Schema metodologico del Piano di Gestione Turistico

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1 Schema metodologico del Piano di Gestione Turistico Università di Roma Tor Vergata, Dipartimento di Scienze e Tecnologie per la Formazione Progetto NEWCIMED, Coordinamento Scientifico Maria Prezioso Matteo Rollo Federico Zarfati

2 Indice Cos è un Piano di Gestione... 3 Parte Prima (Quadro territoriale EX- ANTE per la misura della sostenibilità... 5 Piano di lavoro... 5 Parte Seconda (Quadro programmatico)... 8 Gli assi d azione prioritari per la costruzione dell offerta del piano di gestione Obiettivi... 8 Strumenti: il Modello PRO- ECO Parte Terza (Quadro progettuale e VAS del piano di gestione) ESEMPI Parte Quarta (comunicazione e marketing) Identificare e descrivere gli interventi di comunicazione e di marketing territoriale Parte Quinta (monitoraggio) Sistema di monitoraggio generale Parte Sesta: Strumenti agevolativi nel settore dei beni culturali e valorizzazione del territorio a fini turistici Programmi Comunitari Programmi di iniziativa comunitaria Strumenti nazionali Strumenti regionali ed altri strumenti... 18

3 Cos è un Piano di Gestione Il piano di gestione è il Piano dei Piani, dunque, ha lo scopo di legare obiettivi e strategie che agiscono su diversi livelli per giungere a un risultato unitario. Non un nuovo insieme di vincoli, o una sovrapposizione di scelte e priorità. Piuttosto un filo conduttore a supporto dei processi decisionali per l attuazione delle trasformazioni del territorio. Il piano di gestione è redatto secondo una metodologia uniforme, condivisa e coordinata, che assicura uno scambio di conoscenze e di pratiche virtuose che potenziano le capacità globali del sistema culturale di riferimento. Il piano di gestione non va confuso con il cosiddetto programma di sviluppo, con misure o gli interventi strutturali e/o di promozione, oppure con strumenti propri della pianificazione urbanistica. Il piano di gestione ha una sua autonomia e segue una procedura mirata a definire il modello di sviluppo locale basato sulla cultura, ma anche a progettare le attività per rispondere alle richieste dell UNESCO. I piani territoriali possono essere fonti utili per la stesura del piano di gestione. Gli stessi strumenti urbanistici possono essere corretti e guidati dalle strategie del piano di gestione Il piano di gestione definisce quindi le modalità per gestire le risorse di carattere storico, culturale e ambientale, ed è in grado di orientare le scelte della pianificazione urbanistica ed economica, sociale ed ambientale attraverso la conoscenza, la conservazione e la valorizzazione dei beni presenti sul territorio. Il Piano assume valenza di coordinamento su tutte le altre attività/strumenti di pianificazioni adottati/approvati alla scala di lavoro per: a) mantenere nel tempo l integrità dei valori che hanno consentito/consentiranno l iscrizione nella World Heritage List; b) ridefinire e rendere compatibile un processo locale condiviso da più soggetti (stakeholder e shareholder, cittadini e cittadinanze) e autorità istituzionali per coniugare la tutela e la conservazione con lo sviluppo integrato delle risorse d area. In sintesi, il Piano pre-ordina un sistema di gestione che, partendo dai valori che hanno motivato la sua stesura e la potenziale iscrizione: perviene ad una analisi integrata dello stato dei luoghi individuando le forze di modificazione in atto valuta gli scenari futuri raggiungibili attraverso obiettivi - opzioni di intervento valuta gli impatti probabili sul sistema locale delle opzioni di intervento sceglie, tra queste, i progetti strategici per conseguire i traguardi fissati verifica il conseguimento degli obiettivi tramite una serie di indicatori che attuano il monitoraggio sistematico dei risultati nel tempo Il Piano costituisce anche una dichiarazione di principi. Per il suo tramite, le autorità istituzionali potenzialmente responsabili della gestione dei siti e le collettività nazionali, regionali e locali alle quali i siti appartengono, si impegnano nei confronti dell UNESCO e dell intera umanità - ad una tutela attiva, alla conservazione ed alla valorizzazione compatibile rispetto alle identità culturali delle collettività locali. Viene dunque considerato come piano, il documento che: informa sulle stato di fatto dei beni culturali nell area di studio (sistema) identifica i problemi da risolvere per la conservazione e valorizzazione seleziona le modalità per attuare un sistema di azioni integrate, una politica di sviluppo locale sostenibile di cui valuta, con sistematicità, i risultati, sia sul piano strategico che su quello operativo In quanto tale, il piano si configura così come un progetto integrato che rende compatibili le relazioni tra oggetti e soggetti diversi, sia in termini orizzontali che verticali secondo gerarchie settoriali ma anche di sistema. Inoltre, il piano di gestione ha anche valenza di strumento strategico ed operativo, perché, da un lato, dovrà cercare di individuare gli obiettivi, di breve, medio e lungo periodo, di

4 conservazione e valorizzazione e, dall altro, le strategie e le azioni che si intendono mettere in campo per perseguirli. Il Piano non dovrà essere, tuttavia, uno strumento centralizzato di progettazione solo sociale, ma piuttosto un insieme flessibile di regole operative (governance del piano), di procedure e di idee progettuali, che coinvolgano una pluralità di soggetti secondo un approccio epigenetico, cioè in grado di evolvere e di recepire aggiornamenti e modificazioni con il cambiare delle circostanze e l evoluzione dell ambiente al quale si rivolge.

5 Parte Prima (Quadro territoriale EX-ANTE per la misura della sostenibilità La prima parte del seguente elaborato è finalizzata a misurare la sostenibilità ed il capitale territoriale culturale delle aree di studio (pilot areas). Questi rappresentano la base del piano di gestione turistico per la valorizzazione del bene culturale (città di nuova fondazione) anche ai fini della candidatura UNESCO. (Iscrizione nella UNESCO tentative list per ottenere il riconoscimento del valore universale). In questa fase del piano vanno descritti i motivi che rendono possibile un piano di gestione turistico e quelli che potrebbero consentire l iscrizione alla World Heritage List (WHL) del bene patrimonio universale e le motivazioni che sono alla base della candidatura. Sulla base delle indicazioni, delle esperienze e della letteratura, i soggetti istituzionali (in particolare, i partner nel caso del Progetto NEWCIMED), è necessario che esaudiscano i seguenti step per l elaborazione del piano di valorizzazione e gestione del patrimonio culturale a fini turistici e/o per la candidatura UNESCO. Occorre quindi: 1) Elaborare un analisi descrittiva del sito e del territorio da tutelare (utilizzando gli indicatori messi a disposizione dalla metodologia STeMA, almeno per le componenti paesaggio storico e naturale, sistema dell insediamento urbano e rurale, sistema naturale della flora e della fauna). Questa parte si avvale anche di una descrizione del sito/area di studio (le municipalità/città di fondazione) anche attraverso una scheda di sintesi (Pilot area form); per poi procedere alla perimetrazione dell area pilota identificando una buffer zone. 2) Geo-referenziazione degli indicatori ed attribuzione di pesi quali-quantitativi per l analisi exante di sostenibilità del territorio attraverso la metodologia STeMA. Applicazione della metodologia STeMA per la realizzazione del piano di gestione (vedere punti successivi). Piano di lavoro Impostazione dell analisi dei trend di sviluppo Impostare una struttura previsionale sostenibile delle tendenze di sviluppo per i nuovi interventi di insediamento sul territorio preso in considerazione. Definizione Sulla base del modello di sviluppo e sulle criticità rilevate, i trend definiti nel precedente punto dovranno essere regolati secondo le caratteristiche specifiche e gli elementi trasformabili del territorio. Piano di azione L impostazione della struttura previsionale sarà sviluppata tenendo in costante considerazione la pianificazione territoriale: la parte strutturale dell analisi, che funge da sistema di riferimento, e la parte strategica, che verrà considerata separatamente. Output e risultati Il quadro di riferimento territoriale è l output che deriva dal piano strutturale territoriale. Progetti strategici derivati da nodi e da azioni pianificate. Condivisione delle migliori pratiche nella pianificazione territoriale per promuovere uno sviluppo policentrico sostenibile attraverso l'applicazione del modello STeMA STeMA Model: come funziona STEP1: Reperimento dati & inserimento (shape file) per il GIS STeMA STEP2: Costruzione delle mappe

6 STEP3:Processamento attraverso STeMA STEP4:Valutazione delle politiche STEP5:Indirizzi per il piano progettuale Work flow Step1: Costruzione di una struttura informativa: 1 Raccogliere dati statistici certificati 2 Raccogliere dati territoriali Le basi di dati devono essere rappresentate in uno strumento di osservatorio permanete informatizzato (GIS) e tradotte in supporti alle decisioni. esempio di macro-dati: Basi di dati digitali geografici Basi di dati e immagini delle risorse storiche e artistiche Basi di dati e immagini delle risorse archeologiche Basi di dati e immagini delle risorse ambientali naturali (flora e fauna) Basi di dati e immagini offerta culturale e sua fruibilità Basi di dati e immagini produzioni tipiche e artigianato Basi di dati e immagini delle tradizioni degli usi e costumi Basi di dati del sistema demografico e comportamentale Basi di dati della situazione economico e produttiva Basi di dati e immagini del paesaggio e dei vincoli Basi di dati pianificazione territoriale ed urbanistica Sistema degli Indicatori stato di fatto e scenari Sistema degli Indicatori qualità criticità di allarme Sistema degli Indicatori sulla pressione, cause ed effetti Sistema degli Indicatori di governo, norme, interventi La mappa dei rischi, delle tutele e delle protezioni Lo step1 consente Step2: Istituire le unità di base di riferimento territoriali GUM (Grandi Unità Morfologiche) SUM (Sub Unità Morfologiche ) TSI (Tipologie Spaziali Insediative) UMT (Unità Morfologiche-Territoriali) Lo Step2 è il punto di partenza per: Step3: Attraverso STeMA si procede con la costruzione di sistemi fondamentali: Sistema dell insediamento urbano e rurale Sistema naturale (flora e fauna) Sistema del Paeaggio Storico e Naturale NB: La costruzione di questi tre sistemi rappresentano il minimo richiesto per il programma NEWCIMED e la redazione di un piano di gestione conforme alle lineeguida internazionali. Con questi riferimenti, seguendo il flusso di lavoro STeMA, è possibile identificare i rischi potenziali (vulnerabilità e criticità) e calcolare la sensibilità territoriale finale (sensibilità); ciò deve essere integrato dalla valutazione di impatto territoriale e dalla Valutazione Ambientale Strategica Step 4: Valutazione delle politiche e delle ipotesi progettuali

7 Step 5: Indirizzi per il piano progettuale Si rimanda alla guida STeMA model application and GIS files for STeMA software per la costruzione delle mappe.

8 Parte Seconda (Quadro programmatico) Gli assi d azione prioritari per la costruzione dell offerta del piano di gestione. Analizzare lo stato dell arte, seguendo uno schema logico, tenendo conto della legislazione in vigore (Pilot country legislation). Obiettivi 1) Tutela e conservazione attiva (patrimonio storico e ambientale) In questa parte del modello si valuta lo stato di conservazione dei manufatti e del patrimonio ambientale; del danno e dei fattori di rischio; si individuano le risorse, ai vari livelli organizzativi, tecnico e finanziari. La tutela si realizza con la definizione o adeguamento dell operatività degli strumenti legislativi e urbanistici. La conservazione si concretizza nella stesura organica dei programmi di protezione, definendo le misure di breve e lungo periodo per conservare alle future generazioni i beni tutelati si definiscono gli ambiti e le metodiche dei progetti di conservazione attiva. esermpi: Le risorse finanziarie locali, regionali e nazionali I limiti e le condizioni del carico antropico I limiti e le condizioni flussi ed accessibilità I danni attuali e potenziali, impliciti, espliciti Progetto ed interventi per danni strutturali Progetto ed interventi per disgregazione materiale Progetto ed interventi per l umidità Progetto ed interventi per gli attacchi biologici Progetto ed interventi alterazione strati superficiali Progetto ed interventi per le parti mancanti Recupero sistemazione dei tratti storici Recupero e sistemazione degli edifici di pregio Recupero e protezione dell'ambiente Strategia: Restauro, risanamento e rinnovo conservativo attivo, adeguamento normativo e rifunzionalizzazione di edifici e beni sottoutilizzati.

9 Obiettivi e tipologie di patrimonio a scala municipale; patrimonio per la programmazione di interventi sui complessi monumentali: Censimento e schedatura dei singoli edifici classificati per tipologia di bene e di uso, ivi inclusi quelli appartenenti ad enti e istituzioni extra-territoriali (vedere mappe exante) Indagine per la messa in sicurezza degli edifici pubblici (scuole, ospedali, etc) Messa a regime del sistema di monitoraggio (STeMA GIS), includendo le condizioni di manutenzione dei singoli manufatti monumentali e naturali (vd mappe elaborate attraverso STeMA) e completamento delle componenti STeMA (acqua, aria etc.) Censimento e unificazione delle banche dati esistenti del patrimonio edilizio monumentale, dei beni artistici, storici e ambientali del sito UNESCO (STeMA GIS) Esempi di tipologie di patrimonio: Patrimonio Ecclesiastico: Elenco di interventi Patrimonio dei servizi di grande interesse generale (es. Università, istituzioni pubbliche, musei etc.) Elenco di interventi Patrimonio Archeologico: Progetti di valorizzazione delle testimonianze archeologiche Restauro ed adeguamento Messa in sicurezza Patrimonio Demaniale: Elenco di interventi Centro Storico: Rispristino e decoro del centro storico Progetti di valorizzazione delle testimonianze archeologiche Restauro ed adeguamento Messa in sicurezza Accessibilità Il sito o l area vasta di studio è un sistema culturale attuale o potenziale, oppure è all interno di un sistema più grande, e come tale, va analizzato con particolare riguardo alle capacità produttive di beni e servizi fondati sulla cultura: dalle istituzioni pubbliche, a quelle private, al settore artigianato di qualità, agli artisti, alle piccole imprese, al settore dei servizi turistici, di informatica, di restauro etc. Conoscere il sistema nei suoi dettagli è una operazione necessaria per poterne mobilitare tutte le componenti, individuando anche la forza del carattere delle comunità locali, la cui identità si rileva solo nel radicamento nel territorio e nella storia. 2) Produzione, turismo e commercio a) Analisi dello stato delle attività produttive e dello sviluppo dell imprenditoria e dell economia locale: Definizione di un protocollo aggiuntivo di sostegno alle imprese Analisi degli incentivi Αnalisi dell occupazione Analisi dello stato di certificazione di qualità e certificazione di qualità ambientale b) Riabilitazione innovativa dei mestieri tradizionali e delle produzioni tipiche: Analisi dello stato di fatto e delle misure di sostegno

10 Valorizzazione del sistema turistico-culturale e della produzioni tipiche per tipologia di territorio (costa, entroterra etc) c) Promozione del turismo: Analisi per la valorizzazione del patrimonio artistico locale Analisi per la valorizzazione culturale (spettacoli, eventi etc.) Analisi delle strategie per la gestione dei flussi turistici Analisi per la predisposizione di interventi di marketing turistico e territoriale 3) Trasporti, infrastrutture e tecnologie sostenibili: a) Analisi per il miglioramento e potenziamento dei trasporti, della mobilità e dell accessibilità urbana, nello specifico: Reti di collegamento Parcheggi Valorizzazione dell accessibilità alla risorse mare, montagna ed aree protette b) Analisi di interventi di manutenzione e miglioramento dell efficienza della rete stradale e della rete dei servizi: per il miglioramento delle reti dei sotto-servizi c) Analisi di interventi di miglioramento delle prestazioni ambientali: Trasporti eco-compatibili Ottimizzazione della distribuzione delle merci Igiene ambientale e raccolta differenziata dei rifiuti Installazione depuratori Limitare inquinamento industriale Servizi eco-compatibili 4) Società civile, produzione di conoscenza, ricerca: a) Promozione culturale: Analisi per l incremento dell offerta museale (museo diffuso) Analisi per la valorizzazione della scena teatrale e musicale Analisi per l ampliamento delle attività accademiche e di ricerca legati al patrimonio culturale b) Analisi delle attività di potenziamento delle misure volte a garantire la sicurezza dei cittadini, nello specifico: Prevenzione della criminalità Aumento della sicurezza c) Coesione sociale territoriale Protocollo aggiuntivo welfare Inclusione sociale Formazione Miglioramento del reddito Strumenti: il Modello PRO- ECO 1) Analisi SWOT PRO-ECO (Per i risultati del progetto NEWCIMED, vedere documento integrale prodotto dall Università di Valencia).

11 Si ricorda che i soggetti interessati ed individuati dall applicazione del modello PRO-ECO sono: Turisti Istituzioni Residenti Esperti locali I risultati PRO-ECO si integrano, in questa fase, con la pianificazione integrata strategica (STeMA) per la redazione dei piani di gestione turistici ai fini della candidatura UNESCO. Monitoraggio seconda parte: Elencare le attività, divise in macro-categorie, assegnando priorità, responsabili, deadline ed eventuale budget destinato. Rappresentare la griglia graficamente (si veda un esempio riportato nella quinta parte)

12 Parte Terza (Quadro progettuale e VAS del piano di gestione) In questa sezione verranno descritti esempi di interventi da inserire nel piano, coerentemente con le analisi precedentemente effettuate. I primi interventi da pianificare, inserendoli nel piano di gestione, sono quelli emergenti dal modello PRO-ECO e dalla descrizione prodotta nel documento Pilot Area. Analizzando i risultati è possibile identificare e descrivere, a titolo di esempio, la tipologia di intervento e la relativa priorità. Di seguito si farà riferimento, per il progetto NEWCIMED, al caso di Arborea. ESEMPI Esempio centro di primo soccorso A titolo di esempio, i cittadini residenti, non assegnano un punteggio particolarmente elevato circa la soddisfazione relativa ai servizi di assistenza ospedaliera. Una tipologia di intervento coerente è rappresentata dalla progettazione di un centro di primo soccorso; dedicato anche all assistenza dei turisti oltre che dei residenti.

13 Esempio installazione depuratore acqua Esempio potenziamento trasporti pubblici Esempio servizi per disabili Nel caso di Arborea, sono stati quindi inseriti gli interventi da realizzare (infrastrutture, collegamenti, piste ciclabili etc.) Definizione del Piano di Gestione con la metodologia STeMA 1) Simulazioni di scenari Progettuali. Rispetto ai piani di gestione tradizionali, è ora possibile valutare, ad esempio, l impatto della realizzazione delle opere che formano il piano di gestione. I progetti dovranno essere disegnati in GIS affinché possano essere importati in STeMA ed analizzati.

14 2) Analisi VAS della proposta del Piano di Gestione. 3) Quadro normativo: Il Sistema di Gestione UNESCO va visto come uno strumento di coordinamento delle varie e diverse normative già in vigore che determinano, ognuna per il suo specifico campo di applicazione, l impostazione delle rispettive azioni del piano di gestione. 4) Elaborare una o più mappe ideogrammatiche

15 Monitoraggio: Elencare le attività, divise in macro-categorie, assegnando priorità, responsabili, deadline ed eventuale budget destinato. Rappresentare la griglia graficamente (si veda un esempio riportato nella quinta parte)

16 Parte Quarta (comunicazione e marketing) Identificare e descrivere gli interventi di comunicazione e di marketing territoriale Monitoraggio: Elencare le attività, divise in macro-categorie, assegnando priorità, responsabili, deadline ed eventuale budget destinato. Rappresentare la griglia graficamente (si veda un esempio riportato nella quinta parte) Parte Quinta (monitoraggio) Sistema di monitoraggio generale Richiamo e costruzione di un paniere di indicatori relativi alle parti precedenti per valutare l efficacia delle azioni pianificate. Esempio di tabella riepilogativa, da costruire in ogni parte del piano (2,3,4), per monitorare in continuo interventi e analisi.

17 Parte Sesta: Strumenti agevolativi nel settore dei beni culturali e valorizzazione del territorio a fini turistici Per realizzare gli interventi pianificati è opportuno prendere in considerazione l esistenza di strumenti agevolativi offerti dalla Comunità Europea. Ogni partner può inoltre valutare strumenti di ambito nazionale e/o regionale. Programmi Comunitari 1) Europa Creativa è un programma quadro di 1,46 miliardi di euro dedicato al settore culturale e creativo per il , composto da due sottoprogrammi (Sottoprogramma Cultura e Sottoprogramma MEDIA) e da una sezione transettoriale Obiettivi generali: a) promuovere e salvaguardare la diversità lingusitica e culturale europea; b) rafforzare la competività del settore culturale e creativo per promuovere una crescita economica intelligente, sostenibile e inclusiva. Obiettivi specifici: a) supportare la capacità del settore culturale e creativo europeo di operare a livello transnazionale; b) promuovere la circolazione transnazionale delle opere culturali e creative e degli operatori culturali; c) rafforzare la capacità finanziaria dei settori culturali e creativi, in particolare delle SME; d) supportare la cooperazione politica transnazionale al fine di favorire innovazione, policy development, audience building e nuovi modelli di business 2) Programma per l ambiente e l azione per il clima (LIFE ) Il Programma di lavoro pluriennale per il periodo definisce il quadro di attuazione dei due sottoprogrammi in cui si articola il Programma LIFE: il Sottoprogramma per l ambiente ed il Sottoprogramma Azione per il clima. Il programma di lavoro pluriennale specifica l allocazione indicativa dei fondi tra i settori prioritari, le tipologie di finanziamento, i temi dei progetti che attuano le priorità tematiche di cui all allegato III del Regolamento (UE) n. 1293/2013, la metodologia tecnica per la selezione dei progetti, i criteri per l attribuzione delle sovvenzioni, nonché i calendari indicativi per gli inviti a presentare proposte. 3) Il Programma Europa per i cittadini promuove la partecipazione attiva dei cittadini europei e delle associazioni della società civile alla vita democratica dell Unione Europea, al dibattito su questioni di interesse generale dell Unione. Allo stesso tempo il programma punta ad informare il grande pubblico sui temi, sulle politiche e priorità dell Unione Europea allo scopo di promuovere la conoscenza e rafforzare la consapevolezza dei cittadini europei sui propri diritti e sulle questioni europee. Per conseguire tali obiettivi, il programma sostiene progetti transnazionali di gemellaggi tra Comuni e Città europee, concede contributi ad associazioni ed organizzazioni della società civile per la promozione della cultura della

18 partecipazione civica, del coinvolgimento dei cittadini europei nella definizione dell agenda politica dell UE. Obiettivo generale Avvicinare i cittadini europei all Unione Europea, ovvero: - contribuire a migliorare la conoscenza dell Unione Europea, della sua storia e delle diversità da parte dei cittadini europei - promuovere la cittadinanza europea e creare le condizioni per rafforzare la partecipazione attiva dei cittadini europei alla vita democratica e civile dell UE. Obiettivi specifici - promuovere una campagna di sensibilizzazione dell opinione pubblica sulla memoria europea, la storia e valori comuni e le finalità dell Unione, in particolare promuovere la pace, i valori europei ed il benessere dei cittadini europei, attraverso il dibattito, la riflessione e lo sviluppo di reti europee; - incoraggiare la partecipazione attiva dei cittadini alla vita civile e democratica a livello europeo, tramite una maggiore comprensione delle politiche e dei processi decisionali dell UE, e nuove opportunità di partecipazione, impegno sociale e di volontariato a livello europeo. Programmi di iniziativa comunitaria Valutare le nuove normative e le leggi che regolano il ciclo successivo di investimenti effettuati nell ambito della Politica di coesione dell UE per il periodo Più nello specifico i programmi che ripropongono o sostituiscono i precedenti LEADER +, INTERREG,e URBAN e URBACT II. Strumenti nazionali Sistemi turistici locali interregionali Contratti di programma settore turismo Contratti di filiera Rimodulazione di patti territoriali e contratti d area Legge turismo e commercio Imprenditoria giovanile Credito di imposta Piani di sviluppo sostenibile Strumenti regionali ed altri strumenti Valutare strumenti regionali e soluzioni quali la realizzazione di infrastrutture attraverso la finanza privata.

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