Obesità e relazione di coppia: modelli di attaccamento romantico e funzionamento di coppia

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1 Università degli studi LA SAPIENZA di Roma Facoltà di Psicologia Dipartimento di Psicologia Dinamica e Clinica Dottorato di Ricerca in Psicologia Clinica, Dinamica e dello Sviluppo XVIII Ciclo Obesità e relazione di coppia: modelli di attaccamento romantico e funzionamento di coppia Discussione tesi Tutor Prof.ssa Malagoli Togliatti Marisa Cotutor Prof.ssa Ortu Francesca Dottoranda Dr.ssa Anna Lisa Micci

2 Indice INTRODUZIONE CAPITOLO I: LA RELAZIONE DI COPPIA: ATTACCAMENTO E DINAMICHE RELAZIONALI Premessa 1.1 La scelta del partner e la formazione della coppia Il legame di attaccamento lungo il ciclo di vita Caratteristiche distintive del legame di attaccamento adulto Il trasferimento della base: il rapporto di coppia Dinamiche relazionali lungo il ciclo di vita 21 CAPITOLO II: LA COPPIA FRA NORMALITÀ E PATOLOGIA 2.1 Il cambiamento della coppia: stabilità, conflitto e crisi L attaccamento insicuro e il suo prosieguo nella vita di coppia Il sintomo nella coppia 43 CAPITOLO III: OBESITA : ASPETTI MEDICI E PSICOLOGICI Premessa 3.1 Il significato semantico e culturale dell obesità Le ipotesi psicogenetiche dell obesità La valutazione dell obesità Dati epidemiologici sull obesità La prevalenza del sovrappeso e dell obesità in bambini e adolescenti La prevalenza del sovrappeso e dell obesità in età adulta La prospettiva multidimensionale dell obesità Caratteristiche mediche della patologia Comorbilità psichiatrica nell obesità e nei disturbi alimentari Obesità e psicopatologia Binge Eating Disorder e psicopatologia Night Eating Syndrome e Psicopatologia Caratteristiche del funzionamento familiare nell obesità La famiglia d origine dei soggetti obesi 121

3 3.8.2 La famiglia acquisita del soggetto obeso Un programma comportamentale basato sulla famiglia 131 CAPITOLO IV: LA RICERCA 4.1 Inquadramento teorico Principali elementi del disegno di ricerca Metodologia Analisi dei risultati 145 CAPITOLO V: CONCLUSIONI Premessa 5.1 Discussione dei risultati Elementi di criticità del lavoro di ricerca Conclusioni e prospettive future 190 Allegato 1: Faces III 191 Allegato 2: Ecr 194 Allegato 3: Cartella clinica 197 Allegato 4: Cartella clinica di controllo 200 BIBLIOGRAFIA 202

4 Particolari ringraziamenti vanno alla prof.ssa Marisa Malagoli Togliatti che con la sua attenzione e scrupolosità ha donato a questo lavoro un maggior pregio, alla prof.ssa Francesca Ortu che con il suo interesse ha stimolato nuove connessioni fra pratica clinica e letteratura, ed alla prof.ssa Gloria Scalisi che ha contribuito in modo importante ad apportare un impianto metodologico e di analisi dei dati adeguata alla complessità dei dati raccolti. Si ringrazia di cuore inoltre la dr.ssa Elisa Forte che ha permesso al progetto di ricerca di diventare una importante realtà non solo concretizzando la ricerca ma anche fondando il primo Centro Integrato per la cura dell Obesità e delle Malattie Metaboliche, nel territorio della provincia di Latina.

5 Clinica, Dinamica e dello Sviluppo XVIII ciclo Introduzione Il silenzio, la sofferenza della coppia non è soltanto un passivo ineliminabile in ogni rapporto umano: racchiude pure un valore prezioso, assoluto. Basta saperlo cercare. E volerlo fare. (Italo Calvino) Introduzione Il presente lavoro va a collocarsi in una cornice teorica ancora tutta da costruire. La gravità della patologia obesità, l inaspettata diffusione della malattia e la resistenza al trattamento, fanno di questa uno dei più difficili problemi medici e psicologici della società moderna. L obesità, infatti, è una patologia, seppur molto diffusa (il 42% della popolazione compresa fra i 18 ed i 65 anni soffrono di obesità in Italia), ancora poco studiata, dal punto di vista psicologico, nei suoi aspetti specifici. Le stime della diffusione dell obesità tra gli adulti italiani ricopre in più del 40% della popolazione italiana, con prevalenza fra i soggetti maschi. La diffusione è più alta nelle regioni meridionali e nelle zone insulari con particolare incidenza nelle fasce a status socioeconomico basso ed è maggiore con l avanzare dell età. La complessità di tale condizione è dovuta al fatto che si tratta di una patologia multifattoriale e del tutto eterogenea sia dal punto di vista medico che dal punto di vista psicologico. Proprio a causa di questa eterogeneità non figura né nel DSM-IV né in altre classificazioni psichiatriche sebbene sia una patologia molto diffusa e derivi e/o comporti cause e conseguenze psicologiche. Molta attenzione è stata data alla prevenzione dell obesità andando a condurre numerose ricerche relative all obesità in età evolutiva, considerando il rapporto diadico madre-figlio o le relazioni all interno della famiglia d origine; ulteriore attenzione è stata fornita agli aspetti connessi all immagine corporea e di conseguenza agli approcci possibili di tipo cognitivocomportamentali. Altri studi si sono focalizzati sulle caratteristiche psicologiche in presenza di psicopatologie correlate come la Night Eating Syndrom (NES) o il Being Eating Syndrom (BES). Infine, un focus di studi è stato centrato sulle ricadute psicologiche correlate agli aspetti medici, nello specifico all intervento di bypass intestinale. I

6 Clinica, Dinamica e dello Sviluppo XVIII ciclo Introduzione Solo in questo ultimo caso l oggetto di analisi era la coppia coniugale e solo in questo filone di studi è stato possibile osservare il funzionamento della coppia coniugale in presenza di un tale sintomo. Studi simili si sono sviluppati recentemente su tematiche inerenti il funzionamento di coppia e l attaccamento romantico (definizione utilizzata da molti autori come Feeney, Hazan e Zeifman), prendendo in considerazione però altre tipologie di disturbo del comportamento alimentare (come l anoressia nervosa e la bulimia). Date tali premesse il presente lavoro di ricerca va ad approfondire tematiche attuali in un campo completamente carente di riferimenti sperimentali legati nello specifico all obesità. Tale mancanza da un lato ha incoraggiato una sperimentazione che andasse a supportare anche un possibile sviluppo di approcci integrati per il trattamento dell obesità ma dall altro lato non ha favorito l adesione ad altri modelli teorici per la discussione dei dati ne ha permesso altresì un confronto con altri risultati significativi ottenuti nel passato. La motivazione specifica di questo lavoro volge non solo ad esaminare la letteratura in merito ma anche ad approfondire le conoscenze sul funzionamento della coppia in cui uno dei partners è obeso. L obiettivo è stato quello di individuare le dinamiche relazionali e le caratteristiche dell attaccamento romantico nelle coppie in cui il sintomo obesità insorge in età adulta. La prospettiva con la quale questo lavoro va letto è indubbiamente una prospettiva sistemicorelazionale che guarda al sintomo come ad un messaggio all interno di una relazione; il mantenimento di un sintomo, in questa accezione, si verifica solo se viene mantenuto da modelli interattivi in corso. Il sintomo ed il suo contesto interpersonale sono dunque concepiti come parti di una serie di meccanismi di comportamento che si autoperpetuano. L articolazione del lavoro quindi ha inizio (capitolo I) con alcune considerazioni teoriche sulla coppia funzionale partendo dalla riflessione relativa al processo, di formazioneconsolidamento-crisi della coppia, considerato come un percorso che abbraccia diversi ambiti disciplinari e trova la sua originalità nel dialogo che tali ambiti hanno intrapreso. A partire da tale premessa il primo capitolo ha come obiettivo quello di descrivere e discutere criticamente gli importanti apporti teorici legati al ciclo vitale della coppia, approfondendo ed II

7 Clinica, Dinamica e dello Sviluppo XVIII ciclo Introduzione integrando in particolare due approcci basilari per la comprensione del processo coppia : la teoria dell attaccamento e la teoria sistemica. Sia la teoria dell attaccamento sia la teoria sistemica, pur avendo radici diverse (psicoanalisi ed etologia per la teoria dell attaccamento, cibernetica ed approccio antropologico/sociologico per la teoria sistemica) prendono l'avvio infatti dal presupposto per cui gli individui approdano alla coppia portando con sé la propria storia personale che necessariamente rende quella particolare relazione di coppia unica. Particolare attenzione è stata centrata sulle dinamiche connesse alla relazione di coppia, dinamiche che regolano nello stesso momento la relazione e l individuo stesso. Si fa riferimento ad esempio a concetti come: o coppia interna, concetto che permette di concepire la relazione di coppia come quello spazio a due, in cui viene dispiegata la coppia rappresentata; o complementareità inconscia, dinamica che rende ogni coppia una diade a sé, fondata sul sentimento di complicità; o collusione di coppia. Per arrivare alla costruzione dell intimità e della complicità di coppia è necessario che entrambi i partner accettino e ricevano reciprocamente le proiezioni l uno dell altro. All interno di questo scambio, tuttavia, si vengono ad instaurare aspetti collegati a una costante relazione negativa di ciascuno che si organizza nel tempo con un incastro collusivo. Partendo dalla scelta del partner e dalla formazione della coppia, in cui vengono analizzati anche gli importanti apporti teorici forniti dalla psicoanalisi, si arriva ad analizzare il legame di attaccamento lungo il ciclo vitale, le caratteristiche del legame di attaccamento romantico, la costruzione del rapporto di coppia ed infine le dinamiche relazionali lungo il ciclo vitale della coppia. Nel capitolo II si passa ad analizzare i diversi ostacoli che mettono a dura prova l equilibrio relazionale ed individuale nel percorso della coppia. Tale analisi apre distinti orizzonti su tematiche importanti che conducono il dialogo teorico su un continuum fra normalità e patologia, o meglio fra funzionalità e disfunzionalità della relazione di coppia. III

8 Clinica, Dinamica e dello Sviluppo XVIII ciclo Introduzione Nel presente capitolo si affrontano tali tematiche attraverso due particolari lenti: il cambiamento della relazione lungo il ciclo vitale della coppia, il difficile percorso dell attaccamento insicuro lungo il ciclo vitale e l insorgenza del sintomo nella coppia. Le argomentazioni riportate vanno a toccare aspetti individuali e di coppia costruendo in tal modo una continua danza fra questi due livelli. Tra i vari contributi teorici approfonditi, particolare attenzione è stata data al modello epigenetico di Wynne, modello che permette una comprensione fluida della danza fra aspetti individuali ed aspetti di coppia; alla descrizione del ciclo vitale della coppia, ponendo particolare attenzione agli eventi critici ed ai compiti di sviluppo che una coppia deve affrontare; ed infine ai modelli della teoria dell attaccamento adulto con specifica attenzione all interconnessione fra i modelli di attaccamento e le dinamiche relazionali conseguenti. Si arriva quindi ad affrontare la difficile tematica dell insorgenza del sintomo all interno della relazione di coppia, tematica trasversale a tutto il lavoro di ricerca, per poi procedere (capitolo III) verso la descrizione della patologia dell obesità nella sua complessità ed eterogeneità dovuta a molteplici fattori, organici e non organici, medici e psicologici, familiari e culturali. La complessità della tematica rende anche tale patologia poco studiata rispetto alla diffusione che essa ha sulla popolazione odierna. Il capitolo si dispiega in questa complessità cercando di dare una lettura completa degli aspetti caratteristici di tale patologia, cercando di abbracciare tutti i fattori concorrenti nell insorgenza e nel mantenimento dell obesità: aspetti culturali, medici, psicologici, psicopatologici e familiari. Da qui si diparte il lavoro di ricerca (capitolo IV) che vede come obiettivo generale quello di esplorare e descrivere il funzionamento della coppia con membro obeso, confrontandolo con un gruppo di coppie di controllo, attraverso lo studio di due dimensioni base del processo di una coppia: il funzionamento relazionale e l attaccamento romantico. Tali dimensioni sembrano essere l asse portante della buona crescita di una coppia pertanto sembra fondamentale uno studio che vada ad analizzare proprio queste dimensioni in coppie che invece sembrano esprimere, attraverso il sintomo dell obesità, un disagio anche relazionale. IV

9 CAPITOLO I LA RELAZIONE DI COPPIA: ATTACCAMENTO E DINAMICHE RELAZIONALI Il percorso teorico della riflessione relativa al processo di formazione-consolidamento-crisi, è un percorso che abbraccia diversi ambiti disciplinari e trova la sua originalità nel dialogo che tali ambiti hanno intrapreso. A partire da tale premessa il presente capitolo ha come obiettivo quello di descrivere e discutere criticamente gli importanti apporti teorici legati al ciclo vitale della coppia, approfondendo ed integrando in particolare due approcci basilari per la comprensione del processo coppia : la teoria dell attaccamento e la teoria sistemica. Sia la teoria dell attaccamento sia la teoria sistemica, pur avendo radici diverse (psicoanalisi ed etologia per la teoria dell attaccamento, cibernetica ed approccio antropologico/sociologico per la teoria sistemica) partono infatti dal presupposto per cui gli individui approdano alla coppia portando con sé la propria storia personale e di relazioni che necessariamente rendono quella specifica relazione di coppia unica. Particolare attenzione è stata centrata sulle dinamiche relazionali connesse alla relazione di coppia, dinamiche che regolano nello stesso momento la relazione e l individuo stesso. Si fa riferimento ad esempio a concetti come: o coppia interna. Concetto che permette di concepire la relazione di coppia come quello spazio a due, in cui viene dispiegata la coppia rappresentata; o complementarietà inconscia. Dinamica che rende ogni coppia una diade a sé, fondata sul sentimento di complicità; o collusione di coppia. Scambio reciproco fra i partner di proiezioni l uno dell altro, all interno del quale si vengono ad instaurare aspetti collegati a una costante relazione negativa di ciascuno che si organizza nel tempo con un incastro collusivo. Partendo dalla scelta del partner e dalla formazione della coppia, in cui vengono analizzati anche gli importanti apporti teorici forniti dalla psicoanalisi, si arriva ad analizzare il legame di attaccamento lungo il ciclo vitale, le caratteristiche del legame di attaccamento romantico, la costruzione del rapporto di coppia ed infine le dinamiche relazionali lungo il ciclo vitale della coppia. 1

10 Premessa La vita nasce dalla coppia (Holmes, 1999). Fin dalla prospettiva Bowlbiana la ricerca sulla formazione, il mantenimento e la fine di una relazione di coppia sono stati temi centrali dell esistenza adulta. Tuttavia non risulta semplice riflettere in termini teorici sulla coppia. Diverse aree disciplinari hanno tentato di proporre teorie specifiche sulla coppia, fra le quali si deve menzionare l area psicoanalitica con Klein e Bion, l area interpersonale attraverso la tradizione sistemica e l ambito della teoria dell attaccamento. I concetti fondamentali dell ambito psicoanalitico sono quelli della proiezione e dell identificazione proiettiva e la loro estensione nel contesto terapeutico, rappresentato dal concetto di transfert. Ciascuna componente della coppia è sia fonte che ricettacolo di proiezioni e di percezioni transferali (ibidem). Un membro della coppia, ad esempio, può esprimere sentimenti di rabbia e disappunto provenienti dall inconscio dell altro. In questa prospettiva e partendo da questi concetti basilari, se la relazione di coppia viene minacciata, gli individui che provano questi stati d animo provano timore di perdere queste parti di sé scisse, nel caso si separino. Allo stesso tempo ciascun membro della coppia può percepire e trattare l altro come se rappresentasse un primitivo oggetto interno. Spesso i partner vengono scelti perché appaiono estremamente diversi dagli oggetti genitoriali introiettati e successivamente si rivelano, a causa del modellamento inconscio reciproco proprio dello stare di coppia, o misteriosamente simili a quello che si voleva evitare o insoddisfacenti perché i partner sono molto diversi da quello che ci si aspettava e che si conosceva. Date tali premesse la teoria psicoanalitica si è posta poi la necessità di avere dei criteri normativi per distinguere le coppie in crisi rispetto a quelle che vengono considerate normali. A tal fine la tradizione kleiniana si è avvalsa proprio della distinzione del funzionamento tra la posizione schizoparanoide e quella depressiva. In quest ottica i problemi di coppia hanno molta probabilità di emergere quando ciascun partner tratta l altro come un prolungamento di se stesso, quando esiste una rigida scissione e una divisione dei ruoli o quando un membro della coppia si sente perseguitato dal proprio partner soprattutto se ha provocato inconsciamente quella persecuzione. 2

11 D altro canto la coppia probabilmente funzionerà bene quando i partner potranno vedere l altro come un essere umano totale, una combinazione di buono e cattivo, e saranno in grado di accettare le inevitabili differenze e separazioni che sono l altra faccia dell intimità e della passione. La tradizione sistemica, nata dalla cibernetica e dalla prospettiva antropologica/sociologica, considera come punto di partenza la coppia come un sistema nel quale i singoli membri sono delle sottounità. In questa concezione i temi fondamentali sono: o Il mantenimento di un confine intorno alla coppia, che risulti sufficientemente permeabile ai bambini e ad altri, mantenendo allo stesso tempo l intimità che garantisca alla coppia la sua privacy e la sua distinzione come unità. o Il potere relazionale all interno della diade: una relazione che risulti contrattuale e quanto le negoziazioni in merito siano basate sul rispetto reciproco o siano dominate dalla dominanza o dalla sottomissione. o I ruoli: come vengono suddivisi e quanto rigidamente ci si aderisca. o La comunicazione tra i membri della coppia: quanto aperta o ristretta sia, i principali canali attraverso i quali viene condotta, e se sia prevalentemente di natura strumentale o affettiva. Secondo questa prospettiva i criteri normativi che descrivono una coppia ben funzionante riguardano quella coppia che è protetta da un confine capace di condividere il potere e i ruoli secondo una modalità flessibile ed intercambiabile, avendo un contratto implicito e aperto chiaramente aderente alle loro aspettative, con canali di comunicazione ampi ed aperti, e con la capacità di provare un reciproco piacere. Infine il terzo ambito disciplinare della teoria dell attaccamento pone le sue radici nella teoria psicoanalitica e nell etologia. Tale teoria è sia monadica che sistemica e quindi sembra un veicolo ideale per riflettere sulla coppia. Le aree principali dell attaccamento applicabili all individuo, alla coppia e alla famiglia comprendono il concetto di: o base sicura, considerato nella prospettiva adulta come una rappresentazione della sicurezza all interno della psiche individuale. Gli adulti che si mostreranno autonomi avranno, oltre che la capacità di avere un contatto fisico con la persona amata, anche una zona di base sicura interna alla quale potranno tornare nei momenti di maggiore stress, soprattutto come parte della regolazione affettiva. Le varianti patologiche del 3

12 comportamento che sottostà al concetto di base sicura includono l utilizzo di cibo per trovare conforto, l abuso di sostanze, la masturbazione compulsiva o i comportamenti auto-lesionistici. o Esplorazione e gioco: l interazione sociale e la capacità di provare piacere reciproco (sia sessuale, sia nel gioco sia intellettuale) è di fondamentale importanza per la coppia. o Protesta e assertività. Da una prospettiva dell attaccamento la rabbia viene attivata dalla minaccia della separazione e ha la funzione di rassicurare che il legame di attaccamento rimanga intatto e viene spesso provocata quando un membro della coppia non è capace di fare proprio il punto di vista dell altro. Il non avere la capacità di riflessione porta ad ignorare i sentimenti dell altro e conduce inevitabilmente ad attivare la protesta. L essere assertivi aiuta le persone a fuggire dalla trappola della sottomissione o della rabbia incontrollabile, permettendo di utilizzare la rabbia per ristabilire efficacemente i legami di attaccamento e di mantenere la base sicura. o Perdita, concetto base della formazione della coppia: stare insieme significa perdere lo stato di single, la libertà sessuale, ed essere in coppia significa correre il rischio che la persona che si ama possa essere perduta. o Modello operativo interno 1. Ciascun membro della coppia porta all interno della loro relazione una serie complessa di modelli operativi, schemi, script e/o relazioni oggettuali. I partecipanti alla relazione sono attratti l uno all altro se esiste una serie di corrispondenze tra i loro mondi interni. Ciascun partner deve conoscere coscientemente o inconsciamente i passi della danza dell altro. o Funzione riflessiva e competenza narrativa, hanno una valenza importante nelle coppie perché introducono il concetto di autoriflessione e di consapevolezza del noi. Tali premesse teoriche aiutano a rafforzare la consapevolezza per cui così come per l individuo e per la coppia, anche per le teorie vale il concetto secondo il quale l esplorazione e l incontro non sono possibili fin quando non si sia stabilito un senso di sicurezza, un linguaggio condiviso e una serie di assunzioni siano state costituite prima che abbia inizio 1 Modello operativo interno: termine scelto deliberatamente come un azione verbale che potrebbe includere i processi pratici-scientifici piagetiani per mezzo dei quali i bambini costruiscono il loro mondo interno (Bretherton, 1999). In altri termini il concetto di modello operativo interno si rifà al concetto di schema della teoria cognitiva, ossia fondamentali e relativamente immutabili assunti su di sé e sulle relazione. 4

13 un adeguata capacità di pensiero. La creatività emerge quando diverse discipline iniziano a dialogare insieme all interno di un setting comune. 1.1 La scelta del partner e la formazione della coppia Diversi sono i fattori che motivano la scelta del partner ma di sicuro i motivi principali sono legati ai bisogni biologicamente determinati (in quanto finalizzati alla sopravvivenza della specie) del sistema di attaccamento-accudimento e di quello sessuale. La scelta del partner risulta essere il risultato del mandato familiare e della ricerca del soddisfacimento di bisogni personali più intimi. Per mandato familiare si intende il compito più o meno esplicito assegnato a ciascun membro della famiglia riguardo a una serie di ruoli da ricoprire e di scelte da fare (nel caso specifico, la scelta di un partner, anche se il mandato si riferisce ad una gamma molto più ampia di scelte), derivante dal mito e dalla storia della famiglia (Angelo, 1999 pag. 25). Quando le pressioni del mandato dalla famiglia di origine sono molto forti i criteri di selezione saranno legati alle caratteristiche esteriori, al ruolo, alla posizione sociale ed economica, ai comportamenti del partner e a tutti gli altri elementi corrispondenti alle aspettative, sia implicite che esplicite del mandato familiare. Qualora, invece, si verifichi una ribellione, più o meno consapevole, rispetto ad esso si verifica la tendenza a scegliere un partner con caratteristiche opposte da quelle richieste dal mandato. In quest ultimo caso, che si verifica soprattutto quando si ha alle spalle una storia familiare particolarmente tormentata o infelice con un carico notevole di aspettative compensatorie, si assiste ad un opposizione rispetto ad una serie di vincoli affettivi e relazionali sentiti come limitanti lo sviluppo e la libertà personale. La scelta o la ricerca di determinate caratteristiche di un eventuale partner è effettuata attraverso dei meccanismi di attenzione selettiva, volta a cogliere specifici elementi nell aspetto o nel comportamento di una persona, e una contemporanea disattenzione altrettanto selettiva, che porta a trascurare altri aspetti che potrebbero entrare in contrasto con il mandato familiare o che potrebbero rendere problematica la relazione. L influenza che esercita il mandato familiare sulla scelta del partner dipende anche dal grado in cui l individuo si sia differenziato rispetto al suo sistema familiare e dalla sua capacità di aver elaborato e risolto le sue relazioni con le figure familiari più significative. 5

14 Significativi saranno anche il tempo e il contesto all interno del quale la scelta si verifica: chi inizia un rapporto in età adolescenziale non può avere le stesse aspettative di chi lo inizia in età più matura. Attraverso il proprio partner si verifica la trasmissione e l elaborazione del mito, per cui la formazione della coppia è la risultante, in tale prospettiva, dell intreccio tra i miti individuali dei due partner. A prescindere dal ruolo di delega (esplicita o implicita) esercitato dal mandato familiare, si ritiene che quanto più le relazioni nella famiglia di origine siano state prive di conflitti irrisolti, tanto più la scelta del partner risulta essere libera rispetto ai vincoli transgenerazionali. I problemi relazionali presenti in una famiglia, infatti, diventano automaticamente i problemi di ciascun membro che ne fa parte, influenzandone le aspettative e i comportamenti nelle relazioni significative future. Gli elementi conflittuali tra i propri genitori, ad esempio, costituiscono il termine di paragone che i figli utilizzano all interno della relazione con il proprio partner, cercando di elaborarli e risolverli. In tale prospettiva il partner risulterà più adatto quanto più fa intravedere la possibilità di sciogliere i nodi problematici del passato (Angelo, 1999). Secondo i due psicoanalisti americani Weiss e Sampson (1993) la coazione a ripetere sarebbe una tendenza a riproporre le proprie problematiche relazionali irrisolte all interno delle nuove relazioni, attraverso una serie di test, che servono per mettere alla prova (nel senso di confermare o, finalmente, disconfermare) le proprie aspettative negative. Qualora il partner sia in grado di superare la situazione di esame con comportamenti rassicuranti, la persona ha la possibilità di abbandonare, di volta in volta, le sue manovre difensive che le impediscono un coinvolgimento affettivo autentico. Tra gli altri elementi che sembrano avere particolare rilevanza nella scelta del partner si ritrovano il riconoscimento, in entrambi i partner, di una esperienza negativa condivisa (che attenua la paura del rifiuto o dell essere giudicato) e l aver sviluppato strategie compensatorie diverse rispetto a problemi di fondo condivisi, che dà a ciascun partner l illusione che l altro sia perfettamente in grado di sopperire alle proprie mancanze. Il desiderio di trovare nell altro il pezzo mancante del proprio puzzle esistenziale è talmente forte che gli elementi personali che fanno da richiamo diventano attributi di identificazione totale (Angelo, 1999). Sono proprio i meccanismi di idealizzazione totale di sé e dell altro che caratterizzano la fase dell innamoramento e la fase illusoria del primo contratto (Malagoli, Angrisani, Barone, 6

15 2000). In tale momento iniziale ciascun partner propone inconsapevolmente una immagine ideale di sé all altro, il quale sarà tanto più attratto da questa quanto più corrisponda alla soluzione illusoria dei propri bisogni profondi. Tale contratto è stato definito da Bowen (1978) fraudolento, in quanto è realisticamente impossibile per entrambi i partner tenervi fede. Se nella fase dell innamoramento prevalgono massicciamente i meccanismi di proiezione del soddisfacimento dei propri bisogni nell altro, l illusione di soddisfare e di essere soddisfatti diventa il nucleo problematico con cui la coppia si confronterà nelle sue fasi successive. Affinché una relazione si sviluppi in maniera sana e matura, infatti, deve verificarsi che ciascun partner accetti l altro ed impari ad amarlo nella sua realtà e con tutti i suoi limiti, anche se non corrisponde più al salvatore che aveva sognato di incontrare. La coppia comincia ad assumere un identità stabile nel tempo dal momento del matrimonio. Solo con il matrimonio, infatti, la coppia si trova ad affrontare tutta una serie di compiti che implicano la costruzione di una relazione fondata sul noi, sulla condivisione, sull empatia, sulla collaborazione reciproca e su un impegno reciproco prolungato nel tempo (Malagoli Togliatti, Lubrano Lavadera, 2002 pag. 65). Condizione necessaria affinché si passi dall innamoramento all amore, all interno di un rapporto fondato sulla condivisione e sull empatia e che consenta al tempo stesso lo sviluppo individuale, è il raggiungimento di una sufficiente autonomia e differenziazione dei due partner rispetto alle proprie famiglie d origine. Con la formazione dell identità della coppia ha inizio il ciclo vitale della famiglia. I compiti che la coppia in questa fase si trova ad affrontare si articolano su due assi: - orizzontale, rispetto alle funzioni che ciascun coniuge deve assolvere nei confronti dell altro; - verticale, rispetto ai compiti da assolvere in funzione di figlio rispetto ai propri genitori. Rispetto al primo asse, la prima sfida che la coppia si trova ad affrontare è quella relativa alla divisione dei ruoli e delle aree di competenza che ciascun partner deve assumere. È importante stabilire chi si occupa del menage domestico, chi della gestione economica e finanziaria, chi dell area delle relazioni con l ambiente sociale e così via. Rispetto ai rapporti con le rispettive famiglie di origine la coppia deve acquisire e mantenere un identità distinta, pur riconoscendo e adottando alcuni aspetti da conservare e adottare. E importante sia che siano regolate le distanze di ciascun partner con la propria famiglia, sia 7

16 della coppia con entrambe le famiglie, con confini chiari e definiti, ma, allo stesso tempo, permeabili. L equilibrio di una giusta distanza è facilitato naturalmente anche dal fatto che le famiglie di origine stesse contribuiscano ad operare il cambiamento nei loro modelli di relazione, favorendo l uscita del proprio figlio ed accettando l esclusività della relazione della giovane coppia (ibidem). Data la complessità dei processi caratterizzanti la funzionalità di un sistema familiare deve essere sottolineata l importanza del portare avanti l osservazione di tali processi integrando più orientamenti di studio con l obiettivo di delineare dei modelli causali complessi che non focalizzino singoli livelli funzionali e periodi finestra specifici del ciclo evolutivo. Diviene così di estrema attualità l ipotesi di lavoro di Wynne (1984) che purtroppo non ha avuto a tutt oggi un seguito organico a livello di progetti di ricerca che fornissero dati utili a verificare (o falsificare) i principi teorici proposti. L autore, pioniere nel campo della terapia familiare e contemporaneo dei teorici dell attaccamento e degli studiosi nel campo dell infant research, è partito dall ipotesi generale che i processi relazionali significativi possono essere distinti in un numero limitato di dimensioni che seguono una certa sequenza di sviluppo basata sul principio dell epigenesi. Per spiegare tale principio Singer e Wynne così proponevano il loro studio sulla famiglia di pazienti schizofrenici in una prospettiva integrata con quella che considera l evoluzione a livello biologico: «Gli interscambi o le transazioni si basano sul risultato di quelli precedenti. Questo significa che in ogni fase dello sviluppo le influenze costituzionali ed esperenziali si ricombinano per dar vita a nuove potenzialità biologiche e comportamentali che poi contribuiscono a determinare lo stadio successivo. Se a una data fase di sviluppo le transazioni vengono distorte o tralasciate, verranno alterate tutte le fasi successive perché vengono a poggiare su un sostrato diverso. Secondo la nostra ipotesi è necessario che il contesto familiare fornisca certi tipi di influenze in ogni fase del processo di maturazione dell individuo. Ciò che è adeguato e ciò che invece può avere delle conseguenze psicopatologiche varia nel tempo e deve essere considerato in questo contesto evolutivo» (Singer, Wynne, 1965). Wynne è interessato all evoluzione dei sistemi di relazione indicando con tale termine i «modelli e le caratteristiche dei processi interpersonali. All interno di una relazione di ruolo, come marito e moglie, processi e caratteristiche del rapporto variano nel tempo, anche se la relazione in un certo senso resta immodificata dal punto di vista strutturale» (Wynne, 1986). 8

17 In sostanza qualsiasi relazione familiare (genitore-figlio, marito-moglie, madre-padre-figlio etc.) va studiata osservando la sequenza di sviluppo in base alla quale, sul piano sostanziale oltre che formale, si costruisce il rapporto in senso funzionale o disfunzionale: «Questo significa che ci si può aspettare che cambiamento strutturale ed evoluzione relazionale spesso non siano sincronici. Pertanto, l approccio tradizionale al ciclo vitale della famiglia 2, definito soprattutto in termini di cambiamento strutturale di ruoli in base a entrate e uscite dal sistema, è in un senso ortogonale (perpendicolare) allo svolgimento dei processi di relazione» (Wynne, 1986). Nello specifico l autore fa riferimento al concetto di epigenesi proprio perché ritiene che ciascuno stadio evolutivo si avvia e si realizza in base a quanto è avvenuto nello stadio precedente. Tenendo presente il modello epigenetico, è possibile tener conto del fatto che i diversi eventi critici, che determinano la necessità della famiglia di riorganizzare le proprie relazioni per poter svolgere con successo i compiti evolutivi specifici ad ogni passaggio del ciclo vitale, si verificano, per scelta o per caso, in diversi stadi dello sviluppo dei processi relazionali: ad esempio si può ipotizzare una situazione in cui la nascita del primo figlio (evento critico) avvenga quando una coppia ha raggiunto un buon livello di intimità elaborando adeguatamente tutti gli stadi precedenti, oppure una situazione in cui lo stesso evento critico si verifica quando la coppia si sta ancora cimentando nello stabilizzare il rapporto attraverso la definizione di uno stile d attaccamento e di modelli comunicativi funzionali. Si tratta di una distinzione che aiuta a comprendere l importanza di valutare per ciascuna famiglia, l evoluzione in base al modello epigenetico. Le caratteristiche di ciascun processo relazionale nello sviluppo sono: 1. Attaccamento: rappresenta la base dell epigenesi del sistema relazionale. Si tratta di un costrutto teorico che può essere applicato alla comprensione della costruzione del rapporto tra bambino e caregiver, ma anche all intero corso della vita (Carli, 1999): possiamo infatti ipotizzare che la costruzione dei legami stabili tra adulti segua le stesse fasi della costruzione del rapporto bambino-genitore, fino al definirsi di uno stile di attaccamento specifico. Secondo 2 Ci si riferisce qui alla prospettiva evolutiva che considera la famiglia come un sistema definito a livello strutturale (ad esempio dal matrimonio o dalla nascita) che evolve in base all elaborazione di diversi eventi critici alla ricerca di una stabilità organizzativa (Scabini, 1998). Tale prospettiva non entra nel merito del processo psicodinamico relazionale che porta due o più individui a divenire coppia o famiglia. 9

18 Wynne la particolarità dell attaccamento nell adulto presenta alcune caratteristiche distintive rispetto al bambino: esso ha un importanza meno rilevante rispetto ad altri sistemi motivazionali/comportamentali; si basa spesso maggiormente su relazioni di affiliazione tra pari; prevalentemente rivolto verso una persona con cui si ha relazione anche sessuale. 2. Comunicazione: Wynne intende per comunicazione quel particolare processo relazionale in base al quale si arriva a condividere i centri dell attenzione e ad uno scambio reale di significati. Considerata nei suoi aspetti verbali e non verbali, essa si basa sullo sforzo di due o più persone di focalizzare l attenzione selettivamente su percezioni, idee o sentimenti condivisi conducendo a significati potenzialmente condivisi. 3. Soluzione congiunta di problemi. Immaginando un evoluzione in base alla quale la coppia ha definito un certo livello di stabilità attraverso l attaccamento e la condivisione dei centri di attenzione e dei significati attraverso la comunicazione, possiamo comprendere la particolarità di questo nuovo processo relazionale. Il gruppo comincia a muoversi verso obiettivi comuni oppure a cooperare per il raggiungimento di obiettivi individuali attraverso la condivisione rinnovabile di compiti, interessi e attività. 4. Mutualità. Con questo termine Wynne indica la capacità degli individui e della famiglia nel suo insieme di riconoscere e accettare difficoltà che non possono essere risolte all interno della struttura di forme precedenti di relazione e la capacità connessa di accettare la necessità di rinegoziare delle regole per la trasformazione verso nuovi modelli di relazione, eventualmente anche una separazione definitiva. In questo stadio si può così assistere a modelli di reimpegno, rinnovo e approfondimento dei modelli di attaccamento, dello stile comunicativo e delle modalità di soluzione congiunta dei problemi. Una risorsa necessaria sembra essere la consapevolezza interazionale (Byng Hall,1995): la consapevolezza delle caratteristiche della relazione e delle circostanze che la influenzano, vale a dire di una metaposizione rispetto al sistema relazionale in cui si è inclusi. 5. Intimità. Più difficile, per ammissione stessa di Wynne (1984), la definizione di intimità che può essere raggiunta al termine del processo evolutivo epigenetico. Non sempre infatti essa è necessariamente presente al di là della mutualità. L intimità rappresenta spesso un ideale in una certa realtà storico-culturale. 10

19 In base alle osservazioni di Wynne, derivate in ambito clinico attraverso lo studio di famiglie anche gravemente disfunzionali, è possibile schematizzare per ogni stadio alcune caratteristiche funzionali e disfunzionali. Ciò che è importante è l ipotesi di un continuum tra funzionalità e disfunzionalità che richiede una certa flessibilità nella valutazione. 1.2 Il legame di attaccamento lungo il ciclo di vita Il sistema di attaccamento è, secondo Bowlby, parte integrante del comportamento umano: esso accompagna infatti l essere umano dalla culla alla tomba (Bowlby, 1969). Secondo la prospettiva evoluzionista, sembra che tale sistema si sia evoluto per assolvere la funzione biologica di proteggere i membri più giovani e/o deboli all interno di gruppi di primati, al fine di garantire lo sviluppo dell individuo, nonché la sopravvivenza della specie stessa. Ne risulta, quindi, che esso è particolarmente attivo nel periodo in cui l individuo è per definizione più vulnerabile e bisognoso di cure: l infanzia. Il legame che il bambino instaura con i propri caregiver e il tipo di cure ricevute in risposta ai propri bisogni rappresenta il modello prototipico delle successive relazioni significative, influenzando le aspettative e guidando sentimenti e comportamenti all interno di esse. Sebbene, quindi, la propensione a formare legami di attaccamento sia a base innata, il legame che gli individui riescono ad instaurare sarà funzionale o meno a seconda delle dinamiche delle cure genitoriali a cui si è stati esposti. Il concetto che spiega il senso di continuità tra attaccamento in età infantile e tendenza a instaurare le relazioni affettive in età adulta è quello di Modelli Operativi Interni (MOI). I MOI, che comprendono la rappresentazione sé-conl'altro significativo, si sono sviluppati in maniera complementare a quanto l altro sia stato in grado di fornire cure e supporto adeguati (Liotti, 2001). Pertanto, un bambino che fa esperienza di figure genitoriali sensibili ed emotivamente responsive svilupperà un senso di sé come amabile e degno di valore e dell altro come disponibile, e una generale fiducia nei confronti delle relazioni intime. Mentre, al contrario, un bambino che sperimenta l inaccessibilità, l inadeguatezza, il rifiuto, l indifferenza dei propri genitori svilupperà un senso di sé come non amabile, dell altro come inaffidabile e indisponibile e un senso generale di diffidenza e di sfiducia rispetto alle relazioni intime. In altre parole, il modello che il bambino si costruisce di se stesso riflette l'immagine che i genitori hanno di lui, comunicatagli 11

20 attraverso il modo in cui viene accudito e attraverso ciò che gli viene detto; esso è pertanto una rappresentazione di se stesso organizzata attorno alle aspettative di risposta delle figure di accudimento. Il modello di attaccamento che veicola la sicurezza, la fiducia e l affetto reciproco nelle relazioni significative viene definito sicuro, mentre i modelli di attaccamento che predicono aspettative di indisponibilità, incostanza, inaccessibilità, o indifferenza nei rapporti intimi vengono definiti insicuri. Nei primi anni di vita, dunque, i MOI sono relativamente flessibili, in relazione ai cambiamenti della qualità dell'interazione con le figure di accudimento, ma già nel corso dei primi anni di vita cominciano a solidificarsi, fino a diventare schemi automatici e ad operare a livello inconscio (Bowlby, 1988). Essi, dunque, finiscono per diventare tendenzialmente caratteristiche della personalità del soggetto, più che della relazione, così da contraddistinguere l individuo nell adolescenza e nell età adulta (Hazan, Shaver, 1987). Secondo Bowlby, i MOI, una volta formatisi, sono in linea di massima stabili, in quanto rappresentano delle lenti con le quali si guarda il mondo e si attribuisce significato agli eventi, attraverso una tendenza che sembra essere quella delle ripetuta conferma delle proprie aspettative. E attraverso i modelli operativi interni, quindi, che i pattern di attaccamento dell infanzia sono trasferiti nella vita adulta e vengono trasmessi alla nuova generazione. Gli individui tenderanno a riproporre, nell'accudimento dei propri figli i modelli di cure a cui sono stati, a loro volta, esposti, perpetuando la trasmissione intergenerazionale degli stili di attaccamento (Holmes, 1993). L attaccamento e la dipendenza verso le persone significative è una tendenza che si esplica lungo tutto l arco della vita, attraverso una serie di relazioni intime che hanno la funzione dei primi legami importanti. Verso i tre anni del bambino si comincia ad assistere ad una sua maggiore autonomia rispetto ai propri genitori, in quanto si va formando gradualmente la fiducia nella stabilità della relazione, che consente anche di tollerare periodi di separazione dalla figura materna con minore angoscia. 12

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