N. 2 - Aprile/Giugno 2011

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1 N. 2 - Aprile/Giugno 2011 Direttore responsabile: Arcangelo Tedone Redazione: Paola Grimaldi, Anna Filograno Conversione digitale e funzioni ipertestuali: Antonio Lovecchio Sviluppo nel sito web: Gianfranco Marzano Marketing informativo: Giulia Murolo, Giuseppe Angiuli Il periodico viene edito in formato digitale nell URL della Biblioteca all indirizzo L edizione in formato cartaceo è in numero limitato di copie ed inviata solo su richiesta scrivendo a:

2 SOMMARIO Siti in Internet, pag. 3 Banche dati, pag. 9 Riviste, pag. 11 Monografie, pag. 13 Quotidiani, pag. 19 2

3 La nostra Europa, in concreto. Si sono svolti in Abruzzo due importanti eventi promossi dalla Federazione abruzzese dell AICCRE. Sono state infatti inaugurate due biblioteche di documentazione europea realizzate dalla Federazione AICCRE Abruzzo con i fondi raccolti a favore della popolazione abruzzese colpita dal terremoto. La prima cerimonia si è svolta presso la Scuola primaria di Fontecchio (AQ): la biblioteca è stata dedicata a Filomena Delli Castelli. Presso la ex Scuola primaria di Ocre (TE), si è svolta invece l altra inaugurazione: in questa occasione, la biblioteca è stata dedicata ad Altiero Spinelli. Hanno partecipato agli eventi: Emilio Verrengia, Segretario generale aggiunto dell AICCRE; Sabrina Cianfrone, Sindaco di Fontecchio; Fausto Fracassi, Sindaco di Ocre; Valter Catarra, Presidente Provincia di Teramo; Raimondo Cagiano de Azevedo, Docente Università La Sapienza Roma; Alberto Aiardi e Antonio Domani. Ha coordinato i lavori Damiana Guarascio, Segretario generale Federazione AICCRE Abruzzo. Emilio Verrengia, Segretario generale aggiunto dell AICCRE, ha rivolto un sentito ringraziamento alla Federazione abruzzese dell AICCRE per questa straordinaria iniziativa che ci insegna, tra l altro, come il territorio può rappresentare l avanguardia europeista, non solo con le idee ma anche con concretezza, come testimonia l inaugurazione di oggi. Dedicare queste biblioteche europee a due personaggi come Filomena Delli Castelli ed Altiero Spinelli ha oltretutto una grande valenza simbolica e morale. La Delli Castelli è stata una donna di grande coraggio e di spessore, che ha lottato per la democrazia, per i diritti delle donne e per i valori cattolici universali, fino all ultimo istante della sua vita e che, nel corso di una intervista rilasciata al giornale Il Centro per il suo novantesimo compleanno ci ammoniva: Sono nata che piovevano le bombe della Grande guerra, il secondo conflitto mondiale l ho vissuto in un età da ricordarlo bene, ora non voglio vivere un altro orrore simile, o peggiore. E allora guardo a questa povera Europa che non mette radici, che non trova identità, e crede che la democrazia sia acquisita e forte, invece va tutelata. A volte penso che ci sia insofferenza per la democrazia. E rabbrividisco. Sono preoccupata per i giovani. La nostra Federazione Abruzzese ha fatto proprie quelle preoccupazioni e di conseguenza un luogo di riflessione e di studio come questo è un atto concreto nel processo di crescita democratica soprattutto nelle nuove generazioni che devono capire che, appunto, la democrazia, l integrazione europea, i diritti umani vanno rilanciati e sostenuti giorno dopo giorno. Altiero Spinelli è stato un uomo che della democrazia e del federalismo europeo ha fatto la sua bandiera di una vita intera. Oggi è più che mai importante il suo messaggio, proprio lui che ci ammoniva con la celebre frase L Europa non cade dal cielo. Parole attuali, soprattutto in questa fase nella quale l Europa ha mostrato divisioni ed incertezze. L integrazione dell Unione europea sembra procedere infatti a passo di gambero: come hanno palesemente dimostrato le controversie legate alle vicende della Libia e delle emigrazioni, ci troviamo in una fase di debolezza e confusione dove prevaricano gli interessi economici e nazionalistici rispetto a quelli politici e comunitari. L Unione europea oltretutto oggi vive una fase storica contraddittoria: da un lato l introduzione del Trattato di Lisbona l ha di fatto resa più democratica; ma dall altro, l UE non rinuncia al metodo intergovernativo, facendo prevalere logiche nazionali ad una visione d insieme. Per vedere un Europa finalmente unita occorreranno forse ancora degli anni ma, sebbene il cammino appaia lungo e impervio, è un obiettivo al quale non possiamo rinunciare: in memoria dei padri fondatori come Altiero Spinelli e, permettetemi, come Umberto Serafini, il nostro fondatore, in funzione delle nuove generazioni alle quali dobbiamo consegnare un luogo di pace e di democrazia. Un Europa che poggi le basi su un 3

4 federalismo autentico, quello cioè in grado di rendere più efficiente ed efficace la democrazia, quello di decentrare al livello più vicino alla gente il processo decisionale, ma nel contempo mantenere intatta l unità. I Comuni nella giurisprudenza della Corte costituzionale successiva alla riforma del Titolo V, Parte II, della Costituzione / Manuela Salvago Questo lavoro si incentra sullo studio della giurisprudenza costituzionale, successiva alla riforma del Titolo V della Costituzione, in materia di Comuni. Muovendo dall interpretazione che la Corte fornisce del nuovo art. 114 Cost., si è cercato di ricostruire la sfera di autonomia riconosciuta dalla Costituzione a favore di tali enti territoriali, mettendo in rilievo i diversi profili nei quali è dato scomporre tale sfera autonomistica, nonché i principali nodi problematici che questi ultimi presentano. Infine, si è affrontato il tema degli strumenti di tutela di cui i Comuni dispongono per difendere la propria autonomia, prendendo in considerazione le decisioni della Corte che hanno contribuito a tratteggiare la posizione dei Comuni stessi nel processo costituzionale. La legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, ha riformato buona parte del Titolo V della Costituzione, a partire dall art. 114, norma cardine del sistema delle autonomie territoriali ed indispensabile ai fini della ricostruzione della forma di stato che caratterizza l ordinamento italiano. Prima che intervenisse la legge di revisione costituzionale, all art. 114 Cost. si leggeva che «la Repubblica si riparte in Regioni, Province e Comuni». L assenza dello Stato tra gli enti menzionati dalla disposizione costituzionale, nella sua versione originaria, è stata per lo più addebitata al fatto che lo si riteneva ente esponenziale naturale della Repubblica, ed in quanto tale se ne affermava la preminenza su tutti gli altri enti di cui all art. 114 Cost. Oggi la stessa disposizione suona in modo profondamente diverso. Ai primi due commi, infatti, si legge che La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato (primo comma). I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione (secondo comma). Sistema Pubblico di Connettività Il Sistema Pubblico di Connettività (SPC) è un insieme di infrastrutture tecnologiche e di regole tecniche che ha lo scopo di federare le infrastrutture ICT delle pubbliche amministrazioni, per consentire la realizzazione di servizi integrati mediante regole e servizi condivisi. Tale integrazione permette di risparmiare sui costi e sui tempi e di realizzare i servizi finali centrati sull utente, evitando richieste continue di dati da parte delle amministrazioni, oltre che duplicazioni di informazioni e controlli. Funzioni e caratteristiche dell'spc sono stabilite dal Codice dell'amministrazione Digitale (CAD), che così lo definisce: l insieme di infrastrutture tecnologiche e di regole tecniche, per lo sviluppo, 4

5 la condivisione, l integrazione e la diffusione del patrimonio informativo e dei dati della pubblica amministrazione, necessarie per assicurare l interoperabilità di base ed evoluta e la cooperazione applicativa dei sistemi informatici e dei flussi informativi, garantendo la sicurezza, la riservatezza delle informazioni, nonché la salvaguardia e l autonomia del patrimonio informativo di ciascuna pubblica amministrazione. In altri termini, nel suo insieme di regole tecniche e nei suoi principi, il Sistema Pubblico di Connettività è un framework nazionale di interoperabilità: definisce, cioè, le modalità preferenziali che i sistemi informativi delle pubbliche amministrazioni devono adottare per essere tra loro interoperabili. Il Sistema Pubblico di Connettività stabilisce, inoltre, sia l enterprise architecture della PA italiana (cioè il sistema di riferimento per legare i processi operativi interamministrativi con i sistemi informativi che li supportano), sia le azioni sussidiarie, di coordinamento e di governance. L architettura è un modello SOA (service oriented architecture). Gli aspetti di interoperabilità sono assicurati da regole e, soprattutto, da una serie di servizi di interoperabilità, cooperazione e accesso che fanno parte delle cosiddette infrastrutture nazionali condivise SPC. DigitPA cura la progettazione, la realizzazione, la gestione e l evoluzione dell'spc. Inoltre ne gestisce le risorse condivise, presidiandone le strutture operative preposte al controllo e alla supervisione. Una delle sue attività è quella di istruire le gare per la selezione dei fornitori. Gli indirizzi strategici dell'spc vengono definiti dalla Commissione di coordinamento SPC, presieduta da DigitpA. Giornata Nazionale dell Innovazione Si è svolta il 14 giugno a Roma l'edizione 2011 della Giornata Nazionale dell Innovazione, istituita con decreto del Presidente del Consiglio del 7 aprile 2008 con l'obiettivo di sensibilizzare i cittadini sui temi dell innovazione e di fare il punto sullo stato dell innovazione nel Paese, condividendo con i principali attori pubblici e privati gli obiettivi strategici da raggiungere anche nel quadro europeo e OCSE. In occasione della Giornata, con uno specifico Premio Nazionale per l Innovazione (Premio dei Premi), istituito dal Governo italiano per concessione del Presidente della Repubblica Italiana presso la Fondazione per l Innovazione Tecnologica COTEC, vengono valorizzate le migliori esperienze d innovazione nei settori dell industria, del design, dell università e ricerca pubblica, della Pubblica Amministrazione e dei servizi, inclusi quelli bancari. Quest anno l'evento ha avuto particolare importanza, non solo per la presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l Innovazione Renato Brunetta, ma anche per la coincidenza con i festeggiamenti dei 150 anni dell Unità d Italia. La Giornata viene celebrata con due eventi collegati: 1) La cerimonia di consegna del Premio Nazionale per l Innovazione al Quirinale 2) I Giovani Innovatori, un convegno a livello nazionale promosso dall Agenzia per la Diffusione delle Tecnologie per l Innovazione e dall Associazione dei Parchi Scientifici e Tecnologici Italiani, con l intento di promuovere le straordinarie capacità dei giovani innovatori sul territorio. I due eventi sono legati per un momento significativo di incontro con il Presidente della Repubblica, attraverso una web conference che coinvolgerà i Parchi Scientifici e i Giovani Innovatori nel Paese. Con tali iniziative si vuole sottolineare la natura sistemica dell innovazione e la pervasività delle sue implicazioni in tutti i settori della società, nella consapevolezza che un accresciuta cultura dell innovazione costituisca il necessario volano per accompagnare la competitività del sistema 5

6 imprenditoriale, per stimolare la ricerca, per accrescere la produttività e migliorare i servizi della Pubblica Amministrazione e per aumentare la partecipazione dei cittadini alla vita delle istituzioni. Concluso a Bruxelles lo stage del corso Governance locale ed Unione Europea Si sono concluse il 24 giugno, presso la Commissione Europea con il convegno organizzato dalla struttura di missione PORE, sugli Strumenti finanziari per lo sviluppo locale e la riqualificazione urbana le tre giornate che hanno visto giovani amministratori locali under 45 di comuni e province confrontarsi sulle politiche comunitarie e le opportunità che derivano dall Unione europea per i territori. Nelle prime due giornate si è parlato di politica di coesione territoriale, di agenda 2020 e di regolamentazione e attività di lobbying a Bruxelles. Il tema centrale della giornata conclusiva, quali strumenti finanziari l Europa mette a disposizione degli enti locali e delle imprese, ha permesso agli amministratori di venire a conoscenza di investimenti, attraverso l esperienza diretta di Massimo Baldinato, membro del Gabinetto del Vice Presidente della Commissione Europea, Antonio Tajani, che ha portato delle testimonianze concrete di finanziamenti destinati alle Pmi grazie all intermediazione degli enti locali e su come si sta muovendo l Italia nell ambito del dibattito europeo sul nuovo programma quadro tenendo conto anche della necessità di semplificare le procedure di accesso ai finanziamenti. Il dibattito, dalla realtà pubblica si è spostato poi su quella privata, con gli interventi di Andrea Martinez, Responsabile Business Unit Advisory e Investimenti Sinloc (Sistema iniziative locali Spa) Gennaro Ramazio, Rappresentante del Dipartimento Italia-Malta della BEI - che ha parlato nello specifico di come opera la BEI e in quali ambiti si muove e Giorgio Pagano, segretario generale ReCS (Rete Città Strategiche) che ha sottolineato l importanza delle vaste alleanze territoriali. Anche Pierluigi Casadei, coordinatore ISB-Italian Small Business in Europe, ha rimarcato l importanza di sviluppare il sistema territoriale e sostenere le filiere produttive mettendo in atto una strategia win to win. Il professore Ernesto Somma, coordinatore del PORE, ha poi riportato il dibattito sul versante delle politiche pubbliche, come sta intervenendo il Governo nazionale per favorire il corretto utilizzo della spesa pubblica, attraverso, in particolare, al Piano nazionale per il Sud. Il dibattito, nella fase conclusiva, è stato animato da interventi di amministratori che hanno sollevato le criticità con le quali si scontrano nell amministrazione quotidiana delle loro realtà locali, e le problematiche pratiche che derivano dai vincoli del patto di stabilità. La giornata conclusiva dello stage è stata utile per toccare con mano le opportunità concrete che derivano da quelle risorse per uno sviluppo locale a medio-lungo termine, come invece la prima giornata, con la tavola rotonda dal titolo Politica di coesione territoriale, lo strumento principe per il conseguimento degli obiettivi strategici di Europa 2020, è servita ai giovani amministratori a focalizzare le criticità nella gestione e nell'accesso ai fondi strutturali europei. Una cosa è certa, la crescita e la coesione passano inevitabilmente attraverso lungimiranza e prospettiva. Invertire la rotta sull utilizzo dei fondi UE è possibile, come è emerso anche nella prima giornata di dibattito. Nel corso della tavola rotonda, si sono confrontati sul tema l ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci, capo della Rappresentanza permanente dell Italia presso l'ue, Roberta Angelilli, vice presidente del parlamento europeo, Nicola De Michelis, vice capo di Gabinetto del Commissario responsabile per la Politica Regionale, gli europarlamentari Mario Mauro ed Erminia Mazzoni, Giuseppe Castiglione, presidente dell Upi, Ernesto Somma, coordinatore del Pore, e Gianfranco D'Alessio, direttore Dipes Roma Tre. 6

7 I relatori, dopo aver parlato dei ritardi nell utilizzo delle risorse, da vari punti di vista, hanno condiviso la tesi che è necessario stabilire nuove regole per semplificare l accesso ai fondi UE e renderli più efficienti, con una visione strategica e seguendo obiettivi precisi. In particolare, l'ambasciatore Nelli Feroci ha parlato della necessità di elaborare in sede europea, dove è molto vivace attualmente il dibattito su come ripensare ai finanziamenti sulla coesione dopo il 2013, una strategia unitaria per rafforzare la posizione dell'italia. Erminia Mazzoni ha prospettato come soluzione per puntare a maggiore efficienza una regolamentazione attraverso una verifica ex ante della sostenibilità degli interventi; De Michelis ha indicato come soluzione quella di concentrarsi su pochi grandi interventi strategici, mentre Castiglione ha chiesto un maggiore coinvolgimento diretto delle amministrazioni locali. L on. Mario Mauro ha sottolineato l'importanza di visione progettuale e ha concluso evidenziando le grandi opportunità. Federalismo: raccordare i diversi decreti e dare coerenza all'impianto Bisogna raccordare i diversi decreti sul federalismo fiscale e costruire una coerenza che consenta all'impianto di essere efficace ': lo ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, alla audizione sullo stato di attuazione della legge delega sul federalismo fiscale che si è svolta nel pomeriggio a Palazzo San Macuto davanti alla Commissione bicamerale per l'attuazione del federalismo fiscale. Errani ha anche sottolineato come i trasferimenti debba essere considerati al netto dei tagli previsti dalla manovra di luglio. C è bisogno di un momento di chiarezza pieno, coinvolgendo tutti i livelli istituzionali - ha concluso che consenta di capire quali sono gli esiti del federalismo fiscale, quali sono le competenze, quali le possibilità di esercitarle. Si è poi tenuta una seconda audizione sullo schema di Decreto Legislativo recante Meccanismi sanzionatori e premiali, relativi a Regioni, Province e Comuni. Secondo le Regioni il decreto all'articolo 2, quando prevede la rimozione dei presidenti delle Regioni e dei responsabili degli enti locali per motivi di grave dissesto finanziario 'ha chiari profili di incostituzionalità : a sostenerlo è stato il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che ha rappresentato le Regioni nel corso di questa seconda audizione, davanti alla Commissione Bicamerale per l'attuazione del federalismo fiscale. Per quanto riguarda i premi e le sanzioni - ha aggiunto Rossi - potrebbero anche essere utili ma solo a condizione di reciprocità e dunque se fossero previsti anche per lo Stato. Sotto questo profilo è criticabile, per i Presidenti delle Regioni, anche la stessa locuzione fallimento politico applicata alle sole Regioni e agli enti locali e non anche allo Stato. Rossi ha consegnato alla Commissione un documento approvato dalla Conferenza delle Regioni nelle scorse settimane nel quale sono delineate le criticità espresse dai Presidenti al Decreto. L'attuazione del federalismo fiscale è fortemente pregiudicata dalle manovre economiche del governo. Occorrono urgentemente correttivi importanti ai decreti attuativi già emanati, e a quello sui premi e le sanzioni agli amministratori, in via di approvazione. È un quadro molto critico quello dipinto da Graziano Delrio, vicepresidente dell Anci e delegato alla finanza locale, e dal sindaco di Verona Flavio Tosi, nel corso dell'audizione del Comitato dei 12 davanti alla Commissione bicamerale per il federalismo fiscale. Delrio ha consegnato alla Commissione un documento relativo allo stato di attuazione della legge 42 (il federalismo fiscale, appunto), nonché un documento di emendamenti al decreto su premi e sanzioni. La Conferenza permanente per la finanza pubblica è il luogo deputato per affrontare il nodo della spesa pubblica, nel segno del rigore e dello sviluppo. Bisogna insediarla subito, proprio ora che il 7

8 Governo si appresta a varare una nuova manovra. Lo ha detto il coordinatore UPI degli assessori al Bilancio, Antonio Rosati, assessore al Bilancio della Provincia di Roma, intervenendo in audizione alla Commissione bicamerale per il federalismo fiscale. Con gli investimenti di fatto bloccati, con tutte le conseguenze che questo comporta sull economia dei territori e sul sistema imprenditoriale, con il Governo che annuncia modifiche al Patto di stabilità e la manovra alle porte che presumibilmente interverrà ancora sugli enti locali - ha detto- la Conferenza permanente è indispensabile per arrivare ad un reale coordinamento della finanza di tutte le istituzioni. Rosati è intervenuto anche sul decreto Premi e sanzioni : Giusto e doveroso verificare l azione degli amministratori- ha detto - ma questo non può certo tradursi nella definizione di misure demagogiche e al limite del ridicolo. Tanto più che già ora gli amministratori sono sottoposti a una serie di controlli e verifiche sul proprio operato e sulla gestione virtuosa o meno dei bilanci. Per questo in conferenza Unificata, insieme alle regioni e ai Comuni, non abbiamo dato l'intesa su questo decreto. 8

9 Banca Dati Comune di Equal (ECDB) https://equal.cec.eu.int/equal/jsp/index.jsp?lang=it L iniziativa EQUAL è un laboratorio per nuove idee per la Strategia europea di occupazione e per il processo di integrazione sociale. La sua missione è quella i promuovere un a vita lavorativa più integrata combattendo la discriminazione basata sul sesso, sulla razza o origine etnica, sulla religione o credo, sulla disabilità, età e orientamento sessuale. La Banca Dati Comune di Equal (ECDB) contiene informazioni su tutti i progetti (Partnership di Sviluppo - PS) finanziati all'interno dell'unione Europea. La Banca Dati Comune di Equal (ECDB) raccoglie i dati forniti dalle PS, che sono stati validati dalle Autorità Nazionali e trasmessi a livello europeo. Questi dati sono destinati a: Soggetti coinvolti in Equal, per il networking tematico e per le attività transnazionali Osservatori specifici (politici, della ricerca ecc); Il pubblico interessato alle problematiche sul lavoro, all'integrazione sociale, alla lotta alla discriminazione ed alle disuguaglianze, all'innovazione ecc. PreLex PreLex è la base di dati delle procedure interistituzionali che permette di seguire le grandi tappe del processo decisionale tra la Commissione e le altre istituzioni : la fase della procedura, le decisioni delle istituzioni, i nomi delle persone, i servizi responsabili, i riferimenti di documenti e di seguire i lavori delle diverse istituzioni implicate (Parlamento europeo, Consiglio, CES, Comitato delle Regioni, Banca centrale europea, Corte di giustizia... ecc..) Prelex segue tutte le proposte (dossier legislativi e di bilancio, conclusioni degli accordi internazionali) e le comunicazioni della Commissione a partire dalla loro trasmissione al Consiglio o al Parlamento europeo Dei collegamenti permettono di accedere direttamente ai testi elettronici disponibili (documenti COM, Gazzetta ufficiale, documenti del Parlamento europeo, dispacci di stampa... ecc.). InfoRegio Questo sito fornisce informazioni aggiornate sull'azione dell'unione europea a favore dello sviluppo regionale. La politica regionale si ispira ad un principio di solidarietà. In questa ottica, oltre un terzo del bilancio dell Unione europea è destinato a ridurre le disparità di sviluppo fra le regioni e i divari economici fra i cittadini. Attraverso questa politica l Unione intende contribuire a riassorbire il ritardo delle regioni più svantaggiate, nonché a favorire la riconversione delle zone industriali in crisi, la diversificazione economica delle campagne penalizzate dal declino delle attività agricole e 9

10 la riqualificazione dei quartieri cittadini in stato di abbandono e degrado. Tali interventi mirano principalmente a creare occupazione. In sintesi, si tratta di rafforzare la «coesione» economica, sociale e territoriale dell Unione. RED Registro Elettronico dei Documenti Il Registro Elettronico dei Documenti (RED) è una banca dati che raccoglie i documenti elaborati o ricevuti dal Comitato delle regioni nel quadro delle sue attività. Il RED è alimentato automaticamente dai diversi servizi del Comitato che vi immettono direttamente i documenti fin dalla loro elaborazione. Il Registro, accessibile via Internet, fornisce al pubblico i riferimenti dei documenti e, nella maggior parte dei casi, dà direttamente accesso al testo integrale in tutte le lingue disponibili. Per consultare il Registro, il cittadino dispone di un modulo di ricerca semplice e avanzato nelle undici lingue ufficiali dell'unione. Eurlex Con l'obiettivo di offrire un quadro completo del diritto dell Unione europea, in particolare della legislazione e della giurisprudenza, nonché delle procedure decisionali fra la Commissione e le altre istituzioni, il sito web EUR-Lex: è il punto d'accesso unico alle collezioni complete dei testi giuridici dell'unione in tutte le lingue ufficiali; fornisce un accesso diretto alle banche dati gestite dalle istituzioni o dall EUR-OP e ad altre fonti di documenti istituzionali, in particolare a CELEX, con opzioni di ricerca sofisticate (servizio a pagamento);, rende disponibili i documenti in vari formati (HTML, PDF, TIF, WORD); presenta funzioni di ricerca armonizzate che permettono di cercare in una categoria specifica di documenti oppure nell'insieme dei documenti per mezzo di una richiesta testuale; contiene testi esplicativi sulle procedure legislative dell'unione europea. Nella rubrica «A proposito del diritto dell'ue» si possono trovare un glossario e le descrizioni del processo decisionale. Scad Plus Questo sito contiene una sintesi della legislazione UE sotto forma di schede informative facilmente consultabili, suddivise in 32 settori tematici che rappresentano le Attività dell Unione Europea. Troverete non solo i sunti delle disposizioni esistenti, ma anche il trattamento riservato alle proposte legislative in materie molto varie quali le relazioni esterne e l occupazione e gli affari sociali. Con quasi pagine tematiche aggiornate quotidianamente, la copertura è esauriente e attuale. L'obiettivo di questo sito non è quello di fornire le ultime notizie sulle attività dell'unione europea, ma di presentare delle sintesi complete sugli ultimi sviluppi della legislazione. La data, che figura in calce ad ogni scheda di sintesi, corrisponde al giorno dell'ultima modifica sostanziale inserita nella scheda (ad es. aggiunta di un atto modificativo, inserimento di un atto connesso ecc.). 10

11 Amministrare, 1-2/2011 Quarant anni dopo. La dirigenza della Regione Emilia-Romagna tra continuità politica e innovazione organizzativa / di Maria Stella Righettini La metafora del modello emiliano ha evocato un modo nuovo di governare in grado di ottenere elevati livelli di rendimento. Rendimento che nelle regioni italiane si è rivelato tanto maggiore quanto più elevato era il grado di sviluppo economico, stabilità sociale e dove la cultura politica ha accentuato e sviluppato la solidarietà civica, la partecipazione politica e i valori laici. L efficienza amministrativa ha costituito una delle sfide principali per le regioni e la Regione Emilia-Romagna si è proposta come laboratorio di sperimentazione non solo politica e programmatica ma anche amministrativa e organizzativa. Nel lungo e dettagliato articolo, l Autrice analizza e commenta quelle che sono state le principali peculiarità e novità del modello emiliano, sul piano dell organizzazione della Giunta e degli assetti della dirigenza regionale: il rifiuto della gerarchia e la democrazia organizzativa come capacità di partecipazione, sviluppo autonomo delle funzioni attraverso un forte commitment della dirigenza agli obiettivi di governo. Comuni d Europa, marzo 2011 L Aiccre: gemellaggi, Gect e macroregioni / di Giuseppe Abbati (Aiccre Puglia) Il Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale (GECT) è un nuovo strumento giuridico europeo che consente ad autorità territoriali appartenenti a Stati diversi di istituire gruppi di cooperazione con personalità giuridica (macroregioni). È stato introdotto il 5 luglio 2006 dal regolamento (CE) n. 1082/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio. In Europa la Regione del Mar Baltico è già una realtà, mentre si attende la nascita della Regione del Danubio. Ne l corso del convegno Macro-regioni europee: l integrazione attraverso la cooperazione svoltosi a Bruxelles il 13 aprile 2010, il sottosegretario agli Affari Esteri Alfredo Mantica ha proposto la costituzione di una macroregione adriatico-ionica. Secondo l Autore, il gemellaggio tra Stati, Regioni e città delle due sponde dell Adriatico è importantissimo pe rlo sviluppo dell Europa in senso federale, per la creazione di nuove opportunità e per accedere ai finanziamenti previsti per il In tal senso, Gect e macroregione sono obiettivi da perseguire per sostenere la cooperazione tra gli Stati dell Adriatico e rafforzare così l Europa e il Mediterraneo. 11

12 E-gov : metodi e strumenti di innovazione : pubblica amministrazione Italia-Europa, 3/2011 Digital Local Agenda: la via europea per l innovazione locale / di Carlo Maria Medaglia e Lorenzo Orlando La DLA (Digital Local Agenda) è lo strumento ideato dalla Unione Europea da alcuni anni per raggiungere l obbiettivo di diffondere in tutti i territori continentali i servizi e-government destinati ai cittadini e al mondo economico: banda larga, servizi finali come pagamenti, iscrizioni, comunicazioni, servizi di inclusione e partecipazione, educazione informatica, sicurezza delle reti predisposte. L Unione Europea ritiene che i territori che resteranno esclusi dal flusso dell innovazione saranno tout court esclusi dallo sviluppo e marginalizzati. Nel nostro Paese la pianificazione dello sviluppo dei servizi e-government non ha ancora conosciuto un apprezzabile diffusione: il 95% del territorio non è raggiunto da servizi avanzati, salvo lodevoli eccezioni. In Italia si è operato con progetti a sé stanti che hanno costituito le cosiddette best practice ma che si sono progressivamente affievolite senza che ne fosse derivato un modello esportabile o un indotto ragguardevole. Numerosi progetti, seppure corredati da cospicue risorse economiche e professionali, hanno scontato l assenza di interlocutori privati o esterni alla PA locale. Il fatto, inoltre, che in Italia si sia investito con una logica di sperimentazione locale (o sotto forma di aggregazioni fra enti), dimenticando di mettere poi a sistema sull'intero territorio il frutto di queste attività, ha creato una grande difficoltà sia in termini di comunicazione chiara ai cittadini sia in termini di opportunità di investimento delle imprese. In Italia l utilizzo dell agenda digitale locale può rappresentare l occasione per riesaminare il problema della diffusione organica e sistematica dei servizi e-government, valorizzando le caratteristiche positive della pianificazione nazionale. Utili strumenti per una reale diffusione dell innovazione possono essere rappresentati da: 1) la compartecipazione nella definizione degli obbiettivi tra Regioni ed Enti Locali; 2) l associazionismo intercomunale tra gli enti a minore densità abitativa. 12

13 Il *federalismo disaggregativo : un percorso costituzionale negli Stati multinazionali / Anna Mastromarino. Milano : Giuffrè, VIII, 324 p. ; 24 cm INDICE: Introduzione Modelli di integrazione negli Stati multinazionali Il posto del diritto costituzionale nello studio dei conflitti etno-nazionali Dinamiche statali e gruppi autoctoni La concessione di autonomia da parte dello Stato Il concetto di autonomia nella sua accezione complessa L attualità del modello federale. Processi disaggregativi dello Stato unitario La proliferazione dei processi asimmetrici nella crisi dello Stato sovrano: una tacita rinuncia alla classificazione dei tipi di Stato? Lo Stato federale per disaggregazione La trasformazione in senso federale dello Stato unitario: i luoghi della decisione politica e la scelta bicamerale La rivincita delle seconde Camere: l irriducibilità della rappresentanza rispetto alla governabilità uno sguardo al diritto comparato Il Belgio La Spagna Il volume è un testo di diritto che, volendo inserirsi nel filone di studio che approfondisce il tema del multiculturalismo, propone una chiave di lettura multidisciplinare. L analisi muove dalla convinzione che l esistenza di fratture di tipo identitario all interno del corpo sociale di un paese può lasciare indifferente il costituzionalista, solo sino a quando essi non siano fonte di tensioni tali da mettere in crisi il funzionamento delle istituzioni centrali, o ancor peggio, da mettere in discussione la loro stessa legittimità o l esistenza dello Stato stesso. A questo punto il costituzionalista non può più restare indifferente e, ricorrendo ai propri strumenti, deve interrogarsi non, per l appunto, sul perché, ma sul come poter intervenire, immaginando una trasformazione dello Stato che ne garantisca la sopravvivenza e la convivenza pacifica di tutte le sue componenti sociali. Nel primo capitolo, dunque, si avviano i primi e doverosi distinguo per meglio delimitare i confini della ricerca, individuando nei conflitti etno-nazionali e nello Stato multinazionale l oggetto dello studio e partendo dal presupposto che a fronte di un pluralismo sociale sempre più marcato bisogna ricordare che non tutti i gruppi sociali si pongono in termini di alterità rispetto alla comunità statale. Sul piano del diritto pubblico, infatti, il problema del riconoscimento di diritti in capo alle minoranze si presenta solo rispetto a quelle formazioni nelle quali il soggetto non si limita a transitare, conservando la propria individualità, bensì è coinvolto in un processo identificativo di tipo collettivo. In questi casi il problema del riconoscimento e dell autonomia del gruppo rispetto alla maggioranza si impongono all attenzione del dibattito pubblico e chiedono soluzioni in grado di soddisfare le esigenze di autogoverno della comunità di minoranza senza sfociare in un atto di dissoluzione o separazione dello/dallo Stato. Partendo da queste considerazioni, il secondo capitolo, tenta, sulla base delle più classiche categorie del diritto pubblico, una ricostruzione della teoria della classificazione dei tipi di Stato, proponendo al lettore un nuovo punto di vista che, fondandosi sulla dicotomia federalismo per aggregazione/federalismo per disaggregazione, guarda a quest ultimo come ad un modello a sé 13

14 stante rispetto al paradigma classico dello Stato federale nato dall unione di più Stati in origine indipendenti. Il terzo e il quarto capitolo sono dedicati rispettivamente all analisi del caso belga e del caso spagnolo. Collocazione in Biblioteca BM 22 C 69p Principi contabili internazionali 2011 : testo completo e integrato dei Principi Contabili IAS/IFRS e Interpretazioni SIC/IFRIC secondo i Regolamenti (CE). Milano : Gruppo 24 ore, VII, 878 p. ; 22 cm INDICE GENERALE: Sommario I Principi Contabili internazionali: IAS IAS 1: Presentazione del bilancio IAS 2: Rimanenze IAS 7: Rendiconto finanziario IAS 8: Principi contabili, cambiamenti nelle stime contabili ed errori IAS 10: Fatti intervenuti dopo la data di chiusura dell esercizio IAS 11: Lavori su ordinazione IAS 12: Imposte sul reddito IAS 16: Immobili, impianti e macchinari IAS 17: Leasing IAS 18: Ricavi IAS 19: Benefici per i dipendenti IAS 20: Contabilizzazione dei contributi pubblici e informativa sull assistenza pubblica IAS 21: Effetti delle variazioni dei cambi delle valute estere IAS 23: Oneri finanziari IAS 24: Informativa di bilancio sulle operazioni con parti correlate IAS 26: Rilevazione e rappresentazione in bilancio dei fondi pensione IAS 27: Bilancio consolidato e separato IAS 28: Partecipazioni in società collegate IAS 29: Rendicontazione contabile in economie iperinflazionate IAS 31: Partecipazioni in joint venture IAS 32: Strumenti finanziari: esposizione nel bilancio IAS 33: Utile per azione IAS 34: Bilanci intermedi IAS 36: Riduzione di valore delle attività IAS 37: Accantonamenti, passività e attività potenziali IAS 38: Attività immateriali IAS 39: Strumenti finanziari IAS 40: Investimenti immobiliari IAS 41: Agricoltura International Financial Reporting Standards: IFRS IFRS 1: Prima adozione degli International Financial Reporting Standards IFRS 2: Pagamenti basati su azioni IFRS 3: Aggregazioni aziendali IFRS 4: Contratti assicurativi IFRS 5: Attività non correnti possedute per la vendita e attività operative cessate IFRS 6: Esplorazione e valutazione delle risorse minerarie IFRS 7: Strumenti finanziari: informazioni integrative IFRS 8: Settori operativi Le Interpretazioni IFRIC-SIC IFRIC 1: Cambiamenti nelle passività iscritte per smantellamenti, ripristini e passività similari IFRIC 2: Azioni dei soci in entità cooperative e strumenti simili IFRIC 4: Determinare se un accordo contiene un leasing IFRIC 5: Diritti derivanti da interessenze in fondi per smantellamenti, ripristini e bonifiche ambientali IFRIC 6: Passività derivanti dalla partecipazione ad un mercato specifico-rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche IFRIC 7: Applicazione del metodo della rideterminazione ai sensi dello Ias 29. Informazioni contabili in economie iperinflazionate IFRIC 8: Ambito di applicazione dell IFRS 2 IFRIC 9: Rideterminazione del valore dei derivati incorporati IFRIC 10: Bilanci intermedi e riduzione di valore IFRIC 11: IFRS 2. Operazioni con azioni proprie e del gruppo IFRIC 12: Accordi per servizi in concessione IFRIC 13: Programmi di fidelizzazione della clientela IFRIC 14: IAS 19. Il limite relativo a una attività a servizio di un piano a benefici definiti, le previsioni di contribuzione minima e la loro interazione IFRIC 15: Accordi per la costruzione di immobili IFRIC 16: Coperture di un investimento netto in una gestione estera IFRIC 17: Distribuzione ai soci di attività non rappresentate da disponibilità liquide IFRIC 18: cessioni di attività da parte della clientela IFRIC 19: Estinzione di passività finanziarie con strumenti rappresentativi di capitale SIC-7: Introduzione dell euro SIC-10: Assistenza pubblica. Nessuna specifica relazione con le attività operative SIC-12: Consolidamento. Società a destinazione specifica (società veicolo) SIC-13: Entità a controllo congiunto. Conferimenti in natura da parte dei partecipanti al controllo SIC-15: Leasing 14

15 operativo. Incentivi SIC-21: Imposte sul reddito. Recupero delle attività rivalutate non ammortizzabili SIC-25: Imposte sul reddito. Cambiamenti di condizione fiscale di un entità o dei suoi azionisti SIC-27: La valutazione della sostanza delle operazioni nella forma legale del leasing SIC-29: Accordi per servizi in concessione: informazioni integrative SIC-31: Ricavi. Operazioni di baratto comprendenti attività pubblicitaria SIC-32: Attività immateriali. Costi connessi a siti web I Regolamenti Principi contabili nazionali 2011 : il testo completo dei nuovi Documenti OIC e dei principi contabili rivisti. Milano : Gruppo 24 ore, VI, 945 p. ; 22 cm INDICE GENERALE: Indice Principi contabili nazionali serie OIC OIC 1: I principali effetti della riforma del diritto societario sulla redazione del bilancio d esercizio. Appendice di aggiornamento al principio contabile OIC 1 OIC 2: Patrimoni e finanziamenti destinato ad uno specifico affare OIC 3: Le informazioni sugli strumenti finanziari da includere nella nota integrativa e nella relazione sulla gestione OIC 4: Fusione e scissione OIC 5: Bilanci di liquidazione Principi contabili nazionali rivisti 11: Bilancio d esercizio. Finalità e postulati 12: Composizione e schemi del bilancio d esercizio di imprese mercantili, industriali e di servizi Interpretativo n. 1 del principio contabile n. 12. Classificazione nel conto economico dei costi e ricavi Appendice di aggiornamento al principio contabile n. 12. Informazioni nella nota integrativa relative a operazioni con parti correlate e accordi fuori bilancio (art. 2427, n. 22-bis e n. 22-ter) 13: Le rimanenze di magazzino 14: Disponibilità liquide 15: I crediti 16: Le immobilizzazioni materiali 17: Il bilancio consolidato 18: Ratei e riscontri 19: I fondi per rischi ed oneri. Il trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato. I debiti 20: Titoli e partecipazioni 21: Il metodo del patrimonio netto 22: Conti d ordine 23: Lavori in corso su ordinazione 24: Immobilizzazioni immateriali 25: il trattamento contabile delle imposte sul reddito. Interpretativo n. 2 del principio contabile n : Operazioni e partite in moneta estera 28: Il patrimonio netto 29: Cambiamenti di principi contabili, cambiamenti di stime contabili, correzione di errori, eventi e operazioni straordinari, fatti intervenuti dopo la data di chiusura dell esercizio 30: I bilanci intermedi L evoluzione dell economia e la relativa globalizzazione dei mercati ha reso sempre più indispensabile armonizzare i principi di redazione dei bilanci delle società al fine di confrontarli nel tempo e nello spazio. L Unione Europea ha impresso una svolta al processo di armonizzazione con una serie di atti legislativi volti a imporre negli Stati membri l uso dei principi contabili internazionali (International Accounting Standards IAS, International Financial Reporting Standards IFRS). Il regolamento n. 1606/2002 impone a tutte le società quotate nell UE di redigere il proprio bilancio consolidato secondo i principi contabili internazionali. In Italia, oltre all obbligo di adozione dei principi contabili internazionali per la redazione dei bilanci consolidati delle società quotate, il decreto legislativo n. 38/2005 prevede l estensione di tale obbligo anche ai bilanci d esercizio di tutte le società quotate (obbligatoria dal 2006). Inoltre, tutte le banche e le assicurazioni devono preparare i loro bilanci secondo gli IFRS, anche se non sono quotate in borsa. Per le assicurazioni l obbligo riguarda il solo bilancio consolidato, a meno che non si tratti di società di assicurazione quotate in borsa e che non redigono il bilancio consolidato. In Italia, per la formazione dei bilanci di esercizio, su circa 4 milioni di società solo 300 mila adottano i principi contabili internazionali; tutte le altre adottano i principi contabili nazionali. Il volume presentato per primo contiene il testo completo e integrato dei Principi Contabili IAS/IFRS e Interpretazioni SIC/IFRIC secondo i Regolamenti (CE), con le modifiche apportate dai 15

16 recenti regolamenti (CE) dei principi Ias e Ifrs emessi dallo Iasb e adottati dall'unione europea. Oltre ai principi contabili Ias e Ifrs sono raccolte anche le interpretazioni Sic e Ifrac. Il secondo volume raccoglie il testo completo e ufficiale di tutti i principi contabili nazionali sia della serie OIC, sia i precedenti principi contabili nazionali dal n. 11 al n. 30 rivisti dall'oic per adeguarli al nuovo contesto normativo creatosi in seguito alla riforma del diritto societario. Questi ultimi principi hanno mantenuto la precedente numerazione anche nella versione modificata dall'oic allo scopo di facilitarne l'utilizzo da parte dei lettori. Collocazione in Biblioteca BM 22 C 71p Collocazione in Biblioteca BM 22 C 72p 16

17 Check up federalista: esami di riparazione sul fisco dei Comuni. In discussione le tasse immobiliari, l Iva condivisa e i livelli di finanziamento in: Il sole 24 ore, del 27 giugno 2011 Si parla dello stato dell attuazione della riforma che a due anni dalla legge sul federalismo fiscale impegna ora la commissione bicamerale con una serie di audizioni per testare ed eventualmente correggere i meccanismi già approvati. I controlli si addensano sulla compartecipazione Iva, sul livello di entrate da garantire ai sindaci attraverso la fiscalizzazione, sui meccanismi di attenuazione delle differenze territoriali. Il pacchetto è pesante e si intreccia a doppio filo con la manovra in arrivo. Gli amministratori locali si aspettano un accelerazione, attraverso l indicazione del destinatario privilegiato di ogni bene da trasferire. Per i Governatori vincoli obsoleti e anti-federalisti in: Il sole 24 ore, del 27 giugno 2011 Il patto di stabilità interno è un meccanismo che ormai condiziona stabilmente la vita di Regioni, Comuni e Province. Fin dai suoi esordi ha dimostrato un alta efficacia. Ma per quanto riguarda le Regioni è rimasto da troppo tempo fermo ad una configurazione obsoleta che ha bisogno di manutenzione. Il meccanismo è quello dei tetti di spesa, ma questo è in contrasto con la logica del federalismo fiscale. Ma anche l esclusione della sanità andrebbe ripensata, poiché pesa per oltre il 60% del totale e costringe a sacrificare in modo pesante tutto il resto. Un maggiore equilibrio sarebbe opportuno, ed è venuto il momento di voltare pagina ed arrivare ad una configurazione di patto di stabilità interno adeguato ai tempi ed agli assetti istituzionali ormai cambiati. Federalismo double face sui bilanci in: Italia oggi, del 23 giugno 2011 Per quanto riguarda gli enti locali da un lato la riforma porterà innegabili vantaggi ai comuni grazie alla responsabilizzazione degli amministratori che saranno costretti a monitorare attentamente le spese per evitare sperperi, dall altro però il passaggio ai municipi delle competenze in materia di gestione dei tributi comporterà notevoli disagi per la mancanza di una adeguata organizzazione e di competenze specifiche da parte degli operatori. 17

18 Bonus Sud finanziato dal Fesr. La copertura dai fondi Ue non spesi Con la vecchia versione crediti per un miliardo l anno in: Il sole 24 ore, del 16 giugno 2011 L emendamento al Dl sviluppo che rifinanzia la vecchia Tremonti Sud fa esplicito riferimento ai ritardi nell impegno e nella spesa del Fondo europeo di sviluppo regionale, un grande contenitore che, incluso il cofinanziamento nazionale, per il periodo vale 35.9 miliardi ma vede impegni e pagamenti fermi, rispettivamente al 21 e al 9.4%.. Mezzogiorno. Una banca e tante promesse (di carta) in: Corriere economia, dell 13 giugno 2011 Se nel 2010 la nostra economia ha avvertito una ripresina dell 1.3%, quattro volte più lenta rispetto alla impetuosa crescita della Germania, è merito esclusivo di un pezzo d Italia. Le cifre dicono inequivocabilmente che il Mezzogiorno è immobile. Dove sono andati a finire i miliardi di euro per lo sviluppo? Dov è finita la mitica Banca del Sud della quale si parla da anni, e che secondo il ministro dell Economia dovrebbe essere la scintilla per far decollare l economia meridionale? Dove sono finiti i vantaggi fiscali, i piani del turismo, le grandi infrastrutture? I dieci errori più gravi delle amministrazioni in: Il sole 24 ore, del 13 giugno 2011 La Ragioneria generale ha appena pubblicato i risultati della propria attività ispettiva negli enti locali. Dal massimario 2010, è utile trarre il decalogo degli errori più gravi incontrati diffusamente dagli ispettori, per mettere in luce i punti deboli che rimangono nell attività degli enti: affidamento appalti, anagrafe delle prestazioni, attivazione di nuovi servizi, conferimento degli incarichi di collaborazione, indebitamento, indennità agli amministratori, onnicomprensività del trattamento accessorio, produttività, riduzione del fondo, tetto alla spesa del personale e alle assunzioni. Nelle Regioni tagli flessibili ma non sulla spesa sanitaria in: Il sole 24 ore, del 11 giugno 2011 Il mix di tagli ai compensi dei consiglieri di amministrazione delle partecipate, alle auto, alle consulenze, sponsorizzazioni e alle altre voci indicate dall articolo 6 della nuova manovra estiva, per le Regioni sono solo un suggerimento. Vincolanti, invece, sono le regole sul contenimento della spesa per il personale sanitario, su cui la creatività regionale non può intervenire. Lo ha stabilito la Corte costituzionale che, nella sentenza 182/2011, ha respinto il nuovo tentativo centrale di fissare norme di dettaglio ai conti dei Governatori. 18

19 Dal 2014 addio al federalismo contabile in Il sole 24 ore, del 9 giugno 2011 Dal 2014 Regioni ed enti locali dovranno adottare lo stesso schema di bilancio. Che sarà articolato in programmi e missioni e corredato di un consolidato con i conti delle partecipate. La sperimentazione partirà nel A prevederlo è il decreto legislativo che ha ottenuto ieri il si unanime della Bicamerale e sarà oggi sul tavolo di Palazzo Chigi per il via libero definitivo. Al Sud il peso maggiore delle imposte locali in Il sole 24 ore, del 3 giugno 2011 Calano le entrate di Regioni e Comuni ma non le tasse locali su cittadini e imprese. È l apparente paradosso che emerge dalla relazione annuale della Banca d Italia presentata nei giorni scorsi dal Governatore Mario Draghi. E che fa sentire i suoi effetti soprattutto sul Mezzogiorno dove risulta mediamente più elevato il peso di Ici, Irap e addizionali all Irpef. Tutto ciò a meno di una settimana dal D-Day sul federalismo municipale che consentirà ai sindaci di tornare ad alzare l asticella dell imposta sui redditi dopo tre anni di blocco deciso dallo Stato. Federalismo fiscale incompiuto. La riforma va completata con l istituzione del senato federale in Il sole 24 ore, del 27 maggio 2011 Nell anno del 150 anniversario dell Unità di Italia il nostro paese è impegnato nell attuazione di un importante riforma istituzionale, la riforma federalista, che porterà a compimento quel processo complessivo di riassetto sussidiario dei poteri e delle funzioni dei vari livelli istituzionali di governo iniziato più di dieci anni fa. La transizione verso un sistema federale, pur non segnata dalle vicende storiche e costituzionali di altri stati, diventerà via via ineludibile, sia per le esigenze di rappresentanza dei poteri, che sempre sono alla base delle costituzioni democratiche, sia per coerenza con la riforma del Titolo V, come elemento di chiusura della scelta federalistica. 19

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