Risultato civilistico e reddito imponibile: i problemi del raccordo in funzione dei principi contabili. Milano, 17 novembre 2008

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1 Risultato civilistico e reddito imponibile: i problemi del raccordo in funzione dei principi contabili Milano, 17 novembre 2008 ASPETTI PROBLEMATICI PER LE BANCHE E LE SOCIETA FINANZIARIE (Dott. Renzo Parisotto Consulente UBI Banca) La Legge finanziaria 2008 all art. 1 c. 58 così prevede In attesa del riordino della disciplina del reddito d impresa conseguente al recepimento delle Direttive 2001/65/E del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27 settembre 2001 e 2003/61/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 giugno 2003 al fine di razionalizzare e semplificare il processo di determinazione del reddito dei soggetti tenuti all adozione dei principi contabili internazionali tenendo conto della specificità delle imprese del settore bancario e finanziario.. Il principio contabile IAS 39 Strumenti finanziari rilevazione e valutazione oggetto di un recentissimo emendamento lo scorso 13 ottobre da parte dello IASB sulla scia della crisi che ha investito i mercati finanziari mondiali ha un rilevante impatto sui bilanci delle imprese bancarie e finanziarie posta la specificità degli strumenti finanziari nella loro più ampia accezione titoli, crediti, passività, strumenti di capitale, derivati, etc. -. Ancora la circostanza che l art. 4 del D.Lgs. 38/2005 di recepimento dei principi contabili IAS/IFRS faccia obbligo per le banche e gli enti finanziari di applicare i suddetti principi anche ai bilanci individuali dal 1 gennaio 2006 e facoltativamente dal 1 gennaio 2005 tenendo altresì conto delle istruzioni fornite dalla Banca d Italia giuste le previsioni dell art. 9 D.Lgs. 38/2005 vedi circ. 262/2005 Bankitalia e Provvedimento Bankitalia del 14 febbraio 2006 impone a questi soggetti di determinare il reddito imponibile sulla base delle modifiche al TUIR introdotte con il medesimo D.Lgs. 38/2005, peraltro modificato dalla Finanziaria 2008 sopracitata. Credo siano sufficienti questi tre richiami per sottolineare come il mondo bancario abbia subìto rilevanti impatti civilistico/fiscali dall adozione dei principi IAS/IFRS, impatti che non paiono venire meno anche nel prossimo futuro da un lato per la naturale 1

2 evoluzione dei principi stessi e dall altro per le necessarie manovre tributarie cui il legislatore è costretto o è stato costretto nell ultimo triennio. Merita ricordare in via preliminare che il nostro legislatore ha optato per introdurre i principi IAS/IFRS a livello individuale diversamente da quanto effettuato da altri paesi europei. Come risulta dalla tabella allegata applicano i principi IAS/IFRS al pari dell Italia nei bilanci delle società quotate: Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Latvia, Lituania, Malta, Portogallo, Repubblica Slovacca e Islanda mentre nelle non quotate: Bulgaria, Cipro, Estonia, Latvia, Lituania, Malta, Repubblica Slovacca, Slovenia e Islanda. Era evidente sin dal recepimento del Regolamento n. 1606/2002 che l adozione dei principi IAS/IFRS anche a livello individuale avrebbe comportato effetti fiscali ed in al senso l art. 25 della Legge 31 ottobre 2003 n. 306 recitava dai principi e criteri di cui al c. 1 non devono derivare oneri o minori entrate per il Bilancio dello Stato. Per inciso va detto che anche la Comunitaria 2007 nella quale è prevista l adozione delle Direttive 65/2001 e 51/2003 per le società non ricomprese nel D.Lgs. 38/2005 contiene un analoga previsione ulteriormente ribadita nel documento OIC approvato lo scorso 6 maggio. Ricordo che l impostazione fiscale del D.Lgs. 38/2005 muoveva da tre presupposti: - principio di derivazione dell imponibile fiscale dal risultato di bilancio; - introduzione di limitate specifiche modifiche legislative indispensabili a consentire l applicazione della normativa IRES alle imprese che adottano gli IAS; - salvaguardia del principio di neutralità dell imposizione al fine di evitare penalizzazioni fiscali conseguenti all adozione o meno dei principi IAS/IFRS. In tal senso furono apportate modifiche all art. 83 TUIR prevedendo la derivazione anche per le imputazioni effettuate direttamente a patrimonio netto, così come all art. 102 e 109 TUIR in tema di leasing, l art. 108 per i costi pluriennali non più capitalizzabili in base agli IAS/IFRS ed ancora l art. 112 per le operazioni fuori bilancio in particolare le operazioni di copertura nonché l art. 110 in tema di immobilizzazioni finanziarie delle quali veniva a sua volta fornita una opportuna decodifica tra TUIR e definizioni contenute nello IAS 39. 2

3 Solo per completezza segnalo come l art. 12 del D.Lgs 38/2005 prevedesse apposite norme in tema di IRAP con la previsione dell emanazione di un apposito provvedimento volto a riscrivere in ottica IAS/IFR le voci di bilancio che costituiscono la base di determinazione dell IRAP si vedano gli artt. 3-7 del D.Lgs 446/ Per inciso tale decreto non è stato mai emanato ragion per cui le imprese hanno predisposto le dichiarazioni IRAP nel triennio 2005/2007 mediante adattamenti nella miglior forma degli schemi di bilancio di cui al D.Lgs. 87/1992 e relativa circolare 166/92 di Bankitalia con le nuove previsioni di cui alla circ. 262/2005 Bankitalia. Non può sottacersi il rischio di contrarie valutazioni da parte dell Amministrazione Finanziaria. Per inciso va ricordato che in data 2 luglio 2007 fu emanato un correttivo all art. 6/ D.Lgs. 446/1997 che introduceva per il solo esercizio 2007 il c.d. cuneo fiscale. In quella sede si giunse all assurdo di avere all interno dello stesso articolo di legge il riferimento a due differenti normative. Nella prima parte si aveva a mente il D.Lgs. 87/1992 e relative istruzioni mentre la seconda parte si poneva in ottica bilancio IAS. Particolarmente laboriosa fu poi la questione holding capogruppo sulla quale fece chiarezza la circolare 61/E del 19 novembre 2007 poco dopo integrata con la nota circolare 62/E del 23 novembre Infine di rilievo nell ambito del D.Lgs. 38/2005 sono le norme transitorie con cui viene disciplinato il passaggio tra il principio di derivazione dai tradizionali principi contabili ai nuovi IAS/IFRS. L obiettivo perseguito era quello di mantenere neutre/inalterate le scelte fiscali operate in precedenza nonostante la diversa impostazione che in taluni casi comportava il venir meno di voci di bilancio quali ad esempio ammortamenti terreni, Fondi rischi, capitalizzazione costi, etc. Su tutta la tematica sopra richiamata si è ampiamente espressa l Associazione Bancaria Italiana con la Circolare Serie Tributaria n. 3/2006. La circostanza che in forza dei principi IAS/IFRS talune valutazioni anziché interessare il Conto Economico vadano direttamente a Patrimonio in via definitiva o temporanea ha comportato l obbligo di monitorare le variazioni di Patrimonio Netto dandovi rilevanza secondo i criteri ordinari con la necessaria attenzione onde non tassare/dedurre in più occasioni le stesse componenti vedi portafoglio disponibile per la vendita (AFS). ***** 3

4 In forza del principio di neutralità prima enunciato l iscrizione delle operazioni di leasing secondo lo IAS 17 comporta la gestione di un doppio binario. Altrettanto dicasi per gli oneri pluriennali non più capitalizzabili ma che per motivi di gettito devono essere mantenuti tali ai fini fiscali. Va detto che la norma lasciava spazi a dubbi interpretativi per cui è prevalso un orientamento secondo cui la ripresa fiscale è da effettuare solo in presenza di situazione in cui i principi contabili nazionali vedi OIC 24 ne suggeriscono la capitalizzazione. Ciò ha comportato ad esempio il venire meno della possibile patrimonializzazione degli incentivi all esodo consentita dalla circ. 166/92 Bankitalia. Più articolati sono viceversa gli impatti legati alla rilevazione degli strumenti finanziari. Crediti: in generale per i crediti deve applicarsi, anche con effetto retroattivo per le posizioni in essere al passaggio agli IAS/IFRS, il c.d. costo ammortizzato con ciò ridistribuendo su più esercizi costi e ricavi accessori che altrimenti confluirebbero per intero nell esercizio di competenza secondo i canoni tradizionali. ABI nella citata circolare 3/2006 sostiene che dal tenore letterale dell art. 106 c. 3 TUIR non possa che farsi riferimento ai crediti così come risultanti in bilancio e pertanto data la circostanza che in forza del principio IAS 39 gli stessi tengono conto, ai fini valutativi, del costo ammortizzato ne consegue la rilevanza anche sul piano fiscale e ciò anche con riguardo agli esercizi pregressi. Altrettanto vale circa la componente attualizzazione e/o reversal delle componenti patrimoniali ed economiche che pertanto sono da considerarsi di competenza fiscale dell esercizio di iscrizione a bilancio. Più delicato appariva il tema della c.d. derecognition laddove secondo i principi IAS/IFRS una componente patrimoniale non può cancellarsi/iscriversi seguendo il solo criterio giuridico se ad esso non corrisponda anche un trasferimento dei connessi rischi o benefici. Ciò ha interessato il settore bancario in particolare modo per operazioni su titoli obbligazionari ed azionari ovvero sui crediti, segnatamente le cartolarizzazioni. ABI in coerenza con i principi di derivazione sosteneva che anche in tale circostanza prevalesse il bilancio nonostante la titolarità giuridica sia di un terzo. Tale tesi come noto è stata confutata con la Risoluzione 100/E del 16 maggio 2007 con la conseguenza che nonostante la presenza di crediti in bilancio, sul piano fiscale occorrerebbe fare riferimento ai titoli sottoscritti dall originator stesso. 4

5 Con specifico riguardo al comparto titoli gli aspetti di rilievo possono così riassumersi: - le classificazioni quali titoli immobilizzati delle partecipazioni nonché dei titoli detenuti fino a scadenza (HTM) ovvero disponibili per la vendita (AFS)non appare in continuità con i precedenti criteri, ragione per cui ABI avanza l ipotesi che a tale impostazione strettamente letterale possa contrapporsi una diversa classificazione sulla scorta delle decisioni di investimento aziendale; - la definizione di mercati attivi prevista dagli IAS non coincide sempre con la nozione di mercati regolamentati prevista dalla normativa fiscale. In tale circostanza non può così evitarsi la gestione di un oneroso doppio binario tenuto conto che i titoli costituiscono la tradizionale materia prima del settore. Si aggiunga solo per memoria l effetto che ne è derivato dall introduzione del c.d. dividend washing; - riacquisto di obbligazioni e/o azioni proprie: sul piano IAS/IFRS una simile operazione comporta, a differenza dei principi contabili nazionali, la riduzione immediata delle corrispondenti voci del passivo e/o del patrimonio. Pur con la dovuta cautela legata agli adempimenti connessi al ruolo di sostituto d imposta, ABI ritiene di dare prevalenza, anche in tal caso, all impostazione bilancistica. Un tema non affrontato concerne il trattamento fiscale degli utili/perdite derivanti dalla negoziazione di azioni proprie che in quanto cristallizzati direttamente a patrimonio potrebbero sfuggire a tassazione almeno fino a quando non vengano attribuiti/utilizzati; - avviamenti: il tema è stato risolto in senso positivo con la Finanziaria 2008 (vedi deduzione in 18 esercizi) e tuttavia secondo ABI appare corretto non riconoscere la validità fiscale del c.d. impairment cui va contrapposta la deducibilità periodica; - trattamento di fine rapporto: il rilevante impatto economico connesso all applicazione dello IAS 19, ben diverso dagli ordinari criteri di cui all art c.c., ha comportato necessariamente l instaurazione di un doppio binario che a sua volta è stato interessato in controtendenza nel corso del 2007 dalla riforma di cui al D.Lgs. 252/2005. Ne è derivata l esigenza di sterilizzare gli effetti economici di questo secondo evento onde non cancellare le valutazioni fiscali 5

6 già operate nel 2005 e In tal senso si è espressa ABI con apposito parere al sistema in data 24 dicembre 2007 (Soluzioni ABI IAS). Tale quadro interpretativo è rimasto immutato sino alla Finanziari 2008 senza che venissero fornite istruzioni sistematiche da parte dell Agenzia anche alle proprie strutture fermi naturalmente i diversi interpelli di tempo in tempo presentati tra i quali il più rilevante per il settore è la già citata Ris. 100/E/2007. Nel frattempo tuttavia il settore bancario è stato interessato da rilevanti operazioni straordinarie vedi fusioni che sul piano civilistico sono attratti dal principio IFRS 3. Come noto quest ultimo è basato sul c.d. purchase method motivo per cui i valori patrimoniali della società acquisita non devono essere riportati in continuità di bilancio bensì al relativo fair value potendo iscrivere al contempo attività e/o passività non presenti nel bilancio dell incorporata. Ancora in generale il costo dell acquisizione, che non può avvenire con effetti civilistici e fiscali retroattivi - vedi circ. 18 maggio , corrisponde al fair value degli strumenti finanziari emessi unitamente a taluni costi inerenti le operazioni. Non può sfuggire la profonda divaricazione che esiste tra tale rappresentazione e la relativa fiscalità improntata su criteri rispondenti al codice civile ripresi nel vigente TUIR. Ma ancora tali operazioni di aggregazione hanno comportato la rilevazione di fiscalità differita attiva/passiva fondata su ipotesi non suffragate né dal TUIR né dal D.Lgs. 38/2005 che non trattava il tema, se non nei termini del principio generale di neutralità delle operazioni di fusione (art TUIR). Per completezza si ricorda come le rilevazioni in parola abbiano avuto effetti anche ai fini dei rapporti di concambio, motivo di specifica responsabilità degli organi sociali interessati laddove la stimata fiscalità non fosse confermata dalle successive istruzioni/interpretazioni. Ma ancora vanno citate tutte quelle fattispecie per le quali neppure i principi IAS/IFRS forniscono un adeguato ausilio e su cui sono intervenuti i c.d. O.P.I. Orientamenti Preliminari Assirevi quali: business combinations of entities under common control, contributi su stock option, finanziamenti e garanzie infragruppo, etc. Su tali situazioni riconducibili ad esempio alle cessioni di sportelli intragruppo gli operatori bancari hanno operato ipotizzando le scritturazioni fiscali che avrebbero eseguito in assenza dei principi IAS/IFRS vedi neutralità ovvero definizioni (= avviamento) 6

7 indipendentemente dalle poste di bilancio concretamente utilizzate (= riserve negative di patrimonio). Stante il quadro complessivo sopra delineato non può tacersi il fatto che il sistema bancario abbia accolto con favore i contenuti della Legge Finanziaria 2008 che ha rimesso mano, talora con effetto retroattivo, al D.Lgs. 38/2005 e più in generale al principio di derivazione dell imponibile fiscale dal risultato di bilancio divenendo quest ultimo per i soggetti IAS/IFRS punto centrale di riferimento privilegiando così anche ai fini tributari gli aspetti sostanziali rispetto agli aspetti giuridici. Va tuttavia rilevato come il legislatore, per probabili esigenze di tempo, non abbia completato in via immediata il citato intervento rinviando c. 60 art. 1 L. 344/2007 ad un apposito Decreto la regolamentazione di aspetti non secondari: rapporti con soggetti che redigono il bilancio secondo criteri tradizionali, cancellazione di attività/passività, operazioni straordinarie, regime transitorio. Proprio su quest ultimo punto vale la pena sottolineare come nel triennio 2005/2007 alcune imprese siano state oggetto di accertamento, motivo per il quale anche l azione degli Uffici potrebbe doversi rivedere per la mutata legislazione mediante l istituto dell autotutela. Per quanto riguarda le modifiche al TUIR tralascio di trattare gli artt. 83 e 109 in quanto già oggetto del precedente intervento ma che per quanto concerne il settore bancario ha portato alla conferma pressoché integrale delle interpretazioni ABI citate in precedenza e segnatamente per la voce crediti costo ammortizzato. Merita così particolare attenzione l intervento su: a) classificazione titoli b) abolizione del c.d. dividend washing c) valutazione titoli d) operazioni fuori bilancio e) rilevanza fiscale della valutazione delle passività. Nel comparto titoli sono stati da un lato mutati i criteri per individuare il c.d. portafoglio di negoziazione e quello immobilizzato e dall altro riconosciuti fiscalmente i valori rispettivamente iscritti in bilancio. Quanto ai criteri sovvertendo la precedente indicazione contenuta nell art. 11 D.Lgs 38/2005 è ora previsto che sono 7

8 immobilizzazione i titoli diversi da quelli detenuti per negoziazione e questi ultimi, anche in considerazione delle precisazioni contenute nella circ. Min. n.12 del 19 febbraio 2008, sono identificabili nella categoria FVTPL vale a dire quella oggetto del recente intervento dello IASB. Un breve cenno alla circolare citata laddove si indica che la categoria c.d. FVO ai fini fiscali deve considerarsi quale immobilizzazione. A giudizio di chi scrive tale scelta può essere stata dettata da motivi di cautela fiscale ove si pensi che questa categoria può utilizzarsi sul piano sostanziale per effettuare operazioni di copertura. Nel contempo non può sottacersi che tale indicazione vedi immobilizzazione non pare giustificata in assoluto laddove si pensi che la FVO può essere applicata anche al passivo e ciò contrasterebbe con la diversa posizione ministeriale contenuta nella Ris.Min. n.80 del 17 giugno 2005 a proposito di passività in divisa estera (art. 110 c. 4 nella versione ante modifiche D.Lgs. 38/2005). In questo mutato contesto è verosimile che perdano di attualità le indicazioni contenute nella circ. ABI 3/2006 e segnatamente la prevalenza della eventuale diversa indicazione in nota integrativa rispetto alle singole voci di bilancio. Ne consegue che sul piano fiscale le immobilizzazioni saranno rinvenibili nei portafogli designati FVO, AFS, HTM e L&R oltre che partecipazioni in senso stretto. Quanto alle valutazioni viene sostanzialmente riconosciuto il valore espresso dal c.d. mercato attivo ed altrettanto per i titoli immobilizzati il valore di bilancio piuttosto che il valore medio semestrale. Merita segnalare come potrebbero essere i diversi criteri di valutazione dei vari portafogli e segnatamente le differenti contropartite di tale valutazione conto economico piuttosto che patrimonio a creare qualche impatto fiscale a seguito delle nuove impostazioni/integrazioni apportate dallo IASB al principio IAS 39 di cui si è detto in precedenza. Ed infatti le previsioni di cui all art. 110 c. 1 bis mandano rilevanti sul piano fiscale solo le plus/minus imputate a conto economico vedi portafoglio FVTPL - e non anche le valutazioni imputate a patrimonio vedi portafoglio AFS -. Ciò comporta nuovamente la gestione di un doppio binario peraltro con effetti positivi sul piano finanziario. Pur non strettamente legato ai principi IAS/IFRS si rileva l abolizione del c.d. dividend washing per i titoli partecipativi iscritti nel portafoglio di negoziazione considerata la riconosciuta ingestibilità di tale fenomeno per soggetti quali le banche che trattano detti 8

9 titoli come oggetto di attività propria. Peraltro tale agevolazione viene compensata dalla integrale tassazione dei dividendi percepiti sui medesimi titoli azionari che altrimenti sarebbero tassabili limitatamente al 5% così come del plus/minus da valutazione. Quanto ai titoli partecipativi iscritti tra le immobilizzazioni il mantenimento del regime PEX il cui holding period è riportato a 12 mesi sono previsti particolari criteri per il recupero a tassazione integrale dei dividendi percepiti laddove non sia superato il ridetto holding period. Per quanto attiene le operazioni fuori bilancio viene confermato anche in punto fiscale, la valutazione delle attività/passività in divisa sulla base del cambio a termine a sua volta attualizzato. Si ricorda che in generale le poste di bilancio IAS/IFRS sono espresse al valore corrente e pertanto l effetto temporale appare qualificante nell iscrizione di fine esercizio. Infine di estremo rilievo risulta il riconoscimento fiscale dei valori di bilancio attribuiti alle passività si ritiene ragionevolmente solo quelle di natura finanziaria esse pure iscrivibili secondo valori correnti/fair value e non più ai soli valori storici. Per conseguenza laddove tali passività siano oggetto di copertura secondo i criteri stabiliti dall art. 112 TUIR, varrà in ossequio al principio di simmetria - art. 112 c. 4 -, la pari rilevanza della valutazione del derivato. Merita sottolineare in proposito come l attuale formulazione dell art. 112 sia aderente sul piano tecnico sia ai principi contabili nazionali che a quelli IAS/IFRS. Solo per completezza si segnala l introduzione della deducibilità in via extracontabile degli ammortamenti su diciotto esercizi del costo di marchi ed avviamento anche in linea con il comportamento delle altre imprese europee indipendentemente dal fatto che come abbiamo visto non sono in larga parte tenute ad applicare detti principi ai propri bilanci individuali. Come abbiamo avuto modo di anticipare le linee di semplificazione per i soggetti IAS/IFRS devono essere ancora completate con l emanazione del decreto di cui al c. 60 art. 1 L. 244/2007. Secondo i testi disponibili sulla stampa specializzata appaiono di rilievo per banche ed enti finanziari: - conferma dei limiti quantitativi alla deduzione fiscale di componenti negativi: ciò 9

10 vale ad esempio per gli ammortamenti di beni materiali per i quali sono previste apposite tabelle ministeriali, seppur obsolete, anziché i diversi ammortamenti conteggiati sulla scorta della vita utile dei singoli beni; - analogamente ove si tratti a contrario di tassare su più esercizi (vedasi plusvalenze ex art. 86 TUIR) ovvero secondo criteri di cassa piuttosto che di competenza; - sulla base della letterale previsione della seconda parte del c. 1 dell art. 83 TUIR che fa riferimento al bilancio mentre la prima parte rinvia all utile e alla perdita risultante dal conto economico, hanno rilievo anche i componenti positivi/negativi fiscalmente rilevanti imputati a patrimonio in continuità con le previsioni dell art. 11 D.Lgs. 38/2005. Ciò appare difforme rispetto ad una prima lettura della Finanziaria 2008 che pareva dare rilievo alle sole imputazioni al conto economico; la nuova più ampia interpretazione trova naturale complemento nell art. 109 c. 4 non oggetto di modifica con la medesima Finanziaria; - circa i crediti, che ricordiamo per i soggetti IAS/IFRS sono inizialmente iscritti al rispettivo fair value, la differenza emergente dalla prima iscrizione non ha rilievo ai fini dell art. 106 c. 1 mentre per le banche art. 106 c. 3 ha rilievo in via facoltativa. Si pensi per esemplificare ad un credito di qualsiasi natura erogato ad un tasso inferiore rispetto a quello corrente: in tali casi la differenza imputata al conto economico rispetto al far value avrebbe portato conseguenze rilevanti in valore assoluto; - riconferma sul piano fiscale del limite di deducibilità del TFR secondo le previsioni di cui all art c.c. piuttosto che del dato risultante a bilancio. Il fenomeno potrebbe essere di limitato impatto a seguito della più volte citata riforma del TFR stesso (D.Lgs. 252/2005); - irrilevanza di effetti/conseguenze fiscali se le operazioni intervengono tra soggetti IAS o non IAS con ciò intendendosi che ogni controparte rileva l operazione secondo i criteri contabili propri. Fanno eccezione a tale criterio di autonomia fiscale soggettiva le operazioni che attengono titoli partecipativi ovvero che danno diritto a scomputo di ritenute o crediti d imposta vedi ad esempio pronti contro termine, operazioni da/verso estero per le quali 10

11 evidentemente appare più gestibile ovvero cautelativo seguire il criterio giuridico anziché sostanziale. Si pensi ad esempio al compito dei sostituti d imposta ovvero alle complesse previsioni delle convenzioni contro le doppie imposizioni; - per le operazioni straordinarie ovvero per le c.d. operazioni under common control viene stabilita la rilevanza delle scritturazioni secondo i principi IAS/IFRS fermo tuttavia il generale criterio della neutralità fiscale di cui all art. 172 e segg. In altri termini non hanno rilievo le eventuali diverse scritturazioni fatte a bilancio - si veda quanto detto in precedenza sugli orientamenti Assirevi (OPI) -. La bozza di regolamento si conclude con la previsione di una sorta di sanatoria per i comportamenti dei contribuenti IAS/IFRS che nel triennio trascorso abbiano già applicato i criteri ora indicati negli articoli del TUIR oggetto di modifica e/o integrazione a condizione che il loro comportamento sia avvenuto in modo coerente. Detta coerenza si presume anche laddove il comportamento non abbia potuto realizzarsi per un diverso parere espresso dall Amministrazione Finanziaria su tutte la richiamata Ris. 100/E del 16 maggio 2007 in tema di cessione/derecognition di crediti -. Sarà certamente utile sul tema il chiarimento che l Agenzia vorrà dare da un lato per l ampiezza del periodo di coerenza un triennio dall altro per la possibile circostanza che l attuale soggetto sia la risultante da fusione di più soggetti che abbiano applicato difformi criteri. Conclusione: è evidente che il grado di derivazione dell imponibile fiscale dal risultato di bilancio abbia ormai raggiunto un livello molto elevato con favorevoli ricadute sul piano operativo sia per il contribuente che per la stessa Amministrazione. Ciò può far ipotizzare il rischio di una Amministrazione che vada a sindacare le scelte di bilancio: a parere di chi scrive ciò non appare corretto. I principi IAS/IFRS sono una legge dello Stato al pari di ogni altra norma vigente e pertanto il contribuente e l Amministrazione sono entrambi tenuti ad applicarli e ciò non equivale a sindacare. Al contrario le imprese non IAS sono tenute a seguire le disposizioni del codice civile di cui i principi contabili nazionali costituiscono unicamente disposizioni interpretative ed integrative dello stesso. Milano, 17 novembre

12 Parisotto Renzo Allegati : Attuazione dei Principi IAS-IFRS negli Stati Membri UE Deroghe inserite nel TUIR per i soggetti IAS 12

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