1. PREMESSA GENERALE ANALISI DI CONTESTO ELEMENTI DI ATTRAZIONE TURISTICA DEL TERRITORIO...11

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2 INDICE 1. PREMESSA GENERALE...3 TITOLO I. Analisi di contesto 2. ANALISI DI CONTESTO ELEMENTI DI ATTRAZIONE TURISTICA DEL TERRITORIO ANALISI DEI FLUSSI: ARRIVI E PRESENZE NEL DISTRETTO IL TURISMO IN PROVINCIA DI SIRACUSA ANALISI SWOT ANALISI DI POSIZIONAMENTO DI MARKETING...55 TITOLO II. Il Piano di Sviluppo Turistico 3. STRATEGIA DI SVILUPPO TURISTICO LE LINEE STRATEGICHE DI SVILUPPO GLI ASSI DELLA STRATEGIA DEL DISTRETTO PROGRAMMA DETTAGLIATO DELLE AZIONI DI SVILUPPO ASSE 1: I TURISMI ASSE 2: QUALIFICAZIONE E RIQUALIFICAZIONE TURISTICA ASSE 3: AMBIENTE ASSE 4: INFRASTRUTTURAZIONE ASSE 5: IDENTIFICABILITA E COMUNICAZIONE PROGRAMMA FINANZIARIO E CRONOGRAMMA DEGLI INTERVENTI 2

3 1. PREMESSA GENERALE Nel corso di questi ultimi anni a Siracusa è cresciuta la consapevolezza che il futuro del proprio territorio è inesorabilmente legato alla capacità di riconvertire l'economia oggi fortemente legata all'industria del polo petrolchimico, attivando azioni di valorizzazione delle risorse ambientali e culturali esistenti. Siracusa, Noto, Palazzolo Acreide, le aree naturalistiche etc, costituiscono uno straordinario complesso ambientale, architettonico e urbano, il cui stato di conservazione ed integrità, malgrado il disordinato sviluppo urbano del dopoguerra, non ha pari nel Mezzogiorno d Italia. Ortigia è una perla dimenticata che rappresenta un opportunità per la riorganizzazione e la valorizzazione dell intero comprensorio turistico di Siracusa che si estende sino al Val di Noto e che costituisce il distretto culturale più ricco della Sicilia. La straordinaria condizione di conservazione e integrità ambientale insieme: a una importantissima offerta turistica culturale, all'ottima qualità della vita, alla vicinanza con l'aeroporto di Catania, costituiscono le chance per invertire le dinamiche di sviluppo industriale creando un sistema turistico culturale di rango internazionale. Il presente progetto è il frutto di un lavoro di raccordo e concertazione che la Provincia Regionale di Siracusa ha fattivamente avviato, nel corso dell ultimo biennio, con i Comuni e i soggetti pubblici e privati impegnati nel settore del turismo. In virtù delle recenti esperienze di promozione integrata del territorio, si ritiene giunto il momento di proporre il riconoscimento del Distretto Turistico Territoriale Siracusa e Val di Noto, ai sensi del D.A. n. 4 del 16/02/2010. L ambito territoriale di riferimento è caratterizzato da forte vocazione turistica, da una variegata e qualificata offerta turistica e di beni culturali e ambientali, da una vasta gamma di prodotti tipici sia dell agricoltura che dell artigianato locale. 3

4 Oggi il mercato del turismo è sempre più selettivo e maturo e richiede vere e proprie politiche di marketing, tese a tracciare in modo chiaro e riconoscibile l'identità del prodotto turistico locale; occorre quindi rafforzare il "prodotto" valorizzando, in modo integrato, i vari punti d'eccellenza e i diversi anelli della filiera. Per fare ciò diventa necessario, nonché indispensabile, una strategia complessiva volta a sostenere le attività ed i processi di aggregazione e di integrazione tra tutti gli operatori pubblici e privati del settore turistico, siano essi indistintamente imprese turistiche che enti locali ed istituzioni. Occorre programmare, concertare ed attuare tutta una serie di interventi necessari alla qualificazione dell offerta turistica urbana e territoriale del distretto, attraverso l elaborazione di una strategia che punti alla individuazione e valorizzazione della Destinazione Turistica, intesa come elemento attrattivo e catalizzatore del futuro sviluppo turistico del territorio. Si tratta quindi di mettere a sistema la totalità delle risorse del territorio in un ottica di rete capace di realizzare e soddisfare le aspettative del turista e, al contempo, di assicurare la sostenibilità economica, ambientale e socio-culturale del territorio, contribuendo alla creazione di prosperità e sviluppo economico in un orizzonte temporale di medio e lungo periodo. L idea base per la realizzazione del Distretto Turistico Siracusa e Val di Noto nasce dalla considerazione di integrare e convertire le risorse appartenenti al territorio in un ottica di valorizzazione turistica sostenibile, capace di trasformare il patrimonio storico, artistico, architettonico, urbanistico e naturalistico di un comprensorio così ricco, come appunto quello della Provincia di Siracusa, in risorsa per la crescita dell economia e della società in esso insediate. Il disegno strategico è quello di istituire all interno del territorio un nuovo sistema di relazioni che integri il processo di valorizzazione delle dotazioni culturali, sia materiali che immateriali, con le infrastrutture e gli altri settori produttivi ad esso connesse, comunicando all esterno la preziosità e unicità del patrimonio, potenziandone il vantaggio competitivo. Si tratta di creare un modello organizzativo a medio e lungo termine volto a pianificare un offerta turistica integrata mettendo a sistema le prerogative degli enti locali e del Pubblico in generale, con le capacità e le risorse del privato, condividendo obiettivi e strategie, definendo regole e ruoli. Una strategia territoriale richiede infatti uno sforzo collettivo mirato a ripensare il destino di un territorio e a tradurre i risultati in priorità per investimenti localizzati, misure di conservazione e tutela, scelte infrastrutturali e principi di regolazione dell uso del suolo secondo modelli innovativi 4

5 che tengano conto delle tendenze evolutive del mercato e del forte legame tra pianificazione e salvaguardia dei beni e dell incolumità delle popolazioni (protezione civile). Tale disegno strategico rappresenta la naturale prosecuzione del lavoro avviato dalla Provincia Regionale di Siracusa con l istituzione della Cabina di Regia del Turismo attraverso la sottoscrizione di una convenzione tra Provincia e Comuni per avviare una programmazione unitaria della promozione del Turismo che favorisca lo sviluppo economico del territorio. La Provincia di Siracusa è ed è stata interessata negli ultimi anni dall intrecciarsi di diversi programmi ed iniziative tese allo sviluppo del territorio. Faremo un rapido excursus delle iniziative più rilevanti: PATTO TERRITORIALE della Provincia di Siracusa, approvato con delibera CIPE del 18/12/96, è il primo Patto approvato dallo Stato. L obiettivo concertato del Patto ha individuato quattro linee di sviluppo: a) attività connesse alla vocazione turistica; b) utilizzo delle opportunità del settore agroindustriale; c) utilizzo della cultura industriale esistente per contrastare i processi di deindustrializzazione del polo petrolchimico; d) crescita dei servizi alle PMI di tutti i settori. SOVVENZIONE GLOBALE per la provincia di Siracusa. Le misure previste sono state: a) sostegno alle iniziative di stimolo all attività economica; b) sviluppo innovativo delle imprese; c) aiuti agli investimenti. PIANO INTEGRATO D AREA per la Provincia di Siracusa, stipulato con un Protocollo d intesa tra l Associazione Mecenate 90, Assessorato Regionale ai Beni Culturali, Assessorato Regionale al Turismo, Provincia Regionale di Siracusa, Azienda Autonoma Provinciale per l Incremento Turistico di Siracusa, Camera di Commercio di Siracusa e Assindustria di Siracusa con l obiettivo di predisporre un Piano di interventi per lo sviluppo del sistema turisticoculturale della provincia di Siracusa che vede il coinvolgimento di soggetti privati con forme di project financing. Il Piano è articolato nei seguenti tre punti: a) formulazione di una mappa ragionata delle risorse culturali disponibili; 5

6 b) individuazione e definizione di specifiche aree d intervento nel settore turistico-culturale ed ambientale della provincia; c) definizione di un Piano degli Interventi della provincia di Siracusa, finalizzato alla valorizzazione ed al potenziamento del sistema di accoglienza turistico- culturale del territorio provinciale e collegato al Piano nazionale Restauro Italia, nella misura in cui lo stato d avanzamento di quest ultimo lo renderà possibile. Il programma comunitario URBAN per Ortigia, che ha previsto la rivitalizzazione socioeconomica del centro storico di Siracusa, al fine di migliorare in modo durevole le condizioni di vita dei suoi abitanti. Gli obiettivi generali che il programma si è posto sono stati, in sintesi: a) sottrarre il centro storico alla sua attuale condizione di marginalità urbana, promuovendone le specifiche vocazioni turistiche, economiche, culturali e rilanciando l immagine di Ortigia su scala internazionale; b) migliorare le condizioni ambientali di sicurezza dei suoi abitanti, intervenendo sulle situazioni di maggiore rischio sociale (microcriminalità, abbandono della scuola, tossicodipendenza, disoccupazione, emarginazione); c) incentivare e supportare il processo di recupero abitativo e di adeguamento antisismico del patrimonio edilizio esistente. Il programma comunitario TERRA, attraverso il progetto DIAS, si proponeva di realizzare in partenariato con la regione di Creta (Grecia) ed un comprensorio di Comuni della provincia di Alicante (Spagna) delle azioni pilota miranti alla protezione dell ambiente e dei beni culturali, nonché allo sviluppo di forme innovative di turismo. L azione di cui il Comune di Siracusa è capofila mira a valorizzare la ricettività diffusa extralberghiera ottenuta nell ambito dei tre paesi partner attraverso il recupero, la rifunzionalizzazione ed il riuso di immobili di pregio, creando un organismo transnazionale di coordinamento (G.E.I.E.) volto alla promocommercializzazione congiunta delle tre offerte turistico-ricettive ed al conseguente scambio di flussi turistici, con l intesa di allargare il partenariato esistente ad altri contesti sia comunitari che extraeuropei. P.R.U.S.S.T. (Programmi di riqualificazione urbana per lo sviluppo sostenibile del territorio), intitolato Le economie del Turismo, con capofila la Provincia Regionale di Siracusa con il Comune Capoluogo che rappresenta quasi la metà degli investimenti proposti. Gli interventi di riqualificazione urbana si muovono su più assi. Per quanto riguarda il settore attinente lo sviluppo turistico, gli interventi si possono sintetizzare all interno di quattro specifiche tipologie: 6

7 a) salvaguardia, recupero, rifunzionalizzazione e riuso del patrimonio edilizio urbano e rurale a fini turistico-ricettivi; b) interventi per le infrastrutture turistiche e di accoglienza; c) interventi per le aree archeologiche e beni culturali; d) interventi per lo sviluppo del polo turistico-culturale della Sicilia sud-orientale. Per quanto attiene il settore riguardante la riqualificazione ambientale, gli interventi si possono sintetizzare all interno di cinque specifiche tipologie: a) interventi di ristrutturazione industriale e la mitigazione del rischio ambientale; b) interventi per le infrastrutture e la riqualificazione delle aree urbane; c) interventi per le infrastrutture e la riqualificazione delle aree rurali; d) ottimizzazione del sistema degli assi viari e dei trasporti; e) ammodernamenti delle aree industriali e riduzione dell impatto ambientale. Per quanto afferisce il settore che concerne la cooperazione locale allo sviluppo dell iniziativa privata ed alla promozione nel contesto internazionale, gli interventi possono essere sintetizzati all interno di due specifiche tipologie: a) interventi per l imprenditoria locale; b) interventi per l internazionalizzazione delle attività artigianali, turistiche e culturali. LEADER, programma comunitario che ha finanziato tre società consortili miste a maggioranza di capitale pubblico dislocate nel territorio provinciale (Leontinoi per la zona nord, Eloro per la zona sud e Val d Anapo per la zona ovest) con lo scopo di favorire lo sviluppo socioeconomico in ambito rurale. PATTI AGRICOLI, sono stati individuati nelle zone dei tre programmi Leader della provincia. P.I.T. - Progetto Integrato Territoriale, ne sono stati finanziati due nella provincia di Siracusa, che su Siracusa prevede azioni integrate per il potenziamento dell'offerta turisticoculturale attraverso la realizzazione di interventi di recupero e riqualificazione urbana e per la fruizione del patrimonio storico-artistico-architettonico. PROGETTO D AREA DI SIRACUSA MASTER PLAN DI ORTIGIA costituiscono un insieme integrato di proposte ed iniziative che individuano le strategie generali per promuovere azioni di sviluppo economico per lo sviluppo turistico integrato dell area iblea, nonché per delineare uno specifico Master Plan di interventi prioritari su Siracusa-Ortigia. Le azioni d intervento del Progetto d Area sono: a) creazione di nuova offerta ricettiva; b) riqualificazione del sistema dei beni culturali ed ambientali; 7

8 c) restauro delle emergenze monumentali; d) adeguamento dei servizi pubblici e privati; e) incentivazione alla creazione di nuove iniziative imprenditoriali e micro-imprenditoriali; f) realizzazione di una rete di servizi turistici; g) potenziamento delle infrastrutture e della viabilità. PIANO TERRITORIALE PROVINCIALE (PTP) è lo strumento di Pianificazione generale della Provincia Regionale di Siracusa e si configura come uno strumento di area vasta che ha degli effetti diretti e prescrittivi nel territorio provinciale. Lo scopo del Piano Territoriale Provinciale è quello di rendere esplicite e sostenere sul piano tecnico quelle politiche sistematiche di riequilibrio territoriale che l Ente Provincia è chiamato a coordinare. PIANI STRATEGICI. Si tratta di uno strumento aggiuntivo e non sostitutivo di pianificazione territoriale tramite il quale le città, anche superando i limiti territoriali degli strumenti di pianificazione urbanistica, orientano le policy territoriali verso obiettivi condivisi. Ne sono stati finanziati tre nella provincia di Siracusa quelli di Augusta, Avola e Siracusa. I primi due interessano un ambito territoriale di area vasta intercomunale mentre l'ultimo riguarda la sola area urbana. In particolare: Piano Strategico Thapsos Megara Hyblon Tukles : Augusta (Comune Capofila), Priolo Gargallo, Melilli, Buccheri, Buscemi, Canicattini Bagni, Cassaro, Ferla, Floridia, Solarino, Palazzolo Acreide, Sortino, Lentini, Carlentini, Francofonte; Piano Strategico "Città per lo Sviluppo": Avola (Comune Capofila), Noto, Pachino, Rosolini, Ispica, Pozzallo, Portopalo di Capo Passero; Piano Strategico "Innova Siracusa 2020": Comune di Siracusa. Nell'ambito del processo di concertazione territoriale le Amministrazioni coordinatrici dei rispettivi Piani Strategici, nonché la Provincia di Siracusa, quale soggetto rappresentante della coalizione PIR "Archimede", hanno convenuto sulla necessità di stipulare un protocollo d'intesa. L'obiettivo previsto dall'accordo sottoscritto è quello di ricercare ed individuare la coerenza nelle strategie di integrazione dei rispettivi piani ed esperienze di cooperazione interistituzionale per lo sviluppo locale in atto, pervenendo, attraverso il coordinamento dei 3 piani in fase di redazione ad un livello di pianificazione strategica provinciale. Il perseguimento di tale obiettivo avviene, operativamente, attraverso l'attivazione di un Comitato Tecnico-Scientifico di supporto al coordinamento dei Piani Strategici. 8

9 Il compito principale del Comitato Tecnico Scientifico è quello di coordinare, a livello provinciale, i tre percorsi di pianificazione strategica, in modo da giungere alla definizione di un piano strategico provinciale di II livello, in cui trovino integrazione e reciproca connessione i diversi piani di sub-area. A fronte di tale e tanta progettualità pregressa, appare giunto il momento di tirare le somme e impostare una strategia unitaria a carattere territoriale che possa coinvolgere tutti gli operatori pubblici e privati della provincia di Siracusa e definire le basi per uno stabile e duraturo sviluppo del territorio. Due fenomeni caratterizzano oggi le relazioni tra territori e processi di sviluppo economico, con particolare riferimento alla crescente competizione tra regioni che cercano di attrarre risorse e investimenti. Il primo è il ruolo crescente delle specificità locali nel determinare la capacità d attrazione di un territorio in quanto le caratteristiche intrinseche dei luoghi e i sistemi insediativi, nella loro costante interazione con le strutture sociali, determinano differenze fondamentali nel favorire o scoraggiare i processi di sviluppo. Le future strategie territoriali devono quindi essere immaginate e attuate prendendo in considerazione le caratteristiche specifiche delle risorse umane e territoriali disponibili nel contesto di riferimento. Il secondo è costituito dalla crescente importanza che viene attribuita alle risorse definibili come non materiali ovvero quelle relative alla dotazione di servizi rari, all offerta culturale, alla presenza di attività legate ad una fruizione del tempo libero di elevata qualità. Si tratta di condizioni particolarmente apprezzate soprattutto tra gli esponenti delle classi sociali che svolgono funzioni centrali nella cosiddetta nuova economia, cioè coloro i quali svolgono funzioni dirigenziali e produttive ad alto valore aggiunto ed elevato contenuto creativo. Un territorio abbondantemente dotato di tali risorse come lo è la Provincia di Siracusa può ambire ad un ruolo primario in questo nuovo scenario socio-economico. Tuttavia, le strategie finalizzate alla competizione territoriale sono state spesso caratterizzate da un atteggiamento di imitazione di obiettivi ed azioni già intrapresi in altri luoghi, senza tenere nella dovuta considerazione la complessità e la specificità degli aspetti territoriali, limitando quindi la ricerca di soluzioni innovative. Si rischia così di applicare in modo acritico soluzioni relative a 9

10 processi di rigenerazione territoriale sviluppate altrove senza proporre un approccio correttamente radicato nella realtà locale. Una strategia efficace richiede non solo il miglioramento dei tradizionali elementi su cui si basa la competizione territoriale, come ad esempio la dotazione infrastrutturale, ma anche altre azioni mirate ad incrementare la coesione sociale definendo, quindi, un ben congegnato mix di azioni competitive e non competitive. A tale prospettiva si ricollega il ruolo di coordinamento svolto dalla Provincia Regionale di Siracusa nel processo di costituzione del Distretto Turistico Territoriale Siracusa e Val di Noto. 10

11 2. ANALISI DI CONTESTO Inquadrare le linee di tendenza che caratterizzano il turistico non vuol dire solamente analizzare le evoluzioni di un comparto industriale. Il turismo coinvolge inevitabilmente il territorio e il contesto locale- e qualche volta anche a livello superiore - nel quale si svolge e si vende. Possiamo quindi oggi definire le linee strategiche di programmazione e investimento nel settore turistico solamente incardinandole all interno del più generale tema dello sviluppo locale. Per inquadrare un territorio dal punto di vista turistico risulta allora necessario ampliare il raggio di osservazione a tendenze e dinamiche più generali, in modo da chiarire il contesto territoriale, economico, sociale, ambientale, in cui si vuole costruire un sistema turistico propriamente detto. 2.1 ELEMENTI DI ATTRAZIONE TURISTICA DEL TERRITORIO Il territorio della Sicilia Sud Orientale è una complessa stratificazione di risorse storico-culturali che insistono su un contesto paesaggistico altrettanto complesso ed esteticamente significativo. I caratteri dell identità del territorio della Sicilia Sud Orientale e più precisamente della provincia di Siracusa sotto il profilo ambientale e culturale sono il risultato dell interazione di alcune condizioni specifiche: la peculiarità geomorfologica, dovuto in primo luogo alla presenza dell altopiano Ibleo, la cui struttura geologica è stata modellata nel tempo dalle profonde incisioni dei corsi d acqua, nei cui siti oggi si ritrovano le più rilevanti risorse di tipo naturalistico e ambientale; la densità di siti di antica fondazione, riconducibili a diversi cicli di civilizzazione (dalla tarda età del bronzo), ma la cui diffusione ha avuto grande impulso in seguito alla fondazione di Siracusa (VIII a.c.) e delle successive fasi di colonizzazione; il reticolo di centri urbani di rifondazione tardo-barocca, in seguito al terremoto del Val di Noto del 1693; un insieme di risorse culturali diffuse, date in primo luogo dalla presenza di paesaggi colturali tradizionali e beni architettonici ed etno-antropoligici diffusi, che in alcuni ambiti presentano una densità in grado di connotare fortemente il paesaggio. 11

12 In una logica di pianificazione strategica e di attivazione di processi di sviluppo locale a lungo termine, gli elementi generativi del paesaggio culturale della provincia di Siracusa che abbiamo identificato si configurano come risorse territoriali strategiche in una duplice accezione. Da un lato, come componenti costitutive di una identità territoriale riconoscibile, in grado di alimentare l attrattività del territorio a favore di abitanti, imprese ed istituzioni e di condizionarne il modello di sviluppo futuro. Dall altro, come nodi di un sistema di offerta in grado di collocarsi nel mercato del turismo culturale, ed essere in grado di alimentare una diversificazione qualitativa dell economia locale. La virtuosa interazione tra queste due dimensioni dell identità territoriale si è rivelata una condizione di successo di numerosi sistemi socio-territoriali a forte radicamento territoriale (per rimanere solo al caso italiano, si pensi a contesti territoriali come il Chianti o le Langhe) e si ritiene possa essere una direzione praticabile per i processi di pianificazione strategica in atto sul territorio. Le componenti del paesaggio culturale del territorio della provincia di Siracusa che sono maggiormente significativi ai fini di una pianificazione strategica orientata ad attivare politiche di valorizzazione sono riconducibili a quattro tipologie: (a) i siti ad alta naturalità; (b) i siti ed i parchi archeologici; (c) i centri storici monumentali, con i relativi sistemi di offerta museale; (d) gli attrattori paesaggistici. Tali nodi primari convivono, in stretta integrazione ambientale, con un paesaggio colturale caratterizzato da un insieme di produzioni agroalimentari di qualità, le quali costituiscono segmenti decisivi per integrare l offerta di turismo culturale. Tali produzioni costituiscono un cospicuo valore aggiunto nella valorizzazione delle risorse territoriali che abbiamo identificato, in quanto tendono a produrre l immagine di un paesaggio culturale complesso che, nel suo insieme, si configura come veicolo per il marketing turistico-culturale. Le tendenze in atto nella progettualità locale, in relazione alle strategie di valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale, mostrano una spinta alla convergenza verso alcune filiere a più forte coesione territoriale, ma anche una generale debolezza nella capacità di promuovere il Val di Noto o il più ampio contesto della Sicilia SudOrientale nel suo insieme. Avendo come riferimento il 12

13 patrimonio di esperienze accumulato nel campo dello sviluppo locale e nella progettazione territoriale strategica, i sistemi locali che appaiono più visibilmente ancorati a specifici asset territoriali, e che sono in grado di promuovere per essi più strutturate politiche di valorizzazione, sono: il sistema di Siracusa città, dominato dall identità del suo patrimonio archeologico, a cui negli ultimi anni si è cercato di integrare una serie di identità collaterali legate al centro storico di Ortigia, alle risorse naturalistiche e ambientali della costa, al turismo religioso; l ecodistretto del Val D Anapo, in cui è visibile una continuità di intenti progettuali nel raccordare le opportunità offerte dai maggiori attrattori culturali e ambientali (Pantalica e Val D Anapo) con un sistema diffuso di risorse (ricettive e produttive) legate allo sviluppo rurale; il sistema locale Eloro, incardinato sul sistema di offerta della città di Noto e rivolto a rafforzare i legami progettuali con le risorse produttive legate allo sviluppo rurale. > Siti ad alta naturalità ITINERARIO RETE NATURA 2000 Monti Iblei Cavagrande del Cassibile Riserva di Pantalica e Valle dell'anapo Fiume Ciane Oasi di Vendicari Area marina protetta del Plemmirio Monti Iblei Il complesso montuoso degli Iblei è costituito dal massiccio calcareo carsico (Tavolato ibleo) ubicato all estremità sud-orientale della Sicilia, a cavallo tra le province di Catania, Ragusa e Siracusa, cha a partire da quota m, in corrispondenza dei rilievi basaltici di Monte Lauro (antico vulcano spento), va gradualmente a degradare verso sud e verso est fino al livello del mare. Nel territorio sono presenti numerose cave o canyon che, specialmente nel siracusano, si presentano con dirupi e strapiombi inaccessibili, grotte un tempo sommerse dal mare che custodiscono reperti fossili spesso rari, grotte stalattitiche ancora intatte e ricche di policrome concrezioni calcaree, ripari 13

14 naturali di natura eolica, rara fauna selvatica e fitta vegetazione con frutti e bacche commestibili, erbe officinali e spesso con limpidi corsi d`acqua a fondo valle. Nel settore orientale dei Monti Iblei si erge la formazione dei Monti Climiti la cui caratteristica principale, oltre alle cave, è la presenza di numerose grotte importanti per la paleontologia, poiché al loro interno sono stati rinvenuti un gran numero di fossili (invertebrati marini lamellibranchi e gasteropodi ed echinodermi di varie specie) e di resti ossei della fauna siciliana esistente ai tempi delle glaciazioni (elefanti nani, ghiri giganti, rettili terrestri e marini). Pregevoli valori ambientali del comprensorio ibleo sono rappresentati dalle quercete delle zone collinari e montane e delle cave maggiori, dalla Macchia mediterranea che riveste le pareti delle cave, dalla vegetazione ripariale e sommersa dei fiumi, dai complessi ecosistemi di questi e delle zone umide costiere, in alcuni lembi di costa con la tipica vegetazione a Gariga. I corsi d acqua principali che traggono origine dalla catena dei Monti Iblei sono l Acate (o Birillo), l Irminio, il Tellaro, l Anapo e il Tellesimo che procedendo da monte verso valle si snodano lungo valli anguste e strette fra le rocce calcaree degli altipiani. Nell ambito del territorio dei Monti Iblei ricadono 16 Siti Natura 2000 (SIC e ZPS) tra cui Cava Grande del Cassibile e la Valle del Fiume Anapo che, in molti casi, rientrano nei territori delle Riserve Naturali siciliane. Cava Grande del Cassibile La Riserva Naturale Orientata di Cava Grande si estende in territorio di Avola, Siracusa e Noto. La Riserva è costituita da un profondo vallone (canyon) formatosi dall azione erosiva dello scorrere delle acque del fiume Cassibile sul tavolato calcareo dei Monti Iblei. Ha una lunghezza di circa 10 chilometri e raggiunge in alcuni punti la profondità di 250 metri. Essa rappresenta una vera e propria isola naturale all interno di un contesto fra i più antropizzati della Sicilia e certamente, dal punto di vista morfologico e paesaggistico, è la valle più spettacolare di tutto l altipiano ibleo. Risulta caratterizzata da una vegetazione riparia a Platanus orientalis e salici, da una peculiare vegetazione rupicola, da dense leccete e da vegetazione steppica, che ospitano numerose specie endemiche. Un altro aspetto tipico di Cava Grande del Cassibile è la presenza di una grande varietà di Orchidee (in tutto 7 generi diversi) che nascono spontanee in ogni parte della Riserva. La Cava, rappresenta per molti vertebrati un vero e proprio sito di rifugio e nidificazione, consentendo la sopravvivenza e la riproduzione di specie, quali l istrice, la martora, numerosi rapaci diurni e notturni, la testuggine terrestre, la testuggine d acqua, il colubro leopardino e la raganella, che, altrimenti, difficilmente sarebbero presenti nell entroterra ibleo. Lungo il fondo valle, si 14

15 osservano numerosi laghetti intervallati a piccole cascate e balze rocciose. Lungo le pareti rocciose, nell'ultimo tratto della Cava, sono scavate oltre tombe "a grotticelle artificiali" (sec. XI- IX a. C.) che formano la Necropoli del Cassibile. La Riserva è anche un Sito della Rete Natura 2000 individuato dal codice ITA La vegetazione naturale è piuttosto degradata ed è rappresentata soprattutto da praterie ad Ampelodesmos mauritanicus e da garighe ad erica e rosmarino. Le formazioni forestali più frequenti e ancora ben conservate sono quelle ripariali a Platanus orientalis e Salix pedicellata, mentre piuttosto rari sono i boschi sempreverdi a Quercus ilex. Le pareti rocciose ospitano una vegetazione casmofila molto specializzata e ricca di specie endemiche e rare, appartenenti al Dianthion rupicolae. Significativi, anche se poco frequenti, sono le formazioni igrofile ad elofite dei Phragmito-Magnocaricetea e quelle legate alle pareti stillicidiose ad Adiantum capillus-veneris e Pteris vittata. Fiume Ciane La Riserva Naturale Fiume Ciane e Saline di Siracusa è costituita da saline ormai abbandonate (anni 80), con presenza di vegetazione alofila che resiste all'alta salinità delle acque, e dal fiume Ciane circondato da ricchissima vegetazione ripariale. Il Ciane, il cui alveo è in parte naturale e in parte artificiale, deve il suo nome al colore delle acque (cyanos: azzurro). Sulle sponde del fiume sono presenti esemplari di papiro, alti diversi metri, di cannuccia di palude e di giaggiolo acquatico. Il fiume Ciane può essere risalito dalla foce mediante delle barche a remi. Gli uccelli migratori che due volte l anno si spostano sulla direttrice Nord-Sud, sostano in quest area prima di ripartire per completare il loro viaggio. Specie caratteristiche, facilmente osservabili sono: il cavaliere d'italia, il porciglione, il tarabusino, la gallinella d'acqua, l airone cinerino, la spatola, la garzetta, il falco di palude (circa 150 specie osservate). Sul litorale sabbioso abbondano i resti di Posidonia oceanica. La Riserva è anche un Sito della Rete Natura 2000 individuato dal codice ITA Saline di Siracusa e Fiume Ciane. Gli aspetti vegetazionali più interessanti presenti nel Sito sono quelli legati ai corsi d acqua, rappresentati da fragmiteti ricci in Cyperus papyrus spp. siculus, in cui questa ciperacea ha la sua popolazione più importate in Sicilia. Lungo il corso d acqua sono presenti formazioni a idrofite sommerse e galleggianti ben differenziate e ricche floristicamente. Le aree palustri salmastre ospitano, invece, una vegetazione alofita abbastanza ricca e diversificata con estese superfici ricoperte da associazioni annuali e perenni. La maggior parte dell area è, comunque, interessata da coltivazioni sia erbacee che legnose, soprattutto agrumeti. 15

16 Riserva di Pantalica e Valle dell Anapo La Riserva di Pantalica, Valle dell Anapo e Torrente Cava Grande, localizzata nei territori di Sortino, Ferla, Cassaro, Buscemi e Palazzolo Acreide, è un comprensorio di notevole interesse naturalistico. Il sito mostra un elevato valore naturalistico e paesaggistico, per la presenza di profonde valli, localmente dette cave, che ospitano esempi ben conservati di vegetazione forestale, ripariale, rupicola e igrofila, ormai divenuti piuttosto rari e frammentati nel resto dell area iblea. Qui si trovano anche diverse entità che nell area regionale sono rare o ritenute di rilevante interesse fitogeografico. La fauna vertebrata non presenta emergenze faunistiche di particolare rilievo, a parte alcune eccezioni relative all ornitofauna. Tuttavia, la valle rappresenta per molti Vertebrati un vero e proprio sito di rifugio e nidificazione, consentendo la sopravvivenza e la riproduzione di specie come l Istrice, la Martora, numerosi Rapaci diurni e notturni, la Testuggine terrestre, la Testuggine d acqua, il Colubro leopardino e la Raganella, che, altrimenti, difficilmente sarebbero presenti nell entroterra ibleo. La fauna invertebrata è ricca di numerose specie endemiche e/o rare, stenotope e stenoecie di elevatissimo valore scientifico. Proprio in questa fauna si trovano alcuni degli elementi che appartengono al contingente più antico della fauna siciliana, salvatosi, almeno parzialmente, a seguito del lungo isolamento geografico di questa area durante i periodi geologici recenti (Pliocene e Pleistocene). Di particolare pregio risulta la fauna legata agli ambiti golenali, dei quali permangono ampi tratti in buono ed ottimo stato di conservazione, che rappresentano una delle maggiori peculiarità del sito. Da rilevare, infine, la presenza della Salmo (Trutta) macrostigma, per la quale l Anapo rappresenta uno dei pochi siti noti per la Sicilia. Il Fiume Anapo nasce nel territorio di Palazzolo Acreide dalle sorgenti di Guffari sul Monte Lauro; nel comune di Palazzolo Acreide la valle dell'anapo assume la caratteristica conformazione a canyon, incassandosi in tortuosi meandri con ripide e strette pareti (gole di Pantalica). All interno della Riserva ricade, in contrada Giambra nel territorio di Sortino, la necropoli di Pantalica, una delle più estese del Mediterraneo con migliaia di tombe distribuite lungo la parete rocciosa, usata dalla preistoria all'epoca paleocristiana. La Riserva comprende anche un Sito della Rete Natura 2000 individuato dal codice ITA Valle del F. Anapo, Cava Grande del Cacinara, Cugni di Sortino. Significativa è in questo Sito la presenza di formazioni forestali di notevole interesse e valore naturalistico, rappresentate soprattutto da leccete termofile e mesofile, da boschi misti di leccio e Ostrya carpinifolia, da querceti 16

17 caducifoglie a Quercus virgiliana, diffusi soprattutto su substrati basaltici e da boschi ripariali a Platano orientale e salici. Inoltre, le spettacolari pareti rocciose ospitano una ricca e interessante vegetazione casmofila in cui si localizzano numerose specie rare o endemiche, mentre nelle stazioni rupestri più ombreggiate e umide si sviluppa una vegetazione casmo-comofila ricca in briofite e pteridofite. Lungo i corsi d acqua si insediano aspetti igrofili ricchi in elofite e igrofite sommerse e semisommerse, legati ad acque perenni e fluenti. Frequenti sono pure gli aspetti secondari o semirupestri, dominati da arbusti termofili quali la macchia ad Euphorbia dendroides, quella a Bupleurum fruticosum, le garighe a Phlomis fruticosa, e quelle ad erica e rosmarino. Abbastanza diffusi sono pure le praterie steppiche a Hyparrhenia hirta e Ampelodesmos mauritanicus. Oasi di Vendicari La Riserva Naturale Orientata oasi funistica di Vendicari, localizzata tra Noto Marina e Pachino, rappresenta una delle più belle aree umide d'europa, che ospita centinaia di specie di uccelli che vi sostano prima di raggiungere le località di riproduzione. L ecosistema principale è rappresentato dai pantani, popolati da piccoli pesci e invertebrati, ai cui bordi sono sistemati dei capanni attraverso cui è possibile osservare le numerosissime specie di uccelli. La Riserva di Vendicari è stata anche denominata "zona umida di importanza internazionale" per la tutela degli habitat degli uccelli acquatici, secondo la Convenzione di Ramsar del La presenza dei vasti pantani dall elevata salinità ha contribuito alla creazione di un ecosistema quanto mai singolare, che è punto di riferimento per gli uccelli di passo che qui sostano numerosi. Nei mesi autunnali è facile osservare i trampolieri, in particolare aironi cinerini, garzette e più raramente cicogne e fenicotteri; tra novembre e marzo, quando il livello dell acqua sale, i pantani diventano il regno degli anatidi, tra i quali è facile distinguere il germano reale, la non comune volpoca e le nere folaghe. In questo periodo non è raro osservare anche gabbiani e cormorani, ma il simbolo di Vendicari è il Cavaliere d Italia, dal corpo bianco, le ali nere e le lunghe zampe rosate, l unica specie che qui nidifica. La bellezza naturalistica di Vendicari è arricchita dalla presenza dei siti archeologici che si trovano al suo interno quali: il sito di Eloro, l'antica tonnara (attiva per millenni), lo stabilimento ellenistico per la lavorazione del pesce, la famosa torre Sveva quattrocentesca, ecc. La Riserva è anche un Sito Natura 2000 individuato dal codice ITA Gli aspetti vegetazionali del Sito sono rappresentati da quelli effimeri dei Cakiletea maritimae, da quelle perenni erbacee degli Ammophiletea, dalle garighe dei Cisto-Micromerietea e dalla macchia a Juniperus macrocarpa. Anche la vegetazione che 17

18 si insedia sulle scolgiere marine è ben rappresentata. Sono presenti, infatti, comunità alofile dei Crithmo-Limonietea, caratterizzate dal Limonium syracusanum, endemismo ibleo, da garighe a Sarcopoterium spinosum e da aspetti di macchia a Mirto e Lentisco. Ben rappresentate sono, inoltre, le comunità alofile delle paludi salmastre retrostanti al cordone dunale, con numerose associazioni dei Sarcocornietea fruticosae, dei Thero-Suaedetea e degli Juncetea maritimi. Nelle parti centrali delle paludi, durante il periodo in cui sono sommerse, si rinviene una densa vegetazione a idrofite sommerse, in cui dominano alghe come Lamprothamniun papulosum e fanerogame appartenenti ai generi Ruppia, Potamogeton e Althenia. Le depressioni umide ospitano durante tutto l anno una ricca avifauna stanziale e migratoria. Sotto il profilo geologico, l area è caratterizzata da affioramenti rocciosi di natura calcarenitica, calcarea e marnosa. Alternati a questi, si trovano estesi depositi sabbiosi che, verso l interno, vengono sostituiti da lagune, per la presenza di substrati impermeabili di natura argilloso-limosa. La presenza della Riserva ha permesso di mantenere gli habitat Natura 2000 le loro peculiarità in buono stato di conservazione; un efficace opera di sorveglianza ha consentito la sosta indisturbata e la nidificazione di nuove specie di uccelli, arricchendo il già cospicuo elenco di specie. Interessante risulta la presenza dell Occhione e della Calandrella, rarefatte e in forte declino in buona parte del loro areale e, quindi, in un precario stato di conservazione. In questo contesto è tuttavia da menzionare la scomparsa recente della Calandra, presente a Vendicari fino alle precedenti indagini. La varietà e l integrità degli habitat naturali, fortemente integrati ed interconnessi fra loro, trovano riscontro nell elevata biodiversità che caratterizza questa area per quanto riguarda la mammalofauna e soprattutto l erpetofauna. La fauna invertebrata è ricchissima di endemiti siculi, talora molto localizzati e spesso noti per la sola area di Vendicari, e annovera, inoltre, molte specie rare che di frequente si trovano al limite settentrionale del loro areale di distribuzione. Lo studio di questa fauna riveste un grande interesse scientifico, dal punto di vista faunistico, zoogeografico, conservazionistico ed eco-etologico. Dal punto di vista della distribuzione della flora, Vendicari è caratterizzata da un alternarsi di substrato roccioso e sabbia: nel primo, prevalente a nord, verso Pantano Piccolo, abbonda una vegetazione a gariga, costituita da cespugli a cuscino di timo e spinaporci, nonchè orchidee e giaggioli, e che si trasforma, procedendo dal mare verso l interno, in macchia a lentisco, mirto e palma nana. Nei tratti in cui il substrato è per lo più sabbioso, come in prossimità del Pantano, si passa dalle associazioni di psammofile perenni (graminacee rizomatose) alla macchia a ginepro coccolone e rosmarino. 18

19 Area marina protetta Plemmirio L'Area Marima Protetta Plemmirio ricade nel tratto di mare lungo la Penisola della Maddalena, da Punta della Mola a Punta Milocca, pochi chilometri a sud della città di Siracusa. La Penisola della Maddalena riveste un importanza nazionale come punto di osservazione dei passeriformi migratori e degli uccelli marini. Altre specie animali presenti nell area sono: la lucertola siciliana, il coniglio, il Discoglosso dipinto, il biacco, la testuggine, l istrice, la volpe e la donnola. Sottocosta all area marina si presentano fondali di oltre metri. Dove è presente il cambio improvviso di pendenza dei fondali, ci sono molte grotte sommerse ricche di coralli solitari, spugne, briozoi, cicale di mare, nudibranchi e moltissime specie di pesci. Nei fondali più bassi vi sono vaste praterie di Posidonia con giganteschi esemplari di Pinna nobilis, la conchiglia più grande del Mediterraneo. Il Plemmirio è il villaggio preistorico, presente sulla costa, che ha dato il nome all'area Marina Protetta. > Siti e parchi archeologici ITINERARIO ARCHEOLOGICO : Siracusa (Neapolis, Latomie, Museo Paolo Orsi, Castello Eurialo) Palazzolo Acreide ( zona archeologica di Akrai,) Augusta ( area archeologica di Megara Hyblea) Melilli (Thapsos) Noto( Villa del Tellaro, Cava del Cassibile) Sortino (Pantalica); Ispica ( Cava d Ispica); Lentini ( Leontinoi) Importantissimo centro della colonizzazione greca, l area iblea ha nel parco archeologico della Neapolis siracusana il suo fulcro rappresentativo. Nota per le sue testimonianze archeologiche, essa è un luogo di suggestioni storiche, paesaggistiche e naturalistiche. Altri mirabili esempi di questo periodo storico degni di particolare attenzione sono: la piccola polis greca di Akrai, baluardo della espansione siracusana nel territorio siculo, con il suol Teatro greco, il Bouleterion, le latomie e il tempio di Afrodite; la colonia greca Megara Hyblea, la cui breve storia 19

20 (circa 250 anni di vita) ci consegna un impianto originale della fase di colonizzaione non contaminato da successivi periodi storici; Leontinoi, l antica città dell attuale Lentini. Attrattori culturali che integrano il percorso archeologico sono esempi notissimi che contraddistinguono quest area. Si tratta delle necropoli di età protostorica le cui tombe a grotticella venivano ricavate sulle pareti rocciose delle cosiddette cave, dalla tipica conformazione a canyon dove per lo più scorrono i più importanti corsi d acqua dell area. Migliaia di grotte, anfratti, poi utilizzati in età paleocristiana, costituiscono uno scenario di rilevante interesse archeologico a cui si uniscono bellezze naturali e paesaggistiche di alto valore simbolico. La Cava del Cassibile, la Cava Ispica e Pantalica sono gli esempi maggiormente meritevoli, a cui si aggiunga l ampia necropoli di Thapsos, grande insediamento della cosiddetta media età del Bronzo, situato nella penisola di Magnisi tra Augusta e Siracusa. Altro elemento archeologico di notevole importanza e di buona fruibilità è rappresentato dalla Villa del Tellaro, nei pressi di Noto, ricca residenza della tarda età imperiale romana ubicata in un fertile comprensorio agricolo, dove si trovano eleganti mosaici, alcuni dei quali richiamano quelli della Villa del Casale a Piazza Armerina. La visita alla moderna struttura del Museo Paolo Orsi di Siracusa consente di cogliere a pieno, la preistoria e la storia di quasi tutti i principali siti archeologici della Sicilia centrale ed orientale, sino alla fine dell'età classica; quando le opere di allestimento saranno completate l'esposizione comprenderà anche i materiali di età ellenistica, romana e cristiana. ITINERARIO UNESCO DEL BAROCCO Noto, Scicli, Modica, Ragusa Ibla, Palazzolo Acreide, Catania, Militello Val di Catania, Avola Queste città del Val di Noto furono tutte ricostruite dopo il 1693, sopra o accanto ai resti di quelle distrutte nello stesso anno dal terremoto. Esse rappresentano l'apice e la fioritura finale dell'arte barocca in Europa, con una eccezionale qualità dell'arte e dell'architettura. Una buona parte dei comuni UNESCO rientrano nella perimetrazione del Distretto Turistico della provincia di Siracusa e rappresentano una eccellente peculiarità attrattiva del territorio. 20

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