I LOVE IT VIAGGIO NEI MUSEI D ITALIA ECCELLENZA ARTIGIANA ARTIGIANI D ITALIA. 100% stile ITaliano

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1 Poste Italiane. Spedizione in A.p. 70% - D.C./ D.C.I. TORINO - n 32/ L.662/96 - Anno XI - Numero 32 - Settembre ,20 - ISSN N SETTEMBRE 2011 Speciale 150 Anni I LOVE IT 100% stile ITaliano VIAGGIO NEI MUSEI D ITALIA Il Museo del Design Il MIDeC La Fondazione Arti e Industria di Omegna Il Museo del bijou ECCELLENZA ARTIGIANA Artigianato d avanguardia ARTIGIANI D ITALIA Gli Artigianauti I vincitori del concorso Materie ArTò 2011 Sfoglia questo numero di Capodopera sul Web! QUADRIMESTRALE D ARTE E D ARTIGIANATO

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3 ANNO XI NUMERO 32 SETTEMBRE 2011 Quadrimestrale d Arte e d Artigianato Associazione Scuole Tecniche San Carlo Antica Università dei Minusieri Unione Ex Allievi San Carlo Direttore responsabile Vito Guglielmi Direttore editoriale Nadia Camandona Comitato Scientifico Sergio Tone Presidente Associazione Scuole Tecniche San Carlo Stefano Pasquale Presidente Antica Università dei Minusieri Bruno Zanin Presidente Unione Ex Allievi San Carlo Hanno collaborato a questo numero Marcella Bergnesi, Donatella Bina, Serena Ciarcià, Franca Conti, Michela Goi, Iria Grandinetti, Silvia Martina, Erica Pellegrino, Alessandro Poletto, Chiara Vigo, Valentina Villata, Bruno Zanin Referenze fotografiche Archivio Capodopera, Archivio Scuole San Carlo, Antica Università dei Minusieri, Associazione Incontri e Eventi, Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani, Gli Artigianauti, Mip, Davide Bozzalla, Michela Goi, Roberto Rossi Direzione e Amministrazione Associazione Scuole Tecniche San Carlo Via Pergolesi, Torino Tel. 011/ Fax 011/ Redazione e Segreteria Nadia Camandona Editore Strada Volvera Orbassano TO Tel. 011/ Fax 011/ Stampa GRAFICAT TORINO di Catasso G. & C Snc via Cuniberti, Torino Servizio Abbonati Tel. 011/ Fax 011/ Abbonamento annuale 18,00 ccp oppure bonifico bancario Unicredit Banca, Torino. IBAN: IT 14 R intestato Associazione Scuole Tecniche San Carlo, causale abbonamento annuale Capodopera. Ufficio Pubblicità Nadia Camandona Editore Tel. 011/ Fax 011/ Poste Italiane. Spedizione in A.p. 70% - D.C.I. TORINO n 32/2011 L. 662/96 Registrazione del Tribunale di Torino n 5476 del 26/02/2001 Le opinioni espresse negli articoli pubblicati dalla rivista Capodopera impegnano esclusivamente i rispettivi autori. Articoli e immagini inviati alla rivista, anche se non pubblicati, verranno restituiti solo previa richiesta. LA TIRATURA DI QUESTO NUMERO È DI COPIE In copertina. Particolare di Taurus di Ivan Paradisi. Essenze utilizzate: etimoè, acero, wengè, padouk. Un omaggio alla città natìa attraverso un simbolo fiero e possente. (Foto: Davide Bozzalla). EDITORIALE 2 L artigianato adesso di Nadia Camandona SCUOLE SAN CARLO 3 Le San Carlo in scena di Michela Goi 4 Artistica calligrafia di Silvia Martina e ValentinaVillata 6 Carradori, bottalari, minusieri, turaccioli e suole di Donatella Bina 7 A Cuneo per imparare il design di Erica Pellegrino 9 Oltre 150 anni di corsi a cura della Redazione UNIVERSITÀ DEI MINUSIERI 11 Le chiavarine dei Levaggi di Michela Goi UNIONE EX ALLIEVI 12 Estetica e mestiere di Bruno Zanin ARTISTI 14 Stefano Veronesi di Michela Goi REGIONE PIEMONTE 15 Artigianato d avanguardia di Michela Goi PROVINCIA DI TORINO 17 Voglia d Impresa di Iria Grandinetti SPECIALE VIAGGIO NEI MUSEI D ITALIA 18 Un Museo del Design a None di Michela Goi 19 Il Museo Internazionale del Design Ceramico di Michela Goi 20 La Fondazione Museo Arti e Industria di Omegna di Michela Goi 21 Il bijou a Casalmaggiore di Michela Goi 22 Lenci. Una storia torinese di Marcella Bergnesi L ARTIGIANO NEL WEB 24 Chi sono Gli Artigianauti? a cura di N. Camandona 25 Gli Artigianauti di Serena Ciarcià 29 Google Art Project di Michela Goi 30 Vendere on-line di Alessandro Poletto L ARTE DI ESSER MAESTRO 31 L arte della tintura di Chiara Vigo MOSTRE ED EVENTI 33 Incontri e Eventi a cura della Redazione 35 I love IT di Michela Goi 37 ArTò 2011 a cura della Redazione PASSIONE ARTIGIANA 40 FaciliTo di Marcella Bergnesi 41 Il Restyling di Tika di Franca Conti ARTIGIANATO IN PIEMONTE 42 Le arti e gli artigiani in Piemonte a cura della Redazione

4 E itoriale d Speciale 150 anni L ARTIGIANATO NEGLI ULTIMI 150 ANNI Nadia Camandona Direttore editoriale di Capodopera L artigianato adesso Dopo 150 anni cosa vuol dire essere artigiani? A destra. Mani. Corso di Scenografia. Scuole San Carlo. Sede di Torino. Foto: Archivio Scuole San Carlo 2 Capodopera Mostre, eventi, spettacoli di ogni sorta per celebrare gli ultimi 150 anni vissuti dalla nostra Patria unita. Anche l artigianato non si è sottratto alla girandola di eventi e, grazie alla visibilità che ha ottenuto, molti italiani hanno scoperto l esistenza di un patrimonio di manualità e di creatività di cui a volte neanche supponevano l esistenza. L artigiano oggi ha il duro compito di affrancarsi dal modo comune d intendere la sua professione: un attività del passato, legata a strumenti e metodi desueti, con produzione di oggetti che poco possono servire alla vita moderna. Niente di più falso! L artigiano oggi ha la possibilità di esprimere la sua creatività con una quantità di materiali, tecniche, strumenti diversi realizzando prodotti utili, moderni, spesso con uno sguardo attento all ecocompatibilità e al recupero. Se da un lato, però, si vede nell artigianato qualcosa di vecchio, appena l artigiano si stacca da questi canoni, viene criticato, accusandolo della morte del vero artigianato. Ma cos è veramente l artigianato? È esattamente tutto questo: tradizione e modernità, conservazione e innovazione. L artigiano per definizione è un lavoratore del suo tempo, del quale esprime le tendenze e le tecnologie. Se poi vuole rimanere fedele alla tradizione o se invece propone una rottura futuristica, è pur sempre una persona che ha scelto di lavorare con le mani, affidando il suo ingegno alla materia. Essere artigiani, oggi, è dunque un compito importante perchè non solo si è depositari della tradizione, ma si ha il dovere di apportare qualcosa di nuovo e personale affinchè l artigianato si evolva, sfruttando appieno tutte le possibilità che la società moderna gli offre.

5 ASSOCIAZIONE SCUOLE TECNICHE SAN CARLO Notizie dalle Sedi - Torino Michela Goi Le San Carlo in scena La collaborazione delle Scuole San Carlo con la Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani si è consolidata in uno scambio reciproco. Ormai da tempo la Fondazione ospita in stage gli allievi della scuola per la realizzazione di elementi scenici e la decorazione degli spazi teatrali e lo scorso anno le San Carlo hanno ospitato nel loro cortile uno spettacolo della Fondazione. A partire dall anno formativo 2011/2012 le scuole collaboreranno nell ambito della Piccola Accademia del Teatro Ragazzi e dell Animazione, un percorso di formazione biennale organizzato dalla Fondazione. Graziano Melano, direttore artistico delle attività della Fondazione, ci ha spiegato che a Torino l animazione teatrale esiste da circa trent anni ed è stata utilizzata nelle scuole, per il tempo libero, per i gruppi con disagi e nelle attività estive. Per questo l ideazione di un corso ad hoc non poteva che andare incontro alle esigenze di chi lavora a vario titolo nell ambito dell educazione. I corsi dell Accademia sono rivolti a questo genere di applicazioni delle tecniche teatrali, anche se tra gli allievi qualcuno è diventato attore professionista. La formazione prevede l insegnamento delle tecniche attoriali e vocali, dell espressione corporea e della giocoleria, della scrittura scenica e di nozioni sulla letteratura per l infanzia. La formazione prevede anche la conoscenza pratica del funzionamento di un teatro e per le discipline legate alla scenografia sono state coinvolte l Accademia Albertina di Belle Arti e le Scuole San Carlo. Queste ultime offriranno corsi di rappresentazione grafica, storia della scenografia, laboratori, tecnologia e informatica. Le competenze degli insegnanti delle San Carlo aiuteranno gli allievi ad avere un approccio pragmatico alla costruzione delle scenografie. Per lavorare con i ragazzi, infatti, bisogna saper progettare allestimenti semplici, trasportabili ed economici senza perdere in creatività. E gli allievi avranno modo di mettersi alla prova, infatti al termine di ogni biennio viene messo in scena uno spettacolo. Le Scuole San Carlo collaborano nel corso biennale di animazione teatrale della Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani di Torino A sinistra. Dall alto. La Casa del Teatro Ragazzi e Giovani. Un immagine dello spettacolo messo in scena presso le Scuole San Carlo. Foto: Archivio della Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Capodopera 3

6 ASSOCIAZIONE SCUOLE TECNICHE SAN CARLO Notizie dalle Sedi - Torino a cura della Redazione Artistica calligrafia Silvia Martina e Valentina Villata Docenti delle Scuole San Carlo In alto. Gli strumenti della calligrafia. Nella pagina a fronte. Esempi di calligrafia. In basso. Gli allievi delle San Carlo insegnano ai manager le tecniche del restauro. Fin dall antichità l uomo ha sentito la necessità di comunicare non solo verbalmente ma soprattutto graficamente attraverso splendide pitture murali che ancora oggi possiamo ammirare. Con il passare del tempo questa necessità ha dato origine allo sviluppo delle prime scritture definite inizialmente da simboli. Molti documenti antichi rimasti integri nel corso degli anni sono le uniche testimonianze di tradizioni, avvenimenti e fatti dell epoca. Oggi, soprattutto in occidente, la calligrafia a mano è stata quasi del tutto sostituita dai caratteri tipografici da stampa, perdendo il fascino e l arte della bella scrittura. Attraverso la scrittura è stato possibile conservare i ricordi e le informazioni del passato, tramandare la storia e testimoniare gli avvenimenti più importanti. Evolvendosi nel tempo, essa diventa un vero e proprio prodotto artistico, le lettere si riempiono di svolazzi decorativi che rendono eleganti documenti e testi letterari. In tutti i periodi storici, accanto 4 Notizie Restauro Capodopera Foto: Archivio Scuole San Carlo Manager restauratori per un giorno Nel mese di aprile la nostra scuola ha collaborato a un evento organizzato nella nostra città che ha coinvolto circa 300 persone. Ci è stato chiesto, infatti, di mettere a disposizione la nostra competenza nel settore del restauro del legno nellʼambito di un convegno che vedeva coinvolti alcuni dirigenti di Unicredit. Il calendario di incontri e attività ha previsto un pomeriggio dedicato alle attività manuali, che ha coinvolto allievi e docenti dei corsi di Tecnico del Restauro-Manufatti Lignei in qualità di maestri. Gli studenti hanno partecipato allʼevento con un duplice ruolo di allievi e docenti. A ognuno di loro è stato affidato un gruppo di 15 manager da coordinare e seguire durante lo svolgimento delle attività pratiche: carteggiare la superficie dei vari manufatti, riverniciarli, produrre delle abrasioni in modo da simularne lʼusura e quindi invecchiarli con cera bitumata. Gli studenti si sono messi alla prova, sfruttando lʼoccasione di vedere il lavoro da un punto di vista diverso, quello dellʼinsegnante, e di sovrintendere e organizzare un lavoro dʼequipe. Da parte sua, Unicredit era interessata a vedere le reazioni dei suoi dirigenti, controllati da osservatori esperti nellʼanalisi delle dinamiche di gruppo. Il risultato è stato positivo: gli studenti hanno ricevuto i complimenti per le loro competenze e per la disponibilità dimostrata, mentre gli allievi sono stati piacevolmente sorpresi dai lavori prodotti. I manufatti così realizzati sono stati donati allʼassociazione CISV, Comunità Impegno Servizio Volontariato senza scopo di lucro, laica e indipendente, impegnata nella lotta contro la povertà e per il rispetto dei diritti umani.

7 alle rigorose scritture formali, si sviluppano infatti le cosiddette scritture di cancelleria o cancelleresche, più veloci da eseguire e certamente più ornamentali. Il fascino della bella scrittura viene accentuato dalle sfumature dell inchiostro che, a seconda di come si intinge il pennino, conferisce toni differenti e movimenti decorativi alle lettere. Anche gli strumenti utilizzati dall amanuense raccontano i cambiamenti della storia e della vita quotidiana, dalle tavolette d argilla utilizzate dai Sumeri alle penne d oca utilizzate in un secondo tempo. Gli stili calligrafici diffusi nei primi secoli dopo Cristo denotano una scrittura certamente rigorosa contraddistinta da soli caratteri maiuscoli, successivamente la scrittura diviene man mano più aggraziata, le ascendenti si mescolano con le discendenti fino a formare segni complessi, di difficile lettura ma di forte impatto visivo. Nel mondo antico, sulla copertina stessa dei volumi ci riferiamo a quelli manoscritti, antecedenti all invenzione della stampa e agli incunaboli, ovvero i libri stampati entro il 1500 veniva riportata a mano sul dorso o addirittura sul taglio, per riporre orizzontalmente i libri negli scaffali e renderli facilmente riconoscibili. Notizie Moda ArTò. Una sfilata indimenticabile Nei corsi di restauro cartaceo abbiamo cercato di riproporre questo percorso evolutivo della calligrafia iniziando dalla conoscenza degli strumenti durante il primo anno formativo. Siamo partiti dalla riproduzione fedele degli stili calligrafici storici, studiandone le proporzioni, il ductus, l inclinazione del pennino ed esaminando documenti del passato. Dopo le esercitazioni grafiche, ogni allievo ha elaborato un proprio stile calligrafico personalizzando lettere, ascendenti e discendenti, sperimentando colori diversi, impaginazioni e producendo degli elaborati. Durante il primo anno si analizzano gli stili definiti da sole maiuscole e di facile esecuzione quali la rustica e l onciale, mentre nel secondo anno si prediligono i caratteri più complessi e decorativi, con maiuscole e minuscole, quali la corsiva gotica e la cancelleresca. La volontà di inserire un modulo di calligrafia nei corsi di restauro carta è sorta da una reale esigenza riscontrata nel corso degli anni di saper riconoscere ed eventualmente riprodurre stili calligrafici ritrovati su testi antichi. La creazione di uno stile calligrafico personale, acquista anche un significato come tratto distintivo che personalizza le realizzazioni di ciascun allievo. Lo scorso 5 novembre 2010 abbiamo partecipato alla manfestazione ArTò con uno stand, un laboratorio e una sfilata di abiti di oggi e di ieri. I capi contemporanei sono stati realizzati dalle allieve del corso Operatore Abbigliamento; quelli storici erano abiti e costumi che fanno parte del nostro passato. In concomitanza con le celebrazioni del centocinquantenario dellʼunità dʼitalia, nonchè dello stesso compleanno dello stabilimento del Lingotto, la nostra sfilata ha voluto celebrare un secolo di moda con abiti che si rifanno al periodo che va dalla fine dellʼottocento ai giorni nostri. Tutti gli abiti dʼepoca fanno parte del vasto archivio della collezione Ilda Bianciotto, lo storico Istituto dʼarte e Moda da cui proveniamo e che ha formato migliaia di professionisti della moda tra il 1948 e il Alcuni di questi capi, insieme a molti altri, sono stati esposti e hanno sfilato anche lo scorso 10 giugno 2011 nella meravigliosa cornice del castello di Lagnasco, in collaborazione con i nostri colleghi della sede di Cuneo. Speciale 150 anni 150 anni di bellezza dentro a un numero a cura del C.F.P. Santa Paola Perché la bandiera tricolore piace tanto agli Italiani? Esistono motivi molto seri e validi su cui storici, sociologi, scrittori, artisti, giornalisti e persino politici hanno discusso in interminabili incontri. La storia ci ricorda che molti uomini hanno amato la nostra bandiera fino a dare la propria vita per essa. Esiste però un particolare che a molti sfugge ma che non è del tutto trascurabile per chi sʼintende di arte e matematica. Si chiama numero aureo, 1, , ed è stato scoperto dagli antichi studiando la natura nelle sue innumerevoli forme: alla base del disegno dei fiori, nella spirale delle conchiglie, nelle galassie, nelle ali delle farfalle, nelle foglie. Lʼuomo ha imparato che per creare la bellezza nelle sue opere doveva riferirsi a questo numero fin dai tempi di Fidia e lo vediamo in opere architettoniche come il Partenone e il Colosseo, o nella pittura di Michelangelo e Raffaello e fino ai nostri tempi in Mirò, Chagall, Le Corbusier, Dalì. Neanche a dirlo, la bandiera italiana con i suoi tre colori si sposa pienamente con questo concetto di bellezza. Volete provare? Prendete la sezione rettangolare di uno dei tre colori. Calcolate la lunghezza della base e moltiplicatela per Il risultato sarà la lunghezza dellʼaltezza. Questo vale per tutti e tre i colori che insieme costituiscono la bandiera italiana. Le reazioni suscitate dalla bandiera derivano dal suo valore storico e culturale, ma un piccolo, infinitesimale merito ce lʼha sicuramente anche il famoso numero di cui già gli antichi greci rispettavano la proporzione. Provare per credere. A sinistra. Gran finale della sfilata svoltasi ad ArTò Capodopera 5

8 ASSOCIAZIONE SCUOLE TECNICHE SAN CARLO Notizie dalle Sedi - Alessandria Speciale 150 anni 11925: La statistica industriale della Provincia di Alessandria, a cura della Lega Industriale, di G. Subbrero, Alessandria: Unione Industriale della Provincia di Alessandria, Fondazione Cassa di Risparmio. 2 Fonte delle informazioni riportate nellʼarticolo: La Statistica Industriale della Provincia di Alessandria a cura della Lega Industriale con ampio commentario di G. Subbrero- Documenti di storia industriale e locale Capodopera In centro. Una pagina della Statistica Industriale. Foto: Archivio Scuole San Carlo Donatella Bina Responsabile della sede di Alessandria Carradori, bottalari, minusieri, turaccioli e suole Le celebrazioni per i 150 anni dell Unità d Italia hanno stimolato la curiosità di conoscere quali realtà produttive c erano nel nostro territorio tra la seconda metà dell Ottocento e l inizio del Novecento. Ci siamo imbattuti così in un volumetto, pubblicato per la prima volta nel 1925 dalla Lega Industriale della Provincia di Alessandria, che raccoglieva un indagine statistica delle aziende che svolgevano la loro attività in provincia (a quel tempo le provincie di Alessandria e Asti erano aggregate): 1925: La statistica industriale della Provincia di Alessandria 1. Dalla metà dell Ottocento sino alla fine degli anni Ottanta il settore primario è ancora legato strettamente all agricoltura, mentre per il settore secondario non si può parlare di industria nell accezione moderna del termine, quanto piuttosto di botteghe artigiane e di manifattura rurale. Il periodo che va dagli Novanta dell Ottocento sino alla Prima Guerra mondiale è caratterizzato da importanti cambiamenti sia nel settore primario sia in quello secondario, con profonde modifiche del tessuto economico e sociale. La prima attività manifatturiera, diffusa in maniera uniforme su tutto il territorio, era rappresentata dalla coltivazione del baco e dalla lavorazione della seta che, nella rilevazione del 1876, occupava ben addetti, soprattutto donne. Con il declino di questa coltivazione, si sostituì la crescita della filatura e della tessitura del cotone: all inizio del Novecento lavoravano negli opifici cotonieri della provincia più di addetti. Poco alla volta nacquero anche altre lavorazioni: l industria del cemento nel Casalese, l artigianato orafo e la lavorazione delle tomaie a Valenza, l industria del cappello ad Alessandria e si segnalava, inoltre, la presenza di diverse imprese meccaniche, calzaturiere, alimentari e un nascente nucleo di proto chimica. Soprattutto grazie all opera di Giuseppe Borsalino, fondatore nel 1857 dell omonima fabbrica di cappelli, la città ha raggiunto fama mondiale. Nella statistica industriale del 1925 le industrie del legno e del mobilio censite erano 79 con addetti. Tra i vari settori emergevano le fabbriche di mobili, di carri, di botti e le piccole imprese dedite alla lavorazione del sughero. Caratteristica la produzione di strumenti musicali, nota e apprezzata in tutta Italia. Tra la fine dell Ottocento e la Prima Guerra mondiale era cresciuta l industria del legno in stretto rapporto con le esigenze del mercato locale e poco alla volta si era passati dalla bottega artigiana a piccole aziende. Significativa perché profondamente legata alla coltivazione della vite e alla produzione di vino era la concentrazione a Canelli (ora in provincia di Asti) di fabbriche di botti. La lavorazione del sughero era quasi tutta concentrata a Spinetta Marengo, sobborgo alessandrino, e può essere fatta risalire al 1872, quando iniziava l attività di Giovanni Battista Guerci. La Statistica industriale del 1888 annotava che nella fabbrica oltre a turaccioli per bottiglie, vi si fanno anche suole di sughero per scarpe e pianelle, sugheri frontali per cappelli, elmetti per militari ecc.. Nel 1913 erano censiti 9 opifici e nel 1925 ben 23, di cui 15 localizzati a Spinetta Marengo e Litta Parodi 2.

9 ASSOCIAZIONE SCUOLE TECNICHE SAN CARLO Notizie dalle Sedi - Cuneo e Boves Erica Pellegrino Responsabile delle sedi di Cuneo e Boves A Cuneo per imparare il design La creatività unita alla tecnica ha prodotto oggetti dalle forme particolari Si è concluso nel mese di luglio con l esame finale il corso Ifts Tecnico Superiore del Design: progettazione e produzione del manufatto ligneo. Dei venti allievi iniziali, ben sedici hanno portato a termine la formazione e conseguito il Certificato di Specializzazione Tecnica Superiore rilasciato dalla Regione Piemonte e valido su tutto il territorio nazionale. La responsabile del corso, Dorella Galfrè, nel fare un bilancio di questa prima edizione, si dice soddisfatta del risultato finale; in particolare si sofferma sul buon esito degli stage e sugli ottimi rimandi dati alla scuola dalle aziende con cui si è collaborato. Molti titolari hanno apprezzato l eccellente preparazione tecnica degli allievi e la volontà di apprendere quanto più possibile per inserirsi nel settore dell arredamento. Ottima anche la scelta di tenere le lezioni durante i fine settimana, il venerdì e il sabato, cosa che ha permesso a chi aveva già un occupazione di frequentare le lezioni. Da parte loro, gli allievi si sono detti soddisfatti della formazione ricevuta e hanno elogiato l organizzazione del corso. Tutto ciò che è stato promesso all atto di iscrizione è stato mantenuto e particolarmente importante si è rivelato il monitoraggio da parte del tutor scolastico, che ha saputo supportare ognuno di loro nei momenti di difficoltà. Le materie più apprezzate sono state quelle professionalizzanti svolte nei laboratori, come la progettazione tramite l applicativo informatico Cad e la realizzazione dei manufatti con l ausilio di particolarissime tecniche di lavorazione del legno. Un certo interesse ha suscitato il seminario organizzato nel mese di maggio, durante il quale imprenditori di importanti aziende del settore hanno parlato di alcuni progetti da loro realizzati, cercando di mettere in luce le difficoltà incontrate e i risultati ottenuti. Sicuramente impegnativo e non sempre semplice è il periodo di tirocinio, durante il quale In alto. A sinistra. Una sedia a dondolo dal moderno design esposta a Mestieri e Città. In centro. Un tavolino e uno sgabello realizzati dagli allievi. Foto: Archivio Scuole San Carlo Capodopera 7

10 Design, restauro, falegnameria, decorazione, queste le specializzazioni delle Sedi di Boves e Cuneo Iscrizioni aperte Tel A destra. Il mobile bar esposto a Mestieri e Città. In basso. Alcuni allievi al lavoro sulle giostre di Boves. Foto: Archivio Scuole San Carlo gli allievi hanno sperimentato sul campo le nozioni apprese a scuola, incrementando al contempo le proprie competenze lavorative; il tirocinio in alcuni casi si è trasformato in rapporto di lavoro. Intanto ha preso avvio la seconda edizione del corso, che presenta alcune novità dal punto di vista didattico. In particolare, grazie alla collaborazione con Vincenzo Basile, che ben conosce il mondo del design, si sta lavorando allo sviluppo di un progetto didattico in collaborazione con alcuni designer che prevede l inserimento dei progetti sviluppati e dei manufatti realizzati nelle maggiori fiere del settore e in fiere locali come Mestieri e Città di Boves (CN), giunta alla seconda edizione, a cui la sede della scuola ha partecipato con i maestri artigiani. Le Scuole San Carlo non si fermano mai A partire dal 23 giugno sono stati attivati, in collaborazione con l Ente Scuola Edile di Cuneo, i laboratori di falegnameria, mosaico, decorazione e costruzioni edili aperti agli allievi delle scuole elementari e medie inferiori. Numerose le classi in visita, i cui studenti hanno potuto sperimentare diverse lavorazioni manuali e tornare a casa con tante piccole creazioni. Per gli adulti in visita durante il fine settimana è stato possibile vedere le diverse esposizioni, tra cui quella delle sedi di Boves e Cuneo delle Scuole Tecniche San Carlo allestita con i manufatti realizzati nel corso dell anno formativo. Molto apprezzati gli oggetti di design, le cui forme particolari hanno attirato la curiosità della gente, e gli abiti sospesi nel vuoto creati dai giovani allievi dei corsi di moda. Un esperienza educativa che ha coniugato manualità ed educazione civica Giovedì 12 maggio gli allievi della classe terza del corso Operatore di falegnameria hanno svolto un intervento di manutenzione ordinaria alle giostre di legno site nel parco di Madonna dei Boschi, frazione di Boves. Tempo prima il titolare della ditta Vps Computer, con cui le nostre scuole collaborano, ci aveva segnalato il fatto che alcune giostre erano scheggiate e danneggiate dalle intemperie e avrebbero potuto ferire qualche bambino. Abbiamo ottenuto dal sindaco di Boves, Mario Giuliano, lʼautorizzazione a svolgere un intervento di manutenzione, reso possibile grazie ai materiali forniti dalla ditta Vps Computer che ha anche offerto un gustoso rinfresco agli allievi alla fine della giornata di lavoro. I ragazzi si sono dimostrati molto entusiasti e motivati: hanno verniciato, stuccato, incollato, pulito le attrezzature e ripristinato le parti mancanti sotto lʼattenta supervisione dei professori Aurelio Andreis e Andrea Fornaro. Ci auguriamo che questa piccola esperienza serva a rafforzare in loro il senso civico! Notizie Falegnameria 8 Capodopera

11 a cura della Redazione ASSOCIAZIONE SCUOLE TECNICHE SAN CARLO I corsi dell Anno Formativo 2011/12 Oltre 150 anni di corsi dallʼartigianato artistico allʼestetica allʼinformatica Dal 1848 a Torino chi vuole imparare un mestiere sa che rivolgendosi alle Scuole San Carlo può trovare la professione che gli permetterà di entrare nel mondo del lavoro con competenza e professionalità. La scuola ha saputo evolversi con un offerta formativa sempre più ampia senza perdere la connotazione che da sempre la caratterizza ma anche dando l opportunità di imparare mestieri sempre più appetibili sul mercato. Anche il territorio richiede spesso professionalità diverse e le San Carlo, ampliando le sedi in Piemonte, hanno posto particolare attenzione alle richieste dei luoghi dove andavano a inserirsi, in modo da integrarsi con le necessità del territorio. Le tipologie di corsi si articolano per età dell utenza, orari diurni e serali, durate diverse, con o senza stage in azienda, per dare la possibilità a chi vuole imparare un mestiere, di frequentare regolarmente. L offerta è talmente ricca e articolata che qui vi daremo solo alcuni spunti sulle aree di interesse delle diverse sedi, invitandovi a contattare la Scuola o visitare il sito Internet per avere informazioni dettagliate su ogni corso. Torino Le tre sedi di Torino sono quelle che, attualmente, offrono la maggiore scelta di corsi. Qui sono presenti tutte le aree professionali: Legno, Scenografia e Decorazione, Restauro, Moda e Abbigliamento, Trattamenti Estetici e vari settori complementari come l Informatica, le Lingue staniere e, ultimamente il settore Alimentare. Si spazia quindi dai corsi tradizionali di Addetto alla falegnameria artigiana, Tecniche di manutenzione conservativa (nei settori legno e carta), Tecnico costruzione Scenografie teatrali e cinematografiche, Operatore dell Abbigliamento, della durata di uno o due anni, a moduli brevi di specializzazione in Laccatura e doratura, in Decorazioni di pregio, Scultura Lignea, Verniciatura, Intarsio e molti altri. La struttura di Via Pergolesi, in particolare, è organizzata come un campus di formazione in stile europeo, con laboratori, aule, una fornita biblioteca, una confortevole sala convegni attrezzata per proiezioni e presentazioni multimediali, aule informatiche con collegamento a Internet, una sala refettorio e un ampia area verde. Tutte le sedi delle Scuole San Carlo sono accreditate presso la Regione Piemonte per la Formazione Professionale e l Orientamento TORINO CFP GABRIELE CAPELLO V. Pergolesi, 119 Tel. 011/ / Fax 011/ CFP FOLIGNO V. Foligno, 2/14A Tel: Fax: CFP SANTA PAOLA C.so Trapani, 25 Tel: Fax: Foto: Archivio Scuole San Carlo Capodopera 9

12 Alessandria La sede di Alessandria, dopo alcuni anni dedicati unicamente all erogazione di corsi serali, è stata profondamente rinnovata nel 2003, anno in cui sono stati attivati corsi durante tutto l arco della giornata. La struttura offre aule e laboratori professionalmente attrezzati in cui le lezioni sono svolte sotto la supervisione di maestri artigiani di provata esperienza e insegnanti qualificati. La sede si distingue per i corsi dedicati alle tecniche di invetriatura, in particolare la tecnica Tiffany, all Abbigliamento artistico, accanto ai quali trovano spazio corsi complementari come l Addetto al primo soccorso dei luoghi di lavoro e Addetto antincendio e gestione delle emergenze. Asti Anche Asti, inaugurata nel 2001, oltre a offrire corsi nelle diverse aree, in particolare Falegnameria ed Estetica, si distingue dalle altre sedi con un corso di eccellenza dedicato alle Tecniche di conservazione di tele antiche, con l utilizzo di strumentazioni all avanguardia. 10 Capodopera Boves La prima sede aperta nella prima fase di espansione delle Scuole San Carlo, su richiesta dell amministrazione comunale e delle associazioni artigianali locali, si è specializzata sin dall inizio nella formazione per tutte le attività legate al legno: Falegnameria, Restauro, Design, accanto alle quali non mancano percorsi complementari quali Informatica, Fotografia digitale ed Elementi di paghe e contributi. Cuneo La sede di Cuneo delle Scuole San Carlo è stata inaugurata nel 2006 in prossimità della centralissima piazza Galimberti. La struttura offre aule di teoria e di disegno, laboratori e una sala informatica con numerose postazioni dotate di tutti i principali programmi di office automation e navigazione web, oltre a software specifici per la progettazione. Ai corsi tradizionali di Falegnameria, Restauro, Sartoria, Vetro, si affiancano corsi creativi di Stilista e Cucina e corsi per supportare l insegnamento migliorando la sensibilità e le competenze necessarie per affrontare con successo i complessi e molteplici aspetti della vita scolastica. Per garantire ulteriormente la qualità della propria organizzazione e dei servizi erogati, dal 2003 le Scuole si sono dotate di un sistema di gestione certificato in conformità con la norma UNI EN ISO 9001:2008. Attualmente le Scuole operano in Piemonte come Agenzia Formativa ai sensi della Legge Regionale 63/95, art.11 comma 1 lettera b. ALESSANDRIA Via Maria Bensi 2D Tel. 0131/ Fax. 0131/ ASTI Via Scarampi, 24 Tel. 0141/ Fax 0141/ BOVES (CN) Via Borgo San Dalmazzo, 19 Tel. 0171/ Fax 0171/ CUNEO Via Franco Andrea Bonelli, 5 Tel. 0171/ / Fax 0171/ Foto: Archivio Scuole San Carlo

13 ANTICA UNIVERSITÀ DEI MINUSIERI Innovazione nella tradizione a cura della Redazione Antica Università Nuove prospettive Condividiamo con i lettori di Capodopera il discorso del presidente dell Antica Università dei Minusieri, Stefano Pasquale, tenutosi il 20 marzo 2011 in occasione dell incontro annuale dell Associazione. Con la speranza che sia per tutti, artigiani e non, un utile spunto di riflessione. In questo particolare momento di crisi [ ] ho avuto modo di confrontarmi con diversi artigiani nostri associati e non: la percezione di molti è che l associazione abbia perso di vista le sue vere finalità e che si sia ridotta a una scatola vuota, un nome prestigioso ma ormai privo di significato, che agisce passivamente solo per conservare il proprio passato senza guardare al futuro. Come tutte le antiche corporazioni [ ] anche l Università dei Minusieri ha, tra le sue funzioni, quella [ ] di tutelare i suoi iscritti. Ma perché questo sia possibile è necessario che l Università torni a essere una realtà viva e operativa, e che gli stessi associati si impegnino ad essere parte attiva di un progetto comune basato su Gestione e Sviluppo [ ] acquisendo nuovi iscritti che portino nuove energie e risorse. Bisogna abbandonare il sogno dei vecchi romantici e costituire un associazione dotata [ ] di quei mezzi finanziari dai quali non si può prescindere se si vuole dare visibilità e risonanza al proprio progetto. Progetto che, per tutelare gli artigiani da un mercato ormai selvaggio, deve necessariamente passare attraverso la qualità del lavoro e la tutela del consumatore. La qualità dell Associazione è la sua cultura dei mestieri: bisogna in un certo senso fare cultura per valorizzare e divulgare i contenuti professionali del lavoro, affinché le persone siano in grado di riconoscerli e di sceglierli. La qualità del lavoro del resto non è data dal bel lavoro fine a sé stesso, ma dal mantenimento della promessa, ovvero dal rispetto degli accordi presi con il committente. Le aziende che sceglieranno di aderire in forma operativa all Associazione dovranno applicare un codice di autodisciplina coerente e rispettoso dei principi dell Associazione finalizzati [ ] alla tutela del consumatore e di conseguenza dell impresa stessa, e riconducibili ai medesimi principi del Capo d opera, affinché l Università dei Minusieri sia riconoscibile come un vero e proprio marchio di qualità, unico ponte per lo sviluppo e il coordinamento sinergico degli associati. Non dimentichiamo che la stessa compagnia dei Minusieri nacque con l intento di: «servir ad medesimo pubblico et a particolari di esso con quella puntualità che si richiede in tal arte, senza doglienze tanto de cittadini, che tra di loro medesimi». Stefano Pasquale In alto. A sinistra. Il punzone dell Università dei Minusieri, rappresentante il compasso e il pialletto, simboli della corporazione. A destra. L ingresso della sede storica in Via Santa Maria a Torino. Foto: Archivio Antica Università dei Minusieri Capodopera 11

14 ASSOCIAZIONE SCUOLE TECNICHE SAN CARLO Unione Ex Allievi Bruno Zanin Presidente dell Unione Ex Allievi Estetica e mestiere La straordinaria raccolta di disegni delle Scuole San Carlo 12 L Unione Ex Allievi possiede un corposo fondo di disegni per la realizzazione di arredi in legno. Quelli che vi presentiamo in anteprima provengono da una donazione della famosa falegnameria Savio di Chieri e sono stati realizzati negli anni Cinquanta e Sessanta. Sono tavole in scala 1:1 di mobili che venivano realizzati ciascuno in pochissimi esemplari. Un cliente che fosse entrato nella falegnameria avrebbe potuto scegliere i mobili sulla base di disegni acquerellati raffiguranti stanze arredate, una sorta di catalogo che permetteva di immaginare gli arredi già perfettamente inseriti in un ipotetica casa. Capodopera A ciascuno dei mobili proposti nelle tavole di presentazione corrispondevano i disegni in scala reale corredati dalle sezioni dei particolari costruttivi: per l azienda disporre di simili disegni significava avere degli strumenti certi, pronti per essere copiati e riportati sul legno con la carta carbone o la carta trasparente. Constatare che disegni tanto curati graficamente fossero in realtà destinati a essere veri e propri strumenti di lavoro per gli artigiani può essere soprendente. Ma se li si mette a confronto con la tradizione disegnativa piemontese, le peculiarità di questi disegni trovano tutte una loro ragione. A sinistra. Dall alto. Uno degli armadi che custodiscono la raccolta. Il dettaglio di una cornice per specchiera. Nella pagina a fronte. Progetto di un letto. Foto: Michela Goi

15 Era il XVIII secolo quando l architetto di corte Filippo Juvarra introdusse l abitudine di allegare ai contratti stipulati con gli artigiani delle istruzioni dettagliate e complete di disegni per ogni intervento nelle residenze sabaude. L accuratezza dei disegni garantiva all architetto il controllo totale sui lavori e d altro canto probabilmente accrebbe la dimestichezza degli artigiani a lavorare con il supporto delle immagini. Nel corso di trecento anni l importanza del disegno non è venuta meno. Perché un buon disegno è funzionale a una corretta esecuzione e un istituzione come le Scuole San Carlo ha formato generazioni di artigiani con doti grafiche d eccezione. È chiaro allora che la bellezza del chiaroscuro di questi disegni non è un vezzo estetico ma un modo per evidenziare le forme del rilievo, così come ogni curva e ogni modanatura sono delineate con tratto netto e sicuro. Oggi l utilizzo della tecnologia e delle nuove metodologie costruttive ha in parte mutato l approccio al disegno e le sue applicazioni: il ruolo dell istituzione scolastica è allora quello di continuare a insegnare la pratica del disegno, che è pur sempre alla base di tutti i mestieri, e di custodire le tracce di una realtà artigianale e artistica in cui affondano le radici del presente. A questo scopo, sarà fondamentale occuparsi della conservazione ottimale della raccolta. Al momento, infatti, con l aiuto della professoressa Valentina Villata, i disegni, rimasti arrotolati per anni, sono stati vaporizzati con acqua e appoggiati su veline di stoffa per essere tirati in piano. Sono stati puliti su entrambi i lati con una gommapane e occorrerà ancora consolidare i margini dei fogli per evitarne il degrado. Il proposito dell Unione Ex Allievi è quello di riordinare la collezione e mettere questo patrimonio a disposizione di allievi ed ex allievi che abbiano la necessità di documentarsi per i loro lavori. Capodopera 13

16 ARTISTI Michela Goi Stefano Veronesi tra mente e cuore La logica e l emozione, la ragione e l istinto, il raziocinio e il sentimento. L essere umano si misura da sempre con questa dicotomia, che forse non è indecidibile come sembra, se si pensa che la sua origine risiede nel nostro cervello, i cui emisferi sono la sede delle due opposte tendenze. È intorno a questa polarità che si sviluppa il lavoro dell artista torinese Stefano Veronesi. Nell affrontare la sfera dell emotività ha unito pittura e fotografia in una serie di opere chiamate Streamers. Il punto di partenza è un ritratto fotografico epurato di ogni elemento che possa collegare il ritrattato a una contingenza di luogo o di tempo. Rimane l immagine nella sua assolutezza, un ricordo puro. E a questo punto Veronesi interviene con la pittura, dando corpo e colore all energia che si sviluppa dal volto: linee e volute che rendono visibile l aura della persona in una personalissima reinterpretazione del ritratto classico. Le opere che vanno sotto il nome di Limen, invece, sono intese a incarnare con rigore geometrico le suggestioni della ragione. Qui non c è nulla di figurativo, solo linee, circonferenze e forme che richiamano simboli alchemici e spazi astratti. I due filoni si incontrano nei Rotoli d arte: tele decorate su entrambi i lati secondo queste due maniere di intendere la pittura. I rotoli possono essere disposti in modi diversi: appesi alla parete, drappeggiati o sospesi, così che mantengano la loro tridimensionalità e possano mostrare ciascuna faccia. Stefano Veronesi ha esposto dal 2 al 12 settembre ai Dioscuri del Quirinale per una mostra collettiva e poi a Bollywood, sede delle grandi produzioni cinematografiche indiane. Nel 2008 ha esposto alla Eye Gallery di Shanghai e successivamente alla Promotrice di Belle Arti di Torino e in altre città italiane e straniere. Numerose sono le sedi espositive che ospiteranno i suoi lavori: Praga, Chicago, Toronto, Roma, Torino, Parigi. Accanto alle mostre tradizionali, Veronesi si è dedicato a performance in cui le sue opere si accompagnano con la musica, la danza, il teatro e la poesia, anche grazie a collaborazioni con il mondo dello spettacolo. In alto. A sinistra. Rotoli d arte. A destra. Brezza Oro. Streamers. In basso. Triade. Limen. 14 Capodopera Foto: gentile concessione di Stefano Veronesi

17 REGIONE PIEMONTE Eccellenti da 150 anni Michela Goi Artigianato d avanguardia Speciale 150 anni Quando si parla di attività storicamente radicate sul territorio, si pensa facilmente a un artigiano che continua a lavorare con le tecniche e gli strumenti di una volta, restando ai margini del passare del tempo. In alcuni casi, invece, la combinazione di modernità ed esperienza è il mezzo con cui l artigianato riesce a produrre oggetti da usare nel mondo di oggi. Atelier Caruso 1861 L Atelier Caruso 1861, per esempio, è nata nell anno dell unità d Italia e da allora non ha cambiato sede. L atelier di via Maria Vittoria era fornitrice dei Savoia per le tappezzerie e oggi produce arredamenti per interni su misura. I laboratori confezionano tende, lenzuona, tovaglie e tutto quello che serve per la casa e producono mobili imbottiti realizzati ad hoc per il cliente. La personalizzazione comprende naturalmente la scelta dei tessuti e delle misure degli arredi, ma include anche le tecniche di realizzazione e le tipologie di materiali. Il design moderno nasconde un uso di materiali ecocompatibili: legno massello, piumino d oca e poliuretano ecologico. Se la maestria artigiana non è venuta meno, nell atelier si trovano anche prodotti estremamente innovativi, uno tra tutti la carta da parati detta led wallpaper, in cui è integrato un sistema luminoso. A sinistra. Dall alto. Atelier Caruso: il divano Felce. La poltrona Beetroot, realizzata dall Atelier Caruso con materiali tecnologici. Foto: gentile concessione dellʼatelier Caruso Capodopera 15

18 Alla metà del secolo, il titolare Agostino Rampone era al contempo un apprezzato flautista della Scala e un tecnico con all attivo riconoscimenti in tutto il mondo. In quegli anni la produzione si basava su macchine azionate dalla forza motrice dei torrenti e sui legni locali come il pero, il corniolo, il maggiociondolo e il bosso. Il sax si aggiunse alla produzione verso il 1875, quando questo strumento, pur essendo stato inventato da Adolph Sax quasi trent anni prima, non era ancora fabbricato in Italia. Di questi anni si conservano alcuni prototipi in legno, esposti al pubblico nel Museo dello Strumento Musicale del paese. Oggi, dopo alterne vicende, l azienda è tornata ai discendenti della famiglia, che oltre ai saxofoni fabbricano clarinetti, flauti e ottoni per musicisti professionisti. 16 In alto. A sinistra. Il laboratorio di Rampone e & Cazzani. A destra. Dall alto. La minuziosa lavorazione degli elementi che compongono lo strumento musicale. L arte dell incisione impreziosisce i metalli. Capodopera Foto: gentile concessione di Rampone & Cazzani Per il divano Felce, per esempio, sulla base del disegno del tessuto scelto dal cliente, si realizza la decorazione su fogli di lamiera traforata al laser sulla struttura del mobile. Ancora più sorprendente è la combinazione di materiali della poltrona Beetroot, con la struttura in materiale composito ultraleggero, tessuto non tessuto per il rivestimento e poliuretano ricoperto da vernice elastica a base di polvere di alluminio per la cusciniera. Rampone & Cazzani Le origini della Rampone & Cazzani di Quarna Sotto (Verbania), che oggi produce saxofoni a mano, sono più antiche dell invenzione stessa dello strumento. L attività ebbe inizio ai primi dell Ottocento con la tornitura di strumenti in legno: flauti, clarinetti e pifferi.

19 PROVINCIA DI TORINO Aprire l impresa con il Mip Voglia dʼimpresa TORINO, 28 E 29 SETTEMBRE UNA NUOVA EDIZIONE DELLA Iria Grandinetti Progetto MIP Mettersi In Proprio della Provincia di Torino MANIFESTAZIONE SULLA NEO IMPRENDITORIA In Italia la micro impresa con meno di 10 addetti supera i 4 milioni di unità, il 95% del totale e occupa il 47% degli addetti. Le piccole aziende rappresentano il motore economico della nostra nazione, ma questa grande risorsa deve essere sostenuta e fatta crescere nel tempo. Capire quali siano gli ingredienti che ne possono influenzare lo sviluppo è quindi fondamentale per poter impostare interventi più efficaci di sostegno. Lo è altrettanto interpretare l emergere di un nuovo fenomeno: l aumento dei professionisti a partita Iva, una realtà a cavallo tra microimprenditoria e lavoro autonomo. Di questo e molto altro si parlerà il 28 e 29 settembre a Torino nella quarta edizione di Voglia d Impresa. La manifestazione dedicata ai temi dell imprenditoria è organizzata dalla Provincia di Torino ed è rivolta a chi è interessato a mettersi in proprio, a chi lo ha già fatto, ai lavoratori autonomi e a chi opera a vari livelli nei servizi di supporto all autoimprenditoria. La prima giornata si apre con l analisi delle Politiche e strategie per il sostegno delle PMI in Europa e in Italia, con l intervento di rappresentanti delle Istituzioni europee, del Governo italiano e del Ministero dello Sviluppo Economico, a cui segue una tavola rotonda sul tema Quale ricetta per la crescita e il successo delle piccole imprese. Docenti ed esperti si interrogano su quali siano i fattori determinanti il successo e la crescita e se esista un unico modello di impresa ideale. Si parla di aggregazione in rete, internazionalizzazione, dimensioni e organizzazione interna, governance, stili e valori di management e di come soggetti pubblici e privati possano contribuire a creare un ambiente fertile per lo sviluppo delle piccole imprese del territorio. Il pomeriggio è dedicato ai lavoratori autonomi, con particolare riguardo ai nuovi professionisti della conoscenza, consulenti, formatori, informatici, creativi operanti al di fuori degli Albi Professionali con modalità di lavoro e di aggregazione spesso innovative: Nuovi lavori, tra reti reali e virtuali. Uno sguardo nel mondo delle professioni e delle P.Iva. Il workshop intende analizzare la situazione, i motivi di questa scelta professionale e soprattutto capire come stia trasformandosi il mondo del lavoro e dell impresa, dando voce a testimoni e professionisti. Segue Faccia a faccia con l impresa: la giornalista e autrice del blog Lavori in corsa Nicoletta Spolini intervista una realtà imprenditoriale di eccellenza del territorio per scoprire gli ingredienti che ne hanno decretato il successo. Infine, la giornata si conclude con la premiazione delle aziende nate con il supporto del Servizio Mettersi in Proprio (Mip) della Provincia di Torino e vincitrici della Sesta Edizione del concorso Premia l Impresa Mip. La seconda giornata è infine riservata agli addetti ai lavori e si apre con una tavola rotonda su Professionalità per la creazione e lo sviluppo d'impresa: competenze e strumenti a confronto, dibattito che acquista una dimensione internazionale grazie alla partecipazione dei partner del progetto europeo Imageen, Improvement of Methodologies and Governance of European Entrepreneurship Network, cui la Provincia di Torino ha aderito. Per informazioni sul servizio Mip: Segreteria Organizzativa Codex Iria Grandinetti Rachele Cipriano Via Montecuccoli 9, Torino Tel: Capodopera 17

20 Viaggio nei Musei d Italia Speciale 150 anni Michela Goi In viaggio nei Musei italiani dell artigianato contemporaneo In questa seconda parte del nostro viaggio tra i Musei italiani che si occupano di artigianato, abbiamo scelto i temi di alcune produzioni di bigiotteria e ceramiche prodotte tra Otto e Novecento e del design. Si tratta di realtà al confine tra artigianato e produzione industriale che ben rappresentano come i cambiamenti economici e sociali abbiano trasformato alcuni generi di oggetti in prodotti di massa. Piemonte UN MUSEO DEL DESIGN A NONE Il Museo Museo del Design Via Sestriere, 33 None (TO) Tel deldesign.it deldesign.it In alto. A sinistra. Una sala della collezione del Museo. A destra. Raccolta di sedili di design. Foto: gentile concessione del Museo del Design 18 Capodopera Il Museo del Design nasce su iniziativa della Galliano Habitat, azienda di arredamento e design, che lo ospita nell edificio dello showroom di None. I lavori di rinnovamento si sono conclusi con l inaugurazione del 2008 in occasione di Torino 2008 World Design Capital. Attraverso le collezioni del museo si può entrare in contatto con oggetti che hanno fatto la storia del design italiano ma anche la storia quotidiana della gente, perché il fascino degli oggetti di design consiste proprio nel fatto che una brillante idea progettuale, fatta di forme originali e funzionalità, è finalizzata alla diffusione. In un museo come questo l esposizione dei prodotti diventa un punto di osservazione per la storia culturale. Vi si trova la lampada Arco, progettata da Achille Castiglioni nel 1962 con uno stelo telescopico in acciaio tanto semplice quanto elegante, e anche la Moka 9090, disegnata da Richard Sapper per Alessi e vincitrice del Compasso d Oro nel Chi non fosse un esperto in design riconoscerà comunque a colpo d occhio la celebre Lettera 22 di Olivetti, nata nel 1950 da un idea di Marcello Nizzoli. La collezione presenta poi le opere di alcuni grandi nomi tra cui Frank Lloyd Wright, Le Corbusier, Gio Ponti. Di questa produzione storica non si evidenzia solamente il lato estetico: trattandosi di oggetti d uso, il museo intende mettere in luce anche la storia della tecnica e della tecnologia.

21 IL MUSEO INTERNAZIONALE DEL DESIGN CERAMICO Viaggio nei Musei d Italia Speciale 150 anni Michela Goi A CERRO DI LAVENO MOMBELLO Lombardia Con la fondazione della Società Ceramica Carnelli, Caspani, Revelli e C. nel 1856 inizia la produzione delle ceramiche di Laveno. Il territorio offriva tutte le risorse per avviare una produzione industriale di grande portata: l acqua, il combustibile, la torba e la possibilità di trasportare i materiali via acqua. Questo è solo l inizio della storia che il museo racconta al visitatore, la storia di una produzione di massa mirata a coniugare i prezzi contenuti e un buon livello qualitativo, raggiunto anche grazie alla direzione artistica dell architetto Guido Andlovitz e alla collaborazione con la società Rosenthal. La collezione del museo è frutto delle donazioni della Società Ceramica Italiana Richard- Ginori e di collezionisti privati e comprende sia oggetti d uso che pezzi d arte. Vi si trovano servizi da tavola, vasi, piatti e altri oggetti prodotti a partire dalla fine dell Ottocento e una curiosità che di sicuro non manca di attirare l attenzione: alcuni servizi igienici dell inizio del Novecento, oggetti che difficilmente sono stati conservati o addirittura musealizzati. Non mancano sculture e pannelli di Andlovitz, Biancini, Campi, Melandri, Gariboldi e artisti contemporanei. Il Museo MIDeC Via Lungolago Perabò, 5 Cerro di Laveno Mombello (VA) Tel Orario di apertura: Martedì Mercoledì - Giovedì - Venerdì / Sabato - Domenica - Festivi (da ottobre a maggio) Sabato - Domenica - Festivi (da giugno a settembre) Chiuso: tutti i lunedì. midec.org A sinistra. Dall alto. Pannello in ceramica. Sala porta ombrelli. A sinistra. Vaso liberty denominato Spertini dal nome dell autore. Foto: gentile concessione del MIDeC Capodopera 19

22 Viaggio nei Musei d Italia Speciale 150 anni Michela Goi Piemonte Il Museo Fondazione Museo Arti e Industria di Omegna Parco P. Maulini, 1 Omegna (VB) Tel Orario di apertura: Da Lunedì a Giovedì: e Venerdì: 9-13 e Sab. e Dom.: omegna.org forumomegna.org LA FONDAZIONE MUSEO ARTI E INDUSTRIA DI OMEGNA Molte sono le aziende che hanno condizionato il tessuto economico del Cusio e si sono imposte sul mercato della produzione di oggetti per la casa: Alessi, Calderoni, Girmi, Lagostina, La Nuova Faro e Piazza. Il museo ha raccolto alcuni di questi oggetti, prodotti a partire da fine Ottocento, e le storie di coloro che li hanno concepiti e prodotti. Un percorso cronologico inquadra le opere nel loro contesto storico: ci sono le campagne pubblicitarie, le fotografie di designer, artigiani e operai e approfondimenti sui diversi progetti. Oltre a un archivio visivo di una cultura materiale nota in tutta Italia, dunque, si possono approfondire le questioni della storia sociale e lavorativa di un territorio. Un allestimento non tradizionale permette al visitatore una lettura su diversi livelli di approfondimento con cassetti estraibili dai cubi espositivi, in modo che solo chi è interessato all informazione vi abbia accesso e non si crei nella stanza confusione visiva. Un video accoglie i visitatori e libri, depliant e cataloghi sono lasciati a disposizione insieme a morbidi pouf per rilassarsi, sfogliando i libri. L edificio Il Forum è impostato sulla struttura dell unica parte rimasta della ferriera Cobianchi, una vecchia acciaieria attiva da fine Ottocento fino al Nel 1995 il Comune di Omegna, con il contributo della Comunità Europea, ha avviato la trasformazione di una parte della vecchia fabbrica in un centro culturale polifunzionale. L invenzione estetica dell edificio, studiata dall atelier Mendini, si articola sul contrasto tra il restauro filologico delle parti vecchie e una serie di nuovi elementi funzionali con particolare cura, dentro e fuori, al sistema dei colori e degli interventi pittorici. In alto. A sinistra. Il Museo. A destra. In centro. Un ambiente del Museo. In basso. Un immagine dell allestimento. Foto: Archivio Forum Omegna 20 Capodopera

23 Il Museo del Bijou di Casalmaggiore custodisce e divulga la storia del bijou, un genere di oggetti apparentemente poco pertinente con il tema dell artigianato. La bigiotteria è solitamente un prodotto industriale e nella città di Casalmaggiore fino agli anni Settanta la produzione assunse dimensioni mai raggiunte nel resto d Italia. Ma l origine di questa vicenda è da cercare nel mondo artigiano. Attraverso oggetti originali, strumenti di lavoro, macchine per la produzione, fotografie e documenti d epoca, il museo racconta al visitatore una storia sconosciuta ai più. IL BIJOU A CASALMAGGIORE Fu un orafo, Giulio Galluzzi, a inventare la tecnica per imitare i gioielli in metalli preziosi: era il 1880 e grazie al placcato-oro iniziarono le esportazioni di bigiotteria. Naquero diverse aziende specializzate in bigiotteria che si riunirono nella Società Anonima Fabbriche Riunite Placcato Oro, un azienda in grado di vendere in tutto il mondo grazie a un costante aggiornamento sulla moda. Dopo l abbandono di questa produzione, fu proprio un gruppo di ex dipendenti a mettere insieme una collezione che documentasse efficacemente questo importante tassello della memoria storica locale. Viaggio nei Musei d Italia Speciale 150 anni Michela Goi Lombardia Il Museo Museo del Bijou Via Azzo Porzio, 9 Casalmaggiore (CR) tel Orario di apertura: Tutti i giorni feriali dalle ore 10 alle 12 e dalle ore 15 alle 18 Domenica e festivi dalle ore 15 alle 19 delbijou.it delbijou.it In alto. A sinistra. Un gioiello della Collezione. In centro. Una spilla Deco. A destra. Il laboratorio del Museo. In centro. Fascette per il volante dell auto In basso. Alcuni bijou della Collezione. Foto: Archivio Museo del Bijou Capodopera 21

24 Viaggio nei Musei d Italia Speciale 150 anni Marcella Bergnesi Lenci, una storia torinese L Archivio Storico della città di Torino è uno scrigno prezioso che custodisce circa nove secoli di storia ed è uno dei più importanti d Italia e d Europa con i suoi ventimila metri lineari di carte che conservano testimonianze e memorie e che raccontano le vicende della città che da comune medievale si era trasformata a capoluogo del ducato e in seguito a Capitale d Italia e successivamente a metropoli industriale e culturale. Miglior contesto non poteva trovare la mostra delle bambole Lenci, uno dei simboli torinesi più famosi al mondo, tanto che il Comune ne ha acquisito l archivio e i residui beni di interesse storico e artistico per porre un freno alla totale dispersione del suo patrimonio, con lo scopo di far emergere quell alchimia di creatività e di perizia artigianale che hanno reso celebre la Fabbrica Bambole Italiane in tutto il mondo. Quella della Lenci è una storia tipicamente torinese che si svolge in zona Crocetta e successivamente in zona Santa Rita: personaggi principali due giovani coniugi, Elena Konig soprannominata Lenci, creativa e artista, ed Enrico Scavini, agente di commercio. 22 Capodopera Tutto nasce da un evento imprevisto e doloroso, cioè dalla morte per febbre spagnola della loro figlioletta subito dopo la prima guerra mondiale. Per reazione Elena Konig si mise a confezionare bambole di pezza e di panno, accumulandole une sulle altre, e quando una sera durante una cena tra amici il marito fece vedere questi lavori a un commerciante italo americano, questi ne capì il valore e li acquistò in blocco vendendoli negli Stati Uniti. Ne richiese altre al più presto. Ormai il dado era tratto. Nel 1919 Enrico Scavini presentava domanda alla Prefettura di Torino per ottenere un marchio di fabbrica chiamato appunto Lenci : questo, che successivamente avrebbe evocato un intero mondo, aveva come elemento unificante il pannolenci, una varietà di panno, specialità della Casa, che consentiva impieghi altrimenti impensabili con quello tradizionale: non era un tessuto e l assenza di trama e ordito rendevano la struttura più malleabile se sottoposta all azione della pressione e del calore.

25 La piccola azienda ebbe un successo travolgente anche perché i tempi erano propizi: dopo anni di guerra e rovine le bambole Lenci suggerivano un mondo allegro, colorato, pieno di voglia di vivere, come quello che i futuristi cercavano di esaltare con le loro stravaganti iniziative. A loro l azienda si rivolse per modellare le teste delle bambole. A favorire il successo contribuirono anche ragioni economiche: il dopoguerra aveva creato una forte crisi economica con riduzioni di salari e licenziamenti; le bambole tradizionali risultavano perciò troppo costose, fuori della portata delle famiglie, mentre queste erano costituite da materiali poveri, almeno all inizio, e si presentavano sul mercato con prezzi contenuti e i bambini perciò potevano strapazzarle a volontà. Ad essere ancor più conosciute, contribuì la partecipazione a fiere e manifestazioni importanti come a l l E s p o s i z i o n e Internazionale di Arti Decorative di Parigi nel La Lenci, che intanto si era trasferita in una struttura più grande e contava nel 1928 circa 600 dipendenti, ebbe negli anni numerosissimi premi e si arricchì di nuovi prodotti: accanto alle bambole tradizionali in circa 70 modelli destinate all infanzia, comparvero bambole da arredamento e riproduzioni di animali e, successivamente utilizzando una novità assoluta, il feltro lavabile, vennero costruiti anche numerosi accessori destinati a una casa di bambola: camere da letto, soggiorni, armadi, cassapanche, vestitini per bambole e poi con il pannolenci vennero fatte giacche per bambini, cappelli, borse, specchi, cornici. La consacrazione del successo fu la partecipazione della fabbrica all Esposizione di Torino, dove ebbe la parte del leone non la città industriale, ma la Torino raffinata della moda, dell arredamento, della ceramica. La concorrenza si fece ben presto sentire e altre aziende immisero sul mercato bambole che si rifacevano ai modelli Lenci, ma meno curate nei particolari e quindi meno costose. Così la coppia pensò di dedicarsi alla ceramica, fatto molto importante sotto il profilo artistico che fu apprezzato dagli appassionati del settore, ma fece lo stesso errore commesso con le bambole, dando vita a una produzione troppo differenziata e, lanciata la moda, i modelli vennero copiati da altre ditte. Nel 1933 i coniugi Scavini furono costretti a cedere una parte dell azienda a due soci, i signori Garella che poi ne assunsero la proprietà. Questi ridussero il personale e ridimensionarono la produzione di bambole e ceramiche a pochi modelli, anche se si mantennero l esecuzione e l accuratezza raffinata. Nel 2002 il marchio venne chiuso definitivamente, quel marchio che rappresentava uno dei simboli più noti di Torino nel mondo frutto della creatività e dell ingegno di una signora della piccola borghesia. Nella pagina a fronte. I fiori di pannolenci. Cartella di lavorazione. Coroncina Primavera per cappello. (Fondo Lenci, D 266). In centro. Un bozzetto preparatorio di Marcello Dudovich. (Fondo Lenci, D 954). In alto. A destra. La copertina del primo catalogo delle bambole Lenci del È costituito da 13 pagine in cui sono riprodotti tutti i modelli di bambole fabbricate su ordinazione. (Fondo Lenci, D 630). In basso. Una tavola del catalogo delle bambole Lenci del (Fondo Lenci, D 631). Foto tratte da Bambole e non solo... Lenci una storia torinese, a cura di Pier Luigi Bassignana e Luciana Manzo, Torino, 2010, Archivio Storico. Foto: gentile concessione dellʼarchivio Storico di Torino Capodopera 23

26 L ARTIGIANO NEL WEB Gli Artigianauti Chi sono Gli artigianauti? a cura di Nadia Camandona Da oltre un anno Capodopera collabora con la fondatrice di una pagina su Facebook che ha spopolato nel mondo dell artigianato: L artigianato... per i maestri e per gli appassionati. Più di contatti a un anno dalla nascita e una crescita costante d interesse nei mesi successivi. Recentemente, dalla convinzione che Internet sia un mezzo indispensabile per far conoscere l importanza e la bellezza dell artigianato, sostenendo i suoi protagonisti con i mezzi tecnologici più innovativi, è nato il sito La fondatrice, Serena Ciarcià, ci invita a conoscere meglio queste opportunità. 24 In alto. Presentazione grafica e logo ufficiale de GLI ARTIGIANAUTI, portale a sostegno dei creativi contemporanei. Foto: gentile concessione de Gli Artigianauti Capodopera Benvenuti amici creativi in questo spazio a voi dedicato. In cui dar voce e visibilità agli artigiani contemporanei, dove la creatività trova posto per esprimersi, dove tu e la tua abilità manuale siete i protagonisti. Benvenuti qui dove l arte, dall antico restauro al moderno interior design, riempiranno i vostri occhi di opere ingegnose, stravaganti, capaci di catturare la vostra attenzione e rapirvi per trattenervi con noi in un mondo fatto di infinite cromie brillanti, cieli azzurri di libertà e distese fiorite di creatività. Così ha inizio il lungo viaggio de Gli Artigianauti, dirigibile del web che muove le sue vele a sostegno dei creativi contemporanei. L artigianato è più vivo che mai e Internet è il più potente mezzo di comunicazione! L e.commerce è diventato oggi il nuovo metodo per aprire un negozio che sfoggia la sua vetrina, non solo alla propria città, ma al mondo intero e tramite cui poter vendere le proprie creazioni. GLI ARTIGIANAUTI, tramite accordi stipulati con Jimdo GmbH, offrono a ogni creativo un sito e.commerce gratuito, professionale e completo di blog, forum, e-shop, bottoni di condivisione ai social network. Il sito è semplice e intuitivo anche per chi non ha competenze informatiche; autonomo, per non sostenere le spese di manutenzione ed è soprattutto collegato al sito ufficiale de Gli Artigianauti. Infatti questi ultimi offrono anche il loro supporto promozionale basato su consigli pratici per far decollare la nuova impresa online; articoli e interviste a loro dedicate pubblicate sul sito ufficiale per dargli sin da subito maggiore visibilità; newsletter rivolte a migliaia di lettori interessati. Ogni iniziativa presente su Gli ARTIGIA- NAUTI è stata creata per dare visibilità e informazione ai creativi. Il blog interno ha la funzione di comunicare informazione di settore ai lettori: presentare nuovi brand, eventi e realtà hand made; guide e lezioni su come gestire la propria attività nel web o come approcciarsi a nuove tecniche (vetro, mosaico, ecc.); nuove richieste di collaborazione affinché gli artigiani possano unirsi e lavorare insieme ad un progetto; la possibilità di avere una creazione pubblicata su una rivista di settore; nuovi metodi per ottenere finanziamenti dalla collettività senza rivolgersi alle banche. Inoltre è presente una sezione dedicata alle Fiere nazionali e Internazionali per avere un occhio vigile sui movimenti del settore e potervi partecipare. Gli Artigianauti promuovono perfino la Mostra a cui partecipi o il Corso creativo che organizzi in modo che tutti i lettori possano passare a trovarti. Le grandi potenze italiane hanno portato in giro per il Mondo la nostra bandiera e poi si sono spesso vendute alla manodopera estera a basso costo tradendo così la manifattura italiana. I piccoli e grandi artigiani, con le loro attente e curate auto-produzioni sono oggi il simbolo che il Made in Italy c è ancora e che a portarlo in alto è, come sempre, l artigianato! Noi siamo con voi! Serena Ciarcià

27 Presentarsi e conoscere nuovi clienti L ARTIGIANO NEL WEB Gli Artigianauti Serena Ciarcià Fondatrice de GLI ARTIGIANAUTI Il mito della velocità promosso già ai tempi del Futurismo, oggi è diventata la nostra realtà e non possiamo più rifarci a vecchie metodologie ma siamo tenuti ad attuare nuove strategie di marketing, studiare il cliente per catturare il suo desiderio, esaudirlo e infine essere presenti nel mondo della comunicazione per trasmettere in maniera forte e decisa chi siamo e cosa facciamo. Il tutto in breve tempo! Necessario è allora riuscire a presentarsi, trasmettendo trasparenza e fiducia, e veicolando al meglio il valore del nostro marchio affinché il cliente ne sia subito rapito. Ecco una serie di consigli su come muoversi per presentarsi e c o n o s c e r e nuovi clienti. Il modo più prestigioso di presentarsi a un vasto p u b b l i c o interessato al settore consiste nel partecipare ai grandi Saloni nazionali e internazionali specializzati nel lavoro svolto. Ne esistono di vario genere, alcuni dedicati all abbigliamento e al tessile, altre alla pelletteria, altri ancora alla ceramica o al vetro, impianti di illuminazione, gioielli, ecc. Ognuno di questi si svolge solitamente due volte l anno in una città capace di accogliere centinaia di espositori e visitatori. L artigiano ha qui la possibilità di affittare uno spazio all interno della Fiera e di esporre i prodotti realizzati. Sono in migliaia i visitatori che partecipano alle fiere e così l artigiano ha modo di conoscere nuovi clienti. Interessante diventa per un artigiano esporre le proprie opere in Mostre apposite e partecipare ai Concorsi. Le mostre infatti aiutano l artigiano a comunicare il prodotto poiché spesso si tratta di eventi ben pubblicizzati nell interesse dell organizzatore e dei partecipanti. I concorsi invece aiutano l artigiano ad avere un confronto con i colleghi e danno la possibilità di vincere premi (spesso in denaro), che arricchiranno la lista dei riconoscimenti. Questi ultimi daranno maggior prestigio all attività svolta, e anche in questo caso aiuteranno a far girare il nome del brand su riviste e blog, poiché è lecito che i vincitori siano spesso pubblicati e meritino così attenzione a livello promozionale. Di notevole importanza per la comunicazione del prodotto sono le riviste: pagine intere dedicate all attività svolta, pubblicate nelle riviste di settore, sicuramente giovano al proprio business perché creano pubblicità e in questo modo tutti i lettori della testata giornalistica potranno conoscere chi siamo. È consigliabile ad un artigiano inserirsi nei portali web e nei blog dedicati all attività svolta per essere menzionati in modo che più utenti possibili possano conoscerci. Inoltre è importante oggi avere un proprio sito Internet in cui presentare la filosofia del brand e il prodotto nella sua descrizione tecnico/emozionale fino poi, ad aprire all interno del sito, il proprio e- shop in cui vendere al mondo intero le creazioni. Social Network e newsletter diventano nostri alleati e aiutano l artigiano a conoscere e condividere il proprio mestiere e a tenere aggiornati i contatti sui nuovi prodotti appena lanciati, offerte, eventi, ecc. Buon lavoro! In centro. Vocaboli-input per come muoversi con l obiettivo di conoscere nuovi clienti. Serena Ciarcià. Foto: gentile concessione de Gli Artigianauti Capodopera 25

28 L ARTIGIANO NEL WEB Gli Artigianauti Serena Ciarcià Fondatrice de GLI ARTIGIANAUTI Crowdfunding Il nuovo metodo per realizzare un progetto 26 Obama ha ricavato con il Crowdfunding ben 500 milioni di dollari per realizzare la campagna elettorale che lo ha consacrato Presidente degli USA Foto: gentile concessione de Gli Artigianauti Capodopera Aiutarsi a vicenda e unirsi in gruppi per dare voce ai valori che ci identificano è la favola che spesso i nostri genitori ci hanno raccontato da piccoli per regalarci quel brivido di ottimismo che ci ha permesso poi, una volta diventati adulti, di progettare, innovare, evolvere. Tale concetto è stato oggi sviluppato in un sistema pratico che permette realmente di unire le forze a favore di un unico progetto. Ciò unendo la forza di un progetto valido da promuovere e il potenziale di Internet come mezzo di comunicazione e come contenitore in cui persone reali possono unirsi. Questo meccanismo si chiama Crowdfunding. Chi ha un progetto valido che non riesce a realizzare perché non possiede abbastanza denaro da investire, oggi può scegliere di aggirare l ostacolo del prestito bancario e giocarsi la carta del Crowdfunding. In che modo? Creando una presentazione chiara e coinvolgente del proprio progetto, inserendo immagini, video, e soprattutto le motivazioni che hanno dato vita all idea, e presentandola al web in modo che gli utenti, da qualsiasi parte del mondo, possano sostenere e aiutare economicamente il progettista. A ciò vanno abbinati i regali (di qualsiasi genere: biglietti del cinema, segnalibri, matite, quadri, ecc.) che il donatore (l utente che versa una cifra per sostenere il progetto) riceverà come ringraziamento della donazione effettuata. Il tutto viene inserito in uno dei tanti portali che si dedicano al crowdfunding e si stabilisce il limite di tempo entro cui il finanziamento deve raggiungere la somma prestabilita. Così tanti piccoli o grandi sostenitori, che credono nella tua idea, potranno finanziare concretamente il progetto e quest ultimo potrà essere realizzato. Nel caso in cui, allo scadere del tempo, non si riesca a raggiungere il budget prefissato, i donatori non dovranno più versare la cifra con cui avrebbero voluto sostenere il progetto; il progettista non dovrà donare i regali, e il progetto verrà cancellato dal portale. Così l autore potrà valutare se migliorare il progetto e re-inserirlo nel portale oppure cambiare idea e dedicarsi a qualcos altro senza però aver perso denaro! All estero il Crowdfunding funziona molto. Basti pensare che Obama ha ricavato, tramite questi, ben 500 milioni di dollari per realizzare la campagna elettorale che lo ha consacrato Presidente degli USA. Molti sono i portali esteri che si occupano di Crowdfunding e innumerevoli sono gli utenti che sono riusciti a realizzare i loro progetti tramite questa metodologia. In Italia siamo diffidenti, non crediamo molto nella vendita on line, né tantomeno nell idea che chi ci sta intorno possa voler aiutarci senza un tornaconto personale. Un po a rilento abbiamo anche noi compreso il potenziale di tale meccanismo e infatti sono nati due portali dedicati al Crowdfunding: il primo dedicato ai giornalisti e blogger che spesso necessitano di denaro per portare avanti le inchieste; il secondo, più versatile, dedicato ai progetti di natura sociale, professionale e artistica. A volte l unione può davvero fare la forza!

29 Diritto dʼautore e difesa dal plagio Èstraordinaria la soddisfazione che scaturisce dal successo della propria creazione. E immediatamente scatta la paura che qualcuno possa copiarla approfittandosi del nostro meritato lavoro. Per legge il Diritto d Autore «istituisce la tutela delle opere dell ingegno di carattere creativo, che appartengano alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all architettura, al teatro, al cinema. La tutela consiste in una serie di diritti esclusivi di utilizzazione economica dell opera e di diritti morali a tutela della personalità dell autore, che nel loro complesso costituiscono il diritto d autore» (legge spec. 22 aprile 1941, n. 633). Per cui il Diritto d autore nasce già con la creazione dell opera senza l adempimento di formalità quali la registrazione o brevetto dell opera. Il Diritto d autore comprende: il diritto di utilizzazione economica, tramite cui l autore può riprodurre, noleggiare, tradurre, distribuire e comunicare al pubblico la propria opera (art. 12 comma 2 l.d.a.). Tali diritti possono essere acquistati da terze persone tramite forma scritta. L autore ne ha diritto dalla creazione dell opera fino ai 70 anni post mortem. Il diritto morale (sancito dagli artt. 20 e 24 della legge sul diritto d autore) si divide nel diritto di rivendicare la paternità dell opera, diritto di opporsi a modifiche o deformazioni dell opera e diritto di ritiro dell opera dal commercio. Il diritto morale è alienabile e pertanto non può essere ceduto in alcuna forma. Tuttavia, il riconoscimento di un diritto non basta per ottenere il rispetto dell intera collettività. Pertanto, per tutelarsi dal plagio, è necessario acquistare una protezione capace di certificare, dopo accurati controlli, che l opera è di proprietà dell autore. Così facendo, in caso di plagio, l autore può rivendicarne i diritti sanciti dalla legge a sua tutela e procedere legalmente con una battaglia atta a punire il trasgressore. Stiamo parlando di Copyright, ovvero diritto di copia. In Italia la legge 180 sul diritto d autore dichiara la SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) unico intermediario nella gestione del diritto d autore e lavora a tutela dei diritti di sfruttamento economico dell opera. Essa non tutela perciò l autore in toto ma regola il commercio legale di quest ultima offrendo licenze a pagamento per l utilizzo delle opere che tutela e ripartisce poi i guadagni agli aventi diritto (autori). Oggi su Internet è diventato immediato copiare e sono nate così centinaia di corporazioni atte a tutelare i diritti dell autore sul web. Essendo Internet il simbolo della condivisione e della libertà, molti di questi offrono il servizio gratuitamente. Unica nota a cui riservare attenzione è leggere bene quali diritti legali può tutelare tale ente nel nostro Stato di residenza. Esiste oggi un business dietro un opera, fatta di amore e creatività, che fa lavorare corporazioni, avvocati e tribunali in tutto il mondo. E ciò a testimonianza del fatto che l uomo è capace di creare opere culturalmente ingegnose e, diventandone padre, ha il diritto di proteggerle. L ARTIGIANO NEL WEB Gli Artigianauti Serena Ciarcià Fondatrice de GLI ARTIGIANAUTI Il diritto d autore nasce con la creazione dell opera. Foto di Serena Ciarcià. Foto: gentile concessione de Gli Artigianauti Capodopera 27

30 L ARTIGIANO NEL WEB Gli Artigianauti Serena Ciarcià Fondatrice de GLI ARTIGIANAUTI Gioiello prezioso e bijou dʼautore: guerra aperta! In alto. Bijou: collana in argilla polimerica ideata e realizzata da Clayart. In centro. Gioiello: Anello in oro giallo e bianco 750 con diamanti, ideato e realizzato da Tamara Gervasio. Foto: gentile concessione de Gli Artigianauti 28 Capodopera Mai come oggi il bijou d autore e il gioiello prezioso hanno vissuto una guerra aperta a parità d armi! Essenzialmente il bijou è sempre stato creato come sostituto del gioiello, in una continua gara di accuratissimo lavoro tramite cui gli artigiani erano tenuti a realizzare con materiali poveri, come il vetro, straordinarie imitazioni delle più pregiate pietre preziose affinché l alta aristocrazia potesse indossarla, per esempio, durante i viaggi o le cerimonie in cui il pubblico restava distante e apparire ricchi e scintillanti senza però rischiare furto o perdite. Negli anni 20 il bijou accelera la sua corsa quando Coco Chanel lanciò la moda dei gioielli fantasia, ovvero bijoux, apparentemente preziosi, realizzati con materiali poco pregiati. Tali monili divennero ben presto i gioielli dell haute-couture che ogni donna avrebbe voluto indossare. Oggi il bijou è riuscito ad indossare elmo e spada ed è pronto ad una battaglia contro il gioiello dittatore! Il bijou oggi trova infatti una sua dimensione pregiata ben lontana dal gioiello prezioso inteso nel suo significato più classico. E così i creativi contemporanei studiano nuovi volumi, dimensioni, forme e soprattutto utilizzano nuovi e insoliti materiali per creare opere speciali capaci di rendere unica ogni donna. Nascono allora bijou d autore in carta pregiata, meticolosamente lavorati per rendere il materiale resistente e tenace; bijou in plex dal design contemporaneo capaci di richiamare l aspetto che oggi contraddistingue l arredamento d avanguardia; bijou in stoffe riciclate che nascondono in sè la memoria del ricordo mutato a nuova vita; bijou in paste polimeriche, versatili e spesso dai colori ironici, in grado di accompagnare l acquirente in mondi fantastici ed entrare così dentro una favola fatta di glasse golose e romantiche o segnali stradali pop. Il bijou diventa insomma il campo in cui talentuosi designer si divertono a sperimentare qualcosa di unico e capace al contempo di acquisire un valore intrinseco. Il gioiello invece, dai Sumeri ad oggi, non ha mai smesso di illuminare gli occhi delle donne di magiche sfaccettature e sfavillanti brillii. Nasce e diventa da subito ornamento e simbolo di status sociale per impreziosire i più potenti. Il Cinquecento e il Seicento sono stati i secoli in cui l arte orafa raggiunse il picco per manifattura, creatività e lavorazione. Nel Novecento i più prestigiosi artisti del momento vollero creare collezioni di oreficeria e nacquero così i gioielli firmati da Picasso, Salvador Dalì, Man Ray, ecc. Oggi il gioiello è giunto a fare parte delle più ricche creazioni dei Brand internazionali e ad imporre così il suo potere di esclusività rivolta ai ricchi del nostro tempo. Stabilire chi merita lo scettro della vittoria diventa oggi difficile dal momento che ognuno di essi ha raggiunto una propria autonomia acquistando la capacità di soddisfare le esigenze e il gusto estetico di ogni donna contemporanea. A voi la scelta!

31 Google Art Project Solo un click vi divide da Leonardo L ARTIGIANO NEL WEB L arte al tempo di Google Michela Goi Sandro Botticelli. La nascita di Venere. Sullo sfondo un particolare ingrandito, che mostra tutti i dettagli pittorici del riquadro in giallo evidenziato sul quadro. Provate a cercare questa pagina Internet Sul vostro schermo comparirà il dettaglio di una pittura di cui riuscirete a vedere le singole pennellate, le screpolature della vernice e persino la trama della tela. Si tratta di Google Art Project, un sito che raccoglie le immagini in altissima risoluzione di più di mille opere d arte di 17 musei del mondo tra cui gli Uffizi di Firenze, l Hermitage di Sanpietroburgo, il Metropolitan di New York, la National Gallery di Londra, il Rijksmuseum di Amsterdam, la Gemäldegalerie di Berlino e la reggia di Versailles. Sul sito è possibile scegliere un museo e farne il tour virtuale con la stessa modalità con cui si usa Google Street View: si può procedere liberamente nelle stanze, rivolgere il proprio sguardo dal pavimento al soffitto e infine ingrandire i dettagli, per quanto non tutte le opere dei diversi musei siano disponibili per la visualizzazione. In alternativa si può cercare un autore o un opera specifica da visualizzare direttamente. È indubbio che l impatto di un opera vista dal vivo non ha eguali, ma non bisogna aspettarsi dalla virtualità un surrogato del mondo reale, è meglio sfruttarne le potenzialità specifiche. E di possibilità questo progetto ne offre davvero tante. Innanzi tutto si può ingrandire qualunque particolare dell opera scelta per rendersi conto degli aspetti legati ai materiali utilizzati dall artista in un modo che né la fotografia, per questioni tecniche, né la visione diretta, per questioni di sicurezza, consentono. Da parte loro, i musei coinvolti hanno predisposto delle schede per ciascun oggetto e forniscono informazioni sul patrimonio collezionistico e sulla loro storia. Google Art Project è realmente un progetto al servizio della cultura e di tutti gli utenti della rete. È in grado di dare spunti e stimoli a chi non abbia particolari competenze artistiche e costituisce una sorta di prontuario veloce e preciso per chi è più addentro alla materia. Un unica avvertenza: rischierete di passare ore intere navigando di quadro in quadro o esplorando tutti gli angoli di Versailles. Foto: Capodopera 29

32 L ARTIGIANO NEL WEB Alessandro Poletto Vendere on-line Facciamo due conti e sfatiamo qualche mito Con questo intervento cercherò di risolvere due differenti quesiti che abbiamo definito nei precedenti appuntamenti: 1- Quanto costa partire e quanto deve essere destinato come budget promozionale? 2- In Italia non si fidano delle carte di credito, il commercio elettronico non funziona e il mio prodotto non si può vendere. Per quel che concerne quanto dover investire per partire vorrei azzardarmi ad affermare che è sufficiente un investimento molto ridotto, anche nellʼordine delle centinaia di euro, ma questo determinerebbe un errore di valutazione del poco tempo destinabile di chi gestisce unʼattività. Per questo motivo lʼinvestimento dovrebbe essere proporzionale alle ore che andremo a risparmiare e che chiederemo di investire a un professionista. La richiesta di un investimento troppo esiguo è facilmente indizio di poca professionalità, per cui un progetto di commercio elettronico (con relativa garanzia di supporto nel tempo) non è possibile essere proposto a meno di un paio di migliaia di euro. Una richiesta troppo elevata può essere o un tentativo di approfittare della situazione o unʼerrata valutazione di un progetto in fase di startup. Penso che un negozio on-line gestito come attività secondaria debba crescere con calma conciliandosi e unendosi al lavoro di tutti i giorni senza ostacolare ma migliorando costantemente lʼattività. 30 Capodopera Come definire il proprio budget pubblicitario Come budget pubblicitario propongo unʼanalisi molto precisa dellʼutile di ogni unità di prodotto venduta. Procediamo così: dividiamo lʼutile per 500 (il divisore in questo caso dovrebbe essere 100, ma ci teniamo larghi ), annotiamo questo valore su un taccuino: vv (valore per visita) ; valutiamo anche se un cliente tipicamente ri-acquista un altro prodotto e definiamo una percentuale di ritorno: segniamo il valore come: pr (percentuale di ritorno) ; ultimo dato è un valore difficile da dedurre ed è la valutazione di quanto un cliente è in grado di portarci altri clienti, anche questo valore è una percentuale, segniamolo come: pp (passa-parola). Riepiloghiamo: 50 euro (utile di ogni unità di prodotto); pr: 1.2 (ogni 5 clienti, uno effettua due ordini); pp: 1.3 (ogni tre clienti il passa parola porta un nuovo cliente). Applichiamo la formula: 50 / 500 * 1.2 * 1.3 = 0,156 Il valore che ne abbiamo tratto è quanto possiamo investire su una campagna di promozione chiamata pay-per-click su Google Adwords o su Facebook: possiamo comprare parole chiave fino a un valore di 15 centesimi di euro per click, sempre affidandoci a un consulente professionista, il quale, in seguito a una precisa analisi delle parole chiave, è in grado di proporre una campagna efficiente il cui limite deve essere dettato dalle capacità di investimento e dalle possibilità di produzione dellʼazienda. Questa analisi è la base di tutte le valutazioni relative a campagne di promozione, non è però esausitiva dato che non prende in esame tutte le variabili possibili. Nei prossimi articoli tratteremo più dettagliatamente queste ipotesi. Perché vendere on-line Ripartiamo dallʼinizio e valutiamo gli altri dubbi: in Italia non si fidano delle carte di credito, il commercio elettronico non funziona e il mio prodotto non si può vendere. Cominciamo con lo sfatare i falsi miti: il numero di utenti che comprano on-line e che si fidano è più che sufficiente per rendere sufficientemente prosperi coloro che si interessano al commercio on-line, per questo motivo vi consiglio di accedere al report sul commercio elettronico pubblicato ogni anno dall osservatorio sul commercio elettronico del mip (Politecnico di Milano). Dubbio ben differente è invece quello relativo alla possibilità di vendere un determinato oggetto/prodotto/servizio. Non credo sia corretto definire nonvendibile alcunché su un mercato senza confini e senza limiti. Per esempio esistono macellerie che vendono carne fresca di alta qualità attraverso packaging sotto vuoto e corrieri specializzati, cooperative di aziende agricole che distribuiscono prodotti stagionali a kilometri zero... Quale prodotto non è vendibile allora? Il famoso ghiaccio agli eschimesi? Il prodotto non vendibile è forse un prodotto senza qualità, senza caratteristiche particolari, con un piccolissimo margine di utile e magari anche creato in serie. Anche se viene da pensare che esista nel mondo un numero cospicuo di individui che è interessato proprio allʼacquisto di quellʼoggetto!

33 L arte della tintura L estrazione di colore dalle piante L ARTE DI ESSER Chiara Vigo MAESTRO La tintura In un caldissimo pomeriggio d'estate può capitare di trovarsi nella Stanza magica di un Maestro per scoprire il colore verde della foglia di fico che gioca con la buccia di cipolla. E allora la magia si trasforma in colore. Si mette a bagno in 150 g di acqua la buccia di 2 cipolle e la foglia del fico e si aggiungono 10 g di sali di rame, si mette a bollire il tutto e si filtra con una pezza di lino che verrà sistemata in un contenitore di vetro. Finito il filtraggio si introduce nel liquido una piccola matassa di lana di pecora filata e lavata in sale perchè possa prendere meglio il colore e il giallo fa capolino in tutta la sua luce. La foglia del fico, combinata con la buccia di cipolla, da vita a una una tonalità di colore utile a realizzare con la lana di pecora dei simpatici tessuti che possono dare vita e colore al decoro di una stanza. La tintura della lana per immagini Quando una donna doveva tingere i panni della sua cucina e dare luce, le bastava farsi regalare dall'albero del fico 2 foglie che, aggiunte agli avanzi delle bucce di cipolle, davano vita a fili gialli luminosi. Magari potreste usare poi questi fili per fare i capelli di una bambola di pezza da regalare a una bimba sognante. Finita la tintura si possono aggiungere dei gusci di uova perchè il tutto diventi un ottimo concime per le piante di appartamento. La prossima volta cercherò di farvi viaggiare tra i fili che abbiamo finora tinto, per insegnarvi a comporli in un panno da tessere senza telaio... come si fa? Lo vedremo in una pagina che parlerà di come costruire un telaio solo con i fili. In alto. Particolare della foglia di fico. Si raccolgono le foglie di fico. Viene presa la parte esterna di una cipolla. Museo del Bisso Viale Regina Margherita 111 Sant Antioco (CI) Sardegna Tel Le foglie di fico vengono spezzettate. Il tutto viene messo in un recipiente. Foto: Roberto Rossi Capodopera 31

34 Si aggiunge dell acqua. La lana viene battuta. La lana viene immersa in acqua e sale. La cipolla viene fatta bollire con le foglie di fico. Si aggiungono i sali di rame. La lana viene immersa. La lana viene messa in un recipiente. Il contenuto si filtra in un recipiente. La lana si lascia a bagno. 32 Capodopera Si estrae la lana e si mette ad asciugare. Si strizzano le foglie.

35 Incontri e Eventi I vincitori del concorso Materie 2011 MOSTRE ED EVENTI Artigianato Artistico a cura della Redazione Nel numero precedente di Capodopera abbiamo presentato i concorsi promossi dall Associazione Incontri e Eventi. Uno di essi, Materie, si è concluso e sono stati selezionati i progetti vincitori. Ne parliamo in questo numero. Il concorso Materie Per questa seconda edizione del Concorso Nazionale Materie, vorrei evitare un testo che tracci linee etimologiche e tassonomiche di termini abusati e controversi come artigianato artistico, bensì focalizzare l attenzione sullo spostamento dell arte contemporanea verso l artigianato. La 54 Biennale di Arte contemporanea di Venezia, nonostante tutto uno dei misuratori mondiali delle arti visive, ha evidenziato un piuttosto consistente ritorno all ordine con una necessità di presentare artisti con abilità manuale, parte sottovalutata, se non snobbata, da tutti coloro che abbinavano il concetto di contemporaneo soltanto con ricerche e sperimentazioni di tipo concettuale. Bisogno di certezze? Le motivazioni esulano da questa nostra storia, ma la relazione con il nostro concorso getta legna sul fuoco. Il levogiro delle arti visive, in questo preciso momento, oscilla verso l artigianato e, vista la qualità dei creatori selezionati nel Concorso Materie, l artigianato vira sempre più verso l arte. Fabrizia Ranelletti Storico e critico d Arte, Presidente di Giuria cimentarsi autori consapevoli delle nuove sfide della nostra complessa e multiforme società. Ma anche materie che rivelano gesti, pensieri, immaginazioni fervide, poetiche seducenti, viaggi della memoria, in sunto e per brevità: esperienze. A queste ultime si deve il risultato di ciò che l artigiano ha saputo tradurre in un viaggio della mente, traducendo il senso intimo di un modo personale di interpretare il proprio mondo. Allora Materie promette di divenire qualcosa di più che un semplice, per quanto raffinato, oggetto dall estetica più o meno attraente: è un contenitore dei nostri sogni che attraverso le materie prende sostanza e si trasforma in realtà. Claudio Franchi Storico e critico d arte e del gioiello antico e contemporaneo, membro di Giuria Il significato di Materie Materie. Un termine che evoca immediatamente il fluire di una ricca varietà di prodotti donati dalla natura. Materie che rinnovano nelle mente dell uomo contemporaneo la capacità straordinaria dell agire su qualcosa che è inerte, a uno stato primigenio, nell attesa di svelare le potenzialità del divenire forma. Materie che promettono di divenire racconti significanti grazie alla qualità colta da abili espressività artigianali, sensoriali tattilità di un intelligenza che sa guidare la ricerca sotto il controllo del mestiere. Cosi mi piace rappresentare l avventura di un percorso che ha visto Il tavolo di Riccardo Pagnanelli, vincitore del concorso. Foto: gentile concessione di Incontri e Eventi Capodopera 33

36 A destra. Le creazioni di Raffaella Riccio, una dei finalisti. In centro. La lampada di Rosario Formicola, uno dei finalisti. In basso. La lampada di Franco Varesano, uno dei finalisti. MOSTRA Materie Massenzio Arte Incontri e Eventi Via del Commercio 12 Roma Inaugurazione 15 settembre ore Esposizione settembre 2011 Orario: In esposizione le opere selezionate nelle quattro categorie previste nel bando: - Oggetti e oggetti di uso - mobili e complementi d arredo - - moda e accessorio moda - strumenti e giocattoli Materie Concorso di artigianato artistico e design Ideazione e Organizzazione generale a cura Norma De Lucia per Incontri e Eventi - Roma La Giuria scientifica è composta da professionisti operanti nel campo dellʼarte, del design, della moda e del costume: Domenico Ferrara, maestro artigiano; Claudio Franchi storico e critico dʼarte del gioiello contemporaneo, maestro orafo, designer, restauratore; Cristiano Mandich architetto, presidente del direttivo del settore di artigianato artistico della Confartigianato di Roma; Fabrizia Ranelletti, presidente di giuria, storica e critica dʼarte, relatrice e docente di arte contemporanea; Florindo Ruta, socio fondatore Associazione Massenzio Arte di Roma; Marina Valli, designer di gioielli e oggettistica, esperta moda e costume; Giovanni Zanon, membro onorario, maestro dʼarte applicata, interior designer. Risultati del concorso: In questa edizione 2011 sono stati selezionati i lavori degli artisti: Sara Buonavoglia, Alessandro Bonforti, Flavio Brancaccio, Archi-giana Morena Cannistraro, Bruna Chiarle, Roberta Ciufolini, Publia Cruciani, Luigi Di Maggio, Mille Soli Laboratorio, Aquarubra Rosario Formicola, Laboratorio Fuoritempo, Noemi Intino Creation, FattidʼArte Francesca La Pignola, Sabrina Locatelli, Ric-iclò Riccardo Pagnanelli, Patrizia Pastore, Stefano Perabò, Raffaella Riccio, A.R.Terre Alessandra Rizzo, Moncicci Giuliana Salvadori, Alessandra Spadaccini, Francesco Varesano, Giuseppina Viggiani. Vincitore di questa edizione Ric-iclò Riccardo Pagnanelli I tre finalisti sono: RiCicLo Raffaella Riccio Francesco Varesano Aquarubra Rosario Formicola. 34 Capodopera

37 MUSEO NAZIONALE DELL AUTOMOBILE - TORINO I love IT 100% Stile ITaliano MOSTRE ED EVENTI Artigianato Artistico Speciale 150 anni Michela Goi Due opere di Ivan Paradisi. Penguin, 101h x 76 x 10 cm Essenze utilizzate: wengè, acero, padouk, noce nazionale. Taurus, 178h x 253 x 14,5 cm Essenze utilizzate: etimoè, acero, wengè, padouk. Foto: gentile concessione di CNA Torino La grande maggioranza delle imprese italiane ha meno di cinquanta dipendenti: parliamo del 99% e di tutti i settori produttivi. La mostra I love IT, dedicata proprio a questa realtà fondamentale per l economia italiana, presenta al pubblico 131 aziende artigiane e piccolo industriali rappresentative del made in Italy. Sono soprattutto aziene piemontesi e torinesi, ma sono rappresentate anche la Lombardia, l Emilia Romagna, il Friuli Venezia Giulia, la Sicilia e il Veneto. Le selezioni sono state condotte da CNA, Casartigiani e Confartigianato, aiutate nell organizzazione dalla Camera di Commercio di Torino e dal Comitato Italia 150. Il visitatore si potrà orientare nell allestimento in base ai tre colori della bandiera, rappresentativi dei diversi nuclei tematici. Il verde riunisce i prodotti a basso impatto ambientale, ecologici, ecosostenibili e a chilometri zero. Il bianco rappresenta il design e l artigianato artistico. Il rosso, infine, è dedicato all artigianato tradizionale. Tre sono anche le macro categorie di prodotti esposti: Food, Fashion e Wood, ovvero i settori che hanno fatto conoscere l Italia all estero. MOSTRA I love IT 100% Stile ITaliano Museo Nazionale dell Automobile Dal 26 luglio al 25 settembre 2011 C.so Unità d Italia, 40 - Torino Orari: lun ; mart ; merc. giov. dom ; ven. sab Capodopera 35

38 Food Fashion Wood L artigianato che sorprende 36 In alto. Un abito dell atelier Enrica Daidone. Foto: gentile concessione di CNA Torino Nel primo mese di apertura sono stati raggiunti i visitatori Capodopera La categoria del cibo include diverse tipologie di produzione, lavorazione e conservazione ed è rappresentata sia dagli alimenti stessi sia dal packaging, un elemento fondamentale delle strategie di mercato. Con Fashion si è inteso riunire la sartoria di ogni tipo, compresa quella teatrale, e gli accessori fino alla bigiotteria e agli occhiali. Sotto il simbolo del legno, invece, sono stati riuniti l arredamento e il restauro, ma anche altre produzioni per la casa in ferro, vetro e ceramica. L allestimento è arricchito dalle opere di artisti e artigiani decoratori, che hanno realizzato decorazioni architettoniche, mosaici, meridiane, sculture e molto altro, sul tema delle tipicità italiane e dell unità nazionale. Il panorama è davvero variegato, tuttavia un filo conduttore c è: l equilibrio tra il patrimonio di conoscenze trazionali e l innovazione tecnologica, che sempre di più si rivela fondamentale per trasportare l abilità manuale e la creatività in un mercato spesso molto difficile. Una grande vetrina del saper fare italiano, articolata nei principali settori che caratterizzano la tradizione italiana, con prodotti rigorosamente realizzati all interno dell azienda. Il vero Made in Italy è questo.

39 ArTò 2011 Il Salone dei Mestieri d arte MOSTRE ED EVENTI Eccellenze ad ArTò a cura della Redazione Quarta edizione in programma dal 4 al 7 novembre 2011 al Lingotto Fiere di Torino: i concorsi per promuovere l innovazione nei mestieri artigiani, la lectio magistralis di Michelangelo Pistoletto, il Manifesto dell Artigiano con Philippe Daverio. E ancora, laboratori didattici, mostre, sfilate e concerti. Alla sua quarta edizione ArTò, il Salone dei mestieri d arte (www.ar-to.it), si presenta al novembre artistico torinese con importanti novità dedicate alla promozione e alla valorizzazione delle produzioni dell artigianato. Organizzato da GL events Italia-Lingotto Fiere con il contributo di Regione Piemonte e Unioncamere Piemonte e il supporto delle sezioni territoriali di Confartigianato, Cna e CasArtigiani, dal 4 al 7 novembre 2011 nel Padiglione 2 di Lingotto Fiere, ArTò - attraverso la formula della mostra mercato - propone un percorso che alterna esposizione ed eventi. La manifestazione è riservata esclusivamente alle Aziende artigiane di tutti i settori, ad eccezione di quello alimentare, e si pone come punto di riferimento anche per visitatori professionali come commercianti e rivenditori. DESIGN E INNOVAZIONE Novità dell edizione 2011, ArTò dedica un attenzione particolare all innovazione e al design proponendo un concorso destinato a stimolare la creatività e a valorizzare la storia dell artigianato italiano. Concorso Internazionale di Design I partecipanti devono realizzare un progetto innovativo che nasca dall'unione tra artigianato, In alto. Oggetti esposti nell edizione del A sinistra. Collezione Filo Bianco, di Giovanni Minelli. Esposto nell edizione del Foto: gentile concessione di Lingotto Fiere Capodopera 37

40 ARTÒ 2010 IN NUMERI Oltre 200 espositori, provenienti da 12 regioni, con partecipazioni anche da Francia, Svizzera e Spagna In alto. Collezione MeteA&Superego edition 2008, di Andrea Branzi. INFO ArTò Salone dei Mestieri d Arte IV Edizione 4-7 novembre 2011 Torino, Lingotto Fiere Orari Venerdì dalle 17 alle 22 Sabato e Domenica dalle 10 alle 22 Lunedì dalle 10 alle 18 Ingresso Intero 5 euro Ridotto 3 euro Tel Fax design e ricerca: un oggetto prezioso che non perda la sua unicità con le tendenze del momento, ma conservi la sua anima a dispetto del susseguirsi delle epoche. Tale oggetto può essere il frutto di una ricerca tecnologica o di una nuova interpretazione dei principi e criteri che hanno fatto la storia dell artigianato. Possono partecipare: designer, artisti delle arti decorative e applicate, gallerie, scuole, imprese artigianali. I prototipi accettati dalla commissione verranno esposti per tutta la durata di ArTò e una giuria di esperti selezionerà i vincitori. Per chi meglio saprà interpretare l anima del concorso verrà messo in palio un soggiorno di una settimana per 2 persone a Helsinki, World Design Capital A chi dimostrerà di aver colto i principi e i criteri propri della storia dell artigianato saranno offerte due sculture in porcellana del noto designer spagnolo Jaime Hajon, realizzate dalla manifattura Lladrò. Infine, al concorrente che darà vita ad un progetto ecosostenibile verrà assegnato il Compasso di Latta scultura realizzata da Riccardo Dalisi. Tutte le informazioni per partecipare si trovano sul sito Concorso Take a Seat Sempre in tema di contemporaneo, il concorso Take a seat, prendi posizione sull artigianato, a cura di Armona Pistoletto, Cittadellarte- Fondazione Pistoletto, è invece rivolto solo agli espositori di ArTò, che sono invitati a inventare e realizzare una seduta che rappresenti il saper fare, la maestria, la capacità progettuale, oltre che l'estetica, naturalmente. IL MANIFESTO DELL ARTIGIANO Altro evento di grande rilevanza sarà la presentazione del Manifesto dell artigiano, che verrà firmato dalle associazioni che svolgono attività di tutela e promozione dell artigianato d innovazione e d avanguardia, da importanti artigiani del design e delle arti applicate riconosciuti a livello mondiale e dai massimi critici d arte. Il Manifesto verrà pubblicato dalla casa editrice Stendhal in un catalogo che vuole rappresentare il mondo dell artigianato europeo attraverso le opere dei principali artisti del settore. Il testo introduttivo è a cura di Philippe Daverio, il critico d arte che da tempo manifesta vivo interesse per il mondo delle arti applicate, e che interverrà al programma di convegni di ArTò. EVENTI E RIFLESSIONI SULL ARTIGIANATO Le quattro giornate di ArTò propongono anche un calendario di appuntamenti di rilievo tra cui spiccano, ad esempio, la Lectio magistralis di Michelangelo Pistoletto, che presenta il volume Il Terzo Paradiso (Marsilio editore), l incontro Artista e Artigiano: un rapporto di collaborazione vincente. Prove di sinergia artistica, in diretta con i protagonisti, condotto da Philippe Daverio o ancora la presentazione del libro Futuro Artigiano, con l intervento dell autore Stefano Micelli (Marsilio editore). Foto: gentile concessione di Lingotto Fiere 38 Capodopera

41 ARTIGIANI... SI CRESCE Per avvicinare i più piccoli al mondo dell artigianato e coinvolgerli in prima persona nella rassegna, ArTò organizza anche alcuni laboratori su legno, ceramica e tessitura, curati da Artinfiera-Associazione Nazionale Artisti Artigiani. Falegname per un giorno dedicato ai più piccoli. Officina ambulante pronta all uso Il laboratorio creativo prevede una fase progettuale e una successiva fase pratica in cui gli apprendisti-artigiani progetteranno e costruiranno un gioco partendo da semi-lavorati e avranno la soddisfazione di portarsi a casa un manufatto autoprodotto, pronto all uso. Laboratorio didattico di ceramica Il Piatto Graffito La finalità è quella di introdurre i bambini e i ragazzi in età prescolare e scolare (fino ai 14 anni) alla comprensione di un attività antica quanto il mondo, ma ancora attuale, quale la ceramica. Con le mani nella terra gli alunni potranno immaginare, toccare, sentire, plasmare e creare in libertà i diversi oggetti, forme e volumi. Laboratorio didattico di tessitura Prende il via da una prima fase teorica sulla storia del tessuto e sull uso della lana come materia prima pregiata nella vita dei nostri antenati, per proseguire poi nella costruzione di un supporto tessile in cartone, con cui imparare a montare ordito e trama, creando così un piccolo tessuto. SFILATE, MOSTRE, COLLABORAZIONI A corollario degli eventi culturali e dei laboratori, ArTò accenderà nuovamente i riflettori sull eccellenza artigiana espressa dagli espositori organizzando alcune sfilate di moda, gioielli e accessori creati dagli artigiani espositori del Salone, sullo sfondo delle suggestive scenografie fornite dal Teatro Regio che, come la scorsa edizione, metterà a disposizione della manifestazione i propri arredi e alcuni reparti di produzione, a testimonianza dei numerosi settori artigiani altamente specializzati che operano dietro le quinte. La Mostra Materialmente sarà invece l occasione per apprezzare le proposte di merchandising museale legate al Circuito delle Residenze Reali del Piemonte create da 150 studenti universitari di Design del Politecnico di Torino e 30 aziende artigiane del territorio piemontese. Promossa da Confartigianato Imprese Torino, con il contributo della Camera di Commercio di Torino e della Regione Piemonte e con il patrocinio della Città di Torino e della Provincia di Torino, l esperienza aiuta a riflettere sul valore culturale di oggetti pensati, differentemente dal merchandising industriale, per coniugare le emozioni e le atmosfere delle Residenze Reali con i materiali e le lavorazioni dell artigianato nostrano. Altro momento espositivo di grande impatto sarà rappresentato dalle creazioni di Michele Guaschino, maestro nella riproduzione di creature, oggetti, animali, parti del corpo umano, trucco ed effetti speciali per il teatro ed il cinema. Collabora con Brachetti, Ronconi e artisti contemporanei come Cattelan. All edizione 2011 si aggiunge anche una prestigiosa collaborazione con il Conservatorio Statale di Musica Giuseppe Verdi di Torino. Gli allievi del Conservatorio intratterranno i visitatori della manifestazione con alcuni momenti musicali. A sinistra. Collana Piccoli ghiacci in mostra nella passata edizione. Foto: gentile concessione di Lingotto Fiere Capodopera 39

42 PASSIONE ARTIGIANA FaciliTo Marcella Bergnesi MOSTRA Arts & Crafts Mostra Collettiva Galleria MOMUS Arte e Design Dal 15 luglio al 16 settembre 2011 Via Rocciamelone, 12/d Torino A destra. Associazione MOMUS arte e design, una delle sale allestite con la mostra Arts&Crafts. BORGO CAMPIDOGLIO - TORINO FaciliTo Un percorso partecipato per ripensare allo sviluppo del quartiere Foto: gentile concessione Associazione MOMUS In basso. A destra. METROPOLI di Milla Bandiera, una degli artisti che ha partecipato al progetto facilito. Olio, acrilico, rame, cm150x150. Foto: gentile concessione di Milla Bandiera In alto. A sinistra. In esposizione oggetti del laboratorio di falegnameria e restauro di G. Garino che ha partecipato agli eventi di FaciliTo. Foto: gentile concessione di G. Garino 40 Capodopera Il Settore Sviluppo Economico della città di ha attivato un progetto denominato FaciliTo, la cui responsabile è la dottoressa Elisabetta Bergamasco coadiuvata da ottimi collaboratori. La sua finalità è la realizzazione di un incubatore diffuso che operi in due direzioni: da un lato favorisca l insediamento di nuove attività, dall altro fornisca alle imprese già esistenti servizi utili ad assicurare una prospettiva di sviluppo socioeconomico dell area. Il settore ha individuato dal 2009 una nuova zona all interno della IV Circoscrizione, le cui caratteristiche urbanistiche e ambientali si prestano all applicazione del progetto, tenendo conto delle specifiche peculiarità del territorio: Borgo Campidoglio. L area è compresa tra Via Balme, Via Nicola Fabrizi, Corso Svizzera ed è una zona caratteristica, con case basse, stradine acciottolate, botteghe artigiane e assomiglia a un piccolo paese dove si conoscono tutti. Il progetto FaciliTo Campidoglio, della durata di due anni, ha previsto azioni di sostegno alla creazione e al miglioramento qualitativo delle attività imprenditoriali presenti in zona e di quelle che si insedieranno, articolandosi in diverse fasi, dallo studio del territorio dal punto di vista demografico e sociale, all individuazione dei punti di forza, fino alla pubblicazione di un avviso pubblico per agevolazioni economiche. FaciliTo ha previsto un percorso partecipativo che, coinvolgendo i cittadini, le Associazioni e gli artigiani, ha proposto un intervento mirato per questo tipo di realtà. Vari i progetti presentati, la maggior parte dei quali realizzata, tra cui la riqualificazione urbana e le attività artigianali del borgo: Urban Design, la fabbrica del Teatro e l apertura del MAU, la partecipazione degli artigiani a Restructura. Ora il Comune di Torino sposterà dall 1 gennaio 2012 FaciliTo in Basso San Donato e Barriera di Milano, dove sono presenti realtà diverse e altri tipi di attività. Dall esperienza di Borgo Campidoglio si è potuta evincere la consapevolezza che solo una reale collaborazione tra i soggetti locali può dare i frutti attesi da tutti.

43 Il Restyling di Tika Un esperienza ecosostenibile PASSIONE ARTIGIANA L arte del recupero consapevole Franca Conti Rivisitare un oggetto senza stravolgerne la forma primaria: questo è il restyling, tecnica definita con un termine inglese utilizzato in diversi ambiti. È una soluzione da intendersi sia come trattamento complementare al restauro che come forma di reinterpretazione del mobile non necessariamente in legno: due percorsi che lasciano grande spazio alla creatività di chi li attua. In entrambi i casi si raggiunge l importante risultato di riutilizzare oggetti in disuso perché demodé, ai quali però sarebbe difficile rinunciare per il particolare valore affettivo che racchiudono. Un altra motivazione nell attuare un operazione di restyling è talvolta l esigenza di rinnovare il proprio arredo con costi contenuti. Nella realtà odierna, dove smaltire in maniera appropriata un mobile seppur di piccole dimensioni rappresenta un costo sia in termini economici che di tempo, servirsi di tale tecnica per evitare danni all ambiente contribuisce in misura tangibile all ecosostenibilità. Grazie a una spinta creativa mai sopita e a un lungo percorso artistico, Tika è infine arrivata a impiegare la tecnica del restyling sul mobile. Nell operare alterna colori quasi mai uniformi, arricchiti anche da piccole applicazioni di doratura e motivi decorativi, un mix di cromie e di originalità con il quale riesce a donare nuova personalità all arredo, trasformandolo in pezzi unici e originalissimi in un divertente gioco di prima e dopo. Le operazioni necessarie alla trasformazione dell oggetto consistono essenzialmente in una fase di eliminazione dello strato superficiale, sia esso di cera, vernice o quant altro. Viene poi steso il fondo di colore più adatto all ambientazione in cui andrà inserito il mobile. Questa può definirsi la fase peculiare della sua tecnica, in quanto è attraverso le diverse modalità di applicazione dei colori che conferisce al manufatto un primo effetto decorativo operando la trasformazione più corposa. Segue la stesura di eventuali altri colori o motivi decorativi e si procede infine all applicazione del prodotto di finitura. Sono molti i materiali in commercio, sintetici o all acqua, che consentono di utilizzare altre tecniche, fra cui il decapé, o di ottenere effetti vari quali antico, screpolato, logorio del tempo e così via. In alto. Da sinistra. Comodino dei primi del Novecento prima dell intervento. Particolari che evidenziano le tecniche utilizzate dalla restylist. Intervento di restyling ultimato. Un ex allieva delle Scuole San Carlo di Asti ha unito la sua formazione nell ambito della decorazione del vetro e di Tecnico della conservazione di dipinti e Operatore decorazioni di pregio e trompe l oeil con la passione per il restauro, dando vita a originalissime interpretazioni Foto: gentile concessione di Franca Conti Capodopera 41

44 ARTIGIANATO IN PIEMONTE L arte dei fiori Maria Cecilia Serafino Dall alto. Il logo dell azienda. In alto e a destra. Composizioni floreali. Maria Cecilia Serafino Via R. Pilo, 21 Torino Tel Fax Sito web Foto: gentile concessione di Maria Cecilia Serafino 42 Capodopera Maria Cecilia Serafino La filosofia di una fiorista La domanda che in molti sorge spontanea è: perché fiorista e non fioraio/a? La risposta è nella stessa differenza che c è fra giornalaio (vende giornali) e giornalista (scrive i giornali), così il fioraio vende i fiori, li compone, ma i mazzolini/mazzi/composizioni sono costruiti simili per qualsiasi occasione, spesso sono già pronti, confezionati in negozio. Il fiorista invece compone i fiori personalizzandoli di volta in volta, tenendo conto del desiderio del cliente e interpretandone il messaggio che vuole inviare facendo parlare i fiori, non già con il linguaggio del singolo fiore come troviamo nei manuali, ma componendoli li fa vivere ed esprimere. Nel mio libro Sei Petali di Ali (ed. NEOS) definisco Fiorista: non vende fiori, traduce sentimenti e immagini donando emozioni. Il cliente che entra in negozio non sa cosa desidera esattamente, sa però cosa vuole esprimere con i fiori: la gioia per l arrivo di un bimbo, l augurio di felicità a futuri sposi, le scuse per un litigio avuto con la persona del cuore. Il fiorista diventa un po psicologo e compone con i fiori quello che meglio rappresenta il desiderio del cliente. I fiori hanno carattere, personalità, colore, vivacità, eleganza, trasparenza, luminosità, grafica, leggerezza accostandoli ai complementi verdi, ambientandoli in vasi, cesti o ciotole li facciamo vivere di volta in volta con espressione differente. Non è una delle professioni più facili ma con una buona dose di umiltà, indispensabile per ascoltare le esigenze dei fiori e delle piante, ci può dare moltissimo. Impariamo non solo la botanica, il design, il colore e le sue influenze, la storia dell arte e gli stili per poter allestire in armonia gli ambienti; i tessuti per valorizzare gli abiti delle spose o le tovaglie con le giuste composizioni. Spesso avviene di dover inserire dei materiali non floreali, per cui dobbiamo conoscerli e saperli lavorare. Ecco che un po per volta diventiamo fabbri, carpentieri, falegnami, scenografi. Quando prepariamo centri tavola per cene dove i cibi sono curati a tema è necessario conoscere il menù: un centro tavola con le stelle alpine poco si addice ai piatti di shushi o un menù di selvaggina poco si adatta a un centro tavola di orchidee. Il colore dei fiori deve essere scelto con attenzione, tenendo conto del colore dell ambiente, della tovaglia e dei piatti, è importante che sia armonico perché se il centro tavola è in tensione può rovinare l armonia fra i commensali. Dobbiamo conoscere molto bene la nostra materia prima per sapere fino a che punto possiamo chiedere ai fiori e alle piante di essere complici quando prepariamo qualcosa di speciale; è importante conoscere le origini dei nostri fiori così sappiamo se amano di più il caldo o il freddo, l acqua o la siccità, se essere piantati nella spugna da fiorista gli è gradito o no, dobbiamo conoscerli perché sono esigenti, capricciosi e spioni. Se li sappiamo ascoltare loro ci raccontano se hanno sofferto troppo a lungo nei frigoriferi dei grandi mercati internazionali, se sono stati trattati male dagli spedizionieri o concimati in modo scorretto dai produttori. I fiori si trasformano ogni giorno: quando sono chiusi sono teneri e creano aspettativa in chi li guarda che inconsciamente si chiede come diventeranno, quando sono aperti hanno la carica energetica come una bella giornata della stagione estiva, quando iniziano a sfiorire ci ricordano la caducità delle cose. Con i fiori possiamo far parlare senza dire.

45 Zanella Il restauro ad arte ARTIGIANATO IN PIEMONTE L arte del restauro a cura della Redazione Il restauratore Carlo Zanella ha unito le competenze della sua formazione come architetto alla conoscenza del legno, così da poter affrontare diverse problematiche del restauro. Lavora su mobili di qualunque epoca e su arredi ecclesiastici, un settore che lo ha portato a intervenire in varie chiese torinesi e non. Accanto a questo filone tradizionale, Zanella pulisce e ripristina vecchie porte della fine dell Ottocento o dell inizio del Novecento da collocare in ambienti moderni, ora mantenendo il colore originale, ora verniciandole con tinte diverse. Sicuramente più impegnativi sono i restauri strutturali, ovvero il consolidamento di strutture lignee come capriate, soffitti e serramenti. In questi casi occorre rimuovere le parti danneggiate e integrarle con strutture in vetroresina che si potrebbero definire protesi. L intervento presso l abbazia di Lucedio, in provincia di Vercelli, è stata senz altro una delle operazioni più complesse. L abbazia fu fondata nel 1123, con una grande chiesa abbaziale riedificata nel Settecento. Nel corso dei secoli consolidò un grande comprensorio agricolo, tanto che la tradizione vuole che siano stati proprio i monaci di Lucedio a introdurre la coltivazione del riso nel vercellese in età medievale. Nelle fasi iniziali del lavoro di restauro, la scelta della Soprintendenza era quella di conservare il più possibile l integrità delle strutture originali. Questo sembrava improbabile per le capriate, del tutto danneggiate, ma un intervento mirato ha fatto sì che si potessero mantenere: al collaudo dei lavori hanno resistito a prove di carico di 400 chili al metro quadro. Anche i serramenti presentavano delle peculiarità, per la curvatura delle finestre e gli incastri del legno. Per questo genere di interventi, Zanella ha lavorato anche a Palazzo Madama, al palazzo della Pilotta di Parma, all Accademia di Venezia e alla Reggia di Venaria, dove per cinque anni ha restaurato capriate e soffitti a cassettoni. In alto. Da sinistra. Consolidamento delle capriate dell abbazia di Lucedio. Il portale dell abbazia di Lucedio restaurato. Al centro. Restauro dei serramenti della cupola della chiesa dello Spirito Santo di Torino. Carlo Zanella Via Fiano, 14 - Torino Tel. e Fax Foto: gentile concessione di Carlo Zanella Capodopera 43

46 ARTIGIANATO IN PIEMONTE L arte del ferro a cura della Redazione Nel 2006 la ditta FRAMAR ha conseguito la certificazione di Eccellenza Artigiana per restauro e ferro battuto. Attualmente fa parte del progetto Made in Bosconero. In alto. Lavorazione al maglio. In basso. Arcata per copertura. Pezzo unico lavorato a mano. Framar L arte messa a ferro e fuoco La ditta FRAMAR nasce dalla collaborazione dei fratelli Rende, Francesco e Mario, che decidono di fondare la società nel Martello, incudine e passione per il ferro sono stati gli elementi essenziali per soddisfare le esigenze dei primi clienti. Il passaparola e la qualità dei lavori, hanno reso la Ditta capace di evolversi nel tempo, acquisendo nuovi macchinari, in grado di accogliere le richieste di un maggior numero di clienti e dar forma alle lavorazioni più complesse. La maestria dei fratelli Rende nella lavorazione artigianale del ferro ha determinato negli anni una straordinaria esperienza, sia nella costruzione di strutture in ferro, che nella lavorazione in ambito artistico e decorativo. Il successo dell Azienda deriva inoltre dalla diversa formazione dei due fratelli. Francesco, avvalendosi dei corsi di scuola professionale, ha acquisito capacità nell'ambito della tornitura, della fresatura, della produzione basata su disegno di componenti meccanici e strutture. Mario ha maturato una notevole esperienza nella saldatura, nella forgiatura e nella lavorazione del ferro battuto sin da giovane età, scoprendone i segreti dai più esperti fabbri del Canavese, così da poterli riproporre nei lavori di oggi. La Ditta possiede un maglio con stampi di produzione propria con il quale può realizzare opere di grande pregio. Il maglio è un dispositivo meccanico per lavorazioni di fucinatura o stampaggio che deforma plasticamente un pezzo sotto l azione di una pressione. L Azienda ha messo in funzione alcune macchine d epoca: due macchine a vapore, tra cui una del 1890 e una mietitrebbia del Grazie a queste opere di riparazione, la ditta ha partecipato a numerose fiere nelle quali ha portato in mostra il maglio avviato con la macchina a vapore. Ha inoltre realizzato un opera monumentale esposta a Piovà Massaia. L amore per il ferro ha permesso di soddisfare le diverse richieste dei clienti in materia di cancelli, portoni, ringhiere interne ed esterne, scale interne ed esterne, inferriate, verande e coperture, ma anche restauri di cancelli e portoni con eventuale riproduzione di parti originali mancanti. Lavori di notevole interesse sono stati eseguiti presso il Castello di San Giorgio C.se (ringhiere esterne, mancorrente della torre del Castello, portone e sovrapporta centinati), la parrocchia di SS. Pietro e Solutore di Romano C.se (finestre centinate), la chiesa di San Giorgio, la chiesa di Feletto, la torre del Castello di Loranzé (struttura interna di consolidamento). L Azienda produce macchine industriali, telai, vasche, capannoni e tettoie su disegno o in base alle particolari esigenze del cliente. Ditta Framar Strada dei Colleri, 26 Bosconero (TO) Tel. e Fax Foto: gentile concessione di Maria Livrieri Capodopera

47 Le sculture d alta quota di Marco Rolando ARTIGIANATO IN PIEMONTE L arte della scultura a cura della Redazione Marco Rolando, classe 1966, appassionato di scultura e di tutto ciò che riguarda il legno fin da bambino, inizia a scolpire con sempre maggior interesse dal 1990 come autodidatta; recatosi in visita alla Fiera di Sant Orso di Aosta rimane colpito dalla bravura di uno dei più affermati scultori valdostani che diventerà poi il suo maestro: Giuseppe Binel. Dopo cinque anni di studio delle tecniche, uso degli strumenti e rispetto delle proporzioni presso la Bottega Scuola di Binel, inizia a partecipare alle varie fiere ed esposizioni del settore e apre un atelier laboratorio presso la sua abitazione. Dal 2000 si dedica alla scultura e all intaglio praticamente a tempo pieno, dividendo in inverno il suo tempo con l insegnamento dello sci nordico di cui è maestro federale. I lavori di scultura fanno emergere un mondo con cui Rolando ha un forte legame, quello della vita di montagna in cui si mescolano genti e usanze antiche con un ambiente fantastico dove gnomi, fate ed elfi giocano a popolare i boschi che circondano i paesi di montagna; a questo affianca la lavorazione di pale e bassorilievi di noce antico con figure religiose ed ecclesiastiche. Con richieste sempre maggiori inizia a tenere corsi di intaglio su legno nella sua valle, sia presso il proprio laboratorio che per vari enti e associazioni che valorizzano questa antica forma di arte creativa. Durante le lezioni si tratta la conoscenza delle varie essenze lignee e delle loro caratteristiche, il disegno propedeutico all intaglio, l affilatura e la manutenzione degli utensili, le tecniche di intaglio e la finitura delle superfici. È un modo affascinante per avvicinarsi alla natura e alla cultura montana attraverso la conoscenza e la lavorazione di una delle materie più utili all uomo: il legno. In alto. Da sinistra. Marco Rolando al lavoro nel suo laboratorio. L opera terminata. Marco Rolando Scultura su legno Via B. Capoluogo, 5 Ceresole Reale (TO) Cell Foto: gentile concessione di Marco Rolando Capodopera 45

48 ARTIGIANATO IN PIEMONTE Artigiani in mostra a cura della Redazione Made in Bosconero 200 imprese insieme per valorizzare la tradizione del territorio MOSTRA Tra Aria, Terra, Acqua e Fuoco 7 mostra regionale dell artigianato 13 maggio 2012 Bosconero (TO) In centro. Artigiani e opere in mostra a Bosconero nella manifestazione del Foto: gentile concessione del Comune di Bosconero 46 Capodopera Bosconero, località immersa nel verde canavese, in provincia di Torino, è un comune piccolo, accogliente e fatto a misura d uomo, dove le cose fatte bene contano ancora. Il paese è in continua evoluzione e le azioni di cambiamento sono fatte con la convinzione che il benessere non risulta da uno sviluppo quantitativo, ma da scelte e investimenti qualitativi. In questo contesto l'artigianato trova spazio ed è sostenuto dall amministrazione comunale, che negli ultimi anni ha impiegato energie, risorse e passione per lo sviluppo di numerose iniziative. Il lavoro sinergico dell ente pubblico, nella persona dell assessore all artigianato Peila ilario, con l associazione di categoria locale ha dato vita al MADE in BOSCONERO, un marchio nato e presentato in occasione di Restructura 2010, evento fieristico dedicato alla filiera dell edilizia. La presenza di questo marchio di origine all interno dei padiglioni del Lingotto Fiere a Torino ha attirato l attenzione dei visitatori e delle autorità presenti, che si sono stupite di come un piccolo paese abbia saputo offrire alle proprie imprese una vetrina di così grande prestigio. Lo stand bosconerese è stato visitato dal presidente della Regione Piemonte, da consiglieri regionali e provinciali, da rappresentanti della Camera di Commercio e della CNA. A queste figure istituzionali è stato illustrato il progetto ambizioso del MADE in BOSCONERO, nato dalla consapevolezza delle potenzialità del nostro territorio, sul quale sono attive quasi 200 imprese nei settori artigianale, commerciale e agricolo. Partendo da questo dato, in un periodo in cui si parla di filiera corta, l iniziativa vuole valorizzare le ricchezze e le possibilità di sviluppo delle produzioni locali, mettendo in comunicazione e aggregando i tre settori produttivi. Lavorare insieme e programmare insieme, non per rimanere chiusi sul territorio locale, ma per promuoversi all esterno con maggiore rappresentatività. Proprio con questo obiettivo è stata concretizzata la partecipazione a Restructura, per far conoscere le diverse produzioni artigianali in una vetrina internazionale difficilmente accessibile alle singole imprese da sole. Per divulgare il marchio, oltre a coinvolgere gli operatori del settore, è stato realizzato anche un concorso di idee rivolto agli allievi delle scuole medie per ricercare una mascotte per questa iniziativa e per far riscoprire ai giovani il mondo dell artigianato, come interessante ambito di lavoro. L idea è appena nata, ma sono in cantiere già numerose attività promozionali che invitiamo a conoscere visitando il sito

49 I love stramercatino Shopping con amore StraMERCATINO utile e appassionato, è l evento dove il cuore non è solo il marchio ma anche la filosofia per uno shopping con amore, per vendere o scambiare, riutilizzare, non sprecare, risparmiare e aiutare le associazioni no profit che collaborano a questo progetto. Numerosi i settori che coinvolge: artigianato, eco-design, opere dell ingegno, arte, usato, vintage, piccolo antiquariato, produzioni d eccellenza, prodotti di enogastronomia tipica, a km zero, e bio. Gli operatori sono hobbisti privati, opi, artigiani e commercianti, sensibili ai temi dell eco-sostenibilità. Ricco il calendario prossimo. Per info e prenotazioni: Associazione stramercatino: Strada del Meisino 55/3 - Torino Tel Fax ARTIGIANATO IN PIEMONTE stramercatino a cura della Redazione Lo stramercatino è un progetto che si fa forte dell esperienza organizzativa acquisita negli anni e della popolarità che il marchio stramercatino ha raggiunto grazie alle innumerevoli edizioni, tenutesi in diverse città e in svariati paesi del Piemonte, della Liguria e della Valle d Aosta. Il marchio stramercatino nasce nel 2009, da un idea dell attuale Presidente, ed è stato promosso negli anni dallo stesso e dal suo staff, anche attraverso collaborazioni con altre Associazioni Culturali e, dal gennaio del 2011, istituendosi in Associazione stramercatino. L organizzazione è impegnata da anni nel settore eventi manifestazioni fieristiche, mercatini e attività culturali. Il progetto ha mosso i primi passi con una serie di manifestazioni nel Centro Storico di Albissola Marina (SV), per proseguire il suo percorso con la creazione di un grande e fortunato evento che si è tenuto, in diverse edizioni, presso il Palatorino, a partire dall 8 dicembre 2009 e coinvolgendo 350 espositori e oltre visitatori. Innumerevoli ancora sono stati gli appuntamenti dello stramercatino che si sono susseguiti fino ad oggi. Tra questi ci piace ricordare in particolare quelli di Grana Monferrato in occasione di Golosaria, Gassino T.se, Chieri, Moncalieri, Quadrilatero Romano, Murazzi del Po. A sinistra. Un momento di animazione dello stramercatino. Sullo sfondo. I Murazzi del Po dove si tengono numerose edizioni di stramercatino. Foto: gentile concessione stramercatino Capodopera 47

50 ARTIGIANATO IN PIEMONTE L arte della pellicceria a cura della Redazione Laura Smeriglio La sarta della pelliccia La pelliccia è tornata di moda. Se entrate in uno dei due punti vendita che Laura Smeriglio ha a Torino e a Pinerolo non aspettatevi una produzione seriale e un po troppo retrò. Oggi la pelliccia si porta perché è ideale per l inverno e perché le nuove lavorazioni la rendono adatta a un uso quotidiano che non trascuri però l estetica. Grazie ad alcune tecniche particolari la pelle diventa estremamente leggera e morbida. L acheratura, per esempio, consiste nel praticare dei piccoli tagli sul lato cuoio delle pelli inchiodate sulla forma: il guadagno in morbidezza è notevole, ma non si perde nulla in termini di calore. Con la filettatura, invece, si cuciono strisce di pelle alternate a strisce di organza o raso: laddove il pelo è particolarmente lungo non si coglie la differenza con le pellicce tradizionali, ma è possibile anche ottenere un bell effetto estetico lasciando visibili le diverse strisce. Per ottenere un capo più versatile si lavora il lato del cuoio così da rendere la pelliccia reversibile. 48 A destra e in basso. Alcuni capi pregiati realizzati da Laura Smeriglio. La Crocetta Pellicceria di Laura Smeriglio Via Buniva, 63 Pinerolo (TO) Tel Via Vespucci, 54 Torino Tel Foto: gentile concessione di Laura Smeriglio Capodopera Con tutte queste possibilità, ogni cliente può trovare la soluzione più adatta ai suoi gusti. Laura Smeriglio ha trovato anche il modo per riutilizzare delle vecchie pellicce che non piacciono più o sono passate di moda. Oltre alle riparazioni classiche, utilizza i capi non più usati per creare coperte, scendiletto, borse, cappelli e cuscini, tagliando e unendo insieme anche pelli diverse: un vero e proprio riciclo per evitare lo spreco di un materiale naturale e caldissimo. Laura Smeriglio è davvero un artigiana: cuce da quando era bambina e non vende nulla di confezionato. Tutta la produzione è destinata alle grandi firme o alla clientela privata. E come sempre quando si tratta di artigiani, il rapporto con le persone è fondamentale. Perché la pelliccia non sia più il capo da portare in pochissime occasioni e poi dimenticare nell armadio, è importante aiutare il cliente a scegliere un capo che risponda completamente ai suoi gusti, elegante ma adatto a tutti i giorni e a tutte le età. Sarà per questi motivi che Laura Smeriglio ama definirsi una sarta della pelliccia.

51 Quanto è lungo Filo lungo... filo! Anche quest anno si svolgerà a Collegno, presso il Villaggio Leumann la diciassettesima edizione della mostra, ormai diventata internazionale, Filo lungo filo, un nodo si farà dal 23 al 25 settembre. L iniziativa, nata quasi in sordina nel 1995, è un elemento di assoluto valore nell ambito dell archeologia industriale torinese ed è un momento di riflessione tra artigiani tessitori e studiosi dell arte tessile, nel contesto di un evento unico a livello internazionale. In questa edizione trovano spazio il fascino della tessitura, la creatività del feltro, l arte del ricamo e del merletto, la poesia del patchwork; inoltre, filo conduttore della mostra è Il filo del design. Eva Basile, responsabile del Coordinamento tessitori, riassume così il tema del convegno: «Tessere a mano, intrecciare fili, ricamare sono arti antiche quanto la storia degli uomini, che ci giungono da luoghi remoti e lontani, ma che sono e devono essere sempre vitali. Non si può pensare di cristallizzare un gesto, una forma, un oggetto. La tessitura e le altre arti tessili si evolvono con l umanità, perché il fare a mano non è un retaggio del passato, anche se spesso così vogliamo immaginare. Non è così, non può essere così. Nuovi usi, nuovi materiali si affacciano continuamente, così come nuove modalità di produzione dei manufatti tessili. Per questo, per mantenere viva la tessitura, le arti del filo e della fibra, occorre pensare nuove forme, nuovi usi, occorre conoscere e usare quanto si sta sperimentando nei laboratori di ricerca: non possiamo permettere che tutte le arti che pratichiamo siano congelate in un museo.occorre conoscere tecniche e forme del passato per crearne di nuove, più adatte al mondo in cui viviamo.» Durante questa edizione ci sarà un importante convegno sul design nel tessile con l intervento di famose designer e artiste tra cui un artista cilena che presenterà l applicazione contemporanea dell antica tradizione tessile Aymara; inoltre saranno organizzate varie mostre che includeranno le installazioni di Silvia Beccaria. Ma l originalità di questa edizione è la presentazione per la prima volta della mostra Calpesta la guerra organizzata dall Associazione Onlus Cooperaction, dove verranno presentati tappeti di guerra d e l l A f g h a n i s t a n annodati a mano dai bambini nell ultimo trentennio di guerre e occupazioni militari, a testimonianza degli orrori e dei conflitti del paese. Attraverso questa mostra si vuole denunciare lo sfruttamento dei piccoli e delle donne e la mancanza di rispetto per i diritti universali dell uomo. In questo contesto saranno mostrati nuovi manufatti afgani realizzati secondo l antica tradizione manifatturiera. Saranno presentate associazioni femminili afgane e progetti di microcredito. La stessa mostra sarà presentata in modo più articolato come laboratorio per le scuole di Collegno il giorno 21 settembre in occasione della Giornata della Pace. L iniziativa è realizzata con il patrocinio e il contributo della Città di Collegno, della Provincia di Torino e della Regione Piemonte, con la consulenza dell Associazione Coordinamento Tessitori, con il sostegno della Camera di Commercio di Torino e di Diffusione Tessile. ARTIGIANATO IN PIEMONTE L arte della tessitura Rosalbina Miglietti Dall alto. Tessitrice cilena. Il silenzio dello scrittore. In centro. Uno dei tappeti di guerra in esposizione. Associazione Onlus Amici della scuola Leumann Corso Francia, 345 Collegno (TO) Cell Tel Sito web Foto: gentile concessione dellʼassociazione Onlus Amici della scuola Leumann Capodopera 49

52 PER LA SUA PUBBLICITÀ SU CAPODOPERA Tel. 011/ / Fax 011/ PUBBLICHI I SUOI PRODOTTI NEL NUOVISSIMO CATALOGO WEB! Il catalogo completo dei suoi prodotti e servizi a un prezzo molto conveniente rispetto alla stampa tradizionale UN ESEMPIO oppure Digitando questi indirizzi si può sfogliare la rivista Capodopera che utilizza tutte le funzionalità di cui potrete usufruire. Potrete pubblicare il vostro catalogo sul vostro sito. PREZZI: a partire da 90,00 I prezzi variano a seconda del numero di pagine che si vogliono inserire e se si forniscono o meno i files già impaginati e trasformati in PDF. CONTATTATE I NOSTRI UFFICI PER UN PREVENTIVO GRATUITO: tel. 011/ cell. 349/ fax 011/ Strada Volvera, Orbassano (TO) 50 Capodopera

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