Art. 9 Manutenzione ordinaria

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1 Comune di Padova Settore Edilizia Privata Settore Pianificazione Urbanistica Piano Regolatore Generale Nuovo Regolamento Edilizio Comunale (Approvato con Deliberazione del C.C. n. 41 del 05/06/2006) Specifiche Operative ai sensi dell articolo 2, comma 6, del Regolamento Edilizio Comunale Art. 9 Manutenzione ordinaria Testo redatto ai sensi dell articolo 2, comma 6, del Regolamento Edilizio e approvato con determina dirigenziale n 2007/23/51 del 28/12/2007

2 Art. 9 Manutenzione ordinaria 1. Sono definiti di manutenzione ordinaria, ai sensi dell art. 3 lett. a) del D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380 e successive modificazioni e integrazioni, gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti. 2. Gli interventi di manutenzione ordinaria non sono sottoposti ad alcun titolo abilitativo da parte del Comune. 3. Quando si tratti di immobili vincolati è comunque richiesto il rispetto delle prescrizioni contenute nel D.Lgs. 22 gennaio 2004 n Gli interventi esterni da realizzare in edifici situati in Zona Omogenea "A" sono soggetti alle specifiche prescrizioni del successivo art. 10. INDICAZIONI SPECIFICHE Gli interventi di manutenzione ordinaria sono ammessi sulla generalità del patrimonio edilizio esistente e non sono soggetti ad alcun titolo abilitativo da parte del Comune. Non è quindi necessario trasmettere agli uffici tecnici comunali alcuna comunicazione in merito all avvio dell opera, fermo restando il rispetto delle norme edilizie, igienico-sanitarie e di sicurezza (ovvero di altre disposizioni specifiche previste dalle norme regolamentari comunali aventi incidenza sulla disciplina dell'attività edilizia). In particolare si ribadisce la necessità di conformare l intervento edilizio alle disposizioni contenute nel D.lgs. 22 gennaio 2004 n. 42 in materia di beni culturali. Qualora si intenda procedere all occupazione temporanea di suolo pubblico per l esecuzione dei lavori è obbligatorio chiedere l autorizzazione agli uffici comunali competenti. Gli interventi di completamento e di finitura degli immobili assimilabili alla manutenzione ordinaria e realizzati dopo la scadenza dei titoli edilizi - permesso di costruire o denuncia di inizio attività - non richiedono alcun titolo abilitativo e possono essere realizzati liberamente. 1

3 Comma 1 A titolo esemplificativo si elencano, di seguito, alcuni interventi di manutenzione ordinaria, suddivisi tra opere interne e opere esterne. Opere interne: 1. riparazione o sostituzione delle finiture interne delle costruzioni; 2. riparazione o sostituzione delle pavimentazioni interne, compreso il rinforzo delle solette di calpestio con l'inserimento di reti elettrosaldate e la realizzazione di cappe o massetti in calcestruzzo; 3. riparazione o rifacimento degli intonaci, delle tinteggiature interne, dei rivestimenti, degli infissi e dei serramenti interni; 4. costruzione o modifica di arredi fissi e di piccole opere murarie come muretti, nicchie, controsoffitti; 5. sostituzione degli apparecchi sanitari, adeguamento e ammodernamento di impianti tecnici e tecnologici esistenti (idraulico, elettrico, di riscaldamento, igienico, di ventilazione e del gas); 6. installazione di doppi serramenti, cancelletti di sicurezza; 7. interventi volti all eliminazione di barriere architettoniche ai sensi dell art. 6, comma 1, lett. b) del DPR 6 giugno 2001 n. 380; 8. installazione o spostamento di pareti mobili, anche a tutta altezza, a condizione che vengano rispettati i corretti rapporti di areazione ed illuminazione per ogni singolo vano (Cfr. Art. 116) e che tali modifiche alla configurazione distributiva dei vani non siano funzionali ad un cambio di destinazione d uso dell unità immobiliare; Opere esterne: 1. pulitura esterna, rifacimento totale o ripresa parziale di intonaci; 2. riparazione o sostituzione delle finiture esterne, degli infissi e dei serramenti esterni, portoni, cancelli, vetrine, anche con materiali diversi, installazione di cancelletti di sicurezza o simili, con il mantenimento delle forometrie esistenti; 2

4 3. installazione di tende e tendoni da sole, realizzati a sbalzo dalle pareti, comprensivi di supporti metallici fissati alle pareti stesse, a condizione che non siano chiusi lateralmente; se sporgenti su suolo pubblico devono rispettare le norme di cui all art. 69; 4. riparazione o sostituzione di grondaie e pluviali, canne fumarie e comignoli, cornici e cornicioni, zoccolature, davanzali, gradini e ringhiere; installazione di grondaie, pluviali, canne fumarie di tipologia industriale e di modeste dimensioni, ad integrazione degli impianti esistenti o autorizzati, nel rispetto in particolare delle norme di cui agli artt. 63, 70, 120; 5. ripassatura del manto di copertura e dell'orditura secondaria del tetto, coibentazioni, impermeabilizzazioni a condizione che gli strati isolanti siano posti in aderenza alle strutture preesistenti (resta esclusa la realizzazione di tetti ventilati), che non siano modificate la sagoma (art. 87), le pendenze e le caratteristiche della struttura preesistente; 6. l installazione, in territorio esterno al Centro Storico, di caldaie e/o condizionatori di tipo a parete di modesta dimensione, comprensivi degli appositi supporti, nel rispetto delle norme di cui all art. 70; 7. l installazione di pannelli solari termici di piccole dimensioni, antenne e parabole (diametro inferiore ad 1 metro) a servizio delle singole unità immobiliari, in territorio esterno al Centro Storico, nel rispetto delle norme di cui all art. 70; 8. la realizzazione di posti auto pertinenziali a raso (non dotati di box mobili estensibili o a soffietto) mediante pavimentazione del terreno con materiali permeabili; 9. i rifacimenti delle pavimentazioni esterne; la manutenzione del verde privato, nel rispetto delle disposizioni di cui all Allegato A - Disposizioni per la tutela del verde pubblico e privato; 10. la collocazione, negli spazi scoperti pertinenziali, di elementi di arredo, quali sostegni per fiori e piante, statue, vasche, fioriere, contenitori, barbecue, pergolati e pompeiane aventi la sola funzione di sostegno per piante rampicanti e privi di copertura, gazebo come sottodefiniti, case gioco per bambini di altezza tale da non consentire l utilizzo da parte di persone adulte; affinché le strutture in questione siano considerate di arredo dovranno essere di modeste dimensioni, 3

5 valutate anche in rapporto all estensione dell area scoperta pertinenziale, e non sistematicamente ripetute. 11. gli scavi e la posa di condotte per impianti fognari (allacciamento alla rete principale). Ai fini della presente direttiva si definisce: vasca qualsiasi struttura, fuori o entro terra, destinata a contenere acqua per scopi ornamentali, di sicurezza antincendio o per irrigazione. La vasca deve essere priva di impianti sanitari di trattamento dell acqua. Ai fini dal calcolo dell indice di permeabilità del suolo (art. 121), la vasca è considerata superficie impermeabile, ovvero non computabile (art. 93); pergolato o pompeiana una struttura a sostegno di piante rampicanti, idonea a creare ornamento e/o riparo dalla luce solare. È costituita da elementi assemblati in legno o metallo e può essere ancorata al terreno, ovvero su poggiolo o terrazza. Gli elementi strutturali di copertura devono essere orizzontali e distanziati. La struttura, che non deve avere né grondaie né pluviali, non può essere tamponata né coperta ; gazebo un chiosco da giardino di modeste dimensioni, aperto, con funzione panoramica. Il gazebo è una struttura in legno o metallo, non può essere tamponata lateralmente con materiale di alcun genere e tipo, né presentare montanti infissi stabilmente al suolo; può essere invece coperta con stuoie permeabili o teli mobili. Il manufatto non può avere funzioni di ricovero per autovetture o di deposito. Opere interne ed esterne in immobili a destinazione d uso produttiva: 1. sistemi di canalizzazione di fluidi realizzati all'interno degli stabilimenti; 2. cabine per trasformatori o per interruttori elettrici; 3. costruzioni poste sotto o sopra il livello del suolo, senza la presenza di manodopera, installate per la protezione di apparecchiature ed impianti; 4. opere relative a lavori eseguiti all'interno di locali chiusi; 5. installazione di pali porta tubi in metallo o conglomerato armato; 4

6 6. attrezzature per la movimentazione di materie prime e prodotti quali nastri trasportatori, elevatori a tazze ecc.; 7. serbatoi per lo stoccaggio e la movimentazione dei prodotti e relative opere; 8. basamenti, incastellature di sostegno e apparecchiature all'aperto per la modifica ed il miglioramento degli impianti esistenti. Le opere esterne non devono comportare una trasformazione definitiva dell uso del suolo inedificato e non devono incidere permanentemente sugli aspetti urbanistici, ambientali ed igienici. Comma 3 Il D.lgs. 22 gennaio 2004 n. 42 prevede disposizioni specifiche per gli interventi edilizi da operarsi sul patrimonio immobiliare identificato come facente parte del complesso dei beni culturali e paesaggistici. Come già ricordato, l esecuzione di opere ricadenti nella fattispecie della manutenzione ordinaria deve sempre essere conforme alle disposizioni di tutela contenute nel medesimo decreto legislativo. Si richiama, inoltre, il rispetto dell art. 50 del decreto relativamente al divieto di distacco di beni culturali ( affreschi, stemmi, graffiti, lapidi, iscrizioni e altri elementi decorativi di edifici ), in quanto gli stessi sono oggetto di specifiche disposizioni di tutela ai sensi dell articolo 11 del decreto medesimo. Comma 4 Qualora l immobile oggetto d intervento ricada all interno della zona omogenea A è richiesto il rispetto delle norme contenute ai commi precedenti, integrate con quanto disposto al successivo Art. 10, Manutenzione ordinaria degli edifici situati in Zona omogenea A. Riferimenti normativi Art. 3, comma 1, lett. a) e art. 6 del D.P.R. 380/2001; Circolare Ministero dei Lavori Pubblici 16 novembre 1977 n (solo per le opere da realizzare negli stabilimenti industriali ). 5

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