La fiscalità dei soggetti IAS ADOPTER. Aspetti generali

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1 La fiscalità dei soggetti IAS ADOPTER Aspetti generali Studi preliminari del gruppo di lavoro congiunto Agenzia delle Entrate/DRE Campania Univ. di Salerno/Dipartimento Diritto, Impresa e Lavoro diretto dal Prof. Stefano Fiorentino Quaderni di Innovazione e diritto

2 LA FISCALITA DEI SOGGETTI IAS ADOPTER : ASPETTI GENERALI STUDI PRELIMINARI DEL GRUPPO DI LAVORO CONGIUNTO AGENZIA DELLE ENTRATE/DRE CAMPANIA UNIVERSITA DI SALERNO/DIPARTIMENTO DIRITTO, IMPRESA E LAVORO, DIRETTO DAL PROF. STEFANO FIORENTINO 1

3 SOMMARIO - Cap. 1: Introduzione e linee guida del lavoro svolto dal gruppo di studio (di Stefano Fiorentino) - Par. 2: Individuazione e delimitazione dei soggetti Ias adopter (di Antonio Visconti): Sommario: 2.1. Le ragioni del processo di adozione degli IAS; 2.2. Il regolamento CE n del 2002 e la sua attuazione interna; 2.3. Delimitazione dei soggetti IAS adopter e ambito temporale di applicazione; Società obbligate all'adozione degli IAS/IFRS; Società emittenti strumenti finanziari quotati in mercati regolamentati dell'ue: individuazione e ambito temporale di applicazione degli IAS; Società aventi strumenti finanziari diffusi presso il pubblico ai sensi dell art. 116, D.Lgs. 58/98: individuazione e ambito temporale di applicazione degli IAS; Banche e altri intermediari finanziari sottoposti a vigilanza da parte della Banca d'italia: individuazione e ambito temporale di applicazione degli IAS; Società assicurative: individuazione e ambito temporale di applicazione degli IAS; Soggetti che hanno la facoltà di adottare gli IAS/IFRS; Società consolidate; Società che redigono il bilancio consolidato; Altre società; Soggetti esclusi dall'adozione degli IAS/IFRS; 2.4. Irrevocabilità della scelta. - Par. 3: I principi generali del sistema contabile IAS (di Gabriella Forte): Sommario: Premessa; 3.1 Gli schemi contabili nella nuova versione dello IAS 1 (cenni); 3.2 I principi generali nello schema concettuale del Framework; 3.3 Recognition e derecognition degli elementi patrimoniali e reddituali secondo la nuova accezione di competenza economica; 3.4 Il principio della substance over form da principio generale a criterio di valutazione specifico: il leasing finanziario; 3.5 Il fair value come principio di raccordo tra i principi generali e i criteri di valutazione particolari; Definizione e classificazione delle attività e delle passività finanziarie; Recognition, valutazioni successive e derecognition degli strumenti finanziari; La riclassificazione degli strumenti finanziari - Par. 4: I principi della riforma operata con la Legge n. 244 del 2007 (di Pasquale Fabbrocini): Sommario: 4.1 Cenni al previgente regime della neutralità; 4.1.1: aspetti relativi alle imposte sul reddito; 4.1.2: aspetti relativi all irap; 4.2: la finanziaria per il 2008 ed il passaggio dalla neutralità alla derivazione rafforzata; 4.2.1: aspetti relativi alle imposte sul reddito; 4.2.2: aspetti relativi all irap; 4.3: La c.d. deroga generale di cui al novellato art. 83 del TUIR; 4.3.1: Considerazioni generali; 4.3.2: La nozione di qualificazione nel sistema contabile I.A.S.; 4.3.3: le classificazioni nel sistema contabile I.A.S.; 4.3.4: i rapporti tra qualificazione e classificazione in bilancio e la loro influenza sulle qualificazioni fiscali: la nuova nozione di immobilizzazione finanziaria; 4.3.5: il riferimento ai criteri di imputazione temporale contenuto nella c.d. deroga generale : differenze tra la competenza interna ed esterna l esclusione delle valutazioni/quantificazioni; 4.3.6: i riflessi del principio di derivazione rafforzata sulle norme di valutazione/quantificazione; 4.4: Le c.d. deroghe speciali : loro funzione tributaria in un quadro di sistema. - Par. 5. Il regolamento di attuazione (di Mario Tenore): Sommario: 5.1. Aspetti generali; 5.2 i principi generali enunciati dal regolamento; 5.3: l art. 2: il principio della prevalenza della sostanza 2

4 sulla forma ed i criteri di rappresentazione in bilancio; il comma 1: il modo di operare del principio della prevalenza della sostanza sulla forma; Il comma 3: il coordinamento con l art. 106 del tuir (valutazione dei crediti); Il comma 4: il coordinamento con l art. 105 tuir (fondi di previdenza e quiescenza); 5.4: l art. 3: operazioni tra soggetti che applicano gli ias e soggetti che non li applicano; il comma 3 ed il concetto di natura giuridica dell operazione; operazioni tra soggetti che applicano differenti criteri di rilevazione in bilancio; 5.5: l art. 4: la disciplina delle operazioni di aggregazione aziendale; 5.6: l art. 5: la neutralita fiscale in sede di first time adoption; 5.7: l art. 6: i comportamenti adottati nel triennio Par Ricognizione in merito all applicazione integrata delle norme del TUIR e delle regole IAS (di Pasquale Fabbrocini): Sommario: 6.1 Considerazioni generali; 6.2 Ricognizione analitica dell integrazione delle norme ias nel sistema del tuir. 3

5 Introduzione e linee guida del lavoro svolto dal gruppo di studio (di Stefano Fiorentino) La ricerca in esame trae origine da un accordo stipulato il 22 febbraio 2009 dalla DRE Campania e il Dipartimento di Diritto, Impresa, Lavoro dell Università degli studi di Salerno, facoltà di Economia. E bene chiarire sin dalle premesse che la presente ricerca, pur rappresentando il risultato di studi preliminari del gruppo di studio, assume interesse immediato sul piano della pubblicazione, in virtù di due fondamentali ragioni. La prima risiede nel livello di organicità e di approfondimento sufficienti che la ricerca ha già raggiunto, al fine della fruibilità dei risultati stessi. La seconda ragione è correlata all interesse immediato alla divulgazione di tali risultati, dal momento che da più parti (anche istituzionali) è stata evidenziata la necessità e l urgenza di un ampio confronto sulle tematiche oggetto della presente ricerca, anche in vista degli imminenti pronunciamenti, in chiave interpretativa, da parte dell Agenzia delle Entrate. Quanto detto è confermato anche dai diversi seminari e incontri che hanno coinvolto il gruppo di studio, sia presso l Agenzia delle entrate DRE Campania in data 31 marzo 2009, sia in sede ABI (Associazione Bancaria Italiana) in data 11 giugno 2009 e 23 febbraio 2010, oltre che presso l Università di Salerno, anche con risvolti ed implicazioni di tipo comunitario, ( La determinazione della base imponibile nel reddito d impresa considerazioni scelte in tema di IAS e CCCTB seminario del 2 dicembre 2010). Detto ciò, è evidente che il gruppo di studio, nel proseguire la propria attività di approfondimento del tema, che per ora è stato analizzato nei suoi risvolti più generali, potrà ampliare l analisi degli argomenti coinvolti, così come ritornare su argomenti già trattati per apportare specificazioni e/o ulteriori approfondimenti. Dopo tale doverosa premessa, è utile delineare gli argomenti trattati nel lavoro e le modalità con le quali il lavoro stesso è stato svolto. In primo luogo preme sottolineare che in qualità di direttore della ricerca ho ritenuto di esplicare il mio ruolo in chiave essenzialmente di coordinamento e di coerenza sistematica: ho contribuito cioè in modo decisivo all individuazione degli argomenti da trattare ed all attribuzione ai singoli autori. Nell ambito di tale funzione ho indicato (e condiviso preliminarmente) in questa fase un unica direttiva generale di ricerca, che implicasse la valorizzazione delle norme del Tuir quale sistema di riferimento, anche in presenza del nuovo principio della derivazione rafforzata sancito dall art. 83 per i soggetti Ias adopter. In altre parole, salvo ogni specifico approfondimento normativo, si è ritenuto in via generale che ogni soluzione applicativa, sovente da ricercare nell ambito delle regole IAS in ragione del principio di derivazione rafforzata, dovesse comunque apparire coerente e compatibile con un sistema di riferimento, che rimane quello del Tuir anche dopo la riforma introdotta con la L. n. 244/2007. Da ciò discende, a contrariis che nell ambito del percorso interpretativo orientato dalla derivazione rafforzata all interno delle regole IAS, sono precluse quelle soluzioni esegetiche, anche se di per sé compatibili con le regole IAS, che non siano accettabili sul piano sistematico, e cioè nell ambito dei principi generali emergenti dal vigente Tuir. 4

6 Una volta delineata la cornice di fondo dei temi di ricerca, il contributo dei singoli autori si è sviluppato in autonomia, ed il mio contributo è stato espresso essenzialmente in termini di confronto sulle singole soluzioni prospettate, lasciando in ogni caso, ed in via ultimativa, libertà al pensiero degli stessi. Per ciò che concerne il contenuto della ricerca, in particolare, il secondo paragrafo, redatto dal Dott. Visconti, prevede un analisi delle implicazioni soggettive della disciplina, in esame, con la valutazione di tempi, condizioni e limiti. Il terzo paragrafo, realizzato dalla Dott.ssa Forte, fornisce un contributo di tipo generale, alle regole ed ai principi emergenti in sede IAS, con specifica attenzione ai principi del substance over form e fair value. Il quarto paragrafo, del Dott. Fabbrocini, esamina le linee generali della riforma introdotta con la Legge n. 244/2007, entrando nel merito dei nuovi profili, anche istituzionali e classificatori, originati in ambito Tuir in seguito all entrata in vigore della recente disciplina introdotta con la Finanziaria Il quinto paragrafo, opera del Dott. Tenore, analizza l atteso regolamento di attuazione, che se indubbiamente ha contribuito a risolvere alcuni dubbi e problematiche applicative, non è esente da incertezze e questioni interpretative tuttora aperte. Il sesto paragrafo, come il quarto opera del Dott. Fabbrocini, nell ambito delle premesse generali già complessivamente affrontate nella ricerca, propone una prima ricognizione analitica degli effetti della derivazione rafforzata sulla disciplina del Tuir, fornendo una prima verifica di compatibilità delle regole tecniche IAS con la singola normativa tributaria di riferimento. Nel concludere questa breve introduzione, va detto che lo studio della tematica inerente le implicazioni tra la nuova disciplina fiscale dei soggetti IAS adopter e l abuso/elusione fiscale, pur implicante aspetti generali, è stata rinviata in ragione della ritenuta necessità di uno specifico ed adeguato approfondimento di tutti gli aspetti coinvolti. 5

7 Par. 2. Individuazione e delimitazione dei soggetti Ias adopter - (di Antonio Visconti) Sommario: 2.1. Le ragioni del processo di adozione degli IAS; 2.2. Il regolamento CE n del 2002 e la sua attuazione interna; 2.3. Delimitazione dei soggetti IAS adopter e ambito temporale di applicazione; Società obbligate all'adozione degli IAS/IFRS; Società emittenti strumenti finanziari quotati in mercati regolamentati dell'ue: individuazione e ambito temporale di applicazione degli IAS; Società aventi strumenti finanziari diffusi presso il pubblico ai sensi dell art. 116, D.Lgs. 58/98: individuazione e ambito temporale di applicazione degli IAS; Banche e altri intermediari finanziari sottoposti a vigilanza da parte della Banca d'italia: individuazione e ambito temporale di applicazione degli IAS; Società assicurative: individuazione e ambito temporale di applicazione degli IAS; Soggetti che hanno la facoltà di adottare gli IAS/IFRS; Società consolidate; Società che redigono il bilancio consolidato; Altre società; Soggetti esclusi dall'adozione degli IAS/IFRS; 2.4. Irrevocabilità della scelta Le ragioni del processo di adozione degli IAS. La concreta introduzione nell ordinamento europeo della previsione di utilizzo da parte delle imprese di sistemi contabili basati su principi internazionali (c.d. IAS, International accounting standards), avviene per effetto dell emanazione del regolamento CE 19 luglio 2002, n. 1606, e dunque, stante l efficacia immediata nei singoli ordinamenti statali delle previsioni contenute nei provvedimenti regolamentari comunitari, tali previsioni dalla medesima data acquisiscono effetti anche nel nostro sistema giuridico. Tale scelta del Legislatore comunitario, in realtà, si inserisce in una precisa strategia volta a migliorare l'efficienza dei mercati finanziari europei 1. In particolare, durante il Consiglio di Lisbona nel marzo 2000, in virtù della manifesta esigenza di accelerare il completamento del mercato comune dei servizi finanziari, si pensano una serie di misure finalizzate alla comparabilità dell'informativa sociale, e ciò soprattutto per quei soggetti i cui titoli sono, o vogliano essere, negoziati in mercati regolamentati 2. Nel giugno 2000, la Commissione emana un documento 3 nel quale si dice che entro il 2005, le società comunitarie con titoli negoziati in mercati regolamentati o appartenenti a settori sensibili per l economica continentale 4, sono obbligate a preparare i loro conti in un insieme unico di principi contabili, ossia, attraverso l utilizzo degli IAS. La scelta di tali particolari principi contabili fu in parte dovuta alla ragionevole constatazione che, data la perfetta integrazione dell economia europea in quella intercontinentale, la convergenza dei principi seguiti in Europa per redigere i bilanci, non potesse prescindere dall utilizzo di un sistema che fosse riconoscibile su 1 2 Moretti, L'applicazione dei principi IAS nell'ordinamento italiano, in Corriere Tributario, n. 30/2004, pag Comunicazione della Commissione, del 13 giugno 2000, al Consiglio e al Parlamento europeo - La strategia dell'unione europea in materia di informativa finanziaria: la via da seguire [COM(2000)359 def. - Non pubblicata sulla Gazzetta ufficiale]. 4 Ndr: Intermediari Finanziari, Assicurazioni, grossi gruppi. 6

8 scala mondiale, e ciò al fine di agevolare la possibilità per le imprese di realizzare operazioni transfrontaliere e/o di ottenere l ammissione alla quotazione su qualsivoglia piazza europea. In altri termini, le vigenti disposizioni in materia di informativa di bilancio all epoca in essere 5, non furono ritenuti sufficienti a garantire la completa trasparenza e comparabilità delle informazioni in un mercato che puntava ad essere unico ed perfettamente integrato Il regolamento CE n del 2002 e la sua attuazione interna. Il regolamento n. 1606/2002/CE conferma l'obbiettivo, innanzi enucleato, del legislatore comunitario di rendere uniformi e compatibili i bilanci delle imprese europee. In particolare, al comma 1 dell art. 1, è espressamente sancito che: la diffusione e l'utilizzazione dei principi contabili internazionali sono finalizzate all'obbiettivo di armonizzare l'informazione finanziaria relativa alle società tenute a redigere il bilancio consolidato e quotate in un mercato CE. Passando ad analizzare il contenuto dispositivo della citata norma, ai sensi dell'art. 4, la stessa dispone che: a partire dagli esercizi aventi inizio il 1 gennaio 2005 (ovvero in data successiva), tutte le società dell'unione europea aventi strumenti finanziari quotati nei mercati regolamentati europei devono redigere i bilanci consolidati conformemente ai principi contabili internazionali. Il successivo art. 5 consente, poi, ai singoli Stati membri di permettere o prescrivere l'adozione degli IAS/IFRS per la redazione dei bilanci d'esercizio delle società quotate e dei bilanci consolidati e/o d'esercizio delle società non quotate. Per quanto attiene il nostro Paese, l'art. 25 della Legge 31 ottobre 2003 n introduce i principi che il Governo doveva attuare per l'esercizio della predetta facoltà, andando altresì a specificare l ambito soggettivo di applicazione della novella normativa, le fattispecie opzionali e quelle escluse. In particolare, l'art. 25 della Legge 306/2003, stabiliva che, ad eccezione delle imprese assicurative, l'applicazione degli IAS/IFRS avvenga: - obbligatoriamente: per i bilanci d'esercizio delle società quotate, nonché per i bilanci d'esercizio e consolidati delle società aventi strumenti finanziari diffusi, delle banche e degli altri intermediari finanziari; - in via facoltativa: per i bilanci d'esercizio e consolidati delle altre società. Successivamente poi, a conclusione di tutto il suo iter legislativo 8, la delega innanzi descritta trova attuazione nel D.Lgs. 28 febbraio 2005, n Direttive contabili europee IV del 28 luglio 1978 e VII direttiva del 13 giugno Tuttavia, già prima dell introduzione del regolamento 1606/2002, un primo passo normativo verso i principi contabili internazionali è stato comunque fatto dalla UE con la Direttiva 65/2001/CE, con la quale è stata introdotta nelle direttive contabili europee, di cui alla nota precedente, la possibilità di valutare gli strumenti finanziari secondo il criterio del fair value, come definito dallo IAS Legge Comunitaria A ridosso della scadenza del termine per esercitare le deleghe di cui all'art. 25 della Legge n. 306/2003, fissato al 30 novembre 2004 (un anno dal 30 novembre 2003, data di entrata in vigore della medesima Legge n. 306/2003), il Governo ha approvato, nel corso del Consiglio dei Ministri tenutosi il 26 novembre 2004, il relativo schema di DLgs. attuativo (d'ora in avanti, per semplicità, schema di DLgs.). Tale circostanza ha comportato la proroga del termine per l'esercizio della delega di 90 giorni. Così, acquisito il parere consultivo delle competenti Commissioni parlamentari, in data 25 febbraio 2005 è intervenuta l'approvazione definitiva del suddetto DLgs. e la successiva pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 66 del 21 marzo 2005 del D.Lgs. 28 febbraio 2005, n. 38. I veda: Fornero, Soggetti interessati dall applicazione degli IAS/IFRS, in Pratica Fiscale e professionale, n. 14/2005, p

9 Il provvedimento, in particolare individua l'ambito temporale e soggettivo di applicazione degli IAS/IFRS e contiene le modifiche alla normativa fiscale in materia di reddito d'impresa al fine di armonizzarla con le innovazioni derivanti dall'applicazione dei predetti principi 9. Preliminarmente si fa presente che, come indicato con rimando dall art. 1 del predetto decreto attuativo 10, con il termine principi contabili internazionali vengono designati: - gli International Accounting Standards (IAS); - gli International Financial Reporting Standards (IFRS - in tal modo vengono denominati i nuovi principi contabili internazionali); - le relative Interpretazioni (interpretazioni SIC/IFRIC); - le successive modifiche di tali principi e le relative Interpretazioni; - i principi e le relative interpretazioni che saranno emessi o adottati in futuro dall'international Accounting Standards Board (IASB). Come si analizzerà meglio nelle pagine seguenti, ai sensi dell art. 2 del predetto D.Lgs. attuativo, l applicazione degli IAS è stata prevista a favore delle seguenti tipologie di soggetti: - obbligatoriamente: per i bilanci delle società quotate, nonché per i bilanci d'esercizio e consolidati delle società aventi strumenti finanziari diffusi, delle banche, degli altri intermediari finanziari e delle assicurazioni; - in via facoltativa: per i bilanci d'esercizio e consolidati delle altre società; - restano in ogni caso escluse: le società che possono redigere il bilancio in forma abbreviata ex art bis c.c.. Per quanto attiene la tempistica attuativa da parte dei soggetti obbligati, gli artt. 3 e 4 del suddetto Decreto prevedono un obbligo di adozione differenziato e/o opzionale, tra l esercizio che si conclude o è in corso al 31 dicembre 2005 e quello che si conclude o è in corso al 31 dicembre In particolare, come si vedrà meglio in seguito, per quanto attiene i soggetti obbligati tenuti alla redazione del consolidato, questi sono tenuti a redigere il suddetto bilancio comune secondo gli IAS già a partire dall esercizio chiuso o in corso al 31 dicembre Per quanto attiene i soggetti con possibilità facoltativa di adozione degli IAS tenuti al consolidato, questi hanno la facoltà di redigere il suddetto bilancio secondo gli schemi internazionali, già a partire dall esercizio chiuso o in corso al 31 dicembre Relativamente invece al bilancio del singolo ente rientrante tra i soggetti obbligati, ai sensi dell art. 4, questi può redigerlo secondo gli IAS a partire dall esercizio 2005, mentre è obbligato a farlo dal Fanno eccezione a tale scelta opzionale solo le società che svolgono attività di Assicurazione, per le quali, ai sensi dell art. 4, co. 3, non vi è la possibilità di adottare i nuovi principi contabili dal 2005, ma solo l obbligo dal Tali disposizioni sono state altresì modificate, con efficacia dal periodo d imposta successivo a quello chiuso al 31 dicembre 2007, dalla L. 244/2007, art. 1, co. 33 e 58, la quale modificando l art. 83 del D.p.r. 917/86 (c.d. TUIR), nel senso che ai fini della determinazione del reddito complessivo dei soggetti che redigono il bilancio in base agli IAS, valgono, anche in deroga alle ordinarie disposizioni in materia di IRES, i criteri di qualificazione, imputazione temporale e classificazione in bilancio previsti dai predetti IAS, ha introdotto nel nostro sistema fiscale il c.d. principio della derivazione rafforzata. Si veda in tal senso: Lupi, Nuove prospettive di raccordo tra valutazioni civilistiche e reddito fiscale, in Corriere tributario, n. 14 /2008, p Si veda in tal senso: Assonime, circolare 1 dicembre 2004, n

10 Per quanto riguarda, invece, le società che redigono il bilancio consolidato in forma ordinaria e le società consolidate da società per le quali vige l'obbligo di adozione degli IAS, ad esclusione delle società minori di cui all'art bis Codice Civile, l'utilizzo dei principi contabili internazionali è facoltativo, a partire dal 2005, sia con riferimento al bilancio consolidato che al bilancio d'esercizio. Per tutte le altre società che redigono il bilancio in forma ordinaria, il termine per l esercizio della facoltà di redigere lo stesso secondo gli IAS, come recita la legge, è disposto con Decreto Ministeriale Delimitazione dei soggetti IAS adopter e ambito temporale di applicazione. Come innanzi accennato, per effetto dell introduzione del D.Lgs. n. 38 del 2005, con gli artt. 2, 3 e 4, i soggetti interessati dall'applicazione degli IAS/IFRS sono stati individuati e definiti in tre categorie: - società obbligate all'adozione degli IAS/IFRS; - società per le quali l'adozione degli IAS/IFRS è facoltativa; - società escluse dall'applicazione degli IAS/IFRS. Si procede, di seguito, a descriverne con maggiore dettaglio i requisiti, le caratteristiche e le specifiche modalità applicative, anche con riferimento alle tempistiche di adozione dei suddetti principi Società obbligate all'adozione degli IAS/IFRS. In particolare, ai sensi dell art. 2 del predetto decreto, sono tenute ad applicare i principi contabili internazionali: 11 - le società emittenti strumenti finanziari quotati in mercati regolamentati dell'ue; - le società aventi strumenti finanziari diffusi presso il pubblico ai sensi dell'art. 116 del DLgs. 24 febbraio 1998 n. 58 (cd. T.U.F.); - le banche e gli altri intermediari finanziari (es. SIM, SGR, istituti di moneta elettronica) sottoposti a vigilanza da parte della Banca d'italia; - le società assicurative Società emittenti strumenti finanziari quotati in mercati regolamentati dell'ue: individuazione e ambito temporale di applicazione degli IAS. Ai sensi dell art bis c.c., per società facenti ricorso al mercato del capitale di rischio devono intendersi: le società emittenti di azioni quotate in mercati regolamentati o diffuse tra il pubblico in misura rilevante. In particolare, si considerano società quotate quelle di cui alla lettera w) dell'articolo 1 del D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, ossia: i soggetti italiani o esteri che emettono strumenti finanziari quotati nei mercati regolamentati italiani. 12 Pertanto, ai fini della norma in esame, si può di massima affermare che le società emittenti strumenti finanziari quotati, sono società di capitali soggette alla stessa disciplina generale ed alle altre norme previste 11 Artina R. e V., Le società tenute all adozione degli IAS, in Pratica Fiscale e Professionale, n. 12/2005, p. 11; Di Lascio, Fornero, L adozione degli IAS/IFRS in Italia, schema di D.Lgs. attuativo della L. 306/2003, in Pratica Fiscale e Professionale, n. 1/2005, p. 12; Grigoli Studio Pirola, Prima applicazione degli IAS/IFRS: gli aspetti più significativi, in Azienda&Fisco, n. 8/2004, p Zabban, Consiglio Notarile di Milano, L incidenza della riforma del diritto societario sulle società quotate, 9

11 dal codice civile per le società per azioni (o in accomandita per azioni) non quotate, salvo l applicazione di norme specifiche che derogano o integrano la loro specifica disciplina. 13 L insieme delle norme speciali che, derogando alla disciplina codicistica, regolamentano l insieme degli obblighi e delle previsioni proprie delle società quotate, è contenuta nel D.Lgs. 24 febbraio 1998 n. 58 (c.d. TUF testo unico della finanza, o Legge Draghi). Infine, si fa presente che le disposizioni dettate dal c.c. per le società con azioni quotate in Borsa, si applicano a tutte le società con azioni quotate in mercati regolamentati italiani o di altri Paesi dell Unione Europea. 14 Per i soggetti in esame, gli IAS/IFRS devono essere applicati: - a decorrere dall'esercizio chiuso o in corso al 31 dicembre 2005, per la redazione del bilancio consolidato; - a decorrere dall'esercizio chiuso o in corso al 31 dicembre 2006, per la redazione del bilancio d'esercizio. Per il bilancio dell'esercizio chiuso o in corso al 31 dicembre 2005, relativamente a questi soggetti, l'applicazione degli IAS/IFRS è facoltativa Società aventi strumenti finanziari diffusi presso il pubblico ai sensi dell art. 116, D.Lgs. 58/98: individuazione e ambito temporale di applicazione degli IAS. Al fine di individuare precipuamente i soggetti facenti parte di tale specifica categoria, occorre fare riferimento all art. 116 del D.Lgs. n. 58/1998, il quale, a sua volta, demanda ad un regolamento CONSOB i criteri per l individuazione dei soggetti emittenti strumenti finanziari che, anche se non quotati in mercati regolamentati italiani, sono diffusi tra il pubblico in misura rilevante. In particolare, l art. 2-bis del Regolamento adottato con la delibera CONSOB 14 maggio 1999 n , definisce come tali i soggetti che: - abbiano azionisti diversi dai soci di controllo in numero superiore a 200 e che detengano complessivamente una percentuale di capitale sociale almeno pari al 5%; - non abbiano la possibilità di redigere il bilancio in forma abbreviata ai sensi dell'art bis comma 1 c.c. 15 Ai sensi del predetto art. 2-bis, i limiti innanzi individuati si considerano superati, e dunque è possibile per tali soggetti qualificarsi come intermediari qualificati, se gli stessi alternativamente: - abbiano costituito oggetto di una sollecitazione all investimento o corrispettivo di un offerta pubblica di scambio; - abbiano costituito oggetto di un collocamento, in qualsiasi forma realizzato, anche rivolto a soli investitori professionali; - siano negoziate su sistemi di scambi organizzati con il consenso dell'emittente o del socio di controllo; - siano emesse da banche e siano acquistate o sottoscritte presso le loro sedi o dipendenze. 13 D Andrea, Manuale delle Società, IlSole24ore, 2008, p Cfr.: art. 206, D.Lgs n Per la puntuale individuazione di tali soggetti, si veda oltre. 10

12 Sono poi emittenti obbligazioni diffuse tra il pubblico in misura rilevante, e dunque inclusi nell ambito applicativo della predetta normativa, gli emittenti italiani: - dotati di un patrimonio netto non inferiore a ,00 (milioni); - con un numero di obbligazionisti superiore a 200. Non si considerano invece emittenti diffusi coloro: - le cui azioni sono soggette a limiti legali alla circolazione riguardanti anche l'esercizio dei diritti aventi contenuto patrimoniale; - ovvero il cui oggetto sociale prevede esclusivamente lo svolgimento di attività non lucrative di utilità sociale o volte al godimento da parte dei soci di un bene o di un servizio. Per i soggetti in esame, gli IAS/IFRS devono essere applicati: - a decorrere dall'esercizio chiuso o in corso al 31 dicembre 2005, per la redazione del bilancio consolidato; - a decorrere dall'esercizio chiuso o in corso al 31 dicembre 2006, per la redazione del bilancio d'esercizio. Per il bilancio dell'esercizio chiuso o in corso al 31 dicembre 2005, relativamente a questi soggetti, l applicazione degli IAS/IFRS è facoltativa Banche e altri intermediari finanziari sottoposti a vigilanza da parte della Banca d'italia: individuazione e ambito temporale di applicazione degli IAS. Come innanzi accennato, ai sensi dell art. 2, co. 1, lett. c) del D.lgs. 38/2005, gli IAS si applicano a: le banche italiane di cui all'articolo 1 del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385, e successive modificazioni; le società finanziarie capogruppo dei gruppi bancari iscritti nell'albo di cui all'articolo 64 del decreto legislativo n. 385 del 1993; le società di intermediazione mobiliare di cui all'articolo 1, comma 1, lettera e), del decreto legislativo n. 58 del 1998; le società di gestione del risparmio di cui all'articolo 1, lettera o), del decreto legislativo n. 58 del 1998; le società finanziarie iscritte nell'albo di cui all'articolo 107 del decreto legislativo n. 385 del 1993; gli istituti di moneta elettronica di cui al titolo V-bis del decreto legislativo n. 385 del In particolare, ai sensi del comma 2, dell art. 1 del D.Lgs. n. 385/1993, si intendono Banche, i soggetti abilitati allo svolgimento delle seguenti attività: - raccolta di depositi o di altri fondi con obbligo di restituzione; - operazioni di prestito (compreso in particolare il credito al consumo, il credito con garanzia ipotecaria, il factoring, le cessioni di credito pro soluto e pro solvendo, il credito commerciale incluso il «forfaiting»); - leasing finanziario; - servizi di pagamento; - emissione e gestione di mezzi di pagamento (carte di credito, «travellers cheques», lettere di credito); 11

13 - rilascio di garanzie e di impegni di firma; - operazioni per proprio conto o per conto della clientela in: strumenti di mercato monetario (assegni, cambiali, certificati di deposito, ecc.), cambi, strumenti finanziari a termine e opzioni, contratti su tassi di cambio e tassi d'interesse, valori mobiliari; - partecipazione alle emissioni di titoli e prestazioni di servizi connessi; - consulenza alle imprese in materia di struttura finanziaria, di strategia industriale e di questioni connesse, nonché consulenza e servizi nel campo delle concentrazioni e del rilievo di imprese; - servizi di intermediazione finanziaria del tipo «money broking»; - gestione o consulenza nella gestione di patrimoni; - custodia e amministrazione di valori mobiliari; - servizi di informazione commerciale; - locazione di cassette di sicurezza; - altre attività che, in virtù delle misure di adattamento assunte dalle autorità comunitarie, sono aggiunte all'elenco allegato alla seconda direttiva in materia creditizia del Consiglio delle Comunità europee n. 89/646/CEE del 15 dicembre Per quanto attiene le società finanziarie Capogruppo dei gruppi bancari, le stesse, ex art. 64 D.Lgs. 385/93, sono tali a seguito di comunicazione e rappresentazione del Gruppo di società bancarie alla Banca d Italia e l indicazione della società Capogruppo di queste. La Banca d Italia ha istituito un apposito albo per l individuazione di queste e vigila sulla sussistenza dei requisiti di appartenenza a tale albo. Ai sensi della lett. e) dell art. 1 del D.Lgs. n. 58 del 1998, sono poi società di intermediazione mobiliare (c.d. SIM): le imprese, diverse dalle banche e dagli intermediari finanziari iscritti nell' elenco previsto dall'articolo 107 del T.U. bancario, autorizzate a svolgere servizi o attività di investimento, avente sede legale e direzione generale in Italia. Sono invece società di gestione del risparmio (c.d. SGR): le società per azioni con sede legale e direzione generale in Italia, autorizzate (dalla Banca d Italia) a prestare il servizio di gestione collettiva del risparmio. Per quanto attiene i soggetti iscritti nell albo speciale di cui all art. 107 del D.Lgs. n. 385 del 1993, questi possono essere individuati in tutti gli intermediari finanziari, come innanzi visti, con specifici vincoli in termini di patrimonio di vigilanza. In particolare, sussiste l obbligo di iscrizione nell albo speciale a carico degli: - intermediari esercenti attività di finanziamento che abbiano un volume di attività finanziaria pari o superiore a Lit. 200 miliardi, ovvero mezzi patrimoniali pari o superiori a Lit. 10 miliardi; - intermediari esercenti l attività di assunzione di partecipazioni con un volume d attività finanziaria pari o superiore a Lit. 100 miliardi ovvero mezzi patrimoniali pari o superiori a Lit. 50 miliardi; - intermediari esercenti l attività di intermediazione in cambi con assunzione di rischi in proprio; - intermediari esercenti l attività di emissione e gestione di carte di credito e debito; - intermediari per i quali ricorrono le condizioni stabilite dalla Banca d Italia in armonia con le disposizioni comunitarie relative al mutuo riconoscimento ex art. 18 T.U. 12

14 Sono, infine, istituti di moneta elettronica, come indicato nell ultimo periodo della norma in commento, le banche e taluni altri specifici istituti, i quali possono svolgere esclusivamente l attività di emissione di moneta elettronica, mediante trasformazione immediata dei fondi ricevuti. Entro specifici limiti stabiliti dalla Banca d'italia, tali soggetti possono svolgere altresì attività connesse e strumentali (transazioni, prenotazioni, etc.), nonché prestare servizi di pagamento. Agli stessi è comunque preclusa la concessione di crediti in qualunque forma. La Banca d'italia provvede ad iscrivere iscrive in un apposito albo gli istituti di moneta elettronica italiani e le succursali in Italia di quelli con sede legale in uno Stato comunitario o extracomunitario. Per i soggetti in esame, gli IAS/IFRS devono essere applicati: - a decorrere dall'esercizio chiuso o in corso al 31 dicembre 2005, per la redazione del bilancio consolidato; - a decorrere dall'esercizio chiuso o in corso al 31 dicembre 2006, per la redazione del bilancio d'esercizio. Per il bilancio dell'esercizio chiuso o in corso al 31 dicembre 2005, relativamente a questi soggetti, l applicazione degli IAS/IFRS è facoltativa Società assicurative: individuazione e ambito temporale di applicazione degli IAS. Come innanzi visto, ai sensi del D.Lgs. 38/2005, art. 2, co. 1, lett. d), le disposizioni in materia di obbligo di applicazione degli IAS, si applicano altresì nei confronti delle società che esercitano le imprese incluse nell ambito di applicazione del D.Lgs. 26 maggio 1997, n In particolare, ai sensi dell art. 1 del predetto Decreto, sono tali le imprese aventi sede legale nel territorio italiano autorizzate ad esercitare 16 : - le assicurazioni e le operazioni nei rami indicati nel punto A) della tabella di cui all'allegato I al D.Lgs. 17 marzo 1995, n ; - le assicurazioni nei rami indicati nel punto A) dell'allegato al D.Lgs. 17 marzo 1995 n ; - la riassicurazione. Inoltre, il provvedimento in questione si applica alle sedi secondarie di imprese aventi sede legale in: - uno Stato terzo rispetto all'unione Europea, autorizzate ad esercitare nel territorio della Repubblica italiana le assicurazioni nei predetti rami e la riassicurazione; - uno Stato membro dell'unione Europea, autorizzate ad esercitare nel territorio della Repubblica la sola riassicurazione. Tali disposizioni invece non trovano applicazione, e quindi le relative leggi di richiamo non si applicano, nei confronti dei suddetti soggetti: - alle Amministrazioni pubbliche, agli enti di previdenza amministrati per legge dal Ministero del tesoro, agli istituti, agli enti, alle casse e ai fondi comunque denominati che gestiscono, in favore dei 16 Per le fonti si rinvia alla nota Per tali intendendosi: le assicurazioni sulla durata della vita umana, le operazioni di gestione di fondi collettivi costituiti per l'erogazione di prestazioni in caso di morte, di vita o di cessazione o riduzione dell'attività lavorativa, etc. 18 Per tali intendendosi: le assicurazioni sugli infortuni, malattia, incendi ed elementi naturali, etc. 13

15 - lavoratori o di singole categorie professionali, forme di previdenza e di assistenza comprese in un regime legale obbligatorio; 19 - agli enti che garantiscono unicamente prestazioni in caso di decesso; 20 - alle associazioni agrarie di mutua assicurazione; 21 - alla Cassa di previdenza per l'assicurazione degli sportivi riconosciuta con R.D. 16 ottobre 1934, n. 2047; 22 - alle imprese che esercitano unicamente l'attività di assistenza di cui al n. 18 del punto A) della tabella allegata al D.Lgs. n. 175/95; 23 - alle assicurazioni dei crediti relativi all'esportazione di merci e servizi nonché ai prodotti nazionali costituiti in deposito all'estero ed all'esecuzione di lavoro all'estero, assunte e gestite dalla SACE 24. Le società in oggetto applicano i principi contabili internazionali: - a decorrere dall'esercizio chiuso o in corso al 31 dicembre 2005, per la redazione del bilancio consolidato; - a decorrere dall'esercizio chiuso o in corso al 31 dicembre 2006, per la redazione del bilancio d'esercizio, ma soltanto nel caso in cui siano quotate e non redigano il bilancio consolidato. Al di fuori di questi casi, l'applicazione degli IAS/IFRS da parte di tali soggetti è in ogni caso esclusa Soggetti che hanno la facoltà di adottare gli IAS/IFRS. Tali società possono essere suddivise in tre gruppi: - le società tenute alla redazione del bilancio di esercizio 25 incluse nel bilancio consolidato delle società obbligate a redigerlo in conformità agli IAS/IFRS, escluse quelle che hanno la possibilità di redigere il bilancio in forma abbreviata, ex art bis c.c.; 19 Si vedano al riguardo, gli artt. 3 comma 2 lett. a) del D.Lgs. n. 174/95 e 4 comma 2 lett. a) del D.Lgs. n. 175/ Art. 3 co. 2, lett. c), D.Lgs. n. 174/ Art. 4, co. 2, lett. b), D.Lgs. n. 175/ Art. 4 co. 2, lett. e), D.Lgs. n. 175/ Art. 4, co. 2, lett. f), D.Lgs. n. 175/ Art. 6, co. 2, D.Lgs. n. 175/95. In particolare, la SACE è una Agenzia di Credito all'esportazione controllata al 100% dal MEF. La stessa assume in assicurazione e/o in riassicurazione i rischi a cui sono esposte le aziende italiane nelle loro transazioni internazionali e negli investimenti all'estero. 25 In particolare sono tenuti alla redazione del bilancio di esercizio i seguenti enti collettivi: - le società per azioni (art c.c.); - le società in accomandita per azioni (art c.c.); - le società a responsabilità limitata (art bis c.c.); - le società cooperative (art c.c.) e loro consorzi; - le mutue assicuratrici (art c.c.); - i Gruppi Europei di Interesse Economico (GEIE) (D. Lgs. n. 240/1991); - i consorzi con attività esterna (art bis c.c.); - le società consortili per azioni e a responsabilità limitata (art ter c.c.); - le società estere che hanno una sede secondaria in Italia (art. 2508, 2509; art. 101.ter disp. Att. c.c.; D.Lgs. n. 87/1992); - le società di persone (Snc e Sas) nel caso abbiano come soci illimitatamente responsabili Spa, Sapa o Srl (art c. c. e 111- duidecies, d.a.t.); - gli enti autonomi lirici, le istituzioni concertistiche e tutti gli altri enti operanti nel settore della musica, del teatro e della danza, che si sono trasformati in fondazioni di diritto privato (art. 16, comma 5, D. Lgs. n. 367/1996, così come modificato dall'art. 6 del D. Lgs. n. 134/1998). Si veda: Venturi, Bilancio d esercizio: redazione, approvazione e pubblicazione nel registro delle imprese, in Azienda & Fisco n. 9 /2008, p

16 - le società tenute alla redazione del bilancio di esercizio, diverse da quelle di cui al punto precedente, che redigono il bilancio consolidato, escluse quelle che hanno la possibilità di redigere il bilancio in forma abbreviata, ex art bis c.c.; - le società rimanenti, escluse quelle che hanno la possibilità di redigere il bilancio in forma abbreviata, ex art bis c.c Società consolidate. Le società in esame, come anticipato, sono tutte facenti parte di un gruppo di società la cui capogruppo è tenuta all Adozione degli IAS, obbligate alla redazione del bilancio purché, come detto, di dimensioni eccedenti i limiti previsti per la redazione del bilancio abbreviato, possono adottare gli IAS/IFRS già dall'esercizio chiuso o in corso al 31 dicembre 2005 per la redazione: - sia del bilancio consolidato; - sia del bilancio d'esercizio. Come evidenziato dalla relazione ministeriale di accompagnamento al D.Lgs. attuativo, si vuole in tale modo evitare che i soggetti in esame siano costretti a tenere una doppia contabilità: - una, per la redazione del proprio bilancio d'esercizio; - l'altra, per trasmettere alla capogruppo le informazioni contabili necessarie per la redazione del bilancio consolidato Società che redigono il bilancio consolidato. Ai sensi dell art. 25, del D.Lgs. 9 aprile 1991, n. 127, sono obbligate a redigere il bilancio consolidato: Le società per azioni, in accomandita per azioni, e a responsabilità limitata che controllano un impresa. Lo stesso obbligo, hanno gli enti di cui all'art c.c. (enti pubblici esercenti attività commerciale), le società cooperative e le mutue assicuratrici che controllano una società per azioni, in accomandita per azioni o a responsabilità limitata. In particolare, ai sensi del successivo art. 26, sono imprese controllate: quelle indicate nei numeri 1) e 2) del primo comma dell'art del codice civile 26. Agli stessi effetti sono in ogni caso considerate controllate: a) le imprese su cui un'altra ha il diritto, in virtù di un contratto o di una clausola statutaria, di esercitare un'influenza dominante, quando la legge applicabile consenta tali contratti o clausole; b) le imprese in cui un'altra, in base ad accordi con altri soci, controlla da sola la maggioranza dei diritti di voto. Ai fini dell'applicazione del comma precedente si considerano anche i diritti spettanti a società controllate, a società fiduciarie e a persone interposte; non si considerano quelli spettanti per conto di terzi. L art. 27 del D.Lgs. n. 127/1991, come modificato dall art. 2 del D.Lgs. n. 285/2006, che ha recepito la direttiva 2003/38/CE del 13 maggio 2003, dispone che le predette norme in materia di obbligo da parte delle società di redazione del bilancio consolidato, possano essere derogate qualora i soggetti passivi non superino, per due esercizi consecutivi, due dei seguenti tre limiti dimensionali: 26 In particolare, ai sensi dell art c.c.: Sono considerate società controllate: 1) le società in cui un'altra società dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell'assemblea ordinaria; 2) le società in cui un'altra società dispone di voti sufficienti per esercitare un'influenza dominante nell'assemblea ordinaria. 15

17 - totale dell attivo o dello stato patrimoniale: ; - ricavi delle vendite e delle prestazioni (fatturato): ; - dipendenti occupati in media durante l'esercizio: 250 unità. L esonero, tuttavia non trova applicazione se la controllante o una delle controllate hanno emesso titoli quotati in Borsa. I soggetti in questione, sempre a condizione che le loro dimensioni superino i limiti previsti per la redazione del bilancio abbreviato (come di seguito meglio descritti), possono applicare gli IAS/IFRS già dall'esercizio chiuso o in corso al 31 dicembre 2005, con riferimento sia al bilancio consolidato, che al bilancio d'esercizio. Peraltro, l applicazione dei principi contabili internazionali per la redazione del bilancio d esercizio è consentita solo se anche il bilancio consolidato è predisposto in conformità agli IAS/IFRS. La facoltà di applicazione dei principi contabili internazionali in capo a tali soggetti è motivata dall esigenza di evitare una disparità normativa eccessiva tra queste società, solitamente di dimensioni medio grandi, e le società quotate, in modo da non disincentivare l'eventuale futura quotazione delle prime Altre società Tutte le altre società tenute alla redazione del bilancio diverse dalle precedenti, e sempre eccedenti i limiti previsti per la redazione di quello abbreviato ex art bis, possono predisporre il bilancio d'esercizio in conformità agli IAS/IFRS, secondo quando previsto dal D.Lgs. n. 38 citato, a partire dall esercizio individuato con decreto del Ministero dell'economia e delle Finanze e del Ministero della Giustizia. Tale decreto, tuttavia, ad oggi non è stato ancora emanato; pertanto, tali soggetti sono sostanzialmente ancora esclusi dall ambito di applicazione degli IAS/IFRS. Solamente nel caso in cui queste società siano incluse nel bilancio consolidato delle società di cui al precedente paragrafo che redigono il consolidato medesimo in base ai principi contabili internazionali, gli IAS/IFRS risultano applicabili per la redazione del bilancio d'esercizio già dall'esercizio chiuso o in corso al 31 dicembre Soggetti esclusi dall'adozione degli IAS/IFRS Come più volte innanzi accennato, sono escluse dalla possibilità di uniformarsi agli IAS/IFRS e continuano, quindi, ad applicare i principi contabili interni le società che possono redigere il bilancio in forma abbreviata ex art bis c.c. Si ricorda che l art bis del Codice civile stabilisce che le società hanno la facoltà (e non l'obbligo) di redigere il bilancio in forma abbreviata quando, nel primo esercizio o, successivamente, per due esercizi consecutivi, non abbiano superato determinati limiti fissati da direttive europee recepite dal nostro legislatore. La redazione del bilancio abbreviato è un agevolazione concessa alle società che non abbiano emesso titoli negoziati in mercati regolamentati. 27 In tal senso, si veda la relazione ministeriale al D.Lgs. n. 38 del

18 In particolare, per effetto di tale norma è concesso alle imprese minori di semplificare le procedure amministrative di compilazione e redazione del bilancio, attraverso la possibilità di inserire meno informazioni all interno dello stato patrimoniale, del conto economico, della nota integrativa e non redigere la redazione della relazione sulla gestione 28. Attualmente 29 i limiti che non devono essere superati ai fini della fruizione delle predette agevolazioni, sono i seguenti: - totale dell'attivo o dello stato patrimoniale: euro; - ricavi delle vendite e delle prestazioni (fatturato): euro; 30 - dipendenti occupati in media durante l'esercizio: 50 unità Irrevocabilità della scelta Infine, si fa presente che, come indicato a margine degli artt. 3 e 4 del D.Lgs. innanzi commentato, la scelta di adottare i principi contabili internazionali per la redazione del bilancio d'esercizio e/o consolidato è irrevocabile, salvo il ricorrere di circostanze eccezionali, quale potrebbe essere, ad esempio, la cessione di una società, da parte di un gruppo che redige il bilancio consolidato secondo i principi contabili internazionali, ad un gruppo che adotta, invece, la prassi contabile interna. Come chiarito dalla relazione ministeriale, infatti, in questo caso il mantenimento, in capo alla società ceduta, di un sistema informativo contabile non compatibile con quello del gruppo acquirente imporrebbe costi amministrativi non ragionevoli. Le circostanze eccezionali devono essere adeguatamente illustrate nella nota integrativa (del bilancio d'esercizio e/o consolidato), unitamente all'indicazione degli effetti sulla rappresentazione della situazione patrimoniale e finanziaria e del risultato economico (della società e/o consolidato). 28 Ai sensi dell art 2435-bis del c.c.: Nel bilancio in forma abbreviata lo stato patrimoniale comprende solo le voci contrassegnate nell'art con lettere maiuscole e con numeri romani; le voci A e D dell'attivo possono essere comprese nella voce CII; dalle voci BI e BII dell'attivo devono essere detratti in forma esplicita gli ammortamenti e le svalutazioni; la voce E del passivo può essere compresa nella voce D; nelle voci CII dell'attivo e D del passivo devono essere separatamente indicati i crediti e i debiti esigibili oltre l'esercizio successivo. Nel conto economico del bilancio in forma abbreviata le seguenti voci previste dall'art possono essere tra loro raggruppate: voci A2 e A3 voci B9(c), B9(d), B9(e) voci B10(a), B10(b),B10(c) voci C16(b) e C16(c) voci D18(a), D18(b), D18(c) voci D19(a), D19(b), D19(c) Nel conto economico del bilancio in forma abbreviata nella voce E20 non è richiesta la separata indicazione delle plusvalenze e nella voce E21 non è richiesta la separata indicazione delle minusvalenze e delle imposte relative a esercizi precedenti. Nella nota integrativa sono omesse le indicazioni richieste dal n. 10 dell'art e dai nn. 2, 3, 7, 9, 10, 12, 13, 14, 15, 16 e 17 dell'art e dal n. 1 del comma 1 dell'art bis; le indicazioni richieste dal n. 6) dell'art sono riferite all'importo globale dei debiti iscritti in bilancio. Le società possono limitare l'informativa richiesta ai sensi dell'articolo 2427, primo comma, numero 22-bis, alle operazioni realizzate direttamente o indirettamente con i loro maggiori azionisti ed a quelle con i membri degli organi di amministrazione e controllo, nonchè limitare alla natura e all'obiettivo economico le informazioni richieste ai sensi dell'articolo 2427, primo comma, numero 22-ter". Qualora le società indicate nel primo comma forniscano nella nota integrativa le informazioni richieste dai nn. 3) e 4) dell'art. 2428, esse sono esonerate dalla redazione della relazione sulla gestione. Le società che a norma del presente articolo redigono il bilancio in forma abbreviata devono redigerlo in forma ordinaria quando per il secondo esercizio consecutivo abbiano superato due dei limiti indicati nel primo comma. 29 Limiti modificati dal decreto legislativo n. 173 del 3 novembre 2008 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 260 del 06 novembre Si chiarisce che per totale dell attivo, si intende: il totale dell'attivo dello stato patrimoniale risultante dalla somma delle voci A, B, C e D dello schema previsto dall'art c.c. Mentre, per totale delle vendite e delle prestazioni (fatturato), si intende: il totale dei ricavi esposto nella voce A1 del conto economico, al netto dei resi, sconti, abbuoni e premi in base all'art bis c.c. 17

19 In ogni caso, il bilancio (sia esso d'esercizio o consolidato) relativo all'esercizio nel corso del quale è deliberata la revoca della scelta è redatto in conformità ai principi contabili internazionali. 18

20 Par. 3: I principi generali del sistema contabile IAS - (di Gabriella Forte) Sommario: Premessa; 3.1 Gli schemi contabili nella nuova versione dello IAS 1 (cenni); 3.2 I principi generali nello schema concettuale del Framework; 3.3 Recognition e derecognition degli elementi patrimoniali e reddituali secondo la nuova accezione di competenza economica; 3.4 Il principio della substance over form da principio generale a criterio di valutazione specifico: il leasing finanziario; 3.5 Il fair value come principio di raccordo tra i principi generali e i criteri di valutazione particolari; Definizione e classificazione delle attività e delle passività finanziarie; Recognition, valutazioni successive e derecognition degli strumenti finanziari; La riclassificazione degli strumenti finanziari. Premessa Negli ultimi anni si è assistito al processo di armonizzazione contabile internazionale, le cui ragioni sono da ricercarsi nella natura stessa del bilancio. Esso, infatti, oltre a dover rispecchiare l andamento passato della gestione, lo stato di salute attuale dell azienda e l orientamento futuro dei flussi finanziari e dei cicli economici della sua attività, è soprattutto uno strumento interpretativo non sostituibile nel processo decisionale di tipo economico. La crescente globalizzazione del mondo occidentale, inoltre, ha profondamente modificato il contesto ambientale e competitivo in cui le imprese si trovano ad operare, comportando da un lato un ampliamento del numero e delle tipologie di attori interessati a conoscere la performance complessiva delle aziende, dall altro imponendo progressivamente l'esigenza di adottare un linguaggio economico comune. Le imprese devono oramai adattarsi alla trasversalità dei mercati finanziari e affrontare la concorrenza internazionale. Di conseguenza, compito centrale delle istituzioni e delle autorità è quello di sviluppare compromessi fra le diverse concezioni settoriali del diritto, per non rallentare i processi produttivi, ed assicurare la massima trasparenza delle informazioni necessarie agli investitori per intraprendere decisioni economiche. Ora, la tutela degli investitori passa, anche, dall effettiva comparabilità dei dati forniti dalle aziende, che implica necessariamente l applicazione di principi giuridico-contabili omogenei. Senza contare che la comparabilità dei bilanci costituisce un fattore positivo, specie per i grandi Gruppi multinazionali. In queste realtà, infatti, l incompatibilità fra i diversi sistemi giuridici in tema di bilancio, intesi come complesso di regole dettate per la rappresentazione delle realtà aziendali, oltre a rendere incomunicabili fra di loro i risultati aziendali infragruppo, comportano anche un ulteriore incremento di costi. Il processo di armonizzazione contabile internazionale, nonché comunitaria, mira senza dubbio, alla convergenza e alla trasparenza dell informativa finanziaria, ma è ben lontano dal potersi dire compiuto. Difatti, se è vero che il Regolamento CE n. 1606/2002 (recepito in Italia mediante il D.lgs. 28 febbraio 2005, n. 38.) ha reso obbligatoria l adozione dei principi IAS/IFRS per le imprese operanti all interno del mercato unico, è altresì evidente come, all interno dello stesso IASB, vi siano molteplici tendenze evolutive in atto, e perciò di difficile interpretazione. In Italia, così come negli altri Paesi tradizionalmente civil law, l introduzione dei principi contabili internazionali non è risultata scevra di punti critici e problematiche teoriche ed applicative. 19

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