CORSI D ACQUA NATURALI

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1 PROVINCIA DI CREMONA CORSI D ACQUA NATURALI Esemplare di siluro (Silurus glanis) pescato nel fiume Po a Spinadesco fotografia di Carlo Lombardi CORSI D ACQUA NATURALI

2 CARTA DELLE VOCAZIONI ITTICHE PO Fiume S S S S Ossolaro Cortetano Fengo SESTO CREMONESE CASTELVERDE COSTA S. ABRAMO ACQUANEGRA CREMONESE Migliaro Casanova del Morbasco SPINADESCO CREMONA NAVIGLIO DUGALE ROBECCO FIUME PO PERSICO DOSIMO Persico Persichello ROGGIA MAGGIA CREMONA MADIGNANO CA VO C CICOGNOLO CAPPELLA DE PICENARDI Longardore BONEMERSE Bosco ex Parmigiano SOSPIRO IRIA Vighizzolo DRIZZONA TORRE DE PICENARDI San Lorenzo de' Picenardi PIADENA CA' D'ANDREA DEROVERE VOLTIDO Recorfano DUGALE DELMONA Villarocca PESSINA CREMONESE ISOLA DOVARESE Castelfranco d'oglio CANALE AC QUE ALTE FIUME OGLIO CALVATONE TORNATA Romprezzagno Forcello San Savino CELLA DATI GERRE DE' CAPRIOLO PIEVE D'OLMITidolo Pugnolo Gurata CINGIA DE' BOTTI Reboana STAGNO LOMBARDOCa' de Gatti Dosso de Frati San Lorenzo Aroldo CASTELDIDONE Brancere SAN DANIELE PO Castelponzone Solarolo PaganinoMOTTA BALUFFI SCANDOLARA RAVARA 5 1 Villanova 7 RIVAROLO DEL RE 173 TORRICELLA DEL PIZZO CANALE NA VAROLO GUSSOLA Vicobonighisio MARTIGNANA DI PO Cappella Agoiolo Vicobellignano CASALMAGGIORE DUGALE CASUMENTA 171 Vicomoscano Casalbellotto Fossacaprara Roncadelle PO Fiume (CORSI D ACQUA NATURALI Bacino del Fiume Po) 57

3 PROVINCIA DI CREMONA Bacino Idrografico Principale e Secondario (Bassi, 195) Po (-) Area omogenea (Bianchi, 199) - Reticolo idrografico I ordine Competenza amministrativa e province lombarde interessate interprovinciale (Cremona, Pavia, Lodi, Mantova) Inizio/sorgente (località e quota) Crissolo (CN), m s.l.m. Fine/sbocco (località e quota) Emilia Romagna, m s.l.m. Provenienza principale delle acque sorgiva, meteorica, scarico Recapito delle acque MARE ADRIATICO Soggetto competente in materia di polizia idraulica AGENZIA INTERREGIONALE PER IL FIUME PO Lunghezza totale (km) Pendenza media complessiva (%),3 Corpo idrico Significativo o a specifica destinazione d'uso (15/99) Sì Categorizzazione delle acque Pregio ittico potenziale Tipologia di corso d'acqua Grandi Fiumi del piano Unità funzionale Fiume Po Vocazione ittica attuale Ciprinidi limnofili Vocazione ittica potenziale Ciprinidi limnofili Descrizione generale Il fiume Po (5 km) è il principale fiume italiano. Nasce dal Monviso a quota. m s.l.m. in comune di Crissolo (CN), località Pian del Re, e sfocia nel mare Adriatico con un sistema deltizio ampio (3 km ) suddiviso in sei rami principali. Possiede un bacino imbrifero di circa 7. km, dei quali 3.7 sono compresi in territorio regionale. Il corso d acqua ha origine naturale, anche se nel tempo ha subito notevoli modifiche in relazione agli interventi antropici, costituiti prevalentemente da opere di consolidamento delle sponde con massi per scongiurare fenomeni erosivi, specialmente in corrispondenza dei meandri. Il Fiume Po scorre lungo la parte sud-orientale dell area provinciale, segnando per gran parte del percorso il confine della provincia di Cremona con quelle di Piacenza e di Parma. Il corso d acqua, entrando in territorio provinciale, descrive un ampio meandro in corrispondenza della confluenza del fiume Adda ad una quota di circa m s.l.m., per poi dirigersi, con andamento pressoché rettilineo, fino a Casalmaggiore dove ha formato un altro meandro. Maggiori variazioni dell alveo sono poi segnalate nel tratto in provincia di Mantova, con deviazione del corso verso Nord. I comuni cremonesi interessati sono: Crotta d Adda, Spinadesco, Cremona, Gerre de Caprioli, Stagno Lombardo, Pieve d Olmi, S. Daniele Po, Motta Baluffi, Torricella del Pizzo, Gussola, Casalmaggiore. Il fiume scorre sul fondo della propria valle fluviale di pianura, seguendo una traiettoria meandreggiante sostanzialmente controllata dalla plano-altimetria del territorio; il suo percorso, che tocca numerose lanche, ha origini naturali anche se oggi le sponde sono estesamente protette da massicciate artificiali che ostacolano la naturale tendenza erosiva del fiume; le zone golenali, assai estese a valle di Cremona, sono eccezionalmente soggette ad esondazioni; a valle di Cremona il Po denota una chiara pensilità. Data l elevata permeabilità che le aree solcate dal corpo idrico presentano, possono esistere stretti rapporti tra le acque fluviali e la falda freatica (drenaggio da parte del fiume). Le acque sono di provenienza sorgiva, meteorica e di scarico, con notevoli apporti da affluenti lungo il percorso. Il regime idrico è perenne, assai irregolare (direttamente legato alle precipitazioni e agli affluenti). Le principali derivazioni, nel territorio cremonese, sono costituite dagli impianti di sollevamento di Foce Morbasco ( m 3 /s), Isola Pescaroli ( m 3 /s) e Casalmaggiore (5 m 3 /s), per un totale di 19 m 3 /s. Svariati sono gli affluenti che versano le loro acque nel fiume Po: Riglio, Morbasco, Canale Navigabile (che convoglia le acque superficiali derivanti da vari canali), canale Mota, Fossadone, Dosolo, Riolo e Canale Irriguo Casalasco Viadanese (apporti idrici residui). Alla destra idrografica confluiscono anche altri corsi d acqua tra i quali i principali sono il torrente Arda, il fiume Taro ed il torrente Parma, che scorrono in territorio della regione Emilia Romagna. Da segnalare poi più a monte, a Isola Serafini, gli impianti della Centrale idroelettrica ENEL. Il principale scarico urbano del territorio cremonese è quello depurato dei reflui della città di Cremona. Nel Po vengono tuttavia convogliati tutti gli scarichi che confluiscono nella rete idrica secondaria o direttamente o tramite i principali affluenti, in parte già depurati naturalmente dalla rete idrica adduttrice. 5 PO Fiume (CORSI D ACQUA NATURALI Bacino del Fiume Po)

4 CARTA DELLE VOCAZIONI ITTICHE Caratterizzazione ambientale Di seguito viene proposta una descrizione del fiume Po nel tratto compreso tra foce Adda e Casalmaggiore Po, facendo riferimento ad una recente campagna di indagine condotta dalla Provincia di Cremona e da ERSAF Lombardia nell ambito del progetto LIFE Cobice, a cui si rimanda per la descrizione dettagliata delle metodologie di campo. I dati di caratterizzazione ambientale sono stati rilevati nel mese di luglio 5, in condizioni di regime idrologico di magra spinta del fiume. L asta fluviale è stata distinta in due tratti: il tratto 1 di competenza cremonese-emiliano dallo sbarramento di Isola Serafini a Casalmaggiore (lunghezza 1 km) e il tratto del ramo sinistro orografico del fiume Po, di competenza cremonese, che si origina in località Isola Serafini, nel tratto compreso tra l immissione del fiume Adda e la confluenza nel ramo principale del Po all altezza del comune di Olza (lunghezza km). Profondità. Nel tratto 1 la profondità media lungo la linea principale di corrente, in condizioni di magra spinta, è risultata pari a, m (dev.std=1,5 m). Nel tratto considerato si osserva un andamento delle profondità lungo il thalweg secondo un gradiente crescente da monte a valle. Sono rari i picchi superiori agli m, così come le profondità inferiori a m; il valore minimo rilevato è di circa 1 m mentre il punto di massima profondità lungo il percorso è pari a 1 m ed è localizzato a livello di Isola Pescaroli. Nella medesima località, in una zona adiacente la linea principale di corrente, è stata osservata una buca con profondità superiore a 1 m e fino a 15 m. La portata del fiume Po nel tratto risulta influenzata in modo quasi esclusivo dall acqua proveniente dal fiume Adda in quanto la chiusura delle paratie a livello di Isola Serafini determina (ad eccezione dei periodi di piena), a monte della immissione del principale tributario, la presenza di acqua ferma e di portate pressoché trascurabili. La profondità media lungo la linea principale di corrente, in condizioni di magra spinta, è risultata pari a 1,7 m (dev.std=1, m). Il valore minimo rilevato è pari a,1 m mentre il punto di massima profondità sfiora i m. Si apprezza un andamento delle profondità lungo il thalweg secondo un gradiente da monte a valle con circa ¾ delle osservazioni collocate a profondità uguali o inferiori a m. TRATTO LOCALITA' Batimetria lungo la linea principale di corrente (thalweg) LUNGHEZZA (km) PUNTI THALWEG (n.) PROFONDITA' MEDIA (m) PROFONDITA' DEV.STD (m) PROFONDITA' MIN (m) PROFONDITA' MAX (m) 1 Isola Serafini - Casalmaggiore 1 111, 1,5,9 1, Ramo sx F.Po (Foce F.Adda) - Confluenza nel ramo dx F.Po 159 1,7 1,,1 5, Nel tratto 1, raggruppando i dati di profondità in classi, deriva una distribuzione con classe modale a livello dell intervallo tra 3,1 e 3,5 m; ben il 9,% dei valori osservati si colloca tra,1 e 7,5 m di profondità, mentre risultano poco frequenti le classi più estreme. Nel tratto le classi più rappresentate sono quelle degli intervalli minori di 1,5 m. 5, 5,,, frequenza (%) 15, 1, frequenza (%) 15, 1, 5, 5,,,,1-,5,-1, 1,1-1,5 1,-,,1-,5,-3, 3,1-3,5 3,-,,1-,5,-5, 5,1-5,5 5,-,,1-,5,-7, profondità (m) 7,1-7,5 7,-,,1-,5,-9, 9,1-9,5 9,-1, 1,1-1,5 1,-11,,1-,5,-1, 1,1-1,5 1,-,,1-,5,-3, 3,1-3,5 3,-,,1-,5,-5, 5,1-5,5 5,-,,1-,5,-7, profondità (m) 7,1-7,5 7,-,,1-,5,-9, 9,1-9,5 9,-1, 1,1-1,5 1,-11, Frequenza relativa dei valori di profondità, raggruppati in classi, nel tratto 1 (a sinistra) e nel tratto (a destra). Nel tratto 1, la profondità misurata su 5 transetti trasversali al corso del fiume, oscilla generalmente tra e m. Il valore massimo (5, m) si rinviene in località Isola Pescaroli. La media calcolata sui valori medi di tutti i transetti (tabella 3.) è pari a 3 m. Il 9,1% delle osservazioni è compreso nell intervallo 1,-,7 m. Nel tratto, la profondità media per transetto è quasi sempre inferiore a m mentre la media calcolata sui valori medi di tutti i transetti è pari a 1, m (sulle ascisse del sottostante grafico la progressiva chilometrica del percorso è in PO Fiume (CORSI D ACQUA NATURALI Bacino del Fiume Po) 59

5 PROVINCIA DI CREMONA continuazione con quella del Fiume Adda, ad indicare che è l immissario a determinare principalmente le portate e ad influenzare i valori di profondità del ramo sinistro del Po). 1 1, 1 1, profondità media (m) profondità media (m),,,, percorso (km), percorso (km) Andamento delle profondità lungo i transetti del tratto 1 (a sinistra) e del tratto ( a destra). Sono riportati i valori medi per transetto e le relative deviazioni standard Larghezza dell alveo bagnato. La larghezza media dell alveo bagnato, misurata da sponda a sponda in 5 transetti del tratto 1 ha il valore medio di 195 m (la larghezza massima, rinvenuta in località Torricella Parmense dopo 5 km di percorso, è di 95 m). Solamente in una circostanza (pari a circa il % dei rilievi) è stata registrata una larghezza inferiore a 1 m. Tale dato è stato raccolto in località Olza dopo aver percorso circa 5 km da Isola Serafini. Dall analisi dei dati emerge una graduale tendenza all aumento della larghezza secondo un gradiente da monte a valle. La larghezza dei transetti del ramo sinistro del Fiume Po (tratto ) assume caratteristiche intermedie tra quelle del ramo destro (che risulta il principale) e quelle del fiume Adda (che in genere ne determina le portate). Il valore medio è pari a 1 m (la larghezza massima è di poco inferiore a m). TRATTO Larghezza dell alveo bagnato LOCALITA' REGIME IDROL. SEZIONI (n.) LARGHEZZA MEDIA (m) LARGHEZZA DEV.STD (m) LARGHEZZA MIN (m) LARGHEZZA MAX (m) 1 Isola Serafini - Casalmaggiore magra spinta 5 195, 5,, 95, Ramo sx F.Po (Foce F.Adda) - Confluenza nel ramo dx F.Po magra 7 1, 55,, 19, 3 3 larghezza transetto (m) larghezza alveo bagnato (m) , 1,, 3,, 5,, percorso (km) percorso (km) Andamento della larghezza dell alveo bagnato in 51 transetti del tratto 1 (a sinistra) e 7 transetti del tratto (a destra) PO Fiume (CORSI D ACQUA NATURALI Bacino del Fiume Po)

6 CARTA DELLE VOCAZIONI ITTICHE Velocità di corrente. La velocità dell acqua calcolata lungo la linea principale di corrente a livello di ogni transetto, ha assunto nel tratto 1 valori compresi tra, e 1, m/s. Il valore medio è risultato prossimo a 1 m/s. Suddividendo in classi il campione di dati raccolti, il 91,5% delle osservazioni risulta uguale o superiore a, m/s. Il corso principale è pertanto caratterizzato, lungo la linea principale, da correnti relativamente veloci. Nel tratto le velocità di corrente sono relativamente più basse e comprese tra,3 e 1,1 m/s, con media pari a, m/s. Al fine di una corretta interpretazione dei dati, occorre tuttavia tenere presente che il Fiume Po, anche a seguito degli interventi di regimazione delle acque (pennelli, difese spondali, ecc.) è attualmente caratterizzato da un canale principale in cui l acqua tende a scorrere più o meno velocemente e da zone laterali allo stesso che presentano velocità di corrente più basse o addirittura nulle. La percentuale di alveo bagnato interessata dal canale a veloce scorrimento può variare a seconda dei tratti. TRATTO LOCALITA' REGIME IDROL. Velocità della corrente lungo la linea principale di corrente RILIEVI (n.) VELOCITA' MEDIA (m/s) VELOCITA' VELOCITA' MIN DEV.STD (m/s) (m/s) VELOCITA' MAX (m/s) 1 Isola Serafini - Casalmaggiore magra spinta 7,9,3, 1, Ramo sx F.Po (Foce F.Adda) - Confluenza nel ramo dx F.Po magra 7,,3,3 1,1 Torbidità. La torbidità dell acqua, ottenuta mediante stima visiva ad opera del personale tecnico specializzato, è risultata nel 1% dei casi molto elevata, sia nel tratto 1 che nel tratto. Tale variabile potrebbe pertanto costituire un fattore negativo per le popolazioni di alcune specie ittiche di particolare interesse conservazionistico quali lo storione, soprattutto in riferimento alla possibile riduzione del tasso di sopravvivenza delle eventuali uova deposte. L elevata torbidità impedisce inoltre lo sviluppo delle macrofite acquatiche. Descrizione Numero Ordinale Frequenza (%) Acqua trasparente 1 Acqua leggermente velata Acqua moderatamente torbida 3 Acqua torbida Acqua molto torbida 5 1 Torbidità stimata su 5 transetti del tratto 1 e 7 transetti del tratto (dato aggregato) Granulometria del substrato. Il substrato maggiormente rappresentato è costituito dalla sabbia (7% dei rilievi); nella porzione più a monte, tra Isola Serafini e Cremona, è possibile viceversa osservare un fondo costituito da ciottoli, ghiaia e sabbia, che dovrebbe permettere lo sviluppo di comunità bentoniche più abbondanti e diversificate. Nel tratto il substrato maggiormente rappresentato è costituito dalla sabbia (71,% dei rilievi). In alcune porzioni del corso d acqua si rileva una buona presenza di ghiaia, che favorisce una leggera diversificazione dei substrati. substrato (numero ordinale) percorso (km) Andamento della granulometria dei substrati lungo il percorso da Isola Serafini a Casalmaggiore (1=sabbia, =sabbia e ghiaia, 3=ghiaia, =ciottoli, ghiaia e sabbia, 5=ciottoli e ghiaia, =ciottoli, 7=massi e ciottoli) PO Fiume (CORSI D ACQUA NATURALI Bacino del Fiume Po) 1

7 PROVINCIA DI CREMONA Caratteristiche della vegetazione perifluviale e stato delle sponde. Le informazioni sullo stato della vegetazione perifluviale e delle sponde sono state rilevate in corrispondenza dei transetti trasversali indagati. Per favorire la comprensione di alcuni termini, viene di seguito riportato un breve glossario. Fascia perifluviale: porzione di territorio immediatamente all esterno dell alveo di morbida dove si insediano, se presenti, le formazioni riparie arbustive ed arboree e comprendente, al suo interno, l ecotono tra alveo e territorio circostante. Fascia perifluviale primaria: fascia formata in modo naturale, dove la vegetazione spontanea si è insediata e consolidata con modelli naturali ed esiste una condizione totale di permeabilità ai flussi tra alveo e territorio circostante. Fascia perifluviale secondaria: fascia vegetale formatasi all interno di un argine artificiale. Sono ascrivibili a questa tipologia le fasce vegetazionali formatesi all interno di arginature o di difese spondali. Lo stato delle sponde lungo il tratto 1 del fiume Po risulta ecologicamente compromesso a seguito di numerosi interventi di origine antropica, in primo luogo difese spondali e pennelli, che determinano una parziale perdita della funzione filtro operata dalle fasce di vegetazione perifluviale. La tipologia prevalente è in oltre la metà dei casi secondaria, ossia formatasi all interno di massicciate. In oltre il % dei casi la vegetazione è costituita da arbusti non ripari (principalmente Amorpha fruticosa) e da erbe, mentre la dominanza di essenze arboree riparie (salici, pioppi, ecc.) è rilevata solo nel % dei casi. La continuità longitudinale delle fasce è buona solo nel,1% delle osservazioni, mentre oltre il 7% mette in luce la presenza di interruzioni più o meno frequenti. Le rive sono alternativamente costituite da erbe ed arbusti o (a livello delle difese spondali) da massi, anche se non mancano zone con suolo nudo. Oltre ¾ delle sponde sono risultate soggette a fenomeni erosivi rilevanti o alternativamente sono state protette da interventi artificiali. Al fine di fornire un quadro sintetico sullo stato ecologico della vegetazione perifluviale e delle sponde a livello dei transetti è stato elaborato un indice di valutazione, ottenuto per ogni sponda, sommando i punteggi attribuiti alle risposte relative alle singole variabili. I risultati sintetici sono riportati in tabella ed evidenziano come oltre il 75% delle sponde presenti condizioni ecologiche da alterate a molto alterate mentre solo il % si trova in buono stato. Punteggio Descrizione Frequenza (%) -7 sponde molto alterate 3, -1 sponde alterate 5, sponde leggermente alterate 1, 1-17 sponde non alterate 5, Giudizio ecologico sintetico relativo alle sponde del tratto 1 (n. osservazioni=1) Nel tratto, lo stato delle sponde risulta in genere alterato anch esso a seguito di numerosi interventi di origine antropica, in primo luogo difese spondali. La tipologia prevalente è equamente suddivisa tra primaria e secondaria. In quasi il % dei casi la vegetazione è costituita da arbusti non ripari (principalmente Amorpha fruticosa) e da erbe, mentre la dominanza di essenze arboree riparie (salici, pioppi, ecc.) è rilevata nel 35,7% dei casi. La continuità longitudinale delle fasce è buona solo nel,% delle osservazioni. Le rive sono per la metà dei casi costituite da massi posti artificialmente. Oltre l 5% delle sponde è risultato soggetto a fenomeni erosivi rilevanti o alternativamente è risultato protetto da difese spondali. Gli indici sintetici dello stato della vegetazione perifluviale e delle sponde a livello dei transetti riportati in tabella evidenziano come quasi l % delle sponde presenti condizioni ecologiche da alterate a molto alterate mentre nessuna sponda si trova in stato elevato. Punteggio Descrizione Frequenza (%) -7 sponde molto alterate, -1 sponde alterate 5, sponde leggermente alterate 1, 1-17 sponde non alterate, Giudizio ecologico sintetico relativo alle sponde del tratto (n. osservazioni=1) PO Fiume (CORSI D ACQUA NATURALI Bacino del Fiume Po)

8 CARTA DELLE VOCAZIONI ITTICHE Qualità chimico-fisica e biologica Temperatura, ossigeno, conducibilità, ph. Di seguito viene riportata una descrizione schematica dei alcuni parametri di base chimico-fisici delle acque raccolti tra l 1 e il 13 luglio 5 in condizioni di magra spinta del fiume (tratto 1) e il 9 luglio 5 in condizioni di magra (tratto ), che offrono una visione complessiva del fiume Po nel tratto cremonese. Nella tabella di sintesi dei risultati vengono presentati solo i dati rilevati in superficie che non si discostano in modo significativo da quelli rilevati sul fondo. TEMP. CONDUCIB. ph ( C) (mg/l) (% sat) (µs/cm) tratto 1. Isola Serafini - Casalmaggiore MEDIA,9 9, 19,, 13, DEV-STD,,7,,1 13, MIN 3,5, 1, 7, 393, MAX, 1, 119,,1, tratto. ramo sx F.Po (foce F.Adda) - confluenza nel ramo dx F.Po MEDIA 5, 9, 11,3, 531,5 DEV-STD,,1 1,,1 3,1 MIN,9, 19, 7,9 57, MAX, 9,1 111,, 53, O O Analisi chimico-fisiche delle acque nel tratto 1 (condizioni idrologiche di magra spinta) e nel tratto (magra) del fiume Po La media complessiva della temperatura risulta relativamente alta ( C). Tale dato è frutto in particolare degli elevati valori rilevati (fino a 9, C) nella porzione del tratto 1 prossima a Isola Serafini, misurati in condizioni di clima stabile e temperature esterne relativamente alte, mentre i dati a valle sono stati rilevati in condizioni atmosferiche caratterizzate da instabilità e frequenti piogge, che potrebbero aver determinato una temporanea riduzione dei valori rispetto a quelli potenzialmente raggiunti durante i momenti estremamente caldi. Le temperature, comprese tra 5 e,5 C, sono di circa C inferiori rispetto a quelle (rilevate alla stessa data) del ramo destro del Po. I valori di ossigeno, sia in superficie sia sul fondo, risultano compatibili con le esigenze biologiche delle specie ittiche che possono popolare questo tratto di fiume. Analogo discorso vale per i parametri ph e conducibilità, che risultano relativamente costanti lungo il percorso fluviale indagato. I valori dei parametri chimici del tratto sono simili a quelli del tratto terminale del fiume Adda. Qualità biologica e chimico-fisica complessiva. Le analisi di qualità biologica di seguito presentate sono il frutto di molteplici rilevamenti effettuati sul corso del fiume tra Castel San Giovanni (PC) e Casalmaggiore. Qualità biologica - PO - Casalmaggiore - st. 1. Qualità biologica - PO - S. Daniele Po - st mag-9 R = 1, 7 Unità sistematiche I.B.E. Classe di qualità R = 1, 5 ott-9 IV lug-9 R = 1, Unità sistematiche I.B.E. Classe di qualità mag-9 Qualità biologica - PO - Stagno Lombardo - st. 1.3 Qualità biologica - PO - Cremona - st Unità sistematiche I.B.E. Classe di qualità R =, R =, Unità sistematiche I.B.E. Classe di qualità 1 1 R =, R =, II set-9 set-95 apr-97 apr-9 set-93 ott-95 set-9 dic-9 Indice biotico esteso delle acque del fiume Po (ARPA) riferiti alle indagini svolte dal 1993 al 199 nelle stazioni di Cremona, Stagno Lombardo, San Daniele Po e Casalmaggiore. PO Fiume (CORSI D ACQUA NATURALI Bacino del Fiume Po) 3

9 PROVINCIA DI CREMONA 1 7 Qualità biologica - FIUM E P O (Cremona ) st. 35 Unità sistematiche I.B.E. Classe qualità 7 5 5, Q ualità bio lo gic a - F IUM E P O (G uss o la ),5,5 Unità sistematiche I.B.E. Classe qualità 3,5 IV - V IV feb-3 lug-3 giu-5 ago-5 ott- dic- lug-7 IV IV IV IV nov-5 IV mar- IV Indice biotico esteso delle acque del fiume Po (ARPA) relativi alle indagini dal 3 al 7 nelle stazioni di Cremona e Gussola I risultati delle analisi delle acque nelle stazioni di monitoraggio di Castel San Giovanni (PC) e di Piacenza città si caratterizzano per valori LIM (Livello di Inquinamento espresso dai Macrodescrittori fisico-chimici) pari a 3 (sufficiente) (ARPA Regione Emilia Romagna Sezione di Piacenza, 3), leggermente migliori nella stazione di Castel San Giovanni rispetto a Piacenza, anche se fino al confine con la provincia di Parma la qualità dell acqua è irrimediabilmente compromessa dagli scarichi provenienti da Milano e hinterland. Negli anni si è assistito inoltre ad un leggero miglioramento del LIM nella zona di Castel San Giovanni ed una stabilità nella zona di Piacenza. I valori di COD sono relativamente più elevati rispetto a quelli del BOD5, a testimonianza del fatto che il carico organico degli scarichi civili comincia ad essere degradato appena dopo l immissione del Lambro e arriva a Piacenza materia organica non biodegradabile come solventi, IPA, pesticidi o composti in grado di inibire l attività di degradazione dei microrganismi. La concentrazione di Escherichia coli infatti non supera comunque il limite di 5 UFC/1 ml. Lo stato ecologico (SECA) del fiume Po si attesta in classe terza (sufficiente) in entrambe le stazioni di monitoraggio. Le stazioni di monitoraggio di Ragazzola-Roccabianca (PR), collocata a valle della immissione dei fiumi Adda e Arda, e di Casalmaggiore (CR), nei pressi del Ponte, a valle dell immissione del Taro (dati 1999-, ARPA Regione Emilia Romagna - Spaggiari e Al., 3) presentano LIM generalmente pari a 3. Viceversa la qualità biologica (Metodo IBE) è quasi sempre IV, il che implica che nel definire lo Stato Ecologico del Corso d Acqua (SECA) occorre collocare il Po all interno della IV Classe, corrispondente ad uno stato scadente. Le analisi volte alla ricerca di sostanze chimiche pericolose hanno messo in luce la presenza di metalli pesanti quali Cadmio (limitatamente a Casalmaggiore), Cromo totale, Nichel, Piombo, Rame e Zinco. Sono inoltre risultati presenti, in alcune circostanze, fitofarmaci diserbanti e composti organo-alogenati quali cloroformio, metilcloroformio, tetracloroetilene, tetracloruro di carbonio e tricloroetilene. I valori di I.B.E. registrati nelle stazioni cremonesi di Cremona e Gussola rilevano mediamente un ambiente molto inquinato, tendenzialmente peggiore rispetto a quello descritto nella precedente carta ittica (valori medi in classe - ambiente inquinato). Anche la qualità chimico-fisica risulta sovente alterata con valori di nutrienti (fosforo e azoto) elevati. Malgrado il carico organico assorbito dal fiume si registra una risposta positiva del sistema, testimoniata dai discreti tenori di ossigeno disciolto. In sintesi, il Po nel tratto tra Isola Serafini e Casalmaggiore presenta una qualità alterata delle acque, dovuta a molteplici fattori legati alla forte pressione antropica (sorgenti puntiformi di inquinamento civile, carichi diffusi, attività industriali, ecc.) che insistono direttamente sul corso d acqua o tramite i suoi immissari. Codice stazione Anno Comune 75P [1- OD%] 75P BOD 5 75P COD 75P E. coli 75P Azoto amm. 75P Azoto nitrico 75P Fosforo totale [1- OD%] BOD 5 COD E. coli POCN5 5 Cremona 11,3 3, 11,3.,95,55,9 3 POCN5 Cremona 1,5,3, 1.5,15,, Azoto amm. Azoto nitrico Fosforo totale L.I.M. CLASSE IBE S.E.C.A. Qualità chimico-fisica e biologica del fiume Po nella stazione di Cremona nel periodo 5/ (dati ARPA Lombardia). PO Fiume (CORSI D ACQUA NATURALI Bacino del Fiume Po)

10 CARTA DELLE VOCAZIONI ITTICHE Stazione CREMONA - st. 35 Media Dev.St. Min Max Temperatura ( C) 15,5,3,,9 ph 7,9, 7,5,5 Conducibilità (µs/cm) Cloruri (mg/l) 1,3 5,1, 35, Solfati (mg/l) 3,7 5,9, 51, Durezza totale (mg/l) 19, 35,5 15, 5, Ossigeno (%) 93,,3 1, 17, Ossigeno (mg/l) 9, 1,1 7, 1, Azoto nitrico (mg/l),1,9 1,1, Azoto ammoniacale (mg/l),1,1,3,71 Azoto totale (mg/l),75 1,9, 9, BOD 5 (mg/l) 3, 1,3 1,, COD (mg/l) 11,5 7, 5,, Fosforo totale (mg/l),11,139,3,95 OrtoFosfato (mg/l),9,13,3,9 Solidi sospesi (mg/l),9,, 35, Coliformi fecali (ufc) Streptococchi fecali (ufc) Escherichia coli (ufc) Arsenico (µg/l) 3,3 1,5, Cadmio (µg/l),, 5, Cromo totale (µg/l),,3 1, Ferro (µg/l),5 11, 77, Mercurio (µg/l),,,5 Nichel (µg/l) 5,, 1, Piombo (µg/l), 1, 5, Rame (µg/l), 3, 3, Zinco (µg/l),5 11,9 71, Valori medi, di deviazione standard, minimi e massimi dei dati di qualità chimico-fisica dell acqua alla stazione di Cremona (st. 35) dal 3 al settembre 7 (57 campionamenti per macrodescrittori, 1 campionamenti per metalli in traccia, dati ARPA Lombardia Sezione di Cremona). Sono evidenziati i valori oltre i limiti previsti dal D.lgs. 15/99: in rosso quelli oltre il limite imperativo per le acque ciprinicole, in arancione quelli oltre il limite imperativo per le acque salmonicole, in verde quelli oltre i valore guida (verde scuro per le acque ciprinicole e verde chiaro per le acque salmonicole). Analisi del popolamento ittico Data 17//7* 17//7* Ente Provincia CR Provincia CR Comune SPINADESCO SPINADESCO ID stazione Tipo di censimento iql iql Indice ittico V (,5) V (-3,5) Origine Famiglia Specie Totale Autoctono Anguillidae Anguilla 1 1 1, Cyprinidae Cavedano (LR_IUCN: LR/lc) 1 1 1, Gobiidae Ghiozzo padano (LR_IUCN: LC) 1 1, Alloctono Cyprinidae Aspio (dannosa) 1 1, Barbo esotico (dannosa), Blicca (dannosa) 1 1, Carpa 1 1, Pseudorasbora (dannosa), Siluridae Siluro (dannosa), Totale 1, 1, 1,7 PO Fiume (CORSI D ACQUA NATURALI Bacino del Fiume Po) 5

11 PROVINCIA DI CREMONA Legenda: valori di abbondanza: =segnalato o rilevato al di fuori del tratto censito, 1=sporadico, =presente, 3=abbondante, =molto abbondante; tipo di censimento: iqn=quantitativo, iql=semiquantitativo, rec:recupero; a fianco delle specie in apice sono riportati i livelli di protezione delle specie autoctone riferiti alla direttiva Habitat (allegati II, IV o V) e alla lista rossa IUCN (CR = in pericolo critico; EN = in pericolo; VU = vulnerabile; LR/cd = a più basso rischio, dipendente da azioni di Conservazione; LR/nt o NT = a più basso rischio, prossimo alla minaccia; LR/lc o LC = a più basso rischio, minima preoccupazione; DD = carenza di informazioni). Rispetto alla situazione descritta nella precedente carta ittica in cui già si registravano profonde alterazioni nella composizione ittica, la situazione è ulteriormente e pesantemente peggiorata. Nei censimenti a campione effettuati a Isola Serafini per uno studio compiuto dall ENEL di Piacenza (Vitali R. e Braghieri L., 191) per il controllo ambientale, sono state censite complessivamente specie ittiche. Le specie più abbondanti, in termini numerici, sono state: l alborella, il triotto, la scardola, il barbo comune e il cavedano che rappresentano da soli più del 95% del totale delle specie catturate. Discreti i contributi ponderali anche di savetta, carassio, tinca, luccio e cheppia. Presenti invece con concentrazioni scarse: lasca, carpa, gobione, vairone, pigo, persico sole, persico trota, pesce gatto, anguilla, cobite comune, cobite mascherato, storione comune, storione cobice, scazzone, trota iridea, trota fario e ghiozzo padano. La cheppia compare all inizio dell estate, all epoca della sua risalita dal mare per la riproduzione. Altri studi (Alessio G. e Gandolfi G., 19, 193 e 19) indicano la presenza delle stesse specie nel medesimo tratto, ma con diverse frequenze: scazzone più raro; cobite comune, ghiozzo e gobione più abbondanti. La principale fonte bibliografica oggi disponibile è la recente Carta Ittica del fiume Po (9), che raccoglie una serie storica di dati riferiti al fiume Po, aggiornati attraverso una campagna di censimento ittico svolta nel 7. La comunità ittica del fiume Po dà conto delle caratteristiche del tratto di riferimento contraddistinto da acque profonde, calde e lente; lo sbarramento di isola Serafini determina nel tratto a valle una marcata incisione dell alveo e ridotta espressione in numero, estensione e qualità di lanche e rami abbandonati; tale ambiente presenta ridotte potenzialità ittiogeniche rispetto a quelle che caratterizzano un corso d acqua non regimentato. L ittiofauna potenzialmente presente si compone di 1 specie ordinarie (alborella, anguilla, barbo comune, carpa 1, cavedano, cefalo calamita, cheppia, cobite comune, ghiozzo padano, gobione, lampreda di mare, luccio, pesce persico, scardola, spinarello, storione cobice, tinca, triotto) e di 5 specie straordinarie (cagnetta, lasca, pigo, sanguinerola, savetta). Rispetto alla comunità naturale attesa, la fauna ittica rilevata risulta fortemente alterata, con condizioni che ribaltano le proporzioni tra specie autoctone e specie alloctone, volte addirittura a favore di queste ultime. In tutto il tratto della bassa pianura i censimenti ittici del 7 hanno registrato 1 specie autoctone (con 11 specie assenti rispetto alle 3 attese) e 1 specie esotiche. Tra le specie autoctone figurano importanti pesci migratori per motivi riproduttivi e trofici: storione cobice, anguilla, cefalo calamita e cheppia. Lo storione cobice (Acipenser naccarii), oggetto di interventi di ripopolamento nell ultimo ventennio, è quasi certamente l unica specie di storioni attualmente presente nel fiume Po. Nel tratto a valle di Isola Serafini la popolazione può muoversi liberamente ed è presente per gran parte dell anno; in queste aree, essendo fortemente limitata se non completamente ostacolata la rimonta, non si possono escludere fenomeni di riproduzione della specie in zone vicarie con caratteristiche minime sufficienti. Anche grazie agli sforzi di protezione intrapresi e ai numerosi interventi di conservazione adottati la distribuzione attuale dello Storione cobice risulta chiaramente in ripresa nell areale di distribuzione, tra cui i fiumi cremonesi, particolarmente interessati dai programmi di ripopolamento attuati dalla Regione Lombardia e dalle Province. Lo storione (Acipenser sturio) viene attualmente considerato estinto localmente; a fini prudenziali la specie viene comunque mantenuta in elenco, considerate le ridotte conoscenze specifiche ed anche in ragione di eventuali futuri interventi di reintroduzione. Il cefalo calamita (Liza ramada) e la cheppia (Alosa fallax) frequentano il tratto in esame solo nei periodi di migrazione con contingenti variabili di anno in anno, mentre l anguilla (Anguilla anguilla), seppur con popolazioni contenute, è presente per l intero arco dell anno. La gran parte delle altre specie native sono presenti con una distribuzione frammentata e spesso risultano sporadiche. La specie più abbondante è il cavedano (Leuciscus cephalus) con popolazione tuttavia squilibrata a favore delle taglie giovani; nel fiume Po ha un ampia distribuzione che va dal limite inferiore del tratto pedemontano al termine della bassa pianura. L alborella (Alburnus alburnus alborella), la scardola (Scardinius 1 La Carpa è una specie alloctona introdotta probabilmente già ad opera dei Romani nel I secolo d.c.; la Carta Ittica del Fiume Po la considera specie para-autoctona PO Fiume (CORSI D ACQUA NATURALI Bacino del Fiume Po)

12 CARTA DELLE VOCAZIONI ITTICHE erythrophthalmus), il pesce persico (Perca fluviatilis) e il triotto (Rutilus erythrophthalmus) a valle di Isola Serafini sono sporadiche. La distribuzione del barbo (Barbus plebejus) è in rapida evoluzione e di difficile attribuzione, in ragione dell abbondanza di barbi alloctoni che stanno sostituendone la popolazione e con cui il barbo autoctono si ibrida. Tale popolazione di barbi di per sé mista è inoltre destrutturata, con prevalenza di individui giovani. Il ghiozzo padano (Padogobius martensii) e il cobite (Cobitis taenia bilineata) sono rinvenute raramente; queste specie potrebbero tuttavia essere sottostimate, per la ridotta contattabilità in ambienti fluviali. La tinca (Tinca tinca), il luccio (Esox lucius), la cagnetta (Salaria fluviatilis), il pigo (Rutilus pigus), la lasca (Chondrostoma genei), la savetta (Chondrostoma soetta) e il gobione (Gobio gobio) sono sempre molto rare se non occasionali. La lasca, pur essendo una specie che per ecologia frequenta elettivamente i tratti medio-alti dei fiumi, con corrente media e acque limpide e ben ossigenate, e che dalle evidenze scientifiche non fa comparsa nella zona se non occasionalmente (prevalentemente in coincidenza con eventi di piena), viene considerata specie presente per la sua caratteristica vagilità che gli potrebbero consentire di frequentare periodicamente il Sito al variare anche minimo delle caratteristiche ambientali. La sanguinerola (Phoxinus phoxinus), specie potenziale nel tratto della bassa pianura, in considerazione delle esigenze ecologiche e delle distanza spaziale dei rilevamenti può essere considerata non presente nell area. La vocazione ittica attuale e potenziale è prevalentemente a ciprinidi limnofili ; l ambiente è comunque adatto in alcuni tratti ed in ragione delle modificazioni morfologiche ed idrologiche subite anche a ciprinidi reofili. Specie (pezzatura) /1 Anguilla (15/3) n. 9 n Anguilla (/) kg 3 3 Carpa (1/) kg 1 n Carpa (/9) n n. 9 n Carpa Tinca (1/) kg 33 kg kg 1 kg 5 9 Luccio (/) n Luccio (/9) n. 5 5 Persico reale (/) n.. Persico reale (/9) Storione cobice (7/9) n. 1 n Storione cobice (larve) n.. Tinca (/9) n. 5 n Ripopolamenti provinciali eseguiti dal 1993 al 1 Numero totale Peso totale Fattori di alterazione ambientale La costruzione di sbarramenti e dighe, l inquinamento delle acque e soprattutto la competizione con grandi predatori alloctoni sono nel fiume Po i fattori critici di maggiore rilievo per le specie acquatiche autoctone. A questi si aggiunge, per alcune specie come gli storioni, l eccessiva pressione di pesca e la pesca di frodo. Sbarramenti e dighe Nel tratto provinciale del fiume Po è presente un unica interruzione, corrispondente alla diga di Isola Serafini. Tale struttura determina un importante alterazione della continuità fluviale, impedendo all ittiofauna di compiere migrazioni trofiche e riproduttive verso monte e alterando, a seguito della variazione artificiale dei flussi idrici, la morfologia fluviale e le caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche delle acque nei tratti a monte e a valle dello sbarramento. Allo stato attuale, a seguito della presenza dello sbarramento, il ramo sinistro del Fiume Po, che originariamente era caratterizzato da flussi relativamente elevati, presenta valori di portata trascurabili fino alla immissione del fiume Adda. La diga determina una interruzione completa della continuità fluviale che ha portato alla separazione soprattutto delle popolazioni dei grandi migratori anadromi confinate a monte rispetto a quelle di valle. L impossibilità di raggiungere idonee aree riproduttive ha determinato, nel tempo, un drastico calo del numero di storioni e di altre specie tendenzialmente migratorie. La diga sembra inoltre influenzare la dinamica termica dei tratti posti a valle. Nel periodo estivo, in condizioni di elevata temperatura atmosferica, l acqua può raggiungere valori di -9 C, livelli critici per alcune specie quali gli storioni. Tali temperature sembrano mantenersi per qualche chilometro (almeno fino alla immissione del ramo sinistro del Po), per poi scendere leggermente. Tale sbarramento è fondamentale nella gestione complessiva dei migratori di tutto il bacino padano. E auspicabile ripristinare la continuità tra monte e valle. A questo proposito il Ministero dei Lavori Pubblici ha recentemente autorizzato la costruzione di una nuova conca di navigazione presso Isola Serafini (sponda destra); nel progetto è prevista la costruzione di un passaggio per pesci di tipo sperimentale (probabilmente un PO Fiume (CORSI D ACQUA NATURALI Bacino del Fiume Po) 7

13 PROVINCIA DI CREMONA fish-elevator) che verrà posizionato nei pressi della vecchia conca di navigazione, proprio a valle della centrale (ramo destro). Sbarramento di Isola Serafini (porzione collocata a livello del ramo destro del fiume Po). Inquinamento delle acque La qualità delle acque del tratto cremonese risulta mediocre a seguito della presenza di inquinamento da nutrienti e al rinvenimento di contaminanti chimici tossici. Tale alterazione può ostacolare alcune popolazioni ittiche, incidendo in particolare sul loro successo riproduttivo. Anche la torbidità delle acque, molto elevata, può costituire una aggravante al corretto svolgimento del ciclo vitale di alcune specie ittiche. Un ulteriore fattore critico va riferito all evoluzione morfologica che il fiume sta subendo: la canalizzazione e l eliminazione delle aree di lanca finalizzate a migliorare la difesa idraulica dei territori attraversati veicolano velocemente le acque al mare, omogeneizzano la profondità dell alveo e semplificano gli habitat riducendo i siti idonei alla vita dei pesci e alle altre forme di vita acquatica. Competizione con grandi predatori L arrivo di alcune specie predatrici di grosse dimensioni nelle acque del fiume Po, dagli anni 5 in poi, ha ulteriormente contribuito alla rarefazione di certi popolamenti ittici. Tra questi si rammenta il siluro, un pesce originario dei grandi fiumi dell Europa orientale ed avente dimensioni eccezionali (fino a 3 Kg di peso), dotato di elevata longevità (raggiunge l età di anni) e di notevole fertilità (depone diverse migliaia di uova). Nelle acque del Po la popolazione di siluro ha assunto proporzioni elevate e contribuisce al declino demografico di varie specie ittiche delle quali si nutre. Per quanto riguarda la conservazione degli storioni la sovrapposizione delle aree di stazionamento e di alimentazione con il siluro (le buche e le zone a più lento corso del Po), ha portato ad una competizione spaziale tra le due specie che ha visto il sopravvento del siluro anche grazie alla già precaria situazione demografica dello storione. La lotta alla presenza della specie alloctona, unita al ripopolamento con individui di storione di dimensioni più difficilmente predabili, può contribuire al ripristino di popolazioni stabili per lo storione. Carenza di habitat Le lanche del fiume sono polmoni indispensabili per il buono stato di salute dell ecosistema acquatico; l ecologia di questi ambienti è in serio pericolo a causa dell abbassamento progressivo del letto del fiume e ai fenomeni di innalzamento del livello delle lanche causati dalla deposizione di sedimenti fini e sostanze organiche. Pesca di frodo La pesca di frodo può incidere negativamente sulla comunità ittica autoctona già in uno stato di forte compromissione. La pesca professionale viene esercitata solo occasionalmente. PO Fiume (CORSI D ACQUA NATURALI Bacino del Fiume Po)

14 CARTA DELLE VOCAZIONI ITTICHE Proposte di gestione Il Po è il principale fiume italiano. Il corso d acqua ha origine naturale, anche se nel tempo ha subito notevoli variazioni in relazione agli interventi antropici (costituiti prevalentemente da opere di consolidamento delle sponde con massi) per evitare fenomeni erosivi soprattutto in corrispondenza dei meandri. Si propone pertanto di inserire il fiume Po tra le acque di pregio ittico potenziale per l intero tratto di competenza cremonese; storicamente caratterizzato da una elevata biodiversità, il fiume ha subito negli ultimi trenta anni un drastico declino dei popolamenti ittici soprattutto a seguito delle alterazioni ambientali a cui è stato sottoposto e alla diffusione di numerose specie esotiche che hanno di fatto quasi soppiantato le comunità ittiche locali. Attualmente la situazione delle ittiocenosi del fiume Po è gravemente compromessa, ma è anche un ambiente vitale per alcune specie ittiche di elevato valore faunistico e conservazionistico, in particolare i grandi migratori storioni, cheppie e anguille, ai quali è necessario accordare la massima attenzione e impegno nelle azioni di salvaguardia. Gli obiettivi specifici di tutela da perseguire dovrebbero pertanto essere in particolar modo la conservazione e il miglioramento dello stato dei grandi migratori anadromi (storioni autoctoni e cheppia), la tutela delle anguille che migrano attraverso il fiume e il miglioramento dello stato delle residue specie ittiche autoctone. La principale azione di salvaguardia del fiume Po è legata alla realizzazione di un efficiente passaggio per pesci in corrispondenza della diga di Isola Serafini (provincia di Piacenza). La diga determina un importante alterazione della continuità fluviale, impedendo all ittiofauna di compiere migrazioni trofiche e riproduttive verso monte e alterando, a seguito della variazione artificiale dei flussi idrici, la morfologia fluviale e le caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche delle acque nei tratti a monte e a valle dello sbarramento. Allo stato attuale, a seguito della presenza dello sbarramento, il ramo sinistro del Fiume Po, che originariamente era caratterizzato da flussi relativamente elevati, presenta valori di portata trascurabili fino alla immissione del fiume Adda. La diga determina una interruzione completa della continuità fluviale che ha portato alla separazione delle popolazioni ittiche confinate tra monte e a valle. A questo proposito il Ministero dei Lavori Pubblici ha recentemente autorizzato la costruzione di una nuova conca di navigazione presso Isola Serafini (sponda destra), nel cui progetto è prevista la costruzione di un passaggio per pesci di tipo sperimentale (probabilmente un fish-elevator) posizionato nei pressi della vecchia conca di navigazione, proprio a valle della centrale (ramo destro). È importate stimolare politiche e progetti di risanamento impostati su scala di bacino idrografico e volti a riqualificare l intero corso del Po e dei suoi affluenti, anche attraverso il coordinamento tra più soggetti istituzionali da realizzarsi mediante intese, accordi di programma, convenzioni o altre forme efficaci di partecipazione. Il potenziamento degli interventi di depurazione delle acque reflue direttamente scaricate nel fiume Po o nella rete idrica afferente è elemento essenziale nelle politiche di governo per il risanamento dei corsi d acqua superificali. La promozione di interventi di ripristino ambientale (rimboschimenti, consolidamenti spondali anche attraverso opere di ingegneria naturalistica, etc.) contribuisce a migliorare la funzione filtro delle fasce riparie. Queste azioni possono essere sviluppate in accordo con gli altri strumenti di pianificazione disponibili. Appare inoltre importante preservare gli ambienti laterali del fiume anche attraverso indagini approfondite circa l evoluzione del loro stato di conservazione e la predisposizione di piani di intervento finalizzati a conservare e migliorare l ambiente per la creazione di idonee zone per la riproduzione naturale della fauna ittica presente. Tali habitat possono essere utilizzati anche per il preambientamento degli storioni nell ambito dei programmi di ripopolamento. Rispetto alla diffusione delle specie alloctone, principale causa di estinzione locale della gran parte delle specie autoctone, non sono disponibili interventi risolutivi. Le azioni devono essere orientate al costante monitoraggio della diffusione delle specie esotiche presenti ed eventualmente al loro contenimento. Anche le catture selettive del siluro possono contrastare efficacemente la diffusione di questa specie. I ripopolamenti nel fiume Po sono stati piuttosto scarsi in riferimento alle potenzialità ittiogeniche del corso. Si sottolinea che ogni ripopolamento ittico in un fiume di simile portata risulta essere nella maggior parte dei casi irrilevante rispetto alle potenzialità biogeniche dello stesso. Lo squilibrio nel popolamento ittico con prevalenza di specie alloctone invasive suggerisce di non investire in ripopolamenti dispendiosi, laddove l efficacia appare deludente. Gli unici interventi ipotizzabili ad oggi riguardano il sostegno dei programmi di tutela e salvaguardia degli storioni autoctoni, all interno dei programmi di conservazione condivisi a livello di bacino. É auspicabile incrementare il controllo della pesca di frodo incrementando i controlli degli organi di vigilanza. PO Fiume (CORSI D ACQUA NATURALI Bacino del Fiume Po) 9

15 PROVINCIA DI CREMONA STAZIONE: fiume Po comune di Cremona ID: PO Fiume (CORSI D ACQUA NATURALI Bacino del Fiume Po)

16 CARTA DELLE VOCAZIONI ITTICHE Data 17//7 Comune SPINADESCO Stazione di censimento 191 Tecnica di campionamento Pesca elettrica Tipo di campionamento Censimento ittico semi-quantitativo Tempo impiegato (minuti) 5 Coordinata Long_Est (Gauss Boaga) Coordinata Lat_Nord (Gauss Boaga) 995 Caratteristiche idraulico-morfologiche Lunghezza tratto censito (m) 1 Larghezza alveo bagnato (m) Larghezza alveo di morbida (m) - Profondità media stimata (cm) 3 Profondità massima (cm) - Pozze (%) Raschi (%) Correntini (%) 1 Velocità di corrente media e laminare Caratteristiche ambientali Grado di antropizzazione (Brunken) prossimo alle condizioni naturali Ritenzione del detrito - Decomposizione organica - Anaerobiosi - Substrato sabbia limo -ghiaia massi (opera di difesa spondale) Rifugi Abbondanza (-5) Vegetazione acquatica copertura (%) Vegetazione riparia copertura (%) 1 Indice Ittico Indice Ittico (punteggio),5 Indice Ittico (classe) V La stazione indagata è costituita da una lunga opera di difesa sondale realizzata con massi di piccole-medie dimensioni. Queste generano rifugi limitati essendo peraltro gli spazi tra i massi intasati con materiale fine. Le alterazioni ambientali sono costituite dalle opere di regimazione idraulica, che comunque in questo tratto rispettano l andamento sinuoso del fiume originario. I substrati sono costituiti prevalentemente da sabbia e limo; in corrispondenza dell opera idraulica sono presenti massi. Comunità Ittica Specie Indice Abb. (1-) Indice Struttura Moyle (S,A,G) (1-5) Anguilla 1 Barbo esotico G Cavedano 1 G Ghiozzo padano 1 Pseudorasbora S Siluro G La comunità ittica è dominata dal siluro che occupa gli spazi più ampi tra i massi; barbo europeo e pseudorasbora sono mediamente presenti. Tra le specie autoctone sono sporadiche l anguilla, il cavedano e il ghiozzo padano. La presenza di individui giovani è da mettere in relazione alla ridotta dimensione dei rifugi disponibili. L indice ittico conferma la pessima qualità ecologica riferita alla presenza di specie ittiche. PO Fiume (CORSI D ACQUA NATURALI Bacino del Fiume Po) 71

17 PROVINCIA DI CREMONA STAZIONE: fiume Po comune di Cremona ID: 19 7 PO Fiume (CORSI D ACQUA NATURALI Bacino del Fiume Po)

18 CARTA DELLE VOCAZIONI ITTICHE Data 17//7 Comune SPINADESCO Stazione di censimento 19 Tecnica di campionamento Pesca elettrica Tipo di campionamento Censimento ittico semi-quantitativo Tempo impiegato (minuti) Coordinata Long_Est (Gauss Boaga) 157 Coordinata Lat_Nord (Gauss Boaga) 999 Caratteristiche idraulico-morfologiche Lunghezza tratto censito (m) 3 Larghezza alveo bagnato (m) Larghezza alveo di morbida (m) - Profondità media stimata (cm) Profondità massima (cm) - Pozze (%) Raschi (%) Correntini (%) 1 Velocità di corrente media e laminare Caratteristiche ambientali Grado di antropizzazione (Brunken) prossimo alle condizioni naturali Ritenzione del detrito - Decomposizione organica - Anaerobiosi - Substrato sabbia limo -ghiaia massi (opera di difesa spondale) Rifugi Abbondanza (-5) 3 Vegetazione acquatica copertura (%) Vegetazione riparia copertura (%) 15 Indice Ittico Indice Ittico (punteggio) -3,5 Indice Ittico (classe) V Il tratto indagato presenta le sponde in gran parte regimate con massi ciclopici. La sponda opposta è caratterizzata da depositi di sabbia e da una vegetazione adeguata in relazione agli habitat disponibili. Sulla massicciata è presente vegetazione arborea costituita soprattutto da Amorpha frutticosa. Comunità Ittica Specie Indice Abb. (1-) Indice Struttura Moyle (S,A,G) (1-5) Anguilla 1 Aspio 1 Barbo esotico G Blicca 1 Carpa 1 Cavedano 1 G Siluro S I maggiori spazi che si formano tra i massi danno ragione della presenza di siluri di varie dimensioni che dominano incontrastati la comunità ittica, rappresentata comunque complessivamente da specie alloctone; oltre al barbo europeo, si rinvengono in questa stazione: l aspio, la blicca e la carpa. Tra le specie autoctone, sempre sporadiche, si segnalano l anguilla e il cavedano. L indice ittico conferma la pessima qualità ecologica riferita alla presenza di specie ittiche. PO Fiume (CORSI D ACQUA NATURALI Bacino del Fiume Po) 73

19 PROVINCIA DI CREMONA ADDA Fiume S S S S S S S S S S S 9 13 RIVOLTA D'ADDA CASTELGABBIANO VAILATE AGNADELLO CAPRALBA CAMISANO Gallignano FIUM E SERIO 9 1 Gradella PIERANICA QUINTANO TORLINO VIMERCATI SERGNANO CASALETTO DI SOPRA Melotta Isengo 9 13 SPINO D'ADDA PANDINO Nosadello Scannabue PALAZZO PIGNANO CASALETTO VAPRIO TRESCORE CREMASCO CREMOSANO PIANENGO SONCINO 1 9 CANALE VACCHELLI MONTE CREMASCO VAIANO CREMASCO OFFANENGO Villacampagna DOVERA Postino CRESPIATICA CREMA BAGNOLO CREMASCO Ombriano CHIEVE CAPERGNANICA Bolzone Zappello CASALETTO CEREDANO IZANO SALVIROLA MADIGNANO FIESCO TRIGOLO Moscona GENIVOLTA 93 RIPALTA GUERINA 193 RubbianoCredera 9 Rovereto MOSCAZZANO MONTODINE CASTELLEONE Olzona SORESINA San Latino GOMBITO Corte Madama Grontarto FIUM E ADDA Boffalora Cornaleto Oscasale SAN BASSANO ANNICCO Ferie Zanengo Farfengo 3 PIZZIGHETTONE 77 Roggione Fengo 3 SERIO MORTO Regona GRUMELLO CREMONESE ACQUANEGRA CREMONESE ADDA Fiume (CORSI D ACQUA NATURALI Bacino del Fiume Adda)

20 CARTA DELLE VOCAZIONI ITTICHE Bacino Idrografico Principale e Secondario (Bassi, 195) Adda (-) Area omogenea (Bianchi, 199) - Reticolo idrografico II ordine Competenza amministrativa e province lombarde interessate interprovinciale (Cremona, Milano, Lodi) Inizio/sorgente (località e quota) Val di Dentro (SO), m s.l.m. Fine/sbocco (località e quota) Crotta d'adda, 39 m s.l.m. meteorica e sorgiva all'origine; affluenti lungo il Provenienza principale delle acque percorso Recapito delle acque FIUME PO CONSORZIO IDRAULICO FIUME ADDA AGENZIA Soggetto competente in materia di polizia idraulica INTERREGIONALE PER IL FIUME PO Lunghezza totale (km) 313 Pendenza media complessiva (%),5 Corpo idrico Significativo o a specifica destinazione d'uso (15/99) Sì (salmonidi-ciprinidi) Pregio ittico (tratto superiore) e pregio ittico Categorizzazione delle acque potenziale (tratto medio-inferiore) Tipologia di corso d'acqua Grandi Fiumi del piano Unità funzionale Corso superiore dell'adda Corso medio-inferiore dell'adda Vocazione ittica attuale Corso sup.: Salmonidi, Timallidi e Ciprinidi reofili Corso medio-inf:ciprinidi reofili e ciprinidi limnofili Vocazione ittica potenziale Corso sup.: Salmonidi, Timallidi e Ciprinidi reofili Corso medio-inf:ciprinidi reofili e ciprinidi limnofili Descrizione generale Il fiume Adda (313 km), quarto fiume in Italia per lunghezza e maggiore affluente del Po, ha origine nel comune di Valdidentro (SO) al Passo di Alpisella a quota. m slm, scorre attraverso la valle di Fraele fino a Bormio e poi tra le Alpi Retiche e le Orobie lungo tutta la Valtellina sino a immettersi nel Lago di Como a nord di Colico. Uscito dal ramo di Lecco del Lario, forma i laghi di Garlate e di Olginate, quindi prosegue per circa 13 km verso il fiume Po dove confluisce presso Castelnuovo Bocca d'adda a 39 m slm. Tra Trezzo d Adda e Cassano d Adda riceve le acque del Brembo, mentre in comune di Montodine si verifica l immissione del Serio. La superficie del bacino imbrifero è di km, dei quali 7.1 km sono compresi in territorio regionale. La superficie montana è pari a km, quella di pianura a 1.5 km. Nel tratto sublacuale, l Adda presenta caratteristiche avvicinabili alla tipologia pedemontana fino a Trezzo d Adda; più a valle, in relazione alla mutata velocità di corrente ed al tipo di substrato, il fiume assume caratteristiche morfo-funzionali di alta pianura. Da Gombito fino alla confluenza con il Po, infine, il fiume assume le caratteristiche di fiume di bassa pianura. Nei tratti di pianura l Adda nel suo evolversi ha occupato una fascia di territorio posta tra le province di Lodi, Milano e Cremona, frutto di una continua divagazione che il corso d acqua ha subito nel passato. In Provincia di Cremona il Fiume scorre da Rivolta d Adda (111 m slm) a Crotta d Adda (39 m slm). Gli altri comuni cremonesi interessati sono: Spino d Adda, Casaletto Ceredano, Credera Rubbiano, Moscazzano, Montodine, Ripalta Arpina, Gombito, Formigara e Pizzighettone. Nel tratto provinciale La pendenza dell alveo risulta sempre molto ridotta e ciò favorisce i processi di trasporto e sedimentazione del materiale; la morfologia che ne risulta è quella tipica di un corso d acqua di pianura, con letto a meandri che si modificano nel loro andamento e sponde ben definite entro una piana alluvionale. Le problematiche connesse alle acque dell Adda sono soprattutto rappresentate dalle numerose derivazioni che impoveriscono il fiume di acqua e dagli scarichi che provocano alterazioni nella qualità delle acque (innalzamento della temperatura e immissione di inquinanti). Il regime idrologico è fortemente influenzato nei mesi estivi dai prelievi a scopo irriguo, mentre nei mesi invernali l acqua è spesso trattenuta a monte per mantenere i bacini lacuali a livelli elevati. Portata antropizzata (m 3 /s) Portata naturale (m 3 /s) Rapporto % Località Cassano d'adda 1,5,,5 Rivolta d'adda 97, 1,3 5,7 Cavenago d'adda 9,1, 3,3 Pizzighettone 13,3 91,1 9, Castelnuovo Bocca d'adda 1,3 9,1 9,7 Portate medie antropizzate e naturali nell Adda sublacuale (fonte PTUA) ADDA Fiume (CORSI D ACQUA NATURALI Bacino del Fiume Adda) 75

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