI SANITARIE?

GLERA E PINOT GRIGIO: NUOVE PREOCCUPAZIONI SANITARIE? GLERA E PINOT GRIGIO: NUOVE PREOCCUPAZIONI SANITARIE? Elisa Angelini elisa.angelini@entecra.it C.R.A. Centro di Ricerca per la Viticoltura Conegliano (TV) Foto P. Marcuzzo Foto G. Rama UN PO DI

Dettagli

Concimare senza sprechi, con la massima efficacia, salvaguardando la natura. melo, pero, kiwi. schede colturali - volume 4

Concimare senza sprechi, con la massima efficacia, salvaguardando la natura. melo, pero, kiwi. schede colturali - volume 4 Concimare senza sprechi, con la massima efficacia, salvaguardando la natura melo, pero, kiwi schede colturali - volume 4 I prodotti che AGM fabbrica con destinazione speciale per frutteti, sono stati testati

Dettagli

APPROCCI INNOVATIVI NELLA GESTIONE DEGLI IMPIANTI DI ALBICOCCO

APPROCCI INNOVATIVI NELLA GESTIONE DEGLI IMPIANTI DI ALBICOCCO SEMINARIO TECNICO ALBICOCCHE DI QUALITA :tecniche agronomiche, innovazione varietale e strategie di mercato APPROCCI INNOVATIVI NELLA GESTIONE DEGLI IMPIANTI DI ALBICOCCO Sala Consiliare Comune di Scanzano

Dettagli

COS E LA PRODUZIONE INTEGRATA?

COS E LA PRODUZIONE INTEGRATA? Cos è la Produzione Integrata (PI). Con questo scritto desidero fare una cronistoria sulla produzione integrata, un sistema di lotta iniziato negli anni 80, dove un ticinese nella persona del Dott. Mario

Dettagli

Effetti dell incendio sull ambiente

Effetti dell incendio sull ambiente Effetti dell incendio sull ambiente Dott. For. Antonio Brunori Effetti del fuoco Il fuoco danneggia e spesso distrugge il bosco, per valutare le effettive conseguenze di un incendio su un ecosistema forestale

Dettagli

Danni insoliti da tripidi sul frutto melo

Danni insoliti da tripidi sul frutto melo Danni insoliti da tripidi sul frutto melo L osservazione e lo studio di sintomi su piante o frutti fa parte delle attività della Sezione Difesa delle Piante presso il Centro per la Sperimentazione Agraria

Dettagli

La prima cosa che dovremmo ricordarci pensando ad un

La prima cosa che dovremmo ricordarci pensando ad un COME FUNZIONA UN ALBERO di Mario Carminati e Massimo Ranghetti La prima cosa che dovremmo ricordarci pensando ad un albero è che si tratta di un essere vivente, proprio come noi. È un fatto scontato, certo,

Dettagli

IL CINIPIDE GALLIGENO DEL CASTAGNO

IL CINIPIDE GALLIGENO DEL CASTAGNO IL CINIPIDE GALLIGENO DEL CASTAGNO ifesa delle oreste Dryocosmus kuriphilus Yat su matsu Hymenoptera Cynipidae Cos è il Cinipide galligeno del castagno? L imenottero cinipide Dryocosmus kuriphilus Yatsumatsu

Dettagli

ΕΡΓ. ΓΕΩΡΓΙΚΗΣ ΜΗΧΑΝΟΛΟΓΙΑΣ TEL.: (+30210)5294040 FAX: (+301)5294032 ΚΑΘ. Ν. ΣΥΓΡΙΜΗΣ email:ns@aua.gr, www.aua.gr/ns

ΕΡΓ. ΓΕΩΡΓΙΚΗΣ ΜΗΧΑΝΟΛΟΓΙΑΣ TEL.: (+30210)5294040 FAX: (+301)5294032 ΚΑΘ. Ν. ΣΥΓΡΙΜΗΣ email:ns@aua.gr, www.aua.gr/ns ORTICOLE IN SERRA Preparazione del terreno Trapianto Post-Trapianto Inizio accrescimento vegetativo Accrescimento vegetativo Fioritura Allegagione Ingrossamento bacche frutti Invaiatura Maturazione Obiettivo/Problema

Dettagli

Sintesi dei risultati ottenuti nel primo anno di sperimentazione

Sintesi dei risultati ottenuti nel primo anno di sperimentazione Sintesi dei risultati ottenuti nel primo anno di sperimentazione Linea 1 Nella linea 1 sono state impiantate due prove di confronto parcellare nei due siti sperimentali di Antria e Marciano. Il materiale

Dettagli

IASMA Notizie DIFESA ESTIVA DELL OLIVO

IASMA Notizie DIFESA ESTIVA DELL OLIVO IASMA Notizie OLIVICOLTURA Notiziario tecnico del Centro Trasferimento Tecnologico della Fondazione Edmund Mach - Istituto Agrario di S. Michele all Adige 24 giugno 2011 n. 2 IASMA Notizie n. 28 - Anno

Dettagli

Tecnici coinvolti: Michele Baudino*; Alessandro Costanzo **; Diego Scarpa **

Tecnici coinvolti: Michele Baudino*; Alessandro Costanzo **; Diego Scarpa ** MELONE Tecnici coinvolti: Michele Baudino*; Alessandro Costanzo **; Diego Scarpa ** * Tecnico CReSO ; Tecnici SATA / Cadir Lab. Elenco delle cultivar poste a confronto Varietà Ditta Tip. Agustino Rijk

Dettagli

Basilico, per ogni destinazione il sistema di coltivazione giusto

Basilico, per ogni destinazione il sistema di coltivazione giusto Basilico, per ogni destinazione il sistema di coltivazione giusto Floating system per la produzione di mazzetti e il tappettino subirrigante per le piantine. Due innovazioni adottate dall azienda Ricci

Dettagli

TELLUS L amore per il proprio raccolto inizia da radici sane

TELLUS L amore per il proprio raccolto inizia da radici sane Agrofarmaco biologico per la prevenzione delle malattie fungine del terreno TELLUS L amore per il proprio raccolto inizia da radici sane NOVITà TELLUS: la nuova risorsa per una crescita vigorosa TELLUS

Dettagli

Fitopro s.r.l. - Milano. Servizio Fitosanitario Regionaledel Veneto - Bovolino di Buttapietra (VR)

Fitopro s.r.l. - Milano. Servizio Fitosanitario Regionaledel Veneto - Bovolino di Buttapietra (VR) LOTTA ANTIPERONOSPORICA SU VITE IN REGIME DI AGRICOLTURA BIOLOGICA: CONFRONTO TRA STRATEGIA A PROTEZIONE CONTINUA E STRATEGIA SUPPORTATA DAL MODELLO EPI. VENETO, BIENNIO 2007/2008 M. Buccini 1, G. Rho

Dettagli

Verifica - Conoscere le piante

Verifica - Conoscere le piante Collega con una linea nome, descrizione e disegno Verifica - Conoscere le piante Erbe Hanno il fusto legnoso che si ramifica vicino al terreno. Alberi Hanno il fusto legnoso e resistente che può raggiungere

Dettagli

Flavescenza dorata (FD) Diffusione epidemica Vettore: cicalina Scaphoideus

Flavescenza dorata (FD) Diffusione epidemica Vettore: cicalina Scaphoideus L AVANZAMENTO DELLA RICERCA SULLA RESISTENZA ALLA FLAVESCENZA DORATA Elisa Angelini CRA-VIT Centro di Ricerca per la Viticoltura, Conegliano (TV) DUE GIALLUMI IMPORTANTI IN EUROPA ED ITALIA Flavescenza

Dettagli

Densità di impianto: distanza tra le piante sul filare e tra i filari (da Fregoni 1984 e Calò 1987)

Densità di impianto: distanza tra le piante sul filare e tra i filari (da Fregoni 1984 e Calò 1987) Densità di impianto: distanza tra le piante sul filare e tra i filari (da Fregoni 1984 e Calò 1987) Prima regola: oltre un certo carico produttivo per ceppo la qualità diminuisce ( ) Fittezza in relazione

Dettagli

Istituto Tecnico Agrario Giuseppe Vivarelli Azienda Agraria Didattica VALUTAZIONE TECNICO AGRONOMICA DELLA SEMINA SU SODO DI GRANO DURO

Istituto Tecnico Agrario Giuseppe Vivarelli Azienda Agraria Didattica VALUTAZIONE TECNICO AGRONOMICA DELLA SEMINA SU SODO DI GRANO DURO Istituto Tecnico Agrario Giuseppe Vivarelli Azienda Agraria Didattica VALUTAZIONE TECNICO AGRONOMICA DELLA SEMINA SU SODO DI GRANO DURO FABRIANO 06 MAGGIO 2014 1 Fig 1 Intervento di semina su sodo con

Dettagli

IL SUOLO AMBIENTE VIVO gli organismi che vivono nel suolo

IL SUOLO AMBIENTE VIVO gli organismi che vivono nel suolo IL SUOLO AMBIENTE VIVO gli organismi che vivono nel suolo Le forze inorganiche creano sempre solo l inorganico. Mediante una forza superiore che agisce nel corpo vivente, al cui servizio sono le forze

Dettagli

Gestione delle avversità in agricoltura biologica

Gestione delle avversità in agricoltura biologica Gestione delle avversità in agricoltura biologica Anna La Torre Consiglio per la ricerca in agricoltura e l analisi dell economia agraria Centro di ricerca per la patologia vegetale «Noi ereditiamo la

Dettagli

Tecniche apistiche: il controllo della sciamatura

Tecniche apistiche: il controllo della sciamatura Tecniche apistiche: il controllo della sciamatura Obiettivi: - evitare o ridurre il fenomeno della sciamatura - conservare le api nell alveare o nell apiario (sciamatura temporanea) I metodi sono diversi

Dettagli

www.sipcamitalia.it Questo contenuto ti è offerto da: Articolo tratto da: Edizioni L Informatore Agrario

www.sipcamitalia.it Questo contenuto ti è offerto da: Articolo tratto da: Edizioni L Informatore Agrario Questo contenuto ti è offerto da: www.sipcamitalia.it Articolo tratto da: Edizioni L Informatore Agrario Tutti i diritti riservati, a norma della Legge sul Diritto d Autore e le sue successive modificazioni.

Dettagli

Funghi e micotossine

Funghi e micotossine Funghi e micotossine Roberto Causin, Dipartimento TeSAF, Sezione Patologia Vegetale, Università degli Studi di Padova 1.1 Aspetti generali Si conoscono decine di generi e specie fungine (muffe) in grado

Dettagli

frutto rosso Asia minore, frutto nero America del nord, mora giapponese Cina

frutto rosso Asia minore, frutto nero America del nord, mora giapponese Cina PICCOLI FRUTTI Piccoli frutti è di derivazione inglese small fruits, che sta a indicare non tanto la minore importanza di queste coltivazioni, quanto semplicemente la piccola pezzatura dei frutti stessi.

Dettagli

Innesti e Tecniche di Riproduzione

Innesti e Tecniche di Riproduzione Data inizio: 7-11-2011 Alberi da frutto Innesti e Tecniche di Riproduzione Sommario Perché innestiamo? 1 Innesto a Spacco 2 Innesto a Corona 3 Innesto a Triangolo 4 Innesti a Occhio 5 Innesto a Spacco

Dettagli

Le piante. Piante senza fiori Piante con fiori. La radice Il fusto La foglia Il fiore I frutti e i semi

Le piante. Piante senza fiori Piante con fiori. La radice Il fusto La foglia Il fiore I frutti e i semi Le piante Le piante Piante senza fiori Piante con fiori La radice Il fusto La foglia Il fiore I frutti e i semi Piante senza fiori Milioni di anni fa esistevano sulla Terra soltanto piante senza fiori

Dettagli

INFLUENZA. Che cos è

INFLUENZA. Che cos è INFLUENZA Che cos è L influenza è una malattia infettiva provocata da virus del genere Othomixovirus che colpiscono le vie aeree come naso, gola e polmoni. I soggetti colpiti nel nostro Paese vanno dai

Dettagli

4. Quali possono essere le complicazioni dell influenza e quali sono le persone a rischio?

4. Quali possono essere le complicazioni dell influenza e quali sono le persone a rischio? Dipartimento federale dell'interno DFI Ufficio federale della sanità pubblica UFSP Malattie trasmissibili Stato al 05.10.2010 FAQ Influenza stagionale 1. Cos è l influenza? 2. Come si trasmette l influenza?

Dettagli

ogni giorno in prima linea

ogni giorno in prima linea Servizio itosanitario Emilia-Romagna ogni giorno in prima linea proteggere le coltivazioni, le alberature, i parchi e le aree verdi dell'emilia-romagna da organismi nocivi fornire un supporto specialistico

Dettagli

Presentazione ed utilizzo di VitiMeteo-Plasmopara

Presentazione ed utilizzo di VitiMeteo-Plasmopara Presentazione ed utilizzo di VitiMeteo-Plasmopara VitiMeteo-Plasmopara consente di affinare la lotta contro la peronospora, senza tralasciare gli episodi d infezioni importanti e permette di evitare dei

Dettagli

Con la vaccinazione l influenza si allontana. La prevenzione dell influenza

Con la vaccinazione l influenza si allontana. La prevenzione dell influenza Con la vaccinazione l influenza si allontana La prevenzione dell influenza La vaccinazione antinfluenzale è il mezzo più efficace di protezione dalla malattia e di riduzione delle sue complicanze per le

Dettagli

III.8.2 Elementi per il bilancio idrico del lago di Bracciano

III.8.2 Elementi per il bilancio idrico del lago di Bracciano III.8.2 Elementi per il bilancio idrico del lago di Bracciano (Fabio Musmeci, Angelo Correnti - ENEA) Il lago di Bracciano è un importante elemento del comprensorio della Tuscia Romana che non può non

Dettagli

PRODUTTIVITÁ DELLE SRC NELL APPENNINO CALABRESE. Sara Bergante Gianni Facciotto, Laura Rosso, Giuseppe Nervo, Enrico Allasia, Franco Fazio

PRODUTTIVITÁ DELLE SRC NELL APPENNINO CALABRESE. Sara Bergante Gianni Facciotto, Laura Rosso, Giuseppe Nervo, Enrico Allasia, Franco Fazio PRODUTTIVITÁ DELLE SRC NELL APPENNINO CALABRESE Sara Bergante Gianni Facciotto, Laura Rosso, Giuseppe Nervo, Enrico Allasia, Franco Fazio 1 Ambito della ricerca Nella primavera 2009 l Unità di Ricerca

Dettagli

«DOVE SI TROVANO I BATTERI?»

«DOVE SI TROVANO I BATTERI?» 1 a STRATEGIA EVITARE LA CONTAMINAZIONE conoscere «DOVE SI TROVANO I BATTERI?» I batteri si trovano ovunque nell ambiente (aria, acqua, suolo ed esseri viventi): Sono presenti sulle materie prime, ad es.

Dettagli

L influenza del suolo sulla performance viticola: DALL APPARATO RADICALE ALLA QUALITÀ DEL VINO

L influenza del suolo sulla performance viticola: DALL APPARATO RADICALE ALLA QUALITÀ DEL VINO L influenza del suolo sulla performance viticola: DALL APPARATO RADICALE ALLA QUALITÀ DEL VINO Fabrizio Battista, Federica Gaiotti, Davide Mosetti, Gilberto Bragato, Diego Tomasi CRA-VIT CENTRO DI RICERCA

Dettagli

GUIDA AL COMPOSTAGGIO DOMESTICO

GUIDA AL COMPOSTAGGIO DOMESTICO Comune di CORI (Lt) Assessorato all RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA GUIDA AL COMPOSTAGGIO DOMESTICO pagina 1 SOMMARIO Premessa... 3 1 Principi generali: Cos è il Compostaggio... 4 2 Cosa mettere nella

Dettagli

1. Quando si devono potare le rose? 2. Come disporre i rami delle rose rampicanti? 3. Qual è il periodo migliore per piantare una rosa?

1. Quando si devono potare le rose? 2. Come disporre i rami delle rose rampicanti? 3. Qual è il periodo migliore per piantare una rosa? 1. Quando si devono potare le rose? a) I Rosai rampicanti e arbustivi: non si potano in quanto fioriscono sui rami (sarmenti) dell anno precedente; se potiamo, la produzione di fiori viene ridotta a circa

Dettagli

NUOVI STRUMENTI OTTICI PER IL CONTROLLO DI LABORATORIO E DI PROCESSO

NUOVI STRUMENTI OTTICI PER IL CONTROLLO DI LABORATORIO E DI PROCESSO NUOVI STRUMENTI OTTICI PER IL CONTROLLO DI LABORATORIO E DI PROCESSO Mariano Paganelli Expert System Solutions S.r.l. L'Expert System Solutions ha recentemente sviluppato nuove tecniche di laboratorio

Dettagli

Corso di formazione Servizio sanitario regionale Regione Emilia romagna

Corso di formazione Servizio sanitario regionale Regione Emilia romagna Corso di formazione Servizio sanitario regionale Regione Emilia romagna AGGIORNAMENTI SUL CONTROLLO IGIENICO-SANITARIO DELL APICOLTURA Brisighella (RA) 13 settembre 2013 Evoluzione del controllo dell apicoltura

Dettagli

FONDO MUTUALISTICO ALTRI SEMINATIVI

FONDO MUTUALISTICO ALTRI SEMINATIVI PREMESSA Si assiste sempre più spesso ad andamenti meteorologici imprevedibili e come tali differenti dall ordinario: periodi particolarmente asciutti alternati ad altri particolarmente piovosi. Allo stesso

Dettagli

L Ozono è un gas altamente reattivo, di odore pungente e ad elevate concentrazioni di colore blu, dotato di un elevato potere ossidante.

L Ozono è un gas altamente reattivo, di odore pungente e ad elevate concentrazioni di colore blu, dotato di un elevato potere ossidante. Ozono (O 3 ) Che cos è Danni causati Evoluzione Metodo di misura Che cos è L Ozono è un gas altamente reattivo, di odore pungente e ad elevate concentrazioni di colore blu, dotato di un elevato potere

Dettagli

Tecniche di restauro vegetazionale nei lavori forestali della Provincia Autonoma di Trento La Plagne 13 giugno 2014

Tecniche di restauro vegetazionale nei lavori forestali della Provincia Autonoma di Trento La Plagne 13 giugno 2014 Tecniche di restauro vegetazionale nei lavori forestali della Provincia Autonoma di Trento La Plagne 13 giugno 2014 Gli interventi di ripristino vegetazionale rappresentano la fase conclusiva dei lavori

Dettagli

vien... Alcune indicazioni pratiche per un alimentazione equilibrata Dipartimento di Prevenzione a cura di Tiziana Longo e Roberta Fedele

vien... Alcune indicazioni pratiche per un alimentazione equilibrata Dipartimento di Prevenzione a cura di Tiziana Longo e Roberta Fedele ERVIZIO ANITARIO REGIONALE A Azienda ervizi anitari N 1 triestina la vien... alute angiando M Alcune indicazioni pratiche per un alimentazione equilibrata a cura di Tiziana Longo e Roberta Fedele Dipartimento

Dettagli

I FABBISOGNI NUTRIZIONALI NELL ANZIANO. Chivasso, Ciriè, Ivrea 2011

I FABBISOGNI NUTRIZIONALI NELL ANZIANO. Chivasso, Ciriè, Ivrea 2011 I FABBISOGNI NUTRIZIONALI NELL ANZIANO Chivasso, Ciriè, Ivrea 2011 FABBISOGNI NUTRIZIONALI NELL ANZIANO Proteine: 1-1,2 g/kg/die; Calorie: 20-30/kg/die Es.: anziano di 60 kg 60-72 g di proteine; 1200-1800

Dettagli

Controllo Integrato delle infestanti dell'actinidia. INFESTANTI CRITERI DI INTERVENTO SOSTANZE ATTIVE % S.a. DOSE l/ha ANNO Indipendentemente dal

Controllo Integrato delle infestanti dell'actinidia. INFESTANTI CRITERI DI INTERVENTO SOSTANZE ATTIVE % S.a. DOSE l/ha ANNO Indipendentemente dal INFESTANTI CRITERI DI INTERVENTO SOSTANZE ATTIVE % S.a. DOSE l/ha ANNO Graminacee e Interventi chimici: Glifosate 30.40 9 l/ha Consigliabili le applicazioni nel periodo autunnale. L'uso di diserbanti può

Dettagli

Laore. Riconoscimento e lotta alle principali avversità del pomodoro da mensa in coltura protetta. guida illustrata

Laore. Riconoscimento e lotta alle principali avversità del pomodoro da mensa in coltura protetta. guida illustrata Laore Agenzia regionale per lo sviluppo in agricoltura Riconoscimento e lotta alle principali avversità del pomodoro da mensa in coltura protetta guida illustrata Riconoscimento e lotta alle principali

Dettagli

Affidabilità senza condizioni

Affidabilità senza condizioni NOVITÀ Affidabilità senza condizioni Pergado: fungicida antiperonosporico per la vite Mandipropamid, una molecola dalle caratteristiche innovative Mandipropamid, molecola originale della ricerca Syngenta,

Dettagli

Giorni ideali per il taglio del legname nell anno 2015.

Giorni ideali per il taglio del legname nell anno 2015. Giorni ideali per il taglio del legname nell anno 2015. Giorni favorevoli per il taglio di legname da costruzione e uso falegnameria. Gli alberi dai quali si ricava legname da costruzione e per la fabbricazione

Dettagli

La degenerazione maculare legata all età (AMD) Informazioni ai malati -Progetto EUFEMIA

La degenerazione maculare legata all età (AMD) Informazioni ai malati -Progetto EUFEMIA Che cos è la degenerazione maculare? La degenerazione maculare è una malattia che interessa la regione centrale della retina (macula), deputata alla visione distinta necessaria per la lettura, la guida

Dettagli

SEMINA DIRETTA (SENZA ARATURA) E CONCIMAZIONE ORGANICA LOCALIZZATA ALLA SEMINA DI GRANO TENERO: VANTAGGI AGRONOMICI ED ECONOMICI

SEMINA DIRETTA (SENZA ARATURA) E CONCIMAZIONE ORGANICA LOCALIZZATA ALLA SEMINA DI GRANO TENERO: VANTAGGI AGRONOMICI ED ECONOMICI SEMINA DIRETTA (SENZA ARATURA) E CONCIMAZIONE ORGANICA LOCALIZZATA ALLA SEMINA DI GRANO TENERO: VANTAGGI AGRONOMICI ED ECONOMICI Anno 2006/2007 A cura dell ufficio Agronomico Italpollina Spa OBIETTIVO

Dettagli

Che cos'è il radon? Il gas radon è rilevabile con i sensi?

Che cos'è il radon? Il gas radon è rilevabile con i sensi? Che cos'è il radon? Il Radon è un gas inodore e incolore presente in natura. Il suo isotopo (atomo di uno stesso elemento chimico con numero di protoni fisso e numero di neutroni variabile) 222Rn è radioattivo

Dettagli

PRODURRE BENE ANCHE SENZA CONCIMARE: I RISULTATI DEL PROGETTO FERTIRAZ NELL AREA DEL CAVALLINO

PRODURRE BENE ANCHE SENZA CONCIMARE: I RISULTATI DEL PROGETTO FERTIRAZ NELL AREA DEL CAVALLINO Studio di tecniche innovative per la razionalizzazione dell uso di fertilizzanti abbinato alla razionalizzazione della risorsa idrica PRODURRE BENE ANCHE SENZA CONCIMARE: I RISULTATI DEL PROGETTO FERTIRAZ

Dettagli

Altre informazioni sul papilloma virus (HPV)

Altre informazioni sul papilloma virus (HPV) Altre informazioni sul papilloma virus (HPV) Questo è un documento di approfondimento sull HPV. Prima di leggerlo guardate le informazioni di base contenute in Alcune informazioni sull esame per il papilloma

Dettagli

2. L INQUINAMENTO ATMOSFERICO

2. L INQUINAMENTO ATMOSFERICO 2. L INQUINAMENTO ATMOSFERICO L aria è una miscela eterogenea formata da gas e particelle di varia natura e dimensioni. La sua composizione si modifica nello spazio e nel tempo per cause naturali e non,

Dettagli

Numero 7. L allergia alle muffe L esperto informa che

Numero 7. L allergia alle muffe L esperto informa che Numero 7. L allergia alle muffe L esperto informa che Le muffe fanno parte, insieme ai lieviti e ai funghi a cappello sia mangerecci sia velenosi, di un vastissimo quanto eterogeneo gruppo di organismi,

Dettagli

Note al documento: Lo Studio qui descritto è stato condotto dai seguenti professionisti: Dott. For. Alessandra Francesconi. Cod. Descrizione Rev.

Note al documento: Lo Studio qui descritto è stato condotto dai seguenti professionisti: Dott. For. Alessandra Francesconi. Cod. Descrizione Rev. Note al documento: Lo Studio qui descritto è stato condotto dai seguenti professionisti: Dott. For. Alessandra Francesconi Geom. Sara Moretti Progettazione; Elaborazioni grafiche. I INDICE INDICE... I

Dettagli

1 LEZIONE CHE COS E L ALLENAMENTO

1 LEZIONE CHE COS E L ALLENAMENTO 1 LEZIONE CHE COS E L ALLENAMENTO Sono molte le definizioni di allenamento: Definizione generale: E un processo che produce nell organismo un cambiamento di stato che può essere fisico, motorio, psicologico.

Dettagli

Nel moderno allevamento intensivo di specie ittiche, nutrizione e salute del pesce allevato sono due fattori intimamente connessi, da un lato devono

Nel moderno allevamento intensivo di specie ittiche, nutrizione e salute del pesce allevato sono due fattori intimamente connessi, da un lato devono Nel moderno allevamento intensivo di specie ittiche, nutrizione e salute del pesce allevato sono due fattori intimamente connessi, da un lato devono essere soddisfatti i fabbisogni di nutrienti necessari

Dettagli

CENTRO PO DI TRAMONTANA. nei settori orticolo e floricolo

CENTRO PO DI TRAMONTANA. nei settori orticolo e floricolo CENTRO PO DI TRAMONTANA RISULTATI SPERIMENTALI 2014 nei settori orticolo e floricolo 23 SPERIMENTAZIONE E ORIENTAMENTI Per la ventitreesima stagione consecutiva Veneto Agricoltura presenta i risultati

Dettagli

Lotta biologica per la difesa fitosanitaria del castagneto

Lotta biologica per la difesa fitosanitaria del castagneto GAL L ALTRA ROMAGNA S. CONS. A R.L. Via Roma, 24 47027 Sarsina (FC) Tel. 0547.698301 Fax 0547.698345 altrarom@tin.it COD. FISC. e P. IVA 02223700408 www.altraromagna.it PSR ASSE 4 Leader MISURA 412 Azione

Dettagli

Edizioni L Informatore Agrario

Edizioni L Informatore Agrario www.vitaincampagna.it Edizioni L Informatore Agrario Tutti i diritti riservati, a norma della Legge sul Diritto d Autore e le sue sucessive modificazioni. Ogni utilizzo di quest opera per usi diversi da

Dettagli

Progetto, realizzazione e manutenzione di un laghetto da giardino - Direttive generali -

Progetto, realizzazione e manutenzione di un laghetto da giardino - Direttive generali - Progetto, realizzazione e manutenzione di un laghetto da giardino - Direttive generali - (tratto dalla relazione di Martino Buzzi del 17.09.06) Lo stagno: un angolo di natura Avere uno stagno nel proprio

Dettagli

Il clima degli ultimi 50 anni in Veneto

Il clima degli ultimi 50 anni in Veneto Abano Terme, 27 29 Aprile 2007 Il clima degli ultimi 50 anni in Veneto Adriano Barbi, Alessandro Chiaudani, Irene Delillo ARPAV Centro Meteorologico di Teolo Sabato 28 Aprile 2007 In collaborazione con

Dettagli

LE PATATE DA SEME OLANDESI APPROVATE; l importanza della certificazione dei tuberi-seme

LE PATATE DA SEME OLANDESI APPROVATE; l importanza della certificazione dei tuberi-seme LE PATATE DA SEME OLANDESI APPROVATE; l importanza della certificazione dei tuberi-seme LE PATATE DA SEME OLANDESI APPROVATE; l importanza della certificazione dei tuberi-seme Indice L importanza della

Dettagli

loro sedi OGGETTO: Risposta a quesiti su questioni antincendio.

loro sedi OGGETTO: Risposta a quesiti su questioni antincendio. Milano lì Ns. Rif.: 13 novembre 2013 820038.309 Agli Ordini e Collegi aderenti al C.I.P.I. loro sedi K:\Ufficio\07 Documenti\CIPI\820038 Comitato interpr. prevenzione incendi\820038 corrispondenza dal

Dettagli

1.3 IMPORTAZIONE/ESPORTAZIONE DEI RIFIUTI SPECIALI

1.3 IMPORTAZIONE/ESPORTAZIONE DEI RIFIUTI SPECIALI 1.3 IMPORTAZIONE/ESPORTAZIONE DEI RIFIUTI SPECIALI L analisi dettagliata del rapporto tra importazione ed esportazione di rifiuti speciali in Veneto è utile per comprendere quali tipologie di rifiuti non

Dettagli

Cuscinetti SKF con Solid Oil

Cuscinetti SKF con Solid Oil Cuscinetti SKF con Solid Oil La terza alternativa per la lubrificazione The Power of Knowledge Engineering Cuscinetti SKF con Solid Oil la terza alternativa di lubrificazione Esistono tre metodi per erogare

Dettagli

La DIGESTIONE. I principi nutritivi sono: le proteine, i glucidi, i lipidi, le vitamine, i sali minerali e l acqua.

La DIGESTIONE. I principi nutritivi sono: le proteine, i glucidi, i lipidi, le vitamine, i sali minerali e l acqua. La DIGESTIONE Perché è necessario nutrirsi? Il corpo umano consuma energia per muoversi, pensare, mantenere la temperatura costante, ma anche solo per riposarsi. Il consumo minimo di energia è detto metabolismo

Dettagli

FAQ: Condizionalità. Cosa si intende per condizionalità?

FAQ: Condizionalità. Cosa si intende per condizionalità? FAQ: Condizionalità Cosa si intende per condizionalità? La condizionalità è una delle maggiori novità introdotte dalla Politica Agricola Comune (PAC) approvata nel 2003. Rappresenta l insieme delle norme

Dettagli

DIRETTIVE COMUNITARIE INTERESSATE DAL REGOLAMENTO

DIRETTIVE COMUNITARIE INTERESSATE DAL REGOLAMENTO DIRETTIVE COMUNITARIE INTERESSATE DAL REGOLAMENTO 1. Direttiva 66/401/CEE: commercializzazione sementi di piante foraggere 2. Direttiva 66/402/CEE: commercializzazione di sementi di cereali 3. Direttiva

Dettagli

PROGETTO DI TOMBINATURA DEL RIO SALSO IN LOC. FRATTA TERME tratto con sponde libere ( m. 65 circa ) OPERE COMPUTATE 1 - SCAVI E DEMOLIZIONI

PROGETTO DI TOMBINATURA DEL RIO SALSO IN LOC. FRATTA TERME tratto con sponde libere ( m. 65 circa ) OPERE COMPUTATE 1 - SCAVI E DEMOLIZIONI PROGETTO DI TOMBINATURA DEL RIO SALSO IN LOC. FRATTA TERME tratto con sponde libere ( m. 65 circa ) OPERE COMPUTATE 1 - SCAVI E DEMOLIZIONI N. VOCE DESCRIZIONE LAVORAZIONE QUANTITA' PREZZO UNIT. TOTALE

Dettagli

5.3.2.1.6 Sostegno agli investimenti non produttivi

5.3.2.1.6 Sostegno agli investimenti non produttivi 5.3.2.1.6 Sostegno agli investimenti non produttivi Riferimenti normativi Codice di Misura Articolo 36 (a) (vi) e 41 del Reg. (CE) N 1698/2005 e punto 5.3.2.1.6. dell Allegato II del Reg. (CE) 1974/06

Dettagli

GIALLUMI DELLA VITE: aggiornamenti tecnici

GIALLUMI DELLA VITE: aggiornamenti tecnici FEASR Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 Misura 111B Informazione e diffusione della conoscenza GIALLUMI DELLA VITE: aggiornamenti tecnici Piero Attilio Bianco DI.S.A.A - C.I.R.I.V.E. CENTRO INTERDIPARTIMENTALE

Dettagli

Il ruolo delle bio-energie nell'uso sostenibile delle fonti energetiche rinnovabili (FER)

Il ruolo delle bio-energie nell'uso sostenibile delle fonti energetiche rinnovabili (FER) Il ruolo delle bio-energie nell'uso sostenibile delle fonti energetiche rinnovabili (FER) Maurizio Gualtieri ENEA UTTS 0161-483370 Informazioni: eventienea_ispra@enea.it 14 maggio 2014 - ISPRA Sommario

Dettagli

Le cellule staminali pluripotenti (embrionali) Prof. Fulvio Gandolfi Università degli Studi di Milano

Le cellule staminali pluripotenti (embrionali) Prof. Fulvio Gandolfi Università degli Studi di Milano Le cellule staminali pluripotenti (embrionali) Prof. Fulvio Gandolfi Università degli Studi di Milano Facoltà di Medicina Veterinaria Embriologia e Terapia Genica e Cellulare Le cellule staminali adulte:

Dettagli

Gli organismi viventi

Gli organismi viventi Gli organismi viventi Gli organismi viventi Quali caratteristiche contraddistinguono i viventi? È facile distinguere un organismo vivente da un oggetto non vivente? Gli organismi viventi Tutti gli organismi

Dettagli

POTATURA DELLA VITE QUANTE GEMME LASCIARE NEL 2014

POTATURA DELLA VITE QUANTE GEMME LASCIARE NEL 2014 C.E.C.A.T. Castelfranco V.to COMUNICATO TECNICO n 1/2014 (9-01-2014) PROGETTO VITE POTATURA DELLA VITE QUANTE GEMME LASCIARE NEL 2014 Per ottenere dal vigneto il risultato migliore intermini di qualità

Dettagli

NUOVI CLONI DI VITE ISMA - AVIT

NUOVI CLONI DI VITE ISMA - AVIT NUOVI CLONI DI VITE ISMA - AVIT 2 NUOVI CLONI DI VITE ISMA - AVIT NUOVI CLONI DI VITE ISMA - AVIT di Umberto Malossini Le schede ISMA - AVIT 3001 da Goldtraminer, B. ISMA - AVIT 513 da Pinot grigio, G.

Dettagli

È uno Stato unitario dal 1861, una Repubblica dal 1948. Oggi l Italia ha una popolazione di circa 57 milioni. È un paese con 20 regioni.

È uno Stato unitario dal 1861, una Repubblica dal 1948. Oggi l Italia ha una popolazione di circa 57 milioni. È un paese con 20 regioni. È uno Stato unitario dal 1861, una Repubblica dal 1948. Oggi l Italia ha una popolazione di circa 57 milioni. È un paese con 20 regioni. 8 regioni settentrionali: il Piemonte (Torino), la Val d Aosta (Aosta),

Dettagli

PROGETTO PAIKULI - IRAQ

PROGETTO PAIKULI - IRAQ Dario Federico Marletto PROGETTO PAIKULI - IRAQ RAPPORTO TECNICO SUI LAVORI PER IL CORSO DI FORMAZIONE PRESSO LA SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGICA DI OSTIA ANTICA Intervento sul mosaico pavimentale del Cortile

Dettagli

Alimentazione e salute dell intestino: siamo quello che mangiamo

Alimentazione e salute dell intestino: siamo quello che mangiamo Alimentazione e salute dell intestino: siamo quello che mangiamo La dieta, il microbiota intestinale e la salute digestiva sono intrecciati fra loro. Questi legami e il potenziale benefico dei probiotici

Dettagli

COMUNE DI TERRALBA. (Provincia di Oristano) Via Baccelli n 1 09098 Terralba Tel. 078385301 Fax 078383341 P.IVA 00063150957

COMUNE DI TERRALBA. (Provincia di Oristano) Via Baccelli n 1 09098 Terralba Tel. 078385301 Fax 078383341 P.IVA 00063150957 COMUNE DI TERRALBA (Provincia di Oristano) Via Baccelli n 1 09098 Terralba Tel. 078385301 Fax 078383341 P.IVA 00063150957 Ordinanza Sindacale n. 41/2012 Prot. n. 12292 ORDINANZA SINDACALE (Adozione misure

Dettagli

Digestato da rifiuti e da matrici agricole

Digestato da rifiuti e da matrici agricole Ravenna 2012 Workshop I CIC Consorzio Italiano Compostatori Ravenna, 27 settembre 2012 Digestato da rifiuti e da matrici agricole Lorella ROSSI C.R.P.A. - Reggio Emilia, Comitato Tecnico CIC DIGESTIONE

Dettagli

COS E CRES: CLIMA RESILIENTI

COS E CRES: CLIMA RESILIENTI COS E CRES: CLIMA RESILIENTI PROGETTO DI KYOTO CLUB VINCITORE DI UN BANDO DEL MINISTERO DELL AMBIENTE SUI PROGETTI IN MATERIA DI EDUCAZIONE AMBIENTALE E SVILUPPO SOSTENIBILE OBIETTIVI DEL PROGETTO CRES

Dettagli

CO.PA.VIT. Consorzio Pataticolo dell Alto Viterbese

CO.PA.VIT. Consorzio Pataticolo dell Alto Viterbese CO.PA.VIT. Consorzio Pataticolo dell Alto Viterbese l unione fa la forza per restituire valore aggiunto alla produzione 1 Il Consorzio Il Consorzio CO.PA.VIT. è nato nel 2008 a partire da un iniziativa

Dettagli

I TRASFERIMENTI REGIONALI ALLE PROVINCE PIEMONTESI L ANALISI DEI DATI DELL ANNO 2009 IN RAPPORTO A QUELLI DEGLI ANNI PRECEDENTI

I TRASFERIMENTI REGIONALI ALLE PROVINCE PIEMONTESI L ANALISI DEI DATI DELL ANNO 2009 IN RAPPORTO A QUELLI DEGLI ANNI PRECEDENTI I TRASFERIMENTI REGIONALI ALLE PROVINCE PIEMONTESI L ANALISI DEI DATI DELL ANNO 2009 IN RAPPORTO A QUELLI DEGLI ANNI PRECEDENTI Dall anno 2003 l Unione Province Piemontesi raccoglie, con la collaborazione

Dettagli

Il fabbisogno alimentare e il ruolo dei nutrienti

Il fabbisogno alimentare e il ruolo dei nutrienti Il fabbisogno alimentare e il ruolo dei nutrienti Le necessità del nostro corpo Cibo e bevande sono i mezzi con cui il nostro organismo si procura le sostanze di cui ha bisogno per le sue attività vitali.

Dettagli

LE PRINCIPALI ALTERAZIONI DEL POMODORO IN SERRA

LE PRINCIPALI ALTERAZIONI DEL POMODORO IN SERRA REGIONE SICILIANA ASSESSORATO AGRICOLTURA E FORESTE LE PRINCIPALI ALTERAZIONI DEL POMODORO IN SERRA REGIONE SICILIANA ASSESSORATO AGRICOLTURA E FORESTE Dipartimento Interventi Infrastrutturali Servizio

Dettagli

Problemi Scarsa areazione, difficoltà di rivoltamento

Problemi Scarsa areazione, difficoltà di rivoltamento Che cos è il compost Il compost è il terriccio (humus) che si forma dai rifiuti organici (erba, foglie, avanzi di frutta e verdura, ecc) grazie all azione del sole, dell aria e dei microrganismi presenti

Dettagli

RELAZIONE SUL SISTEMA DI ALLERTA EUROPEO M.G.

RELAZIONE SUL SISTEMA DI ALLERTA EUROPEO M.G. Ministero della Salute RELAZIONE SUL SISTEMA DI ALLERTA EUROPEO M.G. ANNO 2014 2 Il presente rapporto è stato realizzato dalla Direzione Generale per l Igiene e la Sicurezza degli Alimenti e la Nutrizione

Dettagli

Attività di sorveglianza e controllo delle infezioni ospedaliere a livello aziendale: risultati di un indagine conoscitiva.

Attività di sorveglianza e controllo delle infezioni ospedaliere a livello aziendale: risultati di un indagine conoscitiva. Attività di sorveglianza e controllo delle infezioni ospedaliere a livello aziendale: risultati di un indagine conoscitiva. Mario Saia CIO: Normativa Italiana Circolare Ministeriale 52/1985 Lotta contro

Dettagli

Capitolo 10. LE SOSPENSIONI DEI LAVORI

Capitolo 10. LE SOSPENSIONI DEI LAVORI LE SOSPENSIONI DEI LAVORI 10.1- Profili generali della sospensione dei lavori. 10.2- Le sospensioni legittime dipendenti da forza maggiore. Casi in cui si tramutano in illegittime. 10.3- Le sospensioni

Dettagli

UN ANNO DI MONITORAGGIO CLIMATICO A PERUGIA IN 100 ANNI DI CONFRONTO

UN ANNO DI MONITORAGGIO CLIMATICO A PERUGIA IN 100 ANNI DI CONFRONTO Con il patrocinio di energia UN ANNO DI MONITORAGGIO CLIMATICO A PERUGIA IN 100 ANNI DI CONFRONTO Dopo un anno di monitoraggio climatico nella città di Perugia, effettuato grazie alla rete meteo installata

Dettagli

STUDIO DELLA DIFFUSIONE DI INTERNET IN ITALIA ATTRAVERSO

STUDIO DELLA DIFFUSIONE DI INTERNET IN ITALIA ATTRAVERSO STUDIO DELLA DIFFUSIONE DI INTERNET IN ITALIA ATTRAVERSO L USO DEI NOMI A DOMINIO di Maurizio Martinelli Responsabile dell Unità sistemi del Registro del cctld.it e Michela Serrecchia assegnista di ricerca

Dettagli

La legislazione sui controlli relativi alla Varroa ed illustrazione sul sistema di monitoraggio per la morìa delle api

La legislazione sui controlli relativi alla Varroa ed illustrazione sul sistema di monitoraggio per la morìa delle api La legislazione sui controlli relativi alla Varroa ed illustrazione sul sistema di monitoraggio per la morìa delle api Dott Andrea Maroni Ponti Ufficio II Ministero della salute DGASAFV Malattie denunciabili

Dettagli

Cosa succede in un laboratorio di genetica?

Cosa succede in un laboratorio di genetica? 12 laboratori potrebbero utilizzare campioni anonimi di DNA per lo sviluppo di nuovi test, o condividerli con altri in quanto parte dei programmi di Controllo di Qualità, a meno che si chieda specificatamente

Dettagli

AUTOLIVELLI (orizzontalità ottenuta in maniera automatica); LIVELLI DIGITALI (orizzontalità e lettura alla stadia ottenute in maniera automatica).

AUTOLIVELLI (orizzontalità ottenuta in maniera automatica); LIVELLI DIGITALI (orizzontalità e lettura alla stadia ottenute in maniera automatica). 3.4. I LIVELLI I livelli sono strumenti a cannocchiale orizzontale, con i quali si realizza una linea di mira orizzontale. Vengono utilizzati per misurare dislivelli con la tecnica di livellazione geometrica

Dettagli