PROGETTO AFFIDO FAMILIARE sintesi Attività di sensibilizzazione e formazione Famiglie affidatarie (Ottobre 2001 Ottobre 2002)

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1 L Affidamento etero familiare inteso come risposta qualificata a garantire il diritto di tanti bambini e ragazzi ad avere una famiglia, in grado anche temporaneamente di aiutarli a crescere ha costituito uno degli obiettivi prioritari delle attività di questa Associazione. Attraverso l impegno, l entusiasmo umano e professionale e la disponibilità a lavorare insieme dei volontari del Consultorio è stato possibile avviare tale progetto che ha puntato, sin dal suo nascere, sulla collaborazione e cooperazione tra gli Enti locali e altre organizzazioni del privato sociale impegnati attivamente nel campo della tutela dei diritti dei bambini. Gli operatori del Sevizio sociale del Comune di Modica e della Coop. L Arca sono stati i coprotagonisti con cui l equipe del consultorio ha condiviso e coordinato il progetto. Le attività hanno avuto inizio nel mese di Ottobre 2001 con la costituzione di un equipe di operatori interna al consultorio formata da : psicologo, consulente familiare, volontari interessat i alla tematica. Le attività si sono articolate in varie fasi. Convinti che l esperienza dell affido è uno strumento di scambio molto delicato che riguarda il processo relazionale che intercorre tra bambino, famiglia naturale, famiglia affidataria e servi zi socioassistenziali, si è ritenuto importante, per prima cosa, effettuare una fase di autoformazione specifica sull argomento per elaborare e maturare insieme valori e significati di tale impegno e per consolidare il gruppo di lavoro. La 1^ fase ha così mirato sia alla formazione degli operatori interni all Associazione sia alla formazione congiunta con gli altri operatori. Questa formazione è consistita in vari incontri dedicati allo studio della legge sull affido, del territorio in cui operare, dell itinerario di lavoro da seguire e da momenti di confronto con Famiglie già affidatarie. In questa fase sono stati effettuati degli incontri con operatori del Sevizio sociale di altro

2 comune (Scicli), con un esperto legale, Avv. M.G. Biscari, con operatori del Consultorio d Ispirazione cristiana di Ragusa. L Equipe-affido (composta dai volontari del Consultorio, della Coop. L Arca e dalle Assistenti sociali del Comune Sig.ra Maltese e Sig.ra Aprile, delegati per tale progetto) dopo aver elaborato il materiale informativo necessario per le attività di sensibilizzazione (manifesti, locandine, pieghevoli), ha dato inizio alla 2^ fase svolgendo attività di sensibilizzazione presso scuole, parrocchie e gruppi ove le problematiche familiari erano particolarmente avvertite e ove si era maturata una certa sensibilità all accoglienza e alla solidarietà. Primo obbiettivo della sensibilizzazione è stato quello di presentare l iniziativa e tracciare con chiarezza le finalità dell istituto dell affidamento, differenziandolo dall Adozione, come mezzo per eliminare il disagio temporaneo dei bambini nelle loro famiglie naturali, in alternativa all istituzionalizzazione, e per favorire il positivo rientro del bambino nella famiglia naturale. Attraverso l informazione semplice e corretta della L.184/83 e 149/01 e del conseguente regolamento comunale si è cercato di trasmettere una conoscenza consapevole e scevra da pregiudizi e distorsioni. Agli incontri di informazione a largo raggio svolti sul territorio, ne sono stati effettuati altri, presso codesto Consultorio, mirati a stimolare una riflessione più approfondita per coloro che si erano mostrati interessati ad un maggiore approfondimento della tematica al di la di qualsiasi impegno futuro. La sensibilizzazione è durata da novembre 2001 a maggio 2002, nel mese di novembre gli incontri sono stati effettuati nella parrocchia della Madonnina delle lacrime, presso l Istituto religioso delle Suore Orsoline. Presso il Consultorio si è poi proceduto ad un incontro di approfondimento per le famiglie contattate precedentemente, inoltre consapevoli dell importanza della conoscenza e del sostegno reciproco tra

3 quanti vivono importanti esperienze di vita, si è organizzato un incontro tra le famiglie già affidatarie per offrire un occasione di confronto e di dialogo sull esperienze vissute, passate e presenti, a proposito di affidamento familiare e proporre l opportunità di costituire un gruppo di famiglie affidatarie. Nel mese di dicembre 01 si è incontrato un gruppo di famiglie presso la parrocchia di San Luca e nel mese di gennaio 02 presso la parrocchia di Sant Anna. Dal mese di febbraio fino al mese di maggio sono state coinvolte anche alcune scuole: Scuola elementare di Michelica, Scuola media G. Falcone, Scuola elem. Giacomo Albo, Liceo Classico T. Campailla in esse sono stati incontrati gli insegnanti. Nelle Scuole elem. Serrauccelli e Pirato e presso l Asilo nido comunale di via M. Scevola il messaggio è stato rivolto sia agli insegnanti che ai genitori degli alunni. Nella scuola media Giovanni XXIII l esperienza è stata un pò più singolare perché si è interagito con il gruppo alunni delle classi seconde e terze. Altri incontri svolti in questo periodo hanno riguardato un gruppo famiglie della parrocchia di Santa Teresa e tutti i gruppi dei genitori dei ragazzi frequentanti il catechismo nella parrocchia del Sacro Cuore. Durante questi incontri di sensibilizzazione si sono incontrate, approssimativamente almeno duecento famiglie, e di queste solo un 10% ha risposto all invito di un maggiore approfondimento e circa 10 famiglie hanno aderito alla proposta di formazione. La 3^ fase ha, appunto, riguardato il corso di formazione che, parallelamente,si è svolto a partire dal mese di gennaio.

4 I destinatari di questo corso sono stati coloro che, condividendo valori e principi ispiratori dell Affido familiare, hanno manifestato l interesse ad approfondire la loro motivazione verso una probabile esperienza di affido etero-familiare. Per la loro formazione è stato attivato un corso, tenuto da uno psicoterapeuta, finalizzato alla crescita della persona e della coppia per favorire lo sviluppo delle capacità relazionali ed educative dei potenziali affidatari sia nei confronti dei propri figli che dei bambini/ragazzi affidati e al fine di permettere il loro inserimento senza traumi nei nuclei familiari affidatari e il successivo reinserimento nella loro famiglia di origine. Il percorso formativo di gruppo e individuale ha previsto l approfondimento esperenziale di alcune tematiche basilari: bisogni e motivazioni all accoglienza, ruoli genitoriali e nuovi equilibri familiari, famiglia di origine del bambino in difficoltà: tutela di un diritto, promozione umana del bambino, capacità di separarsi. La formazione si è conclusa con un incontro allargato di confronto con un Avvocato per l approfondimento degli aspetti legali inerenti I diritti - doveri e le responsabilità della famiglia affidataria e un momento di condivisione fraterna con i bambini ospiti presso il C.A.T. La casa dell Arca quale preludio di una possibile esperienza di amicizia e di accoglienza. In tutto questo percorso la difficoltà incontrata nel coinvolgere molte delle famiglie già affidatarie, a cui erano anche offerti i mom enti di formazione e confronto, ci ha fatto riflettere sull importanza della motivazione di base che spinge a vivere questa esperienza che non può e non deve essere un esperienza semplicemente privata perché assume una forte e chiara connotazione sociale c he rimanda a responsabilità più vaste. Pertanto l abbinamento tra soggetto da affidare e famiglia affidataria diventa un momento delicato in cui la scelta andrebbe fatta, al di là di ogni urgenza, tenendo conto dei reali

5 bisogni dei bambini e delle car atteristiche di ogni famiglia affidataria, il tutto per garantire il rispetto e l accoglienza dell uno e il sano equilibrio degli altri, e dunque il successo dell esperienza. Ultima tappa di questo primo anno di impegno per la promozione della cultura dell Affido è stato l ideazione e l organizzazione del convegno AFFIDIAMOCI AI PICCOLI per una diffusa e consapevole cultura dell Affido tenutosi il 19 e 20 ottobre 02 presso la Domus Sancti Petri, con la collaborazione, inoltre, dell Associazione Don Puglisi. L obiettivo del convegno è stato quello di coinvolgere gli operatori del pubblico e del privato sociale, le famiglie che vivono esperienze di affidamento etero familiare e la società civile tutta ad un momento di confronto e approfondimento dell affido quale esperienza possibile, significativa, doverosa. A conclusione del convegno ci si auspica di progredire nella disponibilità a concretizzare reali esperienze di rete tra quanti, operatori e non, possono contribuire seriamente e fattivamente a favore di tutti i bambini e le famiglie in difficoltà. A termine di questa prima esperienza ci auguriamo che essa continui, in modo rinnovato e migliorato e che, attraverso la disponibilità di risorse non solo umane ma anche finanziarie, possiamo continuare ancora a sperare e credere che è possibile andare oltre e che la Solidarietà si radica, innanzitutto, come uno dei valori fondamentali da vivere e da trasmettere. Dott.ssa Maria Assenza

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