LIFE09ENVIT EnvironmentalCOoperation model for Cluster - Acronimo: ECO-CLUSTER

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1 -EnvironmentalCOoperation model for Cluster - Acronimo: ECO-CLUSTER Linee Guida Modello di gestione ambientale ECO-CLUSTER: programma ambientale di cluster Comune di Collagna Responsabile dell azione Istituto Delta Ecologia Applicata srl 1

2 Istituto Delta Ecologia Applicata srl Responsabile dell azione Dott.ssa Cristina Barbieri (Responsabile di progetto) Dott. Flavio Bruno (Referente tecnico di progetto) Dott. Dario Bonamici (tecnico) Dott. Gionata Tani (tecnico) Per informazioni: tel. 0532/ mail: Parco Nazionale dell'appennino Tosco Emiliano Beneficiario coordinatore di progetto Giuseppe Vignali - Responsabile del progetto Comune di Collagna (RE) Beneficiario associato Ferretti Monica - Responsabile di progetto Cerreto Laghi 2004 Srl Beneficiario associato Alessandro Zampolini - Responsabile di progetto Certiquality Beneficiario associato Stefano Aldini - Responsabile di progetto Filippo Lenzerini (Punto3 srl) - Direttore generale del progetto ECO-Cluster 2

3 INDICE INTRODUZIONE...4 PROGRAMMA AMBIENTALE DI CLUSTER...5 DIAGRAMMA DI FLUSSO...9 3

4 INTRODUZIONE Obiettivo delle Linee Guida è quello di fornire indicazioni di indirizzo agli attori, pubblici o privati, sui requisiti minimi e le buone pratiche per applicare il metodo ECO-CLUSTER ai fini del miglioramento ambientale del territorio. Le Linee Guida possono essere utilizzate per la codifica dei requisiti del metodo ECO-CLUSTER. Dalle Linee Guida si evincono i requisiti che il modello Eco-Cluster prevede debbano essere rispettati per una più attenta gestione ambientale del cluster e le buone pratiche che contribuiscono a migliorare l efficacia del modello. I requisiti verranno applicati in una fase di sperimentazione che comprende: - l applicazione del modello al cluster turistico Cerreto Laghi; - una verifica di applicazione a tre cluster selezionati tra quelli censiti a livello nazionale ed europeo. La versione definitiva delle Linee Guida verrà dunque rilasciata al termine della fase di sperimentazione e a seguito della calibrazione dei criteri in funzione delle esperienze condotte. In tal senso verranno valutati, oltre ai riscontri sull applicazione del modello, tutti gli stimoli per il miglioramento dello stesso. 4

5 PROGRAMMA AMBIENTALE DI CLUSTER Il Programma Ambientale del modello Eco-Cluster, anche come definito dal Regolamento EMAS, è un documento operativo che descrive le misure, le responsabilità e i mezzi adottati o previsti per raggiungere obiettivi e traguardi ambientali e le scadenze per il conseguimento di tali obiettivi e traguardi. In definitiva il programma ambientale è un documento sintetico che individua, rispetto agli obiettivi di miglioramento del cluster ed alle criticità emerse in fase di analisi, le azioni da attuare per il miglioramento ambientale. L elaborazione, la condivisione e attuazione del programma ambientale di cluster, finalizzato al miglioramento delle prestazioni ambientali complessive del cluster, è prerogativa del Comitato di gestione del cluster. Contenuto e struttura del Programma ambientale Il Comitato di gestione del cluster non può attribuire responsabilità per conto di soggetti che non sono inclusi al suo interno. Nella definizione del programma ambientale di cluster quindi, il Comitato di gestione deve provvedere a: - definire obiettivi di miglioramento ambientale quantificati, gestibili direttamente attraverso l impegno dei singoli componenti del Comitato di gestione. - individuare obiettivi di miglioramento ambientale di interesse generale, risultanti dalla valutazione degli aspetti ambientali, degli adempimenti normativi, delle criticità del territorio, a cui le singole organizzazioni entro il cluster possono partecipare. Tali obiettivi non preventivabili ex ante possono non risultare quantificabili ma utili come atto di indirizzo. Il programma ambientale di cluster sarà quindi costituito dagli elementi utili per pianificare il raggiungimento degli obiettivi ambientali gestibili direttamente dal Comitato di gestione e dalle azioni funzionali ad ottenere la più ampia partecipazione all implementazione degli obiettivi generali del programma. Gli obiettivi ambientali gestibili direttamente sono condivisi e quantificati, e sono perseguibili collegialmente o dai singoli membri che compongono il Comitato stesso; includono inoltre gli interventi in capo al Comitato di gestione per la caratterizzazione degli obiettivi generali, intesi quali atti di indirizzo per il cluster. La struttura del Programma ambientale del Comitato di Indirizzo si compone: - degli obiettivi prefissati di miglioramento del cluster; - dei traguardi, quando possibile quantificati attraverso l uso di indicatori; l identificazione degli indicatori per ogni obiettivo ambientale ha lo scopo di stimare la perfomance ambientale, ovvero valutare il progressi fatti per il raggiungimento di un determinato obiettivo; - dalle previsioni delle scadenze temporali di realizzazione dei traguardi; - dagli interventi diretti con cui il Comitato di gestione intende raggiungere l obiettivo, in relazione a ogni singolo traguardo; - designazione del responsabile dell intervento e degli altri soggetti coinvolti; - designazione delle risorse tecniche ed economiche. Costituisce buona pratica che gli obiettivi generali vengano messi in relazione al tema ambientale e agli aspetti ambientali di riferimento. La definizione dei traguardi, degli interventi, dei tempi, 5

6 delle responsabilità e delle risorse è a discrezione delle singole organizzazioni che vorranno contribuire al raggiungimento dell obiettivo. L identificazione degli obiettivi e traguardi ambientali direttamente gestibili dal Comitato di Gestione deve avvenire in coerenza con: - Gli impegni di Politica Ambientale sottoscritti dal Comitato di gestione del cluster; - Le criticità emerse a conclusione dell analisi ambientale di cluster; - La capacità del Comitato di gestione di intraprendere azioni per il miglioramento di un aspetto ambientale sia attraverso interventi di propria competenza sia attraverso i canali della sensibilizzazione e della comunicazione; - Possibilità di accesso a finanziamenti pubblici e/o pubblici/privati e a particolari esigenze finanziarie. Il programma ambientale di cluster deve contenete almeno un obiettivo di formazione e sensibilizzazione delle organizzazioni rientranti nel cluster sulla normativa ambientale applicabile e sugli adempimenti ambientali. FOCUS Altri temi che possono essere inclusi nel programma ambientale di cluster riguardano: - Mobilità sostenibile e ottimizzazione della logistica; - Gestione dei rifiuti; - Gestione delle acque reflue e riutilizzo; - Gestione delle emergenze; - Buone pratiche e tecnologie pulite; - Servizi comuni e infrastrutture collettive a servizio del cluster; - Insediamento delle imprese; - Supporto amministrativo alle imprese; - Monitoraggio ambientale; - Modalità gestionali innovative; - Valorizzazione del prodotto/servizio caratterizzante il cluster. Modalità di formazione, approvazione e attuazione del Programma ambientale Il Comitato di gestione del cluster è responsabile della formazione e approvazione del programma ambientale. Il programma di cluster non deve essere solo il sunto dei programmi ambientali dei singoli soggetti che compongono il Comitato, ma deve privilegiare le sinergie che si possono creare dall azione congiunta e coordinata di tutti. Piuttosto dal programma ambientale del cluster potrebbero discendere dei sottoprogrammi in funzione delle responsabilità in capo ad ogni soggetto. La suddivisione può essere utile per affrontare gli impegni specifici di ciascun attore. Bisogna inoltre valutare la possibilità di integrare gli obiettivi ambientali con altre iniziative presenti sul territorio. Il primo passaggio del processo di definizione del Programma Ambientale è quindi il confronto tra tutti i soggetti che svolgono, o possono svolgere, un ruolo chiave nel miglioramento continuo. Ogni membro del Comitato di Gestione propone gli obiettivi ambientali di sua competenza, anche in relazione agli impatti ambientali ad esso ricondotti in sede di analisi ambientale iniziale. Con la 6

7 sua discussione dovranno emergere ed essere risolte le difficoltà di un singolo soggetto di attuare il programma ambientale e trovate le sinergie tra i vari soggetti. A tal fine possono essere attivati processi di partecipazione nella definizione del piano anche attraverso strumenti di coinvolgimento già presenti (Agenda 21, forum, comitati, ecc). Nel caso in cui le responsabilità degli obiettivi siano in capo direttamente ai soggetti che compongono il Comitato di gestione, il loro raggiungimento è assicurato dall impegno preso da ogni soggetto in seno al Comitato stesso. Nel caso in cui le responsabilità vengano definite in capo a soggetti non direttamente membri del Comitato ma in esso solo rappresentati emerge la necessità di assicurare che le decisioni prese in seno al Comitato di Gestione sul programma e gli obiettivi ambientali vengano realmente presi in carico dai singoli soggetti. Il Soggetto Gestore può quindi realizzare un semplice documento da divulgare tra le organizzazioni del cluster per poi richiedere un atto formalizzato, quali intese o accordi, degli impegni accordati. Si ritiene sufficiente la sottoscrizione dell atto da parte di tutti i soggetti coinvolti nella definizione degli obiettivi ambientali, affinché il programma diventi vincolante sia per quanto riguarda la realizzazione degli interventi in esso contenuti sia per la contribuzione alle risorse. La formalizzazione degli impegni contribuisce a dare credibilità al programma ambientale. L atto formale è anche richiesto per il contributo che le singole organizzazioni insediate nel cluster intendono dare al raggiungimento degli obiettivi in gestione indiretta (atti di indirizzo). Nella definizione degli obiettivi in gestione indiretta bisogna tenere in considerazione la significatività dei soggetti da coinvolgere, intesa quale valenza dell impatto ambientale sul cluster e capacità di orientare e influenzare comportamenti di altri soggetti, valutando la possibilità per essi di essere coinvolti nella definizione del programma con impegni specifici. Una volta approvato il programma ambientale, il Comitato di gestione diventa garante della sua attuazione, del suo aggiornamento e delle azioni correttive da intraprendere in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi. La responsabilità del raggiungimento di ogni singolo obiettivo è in capo al/ai soggetto/i che se lo intesta. Il Comitato di gestione stabilisce le azioni da intraprendere nel caso in cui uno o più soggetti non rispettano gli impegni assunti in sede di definizione e approvazione del programma ambientale. In ultima istanza il Comitato definisce le circostanze per le quali un soggetto aderente che non rispetta gli impegni assunti nel programma ambientale può essere escluso dal sistema di qualificazione. La realizzazione dei traguardi viene sorvegliata ad intervalli prestabiliti, almeno annuali e, nel caso di inadeguatezza del loro livello di realizzazione, si interviene con azioni correttive. Con l azione correttiva il Comitato di gestione cerca di eliminare le cause che hanno determinato il non raggiungimento del traguardo ambientale e valuta la necessità di pianificare nuove azioni, risorse, adeguare i tempi di realizzazione. Con cadenza annuale il Comitato di gestione esamina il raggiungimento degli obiettivi ambientali, la validità degli obiettivi non raggiunti e discute sulla proposta di nuovi obiettivi e traguardi ambientali. Sistema di monitoraggio delle prestazioni ambientali Gli indicatori servono a misurare il grado di raggiungimento degli obiettivi e a effettuare la verifica periodica dell adeguatezza del programma ambientale. In particolare devono essere valutati i risultati dell attuazione del programma ambientale, misurati attraverso gli indicatori adottati dal Comitato di gestione del cluster per monitorare gli impatti ambientali e altri indicatori di controllo operativo del programma. 7

8 Si ritiene che ai fini della verifica del raggiungimento degli obiettivi stabiliti in seno al cluster, da parte di una singola organizzazione, può essere sufficiente il fatto che l organizzazione responsabile adotti uno strumento di certificazione ambientale di sistema o di prodotto verificato da un organismo indipendente (EMAS, ISO 14001, ecc). 8

9 DIAGRAMMA DI FLUSSO Programma ambientale di cluster Il Comitato di gestione ha definito obiettivi di miglioramento ambientale direttamente perseguibili con le risorse dei soggetti in esso rappresentati e obiettivi di miglioramento ambientale di interesse generale configurabili come atti di indirizzo? SI NO Il Comitato deve definire obiettivi ambientali condivisi e quantificati, perseguibili direttamente in maniera collegiale o dai singoli membri che compongono il Comitato stesso. Gli atti di indirizzo devono risultare dalla valutazione degli aspetti ambientali, degli adempimenti normativi, delle criticità del territorio, al miglioramento dei quali le singole organizzazioni rientranti nel cluster possono partecipare. Il Programma ambientale del Comitato di Indirizzo si compone: - degli obiettivi prefissati di miglioramento del cluster; - dei traguardi, quando possibile quantificati attraverso l uso di indicatori; - delle scadenze temporali di realizzazione dei traguardi; - dagli interventi diretti con cui il Comitato di gestione intende raggiungere l obiettivo; - del responsabile dell intervento e degli altri soggetti coinvolti e delle risorse tecniche ed economiche. Il Programma Ambientale è coerente con la politica ambientale, adeguato agli impatti ambientali del cluster e tiene conto della capacità di miglioramento? Tiene conto della possibilità di accesso a finanziamenti pubblici e/o pubblici/privati? SI Sono definiti gli impegni in capo ad ogni singolo soggetto, le responsabilità per il raggiungimento degli obiettivi? Sono stati formalizzati gli impegni assunti in sede di approvazione del Programma? SI NO NO Il Programma ambientale deve essere coerente con gli impegni di Politica Ambientale sottoscritti dal Comitato di gestione del cluster. Deve tenere conto delle criticità emerse a conclusione dell analisi ambientale di cluster e dalla capacità del Comitato di gestione di intraprendere azioni per il miglioramento di un aspetto ambientale sia attraverso interventi di propria competenza sia attraverso i canali della sensibilizzazione e della comunicazione. Il Comitato di gestione del cluster è responsabile della formazione e approvazione del programma ambientale. La responsabilità del raggiungimento di ogni singolo obiettivo è in capo al/ai soggetto/i che se lo intesta. Il Comitato di gestione stabilisce le azioni da intraprendere nel caso in cui uno o più soggetti non rispettano gli impegni assunti. La realizzazione degli obiettivi e dei traguardi viene sorvegliata ad intervalli prestabiliti. Il Comitato di gestione deve implementare un sistema di monitoraggio al fine di misurare il grado di raggiungimento degli obiettivi e a effettuare la verifica periodica dell adeguatezza del programma ambientale. 9

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