PROGETTO AZIENDALE PERCORSO INTEGRATO PER UTENTI CON DISTURBO DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE. Indice

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "PROGETTO AZIENDALE PERCORSO INTEGRATO PER UTENTI CON DISTURBO DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE. Indice"

Transcript

1

2

3 PROGETTO AZIENDALE PERCORSO INTEGRATO PER UTENTI CON DISTURBO DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE Indice Presentazione... pag. 3 Dott.ssa Elisabetta Frejaville- area neuropsichiatria infantile Servizio salute mentale, dipendenze patologiche, salute nelle carceri Assessorato Politiche per la Salute, Regione Emilia-Romagna Introduzione: il progetto aziendale... pag. 4 Dott.ssa Russo Maria Maffia- Direttore del Programma di Psicologia Azienda USL Rimini Eat-26: uno strumento di individuazione del rischio... pag. 7 Dr.ssa BarbieriAugusta- Psicologa, psicoterapeuta Azienda USL Rimini Disturbi del comportamento alimentare nel target adulti... pag. 8 Dr.ssa Ghigi Daniela - Responsabile Centro Salute Mentale di Riccione Azienda USL Rimini Dr.ssa Sternini Isa- Psichiatra Centro Salute Mentale di Riccione Azienda USL Rimini Disturbi del comportamento alimentare nella fascia pag. 11 Dr Tullini Andrea- Responsabile Neuropsichiatria Infantile Azienda USL Rimini Dr.ssa Righi Gertrude- Psicologa, Psicoterapeuta Azienda USL Rimini Percorso integrato per utenti con Disturbo del comportamento alimentare... pag. 13 Allegati: 1. Protocollo localmente concordato per la diagnosi e il trattamento del disturbo del comportamento alimentare in adolescenza a cura degli psicologi dell Azienda USL Rimini... pag Percorso per utenti con disturbi del comportamento alimentare a cura delle dietiste dell Azienda USL Rimini... pag Valutazione internistica-nutrizionale-endocrinologica a cura della U.O. di Medicina Generale Ospedale Ceccarini Azienda USL Rimini... pag. 39 Protocollo Disturbi Alimentari ad insorgenza precoce pag. 41 Allegati: 1. Strumento per la classificazione dei disturbi del comportamento alimentare ad insorgenza precoce... pag Protocollo d intesa Npi Sian... pag. 48

4 Il gruppo di lavoro: Dott.ssa Augusta Barbieri, Psicologa, psicoterapeuta Dott.ssa Carla Biavati, Dietista SIAN Dott.ssa Daniela Casalboni, Direttore U.O. dipendenza patologiche Dott.ssa Daniela Ghigi, Direttore Dipartimento Salute Mentale (Responsabile Scientifico) Dott.ssa Maria Maffia Russo, Direttore Programma di Psicologia (Coord., Resp. organizzativo) Dott. Renato Moschen,Responsabile M.O. Neuropsichiatria Infantile Ospedale Infermi Rimini Dott. Riccardo Sabatelli, Direttore Centro Salute Mentale Rimini Dott.ssa Katia Silighini, Dietista SIAN Dott.ssa Francesca Tiraferri, Endocrinologa U.O Medicina Generale Ospedale Ceccarini A.S. Teresa Trappoli, Assistente Sociale Spazio Giovani Riccione Dott. Andrea Tullini, Direttore U.O. Neuropsichiatria Infantile Hanno inoltre collaborato: Dott. Paolo Assirelli, Ginecologo Consultori Rimini e Riccione Dott. Alberto Marsciani, U.O. Pediatria Ospedale Infermi Rimini Dott.ssa Michela Mascarucci, Psicologa figura di supporto 2

5 Presentazione Nel 2004 la Giunta Regionale dell Emilia-Romagna ha emanato la delibera n Linee Guida per il potenziamento della assistenza ai disturbi del comportamento alimentare, a seguito di indagine ad hoc presso i servizi sanitari regionali per i DCA, pubblici e privati, di quanto riferito dalla corrente letteratura accreditata e di un documento tecnico predisposto da apposito Gruppo regionale di esperti (v. dossier n. 89/2004 dell Agenzia Sanitaria Regionale Promozione della salute per i disturbi del comportamento alimentare ; Conseguentemente la Regione ha istituito un apposito Tavolo per la costruzione della rete regionale DCA, per il monitoraggio del miglioramento della qualità della assistenza ai DCA, anche con specifiche iniziative formative di supporto all intero processo. Nel 2005, il Tavolo Regionale DCA ha condotto una nuova indagine per verificare il livello di attuazione delle direttive regionali e lo stato dell arte della assistenza. I risultati evidenziarono come dal 2002 molto si fosse già operato nelle aziende sanitarie - seppure con carattere di persistente disomogeneità - per il miglioramento dei percorsi assistenziali ai DCA sia per gli aspetti organizzativi (esistenza di un progetto definito, identificazione della équipe, del responsabile di progetto e/o di equipe; coinvolgimento dei Medici e Pediatri di base e/o intersettoriale, inter-aziendale, inter-istituzionale, anche sovra-regionale; interazione con la Neuropsichiatria Infantile per utenti in età evolutiva; relazioni con le associazioni di familiari/utenti; etc.) sia per aspetti clinici (condivisione di protocolli, linee guida, etc.) e/o di documentata attività scientifica e/o formativa. Permaneva in alcune realtà la grande difficoltà a coinvolgere ed interessare le figure mediche professionali competenti sull infanzia ed adolescenza. Nel corso del il Tavolo Regionale DCA ha attuato un progetto per la formazione specifica degli operatori, con caratteristiche di inter-disciplinarietà, orientata all arricchimento e scambio professionale di tipo tecnico ed al potenziamento delle competenza del lavoro in team, a supporto dell impegno per l innovazione ed il miglioramento della qualità nel campo della assistenza ai DCA. Lo stesso Tavolo ha infine formulato un Programma Regionale DCA che, a partire dalla strutturazione della rete organizzativa (nodi e maglie), definisce i requisiti specifici delle caratteristiche cliniche ed organizzative - dei nodi locali della rete DCA, affinché sia possibile garantire nel giro di un triennio la uniformità delle prestazioni e dei prodotti offerti ai pazienti con DCA. Fra i principali key-point raccomandati alla costruzione del Programma DCA figurano: verificabilità e condivisione dei criteri clinici con cui si pongono le diverse diagnosi all atto della prima valutazione clinica e dei successivi follow up; caratteristiche di specifica formazione richiesta agli operatori dei team DCA (che non dovrà essere solo di carattere clinico-assistenziale ma anche finalizzata al lavoro in gruppo); appropriate modalità di comunicazione interna ed esterna al mondo sanitario riguardo alle principali caratteristiche cliniche (v. rilievo tempestivo, gestione dei casi lievi da parte dei MMG e PLS) ed organizzative (servizi dedicati, etc.). In generale, l obiettivo del Programma Regionale DCA, presentato alla II Conferenza Regionale per la salute mentale dell ottobre 2007 ed ora in via di formulazione definitiva, è che sempre più si realizzino concretamente progetti di integrazione e di lavoro in rete fra strutture ospedaliere e territoriali, di base e specialistiche, per utenza pediatrica ed adulta, anche a valenza sovra-aziendale. La presente pubblicazione si iscrive nel quadro sopra riferito, documentando l impegno della Azienda USL di Rimini per il miglioramento della assistenza e della promozione della salute delle persone con DCA, attraverso un lodevole lavoro di forte integrazione - sin dalla fase di definizione e programmazione degli interventi - fra le diverse professionalità ed i numerosi servizi coinvolti nel processo clinico ed organizzativo di qualificazione dell offerta alle diverse fasce di età ed ai differenti livelli di complessità ed intensità assistenziale in questo specifico campo dei disturbi alimentari. La dettagliata descrizione degli impegni e delle procedure, cliniche ed organizzative, dal momento del rilievo tempestivo alla fase di diagnosi e di trattamento, rappresenta un modello di riferimento utile, anche per la imprescindibile funzione di comunicazione e diffusione della innovata cultura professionale ed organizzativa che deve sottendere l avvio, la sperimentazione e la standardizzazione del Programma DCA aziendale. Elisabetta Fréjaville, Coordinatrice Tavolo Regionale DCA, Assessorato Politiche per la Salute, Regione Emilia-Romagna 3

6 Introduzione Il progetto aziendale Dott.ssa Maria Maffia Russo - Direttore del Programma di Psicologia La Regione Emilia Romagna, con la delibera GR 1016/2004, indica tra le priorità di politica sanitaria la prevenzione e la cura dei Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA), raccomandando alle Aziende Sanitarie di procedere all attivazione di progetti specifici, che indichino il relativo percorso clinico e organizzativo. A tal fine, nell ambito della Azienda USL di Rimini si è costituito un gruppo di lavoro multidisciplinare che coinvolge le figure professionali che, a vario titolo, si occupano dei percorsi di cura per pazienti con DCA: lo psicologo, lo psicoterapeuta, la dietista, lo psichiatra, l endocrinologo, l assistente sociale, il neuropsichiatra, il pediatra, il ginecologo. La situazione epidemiologica e la metodologia Nel documento del Ministero della Sanità del 1998 risulta che, in Italia, i disturbi del comportamento alimentare in Italia nelle donne fra i 12 e i 25 anni sono così rappresentati: - Anoressia Nervosa 0,3% - Bulimia Nervosa 1% - Disturbi non Altrimenti Specificati 6%. Secondo questi dati ci si dovrebbe attendere la seguente distribuzione della casistica nella Regione Emilia Romagna e nella nostra Azienda. Diagnosi Regione Emilia Romagna Provincia di Rimini Anoressia Nervosa (AN) Bulimia Nervosa (BN) Disturbi non altrimenti specificati (NAS) La dimensione quali/quantitativa del problema impone un percorso articolato ed integrato di interventi preventivi di presa in cura, riabilitazione e socializzazione. Il Progetto DCA, nell Azienda Ausl di Rimini, privilegia la definizione dell accesso, dell individuazione del rischio, della valutazione e dei trattamenti rimandando ad una fase successiva la parte che concerne interventi di prevenzione, nella convinzione che la costruzione di linguaggi comuni ai professionisti debba essere lo strumento necessario per l implementazione successiva del progetto. Risulta infatti prioritario in questa fase esplicitare il percorso interno all Azienda Sanitaria. Nella nostra Azienda sono state effettuate tre indagini inerenti l incidenza dei disturbi del comportamento alimentare, la prima nel 1999, la seconda nel 2001 e la terza nel 2006 in occasione della predisposizione del progetto. Le tre rilevazioni hanno utilizzato diverse strumentazioni, questionari dedicati la prima e la terza, estrapolazione dei dati di attività dei servizi la seconda, mentre le fonti sono rimaste costanti e sono rappresentate dal Centro di Salute Mentale, dalla Neuropsichiatria Infantile, dallo Spazio Giovani e dal Servizio per le Dipendenze Patologiche. Anno di rilevazione Casi rilevati Fasce d età <18 anni >18 anni Come si evince, rimane sostanzialmente simile il numero dei casi rilevati, mentre ciò che risulta modificato è la fascia di utenza in relazione all età. Si è avuto progressivamente negli anni di 4

7 riferimento un aumento della presa in carico di pazienti con età minore di 18. Questo dato ci appare interessante in quanto segnala una progressiva attenzione dei servizi ad una presa in carico precoce che, come in tutti i disturbi che attengono alla salute mentale, può configurarsi come un fattore protettivo rispetto ad eventuali recidive e/o percorsi di cronicizzazione. I principi che hanno ispirato il nostro lavoro Integrazione, multidisciplinarietà e multidimensionalità, sono le parole chiave che definiscono l appropriatezza dell approccio clinico per il trattamento dei disturbi del comportamento alimentare, come testimoniato dalla letteratura sull argomento. Il progetto intende consolidare e connettere interventi e percorsi già in atto in diversi Servizi, il gruppo di lavoro multiprofessionale ha concordato quale obiettivo primario l integrazione delle professionalità, intesa non solo come affiancamento di discipline diverse su una tematica comune, ma come esplicazione di un più impegnativo tentativo di impostare l intero iter diagnostico e terapeutico. La continuità assistenziale riferita prioritariamente alla qualità dell intervento, avendo cura di accompagnare i pazienti nei delicati passaggi tra i servizi e tra i professionisti, con la consapevolezza che un attenzione a questo aspetto può contribuire a migliorare i risultati attesi e a ridurre il numero dei drop-out. La specificità dei bisogni è stata declinata tenendo conto del target di età, della fase di malattia e della motivazione al trattamento dei pazienti. La personalizzazione dei percorsi si connette infatti con una maggiore efficacia degli interventi. La verificabilità viene perseguita tramite l individuazione di indicatori, sia in termini quantitativi che qualitativi, che consentono di monitorare gli interventi a fronte dei risultati attesi. L accesso e l accoglienza Nella nostra Azienda le porte di accesso a cui può rivolgersi un utente con disturbo della condotta alimentare sono plurime: il Consultorio Familiare, lo Spazio Giovani, il Servizio per le Dipendenze Patologiche, il Centro di Salute Mentale, la Neuropsichiatria Infantile, il Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione. Il gruppo di lavoro ha concordato sulla opportunità di mantenere l accoglienza con le attuali caratteristiche di distribuzione nel territorio per facilitare l accesso. Ha pertanto concentrato la propria attenzione sulla formazione degli operatori dell accoglienza, ai quali fornire conoscenze e strumenti per l individuazione dei pazienti a rischio di DCA e il loro conseguente inserimento nel percorso attivato con il Progetto DCA. Sono stati coinvolti in una formazione specifica 57 operatori presenti nei punti di accoglienza dei diversi Servizi: 8 ostetriche, 7 dietiste, 27 infermieri professionali, 4 educatori professionali, 7 assistenti sociali, 2 sociologhe, 1 logopedista e 1 assistente sanitaria. La formazione si è sviluppata con particolare attenzione alle modalità di somministrazione del questionario sull individuazione dei fattori di rischio EAT-26. L EAT-26 è un questionario autosomministrato, non diagnostico ma di valutazione del rischio ed è stato scelto per la sua efficacia già ampiamente validata in ambito clinico e di ricerca. L offerta terapeutica Esplicitare modalità, strumenti e tecniche che l Azienda USL mette in campo, oltre a definire un setting di cura condiviso da tutti i professionisti rende trasparente l offerta dei servizi ai cittadini. In particolare abbiamo individuato e condiviso: a) trattamenti a valenza aziendale: trattamenti ambulatoriali, quali quelli nutrizionali, internistici, di sostegno psicologico, psicoterapeutici e farmacologici; trattamenti in day hospital quali strutture per l accoglienza di casistiche per le quali è indicato un trattamento in regime protetto, definito a bassa intensità terapeutica e/o assistenziale; 5

8 trattamenti in strutture ospedaliere rivolti a pazienti affetti da patologia organica o psichica; il regime di ricovero può essere effettuato nei reparti di medicina di Rimini e di Riccione. b) Trattamenti a valenza regionale, indicati per le casistiche che richiedono un intervento ad alta intensità terapeutica e/o assistenziale. Le strutture sono individuate dalla Regione Emilia Romagna e attualmente quella di riferimento è Villa Maria Luigia a Parma. Il gruppo di lavoro ha stabilito che l utilizzo di quest ultima tipologia di trattamento è indicato nelle situazioni gravi e complesse, poiché l allontanamento prolungato dalla famiglia comporta difficoltà di reinserimento dopo il ricovero che spesso possono contribuire a facilitare ricadute. Pertanto, il gruppo ritiene opportuno sottolineare la necessità di una attenta valutazione per il ricovero in strutture esterne, raccomandando di percorrere prioritariamente quelle possibilità di cura che mantengono i pazienti nella propria comunità di appartenenza. La costituzione del gruppo tecnico A conclusione del Progetto DCA, è stato definito il gruppo tecnico nel quale sono presenti le competenze di: psichiatria, neuropsichiatria infantile, psicologia clinica, psicoterapia, dietologia, medicina interna, pediatria. Il gruppo tecnico ha il compito di rendere operativo il Progetto, di monitorarne i risultati, di creare connessioni e integrazioni tra servizi e professionisti. In qualità di Responsabile organizzativo del progetto DCA, ringrazio tutti i colleghi che hanno partecipato alla stesura e alla realizzazione dello stesso. Il lavoro che abbiamo realizzato è stato utile e proficuo al miglioramento delle relazioni tra noi professionisti, la qualità delle nostre relazioni sono convinta contribuisca a rendere più efficaci anche gli interventi di cura. 6

9 EAT-26: uno strumento di individuazione del rischio Dott.ssa Augusta Barbieri- Psicologa Psicoterapeuta All interno dell azienda sono state individuate 6 porte d accesso (Consultorio familiare, Sert, Sian, Csm, Npi e Spazio Giovani) alle quali una persona con disturbi alimentari può accedere. Ci si è interrogati su quali pazienti presentassero un DCA, un disturbo del comportamento alimentare, piuttosto che un semplice problema con l alimentazione. A tal proposito abbiamo scelto l Eat-26 come strumento elettivo per tale individuazione e per la valutazione del rischio. L'Eating Attitude Test (EAT-26) è il test più usato nel mondo per misurare i sintomi e le preoccupazioni caratteristiche dei disturbi dell'alimentazione ed è stato scelto dall'amministrazione Clinton per il National Eating Disorders Screening Program risalente al E stato usato in molte ricerche come strumento di screening per identificare precocemente le persone affette da disturbi dell'alimentazione, identificazione precoce che può portare ad iniziare una cura più rapidamente e, come dimostrato da alcune ricerche, migliorare la prognosi dei disturbi dell'alimentazione. Il questionario è composto da 26 domande a cui la persona può rispondere con una risposta a scelta multipla tra cui sempre, molto spesso, spesso, qualche volta, raramente e mai. Ad ognuna di queste risposte corrisponde un punteggio ed il risultato finale è la somma di questi punteggi. L'EAT-26 da solo non permette di fare una diagnosi specifica di un disturbo dell'alimentazione. Ad ogni modo le ricerche hanno dimostrato che può essere un efficiente strumento di valutazione del rischio: gli individui che ottengono un punteggio uguale o superiore a 20 al questionario sono inviati ad uno specialista per una valutazione più approfondita relativamente alla presenza o meno di un disturbo della condotta alimentare. Se si ottengono dei punteggi inferiori a 20 è possibile avere un disturbo dell'alimentazione, così un punteggio basso non dovrebbe essere usato per evitare di chiedere aiuto professionale. Essendo un test auto-somministrato, ha una serie di limitazioni concernenti principalmente il fatto che la sua validità dipende dall onestà con cui il soggetto testato risponde alle domande. Ciò nonostante, numerosi studi controllati, hanno dimostrato che l EAT è uno strumento di valutazione del rischio economico, affidabile e valido che può essere un aiuto prezioso nella diagnosi di un DCA anche in contesti con forti differenze culturali. 7

10 Disturbi del comportamento alimentare nel target adulti Dott.ssa Daniela Ghigi- Responsabile Centro Salute Mentale Riccione Dott.ssa Lia Sternini- Psichiatra Centro Salute Mentale Riccione Nella fascia adulti per codificare e diagnosticare un disturbo del comportamento alimentare ci si rifà ai criteri del DSM-IV R e dell ICD-10. A differenza della Neuropsichiatria Infantile (NPI), al Servizio di Salute Mentale i pazienti arrivano con una sintomatologia già evidente e spesso presentano una comorbidità con altri disturbi essendo il percorso di strutturazione della personalità già avviato verso la stabilizzazione. In genere si parla di Anoressia, Bulimia, e Big eating disorder, disturbi che compaiono in maniera più dettagliata dal punto di vista psicologico a partire dai anni anche se l età di insorgenza si sta notevolmente abbassando mentre l età d esordio si sta allungando fino ai 40 anni d età. L'anoressia è un disturbo del comportamento alimentare che solitamente inizia nella fase adolescenziale ed è caratterizzato da una forte restrizione dell'apporto di cibo, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Rifacendoci al DSM-IV R, i criteri diagnostici per l anoressia sono i seguenti: A. Rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra del peso minimo normale per l età e la statura B. Intensa paura di acquistare peso o diventare grassi, anche quando si è sottopeso C. Alterazione del modo in cui il soggetto vive il peso o la forma del corpo, o eccessiva influenza del peso e della forma del corpo sui livelli di autostima, o rifiuto ad ammettere la gravità della attuale condizione di sottopeso D. Nelle femmine dopo il menarca, cioè assenza di almeno 3 cicli mestruali consecutivi (una donna è considerata amenorroica se i suoi cicli si manifestano solo a seguito di somministrazione di ormoni, es. Estrogeni). Specificare il sottotipo: Con restrizioni: nell episodio attuale di anoressia nervosa il soggetto non ha presentato regolarmente abbuffate o condotte di eliminazione con abbuffate/condotte di eliminazione: nell episodio attuale di anoressia nervosa il soggetto ha presentato regolarmente abbuffate o condotte di eliminazione Il rifiuto di mantenere il peso corporeo avviene con la restrinzione di assunzione di cibo in presenza o in assenza di condotte di eliminazione intese come uso di diuretici, lassativi. Si parla poi di un calo significativo dell'indice di massa corporea, BMI, dato dal rapporto tra il peso espresso in chili e il quadrato dell'altezza espresso in centimetri; normalmente il BMI oscilla tra 19 e 24 mentre diventa patologico quando si abbassa notevolmente e cioè sotto 17,5. Nell anoressia il BMI è notevolemente abbassato quando scende sotto il valore di 14, cosa che richiede la necessità di un ricovero internistico. Infatti questo disturbo dell alimentazione ha come conseguenza alterazioni metaboliche quali: riduzione del tasso degli estrogeni, quindi ipogonadismo e osteoporosi, leucopenia ed anemia, ipercolesteronemia, riduzione del T4, bradicardia sinusale, ecc. Queste ragazze non nascondono la loro sintomatologia ma non hanno la concezione adeguata del loro problema per cui quello che a noi preoccupa, cioè che non mangino abbastanza e che perdano peso, per loro non è un problema perché hanno proprio una dispercezione cognitiva e di valutazione rispetto alla problematica. La loro struttura di personalità è abbastanza rigida e molto organizzata, il rischio è che "cadano" senza nemmeno accorgersi della gravità della patologia. Questo è anche il motivo per cui sono poco motivate ad una richiesta di aiuto e spesso faticano a chiederlo perché c'è un meccanismo di scissione e negazione rispetto al problema. Quello che ci colpisce è la discrepanza tra quello che noi vediamo subito dal punto di vista del corpo e la loro iperefficienza e la loro iperfunzionalità. Spesso è presente un disturbo dipendente/evitante di personalità. La personalità si è strutturata con 8

11 meccanismi di difesa molto rigidi, con comportamenti molto bene organizzati a sviluppo autarchico. Anche riguardo al problema del cibo, le anoressiche sembrerebbero non aver fame in realtà hanno una fame esagerata ma esercitano su questa un meccanismo di controllo spietato. In questo contesto è molto importante legare il trattamento alla famiglia e vedere l'adolescente o il giovane adulto con il suo contesto familiare. E altresì importante la collaborazione con il nutrizionista/dietologo per potere intervenire sul regime alimentare, pur non introducendo diete rigide per non favorire il drop out. Nella bulimia il problema è dato dalla presenza di abbuffate ricorrenti durante le quali le pazienti perdono il controllo con vomito e condotte di eliminazione. Secondo il DSM -IV R i criteri diagnostici per la Bulimia sono i seguenti: A. Ricorrenti abbuffate. Una abbuffata e caratterizzata da entrambi i seguenti punti: 1. Mangiare in un definito periodo di tempo (ad es. 2 ore), una quantità di cibo significativamente maggiore di quello che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso tempo ed in circostanze simili. 2. Sensazione di perdere il controllo durante l'episodio (ad es. Sensazione di non riuscire a smettere di mangiare o a controllare cosa e quando si sta mangiando). B. Ricorrenti ed inappropriate condotte compensatorie per prevenire l'aumento di peso, come vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici, enteroclismi o altri farmaci, digiuno o eccessivo esercizio fisico. C. Le abbuffate e le condotte compensatorie si verificano entrambe in media almeno 2 volte alla settimana, per 3 mesi. D. I livelli di auto stima sono indebitamente influenzati dalla forma e dal peso corporei. E. L'alterazione non si manifesta esclusivamente nel corso di episodi di anoressia nervosa. Sottotipi con condotte di eliminazione nell episodio attuale di bulimia nervosa il soggetto ha presentato regolarmente vomito autoindotto o uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi senza condotte di eliminazione nell episodio attuale il soggetto ha utilizzato regolamente altri comportamenti compensatori inappropriati quali il digiuno o l esercizio fisico eccessivo, ma non si dedica regolarmente al vomito autoindotto o all uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi. Non ci sono indici precisi di passaggio, a volte si comincia con l'anoressia poi si arriva alla bulimia. Questo non vuol dire che le due psicopatologie siano interscambiabili perché ognuna ha una propria specificità. Anche queste ragazze hanno un controllo sull'alimentazione, ma non hanno variazioni di peso a rischio generalmente limitate a 5/6 chili. Hanno un BMI sempre inferiore alla norma; le variazioni di peso che sono limitate in genere di 5 o 6 chili. Dal punto di vista internistico ci sono problemi di equilibrio elettrolitico legati al vomito e di alterazioni dell ECG. Ci sono rischi di gastrite, esofagite, e alterazioni dentarie. Si è visto che circa il 60% dei casi di pazienti bulimiche hanno una struttura di personalità di tipo borderline. Rispetto all anoressia, infatti, dove è presente un controllo esasperato nella bulimia compare un discontrollo degli impulsi, di cui è indicativa la caratteristica abbuffata, attuata per altro di nascosto, in solitudine e con senso di colpa. Una caratteristica della bulimica è che non ha senso della sazietà. Durante un percorso psicoterapico uno dei segnali di maggior cambiamento è quando la ragazza arriva in seduta dicendo che ha mangiato per fame e quando ha finito si sente abbastanza sazia, oppure quando ha deciso cosa mangiare perché le andava per esempio il gusto del salato, quindi comincia a riconoscere i sapori. Mentre l'anoressica ha una fame tenuta sotto controllo in maniera esasperata, la bulimica ha una fame che non riesce a distinguere e leggere nei suoi segnali. Spesso alle spalle c'è una svalutazione di sé, un basso livello di autostima, un sentimento di continua paura del giudizio dell'altro e 9

12 difficoltà relazionali. Durante le prime fasi del trattamento è importante sapere che eliminato il sintomo bulimico potrebbero emergere queste profonde problematiche psicologiche. Più il contesto del trattamento è variegato, più possono essere coperti gli stati mancanti e più si può procedere verso una stabilizzazione della situazione. Il Binge eating disorder riguarda pazienti che hanno un comportamento simile a quello bulimico e arrivano al sevizio o per problemi di grosso sovrappeso oppure per richiesta di interventi restrittivi allo stomaco. Hanno l'aspetto compulsivo dell'abbuffata senza la presenza di condotte eliminatorie. Sono comunque evidenti tratti ossessivi-compulsivi della personalità e disturbi dell umore. Sono inoltre persone che in situazioni di stress relazionale ed emotivo accentuano il sintomo. 10

13 Disturbi del comportamento alimentare nella fascia 0-12 Dott. Andrea Tullini- Responsabile Neuropsichiatria Infantile Dott.ssa Gertrude Righi- Psicologa Psicoterapeuta Per questa tipologia di target è previsto un accesso diretto ad una figura professionale specificatamente formata e dedicata. I problemi alimentari di cui soffrono i bambini sono molto diversi da quelli sperimentati dagli adolescenti a dagli adulti, e di cui si dibatte, si discute, si studia in modo significativo oggi. Esiste un grande numero di problemi alimentari individuati in bambini anche molto piccoli (3-4 anni) che hanno cause diverse, diverse caratteristiche, e necessitano di differenti forme di trattamento. Ma prima di ogni cosa vanno visti, riconosciuti, segnalati e diagnosticati. Esistono molte varianti del comportamento alimentare normale che possono preoccupare pur non essendo un vero problema: cosa deve mettere in allarme e cosa si deve osservare per pensare ad un disturbo alimentare e cosa può essere invece afferente ad una particolarità di una specifica fase di sviluppo? Ad esempio, nella fase pre-scolare troviamo manie alimentari, alimentazione selettiva, alimentazione restrittiva. Se il bambino cresce bene ed in modo armonioso ed è sereno, è meglio non intervenire per non determinare la persistenza del problema a causa di eccessive ansie ed attenzioni. Se però esso è triste, non cresce come dovrebbe o lamenta un dolore persistente è necessario attivare l intervento valutativo medico-psicologico. Nella fase adolescenziale potremmo invece trovare iperalimentazione durante la crescita. Non deve quindi preoccupare, a meno che all alimentazione si associ scontentezza, senso di colpa verso il cibo, soprappeso, tendenza a mangiare di nascosto, induzione di vomito o abuso di lassativi. La manifestazione di un disturbo alimentare è, naturalmente, una modificazione nelle abitudini alimentari o l adozione di una modalità alimentare strana e persistente. Ma tra ciò che è normale e ciò che invece deve cominciare a preoccupare c è una zona grigia di difficile identificazione e ogni variazione alimentare di per sé è un fatto transitorio, ma più il cambiamento persiste più esiste la possibilità che diventi problematico, soprattutto se è associato a segretezza, irritabilità, infelicità, disgusto per sé stessi e ad un comportamento irrazionale persistente. Spesso la diagnosi tarda circa 1 anno dall esordio e ciò per due diverse cause: - la difficoltà della famiglia a riconoscere il disagio e la problematicità del figlio, - la difficoltà degli operatori a riconoscerla, per un invio tempestivo o una ipotesi di diagnosi. Altro ostacolo ad una tempestiva ed appropriata diagnosi è la sostanziale inutilità dei sistemi di riferimento diagnostici oggi utilizzati. ICD-10 e DSM-IV infatti risultano specifici e dettagliati per un inquadratura diagnostica dei DCA in fascia pre-adolescenziale, adolescenziale e adulta (ad esempio anoressia nervosa, bulimia nervosa..) ma estremamente specifici e generici in riferimento alle problematiche alimentare nei bambini più piccoli. Per questo motivo, il sistema per la classificazione dei disturbi alimentari ad insorgenza precoce presa a riferimento è la classificazione G.O.S. (Great Ormond Street Hospital) di R. Bryant-Waugh & B. Lask che riconosce disturbi che sono: Anoressia Nervosa Infantile, rara sotto gli otto anni, prevale una morbosa preoccupazione per il cibo e per la forma del proprio corpo che interferisce nelle attività quotidiane; Bulimia Nervosa Infantile, caratterizzata da frequenti abbuffate dopo le quali i bambini si sentono molto colpevoli e si devono liberare di ciò che hanno appena ingerito usando lassativi, pillole dimagranti o inducendosi il vomito nel tentativo di controllare il loro peso; 11

14 Rifiuto emotivo del cibo (FAED) colpisce i bambini tra i 5 e 16 anni che hanno difficoltà con l alimentazione ma non possono essere diagnosticati in nessuno degli altri tipi di problemi alimentari; il concetto alla base di questo disturbo è che nell esperienza del bambino alcune problematiche emotive, per esempio tristezza, preoccupazione o ossessività, interferiscono con il suo appetito e il mangiare; Alimentazione Selettiva, spesso osservato nei bambini in fase pre-scolare che mangiano una ristrettissima tipologia di cibi giusto 5 o 6 e non gradiscono provare nuovi cibi; Alimentazione Limitata, si riferisce ai bambini che soffrono di alimentazione limitata e scarso appetito e sembrano disinteressati al cibo ma sono bambini sereni e normali nel loro sviluppo psicofisico; Rifiuto del Cibo, si trova comunemente nei bambini in fase pre scolare, quando il rifiuto del cibo può essere usato al fine di ottenere altre cose, è episodico, intermittente e situazionale; Disfagia Funzionale o fobia del cibo, quando ci si trova di fronte a bambini spaventati dal mangiare, e in particolare dal mangiare cibi solidi, farinosi o con grumi e masse solide. Non vogliono introdurre cibo o un boccone di cibo in bocca per paura che possa avvelenarli o causargli rigurgito, soffocamento o vomito; Rifiuto Pervasivo rappresenta una condizione molto seria, è un quadro molto grave, dove il bambino presenta un profondo rifiuto di camminare, parlare, mangiare o di prendersi cura di sé in qualsiasi modo; Inappropriata struttura del cibo in relazione all età, bambini che mangiano solo purè o cibi semi-solidi, cosa appropriata per un neonato di 6-10 mesi, quando invece dovrebbero mangiare una normale dieta di cibi che richiedono di essere morsicati e masticati; Iperalimentazione compulsiva tipica dei bambini che mangiano molto sin dalla prima infanzia e persistono anche nella pre-adolescenza e adolescenza, con conseguente soprappeso; si differenzia dalla bulimia nervosa per l assenza del vomito autoindotto, dell abuso di lassativi o di eliminazione del cibo con altre modalità. 12

15 PROGETTO AZIENDALE: PERCORSO INTEGRATO PER UTENTI CON DISTURBO DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE Rev. ultima dicembre 2007 Pagina 1 di 8 SOMMARIO 1. Scopo/Obiettivi Scopo Campo di applicazione Riferimenti Responsabilita Matrice delle Responsabilità/Attività Il Diagramma di flusso Descrizione delle Attività Riferimenti e Allegati Riferimenti Allegati Indicatori/Parametri di Controllo Redazione Verifica ed Approvazione Emissione Nome/Funzione Maria Russo coordinatore, direttore Programma di Psicologia Augusta Barbieri psicologa psicoterapeuta Carla Biavati dietista SIAN Daniela Casalboni direttore U.O Dipendenze Patologiche Daniela Ghigi direttore Dipartimento Salute Mentale Riccione Renato Moschen responsabile Neuropsichiatria Infantile ospedale Infermi Riccardo Sabatelli direttore Centro Salute Mentale Rimini Katia Silighini dietista SIAN Francesca Tiraferri endocrinologa Ospedale Riccione Teresa Trappoli- assistente sociale Spazio Giovani Riccione Andrea Tullini direttore Neuropsichiatria Infantile Rimini Firma 13

16 Scopo/Obiettivi Scopo Lo scopo della seguente procedura è quello di governare il percorso integrato che, a fronte dell accesso presso il CSM o il Consultorio Familiare o lo Spazio Giovani o la Neuropsichiatria infantile o al S.I.A.N. di un utente con un disturbo del comportamento alimentare, veda l attivazione di un iter definito e condiviso al fine di giungere ad una valutazione diagnostica e alla pianificazione di un trattamento. Obiettivi: Definire e governare un percorso che garantisca un accoglienza del problema DCA e che preveda tempestività nell attivare un accurata valutazione diagnostica ed un adeguato piano di trattamento. Fornire riferimenti chiari ed univoci a tutti gli attori del percorso (medico internista, dietista, psicologo, psichiatra, neuropsichiatra) circa fasi, tempi, modalità della valutazione e della presa in carico. Fornire indicazioni al fine di garantire un setting idoneo e appropriato per ogni fase del percorso... Rispetto delle normative e requisiti necessari per la convalida Campo di applicazione Il seguente percorso è riferibile a tutte le persone che afferiscono all area sanitaria con problemi di DCA e che accedono ai seguenti punti di accesso: CSM Rimini e Riccione Consultorio Familiare Rimini e Riccione Spazio Giovani Rimini e Riccione Neuropsichiatria Infantile Rimini e Riccione S.I.A.N. RIFERIMENTI Protocolli Localmente Concordati sul trattamento dei disturbi del comportamento alimentare a cura del programma di Psicologia Linee Guida regionali Scheda di rilevazione sui DCA anno 2006 RESPONSABILITA Le responsabilità operative associate alle singole attività sono specificate nelle seguenti matrici delle attività / responsabilità associabili ai due percorsi: anni 2. > 16 anni 14

17 Matrice delle Responsabilità/Attività RESPONSABILITA ATTIVITA 1. Accoglienza e somministrazione del questionario di valutazione del rischio DCA (2) 2. Invio fax con i dati dell utente al nucleo di valutazione (NPI se l utente è di età <16 anni e CSM Riccione se di età > 16 anni) se il questionario risulta positivo ai fattori di rischio Punto prima accoglienza. R R PERCORSO 0 16 ANNI RESPONSABILITA ATTIVITA 3a: Comunicazione al Direttore di U.O. della presenza di un DCA da valutare 4a: Assegnazione del nominativo dei referenti Neuro-Psichiatra e Psicologo Centro di Prenotazione/ U.O. NPI R Direttore UO NPI R Neuro- Psichiatra/ Psicologo/ Medico Endocrinologo/Pediatra Dietista 5a: Contatto telefonico con utente e definizione primo appuntamento con Neuropsichiatra e/o Psicologo (entro 15 C R R giorni dal primo contatto con l utenza) 6a: Il Neuropsichiatra e lo Psicologo attivano un percorso di valutazione R R psicodiagnstca 7a: Il neuropsichiatra contatta il pediatra per il coordinamento del percorso nutrizionale e l attivazione di eventuali R R C visite mediche specialistiche e della dietista 8a: Alla fine del percorso valutativo il team si riunisce per discutere il caso e progettare il trattamento personalizzato, R R C C individuando i professionisti che eseguiranno il trattamento. 9a: Il neuropsichiatra e/o lo psicologo restituiranno ed espliciteranno il programma di intervento al paziente e alla sua famiglia e comunicheranno il nome R R dei professionisti che eseguiranno il trattamento 10a: Trattamento (3) 11a: Verifiche periodiche R R R R ( (1) Il punto di prima accoglienza può essere rappresentato dai seguenti servizi: Consultorio Familiare, Sert, SIAN e Neuropiachiatria Infantile (quest ultimo non ha accesso diretto dell utente ma previo contatto telefonico al centro di prenotazione). (2) Vedi protocollo specifico (3) Per i possibili interventi offerti vedere anche i protocolli allegati 15

18 RESPONSABILITA ATTIVITA 3a: Comunicazione al Direttore del CSM della presenza di un DCA da valutare PERCORSO > 16 ANNI Accoglienza CSM Riccione R Dirett. CSM Riccione Psichiatra Psicologo Medico Endocrinologo 4a: Assegnazione del nominativo del referente Psichiatra che dovrà occuparsi della R valutazione 5a: Contatto telefonico con utente e definizione primo appuntamento con Psichiatra del CSM (entro 15 giorni dal C R primo contatto con l utente) 6a: Lo psichiatra coinvolge lo psicologo per il percorso di definizione psicodiagnostica. R C Dietista 8a: Lo psichiatra contatta il medico endocrinologo/internista per il coordinamento del percorso nutrizionale e R R C l attivazione di eventuali visite mediche specialistiche e della dietista 9a: Alla fine del percorso valutativo il team si riunisce per discutere il caso e progettare il trattamento personalizzato, individuando i R C C C professionisti che eseguiranno il trattamento 10a: Lo psichiatra e/o lo psicologo restituiranno ed espliciteranno il programma di intervento al paziente e alla sua famiglia e R R comunicheranno il nome dei professionisti che eseguiranno il trattamento 11a: Trattamento (3) 12a: Verifiche periodiche R R R R (1 (1) Il punto di prima accoglienza può essere rappresentato dai seguenti servizi: Consultorio Familiare, Sert, SIAN, CSM e Neuropiachiatria Infantile (quest ultimo non ha accesso diretto dell utente ma previo contatto telefonico al centro di prenotazione). (2) Vedi protocollo specifico (3) Per i possibili interventi offerti vedere anche i protocolli allegati. 16

19 Il Diagramma di flusso PUNTI DI ACCESSO (somministrazione questionario fattori di rischio) CONSULTORIO FAMILIARE SSPAZIO GIOVANI SERT CENTRO IGIENE MENTALE NEUROPSICH. INFANTILE S.I.A.N. FINE QUESTIONARIO NEGATIVO QUESTIONARIO POSITIVO (INVIO FAX DATI UTENTE) PERCORSO >16 PERCORSO 0-16 INVIO CSM RICCIONE INVIO NPI PSICHIATRA. VALUTAZIONE PSICHIATRA VALUTAZIONE NEUROPSICHIA.. NEUROPSICHI.. PSICHI./PSICOL. RESTITUZIONE DIAGNOSI RESTITUZIONE DIAGNOSI NEUROP./PSICOL PSICHI/PSICOL. INIZIO TRATTAMENTO INIZIO TRATTAMENTO NEUROP./PSICOL MEDICO INT. VALUTAZIONI PERIODICHE VALUTAZIONI PERIODICHE MEDICO INT. FINE TRATTAMENTO FINE TRATTAMENTO 17

20 Descrizione delle Attività I servizi che sono delle possibili porte di accesso per utenti con DCA sono: Consultorio Familiare, Spazio Giovani, SERT, NPI, CSM e S.I.A.N. All arrivo dell utente ogni servizio provvede all accoglienza dello stesso ed alla somministrazione del questionario di valutazione del rischio DCA. Questa modalità di accoglienza è valida presso tutti i servizi interessati, ad eccezione della NPI fascia 0-12 per la quale è previsto un accesso diretto ad una figura professionale specificatamente formata e dedicata senza transitare per le liste di attesa. 2) In caso l utente risulti positivo al questionario, il personale che ha eseguito l accoglienza provvede all invio di un fax con i dati dell utente al servizio indiziato per la valutazione (fax NPI 0541/ se l utente è di età >16 anni e fax CSM Riccione 0541/ se l utente è di età > 16 anni). PERCORSO 0 16 ANNI Il percorso è stato differenziato in: Disturbi del comportamento alimentare ad insorgenza precoce 0-12 (vedi protocollo specifico) Percorso che si articola come di seguito: 3a) All arrivo del fax, la responsabile del Centro Prenotazioni provvede alla comunicazione al Direttore di U.O. della presenza di un DCA da valutare. 4a) Il Direttore di U.O. provvede all assegnazione dei nominativi dei referenti Neuropsichiatra e Psicologo che dovranno occuparsi della valutazione, lo comunica alla responsabile del Centro Prenotazioni, la quale informa i professionisti interessati e consegna loro il fax con i dati dell utente. 5a) Su indicazione del Neuropsichiatra/Psicologo la Responsabile del Centro Prenotazioni contatta telefonicamente i genitori del minore per comunicare loro la data del primo incontro (che deve avvenire entro 15 giorni dal primo contatto con l utente). 6a) Il Neuropsichiatra Infantile e lo Psicologo attivano un percorso di definizione psicodiagnostica anche attraverso la somministrazione di test specifici e il coinvolgimento dei genitori. 7a) Il Neuropsichiatria infantile contatta il Pediatra per il coordinamento del percorso nutrizionale e l attivazione di eventuali visite mediche specialistiche e della Dietista. 8a) Una volta terminato il percorso diagnostico valutativo il team multiprofessionale si riunisce per discutere il caso e per progettare il trattamento personalizzato. A questo incontro parteciperanno il Neuropsichiatria infantile, lo Psicologo, il pediatra, la Dietista ed eventuali altri specialisti in modo programmato. 9a) Successivamente il Neuropsichiatria infantile e/o lo Psicologo procederanno alla restituzione ed esplicitazione del programma di intervento al paziente e alla sua famiglia ricercandone la condivisione e l adesione. CASE MANAGEMENT NELLA FASE DI VALUTAZIONE Di norma, il neuropsichiatria infantile è il case manager e condivide tale responsabilità con lo psicologo. Per i pazienti che rifiutano il trattamento neuropsichiatrico/psicologico tale responsabilità può essere trasferita al Medico Pediatra. 18

21 TRATTAMENTI EROGATI NELLA FASE DIAGNOSTICA Consultazione diagnostica: Consultazione neuropsichiatrica Consultazione psicologica psicodiagnostica Consultazione familiare Visita internistica/pediatrica e nutrizionale TRATTAMENTI Il progetto di presa in carico psicoterapeutica prevede il coinvolgimento di entrambe le figure professionali, NPI e psicologo, poiché trattasi di trattamenti integrati. Sarà valutato di volta in volta chi tratta il/la ragazzo/a e chi la coppia genitoriale. Trattamento Neuro-Psichiatrico: Trattamento farmacologico Follow up clinico Consulenza neuro- psichiatrica in Day Hospital o nei reparti Ospedalieri Ricovero in Day Hospital Ricovero nel reparto Psicopatologia dell Adolescenza Ricovero in Pediatria per i minori fino ai 14 anni Ricovero in Medicina 2 Rimini e Medicina Riccione per i minori > di 14 anni Trattamenti psicologici: vedi allegato n 1 Trattamenti a cura delle dietiste : vedi allegato n 2 Valutazione internistica/endocrinologica: vedi allegato n 3 PERCORSO > 16 ANNI 4a) All arrivo del fax, la responsabile dell Accoglienza del CSM-Rc provvede alla comunicazione al Direttore U.O., della presenza di un DCA da valutare. 5a) Il Direttore del CSM provvede all assegnazione del nominativo dello psichiatra referente che dovrà occuparsi della valutazione, lo comunica al responsabile della Accoglienza del CSM, il quale informa il professionista interessato e gli consegna il fax con i dati dell utente. 6a) Su indicazione dello Psichiatra la Responsabile della Accoglienza CSM contatta telefonicamente l utente per comunicargli la data del primo incontro (che deve avvenire entro 15 giorni dal primo contatto con l utente). 7a) Lo Psichiatra coinvolge lo psicologo per il percorso di definizione psicodiagnostica anche attraverso la somministrazione di test specifici. Entrambi collaborano nella valutazione di risorse e criticità del paziente e del suo ambiente familiare al fine di predisporre un progetto di trattamento integrato e personalizzato. 8a) Lo Psichiatra contatta il Medico endocrinologo/internista per il coordinamento del percorso nutrizionale e l attivazione di eventuali visite mediche specialistiche e della Dietista. 9a) Una volta terminato il percorso diagnostico valutativo il team multiprofessionale si riunisce per discutere il caso e per progettare il trattamento personalizzato. A questo incontro parteciperanno lo Psichiatra, lo Psicologo, l Endocrinologo/internista, la Dietista ed eventuali altri specialisti in modo programmato. 19

22 10a) Successivamente lo Psichiatra e/o lo Psicologo procederanno alla restituzione ed esplicitazione del programma di intervento al paziente e alla sua famiglia ricercandone la condivisione e l adesione. CASE MANAGEMENT NELLA FASE DI VALUTAZIONE Di norma, lo Psichiatra è il case manager; tale responsabilità può essere trasferita al Medico endocrinologo/internista per coloro che rifiutano il trattamento psichiatrico/psicologico o per i casi di cronicità irriducibile: lo scopo del trattamento in questi casi è prevenire o limitare i danni fisici del DCA e cogliere l opportunità di riproporre una terapia psichiatrica/psicologica quando se ne riapra la possibilità. TRATTAMENTI EROGATI NELLA FASE DIAGNOSTICA Consultazione diagnostica: Consultazione psichiatrica Consultazione psicologica psicodiagnostica Consultazione familiare Visita internistica/endocrinologica/nutrizionale TRATTAMENTO Il trattamento d elezione per i disturbi del comportamento alimentare è un trattamento integrato. Nell equipe minima del percorso per i DCA vanno garantite le competenze di psichiatria, neuropsichiatria infantile, psicologia clinica, psicoterapia, dietologia, medicina interna. TRATTAMENTI: Trattamento ambulatoriale (medico Internista/endocrinologo/Dietista e psichiatrico/psicologico). Day Hospital (Internistico/psichiatrico) Ospedalizzazione (Internistico/psichiatrico) Il trattamento ambulatoriale psichiatrico comprende: Trattamento farmacologico e colloqui clinici (psichiatra) Follow up clinico (psichiatra) Consultazione familiare (psicoterapeuta) Consulenza psichiatrica in Day Hospital o reparti Ospedalieri Ricovero in SPDC/Neuropsichiatria Opedaliera ( se < 18 anni) Ricovero in Medicina 2 Rimini o Medicina Riccione per >di 14 anni Presa in carico psicoterapeutica, sia individuale, sia familiare (psichiatra) Gruppi familiari psicoeducativi (psichiatra) Gruppi psicoeducativi per pazienti (psichiatra) Terapie di gruppo (psichiatra). Trattamenti psicologici: vedi allegato n 1 Trattamenti a cura delle dietiste: vedi allegato n 2 Valutazione endocrinologica internistica: vedi allegato n 3 20

23 Riferimenti e Allegati Riferimenti Protocolli vari Allegati Scheda fax Indicatori/Parametri di Controllo N appuntamenti per la valutazione oltre i 15 giorni dal primo contatto con l utente/totale appuntamenti 21

24 Numero di fax percorso 0-16: 0541/ Numero di fax percorso maggiori di 16: 0541/ COPERTINA DEL FAX Mittente : Telefono:. Destinatario: Ditta/ Azienda:.. Telefono: Fax:.. LE INFORMAZIONI CONTENUTE IN QUESTO FAX SONO DIRETTE ESCLUSIVAMENTE ALLA PERSONA E ALL ISTITUZIONE SOPRA MENZIONATA. SE PER ERRORE IL RICEVENTE DI QUESTO MESSAGGIO NON FOSSE QUELLO INDICATO IN INDIRIZZO, E INVITATO AD AVVISARE IL MITTENTE TELEFONICAMENTE. SI RAMMENTA CHE LA RIPRODUZIONE DEL MESSAGGIO CHE SEGUE, QUALORA CONTENGA DATI PERSONALI, E SOGGETTA ALLA LEGGE SULLA RISERVATEZZA (N.675/96) Data: Pagine inclusa questa copertina:.. Commenti: 22

Depressione e adolescenza di S. Di Salvo, S. Cavalitto e A. Martinetto

Depressione e adolescenza di S. Di Salvo, S. Cavalitto e A. Martinetto Associazione per la Ricerca sulla Depressione C.so G. Marconi 2 10125 Torino Tel. 011-6699584 Sito: www.depressione-ansia.it Depressione e adolescenza di S. Di Salvo, S. Cavalitto e A. Martinetto Nella

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA Art. 1 Finalità e compiti del Dipartimento ad attività integrata (DAI) di Medicina Interna

Dettagli

CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI. Papalia Grazia Maria Data di nascita 29/06/1959

CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI. Papalia Grazia Maria Data di nascita 29/06/1959 INFORMAZIONI PERSONALI Nome Papalia Grazia Maria Data di nascita 29/06/1959 Qualifica Amministrazione Incarico attuale Numero telefonico dell ufficio I Fascia AZIENDA SANITARIA PROVINCIALE DI REGGIO CALABRIA

Dettagli

Questionario per operatori/professionisti che lavorano con le famiglie di minori con disabilità

Questionario per operatori/professionisti che lavorano con le famiglie di minori con disabilità Introduzione AIAS Bologna onlus, in collaborazione con altre organizzazioni europee, sta realizzando un progetto che intende favorire lo sviluppo di un ambiente positivo nelle famiglie dei bambini con

Dettagli

I Centri per le Famiglie dell Emilia-Romagna

I Centri per le Famiglie dell Emilia-Romagna I Centri per le Famiglie dell Emilia-Romagna Sono 33. Obiettivo: un CpF per ogni distretto sanitario. 10 sono in Romagna Aree di attività dei CpF: Informazione (risorse e servizi per bambini e genitori,

Dettagli

Ministero della Salute

Ministero della Salute Ministero della Salute TAVOLO NAZIONALE DI LAVORO SULL AUTISMO RELAZIONE FINALE Il Tavolo di lavoro sulle problematiche dell autismo, istituito su indicazione del Ministro della Salute, composto da rappresentanti

Dettagli

CODICE DEL DIRITTO DEL MINORE ALLA SALUTE E AI SERVIZI SANITARI

CODICE DEL DIRITTO DEL MINORE ALLA SALUTE E AI SERVIZI SANITARI CODICE DEL DIRITTO DEL MINORE ALLA SALUTE E AI SERVIZI SANITARI PREMESSO CHE Nel 2001 è stata adottata in Italia la prima Carta dei diritti dei bambini in ospedale. Tale Carta era già ispirata alle norme

Dettagli

Staff - S.C. Neuropsichiatria Infantile

Staff - S.C. Neuropsichiatria Infantile INFORMAZIONI PERSONALI Nome Attilio Vercelloni Data di nascita 28/01/1960 Qualifica Amministrazione Incarico attuale Numero telefonico dell ufficio dirigente medico ASL DI VERCELLI Staff - S.C. Neuropsichiatria

Dettagli

Percorso formativo ECM/ANCoM all interno del progetto IMPACT

Percorso formativo ECM/ANCoM all interno del progetto IMPACT Percorso formativo ECM/ANCoM all interno del progetto IMPACT Fabrizio Muscas Firenze, 1 Luglio 2011 ANCoM chi rappresenta? 8 Consorzi regionali 98 Cooperative di MMG 5000 Medici di Medicina Generale (MMG)

Dettagli

INDICAZIONI INERENTI L'ATTIVITA' PSICOLOGICA IN AMBITO SCOLASTICO

INDICAZIONI INERENTI L'ATTIVITA' PSICOLOGICA IN AMBITO SCOLASTICO INDICAZIONI INERENTI L'ATTIVITA' PSICOLOGICA IN AMBITO SCOLASTICO INTRODUZIONE L Ordine degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia e l Ufficio Scolastico Regionale, firmatari di un Protocollo d Intesa stipulato

Dettagli

LA DEPRESSIONE NEGLI ANZIANI

LA DEPRESSIONE NEGLI ANZIANI LA DEPRESSIONE NEGLI ANZIANI Che cos è la depressione? Tutti noi ci possiamo sentire tristi a volte, tuttavia la depressione è una cosa seria. La malattia della depressione a volte denominata Depressione

Dettagli

Articolazione aziendale del Progetto Strategie per ridurre il rischio di depressione post partum e proposta di un percorso formativo

Articolazione aziendale del Progetto Strategie per ridurre il rischio di depressione post partum e proposta di un percorso formativo Articolazione aziendale del Progetto Strategie per ridurre il rischio di depressione post partum e proposta di un percorso formativo Dott.ssa Lorenza Donati Convegno Agli albori della salute: prevenzione

Dettagli

LA VALUTAZIONE NEUROPSICOLOGICA COME MISURA CHIAVE PER LA DIAGNOSI PRECOCE DEL DNC LIEVE: L ESPERIENZA DELLA REGIONE PIEMONTE

LA VALUTAZIONE NEUROPSICOLOGICA COME MISURA CHIAVE PER LA DIAGNOSI PRECOCE DEL DNC LIEVE: L ESPERIENZA DELLA REGIONE PIEMONTE VIII Convegno IL CONTRIBUTO DELLE UNITA VALUTAZIONE ALZHEIMER NELL ASSISTENZA DEI PAZIENTI CON DEMENZA LA VALUTAZIONE NEUROPSICOLOGICA COME MISURA CHIAVE PER LA DIAGNOSI PRECOCE DEL DNC LIEVE: L ESPERIENZA

Dettagli

Rete Oncologica Piemonte Valle d Aosta

Rete Oncologica Piemonte Valle d Aosta Rete Oncologica Piemonte Valle d Aosta Il CAS (Centro Assistenza Servizi): Aspetti organizzativi e criticità Dott. Vittorio Fusco ASO Alessandria La Rete Oncologica: obiettivi Rispondere all incremento

Dettagli

ORGANIZZAZIONE CORSI Referente: D.ssa Anna Incelli

ORGANIZZAZIONE CORSI Referente: D.ssa Anna Incelli (Gustav Klimt, 1905) CONSULTORIO FAMILIARE RIETI Responsabile: Dr. Attilio Mozzetti ORGANIZZAZIONE CORSI Referente: D.ssa Anna Incelli (Immagini tratte dal web e utilizzate per finalità istituzionali)

Dettagli

Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore

Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore Testo aggiornato al 29 novembre 2011 Legge 15 marzo 2010, n. 38 Gazzetta Ufficiale 19 marzo 2010, n. 65 Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore La Camera dei

Dettagli

Sussidio guida per la stesura della Relazione ex post

Sussidio guida per la stesura della Relazione ex post AGENZIA SANITARIA E SOCIALE REGIONALE ACCREDITAMENTO IL RESPONSABILE PIERLUIGI LA PORTA Sussidio guida per la stesura della Relazione ex post D.Lgs. 229/99 I principi introdotti dal DLgs 502/92 art. 8

Dettagli

PROTOCOLLO. Prevenzione, Sorveglianza e Controllo delle Infezioni Correlate all Assistenza: attivazione e funzionamento dei relativi organismi.

PROTOCOLLO. Prevenzione, Sorveglianza e Controllo delle Infezioni Correlate all Assistenza: attivazione e funzionamento dei relativi organismi. Pagina 1 di 14 SOMMARIO Sommario...1 Introduzione...2 1. Scopo...2 2. campo di applicazione...3 3 Riferimenti...3 3.1 Riferimenti esterni...3 3.2 Riferimenti interni...3 4. Abbreviazioni utilizzate...4

Dettagli

L ADOZIONE NELLA PROVINCIA DI TRENTO: LE PROBLEMATICHE DELLE FAMIGLIE E LE RISPOSTE DEI SERVIZI NEL PERIODO SUCCESSIVO AL PRIMO ANNO POST- ADOTTIVO.

L ADOZIONE NELLA PROVINCIA DI TRENTO: LE PROBLEMATICHE DELLE FAMIGLIE E LE RISPOSTE DEI SERVIZI NEL PERIODO SUCCESSIVO AL PRIMO ANNO POST- ADOTTIVO. L ADOZIONE NELLA PROVINCIA DI TRENTO: LE PROBLEMATICHE DELLE FAMIGLIE E LE RISPOSTE DEI SERVIZI NEL PERIODO SUCCESSIVO AL PRIMO ANNO POST- ADOTTIVO. Ricercatrice: Serena Bezzi Trento, gennaio 2009 - giugno

Dettagli

Un percorso nell affido

Un percorso nell affido Un percorso nell affido Progetto nazionale di promozione dell affidamento familiare Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali Coordinamento Nazionale Servizi Affido SOMMARIO Il PROGETTO

Dettagli

In questo servizio si svolgeranno le seguenti attività:

In questo servizio si svolgeranno le seguenti attività: Insieme si può Arcigay Pistoia La Fenice dopo le varie attività svolte sul territorio pistoiese e zone limitrofe, ha valutato l opportunità di realizzare un progetto con la collaborazione di personale

Dettagli

LA DEPRESSIONE NEI BAMBINI E NEGLI ADOLESCENTI

LA DEPRESSIONE NEI BAMBINI E NEGLI ADOLESCENTI Che cos è la depressione? LA DEPRESSIONE NEI BAMBINI E NEGLI ADOLESCENTI La depressione è un disturbo caratterizzato da un persistente stato di tristezza che può durare mesi o addirittura anni. Può manifestarsi

Dettagli

Psicopatologia della DI, QdC, QdV

Psicopatologia della DI, QdC, QdV La psicopatologia nella disabilità intellettiva Dr. Luigi Croce psichiatra, docente all Università Cattolica di Brescia Ravenna 09/03/2012 Luigi Croce Università Cattolica Brescia croce.luigi@tin.it Disabilità,

Dettagli

PROGETTO PER LA PREVENZIONE DEL MALTRATTAMENTO E ABUSO. UNA STRATEGIA BASATA SULLA TEORIA DELL ATTACCAMENTO. UONPIA Varese, Busto A.

PROGETTO PER LA PREVENZIONE DEL MALTRATTAMENTO E ABUSO. UNA STRATEGIA BASATA SULLA TEORIA DELL ATTACCAMENTO. UONPIA Varese, Busto A. PROGETTO PER LA PREVENZIONE DEL MALTRATTAMENTO E ABUSO. UNA STRATEGIA BASATA SULLA TEORIA DELL ATTACCAMENTO UONPIA Varese, Busto A., Gallarate Mancanza di un sistema di monitoraggio nazionale Nel 201110.985

Dettagli

COMUNITA SOL LEVANTE Carta dei Servizi 2010/2012

COMUNITA SOL LEVANTE Carta dei Servizi 2010/2012 COMUNITA SOL LEVANTE Carta dei Servizi 2010/2012 La Sol Levante nasce nel 1998 per dare una risposta alle esigenze delle persone, di ogni fascia d età, affette da disagio psichico e con problematiche in

Dettagli

Regolamento Centri di Aggregazione Sociale/Ludoteche

Regolamento Centri di Aggregazione Sociale/Ludoteche COMUNE di ORISTANO Provincia di Oristano Assessorato ai Servizi Sociali Regolamento Centri di Aggregazione Sociale/Ludoteche Approvato con Delibera di C.C. n. 38 del 20.05.2014 1 INDICE TITOLO I DISPOSIZIONI

Dettagli

U.O.C. CHIRURGIA VASCOLARE

U.O.C. CHIRURGIA VASCOLARE REGIONE LAZIO Direttore Generale Dott. Vittorio Bonavita U.O.C. CHIRURGIA VASCOLARE Ospedale Sandro Pertini Direttore: Prof. Vincenzo Di Cintio Gentile paziente, Le diamo il benvenuto nella nostra Struttura

Dettagli

2.3.3. Percorso assistenziale rivolto alle donne vittime di violenza, abuso, maltrattamento e ai loro figli/e

2.3.3. Percorso assistenziale rivolto alle donne vittime di violenza, abuso, maltrattamento e ai loro figli/e 2.3.3. Percorso assistenziale rivolto alle donne vittime di violenza, abuso, maltrattamento e ai loro figli/e Gruppo percorsi assistenziali Partecipanti al gruppo - Unità Funzionale Salute Mentale Infanzia

Dettagli

La definizione L approccio

La definizione L approccio I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES) La definizione Con la sigla BES si fa riferimento ai Bisogni Educativi Speciali portati da tutti quegli alunni che presentano difficoltà richiedenti interventi individualizzati

Dettagli

Cooperativa COS Cooperativa Operatori Sanitari

Cooperativa COS Cooperativa Operatori Sanitari Cooperativa COS Cooperativa Operatori Sanitari Società Cooperativa sociale onlus corso Torino 4/3 16129 Genova tel. 010 5956962 fax 010 5950871 info@cosgenova.com; coscooperativa@fastwebnet.it 1 Sede legale

Dettagli

Settore Inclusione Sociale e Nuove Povertà SERVIZIO NUOVE POVERTA AREA PROGETTI INNOVATIVI PROGETTO SPERIMENTALE

Settore Inclusione Sociale e Nuove Povertà SERVIZIO NUOVE POVERTA AREA PROGETTI INNOVATIVI PROGETTO SPERIMENTALE Settore Inclusione Sociale e Nuove Povertà SERVIZIO NUOVE POVERTA AREA PROGETTI INNOVATIVI PROGETTO SPERIMENTALE FAMIGLIA IN COMPAGNIA (allegato n. 2) PREMESSA Il Progetto FAMIGLIA IN COMPAGNIA mette al

Dettagli

REaD REtina and Diabetes

REaD REtina and Diabetes Progetto ECM di formazione scientifico-pratico sulla retinopatia diabetica REaD REtina and Diabetes S.p.A. Via G. Spadolini 7 Iscrizione al Registro delle 20141 Milano - Italia Imprese di Milano n. 2000629

Dettagli

Lista di controllo per la perdita di coscienza. Soffre di episodi inspiegati di. www.stars-italia.eu

Lista di controllo per la perdita di coscienza. Soffre di episodi inspiegati di. www.stars-italia.eu Collaboriamo con i pazienti, le famiglie e i professionisti sanitari per offrire assistenza e informazioni sulla sincope e sulle convulsioni anossiche riflesse Soffre di episodi inspiegati di Lista di

Dettagli

1) Il bambino in Ospedale

1) Il bambino in Ospedale Dal giorno in cui qualcuno ha avuto il coraggio di entrare in un reparto di terapia terminale con un naso rosso e uno stetoscopio trasformato in telefono, il mondo è diventato un posto migliore. Jacopo

Dettagli

GLI ITALIANI, IL DISAGIO EMOTIVO E LA SOLITUDINE

GLI ITALIANI, IL DISAGIO EMOTIVO E LA SOLITUDINE GLI ITALIANI, IL DISAGIO EMOTIVO E LA SOLITUDINE un indagine demoscopica svolta da Astra Ricerche per Telefono Amico Italia con il contributo di Nokia Qui di seguito vengono presentati i principali risultati

Dettagli

QUALE SIGNIFICATO HA LA FIRMA DEL PDP DA PARTE DELLO STUDENTE / GENITORE E DEI DOCENTI?

QUALE SIGNIFICATO HA LA FIRMA DEL PDP DA PARTE DELLO STUDENTE / GENITORE E DEI DOCENTI? FAQ: AREA DELLA PROGRAMMAZIONE (PDP) QUAL È LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO SUI DSA NELLA SCUOLA? Al momento è in vigore la Legge 170 che regola in modo generale i diritti delle persone con DSA non soltanto

Dettagli

Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista

Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista Master Universitario Online di I Livello 60 Crediti Formativi (CFU) 1. Premesse Le ragioni della

Dettagli

I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO SPORTELLO D ASCOLTO PSICOLOGICO UNO SPAZIO PER PENSARE, PER ESSERE, PER DIVENTARE

I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO SPORTELLO D ASCOLTO PSICOLOGICO UNO SPAZIO PER PENSARE, PER ESSERE, PER DIVENTARE ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE di Sc. Materna Elementare e Media LENTINI 85045 LAURIA (PZ) Cod. Scuola: PZIC848008 Codice Fisc.: 91002150760 Via Roma, 102 - e FAX: 0973823292 I. C. LENTINI LAURIA PROGETTO

Dettagli

Napoli. Riconosciuto dal Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca M.I.U.R.

Napoli. Riconosciuto dal Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca M.I.U.R. Napoli Centro Psicopedagogico Formazione Studi e Ricerche OIDA Scuola di Formazione riconosciuta dal M.I.U.R. Decreto 3 agosto 2011 Scuola di Formazione riconosciuta dalla P.ED.I.AS. Comunicazione Efficace

Dettagli

LA DOCUMENTAZIONE INFERMIERISTICA. Obiettivi della giornata. Obiettivi del progetto

LA DOCUMENTAZIONE INFERMIERISTICA. Obiettivi della giornata. Obiettivi del progetto LA DOCUMENTAZIONE INFERMIERISTICA Obiettivi della giornata Conoscere i presupposti normativi, professionali e deontologici della documentazione del nursing Conoscere gli strumenti di documentazione infermieristica

Dettagli

Corretto utilizzo delle soluzioni concentrate di Potassio cloruro. ed altre soluzioni contenenti Potassio

Corretto utilizzo delle soluzioni concentrate di Potassio cloruro. ed altre soluzioni contenenti Potassio cloruro cloruro Data Revisione Redazione Approvazione Autorizzazione N archiviazione 00/00/2010 e Risk management Produzione Qualità e Risk management Direttore Sanitario 1 cloruro INDICE: 1. Premessa

Dettagli

Migliorare la gestione del paziente con BPCO in Medicina Generale.

Migliorare la gestione del paziente con BPCO in Medicina Generale. Progetto di audit clinico. Migliorare la gestione del paziente con BPCO in. Razionale. Numerose esperienze hanno dimostrato che la gestione del paziente con BPCO è subottimale. La diagnosi spesso non è

Dettagli

DRG e SDO. Prof. Mistretta

DRG e SDO. Prof. Mistretta DRG e SDO Prof. Mistretta Il sistema è stato creato dal Prof. Fetter dell'università Yale ed introdotto dalla Medicare nel 1983; oggi è diffuso anche in Italia. Il sistema DRG viene applicato a tutte le

Dettagli

PROBLEMI PSICOLOGICI NEI DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

PROBLEMI PSICOLOGICI NEI DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO PROBLEMI PSICOLOGICI NEI DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO Enrico Ghidoni Arcispedale S.Maria Nuova, UOC Neurologia, Laboratorio di Neuropsicologia, Reggio Emilia La situazione psicologica dei bambini

Dettagli

Il Comitato dei Ministri, ai sensi dell'articolo 15.b dello Statuto del Consiglio d'europa,

Il Comitato dei Ministri, ai sensi dell'articolo 15.b dello Statuto del Consiglio d'europa, CONSIGLIO D EUROPA Raccomandazione CM/REC(2014) 3 del Comitato dei Ministri agli Stati Membri relativa ai delinquenti pericolosi (adottata dal Comitato dei Ministri il 19 febbraio 2014 nel corso della

Dettagli

FORMAZIONE SUL CAMPO (FSC) E CRITERI PER L ASSEGNAZIONE DI CREDITI ECM ALLE ATTIVITA di FSC

FORMAZIONE SUL CAMPO (FSC) E CRITERI PER L ASSEGNAZIONE DI CREDITI ECM ALLE ATTIVITA di FSC FORMAZIONE SUL CAMPO (FSC) E CRITERI PER L ASSEGNAZIONE DI CREDITI ECM ALLE ATTIVITA di FSC La formazione sul campo (di seguito, FSC) si caratterizza per l utilizzo, nel processo di apprendimento, delle

Dettagli

LINEE-GUIDA DEL MINISTRO DELLA SANITÀ PER LE ATTIVITA DI RIABILITAZIONE

LINEE-GUIDA DEL MINISTRO DELLA SANITÀ PER LE ATTIVITA DI RIABILITAZIONE LINEE-GUIDA DEL MINISTRO DELLA SANITÀ PER LE ATTIVITA DI RIABILITAZIONE Premessa Obiettivo delle presenti linee-guida è fornire indirizzi per la organizzazione della rete dei servizi di riabilitazione

Dettagli

SCHIZOFRENIA. 3. Eloquio disorganizzato( per es. deragliamento o incoerenza) 4. Comportamento grossolanamente disorganizzato o catatonico

SCHIZOFRENIA. 3. Eloquio disorganizzato( per es. deragliamento o incoerenza) 4. Comportamento grossolanamente disorganizzato o catatonico DSM-V DISTURBO DELLO SPETTRO DELLA SCHIZOFRENIA E ALTRI DITURBI PSICOTICI SCHIZOFRENIA A. Due o più dei seguenti sintomi, presente per una parte di tempo significativa durante il periodo di un mese. Almeno

Dettagli

La Cartella Infermieristica quale strumento operativo di miglioramento della qualità

La Cartella Infermieristica quale strumento operativo di miglioramento della qualità La Cartella Infermieristica quale strumento operativo di miglioramento della qualità Dott. Mag. Nicola Torina Coordinatore infermieristico Unità Terapia Intensiva di Rianimazione Metodologie operative

Dettagli

Strutture sanitarie e Socio-assistenziali Autorizzazione e vigilanza

Strutture sanitarie e Socio-assistenziali Autorizzazione e vigilanza Dipartimento di Sanità Pubblica S a l u t e è S a p e r e Azioni di Prevenzione n. 2 28 Strutture sanitarie e Socio-assistenziali Indice Presentazione Strutture Sanitarie Introduzione Contesto Risultati

Dettagli

PROCEDURA MODALITA DI ACCESSO AGLI AMBULATORI

PROCEDURA MODALITA DI ACCESSO AGLI AMBULATORI AZIENDA OSPEDALIERA UNIVERSITA DI PADOVA PROCEDURA MODALITA DI ACCESSO AGLI AMBULATORI Preparato da Gruppo di Lavoro Ambulatori Clinica Ostetrico- Ginecologica Verificato da Servizio Qualità Verifica per

Dettagli

CRITERI PER L ASSEGNAZIONE DI CREDITI ALLE ATTIVITA ECM

CRITERI PER L ASSEGNAZIONE DI CREDITI ALLE ATTIVITA ECM CRITERI PER L ASSEGNAZIONE DI CREDITI ALLE ATTIVITA ECM 1. Introduzione 2. Pianificazione dell attività formativa ECM 3. Criteri per l assegnazione dei crediti nelle diverse tipologie di formazione ECM

Dettagli

Documento 02 Tipologia di Prodotto/Servizio Sezione Ematologia. Documento 02 Tipologia di Prodotto/Servizio Sezione Ematologia

Documento 02 Tipologia di Prodotto/Servizio Sezione Ematologia. Documento 02 Tipologia di Prodotto/Servizio Sezione Ematologia Pag. 1 di 6 Rev Data Redatto e elaborato Approvato Firma 0 04/03/2011 Coord.Infermieristico M.Renovi Dirigente Medico Resp. Dr. A. Stefanelli Direttore U.O.C. Medicina Generale Dott.ssa P. Lambelet Direttore

Dettagli

L attuazione della Legge 162/98 in Sardegna

L attuazione della Legge 162/98 in Sardegna A cura dell ABC Sardegna, ediz. rivista in ottobre 2005 L attuazione della Legge 162/98 in Sardegna La Legge Nazionale 162/98 ha apportato modifiche alla legge quadro sull handicap L.104/1992, concernenti

Dettagli

Linee guida, note informative e modulistica per la stesura del PDP. Piano Didattico Personalizzato per alunni con Diagnosi Specialistica di DSA

Linee guida, note informative e modulistica per la stesura del PDP. Piano Didattico Personalizzato per alunni con Diagnosi Specialistica di DSA Linee guida, note informative e modulistica per la stesura del PDP Piano Didattico Personalizzato per alunni con Diagnosi Specialistica di DSA Indicazioni ai fini della stesura del PDP 1. Informazioni

Dettagli

D.P.R. 10-11-1999 Approvazione del Progetto-Obiettivo "Tutela della Salute Mentale" 1998-2000

D.P.R. 10-11-1999 Approvazione del Progetto-Obiettivo Tutela della Salute Mentale 1998-2000 D.P.R. 10-11-1999 Approvazione del Progetto-Obiettivo "Tutela della Salute Mentale" 1998-2000 IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto l'articolo 1 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive

Dettagli

Deficit di Mevalonato Chinasi (MKD) (o Sindrome da Iper-IgD)

Deficit di Mevalonato Chinasi (MKD) (o Sindrome da Iper-IgD) Pædiatric Rheumatology InterNational Trials Organisation Deficit di Mevalonato Chinasi (MKD) (o Sindrome da Iper-IgD) Che cos è? Il deficit di mevalonato chinasi è una malattia genetica. E un errore congenito

Dettagli

La degenerazione maculare legata all età (AMD) Informazioni ai malati -Progetto EUFEMIA

La degenerazione maculare legata all età (AMD) Informazioni ai malati -Progetto EUFEMIA Che cos è la degenerazione maculare? La degenerazione maculare è una malattia che interessa la regione centrale della retina (macula), deputata alla visione distinta necessaria per la lettura, la guida

Dettagli

Sindrome di Blau/Sarcoidosi ad esordio precoce (EOS)

Sindrome di Blau/Sarcoidosi ad esordio precoce (EOS) Pædiatric Rheumatology InterNational Trials Organisation Che cos é? Sindrome di Blau/Sarcoidosi ad esordio precoce (EOS) La sindrome di Blau è una malattia genetica. I pazienti affetti presentano rash

Dettagli

Prot. N. 4089-15/6/2010 Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali Loro Sedi

Prot. N. 4089-15/6/2010 Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali Loro Sedi Prot. N. 4089-15/6/2010 Ai Direttori Generali degli Uffici Scolastici Regionali Loro Sedi Oggetto: Disturbo di deficit di attenzione ed iperattività Premessa In considerazione della sempre maggiore e segnalata

Dettagli

PROTOCOLLO DIVERS-ABILITÀ

PROTOCOLLO DIVERS-ABILITÀ PROTOCOLLO DIVERS-ABILITÀ Amministrazione Comunale Amministrazione Scolastica Zanica I.C. Zanica Commissione Inter-istituzionale La Commissione Inter-istituzionale è una commissione mista tecnico-politica

Dettagli

Numero 2 del 29 febbraio 2012 PROGETTO CESIPE

Numero 2 del 29 febbraio 2012 PROGETTO CESIPE Numero 2 del 29 febbraio 2012 PROGETTO CESIPE Lo scorso 8 febbraio nella sede del Comitato Consultivo, il Direttore Generale dell Azienda "Policlinico-Vittorio Emanuele", Armando Giacalone, il Direttore

Dettagli

COOPERATIVA LOMBARDA F.A.I. Societa Cooperativa Sociale - Onlus. Carta. dei Servizi. Famiglie Anziani Infanzia

COOPERATIVA LOMBARDA F.A.I. Societa Cooperativa Sociale - Onlus. Carta. dei Servizi. Famiglie Anziani Infanzia COOPERATIVA LOMBARDA F.A.I. Societa Cooperativa Sociale - Onlus Carta dei Servizi Famiglie Anziani Infanzia Indice di revisione n. 1 del 1/3/2014 3 INDICE CHI SIAMO IDENTITA E VALORI 4 5 COSA FACCIAMO

Dettagli

REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA. Premessa

REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA. Premessa REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA Premessa La struttura dipartimentale rappresenta il modello ordinario di gestione operativa delle

Dettagli

CONFERENZA STATO-REGIONI Seduta del 22 febbraio 2001

CONFERENZA STATO-REGIONI Seduta del 22 febbraio 2001 CONFERENZA STATO-REGIONI Seduta del 22 febbraio 2001 Repertorio Atti n. 1161 del 22 febbraio 2001 Oggetto: Accordo tra il Ministro della sanità, il Ministro per la solidarietà sociale e le Regioni e Province

Dettagli

Progetto per l assistenza continua alla persona non autosufficiente

Progetto per l assistenza continua alla persona non autosufficiente Progetto per l assistenza continua alla persona non autosufficiente Piano di progetto Premessa: La proposta toscana per il progetto sulla non autosufficienza Cap. 1: I percorsi, gli attori e le azioni

Dettagli

ESENZIONI PER MOTIVI DI ETA' e/o REDDITO

ESENZIONI PER MOTIVI DI ETA' e/o REDDITO Il nucleo familiare è composto da : - Il richiedente l esenzione - il coniuge (non legalmente ed effettivamente separato) indipendentemente dalla sua situazione reddituale - dai familiari a carico fiscalmente

Dettagli

Studio del manuale. Applicazioni internazionali del case management integrato: principi e pratica Conoscenza di base ed evoluzione futura Bibliografia

Studio del manuale. Applicazioni internazionali del case management integrato: principi e pratica Conoscenza di base ed evoluzione futura Bibliografia Indice Presentazione dell edizione originale Presentazione dell edizione italiana Prefazione Ringraziamenti Panoramica sulla diffusione del Metodo INTERMED La griglia INTERMED pediatrica per la valutazione

Dettagli

VAD O VED POTENZIALI EFFETTI COLLATERALI

VAD O VED POTENZIALI EFFETTI COLLATERALI VAD O VED POTENZIALI EFFETTI COLLATERALI 1 Questo schema di cura impiega i seguenti farmaci: vincristina, doxorubicina (adriamicina) o epidoxorubicina, cortisone. Le informazioni contenute in questo modello

Dettagli

IDI IRCCS Roma. CRESCERE con l EB. Elisabetta Andreoli. Servizio di Psicologia Clinica e Psicoterapia Psicosomatica

IDI IRCCS Roma. CRESCERE con l EB. Elisabetta Andreoli. Servizio di Psicologia Clinica e Psicoterapia Psicosomatica IDI IRCCS Roma CRESCERE con l EB Elisabetta Andreoli Servizio di Psicologia Clinica e Psicoterapia Psicosomatica EB: patologia organica che interessa l ambito fisico e solo indirettamente quello psicologico

Dettagli

PROGETTO ASSISTENZA DOMICILIARE ANZIANI

PROGETTO ASSISTENZA DOMICILIARE ANZIANI PROGETTO ASSISTENZA DOMICILIARE ANZIANI PIANO DISTRETTUALE DEGLI INTERVENTI del Distretto socio-sanitario di Corigliano Calabro Rif. Decreto Regione Calabria n. 15749 del 29/10/2008 ANALISI DELBISOGNO

Dettagli

GRUPPO DI LAVORO PER L INCLUSIONE DSA/BES/HANDICAP

GRUPPO DI LAVORO PER L INCLUSIONE DSA/BES/HANDICAP SCUOLA PRIMARIA PARITARIA SCUOLA PRIMARIA PARITARIA via Camillo de Lellis, 4 35128 Padova tel. 049/8021667 fax 049/850617 e-mail: primaria@donboscopadova.it website: www.donboscopadova.it GRUPPO DI LAVORO

Dettagli

Disegnato il percorso di riforma dell'adi per il 2012

Disegnato il percorso di riforma dell'adi per il 2012 Disegnato il percorso di riforma dell'adi per il 2012 martedì, 17 gennaio, 2012 http://www.lombardiasociale.it/2012/01/17/disegnato-il-percorso-di-riforma-delladi-per-il-2012/ L'analisi del Contesto E

Dettagli

Anno 4 - Numero 2 Febbraio 2007. Ma questa bellezza è da buttare di Giovanna Melandri. La chiave del successo nello sport di Manuela Di Centa

Anno 4 - Numero 2 Febbraio 2007. Ma questa bellezza è da buttare di Giovanna Melandri. La chiave del successo nello sport di Manuela Di Centa Anno 4 - Numero 2 Febbraio 2007 Ma questa bellezza è da buttare di Giovanna Melandri La chiave del successo nello sport di Manuela Di Centa In passerella il bello d esser femmina di Stefano Dominella Il

Dettagli

INDAGINE DI CUSTOMER SATISFACTION SUL SERVIZIO DELL ASSISTENZA OSPEDALIERA DELLA ASP. Relazione Generale

INDAGINE DI CUSTOMER SATISFACTION SUL SERVIZIO DELL ASSISTENZA OSPEDALIERA DELLA ASP. Relazione Generale SERVIZIO SANITARIO REGIONALE BASILICATA Azienda Sanitaria Locale di Potenza INDAGINE DI CUSTOMER SATISFACTION SUL SERVIZIO DELL ASSISTENZA OSPEDALIERA DELLA ASP Relazione Generale A cura degli Uffici URP

Dettagli

Identikit del drogato da lavoro

Identikit del drogato da lavoro INTERVISTA Identikit del drogato da lavoro Chi sono i cosiddetti workaholic? quanto è diffusa questa patologia? Abbiamo cercato di scoprirlo facendo qualche domanda al dottor Cesare Guerreschi, fondatore

Dettagli

DIREZIONE GENERALE FAMIGLIA, SOLIDARIETA' SOCIALE E VOLONTARIATO

DIREZIONE GENERALE FAMIGLIA, SOLIDARIETA' SOCIALE E VOLONTARIATO DIREZIONE GENERALE FAMIGLIA, SOLIDARIETA' SOCIALE E VOLONTARIATO CIRCOLARE REGIONALE del 15/01/2014 - N 1 OGGETTO: PRIME INDICAZIONI ATTUATIVE DELLA DGR N. 1185/2013 CON SPECIFICO RIFERIMENTO ALLE DGR

Dettagli

Il sistema di classificazione per profili finalizzati all appropriatezza delle Cure Domiciliari

Il sistema di classificazione per profili finalizzati all appropriatezza delle Cure Domiciliari LA PROGRAMMAZIONE REGIONALE IN TEMA DI CURE DOMICILIARI E ANALISI DEL DECRETO COMMISSARIALE N. 1/2013 Il sistema di classificazione per profili finalizzati all appropriatezza delle Cure Domiciliari Annalisa

Dettagli

Allegato A COMUNE DI ALANO DI PIAVE Provincia di Belluno PIANO TRIENNALE DI AZIONI POSITIVE PER LE PARI OPPORTUNITÀ 2015-2017 (ART. 48, COMMA 1, D.LGS. 11/04/2006 N. 198) Il Decreto Legislativo 11 aprile

Dettagli

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE LINEE DI INDIRIZZO PER UNA NUOVA PROGRAMMAZIONE CONCERTATA TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO IN MATERIA IN.F.E.A. (INFORMAZIONE-FORMAZIONE-EDUCAZIONE AMBIENTALE) VERSO

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ASSISTENZA NON SANITARIA (ANS) NELLE AREE DI DEGENZA DEI PRESIDI OSPEDALIERI DELL AZIENDA USL DI RAVENNA

REGOLAMENTO PER L ASSISTENZA NON SANITARIA (ANS) NELLE AREE DI DEGENZA DEI PRESIDI OSPEDALIERI DELL AZIENDA USL DI RAVENNA REGOLAMENTO PER L ASSISTENZA NON SANITARIA (ANS) NELLE AREE DI DEGENZA DEI PRESIDI OSPEDALIERI DELL AZIENDA USL DI RAVENNA PREMESSA Il ricovero in ambiente ospedaliero rappresenta per la persona e la sua

Dettagli

La depressione può colpire chiunque. Fattori di rischio, autoesame e interlocutori in breve

La depressione può colpire chiunque. Fattori di rischio, autoesame e interlocutori in breve La depressione può colpire chiunque Fattori di rischio, autoesame e interlocutori in breve «Faccio fatica a prendere qualsiasi decisione, seppur minima. Addirittura facendo la spesa. Ho sempre paura di

Dettagli

INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI

INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI PREMESSA L integrazione è un processo di conoscenza di sé e dell altro, di collaborazione all interno della classe finalizzato a creare le migliori condizioni

Dettagli

COS È IL PRONTO SOCCORSO?

COS È IL PRONTO SOCCORSO? AZIENDA OSPEDALIERA UNIVERSITARIA INTEGRATA VERONA COS È IL PRONTO SOCCORSO? GUIDA INFORMATIVA PER L UTENTE SEDE OSPEDALIERA BORGO TRENTO INDICE 4 COS È IL PRONTO SOCCORSO? 6 IL TRIAGE 8 CODICI DI URGENZA

Dettagli

ASU San Giovanni Battista Torino S.C. Cardiologia 2

ASU San Giovanni Battista Torino S.C. Cardiologia 2 ASU San Giovanni Battista Torino S.C. Cardiologia 2 Il processo infermieristico espresso con un linguaggio comune: sviluppo delle competenze professionali attraverso la capacità di formulare diagnosi infermieristiche

Dettagli

Ministero, della Salute

Ministero, della Salute Ministero, della Salute DIPARTIMENTO DELLA QUALITÀ DIREZIONE GENERALE DELLA PROGRAMMAZIONE SANITARIA, DEI LIVELLI DI ASSISTENZA E DEI PRINCIPI ETICI DI SISTEMA UFFICIO III MORTE O GRAVE DANNO CONSEGUENTI

Dettagli

ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGETTO

ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGETTO ALLEGATO 6 TITOLO DEL PROGETTO: ANNO RICCO MI CI FICCO SETTORE e Area di Intervento: Settore A: Assistenza Aree: A02 Minori voce 5 ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGETTO OBIETTIVI DEL PROGETTO OBIETTIVI GENERALI

Dettagli

PROGETTO AMBRA-GARANZIA GIOVANI-BENEVENTO

PROGETTO AMBRA-GARANZIA GIOVANI-BENEVENTO PROGETTO AMBRA-GARANZIA GIOVANI-BENEVENTO Settore di intervento: Assistenza agli anziani Sede di attuazione del Benevento 1- VIA DEI LONGOBARDI 9 progetto: Numero di volontari richiesti: 4 Attività di

Dettagli

Dati della ricerca. Quali i risultati? Jonathan Trobia

Dati della ricerca. Quali i risultati? Jonathan Trobia Dati della ricerca. Quali i risultati? Jonathan Trobia Introduzione I percorsi di Arte Terapia e Pet Therapy, trattati ampiamente negli altri contributi, sono stati oggetto di monitoraggio clinico, allo

Dettagli

COMMISSIONE AZIENDALE DEL FARMACO PROCEDURA SULLA PRESCRIZIONE DI FARMACI PER INDICAZIONI NON AUTORIZZATE DALL AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO

COMMISSIONE AZIENDALE DEL FARMACO PROCEDURA SULLA PRESCRIZIONE DI FARMACI PER INDICAZIONI NON AUTORIZZATE DALL AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO COMMISONE AZIENDALE DEL FAMACO POCEDUA SULLA PESCIZIONE DI FAMACI PE INDICAZIONI N AUTOIZZATE DALL AGENZIA ITALIANA DEL FAMACO 1. SCOPO/OBIETTIVO Informare il Personale Medico dell Aziende Sanitarie della

Dettagli

ACCORDO e Protocollo Operativo per la realizzazione del SERVIZIO INTEGRATO TERRITORIALE su AFFIDO ed ADOZIONE

ACCORDO e Protocollo Operativo per la realizzazione del SERVIZIO INTEGRATO TERRITORIALE su AFFIDO ed ADOZIONE CASARANO COLLEPASSO MATINO PARABITA RUFFANO SUPERSANO TAURISANO AMBITO TERRITORIALE SOCIALE DI CASARANO PROVINCIA di LECCE Assessorato alle Politiche Sociali ACCORDO e Protocollo Operativo per la realizzazione

Dettagli

V I C T O R I A A G E N C Y S E R V I C E

V I C T O R I A A G E N C Y S E R V I C E V I C T O R I A A G E N C Y S E R V I C E Assistenza sanitaria e sociale a domicilio Servizio medico specialistico: Cardiologi, Chirurghi, Dermatologi Ematologi, Nefrologi, Neurologi Pneumologi, Ortopedici,

Dettagli

BORTEZOMIB (Velcade)

BORTEZOMIB (Velcade) BORTEZOMIB (Velcade) POTENZIALI EFFETTI COLLATERALI Le informazioni contenute in questo modello sono fornite in collaborazione con la Associazione Italiana Malati di Cancro, parenti ed amici ; per maggiori

Dettagli

Il Documento è diviso in tre parti e dotato di un indice per agevolare la consultazione.

Il Documento è diviso in tre parti e dotato di un indice per agevolare la consultazione. L erogazione dell assistenza in favore dei cittadini stranieri non può prescindere dalla conoscenza, da parte degli operatori, dei diritti e dei doveri dei cittadini stranieri, in relazione alla loro condizione

Dettagli

AZIENDA PER I SERVIZI SANITARI N 4 MEDIO FRIULI Via Pozzuolo, 330 33100 UDINE **** DIREZIONE GENERALE

AZIENDA PER I SERVIZI SANITARI N 4 MEDIO FRIULI Via Pozzuolo, 330 33100 UDINE **** DIREZIONE GENERALE AZIENDA PER I SERVIZI SANITARI N 4 MEDIO FRIULI Via Pozzuolo, 330 33100 UDINE **** DIREZIONE GENERALE CENTRO ASSISTENZA PRIMARIA PRESSO IL DISTRETTO DI CIVIDALE Dicembre 2014 1 Indice Premessa 1) La progettualità

Dettagli

RESOCONTO DELL ATTIVITÀ ITÀ DEI COMITATI CONSULTIVI MISTI

RESOCONTO DELL ATTIVITÀ ITÀ DEI COMITATI CONSULTIVI MISTI RESOCONTO DELL ATTIVITÀ ITÀ DEI COMITATI CONSULTIVI MISTI DEGLI UTENTI DELL AZIENDA USL DI PIACENZA - 2003/2006 I Comitati Consultivi Misti degli Utenti dell Azienda USL di Piacenza dal gennaio 2003 al

Dettagli

Comune di Ragusa. Regolamento assistenza domiciliare agli anziani

Comune di Ragusa. Regolamento assistenza domiciliare agli anziani Comune di Ragusa Regolamento assistenza domiciliare agli anziani REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE AGLI ANZIANI approvato con delib. C.C. n.9 del del 24/02/84 modificato con delib. C.C.

Dettagli

1. Premessa. 2. Finalità ed obiettivi

1. Premessa. 2. Finalità ed obiettivi Allegato B REGOLAMENTO PER LA PREDISPOSIZIONE E PER IL FINANZIAMENTO DELLE IMPEGNATIVE DI CURA DOMICILIARE PER PERSONE CON GRAVE DISABILITÀ PSICHICA ED INTELLETTIVA (ICDp) 1. Premessa La normativa nazionale

Dettagli

Con la vaccinazione l influenza si allontana. La prevenzione dell influenza

Con la vaccinazione l influenza si allontana. La prevenzione dell influenza Con la vaccinazione l influenza si allontana La prevenzione dell influenza La vaccinazione antinfluenzale è il mezzo più efficace di protezione dalla malattia e di riduzione delle sue complicanze per le

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO DI SCUOLA MEDIA E SUPERIORE 86029 TRIVENTO (CB) PROGETTO DI EDUCAZIONE ALIMENTARE

ISTITUTO COMPRENSIVO DI SCUOLA MEDIA E SUPERIORE 86029 TRIVENTO (CB) PROGETTO DI EDUCAZIONE ALIMENTARE ISTITUTO COMPRENSIVO DI SCUOLA MEDIA E SUPERIORE 86029 TRIVENTO (CB) Via Acquasantianni s.n. - (Tel. 0874-871770 - Fax 0874-871770) Sito web: http://digilander.libero.it/ictrivento/ - e-mail: cbmm185005@istruzione.it

Dettagli