Sublinea 2.C Un Modello per la rilevazione dei fabbisogni professionali e formativi

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1 Sublinea 2.C Un Modello per la rilevazione dei fabbisogni professionali e formativi (31 OTTOBRE 2011) REPORT CURATO DA CENSIS Progetto approvato dalla Regione Marche con Decreto del Dirigente del Servizio Istruzione, Formazione e Lavoro n. 7/S06 del 03/02/10. Codice C.I.G

2 INDICE Premessa 1 2. Finalità e ipotesi assunte per la predisposizione del Modello per la replicabilità dell analisi dei fabbisogni professionali e formativi 5 3. Prima Parte: L'analisi dei fabbisogni come processo di ricerca sociale Processo e soggetti coinvolti Le domande che originano l analisi dei fabbisogni I caratteri distintivi della ricerca sociale nell analisi dei fabbisogni professionali e formativi 13 Finestra 1. Schemi esplicativi sull analisi dei fabbisogni Seconda Parte: l esperienza realizzata e criteri di disseminazione Gli obiettivi della ricerca sui fabbisogni professionali e formativi Le componenti e la logica del modello La mappatura socio-economica del territorio regionale La rilevazione delle caratteristiche della domanda individuale di FC (ex allievi) La rilevazione dei fabbisogni professionali e formativi delle imprese I Casi studio Le interviste ai testimoni privilegiati Ulteriori attività da realizzare a completamento del Modello L analisi previsionale (a 3 e 5 anni) dei fabbisogni professionali e formativi del territorio e delle imprese Azioni di supporto alle decisioni: le azioni di comunicazione e confronto con gli attori del sistema regionale Guida alla consultazione del Sistema Informativo ARCPROM Premessa Guida alla navigazione 34 ALLEGATI 40 - Questionario per la rilevazione della percezione della soddisfazione degli individui formati circa la formazione ricevuta e dei loro eventuali ulteriori fabbisogni formativi 41 - Questionario per l aggiornamento della rilevazione della percezione della soddisfazione degli individui formati circa la formazione ricevuta e dei loro eventuali ulteriori fabbisogni formativi 47 - Questionario per la rilevazione dei fabbisogni professionali e formativi delle imprese 51 - Questionario per l aggiornamento della rilevazione dei fabbisogni professionali e formativi delle imprese 58 - Griglia per l intervista ai testimoni privilegiati 64 - Griglia per la realizzazione dei casi di studio nelle imprese 69 - CD contenente il Sistema Informativo ARCPROM 2

3 PREMESSA Il presente testo contiene il previsto Modello-Manuale per la reiterazione dell analisi dei fabbisogni professionali e formativi delle imprese, con particolare riguardo alla Sublinea 2.c Ricognizione dei fabbisogni professionali e formativi relativi alle imprese del progetto F.A.R.O. LAB, curato dal Censis nell ambito del partenariato con IFOA e ANL. La proposta progettuale intendeva, infatti, realizzare uno studio di fattibilità e la conseguente realizzazione di un Modello (strumentale, metodologico e di accompagnamento consulenziale ) da trasferire al termine delle attività all Amministrazione, nella prospettiva che quest ultima possa disporre di un Sistema Permanente di analisi dei fabbisogni professionali e formativi. Tale Modello include: - oltre al variegato ventaglio di metodologie impiegate nel progetto per la rilevazione dei fabbisogni professionali e formativi; - anche altre metodologie per la realizzazione di attività di analisi e di ricerca sui fabbisogni che, nella fattispecie del progetto FARO LAB non erano previste, ma che a parere degli scriventi appaiono determinanti nel delineare un Modello completo di analisi delle esigenze e del territorio di capitale umano qualificato. - oltre al Manuale per l uso del Sistema Informativo ARCPROM (ARChivio PROfili Marche), che viene fornito in allegato al presente testo, in veste di cd contenente per l appunto il Sistema Informativo, destinato a costituire anch esso un modello, qui realizzato e da subito impiegabile, sulla base sia dei dati rilevati con l indagine sui fabbisogni professionali e formativi delle imprese marchigiane e sia dei risultati conseguiti con la mappatura socio-economica del territorio regionale secondo i diversi Sistemi Locali del Lavoro (SLL) della regione. Il Sistema ARCPROM consente, infatti, di incrociare le due tipologie di informazioni (fabbisogni e peculiarità dei SLL), in modo da favorire una programmazione degli interventi formativi non solo in coerenza con i fabbisogni professionali espressi dalle imprese, ma anche con i territori (in questo caso, gli stessi SLL) di localizzazione delle stesse imprese, in termini di armonizzazione, almeno sul piano locale/regionale, con le specificità sociali ed economiche del cluster SLL di riferimento. L insieme di tale metodo e strumenti vorrebbe, in sostanza, rappresentare una parte significativa di quell utensileria che si presume come indispensabile per il funzionamento del costituendo Osservatorio Regionale sulla Formazione Continua e, conseguentemente, porre l Amministrazione nella condizione di poter affrontare in modo più efficace la vigente programmazione, come anche quella che seguirà, del 1

4 Fondo Sociale Europeo, grazie ad una più affinata selezione delle priorità su cui intervenire, a partire da una base conoscitiva via via aggiornabile ed esauriente dei diversi fenomeni e bisogni che il territorio e il suo tessuto produttivo potranno esprimere. Sulla base di tale premessa e della sua complessiva finalità, il progetto ha proposto una metodologia realizzativa centrata su due Linee di intervento, ovvero la Linea 1 Laboratorio formativo e la Linea 2 Osservatorio Regionale sulla Formazione Continua. Per ciò che attiene la Linea 1 Laboratorio formativo, le azioni principali sono state così articolate: 1) promozione e realizzazione di seminari a carattere formativo in un ottica di learning per l intero territorio e le sue rappresentanze istituzionali e sociali; 2) promozione e realizzazione di n. 5 Piani formativi settoriali/territoriali, indirizzati a sostenere un sistema di FC indirizzato verso la creazione di un economia sostenibile promossa dalla conoscenza, anche attraverso il pieno e sinergico sfruttamento delle opportunità di finanziamento della FC; 3) promozione e realizzazione di n. 30 Piani formativi aziendali, al fine di accompagnare le aziende nell impostazione di interventi formativi centrati sulla riduzione di un determinato e misurabile gap di competenze professionali. Per quanto riguarda la Linea 2 Osservatorio Regionale sulla FC) la metodologia ha previsto i seguenti approcci attuativi: 1. realizzare un analisi del territorio (mappatura con indicatori statistici a base comunale), secondo le diverse connotazioni socio-economiche e produttive della regione; 2. interpretare, conseguentemente, le esigenze di sviluppo del capitale umano, occupato e non, alla luce di squilibri, vocazioni e specificità locali ed in funzione di una allocazione razionale delle risorse disponibili; 3. procedere alla progettazione e realizzazione di metodi e strumenti, finalizzati ad effettuare, a cadenza bi-triennale, una compiuta e diretta rilevazione dei fabbisogni professionali e formativi emergenti dalle imprese e dal territorio nel suo complesso; 4. orientare tutte le attività realizzate con le Linee di intervento 1 e 2 verso la definizione di un modello di analisi dei fabbisogni formativi ed occupazionali (che consenta di mettere in relazione le sollecitazioni della domanda del sistema produttivo, da un lato, e la morfologia socioeconomica dei sottosistemi territoriali; 2

5 5. trasferire all Amministrazione un Modello-Manuale per la reiterazione e l aggiornamento di azioni di analisi e valutazione dei fabbisogni formativi ed occupazionali espressi dal territorio e aperto all interazione con gli altri attori che, vario titolo, operano sul mercato del lavoro. Il presente Report costituisce, in particolare, la concretizzazione dei precedenti punti 3, 4 e 5 dell articolato progettuale, rappresentando un percorso illustrativo del precipitato di tutte le metodologie impiegate nelle diverse analisi e ricerche previste e delle modalità che potrebbero consentire all Amministrazione Regionale di reiterare dette analisi e di aggiornare, nel corso del tempo e con le cadenze che l Amministrazione riterrà più opportune e funzionali alle proprie esigenze programmatiche, la lettura e l interpretazione delle esigenze professionali e formative del proprio contesto produttivo e territoriale di riferimento. Nei capitoli successivi vengono descritti i percorsi metodologici che hanno presieduto alla realizzazione delle indagini e ricerche di cui ai suddetti punti, organizzandone il contenuto al fine di renderne sostenibile il trasferimento non solo alla Regione ma, auspicabilmente, anche al resto del reticolo istituzionale (dalle Amministrazioni Provinciali ai Servizi per l Impiego) e alle Parti Sociali in varia misura competenti nella programmazione e gestione dell offerta formativa, cofinanziata o meno dal FSE. Si segnala, infine, che nel capitolo finale viene fornita la Guida alla consultazione del Sistema Informativo ARCPROM, che accompagna il CD (allegato al presente Report) contenente tale Sistema e che rappresenta una sorta di chiusura del cerchio dell intero Modello di rilevazione dei fabbisogni. Il Sistema, infatti, consente di eseguire interrogazioni che pongono in relazione i risultati dell indagine sui fabbisogni professionali e formativi delle imprese marchigiane con le specificità socio-economiche dei cluster geostatistici territoriali, identificati a suo tempo nei Sistemi Locali del Lavoro caratterizzanti l intero territorio regionale. La costruzione e fornitura del Modello e, nella fattispecie, di ARCPROM è improntata a requisiti di flessibilità, capaci di garantire un progressivo miglioramento dell efficacia e dell efficienza del suo utilizzo ed una costante aderenza alla potenziale evoluzione del sistema economico-occupazionale ed è basata su approcci quali-quantitativi che hanno come obiettivi: - l adeguamento degli scenari di sviluppo del mercato del lavoro e del sistema produttivo; - la determinazione dei fabbisogni al fine di orentare le scelte di programmazione degli interventi; - l eventuale sperimentazione di nuovi servizi sul territorio in funzione dell evoluzione dei fabbisogni; 3

6 - la predisposizione di un ambiente idoneo alla messa in rete degli attori istituzionali e non (Osservatorio Regionale sulla FC) che operano a vari titolo sul mercato del lavoro e della formazione e che risultano potenzialmente beneficiari degli aggiornamenti che, successivamente alla consegna del Modello, potranno essere condotti periodicamente in autonomia (o almeno governati in piena consapevolezza dei metodi e degli strumenti costituenti il Modello) circa l analisi anticipatoria dei fabbisogni professionali e formativi regionali. 4

7 2. FINALITÀ E IPOTESI ASSUNTE PER LA PREDISPOSIZIONE DEL MODELLO PER LA REPLICABILITÀ DELL ANALISI DEI FABBISOGNI PROFESSIONALI E FORMATIVI Il Modello (una sorta di manualistica operativa), è stato predisposto con l obiettivo di facilitare la trasferibilità e la riproducibilità dell esperienza di rilevazione dei fabbisogni professionali e formativi delle filiere produttive del territorio marchigiano, assumendo quale proprio destinatario di riferimento l Amministrazione Regionale, ma anche qualsiasi altra organizzazione pubblica o servizio da essa erogato (come, in particolare, i Servizi Pubblici per l Impiego), di livello provinciale o territoriale, dotata di competenze istituzionali nella programmazione e/o promozione delle politiche del lavoro e della formazione professionale. In questa ottica i risultati e, soprattutto, le metodiche impiegate per l analisi dei fabbisogni rappresentano un input prevalentemente orientato a supportare l elaborazione dei programmi di governo, poliennali ed annuali, del sistema formativo regionale e subregionale. Per la redazione del Manuale si è fatto riferimento anche ad altre analoghe esperienze maturate dal soggetto attuatore in altri contesti regionali, quindi ai caratteri fondamentali del processo analisi dei fabbisogni e ad alcuni esempi di prassi attuate in altre Amministrazioni, nonché alle competenze dell Analista di fabbisogni formativi territoriali e settoriali declinate nell allegato 2.3 del Decreto Ministero del Lavoro 25 maggio 2001, n. 166 in materia di Accreditamento delle sedi formative e Orientative. Così come si evidenzia dallo Schema 1, il suddetto D.M. costituisce l unico riferimento normativo per tale figura, pur considerando che l Intesa siglata il 20/03/2008 tra Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali, Ministero dell Istruzione dell Università e della Ricerca, le Regioni e province autonome di Trento e Bolzano per la definizione degli standard minimi del nuovo sistema di accreditamento delle strutture formative per la qualità dei servizi, ha confermato, nella Linea di Indirizzo 2 del Criterio E e nell Allegato 2 (Tabelle sui requisiti/linee di indirizzo), il criterio di accreditamento relativo alla capacità del soggetto accreditando di saper leggere ed interpretare il fabbisogno di formazione esplicito (o tacito) dei diversi target., lasciando invariati i criteri distintivi della figura professionale dell Analista dei fabbisogni dettati dal D.M. n

8 Schema 1. Decreto 25 maggio 2001, n Aree di competenza e compiti dell analista dei fabbisogni Funzione di analisi dei fabbisogni Figura di sistema: Analista di fabbisogni formativi territoriali e settoriali Aree di competenza Compiti Competenze necessarie AF1. Rilevazione del fabbisogno occupazionale a livello territoriale. AF2. Rilevazione del fabbisogno occupazionale a livello aziendale. Analisi del sistema socio economico (vocazioni produttive, piani di sviluppo, strutturazione del sistema produttivo e del mercato del lavoro, sistema di valori e attese nei confronti del lavoro ) del territorio di riferimento mediante: - individuazione, rilevazione, sistematizzazione, lettura di dati ed informazioni prodotte dalle letteratura specialistica; - individuazione di e interviste a testimoni privilegiati. Analisi del fabbisogno di nuove figure professionali (occupazione aggiuntiva) o di nuovi compiti (per gli attuali occupati) nel territorio di riferimento relativamente a settore/area, famiglia professionale, mediante: - indagine di campo, con questionario o intervista a testimoni privilegiati; - analisi desk: ricerca biblico emerografica. Sistematizzazione, analisi dei dati raccolti e report. Dalla rilevazione delle prospettive aziendali di carattere produttivo, tecnologico,commerciale, organizzativo, mediante analisi documentale di piani e programmi e interviste a testimoni, definizione di fabbisogni di: - ulteriore personale per figure professionali già esistenti; - occupazione aggiuntiva per figure professionali nuove; - nuovi compiti per il personale presente. Identificare le principali fonti informative sul sistema socio economico locale: - definire la struttura delle principali fonti che rilevano i fabbisogni occupazionali e formativi con particolare riferimento a quelle realizzate dagli OOBB e da Unioncamere nell ambito del PON del Ministero del lavoro e dei POR delle regioni. Utilizzare le procedure per la definizione del campione ed elaborazione di strumenti (questionari strutturati, semi strutturati, traccia per interviste a testimoni privilegiati). Predisporre rapporti su fabbisogni occupazionali. Utilizzare le procedure per la definizione del campione e selezionare/produrre strumenti di analisi (questionari strutturati, semi strutturati, traccia per interviste, ecc.) Predisporre piani formativi aziendali. 6

9 L insieme delle competenze richieste per tale figura professionale appaiono, del resto, molto interessanti ai fini della eventuale promozione di quella funzione di agente di sviluppo formativo, quale una delle proposte emerse nel corso della realizzazione del progetto, con particolare riferimento alle attività di animazione e consultazione territoriali svoltesi nel corso sia dei previsti cinque Focus Group e sia in sede di Comitato Regionale di Indirizzo per la Formazione Continua. Il Modello è strutturato in due parti: nella prima si declina l analisi dei fabbisogni come attività di ricerca sociale; nella seconda si ripercorrono obiettivi, metodologie, fonti, strumenti, risultati perseguibili e tempi di realizzazione delle diverse analisi e ricerche costituenti il Modello stesso. Al termine della prima parte ed in alcuni paragrafi, sono proposte delle finestre che contengono indicazioni su note metodologiche, esperienze di altri contesti, materiali utilizzabili dagli analisti dei fabbisogni. 7

10 3. PRIMA PARTE: L'ANALISI DEI FABBISOGNI COME PROCESSO DI RICERCA SOCIALE 3.1. Processo e soggetti coinvolti L analisi dei fabbisogni professionali e formativi identifica un processo (insieme di attività e risorse che opportunamente coordinate consentono di conseguire un prodotto scambiabile in una catena clienti/fornitori ) che fa parte del più ampio ciclo di produzione della formazione (cfr. Finestra 1 in coda al capitolo) I soggetti che possono attivare (commissionare o realizzare direttamente) questo processo sono sostanzialmente due: gli organismi di programmazione della formazione e delle politiche del lavoro (Regioni e Province dove la FP è in parte delegata ad esse); gli Organismi Bilaterali e delle parti sociali e gli Organismi di Formazione nell ambito di progetti di sviluppo delle proprie attività o per conto di organizzazioni clienti (imprese o enti pubblici di programmazione). Nel primo dei due casi, l analisi dei fabbisogni è prevalentemente a supporto della programmazione, nel secondo è a supporto della progettazione formativa. I prodotti delle analisi dei fabbisogni a supporto della programmazione possono essere collocati, in rapporto alle specifiche esigenze dell ente e delle proprie logiche di programmazione, su un asse che va dal generale al particolare. A livello generale le analisi motivano la declinazione operativa degli orientamenti strategici di politica formativa e del lavoro a cui l ente (Regione o Provincia) farà riferimento per un certo arco temporale. A livello di dettaglio, l analisi può spingersi a indicare i comparti o settori economici per i quali la formazione è prioritaria, declinare le figure professionali da formare, enucleare le tipologie formative da sviluppare (o contenere); accennare ai sistemi di competenze da consolidare, proporre interventi per lo sviluppo del sistema formativo o delle filiere di istruzione e formazione. In entrambi i livelli l analisi comporta ricerche, osservazioni, studi delle tendenze sociali ed economiche del territorio e la loro correlazione con l offerta formativa esistente. Essendo il sistema formativo fortemente governato da principi e risorse di matrice comunitaria, l analisi dei fabbisogni a supporto della programmazione richiede di essere raccordata con le finalità generali, le Priorità e le declaratorie degli Obiettivi generali e specifici dei diversi Documenti di Programmazione (dal QSN ai POR e anche ai PON, attraverso il filtro interpretativo della Strategia di Lisbona), sebbene, in linea di massima, siano da ritenere essenziali, nella fattispecie, i documenti di 8

11 programmazione delle Regioni, che rappresentano gli input assunti dall analisi dei bisogni a supporto della programmazione. Si deve, tuttavia, tener presente che, poichè nella Formazione Continua, oltre al FSE, intervengono rilevanti risorse di segno nazionale/regionale, quali la L. n. 236/93, la L. n. 53/2000 e i Fondi Paritetici Interprofessionali, assume rilevanza considerare anche l evoluzione dei fabbisogni nell ambito della formazione sul lavoro. Si tratta, cioè, di condurre l analisi a tutto campo, fornendo in tal modo orientamenti per la programmazione degli interventi non solo ai soggetti pubblici titolari di Programmi Operativi o di parte di essi, ma anche ai decisori delle Parti Sociali preposti all impiego delle risorse dei Fondi Interprofessionali, favorendo anche l eventuale mix tra risorse pubbliche e private. I processi di analisi dei fabbisogni svolte da agenzie formative si possono a loro volta suddividere in due aggregati: analisi dei fabbisogni per un sistema cliente debolmente definito (connessi, ad esempio, alla partecipazione ad un bando/avviso pubblico regionale per la realizzazione di interventi di formazione); analisi dei bisogni per un sistema cliente precisamente definito (una singola impresa, una filiera di imprese). Nel primo caso gli input saranno le linee di programmazione regionale (e/o le specifiche del singolo bando/avviso), i prodotti configurano un insieme di informazione utili a supportare la progettazione formativa (descrizione di profili professionali; declinazione di fabbisogni di competenze formative per tipologia aziendale, area/processo di lavoro, di settore, trasversale; raffigurazione degli elementi costitutivi delle competenze; specificazione dei caratteri organizzativi in cui i beneficiari degli interventi formativi andranno ad operare, ecc). Nel secondo caso, i prodotti possono essere simili ma contestualizzati rispetto agli input del sistema cliente ed ai relativi vincoli (risorse per la formazione, prefigurazioni del ruolo della formazione, figure o processi da formare, ecc.). In entrambe le opzioni l analisi dei bisogni farà riferimento ai problemi di cambiamento che le organizzazioni (a cui la formazione sarà indirettamente riferita, nel primo caso, o direttamente riferita, nel secondo caso) stanno attraversando, alle innovazioni che sono necessarie o imprescindibili per consolidare la competitività di processi e prodotti/servizi, agli apprendimenti auspicabili, ai destinatari degli interventi. Quasi sempre l analisi richiede un esplorazione (diretta o attraverso colloqui e interviste) finalizzata a comprendere e raffigurare cosa fanno e come le persone sul lavoro e/o alle quali è destinata la formazione (in genere definita analisi del lavoro). Vi è da sottolineare che il progetto F.A.R.O. LAB e le sue due citate Linee di intervento, appaiono aver sussunto ambedue i sopradescritti approcci all analisi dei fabbisogni professionali e formativi, laddove: 9

12 - la Linea 1, al di là delle azioni laboratoriali di tipo formativo realizzate in favore di rappresentanti delle istituzioni e delle parti sociali, sviluppando anche Piani Formativi settoriali, territoriali e aziendali, ha sostanzialmente operato un analisi dei bisogni per un sistema cliente precisamente definito, nella fattispecie un settore produttivo, un azienda,o meglio, un gruppo di aziende, un territorio; - la Linea 2, avendo realizzato un analisi dei fabbisogni ad ampio spettro, tramite le indagini estensive realizzate sia presso un consistente panel di imprese e sia presso un numeroso gruppo di lavoratori che avessero fruito di interventi di Formazione Continua variamente finanziata (FSE, L. 236/93, Fondi interprofessionali), si pone quale strumento per accompagnare i decisori pubblici nelle loro scelte programmatiche e, nella fattispecie della Regione Marche, nella fattibilità metodologica e nella messa a regime del previsto Osservatorio Regionale sulla Formazione Continua Le domande che originano l analisi dei fabbisogni Sono molteplici gli interrogativi, le domande, da cui possono trarre origine analisi dei fabbisogni più o meno sofisticati ; a titolo esemplificativo, tra le domande per l analisi a supporto della programmazione si riportano le seguenti: Come declinare operativamente, nel contesto ove il Modello viene impiegato, le finalità dichiarate dalla programmazione FSE, dalla Strategia di Lisbona e dalle priorità delle politiche nazionali di istruzione e formazione? Cosa sta cambiando (nel settore o nel territorio); come si configurano i trend occupazionali; quali figure professionali richiederanno le imprese in funzione di questi cambiamenti? Vi sono professioni o competenze che rischiano di divenire obsolete e di esporre le persone a rischi di espulsione dai processi produttivi? L offerta della scuola, dell istruzione, della formazione è in sintonia con tali cambiamenti? Quali sono le competenze utili a potenziare l occupabilità delle persone e il loro accesso alla formazione lungo l intero arco della vita? Vi sono categorie, figure professionali, fasce sociali particolarmente deboli sul mercato del lavoro? Cosa fare per consolidare le loro competenze? Quali fabbisogni esprimono le imprese dei principali settori economici del territorio? Quali la Pubblica Amministrazione? Quali sono le caratteristiche dei giovani che nei prossimi anni si troveranno in fasce di età soggette al Diritto-Dovere all Istruzione, quali domande di formazione manifestano? 10

13 Quali relazioni si verranno a creare tra sistema scolastico, sistema formativo, sistema del lavoro in rapporto alle innovazioni normative in atto e degli scenari occupazionali attuali e futuri? Quali livelli di qualità esprime un determinato sistema regionale della FP, quali sono auspicabili? Che strategie ed azioni di miglioramento è possibile porre in essere? Le domande che attivano analisi dei fabbisogni per un sistema cliente debolmente definito si possono enucleare nel modo seguente: Una certa Regione intenderà programmare e finanziare progetti di integrazione scuolalavoro? A quali sarebbe opportuno candidarsi, per quali motivazioni? Come sostenere le proprie proposte per ottenere il relativo finanziamento? Una certa Provincia reputa prioritaria la Formazione Continua in un determinato settore: un azienda interessata quali progetti potrebbe realizzare utilmente, perché? Come può un azienda caratterizzare per l anno successivo le attività di formazione continua per i propri dipendenti? In base a quali fattori endogeni o indotti dai mercati di riferimento Una certa azienda ha chiesto al fornitore di realizzare un corso sul front office, attraverso quali bandi o avvisi è possibile che ottenga un cofinanziamento? Con quali modalità sarà possibile motivare la proposta? ecc. Le esigenze che attivano processi di analisi dei fabbisogni di una o più organizzazioni identificate, si possono a loro volta articolare in due aggregati; per quanto riguarda il primo di tali aggregati: E stato installato un nuovo software; che progetto formativo è necessario per gli operatori che devono acquisire le competenze necessarie per poterlo utilizzare? Gli operatori alle macchine utensili hanno necessità di aggiornamento sui nuovi sistemi di programmazione. Il sistema di controllo di gestione prevede nuove procedure; come fare per renderle un effettivo strumento di lavoro quotidiano delle persone? Si rileva la necessità di formare gli addetti all area commerciale per aggiornare le loro competenze linguistiche e di comunicazione ecc Nella loro diversità, gli interrogativi riportati fanno riferimento a cambiamenti legati da una logica comune, da un filo rosso che li contraddistingue: in tutti i casi si tratta di 11

14 innovazioni che richiedono compiti di lavoro sostanzialmente ruotinari, prevedibili, in parte standardizzabili; modificazioni che sottendono fabbisogni tecnico operativi e che fanno prevalente riferimento a specifici ruoli. Il secondo aggregato di interrogativi si riferisce a situazioni di cambiamento di più difficile interpretazione; ad esempio: I problemi sono dichiarati ma nella realtà non vengono, di fatto, affrontati. Le relazioni tra... e... sono problematiche / conflittuali. Le riunioni di lavoro sono poco efficaci, non si arriva mai al dunque. I collaboratori dicono di voler cambiare, ma continuano a fare quello che hanno sempre fatto. I clienti contestano i prodotti e non sappiamo quali siano le cause effettive. In azienda dicono che dobbiamo coordinarci di più, ma le informazioni circolano male. I tre giovani appena inseriti hanno atteggiamenti verso il lavoro molto diversi rispetto ai loro capi; la convivenza è difficile. Si parla tanto di orientamento al cliente "interno" ed "esterno" ma non si sa bene come fare. Pur nella loro apparente semplicità, queste domande (od esemplificazioni) sottendono problematiche che afferiscono a compiti non routinari, a questioni che risultano essere scarsamente prevedibili e standardizzabili. Rimandano alla dimensione dell organizzarsi, quindi della distribuzione di compiti, della regolamentazione dei rapporti tra attività (cose da fare) e ruoli (chi fa cosa), al problema del controllo sulle cose (e quindi sulle persone), al tema della dominanza tra chi (per il ruolo che ricopre) richiede un certo tipo di cose (di prestazioni) ad altri che eseguono la prestazione, ad un mix di aspetti di lavoro in parte prescrittivi in parte discrezionali (cioè suscettibili di una definizione personale). Si è, pertanto, in presenza di questioni di cambiamento che afferiscono alle dimensioni meno esplicite, nascoste, dell organizzazione e che per loro natura hanno a che fare con il come le persone si organizzano e vivono la quotidianità del lavoro, con la cultura professionale di individui e gruppi di individui che nelle organizzazioni agiscono. Interrogarsi su questa particolare area di fabbisogno richiede non solo strumentazioni di analisi e diagnosi del funzionamento organizzativo, ma anche un mandato esplicito al consulente-formatore. L analisi del fabbisogno si configura come lettura e interpretazione del funzionamento dell organizzazione, delle modalità con cui si 12

15 funziona effettivamente, delle interazioni individui, gruppi, ruoli e culture, delle connessioni tra parti dell organizzazione e del loro coordinamento. Non vi è dubbio che, nella fattispecie del progetto F.A.R.O. LAB, queste ultime riflessioni e problematiche sono state affrontate grazie alla realizzazione della citata Linea 1 Laboratorio formativo, con particolare riguardo alla realizzazione dei Piani formativi, soprattutto quelli aziendali I caratteri distintivi della ricerca sociale nell analisi dei fabbisogni professionali e formativi La diverse modalità di analisi dei fabbisogni cui si è fatto ora riferimento si possono ritenere attività, più o meno complesse, di ricerca sociale, principalmente per due ordini di motivi: da un lato comportano e richiedono interazioni e comunicazioni tra una pluralità di attori in gioco; dall altro necessitano di strumenti di raccolta dati (griglie, questionari, colloqui, interviste) e loro interpretazione tipiche dei processi di ricerca. Le relazioni tra gli attori in gioco in un percorso di ricerca sociale/analisi dei fabbisogni si possono articolare nelle seguenti fasi: Fase 1: definizione del problema Il committente (ente pubblico, impresa) ha un problema (ed una prefigurazione del ruolo che la formazione può ricoprire rispetto alla risoluzione del problema) e lo comunica (direttamente o tramite una procedura di evidenza pubblica) ad un ente di ricerca (singolo ricercatore, società; interno od esterno all organizzazione del committente). L'interazione produce un "mandato" che definisce in modo operativo il problema stesso. Fase 2: predisposizione del progetto di ricerca L ente di ricerca interpreta il problema posto dal committente predisponendo un progetto in cui vengono descritte metodologie e tecniche che saranno utilizzate, tempi, costi e risultati attesi. Fase 3: disegno della ricerca L ente di ricerca traduce operativamente il Progetto. In particolare: 3.1: precisa, attraverso l'analisi di contesto, il campo di indagine e l'oggetto della sua analisi, sulla base di una preventiva documentazione e esplorazione dei dati di contesto; 13

16 3.2: costruisce un modello interpretativo fatto di ipotesi, relazioni tra variabili che si configurano come risposte al problema per la soluzione del quale viene realizzata la ricerca (il modello e le risposte sono formulate sulla base di quadri di riferimento, teorie esistenti o ad esse riferite, da sottoporre a verifica empirica per accertarne o meno la validità); 3.3: costruisce gli strumenti per rilevare le informazioni; 3.4: definisce il campione/i campioni su cui effettuare la rilevazione dei dati; 3.5: progetta le modalità di rilevazione dei dati (individua cioè le fonti che detengono dati utili ad accertare la validità delle ipotesi formulate); 3.6: sceglie le modalità di analisi dei dati raccolti (i criteri di controllo, codifica, archiviazione ed analisi dei dati). Fase 4: rilevazione dei dati Il ricercatore entra negli ambienti dei soggetti che detengono dati utili a verificare le ipotesi di ricerca e provvede alla loro raccolta attraverso strumenti (schede, questionari, griglie di osservazione e valutazione messe a punto nella fase precedente). Fase 5: codifica, archiviazione e analisi dei dati I dati raccolti vengono analizzati secondo quanto previsto dal disegno della ricerca, con l intento di dimostrare la veridicità delle ipotesi formulate (o la loro non veridicità); questo processo spesso porta con sé la formulazione di nuove ipotesi interpretative. Fase 6: stesura del Rapporto Finale A partire dall'analisi dei dati vengono proposte le soluzioni al problema inizialmente posto dal committente di solito riportate in un documento convenzionalmente definito Rapporto Finale. Fase 7: restituzione dei risultati al committente Il rapporto finale (dati trattati e soluzioni ipotizzate) viene comunicato al committente il quale sceglierà una propria specifica linea di azione per risolvere il problema alla base del quale ha finanziato la ricerca. Rispetto all esperienza di rilevazione realizzata per la Regione Marche, le precedenti considerazioni sono contestualizzate nello schema 2. 14

17 Schema 2. Le connessioni tra la ricerca sociale e la rilevazione dei fabbisogni professionali e formativi nelle Marche Fasi ricerca Fase 1. Definizione del problema Fase 2. Predisposizione dell'offerta in risposta all Avviso Pubblico Fase 3. Disegno della ricerca 3.1. Analisi di contesto 3.2. Definizione modello, variabili e ipotesi 3.3. Proget-tazione strumenti 3.4. Definizione campione Attori e loro interazioni; articolazione della fasi Il committente (Regione Marche) comunica il problema attraverso un bando di gara. Obiettivi: "Rendere l'intervento pubblico in materia di formazione professionale continua più coerente con le esigenze del mercato del lavoro regionale, favorire la permanenza in esso degli occupati, favorire l'inserimento dei formati nel mercato del lavoro e dando vita a un sistema permanente di rilevazione dei fabbisogni professionali e formativi (Osservatorio Regionale sulla Formazione Continua), adeguatamente trasferibile e impiegabile, anche a dimensione locale, dagli organismi pubblici (anche facenti parte della rete regionale dei Servizi per l'impiego, per la rilevazione continua dei fabbisogni professionali e formativi". Azioni: "Realizzazione di un Laboratorio formativo per le Parti Sociali e per le amministrazioni competenti sul tema della FC, realizzazione di Piani Formativi Settoriali, territoriali e aziendali, analisi di contesto e mappatura socio-economica, indagini presso gli ex allievi della FC e presso le imprese marchigiane per la rilevazione dei loro fabbisogni professionali e formativi in rapporto alle esigenze del ciclo produttivo e del territorio nel suo complesso, predisposizione di un modello e manuale per la costituzione dell Osservatorio Regionale.". (fonte: Bando di gara per l affidamento dei servizi connessi all attivazione e gestione di un laboratorio formativo e la costituzione di un Osservatorio Regionale sulla Formazione Continua. Il soggetto proponente (nella fattispecie, l ATI IFOA, CENSIS, ANL), predispone l'offerta tecnica (insieme a quella economica) che, nella fattispecie, risulta essere quella con il maggior punteggio. Percorso attuativo Analisi di contesto: mappatura socio-economica del territorio regionale. Definizione dei criteri di controllo, codifica, archiviazione ed analisi dei dati, al fine di individuare gli indicatori semplici e, poi, sintetici. Scelta del modello metodologico di rilevazione dei fabbisogni professionali e formativi (processi di cambiamento nei settori produttivi proposti turismo e agroalimentare, competenze correlate). Analisi di sfondo per verificare la coerenza delle ipotesi e declinare il modello operativo della ricerca. Progettazione degli strumenti di rilevazione dei dati (questionari strutturati per gli ex allievi della FC e per le imprese; griglia di intervista per condurre casi di studio e per realizzare interviste a testimoni privilegiati). Verifica degli strumenti attraverso interviste preliminari con testimoni significativi. Definizione del campione/panel di ex allievi e di imprese e individuazione dei soggetti da intervistare. 15

18 Fase Proget-tazione modalità di rilevazione dati 3.6. Rilevazione dei dati Fase 5. Analisi dei dati Fase 6. Scelta modalità analisi dati 3.7 Progettazione Modello/manuale di rilevazione dei fabbisogni e del Sisetma Informativo ARCPROM Redazione del Rapporto finale Fase 7. Restituzione al committente Determinazione del percorso di accesso alle fonti. Individuazione delle competenze dei ricercatori e delle procedure operative di raccolta e restituzione dei dati. Predisposizione piano degli incroci. Individuazione dei testimoni privilegiati. Impostazione Modello/manuale secondo esperienze già realizzate in altri analoghi contesti Progettazione Sistema Informativo, sia dal punto di vista informatico e sia statistico. Formazione dei ricercatori e gestione del processo di rilevazione dei dati. Somministrazione (in questo caso on line con metodo CAWI) o CATI) dei questionari agli ex allievi della FC e ai titolari, o loro delegati, delle imprese costituenti i campioni/panel. Interviste ai testimoni privilegiati individuabili tra quelli istituzionali e quelli del partenariato sociale. Inserimento dei dati nell'archivio Analisi preliminare dei dati e verifica di congruenza interna Costruzione matrici di elaborazione (per dati quantitativi) e analisi di contenuto (per dati qualitativi). Calcolo delle statistiche descrittive (frequenza, media, mediana, varianza, ecc.) Effettuazione incroci fra le variabili attraverso tecniche statistiche anche multivariate (correlazione, chi quadrato, analisi della varianza) Analisi delle risposte ottenute dai testimoni privilegiati e loro sistematizzazione per procedere al commento e alla redazione del Rapporto di Ricerca. Indice: metodologie e strumenti per la rilevazione dei fabbisogni professionali e formativi degli ex allievi e delle imprese: finalità e ambiti della rilevazione; la metodologia e il modello di ricerca; risultati della ricerca sul campo (ex allievi, imprese e testimoni privilegiati, conclusioni); il percorso della ricerca nell'ottica del trasferimento. Sistema ARCPROM. Sessioni di lavoro con il committente, partecipazione alle sedute del Comitato di Indirizzo della Formazione Continua. Convegno conclusivo 16

19 Finestra 1. Schemi esplicativi sull analisi dei fabbisogni Schema A. Il ciclo di produzione della formazione* Unione Europea Piano di sviluppo (regionale, provinciale, settoriale, aziendale) POR Programmazione formativa Linee di politica/strategia formativa e del lavoro (istituzionale, aziendale, settoriale, ecc.) Individuazione figure professionali, tipologie formative, servizi per il lavoro Analisi dei fabbisogni Specificazione professionali competenze Analisi lavoro del Progettazione formativa Definizione dei progetti (obiettivi, contenuti, contesto ed utenti,, prove di valutazione) Programmazione didattica Valutazione ex ante (approvazione da parte del committente) Attuazione (itinerario didattico, modalità formative, docenza, verifica apprendimenti) monitoraggio Valutazione finale Valutazione ex post (impatto) * adattato da Pier Giovanni Bresciani Pprima della didattica, Quaderni di Nuova Formazione n

20 Schema B. Le decisioni nel processo di analisi dei fabbisogni ambiente organizzazioni vincoli, opportunità Mercati dei fattori produttivi Utilizzo delle risorse Tecniche Finanziarie Umane domanda/fabbisogni di risorse decisione Domanda/fabbisogno di risorse umane, di competenze, di lavoro Domanda/fabbisogno di altre risorse (capitali, crediti, tecnologie ) fabbisogno di competenze formative Fabbisogno di competenze non formative (informazione, consulenza, assistenza..) decisione Per tipologia a aziendale, per area/processo, per settore, trasversali Progettazione formativa Offerta formativa decisione Formazione iniziale, permanente, continua. 18

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