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1 ISTITUTO SCOLASTICO COMPRENSIVO VIA AGELLI PETRITOLI Tel e fax Progetto di rete L.I.S.A. (Laboratorio Istituti Scolastici Autonomi) Istituti Comprensivi di Petritoli, Monte Giorgio, Monterubbiano, Cupramarittima, Camerino, Pesaro, Montegranaro, Circolo Didattico di Monte Urano, D. D. di Porto S. Giorgio, D.D. Fermo Terzo Circolo, Liceo Scientifico T.Calzecchi Onesti di Fermo, Ipsia O.Ricci di Fermo a.s. 2006/07 Bisogni e necessità emergenti L analisi della situazione all interno delle singole Istituzioni Scolastiche mette in evidenza la complessità delle risposte che le scuole sono tenute a fornire nei contatti con l utenza e con il territorio. Tale complessità richiede di approfondire : La ricerca di modelli innovativi di formazione e produzione di materiali coerenti con le prospettive di una scuola nuova; L introduzione di un modello di e-learning integrato che assicuri, al di là delle distanze geografiche delle scuole della rete e degli impedimenti di ordine fisico, la possibilità di partecipazione di tutto il personale coinvolto; L interattività continua in presenza e a distanza con i materiali e tra le persone, attraverso i moderni strumenti della comunicazione on line; La costituzione di ogni scuola e della intera rete come comunità di apprendimento e formazione che riesca a collegare la riflessione teorica con la prassi didattica. Le attività di formazione e ricerca-azione saranno nel prossimo a.s. orientate su tre itinerari. Il primo centrato sulle tecniche di gestione della classe, inteso come sperimentazione di strategie ed azioni per migliorare il comportamento degli alunni durante le attività di apprendimento, condotto come ricerca-azione da parte di un gruppo ristretto di docenti, già formati. Il secondo finalizzato all utilizzo di strategie e tecniche del cooperative learning nell insegnamento e nella realizzazione di percorsi mono, multi e interdisciplinari, destinato ad un gruppo più ampio di docenti. Il terzo finalizzato alla formazione di docenti facilitatori che avranno il compito di supportare lo svolgimento e la realizzazione delle esperienze degli altri docenti. I suddetti itinerari consentono di sviluppare riflessioni e proposte su tutte le innovazioni che stanno investendo la scuola: dalla personalizzazione alla individualizzazione dei percorsi formativi, dalla elaborazione delle rubriche di valutazione delle competenze alla flessibilità organizzativa, alla gestione dei laboratori. Scopo della rete è coniugare due elementi: Sul versante degli alunni l applicazione del cooperative learning considerata come una delle innovazioni nel campo della psicologia dell'apprendimento e dell'intelligenza più interessanti, con riferimenti a: una diversa concezione di "cognizione" e l'affermazione della prospettiva del costruttivismo; il consolidamento dell'idea che per migliorare la qualità dell'apprendimento è necessario sviluppare una "scuola centrata sullo studente" la quale rivolga una particolare

2 attenzione agli elementi di unicità e alla componente del coinvolgimento dello studente stesso; la strutturazione in vari modi di un contesto educativo fortemente collaborativo entro il quale gli studenti, organizzati in piccoli gruppi, possano affrontare con buone possibilità di successo compiti complessi, stimolanti e reali che richiedono processi cognitivi di più alto livello; Sul versante dei docenti l utilizzo delle T.I.C. come strumento e facilitatore della formazione, della comunicazione, dello scambio delle esperienze, della costruzione delle conoscenze. Riteniamo sia possibile attraverso la interazione delle persone e di questi due elementi: Creare le condizioni di un apprendistato cognitivo, in cui l'insegnante, invece di assumere il ruolo di depositario e trasmettitore di conoscenze, assume il ruolo di facilitatore, organizzatore e guida nell'apprendimento; Facilitare la "gestione della classe eterogenea" (la presenza in classe di "underachiever", di portatori di handicap, di iperattivi, demotivati, ecc.) ai fini della costruzione di un clima favorevole all'apprendimento; Costituire e gestire gruppi classe, gruppi di livello, di compito, elettivi di classe o di interclasse per assicurare la personalizzazione dell'apprendimento secondo prospettive diversificate o schemi di riferimento propri dello studente; Organizzare laboratori di attività attraverso la promozione di relazioni interpersonali ed interazioni con ì coetanei aventi maggiori competenze che assumano funzione di tutoraggio per il gruppo (piccolo gruppo) perché il processo di apprendimento sia facilitato e risulti naturale e non direttamente riferito a deficienze o inadeguatezze che devono essere "riparate"; Attivare progetti che assicurino la continuità verticale, soprattutto tra gli anni ponte, e che prevedano intraprendenza progettuale ed operativa da parte degli alunni coinvolti. Individuare e proporre percorsi riflessivi che permettano una autovalutazione da parte degli alunni in relazione alle attività svolte e agli apprendimenti personali. Premesse condivise 1. Il termine "formazione" assume un senso se è inscritto in un contesto e se si connota con i caratteri della continuità e della ricorsività; in altre parole la formazione del personale della scuola è tale solo se è permanente e ricorrente e si contestualizza rispetto a forme di problematizzazione, ricerca, sperimentazione, innescando un processo circolare generativo di ulteriori ambiti di riflessione e ricerca. 2. La "ricerca in azione", volta a produrre un cambiamento, una modificazione rispetto a un problema, consente un approccio che tiene conto delle relazioni "soggetto che apprende/soggetti - realtà/saperi- mediazione didattica, nel contesto. 3. Il soggetto che apprende è centrale in ogni processo, ma il soggetto è sempre "un individuo nel suo ambiente"; Da tutto ciò consegue che: a) Gli elementi forti che si pongono in relazione nel processo di insegnamento - apprendimento: soggetto che apprende, oggetto di apprendimento, relazione educativa, si connotano rispetto a un contesto che è background culturale e allo stesso tempo sistema di relazioni; b) L'ambiente di apprendimento è un aspetto rilevante nella costruzione del curricolo, in quanto è il luogo dove si realizza l'esperienza di apprendimento, dove trovano significato le conoscenze e dove è possibile esperire le competenze che via via si acquisiscono. e) La organizzazione degli ambienti di apprendimento e la loro evoluzione man mano che si procede nel corso degli studi non solo riflettono l'articolazione del curricolo esplicito, ma ne sono parte essenziale.

3 Bisogni formativi Se l'apprendimento è soprattutto auto - apprendimento nel contesto, è necessario: 1. avviare un' analisi di tutti gli elementi che entrano in gioco nel processo di insegnamento -apprendimento: il background, lo sfondo, le esperienze di vita, le conoscenze spontanee il passaggio dalle conoscenze spontanee alle conoscenze acquisite i saperi, le metodologie e le didattiche che si evolvono durante i processi. 2. sostenere l'azione dei docenti con il tutoraggio qualificato di esperti di didattica e di problematiche educative e relazionali, con riferimento a centri validati sul piano culturale e scientifico (Università) Finalità 1. Realizzare una comunicazione attiva fra Istituti Scolastici che possa configurarsi come cooperazione rispetto alla soluzione di problemi condivisi, mediante l'utilizzo di strumenti telematici 2. Qualificare l'offerta formativa delle scuole mediante: un processo di formazione permanente con il coinvolgimento e la supervisione di esperti l'attivazione di gruppi di ricerca e sperimentazione Obiettivi 1.1.collegare in rete telematica le scuole, con l'utilizzo funzionale delle risorse tecnologiche in uso e con la costituzione di spazi web per la comunicazione e il confronto; 1.2. Attivare risorse professionali per la comunicazione telematica all'interno di ogni realtà scolastica; 1.3.condividere risorse professionali interne ed esterne alle scuole; 2.1.costituire gruppi di ricerca - azione su ambiti e problematiche di ordine educativo e didattico coerenti con alcune innovazioni; 2.2 condividere percorsi di formazione e ricerca in tutte le varie fasi: dall'input iniziale dato dall'esperto in presenza, allo studio e approfondimento di particolari problemi, all'elaborazione e attuazione di ipotesi di lavoro; 2.3.cooperare mediante la rete per la elaborazione di percorsi didattici 2.4.concordare tempi e modalità di valutazione 2.5.individuare indicatori su cui attivare il monitoraggio dei processi e la valutazione dei percorsi 2.6.confrontare dati, condividere interpretazioni e valutazioni 2.7.validare il percorso sul piano della correttezza epistemologica e didattica 2.8 concordare forme di documentazione congruenti con l'oggetto/le esperienze da documentare e, nello stesso tempo, funzionali alla comunicazione 2.9. creare un archivio condiviso di esperienze significative. Piano organizzativo a.s. 2006/ A livello di rete: operano: un coordinatore scientifico per ciascun ambito di ricerca uno staff di esperti uno o due tutor di rete un referente per gli aspetti pedagogico didattici un referente esperto di tecnologie multimediali e telematiche

4 Il coordinamento organizzativo è costituito dai Dirigenti Scolastici e dagli insegnanti referenti di ciascun Istituto Strumenti della comunicazione on line utilizzati: Area di lavoro che offre la possibilità di comunicare attraverso e mail, chat, teleconferenza, forum, spazio di raccolta dei dati e materiali. Blog Pagine web che documentano e diffondono le informazioni e i percorsi: Incontri in presenza: per favorire il confronto iniziale per favorire l'identità del minigruppo per l'assegnazione di ruoli e funzioni all'interno del gruppo per identificare l'oggetto della ricerca-azione e i bisogni formativi Comunicazione on line: per familiarizzare con gli strumenti telematici per proseguire il confronto per sviluppare il progetto di ricerca azione. Iniziative previste per il presente anno scolastico: Seminario di formazione per l Apprendimento Cooperativo (entro il 30 novembre) Incontri di ricerca-azione Incontri di confronto Attività on line Documentazione delle esperienze Consulenza on line durante le attività di ricerca-azione con tutor scientifici nominati dall'esperto. Convegno dibattito sulle attività svolte Sistemazione e pubblicazione delle esperienze sul sito della rete

5 Monitoraggio e valutazione Dimensione finanziaria e organizzativa Verranno presi in considerazioni gli aspetti relativi ad economicità, efficacia ed efficienza.in particolare tra gli altri saranno monitorati gli indicatori riferiti alla capacità di spesa, alla velocità di spesa, alla capacità di impegno. Dimensione culturale Gli strumenti saranno per questo aspetto orientati ad analizzare i cambiamenti in termini di implementazione di nuove conoscenze, abilità, e competenze, di riqualificazione e rafforzamento di quelle già possedute. L analisi si avvarrà di fasi intermedie di raccolta dei dati ed anche di documenti (questionari, protocolli) di autovalutazione da parte dei soggetti coinvolti. Dimensione della customer satisfaction La valutazione del gradimento in genere non fornisce da sola elementi conoscitivi esaurienti per la valutazione di un intero progetto, risulta comunque molto utile per monitorare il livello di qualità atteso e quello percepito, il clima interno al gruppo di formazione/ricerca azione, il grado di partecipazione alle azioni previste. Lo strumento per l analisi della customer satisfaction considera i seguenti aspetti: Utilità percepita Didattica Organizzazione Dimensione tecnologica Gli strumenti sono qui orientati a analizzare da una parte gli aspetti quali-quantitativi della comunicazione on line dall'altra l'efficacia e l'efficienza degli ambienti di cooperazione a distanza utilizzati. Condizioni di efficacia l.il laboratorio ha il carattere della permanenza e della ricorsività è costituito da gruppi di ricerca formati da insegnanti di scuola dell infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado; per ciascun ambito/aspetto i gruppi di ricerca si attivano in seguito all'intervento di un esperto; tale intervento è propedeutico ad una successiva fase di studio/approfondimento con la consulenza in itinere, sia per via telematica, sia in presenza con ulteriori incontri sulle problematiche che dovessero emergere sia sul piano dello studio, sia in situazione didattica; l'esperto offre consulenza, enuclea questioni, fa emergere nodi problematici, sostiene nel processo di riflessione e autovalutazione; i gruppi si confrontano, socializzano problemi, percorsi e ipotesi di soluzione, criteri di valutazione, esperienze. 2.La metodologia di lavoro, calibrata sui paradigmi della ricerca - azione, secondo uno sviluppo circolare rispetto a fasi che si succedono con andamento ricorsivo, esplicita e condivide premesse e riferimenti psicopedagogici analizza il contesto e ne rileva i bisogni

6 identifica e seleziona problematiche ne studia e ne approfondisce aspetti elabora ipotesi di soluzione e ne valuta la congruenza rispetto agli obiettivi e la fattibilità rispetto a competenze e risorse progetta percorsi e attiva esperienze analizza le condizioni di sviluppo dei processi formativi individua aspetti e indicatori per il monitoraggio, il confronto, l'interpretazione e la valutazione condivisa. riformula il problema e rielabora le ipotesi di lavoro 3. Il monitoraggio, la valutazione si configura come osservazione, analisi e interpretazione non solo di elementi o aspetti ma delle relazioni fra gli elementi che costituiscono una determinata situazione assume i caratteri della dinamicità, della funzionalità rispetto a obiettivi, della ricorsività e della processualità rispetto a fenomeni evolutivi; richiede esplicitazione di scopi, criteri e metodi; tiene conto delle percezioni, delle relazioni, del clima come elementi di contesto rilevanti nel processo; pone nel confronto fra percezioni e interpretazioni e nella condivisione la base per l'attribuzione di senso; 4.La documentazione è volta prima di tutto al gruppo come strumento di autoriflessione e valutazione e quindi agli altri gruppi come mezzo di confronto; va quindi condivisa nelle forme e nelle modalità più pertinenti a rappresentare determinate esperienze formative; consente di ripercorrere tappe, momenti focali di esperienze formative, snodi di esperienze didattiche; rende possibile la creazione di un archivio condiviso di esperienze. 5.La comunicazione utilizza gli strumenti della comunicazione telematica, in forme e modalità da concordare: posta elettronica, forum e chat, bacheca; dispone di un sito Web 6.I link attiva collegamenti con i centri di documentazione territoriali collabora con le altre reti telematiche Condizioni di fattibilità 1.Risorse strumentali:dotazione di strumenti multimediali 2.Risorse professionali Competenza di base per la gestione della posta elettronica e la comunicazione telematica in genere Esperti di didattica e di problematiche educative con riferimento a centri validati sul piano culturale e scientifico (Università) Ispettori tecnici per la supervisione relativa ai vari ordini e gradi di scuola N. due docenti di progetto per ciascuna istituzione : 1 referente aspetti pedagogico didattici - 1 un referente esperto di tecnologie multimediali e telematiche Risorse finanziarie Dotazione adeguata di fondi per la formazione e per la gestione del polo telematico Petritoli,

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