GENNAIO 2008 SALDI: bene l anticipazione ma sarebbe ora di liberalizzarli CLASS ACTION Outlet: paradisi dello shopping

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1 GENNAIO 2008 MENSILE DELLA FEDERCONSUMATORI - FEDERAZIONE NAZIONALE DI CONSUMATORI E UTENTI - ROBINO BVIA IPALESTRO, NROMA - TEL /63 SALDI: bene l anticipazione ma sarebbe ora di liberalizzarli Outlet: paradisi dello shopping CLASS ACTION Prezzi e tariffe Consuntivo e Previsioni

2 SOMMARIO SALDI: bene l anticipazione ma sarebbe ora di liberalizzarli definitivamente. Vi saranno più famiglie che acquisteranno. Rosario Trefiletti... pag. 3 Class Action Rosario Trefiletti... pag. 4 Class Action - Ex Finanziaria 2008 Documenti... pag. 5 Class Action Scheda Tecnica Vanna Pizzi... pag. 7 Outlet: paradisi dello shopping Tiziana Danese... pag. 9 Prezzie e Tariffe Consuntivo e previsioni Federconsumatori... pag. 10 Numero Mensile della Federconsumatori Federazione nazionale consumatori e utenti Direttore responsabile Rosario Trefiletti Responsabile di Redazione Tiziana Danese A questo numero hanno collaborato: Rosario Trefiletti, Tiziana Danese, Vanna Pizzi Redazione - Via Palestro, Roma - Tel Proprietà Federconsumatori Reg. Trib. di Roma n. 421 del 28/6/90 Finito di stampare nel Gennaio 2008 Grafica: BOS Grafica s.a.s. Via Salvatore Lo Bianco, Roma Stampa: Duemme Grafica Via della maglianella 71 - Roma Stampato su carta riciclata NUMERI UTILI gennaio SOS TURISTA Tel Fax ALLARME CIARLATANI SPORTELLO AGROALIMENTARE Piazzale Redecocca, 1 Tel. 059/ Fax. 059/ L ASSOCIAZIONE è un Ente di Promozione Sociale convenzionata con la CGIL: collabora con le Istituzioni Comunitarie (Commissione Servizio Politica dei Consumatori; Parlamento Europeo; Comitato Economico e Sociale). ISCRIZIONE Il tesseramento avviene su base territoriale presso le sedi dell organizzazione. SERVIZI Centro di assistenza e consulenza ai consumatori in tutti i maggiori centri urbani ed in alcuni centri minori, servizio giuridico legislativo pubblicazione del mensile Robin.

3 SALDI: bene l anticipazione ma sarebbe ora di liberalizzarli definitivamente. Vi saranno più famiglie che acquisteranno. Ecco inoltre qualche buon consiglio di Rosario Trefiletti È partita la stagione dei saldi, con largo anticipo tanto da farci ridire a quando il loro superamento definitivo. Dal nostro osservatorio si evince che vi sarà una ripresa rispetto ai disastrosi risultati degli anni passati, anche se vi sarà ancora cautela e prudenza ed infatti. Ciò è dovuto al fatto che molte famiglie non hanno comprato a Natale a causa del loro basso potere di acquisto ed hanno appositamente aspettato il periodo dei saldi. Rispetto allo scorso anno le famiglie coinvolte, che non riteniamo raggiungeranno le percentuali del 64% come oggi sostiene Confcommercio, saranno circa il 57 % pari a 13 milioni 250. Ognuna di loro spenderà una cifra pari a 373 euro (143 euro procapite) per una spesa complessiva di 4 miliardi 932 milioni di euro. Ma oltre alla riflessione per cui sembra sia giunto il momento di superare definitivamente i saldi, liberalizzandoli, si dovrebbe giungere anche alla conclusione che i cittadini sono invogliati ad acquistare a prezzi ragionevoli e che quindi oltre ad intervenire doverosamente per sostegni al reddito fisso attraverso soluzioni contrattuali e fiscali sono anche necessari interventi sui prezzi, naturalmente diminuendoli. Ecco, inoltre, alcune regole per orientarsi negli acquisti dei prodotti in saldo: 1 non fatevi prendere dalla frenesia dell acquisto, girate per più negozi, confrontate i prezzi e comunque orientatevi verso beni o prodotti che vi servono veramente. 2 servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia, possibilmente acquistate prodotti e beni di cui eravate a conoscenza del prezzo in modo da poter valutare la convenienza dell acquisto 3 diffidate dalle vetrine interamente coperte dai manifesti e che non vi consentono di vedere la merce, ed inoltre diffidate di sconti eccessivi pari o superiori al 60% 4 sappiate che le vendite devono essere realmente di fine stagione. Quelle di risulta o di magazzino non possono essere mescolate con i prodotti in saldo ma vendute separatamente. 5 ricordate che su ogni prodotto è obbligatorio il cartellino indicante il vecchio prezzo, quello nuovo e il valore in percentuale dello sconto in modo ben leggibile. 6 ricordate che non vi è l obbligo di far provare i capi ciò e rimesso alla discrezionalità del negoziante ma il consiglio è comunque quello di diffidare, nel caso dei capi di abbigliamento, di quelli che possono essere solo guardati e non provati. 7 il pagamento può essere fatto anche con carte di credito o bancomat. Di ciò vi è di obbligo da parte del commerciante che sia in possesso del POS. 8 conservate sempre lo scontrino quale prova di acquisto che in caso di merce fallata o merce non conforme obbliga il commerciante alla sostituzione o al rimborso di quanto pagato in base alle nuove normative di legge. 9 per qualsiasi problema relativamente a fregature nella vendita, protestate immediatamente o denunciate ai vigili urbani o all ufficio comunale per il commercio o in caso di timidezza rivolgetevi ad una associazione dei consumatori. 3gennaio 2008

4 Class Action di Rosario Trefiletti gennaio L'anno che si è appena concluso vede alcune novità di assoluto rilievo, fra le quali la realizzazione di provvedimenti in diversi settori della nostra economia al fine di modernizzarli e migliorarne il rapporto con il cittadino, pensiamo al settore delle TLC o quello dei farmaci che hanno già consegnato risposte positive ai cittadini nonchè quella rilevantissima, di avere introdotto nel nostro ordinamento giudiziario la Class Action, strumento formidabile ed essenziale per la difesa dei diritti dei consumatori da un mercato caratterizzato spesso da torbidità ed ingannevolezze. Ma a queste lodevoli ed importanti novità si è accompagnata una situazione socio economica pessima sotto il profilo di prezzi, tariffe e potere d'acquisto delle famiglie. Dopo gli anni dal 2002 al 2006 che hanno taglieggiato fortemente le famiglie italiane, il 2007 ha portato a compimento una situazione oramai resa insopportabile che sta procurando forti cadute sui consumi delle famiglie consolidandone un peggioramento della qualità della loro vita. Purtroppo, anche le previsioni, relative al 2008 non sono allo stato positive in tema di prezzi e tariffe. Senza interventi importanti e molto determinanti sul fronte sia delle offerte di beni e servizi e sia su quello fondamentale della domanda, condizione necessaria a far riacquistare capacità di acquisto delle famiglie attraverso un aumento delle loro disponibilità economiche, non si va da nessuna parte. Per meglio specificare, sul lato dell'offerta bisogna oltre che continuare con maggiore determinazione i processi di modernizzazione iniziati con i provvedimenti Bersani, intervenire su tre questioni che hanno maggiormente inciso in negativo sulle famiglie. La prima questione riguarda la filiera agroalimentare in cui sono lievitati del 15-20% i prezzi soprattutto quelli di prima necessità e di largo consumo: pane, pasta, latte ecc. Qui è necessario oltre che controllare e sconfiggere fenomeni speculativi, renderla più efficiente, con minori passaggi e quindi meno costosa, anche attraverso metodi di vendita diretta e accompagnata da maggior trasparenza e conoscenza. L'altra questione è relativa al settore energetico che tra costi diretti e indiretti può ricaricare sulle famiglie una spesa annua di circa 800 euro di cui circa 400 euro per luce, gas, riscaldamento e benzina. Si rende necessario un serio piano energetico concertato con la Comunità Europea basato sul risparmio, fonti alternative e sull'accelerazione della costruzione di gasdotti e rigasificatori e, nello specifico del settore petrolifero, con una maggiore attenzione alle manovre speculative, al carico fiscale dei prodotti ed inoltre realizzarne l'allargamento della vendita nella grande distribuzione. La terza grande questione è quella dei servizi finanziari. Non si tratta solo dei costi delle polizze assicurative o quelli dei servizi bancari, già tra i più elevati al mondo, bensì di intervenire su quello che il contesto internazionale e quello nazionale (aumento del tasso di sconto BCE, crisi dei mutui americani ecc.) ha scaricato sulle famiglie che avevano contratto mutui a tasso variabile. Tre miliardi e duecento milioni di famiglie hanno avuto nell'ultimo biennio un incremento mensile delle rate di circa Euro, esborso impraticabile che ha messo da solo sul lastrico oltre un milione di mutuatari. Qui bene ha fatto la finanziaria 2008, che ribadendo alcune norme della Bersani sulla portabilità dei mutui, è anche intervenuta per agevolare le famiglie colpite. Ma ben altro bisognerebbe fare, su uno dei settori ancora assai impermeabile alle esigenze dei cittadini e che impone sempre e comunque davanti a tutto e tutti, solo le proprie esigenze di profittabilità. Sul lato della domanda infine, si rende ora-

5 mai non più rinviabile un intervento di ricostituzione di un maggiore potere d'acquisto, soprattutto di quello dei percettori di reddito fisso, lavoratori e pensionati. Da un lato facilitando la conclusione di rinnovi contrattuali aperti, dall'altro diminuendo e di molto il relativo carico fiscale. Manovra fondamentale per riportare ad equità quella nefasta redistribuzione del reddito che nel 2002, complice il governo di allora, nell'ambito del passaggio Lira- Euro tolse 60 miliardi di euro a reddito fisso, attraverso arrotondamenti ed aumenti speculativi, portandoli verso altre categorie economiche. Ed inoltre per ridare fiato ad un mercato asfittico che ha per altro una forte necessità di investire in qualità delle produzioni nei confronti di una sempre più complessa competizione internazionale. Class Action - Ex Finanziaria 2008 Documenti Dopo l'articolo 140 del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, è inserito il seguente: «Art. 140-bis. - (Azione collettiva risarcitoria) Le associazioni di cui al comma 1 dell'articolo 139 e gli altri soggetti di cui al comma 2 del presente articolo sono legittimati ad agire a tutela degli interessi collettivi dei consumatori e degli utenti richiedendo al tribunale del luogo in cui ha sede l'impresa l'accertamento del diritto al risarcimento del danno e alla restituzione delle somme spettanti ai singoli consumatori o utenti nell'ambito di rapporti giuridici relativi a contratti stipulati ai sensi dell'articolo 1342 del codice civile, ovvero in conseguenza di atti illeciti extracontrattuali, di pratiche commerciali scorrette o di comportamenti anticoncorrenziali, quando sono lesi i diritti di una pluralità di consumatori o di utenti. 2. Sono legittimati ad agire ai sensi del comma 1 anche associazioni e comitati che sono adeguatamente rappresentativi degli interessi collettivi fatti valere. I consumatori o utenti che intendono avvalersi della tutela prevista dal presente articolo devono comunicare per iscritto al proponente la propria adesione all'azione collettiva. L'adesione può essere comunicata, anche nel giudizio di appello, fino all'udienza di precisazione delle conclusioni. Nel giudizio promosso ai sensi del comma 1 è sempre ammesso l'intervento dei singoli consumatori o utenti per proporre domande aventi il medesimo oggetto. L'esercizio dell'azione collettiva di cui al comma 1 o, se successiva, l'adesione all'azione collettiva, produce gli effetti interruttivi della prescrizione ai sensi dell'articolo 2945 del codice civile. 3. Alla prima udienza il tribunale, sentite le parti, e assunte quando occorre sommarie informazioni, pronuncia sull'ammissibilità della domanda, con ordinanza reclamabile davanti alla corte di appello, che pronuncia in camera di consiglio. La domanda è dichiarata inammissibile quando è manifestamente infondata, quando sussiste un conflitto di interessi, ovvero quando il giudice non ravvisa l'esistenza di un interesse collettivo suscettibile di adeguata tutela ai sensi del presente articolo. Il giudice può differire la pronuncia sull'ammissibilità della domanda quando sul medesimo oggetto è in corso un'istruttoria davanti ad un'autorità indipendente. Se ritiene ammissibile la domanda il giudice dispone, a cura di chi ha proposto l'azione collettiva, che venga data idonea pubblicità dei contenuti dell'azione proposta e dà i provvedimenti per la prosecuzione del giudizio. 4. Se accoglie la domanda, il giudice determina i criteri in base ai quali liquidare la somma da corrispondere o da restituire ai singoli consumatori o utenti che hanno aderito all'azione collettiva o che sono intervenuti nel giudizio. Se possibile allo stato degli atti, il giudice determina la somma minima da corrispondere a ciascun consumatore o utente. Nei sessanta giorni successivi alla notificazione della sentenza, l'impresa propone il pagamento di una somma, con atto sottoscritto, comunicato a ciascun avente diritto e depositato in cancelleria. La proposta in qualsiasi forma accettata dal consumatore o utente costituisce titolo esecutivo. 5gennaio 2008

6 5. La sentenza che definisce il giudizio promosso ai sensi del comma 1 fa stato anche nei confronti dei consumatori e utenti che hanno aderito all'azione collettiva. È fatta salva l'azione individuale dei consumatori o utenti che non aderiscono all'azione collettiva, o non intervengono nel giudizio promosso ai sensi del comma Se l'impresa non comunica la proposta entro il termine di cui al comma 4 o non vi è stata accettazione nel termine di sessanta giorni dalla comunicazione della stessa, il presidente del tribunale competente ai sensi del comma 1 costituisce un'unica camera di conciliazione per la determinazione delle somme da corrispondere o da restituire ai consumatori o utenti che hanno aderito all'azione collettiva o sono intervenuti ai sensi del comma 2 e che ne fanno domanda. La camera di conciliazione è composta da un avvocato indicato dai soggetti che hanno proposto l'azione collettiva e da un avvocato indicato dall'impresa convenuta ed è presieduta da un avvocato nominato dal presidente del tribunale tra gli iscritti all'albo speciale per le giurisdizioni superiori. La camera di conciliazione quantifica, con verbale sottoscritto dal presidente, i modi, i termini e l'ammontare da corrispondere ai singoli consumatori o utenti. Il verbale di conciliazione costituisce titolo esecutivo. In alternativa, su concorde richiesta del promotore dell'azione collettiva e dell'impresa convenuta, il presidente del tribunale dispone che la composizione non contenziosa abbia luogo presso uno degli organismi di conciliazione di cui all'articolo 38 del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5, e successive modificazioni, operante presso il comune in cui ha sede il tribunale. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni degli articoli 39 e 40 del citato decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5, e successive modificazioni» Le disposizioni di cui ai commi da 445 e 449 diventano efficaci decorsi centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge All'articolo 50-bis, primo comma, del codice di procedura civile, dopo il numero 7) è aggiunto il seguente: (7-bis) nelle cause di cui all'articolo 140-bis del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206» Al codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, la rubrica del titolo II della parte V è sostituita dalla seguente: «Accesso alla giustizia». 6 gennaio 2008

7 Class Action Scheda Tecnica di Vanna Pizzi I l 21 dicembre 2007 il Senato ha approvato definitivamente il testo della Legge Finanziaria 2008 che quindi è legge dal primo gennaio La stessa contiene una lunga serie di misure, tra cui, l introduzione nel nostro ordinamento della notissima AZIONE DI CLASSE. Con tale istituto si è finalmente inserita anche in Italia l azione collettiva risarcitoria a tutela degli interessi dei consumatori. La stessa Legge Finanziaria al comma 445 definisce la Class Action quale nuovo strumento generale di tutela nel quadro delle misure nazionali volte alla disciplina dei diritti dei consumatori e degli utenti, conformemente ai principi stabiliti dalla normativa comunitaria volti ad innalzare i livelli di tutela. Rinviando ai successivi 446, 447, 448 e 449 per l istituzione e la disciplina dell'azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori. Or bene il comma 446 stabilisce che dopo l'articolo 140 del Codice del Consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, è inserito il novello art. 140-bis denominato Azione collettiva risarcitoria. Chi sono i soggetti legittimati ad agire in giudizio. Al fine di tutelare degli interessi collettivi dei consumatori e degli utenti, e quindi ad instaurare Class Action, sono legittimati ad agire in giudizio,: - Le Associazioni di cui al comma 1 dell'articolo 139 del Codice del Consumo, ovvero le Associazioni dei Consumatori e degli Utenti rappresentative a livello nazionale, iscritte nell apposito elenco presso il Ministero delle Attività Produttive. - Gli altri soggetti di cui al comma 2 del presente articolo, ovvero associazioni e comitati che sono adeguatamente rappresentativi degli interessi collettivi fatti valere. Dove si instaura l azione di classe La legge ha stabilito un Foro di competenza esclusivo individuato presso il Tribunale del luogo in cui ha la sede l'impresa. Quando si instaura l azione collettiva risarcitoria. Quando uno dei soggetti legittimati ritenga che: - siano stati lesi i diritti di una pluralità di consumatori o di utenti; nell'ambito: - o di rapporti giuridici relativi a contratti stipulati mediante moduli o formulari; - ovvero in conseguenza di atti illeciti extracontrattuali, - di pratiche commerciali scorrette o di comportamenti anticoncorrenziali. Come si instaura l azione di classe L Associazione dovrà richiedere al Giudice competente, l'accertamento del diritto al risarcimento del danno e alla restituzione delle somme spettanti ai singoli consumatori o utenti. I singoli consumatori o utenti I singoli consumatori o utenti che intenderanno avvalersi della tutela prevista dalla Class Action non sono assolutamente esclusi, infatti è previsto che sarà sempre ammesso il loro intervento al fine di proporre domande aventi il medesimo oggetto. Essi però dovranno attivarsi: - comunicando per iscritto all associazione proponente la propria adesione all'azione collettiva. L'adesione potrà essere comunicata, anche nel giudizio di Appello, fino all'udienza di precisazione delle conclusioni. Effetti dell adesione nei confronti dei consumatori o utenti L'adesione all'azione collettiva, produce gli effetti interruttivi della prescrizione, quindi a seguito dell interruzione inizia a decorrere un nuovo periodo di prescrizione, che può essere di dieci o cinque anni a seconda che in giudizio si faccia valere una responsabilità contrattuale o extracontrattuale. Procedimento avanti al Tribunale Nella prima udienza il Giudice del Tribunale svolge un preventivo giudizio di ammissibilità o meno della domanda. Conclude tale giudizio pronunciando 7gennaio 2008

8 gennaio un ordinanza che a sua volta è reclamabile davanti alla Corte di Appello. Quali sono i presupposti per dichiararsi inammissibile la Class Action Il Giudice, emana l ordinanza con cui dichiarata inammissibile l azione collettiva, quando essa è: - manifestamente infondata, - quando sussiste un conflitto di interessi, - ovvero quando il giudice non ravvisa l'esistenza di un interesse collettivo suscettibile di adeguata tutela ai sensi del presente articolo. Il giudice può differire la pronuncia sull'ammissibilità della domanda, quando sul medesimo oggetto è in corso un'istruttoria davanti ad un'autorità indipendente. Qualora il giudice ritenga ammissibile l azione di classe Il Giudice dispone che venga data idonea pubblicità dei contenuti dell'azione proposta a cura di chi ha proposto l'azione collettiva, inoltre dà i provvedimenti per la prosecuzione del giudizio. In caso di accoglimento della Azione collettiva risarcitoria. Il giudice se accoglie la domanda, determina con sentenza: - i criteri in base ai quali liquidare la somma da corrispondere o da restituire ai singoli consumatori o utenti che hanno aderito all'azione collettiva o che sono intervenuti nel giudizio. - Se possibile, allo stato degli atti, il giudice determina la somma minima da corrispondere a ciascun consumatore o utente. Effetti della sentenza nei confronti dei consumatori La sentenza, che definisce l azione collettiva risarcitoria, fa stato anche nei confronti dei consumatori e utenti che hanno aderito all'azione collettiva. È invece fatta salva l'azione individuale dei consumatori o utenti che non hanno aderito all'azione collettiva, o non intervengono nel giudizio promosso con l azione collettiva risarcitoria. Gli stessi potranno quindi instaurare un proprio giudizio al fine di far riconoscere le proprie ragioni e richieste. L impresa L'impresa, nei sessanta giorni successivi alla notificazione della sentenza, propone il pagamento di una somma, con atto sottoscritto, comunicato a ciascun avente diritto e depositato in cancelleria. La proposta in qualsiasi forma accettata dal consumatore o utente costituisce titolo esecutivo. Quando il Presidente del Tribunale decide di costituire un'unica Camera di Conciliazione Se l'impresa invece non comunica la proposta entro il termine ovvero non vi è stata accettazione da parte dei consumatori, nel termine di sessanta giorni dalla comunicazione della stessa, il Presidente del Tribunale competente, costituisce un'unica Camera di Conciliazione per la determinazione delle somme da corrispondere o da restituire ai consumatori o utenti che hanno aderito all'azione collettiva o sono intervenuti e che ne fanno domanda. Composizione della Camera di Conciliazione La Camera di Conciliazione è composta da: - un avvocato indicato dai soggetti che hanno proposto l'azione collettiva; - da un avvocato indicato dall'impresa convenuta; - un avvocato nominato dal Presidente del Tribunale tra gli iscritti all'albo speciale per le giurisdizioni superiori che la presiede. Compiti della Camera di Conciliazione La Camera di Conciliazione quantifica, con verbale sottoscritto dal Presidente: - modi, termini e l'ammontare; da corrispondere ai singoli consumatori o utenti. Il verbale di conciliazione costituisce titolo esecutivo. Alternative alla Camera di Conciliazione In alternativa alla Camera di Conciliazione, su concorde richiesta del promotore dell'azione collettiva e dell'impresa convenuta, il Presidente del Tribunale dispone che la composizione non contenziosa abbia luogo presso uno degli organismi di conciliazione costituito da enti pubblici o privati, che diano garanzie di serietà ed efficienza, abilitati ed iscritti in un apposito registro tenuto presso il Ministero della giustizia ed operanti presso il comune in cui ha sede il Tribunale. In fine il comma 447 della Legge Finanziaria prevede una vacatio legis di centottanta giorni, dalla data di entrata in vigore della legge stessa ( ), dopo di che le azioni collettive potranno essere legittimamente proposte.

9 Outlet: paradisi dello shopping di Tiziana Danese M a cosa sono questi nuovi templi del commercio? Il modo per comprendere cosa sia in realtà un outlet è sicuramente quello di recarsi in uno dei tanti centri sparsi per l Italia. Questo fenomeno è nato negli Stati Uniti alla fine degli anni 70 ottenendo un vero successo negli anni 80. In Italia il primo è nato nel 2000, registrando un vero e proprio boom. Cittadelle del lusso e degli affari, veri e propri piccoli quartieri, paradisi dello shopping per i consumatori; con più di 100 negozi di grandi firme di abbigliamento, calzature, sport e accessori che attira ogni anno più di 3 milioni di persone e vanta un fatturato che cresce ogni anno del 20%. La gestione dell outlet, può essere affidata ad un operatore commerciale (trader) assumendo la forma di un franchising. È importante sapere che la commercializzazione è mantenuta sotto il forte controllo dei produttori. Nati per permettere alle aziende di marche griffate di smaltire e smerciare articoli che presentano difetti e rimanenze di stagioni passate, saltando due passaggi importanti: 1. quello del rappresentante; 2. quello del commerciante. Questo ha comportato il piacere di acquistare prodotti griffati scontati dal 30 al 70 % in un ottica di qualità e convenienza, rispetto alle cifre che vediamo nei negozi comuni. In pratica veri paradisi dello shopping dove i saldi iniziano il 1 gennaio e terminano il 31 dicembre, aperti al pubblico fino alle La caratteristica degli outlet è quella della accoglienza trasformati in veri e propri centri di relax. Offrono bar, ristoranti, parrucchieri con solarium e centri estetici ed una grande aerea di gioco per i piccoli consumatori. Ed ancora, vasti parcheggi gratuiti per far dimenticare al consumatore lo stress del traffico cittadino. Una formula di piacere tanto da diventare per i turisti, amanti dello shopping e del made in italy, come ad esempio i giapponesi, una tappa importante del proprio tour. É uno spazio unico e coinvolgente progettato in vari stili. Nel corso di questi ultimi anni si sono moltiplicate in tutte le regioni concentrandosi soprattutto al centro - nord dove il benessere e il potere d acquisto delle famiglie è maggiore rispetto alle regioni del sud. Detti mercati secondari, gli outlet rispondono a due necessità tipiche della nostra società: Risparmiare tempo; in un centro outlet si riesce a comprare tutto quello che serve per la famiglia (ed anche di più) senza dover girare da un negozio all altro. Ed inoltre sono spesso aperti la domenica, cosa importantissima per chi non riesce a fare shopping durante la settimana. 9gennaio 2008

10 10 Risparmiare soldi; i consumatori sono sempre più attenti al portafoglio e alla ricerca della migliore offerta e dei prezzi più bassi. La formula dell outlet è sempre di più apprezzata dagli italiani e per assicurare la piena tutela al consumatore, che si reca in queste cattedrali del consumo, Federconsumatori suggerisce alcuni consigli per distinguere il vero outlet: - sapere che la merce messa in vendita appartiene alle passate stagioni (massimo 12 mesi e quindi non sono proprio prodotti dell ultimo grido; - sapere che la merce messa in vendita può avere qualche difetto di produzione e che questa, quindi, deve essere segnalata; - sapere che più è alto lo sconto (es. 70%), più è probabile che si stia acquistando un articolo che appartiene a vecchie collezioni, spesso di alcuni anni e non di stagione; - sapere che per consentire al consumatore di valutare la convenienza dell acquisto, la legge stabilisce che la merce in vendita deve avere un cartellino su cui viene esposto sia il prezzo iniziale di vendita sia lo sconto che viene applicato; -sapere che, così come richiesto nei negozi tradizionali, in caso di sostituzioni, è obbligatorio conservare lo scontrino; - sapere che la merce acquistata può essere pagata con bancomat e carte di credito. DECRETO LEGISLATIVO 31 MARZO DEL 1998 N ART. 9 L apertura di detta struttura è soggetta ad autorizzazioni rilasciate dal comune competente per territorio. Detta richiesta è esaminata, entro 60 gg dal ricevimento della domanda, da una commissione di tre membri in rappresentanza della Regione, della Provincia e del Comune medesimo. gennaio 2008

11 Prezzi e Tariffe Consuntivo e previsioni CAROVITA: ADUSBEF E FEDERCONSUMATORI D ACCORDO CON PRESIDENTE PRODI! AUMENTI PAZZESCHI DI 994 EURO A FAMIGLIA 2007 (ESCLUSI MUTUI), DIVENTERANNO EURO CON PREVISIONI 2008, SENZA INTERVENTI INCISIVI A TUTELA REDDITI. LA STANGATA PREVISIONALE, FINO A MASSIMO DI EURO 2008, PUO ESSERE EVI- TATA, CON MISURE CALMIERATRICI, IN PRIMIS CONGELAMENTO RATE MUTUI E SAN- ZIONI DRASTICHE, COME SOSPENSIONE TEMPORANEA ESERCIZIO ATTIVITA. della Federconsumatori I l 2007, dopo le impennate dei prezzi e delle tariffe,la corsa del petrolio, la crisi dei sub-prime americani, le tensioni speculative su prezzi e tariffe ad ogni minimo pretesto (ultimo lo sciopero dei Tir), è un anno da dimenticare per le famiglie italiane che dovranno mettere in conto aumenti medi di 994 euro, che diventano euro per i 3,2 milioni di mutuatari indebitati a tasso variabile per i cattivi consigli delle banche,che hanno visto impennare le rate dei mutui di ben 42 euro al mese, 504 euro su base annua,per un prestito trentennale di euro. Le previsioni di spesa per le famiglie nel 2008, continuano ad essere preoccupanti con una stangata in arrivo, da un minimo di ad un massimo di euro su base annua (compresi i mutui), dopo i rincari registrati nel 2007 in ampi settori dei consumi, in primis generi alimentari e prodotti energetici,con un consuntivo di quasi euro (994 euro per la precisione): in due anni, le famiglie rischiano un salasso di euro! Aumenterà di tutto,dalla luce al gas,alla nettezza urbana,ai servizi bancari ed assicurativi,alle tariffe dei trasporti pubblici, autostradali, trasporto locale, con incrementi che potrebbero essere gestiti meglio con una sana politica di controllo rigoroso di prezzi e tariffe, maggiore concorrenza, sanzioni durissime verso i trasgressori che si fanno beffe delle leggi, in primis banche (non hanno applicato il decreto Bersani portabilità mutui e simmetria dei tassi) ed assicurazioni (nessun ribasso delle tariffe rc auto dopo la patente a punti, la diminuzione dei sinistri, l indennizzo diretto), ai quali deve essere ritirata la possibilità di esercitare l attività, con sospensione minima di 30 giorni. Le stime di Adusbef e Federconsumatori per il 2008, si basano su un nucleo famigliare abitante in un appartamento di 90 mq., che possiede una sola autovettura ed un solo conto corrente bancario e che ha un reddito annuo disponibile pari a euro. L aumento di spesa maggiore su base annua sarà per i generi alimentari,con un impatto pari a euro; seguita da riscaldamento ( euro); benzina e carburanti ( euro); gas (72-85); tariffe ferroviarie (65-75); luce (38-45 euro); rc auto (26-40 euro); nettezza urbana (30-40 euro); (servizi bancari (25-30); tariffe autostradali (24-30 euro); bolli auto moto, addizionali regionali (20-30 euro). Per le famiglie (3,2 milioni) che hanno contratto un mutuo a tasso variabile per precisa responsabilità delle banche, dal 1 gennaio 2008 ci saranno aumenti di rate pari a 550 euro su base annua,nel caso di un mutuo trentennale di euro; di ben euro l anno, nel caso peggiore di un mutuo trentennale di euro. Per questo, il Governo dovrebbe imporre,come sta facendo il ministro del Tesoro Usa Paulson, di trasformare i mutui a tasso variabile in mutui a tasso fisso, senza alcun onere per i consumatori, calcolato tra la media dei tassi fissi rilevati al giugno 2005 (4,60%) e la media dei tassi fissi registrati nel novembre 2007 (6,00%) ossia il tasso ragionevole del 5,30% fisso. Adusbef e Federconsumatori infine,pur apprezzando l introduzione di Mister Prezzi in finanziaria, chiedono che sia dotato di maggiori poteri sanzionatori (è possibile l ampliamento di tali misure nel decreto mille proroghe), compresi la sospensione licenza esercizio per trasgressori e speculatori. 11 gennaio 2008

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