PATRIZIA LA MARCA, GIADA PALAMARA. Strategie di nicchia nel settore moda

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "PATRIZIA LA MARCA, GIADA PALAMARA. Strategie di nicchia nel settore moda"

Transcript

1 PATRIZIA LA MARCA, GIADA PALAMARA Strategie di nicchia nel settore moda Quaderno di ricerca n. 4 febbraio 2005

2 COMITATO SCIENTIFICO Prof. Paolo AUTERI Prof. Carlo BERNINI CARRI Prof. Gabriele CIOCCARELLI Prof. Fulvio FRANCAVILLA Prof. Giorgio GIORGI Prof. Salvatorangelo LODDO Prof. Matteo MATTEI GENTILI Prof. Piero MELLA Prof. Enrico PEREGO Prof. Luigi RINALDI Prof. Ferdinando SUPERTI FURGA Prof. Vittorio VACCARI Prof. Dario VELO Prof. Antonella ZUCCHELLA I diritti di riproduzione e di adattamento totale o parziale e con qualsiasi mezzo (comprese le fotocopie, i films didattici e i microfilms) sono riservati per tutti i paesi Febbraio 2005 COPYLAND Via S.Felice, PAVIA Tel

3 Strategie di nicchia nel settore moda Patrizia La Marca, Giada Palamara Abstract Per poter definire le effettive opportunità di mercato di un iniziativa imprenditoriale nel settore moda è necessario indagare, innanzitutto, le caratteristiche del settore tessile e dell abbigliamento, definendo l attuale struttura del mercato - caratterizzata da una forte criticità legata a fattori strutturali e congiunturali - e le sue caratteristiche evolutive. Le ricerche svolte e le informazioni raccolte attraverso interviste ad esperti del settore hanno permesso di definire le opportunità di mercato, le problematiche strategiche e di marketing, le potenzialità di sviluppo nell ambito del settore del tessileabbigliamento ed, in particolare, di un attività di nicchia con caratteristiche innovative. In base alla problematiche strategiche di una progettualità di nicchia, al customer profiling e alle competenze possedute dai promotori dell iniziativa, sono stati individuati quattro scenari alternativi in cui la nascente iniziativa imprenditoriale potrebbe inserirsi: si tratta del settore dell alta moda, del vintage, della produzione con materiali alternativi e della sartoria innovativa. La creazione di uno stile e di un design definito e riconoscibile è tipica dell alta moda; l utilizzo Dottorando in Economia Aziendale, Facoltà di Economia, Università degli Studi di Pavia. Dottorando in Economia Aziendale, Facoltà di Economia, Università degli Studi di Pavia. A Patrizia La Marca sono da attribuire le parti 1,5; a Giada Palamara le parti 2,3,4. Il paper nasce da una ricerca-azione volta a sviluppare una strategia da noi denominata market driven business planning per un iniziativa imprenditoriale al femminile che intende inserirsi nel mercato della moda-abbigliamento con prodotti caratterizzati da alta innovatività e forte orientamento eco-solidale (Progetto FSE MIS. E 1 ID ). Intendiamo ringraziare il Gruppo Centro Studi di Genere per l occasione ed il supporto fornitoci durante l intero progetto di ricerca, nonché la Dottoressa Clara Profeta 3

4 di abiti dismessi o in giacenza nei magazzini appartiene al settore del vintage; l uso di materiali alternativi, la ricerca e l utilizzo di materiali riciclati concerne la produzione eco-solidale. Infine, il riadattamento di capi finiti e l utilizzo di stoffe, non sempre destinate all abbigliamento, per la creazione di nuovi abiti accomuna il progetto ad un laboratorio sartoriale, con alcuni elementi di novità rispetto al contesto sartoriale tradizionale. L individuazione della sartoria innovativa come scenario che meglio consente di sfruttare competenze distintive e vantaggi competitivi dell iniziativa pone le basi per sviluppare una strategia di market driven business planning. 4

5 1. Introduzione Il cosiddetto Made in Italy è un fenomeno complesso che tocca diversi settori ed attività economiche del sistema Italia, spaziando dai beni industriali sino ai prodotti tipici dell agricoltura e del turismo. Il Made in Italy non rappresenta solo un marchio di qualità, ma un modello di organizzazione industriale in cui un impresa, nata con un forte legame con il territorio e con una spiccata vocazione artigianale, si trasforma in un nucleo di servizi avanzati in grado di gestire sia le fasi di produzione che quelle di creazione, di distribuzione e commercializzazione (Fortis, 1998; Quadrio Curzio e Fortis, 2000). Il Made in Italy negli ultimi anni ha rivestito un ruolo crescente nel commercio estero: in particolare, l aggregato sistema moda-arredo-casaalimentazione mediterranea e la meccanica collegata hanno, nel loro insieme, costantemente presentato un saldo commerciale con l estero attivo nel secondo dopoguerra (ICE, 2003) Il sistema tessile-abbigliamento-moda, nonostante la pesante crisi congiunturale che sta investendo il settore e l economia 5

6 italiana in genere, rimane all avanguardia a livello mondiale, soprattutto grazie ai fattori della creatività, dell originalità, del design, delle technicalities e delle tecnologie, confermandosi uno dei settori trainanti per quanto riguarda il Made in Italy 1. L industria della moda italiana nel mondo, con un fatturato di 48 miliardi di euro, aziende e persone impiegate, rende il nostro Paese il più attivo al mondo, in termini quantitativi, secondo soltanto dopo la Cina, e detiene la leadership nel prêt-a-porter, sebbene l Italia non sia favorita né dalla ricchezza di materie prime né dal costo del lavoro 2. L elevata dinamicità registrata negli ultimi anni sia sul fronte dei flussi in entrata che su quello delle esportazioni testimonia il continuo processo d internazionalizzazione dell industria italiana: negli ultimi quattro anni il grado di apertura al commercio internazionale è aumentato di undici punti, oltre il 56% della produzione nazionale viene esportata, mentre poco meno di 1/3 della domanda interna è soddisfatta da prodotti d importazione (Eurostat 2002). A livello europeo, il peso 1 Cfr 2 Intervista a Mario Boselli, Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana. 6

7 della produzione italiana, in termini di valore, è circa il 35% di quella dell intera Unione e, nel caso dell abbigliamento (escludendo il tessile e il calzaturiero) la quota è ancora superiore arrivando al 37,3% (Eurostat 2002). Nonostante questo, il settore ha fortemente risentito della crisi generale, le cui principali ragioni si possono ricondurre ad aspetti congiunturali, legati all apprezzamento dell euro e alla debolezza della domanda, e ad un insieme di aspetti strutturali, legati all indebolimento della posizione competitiva mondiale e alla variazione del comportamento del consumatore. Il sistema moda, infatti, ha accusato particolarmente la rivalutazione dell euro rispetto al dollaro: la svalutazione della moneta statunitense ha bloccato la dinamica annua del settore al -4,3%, frenando la ripresa moderata che si era registrata negli ultimi mesi dell anno passato. Le esportazioni delle industrie del tessile e dell abbigliamento hanno mantenuto un andamento crescente nel tempo, sebbene con una diminuzione tendenziale del tasso di crescita, soprattutto nel caso dell abbigliamento, fino al rallentamento avvenuto nel corso del Nell ultimo anno il settore nel suo complesso ha 7

8 perso il 4% a causa, in particolare, della diminuzione delle esportazioni di prodotti tessili che ha sfiorato il 6%. Nella media del 2003 il fatturato dell industria della moda si è così ridotto del 4,3%, un calo superiore a quello già subito nel 2002, anno in cui, però, la congiuntura negativa aveva colpito solo i settori a monte (Eurostat 2002). Fra i principali mercati di sbocco delle nostre produzioni, nel corso degli ultimi cinque anni, gli scambi con l Europa dell Est hanno assunto un ruolo di rilievo, sia per la progressiva diffusione dei prodotti Made in Italy in questi mercati emergenti sia, in particolare nel caso della Romania, come conseguenza dei maggiori interscambi commerciali derivanti dal traffico di perfezionamento passivo 3. 3 Il traffico di perfezionamento (TP) è un regime doganale particolare dell Unione Europea, il quale consente di rilevare separatamente dai flussi di scambio definitivi i movimenti di merci al di fuori del territorio economico della UE e destinate ad essere perfezionate al di fuori del territorio economico della UE (esportazioni temporanee) e quelli relativi alle importazioni nel territorio della UE di merci a scarico di esportazioni temporanee (reimportazioni). Parallelamente, vengono rilevati in questo regime tariffario i movimenti in entrata di merci destinate a subire il perfezionamento nel territorio economico della UE (importazioni temporanee) e quelli di esportazione a scarico di precedente importazione temporanea (riesportazioni). I primi due flussi misurano dunque il Traffico di Perfezionamento Passivo (TPP), gli altri due il Traffico di Perfezionamento Attivo (TPA). Cfr. S. Baldone, F. Sdogati, L. Tajoli, Frammentazione internazionale della produzione e crescita, in M. Cucculelli e 8

9 Le importazioni di prodotti tessili e di abbigliamento, al contrario delle esportazioni, stanno aumentando nel tempo (Eurostat 2002). Questa tendenza può essere la conseguenza di due dinamiche: da un lato, la concorrenzialità di prezzo di merci interamente prodotte all estero, soprattutto in paesi dell Estremo Oriente, progressivamente avvicinatesi ai gusti e alle mode occidentali, ed entrate con gran forza sui nostri mercati grazie alla leadership di costo; e dall altro la crescita della delocalizzazione produttiva come modalità di internazionalizzazione (Acocella e Schiattarella, 1989), che comporta un aumento di scambi commerciali senza un corrispondente ingresso sul mercato italiano di prodotti stranieri. Una quota rilevante di importazioni proviene da Cina e India (paesi a basso costo del lavoro e con grandi volumi produttivi), da Romania, Tunisia e Turchia (mete di TPP) e dai principali paesi europei tradizionalmente concorrenti dell Italia per i prodotti tessili e di abbigliamento. Inoltre, le importazioni di prodotti tessili e di abbigliamento da paesi R. Mazzoni (a cura di), Risorse e competitività,, Franco Angeli (2002), pagg

10 extra-ue, sono soggette a dazi in ingresso in Italia molto inferiori rispetto a quelli che le merci italiane subiscono all ingresso negli stessi paesi. Ciò avviene, in particolare per alcune categorie merceologiche, anche nei confronti di economie forti (USA) e di paesi con elevati tassi di crescita (Cina, India) e provoca una forte penalizzazione nei confronti delle imprese italiane. Al fine di far fronte ad una concorrenza internazionale che ha visto l emergere di nuovi competitori, le imprese italiane hanno consolidato un ruolo di leadership in alcune importanti nicchie di mercato: rispetto ai principali concorrenti internazionali, infatti, il sistema moda italiano ha spostato la propria specializzazione verso i segmenti a più alto valore aggiunto del comparto. Le imprese italiane tendono sempre più a posizionarsi, sia sul mercato domestico che sul quello estero, su fasce di mercato medio-alte, basando gran parte della propria forza su strategie brand-specific, competendo direttamente con i paesi sviluppati come Francia, Belgio, Spagna e U.S.A. Contemporaneamente, le fasce di mercato a minor valore aggiunto risultano sempre più appannaggio dei paesi emergenti, grazie a forti vantaggi nei costi dei fattori di 10

11 produzione, primi fra tutti la Cina: il valore medio unitario delle importazioni cinesi è inferiore del 60% rispetto alla media, segnale sia di una strategia di prezzo molto aggressiva, sia di standard qualitativi medio-bassi. (ACCI, 2002; Pittiglio, 2003). I nostri competitors, quindi, sono i paesi emergenti per quanto riguarda le fasce di mercato più basse, e i paesi sviluppati per quanto riguarda le fasce di mercato medio alte, considerando inoltre, che la produzione in paesi emergenti è spesso una mera delocalizzazione di imprese appartenenti a paesi sviluppati 4. A questo proposito è utile sottolineare che la dinamica internazionale del sistema moda contiene in se una potenziale criticità: il modello competitivo globale si basa su un crescente investimento in Ricerca e Sviluppo da un lato (esigenze innovative continue, design, nuovi materiali) e in marketing dall altro (branding, comunicazione, pubblicità, controllo sulla catena distributiva); ciò richiede alle maggiori aziende capacità organizzative e finanziarie elevate, mentre le 4 Questa situazione è incentivata dalla prossima scadenza dell Accordo Multifibre (2005), che sebbene con effetti progressivamente minori limita ancora oggi le esportazioni di paesi emergenti sui paesi terzi. Cfr. G. De Felice, F. Guelpa, Sistema moda e prospettive sui mercati internazionali, Intesa BCI, Milano

12 aziende subfornitrici rischiano un crescente spiazzamento in seguito alla formazione di value chains globali. La crescente competizione con i paesi emergenti (la Cina che, assieme a Romania e Tunisia, i due tradizionali partner produttivi dell industria italiana, è fra i principali fornitori del nostro paese), trova inoltre la sua ragione d essere nel mutamento del comportamento dei consumatori italiani (Istat 2002). Se negli anni 90, infatti si poteva contare ancora, nei confronti dei produttori di nuova industrializzazione a basso costo, sull'eccellenza qualitativa del prodotto italiano, per cui il consumatore finale percepiva una differenza in termini di tessuti utilizzati e di manualità manifatturiera tale da sostenere la produzione italiana, oggi invece il consumatore finale ha mutato la propria propensione al consumo ed ha mutato la propria scelta nel paniere dei consumi (Cozzi 1996; Calvi, 1996). Questo è dovuto non solo a ragioni economiche, ma anche legate all evoluzione dei comportamenti sociali: le differenze ridotte in termini di qualità, creatività, design, utilizzo di tessuti e di tecniche di nobilitazione tessile (tintura del tessuto, tenuta, solidità) vengono difficilmente percepite dal 12

13 consumatore, che tende a preferire il prodotto proveniente dai paesi emergenti, potendo contare su un prodotto affidabile, piacevole e a basso prezzo. La competizione non può quindi basarsi esclusivamente sul perseguimento della qualità, ma nasce l esigenza di reinterpretare creativamente un mercato sempre più complesso ed attento ai significati ed alle metacaratteristiche del prodotto. Da questa impostazione derivano forme innovative di micro segmentazione del mercato internazionale (Valdani, 1984, 1986; Cesarin, 1990), dove le nicchie che ne derivano sono il risultato di un processo creativo di rappresentazione delle opportunità di mercato. Il presente contributo intende dedicare particolare attenzione agli scenari di quest ultimo tipo, attraverso un percorso di analisi qualitativa e di ricerca azione. 2. Metodologia di ricerca La ricerca si è caratterizzata per una impostazione proattiva, fondata sui metodi propri della case study research (Yin, 1989; Eisenhardt, 1989) e della ricerca azione (Lewin, 1946; McNiff, 1988; Vignali) volta alla individuazione di drivers e 13

14 caratteristiche fondamentali per un azienda che intende operare nel settore del tessile-abbigliamento. Si è trattato, quindi, di una ricerca dall impostazione empirica, volta alla ricerca di chiavi che consentano l individuazione di un posizionamento e di una strategia competitiva iniziale, piuttosto che all analisi del settore della moda e dell abbigliamento dal punto di vista prettamente teorico. La metodologia della Action research, infatti, appare come la più indicata alla definizione di un percorso di crescita individuato in base alle risorse, alle competenze, alla loro funzione di utilizzo, il cui scopo sia fornire una linea guida allo sviluppo dei primi passi di uno start-up innovativo. Secondo Vignali (2004), infatti, l action research può essere vista come un approccio di ricerca che si basa su una relazione di tipo problem-solving fra ricercatori e clienti, che simultaneamente porta alla risoluzione di un problema e alla generazione di nuove conoscenze. In base e per queste ragioni, lo studio si è svolto tramite l utilizzo incrociato di: - un analisi della letteratura esistente circa la struttura del mercato della moda e alle sue dinamiche - sia dal punto di 14

15 vista aziendalistico, strategico ed economico, che dal punto di vista sociologico, psicologico e semiotico 5 ; - interviste a testimoni privilegiati, addetti del settore e di esperti del mercato 6 ; - focus group fra iniziatori del progetto, persone direttamente coinvolte e campioni casuali di potenziali clienti 7 ; - perception studies su potenziali clienti. Le informazioni raccolte hanno permesso di definire le opportunità generiche di mercato (pre-step), le problematiche 5 A questo proposito segnaliamo una scarsità di letteratura economica. Moda ed abbigliamento sono, infatti, due concetti profondamente diversi (Simmel, 1998): con il primo ci si riferisce ad un trend, ad una sublimazione del bisogno di beni sociali; l abbigliamento, invece, rappresenta proprio la soddisfazione di tali bisogni. Se esiste una vastissima letteratura sugli aspetti sociologici e semiotici del vestire, sul significato degli abiti, sulle scelte dei consumatore, la letteratura economica si rivolge invece quasi esclusivamente all alta moda. Seppure questa lettura sia in parte estendibile al settore dell abbigliamento, appaiono scarsi i riferimenti ad analisi strategiche, analisi market oriented e macroeconomiche rivolte alle realtà aziendali non operanti nel mercato di nicchia Alta Moda. 6 Mario Boselli, presidente della Camera Nazionale della Moda italiana; Massimo Zamagni, direttore Moda italia.net; Massimo Costa, Direttore Sistema Moda Italia; Angelo, Direttore di Angelo Vintage; Bruno Percudani, direttore commerciale Berrettificio Bruno Percudani Spa; titolare Maglificio Mapler; espositori de Fashion Vintage Show di Belgioso, Milano Vende Moda, Vintagevent. 7 Effettuati in occasione della fiera Milano Vende Moda svoltasi a Milano dal 26 al 29 febbraio 2004, del Fashion Vintage Show svoltasi a Belgioioso dal 24 al 27 aprile 2004, e del Vintagevent svoltosi a Milano dal 27 febbraio al 1 marzo

16 strategiche e di marketing (diagnosing) e le potenzialità di sviluppo nell ambito del settore (planning, action taking ed evaluation) del tessile-abbigliamento per attività di nicchia con caratteristiche innovative (Coghlan e Brannick, 2001). Sulla definizione della strategia competitiva in un settore come quello dell abbigliamento, rivestono grandissima importanza fattori psicologici legati alla scelta dei consumatori. Il consumo, infatti, non è solo l espressione di un comportamento economico, condotto con maggiore o minore razionalità, ma è anche fortemente condizionato da fattori sociologici e psicologici (Fiocca, 1990). Nella definizione della strategia ci rifacciamo alla definizione di Andrews, secondo cui la strategia d impresa è l insieme dei principali obiettivi, scopi o fini, e delle politiche e piani necessari per conseguirli, in una formulazione tale da permettere di definire il business nel quale l impresa opera, ed il genere di impresa che essa è o dovrebbe essere (Andrews, 1971). Accanto a questa letteratura deterministica del percorso strategico, si è reso necessario affiancare una prospettiva 16

17 emergente (Mintzbkeg, 1984), fondata sulla flessibilità continua nella risposta ed un mercato complesso. Una volta definite le opportunità di mercato del settore e le problematiche strategiche dello stesso, sono stati individuati quattro possibili scenari alternativi in cui l iniziativa imprenditoriale potrebbe inserirsi. La loro individuazione è dovuta sia alla caratteristiche proprie dell attività imprenditoriale oggetto d analisi, sia agli orientamenti emergenti del mercato e al posizionamento individuabile dai perception studies e dai focus groups. Questi quattro scenari rappresentano quattro diversi business, la cui definizione segue il modello di Abell (Abell, 1980; 1986). Al fine di individuare, fra questi, lo scenario competitivo specifico del progetto e delineare gli elementi guida per il business planning successivo, è stata effettuata un analisi di tipo swot sulla base dei risultati emersi dalle interviste effettuate a responsabili aziendali e dai test di mercato su gruppi di consumatori-tipo. All interno di queste analisi per scenario, il customer profiling si è basato sui perception studies effettuati durante il periodo in cui si è svolta la ricerca. 17

18 3. Le fonti di vantaggio competitivo nel mercato dell abbigliamento Secondo gli esperti di settore, si delinea chiaramente un assunto di base: la platea di piccole e medie imprese operanti nel settore possono sopravvivere solo nella misura in cui si orientino ad una nicchia di mercato di riferimento, sia nei comparti a monte (produttori di filati e tessuti) che in quelli a valle (imprese industriali che producono abiti confezionati). Il posizionamento su un mercato di massa appare non sostenibile, sia per ragioni strutturali che per ragioni congiunturali, ed il posizionamento su nicchie mature, quali la produzione di lusso, comporterebbe scontrarsi, con poche possibilità di successo, con elevate barriere d ingresso e competere con aziende affermate, forti di brand globali. Non è, infatti, più possibile pensare di poter essere competitivi in un mercato in cui sono cadute molte barriere all ingresso, caratterizzato da un arena competitiva mondiale per quanto riguarda l offerta (Zucchella e Maccarini, 1999), e da una domanda fortemente volubile, per cui la fidelizzazione del cliente ha perso importanza. La propensione al consumo è mutata e il paniere di riferimento dei beni accessori, quali 18

19 l abbigliamento, è composto da beni fra loro sostituti, la disponibilità di denaro si è ridotta ed esiste una domanda di prodotti non standardizzati ma comunque a basso costo ( value for money ), rispetto alla quale le imprese industriali si stanno attrezzando sia per rispondere alla concorrenza asiatica, sia per competere con i laboratori artigianali che si sono inseriti in questo comparto. Di conseguenza, il primo imperativo per un azienda che intenda entrar in questo settore consiste nell individuare una strategia competitiva di tipo innovativo, basata sulla focalizzazione su una nicchia di nuova generazione all interno del mercato, in cui si coniughino alta qualità, creatività, innovazione e tendenze socio-culturali. Lo step immediatamente successivo consiste nell implementazione di strategie funzionali, non più caratterizzate da una visione per funzioni separate, ma basate su una gestione imprenditoriale e per progetti, dove R&D e marketing rappresentano le aree critiche, a maggior impatto sulla catena del valore (Brognara e Codeluppi, 1992). La produzione, rimane sempre un area critica nella gestione aziendale, nonostante la relativa riduzione del suo peso 19

20 all interno della value creation del settore: outsourcing e produzione interna rappresentano le due possibili alternative strategiche il cui impatto dipenderà dalle specificità aziendali. All interno della nicchia individuata, la competitività può essere garantita solo se l azienda realizza un prodotto che racchiude caratteristiche e valori che identificano un prodotto con personalità propria e non semplicemente un capo di abbigliamento. E necessario che si identifichi nel quadro delle offerte esistenti e acquisisca una identità distintiva in cui il consumatore possa ritrovarsi e tramite cui possa esprimere il proprio gusto, il life style proprio o a cui aderisce anche solo idealmente. Per questo, il capo d abbigliamento non è solo un indumento, ma un insieme di caratteristiche che il consumatore ricerca all interno di un unico prodotto (Fig. 1.1), una scelta di consumo tramite cui i consumatori trasmettono informazioni su se stessi (Holman, 1981). 20

21 Figura Cosa rappresenta un abito Fonte: nostra elaborazione. Una vastissima letteratura di taglio sociologico e semantico ha affrontato questo argomento, indagando il rapporto tra abbigliamento, identità sociale (Argyle, 1992; Hogg e Abrams, 1988; Simmell, 1998), personalità (Squicciarino, 1986; Davis, 1992; Caterina, 1995) e comunicazione (Davis, 1992; Caterina, 1995; Bonaiuto, 1995). Il contesto della moda è caratterizzato dalla sistematicità con cui vengono sviluppati nuovi design, che tendono a sostituire e rendere rapidamente obsoleti quelli precedenti: la moda è la logica dell obsolescenza pianificata (Farshou, 1987). La 21

22 tendenza è addirittura verso un aumento continuo del numero delle collezioni annue da presentare e consegnare al punto vendita, fino ad arrivare al superamento del concetto di stagione (Saviolo, 2002). Appare allora evidente che in tale processo la generazione di nuove mode o design rappresenta, da un lato, la condizione necessaria a soddisfare la richiesta del mercato, dall altro, a garantire la sopravvivenza nel tempo delle imprese che operano in tale contesto. L innovazione rappresenta l unica modalità attraverso cui è possibile assecondare i gusti di un consumatore sempre più esigente, educato al cambiamento continuo. La difficoltà più rilevante che si pone a questo proposito è legata al fatto che il medesimo consumatore richiede contestualmente un offerta all interno della quale sia possibile una selezione idonea a consentire una possibilità di distinzione rispetto agli altri consumatori. Allo stesso tempo l abito nasce come strumento segnaletico attraverso cui il medesimo individuo che ricerca distinzione possa, di fatto, mostrare la propria appartenenza ad un gruppo o a una comunità di persone unite da una visione condivisa e da valori (Mason 1981, 1992; Bearden e Etzel, 1982; Simmel 1998), piuttosto che da caratteri socio- 22

23 economici (Veblen 1899; Leibenstein, 1950; Quelch, 1987; Wong e Ahuvia, 1998). Dal punto di vista della domanda, invece, il fenomeno del consumo della moda può essere studiato secondo diversi approcci ma, indipendentemente dalle interpretazioni teoriche, è evidente che vige una notevole soggettività nella produzione e interpretazione dei segnali sociali, che permette la coesistenza di gusti, scelte e comportamenti molto differenziati tra gruppi e dalla necessità che i consumatori hanno di utilizzare i prodotti e i servizi per sperimentare il loro valore segnaletico. Dal punto di vista dell offerta, quindi, l interazione dinamica che si viene a creare tra la crescente domanda di nuovi design e l obsolescenza pianificata da parte delle imprese genera una sostanziale complessità gestionale per gli attori che operano in tale contesto, dovuta al fatto di dover comunque raggiungere gli obiettivi economici-finanziari necessari a mantenere il sistema-impresa (Golinelli, 2000) in equilibrio. D altro canto è necessario per le imprese mantenere nel tempo una continuità nei loro processi di cambiamento, continuità che viene espressa nella brand identity costruita e consolidata nel 23

24 tempo, sedimentata nella personalità dell azienda stessa (Brondoni, 1998; Bucci, 1998). Il consumatore di moda, utilizzando il prodotto per il suo potere segnaletico, definisce le proprie scelte in relazione alla proiezione della propria immagine verso uno specifico marchio che possa rappresentarla: una moda è tale quando diviene il punto di riferimento per una comunità di produttori e una comunità di utilizzatori (Abrahamson e Fairchld, 1999). Di conseguenza l innovazione nel settore della moda trova manifestazioni poliformi, che si estendono a differenti aree di applicazione, dai prodotti, alla comunicazione, alla distribuzione ma quella relativa allo stile rappresenta sicuramente quella dominante le strategie sviluppate dalle imprese che operano in tale contesto. Definendo lo stile come una scelta estetica che riguarda i singoli capi di abbigliamento della collezione, le loro caratteristiche e la loro combinazione, si può affermare che l innovazione nel settore della moda si realizza attraverso la generazione di uno stile radicalmente nuovo, attraverso dei mutamenti di carattere incrementale che interessano singoli 24

25 elementi dello stile o le modalità attraverso cui tali elementi vengono combinati tra di loro. La moda come stile contraddice il concetto stesso di moda come novità, contro la sua essenza parente che è il cambiamento, la sostituzione, l obsolescenza sociologica, proponendo invece un numero limitato di stili diversi che evolvono nella sostanza e più lentamente nel tempo (Bucci 1998). All interno di questo paradosso strutturale, la prima e indispensabile chiave di successo sul mercato è quindi lo stile di ogni singolo capo prodotto, che automaticamente, diviene lo stile della casa e l identità di ogni collezione. L innovazione sul piano stilistico è il tassello su cui si fonda la creazione di una realtà aziendale e fondamentale, quindi, è la figura dello stilista: un professionista che, unendo il patrimonio culturale e formativo accumulato al gusto e alla creatività personale, crea un prodotto con personalità propria, in grado di dialogare con il consumatore, che crea personalità e la trasferisce alla linea di prodotti. Il prodotto moda, infatti, non rientra nella sfera dei bisogni sociali: la moda è il risultato di un bisogno postmoderno di 25

26 consumare prima che oggetti, significati (Giancola, 1999), e di soddisfare l esigenza di non necessario (Horiuchi, 1984). Il consumo di prodotti-moda non è tanto il frutto di un bisogno, quanto dei continui processi interpersonali di stimolo e creazione dei bisogni (Marris, 1964), e, conseguentemente, gli attori del sistema non devono puntare ad identificare bisogni, ma a soddisfare desideri inespressi, sfruttando la possibilità di non massificare e di rispondere alle esigenze dei consumatori, puntando sulla strategia di differenziazione piuttosto che su quella di leadership di costo. Il vantaggio concorrenziale, infatti, non risiede più esclusivamente nella capacità di offrire un insieme di valori, ma nella capacità di interrelazione delle componenti della domanda con le componenti dell offerta (Fiocca, 1990). Ciò che costituisce il fattore vincente non è il prodotto: è la capacità di catturare l intenzione di acquisto del consumatore come ricerca, come scelta personale e possibile scoperta (Bucci, 1992). Il valore aggiunto apportato dal creatore costituisce la base di tale strategia di differenziazione 8. 8 La creatività è tema oggetto di molti studi di natura psico-sociologica centrati soprattutto sulle caratteristiche delle persone considerate creative. Alcuni hanno 26

INDUSTRIA ELETTROTECNICA ED ELETTRONICA ITALIANA

INDUSTRIA ELETTROTECNICA ED ELETTRONICA ITALIANA INDUSTRIA ELETTROTECNICA ED ELETTRONICA ITALIANA Hannover Messe 2014 Walking Press Conference, 8 Aprile 2014 L industria Elettrotecnica ed Elettronica in Italia ANIE rappresenta da sessant anni l industria

Dettagli

SINTESI E PRINCIPALI CONCLUSIONI

SINTESI E PRINCIPALI CONCLUSIONI SINTESI E PRINCIPALI CONCLUSIONI IL CONTESTO GLOBALE Negli anni recenti, la crescita economica globale si è mantenuta elevata. La principale economia mondiale, cioè gli Stati Uniti, è cresciuta mediamente

Dettagli

IL PIANO DI MARKETING NOTE. tratto da MARKETING WORKBOOK Executive MBA MIB School of Management www.mib.edu

IL PIANO DI MARKETING NOTE. tratto da MARKETING WORKBOOK Executive MBA MIB School of Management www.mib.edu IL PIANO DI MARKETING NOTE tratto da MARKETING WORKBOOK Executive MBA MIB School of Management www.mib.edu 1 Because its purpose is to create a customer, the business has two - and only two - functions:

Dettagli

Seminario «Imprese, mercati, nuove tecnologie e nuovi settori: come cambia l organizzazione aziendale nello scenario competitivo»

Seminario «Imprese, mercati, nuove tecnologie e nuovi settori: come cambia l organizzazione aziendale nello scenario competitivo» Seminario «Imprese, mercati, nuove tecnologie e nuovi settori: come cambia l organizzazione aziendale nello scenario competitivo» Torino, 28-30 Novembre 2011 Luca Pignatelli Demografia (2010-2011) Popolazione

Dettagli

L internazionalizzazione leggera in Sicilia. Il IV Rapporto della Fondazione RES

L internazionalizzazione leggera in Sicilia. Il IV Rapporto della Fondazione RES L internazionalizzazione leggera in Sicilia. Il IV Rapporto della Fondazione RES Pier Francesco Asso ECONOMIA SICILIANA Si illustrano alcuni risultati del IV rapporto di ricerca della Fondazione RES dedicato

Dettagli

Un settore d eccellenza

Un settore d eccellenza Abitare Un settore d eccellenza Il Sistema Abitare Italia rappresenta una sintesi felice di diversi settori merceologici caratterizzati da un elevato contenuto qualitativo sia di prodotto che di processo.

Dettagli

I N D I C E 1 [ INTRODUZIONE ] 2 [ IL PROCESSO DI INNOVAZIONE ] 3 [ L INNOVAZIONE DI MERCATO]

I N D I C E 1 [ INTRODUZIONE ] 2 [ IL PROCESSO DI INNOVAZIONE ] 3 [ L INNOVAZIONE DI MERCATO] INNOVAZIONE DI MERCATO E LEVA PER LA CRESCITA I N D I C E 1 [ INTRODUZIONE ] 2 [ IL PROCESSO DI INNOVAZIONE ] 3 [ L INNOVAZIONE DI MERCATO] 1. [ INTRODUZIONE ] Capacità d innovazione e adattamento ai numerosi

Dettagli

Prefazione Prefazione

Prefazione Prefazione Tra i fattori strutturali dell economia e del sistema industriale italiano spiccano due caratteristiche: la prevalenza di imprese di piccole e medie dimensioni nelle quali si notano la contemporanea presenza

Dettagli

SPACE S.P.A. - POLITICA DI INVESTIMENTO AI SENSI DEL REGOLAMENTO DEI MERCATI ORGANIZZATI E GESTITI DA BORSA ITALIANA S.P.A.

SPACE S.P.A. - POLITICA DI INVESTIMENTO AI SENSI DEL REGOLAMENTO DEI MERCATI ORGANIZZATI E GESTITI DA BORSA ITALIANA S.P.A. SPACE S.P.A. - POLITICA DI INVESTIMENTO AI SENSI DEL REGOLAMENTO DEI MERCATI ORGANIZZATI E GESTITI DA BORSA ITALIANA S.P.A. 1. PREMESSE La presente politica di investimento è stata approvata dall assemblea

Dettagli

IL SETTORE DELL'ARTIGIANATO NELLA PROVINCIA DI AREZZO

IL SETTORE DELL'ARTIGIANATO NELLA PROVINCIA DI AREZZO IL SETTORE DELL'ARTIGIANATO NELLA PROVINCIA DI AREZZO Avvertenze Il presente documento è stato realizzato da CNA FORMAZIONE srl utilizzando anche fonti istituzionali comunitarie, nazionali, regionali e

Dettagli

IL PRESENTE RAPPORTO E STATO ELABORATO CON LE INFORMAZIONI DISPONIBILI AL 16 dicembre 2004 DA:

IL PRESENTE RAPPORTO E STATO ELABORATO CON LE INFORMAZIONI DISPONIBILI AL 16 dicembre 2004 DA: Istituto nazionale per il Commercio Estero PROMETEIA S.R.L. Evoluzione del commercio con l estero per aree e settori Gennaio 2005 PROMETEIA S.R.L. Via G. Marconi, 43 40122 Bologna 051-6480911 fax 051-220753

Dettagli

Marketing & Sales: le reazioni alla crisi

Marketing & Sales: le reazioni alla crisi Marketing & Sales: le reazioni alla crisi I risultati di un indagine empirica 1 1. IL CAMPIONE ESAMINATO 2 Le imprese intervistate Numero imprese intervistate: 14 Imprese familiari. Ruolo centrale dell

Dettagli

ABBIGLIAMENTO INFANTILE SETTEMBRE PAROLA D ORDINE: DELOCALIZZARE. La voce di Databank EDIZIONE 16. prima parte

ABBIGLIAMENTO INFANTILE SETTEMBRE PAROLA D ORDINE: DELOCALIZZARE. La voce di Databank EDIZIONE 16. prima parte EDIZIONE 16 prima parte SETTEMBRE La voce di Databank 2012 Cerved Group Spa Tutti i diritti riservati Riproduzione vietata ABBIGLIAMENTO INFANTILE PAROLA D ORDINE: DELOCALIZZARE PAROLA D ORDINE: DELOCALIZZARE

Dettagli

CONCLUSIONI. Nel presente lavoro si è concentrata l attenzione sul knowledge broker che opera. it Consult 2005. Conclusioni

CONCLUSIONI. Nel presente lavoro si è concentrata l attenzione sul knowledge broker che opera. it Consult 2005. Conclusioni CONCLUSIONI Nel presente lavoro si è concentrata l attenzione sul knowledge broker che opera all interno di un network. Si è svolta un attenta analisi della letteratura sui network, sulle conoscenze, sulla

Dettagli

è una ricerca sul tema dell'internazionalizzazione d'impresa promossa da

è una ricerca sul tema dell'internazionalizzazione d'impresa promossa da BECOMING INTERNATIONAL è una ricerca sul tema dell'internazionalizzazione d'impresa promossa da CUOA Esploratorio Studio Legale Tonucci&Partners Bonucchi e associati srl Research Draft 1, febbraio 2013

Dettagli

Il Ciclo di Vita del Prodotto nella Moda

Il Ciclo di Vita del Prodotto nella Moda Il Ciclo di Vita del Prodotto nella Moda Conoscendo l evoluzione storica della moda, è possibile affermarne la caratteristica di variabilità nel tempo, che dà vita ad un processo di cambiamento continuo,

Dettagli

Le determinanti dell attrattività di un mercato nell ottica di una impresa alberghiera

Le determinanti dell attrattività di un mercato nell ottica di una impresa alberghiera Le determinanti dell attrattività di un mercato nell ottica di una impresa alberghiera Un adattamento del modello delle 5 forze di M. Porter Prof. Giorgio Ribaudo Management delle imprese turistiche Corso

Dettagli

MADE IN ITALY SENZA ITALY I nuovi scenari della Moda e del Lusso

MADE IN ITALY SENZA ITALY I nuovi scenari della Moda e del Lusso MADE IN ITALY SENZA ITALY I nuovi scenari della Moda e del Lusso Moda e lusso nell attuale contesto macroeconomico Intervento di Gregorio De Felice Chief Economist, Intesa Sanpaolo 8 Novembre 2013 (Sintesi)

Dettagli

ISTITUTO TECNICO SUPERIORE PER LE NUOVE TECNOLOGIE PER IL MADE IN ITALY

ISTITUTO TECNICO SUPERIORE PER LE NUOVE TECNOLOGIE PER IL MADE IN ITALY ISTITUTO TECNICO SUPERIORE PER LE NUOVE TECNOLOGIE PER IL MADE IN ITALY TECNICO SUPERIORE RETAIL E MARKET INTELLIGENCE SETTORE MODA-CALZATURA OBIETTIVO DEL PERCORSO Il progetto intende formare una figura

Dettagli

IL FASHION AUTOMATICO

IL FASHION AUTOMATICO IL FASHION AUTOMATICO LE VARIABILI CHE CONCORRONO A RENDERE LE SCELTE DEI MANAGER DEL FASHION EFFICACI SONO INNUMEREVOLI E NONOSTANTE LA MODA SEMBRI ESPRIMERSI SOLO ATTRAVERSO CREATIVITÀ E SREGOLATEZZA,

Dettagli

BrandForum. Toglietemi tutto ma non il mio BREIL Scritto da Nicola Maienza Un caso esemplare di brand management nel settore dell orologeria.

BrandForum. Toglietemi tutto ma non il mio BREIL Scritto da Nicola Maienza Un caso esemplare di brand management nel settore dell orologeria. Toglietemi tutto ma non il mio BREIL Scritto da Nicola Maienza Un caso esemplare di brand management nel settore dell orologeria. 1. Introduzione: una chiave di lettura 2. Il caso BREIL: la costruzione

Dettagli

- 2 trimestre 2014 -

- 2 trimestre 2014 - INDAGINE TRIMESTRALE SULLA CONGIUNTURA IN PROVINCIA DI TRENTO - 2 trimestre 2014 - Sommario Riepilogo dei principali risultati... 2 Giudizio sintetico sul trimestre... 3 1. Il quadro generale... 4 1.1

Dettagli

Le collezioni si caratterizzano per una spiccata vocazione alla sperimentazione e alla ricerca. Sono ricche di dettagli che combinano un design

Le collezioni si caratterizzano per una spiccata vocazione alla sperimentazione e alla ricerca. Sono ricche di dettagli che combinano un design IL BRAND Il marchio GAZZARRINI nasce nel 1993 dall iniziativa e dall esperienza trentennale nel mondo della moda. Fin dall inizio, si distingue subito per un approccio innovativo al prodotto, tanto da

Dettagli

Il 2010 è per Fondazione Fiera Milano un anno speciale, il decennale del riconoscimento in fondazione di diritto privato dell Ente Autonomo Fiera

Il 2010 è per Fondazione Fiera Milano un anno speciale, il decennale del riconoscimento in fondazione di diritto privato dell Ente Autonomo Fiera Il 2010 è per Fondazione Fiera Milano un anno speciale, il decennale del riconoscimento in fondazione di diritto privato dell Ente Autonomo Fiera Internazionale di Milano. Con l occasione, oltre alle consuete

Dettagli

TECNICO SUPERIORE DI PROCESSO, PRODOTTO E COMUNICAZIONE MARKETING PER IL SETTORE TESSILE ABBIGLIAMENTO MODA

TECNICO SUPERIORE DI PROCESSO, PRODOTTO E COMUNICAZIONE MARKETING PER IL SETTORE TESSILE ABBIGLIAMENTO MODA TECNICO SUPERIORE DI PROCESSO, PRODOTTO E COMUNICAZIONE MARKETING PER IL SETTORE TESSILE ABBIGLIAMENTO MODA COMPETENZE ABILITA * ORE FRON TALI * 1 Fibre naturali e fibre chimiche - Riconoscere le correlazioni

Dettagli

Macro-area tematica: innovazione, progettazione, produzione e commercializzazione per i settori design oriented Settore: Fashion e Design

Macro-area tematica: innovazione, progettazione, produzione e commercializzazione per i settori design oriented Settore: Fashion e Design UNIVERSITA' TELEMATICA SAN RAFFAELE ROMA In collaborazione con DESIGN FOR BUSINESS & BUSINESS FOR DESIGN Design italiano come valore, innovazione e strategia (non solo di prodotto ma anche di processo!)

Dettagli

L agroalimentare nell economia del Paese: occupazione, innovazione, qualità, consumi, export

L agroalimentare nell economia del Paese: occupazione, innovazione, qualità, consumi, export L agroalimentare nell economia del Paese: occupazione, innovazione, qualità, consumi, export Roberto Monducci Istituto nazionale di statistica Direttore del Dipartimento per i conti nazionali e le statistiche

Dettagli

Il Sistema Moda verso il rinnovamento strategico in un mercato dove sono strutturalmente cambiate le leve della competizione

Il Sistema Moda verso il rinnovamento strategico in un mercato dove sono strutturalmente cambiate le leve della competizione Il Sistema Moda verso il rinnovamento strategico in un mercato dove sono strutturalmente cambiate le leve della competizione Con il rapporto di ricerca presentato dalla Filtea al direttivo del 6 maggio

Dettagli

SINTESI RAPPORTO 2009 IMPRESA E COMPETITIVITÀ

SINTESI RAPPORTO 2009 IMPRESA E COMPETITIVITÀ SINTESI RAPPORTO 2009 IMPRESA E COMPETITIVITÀ Il Rapporto 2009 Impresa e Competitività, realizzato da SRM (Associazione Studi e Ricerche per il Mezzogiorno) e OBI (Osservatorio Banche e Imprese di Economia

Dettagli

Lezione 1 Impresa e scelte strategiche

Lezione 1 Impresa e scelte strategiche Lezione 1 Impresa e scelte strategiche Economia e Organizzazione Aziendale Modulo 3 - La strategia aziendale Unità didattica 1 - Strategia: contenuti, oggetti, finalità Antonio Dallara Caratteristiche

Dettagli

GLI SCENARI ECONOMICI INTERNAZIONALI E LE OPPORTUNITA DI INTERNAZIONALIZZAZIONE PER LE PMI TRENTINE

GLI SCENARI ECONOMICI INTERNAZIONALI E LE OPPORTUNITA DI INTERNAZIONALIZZAZIONE PER LE PMI TRENTINE GLI SCENARI ECONOMICI INTERNAZIONALI E LE OPPORTUNITA DI INTERNAZIONALIZZAZIONE PER LE PMI TRENTINE Raffaele Farella Dirigente con incarico speciale per l internazionalizzazione e la promozione estera,

Dettagli

INDICE. 1.Perché fare Qualità. 2. Qualità e non-qualità. 3. Le potenzialità del Sistema di gestione. 4. La ISO 9001:2015

INDICE. 1.Perché fare Qualità. 2. Qualità e non-qualità. 3. Le potenzialità del Sistema di gestione. 4. La ISO 9001:2015 LE NOVITA INDICE 1.Perché fare Qualità 2. Qualità e non-qualità 3. Le potenzialità del Sistema di gestione 4. La ISO 9001:2015 1. PERCHE FARE QUALITA Obiettivo di ogni azienda è aumentare la produttività,

Dettagli

Area Marketing. Approfondimento

Area Marketing. Approfondimento Area Marketing Approfondimento ANALISI DEL MERCATO COMPETITIVO ANALISI DEL MERCATO COMPETITIVO CONOSCENZE L AREA STRATEGICA D AFFARI (ASA) IN RAPPORTO ALLE STRATEGIE AZIENDALI Nella definizione del comportamento

Dettagli

Fonte: indagine UniCredit 2010 sulla fiducia I RISULTATI PRINCIPALI. Indice di fiducia complessivo

Fonte: indagine UniCredit 2010 sulla fiducia I RISULTATI PRINCIPALI. Indice di fiducia complessivo COMUNICATO STAMPA Settimo Rapporto UniCredit sulle Piccole Imprese La ricerca di nuovi mercati: la sfida delle piccole imprese fra cambiamento e tradizione Presentato a Roma, lo studio è stato dedicato

Dettagli

RETI D IMPRESA. Un alternativa a società e consorzi per integrare e valorizzare in modo innovativo la propria individualità e le proprie competenze

RETI D IMPRESA. Un alternativa a società e consorzi per integrare e valorizzare in modo innovativo la propria individualità e le proprie competenze 110 BUSINESS & IMPRESE Maurizio Bottaro Maurizio Bottaro è family business consultant di Weissman Italia RETI D IMPRESA Un alternativa a società e consorzi per integrare e valorizzare in modo innovativo

Dettagli

LUSSO E CRISI: DIARIO DI SOPRAVVIVENZA

LUSSO E CRISI: DIARIO DI SOPRAVVIVENZA ABSTRACT LUSSO E CRISI: DIARIO DI SOPRAVVIVENZA Per poter comprendere a fondo cosa si intende per lusso e per moda e individuare punti di forza e di debolezza di queste realtà durante la recente crisi

Dettagli

SCHEDA DI SINTESI. Le importazioni, anch esse in rallentamento, rimangono però ad un livello significativo (30%) rispetto ai valori esportati

SCHEDA DI SINTESI. Le importazioni, anch esse in rallentamento, rimangono però ad un livello significativo (30%) rispetto ai valori esportati PANORAMA DEL SETTORE In questi ultimi anni, possiamo parlare di più di un decennio ormai, in Europa è prevalsa la politica del libero mercato e della globalizzazione. Politica attuata, però, senza che

Dettagli

GESTIONE DELLA QUALITA TOTALE IL CONCETTO DI QUALITA

GESTIONE DELLA QUALITA TOTALE IL CONCETTO DI QUALITA GESTIONE DELLA QUALITA TOTALE a.a. 2012-2013 1 IL CONCETTO DI QUALITA QUALITA OGGETTIVA è un concetto strettamente correlato al prodotto e si configura come l insieme di attributi fisici e tecnicofunzionali

Dettagli

Rilevi Group srl viene costituita a Bologna, Italia, nel

Rilevi Group srl viene costituita a Bologna, Italia, nel R G R O U P Company Profile Profilo Rilevi Group srl è un nome che è sinonimo di qualità e servizio nel campo del ricamo fatto a mano fin dal 1991, anno di costituzione. Rilievi Group è conosciuta presso

Dettagli

Le performance settoriali

Le performance settoriali 20 febbraio 2013 IL PRIMO RAPPORTO SULLA COMPETITIVITÀ DEI SETTORI PRODUTTIVI Perché un Rapporto sulla competitività Con il Rapporto sulla competitività delle imprese e dei settori produttivi, alla sua

Dettagli

Sintesi per la stampa. Rapporto Analisi dei Settori Industriali* Maggio 2016

Sintesi per la stampa. Rapporto Analisi dei Settori Industriali* Maggio 2016 Sintesi per la stampa Rapporto Analisi dei Settori Industriali* Maggio 2016 Il fatturato dell industria italiana rimarrà su ritmi di crescita ancora superiori al 2% nell anno in corso per poi entrare in

Dettagli

Intervento Paolo Zegna Presidente del Comitato Internazionalizzazione 27 marzo 2014

Intervento Paolo Zegna Presidente del Comitato Internazionalizzazione 27 marzo 2014 Intervento Paolo Zegna Presidente del Comitato Internazionalizzazione 27 marzo 2014 La promozione del sistema industriale italiano all'estero: migliorare efficacia ed efficienza. Le azioni. Grazie dottor

Dettagli

Attrezzature e componenti di arredo per retail e GDO

Attrezzature e componenti di arredo per retail e GDO marketing highlights Attrezzature e componenti di arredo per retail e GDO A cura di: Marino Serafino Identificazione del settore Produzione e distribuzione di attrezzature, soluzioni e componenti di arredo

Dettagli

Alla proposta di istituzione di un nuovo corso di laurea in Design della moda

Alla proposta di istituzione di un nuovo corso di laurea in Design della moda Nucleo di valutazione interna RELAZIONE TECNICA In ordine Alla proposta di istituzione di un nuovo corso di laurea in Design della moda per l a.a. 2005/2006 Venezia, 17 febbraio 2005 1 Indice 1. Premessa...

Dettagli

Sintesi per la stampa. Rapporto Analisi dei Settori Industriali* Maggio 2013

Sintesi per la stampa. Rapporto Analisi dei Settori Industriali* Maggio 2013 Sintesi per la stampa Rapporto Analisi dei Settori Industriali* Maggio 2013 Industria: caduta del fatturato nel biennio 2012-13 (-8,3% pari a 56,5 miliardi di euro a prezzi costanti), causata dal previsto

Dettagli

Progetto di ricerca rilevante di Ateneo (PAR)

Progetto di ricerca rilevante di Ateneo (PAR) Progetto di ricerca rilevante di Ateneo (PAR) UNA CULTURA, UNA TRADIZIONE, UN SISTEMA PRODUTTIVO LOCALE: IL CASO DI CASTELLI (TE) Indicazioni progettuali per un analisi territoriale, per un progetto di

Dettagli

APPLICAZIONI DI MARKETING CFU 10 Coordinatore: Prof. GIANNI COZZI. (ModuloTECNICA DELLA COMUNICAZIONE) CFU 5 Prof. Bruno Buzzo

APPLICAZIONI DI MARKETING CFU 10 Coordinatore: Prof. GIANNI COZZI. (ModuloTECNICA DELLA COMUNICAZIONE) CFU 5 Prof. Bruno Buzzo APPLICAZIONI DI MARKETING CFU 10 Coordinatore: Prof. GIANNI COZZI Gli studenti della laurea specialistica in General Management dovranno scegliere due moduli tra i cinque moduli (da 5 CFU ciascuno) sotto

Dettagli

Produzione. MANIFATTURA e MERCATI. Le PMI dopo sette anni di crisi

Produzione. MANIFATTURA e MERCATI. Le PMI dopo sette anni di crisi Produzione MANIFATTURA e MERCATI Le PMI dopo sette anni di crisi Produzione MANIFATTURA e MERCATI Le PMI dopo sette anni di crisi Realizzata da CNA Produzione In collaborazione con Centro Studi CNA MANIFATTURA

Dettagli

Alcuni Dati. Alcuni Dati Nostre elaborazioni su dati ISTAT - CIS (2001) Settore agroalimentare locale

Alcuni Dati. Alcuni Dati Nostre elaborazioni su dati ISTAT - CIS (2001) Settore agroalimentare locale Alcuni Dati Nostre elaborazioni su dati ISTAT - CIS (2001) La valorizzazione dei prodotti agroalimentari locali nella Grande Distribuzione Imprese agroalimentari sul totale delle imprese censite Addetti

Dettagli

Percorso di formazione continua nell ambito del progetto La strada per domani 2 Modulo qualità e sviluppo

Percorso di formazione continua nell ambito del progetto La strada per domani 2 Modulo qualità e sviluppo 2009-1-FR1-LEO05-0303 Percorso di formazione continua nell ambito del progetto La strada per domani 2 Modulo qualità e sviluppo 1 6 Strategia di sviluppo aziendale OBIETTIVO: verifica della fattibilità

Dettagli

IL SECONDO RAPPORTO SULLA COMPETITIVITÀ DEI SETTORI PRODUTTIVI

IL SECONDO RAPPORTO SULLA COMPETITIVITÀ DEI SETTORI PRODUTTIVI 26 febbraio 2014 IL SECONDO RAPPORTO SULLA COMPETITIVITÀ DEI SETTORI PRODUTTIVI Edizione 2014 Il Rapporto sulla competitività delle imprese e dei settori produttivi, alla sua seconda edizione, fornisce

Dettagli

www.sviluppoeconomico.gov.it PrideandPrejudice #laforzadellexport quello che non si dice del made in italy

www.sviluppoeconomico.gov.it PrideandPrejudice #laforzadellexport quello che non si dice del made in italy PrideandPrejudice #laforzadellexport quello che non si dice del made in italy INTRODUZIONE Un economia sempre più internazionalizzata: l export è il principale volano per la crescita dell economia italiana,

Dettagli

Percorso di alta formazione TECNICO SUPERIORE MARKETING E WEB STRATEGY PER L INTERNAZIONALIZZAZIONE NEL SETTORE MODA

Percorso di alta formazione TECNICO SUPERIORE MARKETING E WEB STRATEGY PER L INTERNAZIONALIZZAZIONE NEL SETTORE MODA 1 Percorso di alta formazione TECNICO SUPERIORE MARKETING E WEB STRATEGY PER L INTERNAZIONALIZZAZIONE NEL SETTORE MODA OBIETTIVO DEL PERCORSO Il progetto intende formare una figura professionale tecnica,

Dettagli

Alcune osservazioni in merito alla promozione all estero dei prodotti alimentari di qualità della Regione.

Alcune osservazioni in merito alla promozione all estero dei prodotti alimentari di qualità della Regione. Alcune osservazioni in merito alla promozione all estero dei prodotti alimentari di qualità della Regione. Scegliere i settori su cui sia opportuno investire fondi pubblici a fini promozionali, non è sempre

Dettagli

2.5 Imprese, creatività e internazionalizzazione

2.5 Imprese, creatività e internazionalizzazione 2.5 Imprese, creatività e internazionalizzazione La creatività è uno dei principali driver della competitività del nostro sistema produttivo. Le imprese che investono in creatività e nelle capacità individuali

Dettagli

Tecniche di Marketing. Parola chiave: Formula imprenditoriale. Formula imprenditoriale coerente

Tecniche di Marketing. Parola chiave: Formula imprenditoriale. Formula imprenditoriale coerente Tecniche di Marketing Progetto F.I.S.I.Agri 7 e 13 dicembre 2007 Luisa Baldeschi Parola chiave: Formula imprenditoriale La formula imprenditoriale è il cuore della pianificazione strategica La coerenza

Dettagli

Capacità dell impresa di ottenere (o ha la possibilità di conseguirla) nel medio-lungo periodo una redditività superiore a quella dei suoi

Capacità dell impresa di ottenere (o ha la possibilità di conseguirla) nel medio-lungo periodo una redditività superiore a quella dei suoi Capacità dell impresa di ottenere (o ha la possibilità di conseguirla) nel medio-lungo periodo una redditività superiore a quella dei suoi concorrenti. IL VANTAGGIO COMPETITIVO NASCE DA FONTI ESTERNE E/O

Dettagli

Opportunità di crescita internazionale per la Pellicceria Italiana

Opportunità di crescita internazionale per la Pellicceria Italiana Opportunità di crescita internazionale per la Pellicceria Italiana Il mercato della Pellicceria Italiana ha raggiunto un plateau nell ultimo periodo dovuto principalmente ad un consumo interno stabile

Dettagli

Export manager per il settore della nautica da diporto

Export manager per il settore della nautica da diporto PROGETTO COFINANZIATO DALL UNIONE EUROPEA Progetto formativo per Export manager per il settore della nautica da diporto FORMAZIONE SUPERIORE Progetto formativo per Export manager per il settore della nautica

Dettagli

L ATLANTE DEL MADE IN ITALY LE ROTTE DELL EXPORT ITALIANO PRIMA E DURANTE LA CRISI

L ATLANTE DEL MADE IN ITALY LE ROTTE DELL EXPORT ITALIANO PRIMA E DURANTE LA CRISI L ATLANTE DEL MADE IN ITALY LE ROTTE DELL EXPORT ITALIANO PRIMA E DURANTE LA CRISI Ottobre 2012 1 L ATLANTE DEL MADE IN ITALY Le rotte dell export italiano prima e durante la crisi La crisi dell economia

Dettagli

Petizione relativa al prossimo negoziato sul commercio internazionale dei prodotti del tessile-abbigliamento

Petizione relativa al prossimo negoziato sul commercio internazionale dei prodotti del tessile-abbigliamento Petizione relativa al prossimo negoziato sul commercio internazionale dei prodotti del tessile-abbigliamento Da dieci anni, ACTE, Associazione delle Comunità Tessili Europee, ha operato per la difesa e

Dettagli

LE OPPORTUNITÀ DI BUSINESS NEL SETTORE DELL ABBIGLIAMENTO INDIANO

LE OPPORTUNITÀ DI BUSINESS NEL SETTORE DELL ABBIGLIAMENTO INDIANO LE OPPORTUNITÀ DI BUSINESS NEL SETTORE DELL ABBIGLIAMENTO INDIANO 1 Introduzione La nuova legge sugli Investimenti Diretti Esteri nel multi-brand retail apre nuovi scenari e nuove opportunità all interno

Dettagli

IL MOLISE D ECCELLENZA STRATEGIE E LOGICHE COMPETITIVE PER LE IMPRESE AGROALIMENTARI E TURISTICHE DEL TERRITORIO

IL MOLISE D ECCELLENZA STRATEGIE E LOGICHE COMPETITIVE PER LE IMPRESE AGROALIMENTARI E TURISTICHE DEL TERRITORIO IL MOLISE D ECCELLENZA STRATEGIE E LOGICHE COMPETITIVE PER LE IMPRESE AGROALIMENTARI E TURISTICHE DEL TERRITORIO PERCORSO FORMATIVO PART TIME E MODULARE IN COLLABORAZIONE CON MAGGIO LUGLIO 2016 CUOA Business

Dettagli

CONGIUNTURA TREND E INVESTIMENTI NEL SETTORE COSMETICO

CONGIUNTURA TREND E INVESTIMENTI NEL SETTORE COSMETICO CONGIUNTURA TREND E INVESTIMENTI NEL SETTORE COSMETICO 2 NOTA ECONOMICA Tenuta del consumo di prodotti per la cura del corpo e per il benessere personale. Anche nel periodo a cavallo tra il 2009 e i primi

Dettagli

Premessa. Risultati della rilevazione misura 311

Premessa. Risultati della rilevazione misura 311 VALUTAZIONE DELL INCIDENZA DELLE MISURE DI SVILUPPO RURALE SULLE SCELTE DEGLI IMPRENDITORI AGRICOLI E DEI LORO FAMILIARI CON PARTICOLARE RIGUARDO ALLA PROPENSIONE VERSO LA DIVERSIFICAZIONE. Premessa In

Dettagli

Marchi, brevetti e proprietà intellettuale

Marchi, brevetti e proprietà intellettuale LA PICCOLA SI FA GRANDE 4 percorsi per la crescita formativa delle PMI RELAZIONE BANCA/IMPRESA Lean thinking Marchi, brevetti e proprietà intellettuale internazionalizzazione Con il patrocinio di Piccolindustria

Dettagli

L INDUSTRIA DELL OLIO DI OLIVA

L INDUSTRIA DELL OLIO DI OLIVA E x e c u t i v e s u m m a r y L INDUSTRIA DELL OLIO DI OLIVA La fotografia La rilevanza del comparto. L industria dell olio di oliva in senso stretto contribuisce per il 3,5% al fatturato complessivo

Dettagli

ARTIGIANATO E PICCOLA IMPRESA NEL VENETO

ARTIGIANATO E PICCOLA IMPRESA NEL VENETO Ufficio Comunicazione&Studi Confartigianato del Veneto ARTIGIANATO E PICCOLA IMPRESA NEL VENETO INDAGINE CONGIUNTURALE ANDAMENTO 2 SEMESTRE 2010 PREVISIONE 1 SEMESTRE 2011 In collaborazione con INDAGINE

Dettagli

Specializzazione in commercio estero. Mara Granzotto

Specializzazione in commercio estero. Mara Granzotto Specializzazione in commercio estero Mara Granzotto Stage svolto nell azienda Canalcom 28/05/2007-30/06/2007 CANALCOM - servizio consulenza UFFICIO STAMPA CLIENTI: Fornaci Calce Grigolin spa Superbeton

Dettagli

Comunicazione e Marketing Organizzazione Aziendale. Industria & ICT Energia Consumer Hi-Tech Cosmesi Turismo & Benessere

Comunicazione e Marketing Organizzazione Aziendale. Industria & ICT Energia Consumer Hi-Tech Cosmesi Turismo & Benessere Comunicazione e Marketing Organizzazione Aziendale Industria & ICT Energia Consumer Hi-Tech Cosmesi Turismo & Benessere MultiPiani si occupa dal 1994 di Comunicazione e Marketing strategico, rivolgendosi

Dettagli

CRM E GESTIONE DEL CLIENTE

CRM E GESTIONE DEL CLIENTE CRM E GESTIONE DEL CLIENTE La concorrenza è così forte che la sola fonte di vantaggio competitivo risiede nella creazione di un valore superiore per i clienti, attraverso un investimento elevato di risorse

Dettagli

Il marketing nella ristorazione. Libro in forma mista cartacea e digitale secondo le più recenti disposizioni di Legge, con integrazioni on line

Il marketing nella ristorazione. Libro in forma mista cartacea e digitale secondo le più recenti disposizioni di Legge, con integrazioni on line Il marketing nella ristorazione Libro in forma mista cartacea e digitale secondo le più recenti disposizioni di Legge, con integrazioni on line Il marketing nella ristorazione Il marketing nella ristorazione

Dettagli

Alessandro De Nisco. Università del Sannio. Corso di Marketing COMPRENDERE IL CONCETTO DI STRATEGIA E I FONDAMENTI DELLA PIANIFICAZIONE STRATEGICA

Alessandro De Nisco. Università del Sannio. Corso di Marketing COMPRENDERE IL CONCETTO DI STRATEGIA E I FONDAMENTI DELLA PIANIFICAZIONE STRATEGICA LEZIONE N. 2 L attività di Marketing e le Strategie d Impresa Alessandro De Nisco Università del Sannio Corso di Marketing OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO DELLA LEZIONE COMPRENDERE IL CONCETTO DI STRATEGIA

Dettagli

La certificazione biologica: ruolo di garanzia, riconoscibilita e fiducia

La certificazione biologica: ruolo di garanzia, riconoscibilita e fiducia La certificazione biologica: ruolo di garanzia, riconoscibilita e fiducia Maurizio Canavari e Nicola Cantore Unità di Ricerca: Dipartimento di Economia e Ingegneria Agraria Università degli Studi di Bologna

Dettagli

Osservatorio sulla Finanza per i Piccoli Operatori Economici ABSTRACT

Osservatorio sulla Finanza per i Piccoli Operatori Economici ABSTRACT Osservatorio sulla Finanza per i Piccoli Operatori Economici ABSTRACT Volume 6 DICEMBRE 2005 CRIF DECISION SOLUTIONS - NOMISMA OVERVIEW CAPITOLO 1 FATTI E TENDENZE INDICE 1.1 L economia internazionale

Dettagli

Nota congiunturale I trimestre 2002

Nota congiunturale I trimestre 2002 CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA ARTIGIANATO AGRICOLTURA NOVARA Nota congiunturale I trimestre 2002 a cura dell Ufficio studi 81 80 79 78 77 76 75 74 73 72 6 4 2 0-2 -4-6 -8 71-10 I/98 II/98 III/98 IV/98

Dettagli

Koinè Consulting. Profilo aziendale

Koinè Consulting. Profilo aziendale Koinè Consulting Profilo aziendale Koinè Consulting è una società cooperativa a responsabilità limitata che svolge attività di consulenza e servizi alle imprese, avvalendosi di competenze interne in materia

Dettagli

Costruendo valore per il turismo in Lombardia

Costruendo valore per il turismo in Lombardia Costruendo valore per il turismo in Lombardia Chi siamo Explora S.C.p.A. ha il compito di promuovere la Lombardia e Milano sul mercato turistico nazionale ed internazionale. La società opera esattamente

Dettagli

L industria dentale italiana e il mercato di riferimento Maggio 2015

L industria dentale italiana e il mercato di riferimento Maggio 2015 Maggio 2015 L industria dentale italiana e il mercato di riferimento Maggio 2015 Presentazione Rapporto UNIDI definitivo sul mercato 2013 e stima 2014 Il progetto KEY-STONE Presentazione rapporto sul periodo

Dettagli

Tendenze in atto e prospettive per il futuro. Luca Zanderighi (Università di Milano)

Tendenze in atto e prospettive per il futuro. Luca Zanderighi (Università di Milano) Tendenze in atto e prospettive per il futuro Luca Zanderighi (Università di Milano) Milano, 6 giugno 2012 Schema dell intervento La situazione internazionale L Italia di fronte a una svolta: prospettive

Dettagli

L internazionalizzazione del sistema economico milanese

L internazionalizzazione del sistema economico milanese L internazionalizzazione del sistema economico milanese Il grado di apertura di un sistema economico locale verso l estero rappresenta uno degli indicatori più convincenti per dimostrare la sua solidità

Dettagli

GESTIONE AZIENDALE/GESTIONE DELL INNOVAZIONE E DEI PROGETTI

GESTIONE AZIENDALE/GESTIONE DELL INNOVAZIONE E DEI PROGETTI GESTIONE AZIENDALE/GESTIONE DELL INNOVAZIONE E DEI PROGETTI a.a. 2009-10 Prof. Corrado lo Storto DIEG, Dipartimento di Ingegneria Economico-gestionale Facoltà di Ingegneria, Università di Napoli Federico

Dettagli

PROBLEM DETECTION PROGRAM:

PROBLEM DETECTION PROGRAM: Pag.1 di 7 PROBLEM DETECTION PROGRAM: IL RUOLO ATTIVO DELLA BANCA PER CONOSCERE E FIDELIZZARE I CLIENTI Marina Mele - Luigi Riva In un settore che si caratterizza per elementi di forte dinamicità, fidelizzare

Dettagli

CONGIUNTURA TREND E INVESTIMENTI NEL SETTORE COSMETICO

CONGIUNTURA TREND E INVESTIMENTI NEL SETTORE COSMETICO CONGIUNTURA TREND E INVESTIMENTI NEL SETTORE COSMETICO 2 NOTA ECONOMICA Ripresa sostenuta dei consumi cosmetici nel 2010 nonostante le tensioni sulle propensioni d acquisto di larghe fasce di consumatori.

Dettagli

Management Consulting Boutiques e mercati globali

Management Consulting Boutiques e mercati globali Management Consulting Boutiques e mercati globali Antonella Negri Clementi * 1. Un modello distintivo Affiancare l azienda nel momento in cui si trova ad affrontare cambiamenti sostanziali di una o più

Dettagli

Come fare un piano di marketing

Come fare un piano di marketing Come fare un piano di marketing Marketing strategico e operativo Definizione Un Un piano di di marketing è un un piano finanziario arricchito di di informazioni su su origini e destinazioni dei dei flussi

Dettagli

Concetto di Strategia

Concetto di Strategia Strategia 1 Concetto di Strategia L'etimologia della parola "strategia" è greca e significa "l'arte del generale", cioè la capacità di arrivare ad una visione d'insieme che permetta di prendere le decisioni

Dettagli

Business Administration for Arts and Cultural Events

Business Administration for Arts and Cultural Events Master Courses 2012/2013 Business Administration for Arts and Cultural Events Istituto Europeo di Design Business Administration for Arts and Cultural Events OBIETTIVI Il mondo dell arte e i suoi mercati

Dettagli

Report n 1 «Il processo strategico d internazionalizzazione delle imprese»

Report n 1 «Il processo strategico d internazionalizzazione delle imprese» Un caso di studio nel settore dell abbigliamento: l intervento di Orga 1925 a supporto dell impresa nella proiezione verso i mercati esteri. A cura di Ezio Nicola e Silvano Magnabosco 1 Introduzione L

Dettagli

Introduzione: uno strumento completo 3. Il comparto delle costruzioni 4

Introduzione: uno strumento completo 3. Il comparto delle costruzioni 4 INDICE Introduzione: uno strumento completo 3 Il comparto delle costruzioni 4 Le aziende del comparto dell involucro edilizio 6 SERRAMENTISTI 7 COSTRUTTORI DI FACCIATE 9 L andamento del mercato 2011 SERRAMENTISTI

Dettagli

Ministero dello Sviluppo Economico

Ministero dello Sviluppo Economico Ministero dello Sviluppo Economico DIREZIONE GENERALE PER LA POLITICA INDUSTRIALE, LA COMPETITIVITA E LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DIV. VII PMI, Startup innovative e reti di impresa Indagine sulle PMI eccellenti

Dettagli

LE RAGIONI STRATEGICHE DI UNA SCELTA

LE RAGIONI STRATEGICHE DI UNA SCELTA vision guide line 6 LE RAGIONI STRATEGICHE DI UNA SCELTA QUANDO SI PARLA DI UN MERCATO COMPLESSO COME QUELLO DELL EDILIZIA E SI DEVE SCEGLIERE UN PARTNER CON CUI CONDIVIDERE L ATTIVITÀ SUL MERCATO, È MOLTO

Dettagli

LA FILOSOFIA GESTIONALE DEL MARKETING

LA FILOSOFIA GESTIONALE DEL MARKETING COMMENTO FRASI LA FILOSOFIA GESTIONALE DEL MARKETING Il management deve convincersi non di fabbricare prodotti, ma di fornire soddisfazioni che creano valore per i clienti (Levitt) - mission del mkt è

Dettagli

Fidelizzazione della clientela e customer care

Fidelizzazione della clientela e customer care Fidelizzazione della clientela e customer care La fidelizzazione è costituita da un insieme di operazioni ritenute utili per conservare a lungo la clientela. La fidelizzazione si attua impiegando tecniche

Dettagli

INTERVENTI FORMATIVI DI BREVE DURATA (da 4 a 16 ore)

INTERVENTI FORMATIVI DI BREVE DURATA (da 4 a 16 ore) INTERVENTI FORMATIVI DI BREVE DURATA (da 4 a 16 ore) FOCUS: IL POSSIBILE CO-MARKETING Il focus intende coinvolgere i presidenti delle cooperative nell analisi di un possibile co-marketing. Raccogliere

Dettagli

IL SITO PRODUTTIVO NELL ECONOMIA DELLA COMPLESSITA

IL SITO PRODUTTIVO NELL ECONOMIA DELLA COMPLESSITA IL SITO PRODUTTIVO NELL ECONOMIA DELLA COMPLESSITA Prof. 1Corso: Supply chain management Docente: 1 IL SITO PRODUTTIVO L economia fordista di ispirazione taylorista ad un economia post fordista ha contribuito

Dettagli

Strumenti per patrimonializzare e sostenere le Pmi: il Private Equity

Strumenti per patrimonializzare e sostenere le Pmi: il Private Equity Capitale di rischio Strumenti per patrimonializzare e sostenere le Pmi: il Private Equity di Amedeo De Luca Le Pmi italiane costituiscono la struttura portante del sistema economico nazionale, sia per

Dettagli

Tavolo La qualità del prodotto e dell esperienza turistica

Tavolo La qualità del prodotto e dell esperienza turistica Provincia Autonoma di Trento Dipartimento turismo, commercio, promozione e internazionalizzazione tsm Trentino School of Management SMT Scuola di Management del Turismo CONFERENZA PROVINCIALE DEL TURISMO

Dettagli

Carta, Editoria, Stampa e Trasformazione: i trend e le proposte per la crescita

Carta, Editoria, Stampa e Trasformazione: i trend e le proposte per la crescita Carta, Editoria, Stampa e Trasformazione: i trend e le proposte per la crescita Alessandro Nova Università L. Bocconi Roma, 18 febbraio 2014 Filiera della carta 2014 - Alessandro Nova 1 La Filiera della

Dettagli

IMPORTANZA DEI SERVIZI E DELLA LORO INTEGRAZIONE PER LO SVILUPPO DELLA COMPETITIVITA DEL SISTEMA ITALIA (Giorgio Merli FITA Confindustria)

IMPORTANZA DEI SERVIZI E DELLA LORO INTEGRAZIONE PER LO SVILUPPO DELLA COMPETITIVITA DEL SISTEMA ITALIA (Giorgio Merli FITA Confindustria) IMPORTANZA DEI SERVIZI E DELLA LORO INTEGRAZIONE PER LO SVILUPPO DELLA COMPETITIVITA DEL SISTEMA ITALIA (Giorgio Merli FITA Confindustria) ELEMENTI DI SCENARIO a) le evoluzioni strutturali del business

Dettagli