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1 A scuola nessuno è straniero Firenze, 30 settembre 2011 Sessione: L integrazione comincia dai più piccoli Una scuola aperta che guarda al futuro Percorsi interculturali e di integrazione presso le Scuole dell Infanzia a Milano, Lecco e Monza Relatore: Paula Eleta

2 Scuola dell Infanzia: luogo privilegiato di incontro e conoscenza per una inclusione positiva delle differenze, non solo dei bambini ma soprattutto delle loro famiglie. Coinvolgimento delle famiglie Scuola dell infanzia: laboratorio per l integrazione La scuola dell infanzia è fra le prime realtà istituzionali che si fa carico dell accoglienza dei bambini e delle loro famiglie

3 Una scuola aperta che guarda al futuro Esperienze realizzate a Milano, Lecco e Monza dal 2007 ad oggi: 360 di accoglienza in una scuola che cambia First- Famiglie e Intercultura per una Rete fra Scuola e Territorio Come gestire la diversità oggi presente in aula? Quale identità e ruolo della scuola e dei suoi operatori?

4 Educazione interculturale I percorsi di educazione interculturale dovrebbero innescare processi di apprendimento che portano a conoscere altre culture e ad instaurare nei loro confronti atteggiamenti di disponibilità, di apertura e di dialogo. Conoscere un'altra cultura significa rilevarne gli aspetti che la fanno "diversa" dalla nostra, ma significa anche capire che la rappresentazione che noi facciamo della cultura "altra" non coincide necessariamente con quella che essa fa di se stessa, né con le rappresentazioni che altre culture ancora possono costruire. L'intreccio di queste rappresentazioni costituisce una trama complessa che possiamo definire INTERCULTURA.

5 Le famiglie in prima linea Il coinvolgimento delle famiglie a scuola e la loro partecipazione si configura oltre che come diritto, anche come fattore di benessere e di crescita per il bambino. Il benessere del bambino viene favorito dalla sinergia con cui famiglia e scuola concertano e realizzano le pratiche educative., a scuola, vuol dire anche avere una visione integrata dello sviluppo emotivo, relazionale e cognitivo del bambino, in una dimensione di interdipendenza fra le diverse sfere dell esperienza che danno significato alla relazione con la realtà e attraverso le quali il bambino forma la propria identità.

6 Una scuola aperta che guarda al futuro Percorsi interculturali: gestire un caleidoscopio che comprende e fa dialogare le differenze, lavorando su elementi familiari al bambino e alla sua famiglia per creare una vera occasione d incontro e conoscenza con l altro.

7 360 di accoglienza in una scuola che cambia Milano una scuola aperta al mondo Progetto finanziato con la legge 285/97 Comune di Milano, Assessorato Famiglia Scuola e Politiche Sociali, Settore Servizi all infanzia Percorso integrato di ricerca e formazione per supportare l accoglienza dei bambini e famiglie italiane e straniere presso le scuole dell infanzia Durata: Destinatari diretti: famiglie italiane e straniere, bambini da 3 a 6 anni, insegnati della scuola dell infanzia Hanno partecipato 269 bambini di cui 62 stranieri; 220 famiglie, di cui 60 straniere o miste; 32 educatrici. 7 Scuole dell Infanzia del Comune di Milano.

8 Progetto FIRST Famiglie e Intercultura per una Rete fra Scuola e Territorio Ottobre dicembre 2010 (settembre 2011 è partita la Fase II) DESTINATRI 9 scuole dell infanzia (4 di Monza e 5 di Lecco) per un totale di 24 sezioni 52 insegnanti 462 bambini, di cui 100 figli di stranieri o coppie miste 330 genitori, di cui 86 stranieri Con il contributo della Regione Lombardia - Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà Sociale In collaborazione con Servizio Osservatorio Scolastico dell Assessorato all Educazione del Comune di Monza Assessorato all Istruzione del Comune di Lecco In collaborazione con altri enti e realtà pubbliche e private: Ufficio Scolastico Provinciale di Monza e Brianza, CREI Centro educazione Interculturale, 12 associazioni territoriali di Lecco e Monza

9 Obiettivi dei due Progetti Valorizzare la scuola dell infanzia quale spazio privilegiato per l incontro interculturale fra famiglie straniere e italiane; Favorire la partecipazione delle diverse comunità etniche e culturali alla vita scolastica e della comunità locale; Migliorare la qualità del rapporto scuola-famiglia per una positiva integrazione del bambino, sperimentando strumenti e modalità innovative di coinvolgimento dei genitori italiani e stranieri; Educare alla tolleranza, alla cooperazione, alla convivenza pacifica, attraverso la conoscenza, l incontro, lo scambio con e fra le famiglie; Stimolare la riflessione sul ruolo della scuola e dell insegnante, come promotore del rispetto e della collaborazione fra le diversità.

10 MODELLO APPLICATIVO per l accoglienza e l integrazione delle famiglie straniere e italiane, da un punto di vista interculturale presso la scuola dell infanzia Modello con ampi margini di flessibilità che consentono adattarlo ad ogni realtà specifica: in base al contesto sociale, l età dei bambini, la composizione del gruppo, la percentuale di famiglie straniere e la loro provenienza, le competenze delle educatrici e dei genitori...

11 Laboratorio con le famiglie Obiettivo: creare occasioni d incontro e conoscenza con l altro; dare visibilità e importanza alle diverse culture presenti e alle storie personali di ciascuno, valorizzando le competenze dei genitori.

12 Laboratori con bambini e famiglie contenuti interculturali veicolati in modo simbolico che hanno fatto perno su elementi fantastici e familiari al bambino per stimolare la voglia d incontro, di scoperta, di accettazione, di condivisione utilizzo di una cornice fantastica e personaggi di mediazione per creare uno sfondo d integrazione in grado di supportare le attività programmate utilizzo di linguaggi espressivi alternativi come strumenti privilegiati: il linguaggio teatrale e narrativo, il burattino, il gioco Confronto con il mondo delle fate Il mondo di Poldo

13 Tiriamo le fila Carattere flessibile del modello: efficace per garantire la continuità dell esperienza in autonomia. Forte coinvolgimento e responsabilizzazione delle insegnanti nello sviluppo del progetto, chiaro protagonismo delle famiglie nella programmazione e realizzazione delle attività. FORMAZIONE E ATTIVITA ASSITITA: sostegno continuo alle insegnanti, nel declinare gli obiettivi alle realtà di ogni sezione e stimolando la riflessione sul ruolo della scuola Apprendere attraverso il fare e la riflessione guidata su di esso.

14 Tiriamo le fila

15 Alcuni risultati Pur sapendo che quando le persone si incontrano in contesti multiculturali sono indubbiamente anche le culture che fra loro si imbattono, interagiscono siamo partiti dal fatto che in primo luogo l incontro avviene fra persone. Le attività proposte non hanno fatto perno su una rassegna di tipo folkloristica di Paesi e tradizioni diverse, quanto su elementi familiari al bambino, a alla sua famiglia: l obiettivo era creare a scuola una vera occasione d incontro e di dialogo nella dialettica fra il diritto alle pari opportunità ed alle differenze culturali (dicotomia uguaglianza/differenza).

16 Le attività proposte hanno contribuito ad una maggiore integrazione delle famiglie italiane e straniere a scuola: Alcuni risultati Si sono sperimentate nuove strategia e modalità di accoglienza e coinvolgimento delle famiglie miglioramento della qualità del rapporto scuola-famiglia ha contribuito ad una positiva integrazione del bambino. Le attività ludiche con famiglie e bambini: hanno facilitato l incontro e il dialogo fra le differenze presenti a scuola (differenze linguistiche, religiose, culinarie, di abilità fisica, di stili di vita, storie personali ) evitando mere semplificazioni e/o stereotipi sulle appartenenze nazionali e/o Regionali delle persone coinvolte.

17 Prospettive future In futuro Predisposizione e diffusione del modello applicativo e del kit-first

18 Paula Eleta

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