La Governance partenariale

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1 La Governance partenariale

2 Sommario Introduzione Modello di governance del partenariato per il Programma di cooperazione MED Introduzione Codice europeo di condotta sul partenariato: cosa dice rispetto ai programmi di cooperazione territoriale Obiettivi e principi del modello di governance Le caratteristiche e i contenuti del partenariato in ambito MED Modello di governance proposto Le regole del partenariato La composizione del partenariato L attivazione in fase di strategia Il partenariato in fase di attuazione Strumenti La gestione dei flussi informativi Introduzione I contenuti di questo documento si articolano sui risultati dell Analisi e ricerca sullo stato d attuazione del Programma di cooperazione Transnazionale MED e definizione di proposte e future prospettive per la Programmazione , soprattutto sui risultati dell analisi della partecipazione italiana. Il documento contiene la proposta di un modello di governance per la Programmazione MED

3 1. Modello di governance del partenariato per il Programma di cooperazione MED Introduzione Il presente capitolo contiene una proposta del modello di governance partenariale da utilizzare nell ambito del Programma di cooperazione transnazionale MED Il documento è uno schema redatto dallo staff di ISMERI EUROPA sulla base dei documenti di Programmazione MED esistenti e sulle proprie conoscenze dei sistemi partenariali. Il modello vuole fornire una serie di indicazioni che possono essere adeguate sulle esigenze del Comitato Nazionale e delle Regioni. Gli strumenti e le attività proposte tentano di sviluppare maggiore uniformità di approccio tra le Regioni partecipanti al Programma. Il documento è articolato secondo i temi seguenti: i contenuti del Codice europeo di condotta sul partenariato, obiettivi e principi del modello di governance, le caratteristiche e i contenuti del partenariato in ambito MED, il modello di governance proposto, la gestione dei flussi informativi. Dove rilevante sono stati inseriti dei box contenenti gli elementi principali delle pratiche utilizzate in alcune regioni italiane 1 che potrebbero essere d ispirazione nell organizzazione del processo partenariale Codice europeo di condotta sul partenariato: cosa dice rispetto ai programmi di cooperazione territoriale Il Codice europeo di condotta sul partenariato è un atto delegato della Commissione europea che ha come finalità quella di sostenere gli Stati membri nell'organizzazione del partenariato. Ciò avviene tenendo conto delle competenze nazionali e regionali così da ridurre i deficit di coordinamento nell'elaborazione e attuazione delle politiche pubbliche ed evitare la frammentazione amministrativa e degli interventi pubblici. L articolo 4 del codice stabilisce che per ogni Programma gli Stati Membri sono chiamati ad identificare i partner pertinenti tra Autorità regionali, locali, cittadine e altre autorità pubbliche, le parti economiche e sociali, organismi rappresentativi della società civile come partner ambientali, ong etc. Per i programmi di cooperazione territoriale europea gli Stati membri possono coinvolgere anche i gruppi di cooperazione territoriale che operano all interno del Programma specifico, le autorità o gli organismi coinvolti nello sviluppo di una strategia macro-regionale o per i bacini marittimi nella zona interessata. Il coinvolgimento dei partner deve avvenire nella fase di preparazione dei programmi e di attuazione degli stessi: nella preparazione dei bandi, nella preparazione delle relazioni sullo stato 1 Tali informazioni sono state raccolte attraverso un analisi desk e sulla base delle informazioni fornite dai referenti regionali partecipanti al Comitato Nazionale. 2

4 di avanzamento e monitoraggio, nella sorveglianza dei programmi, nella valutazione dei programmi. L articolo 9 stabilisce che nei PO siano fornite informazioni sulle azioni adottate per coinvolgere i partner pertinenti e le azioni previste per garantire la partecipazione dei partner all attuazione dei programmi. Per quanto riguarda i Comitati di Sorveglianza dei programmi di cooperazione territoriale europea, i partner possono essere rappresentati da organizzazioni ombrello a livello transnazionale 2. Tuttavia il codice precisa che gli Stati Membri possono coinvolgere i partner nella preparazione del comitato di sorveglianza, soprattutto attraverso la loro partecipazione ai comitati di coordinamento stabiliti a livello nazionale (art.10). Infine, un tema coperto dal codice è quello di rafforzare la capacità istituzionale dei partner pertinenti al fine di partecipanti efficacemente alla preparazione, attuazione, sorveglianza e valutazione dei programmi. Per la cooperazione territoriale europea il sostegno (anche attraverso l assistenza tecnica) ai partner può coprire il potenziamento delle capacità istituzionali finalizzate alla partecipazione ad attività di cooperazione internazionale Obiettivi e principi del modello di governance Il modello proposto si inserisce all interno di questo contesto e vuole essere uno strumento di supporto per le Regioni responsabili del programma MED affinché possano gestire le relazioni partenariali secondo i principi del Codice. In particolare la presente proposta ha l obiettivo di rafforzare il peso della consultazione e del coinvolgimento degli stakeholder così da renderla più incisiva nei contenuti e nell organizzazione. Per le amministrazioni coinvolte nel Programma di cooperazione MED, le finalità della mobilitazione efficiente del partenariato, sono: arricchire la base informativa a disposizione delle amministrazioni e di tutte le organizzazioni del territorio; acquisire il consenso degli interessi organizzati sull impostazione della Programmazione; migliorare la qualità degli interventi; migliorare l integrazione e la sinergia con altri strumenti e altri fondi collegati ai temi coperti nell ambito del Programma MED; evitare, o almeno ridurre, il rischio di duplicazione di idee progettuali e azioni simili; sviluppare reti di collaborazione tra diversi attori (dentro e fuori l ambito del Programma MED). 2 Le organizzazioni ombrello a livello transnazionale sono associazioni di organizzazioni nazionali che rappresentano interessi diffusi a livello sopranazionale. 3

5 Al fine di conciliare larga partecipazione ed efficacia il modello è fondato sui seguenti principi: Inclusione Trasparenza Integrazione Informazione Effettività Il coinvolgimento delle associazioni e delle rappresentanze di interessi diffusi deve assicurare la rappresentatività delle istanze territoriali in modo che sia valorizzato il loro capitale di conoscenze. Le procedure e le informazioni devono avere adeguata pubblicità. Dimensione cruciale della trasparenza è quella di informare il partenariato sulle scelte strategiche adottate. Il coinvolgimento deve includere i livelli politici e amministrativi rilevanti, nella fase di Programmazione, di attuazione, di controllo e di valutazione. E necessaria l integrazione tra il partenariato regionale e le attività delle strutture nazionali e comunitarie del Programma. Il coinvolgimento deve fondarsi su un flusso di informazioni costante da parte delle amministrazioni al sistema partenariale così da consentire un contributo tempestivo ed informato alle scelte dell amministrazione. Il flusso di informazioni deve essere circolare, ossia i contributi degli stakeholder devono essere tempestivi e tecnicamente rilevanti. Il valore guida delle attività partenariali è quello dell effettività della rappresentanza. Il partenariato è chiamato a confrontarsi su problemi concreti e operare nei tempi utili. Per far ciò deve essere in condizione di affrontare le questioni tecniche Le caratteristiche e i contenuti del partenariato in ambito MED Il partenariato nell ambito del Programma di cooperazione si inserisce in un quadro vasto di relazioni partenariali sviluppate su altri ambiti di policy. La conformazione del Programma di cooperazione MED richiede che il partenariato sia integrato, in termini di contenuto e di tempi, alle attività dei soggetti coinvolti ai diversi livelli (Autorità di Gestione Unica, Comitato di sorveglianza, Comitato Nazionale, Regioni). Il modello di governance proposto può essere attivato dalle amministrazioni in diverse fasi: definizione dei contributi italiani alla costruzione del PO MED; definizione dei criteri di selezione dei soggetti beneficiari dei bandi; preparazione delle proposte progettuali (per diminuire il rischio di duplicazione e assicurare la rilevanza con i le strategie regionali, nazionale e altri fondi); verifica dell avanzamento del Programma; valutazione del Programma. 4

6 1.5. Modello di governance proposto Le regole del partenariato E utile che lo schema normativo che regola il partenariato, l identificazione dei componenti del partenariato e le modalità di coinvolgimento sia il frutto di ampie consultazioni. Tuttavia, i soggetti di coordinamento restano le amministrazioni regionali, e il Comitato Nazionale, a livello nazionale. Per condividere le finalità e facilitare la chiarezza sulle finalità e sulle regole, l amministrazione che svolge il ruolo di coordinamento, definisce un documento 3 che include il metodo di identificazione dei soggetti rilevanti, i contenuti, le modalità di funzionamento e di informazione. Tale documento ha valenza sia esterna, nel senso che garantisce la piena trasparenza del processo partenariale verso il sistema degli stakeholder, sia interna, nel senso che le regole del partenariato possono essere incluse in un documento riguardante l intero processo di preparazione e presentazione dei progetti che indica le fasi che l amministrazione deve effettuare per una corretta gestione del Programma di cooperazione territoriale. Laddove la Regione partecipa a più di un Programma di cooperazione transnazionale o transfrontaliera, il documento può contenere le regole del partenariato applicabile a tutti i Programmi di cooperazione. Box Esempi dalle Regioni La Regione Basilicata ha redatto un manuale delle procedure interne per la partecipazione della Regione Basilicata ai bandi CTE, approvato dal Gruppo interdipartimentale CTE e istituito con Determina del DG del Dipartimento Presidenza Giunta. Tale documento include: - Modalità di individuazione dei soggetti da coinvolgere sul territorio (Enti locali, Agenzie, Università, Centri di ricerca, ecc); - Procedure di concertazione (tavoli di lavoro tematici, identificazione dei soggetti da coinvolgere sul territorio, coordinamento della partecipazione dei soggetti esterni alla Regione); - Modalità di diffusione delle informazioni sui bandi pubblicata; - Modalità di selezione dei progetti da candidare ai bandi CTE da parte delle strutture interne alla Regione; - Monitoraggio dei progetti approvati. La Regione Puglia ha sviluppato la nota metodologica Cantieri di Progettazione che delinea il percorso e gli strumenti utilizzati dalla Regione Puglia per l identificazione delle progettualità di carattere strategico del sistema Puglia nell ambito dei Programmi CTE 2007/2013. Tale percorso ha preso avvio nel 2007 con due Forum sulla Cooperazione Territoriale e con la relativa attivazione dei Cantieri di Progettazione concepiti come tavoli tematici arricchiti dalla partecipazione degli stakeholder e destinati a rafforzare la cooperazione tra i territori dello spazio europeo e quelli dell area balcanica e mediterranea. Il principio guida di tutte le attività partenariali è quello del consenso: sarà utile prevedere la partecipazione basata sul principio del consenso, ossia ricercando posizioni possibilmente condivise da tutti i partecipanti: quanto più alto sarà il consenso sui singoli aspetti tanto più forte sarà la proposta in sede sia di Programmazione che di attuazione. 3 Il documento può avere la forma di un protocollo, di linee guida del partenariato o di documento metodologico. 5

7 La composizione del partenariato Responsabilità della rappresentanza Nell ambito del Programma di cooperazione MED l insieme degli stakeholder va oltre il partenariato economico e sociale e quello istituzionale ed include una serie di soggetti detentori di competenze specifiche e portatori di interessi diffusi. La definizione della rappresentanza è nelle mani delle amministrazioni: in Italia i soggetti chiamati ad assicurare trasparenza, rappresentatività ed effettività sono le amministrazioni regionali e la loro struttura di coordinamento a livello nazionale, il Comitato nazionale. I soggetti del partenariato Il presupposto alla base della costruzione della struttura partenariale è che i componenti siano solo organizzazioni rappresentative d interesse. Tuttavia è possibile, in alcune fasi, il coinvolgimento di singoli portatori di interessi o enti di natura privatistica aventi finalità pubblica (es: un centro studi partecipato dall'università, un'agenzia dei trasporti ecc.). Il partenariato coinvolge le organizzazioni portatrici di interessi diffusi riconosciute a livello nazionale, quelle riconosciute regionalmente, le organizzazioni più rappresentative nei diversi settori. Il punto di partenza per la costituzione del partenariato è l utilizzo di un elenco di soggetti utilizzato per le attività partenariali su altri programmi. I soggetti istituzionali includono province e comuni. Tuttavia, sarebbe utile arricchire il partenariato con i contributi delle organizzazioni rappresentative di interessi localizzati (es: GAL, Unione dei Comuni). Altri soggetti da mobilitare sui diversi temi coperti dal progetto sono i centri di ricerca, le Università, le camere di commercio, le fondazioni, le associazioni, i consorzi di bonifica, i consorzi (es: per la biodiversità, per la pesca). Altri attori possono essere mobilitati rispetto ad una tematica specifica le società di interporto rispetto al tema della logistica, soggetti per la salvaguardia del patrimonio storico/culturale o istituti per la promozione del turismo rispetto al tema della cultura L attivazione in fase di strategia In fase di scrittura del PO è necessario che gli strumenti di mobilitazione del partenariato siano snelli e veloci. E opportuno adottare una struttura di partenariato non eccessivamente rigida in entrata ma flessibile, pronto ad aprirsi al contributo di soggetti che richiedono di partecipare. Tale flessibilità deve essere temperata da precise regole di funzionamento in modo da non intralciare l'effettività della rappresentanza. Nello specifico, durante la redazione del PO si attiva, a livello regionale, un percorso di mobilitazione degli stakeholder territoriali. Questo avviene principalmente attraverso l utilizzo di una piattaforma web contenente informazioni aggiornate su contenuti, opportunità, vincoli del 4 Per maggiori dettagli e per avere un idea dei soggetti da coinvolgere, si veda il rapporto sui soggetti rilevanti da coinvolgere nel nuovo ciclo di Programmazione. 6

8 Programma. Attraverso lo stesso mezzo si cerca di trasmettere agli stakeholder il senso della cooperazione, le aspettative dell amministrazione regionale rispetto alla partecipazione al Programma e le finalità del partenariato. L informazione diffusa attraverso la piattaforma web è integrata dall organizzazione di attività seminariali informali (es. info-days, laboratori di progettazione comunitaria, forum) sul territorio aperte non solo ai portatori di interessi diffusi ma anche individuali e sono finalizzati a raccogliere contributi in vista della partecipazione italiana alle riunioni della Task Force per la redazione del PO MED. Questo procedimento permette l identificazione dei soggetti interessati senza usare procedure eccessivamente formali (es: protocollo, accreditamento, richiesta formale di adesione al partenariato) ma, sulla base di un contributo qualificato, viene riconosciuto l interesse manifestato da un soggetto ad essere coinvolto nelle attività di partenariato. Utilizzando i canali informativi della Regione (piattaforma web, uffici regionali sul territorio, mailing-list, ecc.) si chiede ai soggetti interessati di presentare alla Regione in cui operano, generiche idee progettuali relative ai temi del Programma MED (o dei programmi di cooperazione in cui la Regione partecipa). Tale passaggio avviene attraverso la predisposizione di un template a cui i soggetti sono chiamati a rispondere. Tale documento servirà anche a catalogare l elenco dei soggetti interessati rispetto alla tipologia e all ambito d intervento del Programma. Box Esempi dalle Regioni La Regione Puglia ha predisposto un template per raccogliere le informazioni sulle idee progettuali in cui il soggetto interessato a partecipare alla Programmazione MED indica l area tematica d intervento, i potenziali Paesi/regione partner, la tipologia di soggetti che intende coinvolgere, una breve descrizione del progetto, gli obiettivi generali, i risultati attesi e una stima di budget Il partenariato in fase di attuazione Una volta che le scelte Programmatiche sono state adottate si passa alla fase attuativa del Programma, fase più delicata e complessa dal momento che concretizza le scelte fatte a livello strategico e investe le relazioni tra le strutture amministrative regionali deputate all attuazione del Programma e i partecipanti o potenziali partecipanti alla progettazione. Per essere pienamente in linea con le disposizioni del Codice di Condotta sul partenariato, la fase di attuazione non si esaurisce alla progettazione ma diventa efficace anche nel controllo sui processi di attuazione e del monitoraggio dell impatto dei progetti sul territorio. Tavoli tecnici regionali Come anticipato in precedenza, una volta individuato l ambito d interesse dei soggetti che hanno presentato contributi qualificati vengono definiti dei tavoli tecnici che coprano tutti gli assi del Programma. Per evitare moltiplicazioni di tavoli privi di una reale connessione con le tematiche coperte dal Programma MED e con le esigenze della Programmazione, i tavoli tecnici sono convocati sulla base delle esigenze, anche temporanee, della Programmazione e sono finalizzati ad approfondire aspetti di carattere settoriale. Ai tavoli partecipa un rappresentante per ciascuna organizzazione e, quando ritenuto necessario, ai tavoli tecnici possono essere invitati alcuni esperti/tecnici in modo da offrire contributi utili 7

9 all approfondimento degli argomenti di discussione. La durata e i contenuti dei lavori dei tavoli tecnici saranno stabiliti dall Amministrazione Regionale in funzione delle esigenze di approfondimento e delle scadenze della Programmazione. I partecipanti ai tavoli si impegnano a raccogliere, possibilmente in modo consensuale, pareri e a formulare indirizzi sui fabbisogni territoriali e settoriali. In seguito alla pubblicazioni delle call, si richiede ai soggetti che intendono rispondere alla call di presentare, su base volontaria, le idee progettuali alla Regione di appartenenza. Questo passaggio permetterebbe all'amministrazione regionale di rilevare eventuali duplicazioni di idee progettuali così da renderne consapevoli i soggetti interessati e da favorire un possibile incontro delle volontà; l'unico interesse della Regione resta quello di aumentare la partecipazione regionale al Programma. In fase di verifica dell attuazione il partenariato, attraverso i tavoli tecnici, esaminerà le criticità della Programmazione in corso cercando di individuare proposte e possibili soluzioni agli ostacoli che non permettono l efficace attuazione dei progetti. In fase di valutazione, la Regione dovrà garantire che l apporto del partenariato sia il più possibile autonomo rispetto alle valutazioni svolte dall Amministrazione. La valutazione del partenariato sarà infatti svolta attraverso un autonoma attività di rilevazione a analisi di indicatori economici e sociali di rilievo territoriale. Il risultato della valutazione sarà confrontato, nell ambito dei tavoli tecnici, con gli esiti di eventuali valutazioni svolte a livello regionale, quelle svolte a livello di Programma e eventuali valutazioni svolte a livello nazionale. Per un efficiente funzionamento dei tavoli tecnici, in base all agenda della Programmazione i partecipanti producono proposte in forma scritta, possibilmente da diffondere prima degli incontri. La regione è responsabile della verbalizzazione dei punti di discussione e gli elementi delle idee progetto ritenuti più rilevanti dalla maggior parte dei partecipanti consenso. Per assicurare la trasparenza del metodo partenariale gli esiti degli incontri dei tavoli dovranno essere diffusi (piattaforma web e invio alla mailing-list). Box Esempi dalle Regioni La Regione Marche, con decisione della Giunta regionale ha stabilito, ad inizio Programmazione, che le proposte progettuali e l adesione a progetti relativi ai programmi di Cooperazione territoriale europea, - proposti dalle strutture della Regione Marche o dagli Enti strumentali, ove l Ente verrà impegnato in qualità di capofila o in qualità di partner con altre Regioni e/o Stati avrebbero dovuto essere preventivamente trasmesse alla struttura referente per la Cooperazione Territoriale Europea per l esame dei requisiti di coerenza con gli indirizzi Programmatici dei Programmi Operativi, con le strategie di Programmazione nazionale e regionale al fine di ottenere un parere di coerenza. Struttura di supporto al partenariato nei programmi di cooperazione Per la gestione delle attività di partenariato a livello regionale sui programmi di cooperazione può essere individuata una struttura o parte di un dipartimento all interno dell Amministrazione regionale (che chiamiamo CTE) che offre il proprio supporto tecnico alle strutture regionali e agli altri enti del territorio per verificare la coerenza delle proposte con la Programmazione MED e con 8

10 le strategie regionali. Laddove la proposta progettuale non corrisponde pienamente alla Programmazione MED e/o alle strategie regionali può proporre delle modifiche per rendere la proposta conforme alle priorità regionali e alle aspettative del Programma Operativo. L unità CTE potrebbe fornire un supporto ai soggetti interessati a partecipare principalmente sui seguenti aspetti 5 : A. Definizione generale del progetto 6 L unità CTE assicura che il progetto rispetti la coerenza con la Programmazione MED e con le strategie regionali. Il dipartimento potrebbe dare suggerimenti sulla realizzabilità degli interventi nei tempi indicati, la percorribilità del sistema di gestione proposto. B. Supporto al partenariato internazionale L Unità CTE facilita, attraverso la gestione dei contatti con le amministrazioni straniere partecipati al Programma, la costruzione dei partenariati con le realtà dell area di cooperazione MED. 1) Fase di ascolto Schema organizzativo dei tavoli tecnici Incontro aperto a tutti gli attori del territorio scelti attraverso la manifestazione d interesse. La finalità di quest incontro è quella di permettere agli attori territoriali di conoscersi, di illustrare i propri ambiti di lavoro e le tematiche d interesse. 2) Confronto sulla progettazione La seconda fase è l avvio dei tavoli tematici in cui vengono costituiti i tavoli tecnici e ripartiti per macro-aree di progettazione. Le funzioni dei tavoli tecnici sono quelle di: valutare i punti di forza e di debolezza rispetto al contesto regionale, verificare la possibilità di integrazione tra le varie proposte pervenute, definire le categorie di soggetti stranieri da poter coinvolgere, laddove la Regione partecipa a più programmi di cooperazione, individuare il Programma più adeguato per quella idea progettuale. Al tavolo di lavoro tematico partecipano i referenti delle proposte progettuali indicate, i funzionari regionali competenti per settori, rappresentanti di agenzie regionali e provinciali e altri soggetti che hanno dato la loro disponibilità a offrire il proprio contributo qualificato senza voler partecipare ai progetti. I tavoli tematici possono essere suddivisi nei seguenti ambiti tematici, coerenti con gli obiettivi della nuova programmazione : i)innovazione, ICT e mobilità, ii) Ambiente e energia, iii) Cultura e Turismo. 5 Per maggiori dettagli operativi sull attività dell unità CTE si veda il paragrafo Strumenti. 6 L inserimento di questa attività rispecchia un fabbisogno di supporto emerso dall indagine ai soggetti potenzialmente rilevanti. 9

11 Gli esiti dei tavoli tecnici condotti a livello regionale alimenteranno e accompagneranno l'attività del Comitato Nazionale. I partecipanti al Comitato nazionale filtreranno i risultati dei tavoli tecnici svolti nelle proprie regioni in modo da trovare potenziali partner nelle altre regioni italiane così da aumentare il vantaggio competitivo per l Italia Strumenti Unità CTE Come anticipato è opportuno che il coordinamento dei tavoli tecnici regionali sia svolto da una struttura precisamente individuata (Unità CTE) che possa svolgere la funzione di supporto alla progettazione ma anche un supporto all amministrazione e all organizzazione del procedimento. Tale attività di coordinamento è una vera e propria attività di service, che si occupa dell aspetto organizzativo assicurando un interfaccia agile con le altre strutture regionali. Le attività che svolgerà l'unità CTE includono: Piattaforma web coordinare il complesso dell'attività partenariale (Programmare gli incontri, seguire le attività partenariali regionali in modo che siano in linea con i tempi dei tavoli tecnici nazionali); assicurare adeguate informazioni ai partecipanti dei tavoli tecnici (anche attraverso un servizio di help-desk); definire le procedure di lavoro per i diversi tavoli; curare la verbalizzazione delle attività dei tavoli. La piattaforma web è lo strumento che durante tutte le fasi della Programmazione consente la diffusione continua delle informazioni aggiornate al sistema partenariale e la pubblicità delle attività del partenariato garantendo il rispetto del principio di trasparenza. Seminari I seminari, condotti in forma aperta e informale, serviranno a informare gli stakeholder sullo stato della Programmazione e a discutere, in forma partecipata, i contenuti. I seminari potranno avere diverse forme: Info-days: giornate d informazione sul Programma MED, eventualmente sostenuta dall Ufficio Europe Direct locale per offrire informazioni puntuali sul Programma e sui temi coperti. Forum: finalizzati a discutere tematiche specifiche legate allo sviluppo dei vari sistemi territoriali e saranno organizzati in modo da stimolare la riflessione dei partecipanti su una serie di temi e di azioni da coprire in ambito MED così da far emergere gli elementi che raccolgono maggior consenso. 10

12 Laboratori di progettazione Europea: i seminari includono una sessione in cui si presentano le caratteristiche del Programma MED e le modalità di partecipazione e una sessione in cui i soggetti partecipanti si esercitano nella definizione partecipata di un idea progettuale La gestione dei flussi informativi Come emerso dall analisi dei soggetti rilevanti per la nuova Programmazione (vedi capitolo 2) la disponibilità di informazioni aggiornate è fondamentale per stimolare la partecipazione e il buon funzionamento del partenariato. Inoltre è indispensabile che le informazioni siano facilmente fruibili e diffuse al partenariato in tempi utili. Le informazioni saranno diffuse soprattutto attraverso la piattaforma web e inviata ai referenti degli stakeholder individuati. Di seguito si elencano le informazioni indispensabili che l'amministrazione regionale e l Unità CTE partenariato rendono disponibili: Calendario delle attività Nel calendario, redatto dal Comitato Nazionale si specificano i tempi della Programmazione, gli incontri della Task-force, dei Comitati Nazionali e dei tavoli tecnici (nazionali e regionali). Agenda del partenariato L'agenda è redatta dall Unità CTE e definisce tempi e contenuti delle attività partenariali in base all Agenda del Programma (pubblicazione delle call e alle attività del Comitato Nazionale). Verbali attività partenariali Tutte gli esiti delle attività partenariali saranno pubbliche e prima della pubblicazione, sono condivise con i partecipanti (piattaforma web e mailing list). 11

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