La Governance partenariale

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "La Governance partenariale"

Transcript

1 La Governance partenariale

2 Sommario Introduzione Modello di governance del partenariato per il Programma di cooperazione MED Introduzione Codice europeo di condotta sul partenariato: cosa dice rispetto ai programmi di cooperazione territoriale Obiettivi e principi del modello di governance Le caratteristiche e i contenuti del partenariato in ambito MED Modello di governance proposto Le regole del partenariato La composizione del partenariato L attivazione in fase di strategia Il partenariato in fase di attuazione Strumenti La gestione dei flussi informativi Introduzione I contenuti di questo documento si articolano sui risultati dell Analisi e ricerca sullo stato d attuazione del Programma di cooperazione Transnazionale MED e definizione di proposte e future prospettive per la Programmazione , soprattutto sui risultati dell analisi della partecipazione italiana. Il documento contiene la proposta di un modello di governance per la Programmazione MED

3 1. Modello di governance del partenariato per il Programma di cooperazione MED Introduzione Il presente capitolo contiene una proposta del modello di governance partenariale da utilizzare nell ambito del Programma di cooperazione transnazionale MED Il documento è uno schema redatto dallo staff di ISMERI EUROPA sulla base dei documenti di Programmazione MED esistenti e sulle proprie conoscenze dei sistemi partenariali. Il modello vuole fornire una serie di indicazioni che possono essere adeguate sulle esigenze del Comitato Nazionale e delle Regioni. Gli strumenti e le attività proposte tentano di sviluppare maggiore uniformità di approccio tra le Regioni partecipanti al Programma. Il documento è articolato secondo i temi seguenti: i contenuti del Codice europeo di condotta sul partenariato, obiettivi e principi del modello di governance, le caratteristiche e i contenuti del partenariato in ambito MED, il modello di governance proposto, la gestione dei flussi informativi. Dove rilevante sono stati inseriti dei box contenenti gli elementi principali delle pratiche utilizzate in alcune regioni italiane 1 che potrebbero essere d ispirazione nell organizzazione del processo partenariale Codice europeo di condotta sul partenariato: cosa dice rispetto ai programmi di cooperazione territoriale Il Codice europeo di condotta sul partenariato è un atto delegato della Commissione europea che ha come finalità quella di sostenere gli Stati membri nell'organizzazione del partenariato. Ciò avviene tenendo conto delle competenze nazionali e regionali così da ridurre i deficit di coordinamento nell'elaborazione e attuazione delle politiche pubbliche ed evitare la frammentazione amministrativa e degli interventi pubblici. L articolo 4 del codice stabilisce che per ogni Programma gli Stati Membri sono chiamati ad identificare i partner pertinenti tra Autorità regionali, locali, cittadine e altre autorità pubbliche, le parti economiche e sociali, organismi rappresentativi della società civile come partner ambientali, ong etc. Per i programmi di cooperazione territoriale europea gli Stati membri possono coinvolgere anche i gruppi di cooperazione territoriale che operano all interno del Programma specifico, le autorità o gli organismi coinvolti nello sviluppo di una strategia macro-regionale o per i bacini marittimi nella zona interessata. Il coinvolgimento dei partner deve avvenire nella fase di preparazione dei programmi e di attuazione degli stessi: nella preparazione dei bandi, nella preparazione delle relazioni sullo stato 1 Tali informazioni sono state raccolte attraverso un analisi desk e sulla base delle informazioni fornite dai referenti regionali partecipanti al Comitato Nazionale. 2

4 di avanzamento e monitoraggio, nella sorveglianza dei programmi, nella valutazione dei programmi. L articolo 9 stabilisce che nei PO siano fornite informazioni sulle azioni adottate per coinvolgere i partner pertinenti e le azioni previste per garantire la partecipazione dei partner all attuazione dei programmi. Per quanto riguarda i Comitati di Sorveglianza dei programmi di cooperazione territoriale europea, i partner possono essere rappresentati da organizzazioni ombrello a livello transnazionale 2. Tuttavia il codice precisa che gli Stati Membri possono coinvolgere i partner nella preparazione del comitato di sorveglianza, soprattutto attraverso la loro partecipazione ai comitati di coordinamento stabiliti a livello nazionale (art.10). Infine, un tema coperto dal codice è quello di rafforzare la capacità istituzionale dei partner pertinenti al fine di partecipanti efficacemente alla preparazione, attuazione, sorveglianza e valutazione dei programmi. Per la cooperazione territoriale europea il sostegno (anche attraverso l assistenza tecnica) ai partner può coprire il potenziamento delle capacità istituzionali finalizzate alla partecipazione ad attività di cooperazione internazionale Obiettivi e principi del modello di governance Il modello proposto si inserisce all interno di questo contesto e vuole essere uno strumento di supporto per le Regioni responsabili del programma MED affinché possano gestire le relazioni partenariali secondo i principi del Codice. In particolare la presente proposta ha l obiettivo di rafforzare il peso della consultazione e del coinvolgimento degli stakeholder così da renderla più incisiva nei contenuti e nell organizzazione. Per le amministrazioni coinvolte nel Programma di cooperazione MED, le finalità della mobilitazione efficiente del partenariato, sono: arricchire la base informativa a disposizione delle amministrazioni e di tutte le organizzazioni del territorio; acquisire il consenso degli interessi organizzati sull impostazione della Programmazione; migliorare la qualità degli interventi; migliorare l integrazione e la sinergia con altri strumenti e altri fondi collegati ai temi coperti nell ambito del Programma MED; evitare, o almeno ridurre, il rischio di duplicazione di idee progettuali e azioni simili; sviluppare reti di collaborazione tra diversi attori (dentro e fuori l ambito del Programma MED). 2 Le organizzazioni ombrello a livello transnazionale sono associazioni di organizzazioni nazionali che rappresentano interessi diffusi a livello sopranazionale. 3

5 Al fine di conciliare larga partecipazione ed efficacia il modello è fondato sui seguenti principi: Inclusione Trasparenza Integrazione Informazione Effettività Il coinvolgimento delle associazioni e delle rappresentanze di interessi diffusi deve assicurare la rappresentatività delle istanze territoriali in modo che sia valorizzato il loro capitale di conoscenze. Le procedure e le informazioni devono avere adeguata pubblicità. Dimensione cruciale della trasparenza è quella di informare il partenariato sulle scelte strategiche adottate. Il coinvolgimento deve includere i livelli politici e amministrativi rilevanti, nella fase di Programmazione, di attuazione, di controllo e di valutazione. E necessaria l integrazione tra il partenariato regionale e le attività delle strutture nazionali e comunitarie del Programma. Il coinvolgimento deve fondarsi su un flusso di informazioni costante da parte delle amministrazioni al sistema partenariale così da consentire un contributo tempestivo ed informato alle scelte dell amministrazione. Il flusso di informazioni deve essere circolare, ossia i contributi degli stakeholder devono essere tempestivi e tecnicamente rilevanti. Il valore guida delle attività partenariali è quello dell effettività della rappresentanza. Il partenariato è chiamato a confrontarsi su problemi concreti e operare nei tempi utili. Per far ciò deve essere in condizione di affrontare le questioni tecniche Le caratteristiche e i contenuti del partenariato in ambito MED Il partenariato nell ambito del Programma di cooperazione si inserisce in un quadro vasto di relazioni partenariali sviluppate su altri ambiti di policy. La conformazione del Programma di cooperazione MED richiede che il partenariato sia integrato, in termini di contenuto e di tempi, alle attività dei soggetti coinvolti ai diversi livelli (Autorità di Gestione Unica, Comitato di sorveglianza, Comitato Nazionale, Regioni). Il modello di governance proposto può essere attivato dalle amministrazioni in diverse fasi: definizione dei contributi italiani alla costruzione del PO MED; definizione dei criteri di selezione dei soggetti beneficiari dei bandi; preparazione delle proposte progettuali (per diminuire il rischio di duplicazione e assicurare la rilevanza con i le strategie regionali, nazionale e altri fondi); verifica dell avanzamento del Programma; valutazione del Programma. 4

6 1.5. Modello di governance proposto Le regole del partenariato E utile che lo schema normativo che regola il partenariato, l identificazione dei componenti del partenariato e le modalità di coinvolgimento sia il frutto di ampie consultazioni. Tuttavia, i soggetti di coordinamento restano le amministrazioni regionali, e il Comitato Nazionale, a livello nazionale. Per condividere le finalità e facilitare la chiarezza sulle finalità e sulle regole, l amministrazione che svolge il ruolo di coordinamento, definisce un documento 3 che include il metodo di identificazione dei soggetti rilevanti, i contenuti, le modalità di funzionamento e di informazione. Tale documento ha valenza sia esterna, nel senso che garantisce la piena trasparenza del processo partenariale verso il sistema degli stakeholder, sia interna, nel senso che le regole del partenariato possono essere incluse in un documento riguardante l intero processo di preparazione e presentazione dei progetti che indica le fasi che l amministrazione deve effettuare per una corretta gestione del Programma di cooperazione territoriale. Laddove la Regione partecipa a più di un Programma di cooperazione transnazionale o transfrontaliera, il documento può contenere le regole del partenariato applicabile a tutti i Programmi di cooperazione. Box Esempi dalle Regioni La Regione Basilicata ha redatto un manuale delle procedure interne per la partecipazione della Regione Basilicata ai bandi CTE, approvato dal Gruppo interdipartimentale CTE e istituito con Determina del DG del Dipartimento Presidenza Giunta. Tale documento include: - Modalità di individuazione dei soggetti da coinvolgere sul territorio (Enti locali, Agenzie, Università, Centri di ricerca, ecc); - Procedure di concertazione (tavoli di lavoro tematici, identificazione dei soggetti da coinvolgere sul territorio, coordinamento della partecipazione dei soggetti esterni alla Regione); - Modalità di diffusione delle informazioni sui bandi pubblicata; - Modalità di selezione dei progetti da candidare ai bandi CTE da parte delle strutture interne alla Regione; - Monitoraggio dei progetti approvati. La Regione Puglia ha sviluppato la nota metodologica Cantieri di Progettazione che delinea il percorso e gli strumenti utilizzati dalla Regione Puglia per l identificazione delle progettualità di carattere strategico del sistema Puglia nell ambito dei Programmi CTE 2007/2013. Tale percorso ha preso avvio nel 2007 con due Forum sulla Cooperazione Territoriale e con la relativa attivazione dei Cantieri di Progettazione concepiti come tavoli tematici arricchiti dalla partecipazione degli stakeholder e destinati a rafforzare la cooperazione tra i territori dello spazio europeo e quelli dell area balcanica e mediterranea. Il principio guida di tutte le attività partenariali è quello del consenso: sarà utile prevedere la partecipazione basata sul principio del consenso, ossia ricercando posizioni possibilmente condivise da tutti i partecipanti: quanto più alto sarà il consenso sui singoli aspetti tanto più forte sarà la proposta in sede sia di Programmazione che di attuazione. 3 Il documento può avere la forma di un protocollo, di linee guida del partenariato o di documento metodologico. 5

7 La composizione del partenariato Responsabilità della rappresentanza Nell ambito del Programma di cooperazione MED l insieme degli stakeholder va oltre il partenariato economico e sociale e quello istituzionale ed include una serie di soggetti detentori di competenze specifiche e portatori di interessi diffusi. La definizione della rappresentanza è nelle mani delle amministrazioni: in Italia i soggetti chiamati ad assicurare trasparenza, rappresentatività ed effettività sono le amministrazioni regionali e la loro struttura di coordinamento a livello nazionale, il Comitato nazionale. I soggetti del partenariato Il presupposto alla base della costruzione della struttura partenariale è che i componenti siano solo organizzazioni rappresentative d interesse. Tuttavia è possibile, in alcune fasi, il coinvolgimento di singoli portatori di interessi o enti di natura privatistica aventi finalità pubblica (es: un centro studi partecipato dall'università, un'agenzia dei trasporti ecc.). Il partenariato coinvolge le organizzazioni portatrici di interessi diffusi riconosciute a livello nazionale, quelle riconosciute regionalmente, le organizzazioni più rappresentative nei diversi settori. Il punto di partenza per la costituzione del partenariato è l utilizzo di un elenco di soggetti utilizzato per le attività partenariali su altri programmi. I soggetti istituzionali includono province e comuni. Tuttavia, sarebbe utile arricchire il partenariato con i contributi delle organizzazioni rappresentative di interessi localizzati (es: GAL, Unione dei Comuni). Altri soggetti da mobilitare sui diversi temi coperti dal progetto sono i centri di ricerca, le Università, le camere di commercio, le fondazioni, le associazioni, i consorzi di bonifica, i consorzi (es: per la biodiversità, per la pesca). Altri attori possono essere mobilitati rispetto ad una tematica specifica le società di interporto rispetto al tema della logistica, soggetti per la salvaguardia del patrimonio storico/culturale o istituti per la promozione del turismo rispetto al tema della cultura L attivazione in fase di strategia In fase di scrittura del PO è necessario che gli strumenti di mobilitazione del partenariato siano snelli e veloci. E opportuno adottare una struttura di partenariato non eccessivamente rigida in entrata ma flessibile, pronto ad aprirsi al contributo di soggetti che richiedono di partecipare. Tale flessibilità deve essere temperata da precise regole di funzionamento in modo da non intralciare l'effettività della rappresentanza. Nello specifico, durante la redazione del PO si attiva, a livello regionale, un percorso di mobilitazione degli stakeholder territoriali. Questo avviene principalmente attraverso l utilizzo di una piattaforma web contenente informazioni aggiornate su contenuti, opportunità, vincoli del 4 Per maggiori dettagli e per avere un idea dei soggetti da coinvolgere, si veda il rapporto sui soggetti rilevanti da coinvolgere nel nuovo ciclo di Programmazione. 6

8 Programma. Attraverso lo stesso mezzo si cerca di trasmettere agli stakeholder il senso della cooperazione, le aspettative dell amministrazione regionale rispetto alla partecipazione al Programma e le finalità del partenariato. L informazione diffusa attraverso la piattaforma web è integrata dall organizzazione di attività seminariali informali (es. info-days, laboratori di progettazione comunitaria, forum) sul territorio aperte non solo ai portatori di interessi diffusi ma anche individuali e sono finalizzati a raccogliere contributi in vista della partecipazione italiana alle riunioni della Task Force per la redazione del PO MED. Questo procedimento permette l identificazione dei soggetti interessati senza usare procedure eccessivamente formali (es: protocollo, accreditamento, richiesta formale di adesione al partenariato) ma, sulla base di un contributo qualificato, viene riconosciuto l interesse manifestato da un soggetto ad essere coinvolto nelle attività di partenariato. Utilizzando i canali informativi della Regione (piattaforma web, uffici regionali sul territorio, mailing-list, ecc.) si chiede ai soggetti interessati di presentare alla Regione in cui operano, generiche idee progettuali relative ai temi del Programma MED (o dei programmi di cooperazione in cui la Regione partecipa). Tale passaggio avviene attraverso la predisposizione di un template a cui i soggetti sono chiamati a rispondere. Tale documento servirà anche a catalogare l elenco dei soggetti interessati rispetto alla tipologia e all ambito d intervento del Programma. Box Esempi dalle Regioni La Regione Puglia ha predisposto un template per raccogliere le informazioni sulle idee progettuali in cui il soggetto interessato a partecipare alla Programmazione MED indica l area tematica d intervento, i potenziali Paesi/regione partner, la tipologia di soggetti che intende coinvolgere, una breve descrizione del progetto, gli obiettivi generali, i risultati attesi e una stima di budget Il partenariato in fase di attuazione Una volta che le scelte Programmatiche sono state adottate si passa alla fase attuativa del Programma, fase più delicata e complessa dal momento che concretizza le scelte fatte a livello strategico e investe le relazioni tra le strutture amministrative regionali deputate all attuazione del Programma e i partecipanti o potenziali partecipanti alla progettazione. Per essere pienamente in linea con le disposizioni del Codice di Condotta sul partenariato, la fase di attuazione non si esaurisce alla progettazione ma diventa efficace anche nel controllo sui processi di attuazione e del monitoraggio dell impatto dei progetti sul territorio. Tavoli tecnici regionali Come anticipato in precedenza, una volta individuato l ambito d interesse dei soggetti che hanno presentato contributi qualificati vengono definiti dei tavoli tecnici che coprano tutti gli assi del Programma. Per evitare moltiplicazioni di tavoli privi di una reale connessione con le tematiche coperte dal Programma MED e con le esigenze della Programmazione, i tavoli tecnici sono convocati sulla base delle esigenze, anche temporanee, della Programmazione e sono finalizzati ad approfondire aspetti di carattere settoriale. Ai tavoli partecipa un rappresentante per ciascuna organizzazione e, quando ritenuto necessario, ai tavoli tecnici possono essere invitati alcuni esperti/tecnici in modo da offrire contributi utili 7

9 all approfondimento degli argomenti di discussione. La durata e i contenuti dei lavori dei tavoli tecnici saranno stabiliti dall Amministrazione Regionale in funzione delle esigenze di approfondimento e delle scadenze della Programmazione. I partecipanti ai tavoli si impegnano a raccogliere, possibilmente in modo consensuale, pareri e a formulare indirizzi sui fabbisogni territoriali e settoriali. In seguito alla pubblicazioni delle call, si richiede ai soggetti che intendono rispondere alla call di presentare, su base volontaria, le idee progettuali alla Regione di appartenenza. Questo passaggio permetterebbe all'amministrazione regionale di rilevare eventuali duplicazioni di idee progettuali così da renderne consapevoli i soggetti interessati e da favorire un possibile incontro delle volontà; l'unico interesse della Regione resta quello di aumentare la partecipazione regionale al Programma. In fase di verifica dell attuazione il partenariato, attraverso i tavoli tecnici, esaminerà le criticità della Programmazione in corso cercando di individuare proposte e possibili soluzioni agli ostacoli che non permettono l efficace attuazione dei progetti. In fase di valutazione, la Regione dovrà garantire che l apporto del partenariato sia il più possibile autonomo rispetto alle valutazioni svolte dall Amministrazione. La valutazione del partenariato sarà infatti svolta attraverso un autonoma attività di rilevazione a analisi di indicatori economici e sociali di rilievo territoriale. Il risultato della valutazione sarà confrontato, nell ambito dei tavoli tecnici, con gli esiti di eventuali valutazioni svolte a livello regionale, quelle svolte a livello di Programma e eventuali valutazioni svolte a livello nazionale. Per un efficiente funzionamento dei tavoli tecnici, in base all agenda della Programmazione i partecipanti producono proposte in forma scritta, possibilmente da diffondere prima degli incontri. La regione è responsabile della verbalizzazione dei punti di discussione e gli elementi delle idee progetto ritenuti più rilevanti dalla maggior parte dei partecipanti consenso. Per assicurare la trasparenza del metodo partenariale gli esiti degli incontri dei tavoli dovranno essere diffusi (piattaforma web e invio alla mailing-list). Box Esempi dalle Regioni La Regione Marche, con decisione della Giunta regionale ha stabilito, ad inizio Programmazione, che le proposte progettuali e l adesione a progetti relativi ai programmi di Cooperazione territoriale europea, - proposti dalle strutture della Regione Marche o dagli Enti strumentali, ove l Ente verrà impegnato in qualità di capofila o in qualità di partner con altre Regioni e/o Stati avrebbero dovuto essere preventivamente trasmesse alla struttura referente per la Cooperazione Territoriale Europea per l esame dei requisiti di coerenza con gli indirizzi Programmatici dei Programmi Operativi, con le strategie di Programmazione nazionale e regionale al fine di ottenere un parere di coerenza. Struttura di supporto al partenariato nei programmi di cooperazione Per la gestione delle attività di partenariato a livello regionale sui programmi di cooperazione può essere individuata una struttura o parte di un dipartimento all interno dell Amministrazione regionale (che chiamiamo CTE) che offre il proprio supporto tecnico alle strutture regionali e agli altri enti del territorio per verificare la coerenza delle proposte con la Programmazione MED e con 8

10 le strategie regionali. Laddove la proposta progettuale non corrisponde pienamente alla Programmazione MED e/o alle strategie regionali può proporre delle modifiche per rendere la proposta conforme alle priorità regionali e alle aspettative del Programma Operativo. L unità CTE potrebbe fornire un supporto ai soggetti interessati a partecipare principalmente sui seguenti aspetti 5 : A. Definizione generale del progetto 6 L unità CTE assicura che il progetto rispetti la coerenza con la Programmazione MED e con le strategie regionali. Il dipartimento potrebbe dare suggerimenti sulla realizzabilità degli interventi nei tempi indicati, la percorribilità del sistema di gestione proposto. B. Supporto al partenariato internazionale L Unità CTE facilita, attraverso la gestione dei contatti con le amministrazioni straniere partecipati al Programma, la costruzione dei partenariati con le realtà dell area di cooperazione MED. 1) Fase di ascolto Schema organizzativo dei tavoli tecnici Incontro aperto a tutti gli attori del territorio scelti attraverso la manifestazione d interesse. La finalità di quest incontro è quella di permettere agli attori territoriali di conoscersi, di illustrare i propri ambiti di lavoro e le tematiche d interesse. 2) Confronto sulla progettazione La seconda fase è l avvio dei tavoli tematici in cui vengono costituiti i tavoli tecnici e ripartiti per macro-aree di progettazione. Le funzioni dei tavoli tecnici sono quelle di: valutare i punti di forza e di debolezza rispetto al contesto regionale, verificare la possibilità di integrazione tra le varie proposte pervenute, definire le categorie di soggetti stranieri da poter coinvolgere, laddove la Regione partecipa a più programmi di cooperazione, individuare il Programma più adeguato per quella idea progettuale. Al tavolo di lavoro tematico partecipano i referenti delle proposte progettuali indicate, i funzionari regionali competenti per settori, rappresentanti di agenzie regionali e provinciali e altri soggetti che hanno dato la loro disponibilità a offrire il proprio contributo qualificato senza voler partecipare ai progetti. I tavoli tematici possono essere suddivisi nei seguenti ambiti tematici, coerenti con gli obiettivi della nuova programmazione : i)innovazione, ICT e mobilità, ii) Ambiente e energia, iii) Cultura e Turismo. 5 Per maggiori dettagli operativi sull attività dell unità CTE si veda il paragrafo Strumenti. 6 L inserimento di questa attività rispecchia un fabbisogno di supporto emerso dall indagine ai soggetti potenzialmente rilevanti. 9

11 Gli esiti dei tavoli tecnici condotti a livello regionale alimenteranno e accompagneranno l'attività del Comitato Nazionale. I partecipanti al Comitato nazionale filtreranno i risultati dei tavoli tecnici svolti nelle proprie regioni in modo da trovare potenziali partner nelle altre regioni italiane così da aumentare il vantaggio competitivo per l Italia Strumenti Unità CTE Come anticipato è opportuno che il coordinamento dei tavoli tecnici regionali sia svolto da una struttura precisamente individuata (Unità CTE) che possa svolgere la funzione di supporto alla progettazione ma anche un supporto all amministrazione e all organizzazione del procedimento. Tale attività di coordinamento è una vera e propria attività di service, che si occupa dell aspetto organizzativo assicurando un interfaccia agile con le altre strutture regionali. Le attività che svolgerà l'unità CTE includono: Piattaforma web coordinare il complesso dell'attività partenariale (Programmare gli incontri, seguire le attività partenariali regionali in modo che siano in linea con i tempi dei tavoli tecnici nazionali); assicurare adeguate informazioni ai partecipanti dei tavoli tecnici (anche attraverso un servizio di help-desk); definire le procedure di lavoro per i diversi tavoli; curare la verbalizzazione delle attività dei tavoli. La piattaforma web è lo strumento che durante tutte le fasi della Programmazione consente la diffusione continua delle informazioni aggiornate al sistema partenariale e la pubblicità delle attività del partenariato garantendo il rispetto del principio di trasparenza. Seminari I seminari, condotti in forma aperta e informale, serviranno a informare gli stakeholder sullo stato della Programmazione e a discutere, in forma partecipata, i contenuti. I seminari potranno avere diverse forme: Info-days: giornate d informazione sul Programma MED, eventualmente sostenuta dall Ufficio Europe Direct locale per offrire informazioni puntuali sul Programma e sui temi coperti. Forum: finalizzati a discutere tematiche specifiche legate allo sviluppo dei vari sistemi territoriali e saranno organizzati in modo da stimolare la riflessione dei partecipanti su una serie di temi e di azioni da coprire in ambito MED così da far emergere gli elementi che raccolgono maggior consenso. 10

12 Laboratori di progettazione Europea: i seminari includono una sessione in cui si presentano le caratteristiche del Programma MED e le modalità di partecipazione e una sessione in cui i soggetti partecipanti si esercitano nella definizione partecipata di un idea progettuale La gestione dei flussi informativi Come emerso dall analisi dei soggetti rilevanti per la nuova Programmazione (vedi capitolo 2) la disponibilità di informazioni aggiornate è fondamentale per stimolare la partecipazione e il buon funzionamento del partenariato. Inoltre è indispensabile che le informazioni siano facilmente fruibili e diffuse al partenariato in tempi utili. Le informazioni saranno diffuse soprattutto attraverso la piattaforma web e inviata ai referenti degli stakeholder individuati. Di seguito si elencano le informazioni indispensabili che l'amministrazione regionale e l Unità CTE partenariato rendono disponibili: Calendario delle attività Nel calendario, redatto dal Comitato Nazionale si specificano i tempi della Programmazione, gli incontri della Task-force, dei Comitati Nazionali e dei tavoli tecnici (nazionali e regionali). Agenda del partenariato L'agenda è redatta dall Unità CTE e definisce tempi e contenuti delle attività partenariali in base all Agenda del Programma (pubblicazione delle call e alle attività del Comitato Nazionale). Verbali attività partenariali Tutte gli esiti delle attività partenariali saranno pubbliche e prima della pubblicazione, sono condivise con i partecipanti (piattaforma web e mailing list). 11

UNIONE EUROPEA REGIONE CALABRIA REPUBBLICA ITALIANA REGIONE CALABRIA DIPARTIMENTO PROGRAMMAZIONE NAZIONALE E COMUNITARIA

UNIONE EUROPEA REGIONE CALABRIA REPUBBLICA ITALIANA REGIONE CALABRIA DIPARTIMENTO PROGRAMMAZIONE NAZIONALE E COMUNITARIA UNIONE EUROPEA REGIONE CALABRIA REPUBBLICA ITALIANA REGIONE CALABRIA DIPARTIMENTO PROGRAMMAZIONE NAZIONALE E COMUNITARIA PROGRAMMAZIONE REGIONALE UNITARIA 2007 2013 PROGRAMMAZIONE TERRITORIALE E PROGETTAZIONE

Dettagli

REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO

REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO 1 REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO Partenariato del Programma Operativo FESR Basilicata 2014-2020 (art. 5 Regolamento UE n. 1303/2/13; Regolamento Delegato (UE) n. 240/2014; D.G.R. n. 906 del 21 luglio 2014)

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA. tra

PROTOCOLLO D INTESA. tra PROTOCOLLO D INTESA tra L AUTORITÀ DI GESTIONE DEL PROGRAMMA OPERATIVO INTERREGIONALE ATTRATTORI CULTURALI, NATURALI E TURISMO (POIN) e LE PARTI ECONOMICHE E SOCIALI ED IL PARTENARIATO ISTITUZIONALE 1

Dettagli

I soggetti della Programmazione MED 2014-2020

I soggetti della Programmazione MED 2014-2020 I soggetti della Programmazione MED 2014-2020 Sommario Introduzione... 1 1. I soggetti della nuova Programmazione MED... 2 1.1. Obiettivi e metodologia... 2 1.2. Indicazioni emerse dall analisi precedente

Dettagli

(Atti non legislativi) REGOLAMENTI

(Atti non legislativi) REGOLAMENTI 14.3.2014 Gazzetta ufficiale dell Unione europea L 74/1 II (Atti non legislativi) REGOLAMENTI REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. 240/2014 DELLA COMMISSIONE del 7 gennaio 2014 recante un codice europeo di condotta

Dettagli

ALLEGATO 1 SCHEMA DI PROTOCOLLO DI INTESA PER LA COSTITUZIONE DEL PARTENARIATO TER- PREMESSO:

ALLEGATO 1 SCHEMA DI PROTOCOLLO DI INTESA PER LA COSTITUZIONE DEL PARTENARIATO TER- PREMESSO: ALLEGATO 1 SCHEMA DI PROTOCOLLO DI INTESA PER LA COSTITUZIONE DEL PARTENARIATO TER- RITORIALE DEL SISTEMA AMBIENTALE E CULTURALE DI [INSERIRE DENOMINAZIONE SAC] PREMESSO: che il Programma Operativo (PO)

Dettagli

IL PIANO DI VALUTAZIONE DEL POR FESR MARCHE 2014-2020. (Giugno 2015)

IL PIANO DI VALUTAZIONE DEL POR FESR MARCHE 2014-2020. (Giugno 2015) IL PIANO DI VALUTAZIONE DEL POR FESR MARCHE 2014-2020 (Giugno 2015) Premessa Il nuovo ciclo di programmazione dei Fondi strutturali per il periodo 2014-2020 rappresenta un importante occasione per le Amministrazioni

Dettagli

PROVINCIA DI BERGAMO Assessorato all Ambiente e alla Tutela risorse naturali Settore Ambiente

PROVINCIA DI BERGAMO Assessorato all Ambiente e alla Tutela risorse naturali Settore Ambiente PROVINCIA DI BERGAMO Assessorato all Ambiente e alla Tutela risorse naturali Settore Ambiente BANDO PER IL SOSTEGNO DI PROGETTI PER LA SOSTENIBILITA AMBIENTALE 1. Oggetto e finalità L Assessorato all Ambiente

Dettagli

REGOLAMENTO INTERNO DEL COMITATO DI SORVEGLIANZA UNICO DEI PROGRAMMI OPERATIVI REGIONALI (POR) FESR E FSE PROGRAMMAZIONE 2014/2020

REGOLAMENTO INTERNO DEL COMITATO DI SORVEGLIANZA UNICO DEI PROGRAMMI OPERATIVI REGIONALI (POR) FESR E FSE PROGRAMMAZIONE 2014/2020 REGOLAMENTO INTERNO DEL COMITATO DI SORVEGLIANZA UNICO DEI PROGRAMMI OPERATIVI REGIONALI (POR) FESR E FSE PROGRAMMAZIONE 2014/2020 1 Il Comitato di Sorveglianza dei Programmi Operativi Regionali (POR)

Dettagli

Schema di Progetto di Piano per la valutazione e la gestione del rischio di alluvioni

Schema di Progetto di Piano per la valutazione e la gestione del rischio di alluvioni Schema di Progetto di Piano per la valutazione e la gestione del rischio di alluvioni Art. 7 della Direttiva 2007/60/CE e del D.lgs. n. 49 del 23.02.2010 Allegato 6 Sintesi delle misure/azioni adottate

Dettagli

LINEE GUIDA PER L APPLICAZIONE DELL ACCORDO 23.06.2010: MODALITA DI UTILIZZO DELLE RISORSE ASSEGNATE PER LA PROGETTAZIONE SOCIALE

LINEE GUIDA PER L APPLICAZIONE DELL ACCORDO 23.06.2010: MODALITA DI UTILIZZO DELLE RISORSE ASSEGNATE PER LA PROGETTAZIONE SOCIALE LINEE GUIDA PER L APPLICAZIONE DELL ACCORDO 23.06.2010: MODALITA DI UTILIZZO DELLE RISORSE ASSEGNATE PER LA PROGETTAZIONE SOCIALE Le linee guida di seguito illustrate rappresentano un primo risultato dell

Dettagli

Task force locale presso la Regione Siciliana

Task force locale presso la Regione Siciliana Task force locale presso la Regione Siciliana DOCUMENTO PRELIMINARE ALLA DEFINIZIONE DEL REGOLAMENTO AFFERENTE LA RETE REGIONALE DEI /DELLE REFERENTI INTERDIPARTIMENTALI DI PARI OPPORTUNITA Bozza di lavoro

Dettagli

QUESTIONARIO SULLA PARTECIPAZIONE DEL TAVOLO DI PARTENARIATO DEL VENETO IN MATERIA DI COOPERAZIONE TERRITORIALE EUROPEA (CTE)

QUESTIONARIO SULLA PARTECIPAZIONE DEL TAVOLO DI PARTENARIATO DEL VENETO IN MATERIA DI COOPERAZIONE TERRITORIALE EUROPEA (CTE) Dipartimento Politiche e Cooperazione Internazionali Sezione Cooperazione Transfrontaliera e Territoriale Europea QUESTIONARIO SULLA PARTECIPAZIONE DEL TAVOLO DI PARTENARIATO DEL VENETO IN MATERIA DI COOPERAZIONE

Dettagli

Bando Volontariato 2015. Reti Nazionali

Bando Volontariato 2015. Reti Nazionali Bando Volontariato 2015 Reti Nazionali SEZIONE 1. CARATTERISTICHE GENERALI DELL INIZIATIVA 1.1 Obiettivi Nell ambito delle numerose iniziative di sostegno al volontariato della Fondazione, il presente

Dettagli

CITTA DI BIELLA AGENDA 21 LOCALE REGOLAMENTO DEL FORUM PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE

CITTA DI BIELLA AGENDA 21 LOCALE REGOLAMENTO DEL FORUM PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE CITTA DI BIELLA AGENDA 21 LOCALE REGOLAMENTO DEL FORUM PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE 1. Disposizioni generali Il Forum Agenda 21 di Biella è promosso dal Comune di Biella nell ambito della valorizzazione

Dettagli

Unione Europea. il FUTURO nella RETE. Rete Rurale Nazionale 2007.2013 - ITALIA. Rete di reti nel Network Europeo per lo Sviluppo Rurale

Unione Europea. il FUTURO nella RETE. Rete Rurale Nazionale 2007.2013 - ITALIA. Rete di reti nel Network Europeo per lo Sviluppo Rurale Unione Europea Rete Rurale Nazionale 2007.2013 - ITALIA Rete di reti nel Network Europeo per lo Sviluppo Rurale Indice Pag. 3 La politica di sviluppo rurale 2007.2013 Pag. 4 Pag. 5 Pag. 6 Pag. 7 Pag. 8

Dettagli

A V V I S O. Idee progettuali e manifestazioni di interesse per il Piano Integrato di Sviluppo Urbano Sostenibile (PISUS) del Comune di SPILIMBERGO

A V V I S O. Idee progettuali e manifestazioni di interesse per il Piano Integrato di Sviluppo Urbano Sostenibile (PISUS) del Comune di SPILIMBERGO A V V I S O Idee progettuali e manifestazioni di interesse per il Piano Integrato di Sviluppo Urbano Sostenibile (PISUS) del Comune di SPILIMBERGO Invito a contribuire alla formulazione del PISUS del Comune

Dettagli

Comenius Regio perché? Le opportunità di un partenariato europeo legato al territorio per il miglioramento delle politiche educative

Comenius Regio perché? Le opportunità di un partenariato europeo legato al territorio per il miglioramento delle politiche educative Comenius Regio perché? Le opportunità di un partenariato europeo legato al territorio per il miglioramento delle politiche educative Elena Bettini Seminario di informazione sulla gestione dei partenariati

Dettagli

EPULIA - Enjoy Puglia using Ubiquitous technology in Landscape Interactive Adventures

EPULIA - Enjoy Puglia using Ubiquitous technology in Landscape Interactive Adventures UNIONE EUROPEA FONDO EUROPEO DI SVILUPPO REGIONALE. MINISTERO SVILUPPO ECONOMICO REGIONE PUGLIA AREA POLITICHE PER LO SVILUPPO IL LAVORO E L INNOVAZIONE PO FESR PUGLIA 2007-2013 Asse I Linea di Intervento

Dettagli

MIDA Ghana/Senegal BANDO 2006

MIDA Ghana/Senegal BANDO 2006 MIDA Ghana/Senegal BANDO 2006 Co-finanziamento per progetti imprenditoriali di co-sviluppo 1 presentati da immigrati senegalesi e ghanesi regolarmente residenti in Italia Codice di riferimento: MIDA- 02-

Dettagli

Si riparte. Pronti Partenza Via!!

Si riparte. Pronti Partenza Via!! Si riparte Pronti Partenza Via!! II EDIZIONE UNA NUOVA VISIONE DI WELFARE COMUNITA E INNOVAZIONE Da istituzionalizzato e centralizzato a comunitario e territoriale Da previdenziale e assistenziale a promozionale

Dettagli

AGIRE Gemellaggio Il sistema di governance delle Pari Opportunità Sardegna - Basilicata

AGIRE Gemellaggio Il sistema di governance delle Pari Opportunità Sardegna - Basilicata REGIONE BASILICATA AGIRE Gemellaggio Il sistema di governance delle Pari Opportunità Sardegna - Basilicata Cagliari, 7-11 maggio 2007 Gianluca Cadeddu Regione Autonoma della Sardegna Presidenza del Consiglio

Dettagli

CSV.net Gruppo Europa Programma esecutivo 2008

CSV.net Gruppo Europa Programma esecutivo 2008 CSV.net Gruppo Europa Programma esecutivo 2008 OBIETTIVI STRATEGICI Nel corso del 2007 si è venuto precisando ed arricchendo il ruolo ed il potenziale del Gruppo Europa che ha superato la fase sperimentale

Dettagli

IL WORK-LIFE BALANCE E LE INIZIATIVE INNOVATIVE DI CONCILIAZIONE

IL WORK-LIFE BALANCE E LE INIZIATIVE INNOVATIVE DI CONCILIAZIONE IL WORK-LIFE BALANCE E LE INIZIATIVE INNOVATIVE DI CONCILIAZIONE Il progetto In Pratica Idee alla pari e alcuni esempi di pratiche realizzate e di esperienze regionali di successo IRS Istituto per la Ricerca

Dettagli

RIPARTIRE DALLA SOSTENIBILITA - per una nuova generazione dei Piani Territoriali di Coordinamento delle Province

RIPARTIRE DALLA SOSTENIBILITA - per una nuova generazione dei Piani Territoriali di Coordinamento delle Province Le tecniche operative solitamente applicate in questa fase sono l intervista diretta a testimoni privilegiati (telefonica e/o verbale), e la ricerca con l ausilio di internet. I testimoni privilegiati

Dettagli

Ministero dell Interno Dipartimento per le Libertà Civili e l Immigrazione

Ministero dell Interno Dipartimento per le Libertà Civili e l Immigrazione Linee guida alla compilazione del Modello on line C Unione Europea Ministero dell Interno Dipartimento per le Libertà Civili e l Immigrazione Fondo Europeo per i Rifugiati Fondo Europeo per i Rimpatri

Dettagli

1 - CODICE PROGETTO 2 - TIPOLOGIA DI INTERVENTO/AREA FUNZIONALE DEL PPL

1 - CODICE PROGETTO 2 - TIPOLOGIA DI INTERVENTO/AREA FUNZIONALE DEL PPL 1 - CODICE PROGETTO 4.1.1- IL POLO SCIENTIFICO E TECNOLOGICO SPECIALIZZAT O NEI SETTORI DELLE PRODUZIONI VITICOLE, ENOLOGICHE, DELLE GRAPPE E DELLE ACQUAVITI DI CONEGLIANO 2 - TIPOLOGIA DI INTERVENTO/AREA

Dettagli

Gaia: La Regione Intelligente

Gaia: La Regione Intelligente Gaia: La Regione Intelligente Le opzioni, il modello, il percorso Le opzioni Dobbiamo costruire una Regione aperta, fondata su ascolto, dialogo e trasparenza Bisogna porre al centro delle politiche i cittadini,

Dettagli

3. PROGRAMMA DI SOSTEGNO. 3.1 Dati Generali RETI VOLONTARIE CONSAPEVOLI. Ambito territoriale (comune/i, provincia/e, regione/i) Durata del programma

3. PROGRAMMA DI SOSTEGNO. 3.1 Dati Generali RETI VOLONTARIE CONSAPEVOLI. Ambito territoriale (comune/i, provincia/e, regione/i) Durata del programma 3. PROGRAMMA DI SOSTEGNO 3.1 Dati Generali Titolo Ambito territoriale (comune/i, provincia/e, regione/i) Durata del programma RETI VOLONTARIE CONSAPEVOLI Le 6 regioni meridionali (Sicilia,Calabria, Basilicata,

Dettagli

POR CALABRIA FESR 2007/2013 (CCI N 2007 IT 161 PO 008) Decisione della Commissione Europea C (2007) 6322 del 7 dicembre 2007

POR CALABRIA FESR 2007/2013 (CCI N 2007 IT 161 PO 008) Decisione della Commissione Europea C (2007) 6322 del 7 dicembre 2007 UNIONE EUROPEA REGIONE CALABRIA REPUBBLICA ITALIANA POR CALABRIA FESR 2007/2013 (CCI N 2007 IT 161 PO 008) Decisione della Commissione Europea C (2007) 6322 del 7 dicembre 2007 ASSE I Ricerca Scientifica,

Dettagli

2013-2014 CARTA DEI SERVIZI ANG

2013-2014 CARTA DEI SERVIZI ANG 2013-2014 CARTA DEI SERVIZI ANG AGENZIA NAZIONALE PER I GIOVANI 2013-2014 1 CARTA DEI SERVIZI La carta dei servizi costituisce una rappresentazione organica e trasparente dei servizi offerti dall Agenzia

Dettagli

IN ITINER@ BANDO DI VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO MONUMENTALE DEDICATO A VISITE ED ITINERARI

IN ITINER@ BANDO DI VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO MONUMENTALE DEDICATO A VISITE ED ITINERARI IN ITINER@ BANDO DI VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO MONUMENTALE DEDICATO A VISITE ED ITINERARI Criteri generali Obiettivi del bando Il bando intende promuovere la vocazione turistico-culturale dei Comuni

Dettagli

Programmazione FSE 2014-2020: definizione dei contenuti e confronto con il partenariato ed i territori. Rieti, 5 novembre 2013

Programmazione FSE 2014-2020: definizione dei contenuti e confronto con il partenariato ed i territori. Rieti, 5 novembre 2013 Programmazione FSE 2014-2020: definizione dei contenuti e confronto con il partenariato ed i territori Rieti, 5 novembre 2013 Presentazione degli incontri territoriali Finalità degli incontri Dare continuità

Dettagli

Piano Giovani di Zona 4 Vicariati. Tavolo del confronto e della proposta. Regolamento

Piano Giovani di Zona 4 Vicariati. Tavolo del confronto e della proposta. Regolamento Piano Giovani di Zona 4 Vicariati Tavolo del confronto e della proposta Regolamento Approvato dal Tavolo del confronto e della proposta del Piano giovani di zona 4 Vicariati in data 25 giugno 2012 Modificato

Dettagli

REGOLAMENTO DELLA CONFERENZA CITTADINA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE AUTONOME STATALI E PARITARIE DELL INFANZIA E DEL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE

REGOLAMENTO DELLA CONFERENZA CITTADINA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE AUTONOME STATALI E PARITARIE DELL INFANZIA E DEL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE REGOLAMENTO DELLA CONFERENZA CITTADINA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE AUTONOME STATALI E PARITARIE DELL INFANZIA E DEL PRIMO CICLO DI ISTRUZIONE TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI Articolo 1 Finalità 1.1 Il

Dettagli

PIANO DI COMUNICAZIONE DEL PROGETTO

PIANO DI COMUNICAZIONE DEL PROGETTO PIANO DI COMUNICAZIONE DEL PROGETTO 1 PIANO DI COMUNICAZIONE DEL PROGETTO SICOMAR Indice 1. Obiettivi del Piano di comunicazione... 4 2. Il Target della comunicazione... 6 3. La strategia di comunicazione...

Dettagli

La progettazione comunitaria come fattore di opportunità per lo sviluppo strategico

La progettazione comunitaria come fattore di opportunità per lo sviluppo strategico La progettazione comunitaria come fattore di opportunità per lo sviluppo strategico CONTESTO L importanza crescente della programmazione comunitaria nelle politiche di sviluppo locale, sia in termini di

Dettagli

I Regolamenti - Le Indicazioni Nazionali

I Regolamenti - Le Indicazioni Nazionali Ministero della Pubblica Istruzione Direzione Generale Regionale per la Sicilia Via Fattori, 60 90146 Palermo Prot. n. 184 out del 22.9.2008 Segr. Ispettiva USR Sicilia I Regolamenti - Le Indicazioni Nazionali

Dettagli

LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO

LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO + DIREZIONE GENERALE PER LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO Coordinamento Cooperazione Universitaria LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO Criteri di orientamento e linee prioritarie per la cooperazione allo sviluppo

Dettagli

CARTA D'INTESA versione finale 13 luglio 2009 aggiornamento su status di osservatore 18 gennaio 2010

CARTA D'INTESA versione finale 13 luglio 2009 aggiornamento su status di osservatore 18 gennaio 2010 CARTA D'INTESA versione finale 13 luglio 2009 aggiornamento su status di osservatore 18 gennaio 2010 Premessa Social Watch è una rete internazionale di organizzazioni della società civile con membri in

Dettagli

bando per progetti di inserimento lavorativo in campo sociale

bando per progetti di inserimento lavorativo in campo sociale bando per progetti di inserimento lavorativo in campo sociale programmati e realizzati con logiche di rete e di collaborazione tra più realtà per fronteggiare situazioni di disagio o esclusione sociale

Dettagli

GUIDA AL TIROCINIO INTRODUZIONE

GUIDA AL TIROCINIO INTRODUZIONE Corso di Studio in Servizio sociale e Sociologia Laurea in Servizio Sociale L39 GUIDA AL TIROCINIO INTRODUZIONE Profilo professionale di riferimento L assistente sociale è un professionista chiamato ad

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA TRA DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA E CONFINDUSTRIA

PROTOCOLLO D INTESA TRA DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA E CONFINDUSTRIA PROTOCOLLO D INTESA TRA DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA E CONFINDUSTRIA Premesso che il programma di Governo ha previsto una legislatura caratterizzata da profonde riforme istituzionali; che tale

Dettagli

PO FESR Sicilia 2007/2013 Piano di Comunicazione

PO FESR Sicilia 2007/2013 Piano di Comunicazione REPUBBLICA ITALIANA Unione Europea Regione Siciliana PRESIDENZA DIPARTIMENTO REGIONALE DELLA PROGRAMMAZIONE Area Coordinamento, Comunicazione, Assistenza tecnica UOB I - Servizi della Comunicazione PO

Dettagli

BANDO PER IL SOSTEGNO DEI PROGETTI SOCIALI PROPOSTI DALLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO

BANDO PER IL SOSTEGNO DEI PROGETTI SOCIALI PROPOSTI DALLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO Pagina 1 di 6 BANDO PER IL SOSTEGNO DEI PROGETTI SOCIALI PROPOSTI DALLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO Premessa Il Centro di Servizio al volontariato CESAVO emana il presente bando finalizzato al sostegno

Dettagli

6.2.4 REGOLAMENTO DELL ATTIVITA EROGATIVA SU BANDI 1

6.2.4 REGOLAMENTO DELL ATTIVITA EROGATIVA SU BANDI 1 6.2.4 REGOLAMENTO DELL ATTIVITA EROGATIVA SU BANDI 1 Articolo 1 Ambito di applicazione Il presente Regolamento disciplina, in attuazione di quanto previsto all articolo 13, lettera g), dello Statuto della

Dettagli

A cura di: AREA FORMAZIONE Istituzione G.F.Minguzzi Provincia di Bologna

A cura di: AREA FORMAZIONE Istituzione G.F.Minguzzi Provincia di Bologna A r e a F o r m a z i o n e U n a p r o p o s t a f o r m a t i v a p e r i l t e r z o s e t t o r e C o m e f a r e p r o g e t t a z i o n e A cura di: AREA FORMAZIONE Istituzione G.F.Minguzzi Provincia

Dettagli

IL NUOVO PROGRAMMA EUROPEO HORIZON 2020: OPPORTUNITÀ DI FINANZIAMENTO NEL SETTORE BIOTECNOLOGIE

IL NUOVO PROGRAMMA EUROPEO HORIZON 2020: OPPORTUNITÀ DI FINANZIAMENTO NEL SETTORE BIOTECNOLOGIE IL NUOVO PROGRAMMA EUROPEO HORIZON 2020: OPPORTUNITÀ DI FINANZIAMENTO NEL SETTORE BIOTECNOLOGIE I SERVIZI DI ACCOMPAGNAMENTO ALLE IMPRESE PER LA PARTECIPAZIONE AI BANDI Ludovico Monforte EURODESK Brussels

Dettagli

CASTIGLIONE E SCARLINO: SOLUZIONI IN AGENDA

CASTIGLIONE E SCARLINO: SOLUZIONI IN AGENDA Progetto CASTIGLIONE E SCARLINO: SOLUZIONI IN AGENDA Contesti e Cambiamenti snc di Tessa Ercoli, Carlotta Iarrapino, Concetta Musumeci Via Cironi 2, 50134 Firenze P.I. 05856210488 www.contestiecambiamenti.it

Dettagli

e.toscana Compliance visione d insieme

e.toscana Compliance visione d insieme Direzione Generale Organizzazione e Sistema Informativo Area di Coordinamento Ingegneria dei Sistemi Informativi e della Comunicazione I.T.S.A.E. e.toscana Compliance visione d insieme Gennaio 2007 Versione

Dettagli

Modello sperimentale di sistema di inclusione lavorativa dei minori inseriti nel circuito penale

Modello sperimentale di sistema di inclusione lavorativa dei minori inseriti nel circuito penale Modello sperimentale di sistema di inclusione lavorativa dei minori inseriti nel circuito penale 1 1 1. Premessa La seguente proposta di modello nasce dopo un attività di confronto tra i rappresentanti

Dettagli

Come viene valutato un progetto nell ambito del programma Europe-Aid

Come viene valutato un progetto nell ambito del programma Europe-Aid Come viene valutato un progetto nell ambito del programma Europe-Aid Principi generali e metodologia M. Flavia Di Noto - 9 dicembre 2010 Venezia Fasi di una proposta di progetto presentata a Europe-Aid

Dettagli

Programma Triennale per la Trasparenza e Integrità 2015-2018

Programma Triennale per la Trasparenza e Integrità 2015-2018 Programma Triennale per la Trasparenza e Integrità 2015-2018 IL CONSIGLIO D ISTITUTO VISTO IL D.L.vo 150/2009 VISTO L ART. 32 della L.69/2009 VISTA LA L. 190/2012 VISTO IL D.L.vo n.33/2013 VISTA la circolare

Dettagli

DIREZIONE GENERALE PER LA PROMOZIONE DEL SISTEMA PAESE Unità per la Cooperazione Scientifica e Tecnologica

DIREZIONE GENERALE PER LA PROMOZIONE DEL SISTEMA PAESE Unità per la Cooperazione Scientifica e Tecnologica DIREZIONE GENERALE PER LA PROMOZIONE DEL SISTEMA PAESE Unità per la Cooperazione Scientifica e Tecnologica d intesa con MINISTERO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA DIREZIONE GENERALE PER

Dettagli

Il Piano di comunicazione

Il Piano di comunicazione Il Piano di comunicazione 23 lezione 11 novembre 2011 Cosa è un piano di comunicazione Il piano di comunicazione è uno strumento utilizzato da un organizzazione per programmare le proprie azioni di comunicazione

Dettagli

DISPOSITIVO AZIONI DI SISTEMA - RAFFORZAMENTO DEL SISTEMA DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE E DELL'ISTRUZIONE FSE Mis. C1

DISPOSITIVO AZIONI DI SISTEMA - RAFFORZAMENTO DEL SISTEMA DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE E DELL'ISTRUZIONE FSE Mis. C1 INDICAZIONI PER LA PRESENTAZIONE DI PROGETTI COFINANZIABILI CON IL FONDO SOCIALE EUROPEO OBIETTIVO 3 ANNO 2002 DISPOSITIVO AZIONI DI SISTEMA - RAFFORZAMENTO DEL SISTEMA DELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE E

Dettagli

REGOLAMENTO DEL FORUM COMUNALE DEI GIOVANI (Approvato con delibera di Consiglio Comunale n. 88 del 28/9/04)

REGOLAMENTO DEL FORUM COMUNALE DEI GIOVANI (Approvato con delibera di Consiglio Comunale n. 88 del 28/9/04) REGOLAMENTO DEL FORUM COMUNALE DEI GIOVANI (Approvato con delibera di Consiglio Comunale n. 88 del 28/9/04) Art. 1 Istituzione il Consiglio Comunale di San Giorgio a Cremano, riconosciuto: l importanza

Dettagli

Women In Development UN MODELLO EUROPEO PER LO SVILUPPO LOCALE GENDER ORIENTED PIANO DI COMUNICAZIONE

Women In Development UN MODELLO EUROPEO PER LO SVILUPPO LOCALE GENDER ORIENTED PIANO DI COMUNICAZIONE Women In Development UN MODELLO EUROPEO PER LO SVILUPPO LOCALE GENDER ORIENTED PIANO DI COMUNICAZIONE Introduzione Il progetto W.In D. (Women In Development) si inserisce nelle attività previste e finanziate

Dettagli

CONSULTA PROVINCIALE DELLE ASSOCIAZIONI DI PROTEZIONE CIVILE

CONSULTA PROVINCIALE DELLE ASSOCIAZIONI DI PROTEZIONE CIVILE CONSULTA PROVINCIALE DELLE ASSOCIAZIONI DI PROTEZIONE CIVILE Art.1- Costituzione E istituito, ai sensi dell art. 3 lettera J dello Statuto della Provincia, un Comitato di Coordinamento denominato CONSULTA

Dettagli

D.G.R. N 319 del 24 aprile 2008

D.G.R. N 319 del 24 aprile 2008 D.G.R. N 319 del 24 aprile 2008 OGGETTO: POR FESR Lazio 2007-2013 Obiettivo Competitività regionale e Occupazione Attuazione dell Attività II.4 Valorizzazione delle strutture di fruizione delle aree protette.

Dettagli

PROGRAMMA OPERATIVO REGIONE CALABRIA

PROGRAMMA OPERATIVO REGIONE CALABRIA UNIONE EUROPEA REGIONE CALABRIA REPUBBLICA ITALIANA PROGRAMMA OPERATIVO REGIONE CALABRIA FESR 2007-2013 CCI N 2007 IT 161 PO 008 Stralcio di pari opportunità: L AUTORITA PER L UGUAGLIANZA ( ) ( ) 5.2.7

Dettagli

Programma Triennale per la Trasparenza e l Integrità

Programma Triennale per la Trasparenza e l Integrità Programma Triennale per la Trasparenza e l Integrità 2013-2015 INDICE 1. Introduzione: organizzazione e funzione dell Agenzia Regionale per la Tecnologica e l Innovazione - ARTI... 2 2. I dati... 4 2.1

Dettagli

A più voci contro la dispersione scolastica

A più voci contro la dispersione scolastica A più voci contro la dispersione scolastica 1. Contesto dell intervento Abbandoni, interruzioni formalizzate, frequenze irregolari, ripetenze, ritardi : hanno nomi diversi le disfunzioni che caratterizzano

Dettagli

MINISTERO DELL ISTRUZIONE DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA

MINISTERO DELL ISTRUZIONE DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA MINISTERO DELL ISTRUZIONE DELL UNIVERSITA E DELLA RICERCA DIPARTIMENTO PER L ISTRUZIONE DIREZIONE GENERALE PER GLI AFFARI INTERNAZIONALI DELL ISTRUZIONE SCOLASTICA UFFICIO V AUDIT DELLA QUALITÀ DEGLI INTERVENTI

Dettagli

MODALITA DI ATTUAZIONE DEI POLI FORMATIVI Annualità 2006/2007

MODALITA DI ATTUAZIONE DEI POLI FORMATIVI Annualità 2006/2007 ALLEGATO A MODALITA DI ATTUAZIONE DEI POLI FORMATIVI Annualità 2006/2007 a-premessa Le presenti modalità di attuazione riprendono le linee fondamentali espresse nell Avviso pubblico, omogenee per ogni

Dettagli

NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA

NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA NUOVO QUADRO PROGRAMMATICO STATO REGIONI E PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO PER L EDUCAZIONE ALL AMBIENTE E ALLA SOSTENIBILITA Premessa Nel marzo 2007 è stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni

Dettagli

AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI IMPERIA

AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI IMPERIA AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI IMPERIA Regolamento provinciale per la disciplina degli strumenti e delle metodologie per i controlli interni, ai sensi dell art. 3, comma 2, del d.l. 174/2012, convertito

Dettagli

PERCORSI DI INTERNAZIONALIZZAZIONE 2013-2014

PERCORSI DI INTERNAZIONALIZZAZIONE 2013-2014 PERCORSI DI INTERNAZIONALIZZAZIONE 2013-2014 Archivio Antico 21 Gennaio 2014 Erasmus+ (2014-2020): Azioni di supporto alla collaborazione internazionale (Key Action 2); progetti di sostegno alla riforma

Dettagli

l assicurazione di qualità della convalida dell apprendimento non formale e informale (LLP-LdV-TOI-11-IT-632)

l assicurazione di qualità della convalida dell apprendimento non formale e informale (LLP-LdV-TOI-11-IT-632) (LLP-LdV-TOI-11-IT-632) l assicurazione di qualità della convalida dell apprendimento non formale e informale Il presente progetto è finanziato con il sostegno della Commissione europea. L autore è il

Dettagli

Bandi 2015 ARTE E CULTURA. Buone prassi di conservazione del patrimonio. www.fondazionecariplo.it

Bandi 2015 ARTE E CULTURA. Buone prassi di conservazione del patrimonio. www.fondazionecariplo.it Bandi 2015 ARTE E CULTURA Buone prassi di conservazione del patrimonio BENESSERE GIOVANI COMUNITÀ www.fondazionecariplo.it BANDI 2015 1 Bando con scadenza 9 aprile 2015 Buone prassi di conservazione del

Dettagli

Approvazione del nuovo sistema di governo regionale per la Formazione Continua in Sanita' e costituzione relativi organismi.

Approvazione del nuovo sistema di governo regionale per la Formazione Continua in Sanita' e costituzione relativi organismi. REGIONE PIEMONTE BU28 14/07/2011 Deliberazione della Giunta Regionale 22 giugno 2011, n. 7-2208 Approvazione del nuovo sistema di governo regionale per la Formazione Continua in Sanita' e costituzione

Dettagli

Elementi di progettazione europea La valutazione dei progetti da parte della Commissione europea, la negoziazione e il contratto

Elementi di progettazione europea La valutazione dei progetti da parte della Commissione europea, la negoziazione e il contratto Elementi di progettazione europea La valutazione dei progetti da parte della Commissione europea, la negoziazione e il contratto Giuseppe Caruso Project Manager Progetto Europa - Europe Direct - Comune

Dettagli

Regolamento Comunale. per l Osservatorio Turistico di Destinazione. del Comune di Castiglione della Pescaia

Regolamento Comunale. per l Osservatorio Turistico di Destinazione. del Comune di Castiglione della Pescaia Regolamento Comunale per l Osservatorio Turistico di Destinazione del Comune di Castiglione della Pescaia CAPO I PRINCIPI ISPIRATORI... 3 Articolo 1 Principi Ispiratori e Definizioni... 3 CAPO II - ORGANIZZAZIONE

Dettagli

MESSINA 2020- VERSO IL PIANO STRATEGICO

MESSINA 2020- VERSO IL PIANO STRATEGICO MESSINA 2020- VERSO IL PIANO STRATEGICO COMMISSIONE 3: SERVIZI PER LO SVILUPPO LOCALE DEI TERRITORI Sintesi risultati incontro del 11 Marzo 2009 ASSISTENZA TECNICA A CURA DI: RAGGRUPPAMENTO TEMPORANEO

Dettagli

I beni culturali come volano della crescita economica e sociale. del territorio. 4. I beni culturali come volano della crescita economica e sociale

I beni culturali come volano della crescita economica e sociale. del territorio. 4. I beni culturali come volano della crescita economica e sociale I beni culturali Il problema I beni culturali un elemento di estremo rilievo per la crescita della cultura e della qualità della vita dei cittadini - possono favorire lo sviluppo di alcune iniziative economiche

Dettagli

22 maggio 2013 INEA (sala Cinema, via nomentana 41, Roma

22 maggio 2013 INEA (sala Cinema, via nomentana 41, Roma 22 maggio 2013 INEA (sala Cinema, via nomentana 41, Roma Il contributo di Leader nel migliorare la governance locale: quale ruolo e quali compiti per i GAL Slide a cura di: Raffaella Di Napoli Rete Rurale

Dettagli

Premessa... 3. Obiettivi del progetto... 3. Partecipanti... 4. Fasi del progetto... 4. Metodologia di lavoro e iter della partecipazione...

Premessa... 3. Obiettivi del progetto... 3. Partecipanti... 4. Fasi del progetto... 4. Metodologia di lavoro e iter della partecipazione... PROGETTO ESECUTIVO PER LA REALIZZAZIONE DI UN PROGETTO SPERIMENTALE VOLTO ALLA CREAZIONE E IMPLEMENTAZIONE DEL SISTEMA INFORMATIVO SULLA CURA E LAPROTEZIONE DEI BAMBINI E DELLA LORO FAMIGLIA PARTE DEL

Dettagli

Rilevazione dei fabbisogni delle Regioni. Presentazione delle attività di supporto

Rilevazione dei fabbisogni delle Regioni. Presentazione delle attività di supporto Rilevazione dei fabbisogni delle Regioni e Presentazione delle attività di supporto Roma, 3 luglio 2013 Francesco Molinari 1 Indice Risultati dell indagine realizzata nel mese di maggio 2013 Funzioni critiche

Dettagli

Strategie di Sviluppo Socio-economico Sostenibile

Strategie di Sviluppo Socio-economico Sostenibile Azioni a carattere innovativo finanziate nel quadro dell'art. 6 del regolamento relativo al Fondo Sociale Europeo, Linea di Bilancio B2-1630,"Strategie locali per l'occupazione e innovazione" Strategie

Dettagli

SCHEMA DI FUNZIONAMENTO DEL PROCESSO E DEGLI STRUMENTI DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE NEL COMUNE DI VEDUGGIO CON COLZANO

SCHEMA DI FUNZIONAMENTO DEL PROCESSO E DEGLI STRUMENTI DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE NEL COMUNE DI VEDUGGIO CON COLZANO Allegato SCHEMA DI FUNZIONAMENTO DEL PROCESSO E DEGLI STRUMENTI DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE NEL COMUNE DI VEDUGGIO CON COLZANO a) Ciclo della performance Il sistema di misurazione e

Dettagli

Roma, 17 Giugno 2014. Legacoop - Via G. A. Guattani, 9 - Salone Basevi

Roma, 17 Giugno 2014. Legacoop - Via G. A. Guattani, 9 - Salone Basevi FONDI COMUNITARI 2014-2020 I FONDI EUROPEI ED IL RUOLO DELLA COOPERAZIONE Roma, 17 Giugno 2014 Legacoop - Via G. A. Guattani, 9 - Salone Basevi Giorgio Gemelli Resp. Funzione Progetti interterritoriali

Dettagli

PER LA SCUOLA COMPETENZE E AMBIENTI PER L APPRENDIMENTO

PER LA SCUOLA COMPETENZE E AMBIENTI PER L APPRENDIMENTO PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE 2014-2020 PER LA SCUOLA COMPETENZE E AMBIENTI PER L APPRENDIMENTO LA STRATEGIA DI COMUNICAZIONE 2014-2020 LA STRATEGIA DI COMUNICAZIONE E GLI OBBLIGHI DI PUBBLICITÀ La Strategia

Dettagli

Regolamento del Network ICT Life Sciences (NILS)

Regolamento del Network ICT Life Sciences (NILS) Regolamento del Network ICT Life Sciences (NILS) Art. 1 Costituzione del Network Viene costituito, su iniziativa del Gruppo di Lavoro ICT operante all interno del Distretto Toscano Scienze della Vita,

Dettagli

PROGETTO COOPERAZIONE DECENTRATA PER IL RAFFORZAMENTO ISTITUZIONALE DEI COMUNI MONTANI BOSNIACI

PROGETTO COOPERAZIONE DECENTRATA PER IL RAFFORZAMENTO ISTITUZIONALE DEI COMUNI MONTANI BOSNIACI PROGETTO COOPERAZIONE DECENTRATA PER IL RAFFORZAMENTO ISTITUZIONALE DEI COMUNI MONTANI BOSNIACI INTRODUZIONE Nell ambito delle iniziative legate alla Tregua Olimpica realizzate dai partner istituzionali

Dettagli

Reti di sostegno a distanza costruiscono comunità solidali che rigenerano welfare

Reti di sostegno a distanza costruiscono comunità solidali che rigenerano welfare Reti di sostegno a distanza costruiscono comunità solidali che rigenerano welfare Primo incontro dei partner di progetto 17-18 ottobre 2014 Borgo Pio, 10, Roma Illustrazione del progetto: motivazioni,

Dettagli

IL PROCESSO DI CONSULTAZIONE

IL PROCESSO DI CONSULTAZIONE EXECUTIVE SUMMARY Realizzazione di una piattaforma finanziaria innovativa per la canalizzazione e la valorizzazione delle rimesse attraverso le Istituzioni di Microfinanza nel corridoio Italia-Senegal

Dettagli

Dall evidenza all azione. Politiche di governance per una scuola sana

Dall evidenza all azione. Politiche di governance per una scuola sana Dall evidenza all azione Politiche di governance per una scuola sana Un mandato impegnativo Risulta ormai evidente che per conciliare e soddisfare i bisogni di salute nel contesto scolastico, gli orientamenti

Dettagli

PER LA SCUOLA COMPETENZE E AMBIENTI PER L APPRENDIMENTO

PER LA SCUOLA COMPETENZE E AMBIENTI PER L APPRENDIMENTO PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE 2014-2020 PER LA SCUOLA COMPETENZE E AMBIENTI PER L APPRENDIMENTO STRATEGIA DI COMUNICAZIONE 2014-2020 La Strategia di comunicazione e gli obblighi di pubblicità 2 L attività

Dettagli

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca

Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Dipartimento per la Programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali Direzione Generale per gli Affari Internazionali

Dettagli

Corso di formazione gratuito. ASSOCIAZIONI DI MIGRANTI PER IL CO-SVILUPPO A.MI.CO. Milano 2015

Corso di formazione gratuito. ASSOCIAZIONI DI MIGRANTI PER IL CO-SVILUPPO A.MI.CO. Milano 2015 Corso di formazione gratuito ASSOCIAZIONI DI MIGRANTI PER IL CO-SVILUPPO A.MI.CO. Milano 2015 Il corso di formazione Associazioni Migranti per il Co-sviluppo, promosso dall Organizzazione Internazionale

Dettagli

BANDO MINISTERO SVILUPPO ECONOMICO

BANDO MINISTERO SVILUPPO ECONOMICO BANDO MINISTERO SVILUPPO ECONOMICO Fondo Crescita: bandi per progetti di R&S nei settori ICT e Industria Sostenibile Il Ministero dello Sviluppo Economico, con decreto del 15 ottobre 2014, pubblicato nella

Dettagli

Regolamento Interno Bambini nel Deserto (approvato dall Assemblea dei Soci 10.04.2011)

Regolamento Interno Bambini nel Deserto (approvato dall Assemblea dei Soci 10.04.2011) Regolamento Interno Bambini nel Deserto (approvato dall Assemblea dei Soci 10.04.2011) Indice 1 Premessa 1 Definizioni 2 Sostenitore 2 Volontario 2 Socio 2 Settore 2 Gruppo di Lavoro 2 Gruppo Locale 2

Dettagli

La governance della politica regionale unitaria Innovazioni e lavori in corso per il 2007-2013

La governance della politica regionale unitaria Innovazioni e lavori in corso per il 2007-2013 La governance della politica regionale unitaria Innovazioni e lavori in corso per il 2007-2013 1. Governance e politiche di coesione Nelle politiche di coesione 2007 2013 hanno un forte rilievo le azioni

Dettagli

Progetto: COMUNICA CoLOMBA

Progetto: COMUNICA CoLOMBA Progetto: COMUNICA CoLOMBA 1. Chi siamo CoLOMBA Cooperazione Lombardia, è l Associazione delle Organizzazioni Non Governative lombarde e raccoglie 105 ONG, dalle più grandi alle più minuscole. Il minimo

Dettagli

Piccola dimensione Limitata formalizzazione Stili personali e culturali poco favorevoli alla formalizzazione

Piccola dimensione Limitata formalizzazione Stili personali e culturali poco favorevoli alla formalizzazione BUDGET Parole chiave Il processo di programmazione e controllo di gestione come strumento di governo delle organizzazioni Il processo di programmazione e controllo di gestione rappresenta quel processo

Dettagli

Regolamento del Consiglio per la Cooperazione Internazionale, Solidarietà e Accoglienza Città di Genova

Regolamento del Consiglio per la Cooperazione Internazionale, Solidarietà e Accoglienza Città di Genova Regolamento del Consiglio per la Cooperazione Internazionale, Solidarietà e Accoglienza Città di Genova Approvato con deliberazione C.C. n. 48 del 08/09/2015 In vigore dal 9 ottobre 2015 www.comune.genova.it

Dettagli

PROPOSTE per un PROGRAMMA di LAVORO del CODAU

PROPOSTE per un PROGRAMMA di LAVORO del CODAU PROPOSTE per un PROGRAMMA di LAVORO del CODAU Premessa Nel rispetto delle linee tracciate dal nuovo Statuto approvato dall Assemblea del 18-19-20 marzo 2004, si ritiene opportuno fare una premessa metodologica,

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA TRA. il MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO rappresentato dal Capo Gabinetto, Pres. Mario Torsello;

PROTOCOLLO D INTESA TRA. il MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO rappresentato dal Capo Gabinetto, Pres. Mario Torsello; PROTOCOLLO D INTESA TRA il MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO rappresentato dal Capo Gabinetto, Pres. Mario Torsello; il DIPARTIMENTO per gli AFFARI REGIONALI, TURISMO E SPORT, della Presidenza del Consiglio

Dettagli

BANDO PER LA PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE DI CONTRIBUTO PER PROGETTI DI PROMOZIONE EDUCATIVA E CULTURALE DI INTERESSE PROVINCIALE PER L ANNO 2014

BANDO PER LA PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE DI CONTRIBUTO PER PROGETTI DI PROMOZIONE EDUCATIVA E CULTURALE DI INTERESSE PROVINCIALE PER L ANNO 2014 Allegato alla determinazione dirigenziale n. del Settore Cultura, Beni Culturali, Identità e Tradizioni Corso Matteotti, 3 23900 Lecco, Italia Telefono 0341.295487 Fax 0341.295463 e-mail segreteria.cultura@provincia.lecco.it

Dettagli

18 febbraio 2015 Xkè? il laboratorio della curiosità Torino, Via Gaudenzio Ferrari 1

18 febbraio 2015 Xkè? il laboratorio della curiosità Torino, Via Gaudenzio Ferrari 1 Comune di Beinasco Comune di Bruino 18 febbraio 2015 Xkè? il laboratorio della curiosità Torino, Via Gaudenzio Ferrari 1 Oltre i campi 0/6 CIdiS 1 Premessa Allo scopo di fornire un contributo, che auspichiamo

Dettagli