GRUPPI PSICOEDUCAZIONALI DIRETTI AI FAMILIARI DI PAZIENTI CHE SOFFRONO DI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "GRUPPI PSICOEDUCAZIONALI DIRETTI AI FAMILIARI DI PAZIENTI CHE SOFFRONO DI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE"

Transcript

1 GRUPPI PSICOEDUCAZIONALI DIRETTI AI FAMILIARI DI PAZIENTI CHE SOFFRONO DI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE A cura di Dott.ssa Silvia Fronza :

2 COSA SONO I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE? I Disturbi del Comportamento Alimentare si caratterizzano per : un rapporto alterato con il cibo un alimentazione disordinata (caotica ossessiva ritualizzata) un alterazione della percezione del corpo e delle sue forme. In un disturbo alimentare conclamato tali caratteristiche influenzano fortemente l autostima e compromettono la qualità della vita. Il Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali (DSM IV-TR) suddivide i Disturbi del Comportamento Alimentare in tre categorie: ANORESSIA NERVOSA BULIMIA NERVOSA DISTURBI ALIMENTARI NON ALTRIMENTI SPECIFICATI (DISTURBI NAS) ANORESSIA NERVOSA L Anoressia Nervosa si caratterizza per: Il rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra o vicino al peso minimo per l età e la statura BMI= PESO IN KG/ALTEZZA² L indice di massa corporea (Body Mass Index) è un indice che consente di stimare i range di sottopeso-normopeso o sovrappeso di una persona, dividendo il peso per il quadrato dell altezza. BMI compreso tra = normopeso BMI < 18 = sottopeso BMI >25 = sovrappeso BMI < 17.5= è uno dei criteri per l Anoressia Nervosa Intensa paura di ingrassare o di acquistare peso anche quando si è sottopeso Alterazione del modo in cui il soggetto vive il peso: Forte relazione tra il peso e la percezione/accettazione del proprio corpo Eccessiva influenza di peso e corpo sui livelli di autostima Diniego della gravità della attuale situazione di sottopeso

3 Presenza di amenorrea (assenza del ciclo mestruale) della durata almeno di tre cicli mestruali consecutivi Possono distinguersi due differenti sottotipi di Anoressia Nervosa: 1. SOTTOTIPO RESTRITTIVO: si caratterizza per un notevole restringimento dell alimentazione, non presenta né condotte di abbuffate nè condotte di eliminazione 2. SOTTOTIPO BULIMICO: si caratterizza per la presenza di regolari abbuffate e può presentare o meno condotte di eliminazione CHE COS E UN ABBUFFATA? L abbuffata può essere definita come l ingestione di una grande quantità di cibo in un breve periodo di tempo (spesso meno di due ore) l ingestione del cibo è accompagnata da una sensazione di perdita di controllo L ingestione di cibo non è giustificata dal senso di fame e dal raggiungimento della sazietà E inoltre possibile distinguere: 1. ABBUFFATE OGGETTIVE: caratterizzate dall ingestione di grandi quantità di cibi (spesso ipercalorici) le cui calorie frequentemente si aggirano tra le 2000 e le ABBUFFATE SOGGETTIVE: caratterizzate dall ingestione di cibo per un ammontare calorico al di sotto delle 2000 Kcal, che tuttavia viene soggettivamente percepito come un evento catastrofico e disturbante al pari dell abbuffata oggettiva. CHE COSA SONO LE CONDOTTE COMPENSATORIE? Le condotte eliminatorie possono essere definite come quei comportamenti volti a contrastare l incremento ponderale. Tali comportamenti possono vedere il soggetto intento ad eliminare in qualche modi il cibo ingerito oppure affaccendato nel cercare di neutralizzarne l effetto senza ricorrere all eliminazione. CONDOTTE ELIMINATORIE Vomito autoindotto Abuso di lassativi o enteroclismi Abuso di diuretici CONDOTTE COMPENSATORIE SENZA ELIMINAZIONE esercizio fisico digiuno restrizione alimentare

4 BULIMIA NERVOSA La Bulimia Nervosa si caratterizza per: presenza di ricorrenti abbuffate frequente ricorso ad inappropriati comportamenti compensatori quali digiuno, esercizio fisico o condotte eliminatorie allo scopo di prevenire l incremento ponderale. Le abbuffate si verificano in media con una frequenza di due volte alla settimana per un periodo di tre mesi Il peso e la forma corporea influenzano fortemente l autostima L alterazione non si presenta esclusiavamente durante un episodio di Anoressia Nervosa Anche per la Bulimia Nervosa è possibile distinguere due differenti sottotipi: 1. SOTTOTIPO CON CONDOTTE DI ELIMINAZIONE: il soggetto utilizza regolarmente condotte di eliminazione che possono essere o meno accompagnate da altri comportamenti compensatori. 2. SOTTOTIPO SENZA CONDOTTE DI ELIMINAZIONE: il soggetto utilizza costantemente i comportamenti compensatori senza dedicarsi però alle condotte eliminatorie IL CROSS-OVER ANORESSIA BULIMIA Si parla di CROSS-OVER Anoressia-Bulimia per indicare il passaggio nello stesso paziente dalla condizione Anoressica a quella Bulimica. In ambito clinico si riscontrano con molta frequenza questi intrecci e ciò sembra fornire una conferma dell ipotesi secondo cui i Disturbi Alimentari si disporrebbero lungo un continuum. LO SPETTRO OSSESSIVO COMPULSIVO Un altra ipotesi sostenuta da alcuni filoni di ricerca consiste nel collocare l Anoressia e la Bulimia Nervosa all interno dello spettro ossessivo-compulsivo.

5 Lo spettro ossessivo compulsivo comprende tutti quei disturbi caratterizzati dalla presenza di ossessioni (idee, pensieri, immagini mentali che occupano la mente del soggetto, contro la sua volontà, in modo persistente, pervasivo e ricorrente) e compulsioni ( comportamenti o azioni mentali obbligate e stereotipate che la persona è costretta ad eseguire per ridurre l ansia e il disagio provocati dalle ossessioni o per prevenire gli eventi temuti). I Disturbi Psichiatrici facenti parti dello spettro ossessivo-compulsivo sono: Disturbo Ossessivo Compulsivo Tricotillomania Gioco d Azzardo Patologico Shopping Compulsivo Secondo alcuni studiosi anche i Disturbi del Comportamento Alimentare (AN e BN) farebbero dunque parte dello spettro ossessivo-compulsivo laddove le ossessioni sarebbero rappresentate da pensieri quali: paura di mangiare paura di ingrassare pensiero ricorrente del peso pensiero circa le dimensioni del proprio corpo pensiero ricorrente delle Kcal ecc.. e le compulsioni consisterebbero nella messa in atto di comportamenti quali: pesare il cibo pesarsi ripetutamente mangiare solo alcune qualità di cibo ed evitarne altre+ calcolare continuamente le Kcal degli alimenti fare body checking I DISTURBI ALIMENTARI NON ALTRIMENTI SPECIFICATI conferisce rilievo a Nell ultima edizione del DSM-IV compare questa nuova voce che sindromi parziali forme di disturbo che rispondono solo ad alcuni criteri previsti dal Manuale per la diagnosi di un DCA

6 Rientrano in questa categoria: forme di esordio atipiche forme in fase di sviluppo rispetto a patologie conclamate Sebbene abbia alcune caratteristiche distintive, l ultima edizione del DSM ascrive a questa categoria anche il Binge Eating Disorder (Disturbo da Alimentazione Incontrollata), una patologia alimentare ad oggi molto diffusa. DISTURBO BED (Binge Eating Disorder) Il disturbo BED viene definito dai seguenti criteri: Episodi ricorrenti di alimentazione incontrollata Abbuffate Sensazione di perdita di controllo Gli episodi di alimentazione incontrollata risultano associati a tre (o più) dei seguenti sintomi: Mangiare molto più rapidamente del normale Mangiare fino a sentirsi spiacevolmente Mangiare grandi quantità di cibo anche se non ci si sente fisicamente affamati Mangiare da soli a causa dell imbarazzo per quanto si sta mangiando Sentirsi disgustati verso sé stessi, depressi o molto in colpa dopo le abbuffate Marcato disagio dovuto al mangiare incontrollato Il comportamento alimentare incontrollato si manifesta in media 2 volte alla settimana per un periodo di almeno 6 mesi Assenza di condotte eliminatorie e di altri comportamenti compensatori Non si verifica nel corso di un episodio di Anoressia o Bulimia Nervosa Bisogna precisare che LA MAGGIOR PARTE DEI SOGGETTI CON BED E SOVRAPPESO IL 10% DEI CASI HA UN BMI COMPRESO TRA 28 E 31 IL 15% DEI CASI HA UN BMI COMPRESO TRA 31 E 42 I COSTRUTTI NUCLEARI DEI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE PERFEZIONISMO CLINICO Con il termine Perfezionismo clinico si fa riferimento alla tendenza a perseguire standard molto elevati sotto tutti i punti di vista, nonostante ciò possa implicare conseguenze avverse (emotive, sociali, fisiche, cognitive, comportamentali). Fanno parte dei comportamenti relativi al Perfezionismo PORSI STANDARD ESTREMAMENTE ELEVATI DARSI REGOLE PRECISE E DICOTOMICHE

7 COSTANTE AUTOCRITICA COSTANTE AUTOCONTROLLO COMPORTAMENTI DI EVITAMENTO PER ALLONTANARE IL FALLIMENTO ATTENZIONE SELETTIVA NEI CONFRONTI DEL FALLIMENTO PENSIERO TUTTO O NULLA Il pensiero tutto o nulla è un tipo di pensiero dicotomico caratterizzato dall assenza di ogni gradualità nel modo di argomentare e di ragionare: tutto è visto in bianco o nero. I risultati ottenuti sono assolutamente positivi o irrimediabilmente negativi, qualunque risultato è inaccettabile se non raggiunge il massimo. Es: "Ormai ho trasgredito alla mia dieta, tanto vale che mi abbuffi fino a scoppiare" IMPULSIVITA Il comportamento impulsivo può essere definito come una disposizione a reazioni immediate e non pianificate, verso stimoli interni ed esterni, senza una valutazione delle conseguenze BASSA AUTOSTIMA NUCLEARE La bassa autostima nucleare può essere definita come la tendenza ad avere una visione negativa globale e incondizionata di sé stessi FATTORI DI RISCHIO- FATTORI SCATENANTI-FATTORI DI MANTENIMENTO E PRINCIPI DEL TRATTAMENTO TERAPEUTICO Nella storia gli studiosi hanno tentato di risalire alle cause dei Disturbi del Comportamento Alimentare isolando i singoli fattori causali: Fattori organici Fattori psicologici Fattori ambientali Attualmente l ipotesi più accreditata ritiene che tali disturbi abbiano una genesi multifattoriale. Si ritiene pertanto che non vi sia un unico fattore che determina l insorgenza dei Disturbi del Comportamento Alimentare, bensì che diversi fattori concorrano a determinarne l esordio.

8 E possibile distinguere tre tipologie di fattori : FATTORI PREDISPONENTI Rendono il soggetto vulnerabile a sviluppare un DCA FATTORI SCATENANTI Determinano il passaggio tra la vulnerabilità e la patologia effettiva FATTORI PERPETUANTI Comportamenti e pensieri che, in un circolo vizioso, mantengono il disturbo I FATTORI PREDISPONENTI comprendono: Caratteristiche individuali - Età anagrafica (donne tra i 15 e i 35 anni sono maggiormente colpite) - tratti personologici di ossessività-ansia-depressione; propensione a idealizzare la magrezza - presenza di sovrappeso (che può indurre alla messa in atto di una dieta) Caratteristiche familiari - Sono maggiormente predisposti soggetti che crescono in famiglie in cui c è una grande polarizzazione sul corpo - Famiglie in cui ci sono comportamenti ipercritici e ossessivi Bisogna tuttavia precisare che tali caratteristiche da sole sono insufficienti a sviluppare il Disturbo Alimentare. Si specifica inoltre che NON ESISTE UNA FAMIGLIA «TIPICA» CHE FAVORISCE L INSORGENZA DEL DISTURBO ALIMENTARE

9 E si smitizza LA FALSA CREDENZA CHE IL DISTURBO SIA GENERATO DA UNA CONFIGURAZIONE FAMILIARE CARATTERIZZATA DA MADRE DOMINANTE-INTRUSIVA-IPERPROTETTIVA E UN PADRE ASSENTE Caratteristiche socioculturali - Paesi industrializzati o in via di sviluppo - Mass-media che enfatizzano l appeal di un corpo esageratamente magro I FATTORI SCATENANTI sono dunque quell insieme di situazioni, incontri, azioni che, data una certa vulnerabilità (fattori predisponenti) contribuiscono alla vera e propria comparsa del Disturbo Alimentare. Tali fattori comprendono: Difficoltà psicologiche e ambientali di cui alcuni esempi sono: - cambiamenti impetuosi - conclusione di una storia amorosa - crisi familiari - cambiamenti di residenza o scuola con relativa perdita degli amici Dieta restrittiva I FATTORI DI MANTEMENIMENTO sono tutti quei fattori che rinforzano la condizione patologica una volta innestata. Tali fattori sono: I rinforzi positivi ottenuti dall ambiente - Complimenti ricevuti in risposta al dimagrimento - soddisfazione personale dovuta alla perdita di peso Sintomi da digiuno E stato comprovato da alcune ricerche che la riduzione dell alimentazione provochi nel soggetto che la compie un iniziale euforia seguita dalla comparsa di alcuni sintomi organici, psichici e comportamentali noti come sindrome da digiuno. In particolare per sindrome da digiuno si fa riferimento a: ALTERAZIONE DEGLI ATTEGGIAMENTI NEI CONFONTI DEL CIBO - Preoccupazione per il cibo - Collezione di ricette e libri di cucina - Inusuali abitudini alimentari - Incremento del consumo di caffè, tè, spezie - Occasionale ingestione esagerata di cibo

10 MODIFICAZIONI EMOTIVE E SOCIALI - Depressione - Ansia - Irritabilità - Labilità emotiva - Isolamento sociale MODIFICAZIONI COGNITIVE - Diminuita capacità di concentrazione - Diminuita capacità di pensiero astratto - Apatia MODIFICAZIONI FISICHE - Disturbi del sonno - Calo del desiderio sessuale - Debolezza - Edema - Ipotermia - Rallentamento del metabolismo E importante sapere che i sintomi descritti sono legati in modo diretto e contingente alla condizione di malnutrizione e sono quindi reversibili. E inoltre importante sottolineare che le dinamiche familiari possono divenire un fattore di mantenimento del Disturbo Alimentare nel momento in cui all interno della famiglia si sviluppa un atteggiamento iperprotettivo che limita l autonomia del soggetto portatore del DCA (vedi emotività espressa). Particolari fattori di mantenimento sono rappresentati dai cosiddetti vantaggi secondari della patologia, ovvero quelle conseguenze del Disturbo che anziché motivare il soggetto all abbandono del sintomo ne determinano un maggiore attaccamento: - Ottenimento di maggiori cure da parte di amici e familiari - Ottenimento di maggiore protezione - Essere al centro dell attenzione E molto importante tenere in debita considerazione gli aspetti legati ai fattori di mantenimento poiché, soprattutto nelle situazioni più gravi e di lunga durata, gli interventi vanno indirizzati proprio alla riduzione di questi fattori. Nell impossibilità di reperire una causa precisa da rimuovere, l intervento più efficace è rappresentato dalla modifica di quegli elementi che tengono in vita il disturbo.

11 I PRINCIPI FONDAMENTALI DEL TRATTAMENTO DEI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE Il trattamento elettivo dei Disturbi del Comportamento Alimentare consiste in una terapia integrata che prevede: RIABILITAZIONE NUTRIZIONALE TRATTAMENTO FARMACOLOGICO TRATTAMENTO PSICOTERAPEUTICO La terapia integrata si pone come primo obiettivo quello di ristabilire il peso del soggetto. A seconda delle condizioni di gravità, della durata dei sintomi e del grado di collaborazione della famiglia del paziente il programma di cura potrà avvenire in un regime ambulatoriale o in un regime di ricovero. Pz sottopeso <20% del peso ideale Collaborative con famiglia disponibile OUTPATIENTS (setting ambulatoriale) breve durata dei sintomi Pz sottopeso <30% del peso ideale complicanze mediche lunga durata della malattia INPATIENTS (setting di ricovero) Dal punto di vista psicoterapico il trattamento dei Disturbi Alimentari si presenta come molto diversificato, a seconda degli approcci. Gli approcci più utilizzati sono Cognitivo-comportamentale Psicodinamico Cognitivo-costruttivista Sistemico familiare In un panorama così vasto è dunque lecito chiedersi quale sia l approccio migliore tra i tanti e quale quello più efficace.

12 A questo quesito vi è una semplice risposta spiegata dal paradosso dell uguale efficacia. PARADOSSO DELL UGUALE EFFICACIA Tutti gli approcci sono efficaci, non ne esiste uno più efficace di un altro, anche se partono da presupposti teorici diversi e si caratterizzano per metodi diversi. Tutti i trattamenti psicoterapici orientati alla cura dei DCA, indipendentemente dal fatto che agiscano sul comportamento, sulla cognizione, sulle dinamiche inconsce, o ancora sulle dinamiche familiari condividono l obiettivo di interrompere il circolo vizioso del Disturbo alimentare. Partiamo dal presupposto che I MODELLI DI COMUNICAZIONE FAMILIARE 1. E IMPOSSIBILE NON COMUNICARE 2. ESISTONO DIVERSI LIVELLI DI COMUNICAZIONE 3. ESISTONO DIVERSI TIPI DI INTERAZIONI COMUNICATIVE 1.E IMPOSSIBILE NON COMUNICARE La comunicazione è da intendersi come una forma di comportamento e un comportamento non ha un suo opposto: non possiamo non comportarci ed è per questo che è impossibile non comunicare. Non possiamo sottrarci alla comunicazione.

13 Avolte anche i nostri familiari non dicono niente ma comunicano qualcosa Se è impossibile non comunicare significa che la comunicazione può essere: RIFIUTATA ACCETTATA SQUALIFICATA SI PUO USARE UN SINTOMO COME FORMA DI COMUNICAZIONE Esempio: In uno scompartimento di un treno ci sono due passeggeri uno di fronte all altro. Non possono andarsene e non possono non comunicare quali sono i risvolti possibili di questa situazione? - RIFIUTO: Un passeggero apre un libro e legge facendo capire che non ha voglia di comunicare - ACCETTAZIONE: Un passeggero cede alla comunicazione dell altro e cominciano a comunicare - SQUALIFICAZIONE: Il passeggero che «non voleva comunicare» si abbandona a una comunicazione inconcludente - SINTOMO COME FORMA DI COMUNICAZIONE Un passeggero fa finta di dormire per «dare la colpa al sonno» del suo desiderio di «non comunicare» 2.ESISTONO DIVERSI TIPI E LIVELLI DI COMUNICAZIONE Tipologie di comunicazione: Comunicazione verbale: parole/discorsi Comunicazione para-verbale: caratteristiche extra-verbali del linguaggio (riso, pianto, grida) Comunicazione non verbale: linguaggio del corpo (sguardo, postura, gestualità) Livelli (o piani) di comunicazione: Contenuto: cosa si dice Relazione: come lo si dice Non è solo importante il contenuto del messaggio, ma anche la modalità in cui viene emesso (il come).

14 A proposito delle modalità attraverso cui un messaggio può essere emesso è importante introdurre il concetto di congruenza della comunicazione. CONGRUENZA Da noi la cortesia e la disponibilità sono al primo posto Un messaggio è congruente quando tutte le componenti comunicative sono coerenti tra loro. INCONGRUENZA Da noi la cortesia e la disponibilità sono al primo posto Un messaggio è incongruente quando tutte le componenti comunicative (verbale-paraverbaleextraverbale) (verbale-para-verbaleextraverbale) sono incoerenti, cioè in conflitto tra loro nell esprimere il messaggio. Affinché un messaggio sia efficace e non ambivalente, soprattutto in famiglia, è importante che tutte le componenti della comunicazione vadano nella medesima direzione.

15 3.ESISTONO DIVERSI TIPI DI INTERAZIONI COMUNICATIVE Relazioni simmetriche: basate sull uguaglianza Relazioni complementari: basate sulla differenza Una relazione sana presenta alternativamente posizioni simmetriche e posizioni complementari (flessibilità) Le RELAZIONI SIMMETRICHE sono caratterizzate dalla tendenza a rispecchiare il comportamento dell altro. Anche le interazioni comunicative tra familiari possono essere simmetriche. L aspetto positivo di tali relazioni consiste nel sentirsi considerati sullo stesso piano. L aspetto negativo consiste invece in un fenomeno detto escalation simmetrica. L escalation simmetrica si ha quando, in presenza di conflitto, i due comunicanti non arretrano mai l uno di fronte all altro, ma tentano di avere l ultima parola sul contenuto della comunicazione. Esempio A: vedo che ultimamente mangi più volentieri B: ecco mi stai dicendo che sono ingrassata! Escalation simmetrica se A: tu fraintendi sempre tutto perché sei un egoista! B: io non ti ho chiesto niente sei tu che sei venuto a disturbarmi! Potenzialmente questa discussione potrebbe andare avanti all infinito, perché l uno ritiene l altro responsabile della propria reazione di rabbia e perché nessuno dei due comunicanti riesce a distaccarsi dal contenuto della comunicazione (tu hai detto questo! Si ma perché tu hai detto quell altro! È colpa tua se no è colpa tua!). In caso di conflitti come questi l unica soluzione consiste nel provare a sganciarsi da cosa si sta dicendo (contenuto) e parlare della relazione. A: So che sei sensibile su questo argomento e non era mia intenzione passarti questo messaggio, vedi, io devo ammettere che a volte questa situazione mi preoccupa e forse non riesco bene a comunicare quello che voglio, intendevo dire che dal mio punto di vista hai fatto dei grandi passi avanti. Nelle RELAZIONI COMPLEMENTARI si tende invece a completare il comportamento dell altro. In questo caso tra i due comunicanti c è una distinzione di ruoli. Un ruolo superiore one-up Un ruolo inferiore one-down L aspetto positivo di tali relazioni consiste nell avere dei ruoli ben definiti all interno della famiglia. L aspetto negativo è dato dalla complementarietà patologica, ovvero quando i ruoli sono così definiti da essere fissi e statici.

16 Si può concludere che, nella famiglia, dovrebbero essere presenti entrambi i tipi di interazioni comunicative al fine di valorizzarne gli aspetti positivi: la comunicazione paritaria e i ruoli ben definiti (evitando esclation simmetrica e complementarietà patologica). CONOSCERE LA COMUNICAZIONE Non serve per giocare allo psicologo e interpretare le intenzioni comunicative degli altri Serve per imparare a controllare il proprio comportamento e per essere consapevoli degli effetti che la comunicazione produce negli altri IL CARICO DI MALATTIA E L EMOTIVITA ESPRESSA Il Disturbo Alimentare sconvolge gli equilibri familiari e richiede uno sforzo per il ripristino dell omeostasi. I familiari di una persona con DCA si trovano a dover affrontare situazioni stressanti e di difficile gestione. CARICO OGGETTIVO Riguarda i costi diretti e indiretti della patologia I costi economici le ore e le giornate di lavoro perse il tempo impiegato nell assistenza le spese per la mancata autonomia del figlio che resta in casa CARICO SOGGETTIVO Riguarda il modo in cui i singoli membri della famiglia vivono singolarmente il DCA. Fa riferimento a come il DCA risuona e si amplifica nella vita affettiva e di relazione. Frequentemente rimanda a sentimenti di FALLIMENTO COLPA FRUSTRAZIONE DISPERAZIONE EFFETTI EMOTIVI DEL CARICO DI MALATTIA OGGETTIVO E SOGGETTIVO SVILUPPO DI SINTOMI ANSIOSI SVILUPPO DI SINTOMI DEPRESSIVI SENTIMENTI DI COLPA SENTIMENTI DI VERGOGNA DISORIENTAMENTO PRODOTTO DALLA DISINFORMAZIONE SUL DISTURBO E DA CREDENZE POPOLARI

17 EFFETTI SOCIALI DEL CARICO DI MALATTIA OGGETTIVO E SOGGETTIVO STIGMA E PREGIUDIZIO ISOLAMENTO SOCIALE DIMINUZIONE DRASTICA DEL TEMPO LIBERO E difficile stare vicino a una persona che soffre di un disturbo alimentare tuttavia se la famiglia diviene consapevole delle proprie azioni e reazioni può essere una grande risorsa. EMOTIVITA ESPRESSA A tale proposito è opportuno introdurre il concetto di emotività espressa. L emotività espressa può essere definita come la temperatura emotiva di una famiglia in cui vi è un membro portatore di una patologia. In queste situazioni le famiglie possono distinguersi sulla base del clima emotivo che le caratterizza. Le modalità attraverso cui l emotività viene espressa possono, inoltre, avere grande influenza sul percorso terapeutico del familiare in questione. Le modalità attraverso cui i familiari di una persona con DCA esprimono le proprie emozioni possono rappresentare alleati fondamentali o acerrimi nemici Si può concepire l emotività espressa come l intera gamma delle reazioni possibili nei confronti del familiare portatore di una patologia. Tali reazioni emotive possono essere disposte lungo un continuum che ha per estremi la critica e i commenti positivi. CRITICA commenti sfavorevoli verso il soggetto con DCA OSTILITA Rifiuto o sentimento negativo rivolto contro la persona e non contro il suo specifico comportamento (DCA) IPERCOINVOLGIMENTO Eccessivo coinvolgimento dei familiari verso il sintomo del congiunto CALORE AFFETTIVO Sentimenti positivi verso il familiare con DCA COMMENTI POSITIVI Approvazione rispetto ai miglioramenti del familiare con DCA

18 LE FAMIGLIE AD ALTA EMOTIVITA ESPRESSA Le famiglie ad alta emotività espressa sono famiglie che tendono ad essere IPERCRITICHE OSTILI CON ECCESSIVO IPERCOINVOLGIMENTO EMOTIVO Tali fattori rappresentano un ostacolo al percorso di cura! I Familiari ad alta emotività espressa tendenzialmente: Sono intrusivi Cercano il contatto senza tener conto delle effettive esigenze o richieste del congiunto Vogliono esercitare un controllo quasi totale Si sostituiscono in tutto e per tutto senza considerare le reali necessità del congiunto Nutrono aspettative molto elevate per il congiunto sofferente (guarigione rapida e immediata) Perdono il controllo nei momenti di crisi Adottano risposte rigide o poco flessibili Questa modalità di esprimere le emozioni può dare l impressione di considerare il congiunto totalmente responsabile dei sintomi del Disturbo Alimentare e se è corretto affermare che ciascuno è responsabile delle proprie azioni, bisogna anche precisare che i sintomi sono qualcosa di più complesso di semplici azioni e la loro remissione necessita tempo e cura. Un pericoloso rischio delle famiglie ad elevata emotività espressa consiste nel far coincidere il proprio famigliare con il Disturbo Alimentare. Non solo Tu hai un disturbo alimentare ma Tu sei un disturbo alimentare FAMIGLIE A BASSA EMOTIVITA ESPRESSA CALORE AFFETTIVO COMMENTI POSITIVI SUI MIGLIORAMENTI COMUNICAZIONI CHIARE BUONA CAPACITA DI ASCOLTO Tali fattori rappresentano un ALLEATO al percorso di cura del familiare con DCA

19 I Familiari a bassa emotività espressa tendenzialmente: Sono accoglienti Sono in grado di entrare in contatto con i bisogni espressi dal congiunto, soprattutto quando il calore affettivo nei loro confronti è particolarmente elevato nutrono aspettative realistiche rispetto al familiare sofferente Sono in grado di controllare la propria emotività Sono In grado di adottare risposte flessibili I familiari a bassa emotività espressa cercano di costruirsi una spiegazione razionale di ciò che sta accadendo riconoscendo lucidamente i comportamenti legati ai sintomi dei DCA C è il mio familiare e il disturbo alimentare del mio familiare. Se da una parte è importante tenere in considerazione che i familiari oltre al loro ruolo di genitori, mariti o mogli sono anche persone, dall altra è importante comunicare al familiare portatore del DCA che non esiste solo il Disturbo Alimentare, ma anche il suo essere persona. Il disturbo alimentare deve essere tenuto sotto controllo «Fuori casa» in strutture specializzate o consultando gli esperti (Medico-Psichiatra- Psicologo) «Dentro casa» aiutando il familiare a seguire le indicazioni del percorso di cura stabilito dagli esperti Tuttavia bisogna precisare che se è assennato ricordare al familiare portatore del problema le prescrizioni dello psichiatra, farlo in modo dittatoriale è controproducente. Con la politica del terrore in famiglia non si ottiene molto. Può essere più funzionale un atteggiamento che contempla tanto l accoglimento quanto la responsabilizzazione del familiare portatore del DCA. Per le sue caratteristiche intrinseche il DCA fa sì che la persona che ne è affetta sia completamente concentrata sul cibo e sul corpo ed è proprio per questo motivo che risulta di fondamentale importanza che le famiglie si pongano come modello alternativo, non concentrandosi per prime su questi aspetti. ALLA RICERCA DI UN EQUILIBRIO Né la politica del terrore sul Disturbo Alimentare non è consigliabile che i familiari si concentrino solo sulle condotte patologiche del familiare con DCA Né la dittatura del Disturbo Alimentare sulla famiglia non è consigliabile che i familiari subiscano passivamente le condotte alimentari patologiche del familiare con DCA

20 Per ricercare un equilibrio tra queste due posizioni estreme può essere utile cercare di IDENTIFICARE I PROPRI COMPORTAMENTI AD ALTA EMOTIVITA ESPRESSA CERCARE DI SOSTITUIRLI CON I RISPETTIVI COMPORTAMENTI A BASSA EMOTIVITA ESPRESSA FAMIGLIA A TAVOLA: COME AFFRONTARE I PASTI LE MODIFICAZIONI PIU FREQUENTI DELLE ABITUDINI ALIMENTARI NELLE FAMIGLIE A SEGUITO DEL DISTURBO ALIMENTARE SONO: ESSERE COSTRETTI A SUBIRE LA RESTRIZIONE ALIMENTARE DEL FAMIILARE Può accadere che oltre ad «essere spettatori» della restrizione del membro della famiglia affetto da DCA l intera famiglia si trovi a dover rinunciare ad alcuni alimenti. TROVARSI SOMMERSI DA RITUALI CHE COINVOLGONO I MEMBRI DELL FAMIGLIA IN PRIMA PERSONA Può accadere per esempio che il familiare portatore del DCA desideri insistentemente sapere quale cibo verrà preparato, a quale ora e in quale quantità. ESSERE COSTRETTI A MANGIARE SEPARATAMENTE O «DIVERSAMENTE» Frequentemente il familiare portatore del DCA preferisce mangiare da solo oppure presenta la necessità di differenziare il proprio pasto da quello della famiglia. PROVARE SENSAZIONI DI GRANDE TENSIONE NEL MOMENTO DEI PASTI I pasti possono diventare dei momenti molto problematici poiché per il soggetto con DCA rappresentano uno dei momenti più difficili della giornata. I rituali e i pensieri tipici del DCA sono difficili da comprendere e possono rendere tali momenti carichi di tensione. CERCARE DI CREARE LA «SITUAZIONE PERFETTA» PERCHE IL FAMILIARE PORTATORE DEL DCA MANGI «NORMALMENTE» Può accadere che la famiglia cerchi di «andare incontro» al familiare con DCA creando nei momenti del pasto una situazione assolutamente artificiale che ha l intento di preservare la tranquillità e la calma nella speranza di favorire l alimentazione del soggetto TROVARSI A «CONTRATTARE» CON IL FAMILIARE CON DCA AFFINCHE MANGI DI PIU Il momento del pasto può diventare un vero e proprio braccio di ferro con tanto di «ricatti» o «premi» allo scopo di favorire l alimentazione del familiare NASCONDERE ALCUNI ALIMENTI AFFINCHE IL FAMILIARE CON DCA NON COMPIA LE ABBUFFATE Per evitare che il familiare con DCA si abbuffi e che aumenti la probabilità che metta in atto condotte compensatorie ed eliminatorie può capitare che la famiglia intervenga nascondendo non comprando buttando «gli alimenti no»

21 CONTROLLARE CHE IL FAMILIARE NON METTA IN ATTO CONDOTTE DI COMPENSAZIONE O DI ELIMINAZIONE La paura che il proprio familiare possa compensare (digiuno-sport) o attuare condotte di eliminazione (vomito-lassativi) può portare le famiglie ad esercitare un rigido controllo sul «dopo pasto» COSA FARE??? Le indicazioni del medico curante (psichiatra) del familiare con DCA rimangono la priorità. Esse rappresentano uno schema di base che deve essere il più possibile rispettato. Tale schema alimentare deve avere: Poche regole Regole chiare Regole condivise I familiari rappresentano un osservatore privilegiato dei comportamenti del soggetto con DCA nell ambiente naturale Possono aiutare la persona a rispettare le indicazioni mediche Possono notare i «campanelli d allarme» e gli atteggiamenti disfunzionali e consigliare al soggetto di ridiscuterli nello spazio terapeutico

Anoressia nervosa. Che cos è L anoressia nervosa è un disturbo dell alimentazione caratterizzato dai seguenti aspetti:

Anoressia nervosa. Che cos è L anoressia nervosa è un disturbo dell alimentazione caratterizzato dai seguenti aspetti: Dal sito : Terzocentro di psicoterapia Cognitiva (Roma) http://www.terzocentro.it Anoressia nervosa Che cos è L anoressia nervosa è un disturbo dell alimentazione caratterizzato dai seguenti aspetti: rilevante

Dettagli

I disturbi del comportamento alimentare. Dott.ssa Bernardelli Sara Psicologa-Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale

I disturbi del comportamento alimentare. Dott.ssa Bernardelli Sara Psicologa-Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale I disturbi del comportamento alimentare Dott.ssa Bernardelli Sara Psicologa-Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale Cosa sono i disturbi alimentari (DCA)? Sono problematiche che riguardano il rapporto

Dettagli

DISTURBO DA ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA (BED) Chi colpisce, che cos'è CHI COLPISCE

DISTURBO DA ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA (BED) Chi colpisce, che cos'è CHI COLPISCE DISTURBO DA ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA (BED) Chi colpisce, che cos'è CHI COLPISCE Significativi problemi di abbuffate, cioè assunzione di un elevata quantità di cibo associata a un senso di perdita di

Dettagli

L'altra me: viaggio nei Disturbi Alimentari

L'altra me: viaggio nei Disturbi Alimentari L'altra me: viaggio nei Disturbi Alimentari Quali sono i disturbi alimentari? Anoressia nervosa Bulimia nervosa Binge Eating Disorder e Disturbi NAS Anoressia nervosa 1- Rifiuto di mantenere il proprio

Dettagli

Approccio Clinico ai Disturbi del Comportamento Alimentare

Approccio Clinico ai Disturbi del Comportamento Alimentare Approccio Clinico ai Disturbi del Comportamento Alimentare Disturbi del Comportamento Alimentare DCA Anoressia Nervosa Bulimia Nervosa Binge Eating Disorder DCA Non Altrimenti Specificati Anoressia Nervosa

Dettagli

ASPETTI PSICOLOGICI: DALLA PATOLOGIA ALLA DIETA

ASPETTI PSICOLOGICI: DALLA PATOLOGIA ALLA DIETA ASPETTI PSICOLOGICI: DALLA PATOLOGIA ALLA DIETA BED: Binge Eating Disorder o Disturbo da alimentazione incontrollata (circa il 30% degli obesi) Abbuffate ricorrenti per almeno 2 giorni/settimana per almeno

Dettagli

BULIMIA NERVOSA. A. Ricorrenti abbuffate. Una abbuffata è caratterizzata da entrambi i seguenti:

BULIMIA NERVOSA. A. Ricorrenti abbuffate. Una abbuffata è caratterizzata da entrambi i seguenti: BULIMIA NERVOSA A. Ricorrenti abbuffate. Una abbuffata è caratterizzata da entrambi i seguenti: 1) mangiare in un definito periodo di tempo una quantità di cibo significativamente maggiore di quello che

Dettagli

C L A S S I F I C A Z I O N E, D I A G N O S I E S E T T I N G D I C U R A N E I D C A

C L A S S I F I C A Z I O N E, D I A G N O S I E S E T T I N G D I C U R A N E I D C A C L A S S I F I C A Z I O N E, D I A G N O S I E S E T T I N G D I C U R A N E I D C A Trento, 14 marzo 2015 Dott. Alessandro Salvi UNA VISIONE PANORAMICA DEI DCA : ALCUNI TRATTI CARATTERISTICI I DCA sono

Dettagli

I disturbi alimentari nei minori

I disturbi alimentari nei minori Terzo di Aquileia, 19 gennaio 2015 PARLIAMONE INSIEME per il benessere dei figli attraverso la tranquillità dei genitori I disturbi alimentari nei minori Gian Luigi Luxardi Centro per i Disturbi Alimentari

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SASSARI CLINICA PSICHIATRICA Dir. Prof. Gian Carlo Nivoli I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE D.C.A.

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SASSARI CLINICA PSICHIATRICA Dir. Prof. Gian Carlo Nivoli I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE D.C.A. UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SASSARI CLINICA PSICHIATRICA Dir. Prof. Gian Carlo Nivoli I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE assificazione dei D.C.A Anoressia Mentale Bulimia Mentale DSM III (1980) Pica,

Dettagli

LA PATOLOGIA DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE:

LA PATOLOGIA DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE: LA PATOLOGIA DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE: Nuovi criteri di classificazione? Corrado D Agostini AGENZIA DELLA NUTRIZIONE D.A.I. D.E.A.S. AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA CAREGGI- FIRENZE IL DSM - 5 17

Dettagli

INFORMAZIONI SULLO STUDIO VILLA GARDA-OXFORD

INFORMAZIONI SULLO STUDIO VILLA GARDA-OXFORD INFORMAZIONI SULLO STUDIO VILLA GARDA-OXFORD Confronto fra due forme di psicoterapia cognitivo comportamentale ospedaliera per i disturbi dell alimentazione Gentile paziente, la Casa di Cura Villa Garda

Dettagli

Anoressia. Quando ci si accorge della malattia?

Anoressia. Quando ci si accorge della malattia? Anoressia Quando ci si accorge della malattia? Ciò che rende l anoressia una malattia difficile da curare, è il suo insorgere subdolo, facilmente confondibile con una semplice astenia o con la scelta di

Dettagli

4 Congresso Sezione Regionale Triveneto Società Italiana dell Obesità OBESITA E DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

4 Congresso Sezione Regionale Triveneto Società Italiana dell Obesità OBESITA E DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE 4 Congresso Sezione Regionale Triveneto Società Italiana dell Obesità OBESITA E DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE R.Siani, L. Ravazzin, D. De Pauli Binge Eating Disorder e Comorbilità Psichiatrica

Dettagli

Centro per la Gestione e lo Studio dei Disturbi del Comportamento Alimentare: strutture coinvolte. I Disturbi del Comportamento Alimentare

Centro per la Gestione e lo Studio dei Disturbi del Comportamento Alimentare: strutture coinvolte. I Disturbi del Comportamento Alimentare La ASL CE 2 ha inteso sviluppare un programma di intervento con particolare riferimento ai Disturbi del Comportamento Alimentare costituendo un gruppo interdisciplinare per la lo studio e la gestione degli

Dettagli

ANORESSIA NERVOSA BULIMIA NERVOSA

ANORESSIA NERVOSA BULIMIA NERVOSA 1 2 ANORESSIA NERVOSA BULIMIA NERVOSA Disturbi del comportamento alimentare non altrimenti specificati (DCA NAS), all interno dei quali è inserito il disturbo da alimentazione incontrollata (BED BINGE

Dettagli

DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE NON ALTRIMENTI SPECIFICATI

DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE NON ALTRIMENTI SPECIFICATI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE NON ALTRIMENTI SPECIFICATI Caratteristiche generali I NAS sono disturbi dell alimentazione di severità clinica che soddisfano la definizione di disturbo dell alimentazione

Dettagli

IMMAGINE DEL CORPO E QUALITÀ DI VITA, QUALI MISURE DI OUTCOME NEI SOGGETTI CON DISTURBO DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE (DCA)

IMMAGINE DEL CORPO E QUALITÀ DI VITA, QUALI MISURE DI OUTCOME NEI SOGGETTI CON DISTURBO DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE (DCA) IMMAGINE DEL CORPO E QUALITÀ DI VITA, QUALI MISURE DI OUTCOME NEI SOGGETTI CON DISTURBO DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE (DCA) ANNAPIA VERRI ISTITUTO NEUROLOGICO NAZIONALE C. MONDINO-PAVIA WEIGHT-RELATED DISORDERS

Dettagli

I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE NELL OBESIT OBESITÀ

I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE NELL OBESIT OBESITÀ I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE NELL OBESIT OBESITÀ ALESSIA MINNITI, Unità Funzionale Semplice di Dietetica e Nutrizione Clinica Università degli Studi di Verona 4 Congresso SIO-Triveneto Udine,

Dettagli

Ragusa 10 Ottobre 2009 Aspetti antropologici e sociologici inerenti i Disturbi della Condotta. psichiatra

Ragusa 10 Ottobre 2009 Aspetti antropologici e sociologici inerenti i Disturbi della Condotta. psichiatra Ragusa 10 Ottobre 2009 Aspetti antropologici e sociologici inerenti i Disturbi della Condotta Alimentare: DCA dr Giuseppe Sapienza dr. Giuseppe Sapienza psichiatra Il presente intervento vuole offrire

Dettagli

RESPONSABILI: Direttore CSM Dr. Mario Nicotera Dr.ssa Caterina Iocca,psicologo dirigente, specialista in CBT.

RESPONSABILI: Direttore CSM Dr. Mario Nicotera Dr.ssa Caterina Iocca,psicologo dirigente, specialista in CBT. UNITA DI PSICOLOGIA CLINICA-RIABILITATIVA CENTRO DIURNO PROGETTO SPERIMENTALE DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE Disturbo dell alimentazione: Conoscere per curare e per vivere RESPONSABILI: Direttore

Dettagli

sociali, vissuti intra-psichici

sociali, vissuti intra-psichici Frequente evoluzione verso quadri long- term Le risposte disfunzionali: : ad eventi stressanti, sollecitazioni psico-sociali sociali, vissuti intra-psichici psichici Conseguenti a pensieri automatici (dicotomia,

Dettagli

La Famiglia come risorsa nel trattamento dei Disturbi del Comportamento Alimentare: esercitazioni guidate di empowerment.

La Famiglia come risorsa nel trattamento dei Disturbi del Comportamento Alimentare: esercitazioni guidate di empowerment. La Famiglia come risorsa nel trattamento dei Disturbi del Comportamento Alimentare: esercitazioni guidate di empowerment. A. Genovese, M. Bassetti, S. Scaramuzza Centro per i Disturbi del Comportamento

Dettagli

Epidemiologia ed Etiopatogenesi dei Disturbi dell Alimentazione. Carlo Faravelli Università di Firenze

Epidemiologia ed Etiopatogenesi dei Disturbi dell Alimentazione. Carlo Faravelli Università di Firenze Epidemiologia ed Etiopatogenesi dei Disturbi dell Alimentazione Carlo Faravelli Università di Firenze PRINCIPALI INDICATORI EPIDEMIOLOGICI Epidemiologia INCIDENZA: numero di nuovi casi Anoressia Nervosa

Dettagli

Disturbi del Comportamento Alimentare: l esperienza infermieristica del Centro Pilota Regionale Lombardo

Disturbi del Comportamento Alimentare: l esperienza infermieristica del Centro Pilota Regionale Lombardo Disturbi del Comportamento Alimentare: l esperienza infermieristica del Centro Pilota Regionale Lombardo Angela Fantoni Coordinatore Infermieristico fanangi1@gmail.com SPEDALI CIVILI BRESCIA, Gussago (BS)

Dettagli

PROGETTO DI APPRENDIMENTO

PROGETTO DI APPRENDIMENTO PROGETTO DI APPRENDIMENTO IN AMBITO CLINICO PROBLEMA PRIORITARIO DI SALUTE SALUTE MENTALE Settembre 2006 Il percorso di apprendimento in ambito clinico relativo al problema prioritario di salute malattia

Dettagli

Disturbi della condotta alimentare Dott.ssa Domizia Consoli

Disturbi della condotta alimentare Dott.ssa Domizia Consoli Disturbi della condotta alimentare Dott.ssa Domizia Consoli Obesità, anoressia e bulimia sono termini entrati nel nostro linguaggio comune, a designare la crescente importanza che i problemi connessi al

Dettagli

Dr antonella arata Centro Disturbi Alimentari ASL3

Dr antonella arata Centro Disturbi Alimentari ASL3 U.O. Igiene degli Alimenti e della Nutrizione Centro Disturbi Alimentari TITOLO: PROGETTO EDUCATIVO PER LA PREVENZIONE PRIMARIA DEI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE (DCA) RIVOLTO A DOCENTI E ALLIEVI

Dettagli

CENTRO DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

CENTRO DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE CENTRO DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE ASL3- GENOVESE PROGETTO Corpo, cibo, identità: una relazione difficile Dott.ssa Francesca Policante Dott.ssa Barbara Masini Creazione di un centro specialistico

Dettagli

CAPITOLO 2 I TRATTI COMPLESSI

CAPITOLO 2 I TRATTI COMPLESSI CAPITOLO 2 I TRATTI COMPLESSI Tratti semplici e tratti complessi Come detto nel capitolo precedente, la genetica classica studia fondamentalmente i cosiddetti tratti mendeliani semplici, quelli in cui,

Dettagli

EDUCAZIONE ALIMENTARE: QUANDO L'AMORE PER IL CIBO SI TRASFORMA IN ODIO.

EDUCAZIONE ALIMENTARE: QUANDO L'AMORE PER IL CIBO SI TRASFORMA IN ODIO. EDUCAZIONE ALIMENTARE: QUANDO L'AMORE PER IL CIBO SI TRASFORMA IN ODIO. Esiste un rapporto inestricabile tra cibo ed emozioni, tra i cibi assunti per bisogno fisiologico e quelli assunti come appagamento

Dettagli

STILI DI VITA E OBESITA

STILI DI VITA E OBESITA STILI DI VITA E OBESITA IL PESO DELLA VITA 8 Maggio 2010 Martinelli Franca Dipartimento di Salute Mentale RE Il Disturbo da Alimentazione Incontrollata BED Big eating disorder La definizione del disturbo

Dettagli

I disturbi alimentari

I disturbi alimentari I disturbi alimentari Molti genitori del giorno d'oggi si preoccupano per i disturbi alimentari. Alle parole 'disturbo alimentare' si è data una tale attenzione negli ultimi anni che non è inusuale che

Dettagli

I disturbi del comportamento alimentare. Criteri diagnostici ed elementi clinici di diagnosi differenziale

I disturbi del comportamento alimentare. Criteri diagnostici ed elementi clinici di diagnosi differenziale I disturbi del comportamento alimentare Criteri diagnostici ed elementi clinici di diagnosi differenziale Perché parlare dei disturbi alimentari? I Disturbi dell Alimentazione riguardano molte persone,

Dettagli

Donne, corpo e contraccezione

Donne, corpo e contraccezione Donne, corpo e contraccezione Donne, corpo e contraccezione A cura di Questa guida nasce per aiutarti ad individuare quali sono i campanelli d allarme da cogliere per accorgerti dello scivolamento verso

Dettagli

I seminari degli Amici della mente. Capire e prevenire il disagio psicologico attraverso le canzoni di Fabrizio De Andrè

I seminari degli Amici della mente. Capire e prevenire il disagio psicologico attraverso le canzoni di Fabrizio De Andrè I seminari degli Amici della mente Capire e prevenire il disagio psicologico attraverso le canzoni di Fabrizio De Andrè I DISTURBI ALIMENTARI Dr. Gabriele Catania Cosa sono: Si tratta di patologie psichiatriche

Dettagli

ASPETTI CLINICI E RELAZIONALI DEI DISTURBI ALIMENTARI

ASPETTI CLINICI E RELAZIONALI DEI DISTURBI ALIMENTARI Il Cibo nemico ASPETTI CLINICI E RELAZIONALI DEI DISTURBI ALIMENTARI - Il cibo nemico. (prima parte) Da quando esiste la vita, nutrimento e cibo sono elementi fondamentali per la sopravvivenza di qualsiasi

Dettagli

Dott.ssa Elena Luisetti Psicologa- Psicoterapeuta. Dott.ssa Ildiko Matyàs Psicologa- Psicoterapeuta in formazione

Dott.ssa Elena Luisetti Psicologa- Psicoterapeuta. Dott.ssa Ildiko Matyàs Psicologa- Psicoterapeuta in formazione Dott.ssa Elena Luisetti Psicologa- Psicoterapeuta Dott.ssa Ildiko Matyàs Psicologa- Psicoterapeuta in formazione I disturbi d ansia rappresentano il disagio mentale più diffuso nella società moderna sia

Dettagli

I I DISTURBI ALIMENTARI: COSA SONO? 1 Dati Osservatorio ABA e ISTAT. 2 Dati SISDCA.

I I DISTURBI ALIMENTARI: COSA SONO? 1 Dati Osservatorio ABA e ISTAT. 2 Dati SISDCA. I I DISTURBI ALIMENTARI: COSA SONO? In Italia circa 3 milioni di persone, pari al 5% della popolazione, soffre di disturbi del comportamento alimentare (DCA): il 95% sono donne, anche se sempre più numerosi

Dettagli

DISTURBI DELLA CONDOTTA ALIMENTARE DCA

DISTURBI DELLA CONDOTTA ALIMENTARE DCA DISTURBI DELLA CONDOTTA ALIMENTARE DCA Nella cultura occidentale le prime descrizioni cliniche di anomalie dell alimentazione risalgono a più di 2000 anni fa. Alcune sante cristiane avevano un comportamento

Dettagli

I GENITORI IN ABA NUMERO VERDE: 800 16 56 16 SEGUITI CON CURA PER SEGUIRE I PROPRI FIGLI. E: info@bulimianoressia.it - W: www.bulimianoressia.

I GENITORI IN ABA NUMERO VERDE: 800 16 56 16 SEGUITI CON CURA PER SEGUIRE I PROPRI FIGLI. E: info@bulimianoressia.it - W: www.bulimianoressia. I GENITORI IN ABA SEGUITI CON CURA PER SEGUIRE I PROPRI FIGLI NUMERO VERDE: 800 16 56 16 E: info@bulimianoressia.it - W: www.bulimianoressia.it I DISTURBI ALIMENTARI 02 I disturbi alimentari sono un modo

Dettagli

DBT SKILLS TRAINING ABILITÀ DI REGOLAZIONE EMOZIONALE

DBT SKILLS TRAINING ABILITÀ DI REGOLAZIONE EMOZIONALE DBT SKILLS TRAINING ABILITÀ DI REGOLAZIONE EMOZIONALE Maria Elena Ridolfi Regolazione emozionale: obiettivi COMPRENDERE LE EMOZIONI RIDURRE LA VULNERABILITA EMOZIONALE RIDURRE LA SOFFERENZA EMOZIONALE

Dettagli

In FormAzione. Indicazioni in materia di comunicazione sociale sui Disturbi del Comportamento Alimentare e dell Immagine Corporea

In FormAzione. Indicazioni in materia di comunicazione sociale sui Disturbi del Comportamento Alimentare e dell Immagine Corporea In FormAzione Indicazioni in materia di comunicazione sociale sui Disturbi del Comportamento Alimentare e dell Immagine Corporea ANORESSIA-BULIMIA AL MASCHILE di Francesco Bergamin L anoressia nervosa,

Dettagli

PROBLEMATICHE COMPORTAMENTAMENTALI NEL BAMBINO IN AFFIDO. M. Pincherle

PROBLEMATICHE COMPORTAMENTAMENTALI NEL BAMBINO IN AFFIDO. M. Pincherle PROBLEMATICHE COMPORTAMENTAMENTALI NEL BAMBINO IN AFFIDO M. Pincherle IMPORTANZA DELL AMBIENTE DI VITA E DELLE ESPERIENZE 1 Importanza di una buona relazione di attaccamento con la figura materna Concetto

Dettagli

Gli obiettivi di piano per le demenze. «Il sostegno psicologico ai caregivers e ai pazienti affetti da demenza»

Gli obiettivi di piano per le demenze. «Il sostegno psicologico ai caregivers e ai pazienti affetti da demenza» Gli obiettivi di piano per le demenze Centro Regionale di Neurogenetica «Il sostegno psicologico ai caregivers e ai pazienti affetti da demenza» Maria Mirabelli psicologa-psicoterapeuta Centro Regionale

Dettagli

Obesità: trattamento multidisciplinare ed educazione alimentare infantile

Obesità: trattamento multidisciplinare ed educazione alimentare infantile 1 Obesità: trattamento multidisciplinare ed educazione alimentare infantile Corsi di formazione professionale per medici, nutrizionisti, psicologi ed insegnanti Diretto e coordinato dal prof. Luca Pecchioli

Dettagli

Identikit del drogato da lavoro

Identikit del drogato da lavoro INTERVISTA Identikit del drogato da lavoro Chi sono i cosiddetti workaholic? quanto è diffusa questa patologia? Abbiamo cercato di scoprirlo facendo qualche domanda al dottor Cesare Guerreschi, fondatore

Dettagli

M. Lang - Una persona nervosa 13/11/2011. Una persona nervosa

M. Lang - Una persona nervosa 13/11/2011. Una persona nervosa Una persona nervosa 1 Caso: Una persona nervosa modificato da DSM-IV-TR CASI CLINICI, p. 235 Un tappezziere coniugato di 27 anni lamenta vertigini, tremore alle mani, palpitazioni e ronzii alle orecchie

Dettagli

Informazioni per utenti e familiari

Informazioni per utenti e familiari LA DEPRESSIONE MAGGIORE Informazioni per utenti e familiari In questa dispensa parleremo di depressione e dei problemi che può dare nella vita di una persona. Nella vita, è comune attraversare periodi

Dettagli

La depressione maggiore è un disturbo mentale che si manifesta con: uno stato d animo di profondo dolore o tristezza

La depressione maggiore è un disturbo mentale che si manifesta con: uno stato d animo di profondo dolore o tristezza La depressione maggiore è un disturbo mentale che si manifesta con: uno stato d animo di profondo dolore o tristezza mancanza di energia e di voglia di fare le cose Materiale a cura di: L. Magliano, A.

Dettagli

I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO IN ETA EVOLUTIVA

I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO IN ETA EVOLUTIVA I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO IN ETA EVOLUTIVA IL DISTURBO DA DEFICIT DI ATTENZIONE / IPERATTIVITA. 1. Che cos è l ADHD Il Disturbo da deficit di attenzione ed iperattività (DDAI), conosciuto anche con

Dettagli

Infermieristica della salute mentale. Corso di Laurea in infermieristica A.A. 2014/2015 Dr. Gianfranco Preiti

Infermieristica della salute mentale. Corso di Laurea in infermieristica A.A. 2014/2015 Dr. Gianfranco Preiti Infermieristica della salute mentale Corso di Laurea in infermieristica A.A. 2014/2015 Dr. Gianfranco Preiti Le competenze dell infermiere in psichiatria e all interno dell equipe multi professionale La

Dettagli

DISTURBI D ANSIA IN ETÀ EVOLUTIVA. Dott.ssa Elena Luisetti Dott.ssa Chiara Raffognato Aprile 2012

DISTURBI D ANSIA IN ETÀ EVOLUTIVA. Dott.ssa Elena Luisetti Dott.ssa Chiara Raffognato Aprile 2012 DISTURBI D ANSIA IN ETÀ EVOLUTIVA Dott.ssa Elena Luisetti Dott.ssa Chiara Raffognato Aprile 2012 ANSIA IN ETA EVOLUTIVA Il disturbo d ansia è la diagnosi più ricorrente entro i 16 anni! 10% Quando l ansia

Dettagli

Favorire l autostima nel bambino. Mario Di Pietro www.educazione-emotiva.it segreteria@mariodipietro.it

Favorire l autostima nel bambino. Mario Di Pietro www.educazione-emotiva.it segreteria@mariodipietro.it Favorire l autostima nel bambino Mario Di Pietro www.educazione-emotiva.it segreteria@mariodipietro.it 1 Un senso di impotenza si sviluppa in seguito all incapacità di influenzare positivamente le proprie

Dettagli

L alunno disattento e iperattivo a scuola Mario Di Pietro (ASL di Monselice PD)

L alunno disattento e iperattivo a scuola Mario Di Pietro (ASL di Monselice PD) L alunno disattento e iperattivo a scuola Mario Di Pietro (ASL di Monselice PD) In una classe di circa 20 alunni, si può ipotizzare che ci sia un bambino con DDAI ma aver più di due casi per classe è davvero

Dettagli

Sostegno psicologico alla donna con tumore al seno

Sostegno psicologico alla donna con tumore al seno Sostegno psicologico alla donna con tumore al seno Dott.ssa Simona Di Giovanni Psicologa Psicoterapeuta familiare Convegno 9 giugno 2012 Tivoli Indice argomenti Reazioni e vissuti alla diagnosi di tumore

Dettagli

COSA E LA PSICOTERAPIA? = un genere di INTERVENTO TERAPEUTICO su base PSICOLOGICA e RELAZIONALE il cui obiettivo consiste nell attenuare o eliminare:

COSA E LA PSICOTERAPIA? = un genere di INTERVENTO TERAPEUTICO su base PSICOLOGICA e RELAZIONALE il cui obiettivo consiste nell attenuare o eliminare: PSICOTERAPIE COSA E LA PSICOTERAPIA? = un genere di INTERVENTO TERAPEUTICO su base PSICOLOGICA e RELAZIONALE il cui obiettivo consiste nell attenuare o eliminare: - una SINDROME CLINICA di tipo PSICOPATOLOGICO

Dettagli

disturbi del comportamento alimentare (DCA)

disturbi del comportamento alimentare (DCA) I disturbi dell alimentazione I disturbi del comportamento alimentare (DCA), sono disturbi caratterizzati dalla presenza di grossolane alterazioni del comportamento alimentare, associate costantemente

Dettagli

Trattamento dei disturbi dell alimentazione

Trattamento dei disturbi dell alimentazione Trattamento dei disturbi dell alimentazione Opuscolo informativo per i pazienti e le famiglie Casa di Cura Villa Garda La Casa di Cura Villa Garda è specializzata nella riabilitazione Cardiovascolare,

Dettagli

FUORI CONTROLLO doc. 52

FUORI CONTROLLO doc. 52 FUORI CONTROLLO doc. 52 di Daniele Cini e Claudia Pampinella regia di Daniele Cini direttore della fotografia Luigi Montebello Marina e Roslyn, Centro DCA Kenn Ghal Sahhtek, Malta LORETTA, FRANCA, MARINA

Dettagli

I Disturbi del Comportamento Alimentare nell ambiente sportivo

I Disturbi del Comportamento Alimentare nell ambiente sportivo Corso di formazione per allenatori 6 luglio 2013 I Disturbi del Comportamento Alimentare nell ambiente sportivo Dott.ssa Tatiana Zanetti Lo svolgimento di questo corso di formazione per gli allenatori

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PADOVA FACOLTA DI PSICOLOGIA. Tesi di laurea

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PADOVA FACOLTA DI PSICOLOGIA. Tesi di laurea UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PADOVA FACOLTA DI PSICOLOGIA Tesi di laurea L INTEGRAZIONE DELL EMDR NELLA PSICOTERAPIA DEI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE. di Gamba Martina Anno Accademico 2004-2005 Ai

Dettagli

LE SINDROMI ANSIOSE PROVARE ANSIA È NORMALE L ansia è un emozione d importanza vitale che proviamo quando ci sentiamo esposti ad un pericolo o ad una

LE SINDROMI ANSIOSE PROVARE ANSIA È NORMALE L ansia è un emozione d importanza vitale che proviamo quando ci sentiamo esposti ad un pericolo o ad una LE SINDROMI ANSIOSE PROVARE ANSIA È NORMALE L ansia è un emozione d importanza vitale che proviamo quando ci sentiamo esposti ad un pericolo o ad una minaccia. Essa induce nel nostro organismo una situazione

Dettagli

Dott.ssa M.Versino 1

Dott.ssa M.Versino 1 Dott.ssa M.Versino 1 Stress lo stress è inteso come risposta aspecifica dell organismo a tutto ciò che lo costringe ad uno sforzo di adattamento lo stress è la risposta a una o più stimolazioni fisiche

Dettagli

PROGETTARE LA MEDITAZIONE NELLE SCUOLE, NELLE COMUNITÁ E NEI CENTRI DI AGGREGAZIONE, PER BAMBINI E ADOLESCENTI, INSEGNANTI ED EDUCATORI

PROGETTARE LA MEDITAZIONE NELLE SCUOLE, NELLE COMUNITÁ E NEI CENTRI DI AGGREGAZIONE, PER BAMBINI E ADOLESCENTI, INSEGNANTI ED EDUCATORI PROGETTARE LA MEDITAZIONE NELLE SCUOLE, NELLE COMUNITÁ E NEI CENTRI DI AGGREGAZIONE, PER BAMBINI E ADOLESCENTI, INSEGNANTI ED EDUCATORI Cos è la meditazione e a cosa serve nel processo educativo La meditazione

Dettagli

SEMINARIO CONOSCERE E AFFRONTARE IL PANICO E GLI STATI D ANSIA

SEMINARIO CONOSCERE E AFFRONTARE IL PANICO E GLI STATI D ANSIA SEMINARIO CONOSCERE E AFFRONTARE IL PANICO E GLI STATI D ANSIA Che cos è l ansia? L ansia è uno stato di attivazione fisiologica e cognitiva in previsione di un pericolo futuro. E un termine che deriva

Dettagli

I disturbi d ansia nel bambino. La fobia sociale ed il mutismo selettivo dott.ssa Federica Trivelli

I disturbi d ansia nel bambino. La fobia sociale ed il mutismo selettivo dott.ssa Federica Trivelli I disturbi d ansia nel bambino La fobia sociale ed il mutismo selettivo dott.ssa Federica Trivelli Fobia Sociale Disturbo internalizzante Paura marcata, persistente e irrazionale relativa a situazioni

Dettagli

La disregolazione emozionale nei disturbi dell alimentazione Caterina Lombardo, Lucrezia Maccioli, Assunta Pierotti, Aldo Stella

La disregolazione emozionale nei disturbi dell alimentazione Caterina Lombardo, Lucrezia Maccioli, Assunta Pierotti, Aldo Stella Facoltà di Psicologia 2 La disregolazione emozionale nei disturbi dell alimentazione Caterina Lombardo, Lucrezia Maccioli, Assunta Pierotti, Aldo Stella Disturbi dell alimentazione (DSM-IV-TR): Anoressia

Dettagli

Il bambino con ADHD a scuola

Il bambino con ADHD a scuola Teramo 20-04-2010 Dott.ssa Adriana Sigismondi ADHD Caratteristiche DISATTENZIONE IMPULSIVITA IPERATTIVITA 1 1 ATTENZIONE I bambini con un disturbo di attenzione manifestano problemi in compiti che richiedono

Dettagli

La gestione della terapia della depressione di Salvatore Di Salvo

La gestione della terapia della depressione di Salvatore Di Salvo Associazione per la Ricerca sulla Depressione C.so G. Marconi 2 10125 Torino Tel. 011-6699584 Sito: www.depressione-ansia.it La gestione della terapia della depressione di Salvatore Di Salvo Gli Antidepressivi

Dettagli

L ANSIA DA PRESTAZIONE SCOLASTICA

L ANSIA DA PRESTAZIONE SCOLASTICA L ANSIA DA PRESTAZIONE SCOLASTICA Come affrontarla a scuola e in famiglia. Centro AP - Psicologia e Psicosomatica Piazza Trasimeno, 2-00198 Roma - Tel: 06 841.41.42 - www.centroap.it 1 Perché tanta attenzione?

Dettagli

IL RAPPORTO CON SE STESSO E CON GLI ALTRI NEL BAMBINO CON ADHD

IL RAPPORTO CON SE STESSO E CON GLI ALTRI NEL BAMBINO CON ADHD IL RAPPORTO CON SE STESSO E CON GLI ALTRI NEL BAMBINO CON ADHD CHIARA DE CANDIA chiaradecandia@libero.it 1 IL CONCETTO DI SE È la rappresentazione delle proprie caratteristiche e capacità in relazione

Dettagli

INDICE GUIDA ALLA LETTURA L EDITORE RINGRAZIA PREFAZIONE ALL EDIZIONE ITALIANA PREFAZIONE 3

INDICE GUIDA ALLA LETTURA L EDITORE RINGRAZIA PREFAZIONE ALL EDIZIONE ITALIANA PREFAZIONE 3 INDICE GUIDA ALLA LETTURA L EDITORE RINGRAZIA PREFAZIONE ALL EDIZIONE ITALIANA X XII XIII PREFAZIONE 3 C A P I T O L O 1 PROSPETTIVE EPISTEMOLOGICHE IN PSICOLOGIA CLINICA 9 1.1 Ragioni e necessità di un

Dettagli

IL GIOCO D AZZARDO PATOLOGICO (GAP) DEFINIZIONE

IL GIOCO D AZZARDO PATOLOGICO (GAP) DEFINIZIONE IL GIOCO D AZZARDO PATOLOGICO (GAP) DEFINIZIONE IL GIOCO D AZZARDO PUO NON ESSERE PATOLOGICO. DIVENTA PATOLOGICO QUANDO CREA DIPENDENZA NEL SOGGETTO E PROCURA SOFFERENZA INDICE DI PATOLOGIA STA NEL FATTO

Dettagli

Disturbi d.ansia nell.età evolutiva di S. Di Salvo, M. Marino e A. Martinetto

Disturbi d.ansia nell.età evolutiva di S. Di Salvo, M. Marino e A. Martinetto Disturbi d.ansia nell.età evolutiva di S. Di Salvo, M. Marino e A. Martinetto Stati di timore o di apprensione fanno parte del normale sviluppo emotivo del bambino e la loro presenza non è necessariamente

Dettagli

CAPITOLO UNO AUTOVALUTAZIONE DELLE ABITUDINI DI GIOCO D AZZARDO

CAPITOLO UNO AUTOVALUTAZIONE DELLE ABITUDINI DI GIOCO D AZZARDO CAPITOLO UNO AUTOVALUTAZIONE DELLE ABITUDINI DI GIOCO D AZZARDO Sommario Questo capitolo tratta di gioco d azzardo e di gioco d azzardo problematico. Le esercitazioni di questo capitolo le consentiranno

Dettagli

Fattori predisponesti PER SAPERNE DI PIU CAUSE. Caratteristiche individuali: ci sono alcune note individuali che accomunano le persone

Fattori predisponesti PER SAPERNE DI PIU CAUSE. Caratteristiche individuali: ci sono alcune note individuali che accomunano le persone PER SAPERNE DI PIU Altri disturbi emergenti della condotta alimentare Night Eating Syndrome (sindrome da alimentazione notturna) Ortoressia \ Reverse Anorexia \ Comportamenti di dieta cronica restrittiva

Dettagli

Mario Di Pietro www.educazione-emotiva.it

Mario Di Pietro www.educazione-emotiva.it Intervento a scuola: trattamento cognitivo-comportamentale e gestione delle emozioni Mario Di Pietro www.educazione-emotiva.it Bassa autostima Depressione Ansia Ostilità Problematiche emotive frequentemente

Dettagli

1. Fondamenti teorici della psicologia clinica

1. Fondamenti teorici della psicologia clinica 1. Fondamenti teorici della psicologia clinica 1.1. Verso una definizione della psicologia clinica Definire che cosa si intenda per psicologia clinica non è compito facile in quanto essa è una materia

Dettagli

ricerca di relazioni sociali e affettive fuori dalla famiglia, con i coetanei; è

ricerca di relazioni sociali e affettive fuori dalla famiglia, con i coetanei; è L adolescenza è una fase di sviluppo che copre approssimativamente il periodo che va dagli 11 ai 22 anni. La parola pubertà è spesso utilizzata per denotare manifestazioni fisiche dello sviluppo sessuale.

Dettagli

Dipartimento dell Et. Condotte alimentari e caratteristiche psicosociali di bambini obesi: uno studio pilota

Dipartimento dell Et. Condotte alimentari e caratteristiche psicosociali di bambini obesi: uno studio pilota Condotte alimentari e caratteristiche psicosociali di bambini obesi: uno studio pilota M. Gugliotta, L. Garini,, C. Sassi, R. Scullino & S. Bernasconi Modelli Psicologici Obesogenic Binge Eating Disorder.

Dettagli

Recessione economica e Disturbi Depressivi

Recessione economica e Disturbi Depressivi Associazione per la Ricerca sulla Depressione C.so G. Marconi 2 10125 Torino Tel. 011-6699584 Sito: www.depressione-ansia.it Recessione economica e Disturbi Depressivi L Associazione per la Ricerca sulla

Dettagli

ELEMENTI DI PSICOLOGIA DELL EMERGENZA

ELEMENTI DI PSICOLOGIA DELL EMERGENZA ELEMENTI DI PSICOLOGIA DELL EMERGENZA I fattori di rischio e di protezione del volontario A cura degli Psicologi CPPAVPC Ed. 2013 1 DDL 4449 del 2 febbraio 2000 L istituzione del ruolo dello psicologo

Dettagli

CAPITOLO CINQUE MANTENERE UNO STILE DI VITA SANO

CAPITOLO CINQUE MANTENERE UNO STILE DI VITA SANO CAPITOLO CINQUE MANTENERE UNO STILE DI VITA SANO Sommario Questo capitolo l aiuterà a pensare al suo futuro. Ora che è maggiormente consapevole dei suoi comportamenti di gioco e dell impatto che l azzardo

Dettagli

I disturbi d ansia nell età evolutiva

I disturbi d ansia nell età evolutiva I disturbi d ansia nell età evolutiva Un semplice stato di apprensione non è certo un indice preoccupante, al contrario spesso rappresenta un normale elemento di sviluppo emotivo del bambino. Le reazioni

Dettagli

Bambini e Lutto Farra, 24 febbraio 2013

Bambini e Lutto Farra, 24 febbraio 2013 Bambini e Lutto Farra, 24 febbraio 2013 Obiettivi: - informare su quelle che sono le reazioni più tipiche dei bambini alla morte di una persona cara - dare alcune indicazioni pratiche - suggerire alcuni

Dettagli

VOLONTARI E FAMIGLIE IN RETE PER LA SALUTE MENTALE. Edizione 2015

VOLONTARI E FAMIGLIE IN RETE PER LA SALUTE MENTALE. Edizione 2015 VOLONTARI E FAMIGLIE IN RETE PER LA SALUTE MENTALE Edizione 2015 Il training alle abilità sociali e l auto aiuto come strumenti di riabilitazione e inclusione sociale Dr.ssa Mariella Battipaglia Diagnosi

Dettagli

AIUTARE I BAMBINI DOPO UN TERREMOTO

AIUTARE I BAMBINI DOPO UN TERREMOTO AIUTARE I BAMBINI DOPO UN TERREMOTO E stato terribile, la mia casa è distrutta, il tetto è rimasto su solo sopra la mia camera.. Aspetti che tutto crolli. Quando ci sono state le altre scosse, pensavo

Dettagli

DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE Classificazione (DSM-IV American Psychiatric Association 1994) Anoressia nervosa Bulimia nervosa Disturbi dell alimentazione non altrimenti specificati (NAS) Binge

Dettagli

Indicazioni di Buona Pratica Clinica nella Depressione Perinatale Prevenzione, diagnosi e trattamento della psicopatologia perinatale

Indicazioni di Buona Pratica Clinica nella Depressione Perinatale Prevenzione, diagnosi e trattamento della psicopatologia perinatale Dipartimento di Neuroscienze Direttore: Prof. Claudio Mencacci Corso di Porta Nuova 23, 20121 Milano Tel. 0263631 Indicazioni di Buona Pratica Clinica nella Depressione Perinatale Prevenzione, diagnosi

Dettagli

CONVEGNO FISM SIRACUSA 27 NOVEMBRE 2010

CONVEGNO FISM SIRACUSA 27 NOVEMBRE 2010 CONVEGNO FISM SIRACUSA 27 NOVEMBRE 2010 INTERCULTURA PARITARIA: STRUMENTI E TECNICHE PSICOLOGICHE DI COMUNICAZIONE PER FAVORIRE L INCLUSIONE E LA RECIPROCITA mariellabianca psicoterapeuta analista transazionale

Dettagli

QUESTIONARIO DI EFFICACIA DELL INCONTRO. La valutazione dovrà essere espressa in scala da 1 (per niente) a 5 (pienamente).

QUESTIONARIO DI EFFICACIA DELL INCONTRO. La valutazione dovrà essere espressa in scala da 1 (per niente) a 5 (pienamente). QUESTIONARIO DI EFFICACIA DELL INCONTRO Gentile genitore, le sottoponiamo il presente questionario anonimo al termine dell incontro a cui ha partecipato. La valutazione da lei espressa ci aiuterà a capire

Dettagli

Depressione e adolescenza di S. Di Salvo, S. Cavalitto e A. Martinetto

Depressione e adolescenza di S. Di Salvo, S. Cavalitto e A. Martinetto Associazione per la Ricerca sulla Depressione C.so G. Marconi 2 10125 Torino Tel. 011-6699584 Sito: www.depressione-ansia.it Depressione e adolescenza di S. Di Salvo, S. Cavalitto e A. Martinetto Nella

Dettagli

CORPOREITA E IDENTITA : INTERVENTI DI SOSTEGNO AL CAMBIAMENTO E PREVENZIONE DELLO STRESS

CORPOREITA E IDENTITA : INTERVENTI DI SOSTEGNO AL CAMBIAMENTO E PREVENZIONE DELLO STRESS CORPOREITA E IDENTITA : INTERVENTI DI SOSTEGNO AL CAMBIAMENTO E PREVENZIONE DELLO STRESS Vanda Braida 14/05/2015 Shabkar CHE COSA SONO? COME SI MANIFESTANO? COME SI PREVENGONO? COME SI AFFRONTANO? I disturbi

Dettagli

Torino 6 novembre 2013 RICONOSCERE E COMPRENDERE I RAGAZZI CON MUTISMO SELETTIVO

Torino 6 novembre 2013 RICONOSCERE E COMPRENDERE I RAGAZZI CON MUTISMO SELETTIVO Torino 6 novembre 2013 RICONOSCERE E COMPRENDERE I RAGAZZI CON MUTISMO SELETTIVO La caratteristica fondamentale del MS è la persistente incapacità di parlare in situazioni sociali specifiche (per es. a

Dettagli

L importante è... ...evitare gli eccessi. Guida al gioco. ...divertirsi responsabilmente!...prevenire il gioco minorile!

L importante è... ...evitare gli eccessi. Guida al gioco. ...divertirsi responsabilmente!...prevenire il gioco minorile! L importante è......evitare gli eccessi...divertirsi responsabilmente!...prevenire il gioco minorile! Guida al gioco RESPONSABILE RISERVATO AL RICEVITORE aams aams aams Per diffondere il gioco responsabile,

Dettagli

PROBLEMATICHE PSICOLOGICHE nella MALATTIA di PARKINSON

PROBLEMATICHE PSICOLOGICHE nella MALATTIA di PARKINSON PROBLEMATICHE PSICOLOGICHE nella MALATTIA di PARKINSON D O T T. S S A L U C I A C R E T E L L A PROBLEMATICHE PSICOLOGICHE nella MALATTIA di PARKINSON -Problemi psicologici correlati alla malattia (che

Dettagli

Istruzioni per l uso

Istruzioni per l uso Istruzioni per l uso Un periodo ristretto nel tempo di restrizioni alimentari per dimagrire o curare / prevenire una patologia Modo di alimentarsi, abitudine alimentare Siamo programmati per ingrassare

Dettagli

I DISTURBI DELL ALIMENTAZIONE

I DISTURBI DELL ALIMENTAZIONE I DISTURBI DELL ALIMENTAZIONE Cosa sono? Come affrontarli? Peso, forma del corpo, alimentazione Scuola Famiglia Altro Peso, forma del corpo, alimentazione Scuola Famiglia Sport Musica Amici Pittura Altro

Dettagli

Conflitto e mediazione tra pari: una proposta per prevenire e gestire il bullismo Dott. Mirko Q. Antoncecchi

Conflitto e mediazione tra pari: una proposta per prevenire e gestire il bullismo Dott. Mirko Q. Antoncecchi Conflitto e mediazione tra pari: una proposta per prevenire e gestire il bullismo Dott. Mirko Q. Antoncecchi Introduzione al fenomeno. Il bullo è un individuo che usa la propria forza o il proprio potere

Dettagli