IL PIANO DI RISANAMENTO ACUSTICO DEL COMUNE DI GENOVA: FASE OPERATIVA, METODOLOGIA DI ANALISI D.C.C. 140/2010.

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1 IL PIANO DI RISANAMENTO ACUSTICO DEL COMUNE DI GENOVA: FASE OPERATIVA, METODOLOGIA DI ANALISI D.C.C. 140/2010. Grazia Mangili 1, Eliana Botti 2, Cecilia Maggi 3 1 Comune di Genova/Direzione Ambiente Igiene Energia/ U.O.C. Acustica, 2 Comune di Genova/Direzione Ambiente Igiene Energia/ U.O.C. Acustica, 3 Comune di Genova/Direzione Ambiente Igiene Energia/ U.O.C. Acustica, SOMMARIO La legge quadro sull inquinamento acustico, legge 26 ottobre 1995, n 447, come enunciato all art. 1, stabilisce i principi fondamentali in materia di tutela dell ambiente esterno e dell ambiente abitativo dall inquinamento acustico, ai sensi e per gli effetti dell art. 117 della Costituzione. Tale legge demanda ai Comuni la competenza di adottare i Piani di Risanamento acustico stabilendo le condizioni che ne determinano la sua attuazione. La classificazione acustica ed il piano di risanamento costituiscono i due momenti fondamentali della pianificazione acustica a livello comunale; la prima stabilisce i limiti alla rumorosità che debbono essere rispettati sul territorio, il secondo individua le aree da bonificare ed i relativi interventi da attuare affinché siano rispettati i suddetti limiti. Il Piano di Risanamento, definito e normato dall art. 7 della L. 447/95 e dall art. 10 della L.R. 12/98, deve essere adottato dal Comune qualora sussista una delle condizioni seguenti: - la classificazione acustica abbia dato luogo a zone classificate in modo che i relativi limiti assoluti di immissione differiscano per più di 5 dba (aree di contatto). - vi siano porzioni di territorio comunale o siti particolari in cui siano superati i valori di attenzione; La prima condizione è direttamente verificabile dalla consultazione delle carte della Classificazione acustica, la seconda invece presuppone il confronto fra i valori limite della classificazione acustica e la rumorosità effettivamente presente sul territorio (Caratterizzazione acustica). Il PdR deve essere necessariamente redatto da un Tecnico competente in acustica ambientale, come stabilito all art. 2 comma 6 della Legge 447/95, e deve contenere: - La tipologia ed entità dei rumori presenti; - L individuazione delle aree soggette a piano di risanamento acustico; - L individuazione dei soggetti a cui compete l intervento; - L indicazione delle priorità, modalità e tempi di attuazione; - La stima degli oneri finanziari; - Le eventuali misure cautelari e d urgenza per la tutela della salute pubblica. Una volta adottato dal Comune, il piano di risanamento deve essere inviato all Amministrazione Provinciale per la sua approvazione e recepito nel piano regionale triennale di intervento per la bonifica dell inquinamento acustico (art. 2 e art. 10 della L.R. 12/98). Il piano è organizzato in tre fasi, la prima conoscitiva, la seconda di elaborazione, la terza di sintesi e propositiva.

2 LA CLASSIFICAZIONE ACUSTICA DEL COMUNE DI GENOVA. La Classificazione Acustica (Zonizzazione Acustica) è stata adottata dal Consiglio Comunale con deliberazione n 140 del 4/12/2000 e con deliberazi one n 234 del 24 aprile 2002 della Giunta Provinciale di Genova è stata approvata. Tale classificazione consiste nella suddivisione del territorio comunale in 6 classi acustiche omogenee all interno delle quali sono definiti i valori limite assoluti e differenziali (distintamente per i periodi diurno e notturno) delle sorgenti sonore ivi insistenti, valori stabiliti dal D.P.C.M LA CARATTERIZZAZIONE ACUSTICA DEL COMUNE DI GENOVA. Allo scopo di verificare il livello di rumorosità realmente presente sul territorio urbanizzato è stata intrapresa già da parecchi anni una campagna di monitoraggio acustico con rilevamenti di breve e lungo periodo. Tramite impostazioni di calcolo appositamente realizzate, i risultati delle misure fonometriche sono stati implementati in un Data Base dedicato e l elaborazione informatizzata degli stessi ha permesso di poter visualizzare su carta le situazioni d uso e di caratterizzazione del territorio georeferenziandole.la rappresentazione grafica della mappatura acustica è in dettaglio sottoforma di cartografia. TIPOLOGIA ED ENTITÀ DEI RUMORI PRESENTI MISURE CAUTELARI Dalle schede informatiche associate a ciascuna misurazione effettuata sul territorio è stato riportato il codice rumore rilevato, la successiva analisi statistica sulle tipologie di rumore individuate durante i rilievi fonometrici ha evidenziato che la percentuale più alta è da attribuire al rumore da traffico veicolare. L analisi delle sorgenti presenti sul territorio ha condotto, nonostante il risultato di cui sopra, a considerare e a valutare anche la presenza di altre sorgenti di rumore concorrenti quali quelle relative alle infrastrutture portuale e di trasporto, e più localmente quelle evidenziate attraverso le manifestazioni di disagio dei cittadini (esposti). Infatti è attiva la procedura di controllo e eventuale repressione della rumorosità molesta attraverso provvedimenti adottati per la tutela della salute pubblica. Individuazione delle aree soggette a piano di risanamento comunale (criticità acustiche) ZONIZZAZIONE + CARATTERIZZAZIONE = ECCEDENZE DI LIVELLO Figura 1: esempio di sovrapposizione informatizzata tra zonizzazione acustica caratterizzazione acustica

3 Attraverso la sovrapposizione informatizzata della Classificazione acustica e della Caratterizzazione acustica è stato possibile determinare le eccedenze di livello, ossia quelle aree in cui il livello acustico rilevato supera il livello consentito dalla zonizzazione, e i livelli di attenzione ossia i valori limite di immissione della relativa classe acustica di appartenenza aumentati di 10 db. A queste criticità acustiche rilevate è stato assegnato un punteggio, secondo quanto indicato nell allegato A della L.R. 20/03/1998 n 12, al fin e di poter ottenere un criterio di priorità per gli interventi di risanamento. Il criterio tiene conto della presenza di edifici sensibili, dell appartenenza alle varie classi acustiche, alla presenza di superi del limite massimo di Leq in db(a) consentito, della presenza di superi oltre i 70 db(a) e i 75 db(a), del numero stimato di abitanti coinvolti nella zona di criticità. Contestualmente alla determinazione dei superi dei livelli sonori ammessi sono state individuate le criticità acustiche denominate aree di contatto ossia le aree classificate in modo che i relativi limiti assoluti di immissione differiscano per più di 5 dba. LE ZONE IN CONTRASTO DELLA ZONIZZAZIONE ACUSTICA AREE DI CONTATTO. La legge quadro n 447/95 all'art. 4 in maniera p ossibilistica e la L.R. n 12/1998 all'art. 7 - Classificazione acustica in maniera assoluta, prevedono di stabilire il divieto di contatto diretto di aree qualora i rispettivi valori limite si discostino in misura superiore a 5 db(a) di livello sonoro equivalente. L'applicazione della norma nell ambito del territorio del Comune di Genova ha presentato alcuni aspetti che sono apparsi problematici e contraddittori. Nel territorio genovese, con particolare riferimento alle vallate del ponente, dove l insediamento industriale riveste un carattere di tipo storico ed a volte di archeologia industriale, ci si trova a dover individuare aree appartenenti alla Classe V o VI totalmente inserite in aree appartenente alla Classe II o III (aree boschive e/o agricole con eventuale presenza di case sparse o piccoli nuclei abitati - 5/10 case). Questa situazione, sulla base della normativa, appare non ammissibile. La soluzione del problema, nella più rispettosa applicazione automatica della norma, avrebbe dovuto essere quella di generare, in maniera arbitraria, delle aree di Classe IV e, se del caso, di Classe III per conseguire la scaletta prevista dalla differenza di 5 db(a) tra le aree confinanti. Tale soluzione comportava però l'individuazione di aree non corrispondenti alle definizioni previste dalla Tab. A - Classificazione del territorio comunale, allegata al D.P.C.M. 14/11/1998, poiché come già detto, tali aree non presentano le caratteristiche di "aree di intensa attività umana" o di aree di tipo misto. CONTATTI TRA AREE PERCENTUALE classe 1-3 0,58% classe 1-4 0,22% classe 1-5 0,007% classe 1-6 0,005% classe 3-5 0,002% classe 4-6 1,2% Tabella 1: situazioni di contatto in cui i valori limite si discostano in misura superiore a 5 db(a)

4 Attualmente nella Classificazione Acustica del territorio Comunale circa il 2 % del territorio presenta aree in cui si verificano situazioni di contatto in cui i valori limite si discostano in misura superiore a 5 db(a) di livello sonoro equivalente come riportato nella tabella 1. LA GERARCHIA DELLE CRITICITÀ, LE TIPOLOGIE DI CRITICITÀ E LE MACROAREE. Per maggiore chiarezza di analisi si è passati a dare una valutazione in termini di punteggio, per ogni punto di criticità al fine di poter avere successivamente un criterio di priorità per gli eventuali interventi. Il criterio deriva dalle indicazioni contenute nell allegato A della L.R. 20/03/1998 n. 12 art. 2 dove i punteggi tengono conto della presenza di edifici sensibili, dell appartenenza alle varie classi acustiche, alla presenza di superi del limite massimo di Leq in db(a) consentito, della presenza di superiori oltre i 70 e i 75 db(a), del numero stimato di abitanti coinvolti nel punto di criticità o nella macroarea di indagine. TIPOLOGIA DI AREE PUNTEGGIO ospedaliere 8 scolastiche 6 particolarmente protette o prevalentemente residenziali 5 tipo misto 4 intensa attività umana 3 prevalentemente industriali 2 esclusivamente industriali 1 Tabella 2: Interventi previsti nelle aree SUPERI PUNTEGGIO Fino a 5 db(a) 1 oltre 5 db(a) fino a 10 db(a) 2 oltre 10 db(a) fino a 15 db(a) 3 oltre 15 db(a) fino a 20 db(a) 4 oltre 20 db(a) 5 Tabella 3: Interventi conseguenti a superi del limite massimo di Leq in db(a) per ogni area SUPERAMENTI PUNTEGGIO oltre 70 db(a) fino a 75 db(a) 3 oltre 75 db(a) 5 Tabella 4: Interventi conseguenti a superamento del valore di Leq diurno di 70 db(a) nelle classi I, II, III e IV come definite dal D.P.C.M. 14/11/1997

5 NUMERO DI ABITANTI E/O UTENTI PUNTEGGIO da 0 a 100 unità 1 da 101 a 1000 unità 2 da 1001 a unità 3 da a unità 4 oltre unità 5 Tabella 5: Interventi interessanti un numero di abitanti e/o utenti La stima del numero di abitanti viene calcolata tenendo conto della densità abitativa delle cellule urbane censuarie del Comune di Genova che sono state intersecate dai punti di supero dei livelli di attenzione (mq x densità abitanti) La somma di tali punteggi definisce una prima graduatoria di valore di criticità. Si ottiene così una mappa con indicate tutte le aree contenenti gli esuberi, colorate a seconda del punteggio assegnato. Figura 2: Stralcio della carta propedeutica alla individuazione delle tipologie di criticità acustica urbana Se nella carta della caratterizzazione acustica del territorio ogni colore indica un rilievo fonometrico e la sua intensità, in quest ultima carta ogni colore rappresenta un superamento di livello e la sua scala di importanza. Con l analisi delle criticità acustiche rilevate sul territorio si pone anche l obbiettivo di stilare il maggior numero possibile di casistiche nelle quali si mettono in relazione la sorgente di rumore (traffico), con l ambito urbano tipo in cui si verifica il disturbo (scuola, ospedale, via, piazza, ecc.). L analisi sin qui svolta restituisce sul territorio una serie di situazioni puntuali sparse secondo la maglia di rilevamento originata dalla caratterizzazione acustica. Si è reso necessario un ulteriore sforzo di sintesi di lettura ed elaborazione dei dati ottenuti che ha portato a raggruppare i punti di supero in relazione ai principali aspetti del tessuto urbano della città. Lo scopo è quello di identificare alcune situazioni e soluzioni tipologiche da esportare ed utilizzare in ambiti territoriali simili in modo da ottenere qualitativamente soluzioni progettuali di risanamento acustico applicabili sul tutto il territorio urbanizzato. Nel tessuto urbano della città di Genova si possono sintetizzare le seguenti tipologie di criticità acustica urbana:

6 Ambiti urbani lineari, Nodi urbani, Edifici sensibili, Aree urbane protette, Gallerie e sottopassi veicolari urbani, Area vasta. Figura 3: Ambiti urbani lineari Figura 4: Nodi urbani Figura 5: Edifici sensibili

7 Figura 6: Aree urbane protette Figura 7: Gallerie e sottopassi veicolari urbani Figura 8: Area vasta

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