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1 Presentazione Il Rapporto sull economia romana elaborato dal Comune di Roma raggiunge quest anno la quinta edizione ufficiale (sesta, se si tiene conto di un numero zero risalente all ormai lontano 1996 e utilizzato come materiale di base per il primo appuntamento di Roma prossima ). Credo si possa affermare che la formula del Rapporto abbia ormai raggiunto la maturità. Attraverso questo strumento l amministrazione comunale di Roma, avvalendosi sia di competenze interne sia dell apporto di studiosi, analisti e specialisti esterni, restituisce alla città una sede di riflessione sull andamento a medio termine della sua struttura economica e sociale. Nel Rapporto, com è ormai tradizione, si intrecciano quattro diversi livelli di analisi: la descrizione e l interpretazione dell evoluzione del sistema produttivo e occupazionale urbano; l approfondimento di alcuni argomenti di più rilevante interesse congiunturale; temi monografici che hanno dimensione analitica a più lunga gittata, anche al fine delle elaborazioni di policy; l informazione su alcuni assi prioritari delle politiche in corso di attuazione da parte dell amministrazione comunale. Sulla prima direttrice, ogni anno il Rapporto propone un analisi sintetica delle principali variabili aggregate dell economia romana, così come sono conoscibili sulla base delle (insufficienti) statistiche ufficiali, delle elaborazioni di grandi banche dati a livello territoriale e delle informazioni fornite da altre indagini esistenti, prima fra tutte quella che lo stesso Comune, insieme all Isae, effettua sull andamento congiunturale dell economia cittadina. Nel Rapporto di quest anno si descrive e si interpreta l evoluzione positiva che l economia della Capitale ha mostrato durante il 2002 e la prima parte del 2003 al confronto con la media italiana, in particolare per ciò che riguarda il valore aggiunto, l occupazione, le esportazioni, gli impieghi bancari. Quello della crescita romana una crescita estesa all intera area metropolitana, e non limitata alla sola città - è un ciclo ormai lungo, che è partito fin dalla metà degli anni 90 e ha ormai determinato un cambiamento strutturale del tradizionale sistema economico urbano: ne sono testimonianza l aumento del tasso di occupazione, l aumento del tasso di attività, il rafforzamento di tradizionali specializzazioni 5 PRESENTAZIONE

2 produttive, l attrattività di Roma per nuove specializzazioni nell industria e nel terziario. Va ricordato, peraltro, che un evoluzione relativamente positiva in uno scenario congiunturale che, nell anno in corso, è caratterizzato da una significativa riduzione dei tassi effettivi di crescita a livello nazionale ed europeo e quindi dei valori medi rispetto a cui Roma si confronta - non esclude il sistema produttivo della Capitale da ripercussioni che possono assumere, soprattutto nei settori più aperti al mercato, dimensioni rilevanti. I più recenti segnali congiunturali disponibili per confermano che la flessione dell attività produttiva manifestatasi a livello nazionale si sta propagando, pur con ritardo, e con intensità variabile da settore a settore anche nella Capitale. L evoluzione del mercato del lavoro di Roma, che nell ultimo biennio ha raggiunto livelli storicamente massimi del tasso di occupazione e minimi del tasso di disoccupazione, viene interpretata nel Rapporto con riferimento a significativi effetti di emersione di lavoro irregolare, alla particolare composizione della struttura produttiva della città, alla continuazione di dinamiche di crescita in alcuni comparti di vecchia e nuova specializzazione urbana. L intensa dinamica occupazionale degli ultimi anni ha comportato a Roma una crescita superiore alla media italiana dei segmenti del mercato del lavoro caratterizzati da condizioni di estrema flessibilità. Se da un lato questo dato conferma le nuove capacità di adattamento del sistema economico urbano alle dinamiche della domanda, dall altro lato segnala l espansione, in taluni casi preoccupante, di fasce di occupazione fortemente precarizzata, che operano all interno di modelli organizzativi a basso valore aggiunto, poco o per niente coinvolte in processi di accumulazione del capitale umano. Il Rapporto analizza, in particolare, il settore turistico, dove la grave caduta della domanda extra-europea è stata in buona parte assorbita dall aumento della domanda nazionale ed europea, anche per effetto di rilevanti politiche di offerta in campo culturale. La ricomposizione della domanda, tuttavia, esercita impatti non marginali sulla formazione del valore aggiunto e sulle dinamiche settoriali dei prezzi. L andamento dell attività di investimento da parte del settore privato è insoddisfacente, in conseguenza dell insufficiente dinamica della domanda e delle perduranti incertezze sulle aspettative di crescita macroeconomica. Gli indicatori rilevati sul mercato creditizio, peraltro, mostrano segnali di razionamento del credito a carico delle piccole imprese romane. 6 PRESENTAZIONE

3 Sulla seconda direttrice di analisi, il Rapporto approfondisce, di anno in anno, alcuni argomenti di maggior rilievo congiunturale, ovvero sui quali sembra necessario raccogliere dati sufficienti per fornire alla discussione pubblica basi razionali di orientamento, anche al fine di predisporre misure attive di intervento da parte dell amministrazione locale. Quest anno è sembrato indispensabile concentrarsi, in primo luogo, sul Censimento della popolazione e sulle dinamiche demografiche, dalle quali emerge uno scenario meno stagnante e malthusiano di quanto spesso venga ipotizzato. In assenza dei dati del Censimento sulle attività produttive, viene poi presentata un analisi della struttura produttiva di Roma basata sull archivio ASIA dell Istat, che permette un accurata fotografia al 2001 e la ricostruzione della dinamica dell ultimo quinquennio, su cui è possibile leggere l evoluzione, in taluni casi accentuata, delle specializzazioni settoriali della città in molti comparti industriali e di servizio. Viene inoltre affrontato il tema dell inflazione, e del differenziale positivo che è emerso a Roma al confronto con il resto del paese, evidenziando tre cause principali di tale fenomeno: la dinamica di alcuni prezzi di beni alimentari, quella dei prezzi degli alberghi e dei pubblici esercizi, quella dei prezzi sul mercato immobiliare. Infine, il Rapporto presenta per la prima volta un analisi dell evoluzione del risparmio e della ricchezza delle famiglie romane, sulla base delle fonti esistenti relative ai depositi bancari, alla sottoscrizione di quote di fondi comuni d investimento, alle assicurazioni vita e al patrimonio immobiliare. In tutte queste attività, la dinamica recente del risparmio delle famiglie romane risulta più accentuata di quella media nazionale, e in alcuni casi (Fondi comuni di investimento e, soprattutto, transazioni immobiliari) raggiunge i valori massimi del paese. Per quanto riguarda i temi monografici, il Rapporto presenta i primi risultati di una ricerca in corso sulla finanza locale in Italia, a partire da un accurata ricostruzione della sua evoluzione fra il 1990 e il È sembrato doveroso fornire questo contributo, in attesa delle proposte dell Alta Commissione incaricata di elaborare la transizione verso un compiuto schema di federalismo fiscale. En attendant Godot l analisi qui proposta mette in evidenza la sofferenza strutturale del governo di prossimità in Italia, la cui quota di spesa sul Pil è in fase di riduzione e le cui fonti di finanziamento si inaridiscono, nonostante il miglioramento della performance di numerosi indicatori che attestano una capacità di innovazione gestionale e di autonomia finanziaria da 7 PRESENTAZIONE

4 parte degli enti locali ben diverse oggi da quelle dell inizio degli anni 90. Il secondo tema monografico è dedicato all analisi dei rapporti fra pianificazione urbanistica e sviluppo economico, con riferimento al nuovo Piano Regolatore Generale di Roma. Vengono messe in evidenza le potenzialità di sviluppo attivate dal nuovo strumento urbanistico, a partire dalle nuove centralità urbane e dalla pianificazione delle infrastrutture per la mobilità pubblica e privata. Non è senza significato, dal punto di vista dell evoluzione a lungo termine dell economia urbana, il fatto che il nuovo PRG fornisca una cornice di regole dentro cui inscrivere il movimento verso una piena transizione metropolitana e di area vasta da parte di una città come Roma, tradizionale bastione del monocentrismo urbano. C è da sperare che la nuova stagione dei condoni edilizi non vanifichi lo sforzo dell amministrazione. L analisi, peraltro, non trascura di mettere in evidenza alcune contraddizioni e nodi irrisolti in merito al rapporto fra gestione della pianificazione urbanistica ed evoluzione delle domande d uso degli spazi urbani. La quarta direttrice d analisi, dedicata alla descrizione e all informazione sulle politiche urbane, si concentra quest anno su due argomenti. Il primo è il nuovo Piano regolatore delle politiche sociali, e cioè il tentativo del Comune di Roma di varare una programmazione delle politiche e degli interventi riguardanti il welfare di prossimità in grado, per un verso, di confrontarsi con la nuova geografia dei bisogni, anche su scale territoriali inferiori a quella comunale, e, per l altro verso, di esplorare schemi di intervento pro-attivi e non meramente risarcitori. Il secondo tema riguarda l analisi dei principali progetti di investimento pubblico e pubblico/privato che l amministrazione comunale ha in corso di predisposizione, sia direttamente sia per il tramite di società partecipate ovvero attraverso la ricerca competitiva di partner industriali specializzati in grado di perseguire impegnative missioni di sviluppo attraverso interventi di riqualificazione urbana. L offerta progettuale che l amministrazione comunale di Roma ha messo in campo richiede infatti, da parte del mondo delle imprese, un impegno di lungo respiro, a cui si accompagni un vero e proprio salto di qualità nella realizzazione di progetti complessi non solo dal punto di vista costruttivo, ma anche e soprattutto dal punto di vista gestionale e finanziario. In una prospettiva di lungo periodo, il ciclo della crescita romana ha bisogno di essere accompagnato da una forte 8 PRESENTAZIONE

5 capacità di investimento, da parte sia del settore privato che del settore pubblico. Per quanto riguarda il settore privato, è necessario che le dinamiche della concorrenza dispieghino pienamente il loro effetto, anche per evitare che il potenziale di crescita venga limitato da un aumento eccessivo della rendita a discapito degli altri redditi. Per quanto riguarda il settore pubblico, è necessario esprimere una grande preoccupazione per il possibile definanziamento della tradizionale legge per Roma Capitale, oltre che per la perdurante restrizione finanziaria e normativa delle autonomie locali. È ormai evidente che la gestione del governo di prossimità in una grande area metropolitana, che è anche la Capitale della Repubblica, richiede strumenti speciali e meccanismi di finanziamento strutturali e non aleatori. Alcuni strumenti amministrativi speciali sono già stati ottenuti da altre città, ma non ancora da Roma, nell ambito della vigente legislazione. Ma tali poteri possono essere conferiti solo a fronte di emergenze e di eventi eccezionali, non riconoscendo quindi come normali i complessi problemi del governo metropolitano. Roma è, allo stesso tempo, città metropolitana e città Capitale. Su entrambe queste dimensioni è necessario, per Roma, che la transizione istituzionale in corso definisca finalmente nuove regole, nuovi assetti, nuove risorse. Marco Causi Assessore alle politiche economiche, finanziarie e di bilancio del Comune di Roma 9 PRESENTAZIONE

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