E-Inclusion: accessibilità nella società dell informazione

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1 I quaderni di di Daniela D aloisi e Susanna Ragazzini E-Inclusion: accessibilità nella società dell informazione La tecnologia può migliorare la qualità della vita, ma anche creare delle barriere nel caso in cui prodotti e servizi non siano ben progettatati e realizzati. Questo può provocare fenomeni di esclusione digitale (digital exclusion) estromettendo intere categorie di individui dai benefici offerti delle tecnologie dell informazione e delle comunicazioni (ICT per Information and Communication Technology). Per superare questi ostacoli sono necessarie delle azioni volte ad assicurare un totale accesso da parte di tutti alle tecnologie digitali, senza distinzione di abilità, conoscenze, età, cultura, stato sociale ed economico, etc. Lo scopo della società dell informazione è quello di realizzare una totale e-inclusione (o e-inclusion), superando di fatto qualsiasi esclusione dal mondo delle tecnologie che dovranno invece essere utilizzate per migliorare le nostre vite e il nostro approccio con il mondo. Supplemento al numero 263 febbraio 2009 di

2 I n d I C e E-inclusion per una tecnologia accessibile l accessibilità sul posto di lavoro delle persone disabili accessibilità dei servizi sul web e-accessibility e e-inclusion nei servizi online accessibilità dei servizi online per l apprendimento a distanza Il quaderno di Telèma è stato realizzato dalla Fondazione Ugo Bordoni. presidente enrico manca direttore delle ricerche l ing. mario frullone Curatrici del Quaderno: daniela d aloisi e Susanna ragazzini, fondazione ugo bordoni. Hanno collaborato: teodoro ambrogio, germano carella, raffaele nicolussi, fondazione ugo bordoni. SONO USCITI NEL 2008/2009: l importanza dello spettro radio per un mondo senza fili dicembre 2007/gennaio Società dell informazione e contenuti digitali: tutela dei diritti in un mondo che cambia febbraio il mondo gestito da una rete di sensori invisibili marzo utente senza segreti informazione personalizzata aprile nuove piattaforme di diffusione terrestre e satellitare della tv digitale: gli standard dvb-t2 e dvb-s2 maggio piattaforme e contenuti in un mondo in movimento giugno la tecnologie fotoniche per la larga banda e per le ngn luglio/agosto robot con noi, tra noi e dentro di noi Settembre robot: tra realtà e fantasia ottobre passaggio al digitale: il modello Sardegna novembre tv digitale terrestre in Sardegna: ecco i primi bilanci dicembre 2008/gennaio Iquadernidi

3 E-inclusion per una tecnologia accessibile La tecnologia sta assumendo un ruolo sempre più preminente nelle attività economiche e sociali; pur troppo e troppo spesso, persone con difficoltà fisiche o socialmente disagiate, che sono quelle che potrebbero trarre il maggiore beneficio dall utilizzo dell ICT (Information and Communication Technology) applicata alla vita quotidiana, sono anche quelle che maggiormente soffrono per la carenza di servizi accessibili, di strutture adeguate e di occasioni di inserimento. La loro inclusione nella società digitale, la e-inclusion appunto, dovrebbe permettere a tutti di trarre vantaggio delle oppor tunità offer te dalle nuove tecnologie, ma l esistenza di barriere tecnologiche, sociali ed economiche non permette una completa integrazione. Ci sono alcuni dati da cui partire quando si parla di inclusione digitale, come riportato in una recente Comunicazione della Commissione Europea: si contano circa 74 milioni di europei con qualche forma di disabilità; entro il 2020, il 25% degli europei avrà più di 60 anni; circa il 20% delle persone sopra i 50 anni soffre di qualche grave forma di disabilità; a partire da circa il 1995, la popolazione in un quarto delle regioni europee sta diminuendo con la conseguenza di avere poche persone giovani che si possano prendere cura dei più anziani; è prevista una rapida crescita delle spese per pensioni, sanità e cure a lungo termine nei prossimi 20 anni, corrispondente a circa il 4%-8% del prodotto interno lordo. Questo è però solo una parte del problema, in quanto ci sono altri aspetti da considerare, soprattutto con riferimento a come le persone usano le nuove tecnologie dell informazione e delle comunicazioni rispetto alla loro categoria sociale di appartenenza (vedi anche articolo di S. Ragazzini). Il contesto generale non è quindi positivo e senza delle azioni specifiche e coordinate le nuove tecnologie creeranno barriere digitali invece di risolvere problemi. La Commissione Europea sta cercando delle soluzioni specifiche per creare i presupposti per una società realmente inclusiva. Sebbene la tematica della e-inclusion abbia assunto rilevanza propria abbastanza recentemente, le iniziative ad essa legate sono numerose e hanno contribuito a creare una comunità abbastanza vivace a livello europeo. A partire dal 2006, alcune iniziative ed eventi hanno fortemente caratterizzato lo sviluppo delle politiche di e-inclusion: Giugno 2006, Dichiarazione Ministeriale di Riga La Conferenza Ministeriale di Riga ICT for an inclusive society, promossa tra gli altri dalla Commissione Europea, segna la nascita delle politiche di e-inclusion in quanto tali, prima trattate nell ambito dell agenda di Lisbona. Uno dei risultati rilevanti è stata l approvazione della cosiddetta Carta di Riga che lega lo sviluppo dell ICT a politiche di inclusione, e vincola i Paesi Membri al rispetto di alcuni principi legislativi, economici, sociali e di neutralità tecnologica. Giugno 2007, Piano di azione Ageing Well in the Information Society Per rispondere ai bisogni di un Europa sempre più anziana, la Commissione ha adottato un piano d azione accompagnato da un stanziamento di un miliardo di euro per finanziare la ricerca sull ICT finalizzata a migliorare la vita degli anziani, creando al contempo nuove opportunità per il mercato. Novembre 2007, Iniziativa Be part of it! La Commissione ha presentato al Consiglio Europeo la sua proposta di attività sull inclusione digitale costituita da diverse azioni chiave, tra cui una campagna per aumentare la consapevolezza del problema, denominata E-Inclusion. Be part of it! che si è tenuta per tutto il Alla base i dati di un analisi economica: una società più inclusiva, siti web più accessibili e larga banda disponibile per tutti i cittadini europei genererebbero benefici per circa miliardi di euro entro i prossimi cinque anni. La campagna Be part of it! è stata chiusa a Vienna (20 novembre-2 dicembre) con una conferenza alla presenza circa 1500 delegati, rappresentan- FEBBRAIO

4 E-INCLUSION: accessibilità nella Società dell informazione ti degli Stati Membri, ospiti da paesi extra-europei, autorità della Commissione in cui sono stati mostrati i risultati raggiunti e lo stato dell ar te: molto è stato fatto, ma si è ancora ben lontani dagli obiettivi posti da i2010. La conclusione è stata abbastanza lapidaria: e-inclusion, more necessary now than ever Dicembre 2008, Verso una società dell informazione accessibile Durante la Conferenza di Vienna, la Commissione ha lanciato la versione definitiva della Comunicazione, Verso una società dell informazione accessibile. La preparazione del documento era stata preceduta anche da una consultazione pubblica che aveva prodotto a sua volta numerosi rapporti e analisi. La comunicazione analizza la situazione attuale, indica le ragioni che giustificano le varie iniziative comuni europee, enumera i passi fondamentali da intraprendere stabilendo così un quadro di riferimento per gli sviluppi futuri dell attività sull e-inclusion, con particolare riferimento all accessibilità. Infatti, la commissione dichiara che è necessario ed urgente definire un approccio più omogeneo, comune ed efficace alla e-accessibilità, in particolare all accessibilità al web, per accelerare l avvento di una società dell informazione accessibile, come annunciato della Agenda sociale rinnovata. Già dopo Riga, la Commissione Europea aveva individuato sei aree tematiche su cui articolare le sue iniziative a favore dell e-inclusion: e-accessibility (e-accessibilità), per rendere l ICT accessibile a tutti, incontrando le esigenze di un largo spettro di persone, in particolare quelle con bisogni speciali; Ageing (invecchiamento della popolazione), per dare anche alle persone più anziane la possibilità di partecipare attivamente alla vita sociale ed economica, permettendogli di mantenersi indipendenti e di migliorare la loro qualità di vita; e-competence (competenze digitali o e-competenze), per trasmettere ai cittadini le conoscenze e gli skill, anche attraverso un educazione permanente (il cosiddetto lifelong learning) per aumentare la loro inclusione sociale, la capacità lavorativa e di conseguenza prolungata la durata di vita attiva; Socio-Cultural e-inclusion (e-inclusione socio-culturale), per aiutare le minoranze, i migranti e i giovani emarginati ad integrarsi pienamente e partecipare alla vita sociale tramite l uso dell ICT; Geographical e-inclusion (e-inclusione geografica), per migliorare il tenore di vita, sia in senso sociale che economico, di comunità rurali o situate in zone isolate o economicamente svantaggiate tramite l uso dell ICT; Inclusive egovernment (governo digitale inclusivo), per fornire a tutti servizi pubblici migliori e diversificati usando l ICT, incoraggiando inoltre una sempre maggiore partecipazione alla vita pubblica. A partire dal 2006, alcune di queste tematiche sono state oggetto di bandi per la presentazione di progetti di ricerca e sviluppo, con molta attenzione anche alla produzione di strumenti pronti per essere lanciati sul mercato. Come abbiamo visto, l accessibilità, o se si preferisce la e-accessibilità, è uno dei cardini delle attività legate all area della e-inclusion. L analisi del documento Verso una società dell informazione accessibile ci mostra la rilevanza dell argomento, a partire dal titolo stesso. La comunicazione parte da una considerazione semplice. Nonostante la crescente attenzione ai temi della e-accessibilità, uno studio del 2007 ha mostrato che l Europa è ben lontana a centrare gli obiettivi prefissati nella Dichiarazione di Riga. L analisi di questi stessi dati ci permettono di dettare le priorità per il La rapida diffusione di Internet rende rilevante risolvere il problema dell accessibilità del web, ma per un effettiva partecipazione di tutti alla società dell informazione è necessario che siano accessibili tutti i prodotti e servizi basati sulle tecnologie informatiche: computer, telefoni, amministrazione on-line, acquisti on-line, call center, terminali self-service come i distributori automatici di biglietti di banca (ATM) e le macchine distributrici di biglietti. A questo possiamo aggiungere anche le piattaforme televisive digitali e le comunicazioni elettroniche. La televisione ha un elevata priorità anche in vista dello switch-off previsto in Europa per 48 Iquadernidi

5 e-inclusion per una tecnologia accessibile il Sarà possibile infatti implementare soluzioni accessibili con maggiore facilità: audio descrizioni, sottotitoli e traduzioni con il linguaggio dei segni. Per le comunicazioni elettroniche, un esempio impor tante è l accessibilità del numero di emergenza europeo, il 112, in un ottica di conversazione totale (total conversation). Il lavoro da fare è ancora molto, ma i numeri richiedono uno sforzo in direzione di una società più accessibile: circa il 15% della popolazione europea soffre di una qualche forma di disabilità e una persona su cinque necessità di soluzioni accessibili. Quindi un miglioramento dell accessibilità porterà benefici a tre persone su cinque, senza considerare l impatto positivo sull usabilità in generale. L impatto socio-economico che deriva dall adozione di soluzioni accessibili è notevole. Possiamo elencarne alcuni: possibilità di lavoro a distanza tra i lavoratori più anziani o disabili, adozione di servici pubblici on-line, possibilità di adozione di soluzioni di e-health, web-learning per un educazione permanente. Si noti che l ottica non è solo quella di aiutare chi ha bisogno, ma di fronteggiare i crescenti costi per gli Stati causati da popolazione sempre più anziana oltre che una diminuzione delle spese per alcuni servizi. Non solo l e-accessibilità, ma tutte le ICT sono un elemento chiave della politica europea in materia di e-inclusione. Più in generale, le ICT rientrano nel campo d applicazione di una futura direttiva sulla parità di trattamento che fa riferimento ad una effettiva non discriminazione nell accesso ai beni e ai servizi a disposizione del pubblico. Inoltre, l Europa deve rispettare gli obblighi imposti dalla recente convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità in relazione all accessibilità dei beni e servizi ICT. Alcuni atti legislativi dell UE riguardano già direttamente o indirettamente problemi connessi alla e-accessibilità. Molti paesi europei, tra cui l Italia, hanno adottato misure legislative ma manca una politica comune, anche se l e-accessibilità è oggetto di varie comunicazioni e direttive a livello europea. La Commissione propone alcune azioni, riassumibili in cinque punti: 1. Cambiare la situazione: rafforzare le priorità programmatiche, il coordinamento e la cooperazione tra soggetti interessati È necessaria una maggiore sinergia e coordinamento tra tutte le attività europee, in modo da avere un maggiore impatto e una crescente omogeneità. Oltre agli Stati, anche l industria, gli utenti e le loro associazioni, il mondo dei servizi e delle tecnologie di assistenza, la ricerca e le autorità competenti dovranno intensificare le proprie iniziative e la loro collaborazione. Saranno dati degli orientamenti comuni ai gruppi incaricati della supervisione sull attuazione di i2010, sui problemi di normalizzazione, sugli aspetti connessi alle telecomunicazioni e sul piano d azione per i disabili. Le priorità in materia di e-accessibilità sono, nell ordine, il web, la televisione digitale e le comunicazioni elettroniche, i terminali self-service e la banca elettronica. 2. Controllo dei progressi e rafforzamento delle buone pratiche Saranno avviati dei monitoraggi sui progressi nel campo dell e-accessibilità e sarà rafforzata la rete di scambi, con l istituzione di apposite iniziative. 3. Sostenere l innovazione e l applicazione Per il 2009, sono previsti vari strumenti di finanziamento oltre che quelli relativi al settimo programma quadro, come fondi strutturali e anche programmi nazionali. 4. Facilitare le attività di normalizzazione La Commissione ha dato mandato alle organizzazioni europee di normalizzazione di mettere rapidamente a punto norme europee in materia di e-accessibilità, in collaborazione con le parti interessate, nel corso del 2009 e negli anni successivi. Il raggiungimento di questo obiettivo costituirebbe un enorme passo in avanti per una effettiva inclusione. FEBBRAIO

6 E-INCLUSION: accessibilità nella Società dell informazione 5. Utilizzare la normativa vigente e prospettarne una nuova Sebbene a livello di Paesi Membri esistano delle leggi a favore dell e-accessibilità, c è il rischio di una frammentazione giuridica nell UE dovuta alla divergenza delle misure legislative. È quindi necessaria un impostazione legislativa di carattere più generale. L impegno è di recepire adeguate disposizioni in materia nella revisione della normativa europea e di sollecitare gli stati a sfruttare la normativa attuale per rafforzare la e-accessibilità. La Comunicazione presta particolare attenzione al web, a causa dell enorme crescita di informazioni on-line e dei servizi interattivi: servizi online nel settore bancario, degli acquisti, della pubblica amministrazione; le comunicazioni on-line, i social network. Malgrado questa ampia diffusione e i conseguenti risvolti economici, alcune indagini sia a livello europeo che a livello di singola nazione mostrano che la maggioranza dei siti sia pubblici che privati non rispettano neanche i requisiti minimi. Solo il 5,3% dei siti delle pubbliche amministrazioni e quasi nessuno dei siti commerciali osservano i requisiti di base. Eppure a livello europeo le indicazioni erano state chiare. Una comunicazione del 2001 chiedeva ai paesi membri di approvare le linee guida del W3C, le WCAG 1.0, a cui facevano seguito due risoluzioni in cui si spingeva ad accelerare l accessibilità del web e dei suoi contenuti. Nel 2002 il Parlamento europeo proponeva la piena accessibilità del siti pubblici entro il La dichiarazione di Riga aveva spostato la data al Per ottenere dei risultati unitari ed evitare la frammentazione di leggi e iniziative, sono necessarie delle azioni a livello europeo. La Commissione propone alcune azioni: 1. Facilitare la rapida adozione ed attuazione di orientamenti internazionali in Europa Entro il 2010 si dovrà realizzare l obiettivo di avere l accessibilità al 100% dei siti web pubblici. Inoltre si dovrà preparare una rapida transizione aggiornando le specifiche in materia di accessibilità del web in maniera comune ed omogenea. Tutte le organizzazioni di normalizzazione e tutte le parti interessate dovrebbero mettere rapidamente a punto norme UE per l accessibilità del web ad ulteriore elaborazione del WCAG 2.0, pubblicate nel dicembre Promuovere l accessibilità del web e migliorarne la comprensione C è bisogno di una maggiore consapevolezza circa le problematiche e le soluzioni in materia di accessibilità del web. È necessario che ogni stato assuma un ruolo attivo attraverso varie azioni: sostenendo ampiamente l accessibilità dei siti web; varando piani di formazione e scambi di buone pratiche; chiedendo siti e strumenti accessibili nei loro appalti pubblici. Negli articoli che seguono saranno affrontate alcune delle tematiche relative all accessibilità anche dal punto di vista di una persona direttamente coinvolta. Altri argomenti saranno trattati in un secondo Quaderno, data l ampiezza e la rilevanza sociale, economica, tecnica e politica del tema. Daniela D Aloisi Fondazione Ugo Bordoni 50 Iquadernidi

7 l accessibilità Sul posto di lavoro delle persone disabili L accessibilità sul posto di lavoro delle persone disabili Una delle domande che spesso ci si pone, è se una persona disabile possa lavorare al pari dei suoi colleghi. Nel 1992 viene promulgata dal governo la legge n.68 che prevede l impiego delle persone disabili nelle attività produttive delle aziende. É infatti possibile assumere le persone disabili secondo le loro capacità ed effettive qualifiche, anziché assegnare loro mansioni di ripiego, quali ad esempio quelle di semplici operatori telefonici (o centralinisti come si usa nel gergo comune). Fino ad ora, infatti, esisteva una sola legge che prevedeva l obbligo di assumere persone cieche come operatori telefonici, precludendo loro la possibilità di fare carriera all interno dell azienda. I ciechi venivano assunti in blocchi di due o tre, a seconda delle capacità aziendali. Relegati al centralino, la loro carriera si fermava, con uno stipendio minimo e nella totale indifferenza di chi li aveva assunti. La legge n.68 segna una svolta: i disabili possono finalmente lavorare al pari dei loro colleghi, dimostrare di avere capacità e fare carriera come tutti, a patto naturalmente di avere delle postazioni di lavoro adeguate alle loro esigenze. Ed è proprio questo punto che ancora oggi non trova una facile attuazione; la legge, infatti, non basta a risolvere un problema se, assieme ad essa, non si fa un adeguata campagna informativa. Dopo 17 anni, il livello di disinformazione è talmente alto che le aziende non sanno precisamente come impiegare i disabili, perchè non si conosce quasi nulla delle loro possibilità e delle modalità di lavoro. Spesso le aziende non conoscono nemmeno la legge 68 che prevede l obbligo di assumere una percentuale di personale disabile a seconda del numero di dipendenti nell azienda. Inoltre, le aziende che assumono disabili hanno moltissime agevolazioni nell adeguamento delle postazioni di lavoro; non sono quindi costrette a sostenere costi aggiuntivi per mettere in condizioni lavorative accettabili queste persone. Rendere accessibile una postazione di lavoro dipende dal tipo di disabilità che si ha di fronte; ogni disabile ha le proprie esigenze, ma ciò che è importante sottolineare è che la tecnologia è in grado, oggi come oggi, di rispondere in maniera adeguata ad una vasta gamma di richieste. Esistono almeno tre tipologie di disabilità: motoria, sensoriale e cognitiva. La disabilità motoria riguarda quelle persone che hanno difficoltà parziali o totali di movimento. L accessibilità consiste nel potersi muovere all interno dell azienda in maniera agevole, senza dover dipendere da colleghi od accompagnatori. Atte allo scopo sono pedane, fisse o mobili, ascensori e, laddove la disabilità lo richiede, l utilizzo di tastiere particolari per computer e mouse che possono essere mossi con gli occhi o con la bocca. Le potenzialità di impiego sono ovviamente le più disparate, che non richiedano sforzo fisico: progettazione e sviluppo software, lavori amministrativi d ogni sorta, relazioni con il pubblico etc. Figura 1. Una tastiera braille. FEBBRAIO

8 E-INCLUSION: accessibilità nella Società dell informazione La seconda tipologia riguarda tutte quelle persone affette da disabilità visiva ed uditiva. Per adeguare le postazioni di lavoro, le aziende possono avvalersi delle molteplici opzioni che la tecnologia mette a disposizione. Gli ipovedenti, persone affette da visione ridotta, possono avvalersi di video ingranditori. Si tratta di strumenti, software o hardware, che ingrandiscono lettere o immagini. I video ingranditori hardware sono costituiti da un monitor, sotto il quale è posta una lente ed un ripiano mobile, su cui viene fatto scorrere un foglio. La lente ingrandisce ciò che vede e lo invia al monitor. Sono presenti anche pulsanti per regolare il livello di ingrandimento e il contrasto della luminosità. Il costo di questi apparecchi non è inferiore ai mille euro. I video ingranditori software sono dei programmi che ingrandiscono il contenuto dello schermo del computer; oltre allo Screen Magnifier di Windows si possono citare Zoom Text, Lunar e Supernova. Tutti si possono considerare più o meno allo stesso livello, tutto dipende dalle conoscenze dell ipovedente che ne fa richiesta. I costi, anche in questo caso, non scendono al di sotto dei mille euro. I ciechi possono avvalersi di numerosi prodotti messi loro a disposizione: esistono i lettori di schermo, programmi in grado di leggere il contenuto di una pagina web o di una finestra, ed inviare l output ad una voce artificiale, detta anche sintesi vocale. Questi software sono dotati di linguaggi di programmazione proprietari che permettono agli sviluppatori di creare applicazioni, chiamate script, capaci di dialogare con i programmi del sistema operativo, come Microsoft Word, Excel, Visual Studio e molte altre ancora. Se il disabile conosce il lettore di schermo ed il suo linguaggio di programmazione, può egli stesso creare degli script per le applicazioni che gli servono per lavorare. Fra i lettori di schermo più conosciuti si possono citare Jaws, che è il programma maggiormente utilizzato in Italia, Windoweyes, Hal e Virgo. Il costo di questi software non è inferiore alle mille e cinquecento euro. In rete si possono trovare anche lettori di schermo gratuiti, con meno funzionalità degli altri, pur tuttavia degni di nota. NVDA (Non-Visual Desktop Access) è il software gratuito più funzionale: utilizza una sintesi vocale, anch essa gratuita, che però risulta molto metallica all orecchio. In ultimo esiste un applicazione vocale, chiamata WinGuido, che permette a ciechi meno Germano Carella è un non-vedente, e in queste righe ci spiega gli strumenti che ha usato per scrivere gli articoli che compaiono in questo Quaderno. Per la stesura degli articoli, ho utilizzato Microsoft Office Word 2003 in combinazione con il programma di lettura schermo Jaws. Infatti, esso ha una sottoapplicazione che si collega a Word, permettendo all operatore di redigere e revisionare i suoi testi. Ovviamente, prima di poter affrontare la scrittura e la formattazione per una buona leggibilità di un documento, sia esso un articolo od un progetto da consegnare, l operatore deve apprendere tutte le nozioni che riguardano l applicativo con cui intende redigere il testo. Occorre intanto considerare quali sono le applicazioni che Jaws può controllare, quindi apprendere tutti i comandi atti alla scrittura, la formattazione del testo e infine la lettura. Io ho utilizzato il Microsoft Word, poiché al momento è l applicazione che più si presta a questo tipo di compito. Inoltre, dopo aver redatto il testo, è buona norma stamparlo in formato braille e rileggerlo, in congiunzione con il display braille. Questo tipo di approccio assicura che l operatore consegni un lavoro su cui i suoi colleghi non debbano intervenire per renderlo presentabile per chi deve leggerlo e valutarlo. Per la mia postazione di lavoro, costituita dal lettore di schermo Jaws, dal display braille e dalla stampante braille, i costi si sono aggirati complessivamente intorno ai sette mila euro. 52 Iquadernidi

9 l accessibilità Sul posto di lavoro delle persone disabili esperti di utilizzare il computer con numerose facilitazioni. In pochissimi comandi sono racchiuse moltissime funzionalità, tra cui l utilizzo della posta elettronica, la navigazione del web, il foglio di calcolo, la gestione di una banca dati, l elaboratore di testi Microsoft Word, l utilizzo dello scanner e molte altre ancora. Sebbene WinGuido non possa essere considerato un lettore di schermo a tutti gli effetti, permette anche a ciechi meno esperti di essere impiegati con profitto. In combinazione con i lettori di schermo, i lavoratori ciechi dovrebbero essere dotati di display braille (figura 1). Sono degli apparecchi in grado di convertire il contenuto dello schermo in codifica braille. La scrittura braille è molto importante per una persona che non vede. Codificata da Louis Braille, verso la metà del 1800, permise ai ciechi francesi e poi a quelli di tutto il mondo, di studiare e di uscire dall oscurità in cui la società li emarginava. Oggigiorno il braille tende a sparire, nonostante la tecnologia. I risultati sono che gli scolari ciechi non lo imparano e molto spesso non riescono a controllare la stesura dei propri testi, commettendo, spesso e volentieri, errori di scrittura. Ecco perché il lavoratore cieco deve utilizzare i display braille; in combinazione con la sintesi vocale è il modo migliore per visionare testi, tabelle etc. In commercio si trovano davvero tantissimi display braille, con singola riga da quaranta o ottanta caratteri. Il costo è di circa duemila euro, ma si arriva anche a cinquemila. Un altro importantissimo ausilio è la stampante braille; un apparecchio in grado di stampare su carta braille i testi. I documenti di uso più comune, Microsoft Word, pagine html o pdf possono essere convertiti in braille attraverso programmi atti allo scopo. Le stampanti braille sono generalmente corredate di software proprietari, ma in commercio ne esistono alcuni anche molto costosi, come il Duxbury Braille Translator, che si aggira intorno ai seicento euro. Esiste in Italia un software gratuito, Italbra, che converte file testuali in codifica braille e invia l output alle stampanti. Purtroppo non funziona con stampanti USB. Le stampanti braille sono forse gli apparecchi più costosi e ingombranti. Sono dotate, per attutire il rumore di armadietti chiamati fonoassorbenti. Il costo complessivo non è inferiore ai tremila euro. In ultimo abbiamo gli scanner: apparecchi in grado di scansionare un documento cartaceo e, attraverso dei programmi chiamati OCR (Optical Charatter Recognition), convertirlo in formato testuale e quindi leggibile con sintesi vocale, display braille o stampato su carta. Microsoft Office mette a disposizione uno strumento, il Microsoft Document Scanning, ma in commercio abbiamo molti programmi OCR, più o meno costosi, però più prestanti: il Finereader, l Omnipage e il Textbridge. Il costo degli scanner parte da euro; molto dipende dalla marca, dalla risoluzione massima utilizzata e dalle funzionalità aggiuntive, che non sono necessarie per un lavoratore non vedente. Per quanto riguarda le potenzialità di impiego, molto dipende dal tipo di disabilità e dal software utilizzato. Per i ciechi, non tutti i software sono ancora accessibili, tuttavia sono numerosi e permettono i lavori più disparati: progettazione e sviluppo software, gestione banche dati, gestione di stazioni radiofoniche, montaggio audio, relazione con il pubblico e molto altro. Naturalmente le modalità di adeguamento vanno valutate caso per caso, essendo la sensoriale una tipologia di disabilità che può presentare difficoltà ed esigenze differenti, a seconda delle persone. La tipologia cognitiva è probabilmente quella meno conosciuta; riguarda quelle persone che hanno difficoltà di cognizione, come suggerisce il termine. Queste persone possono comunque lavorare, molto dipende dalla capacità cognitiva; tuttavia vi sono già associazioni che li impiegano nei lavori manuali, come la comunità di Capo D arco ad esempio. Inoltre va ricordato che vi sono dei locali dove persone affette dalla sindrome di Down vengono impiegate con profitto come camerieri. In conclusione si può affermare senza alcun dubbio che lavorare non è soltanto un diritto ma anche, e soprattutto, un dovere di tutti. I disabili devono lavorare per essere di aiuto alla società di cui fanno parte e per non cadere nella spirale del povero bisognoso di aiuto. La tecnologia esiste e deve essere utilizzata al meglio. È quindi un diritto-dovere del disabile lavorare e un diritto-dovere delle aziende pretendere che il disabile svolga il suo lavoro senza avere sconti. Solo così sarà possibile cambiare la mentalità della società e si potrà parlare di integrazione sociale, ossia di e-inclusion. Germano Carella Fondazione Ugo Bordoni FEBBRAIO

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