ECONOMIA E DINAMCA INDUSTRIALE Prof. Davide Castellani

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1 Università degli Studi di Perugia A.A. 2014/2015 Dipartimento di Economia ECONOMIA E DINAMCA INDUSTRIALE Prof. Davide Castellani

2 Fino anni '70 modello basato su standardizzazione dei prodotti e economie di scala o Investimenti in capitale fisico e innovazione per creare barriere o Scorte e grandi lotti di produzione o Ruolo centrale della grande impresa o Modello gestionale fortemente gerarchizzato (! ruolo centrale della pianificazione e controllo) o Mercati protetti e raramente globali o Consumatori come gruppo con caratterisiche comuni o Acquirenti non hanno influenza sulle decisioni relative al design, produzione e distribuzione o Beni come commodity o E' fondamentale poter prevedere la domanda per programmare la produzione " Modello fortemente esposto all'incertezza

3 A partire dalla metà degli anni '70 o emerge una forte incertezza sull'andamento della domanda o si accentua l'attenzione dei consumatori verso i benefici della varietà e maggiore disponibilità a pagare per beni differenziati " differenziazione riguarda funzionalità specifiche, livello di performance, affidabilità, contenuto di servizio " le preferenze si spostano da un'ampia base di uniformità ad una 'rete di nicchie' " aumenta l'importanza attribuita all'innovazione di prodotto e alla ricerca trasferita nei beni " la globalizzazione dei mercati da un lato aumenta la dimensione delle nicchie, ma aumenta il numero di concorrenti, e dall'altro richiede ulteriori adattamenti alle preferenze locali

4 Questa trasformazione ha implicazioni per l'organizzazione e le strategie delle imprese o L'aumento della concorrenza impone innovazione continua o L'aumento della varietà di prodotti impone " investimenti immateriali " aumento dei costi di coordinamento " riduzione della produttività " aumento dei costi di produzione riduzione dei lotti cambio dei prodotti sulle linee produttive coordinamento e maggiori competenze in produzione maggiori investimenti in promozione, distribuzione e logistica

5 o La rinuncia alla standardizzazione genera domanda di flessibilità da parte delle imprese " Modularizzazione e intercambiabilità di componenti " Automazione flessibile e ICT applicata ai processi produttivi " Formule organizzative volte a rinviare la configurazione finale del prodotto, completandola dopo che il cliente ha espresso le proprie preferenze Riduzione del rischio di invenduto e sovradimensionamento dei magazzini " La flessibilità coinvolge molte funzioni aziendali (non solo produttivo), come R&S, acquisti, produzione e vendite

6 o Il cambiamento di modello produttivo influenza anche la divisione del lavoro tra imprese " Specializzazione flessibile, riduzione dell'integrazione verticale e outsourcing La volatilità viene fronteggiata non con il coordinamento gerarchico, ma con lo scambio di beni e servizi tra imprese indipendenti Dove non arriva l'automazione flessibile, le imprese si organizzano suddividendo la produzione su impianti ottimizzati su segmenti della domanda (diversi in funzione dei materiali impiegati, le lavorazioni attuate e dimensione dei lotti)

7 I processi di standardizzazione si sono avvantaggiati della presenza di mercati di grandi dimensioni. Mercati molto estesi consentono il Trasformazioni industria manifatturiera (Arrighetti e manifatturiera mondiale era realizzata in Europa (EU15), Giappone e Stati Uniti (CSC, 2013; vedi Ninni, Tab. 1) 2014) Tab. 1 Produzione manifatturiera mondiale: principali paesi. Quote % sulla produzione manifatturiera mondiale. Dollari correnti. Medie , , Cina Stati Uniti Giappone Germania Corea del Sud India Italia Brasile Francia Russia UE15+USA+Giappone BRIC Nuovi Paesi UE Quote % sulla produzione manifatturiera mondiale Media Media Media ,1 21,8 19,4 9,2 2,4 1,2 5,5 2,1 5,0 0,2 73,3 7,6 1,1 9,7 24,7 13,4 6,9 3,1 1,9 4,4 1,7 4,1 0,8 64,9 14,1 1,6 21,4 15,4 9,6 6,1 4,1 3,3 3,1 2,9 2,9 2,3 45,5 29,9 2,4 Paesi ordinati sulla base della quota % della produzione manifatturiera mondiale, media Nuovi Paesi UE=Bulgaria, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Ungheria Fonte: elab. su dati CSC Incertezza e proliferazione dei prodotti.

8 16 Tab. 2 Regimi di produzione manifatturiera: principali caratteristiche Modello Produzione artigianale Produzione di massa Specializzazione flessibile Manifattura globale Incerta nei livelli /Difficile Fluttuante/Differenziata/ Domanda di mercato Variabile Stabile prevedibilità dei volumi Elevata varietà Lotti di produzioni Unitari Elevati Relativamente elevati Relativamente contenuti Limitata / Orientamento alla Contenuta/ avvio della personalizzazione Standardizzazione dei prodotti Assente Alta personalizzazione dei prodotti /Proliferazione dei prodotti Tecnologia Macchinari e impianti multipurpose ad alimentazione elettrica Macchinario dedicato / linea di produzione Sovrapposizione di tecnologie rigide e flessibili /introduzione iniziale di ICT Sistemi flessibili / IT Architettura di prodotto Prototipale Unificata Unificata Modulare Economie valorizzate Varietà Scala Specializzazione Varietà/Scala Processo decisionale Decentrato Verticale / Accentrato Verticale/Accentrato Parzialmente decentrato Qualità del capitale umano Media / elevata Media / bassa Media/bassa Media/elevata Dimensione geografica dei mercati Locali / nazionali Nazionali/ continentali Nazionali/continentali Nazionali / globali Grado di integrazione vertical Elevato Elevato Relativamente modesto Modesto Fonte: nostre elab. su (fra gli altri) Koren (2010); Whitford (2005); Jones e Zeitlin (2008).

9 L'evoluzione più recente riguarda la delocalizzazione della produzione e le catene globali del valore o Si è allentato il vincolo a co-localizzare le fasi produttive " ICT, riduzione dei costi di comunicazione, trasporto e coordinamento, apertura e l'aumento della dimensione dei mercati internazionali, e politiche per il rafforzamento della base produttiva in molti paesi periferici o La divisione del lavoro per filiere degli anni settanta e ottanta è evoluta in divisione per filiere internazionali o La delocalizzazione della produzione risponde sia ad obiettivi di riduzione dei costi, che di aumento della domanda (sia per prodotti finiti che parti e componenti) o La conseguenza è una minore concentrazione delle attività produttive nelle economie avanzate

10 Nel nuovo modello produttivo le conoscenze sono la leva competitiva principale e condizionano l'allocazione delle risorse nelle imprese o La proliferazione delle varietà richiede innovazione continua o Gli investimenti immateriali sono " soggetti a maggiore obsolescenza " condizionati da complementarità es. innovazione nella produzione richiede innovazione a valle a monte o la creazione di un marchio o di una rete commerciale valorizzano design, progettazione e R&S il vantaggio competitivo richiede innovazione a vari livelli

11 o La necessità di flessibilità contrasta con la rigidità del principio di autorità e del processo decisionale nel modello della produzione di massa " La flessibilità dell'organizzazione si raggiunge con informazioni decentrate, capacità di giudizio e coinvolgimento di tutti gli attori Diffondere le responsabilità Disegno organizzativo più partecipato Sviluppo del capitale umano Interazioni orizzontali vs verticali Comunicazione meno formale Impianti general purpose e non dedicati Velocità di produzione più importante del tasso di utilizzo Riduzione delle scorte

12 Il sapere e le pratiche organizzative utili per gestire l'adattamento e la flessibilità diventano centrali o Pratiche manageriali, organizzazione del lavoro e capitale umano, riduzione dei livelli gerarchici o Modelli organizzativi 'snelli' e 'piatti'

13 Una ulteriore caratteristica dell'evoluzione recente dell'industria manifatturiera è la notevole eterogeneità tra le imprese all'interno delle industrie o Persistenti differenze di efficienza tra le imprese " Prevale l'eterogeneità within-industry rispetto a quelle betweenindustries o Derivanti dal controllo di risorse materiali e immateriali e dalle soluzione per la gestione e il consolidamento

14 o Tuttavia, non tutte le imprese trovano vantaggioso seguire la strada di accumulare competenze e differenziarsi " Strada rischiosa e onerosa, che richiede investimenti immateriali continui nel tempo Vincoli finanziari Tensioni organizzative al cambiamento di routine decisionali e gestionali o Alcune imprese scelgono di rimanere in nicchie protette " 'Esternalità istituzionali' negative non rimozione di barriere di protezione o dei vincoli alla riallocazione delle risorse fiscalità

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