Dal disagio al successo scolastico. di Sara Maestrini

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Dal disagio al successo scolastico. di Sara Maestrini"

Transcript

1 STARE BENE A SCUOLA Dal disagio al successo scolastico di Sara Maestrini Istituto Comprensivo di Mozzo Scuola Secondaria di 1 grado Pietro Brolis Anno scolastico 2008 / 2009

2 INDICE PREMESSA... 4 PRIMA PARTE Definizione di disagio scolastico Le cause del disagio scolastico a. Il rapporto con gli insegnanti b. Il rapporto con i compagni c. Le difficoltà di apprendimento Strategie di intervento a. Strategie motivazionali b. Strategie comunicative SECONDA PARTE Il questionario motivazionale a. Risultati questionario b. Conclusioni BIBLIOGRAFIA SITOGRAFIA

3 Ogni bambino l ha dentro di sé: è la gioia della scoperta, la spinta che lo fa giocare, chiedere, toccare e guardare ogni cosa. Compito dell insegnante è trasformare questa luce nel piacere di imparare. `tü É _Éw 3

4 PREMESSA Questo lavoro è stato realizzato, prendendo spunto da un corso di aggiornamento che ho frequentato durante quest anno scolastico: Stare bene a scuola, l importanza dell inclusività per gli alunni diversamente abili. Partendo da questo tema ho quindi ampliato il concetto dello star bene a scuola estendendolo a tutti gli alunni, partendo dall analisi di un fenomeno ormai diffuso, quello del disagio scolastico; ho analizzato le sue possibili cause e le diverse strategie da attuare per evitare la sofferenza scolastica. L intento di questo lavoro è soprattutto quello di riflettere sull importanza della motivazione, affinché ogni alunno possa raggiungere un proprio successo scolastico, secondo un proprio percorso personale che gli permetta di diventare un uomo sicuro e realizzato. 4

5 PRIMA PARTE 5

6 1. Definizione di disagio scolastico L esperienza scolastica riveste un ruolo importante per il processo di crescita della persona e nella maggior parte dei casi la accompagna dall infanzia alla tarda adolescenza, richiedendo un investimento emotivo e un dispendio di energie continuato nel tempo. La scuola pone, prima al bambino e poi all adolescente, una serie di compiti di sviluppo, il cui superamento positivo viene considerato importante sul piano individuale e sociale. L acquisizione delle competenze scolastiche rappresenta una sfida cognitiva e motivazionale impegnativa che la persona si trova ad affrontare nel proprio processo di crescita. Infatti per la maggior parte degli adolescenti, la scuola si configura come un contesto importante, in cui esperire il successo, cogliere diverse opportunità di crescita e vivere esperienze soddisfacenti. Gli anni della piena adolescenza si dimostrano in realtà cruciali per l esperienza scolastica, la quale è in grado di incidere profondamente sul processo di costruzione dell identità dell individuo. Per gli adolescenti costruire un immagine positiva di se stessi, intesa come insieme di informazioni significative, ricevute dagli altri e contemporaneamente costruite da se stesso, rappresenta un obiettivo importante. Solo in questo modo la persona si convince di poter interagire positivamente con l ambiente sociale in cui vive e riconosce di possedere delle qualità socialmente valorizzate, che gli permettono di intervenire nei rapporti con le persone e con gli eventi. 6

7 In questi ultimi anni è emerso con sempre maggiore evidenza un fenomeno diffuso di disagio che attraversa la scuola di ogni ordine e grado. La letteratura scientifica, sia di tipo pedagogico che psicologico, dimostra come il concetto ricorrente di disagio scolastico sia estremamente complesso e ricco di sfumature: esso si riferisce ad una vasta gamma di problematiche. Per non confonderlo quindi con altri fenomeni ad esso strettamente correlati, quali quelli del disadattamento e della devianza, è necessario ricavarne una definizione precisa. Questi tre concetti disagio, disadattamento e devianza spesso vengono impiegati come sinonimi, tuttavia dovrebbero essere interpretati ed utilizzati secondo una successione di crescente problematicità, da un più o meno accentuato malessere dell individuo, ad un dichiarato conflitto sociale. La nozione di disagio appare come un concetto estremamente ampio, a cui si associa una vasta gamma di comportamenti d gravità variabile. Stabilire quale sia il confine tra normalità e patologia nei vissuti di disagio è un compito estremamente difficile. Spesso per gli studenti i disagio equivale ad una spirale progressiva, che va da un malessere psicologico nei confronti della propria esperienza scolastica, ad una difficoltà evidente nel realizzare i propri obiettivi formativi, alla bocciatura, fino all abbandono ed alla dispersione. Volendo definire il disagio, si può affermare, seguendo Petruccelli, che il disagio scolastico è uno stato emotivo non correlato significativamente a disturbi di tipo psicopatologico, linguistico o cognitivo, ma che si manifesta attraverso una serie di comportamenti di rifiuto delle attività scolastiche, tali da impedire l utilizzo delle proprie capacità cognitive, affettive e relazionali. 7

8 Secondo Baldaro Verde il disagio scolastico va considerato come un fenomeno specifico, che nasce dall incontro del ragazzo con la scuola, dal processo dialettico fra le richieste dell istituzione scolastica e la risposta dell alunno. La scuola nella sua proposta educativa presenta progressivamente degli ostacoli agli alunni, il cui superamento rappresenta un fattore di crescita, definito frustrazione ottimale. Quando però gli alunni non riescono a superare gli ostacoli che la vita mette loro davanti, per cause intrinseche (incerto senso di autostima, mancanza di volontà, scarso interesse etc.) o estrinseche (contesto socioculturale, contesto scolastico etc.), si assiste al fenomeno dell insuccesso: ciò comporta il rifiuto di contenuti e modalità delle proposte didattiche ed educative e spesso la scuola diventa luogo di esperienze cariche di pesanti tensioni. 8

9 2. Le cause del disagio scolastico I fattori che determinano il disagio sono diversi e tutti mutuamente dipendenti: essi investono le dinamiche individuali, il contesto scolastico ed anche il contesto e le dinamiche familiari. In questo lavoro verranno approfondite le cause strettamente collegate all ambiente scolastico, quindi: Rapporto con gli insegnanti Rapporto con i compagni Difficoltà di apprendimento 2.a. Il rapporto con gli insegnanti Il rapporto che l adolescente stabilisce con i propri insegnanti è fra le variabili che hanno più peso all interno della scuola. In genere il rapporto con loro è piuttosto ambivalente: può accadere che l alunno viva momenti di ribellione, per cui determinati suggerimenti, offerti da un referente considerato negativamente, possono suscitare il desiderio di sfida e quindi indurre a comportamenti che realizzano bisogni di protagonismo che non trovano possibilità di essere tradotti in comportamenti pro sociali (Masoni,1998). In tal caso la figura del docente viene vissuta come rigida e persecutoria, che non consente un apertura relazionale in nessun senso. Le difficoltà personali, dello studente, non suscitano reazioni empatiche, comprensione e capacità di identificazione, ma spesso antipatia, almeno in base a quelli che sono i vissuti degli alunni, cioè una contrapposizione che irrigidisce le reciproche posizioni in una stereotipia di ruoli (Maggiolini, 1994). 9

10 La figura autoritaria del docente è vissuta come indiscussa e indiscutibile ed è legata all interpretazione rigida del ruolo, che ovviamente non permette alcuna apertura al rapporto. Vi è una lotta contro una tendenza interiore ad attribuire all insegnante un potere affettivo, il potere del genitore, che esprime un modello interno autoritario, forse modellato sulla figura dei genitori dell infanzia, o del loro comportamento attuale e trasferito sugli insegnanti. Nell infanzia l attribuzione di valore affettivo, di autorità e di potere agli adulti deriva dalla relazione di subordinazione che accompagna il rapporto tra bambini e adulti. Vi è una sorta di transfer naturale di valore affettivo e di funzioni di tipo genitoriale dall allievo-bambino all insegnante. Durante l adolescenza non sembra andare nello stesso modo; i ragazzi tendono infatti a mettere in discussione il ruolo dell autorità: non basta più essere adulti per avere carisma. Centrale è la personalità del docente, le sue effettive capacità, la sua preparazione, ma anche le sue doti umane ed etiche (Triani P.) La relazione educativa a scuola richiede all insegnante un esserci, per chiarificare, sostenere, spronare, per far sentire una vicinanza. Esserci stando attenti allo stile educativo, che se troppo autoritario o svalutante porta l alunno ad avere un atteggiamento di opposizione, di chiusura, di difesa. L educatore dovrebbe agire in modo incoraggiante, attraverso relazioni che creino un clima positivo per l apprendimento. Un altro aspetto importante è la capacità di empatia del docente, che deve provare a mettersi nei panni dell alunno, senza aggredirlo o offenderlo. Laura Boella in Sentire l altro dice che senza empatia non c è rapporto e spesso non c è motivazione; nell apprendimento incide molto la dimensione emotiva oltre che quella cognitiva ed è per questo che si deve aver cura dell umano che c è negli alunni. Stigmatizzare il 10

11 comportamento di un allievo davanti al gruppo classe vuol dire attribuirgli un ruolo negativo, svalutarlo in pubblico, metterlo al centro di un attenzione non piacevole. Quando un allievo sente un giudizio non tanto sul suo comportamento, ma sulla sua persona può portarsi dentro a lungo una sensazione di sofferenza legata alla scuola. Non ascoltare, svalutare, deridere, aggredire, umiliare, non aiuta, anzi fa soffrire; l insegnante deve essere incoraggiante, attraverso un ascolto efficace, un accettazione, uno stimolo, una valorizzazione delle risorse di ogni singolo alunno. 2.b. Il rapporto con i compagni L ambiente viene percepito, riconosciuto e ricordato come fonte di gratificazioni e nello stesso tempo come grosso ostacolo fra la propria persona e gli oggetti di soddisfazione. Nell ambito scolastico, in particolare viene vissuto come limite dato dalla presenza di altri, i quali mentre da un lato soddisfano la motivazione alla socialità, dall altro possono risultare frustranti, in quanto in competizione per il raggiungimento di oggetti di soddisfazione (Bonaiuto, 1976). La dipendenza dal gruppo e il bisogno di esservi accettato, l identificazione con un gruppo o con un leader, l assunzione di relative norme sono tratti tipici del fanciullo e tendono all incremento fino alla preadolescenza; con l inizio della quale, la motivazione alla socialità diventa più marcata. Da un punto di vista relazionale gli individui sentono la necessità di stare con gli altri fin dalla più tenera età: il bambino infatti sente la necessità di aggregarsi con altri bambini e ciò è ancora più visibile con bambini più grandi, adolescenti. 11

12 I rapporti con gli altri studenti appaiono complessivamente meno cruciali nella determinazione del disagio, anche perché vi è maggiore facoltà di scelta e di aggregazione rispetto ad un gruppo di coetanei. Diversi studi condotti su ragazzi adolescenti, a cui sono stati somministrati questionari sulle relazioni, indicano come la natura positiva dei rapporti con i coetanei aumenti l autostima, contribuisca a sentirsi bene a livello sociale e aumenti l ottimismo riguardo al futuro. I rapporti con gli amici proteggono dal senso di alienazione, dalla depressione e dalla tristezza. Sembra inoltre che chi tende ad avere molta amici, mostri più stabilità, sensibilità e sicurezza in se stessi, rispetto a coloro che hanno nessuno o pochi amici. 2.c. Le difficoltà di apprendimento Infine vanno tenute in conto le dinamiche psicologiche interne dei ragazzi. Molti studi hanno dimostrato come il disagio e l abbandono siano molto frequenti nei bambini che nei primi anni di scuola elementare hanno manifestato un disturbo specifico di apprendimento. Difficoltà a volte molto specifiche (ad esempio alterazioni del linguaggio, della lettura, della scrittura o del calcolo) possono creare una serie di frustrazioni che modificano complessivamente il rendimento nei diversi ambiti dell apprendimento, creando nel bambino profonda demotivazione e sfiducia globale nelle proprie capacità. La dinamica dell autostima, determinata dal difficile equilibrio fra gratificazioni e frustrazioni, è fondamentale per tutti i ragazzi. Soprattutto in soggetti motivati al successo, le ferite inferte all autostima da richieste superiori alle capacità personali caricano di ansia il vissuto scolastico e attivano un processo difensivo di disinvestimento, difficilmente reversibile. 12

13 Di fronte al superamento degli ostacoli che la scuola presenta loro, gli alunni si trovano spesso di fronte a frustrazioni che possono rappresentare un fattore di crescita, ma se la difficoltà del compito è superiore alle capacità individuali dell alunno, ne risente il rendimento scolastico. Molti sono gli studi effettuati sull effetto della frustrazione dovuta a compiti difficili sul rendimento e tutti hanno dimostrato che vi sono effetti negativi sul rendimento anche su prove successive e anche se di minore difficoltà (Baldaro Verde, 1989). Questo fenomeno si nota molto negli studenti meno brillanti e in quelli più motivati. Quando infatti la situazione viene percepita in termini di sfida, i soggetti motivati al successo tendono a riparare alla ferita inferta all autostima, anche se questo bisogno è spesso caricato di ansia per un eventuale insuccesso ripetuto. Di qui la catena negativa che porta, in casi estremi, all abbandono dello studio e alla rinuncia all impegno. La demotivazione scolastica non è altro che il sintomo di un sé scoraggiato; sembra infatti che quanto più gli studenti sperimentano di poter gestire le situazioni scolastiche sentendosi in grado di relazionarsi ad esse con autodeterminazione e competenza, tanto meno si sviluppano forme di disaffezione e demotivazione. Gli studenti che considerano la scuola come una causa persa, si sentono incapaci di prendere parte costruttivamente alla vita scolastica ed essendo convinti della loro inadeguatezza, assumono, per lo più inconsapevolmente, dei comportamenti che producono insuccessi e che contribuiscono ad alimentare aspettative pessimistiche nei loro confronti, così da creare un circolo vizioso di negatività. Compito degli educatori è di non entrare in collisione con tali meccanismi disfunzionali, ma di 13

14 ricercare un approccio diverso, pianificando azioni formative più complesse e comprensive delle diverse dimensioni evolutive. Partendo dall ipotesi che gli allievi demotivati sono innanzitutto ragazzi scoraggiati, che soffrono di bassa autostima, l agire educativo degli insegnanti dovrà indirizzarsi, essenzialmente, al potenziamento delle funzioni di controllo, così da restituire loro la necessaria fiducia di cui hanno bisogno. 3. Strategie di intervento Promuovere una formazione in cui l alunno è protagonista significa eliminare o ridurre la componente di stress che si accompagna ai momenti di transizione da un grado di scuola ad un altro e che può costituire, per la grande quantità di compiti evolutivi che l adolescente deve compiere, un fattore concorrente di rischio per l autostima e la sicurezza (Maggiolini, 1994). Nell insuccesso scolastico si intravede una delusione per il mancato rapporto fra aspirazioni personali e risultati, tra l ideale sognato e la realtà dei fatti. Il termine insuccesso include difficoltà generiche con la scuola, perché coinvolge diversi soggetti, quali lo studente, la famiglia, la scuola e la società. Diverse sono le strategie d intervento realizzate per combattere il fenomeno del disagio scolastico; la cosa migliore è dividerle in strategie motivazionali e strategie comunicative. 3.a. Strategie motivazionali Nel 1999 Pietro Romei, parlando di disagio scolastico, mise l accento sul carattere scarsamente motivante della scuola odierna. L esperienza scolastica, secondo Romei, per quanto abbia un ruolo centrale per la 14

15 crescita di ogni individuo, non è accompagnata da quella motivazione ad apprendere che spingerebbe gli adolescenti ad investire le loro energie intellettuali in un percorso formativo intenzionale. Per intervenire sul disagio scolastico, è quindi molto utile focalizzare la nostra attenzione sull aspetto motivazionale. La motivazione può essere definita a partire dalla sua origine etimologica, la parola motivazione deriva dal latino motus, che significa movimento verso qualcosa, si potrebbe quindi spiegare come fattore dinamico del comportamento che attiva e dirige un organismo verso una meta. Tra i costrutti motivazionali occorre notare una prima distinzione, quella tra motivazioni primarie e secondarie: motivazioni quali la curiosità e l autodeterminazione, emergono precocemente ed hanno origine interiore, sono intese come espressione di un bisogno; premi ed elogi invece sono motivazioni estrinseche, esterne rispetto all attività oggetto di motivazione. Esistono poi motivazioni originate dalle credenze, dalle convinzioni, dalle esperienze pregresse del soggetto, dalla percezione della propria abilità, dall interpretazione dei successi e degli insuccessi. Sostenere la motivazione rappresenta uno dei compiti fondamentali dell attività di un docente, nonché una strategia di intervento per la prevenzione del disagio scolastico. Soltanto stimolando la motivazione all apprendimento infatti, il docente può trasmettere le conoscenze, insegnare competenze e potenziare le capacità personali degli allievi. Una prospettiva educativa che si rapporti con la complessità dei fenomeni connessi al disagio e che ambisca dialogare con le giovani generazioni, deve agire sulla motivazione. Le strategie motivazionali sono molteplici e vanno dal rafforzamento della motivazione estrinseca, alla scelta di strategie didattiche personalizzate per rafforzare la motivazione intrinseca, all intervento teso al rafforzamento del senso di auto-efficacia, in una prospettiva che si 15

16 focalizza sull intreccio di fattori cognitivi, affettivi e motivazionali che costituiscono l orientamento motivazionale dell individuo. Il progetto educativo, deve creare le condizioni affinché ogni soggetto possa esprimere la propria singolarità ed autonomia e possa attribuire significatività al proprio apprendimento. Vi sono tre bisogni innati: di competenza, di legame affettivo con gli altri, di autonomia. Questi bisogni specificano la condizioni contestuali che favoriscono la motivazione: cioè l individuo è tanto più motivato quanto più il contesto sociale in cui si trova gli dà l opportunità di soddisfare questi bisogni fondamentali (Boscolo, 1997). Il docente deve perciò trasmettere allo studente che l ambiente in cui sta lavorando è completamente sicuro, soprattutto dal punto di vista psicologico, deve far intuire allo studente, soprattutto quello che vive una condizione di svantaggio e/o disagio, che si ha una considerazione positiva verso la sua persona; deve quindi predisporre le esperienze in modo tale che gli alunni possano raggiungere un certo livello di autostima, necessario per far sviluppare loro delle aspirazioni conoscitive e formative. Questo approccio riflette la convinzione rogersiana che ogni soggetto abbia in sé delle qualità da valorizzare e stimolare e che ogni studente sia motivato ad apprendere e che è proprio la motivazione interiore che deve essere attentamente stimolata e coltivata, sul suo consolidamento il docente deve investire risorse culturali ed energie personali. Alcune metodologie didattiche che possono promuovere l apprendimento basandosi su una incentivazione della motivazione interiore sono, ad esempio, la presentazione di argomenti che rispondano ai reali interessi degli alunni, come pure l invito ad applicarsi in percorsi di ricerca che soddisfino le loro curiosità. Condurre l insegnamento facendo riferimento alle motivazioni, permette che l alunno si applichi con 16

17 interesse al lavoro scolastico, ottenendo maggiori successi nell apprendimento. La partecipazione dell alunno diventa in tal modo un elemento centrale nella costruzione del sapere, nella condivisione e nella trasmissione delle conoscenze. Tra le strategie motivazionali finalizzate alla prevenzione e alla risoluzione del disagio scolastico, un ruolo di primaria importanza ricoprono tutte quelle proposte operative di cui gli insegnanti si possono avvalere per migliorare negli studenti il senso di autoefficacia (selfefficacy); esso è un costrutto cognitivo che rappresenta le convinzioni degli individui sulla loro capacità di eseguire compiti a un certo livello ; esso influenza la scelta delle attività, lo sforzo che l allievo spende in un compito e la sua prestazione. Gli individui con alto senso di efficacia sono più disposti a partecipare alle iniziative, lavorano con più impegno, persistono più a lungo nei compiti e hanno meno reazioni negative quando incontrano difficoltà (Boscolo, 2006). L immagine che ognuno di noi ha di sé è estremamente importante ai fini della motivazione ad apprendere; la valutazione delle nostre capacità influenza lo svolgersi delle nostre azioni e delle nostre scelte future. Non è pertanto affatto secondario quale sia il livello di autoefficacia che accompagna le azioni degli studenti: più è basso, meno lo studente sarà stimolato ad affrontare compiti impegnativi e difficili, convinto di un sicuro fallimento. Dobbiamo tuttavia ricordare che il concetto di autoefficacia è intrinsecamente relazionale, ossia si costruisce sull immagine di sé che dall esterno viene rinviata al soggetto. L immagine negativa offerta dall esterno genera un profondo senso di insicurezza che paralizza tutte le qualità positive dell alunno, impedendogli di mettersi alla prova. Lo sguardo altrui ricopre quindi dei significati fondamentali rispetto alla nostra progettualità esistenziale. Il 17

18 problema dell altro che ci guarda, ci giudica e ci valuta, rinvia alla dimensione più originariamente relazionale del nostro essere e ci rende sempre bisognosi di un riconoscimento che ci gratifichi. Potenziamento delle funzioni di controllo Partendo dall ipotesi che gli allievi demotivati sono innanzitutto ragazzi scoraggiati, che soffrono di bassa autostima, l agire educativo degli insegnanti dovrà indirizzarsi, essenzialmente, al potenziamento delle funzioni di controllo, così da restituire loro la necessaria fiducia di cui hanno bisogno. Pertanto potenziare le funzioni di controllo negli allievi vuole dire curare le componenti personali e contestuali affinché questi possano sperimentare le situazioni della vita scolastica come superabili, o quanto meno gestibili, senza esserne sopraffatti. In tal senso l incremento delle funzioni di controllo e conseguentemente il recupero della fiducia e dell autostima dell allievo demotivato, costituiscono le mete dell agire educativo. Secondo la psicopedagogia dell incoraggiamento i principi ispiratori dell azione educativa sono fondamentalmente cinque: attivare, comprendere, sottolineare il positivo, ridimensionare e responsabilizzare. In base al principio dell attivare l insegnante dovrebbe promuovere le attività scolastiche facendo leva sulle motivazioni interne degli allievi (interesse curiosità etc.), limitando il ricorso a quelle esterne (ricompense sociali e materiali) e guidare gli allievi a sentirsi attivamente partecipi. Il principio del comprendere sta a sottolineare che l attivazione delle risorse negli allievi non può prescindere da un accurata lettura della situazione scolastica concreta alla quale questi devono fare fronte. Tale principio pone in luce l importanza di considerare le situazioni scolastiche così come vissute dagli allievi per poi aiutare questi ultimi a guardarle 18

19 nella loro oggettività. Ciò al fine di renderli più capaci di controllare e gestire le situazioni stesse. Il principio del sottolineare il positivo evidenzia il valore, in educazione, di apprezzare gli elementi di positività, anziché combattere quelli di negatività. L insegnante che segue tale principio preferisce riconoscere gli sforzi e i tentativi degli allievi nel conseguimento delle mete desiderate piuttosto che rilevare le loro manchevolezze o insuccessi. L apprezzamento dello sforzo e dell impegno posti incrementa la fiducia negli allievi circa la possibilità di controllare le situazioni scolastiche. Il principio del ridimensionare consiste nello sdrammatizzare esperienze di insuccesso e percezioni negative o persino catastrofiche di situazioni scolastiche sperimentate come ansiose. L applicazione di tale principio si rivela particolarmente utile negli insuccessi ripetuti, che facilmente portano gli allievi a dubitare delle loro capacità di controllare le situazioni, inibendone ulteriori tentativi di superamento. In circostanze del genere l insegnante può, tramite il suo supporto, far comprendere agli allievi le cause dell insuccesso: interne (per es. concentrazione, impegno) ed esterne (struttura del compito, grado di difficoltà), aiutando loro a trovare elementi che inducano a sperare in nuovi tentativi. Il principio del responsabilizzare, infine, rivela l importanza del rendere gli allievi artefici delle situazioni scolastiche che incontrano e di riconoscerli meritevoli dei loro successi. L aiuto dell insegnante in questa direzione si configura nel rendere gli alunni coscienti delle situazioni da affrontare, così che gli allievi possano valutarne il carattere di obbligo, di necessità, di opportunità e stimare le loro possibilità di gestione. 19

20 Altro aspetto importante del principio di responsabilizzazione è quello di riconoscere agli allievi i meriti dei loro successi, riconoscimento che ne incrementa l impegno e il senso di fiducia nei propri mezzi. I principi che qui sono stati analizzati rappresentano i criteri ispiratori dell agire educativo dell insegnante. Bisogna comunque ricordare che il recupero della motivazione in ragazzi scolasticamente in difficoltà si presenta come un compito estremamente complesso. La preparazione accademica, il buon senso e la propria stabilità emotiva si rivelano spesso insufficienti a garantire la possibilità di intervenire con successo nei confronti di quei ragazzi che perpetuano forme consistenti di disaffezione. La speranza comunque è che per molti ragazzi, a lungo termine l esperienza di sentirsi valutati, incoraggiati, stimati e coinvolti da adulti che hanno comunicato fiducia e positività non resti priva di conseguenze. 3.b. Strategie comunicative La comunicazione è un fenomeno importantissimo, la conoscenza e padronanza di un o stile comunicativo efficace è essenziale per la creazione di rapporti di relazione e socializzazione e risulta indispensabile in un ambiente come quello scolastico. Lo stile comunicativo usato in ambito scolastico può facilitare o ostacolare il processo di insegnamentoapprendimento e si rivela quindi di estrema importanza per l insegnante e i suoi rapporti con gli studenti. Molti studi in ambito psicologico e pedagogico hanno evidenziato che esistono molteplici fattori che possono agevolare o meno la relazione adulto-ragazzo, condizionando anche i processi di apprendimento. Petrucelli propone il counseling (rapporto di consulenza), come metodologia comunicativa in grado di stimolare lo studente e di 20

21 migliorarne il rendimento. Il counseling si basa su tre principi chiave dell accettazione, dell ascolto attivo e dell empatia. Per accettazione Rogers intende la capacità di accettare i sentimenti dell altro senza sentire il bisogno di valutarli; essa ha come finalità la facilitazione di una comunicazione spontanea, che può verificarsi solo a condizione che si abbandoni lo stile valutativo usando un ascolto attivo, realmente empatico; soltanto l empatia permette una vera comprensione dell altro. Spesso ascoltiamo gli altri pensando di comprendere ciò che viene detto, ma facilmente interpretiamo, proiettando i nostri significati sulla situazione e sulle parole dell altro. La capacità di ascolto attivo, trasforma la figura del docente, che si pone come obiettivo quello di facilitare gli allievi a chiarirsi cognitivamente ed emotivamente, mettendoli in condizione di affrontare con più consapevolezza le diverse situazioni. La peer education (educazioni fra pari), è ben nota a livello internazionale nell ambito educativo ed indica una comunicazione fra coetanei che instaurano un rapporto di educazione reciproca. Essa può quindi essere intesa come una strategia didattica, un metodo educativo: alcuni membri del gruppo classe, particolarmente motivati, vengono formati per svolgere il ruolo di tutor nei confronti degli altri compagni; questi studenti, dopo aver partecipato ad incontri tenuti da esperti, diverranno leader rispetto ad un certo compito o a certi argomenti e condivideranno le loro nuove conoscenze con il proprio gruppo di riferimento. L educazione fra pari è un percorso formativo volto a fornire specifiche competenze e a produrre un patrimonio di conoscenze che viene poi condiviso nel gruppo dei pari. Questo metodo si basa sulla centralità della relazione con i compagni nello sviluppo psicosociale: tramite il gruppo dei pari l alunno sperimenta nuovi ruoli sociali, acquisisce le norme e i valori di riferimento e trova un sostegno per rafforzare l autostima. E ormai pienamente riconosciuta l importanza che 21

22 il gruppo dei pari riveste nella costruzione dell identità degli adolescenti. (Nocchi e Pecchioli, 2002), Se durante l infanzia le relazioni più significative sono quelle di tipo verticale, intessute con le figure genitoriali, durante l adolescenza aumenta il bisogno di relazioni orizzontali, che si esprimono con la nascita di legami di amicizia preferenziale con i coetanei, con la creazione di stretti contatti con il gruppo spontaneo degli amici o con quello istituzionale dei compagni di classe, di squadra etc. Il punto di partenza su cui si fonda la metodologia della peer education è la convinzione che il gruppo dei pari possa offrire un educazione dal basso e debba quindi essere stimolato dalla scuola che lo accoglie, per utilizzarne al meglio la grande risorsa educativa. La peer education è quindi un progetto finalizzato a promuovere una relazione formativa tra gli studenti, una strategia educativa volta ad attivare un processo di trasmissione di conoscenze, di emozioni e di esperienze da parte di alcuni membri di un gruppo ad altri soggetti di pari status. Tra le metodologie di intervento volte a rafforzare la fiducia in se stessi e a prevenire forme più o meno accentuate di disagio, alcuni studiosi pongono le esperienze di Tutoring (insegnamento reciproco), che sostituiscono l informale relazione educativa fra compagni, con interventi più formalizzati e strutturati; si intende un approccio più complesso e articolato che implica un organizzazione precisa e strutturata del lavoro da svolgere, la definizione di un obiettivo ben delimitato, l applicazione di un attento sistema di monitoraggio e, se necessario, di valutazione delle singole esperienze. Quando si parla di tutoring si fa riferimento ad una relazione privilegiata in cui sono coinvolti due o più compagni che si definiscono rispettivamente tutor (docente, didatta) che è la persona che insegna attivamente e tutee (discente, allievo) che è la persona che riceve l insegnamento e attraverso queste figure si realizza 22

Favorire l autostima nel bambino. Mario Di Pietro www.educazione-emotiva.it segreteria@mariodipietro.it

Favorire l autostima nel bambino. Mario Di Pietro www.educazione-emotiva.it segreteria@mariodipietro.it Favorire l autostima nel bambino Mario Di Pietro www.educazione-emotiva.it segreteria@mariodipietro.it 1 Un senso di impotenza si sviluppa in seguito all incapacità di influenzare positivamente le proprie

Dettagli

LA PERCEZIONE DEL DISAGIO NEI CONTENITORI EDUCATIVI

LA PERCEZIONE DEL DISAGIO NEI CONTENITORI EDUCATIVI LA PERCEZIONE DEL DISAGIO NEI CONTENITORI EDUCATIVI IL RUOLO DELLA SCUOLA Dr.sa Laura Pedrinelli Carrara Dalla percezione del disagio a scuola al modello di intervento Dott.sa Laura Pedrinelli Carrara

Dettagli

Per costruire e migliorare il rapporto di collaborazione Scuola /Famiglia

Per costruire e migliorare il rapporto di collaborazione Scuola /Famiglia Istituto Comprensivo - Monte Urano Via Vittorio Alfieri 1 - Monte Urano - prov. Ascoli Piceno - cap.63015 telefono 0734/840605 Fax 0734/840880 Per costruire e migliorare il rapporto di collaborazione Scuola

Dettagli

Scuola elementare Dante Alighieri - Isola PIANO EDUCATIVO

Scuola elementare Dante Alighieri - Isola PIANO EDUCATIVO Scuola elementare Dante Alighieri - Isola PIANO EDUCATIVO Anno scolastico 2008/2009 INTRODUZIONE Il piano educativo fa parte del Piano dell offerta formativa dell Istituto ed è stato elaborato seguendo

Dettagli

A.Bagni Alla cortese Attenzione ANNO SCOLASTICO 2012/2013 STAR BENE A SCUOLA SPORTELLO DI ASCOLTO PSICOLOGICO (SAP)

A.Bagni Alla cortese Attenzione ANNO SCOLASTICO 2012/2013 STAR BENE A SCUOLA SPORTELLO DI ASCOLTO PSICOLOGICO (SAP) Non c'è intelligenza senza emozioni, Non c'è apprendimento senza desiderio. Non c'è scuola senza un po' di volonta' e vita. A.Bagni Alla cortese Attenzione Del Dirigente Scolastico Del Collegio docenti

Dettagli

PROGETTO STAR BENE INSIEME A SCUOLA

PROGETTO STAR BENE INSIEME A SCUOLA CLASSI PRIME A/B ANNO SCOLASTICO 2014 2015 PROGETTO STAR BENE INSIEME A SCUOLA Premessa Le attuali classi prime sono composte da 44 alunni, 35 dei quali provengono dalla scuola dell Infanzia del quartiere

Dettagli

LEADERSHIP E COESIONE DI SQUADRA SECONDO I PRINCIPI DELLA METODOLOGIA OPERATIVA

LEADERSHIP E COESIONE DI SQUADRA SECONDO I PRINCIPI DELLA METODOLOGIA OPERATIVA LEADERSHIP E COESIONE DI SQUADRA SECONDO I PRINCIPI DELLA METODOLOGIA OPERATIVA Sul tema della leadership già a partire dai primi anni del novecento sono stati sviluppati diversi studi, che consideravano

Dettagli

CONTRATTO FORMATIVO SCUOLA DELL INFANZIA

CONTRATTO FORMATIVO SCUOLA DELL INFANZIA CONTRATTO FORMATIVO SCUOLA DELL INFANZIA Le nostre scuole dell'infanzia, in continuità con le scelte già espresse nel POF, hanno definito, attraverso una riflessione avvenuta in più incontri tra genitori

Dettagli

Psicologia dell orientamento scolastico e professionale. Indice

Psicologia dell orientamento scolastico e professionale. Indice INSEGNAMENTO DI PSICOLOGIA DELL ORIENTAMENTO SCOLASTICO E PROFESSIONALE LEZIONE I ORIENTAMENTO E PSICOLOGIA PROF.SSA ANNAMARIA SCHIANO Indice 1 L orientamento: significato e tipologie ---------------------------------------------------------------

Dettagli

Viale Trastevere, 251 Roma

Viale Trastevere, 251 Roma PROGETTO SPORTELLO DI ASCOLTO ATTIVITA DI COUNSELING PSICOLOGICO RIVOLTO AGLI STUDENTI, INSEGNANTI E FAMIGLIE ISTITUTO SAN GAETANO Viale Trastevere, 251 Roma ANNO SCOLASTICO 2014-2015 Una proposta a cura

Dettagli

AZIONI DEL SUCCESSO FORMATIVO

AZIONI DEL SUCCESSO FORMATIVO AZIONI DEL SUCCESSO FORMATIVO Premessa La scuola,oggi, trova la sua ragione di essere nell assicurare ad ogni alunno il successo formativo, inteso come piena formazione della persona umana nel rispetto

Dettagli

Presentazione dei Progetti e dei Corsi di formazione realizzati per la Scuola Secondaria

Presentazione dei Progetti e dei Corsi di formazione realizzati per la Scuola Secondaria Presentazione dei Progetti e dei Corsi di formazione realizzati per la Scuola Secondaria RESPONSABILI DEI PROGETTI E DEI CORSI DI FORMAZIONE: dott.ssa Mena Caso (Psicologa, Psicoterapeuta) cell. 32081422223

Dettagli

(PRIMA BOZZA) Milano, 15 Aprile, 2011

(PRIMA BOZZA) Milano, 15 Aprile, 2011 RETE LOMBARDA DELLE SCUOLE CHE PROMUOVONO SALUTE CORNICE METODOLOGICA (PRIMA BOZZA) Milano, 15 Aprile, 2011 PREMESSA Il presente documento è il frutto di un percorso di elaborazione a cui hanno partecipato

Dettagli

L APPROCCIO POSITIVO DELLA PERSONA

L APPROCCIO POSITIVO DELLA PERSONA L APPROCCIO POSITIVO DELLA PERSONA di Andrea Canevaro L Approccio positivo 1 si fonda su 3 valori fondamentali: 1. Fiducia: credere nella persona che presenta un deficit e nelle sue possibilità. Per aiutare

Dettagli

SPORTELLI D ASCOLTO PSICOLOGICO

SPORTELLI D ASCOLTO PSICOLOGICO SPORTELLI D ASCOLTO PSICOLOGICO Il Centro di Psicoterapia e Psicologia Clinica è un Associazione Professionale di psicoterapeuti di formazione psicoanalitica e di psicologi clinici che opera nell ambito

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO THIESI

ISTITUTO COMPRENSIVO THIESI ISTITUTO COMPRENSIVO THIESI INFANZIA-PRIMARIA-SECONDARIA PROGETTO SPAZIO D ASCOLTO PSICOLOGICO PER ALLIEVI E FAMIGLIE E SUPPORTO ALLE DINAMICHE PONTE NEL CONTESTO SCOLASTICO Insegnante Valeria Sassu ISTITUTO

Dettagli

RELAZIONE DESCRITTIVA DEL PROGETTO

RELAZIONE DESCRITTIVA DEL PROGETTO C I R C O L O D I D A T T I C O D I S A N T A G A T A L I B A T T I A T I PROGETTO NO AL BULLISMO Percorso di prevenzione dei fenomeni di bullismo A.S. 2011-2012 RELAZIONE DESCRITTIVA DEL PROGETTO PREMESSA

Dettagli

L EDUCAZIONE AFFETTIVA SESSUALE NELLA SCUOLA PRIMARIA

L EDUCAZIONE AFFETTIVA SESSUALE NELLA SCUOLA PRIMARIA L EDUCAZIONE AFFETTIVA SESSUALE NELLA SCUOLA PRIMARIA FINALITA L educazione all affettività rappresenta per l alunno un percorso di crescita psicologica e di consapevolezza della propria identità personale

Dettagli

AMNESTY INTERNATIONAL E L EDUCAZIONE AI DIRITTI UMANI

AMNESTY INTERNATIONAL E L EDUCAZIONE AI DIRITTI UMANI AMNESTY INTERNATIONAL E L EDUCAZIONE AI DIRITTI UMANI Prof.ssa Marilina Marrone COS È L EDUCAZIONE AI DIRITTI UMANI (EDU)? «L EDU è una pratica intenzionale e partecipativa vòlta a favorire la presa di

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE BEATO CONTARDO FERRINI. B E S : Ben-Essere-a Scuola a.s. 2015/16

ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE BEATO CONTARDO FERRINI. B E S : Ben-Essere-a Scuola a.s. 2015/16 L I.C. Ferrini di Olgiate Olona è assegnatario di un contributo da parte della Fondazione Comunitaria del Varesotto per la realizzazione del Progetto: B E S : Ben-Essere-a Scuola a.s. 2015/16 INFORMAZIONI

Dettagli

IL LAVORO CON I DSA NELLA CLINICA E NELLA SCUOLA: COMPITI ED OBIETTIVI DI CIASCUNO MULTIDISCIPLINARE

IL LAVORO CON I DSA NELLA CLINICA E NELLA SCUOLA: COMPITI ED OBIETTIVI DI CIASCUNO MULTIDISCIPLINARE I Bambini con DSA nella scuola: dalla Legge 170 alle pratiche didattiche quotidiane IL LAVORO CON I DSA NELLA CLINICA E NELLA SCUOLA: COMPITI ED OBIETTIVI DI CIASCUNO NELL OTTICA DI UN INTERVENTO MULTIDISCIPLINARE

Dettagli

Problematiche psicologiche connesse al disagio scolastico

Problematiche psicologiche connesse al disagio scolastico Problematiche psicologiche connesse al disagio scolastico di Maria Anna Formisano 1 Introduzione Il termine insuccesso scolastico generalmente interpreta il mancato risultato positivo dell istruzione e,

Dettagli

IL COACHING delle Ambasciatrici

IL COACHING delle Ambasciatrici IL COACHING delle Ambasciatrici European Commission Enterprise and Industry Coaching ambasciatrici WAI-Women Ambassadors in Italy, Ravenna, 20/05/2010 2 FASE 1 Le motivazioni e gli scopi FASE 2 L analisi

Dettagli

Neoassunti 2015/16. BOZZA :Il bilancio di competenze iniziale. Versione del 09/12/15

Neoassunti 2015/16. BOZZA :Il bilancio di competenze iniziale. Versione del 09/12/15 Neoassunti 2015/16 BOZZA :Il bilancio di competenze iniziale Versione del 09/12/15 Sommario Sommario Sommario... 1 Introduzione... 2 La guida per la compilazione del Bilancio di Competenze... 2 A cosa

Dettagli

Essere fratelli di. Supporto psicologico ai fratelli di persone con gravi disabilità EDIZIONE 2012

Essere fratelli di. Supporto psicologico ai fratelli di persone con gravi disabilità EDIZIONE 2012 Essere fratelli di Supporto psicologico ai fratelli di persone con gravi disabilità EDIZIONE 2012 Contesto di riferimento e obiettivi generali La famiglia è senza dubbio il luogo più importante per la

Dettagli

GRUPPI DI INCONTRO per GENITORI

GRUPPI DI INCONTRO per GENITORI Nell ambito delle attività previste dal servizio di Counseling Filosofico e di sostegno alla genitorialità organizzate dal nostro Istituto, si propone l avvio di un nuovo progetto per l organizzazione

Dettagli

COMUNICAZIONE E ASCOLTO NELLA COPPIA

COMUNICAZIONE E ASCOLTO NELLA COPPIA COMUNICAZIONE E ASCOLTO NELLA COPPIA Comunicare vuol dire scambiare informazioni legate a fatti o ad emozioni personali con un'altra persona. La vera comunicazione avviene quando uno riceve il messaggio

Dettagli

Il bambino con ADHD a scuola

Il bambino con ADHD a scuola Teramo 20-04-2010 Dott.ssa Adriana Sigismondi ADHD Caratteristiche DISATTENZIONE IMPULSIVITA IPERATTIVITA 1 1 ATTENZIONE I bambini con un disturbo di attenzione manifestano problemi in compiti che richiedono

Dettagli

PREMESSA disagio scolastico Difficoltà di apprendimento Difficoltà relazionali/emozionali Apatia FINALITA OBIETTIVI

PREMESSA disagio scolastico Difficoltà di apprendimento Difficoltà relazionali/emozionali Apatia FINALITA OBIETTIVI DISAGIO 0 PREMESSA La scuola ha il compito di creare le condizioni che favoriscano nell alunno la costruzione di un immagine positiva di sé poiché l esperienza scolastica riveste un ruolo importante per

Dettagli

IL METODO DI STUDIO PAOLA BRUNELLO

IL METODO DI STUDIO PAOLA BRUNELLO IL METODO DI STUDIO PAOLA BRUNELLO APPRENDIMENTO L apprendimento è un processo attivo di costruzione di conoscenze, abilità e competenze in un contesto di interazione dei ragazzi con gli insegnanti, i

Dettagli

Nelle famiglie adottive l esperienza scolastica di un figlio riveste un ruolo molto importante ed è in alcuni casi fonte di preoccupazione.

Nelle famiglie adottive l esperienza scolastica di un figlio riveste un ruolo molto importante ed è in alcuni casi fonte di preoccupazione. SOS scuola Nelle famiglie adottive l esperienza scolastica di un figlio riveste un ruolo molto importante ed è in alcuni casi fonte di preoccupazione. Un aiuto per decidere quando inserirlo a scuola Il

Dettagli

Giornata Europea sulla Depressione

Giornata Europea sulla Depressione Giornata Europea sulla Depressione Giornate europee sulla Depressione: ottobre 2011 Programma Titolo Progetto Mandato di Ricerca internazionale Depressione: identikit & arresto! Convegno sulla solitudine

Dettagli

La dimensione pedagogico educativa: cardine degli interventi efficaci sul Sistema Scuola-Famiglia-Territorio

La dimensione pedagogico educativa: cardine degli interventi efficaci sul Sistema Scuola-Famiglia-Territorio COMUNE DI MASSA Assessorato Turismo, Cultura, Pubblica Istruzione e Gemellaggi La dimensione pedagogico educativa: cardine degli interventi efficaci sul Sistema Scuola-Famiglia-Territorio COMUNE DI MASSA

Dettagli

Roberto Ghiretti Presidente Studio Ghiretti & Associati

Roberto Ghiretti Presidente Studio Ghiretti & Associati Roberto Ghiretti Presidente Studio Ghiretti & Associati 1 Lo Sport come strumento educativo Lo sport per i bambini e ragazzi rappresenta una straordinaria opportunità di crescita. Grazie all attività motoria,

Dettagli

Unità Didattica 4: Comunicazione e relazione con persone disabili

Unità Didattica 4: Comunicazione e relazione con persone disabili Unità Didattica 4: Comunicazione e relazione con persone disabili In questa unità didattica sono indicate alcune modalità di comportamento con persone disabili, in modo da migliorare la conoscenza rispetto

Dettagli

PROGETTO : SPORTELLO DI ASCOLTO PSICOLOGICO PER LA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

PROGETTO : SPORTELLO DI ASCOLTO PSICOLOGICO PER LA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO PROGETTO : SPORTELLO DI ASCOLTO PSICOLOGICO PER LA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO Dottor. ssa Valentina Cerri Psicologa e Psicoterapeuta PREMESSA L adolescenza e la preadolescenza costituiscono fasi

Dettagli

Giochiamo al Teatro PROGETTO LABORATORIO TEATRALE PER SCUOLE PRIMARIE. Istituto Comprensivo San Gimignano ANNO ACCADEMICO 2015 2016

Giochiamo al Teatro PROGETTO LABORATORIO TEATRALE PER SCUOLE PRIMARIE. Istituto Comprensivo San Gimignano ANNO ACCADEMICO 2015 2016 PROGETTO LABORATORIO TEATRALE PER SCUOLE PRIMARIE Istituto Comprensivo San Gimignano ANNO ACCADEMICO 2015 2016 A cura di Associazione A.L.Y. e Associazione Teatro Riflesso Referenti Progetto : Ylenia Mazzoni

Dettagli

PROGETTO BIBLIOTECA sulle Pari Opportunità

PROGETTO BIBLIOTECA sulle Pari Opportunità Scuola secondaria di primo grado: "A. BROFFERIO" C.M. ATMM003004 C.so XXV Aprile, 2 ASTI Tel. e Fax 0141 21 26 66 Con sez. associata Martiri della Libertà Via G. Invrea, 4 - ASTI - Tel. e Fax 0141 21 12

Dettagli

LE DINAMICHE DELLA CRESCITA

LE DINAMICHE DELLA CRESCITA LE DINAMICHE DELLA CRESCITA 1. Viviamo in una situazione di disequilibrio educativo, a causa di: a) fattori strutturali, quali - ritmi di cambiamento sociale, - esposizione ripetuta e prolungata di immagini

Dettagli

METODOLOGIA Scuola dell infanzia La progettazione, l organizzazione e la valorizzazione degli spazi e dei materiali

METODOLOGIA Scuola dell infanzia La progettazione, l organizzazione e la valorizzazione degli spazi e dei materiali METODOLOGIA Scuola dell infanzia La scuola dell infanzia è un luogo ricco di esperienze, scoperte, rapporti, che segnano profondamente la vita di tutti coloro che ogni giorno vi sono coinvolti, infatti

Dettagli

Il Consiglio comunale dei ragazzi.

Il Consiglio comunale dei ragazzi. Il Consiglio comunale dei ragazzi. Un Progetto per le bambine e i bambini, per i ragazzi e le ragazze tra intenzioni e scelte Premessa L Amministrazione comunale di Cento, con questo progetto, intende

Dettagli

Dall analisi del monitoraggio d Istituto effettuato nel maggio 2015 attraverso questionari somministrati agli alunni e ai genitori è emerso che sia

Dall analisi del monitoraggio d Istituto effettuato nel maggio 2015 attraverso questionari somministrati agli alunni e ai genitori è emerso che sia Dall analisi del monitoraggio d Istituto effettuato nel maggio 2015 attraverso questionari somministrati agli alunni e ai genitori è emerso che sia gli alunni che i genitori apprezzano: - competenze e

Dettagli

Il counseling: uno strumento per il benessere organizzativo ELISABETTA GHEZZI

Il counseling: uno strumento per il benessere organizzativo ELISABETTA GHEZZI Il counseling: uno strumento per il benessere organizzativo ELISABETTA GHEZZI Non posso cambiare la direzione del vento, ma posso sistemare le vele in modo da poter raggiungere la mia destinazione IL COUNSELING

Dettagli

QUESTIONARIO DI AUTOANALISI PROFESSIONALE

QUESTIONARIO DI AUTOANALISI PROFESSIONALE QUESTIONARIO DI AUTOANALISI PROFESSIONALE Il presente questionario autovalutativo si pone come strumento per consentire ai docenti della scuola primaria e secondaria di primo grado una rilettura critica

Dettagli

ESSERE GENITORI OGGI: AIUTARE I FIGLI NEL LORO PERCORSO DI CRESCITA

ESSERE GENITORI OGGI: AIUTARE I FIGLI NEL LORO PERCORSO DI CRESCITA ITC C. Deganutti Udine SPAZIO DEDICATO AI GENITORI TERZO INCONTRO ESSERE GENITORI OGGI: AIUTARE I FIGLI NEL LORO PERCORSO DI CRESCITA Programma specifico FSE nr.. 13 Azione B TERZO INCONTRO Istituto: ITC

Dettagli

PROGETTO CONTINUITÀ. Anno scolastico 2015/2016. Docente referente: Franzosi Flavia

PROGETTO CONTINUITÀ. Anno scolastico 2015/2016. Docente referente: Franzosi Flavia PROGETTO CONTINUITÀ Anno scolastico 2015/2016 Docente referente: Franzosi Flavia PREMESSA Motivazione del Progetto La continuità nasce dall'esigenza primaria di garantire il diritto dell'alunno a un percorso

Dettagli

PROGETTO ACCOGLIENZA SCUOLA DELL INFANZIA

PROGETTO ACCOGLIENZA SCUOLA DELL INFANZIA DIREZIONE DIDATTICA DI CASTEL MAGGIORE PROGETTO ACCOGLIENZA SCUOLA DELL INFANZIA PREMESSA Nelle Indicazioni Nazionali per i Piani di Studio Personalizzati delle Attività Educative nella Scuola dell Infanzia

Dettagli

Le FINALITA del percorso curricolare all interno della Scuola dell Infanzia sono:

Le FINALITA del percorso curricolare all interno della Scuola dell Infanzia sono: Le FINALITA del percorso curricolare all interno della Scuola dell Infanzia sono: 1. CONSOLIDAMENTO DELL IDENTITA : Imparare a sentirsi bene e a sentirsi sicuri nell affrontare nuove esperienze in un ambiente

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO DI LENO SCUOLE DELL INFANZIA DI LENO, CASTELLETTO E PORZANO PROGETTO

ISTITUTO COMPRENSIVO DI LENO SCUOLE DELL INFANZIA DI LENO, CASTELLETTO E PORZANO PROGETTO ISTITUTO COMPRENSIVO DI LENO SCUOLE DELL INFANZIA DI LENO, CASTELLETTO E PORZANO PROGETTO ANNO SCOLASTICO 2012-2013 RAGIONI DELLA SCELTA L acqua è un elemento fondamentale per la nostra vita. E importante

Dettagli

Il progetto COUNSELING SCOLASTICO. PERCHÉ?

Il progetto COUNSELING SCOLASTICO. PERCHÉ? Il progetto COUNSELING SCOLASTICO. PERCHÉ? L'attuale complessità sociale e l'affermazione di nuovi modelli socio-economici e culturali hanno portato dei notevoli cambiamenti nella scuola e nella famiglia.

Dettagli

La Scuola Secondaria di Primo Grado

La Scuola Secondaria di Primo Grado La Scuola Secondaria di Primo Grado È un ambiente educativo sereno, nel quale i ragazzi imparano solide nozioni di base e un efficace metodo di studio, utilizzando le nuove tecnologie, la rete internet

Dettagli

INDAGINE del Consiglio Nazionale dell Ordine degli Psicologi sui Servizi Psicologici nella scuola

INDAGINE del Consiglio Nazionale dell Ordine degli Psicologi sui Servizi Psicologici nella scuola INDAGINE del Consiglio Nazionale dell Ordine degli Psicologi sui Servizi Psicologici nella scuola Svolta in collaborazione con gli IRRE e con i Consigli Territoriali dell Ordine degli Psicologi 1. Attività

Dettagli

PROGETTI MIUR PON F 3 REGIONE CAMPANIA

PROGETTI MIUR PON F 3 REGIONE CAMPANIA PROGETTI MIUR PON F 3 REGIONE CAMPANIA Preside Prof PAOLA CARRETTA Coordinatrice dei progetti di rete di EIP CAMPANIA Membro del Gruppo di Direzione e Coordinamento PON F3 PROGETTO INSIEME E POSSIBILE

Dettagli

Chi sono. Progettista di Formazione. Giudice di Gara dal 1972. Giudice di Partenza Nazionale dal 1981

Chi sono. Progettista di Formazione. Giudice di Gara dal 1972. Giudice di Partenza Nazionale dal 1981 Chi sono Francesco lo Basso Molfetta (Ba) Progettista di Formazione Giudice di Gara dal 1972 Giudice di Partenza Nazionale dal 1981 Esperienze specifiche: Tutor Progetto Formazione Giovani Obiettivi Acquisire

Dettagli

A CASA CON SOSTEGNO Un progetto rivolto alle famiglie con figli e figlie con deficit (in età 0 14) realizzato nella città di Parma

A CASA CON SOSTEGNO Un progetto rivolto alle famiglie con figli e figlie con deficit (in età 0 14) realizzato nella città di Parma A CASA CON SOSTEGNO Un progetto rivolto alle famiglie con figli e figlie con deficit (in età 0 14) realizzato nella città di Parma ( ) Per affrontare i problemi sociali non possiamo fare a meno di ascoltare

Dettagli

1-BEN-ESSERE DELLA PERSONA

1-BEN-ESSERE DELLA PERSONA AREA SOCIO/AFFETTIVA- SCUOLA PRIMARIA Integrazione tra i lavori di gruppo di settembre (Thouar, Villini, Paganini, Montanella) 1-BEN-ESSERE DELLA PERSONA Competenza personale L alunno è consapevole della

Dettagli

12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE. Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA

12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE. Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA 12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA LE CARATTERISTICHE PEDAGOGICHE DEL GRUPPO CLASSE 13 1 Le caratteristiche

Dettagli

Aspetti emotivo-relazionali implicati nei disturbi specifici di apprendimento.

Aspetti emotivo-relazionali implicati nei disturbi specifici di apprendimento. Aspetti emotivo-relazionali implicati nei disturbi specifici di apprendimento. Dott.ssa Irene Arcolini Provincia di Monza e Brianza LA SCUOLA DIFRONTE AI DISTURBI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO, LA DISLESSIA.

Dettagli

UN GRUPPO DI LAVORO EVOLVE

UN GRUPPO DI LAVORO EVOLVE GRUPPI DI LAVORO GRUPPO DI LAVORO Un gruppo di lavoro è costituito da un insieme di individui che interagiscono tra loro con una certa regolarità, nella consapevolezza di dipendere l uno dall altro e di

Dettagli

L orientamento e il ruolo del tutor. La peer education. Progetto PEER EDUCATION RAFAELLA TONFI 1

L orientamento e il ruolo del tutor. La peer education. Progetto PEER EDUCATION RAFAELLA TONFI 1 L orientamento e il ruolo del tutor La peer education RAFAELLA TONFI 1 La peer education Per lo studente tutor: Partecipazione attiva alla vita della scuola Conoscenza delle dinamiche organizzative della

Dettagli

LE COMPETENZE ESSENZIALI PER IL RUOLO DI COUNSELOR

LE COMPETENZE ESSENZIALI PER IL RUOLO DI COUNSELOR 1 LE COMPETENZE ESSENZIALI PER IL RUOLO DI COUNSELOR 2 LE COMPETENZE ESSENZIALI PER IL RUOLO DI COUNSELOR conoscere 1) CONOSCENZA DEL CAMPO DI APPLICAZIONE 2) CONOSCENZA DELL'ANALISI TRANSAZIONALE 3) CONTRATTUALITAʼ

Dettagli

LEADLAB LAVORO 1 e 2 Incontro 1

LEADLAB LAVORO 1 e 2 Incontro 1 LEADLAB LAVORO 1 e 2 Incontro 1 Sintesi per le partecipanti Laboratorio LAVORO 1 e 2 Progetto Leadership femminile aprile-giugno 2013 Elena Martini Francesca Maria Casini Vanessa Moi 1 LE ATTESE E LE MOTIVAZIONI

Dettagli

PROGETTO GIOVANI CITTA. Percorsi di cittadinanza attiva per uno sviluppo sociale sostenibile SCHEDA DI DETTAGLIO DEL

PROGETTO GIOVANI CITTA. Percorsi di cittadinanza attiva per uno sviluppo sociale sostenibile SCHEDA DI DETTAGLIO DEL PROGETTO GIOVANI CITTA Percorsi di cittadinanza attiva per uno sviluppo sociale sostenibile REALIZZAZIONE DELL AZIONE 2 Promuovere stili di vita sani e modelli positivi di comportamento. Educare alla legalità.

Dettagli

Educazione e relazioni: la necessità di formazione e interventi nella scuola secondaria di primo grado

Educazione e relazioni: la necessità di formazione e interventi nella scuola secondaria di primo grado ESTRATTO Educazione e relazioni: la necessità di formazione e interventi nella scuola secondaria di primo grado SCHEDA TECNICA DELL INTERVENTO (novembre 2010) I. PRESENTAZIONE DELLA ATTIVITA (FORMAZIONE

Dettagli

Formazione genitori. I percorsi

Formazione genitori. I percorsi Formazione genitori Sappiamo che spesso è difficile trovare un po di tempo per pensare a come siamo genitori e dedicarci alla nostra formazione di educatori, sappiamo però anche quanto sia importante ritagliarsi

Dettagli

Adolescenza: età dell oro o età di crisi? Prof.ssa Liliana Dozza

Adolescenza: età dell oro o età di crisi? Prof.ssa Liliana Dozza Adolescenza: età dell oro o età di crisi? Prof.ssa Liliana Dozza Bressanone, 9 aprile 2009 Adolescenza: definizioni e caratteristiche Periodo della vita che si colloca fra la preadolescenza ed i 17 anni;

Dettagli

LEGGERE PEDAGOGICAMENTE Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (DDAI): un approccio pedagogico-clinico ai disturbi dell apprendimento.

LEGGERE PEDAGOGICAMENTE Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (DDAI): un approccio pedagogico-clinico ai disturbi dell apprendimento. A CURA DI IGNAZIO LICCIARDI LEGGERE PEDAGOGICAMENTE Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (DDAI): un approccio pedagogico-clinico ai disturbi dell apprendimento. di Angelina Albano biblìon COLLANA

Dettagli

Istituto Scolastico comprensivo G. Lanfranco Gabicce Mare. Educare nell era digitale ARGG! : un esperienza di didattica aumentata NADIA VANDI

Istituto Scolastico comprensivo G. Lanfranco Gabicce Mare. Educare nell era digitale ARGG! : un esperienza di didattica aumentata NADIA VANDI Istituto Scolastico comprensivo G. Lanfranco Gabicce Mare Educare nell era digitale ARGG! : un esperienza di didattica aumentata Perché la scuola si è occupata di tecnologie digitali Esperienza di didattica

Dettagli

PROGETTO AFFETTIVITÀ secondaria di primo grado

PROGETTO AFFETTIVITÀ secondaria di primo grado PROGETTO AFFETTIVITÀ secondaria di primo grado anno scolastico 2014-2015 EDUCAZIONE ALL AFFETTIVITÀ E ALLA SESSUALITÀ Premessa La preadolescenza e l adolescenza sono un periodo della vita in cui vi sono

Dettagli

PROMUOVERE LO SVILUPPO PERSONALE E SOCIALE. Laboratorio Life Skills Education 2007

PROMUOVERE LO SVILUPPO PERSONALE E SOCIALE. Laboratorio Life Skills Education 2007 PROMUOVERE LO SVILUPPO PERSONALE E SOCIALE 200 Programma di lavoro PRIMA PARTE: FONDAMENTI TEORICI la scuola dell autonomia come contesto di promozione della salute e dello sviluppo personale e sociale

Dettagli

Istituto Comprensivo di Iseo a.s. 2014/20145 SCUOLA PRIMARIA Compito Esperto Classi Quinte TITOLO: educazione all'affettività e alla sessualità

Istituto Comprensivo di Iseo a.s. 2014/20145 SCUOLA PRIMARIA Compito Esperto Classi Quinte TITOLO: educazione all'affettività e alla sessualità VALORE DI RIFERIMENTO Istituto Comprensivo di Iseo a.s. 2014/20145 SCUOLA PRIMARIA Compito Esperto Classi Quinte TITOLO: educazione all'affettività e alla sessualità Democrazia, non violenza e pace (società):

Dettagli

TOLLO CH -VIA CAVOUR N.2

TOLLO CH -VIA CAVOUR N.2 TOLLO CH -VIA CAVOUR N.2 Tel. 0871. 961126-961587 Fax 0871 961126 email chic81300t@istruzione.it chic81300t@pec.istruzione.it www.istitutocomprensivotollo.it CHIC81300T Cod. Fisc. 80003000694 PROGETTO

Dettagli

TITOLO DEL PROGETTO: LA SCUOLA DELLA PREVENZIONE

TITOLO DEL PROGETTO: LA SCUOLA DELLA PREVENZIONE TITOLO DEL PROGETTO: LA SCUOLA DELLA PREVENZIONE ANALISI dei BISOGNI Compito istituzionale della Lega Italiana per la Lotta Contro i Tumori (LILT) è la PREVENZIONE, considerata nelle sue tre valenze: PRIMARIA,

Dettagli

Progetto educativo. Anno Scolastico

Progetto educativo. Anno Scolastico Scuola dell'infanzia Comunale Anna Jucker Villanuova S/Clisi Progetto educativo Anno Scolastico 2015/2016 Introduzione Per ogni genitore la nascita del proprio figlio è gioia, speranza per il futuro perchè

Dettagli

PROGETTAZIONE ANNUALE A.S. 2010/2011 SCUOLA DELL INFANZIA PARITARIA SAN GIUSEPPE SULLE ALI DELLE EMOZIONI

PROGETTAZIONE ANNUALE A.S. 2010/2011 SCUOLA DELL INFANZIA PARITARIA SAN GIUSEPPE SULLE ALI DELLE EMOZIONI PROGETTAZIONE ANNUALE A.S. 2010/2011 SCUOLA DELL INFANZIA PARITARIA SAN GIUSEPPE SULLE ALI DELLE EMOZIONI FESTE E RICORRENZE Le feste rappresentano esperienze belle e suggestive da vivere e ricordare per

Dettagli

Aurora 2000 staff formativo

Aurora 2000 staff formativo FormAzione Aurora 2000 fa parte del Consorzio Provinciale SIS e della rete nazionale CGM - Welfare Italia, il cui obiettivo è quello di favorire l inclusione sociale e lo sviluppo nel territorio dell area

Dettagli

COME MOTIVARE IL PROPRIO FIGLIO NELLO STUDIO

COME MOTIVARE IL PROPRIO FIGLIO NELLO STUDIO COME MOTIVARE IL PROPRIO FIGLIO NELLO STUDIO Studiare non è tra le attività preferite dai figli; per questo i genitori devono saper ricorrere a strategie di motivazione allo studio, senza arrivare all

Dettagli

Apertura dello Sportello C.I.C. Referente scolastica-counselor prof.ssa Gerardina Gonnella

Apertura dello Sportello C.I.C. Referente scolastica-counselor prof.ssa Gerardina Gonnella Apertura dello Sportello C.I.C. Referente scolastica-counselor prof.ssa Gerardina Gonnella In una scuola che ormai è concepita come luogo non solo deputato alla trasmissione del sapere, ma anche connesso

Dettagli

Curricolo verticale di Cittadinanza e Costituzione. Scuola dell infanzia - Anni 3

Curricolo verticale di Cittadinanza e Costituzione. Scuola dell infanzia - Anni 3 Curricolo verticale di Cittadinanza e Costituzione Scuola dell infanzia - Anni 3 A Identità e appartenenza. A1 Percepire e riconoscere se stesso. A1Mi conosco attraverso giochi motori sul corpo. A2 Saper

Dettagli

Il Segretariato Sociale: uno strumento in via di estinzione? di Silvia Clementi*

Il Segretariato Sociale: uno strumento in via di estinzione? di Silvia Clementi* Il Segretariato Sociale: uno strumento in via di estinzione? di Silvia Clementi* Il segretariato sociale ha una storia e una tradizione che hanno accompagnato la professione dalla sua nascita, e pertanto

Dettagli

Dott.ssa Federica Pricci Psicologa Psicoterapeuta

Dott.ssa Federica Pricci Psicologa Psicoterapeuta Dott.ssa Federica Pricci Psicologa Psicoterapeuta La Comunicazione Cosa significa Comunicare? Trasmettere informazioni,conoscenze,pensieri tra due o piú soggetti. La comunicazione contiene elementi non

Dettagli

GIOCO DI SQUADRA: UNA MOSSA VINCENTE? IL TUTTO È PIÙ DELLA SOMMA DELLE SINGOLE PARTI

GIOCO DI SQUADRA: UNA MOSSA VINCENTE? IL TUTTO È PIÙ DELLA SOMMA DELLE SINGOLE PARTI GIOCO DI SQUADRA: UNA MOSSA VINCENTE? IL TUTTO È PIÙ DELLA SOMMA DELLE SINGOLE PARTI Raduno arbitri 2011 D.ssa Barbara Bononi Prendete un foglio e scrivete ognuno la propria definizione di.. ARBITRAGGIO

Dettagli

Agire per modificare la nostra autostima - Valori e regole personali

Agire per modificare la nostra autostima - Valori e regole personali Agire per modificare la nostra autostima - Valori e regole personali Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre ma nell avere nuovi occhi M.Proust Per migliorare la propria autostima

Dettagli

Accogliere e trattenere i volontari in associazione. Daniela Caretto Lecce, 27-28 aprile

Accogliere e trattenere i volontari in associazione. Daniela Caretto Lecce, 27-28 aprile Accogliere e trattenere i volontari in associazione Daniela Caretto Lecce, 27-28 aprile Accoglienza Ogni volontario dovrebbe fin dal primo incontro con l associazione, potersi sentire accolto e a proprio

Dettagli

MOTIVAZIONE DEL SOCCORRITORE

MOTIVAZIONE DEL SOCCORRITORE Lunedì 17 Febbraio 2014 Misericordia nel Comune di Lari Corso di Formazione di livello Base e Avanzato ASPETTI RELAZIONALI NELL APPROCCIO AL PAZIENTE RELATORE Benedetto Deri, F.M.R.T. Misericordia nel

Dettagli

Orientamenti pedagogico-didattici per una scuola di qualità Relazione a cura di Monica Barbolini

Orientamenti pedagogico-didattici per una scuola di qualità Relazione a cura di Monica Barbolini Orientamenti pedagogico-didattici per una scuola di qualità Relazione a cura di Monica Barbolini Il processo didattico è un processo di natura relazionale, nel senso che mira a sostenere lo studente nella

Dettagli

IO VOGLIO VEDERE, SENTIRE, PARLARE Progetto di educazione alla legalità Scuola Secondaria di Primo Grado Leonardo da Vinci - Nerviano Febbraio -

IO VOGLIO VEDERE, SENTIRE, PARLARE Progetto di educazione alla legalità Scuola Secondaria di Primo Grado Leonardo da Vinci - Nerviano Febbraio - IO VOGLIO VEDERE, SENTIRE, PARLARE Progetto di educazione alla legalità Scuola Secondaria di Primo Grado Leonardo da Vinci - Nerviano Febbraio - Marzo 2016 LINEE GUIDA REGIONALI SULLA PREVENZIONE (DGR

Dettagli

CITTADINANZA E COSTITUZIONE. Premessa

CITTADINANZA E COSTITUZIONE. Premessa CITTADINANZA E COSTITUZIONE Premessa L insegnamento di Cittadinanza e Costituzione, introdotto dalla Legge 30-10-2008, n. 169, mette a fuoco il fondamentale rapporto che lega la scuola alla Costituzione,

Dettagli

PERCORSO DI FORMAZIONE SUI METODI DI APPRENDIMENTO COOPERATIVO. LABORATORIO PERMANENTE di FORMAZIONE E RICERCA

PERCORSO DI FORMAZIONE SUI METODI DI APPRENDIMENTO COOPERATIVO. LABORATORIO PERMANENTE di FORMAZIONE E RICERCA PERCORSO DI FORMAZIONE SUI METODI DI APPRENDIMENTO COOPERATIVO LABORATORIO PERMANENTE di FORMAZIONE E RICERCA Dr. Andrea Bertucci Psicologo e Dottore di Ricerca in Scienze Cognitive E mail: andrea.bertucci@yahoo.com

Dettagli

IL SIGNIFICATO DEI COMPITI A CASA: oltre la necessità di apprendimento

IL SIGNIFICATO DEI COMPITI A CASA: oltre la necessità di apprendimento IL SIGNIFICATO DEI COMPITI A CASA: oltre la necessità di apprendimento Riflessioni su tempo, sviluppo, regole, autonomia, fiducia, sostegno Dr.ssa Nadia Badioli IL SENSO DEI COMPITI STRUMENTO PER: incentivare

Dettagli

- Cassinetto - Scuola Addestramento Tennis

- Cassinetto - Scuola Addestramento Tennis - Cassinetto - Scuola Addestramento Tennis Il Tennis e la preparazione mentale Progetto per la Stagione sportiva 2011/2012 Agosto 2011 Project Leader: Chiara Valdata Obiettivi del Progetto: Il progetto

Dettagli

LE RISORSE EMOTIVE NELLA SCUOLA

LE RISORSE EMOTIVE NELLA SCUOLA FORUM PER LA PROMOZIONE DELLA SALUTE NELLA SCUOLA LA PROMOZIONE DELLA SALUTE NELLA SCUOLA CONVEGNO Venerdi 19 agosto 2011 - TREVANO (Lugano) - AULA MAGNA SUPSI - 8,30/16,30 LE RISORSE EMOTIVE NELLA SCUOLA

Dettagli

ISTITUTO STATALE COMPRENSIVO Magistri Intelvesi San Fedele Intelvi (Como) Anno Scolastico 2012-2013 PROGETTO TEATRO

ISTITUTO STATALE COMPRENSIVO Magistri Intelvesi San Fedele Intelvi (Como) Anno Scolastico 2012-2013 PROGETTO TEATRO ISTITUTO STATALE COMPRENSIVO Magistri Intelvesi San Fedele Intelvi (Como) Anno Scolastico 2012-2013 PROGETTO TEATRO Il progetto teatro nasce dalla necessità di avvicinare gli alunni al mondo teatrale perché

Dettagli

Introduzione. A chi è destinato il programma? Obiettivi

Introduzione. A chi è destinato il programma? Obiettivi Introduzione Tina e Toni è un programma di prevenzione globale destinato alle strutture che accolgono bambini dai 4 ai 6 anni, come le scuole dell infanzia, le strutture d accoglienza e i centri che organizzano

Dettagli

QUESTIONARIO DI EFFICACIA DELL INCONTRO. La valutazione dovrà essere espressa in scala da 1 (per niente) a 5 (pienamente).

QUESTIONARIO DI EFFICACIA DELL INCONTRO. La valutazione dovrà essere espressa in scala da 1 (per niente) a 5 (pienamente). QUESTIONARIO DI EFFICACIA DELL INCONTRO Gentile genitore, le sottoponiamo il presente questionario anonimo al termine dell incontro a cui ha partecipato. La valutazione da lei espressa ci aiuterà a capire

Dettagli

Strategie e indicazioni per favorire l apprendimento. Dott.ssa Francesca Valori Pontedera, 15 maggio 2010

Strategie e indicazioni per favorire l apprendimento. Dott.ssa Francesca Valori Pontedera, 15 maggio 2010 Strategie e indicazioni per favorire l apprendimento Dott.ssa Francesca Valori Pontedera, 15 maggio 2010 Obiettivo: Fornire conoscenze relative alla comunicazione tra istruttore e allievo e strategie funzionali

Dettagli

Progetto educativo d Istituto

Progetto educativo d Istituto Istituto Privato d Istruzione Superiore Progetto educativo d Istituto A.S. 2014 / 2015 Progetto educativo del Nuovo Istituto Meucci PREMESSA Ai Genitori, quali titolari del Progetto Educativo, spetta la

Dettagli

L INTERVISIONE COME STRUMENTO E SOSTEGNO PER IL FACILITATORE:

L INTERVISIONE COME STRUMENTO E SOSTEGNO PER IL FACILITATORE: L INTERVISIONE COME STRUMENTO E SOSTEGNO PER IL FACILITATORE: CARATTERISTICHE, SIGNIFICATO E POTENZIALITA' Villa d Almè, ottobre-novembre 2015 Maria Coelli 1 La supervisione e l'intervisione -Per supervisione

Dettagli

4.0 IL PROGETTO EDUCATIVO

4.0 IL PROGETTO EDUCATIVO 4.0 IL PROGETTO EDUCATIVO 4. 1 LA MISSION La Direzione Didattica San Giovanni conferma le scelte educative delineate nel corso degli ultimi anni, coerenti con le finalità e gli obiettivi del sistema nazionale

Dettagli

Lo Sviluppo delle Capacità

Lo Sviluppo delle Capacità Lo Sviluppo delle Capacità 1 Come elaborare un Piano di sviluppo: premesse e processo 3 2 Appendice A: Una guida per la Diagnosi degli ostacoli 7 3 Appendice B: Una guida per la scelta delle Tecniche 8

Dettagli